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Progetto promosso da Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

Edizione realizzata da Iniziative Speciali di Giunti Editore S.p.A.


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Supervisione a cura di:


Attività Editoriali – Direzione Centrale Comunicazione Esterna
del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane

Coordinamento a cura di:


Trenitalia S.p.A., Divisione Passeggeri Regionale – Commerciale Regionale

Realizzazione editoriale e testi: Studio27 Progetto Editoriale

Collaborazione redazionale: Agnese Fioretti

Referenze fotografiche (i numeri di pagina si riferiscono all’edizione stampata):


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In copertina: Agrigento, Valle dei Templi (© nadirco/stock.adobe.com)

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Via G.B. Pirelli 30 – 20124 Milano – Italia

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Piazza della Croce Rossa 1 – 00161 Roma – Italia

ISBN: 9788809961937

Prima edizione digitale: giugno 2021


Presentazione
L’Italia, non occorre dirlo, è un Paese baciato dalla sorte:
storia, cultura, bellezze naturali, tradizioni, buona cucina si
intrecciano a formare un caleidoscopio di mille luci e dalle
infinite sfaccettature: un tutto da scoprire, vedere,
ammirare, amare, assaporare, vivere. E viaggiare è vivere.
Soprattutto se il viaggio è sereno, a misura d’uomo: il
viaggio in treno.
L’offerta di treni regionali nel nostro Paese è capillare e le
soste nelle stazioni riservano sorprese affascinanti. Questa
collana vuole essere una fonte di ispirazione e suggerimenti
per andare alla scoperta dei mille volti dell’Italia: viaggiando
a bordo del treno si attraversa il territorio andando in cerca
di bellezze nascoste e meno note, di curiosità e di punti di
interesse non scontati, raggiungibili comodamente a piedi
dalle stazioni.

In carrozza e buon viaggio!


Consulta qui tutti gli orari
Sommario
Le tratte
 
Alcamo Diramazione-Castelvetrano-Trapani
Caltanissetta-Canicattì-Agrigento
Caltanissetta-Gela-Siracusa
Catania-Caltagirone
Messina-Catania-Siracusa
Palermo-Agrigento
Palermo-Messina
Palermo-Punta Raisi
Palermo-Caltanissetta Xirbi-Catania
Palermo Notarbartolo-Giachery
 
INSERTO FOTOGRAFICO
 
Aspra, favolosa, esuberante

L a Sicilia è un’isola aspra e favolosa, ricca di effetti


speciali naturali, dall’Etna, il più alto vulcano europeo,
ai giardini esotici che quasi ogni città esibisce
orgogliosamente. È splendida anche nelle sue numerose
esuberanze artistiche, in cui la severità greco-romana si
alterna all’opulenza di un Barocco interpretato con spiccata
personalità. Geograficamente è un grande triangolo nel
cuore del Mediterraneo, ricco di morbide colline dove la vite,
l’olivo e il grano – reintrodotto con le sue varietà storiche –
disegnano un territorio di grande fascino naturalistico su cui
spiccano numerosi rilievi montuosi: da Messina verso
oriente i monti Peloritani, i Nebrodi, le Madonie e i
Sicani, tutelati da importanti parchi naturali, quindi gli Erei
al centro e i monti Iblei a sud. Due sole le piane, quella di
Catania e di Gela, entrambe a spiccata vocazione agricola.
Tutt’intorno una costa ricca e irregolare, avara di spiagge sul
versante settentrionale, evocatrice di miti e turistica lungo
lo Ionio, bassa e selvaggia sul canale di Sicilia. Saline dai
riflessi cangianti e rovine di antiche tonnare squarciano i
litorali dove in lontananza spuntano isole delle meraviglie
come le Egadi o le Eolie.
Le grandi città sono le depositarie di un patrimonio culturale
invidiabile, in gran parte tutelato dall’Unesco. La Magna
Grecia si respira nei templi di Agrigento come nel teatro di
Taormina, nell’isola di Ortigia di Siracusa o nei resti di
Selinunte. La stagione arabo-normanna ha il suo epicentro
a Palermo, con preziose diramazioni a Cefalù, a Mazara
del Vallo o nelle numerose fortezze sulla costa o in
posizione elevata nell’entroterra. Il legante del Barocco è
diffuso praticamente ovunque, dai palazzi di Catania alla
splendida piazza del Municipio di Noto, dalle chiese
svettanti verso il cielo con scenografiche scalinate e facciate
a torre (su tutte quella del Duomo di San Giorgio a Modica),
alle ville “mostruose” di Bagheria. Un’esuberanza a cui la
gastronomia si accosta con l’antica e sempre viva tradizione
dei cibi di strada, della granita servita con la brioche e
soprattutto dei dolci: fastosi, ricchi, plasmati in forme
studiate per esaltare la suprema ghiottoneria di una delle
tante variabili della sicilianità.

La costa siciliana nei pressi di Taormina


Alcamo Diramazione-
Castelvetrano-Trapani
Le saline di Marsala al tramonto

Lungo la tratta

ALCAMO DIRAMAZIONE
Salemi-Gibellina
Un museo all’aperto d’arte contemporanea
Le cinque piazze di Gibellina
Castelvetrano
Il Duomo di Santa Maria Assunta
La Cappella Sistina della Sicilia
L’Efebo di Selinunte
Campobello di Mazara
Le Cave di Cusa
Mazara del Vallo
Il gambero rosso di Mazara
L’Arco normanno
La chiesa di San Nicolò Regale
Il Satiro Danzante
Nei vicoli della kasbah
Un capolavoro barocco
Petrosino-Strasatti
Il Baglio Woodhouse
Marsala
Garibaldi a Marsala
La fontana del vino
Nelle cantine del Marsala
Archeologia a capo Boeo
Piazza della Repubblica, cuore di Marsala
Spagnuola
La Riserva Naturale Isole dello Stagnone
La torre Culetta

TRAPANI
Il parco di villa Margherita
Il centro storico di Trapani
Il Museo delle Illusioni Ottiche
La processione dei Misteri
Cous cous trapanese e pane cunzato
Le Isole Egadi

Il Duomo di Castelvetrano

Isole Egadi: veduta aerea di Levanzo


Inaspettata, classica, multicolore

L a punta occidentale del triangolo siciliano è percorsa da


questa tratta ferroviaria a forma di “U”, che si sviluppa
tutta all’interno della provincia di Trapani. Gibellina è la
Sicilia inaspettata, un museo di arte contemporanea
all’aperto nato per esorcizzare le tragedie di una terra tanto
antica quanto geologicamente instabile. Inaspettata perché
le immagini più accreditate sono quelle barocca e classica
che si incontrano invece a Castelvetrano, con il tripudio
fastoso della chiesa di San Domenico – soprannominata la
“Cappella Sistina” della Sicilia –, il vicino Duomo, la statua
dell’Efebo di Selinunte e, poco oltre, a Campobello di
Mazara, con le rovine delle Cave di Cusa.
L’arrivo a Mazara del Vallo, sulla costa, sorprende con i
suoi colori: quelli del mare – che più che separare collega
alla vicina Tunisia –, dei vicoli animati della kasbah, della
pietra ocra dei monumenti normanni e del rosso dei prelibati
gamberi pescati al largo. Dopo un lungo tratto tra uliveti,
coltivazioni di ortaggi e vigneti appare Marsala, la città
delle grandi cantine dove gustare l’omonimo vino (una
curiosa statua realizzata da Salvatore Fiume gli tributa il
giusto omaggio). Ma in città si può apprezzare anche
l’elegante centro storico oppure scegliere di inebriarsi
inseguendo le memorie risorgimentali o scoprendo la ricca
area archeologica di capo Boeo.
La ferrovia punta quindi a nord, tenendo sempre a vista il
mare, con la Riserva Naturale Isole dello Stagnone e le
vicine saline, in cui i mulini sembrano fluttuare nel riverbero
del sole al tramonto. Trapani è appena oltre, introdotta da
altre biancheggianti vasche di sale. Usciti dalla stazione, il
centro storico si protende verso il mare in una lingua di terra
ricca di palazzi, chiese e parchi cittadini, con via Garibaldi e
corso Vittorio Emanuele a scandire un itinerario di visita tra
sacri “misteri” e degustazioni di cous cous. Dal porto, in
mezz’ora in aliscafo, le isole Egadi sono il paradiso per gli
amanti delle immersioni e di un turismo balneare più
discreto.

Il porto di Mazara del Vallo

Le Cantine Florio a Marsala

La Cattedrale di Trapani
UN MUSEO ALL’APERTO D’ARTE
CONTEMPORANEA

Sorta dopo il disastroso terremoto del 1968, Gibellina


Nuova è stata trasformata in un’esposizione permanente di
sculture e installazioni di artisti contemporanei di spicco
come Alberto Burri (vedi foto, il Cretto), Mario Schifano,
Franco Angeli, Andrea Cascella, Pietro Consagra, Arnaldo
Pomodoro e Mimmo Paladino.
Tutta la città ha subito significativi interventi di
riqualificazione urbanistica, spesso ispirati al Razionalismo e
al Postmodernismo. Molte le opere in cui ci si imbatte, fra
cui il Giardino segreto 1 di Francesco Venezia e Area 85 di
Marcello De Filippo nella zona nord, la Città di Tebe di Pietro
Consagra e la Torre Civica di Alessandro Mendini nei pressi
del Municipio, la Montagna di sale (vedi foto) di Mimmo
Paladino nelle campagne a est, l’avveniristica Chiesa Madre,
progettata da Ludovico Quaroni e Luisa Anversa, e il Teatro
disegnato da Consagra.
Il Museo Civico ospita i bozzetti delle installazioni insieme
a opere di Salvatore Fiume, Lucio Fontana, Antonio Corpora,
Giulio Turcato, Carla Accardi.
Salemi-Gibellina
900 m

LE CINQUE PIAZZE DI GIBELLINA

Piazza Rivolta del 26 Giugno 1937, piazza Fasci dei


Lavoratori (vedi foto), piazza Monti di Gibellina, piazza
Autonomia Siciliana e piazza Portella della Ginestra. Sono le
cinque piazze, tra viale Monte Fenestrelle e viale
Finocchiaro Aprile, che caratterizzano il nucleo meridionale
di Gibellina. Le prime tre sono le più innovative, esaltate,
secondo il progetto di Franco Purini e Laura Thermes, da
portici geometrici che nei lati lunghi si sviluppano su due
livelli, e da una pavimentazione bicolore in pietra lavica e
travertino.
Salemi-Gibellina
900 m

IL DUOMO DI SANTA MARIA


ASSUNTA

La Chiesa Madre (XVI secolo), Duomo di Castelvetrano, è


il fulcro del sistema di piazze comunicanti che caratterizza il
centro storico della città: piazza Carlo d’Aragona, piazza
Umberto I, con la bella fontana della Ninfa, e piazza Principe
di Piemonte. La facciata della chiesa, proprio all’intersezione
delle prime due piazze, spicca per il portale decorato con
arabeschi; all’interno le tre navate sono sovrastate da una
copertura lignea con la trave centrale decorata da stemmi,
strumenti musicali e armi. Belle ed esuberanti le decorazioni
a stucco dell’arco trionfale e dell’arco absidale.
Castelvetrano
1100 m

LA CAPPELLA SISTINA DELLA


SICILIA
La monumentale chiesa quattrocentesca di San
Domenico a Castelvetrano, considerata la Cappella
Sistina della Sicilia, è il simbolo del passaggio dal
Manierismo isolano all’imminente Barocco. L’interno è un
tripudio fastoso di stucchi e dorature, in gran parte opera di
Antonino Ferraro da Giuliana, che tra il 1574 e il 1580 esaudì
il desiderio del principe Carlo Aragona Tagliavia di farne il
suo mausoleo personale. Di grande pregio sono i fregi e i
riquadri del presbiterio, gli affreschi del coro e le statue
nelle nicchie. Ma l’attenzione è attirata soprattutto dalla
ricca decorazione che sovrasta l’arco tra la navata e il
coro che raffigura L’albero di Jesse (vedi foto), la genealogia
che secondo la Bibbia conduce dal padre del re Davide a
Gesù. Il gruppo plastico, dorato e colorato, è una delle
migliori rappresentazioni scultoree di questo soggetto,
riportato all’originario splendore dagli interventi di restauro.
www.chiesasandomenico.it
Castelvetrano
1000 m

L’EFEBO DI SELINUNTE

Nella ricca collezione archeologica del Museo Civico di


Castelvetrano, che raccoglie soprattutto reperti
provenienti dalla vicina Selinunte, la statuetta in bronzo
dell’Efebo, alta 85 centimetri, spicca per l’atteggiamento
imperturbabile, reso enigmatico dagli occhi lucenti in pasta
vitrea. Non è chiaro chi si nasconda sotto le sembianze di
questo adolescente nudo, in piedi con la gamba destra
leggermente inclinata in avanti: forse un kouros
(“fanciullo”) o forse Dioniso. Ma la sua importanza è
notevole, perché costituisce uno dei rari esempi di statuaria
della Magna Grecia del V secolo a.C.
www.distrettoturisticoselinuntino.it
Castelvetrano
1400 m

LE CAVE DI CUSA

Un banco di calcarenite lungo quasi 2 chilometri


disseminato di parti di colonne appena sgrossate nella
roccia o abbandonate tra la vegetazione: quando nel 409
a.C. la vicina Selinunte fu minacciata dai Cartaginesi, gli
scalpellini fuggirono lasciando a metà i materiali destinati ai
nuovi edifici cittadini. Negli anni precedenti, grazie al
sapiente uso di cunei in legno e di strumenti in metallo, da
queste cave gli artigiani erano riusciti a trarre i grandi
capitelli e le imponenti colonne del Tempio G di Selinunte.
La visita all’area archeologica delle Cave (o Rocche) di
Cusa, nei pressi di Campobello di Mazara, è suggestiva, e
stupisce vedere ancora le profonde incisioni circolari servite
a realizzare i singoli rocchi delle colonne.
www.selinunte.gov.it
Campobello di Mazara
3000 m

IL GAMBERO ROSSO DI MAZARA

Uno dei crostacei più ambiti dai gourmand arriva da qui. Il


famoso gambero rosso di Mazara (Aristaeomorpha
foliacea) vive su fondali sabbiosi in acque tra i 200 e i 1000
metri di profondità, dove viene pescato con reti a strascico.
Il colore è un bel rosso vivo simile al corallo, ancora più
intenso tra la primavera e l’estate, quando è il momento
migliore per apprezzarne la carne bianca e compatta. Nei
ristoranti cittadini avrete la certezza di assaggiare quello
originale mazarese, che non va confuso con il gambero
rosso del Mozambico!
Mazara del Vallo

L’ARCO NORMANNO

L’arco è tutto ciò che resta dell’antico castello fatto


costruire a Mazara del Vallo nell’XI secolo da Ruggero I
d’Altavilla per sancire la fine della dominazione araba sulla
città. L’arco ogivale superstite era un tempo la porta di
accesso alla struttura difensiva che, nel corso dei secoli,
perdendo via via ragion d’essere, divenne palazzo nobiliare
e poi carcere, fino all’abbattimento nel 1880 per far posto al
giardino pubblico Villa Jolanda. Di fronte, piazza Mokarta
prende il nome dal generale arabo che nel 1075 tentò
invano la riconquista della città.
Mazara del Vallo
400 m

LA CHIESA DI SAN NICOLÒ REGALE

Costruita nel XII secolo sulla sponda sinistra del porto-


canale di Mazara del Vallo, questa chiesa
è un piccolo gioiello in stile arabo-normanno, spogliato in
tempi recenti dalle sovrastrutture barocche inserite nel XVII-
XVIII secolo. Ha pianta quadrata sovrastata da merlature
lungo tutti i lati, con una cupola centrale e tre absidi.
Nell’interno un piccolo altare spicca sulla pavimentazione
colorata di ispirazione islamica. All’esterno, di fronte
all’ingresso, sono stati rinvenuti mosaici di epoca romana.
Mazara del Vallo
850 m

IL SATIRO DANZANTE

La statua in bronzo di un giovane satiro impegnato in una


danza vorticosa durante un corteo orgiastico in onore di
Dioniso è il pezzo di maggior pregio del Museo del Satiro
di Mazara del Vallo, allestito negli spazi della ex chiesa di
Sant’Egidio. La statua, rinvenuta mutila di una gamba e
delle braccia nelle reti di un peschereccio nel 1997, è alta
circa 2,5 metri e risale alla fine del IV secolo a.C.
Si tratta di un prezioso esempio di arte greca classica,
probabilmente opera della scuola di Prassitele, che ora
spicca con la sua posa dinamica al centro dell’abside,
valorizzato da un moderno impianto di luci. Nelle sale del
museo si ammirano numerosi altri reperti archeologici
restituiti dal mare.
Mazara del Vallo
700 m

NEI VICOLI DELLA KASBAH


L’antica kasbah di Mazara del Vallo si distende tra piazza
del Plebiscito e piazza Porta Palermo componendo un
intreccio di vicoli che raccontano la storia della ben
integrata comunità tunisina.
Lungo gli acciottolati si succedono maioliche e murales
colorati, botteghe tradizionali, portoni e portali in stile
arabo-berbero, slarghi e piazzette, ma anche vecchie
abitazioni aperte su cortili con i panni stesi al sole. Tra i
vicoli più suggestivi ci sono il vicolo del Vento – il cui
nome è spiegato in una ceramica lungo il percorso – e i
vicoli Giattino e degli Aragonesi, sovrastati da
esuberanti tendaggi e ingentiliti da una sequenza di grandi
vasi policromi che rimandano al recente gusto mazarese per
le ceramiche artistiche. Notevoli le scalinate decorate.
www.mazaravalley.info
Mazara del Vallo
500 m

UN CAPOLAVORO BAROCCO

Di origine normanna ma completamente rimaneggiata nel


XVII secolo, la Cattedrale di Mazara del Vallo è un
capolavoro barocco a tutto tondo, a partire dalla ricca
facciata con il massiccio campanile e dalle tre cupole
rivestite di piastrelle in maiolica. All’interno, le volte delle
tre navate alternano sapientemente fastose decorazioni in
stucco e affreschi con scene dell’Apocalisse e Allegorie della
Fede. Nel presbiterio spicca il maestoso altare in argento
che riproduce un prospetto con nicchie, statuette e colonne,
su cui incombe massiccio il gruppo scultoreo della
Trasfigurazione sul Monte Tabor, svelato da due scenografici
drappi in stucco retti da angeli.
www.mazaravalley.info
Mazara del Vallo
550 m

