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Capitolo 5: Mandare gli italiani in vacanza  THE ALPITOUR GROUP

Alpitour è stato fondato a Cuneo, comune piemontese, nel 1947 come agenzia di viaggi. Inizialmente, il
suo obiettivo era vendere biglietti di treni e autobus, con la funzione secondaria di organizzare viaggi
affittando pullman per accompagnare i clienti ad eventi a carattere sociale, come il Carnevale di Venezia
e il Giubileo a Roma nel 1950. I primi viaggi includevano l’escursione (gita) e 2 notti in albergo di media
categoria.

La storia di questa impresa non si differenzia molto da quella di qualunque altra impresa italiana a
conduzione familiare e di piccole dimensioni.

Il fondatore dell’agenzia di viaggi Alpi è Lorenzo Isoardi: aveva per l’agenzia di viaggi un'ambiziosa
missione: offrire ai clienti un buon servizio turistico a un prezzo relativamente economico. Lo sviluppo
demografico di quell’area negli anni 50-60 contribuì alla crescita delle attività economiche dell’agenzia di
viaggi Alpi. Alpi includeva nuove destinazioni internazionali che potevano essere raggiunte in autobus e,
successivamente, con la combinazione di autobus e aereo. La Spagna è stato il primo paese a cui l'agenzia
di viaggi Alpi ha offerto un pacchetto che comprendeva un viaggio di 6 giorni. La strategia dell'azienda
 aumentare le offerte speciali durante la bassa stagione.

DA AGENZIA DI VIAGGI A TOUR OPERATOR

Lo sviluppo di una strategia maggiormente complessa, basata su una combinazione di viaggio in pullman
e aeroplano fu conseguenza diretta di un tentativo da parte della compagnia aerea nazionale Alitalia di
creare una rete nazionale di agenzie di viaggi per la vendita di biglietti aerei . L’Alitalia, così come
altre compagnie di bandiera realizzò che il viaggio mediante il trasporto aereo stava lentamente mutando
da uso elitario ad uso comune. L’Alitalia contattò la Alpi ed essi giunsero facilmente ad un accordo
all’inizio degli anni 60 che permise all’agenzia Alpi di vendere viaggi tutto compreso. Questa offerta era
nuova per il mercato italiano e poiché le proposte avrebbero influenzato e interessato una più ampia
porzione di clienti potenziali fu possibile limitare i costi del processo di contrattazione con i vettori di
trasporto. Parte della fama dell’agenzia di viaggi Alpi è dovuta a questi tipi di viaggio tutto compreso,
pubblicizzati nei giornali locali come “viaggi di lusso, a metà prezzo”. L’azienda era a carattere locale e
non nota al livello nazionale  l’attività commerciale di vendita dei viaggi era piccola e priva di
prospettive promettenti: Alpi dovette introdurre nuovi prodotti per aumentare il suo ricambio e
diversificare il suo profilo.

Specializzarsi nell’organizzazione di escursioni costituì una reale opportunità di sviluppo in un settore


diverso, che necessitava di nuove competenze per realizzare nuovi prodotti. Questa strategia necessitava
di una parziale ristrutturazione dell’azienda. La Alpi rimase un’azienda familiare, ma la sua struttura
divenne più complessa con uno staff specializzato nell’organizzazione di formule di viaggio tutto
compreso (pacchetti). Ciò richiese nuovi contatti e collegamenti con i partner, e la segmentazione di
mercato, per creare offerte diverse per clienti diversi. Il compito più delicato fu trovare i giusti partners,
perché l’elemento decisivo per una strategia di successo fu il livello di servizi offerti nei resort, come la
qualità degli alberghi, la loro location, e altri fattori caratterizzanti l’offerta turistica. Questo nuovo
approccio non poteva più definirsi di una agenzia di viaggi, ma piuttosto di un TO, poiché implicava il
contatto personale e diretto con le organizzazioni turistiche locali e le aziende.
La decisione di cambiare il nome da Alpi a Alpitour nel 1968 fu simbolica. La formula offerta
dall’Alpitour fu un successo: offerta nuove, flessibili e di successo per incrementare il numero di clienti,
che portò a più offerte. Il vero boom iniziò nella seconda metà degli anni 70 in seguito alla
riorganizzazione delle compagnie di volo. Alpitour fu una eccezione nella situazione italiana, perché a
quel tempo la sua offerta includeva, e così per diversi anni, viaggi verso la Grecia e la Spagna, mentre gli
altri TO italiani limitavano la propria offerta a località balneari nazionali (italiane). Alpitour offrì
destinazioni più esotiche che non sono state un successo di massa, contribuendo alla valorizzazione
dell’immagine dell’azienda tra i suoi potenziali clienti.

Nuova strategia dell’azienda nell’organizzazione dei voli e assistenza ai turisti per tutta la durata della
vacanza.

Internazionalizzazione, fusione e acquisizione?: Nel 1988 acquistò il 25% dell’azienda Jumbo Tours di
Palma de Mallorca, una delle 5 migliori aziende spagnole del settore. Alpitour divenne uno dei membri di
un grande progetto spagnolo: investe 4.1 milioni di Eur nella cosiddetta Pool Shana per ottenere una
partecipazione nel gruppo spagnolo Royal Tour España (società che gestisce hotel sulla costa
mediterranea) e in un altro gruppo spagnolo, Royal Tour, proprietario di una catena alberghiera e di
numerosi resort residenziali nelle isole Baleari. La partecipazione di Alpitour in questo progetto
d’investimento fu un sigillo di approvazione per l’azienda italiana: essere accettata tra alcuni dei più
importanti TO europei fu la ricompensa per 40 anni di sviluppo e la conferma che Alpitour era l’unico
gruppo italiano significativo e importante di questo settore. Come altre aziende italiane a conduzione
familiare, Alpitour soffrì di insufficienti risorse finanziarie all’inizio degli anni 90. La strategia del
gruppo nei primi anni 90 fu di incrementare la qualità dei servizi e la gamma dell’offerta.

IL COINVOLGIMENTO FIAT

I primi contatti con il gruppo Agnelli cambiò l’Alpitour: firmando un accordo nel 1992, comprò un 30%
delle azioni di Alpitour  la holding finanziaria della famiglia Agnelli (Ifil). Il nuovo socio mise a
disposizione dell’azienda nuovo capitale: l’azienda intraprese un grande progetto di costruzione di nuovi
hotel e villaggi vacanze, nel Mediterraneo e in altre aree del mondo. La maggior parte degli 80 hotel
dell’Alpitour in tutto il mondo sono hotel stile italiano, ciò significa che i turisti italiani possono trovare la
cucina italiana, divertimento e qualsiasi altra cosa gestita da staff italiano. Nel 1998 Alpitour accettò di
fondersi con Francorosso, il secondo più grande TO italiano. Nel 1999 il gruppo acquisì una
partecipazione di minoranza in altre 2 società: 49% di Viaggidea e il 35% di Viaggi dell’Elefante: la
prima fondata negli anni 80 è specializzata nell’organizzazione delle vacanze ai Caraibi, la seconda
specializzata come TO nelle lontane destinazioni d’Oriente e per i viaggi con carattere culturale. Nel 2004
Ifil fu di nuovo proprietaria di tutte le azioni Alpitour. La storia di Alpitour rappresenta l’evoluzione del
settore turistico in questo paese: una azienda a conduzione familiare all’inizio, uno sviluppo di lungo
periodo con un successo crescente tra i clienti italiani, qualche difficoltà finanziaria per mancanza di
capitale, l’intervento di un grande gruppo, la riduzione e poi l’eliminazione della proprietà familiare.