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ART

NOUVEAU
A
TORINO

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ART
NOUVEAU
A
TORINO

Celebrazioni del Centocinquantesimo


Anniversario dellUnit dItalia

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INTRODUZIONE
Con il patrocinio di Con il contributo di

Torino la capitale dello stile Liberty in Italia. Qui ebbe luogo lEsposizione Universale di Arte Decorativa
del 1902 che diede inizio alla diffusione del movimento Art Nouveau nel nostro Paese. Il movimento
modernista, noto in genere come Art Nouveau, Modern Style o Jugendstil, partito da paesi culturalmente pi
Relazioni istituzionali e comunicazione In collaborazione con dinamici del nostro, giunse in Italia con alcuni anni di ritardo, affiorando dapprima nelle arti decorative per
approdare poi allarchitettura. Il nome italiano dello stile si fa derivare quindi dalla ditta inglese Liberty & Co.
Ltd, che con il suo negozio in Regent Street a Londra fu uno dei maggiori diffusori dello stile. Le decorazioni
naturalistiche ed i fregi floreali che lo contraddistinguono gli valsero dunque lappellativo di stile floreale.
Strutture in ferro e vetro cos come luso del cemento armato, ideato poco prima in Francia, conferiscono
allarchitettura Art Nouveau una grande leggerezza, forme sinuose, linee avvolgenti. Dal design industriale
alle illustrazioni didascalica viene importata nellarchitettura lidea che la decorazione funzionale non
solo allestetica ma anche alla struttura delledificio: di qui la ricerca del fregio floreale e della decorazione
Unidea di Edoardo Tamagnone ornamentale, cos come lutilizzo di forme morbide e sinuose.
Fotografie di Federico Torres e Matilde Serrini Torino fu la citt italiana dove il nuovo stile trovo terreno pi fertile e da dove si propag: molte sono le
Progetto grafico a cura di Annalisa Iacopino testimonianze dellarchitettura Art Nouveau attraverso la citt. Gli architetti e gli ingegneri che progettarono
tali edifici Pietro Fenoglio, Carlo Ceppi, Camillo Dolza, Eugenio Mollino furono tra i pi importanti
Stampa: LArtistica Savigliano S.r.l. artisti torinesi del Novecento. Eppure questo grande patrimonio artistico e culturale sembra dimenticato.
Lo stile Liberty infatti fu applicato pochissimo ai monumenti e alle chiese, molto di pi alle scuole, agli
Si ringrazia la EL.CI. s.a.s. per la preziosa collaborazione uffici della pubblica amministrazione, alle sedi delle societ. Questo pu essere senzaltro uno dei motivi
per cui la cultura Art Nouveau non stata diffusa verso il grande pubblico.
2011 Associazione Atlantis LAssociazione Atlantis ha intrapreso dunque un percorso teso alla valorizzazione di questo stile artistico
Via Thaon di Revel n. 6 torinese. A distanza di un secolo proponiamo questopera, frutto di unattenta ricognizione fotografica
10046 Poirino (TO) degli edifici Art Nouveau di Torino, che nelle nostre intenzioni deve essere a disposizione delle biblio-
www.associazioneatlantis.com teche, delle scuole e dei cittadini interessati, oltre che delle istituzioni nazionali e regionali e degli enti locali
del territorio. Lauspicio che questa iniziativa possa contribuire a far riscoprire un grande patrimonio
architettonico, nella citt dove esso fiorito cento anni fa e dove stato troppo a lungo dimenticato.