IL BAGLIO WOODHOUSE

Il termine “baglio” identifica in Sicilia una fattoria con casa


padronale e magazzini, raccolta attorno a un cortile
centrale. Quello di Petrosino fu edificato nel 1813 da John
Woodhouse, il commerciante inglese a cui la tradizione
attribuisce una grande invenzione: nel 1773 Woodhouse, a
Marsala per affari, spedì in patria una partita di vino siciliano
che irrobustì con acquavite perché si conservasse durante il
trasporto; era nato il Marsala. Nelle cantine del baglio di
Woodhouse furono prodotti i mitici Marsala Soleras 1815 e
Waterloo 1815, e quel che resta di quella irripetibile
stagione si trova a metà della via che oggi porta il nome del
commerciante. Sono visibili il portale d’ingresso – che
compare anche nello stemma del Comune – e i depositi. Al
piano nobile della residenza si conservano decorazioni ad
affresco raffiguranti pampini di viti.
www.visitpetrosino.com
Petrosino-Strasatti
2400 m

GARIBALDI A MARSALA

Inaugurato nel 2016 a Marsala dopo mezzo secolo di


vicissitudini, il monumento ai Mille celebra l’episodio che
innescò l’Unità d’Italia. La struttura è ispirata ai piroscafi
Piemonte e Lombardo, con cui i Garibaldini approdarono nel
porto di Marsala l’11 maggio 1860; lungo le murate, due
lastre metalliche recano incisi i nomi delle 1089 Camicie
Rosse. Il monumento ospita anche una sala convegni e un
Ufficio Informazioni Turistiche. L’Eroe dei Due Mondi è
ricordato anche nel busto che si vede in piazza della
Vittoria (vedi foto).
www.turismocomunemarsala.com
Marsala
1300 m

LA FONTANA DEL VINO

La fontana in piazza Francesco Pizzo a Marsala, realizzata


nel 1978 dallo scultore Salvatore Fiume, è un tributo
all’enologia del territorio.
Il gruppo bronzeo raffigura una baccante ebbra che viene
scalciata, o forse disarcionata, da un asino che porta sulla
soma una botticella di vino da cui fuoriescono zampilli.
Nonostante il tono apparentemente dissacrante, il suo
simbolismo è un sentito omaggio alla secolare coltivazione
della vite, alla produzione del vino e alla vita contadina
marsalesi.
Marsala
250 m

NELLE CANTINE DEL MARSALA


La tradizione del vino Marsala si è tanto radicata nella città
da cui prende il nome da farne uno dei simboli stessi della
sicilianità.
Tra le aziende che offrono visite guidate ed esperienze
enoturistiche si distinguono le Cantine Florio (vedi foto) in
via Florio 1 e le Cantine Pellegrino in via del Fante 39. I
percorsi fra tini giganti e botti per l’affinamento si
concludono invariabilmente con degustazioni e assaggi di
prodotti del territorio.
www.duca.it
www.carlopellegrino.it
Marsala
900-2100 m

ARCHEOLOGIA A CAPO BOEO

Capo Boeo è il punto più occidentale della Sicilia, segnato


da un obelisco (vedi foto). Nell’area archeologica, in
un’ampia zona non urbanizzata affacciata sul mare
all’estremità nordoccidentale della città, sono state
rinvenute abitazioni e resti di fortificazioni risalenti a un
periodo compreso tra il II secolo a.C e il III d.C. La domus
principale ha ambienti spaziosi, pavimenti musivi e un
impianto termale. Nel vicino Museo Baglio Anselmi, fra i
numerosi reperti fenici, paleocristiani e medievali, si
conserva una straordinaria nave punica (vedi foto) del III
secolo a.C., rinvenuta nel 1969 al largo dell’Isola Grande.
www.turismocomunemarsala.com
Marsala
1600 m
PIAZZA DELLA REPUBBLICA,
CUORE DI MARSALA

Il cuore del centro storico di Marsala è nella raccolta


piazza della Repubblica su cui si affacciano i due
principali edifici cittadini. Il Duomo (vedi foto) dedicato a
San Tommaso Becket – il culto del quale fu introdotto nel XII
secolo da Guglielmo I di Sicilia – è un elegante edificio
barocco eretto nel 1628 su un precedente tempio
normanno. Nell’ordine superiore dell’imponente facciata
racchiusa tra due campanili spiccano due coppie di statue:
San Giovanni Battista e San Tommaso (vedi foto); San Leone
e San Gregorio Magno. L’interno è disposto su tre navate
delimitate da colonne monolitiche in marmo; nelle cappelle
laterali si conservano opere di Domenico e Antonello Gagini,
Antonello Riccio e Bartolomeo Berrettaro. Sul lato
meridionale della piazza si ammira palazzo 7 Aprile (al
centro nella prima foto), originario del XVI secolo ma
rimaneggiato nel XVII con le belle arcate, il loggiato e la
torre dell’Orologio; da questo edificio l’11 maggio 1860
Francesco Crispi dichiarò la fine del regno borbonico in
Sicilia. La piazza è costeggiata dalla pedonale via XI
Maggio, anima dello shopping.
Marsala
1100 m

LA RISERVA NATURALE ISOLE


DELLO STAGNONE

Una lunga camminata dalla stazione di Spagnuola in


direzione della costa conduce al Centro Informazioni della
riserva, porta di accesso all’area protetta. Il panorama è
dominato dallo Stagnone, la più vasta laguna della Sicilia,
caratterizzata da acque basse in cui trova ospitalità una
ricca avifauna (chiurli, mignattai, aironi, falchi di palude,
germani reali) e in cui sono attive le secolari saline, con i
mulini che al tramonto sembrano fluttuare tra i riverberi
dell’acqua.
Spagnuola
3000 m

LA TORRE CULETTA

Addentrandosi nell’entroterra dalla stazione di Spagnuola –


in contrada Pispisia – per un intrico di stradine delimitate
da case basse e terreni piantumati si raggiunge la torre
Culetta, una struttura forse difensiva alta 18 metri, di
origini settecentesche. Oggi si possono ammirare le
decorazioni in mattoni a vista sugli angoli e la caditoia sulla
sommità, anch’essa elegantemente decorata; è allo studio
una sua destinazione a struttura museale.
www.marsalaturismo.it
Spagnuola
2500 m

IL PARCO DI VILLA MARGHERITA

Il parco di villa Margherita a Trapani è un polmone


verde tra la stazione e il centro storico. Di origine
ottocentesca, è qualcosa di più che un giardino pubblico: nei
suoi 21 000 metri quadrati ci sono un laghetto con oche e
cigni, voliere con diverse specie di uccelli e un percorso
botanico che si snoda in quattro settori delimitati da aiuole,
cordoli, siepi e piante subtropicali. In estate il teatro
all’aperto ospita manifestazioni e spettacoli.
Trapani
400 m

IL CENTRO STORICO DI TRAPANI

Il centro storico di Trapani è su una lingua di terra protesa


verso il mare che si offre al turista appena uscito dalla
stazione. Due sono le vie da percorrere: via Garibaldi con i
suoi palazzi settecenteschi, la chiesa barocca di Santa Maria
dell’Itria (XVII secolo), i locali alla moda e le boutique, e
corso Vittorio Emanuele (vedi foto) con la zona pedonale
che inizia in corrispondenza dello splendido Palazzo
Senatorio (XVII secolo), con la chiesa del Collegio e la
Cattedrale di San Lorenzo (XVIII secolo). Poco distante dal
centro, alle spalle della stazione, il santuario
dell’Annunziata (vedi foto) è forse il monumento cittadino
più importante: una chiesa gotica, normanna e barocca in
cui, al termine di una sequenza di cappelle riccamente
decorate, si conserva la preziosa statua in marmo della
Madonna di Trapani col Bambino.
Il santuario dell’Annunziata
Trapani
1200-2200 m
IL MUSEO DELLE ILLUSIONI
OTTICHE

A Trapani l’insolito Museum of Optical Illusion si


propone come «la prima e unica struttura in Italia
interamente dedicata alle illusioni ottiche». Prendendo
spunto da una combinazione di elementi di arte,
architettura, psicologia, fisica e ottica, le diverse sezioni
espositive mettono alla prova non solo la percezione visiva
ma anche la mente dei visitatori. Ogni illusione viene poi
spiegata scientificamente.
www.mooitrapani.com
Trapani
600 m

LA PROCESSIONE DEI MISTERI

A pochi passi dalla Cattedrale di Trapani, la chiesa delle


Anime del Purgatorio, dalla facciata barocca decorata con
le statue degli Apostoli, è nota perché custodisce i Misteri
di Trapani: venti gruppi statuari in legno decorati e rivestiti
di tessuto, che riproducono scene della Passione. Da quattro
secoli il pomeriggio del Venerdì Santo vengono portati in
processione lungo un percorso che si ripete
ininterrottamente fino al mezzogiorno successivo,
coinvolgendo tutta la cittadinanza.
www.chiesamisteri.it
Trapani
1200 m
COUS COUS TRAPANESE E PANE
CUNZATO

Le origini del cous cous (vedi foto) sono nordafricane e c’è


chi lo considera un antenato della pasta, ma non è chiaro se
a Trapani sia arrivato con gli Arabi o in secoli successivi. Qui
viene servito con il pescato (scampi, vongole, dentice,
orata) insieme a una manciata di mandorle tritate e
aromatizzato con cipolla, aglio, prezzemolo e pomodoro.
Tipicamente marinaro è anche il capolavoro dello street food
locale, il pane cunzato (“condito”): una pagnotta farcita
con alici sott’olio, formaggio primo sale, pomodorini e
origano.
Trapani

LUOGHI IMPERDIBILI: LE ISOLE


EGADI

A poche miglia dalla costa trapanese (traghetti e aliscafi


sono frequenti dal porto di Trapani), l’arcipelago delle Egadi
è composto da tre isole principali: Favignana (vedi foto), la
più turistica, con belle spiagge di sabbia (Bue Marino, Cala
Rossa, Cala Azzurra) e un mare cristallino; Levanzo, con un
piccolo borgo marinaro e i graffiti preistorici della grotta del
Genovese; Marettimo, selvaggia e montuosa, ricca di
sentieri tra rovine di fortezze e antiche chiese. Tutt’intorno
una serie di isolotti, come Formica, con i resti di una
tonnara e di un faro, o Preveto, dove nidifica il gabbiano
reale. Un insieme che fa dell’arcipelago uno straordinario
esempio di natura incontaminata, tanto che la zona è la più
grande area marina protetta del Mediterraneo.
www.ampisoleegadi.it
Trapani
Caltanissetta-Canicattì-
Agrigento
Dalla patria del cannolo siciliano alla città natale di
Sciascia fra uliveti, vigneti e mandorleti,
pregustando il gran finale ad Agrigento.

Veduta di Caltanissetta

Lungo la tratta

CALTANISSETTA CENTRALE
La Cattedrale di Caltanissetta
Raviole e Rollò
Palazzo Moncada
Tutta la sicilianità in un dolce
Il giardino di villa Amedeo
Serradifalco
Coltivazioni a perdita d’occhio
Canicattì
I murales per le vie di Canicattì
La chiesa di San Pancrazio
Racalmuto
Il Castello Chiaramontano
In memoria di Sciascia
Grotte
Il Nero d’Avola
La torre del Palo
Le celebrazioni al Calvario

AGRIGENTO CENTRALE
La Cattedrale di San Gerlando
La Valle dei Templi, splendida visione
La chiesa di Santa Maria dei Greci
Le miscate
Il monastero di Santo Spirito
Le case di Pirandello

Il tempio di Giunone nella Valle dei Templi


Viaggio verso la splendida visione

U n paesaggio collinare vocato alla cerealicoltura e alla


viticoltura conduce dal centro (quasi) geografico
dell’isola alla «splendida visione» della Valle dei Templi
descritta da Goethe. Caltanissetta, adagiata alle pendici
del monte San Giuliano, è una cittadina dall’identità sobria –
raccolta attorno alla Cattedrale affrescata dal Borremans e a
palazzo Moncada –, ma la sua temperanza tracima in
esuberanza gustativa non appena la parola è lasciata ai
dolci: tra tutti il cannolo, che qui ha visto i natali, seguito
dalla raviola e dal rollò, di origini più o meno recenti ma
ugualmente invitanti.
La ferrovia si insinua quindi tra uliveti, mandorleti e
vigneti resi floridi in parte dalle numerose sorgenti
sotterranee ma soprattutto dallo slancio imprenditoriale
attivato dalla chiusura delle storiche miniere di zolfo. A
Canicattì, la mole squadrata della Chiesa Madre e i murales
fanno da contrappunto all’immagine quasi prettamente
agricola della città, mentre pochi chilometri più a ovest è
Racalmuto a farsi carico della memoria culturale siciliana:
all’ombra dell’imponente Castello Chiaramontano, il suo più
illustre cittadino, Leonardo Sciascia, passeggia ancora per le
vie del centro effigiato in una statua bronzea con la mano in
tasca e l’immancabile sigaretta.
Una sosta a Grotte per la visita all’insolito Calvario e la
degustazione di un bicchiere di Nero d’Avola preparano al
gran finale di Agrigento. Dove gli straordinari templi
sull’acropoli dell’antica Akragas rubano la scena agli altri
pregi locali, che tuttavia meritano una curiosa attenzione.
Alla ricerca della casa di Pirandello, ad esempio, oppure
sulle tracce della smisurata Cattedrale di San Gerlando
recentemente restaurata, per finire con due gioielli in stile
gotico chiaramontano come la chiesa di Santa Maria dei
Greci e il monastero di Santo Spirito.

Veduta di Agrigento

Vigneti di Nero d’Avola


LA CATTEDRALE DI CALTANISSETTA

Situata in piazza Garibaldi e fronteggiata dal prospetto


bianco e azzurro della chiesa di San Sebastiano, la
Cattedrale di Santa Maria la Nova a Caltanissetta è un
imponente edificio del XVI secolo dalla sobria facciata
delimitata da due campanili. Il suo pregio maggiore è
nell’interno a tre navate, dove il pittore fiammingo
Guglielmo Borremans, che trascorse gran parte della vita
tra Napoli e la Sicilia, ha prodigato tutta la sua bravura negli
affreschi della navata centrale con le Scene dell’Immacolata
Concezione, l’Incoronazione della Vergine e il Trionfo di San
Michele (1720). Colonne e intradossi delle arcate esibiscono
sontuose decorazioni in stucco dorato che incorniciano altri
affreschi del Borremans e dei suoi aiuti, con vicende di
personaggi della Bibbia. Suo è anche il dipinto della pala
d’altare, Immacolata e Santi (1719).
Caltanissetta Centrale
750 m

RAVIOLE E ROLLÒ

La tradizione dolciaria di Caltanissetta è rinomata e


apprezzata ben oltre i confini regionali. Ma tra le numerose
golosità ce ne sono due così tipiche che solo qui potrete
apprezzarle al meglio. La prima è la raviola nissena (vedi
foto), una sorta di fagottino ripieno di ricotta e fritto. La
seconda è il rollò (da non confondere con il rollò salato, in
uso in altre zone della Sicilia): un rotolo di pan di Spagna
aromatizzato al cioccolato, ripieno di ricotta e pasta reale,
spolverizzato con granella di pistacchio. Un’accoppiata
trionfale!
Caltanissetta Centrale

PALAZZO MONCADA

Costruito a metà del XVII secolo per volontà di Luigi


Guglielmo Moncada, conte di Caltanissetta, palazzo
Moncada è il simbolo di un sogno indipendentista andato in
fumo. I lavori infatti rimasero a metà in seguito
all’allontanamento del committente, coinvolto nel 1651 in
una congiura autonomista antispagnola. Il palazzo
quadrangolare, che occupa un intero isolato, ha ancora oggi
il prospetto principale incompleto, soprattutto al piano
nobile. L’edificio ospita gli uffici comunali e spazi museali
per mostre temporanee e permanenti, come quella dedicata
allo scultore Michele Tripisciano.
Caltanissetta Centrale
800 m

TUTTA LA SICILIANITÀ IN UN DOLCE

Secondo la leggenda, il cannolo fu inventato proprio a


Caltanissetta. C’è chi sostiene a opera delle monache di
un convento e chi invece dalle favorite di un harem
dell’emiro di Kalt El Nissa. Quale che sia la verità, la ricotta
di pecora usata per riempire il cilindro di pasta fritta è un
prodotto della tradizione siciliana che affonda nella notte dei
tempi, mentre la sua “contaminazione” con zucchero,
vaniglia, cannella e frutta candita è tipicamente araba. Le
gocce di cioccolato, ovviamente, sono un’innovazione
postcolombiana. Il risultato è un dolce dal sapore intenso,
peccaminoso e altamente seducente.
Caltanissetta Centrale

IL GIARDINO DI VILLA AMEDEO

Un tempo nota con il nome di Real Villa Isabella, villa


Amedeo è il principale giardino pubblico di
Caltanissetta. Situata nella zona meridionale della città, in
un quartiere ora a carattere amministrativo, un tempo era
parte della selva di un convento dei Cappuccini. Il giardino è
diviso in quattro quadranti delimitati dai due viali, bordati di
palme e alberi d’alto fusto, che si intersecano presso la
fontana centrale.
Caltanissetta Centrale
700 m

COLTIVAZIONI A PERDITA D’OCCHIO

La campagna della Sicilia centroccidentale, specie quella tra


Serradifalco e Canicattì, è una terra solo apparentemente
aspra: in realtà è estremamente generosa verso le colture
tradizionali, che qui sono impiantate su terreni vari, con
preponderanza di suoli argillosi, sabbiosi e calcarei. La
ferrovia costeggia uliveti, mandorleti, ficheti e vigneti che si
inseguono a perdita d’occhio e prosperano in virtù delle
numerose falde acquifere e delle sorgenti sotterranee. Gli
uliveti offrono varietà come la Tonda Iblea, la Nocellara
dell’Etna e la Giarraffa, mentre il microclima generato
dalla brezza proveniente dal mare consente la produzione di
vini fruttati, freschi, intensi e persistenti.

I MURALES PER LE VIE DI


CANICATTÌ

A Canicattì i murales sono una recente novità. L’idea di


dare vita a scorci del centro storico attraverso i colori della
street art è stata lanciata da alcuni writer locali ed è stata
recepita dall’amministrazione comunale attraverso iniziative
e concorsi. I soggetti sono svariati: leggende e personaggi
della tradizione popolare nei pressi della chiesa dei Santi
Filippo e Giacomo (La Badia), papa Giovanni Paolo II al ponte
ferroviario tra via Carlo Alberto e via Vittorio Emanuele,
territorio e natura sulle pareti della pesa pubblica di largo
Canale, la legalità alla Villa Comunale e in via Cirillo.
Canicattì
500-900 m

LA CHIESA DI SAN PANCRAZIO

Una gradinata in via Duomo a Canicattì conduce al sagrato


della chiesa di San Pancrazio o Chiesa Madre, un edificio
dalla facciata squadrata le cui origini risalgono al XVIII
secolo. Ha pianta a croce latina con cappelle laterali dove
trovano posto il tabernacolo barocco del Santissimo
Sacramento, in legno dorato, e due interessanti statuette.
La prima è una Madonna delle Grazie in stile bizantino, che
la leggenda vuole ritrovata nel XVIII secolo nella zona
archeologica di Vito Soldano. La seconda è un Ecce Homo di
alabastro rosa in cui le venature naturali della pietra
sembrano evocare i lividi della fustigazione di Cristo.
Canicattì
750 m

IL CASTELLO CHIARAMONTANO

Le due torri cilindriche che sporgono dal prospetto orientale


del castello di Racalmuto lo rendono riconoscibile già in
lontananza, a dominio del centro storico. L’imponente
struttura del maniero risale al XIV secolo, quando fu eretto
su un edificio preesistente da Federico II Chiaramonte,
signore di Racalmuto e Siculiana. Ha una pianta
trapezoidale che si sviluppa su tre livelli, con un cortile
interno. La facciata principale è stata stravolta da finestre e
balconi, inseriti in seguito ad alcuni interventi abitativi degli
anni Cinquanta del Novecento.
Racalmuto
1100 m

IN MEMORIA DI SCIASCIA

Leonardo Sciascia passeggia ancora nella sua


Racalmuto, una mano in tasca e l’altra con l’immancabile
sigaretta. Lo scultore Giuseppe Agnello ha colto
l’atteggiamento abituale dello scrittore in quest’opera in
bronzo installata nel 1997 in corso Garibaldi e divenuta
simbolo della cittadina. I turisti non mancano di farsi
immortalare al suo fianco in un omaggio informale al grande
intellettuale siciliano.
Racalmuto
750 m

IL NERO D’AVOLA

Prodotto in buona parte del territorio siciliano dall’omonimo


vitigno, il Nero d’Avola è un rosso di elevata gradazione
nato in origine come vino da taglio. Sebbene molti
attribuiscano la miglior vocazione all’area sudorientale della
Sicilia, anche nelle colline tra Grotte e Racalmuto il vitigno
ha trovato una straordinaria terra d’elezione, soprattutto per
i prodotti in purezza e affinati in barrique. Un risultato che
conferma la provincia di Agrigento al secondo posto in
Sicilia, dopo Trapani, per diffusione della viticoltura.

LA TORRE DEL PALO

È un’antica torre difensiva a pianta ottagonale, fatta erigere


nella parte alta di Grotte dal barone Montaperto nella
seconda metà del XV secolo. Ma è nel 1627 che accanto le
viene innalzato un palo (da cui il nome), simbolo della
giustizia implacabile amministrata dal barone Gaffore per
conto del vicerè. La struttura, più volte rimaneggiata,
esibisce decorazioni in stile gotico moresco ed è oggi
utilizzata dalla Pro Loco per mostre di pittura e
fotografia.
Grotte
700 m

LE CELEBRAZIONI AL CALVARIO

Creato nel 1688, il Calvario di Grotte si inerpica su un


colle partendo dalla via principale del paese, fiancheggiato
da cipressi e dalle stazioni della Via Crucis. Al termine
dell’itinerario, la chiesetta della Croce è la tappa
conclusiva delle sentite celebrazioni pasquali, quando
tutta Grotte si trasforma in un teatro a cielo aperto, con
figuranti in costume che interpretano i momenti della
Passione di Cristo e con processioni lungo le strade e le
piazze del centro.
Grotte
900 m

LA CATTEDRALE DI SAN GERLANDO

In posizione decentrata, al colmo di una scalinata da cui


domina Agrigento, la Cattedrale voluta dal vescovo
Gerlando nel 1096 è stata riaperta al pubblico dopo lunghi
lavori di consolidamento. L’edificio si sviluppa per quasi 100
metri di lunghezza e ha un interno a tre navate delimitate
da massicci pilastri. La prima parte del soffitto centrale è
formata da travature con capriate di legno mirabilmente
decorate, mentre la seconda ha cassettoni dorati e una
grande aquila bicipite al centro. Straordinari l’abside e il
coro, ricchi di affreschi e stucchi dorati; notevole anche
l’arca d’argento (1639) con le reliquie del santo. Nella
navata destra si conservano le spoglie attribuite al paladino
Brandimarte, cantato da Ludovico Ariosto nell’Orlando
Furioso.
www.cattedraleagrigento.com
Agrigento Centrale
1100 m

LA VALLE DEI TEMPLI, SPLENDIDA


VISIONE

«Una splendida visione»: così Goethe definì lo sguardo


sull’altopiano roccioso dove si elevano il tempio della
Concordia e i ruderi del tempio di Giunone, i due principali
riferimenti della Valle dei Templi di Agrigento, uno dei siti
archeologici più vasti e significativi della civiltà greca
classica. Dalla stazione l’accesso più agevole è quello dalla
biglietteria occidentale, nei pressi di Porta V, raggiungibile
seguendo un percorso sterrato tra mandorli e ulivi che si
stacca da via Petrarca. Da qui, l’area archeologica
dell’antica Akragas si sviluppa verso est con i templi di
Efesto, di Castore e Polluce, di Zeus, la necropoli
paleocristiana e quindi i due templi della Concordia (vedi
foto) e di Giunone. I reperti del Museo Archeologico
Regionale, a metà strada tra Agrigento e la Valle, narrano
le vicende del territorio dalla Preistoria sino alla fine dell’età
greco-romana.
Agrigento Centrale
3000 m

LA CHIESA DI SANTA MARIA DEI


GRECI

Nel cuore della città vecchia di Agrigento, questa chiesetta


affascina per la sua semplicità medievale. Eretta intorno al
XIII secolo sui resti di un tempio greco, le cui colonne sono
ancora visibili all’interno, è stata a lungo una Cattedrale di
rito greco-ortodosso. Vi si accede da un piccolo cortile
aperto sul pregevole portale gotico chiaramontano della
facciata. L’interno è a tre navate, con un soffitto ligneo
centrale e resti di affreschi alle pareti; suggestiva la cripta
con il colatoio dove venivano imbalsamati i corpi dei
religiosi.
Agrigento Centrale
1000 m

LE MISCATE

Tipiche di Agrigento, le miscate sono spirali di pasta


lievitata farcite con salsiccia sbriciolata (ma c’è chi usa un
trito misto di manzo e maiale), olive nere, cipolle e pecorino.
Il nome può variare, da ’mpignolata a mignolata a
’mpriulata, così come la forma, che in alcune panetterie
del centro assume quella di una piccola ciambella ripiena
arrotolata a mo’ di chiocciola. Il gusto, invece, è antico come
le sue origini, intenso e decisamente saporito.
Agrigento Centrale

IL MONASTERO DI SANTO SPIRITO

Noto agli Agrigentini come Bataranni (Badia Grande), il


monastero di Santo Spirito occupa un intero isolato
quasi nel centro geografico della città. È uno splendido
esempio di Gotico chiaramontano realizzato sul finire del XIII
secolo, con la chiesa a navata unica ricca di stucchi
settecenteschi che si concludono nella superba Gloria della
Santissima Trinità sopra l’altare maggiore. A fianco della
chiesa si aprono il grande chiostro, l’aula capitolare e il
refettorio; al primo piano si trovano altri ambienti, tra cui
l’ex dormitorio, trasformato in sala per congressi ed
eventi.
Agrigento Centrale
500 m

LE CASE DI PIRANDELLO

La casa natale di Luigi Pirandello (vedi foto, il busto


all’ingresso) – sede della biblioteca e del museo dedicato
al grande drammaturgo – si trova in contrada Caos, a 4
chilometri da Agrigento, ed è raggiungibile percorrendo la
Strada Statale 115 per Porto Empedocle. Ma il futuro Premio
Nobel visse fino all’età di sette anni in città, al numero
civico 14 dell’attuale via Pirandello, a pochi passi dalla
stazione: una lapide lo ricorda sulla facciata dell’edificio
dove abitava con la famiglia.
Agrigento Centrale
200 m
Caltanissetta-Gela-
Siracusa
Il carretto siciliano e il suo museo, il cioccolato di
Modica e altre dolcezze da sogno, l’incanto del
Barocco isolano, il passeggio nei luoghi del
commissario Montalbano e l’arrivo a Siracusa
splendente di arte e di storia.

Interno della cupola della chiesa della Madonna delle


Lacrime a Siracusa

Lungo la tratta

CALTANISSETTA CENTRALE
vedi Caltanissetta-Canicattì-Agrigento

Canicattì
vedi Caltanissetta-Canicattì-Agrigento
Licata
Castel Sant’Angelo
Il porto e le spiagge di Licata
Palazzo Frangipane
Gela
Il lungomare Federico II
Il Liberty gelese
Il Museo Archeologico di Gela
Vittoria
Il carretto siciliano e la sua storia
Il teatro, la chiesa, il castello
Ragusano e Cerasuolo
Comiso
La piazza del Municipio di Comiso
Donnafugata
La catacomba di Donnafugata
La masseria che divenne castello
Ragusa
La chiesa di Santa Maria delle Scale
Vicoli, palazzi e giardini a Ibla
Il Duomo di Ragusa
Scaccia e nucatoli
Modica
Chiese rupestri a Modica
Il Duomo di San Giorgio
Modica Alta e pizzo Belvedere
Cioccolato e ’mpanatigghi
Scicli
A passeggio in via Nazionale
La chiesa di San Bartolomeo
Nei luoghi del commissario Montalbano
Il Museo della Farmacia
Pozzallo
La torre Cabrera
Ispica
Un sorprendente unicum architettonico
Noto
L’Infiorata di Noto
Il Barocco di via Nicolaci
Le tre piazze di Noto
La Cattedrale di San Nicolò
Avola
La regina delle mandorle
La Chiesa Madre di Avola
Testimone del passato

SIRACUSA
Le catacombe di San Giovanni
Il parco della Neapolis
Un “orecchio” indiscreto
Il nucleo antico di Siracusa
La Madonna delle Lacrime
Il papiro di Siracusa
Nel cuore del Barocco siciliano

A bbandonata Caltanissetta, la ferrovia scende verso sud-


est percorrendo un itinerario sinuoso attraverso campi
coltivati a cereali, ulivo e vite, organizzati con geometrica
accuratezza e condotti da una sapienza agraria di antica
memoria. La strada ferrata serpeggia fino al mare
circumnavigando le colline o attraversandole con brevi ma
frequenti gallerie. La costa si raggiunge a Licata,
annunciata da castel Sant’Angelo: dopo uno sguardo ai
palazzi dei Frangipane, la vivace zona portuale e le belle
spiagge (dove sbarcarono gli Alleati nel luglio 1943) invitano
a una piacevole sosta. Poco oltre, seguendo il litorale, Gela
non è solo il chilometrico lungomare Federico II, ma anche i
palazzi liberty e la sede del pregevole Museo Archeologico,
dedicato soprattutto ai vasi corinzi e attici del VI-V secolo
a.C.
Lasciata la costa, l’entroterra accoglie con la cittadina di
Vittoria, dove lo storico carretto siciliano ha trovato
un’interessante collocazione museale, e dove ha inizio l’area
di produzione di due capisaldi dell’enogastronomia locale
come il Ragusano e il Cerasuolo di Vittoria. Sono però la
Comiso della fontana di Diana e l’imponente castello
neogotico di Donnafugata ad anticipare l’ingresso nel
cuore del Barocco isolano. Ragusa è l’esito dell’abbandono
dell’adiacente Ibla, distrutta dal terremoto del 1693 e poi
pazientemente ricostruita. Le suggestioni migliori si
incontrano proprio nella città vecchia tra vicoli, chiese (è un
capolavoro il Duomo di San Giorgio) e giardini panoramici. Il
Barocco è la traccia che conduce poi a Modica, famosa per
il cioccolato ma anche ricca di pregevoli testimonianze
d’arte, a Scicli, dove un occhio attento può scovare le
tracce della Vigata di Montalbano, e a Noto, capolavoro
urbanistico equamente suddiviso nelle tre piazze che si
inseguono su corso Vittorio Emanuele. Il capolinea simbolico
è Siracusa, una stratificazione di storia, culture e stili che
ha nell’isola di Ortigia il suo grande museo all’aperto, e
nel Parco Archeologico della Neapolis o nelle catacombe di
San Giovanni altre perle tutte da vivere e da ammirare.

Le vivaci decorazioni di un carretto siciliano

Palme nel Giardino Ibleo a Ragusa


CASTEL SANT’ANGELO

Il castello si erge sull’estremità orientale della montagna di


Licata, a dominio del porto, in un’area ricca di
testimonianze archeologiche con necropoli, santuari e resti
di cisterne e di abitazioni. La fortezza, di origine
seicentesca, ingloba una preesistente torre di avvistamento
quadrangolare. I muri a scarpa, le merlature, i tre possenti
bastioni e il cortile triangolare le conferiscono una
suggestione bellica che di fatto non le compete, perché non
fu mai oggetto di attacchi o assedi. Notevole il panorama
dalle mura.
www.licatainrete.it
Licata
1100 m

IL PORTO E LE SPIAGGE DI LICATA

Il porto di Licata è un’ampia struttura che si protende nel


mare, suddivisa internamente da due moli intermedi che
delimitano l’area peschereccia da quella turistico-
commerciale; la zona più vivace è quella intorno al faro, con
ristoranti, bar e pizzerie. Belle spiagge sabbiose attrezzate
si trovano sia a ponente, come la spiaggia di Marianello,
sia a levante. Sulle spiagge di Mollarella (vedi foto) e
Poliscia, una lapide ricorda lo sbarco alleato avvenuto su
questi arenili all’alba del 10 luglio 1943.
Licata
1800 m

PALAZZO FRANGIPANE

All’apice del prestigio politico ed economico, la famiglia


Frangipane costruì a Licata tre palazzi.
Il più significativo è quello in corso Vittorio Emanuele
edificato tra il 1733 e il 1785, oggi sede di una banca. Nella
facciata, in tardo stile barocco e parzialmente bugnata, si
apre un sontuoso portale sovrastato da uno dei sette
balconi che scandiscono il prospetto dell’edificio per tutta
la lunghezza; nelle mensole che reggono i balconi si nota
l’alternanza di personaggi dalle fattezze demoniache con
altri dal volto angelico. Di pregio anche la bifora dello
scalone che porta al piano nobile (vedi foto).
Licata
800 m

IL LUNGOMARE FEDERICO II

Il lungomare di Gela si estende per quasi cinque chilometri


dalla spiaggia di Macchitella, a ovest, fino alla zona delle
raffinerie a est. Per buona parte delimitato da file di palme e
oggetto di una riqualificazione urbanistica, è il vivace luogo
del passeggio e del jogging, tra bar, gelaterie, rosticcerie e
ristoranti, frequentati soprattutto nei mesi estivi. Di fronte si
allargano ampie spiagge attrezzate e libere; le migliori
sono quelle in prossimità del porto turistico.
Gela
2100 m

Panoramica di Gela

IL LIBERTY GELESE

Tra fine Ottocento e inizio Novecento lo sviluppo urbanistico


di Gela ha intercettato il gusto liberty, lasciando numerose –
seppur discrete – tracce in alcuni edifici del centro storico,
come sulle facciate di palazzo Rosso, palazzo Giusto-
Nocera, palazzo Tedeschi e palazzo De Maria. Timpani,
archi ribassati, modanature floreali, cornicioni decorati e
finestre delimitate da colonnine corinzie sono le principali
testimonianze di questa stagione all’insegna dell’eleganza.
Gela
1600 m

IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI GELA

Il Museo Archeologico di Gela illustra, attraverso


straordinari reperti ceramici, bronzei e numismatici, le
vicende della città e del suo territorio dalla Preistoria all’età
medievale, con particolare attenzione al VI-V secolo a.C.,
quando Gela era uno dei più importanti insediamenti della
Sicilia. Nelle otto sezioni espositive spiccano i vasi corinzi
e attici a figure nere e a figure rosse provenienti dagli scavi
delle necropoli, attribuiti, tra gli altri, agli illustri ceramografi
noti come Pittore di Gela, Pittore di Eucharides, Pittore di
Edimburgo e Pittore di Boreas.
Gela
1300 m

IL CARRETTO SICILIANO E LA SUA


STORIA

Negli spazi fieristici di via Garibaldi a Vittoria il Museo del


Carretto Siciliano ospita oltre trenta esemplari
splendidamente decorati, raccolti in più di mezzo secolo dal
poeta e cantastorie Giovanni Virgadavola. I carretti
provengono non solo da Vittoria ma anche dall’area iblea,
da Siracusa e da Catania, consentendo di cogliere i diversi
elementi decorativi di questo veicolo dell’iconografia
siciliana. L’accesso è su prenotazione.
www.museodelcarrettovirgadavola.it
Vittoria
2400 m

IL TEATRO, LA CHIESA, IL
CASTELLO

Una passeggiata a Vittoria non può prescindere da queste


tre mete. Affacciato su piazza del Popolo, il Teatro
Comunale (1868-1877) è un gioiello del Neoclassicismo,
con la bella facciata suddivisa in due ordini di colonne che si
affianca scenograficamente alla contigua chiesa di Santa
Maria delle Grazie. Poco oltre, in piazza Ricca, la Chiesa
Madre (1695-1706) intitolata a San Giovanni Battista è un
bell’esempio di stile barocco, con un prospetto semplice
sormontato da due piccole cupole e un interno a tre navate
ricco di stucchi, marmi e statue. Ai margini orientali della
città, il seicentesco castello Colonna Henriquez è una
struttura che conserva poco dell’antico fortilizio, soprattutto
dopo il rovinoso terremoto del 1693; oggi è sede del Museo
Civico Polivalente.
Vittoria
1500-2000 m

RAGUSANO E CERASUOLO

Il comprensorio del Ragusano Dop, lo storico formaggio a


forma di parallelepipedo a pasta filata ottenuto da latte
crudo vaccino, include anche Vittoria, dove la produzione è
vocata soprattutto alla stagionatura in locali interrati. Qui
l’eccellenza casearia si sposa a quella vinicola del
Cerasuolo di Vittoria Docg, dal tipico colore rosso ciliegia,
dal sapore pieno e vellutato e con profumi decisamente
fruttati. Un’accoppiata tutta da gustare.
www.consorzioragusanodop.it
www.cerasuolovittoria.it
Vittoria