Edoardo Tamagnone
Presidente Associazione Atlantis

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per me un piacere poter porgere il mio saluto per congratularmi con Voi per questa pubblicazione. Mi Pagina dopo pagina, un percorso che guida lo sguardo attraverso una prospettiva diversa con cui esplorare
congratulo anche per aver realizzato unopera di questo tipo nellambito delle manifestazioni di Torino questa citt.
Capitale Europea dei Giovani 2010, decisamente una bella iniziativa per trasmettere ai giovani europei La Torino reale e barocca cede il passo alla sua anima Liberty, portandovi alla scoperta di architetture che
messaggi sulle comuni origini culturali. Il Liberty uno degli stili da me preferiti. Penso, infatti, che il quar- hanno segnato la storia dellArt Nouveau italiana.
tiere Copped di Roma sia uno dei luoghi della Citt eterna pi affascinanti e al tempo stesso evocativi Una storia che proprio sotto la Mole cominci il suo viaggio tra la fine del 800 e linizio del 900, diffond-
di una sensazione di serenit e pace che ha davvero pochi eguali. Nellanno in cui ricorre il 150esimo an- endosi, poi, in tutto il Paese attraverso le testimonianze di grandi artisti torinesi come Fenoglio e Mollino,
niversario dellUnit dItalia, Torino, una volta ancora, al centro dell attenzione di tutta Italia. Ritengo, in le splendide vetrate di Albano & Macario, prestigiosa vetreria italiana, le autorevoli riviste Emporium e
tal contesto, davvero intelligente e formativo far riscoprire un grande patrimonio storico ed architettonico Arte Decorativa Moderna che nel capoluogo piemontese venivano editate, fino ai grandi eventi internazi-
nella citt in cui esso ebbe a livello nazionale la sua massima espressione. Le celebrazioni dellunit dItalia onali, il pi importante per lintera Art Nouveau italiana nel 1902, con lEsposizione Internazionale di
dunque aiutano a far maggiore luce non solo sulla met del XIX secolo ma anche su altri periodi gloriosi Arte decorativa e Industriale.
della citt di Torino. Allalba del XX secolo, il mondo occidentale guardava con fiducia e ottimismo al Ecco allora linvito a cominciare, da queste pagine, una piacevole passeggiata nei luoghi del Liberty torinese.
futuro, sicuro che progresso, benessere e pace avrebbero continuato a guidare i suoi passi verso con- Un viaggio a piedi che non mancher di sorprendervi, alternando, ad esempio, alle eleganti architetture
quiste sempre nuove. Queste aspettative sembrarono realizzarsi per tutto il primo quindicennio del nuovo edilizie di quartieri residenziali storici, lo shopping trendy nei mercati della Crocetta e di piazza Benefica.
secolo, un periodo di grandi speranze che da molti fu poi ricordato con nostalgia come la Belle poque. E prima di concludere il vostro viaggio, un consiglio, concedetevi una pausa relax, magari al sapore del
Questa mentalit e questo modo di affrontare la vita aveva condizionato anche i settori produttivi. In tutta celebre bicerin, facendo tappa in uno dei caff del centro storico consacrati, oggi come ieri, allo stile e alle
Europa si erano sviluppate una serie di correnti artistiche giunte a teorizzare che ogni produzione umana atmosfere della sontuosa Art Nouveau.
poteva divenire unespressione artistica. Ogni oggetto e ogni luogo diveniva unelegante decorazione, un
motivo floreale, una linea curva e arabesca. Ladozione dello stile Liberty nelle arti signific per molti Alberto Cirio
artisti unalternativa allaccademismo, lo svecchiamento delle gerarchie, la possibilit di raggiungere un Assessore al Turismo della Regione Piemonte
vasto pubblico di fruitori. Dalla fine dellOttocento in poi le invenzioni e progressi della tecnica furono
allordine del giorno. I benefici che queste scoperte avevano portato nella vita delle persone erano di-
ventate sempre pi visibili: lenergia elettrica, i servizi igienici, la minore paura di affrontare le malattie e
lignoto. Tutto questo aveva determinato un profondo ottimismo sulle possibilit delluomo, a cui niente
sembrava precluso.
Mi auguro che lo stesso ottimismo che si respirava in quella splendida epoca che ha lasciato una traccia in-
delebile nelle nostre citt, Torino in primi s, possa ritornare oggi a forgiare i pensieri e le azioni dei giovani
Italiani che, una volta ancora, si stanno dimostrando figli degni di una grande Patria quale lItalia.

Giorgia Meloni
Ministro della Giovent

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IL FASCINO DELLA SEMPLICE BELLEZZA FIN DENTRO
I PI PICCOLI OGGETTI DUSO