LA PIAZZA DEL MUNICIPIO DI


COMISO

Agorà, ombelico, fulcro della vita sociale e culturale del


paese: la piazza principale di Comiso ne è anche lo storico
nucleo fondativo. Qui, dove oggi campeggia la fontana di
Diana, probabilmente sgorgava la sorgente presso cui la
tradizione vuole che la dea si dissetasse e facesse abluzioni.
In epoca romana, a poche decine di metri si costruì un
importante complesso termale, ampliato in età bizantina,
i cui resti sono ancora visibili all’imbocco di via Calogero.
Cingono l’armoniosa piazza begli edifici ottocenteschi e
novecenteschi, che conferiscono omogeneità a tutto
l’insieme.
Comiso
600 m

LA CATACOMBA DI DONNAFUGATA

A pochi passi dal castello di Donnafugata, questo ipogeo


del IV-V secolo rischia di passare inosservato; eppure è un
raro esempio di catacomba cristiana di un villaggio
tardoimperiale, costituita da due ambienti collegati da un
piccolo corridoio. Le sepolture – oltre trenta – sono disposte
simmetricamente ai due lati di un camminamento centrale,
chiuso a sua volta da un altro gruppo di quattro fosse.
Donnafugata
1300 m

LA MASSERIA CHE DIVENNE


CASTELLO

Una masseria di Donnafugata del XVII secolo trasformata


in castello e assurta a imponente residenza nobiliare:
l’edificio, di gusto romantico e neogotico, deve l’aspetto
attuale alle modifiche apportate tra la seconda metà del XIX
secolo e gli inizi del Novecento dalla famiglia Arezzo de
Spuches. L’ampia facciata è delimitata da due torri laterali
ed è ornata da una loggia in stile gotico veneziano, con otto
finestre a sesto acuto che danno accesso alla grande
terrazza sottostante. L’interno di oltre 2500 metri quadrati è
suddiviso in 122 stanze; sul retro si apre un grande parco
con una coffee house, un labirinto e alcuni intrattenimenti
fatti installare dai proprietari per divertire gli ospiti.
www.castellodonnafugata.org
Donnafugata
600 m

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE


SCALE

Dal XIV secolo, ma secondo alcuni già dal XIII, la chiesa di


Santa Maria svetta in cima alle scale che uniscono
Ragusa alla vecchia Ibla. Conserva una navata e alcuni
resti gotici (come il pulpito alla base del campanile)
dell’antica chiesa, distrutta dal terremoto del 1693.
Ricostruita in forme barocche, venne ruotata di novanta
gradi e disposta su tre navate con numerose cappelle. Nella
navata centrale si aprono i quattro portali della chiesa
originaria, con decorazioni in stile gotico catalano.
Ragusa
1200 m

VICOLI, PALAZZI E GIARDINI A IBLA


Il nucleo storico di Ragusa, abbandonato dopo il terremoto
del 1693 e poi ricostruito, si presta a un tranquillo
girovagare tra vicoli suggestivi. Da via Di Stefano, dopo aver
incontrato palazzo La Rocca con i suoi esuberanti balconi,
si raggiunge il Duomo barocco, aggrappato a una scalinata.
La bella piazza antistante invita a una piacevole sosta prima
di addentrarsi in via XXV Aprile, verso le affascinanti rovine
della chiesa di San Giorgio Vecchio (XV secolo) e la
verde terrazza del Giardino Ibleo (vedi foto) affacciata
sulla valle dell’Irminio.
Ragusa
3000 m

IL DUOMO DI RAGUSA

Considerato una delle massime espressioni dell’architettura


barocca in Sicilia, il Duomo di Ragusa (1738-1775)
presenta un’ampia facciata convessa disposta su tre ordini,
che si concludono nella torre campanaria. L’effetto
scenografico per chi osserva dalla piazza è notevole,
esaltato dall’imponente scalinata leggermente disassata e
dalla bella cancellata in ferro battuto. L’interno a tre navate
conserva tele dei migliori artisti del Settecento siciliano: Vito
d’Anna, Giuseppe Tresca, Antonio Manno. Sopra le porte
laterali sono conservate la statua del Santo a cavallo e la
cassa-reliquiario in argento portate in processione durante
la festa patronale.
Ragusa
2400 m
SCACCIA E NUCATOLI

Sono i due cibi che si contendono il primato del gusto a


Ragusa. La scaccia è costituita da un involucro di pasta
sottile ripieno di salsa di pomodoro e caciocavallo (sono
ammesse le varianti con cipolla e pomodoro, ricotta e
cipolla, ricotta e salsiccia, pomodoro e melanzana),
ripiegato su se stesso.
I nucatoli (vedi foto) sono i classici biscotti natalizi ragusani
a forma di “S”, con un ripieno a base di fichi secchi, oppure
di uva passa o di mosto cotto, sempre con l’aggiunta di
miele e, eventualmente, di mandorle tritate e scorza
d’arancia.
Ragusa

CHIESE RUPESTRI A MODICA

Per le sue grotte abitate fino a poco più di mezzo secolo fa,
Modica è considerata una piccola Matera; vanta anche
alcune chiese rupestri, sopravvissute al terremoto del XVII
secolo. Quella di San Nicolò Inferiore, in via Grimaldi, fu
riscoperta nel 1997 dopo le sovrapposizioni edilizie
accumulatesi nei secoli precedenti. Originaria dell’XI-XII
secolo, è formata da un unico ambiente rettangolare e da un
presbiterio. Nell’abside, un affresco, probabilmente di epoca
tardomedievale, raffigura Cristo in trono tra due coppie di
angeli, racchiuso in una mandorla.
Modica
1100 m
IL DUOMO DI SAN GIORGIO

Come altre chiese siciliane, anche il Duomo di Modica si


erge al colmo di una scenografica scalinata (250 gradini),
con una facciata barocca a torre alta più di 60 metri,
suddivisa in tre ordini. Costruito nel XVIII secolo ma
completato solo nel successivo, ha l’interno a cinque
navate, ricche di straordinarie opere d’arte. Su tutte il
grandioso polittico di Bernardino Nigro nell’abside
(seconda metà del XVI secolo), che raffigura in dieci pannelli
Scene della Sacra Famiglia e della Vita di Gesù. È una vera
curiosità la meridiana pavimentale che si trova davanti
all’altare.
Modica
1600 m

MODICA ALTA E PIZZO BELVEDERE

La parte alta di Modica si raggiunge da corso Regina


Margherita. Addentrandosi nelle traverse di sinistra si arriva
a pizzo Belvedere, una postazione panoramica che
consente di ammirare la struttura urbana della città con le
sue pittoresche abitazioni aggrappate alla roccia e spartite
dalla fenditura di corso Umberto I. Pochi passi più a nord si
trova la chiesa di San Giovanni Evangelista, posta – come il
Duomo – al colmo di una bella scalinata.
Modica
2200 m
CIOCCOLATO E ’MPANATIGGHI

Il cioccolato fu introdotto a Modica dagli Spagnoli nel XVI


secolo e da allora si è conquistato il ruolo di stella assoluta
della gastronomia locale. Lo si ottiene da una lavorazione
particolare, senza aggiunta di grassi vegetali, coloranti o
emulsionanti, che gli conferisce la tipica consistenza
granulosa e friabile. Buonissimo così, al naturale, è
impiegato anche in numerosi dolci. Tra questi, i più curiosi
sono gli ’mpanatigghi, una sorta di piccoli panzerotti
impanati (da cui il nome) ripieni di carne di manzo,
cioccolato, mandorle, noci, zucchero, cannella e chiodi di
garofano.
www.cioccolatomodica.it
Modica

A PASSEGGIO IN VIA NAZIONALE

Principale arteria cittadina, la via Nazionale di Scicli è il


luogo del passeggio e anche un pregevole campionario di
architettura barocca, rinvenibile nei numerosi dettagli degli
edifici: portali, cornicioni, mensole e finestre elegantemente
decorate. È il caso di piazza Busacca, a metà di via
Nazionale, con il palazzo omonimo e la bella chiesa della
Madonna del Carmine.
Scicli
900 m

LA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO


La chiesa di San Bartolomeo a Scicli è incastonata in
uno scenario impareggiabile, tra un’aspra parete rocciosa
punteggiata di verde e le case basse che costituiscono il
limite orientale della città. La facciata a torre barocco-
neoclassica del XVIII-XIX secolo è disposta su tre ordini e
gremita di colonne. All’interno, l’unica navata è decorata da
affreschi e stucchi dorati. Bella la pala d’altare con il
Martirio di San Bartolomeo (1779) di Francesco Pascucci e
notevole il presepe del XVIII secolo con 29 statue in legno
del napoletano Pietro Padula.
Scicli
1100 m

NEI LUOGHI DEL COMMISSARIO


MONTALBANO

La Sicilia di Montalbano è un blend di luoghi nel quadrante


sudorientale dell’isola. A Scicli ci sono il commissariato, che
in realtà è il Municipio di via Mormino Perna (vedi foto), e la
questura di Montelusa, cioè palazzo Iacono, in via San
Bartolomeo. La casa del commissario, affacciata sul mare, si
trova a Punta Secca, una frazione di Santa Croce
Camerina. Il castello di Donnafugata è stato scelto invece
come abitazione del boss Sinagra.
Scicli
800-1000 m

IL MUSEO DELLA FARMACIA


A metà di via Nazionale a Scicli si incrocia via Mormino
Penna con l’elegante Palazzo Comunale, le chiese di San
Giovanni Evangelista e di San Michele Arcangelo e alcuni
interessanti palazzi nobiliari come il palazzo Bonelli Patanè.
Ma a stuzzicare la curiosità è soprattutto il singolare Museo
della Farmacia Cartia, fondata nel 1902: all’interno, tra i
mobili in stile liberty, si possono ammirare scaffali con
essenze naturali, ampolle, boccette e bilancini di oltre un
secolo fa.
Scicli
800 m

LA TORRE CABRERA

La torre Cabrera è il simbolo di Pozzallo, presente anche


sul gonfalone comunale. Si tratta di una via di mezzo tra un
palazzo signorile e una torre costiera eretta all’inizio del XV
secolo. L’imponente edificio a pianta quadrata presenta
all’esterno un bastione che si protende nel mare con
un’ampia terrazza. Ciò che si vede oggi è frutto della
ricostruzione seguita al terremoto del 1693.
Pozzallo
800 m

UN SORPRENDENTE UNICUM
ARCHITETTONICO

La chiesa di Santa Maria Maggiore e il loggiato del


Sinatra a Ispica formano un unicum architettonico di
sorprendente eleganza. Il loggiato concavo, che anticipa il
sobrio stile tardobarocco del prospetto principale della
chiesa, fu disegnato dall’architetto Vincenzo Sinatra e
realizzato a metà del XVIII secolo per raccordarla agli edifici
circostanti. Le 23 aperture offrono una gradevole ombra al
visitatore, che da qui può accedere alla chiesa, decorata con
eleganti stucchi e affreschi tardosettecenteschi.
Ispica
1500 m

L’INFIORATA DI NOTO

Nel 1980 l’amministrazione comunale di Noto invitò gli


artisti della storica Infiorata di Genzano a replicare la
manifestazione nelle vie della sua città. Da allora, in via
Nicolaci, la terza domenica di maggio ha luogo questa festa
che non ha nulla di religioso: è un saluto alla Primavera
realizzato attraverso 16 quadri (ogni anno con un tema
diverso) disposti lungo la strada e decorati con petali
coloratissimi. Uno spettacolo da non perdere.
Noto

IL BAROCCO DI VIA NICOLACI

Palazzo Nicolaci (nella via omonima) è una delle


testimonianze più esuberanti del Barocco civile di Noto.
Costruito nel 1737, presenta figure grottesche e fantastiche
alle mensole dei balconi, mentre gli interni (sono visitabili i
nove saloni del piano nobile) sono decorati da stucchi,
motivi orientaleggianti, trompe-l’œil, soffitti affrescati ed
eleganti arredi ottocenteschi.
La prospettiva settentrionale di via Nicolaci è chiusa dalla
facciata concava della chiesa di Montevergine (vedi foto)
su cui spiccano le due torri laterali.
www.palazzonicolaci.it
Noto
1400 m

LE TRE PIAZZE DI NOTO

Corso Vittorio Emanuele, l’arteria che taglia da nord-ovest a


sud-est Noto, capitale del Barocco siciliano, è un capolavoro
urbanistico. Nel suo lungo rettilineo si inseguono tre piazze,
ognuna con una chiesa. Piazza XVI Maggio è dominata
dalla facciata convessa della chiesa di San Domenico
(vedi foto). In piazza Municipio si erge la superba
Cattedrale di San Nicolò fronteggiata dall’elegante
loggiato di palazzo Ducezio e affiancata dalle sobrie linee di
palazzo Landolina e del Palazzo Vescovile. Piazza
Immacolata è caratterizzata dalla facciata barocca della
chiesa di San Francesco (vedi foto) e dal convento
omonimo, alti su una terrazza raggiunta da una bella
scalinata. Chiude questa straordinaria prospettiva la
monumentale porta Reale del XIX secolo, alle cui spalle si
aprono i giardini pubblici.
Noto
1100 m

LA CATTEDRALE DI SAN NICOLÒ


In piazza Municipio, la Cattedrale di Noto dedicata a San
Nicolò si erge superba dall’alto di una maestosa scalinata.
Edificata a partire dal 1694, rimaneggiata più volte,
soggetta a numerosi interventi di restauro (la cupola è
crollata due volte negli ultimi due secoli) a motivo della
fragilità della pietra calcarea con cui è costruita, dal 2007 è
nuovamente aperta al culto. L’ampia facciata, in cui
confluiscono elementi barocchi e neoclassici, è delimitata da
due campanili. Gli austeri interni spiccano per la presenza di
numerose opere contemporanee: nella cupola l’affresco
della Pentecoste del russo Oleg Supereko, nel catino
absidale il Cristo Pantocratore di Bruno d’Arcevia, nelle
navate laterali le stazioni della Via Crucis di Roberto Ferri.
www.diocesinoto.it
Noto
1200 m

LA REGINA DELLE MANDORLE

Con la denominazione di mandorla di Avola si indicano


esclusivamente le pregiate cultivar Pizzuta, Fascionello e
Romana (o Corrente d’Avola). Sono tutte coltivate su un
terreno generoso, particolarmente nelle zone dalla bassa
collina fino alla costa, dove le precoci fioriture possono
prosperare al riparo dalle gelate tardive. La fragranza
delicata e le eccelse proprietà nutrizionali hanno incoronato
la mandorla di Avola regina indiscussa dell’industria della
confetteria italiana e dell’arte pasticciera siciliana.
www.consorziomandorlaavola.it
Avola

LA CHIESA MADRE DI AVOLA

Concepita a fine Seicento, la facciata a torre della Chiesa


Madre di Avola ha fatto da modello alle analoghe strutture
tardobarocche realizzate poi nelle chiese del Val di Noto.
Otto piedistalli, un tempo sovrastati da statue (ne
rimangono quattro), delimitano il perimetro del sagrato.
Varcato l’elegante portale in rame, le tre navate ospitano
pregevoli dipinti del XVIII secolo (Madonna del Rosario,
Sposalizio della Vergine) e la notevole cappella del
Santissimo Sacramento, delimitata da una bella
cancellata in ferro battuto.
www.chiesamadreavola.it
Avola
900 m

TESTIMONE DEL PASSATO

Le rovine della vecchia tonnara di Avola, una delle più


grandi della Sicilia sudorientale, testimoniano lo stretto
legame della città con il mare. Costruita nel 1633, più volte
ampliata e dotata anche di una chiesetta e di una palazzina
a uso dei gestori, dopo la dismissione negli anni Cinquanta
del XX secolo oggi è apprezzabile solo dall’esterno: si
conservano la ciminiera e alcuni magazzini.
Avola
2000 m
LE CATACOMBE DI SAN GIOVANNI

Nei sotterranei della chiesa di San Giovanni Evangelista


di Siracusa c’è un mondo che rivaleggia per vastità e
ampiezza con quello delle catacombe romane. Dalla galleria
principale, scavata nella roccia, si diparte una decina di
gallerie secondarie nelle cui pareti sono scavati loculi e
nicchie (risalenti al IV secolo) per i defunti. Da qui si
raggiungono quattro rotonde ricavate da cisterne per
l’acqua, usate anch’esse come sepolture, e il cubicolo in cui
fu ospitato il corpo di papa Eusebio, scomparso nel 309.
Siracusa
1600 m

IL PARCO DELLA NEAPOLIS

Il parco della Neapolis di Siracusa è una delle zone


archeologiche più importanti della Sicilia. Al suo interno
sono almeno tre le preziose vestigia che testimoniano la
storia antica della città: l’anfiteatro romano, terzo in Italia
per dimensioni, risalente all’età imperiale (III-IV secolo); il
teatro greco del III secolo a.C. (vedi foto), ancora oggi
utilizzato per mettere in scena tragedie classiche; infine le
Latomie, immense cavità artificiali utilizzate fin
dall’antichità greca per ricavare materiale da costruzione.
Siracusa
1600 m
UN “ORECCHIO” INDISCRETO

Sotto il teatro greco di Siracusa, nel parco della Neapolis,


nella vasta cavità detta Latomia del Paradiso, si apre una
grotta artificiale lunga una sessantina di metri, alta 23 e
larga da 5 a 10, nota come Orecchio di Dionisio.
Vuole la leggenda che il tiranno siracusano a cui deve il
nome la usasse come carcere e che potesse ascoltare
dall’alto i discorsi dei prigionieri grazie alla singolare
acustica dell’antro, in grado di amplificare molte volte ogni
minimo sussurro.
Siracusa
1600 m

IL NUCLEO ANTICO DI SIRACUSA

L’isola di Ortigia, che ospita il nucleo antico di Siracusa, è


una complessa stratificazione di storia, culture e stili, in cui
ci si imbatte subito dopo aver varcato uno dei due ponti che
la collegano alla terraferma. Prima si vedono le rovine del
tempio di Apollo (VI secolo a.C.), alle cui spalle si sviluppa
il pittoresco quartiere arabo; poi, seguendo la direttrice di
corso Matteotti, la novecentesca fontana di Artemide in
piazza Archimede. Deviando a destra nel fasto barocco della
vicina piazza del Duomo, appaiono gli eleganti palazzi
seicenteschi e la Cattedrale costruita sullo scheletro di un
tempio dorico. Da via Picherali si giunge poi alla fonte
Aretusa, mitica sorgente cantata da poeti, scrittori e
viaggiatori, per concludere l’ideale viaggio nel tempo al
castello Maniace, magnifico esempio di architettura
militare di Federico II sulla punta estrema del porto.
Siracusa
2300 m

LA MADONNA DELLE LACRIME

Una tenda. Un faro. Una lacrima scesa dal cielo. O ancora, il


simbolo dell’elevazione a Dio. Il dibattito sulla forma
dell’immensa struttura della basilica della Madonna delle
Lacrime a Siracusa – costruita tra il 1988 e il 1994 per
ospitare un’effigie mariana in gesso da cui nel 1953
scaturirono delle lacrime – è ancora aperto. Certo è che la
sua mole non passa inosservata: 103 metri di altezza, oltre
70 di diametro, 16 cappelle perimetrali e una capienza di 17
000 posti. Il maestoso portone d’ingresso interamente in
bronzo è opera dello scultore Giacomo Albano.
Siracusa
1600 m

IL PAPIRO DI SIRACUSA

Oltre che in Egitto e in pochi altri luoghi al mondo, il papiro


cresce rigoglioso anche a Siracusa, lungo le sponde del
fiume Ciane e all’interno della fonte Aretusa (vedi foto). Non
è chiaro se si tratti di piante autoctone o arrivate in passato
dall’Africa, ma è certo che hanno dato vita a un’intensa
attività artigianale per la produzione di fogli di papiro. Il
processo di lavorazione della pianta fino alla creazione di
questa preziosa carta è raccontato nel Museo del Papiro
in via Nizza.
www.museodelpapiro.it
Siracusa
2000 m
Catania-Caltagirone
Una visita all’elegante Catania e un giro
emozionante sulla Circumetnea, una sosta
incantata alla pala robbiana di Militello, poi a
cercar le meridiane a Grammichele, la città
esagonale, e l’arrivo a Caltagirone nel fulgore delle
sue ceramiche.

Tradizionali ceramiche di Caltagirone

Lungo la tratta

CATANIA CENTRALE
Una piazza di elegante cromatismo
San Nicolò l’Arena
Il Museo dello sbarco in Sicilia 1943
Street food catanese
Barocco e Rococò a palazzo Biscari
Sulla Circumetnea ai piedi del vulcano
Scordia
La chiesa di San Rocco
Le arance rosse
Militello
La pala robbiana
Il cuore di Militello
Grammichele
La città esagonale
CALTAGIRONE
La scalinata in fiore
L’arte della ceramica
Il polmone verde di Caltagirone

Catania: il complesso di San Nicolò l’Arena

Sfilata di ceramiche a Caltagirone

L’Etna con uno spettacolare pennacchio


UNA PIAZZA DI ELEGANTE
CROMATISMO

La pedonale piazza del Duomo, cuore di Catania, è stata


ricostruita dopo il terremoto del 1693 in forme barocche,
dominate dall’elegante cromatismo chiaro/scuro delle pietre
utilizzate nelle facciate dei suoi edifici. Prima di tutto il
Duomo settecentesco, che conserva sul fianco sinistro il
portale della chiesa precedente e all’interno le reliquie di
Sant’Agata con il prezioso Tesoro. Poi il Palazzo
Municipale, noto anche come palazzo degli Elefanti per i
rilievi sopra le finestre del primo piano. E ancora palazzo
Zappalà, proprio di fronte al Duomo, e palazzo
Sammartino Pardo, all’incrocio con via Garibaldi. Il lato
sud della piazza è dominato dalla raffinata porta Uzeda e
dall’ex seminario dei Chierici con la bella facciata
bugnata. Tre le fontane, al centro quella celebre
dell’Elefante (vedi foto); altre due più defilate: nell’angolo
sud-ovest quella dedicata al dio fluviale Amenano e, alle
sue spalle, in piazzetta Alonzo di Benedetto, quella dei
Sette Canali.
Catania Centrale
1400 m

SAN NICOLÒ L’ARENA

Oggi sede del DiSUM, dipartimento di Scienze Umanistiche


dell’università di Catania, il complesso benedettino di
San Nicolò l’Arena tra i più grandi d’Europa, è un gioiello
del tardo Barocco siciliano (vedi foto, lo scalone d’Onore).
L’edificio monastico, sorto nel XVI secolo e più volte
ingrandito, è un esempio di integrazione architettonica tra
diverse epoche: custodisce una domus romana, due chiostri,
una chiesa dalla facciata incompiuta e uno splendido
giardino pensile.
www.monasterodeibenedettini.it
Catania Centrale
1900 m

IL MUSEO DELLO SBARCO IN


SICILIA 1943

Filmati, fotografie, armi, divise, mappe, ricostruzioni di


ambienti e di scene di vita al fronte documentano le diverse
tappe dell’avanzata degli Alleati in Sicilia nell’estate del
1943. Il Museo storico dello sbarco in Sicilia 1943,
inaugurato a Catania nel 2002, occupa una superficie di
3000 metri quadrati nel complesso Le Ciminiere, un’antica
solfatara oggi utilizzata per attività culturali.
Catania Centrale
450 m

STREET FOOD CATANESE

Il cibo di strada a Catania è ricco di tipicità. In via Plebiscito


si incontrano locali che servono carne di cavallo e carne
d’asina arrostita. Le rosticcerie invece si trovano
praticamente ovunque e servono di tutto: dai classici
arancini di riso alle cipolline fatte con sfoglia ripiena di
cipolla, formaggio fuso e salsa di pomodoro, dalle
cartocciate, piccoli calzoni cotti al forno e farciti di
pomodoro, mozzarella, prosciutto e olive, alle bombe
fritte, ripiene di prosciutto e formaggio, fino alle imponenti
bolognesi, pizze di pasta brioche ricoperte di pasta sfoglia
e farcite con prosciutto, formaggio e varie prelibatezze a
scelta.
Catania Centrale

BAROCCO E ROCOCÒ A PALAZZO


BISCARI

In prossimità del porto vecchio, palazzo Biscari venne


costruito tra il 1702 e il 1763 sulle mura cinquecentesche di
Catania, occupando un intero isolato. È il più bel palazzo
barocco della città, disposto intorno a un grande cortile su
cui si affacciano i suoi fastosi ambienti: la Sala Verde ricca
di dipinti e sovrapporte, la Sala Rossa con i ritratti degli
antenati di casa Biscari e lo sfarzoso salone
dell’Orchestra (vedi foto), esempio di Rococò con
influenze napoletane. Il palazzo è oggi in parte abitato dai
discendenti della famiglia, che mettono a disposizione i
saloni principali per manifestazioni; le visite sono su
prenotazione.
www.palazzobiscari.it
Catania Centrale
1100 m
SULLA CIRCUMETNEA AI PIEDI DEL
VULCANO

La Circumetnea, ferrovia a scartamento ridotto, collega le


cittadine di Giarre e Riposto a Catania Borgo dopo aver
compiuto il periplo dell’Etna unendo i diversi centri
pedemontani etnei. In 111 chilometri (e in poco più di tre
ore) si alternano grandiosi panorami tra agrumeti e vigneti,
colate di lava stratificata e insediamenti urbani, sempre
dominati dalla mole del vulcano.
www.circumetnea.it
Giarre-Riposto
300 m

LA CHIESA DI SAN ROCCO

Eretta nel XVIII secolo nel tradizionale Barocco siciliano, la


chiesa di San Rocco occupa il lato nordorientale nella
decentrata piazza Umberto I di Scordia. All’interno, tra
stucchi e dorature, spiccano due tele che potrebbero avere
origini illustri: una Madonna del Rosario, da alcuni attribuita
al Caravaggio o a un artista della sua scuola, e una
Madonna col Bambino che benedice San Giovannino, forse
di un artista vicino a Raffaello.
Scordia
400 m

LE ARANCE ROSSE
Vanto di Scordia sono le arance rosse coltivate dalla fine
del XVIII secolo negli agrumeti della piana. La cultivar
principale è il Tarocco con le sue varianti, accompagnato da
Moro e Sanguinello. Il colore caratteristico è dovuto alle
antocianiane, pigmenti dalle proprietà antiossidanti,
antinfiammatorie e (si dice) antitumorali.
Scordia

LA PALA ROBBIANA

Fondato nel 1722, ricco di pregevoli stucchi settecenteschi


dell’artista Onofrio Russo da Policoro, il santuario di Santa
Maria della Stella a Militello spicca con l’armoniosa
facciata barocca sopra una scenografica scalinata. È noto
per la bellissima pala di terracotta policroma invetriata
(1487) conservata nella navata destra. Opera di Andrea
della Robbia, è organizzata su tre registri con al centro una
raffinata rappresentazione della Natività.
www.santamariadellastella.it
Militello
1400 m

IL CUORE DI MILITELLO

Piacevole cittadina baroccheggiante, Militello raccoglie


nella lunga piazza del Municipio alcuni dei suoi gioielli
migliori: la grande abbazia di San Benedetto (XVII secolo)
dalla facciata manierista e barocca, oggi trasformata in
Palazzo Municipale, e il settecentesco palazzo Baldanza-
Denaro. Meritano una visita anche la vicina Chiesa Madre,
all’angolo tra via Umberto I e via Matrice, e la fontana
della Ninfa Zizza (vedi foto) in largo Atrio del Castello,
costruita nel 1607 in forme manieriste per celebrare la
realizzazione del primo acquedotto di Militello; il pregevole
bassorilievo in marmo di Giandomenico Gagini raffigurante
la Ninfa Zizza è oggi sostituito da una copia in gesso.
Militello
1100-1600 m

LA CITTÀ ESAGONALE

La posa della prima pietra di Grammichele avvenne il 18


aprile 1693, tre mesi dopo il terremoto che aveva distrutto il
vicino borgo di Occhiolà. Fra Michele da Ferla diede alla
nascente cittadina una regolare struttura esagonale
articolata in sei borghi, uno dei quali riservato al principe,
don Carlo Maria Carafa. Ma Grammichele è nota anche per
essere la “città delle meridiane”: infatti ogni piazza ne
ospita una. Nella esagonale piazza centrale (vedi foto; sullo
sfondo, il Palazzo Comunale e la Chiesa Madre), dedicata al
principe Carafa, esisteva una gigantesca meridiana a croce,
rimossa ai primi dell’Ottocento. Oggi vi campeggia
un’originalissima statua-meridiana in bronzo di Murat Cura.
Grammichele
750 m

LA SCALINATA IN FIORE
Il sagrato della chiesa di Santa Maria del Monte a
Caltagirone è il punto di arrivo della bellissima scalinata
che con 142 gradini supera i 45 metri di dislivello che lo
separano dalla piazza del Municipio. La chiesa, a tre navate,
conserva opere interessanti: una tavola in legno del XIII
secolo nota come Madonna dei Conadomini e una Madonna
col Bambino attribuita a Domenico Gagini (1492). Ma ad
attrarre l’attenzione è soprattutto la scalinata, un
esuberante capolavoro di arte, architettura e tradizione
siciliane. Le alzate sono decorate con maioliche policrome, e
tutto il suo sviluppo è teatro della tradizionale Infiorata in
maggio e della Festa di San Giacomo in luglio, quando
migliaia di lumini la ricoprono creando scenografici effetti.
Caltagirone
2100 m

L’ARTE DELLA CERAMICA

La ceramica di Caltagirone, coloratissima e sempre


dipinta a mano, affonda le origini nella notte dei tempi.
La produzione attuale abbraccia uno spettro vastissimo:
piatti, vasi, giare, piastrelle, lucerne, fischietti, statuine e
oggettistica varia. In via Roma, all’altezza del teatrino del
Bonaiuto, un museo raccoglie in sette sezioni le più
significative testimonianze dell’arte ceramica isolana, dalla
Preistoria fino ai tempi recenti.
Caltagirone
1100 m

IL POLMONE VERDE DI
CALTAGIRONE

Il parco Vittorio Emanuele della Villa Comunale di


Caltagirone fu realizzato a metà dell’Ottocento su progetto
dell’architetto Giovan Battista Filippo Basile. Con i suoi 10
ettari di superficie, questo rigoglioso giardino all’inglese è
uno dei più estesi della regione: un vasto polmone verde
che ospita una profusione di specie vegetali esotiche e
autoctone. Il tutto intercalato da deliziosi dettagli
architettonici in stile eclettico e liberty: balaustre decorate,
un tempietto moresco per la musica (vedi foto), maioliche e
terrecotte ornamentali lungo i viali, scalinate e numerose
statue.
Caltagirone
1700 m
Messina-Catania-Siracusa
Una città moderna dall’anima antica con un
esuberante arboreto, un teatro greco di
straordinaria bellezza, panorami mozzafiato e
infine la città del doppio Carnevale.

Le rovine del teatro di Taormina al tramonto

Lungo la tratta

MESSINA CENTRALE
La piazza del Duomo di Messina
Una piccola chiesa dai molti stili
Arancini, pitoni e focacce
L’Orto Botanico di Messina
Roccalumera-Mandanici
La filanda di Roccalumera
Letojanni
Due chilometri di spiagge
Taormina-Giardini Naxos
Taormina
Calatabiano
Panorami dal castello
Giarre-Riposto
Il parco delle kentie
I palazzi Bonaventura e Quattrocchi
Acireale
Una granita per tutte le occasioni
Due volte Carnevale
L’eleganza barocca di Acireale
Catania Europa
L’Orto Botanico di Catania

Catania Centrale
vedi Catania-Caltagirone
Lentini
L’area archeologica del Castellaccio
Augusta
Il centro storico di Augusta

SIRACUSA
vedi Caltanissetta-Gela-Siracusa

Il Carnevale di Acireale

Veduta aerea di Catania


Un concentrato di sicilianità

L a costa ionica etnea è il filo conduttore di questa tratta


distesa sul lato orientale dell’isola. Messina, sulla
cuspide che separa dal “continente”, è città moderna suo
malgrado, a seguito di terremoti e guerre, ma con un’anima
antica nei monumenti di piazza del Duomo e nella chiesa dei
Catalani.
La discesa lungo il litorale consente poi di apprezzare le
tante piccole località (Nizza di Sicilia, Roccalumera),
spesso dotate di belle spiagge (Letojanni) che si affacciano
su una costa angusta, limitata da un entroterra dirupato ma
sempre carica di fascino. E sono proprio i vicini rilievi a fare
di Taormina, mix di architetture greche, arabe, gotiche e
normanne, la straordinaria terrazza sul mare nota in tutto il
mondo. Natura e arte sono qui legate in un binomio di rara
efficacia. Così come accade poco oltre con il castello di
Calatabiano, arroccato a dominio della valle dell’Alcantara,
o ad Acireale, dove la piazza del Duomo è un capolavoro di
eleganza barocca che una volta l’anno diventa epicentro del
più famoso Carnevale della regione. La maestosità
dell’Etna, con il suo quasi incessante pennacchio, è ormai
alle spalle; tuttavia la sua mole è da tempo immemore lo
straordinario sfondo per Catania e la sua piana. La città è
un concentrato di Sicilia che contende idealmente a Palermo
il ruolo di capitale. Piazza del Duomo è un salotto ingentilito
dal cromatismo chiaro/scuro delle pietre impiegate nelle
facciate; verso il porto sono le fastose sale di palazzo Biscari
a evocare una mondanità oggi fatta museo, mentre
saldamente agganciato al presente è lo street food servito
dalle immancabili rosticcerie in mille varianti.
Dopo Augusta, la ferrovia corre tra le raffinerie rendendo
ancora più atteso l’arrivo a Siracusa, con l’atmosfera
rarefatta di Ortigia sospesa tra i ricordi della Magna Grecia,
le reminiscenze federiciane e il Barocco di piazza del
Duomo.