Nel 1968 la storica dellarte Rossana Bossaglia pubblica il saggio Il Liberty in Italia, dando inizio agli studi della vita, per far penetrate laffinamento del gusto e il fascino della semplice bellezza fin dentro i pi pic-
italiani sul fenomeno artistico e architettonico che, diffusosi nella penisola dalla fine del XIX secolo, ne coli oggetti duso.
caratterizza il gusto fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Il Liberty esce cos dalla zona dombra Da questo primo manifesto, il nuovo gusto si diffonde in Germania con il nome Jugendstil, letteralmente
nella quale era stato relegato per quasi mezzo secolo, in seguito al ripudio del gusto floreale da parte della stile giovane, e in Italia, trovando rispondenza nel termine Liberty, dal nome della societ inglese di vendita e
critica che, tramite un giudizio negativo imperniato sulla leziosit e sulla sovrabbondanza decorativa, ne produzione di oggetti darte applicata fondata da Arthur Lasenby Liberty, con sede italiana a Milano nella
decreta il declino. centralissima Galleria Vittorio Emanuele II.
Almeno inizialmente i caratteri del nuovo gusto sono strettamente legati alle ricerche dellinglese William La diffusione del Liberty in Italia inoltre favorita dalle immagini degli oggetti e degli arredi pubblicati
Morris nei confronti delle arti decorative: lartista infatti manifesta espressamente la volont di superare nella neonata rivista darte Emporium, portavoce ufficiale del nuovo linguaggio e ispirata allinglese
il divario tra arti maggiori e minori attraverso la produzione di elementi darredo, tappezzerie e mobili The Studio e alla francese Revue Blanche. Nelle pagine del mensile i lunghi saggi di Giulio Carotti
che prediligessero le tecniche artigianali, la qualit dei materiali e del progetto estetico. Tale orientamento definiscono infatti i caratteri del Liberty, termine che, insieme allitaliano stile floreale, identifica il nuovo
diffuso dal gruppo delle Art and Crafts, fondato da Morris, ha infatti il merito di coniugare larte e la pro- gusto internazionale, basato su una nuova definizione e un nuovo ruolo delle arti decorative nella vita
duzione artigianale, trovando ideale diffusione nel campo delle arti applicate, in controtendenza rispetto quotidiana e nella gerarchia della produzione artistica.
al fenomeno dellindustrializzazione e della produzione seriale. Il Liberty trova infatti ampia diffusione nella produzione di mobili, stoffe, ceramiche, gioielli, manifesti
Se quindi inizialmente lArt Nouveau sembra trovare le proprie origini in Gran Bretagna nel settore dei beni pubblicitari, oggetti in ferro battuto e ogni altra declinazione che riguardi larredo e la decorazione degli
di consumo per un pubblico dlite e di grandi disponibilit economiche, evidente che tale impostazione spazi quotidiani delluomo. Da qui emerge quindi la principale caratteristica dello stile nella penisola: in
muta a contatto con la cultura francese, italiana e mitteleuropea, aree in cui il campo dellarchitettura linea di massima infatti non fa riferimento a una produzione pittorica e scultorea da cui prende piede un
a ospitare le ricerche pi innovative, ossia, come sottolinea Rossana Bossaglia, non nelleffimero, bens gusto esteso alle arti applicate, ma procede da esse verso larchitettura, coinvolgendo le arti plastiche e
nel duraturo1. figurative come forme essenzialmente decorative. In leggero ritardo rispetto al resto dEuropa, il Liberty
Dlaltronde linfluenza delle Arts and Crafts gi allinizio del XX secolo ampiamente superata, come italiano vive il proprio massimo splendore a partire dagli ultimi anni del secolo e secondo caratteristiche
sottolinea Vittorio Pica sulle pagine del quotidiano torinese La Stampa Gazzetta Piemontese: Come particolari: se in comune con il continente vi infatti lispirazione ai motivi della natura pur sintetizzati e
che sia, innegabile che lo stil nuovo inglese, dopo aver signoreggiato per alcuni anni su tutte le nazioni non ripresi fedelmente, daltra parte in Italia non sentito il revival neogotico che, ispirato dallarchitetto
europee, ha dovuto, a poco per volta, cedere il passo allo stile belga, forse meno originale, certo meno 1. R. Bossaglia, Il Liberty in Italia, francese Viollet-le-Duc, una delle matrici delle Arts and Crafts; al contrario presente il riferimento
aristocraticamente squisito, ma pi pratico, pi brillante e, sopra tutto, pi spiccatamente moderno2. Milano, Charta, 1997 (n.e.), p. 8 allarte rinascimentale e cinquecentesca.
Pur mantenendo quindi alcuni caratteri comuni, lArte Nuova3 dimostra una certa versatilit in base alle La diffusione del Liberty nella penisola italiana inoltre direttamente collegata alla realizzazione, tra la fine
differenze culturali e geografiche, assumendo nelle diverse nazioni europee forme e definizioni differenti. 2. V. Pica, in La Stampa Gazzetta del XIX secolo e il primo decennio del XX secolo, di un nutrito numero di esposizioni internazionali in
In Francia, Gran Bretagna e Belgio prende il nome Art Nouveau, derivante dallomonimo magazzino Piemontese, anno , numero , 25 cui il gusto decorativo trova ampia eco, come dimostra lampbiziosa Esposizione Internazionale di Arte
agosto 1902
parigino fondato dal tedesco Sigfried Samuel Bing, il quale, in occasione dellinaugurazione della maison Decorativa Moderna realizzata a Torino nel 1902.
nel dicembre 1895, dichiara: LArt Nouveau ha lobiettivo di raggruppare tra le manifestazioni artistiche 3. M. Pellegrini, Sulla via dellArte Lidea di una manifestazione dedicata alle arti applicate deriva dal grande successo dellExpo parigina del
tutte quelle che cessano di essere la reincarnazione del passato, di offrire senza esclusione di categoria e Nuova, in La Stampa Gazzetta 1900, e trova compimento nella precedente esperienza dellEsposizione generale italiana, ospitata sempre
senza preferenze di scuola, un luogo di concentrazione a tutte le opere caratterizzate da un sentimento Piemontese, anno 30, numero 84, a Torino, nel 1898. Il progetto esecutivo viene affidato allarchitetto Raimondo DAronco, che si occupa
nettamente personale. LArt Nouveau lotter per eliminare il brutto e il lusso pretenziosi da tutte le cose 24 marzo 1896 in prima persona della realizzazione del padiglione dellAutomobile e del Ciclo, del padiglione delle Belle