La fontana dell’Amenano a Catania

Messina: interno del Duomo

Siracusa: panoramica sull’isola di Ortigia

Un tratto della linea Catania-Messina


LA PIAZZA DEL DUOMO DI
MESSINA

A pochi metri dal porto di Messina, gli edifici di piazza del


Duomo sono il risultato delle ricostruzioni seguite al
terremoto del 1908 e ai danni subiti nell’ultima guerra. Di
origine normanna, il Duomo ha la facciata in marmi
policromi con tre portali gotici. Il massiccio campanile con
quattro pinnacoli angolari accoglie un complesso orologio
astronomico articolato in numerosi meccanismi che
trovano posto a diverse altezze della costruzione. Tra questi,
il “carosello delle età”, le “quattro fasi della vita”, alcune
scene bibliche, un modello del Sistema Solare e un
calendario perpetuo (vedi foto). Nella piazza, la fontana di
Orione (vedi foto, in primo piano), realizzata per celebrare
la costruzione dell’acquedotto cittadino, è considerata la più
bella fontana seicentesca d’Italia. Alle spalle del Duomo,
piazza Unione Europea è dominata dalla mole di palazzo
Zanca (vedi foto) del 1924, in stile neoclassico; il suo
prospetto meridionale, parzialmente concavo, è chiuso dalla
seicentesca fontana Senatoria.
Messina Centrale
950 m

UNA PICCOLA CHIESA DAI MOLTI


STILI

Tra via Cesare Battisti e via Garibaldi, la piccola chiesa


della Santissima Annunziata dei Catalani a Messina è
un singolare esempio di sovrapposizioni artistiche.
L’impianto normanno-bizantino del XII secolo si innalza sui
resti di un tempio dedicato a Nettuno e non nasconde le
evidenti contaminazioni arabe e romaniche, come nelle
strette finestre e nella cupola cilindrica ad arcate decorate
con colonnine. Il piano di calpestio interno è molto più basso
di quello esterno, innalzatosi a causa dell’accumulo di
macerie dopo il terremoto del 1908.
Messina Centrale
850 m

ARANCINI, PITONI E FOCACCE

Guai confondere l’arancino di Messina con un generico


arancino siciliano: qui i segreti sono nel ragù, che
dev’essere piuttosto fluido, nell’aggiunta di mortadella e
nella forma conica molto allungata. Altri due campioni dello
street food locale sono il pitone – un calzone fritto ripieno di
tuma (formaggio fresco di pecora), scarola, acciughe e
pepe – e la focaccia, che ha la stessa farcitura del pitone
con in più i pomodorini.
Messina Centrale

L’ORTO BOTANICO DI MESSINA

Situato in pieno centro, l’Orto Botanico di Messina è un


esuberante arboreto in cui si sviluppa una vegetazione
lussureggiante, che talvolta deborda dai limiti che le
vengono imposti. Il patrimonio naturalistico comprende
piante esotiche – soprattutto tropicali e subtropicali – e
autoctone, molte a rischio di estinzione. Anche i non esperti
di botanica troveranno piacevole visitare il giardino
passeggiando senza meta tra ricche collezioni di piante
succulente, di Cycadaceae (vedi foto; hanno origini
antichissime e non vanno confuse con le palme, a cui a un
primo sguardo sembrano assomigliare), di piante carnivore
e aromatiche, oppure seguendo il percorso che spiega
l’evoluzione della biodiversità del mondo vegetale.
www.ortobotanico.messina.it
Messina Centrale
1700 m

LA FILANDA DI ROCCALUMERA

Fino agli anni Trenta dello scorso secolo quest’angolo di


Sicilia era rinomato per la produzione della seta. Di quella
lontana stagione rimane oggi solo la filanda di
Roccalumera, unica nel suo genere in tutta l’isola. La sua
ciminiera sovrasta il corpo di fabbrica; al piano terra c’erano
i magazzini, al primo piano i macchinari per la lavorazione
del prezioso filo prodotto dai bachi. La struttura,
recentemente restaurata, ospita un piccolo museo e una
sala per congressi ed esposizioni.
Roccalumera-Mandanici
900 m

DUE CHILOMETRI DI SPIAGGE

Tra le migliori località balneari della costa ionica, Letojanni


ha il suo punto di forza nei quasi due chilometri di spiagge,
dove si alternano sabbia e ghiaia sottile. Il mare è di un bel
blu cristallino e numerosi sono i ristoranti, i bar e le strutture
attrezzate sia sull’arenile sia sul lungomare Luigi Rizzo.
Letojanni
200 m

LUOGHI IMPERDIBILI: TAORMINA

Un servizio di autobus dalla stazione di Taormina-Giardini


Naxos conduce ai 200 metri sul livello del mare del monte
Tauro, dove su una terrazza sorge Taormina. Luogo di
svaghi e di memorie, buen retiro di personaggi della
cultura e dell’arte, ha una storia millenaria che si rivela nella
straordinaria bellezza del teatro greco (III secolo a.C.). Le
diverse stratificazioni architettoniche si sono perfettamente
integrate in un paesaggio irripetibile: per rendersene conto
basta una passeggiata lungo l’animato corso Umberto I,
oppure una sosta nel salotto di piazza IX Aprile, con la
torre dell’Orologio e le due chiese che spiccano sulla
pavimentazione a scacchi. O ancora una visita a palazzo
Corvaja (XI-XV secolo), che chiude il corso ed evoca
architetture arabe, gotiche e normanne. Un pizzico di
stravaganza è nei giardini della Villa Comunale, abbelliti
a fine Ottocento dalla dama inglese Florence Trevelyan con
chioschi e padiglioni fantasiosi.
Taormina-Giardini Naxos

PANORAMI DAL CASTELLO


Maestoso, imponente e suggestivo, il castello di
Calatabiano, circondato dalle mura di quello che un tempo
era l’antico borgo, svetta su una collina alta 200 metri. Le
sue origini risalgono probabilmente all’epoca bizantina e nei
secoli ha svolto un importante ruolo difensivo sotto gli Svevi
e gli Aragonesi. Vi si accede attraverso una tortuosa strada
a gradoni oppure tramite una comoda funivia. Dall’alto, è
impagabile il panorama sulla Valle dell’Alcantara e su
Taormina.
Calatabiano
1500 m

IL PARCO DELLE KENTIE

A Riposto, sul terreno di una vecchia azienda florovivaistica


che ospitava numerosi esemplari di kentie (palme di origine
australiana, Howea forsteriana), a metà degli anni
Ottanta del Novecento è sorto un orto botanico-museo
con una sezione didattica e una sala multimediale. I
visitatori possono ammirare le palme che prosperano in
perfetti filari tra esuberanti fioriture di robinie e strelitzie.
Giarre-Riposto
1600 m

I PALAZZI BONAVENTURA E
QUATTROCCHI

Nella centralissima via Callipoli di Giarre, palazzo


Bonaventura è un delizioso edificio liberty realizzato nel
1927 su progetto dell’architetto Giovanni Aiello. La facciata
bianca e rossa gioca sul contrasto tra il cotto e gli inserti di
travertino che caratterizzano gli eleganti balconi e la
raffinata falsa loggia che chiude la parte superiore; belli
anche i due fantasiosi rosoni policromi al centro del
prospetto. Sulla stessa via, palazzo Quattrocchi è un
imprevisto tuffo tra sognanti atmosfere moresche.
Giarre-Riposto
1000 m

DUE VOLTE CARNEVALE

Tra i più antichi della Sicilia (le prime notizie risalgono al


1594), il Carnevale di Acireale conta sulla vitalità dei
numerosi laboratori artigianali del luogo, protagonisti
dell’evento con i loro carri allegorici in cartapesta e con i
superbi carri infiorati. Ad agosto, replica a grande richiesta
della manifestazione con il meglio dei carri e dei costumi
dell’edizione invernale. Una fondazione pubblica ne cura
ogni anno gli aspetti organizzativi:
www.fondazionecarnevaleacireale.it
Acireale

UNA GRANITA PER TUTTE LE


OCCASIONI

In tutta la Sicilia la granita è un’istituzione, un rito


consumato da grandi e piccini a colazione, a pranzo, a
merenda o dopo cena, nei tradizionali gusti di mandorla e
pistacchio, con concessioni moderne a caffè, cappuccino e
frutta varia. La sua consistenza quasi cremosa si esalta al
palato insieme alla tipica e burrosa brioche col tuppo, una
pallina della stessa pasta della brioche appoggiata in cima
come lo chignon (toupet o tupè) che portavano un tempo
le signore siciliane. Un vero tripudio di sapori!

L’ELEGANZA BAROCCA DI ACIREALE

La piazza del Duomo di Acireale è un raro capolavoro di


eleganza barocca, pavimentata com’è con un raffinato
disegno geometrico a cerchi concentrici in marmo bianco e
pietra lavica. Lungo il perimetro sorgono tre edifici di
straordinario pregio. A rubare la scena, soprattutto alle luci
dell’illuminazione notturna, è la basilica dei Santi Pietro
e Paolo con il solitario campanile e la bella facciata
settecentesca. Di lato, il Municipio (1659) è un esempio di
Barocco etneo, più volte rimaneggiato ma uniforme
nell’esuberanza del ricco portale, degli stravaganti
mascheroni che sorreggono i balconi e delle decorazioni dei
vani delle finestre. Il Duomo offre alla piazza il fianco destro
e, per ammirarne la facciata neogotica con due campanili
dalle cuspidi policrome (quello di destra del XVI secolo,
l’altro del XIX), occorre spostarsi di qualche passo.
All’interno (vedi foto), la volta della navata centrale
sorprende con gli affreschi di Giuseppe Sciuti e Primo
Panciroli (1907), di ispirazione preraffaellita.
Acireale
2100 m
L’ORTO BOTANICO DI CATANIA

Fondato nel 1858 dal monaco Francesco Tornabene, l’Orto


Botanico di Catania si estende su 16 000 metri quadrati,
suddiviso in due grandi sezioni: Hortus generalis, che
raccoglie soprattutto piante esotiche, e Hortus siculus,
destinato alle specie spontanee siciliane. Notevoli sono in
particolare le collezioni di piante succulente e di palme. Tra i
vialetti ombreggiati e fioriti spiccano il bell’edificio
neoclassico dove è custodito l’erbario e l’elegante serra in
stile ottocentesco recentemente rimodernata.
ortobotanico.unict.it
Catania Europa
2200 m

L’AREA ARCHEOLOGICA DEL


CASTELLACCIO

Su una rupe piatta al limite sudorientale del centro di


Lentini, i ruderi del Castellaccio (Castrum vetus)
testimoniano lo splendore della stagione federiciana vissuta
dalla cittadina nella prima metà del XIII secolo, quando era
sede del parlamento siciliano. Del fortilizio, realizzato
sull’antica cinta greca, si conservano una torre a pianta
triangolare, una sala ipogea e pochi tratti delle mura.
Lentini
2900 m
IL CENTRO STORICO DI AUGUSTA

L’ingresso all’isola che accoglie il nucleo storico di Augusta


è guardato dall’antica Porta Spagnola del 1681 (vedi foto),
decorata con un leone e un grifone rampanti che reggono lo
stemma di Carlo II di Spagna. Poco più in là si innalza
l’edificio simbolo della cittadina, il castello voluto da
Federico II nel XIII secolo. La sua imponente struttura
quadrilatera, di oltre 60 metri di lato con torri angolari, è
stata rimaneggiata e alterata più volte, ma dopo decenni di
abbandono è allo studio un’ipotesi di recupero.
Augusta
1000 m
Palermo-Agrigento
Dalla multiforme Palermo, con i tesori d’arte e i
colori dei mercati e della frutta di Martorana, alla
straordinaria biodiversità del Parco dei Monti
Sicani, passando dagli scavi dell’antica Salunto e
dalla “villa dei mostri” di Bagheria.

Palermo dai tetti della Cattedrale

Lungo la tratta

PALERMO CENTRALE
Una Cattedrale multiforme
Le mummie nelle catacombe
Ballarò e Vuccirìa
Il parco di villa Giulia
Pane e panelle e altre golosità
I dolci delle monache
Ficarazzi
Castello Giardina
Bagheria
Le ville Palagonia e Valguarnera
Santa Flavia-Solunto-Porticello
Sulle orme di un’antica città
San Nicola Tonnara
Castello di San Nicola
Trabia
Castello Lanza Branciforte
Termini Imerese
La chiesa di Santa Caterina e il belvedere
Cammarata-San Giovanni Gemini
Il Parco Naturale dei Monti Sicani

AGRIGENTO CENTRALE
vedi Caltanissetta-Canicattì-Agrigento

Il parco di villa Giulia a Palermo

Il porto di San Nicola l’Arena

Il cuore di Palermo: la seicentesca piazza Villena, detta


Quattro Canti
UNA CATTEDRALE MULTIFORME

Prima chiesa, poi moschea, quindi basilica normanna (XII


secolo), la Cattedrale di Maria Santissima Vergine
Assunta è un ritratto della storia di Palermo. I
rimaneggiamenti, proseguiti fino alla metà del XIX secolo,
non ne hanno alterato il fascino e la struttura complessiva:
lo si vede nel bel portico gotico catalano (1465) sul fianco
che guarda piazza Sett’Angeli o nella facciata del XIV-XV
secolo su via Bonello, arricchita dai campanili neogotici che
svettano sulla torre campanaria. O ancora
nell’ornamentazione esterna in stile islamico del XII secolo,
in gran parte originale. Le tre navate sono neoclassiche;
all’inizio di quella meridionale si trovano le tombe degli
imperatori e dei re normanno-svevi della Sicilia; in una
cappella è accolto il sarcofago del Beato Padre Puglisi
(vedi foto), ucciso dalla mafia nel 1993. Nel Tesoro è
conservata la corona dell’imperatrice Costanza d’Aragona,
capolavoro di gioielleria medievale.
www.cattedrale.palermo.it
Palermo Centrale
1500 m

LE MUMMIE NELLE CATACOMBE

Annesse alla palermitana chiesa di Santa Maria della


Pace, le catacombe dei Cappuccini sembrano la
scenografia di un film horror. Ma senza effetti speciali,
perché tutto è reale. A partire dal XVI secolo i frati iniziarono
a riporvi i corpi dei confratelli, che mummificavano grazie a
un procedimento in gran parte naturale. Il successo fu tale
che fino al XIX secolo molti notabili e personaggi illustri
decisero di affidare ai religiosi le salme dei loro defunti
perché venissero conservate in quello che oggi è un lugubre
museo della morte.
www.catacombepalermo.it
Palermo Centrale
2800 m

BALLARÒ E VUCCIRÌA

I due famosi mercati all’aperto di Palermo si trovano


rispettivamente nel centrale quartiere dell’Albergheria e tra
via Roma e La Cala. Ballarò (vedi foto) deriva da Bahlara,
nome arabo di un villaggio vicino a Monreale, da dove
provenivano le merci; è il più antico e il più grande, un suk
pittoresco dove si trova di tutto. La Vuccirìa, nota un tempo
come “Bucceria grande” (dal francese boucherie,
“macelleria”) perché specializzata nella vendita di carne,
offre ormai prodotti di ogni tipo.
Palermo Centrale
900 m

IL PARCO DI VILLA GIULIA

Il primo parco pubblico di Palermo fu realizzato alla fine del


XVIII secolo su un’area usata dapprima dai pescatori per
stendere le reti e poi dalle autorità spagnole per le
esecuzioni capitali. L’impianto del giardino è all’italiana, con
viali simmetrici che si intersecano ortogonalmente e
diagonalmente. In origine l’ingresso era sul lato verso il
mare, dove si vede ancora il portale monumentale. Al centro
si trovano quattro padiglioni in stile neopompeiano (1866)
e la fontana con Atlante che regge gli orologi solari. Poco
oltre, un’altra fontana raffigura il Genio di Palermo (1778),
un grande vecchio coronato simbolo della città (vedi foto).
Palermo Centrale
900 m

PANE E PANELLE E ALTRE GOLOSITÀ

Il cibo di strada a Palermo ha la dignità di un ristorante


stellato. Tra le infinite combinazioni di panini farciti, due
giganteggiano su tutti: pane e panelle (vedi foto) con
farinata di ceci fritta e insaporita da una strizzata di limone;
e il pani c’a meusa, con milza e polmone di vitello bolliti e
saltati nello strutto, da completare (volendo) con gocce di
limone e scaglie di caciocavallo. Da leccarsi le dita anche lo
sfincione, una sorta di pizza soffice condita con salsa di
pomodoro, cipolla, acciughe, origano e caciocavallo. E
ancora le stigghiole, budella di agnello o di capretto
arrotolate intorno a un cipollotto e cucinate alla brace.
Palermo Centrale

I DOLCI DELLE MONACHE


Nel resto d’Italia si chiama marzapane; a Palermo invece
comanda la tradizione, che racconta delle monache del
convento della Martorana intente a creare frutti colorati con
pasta di mandorle per decorare gli spogli alberi dell’orto in
occasione di un’imprevista visita del vescovo. La base della
frutta di Martorana è un impasto di farina di mandorle e
sciroppo di glucosio o zucchero (nel marzapane c’è anche
l’albume), dipinto con coloranti naturali.
Palermo Centrale

CASTELLO GIARDINA

Castello Giardina è un palazzo dalla facciata vagamente


barocca, eretto probabilmente nel XV secolo a Ficarazzi a
partire da una torre costiera di avvistamento. Più volte
rimaneggiato, nel 1733 venne integrato da una scenografica
scalinata in pietra, formata da tre grandi rampe sorrette da
archi che conducono all’ingresso sopraelevato.
Nell’Ottocento furono aperte le finestre con i balconi.
L’edificio è di proprietà delle Suore Teatine dell’Immacolata
Concezione.
Ficarazzi
850 m

LE VILLE PALAGONIA E
VALGUARNERA

Alcune centinaia di metri separano le due più belle ville di


Bagheria, costruite tra il 1715 e il 1721 da Tommaso Maria
Napoli, visionario architetto barocco e frate domenicano.
Villa Palagonia (vedi foto), nota anche come “villa dei
mostri” per le bizzarre statue nel viale d’ingresso (vedi foto),
ha la facciata caratterizzata dal complesso movimento di
una bella scalinata a tenaglia. Gli interni sono fastosi, come
il vestibolo affrescato con le Fatiche di Ercole e il grande
salone ricco di busti e marmi policromi, con il soffitto
rivestito di specchi.
Villa Valguarnera, racchiusa in un parco e introdotta da
una doppia esedra, ha una bellissima facciata concava con
una scala a tenaglia. Notevoli le statue che coronano
l’attico, così come i saloni affrescati da Elia Interguglielmi.
www.villapalagonia.it
Bagheria
1400-2000 m

SULLE ORME DI UN’ANTICA CITTÀ

Antica città forse di origine fenicia, Solunto ebbe il


massimo splendore in epoca ellenistica. La zona degli scavi,
posta sui pendii di una collina, è ricca (vedi foto, un
mosaico pavimentale), ma raggiungerla a piedi non è
agevole. Più vicina è la necropoli, con circa 200 tombe a
camera e una cripta.
Santa Flavia-Solunto-Porticello
350 m

CASTELLO DI SAN NICOLA


Oggi location per matrimoni ed eventi, con una bella
terrazza affacciata sul porticciolo, il castello di San Nicola
– nel borgo marinaro di San Nicola l’Arena – fu eretto nel
XIV secolo ampliando un’antica torre d’avvistamento
normanna con l’aggiunta di due torrette più basse collegate
da una cinta muraria. Lo scopo era quello di difendere
l’adiacente tonnara dalle incursioni dei pirati che battevano
la costa, all’epoca una delle più pescose della Sicilia. Il
torrione principale ospita tre sale rotonde e una terrazza,
raggiungibile con una scala ricavata nello spessore del
muro.
www.castellodisannicola.it
San Nicola Tonnara
450 m

CASTELLO LANZA BRANCIFORTE

Il castello Lanza Branciforte di Trabia sorge sul luogo


dove nell’anno 827 il generale arabo Aausman Ben
Muhamm edificò una fortezza per porre sotto assedio
Termini Imerese. La sua sagoma quadrata di circa 50 metri
di lato si è conservata intatta nei secoli successivi,
nonostante siano stati aggiunti – tra XI e XIII secolo – una
torre normanna, i contrafforti e un mulino, e nel XV secolo
una tonnara e il cannameleto. Oggi la struttura, con terrazza
e un elegante giardino affacciati sul mare, è utilizzata come
location per matrimoni.
www.castellolanza.it
Trabia
500 m
LA CHIESA DI SANTA CATERINA E IL
BELVEDERE

L’eccezionale pregio di questa chiesetta del XV secolo posta


nella parte alta di Termini Imerese sta negli affreschi
dell’interno. Opera dei fratelli Nicolò e Giacomo Graffeo,
raffigurano Episodi della Vita di Santa Caterina
d’Alessandria; lo stile e il tratto sono popolari e la
narrazione su due ordini è separata da didascalie in lingua
siciliana dell’epoca. Il risultato, diremmo oggi, è una
graphic novel antica di cinque secoli. All’esterno, in via
Enrico Iannelli, si ammira un bel panorama sulla costa.
Termini Imerese
1300 m

IL PARCO NATURALE DEI MONTI


SICANI

La ferrovia lambisce il margine orientale del Parco


Naturale dei Monti Sicani, una vasta area collinare e
montuosa della Sicilia centro-occidentale che nei suoi 40
000 ettari comprende 12 comuni, equamente suddivisi tra le
province di Agrigento e di Palermo. Tranne l’ambiente
costiero, vi sono rappresentati tutti gli habitat naturali della
regione: calanchi, cespuglieti, gariga, macchia, pascoli e
prati, zone umide e palustri, steppe e foreste. Una ricchezza
legata strettamente all’articolato sistema agro-silvo-
pastorale e che consente alle numerose aziende agricole e
zootecniche di salvaguardare la tradizione gastronomica
locale con prodotti tipici di qualità, dal pecorino alle carni
pregiate, all’olio d’oliva.
www.parcodeimontisicani.it
Palermo-Messina
I mosaici del Duomo di Cefalù, le ceramiche di
Santo Stefano di Camastra, una passeggiata nel
Parco Naturale dei Nebrodi e un assaggio della
deliziosa Provola Dop: ecco alcune delle attrattive
che riserva questo bel viaggio.

Veduta notturna di Cefalù

Lungo la tratta

PALERMO CENTRALE
vedi Palermo-Agrigento
Ficarazzi, Bagheria, Santa Flavia-Solunto-
Porticello, San Nicola Tonnara, Trabia, Termini
Imerese
vedi Palermo-Agrigento
Cefalù
Il lavatoio medievale
I mosaici del Duomo di Cefalù
Santo Stefano di Camastra-Mistretta
La città delle ceramiche
Acquedolci-San Fratello
Un ippopotamo preistorico
Sant’Agata di Militello
Il Parco dei Nebrodi
La Provola dei Nebrodi
Capo d’Orlando-Naso
Il promontorio di capo d’Orlando
Brolo-Ficarra
Il castello di Brolo
Patti-San Piero Patti
La villa romana di Patti
Spadafora
Un castello residenza

MESSINA CENTRALE
vedi Messina-Catania-Siracusa

Il lago Biviere nel Parco Naturale dei Nebrodi

Il promontorio di capo d’Orlando


IL LAVATOIO MEDIEVALE

In via Vittorio Emanuele a Cefalù si nasconde un angolo


sospeso nel tempo. Alla foce del fiume Cefalino, che
nell’ultimo tratto scorre sotto terra, nel XVI secolo è stato
demolito e ricostruito un lavatoio che col passare del tempo
è stato inglobato nelle strutture circostanti. Vi si accede per
una scalinata dall’andamento sinuoso che termina in
prossimità delle vasche utilizzate dalle lavandaie,
alimentate da bocche di ghisa a forma di testa di leone.
Cefalù
900 m

I MOSAICI DEL DUOMO DI CEFALÙ

I tavolini delle caffetterie e delle pasticcerie invitano a una


piacevole sosta per ammirare il contesto scenografico della
piazza del Duomo di Cefalù, con le sue palme e la
scalinata che conduce al sagrato della chiesa, austera con le
due massicce torri a contenere la facciata in cui si apre un
grande portico a tre arcate. Costruita a partire dal XII secolo
per volere del re di Sicilia Ruggero II d’Altavilla, integrata nel
XV con lo splendido portale, ospita uno straordinario ciclo di
mosaici (oltre 600 metri quadrati) realizzati da maestranze
bizantine. Un grande Cristo Pantocratore osserva i fedeli
dall’abside; più in basso sfila una Madonna con arcangeli,
santi, evangelisti e apostoli; cherubini e serafini compaiono
sulle vele della crociera. Più recenti i mosaici laterali, che
lasciano spazio a stucchi e decorazioni baroccheggianti.
www.cattedraledicefalu.com
Cefalù
950 m

LA CITTÀ DELLE CERAMICHE

Celebrata da Pirandello nella novella La giara, Santo


Stefano di Camastra vanta una produzione secolare di
ceramiche, soprattutto vasi, boccali e piatti decorati nelle
tonalità del verde, del blu e del giallo. Una perizia in cui ci si
imbatte visitando i numerosi laboratori locali, artefici di veri
e propri oggetti d’arte nei temi cari alla tradizione figurativa
siciliana. Il Museo della Ceramica di palazzo Trabia
conserva manufatti d’uso quotidiano, collezioni di
mattonelle e piccoli capolavori di arte maiolicata.
Santo Stefano di Camastra-Mistretta
500 m

UN IPPOPOTAMO PREISTORICO

Nella nuova sede dell’Antiquarium di Acquedolci, in


piazza Giovanni Paolo II, sono conservati i reperti del
Paleolitico superiore scoperti nella vicina grotta di San
Teodoro (vedi foto, l’ingresso), tra cui quelli di un
ippopotamo endemico della Sicilia, l’Hippopotamus
pentlandi. Nell’area espositiva si ammirano anche resti di
manufatti (in prevalenza selci), l’immagine di uno dei sette
scheletri umani risalenti a 14 000 anni fa rinvenuti nella
grotta e alcune ricostruzioni dell’habitat preistorico.
Acquedolci-San Fratello
450 m

LUOGHI IMPERDIBILI: IL PARCO DEI


NEBRODI

Alle spalle di Sant’Agata di Militello si apre lo scenario


della più grande area protetta della Sicilia, il Parco
Naturale dei Nebrodi, delimitato dai monti Peloritani a est
e dalle Madonie a ovest, mentre il limite meridionale è
segnato dall’Etna. Il paesaggio è caratterizzato dalla
diversità di modellazione dei rilievi, con una ricca
vegetazione (il territorio è il più piovoso dell’isola) e
numerosi ambienti umidi. Molteplici gli itinerari a piedi e i
punti di interesse, come le grotte di San Teodoro e del
Lauro, o i piccoli laghi di Spartà, Maulazzo e Biviere.
www.parcodeinebrodi.it
Sant’Agata di Militello

LA PROVOLA DEI NEBRODI

Fresca, semistagionata o stagionata, la Provola dei


Nebrodi Dop è una delizia per il palato. Prodotta con latte
vaccino e sagomata nella caratteristica forma “a pera” che
consente di appendere a una trave a due a due le forme per
la maturazione, deve il profumo gentile e il sapore suadente
all’eccellenza delle erbe dei pascoli dei Nebrodi. Con il
tempo nella pasta possono aprirsi le caratteristiche
fessurazioni: se stagionata almeno cinque mesi si parla
infatti di provola “sfoglia”, oltre alla quale c’è anche
l’originale tipologia al limone verde, all’interno della quale
viene incorporato l’agrume.

IL PROMONTORIO DI CAPO
D’ORLANDO

Sulla cima del promontorio di capo d’Orlando, ciò che


resta del castello che si vuole fondato da Carlo Magno – ma
verosimilmente eretto come struttura difensiva nel XIII
secolo – testimonia le lotte per il potere tra i fratelli Giacomo
e Federico d’Aragona e poi il suo lento declino a semplice
torre d’avvistamento. Nello spiazzo antistante sorge il
santuario di Maria Santissima (vedi foto), edificato nel
Seicento per custodire una statuetta della Vergine col
Bambino portata da San Cono. L’interno a navata unica ha
un bel soffitto in legno intarsiato.
Capo d’Orlando-Naso
1000 m

IL CASTELLO DI BROLO

A picco sul mare si staglia la nobile torre merlata del


castello di Brolo (X secolo), che fu una delle residenze di
Bianca Lancia, ultima moglie dell’imperatore Federico II e
madre del re Manfredi, ultimo sovrano della casa di Svevia.
Il fortilizio ospita oggi il Museo delle Fortificazioni
Costiere della Sicilia – con un percorso audiovisivo e
multimediale – e il Museo della Pena e della Tortura, che
espone strumenti di supplizio di ogni epoca.
www.castellodibrolo.com
Brolo-Ficarra
800 m

LA VILLA ROMANA DI PATTI

Affiorata nel 1973 durante i lavori per la costruzione


dell’autostrada, è una grande villa di età imperiale dotata
di un piccolo complesso termale, edificata probabilmente
nel IV secolo su una struttura precedente. Si compone di un
peristilio quadrangolare decorato con un elegante
mosaico su cui si affacciano gli altri locali. Sono stati
rinvenuti vari resti musivi policromi a motivi geometrici o
con scene figurate, come il cosiddetto Mosaico di Bacco.
L’Antiquarium offre un interessante sguardo d’insieme
sugli oggetti riportati alla luce.
Patti-San Piero Patti
600 m

UN CASTELLO RESIDENZA

Nel pieno centro di Spadafora sorge un bell’edificio


fortificato, frutto dell’ampliamento cinquecentesco di una
torre costiera della seconda metà del XV secolo e simbolo
della potenza della famiglia omonima. Sui quattro speroni
angolari della struttura spiccano altrettante garitte che
rimandano all’antica funzione difensiva. Ricordano invece il
ruolo successivo di residenza signorile le facciate principali,
con finestre e balconi. Oggi è proprietà della Regione Sicilia
e ospita eventi culturali.
Spadafora
1000 m
Palermo-Punta Raisi
Il tripudio di sapori della cassata siciliana si sposa
allo sfarzo architettonico della Fontana Pretoria di
Palermo e delle decorazioni musive nella Cappella
Palatina, per smorzarsi nel fascino quieto del
piccolo borgo marinaro di Sferracavallo.

Palermo: il chiostro di San Giovanni degli Eremiti

Lungo la tratta

PALERMO CENTRALE
vedi Palermo-Agrigento
Palermo Guadagna
Il ponte dell’Ammiraglio
La festosa cassata siciliana
Palermo Vespri
La chiesa dei Vespri Siciliani
Un dolce fiore in onore di Mascagni
Palermo Palazzo Reale-Orleans
La chiesa di San Giovanni degli Eremiti
Una fontana in trasferta
Il palazzo dei Normanni
Palermo Lolli
Il parco di villa Malfitano Whitaker
Palermo Notarbartolo
Villa Trabia
Palermo San Lorenzo
Il parco della Favorita
Palermo Sferracavallo
Un piccolo borgo marinaro

CARINI
Il castello della baronessa

Street food alla palermitana: le stigghiole

La Fontana Pretoria a Palermo


IL PONTE DELL’AMMIRAGLIO

È un ponte di epoca normanna nella zona di corso dei


Mille a Palermo, che poggia su dodici arcate in pietra. Fu
realizzato nel 1131 per volere di Giorgio di Antiochia,
ammiraglio al servizio di re Ruggero II, allo scopo di
collegare la città ai giardini sull’altra sponda del fiume Oreto
(ora deviato). Nei pressi del ponte il 27 maggio 1860 le
truppe garibaldine si scontrarono con quelle borboniche per
forzare l’ingresso nella città.
Palermo Guadagna
1500 m

LA FESTOSA CASSATA SICILIANA

Talmente colorata e barocca da non sembrare vera. E invece


gli occhi, ma soprattutto il palato, non ingannano. La
cassata siciliana è una leccornia a base di ricotta
zuccherata, pan di Spagna, marzapane e frutta candita,
assemblati in un ideale tributo alle sue origini arabe
(quas’at era la bacinella usata per confezionarla), alle
contaminazioni normanne e alle monache del convento
della Martorana che inventarono la pasta di mandorle. Ne
esiste anche una versione al forno fatta con pasta frolla.

LA CHIESA DEI VESPRI SICILIANI


Nel cimitero di Sant’Orsola a Palermo sorge la chiesa del
Santo Spirito, sul cui sagrato nel 1282 scoppiò la rivolta
dei Vespri Siciliani a causa dell’ardita avance fatta da un
soldato francese a una giovane sposa. L’edificio del XII
secolo è tanto austero nelle tre navate interne quanto
elegantemente raffinato nelle decorazioni esterne, con
accostamenti policromi in tufo e pietra lavica. Ne risultano
armoniose geometrie capaci di integrare lo stile arabo con
quelli normanno e gotico, soprattutto nel prospetto destro e
nel transetto, con arcate ogivali munite di grate
arabeggianti, e nell’esterno delle absidi, decorate con
archetti intrecciati e finestre con cornici bugnate.
Palermo Vespri
1500 m

UN DOLCE FIORE IN ONORE DI


MASCAGNI

L’origine e il nome della Iris spettano al pasticciere


palermitano Antonio Lo Verso, che ideò questo dolce per la
prima dell’opera omonima di Pietro Mascagni (1901). Nella
versione tradizionale è una brioche impanata e fritta con un
cuore di crema di ricotta e scaglie di cioccolato. La versione
più leggera ha lo stesso ripieno ma è cotta al forno e
prevede una spolverata di zucchero a velo.

LA CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI


EREMITI

È uno dei simboli di Palermo. La chiesa di San Giovanni


degli Eremiti fu costruita in epoca normanna (1130-1148)
replicando cinque volte un modulo cubico sormontato da
una cupola rossa: due per l’unica navata e tre per il
transetto. L’interno è nudo e spoglio, con la navata
suddivisa da un arco ogivale uguale a quello che limita il
transetto. Nel bel giardino si apre un chiostro del XIII secolo
con archi a sesto acuto e colonnine binate.
Palermo Palazzo Reale-Orleans
300 m

UNA FONTANA IN TRASFERTA

Sontuosa, monumentale, mirabilmente esagerata nel suo


tripudio di statue, ponti, scalinate e balaustre, la Fontana
Pretoria di Palermo, nella piazza omonima, è nata ben
lontano dal capoluogo siciliano. Infatti fu costruita a Firenze
nel 1554 su progetto di Francesco Camilliani. Ma il suo
destino non era nella Città del Giglio: acquistata nel 1573
dal senato palermitano, venne smontata, trasportata (con
ingenti danni) e ricomposta in una piazza “creata”
appositamente per contenerne le forme esuberanti. La
ricostruzione durò sette anni. Piazza Pretoria venne
soprannominata “piazza della vergogna”, forse per la
nudità delle statue, forse per le spese sostenute per la
fontana, che comunque secondo Giorgio Vasari «non ha
eguali a Firenze o forse in Italia».
Palermo Palazzo Reale-Orleans
1200-1600 m

Il porto di Palermo all’imbrunire


IL PALAZZO DEI NORMANNI

Eretto dagli Arabi intorno al X secolo, questo palazzo


palermitano fu trasformato dai re normanni in fortezza-
residenza, poi ampliata e integrata tra il XVI e il XVII secolo
fino a raggiungere lo straordinario aspetto unitario di oggi.
All’interno il grande capolavoro è al primo piano: con le sue
sfarzose decorazioni musive, la Cappella Palatina (vedi
foto) del XII secolo è un omaggio all’iconografia cristiana,
con un maestoso Cristo Pantocratore attorniato da angeli e
arcangeli affiancato da Storie dell’Antico Testamento e da
Episodi della vita dei Santi Pietro e Paolo. Negli
appartamenti reali sono da visitare la sala d’Ercole (sede
dell’Assemblea Siciliana), con gli affreschi di Giuseppe
Velázquez, e la sala di re Ruggero, con mosaici del XII
secolo che raffigurano scene di caccia.
Palermo Palazzo Reale-Orleans
400 m

IL PARCO DI VILLA MALFITANO


WHITAKER

Nei quattro ettari di parco della palermitana villa Malfitano


Whitaker, allestiti in parte all’inglese e in parte all’italiana,
si trovano piante rare provenienti da Tunisia, Canarie,
Sumatra, Australia e America Meridionale, oltre a un vivaio
con oltre 150 diversi esemplari di orchidee. La villa
neoclassica, sede della Fondazione Whitaker, conserva
nei preziosi interni una collezione di arazzi fiamminghi del
XVI secolo dedicati al mito di Enea, raccolte di porcellane e
una quadreria dell’Ottocento siciliano.
www.fondazionewhitaker.it
Palermo Lolli
950 m

VILLA TRABIA

Storica villa palermitana di origini settecentesche, costituita


da un grosso corpo centrale su due piani e da due ali laterali
che racchiudono una corte affacciata su via Salinas. Oggi
villa Trabia è sede di uffici amministrativi comunali e di
una biblioteca pubblica. Le due parti del parco, separate da
via Piersanti Mattarella, sono collegate da un ponte a due
arcate. Numerose le specie botaniche presenti, tra le quali
araucarie, oleandri, conifere, palme, Ficus macrophylla e
querce.
Palermo Notarbartolo
750 m

IL PARCO DELLA FAVORITA

Ai piedi del monte Pellegrino, che domina Palermo, il parco


della Favorita è un immenso polmone verde voluto nel
1799 da Ferdinando III di Borbone come tenuta di caccia e al
tempo stesso laboratorio per nuove colture agricole. Nei 400
ettari disposti lungo i viali dedicati a Diana e a Ercole si
trovano strutture sportive (stadio e ippodromo), aree per i
più piccoli (Città dei Ragazzi), le scuderie reali e alcune ville
d’epoca. Su tutte spicca la Palazzina Cinese (vedi foto) di
aspetto orientaleggiante con divagazioni gotiche e
classiche, progettata dall’architetto Venanzio Marvuglia per
gli ozi del sovrano. Belle le decorazioni delle sale, in gran
parte di Giuseppe Velázquez.
Palermo San Lorenzo
2000 m

UN PICCOLO BORGO MARINARO

Estrema frazione settentrionale di Palermo, Sferracavallo


è quel che resta di un piccolo borgo marinaro incastonato ai
piedi del promontorio di capo Gallo e al limitare
dell’omonima riserva naturale. Sul porticciolo si affacciano
bar, gelaterie e ristoranti. Diversi gli stabilimenti balneari
attrezzati, lungo un tratto di costa in gran parte roccioso.
Per un bagno dove il mare è più blu meglio spostarsi a nord,
verso punta Barcarello.
Palermo Sferracavallo
700 m

IL CASTELLO DELLA BARONESSA

Eretto dai Normanni tra l’XI e il XII secolo su una precedente


costruzione araba, il castello di Carini è entrato a far parte
della cultura popolare a causa del tragico episodio –
tramandato da poeti e cantastorie – dell’assassinio di Laura
Lanza, baronessa di Carini, per mano del padre, che il 4
dicembre 1563 la sorprese con l’amante Ludovico
Vernagallo. Vuole la leggenda che la baronessa ferita a
morte abbia lasciato su un muro l’impronta della sua mano
insanguinata. I restauri hanno messo in risalto le secolari
sovrapposizioni architettoniche dell’edificio, in posizione
panoramica, trasformato da fortilizio in palazzo residenziale.
Belle le mura merlate, la cappella gentilizia e il salone
delle Feste con soffitto ligneo a cassettoni.
Carini
2300 m
Palermo-Caltanissetta
Xirbi-Catania
Veduta di Termini Imerese

Lungo la tratta

PALERMO CENTRALE
vedi Palermo-Agrigento
Ficarazzi, Bagheria, Santa Flavia-Solunto-
Porticello, San Nicola Tonnara, Trabia, Termini
Imerese
vedi Palermo-Agrigento
Villarosa
Un treno divenuto museo
La Settimana Santa a Villarosa
Dittaino
La pagnotta del Dittaino e i grani siciliani

CATANIA CENTRALE
vedi Catania-Caltagirone
UN TRENO DIVENUTO MUSEO

Lungo un binario morto della stazione di Villarosa,


costeggiato da un viale alberato, un convoglio storico ospita
il Museo della Civiltà Contadina, Arte Mineraria ed
Emigrazione. In una decina di vagoni merci sono esposti
antichi oggetti di uso domestico e attrezzature impiegate
nelle vicine miniere di zolfo. Altri carri sono dedicati alla
storia dell’emigrazione e all’oggettistica ferroviaria.
Completa il percorso culturale un vagone allestito a sala
video, dove si proiettano filmati d’epoca.
www.trenomuseovillarosa.com
Villarosa

LA SETTIMANA SANTA A
VILLAROSA

La Settimana Santa a Villarosa è fitta di appuntamenti


religiosi, che iniziano la Domenica delle Palme con la
processione per la benedizione – appunto – dei rami di
palma o di ulivo. Il culmine si tocca il Venerdì Santo, con la
processione della Madonna Addolorata e la sfilata del Cristo
alla Colonna, cui partecipano cinque confraternite maschili e
due femminili con i loro stendardi e suggestivi abbigliamenti
rituali. Il giorno di Pasqua si festeggia l’incontro tra Cristo
risorto e la Madonna.
Villarosa
LA PAGNOTTA DEL DITTAINO E I
GRANI SICILIANI

La fertile valle del fiume Dittaino era già sfruttata dagli


antichi Romani per coltivare il grano destinato all’impero. La
tradizione non si è mai interrotta, e oggi la Pagnotta del
Dittaino, preparata con grano duro della zona, ha meritato
la Dop. Di recente sono state riscoperte anche vecchie
varietà di frumento, che hanno rese modeste ma proprietà
uniche e che, grazie all’altezza degli steli (fino a 2 metri!),
sfuggono alle erbe infestanti. Meritano di essere segnalati il
Tumminia (o Timilia), dal ciclo vegetativo rapido, che per
tutte le sue proprietà è molto apprezzato sia nella
panificazione che nella produzione di pasta; il Maiorca, un
grano tenero a maturazione veloce e con elevato valore
nutrizionale, originario della Puglia ma da tempo
acclimatato in Sicilia; il Perciasacchi (letteralmente “buca
sacchi”), dalle proprietà simili al grano khorasan, è un grano
duro indicato per la pasta integrale.
Dittaino
Palermo Notarbartolo-
Giachery
Il santuario di Santa Rosalia sul monte Pellegrino

Lungo la tratta

PALERMO NOTARBARTOLO
vedi Palermo-Punta Raisi
Palermo Imperatore Federico
La storia in una piazza
La salita al monte Pellegrino

PALERMO GIACHERY
Stragi di mafia, luoghi della memoria
Un giardino inglese a Palermo
LA STORIA IN UNA PIAZZA

L’obelisco di piazza Vittorio Veneto a Palermo,


sormontato da una Vittoria alata che regge una corona
d’alloro, fu voluto nel 1910 per celebrare il cinquantenario
della liberazione della città dai Borboni e l’annessione al
Regno d’Italia. Il bassorilievo nel basamento è infatti
un’allegoria della Sicilia che si ricongiunge alla Madre Patria.
Nel 1931 si decise di sfruttare l’ampiezza della piazza per
inserirvi anche un’opera in memoria dei caduti della Grande
Guerra. Il compito fu assegnato all’architetto Ernesto
Basile, che progettò l’ampio colonnato a forma di esedra
che si ammira oggi lungo il perimetro settentrionale.
Palermo Imperatore Federico
700 m

LA SALITA AL MONTE PELLEGRINO

Da largo Sellerio a Palermo parte il sentiero per il


santuario di Santa Rosalia sul monte Pellegrino, punto
panoramico da cui si domina la Conca d’Oro. I quasi 6
chilometri richiedono circa un’ora e mezza di cammino, ma
per avere una splendida vista sulla città e sul porto è
ugualmente appagante percorrere il sentiero solo fino al
primo tornante: da qui si consiglia la deviazione al castello
Utveggio (vedi foto) prima della sosta al santuario di
Santa Rosalia.
Palermo Imperatore Federico
1400 m

STRAGI DI MAFIA, LUOGHI DELLA


MEMORIA

Gli attentati di mafia degli anni Ottanta e Novanta hanno


lasciato sul campo molti servitori dello Stato. A Palermo in
via Libertà una stele ricorda Piersanti Mattarella, freddato
nel 1980; in via Carini una lastra segna il punto in cui nel
1982 fu ucciso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa,
commemorato anche da una targa nei giardini di villa
Bonanno (vedi foto); in via D’Amelio una lapide sotto
l’Albero della Pace omaggia Paolo Borsellino, qui ucciso
nel 1992. Decisamente più lontano, sull’autostrada A29 e
non raggiungibile a piedi, è il monumento che ricorda la
strage di Capaci, in cui perse la vita Giovanni Falcone, che
a Palermo è ricordato da una lapide nel luogo di nascita, in
piazza Magione. Tutte le vittime della mafia sono
commemorate da un monumento in piazza XIII Vittime (vedi
foto).
Palermo Giachery
1200-2700 m

UN GIARDINO INGLESE A PALERMO

Intitolato a Piersanti Mattarella, l’ex giardino inglese di


Palermo fu progettato nel 1851 da Giovan Battista Filippo
Basile seguendo la morfologia naturale del terreno. Piante
esotiche sono disseminate tra siepi sinuose, collinette e
anfratti. Nei pressi della fontana centrale sorge il castello
saraceno, un padiglione neomoresco che richiama le
architetture arabo-normanne della città.
Palermo Giachery
1000 m

Le luci della piana catanese con l’Etna in eruzione


INSERTO FOTOGRAFICO
Alcamo Diramazione-Castelvetrano-
Trapani

La costa siciliana nei pressi di Taormina.


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Le saline di Marsala al tramonto.
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Il Duomo di Castelvetrano.
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Isole Egadi: veduta aerea di Levanzo.


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Il porto di Mazara del Vallo.
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Le Cantine Florio a Marsala.
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La Cattedrale di Trapani.
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UN MUSEO ALL’APERTO D’ARTE
CONTEMPORANEA

Il Cretto.
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La Montagna di sale.
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CONTEMPORANEA
LE CINQUE PIAZZE DI GIBELLINA

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IL DUOMO DI SANTA MARIA ASSUNTA

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LA CAPPELLA SISTINA DELLA SICILIA

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L’EFEBO DI SELINUNTE

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LE CAVE DI CUSA

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IL GAMBERO ROSSO DI MAZARA

Vai alla scheda IL GAMBERO ROSSO DI MAZARA


L’ARCO NORMANNO

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LA CHIESA DI SAN NICOLÒ REGALE

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IL SATIRO DANZANTE

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NEI VICOLI DELLA KASBAH

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Vai alla scheda NEI VICOLI DELLA KASBAH
UN CAPOLAVORO BAROCCO

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Vai alla scheda UN CAPOLAVORO BAROCCO
GARIBALDI A MARSALA

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LA FONTANA DEL VINO

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NELLE CANTINE DEL MARSALA

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ARCHEOLOGIA A CAPO BOEO

Obelisco di Capo Boeo.


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Nave punica.
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PIAZZA DELLA REPUBBLICA, CUORE DI
MARSALA

Vai alla scheda PIAZZA DELLA REPUBBLICA, CUORE DI MARSALA

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San Giovanni Battista e San Tommaso.
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LA RISERVA NATURALE ISOLE DELLO
STAGNONE

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IL PARCO DI VILLA MARGHERITA

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IL CENTRO STORICO DI TRAPANI

Corso Vittorio Emanuele.


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Il santuario dell’Annunziata.
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LA PROCESSIONE DEI MISTERI

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COUS COUS TRAPANESE E PANE CUNZATO

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CUNZATO
LUOGHI IMPERDIBILI: LE ISOLE EGADI

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Caltanissetta-Canicattì-Agrigento

Veduta di Caltanissetta.
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Il tempio di Giunone nella Valle dei Templi.
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Veduta di Agrigento.
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Vigneti di Nero d’Avola.
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LA CATTEDRALE DI CALTANISSETTA

Vai alla scheda LA CATTEDRALE DI CALTANISSETTA


RAVIOLE E ROLLÒ

Vai alla scheda RAVIOLE E ROLLÒ


TUTTA LA SICILIANITÀ IN UN DOLCE

Vai alla scheda TUTTA LA SICILIANITÀ IN UN DOLCE


IL GIARDINO DI VILLA AMEDEO

Vai alla scheda IL GIARDINO DI VILLA AMEDEO


COLTIVAZIONI A PERDITA D’OCCHIO

Vai alla scheda COLTIVAZIONI A PERDITA D’OCCHIO


I MURALES PER LE VIE DI CANICATTÌ

Vai alla scheda I MURALES PER LE VIE DI CANICATTÌ


LA CHIESA DI SAN PANCRAZIO

Vai alla scheda LA CHIESA DI SAN PANCRAZIO


IN MEMORIA DI SCIASCIA

Vai alla scheda IN MEMORIA DI SCIASCIA


IL NERO D’AVOLA

Vai alla scheda IL NERO D’AVOLA


LA CATTEDRALE DI SAN GERLANDO

Vai alla scheda LA CATTEDRALE DI SAN GERLANDO


LA VALLE DEI TEMPLI, SPLENDIDA VISIONE

Vai alla scheda LA VALLE DEI TEMPLI, SPLENDIDA VISIONE


LA CHIESA DI SANTA MARIA DEI GRECI

Vai alla scheda LA CHIESA DI SANTA MARIA DEI


GRECI
LE MISCATE

Vai alla scheda LE MISCATE


IL MONASTERO DI SANTO SPIRITO

Vai alla scheda IL MONASTERO DI SANTO SPIRITO


LE CASE DI PIRANDELLO

Vai alla scheda LE CASE DI PIRANDELLO


Caltanissetta-Gela-Siracusa

Interno della cupola della chiesa della Madonna delle Lacrime a


Siracusa.
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Le vivaci decorazioni di un carretto siciliano.
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Palme nel Giardino Ibleo a Ragusa.


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CASTEL SANT’ANGELO

Vai alla scheda CASTEL SANT’ANGELO


IL PORTO E LE SPIAGGE DI LICATA

Vai alla scheda IL PORTO E LE SPIAGGE DI LICATA


PALAZZO FRANGIPANE

Vai alla scheda PALAZZO FRANGIPANE


IL LUNGOMARE FEDERICO II

Vai alla scheda IL LUNGOMARE FEDERICO II


Caltanissetta-Gela-Siracusa

Panoramica di Gela.
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IL CARRETTO SICILIANO E LA SUA STORIA

Vai alla scheda IL CARRETTO SICILIANO E LA SUA STORIA


RAGUSANO E CERASUOLO

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LA PIAZZA DEL MUNICIPIO DI COMISO

Vai alla scheda LA PIAZZA DEL MUNICIPIO DI COMISO


LA MASSERIA CHE DIVENNE CASTELLO

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CASTELLO

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LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE SCALE

Vai alla scheda LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE


SCALE
VICOLI, PALAZZI E GIARDINI A IBLA

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IL DUOMO DI RAGUSA

Vai alla scheda IL DUOMO DI RAGUSA


SCACCIA E NUCATOLI

Vai alla scheda SCACCIA E NUCATOLI


IL DUOMO DI SAN GIORGIO

Vai alla scheda IL DUOMO DI SAN GIORGIO


MODICA ALTA E PIZZO BELVEDERE

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CIOCCOLATO E ’MPANATIGGHI

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A PASSEGGIO IN VIA NAZIONALE

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LA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO

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NEI LUOGHI DEL COMMISSARIO
MONTALBANO

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MONTALBANO
IL MUSEO DELLA FARMACIA

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LA TORRE CABRERA

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UN SORPRENDENTE UNICUM
ARCHITETTONICO

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L’INFIORATA DI NOTO

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IL BAROCCO DI VIA NICOLACI

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LE TRE PIAZZE DI NOTO

La chiesa di San Domenico.


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La chiesa di San Francesco.
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LA CATTEDRALE DI SAN NICOLÒ

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LA REGINA DELLE MANDORLE

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LA CHIESA MADRE DI AVOLA

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TESTIMONE DEL PASSATO

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LE CATACOMBE DI SAN GIOVANNI

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IL PARCO DELLA NEAPOLIS

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UN “ORECCHIO” INDISCRETO

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LA MADONNA DELLE LACRIME

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IL PAPIRO DI SIRACUSA

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Catania-Caltagirone

Tradizionali ceramiche di Caltagirone.


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Catania: il complesso di San Nicolò l’Arena.
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Sfilata di ceramiche a Caltagirone.
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L’Etna con uno spettacolare pennacchio.
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UNA PIAZZA DI ELEGANTE CROMATISMO

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SAN NICOLÒ L’ARENA

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STREET FOOD CATANESE

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BAROCCO E ROCOCÒ A PALAZZO BISCARI

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BISCARI
SULLA CIRCUMETNEA AI PIEDI DEL
VULCANO

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LA CHIESA DI SAN ROCCO

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LE ARANCE ROSSE

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LA PALA ROBBIANA

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IL CUORE DI MILITELLO

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LA CITTÀ ESAGONALE

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LA SCALINATA IN FIORE

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L’ARTE DELLA CERAMICA

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IL POLMONE VERDE DI CALTAGIRONE

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Messina-Catania-Siracusa

Le rovine del teatro di Taormina al tramonto.


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Il Carnevale di Acireale.
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Veduta aerea di Catania.


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La fontana dell’Amenano a Catania.
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Messina: interno del Duomo.
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Siracusa: panoramica sull’isola di Ortigia.


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Un tratto della linea Catania-Messina.


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LA PIAZZA DEL DUOMO DI MESSINA

Il calendario perpetuo.
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Palazzo Zanca.
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La fontana di Orione.
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UNA PICCOLA CHIESA DAI MOLTI STILI

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ARANCINI, PITONI E FOCACCE

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L’ORTO BOTANICO DI MESSINA

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DUE CHILOMETRI DI SPIAGGE

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LUOGHI IMPERDIBILI: TAORMINA

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PANORAMI DAL CASTELLO

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DUE VOLTE CARNEVALE

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UNA GRANITA PER TUTTE LE OCCASIONI

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OCCASIONI
L’ELEGANZA BAROCCA DI ACIREALE

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La volta della navata centrale del Duomo.
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L’ORTO BOTANICO DI CATANIA

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L’AREA ARCHEOLOGICA DEL
CASTELLACCIO

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CASTELLACCIO
IL CENTRO STORICO DI AUGUSTA

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Palermo-Agrigento

Palermo dai tetti della Cattedrale.


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Il parco di villa Giulia a Palermo.
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Il porto di San Nicola l’Arena.


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Il cuore di Palermo: la seicentesca piazza Villena, detta Quattro Canti.
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UNA CATTEDRALE MULTIFORME

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Il sarcofago del Beato Padre Puglisi.
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LE MUMMIE NELLE CATACOMBE

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BALLARÒ E VUCCIRÌA

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IL PARCO DI VILLA GIULIA

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PANE E PANELLE E ALTRE GOLOSITÀ

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I DOLCI DELLE MONACHE

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LE VILLE PALAGONIA E VALGUARNERA

Villa Palagonia.
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Le statue nel viale d’ingresso di Villa
Palagonia.
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VALGUARNERA
SULLE ORME DI UN’ANTICA CITTÀ

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CASTELLO DI SAN NICOLA

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IL PARCO NATURALE DEI MONTI SICANI

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Palermo-Messina

Veduta notturna di Cefalù.


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Il lago Biviere nel Parco Naturale dei Nebrodi.
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Il promontorio di capo d’Orlando.


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IL LAVATOIO MEDIEVALE

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I MOSAICI DEL DUOMO DI CEFALÙ

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LA CITTÀ DELLE CERAMICHE

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UN IPPOPOTAMO PREISTORICO

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LUOGHI IMPERDIBILI: IL PARCO DEI
NEBRODI

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LA PROVOLA DEI NEBRODI

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IL PROMONTORIO DI CAPO D’ORLANDO

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IL CASTELLO DI BROLO

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Palermo-Punta Raisi

Palermo: il chiostro di San Giovanni degli Eremiti.


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Street food alla palermitana: le stigghiole.
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La Fontana Pretoria a Palermo.
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IL PONTE DELL’AMMIRAGLIO

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LA FESTOSA CASSATA SICILIANA

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LA CHIESA DEI VESPRI SICILIANI

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UN DOLCE FIORE IN ONORE DI MASCAGNI

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LA CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI
EREMITI

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UNA FONTANA IN TRASFERTA

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Palermo-Punta Raisi

Il porto di Palermo all’imbrunire.


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IL PALAZZO DEI NORMANNI

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Cappella Palatina.
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IL PARCO DI VILLA MALFITANO WHITAKER

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VILLA TRABIA

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IL PARCO DELLA FAVORITA

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FAVORITA
UN PICCOLO BORGO MARINARO

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IL CASTELLO DELLA BARONESSA

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Palermo-Caltanissetta Xirbi-Catania

Veduta di Termini Imerese.


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LA SETTIMANA SANTA A VILLAROSA

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LA PAGNOTTA DEL DITTAINO E I GRANI
SICILIANI

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Palermo Notarbartolo-Giachery

Il santuario di Santa Rosalia sul monte Pellegrino.


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LA STORIA IN UNA PIAZZA

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LA SALITA AL MONTE PELLEGRINO

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STRAGI DI MAFIA, LUOGHI DELLA
MEMORIA

La targa commemorativa posta dove fu ucciso il


generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
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MEMORIA

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LIl monumento in piazza XIII Vittime.
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MEMORIA
UN GIARDINO INGLESE A PALERMO

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La piana catanese

Le luci della piana catanese con l’Etna in eruzione.


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