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Arti e del Palazzo centrale, sede delle presenze nazionali. Larchitetto inoltre affida ad Annibale Rigotti, di Nancy, patria del vetraio mile Gall e dellebanista Louis Majorelle.
Giovanni Vacchetta e inizialmente a Pietro Fenoglio lesecuzione dei lavori. Casa Fenoglio - La Fleur e Villa Scott rappresentano sicuramente i due pi celebri esempi dello stile del pro-
Inaugurata il 10 maggio, lEsposizione si divide in tre settori, dedicati alla relazione tra le arti decorative e la gettista torinese: dalla forma basilare delledificio si protendono verso lesterno strutture sospese, in cui il
casa moderna; i padiglioni nazionali vedono la presenza dei maggiori esponenti dellArt Nouveau europea, peso del cemento armato controbilanciato dalla leggerezza e dalla luminosa ariosit delle grandi vetrate
tra cui Olbrich, Behrens e Horta, mentre nello spazio italiano sono rilevanti la presenza dal palermitano policrome e delle linee curve tracciate dal ferro battuto. La decorazione pittorica e a rilievo dellintero
Ernesto Basile allinterno dellesposizione del mobiliere Ducrot, e lallestimento della produzione della edificio propone poi una soluzione continua sul tutte le facciate ammorbidendone e affinandone ulterior-
manifattura ceramica Richard-Ginori. Per loccasione viene inoltre pubblicato il periodico mensile LArte mente gli angoli e la struttura.
Decorativa Moderna, fondato nel 1902 da Alfredo Melani ed Enrico Thovez, e attivo fino al 1907: obiet- il trionfante gusto del moderno, che si lascia alle spalle gli stili del passato. Non senza ironia cos ne
tivo della redazione, della quale fanno parte anche gli scultori Leonardo Bistolfi e Davide Calandra, la scrive una delle firme del periodico La Stampa Gazzetta Piemontese:
diffusione del nuovo gusto e a livello nazionale e internazionale. La manifestazione infatti occasione per Immaginati una sala da pranzo alta nome una cattedrale, arredata nello stilo Luigi XV, Luigi XVI o Luigi XVII,
la citt di Torino di divenire uno dei maggiori centri propulsori ed europei dellormai consolidato stile o nello stile floreale, e nello stile Liberty. Dopo lEsposizione dArte decorativa moderna si sa forse cho sorta di stile si usa
floreale: lappuntamento del 1902 costituisce infatti il momento di massima diffusione del gusto prima oggi? Il Liberty, per esempio, checch gi quasi passato di moda, si trova ancora ficcato dappertutto. E questa brava gente
dellinevitabile fase involutiva che raggiunge il suo apice con lesposizione torinese del 1911, anno in cui non comprende che se ancora pu far la sua figura in un piccolo gabinetto, affatto fuor di luogo in una grande stanza.
il linguaggio dellArt Nouveau pu dire conclusa la propria carica creativa, pur mantenendo una certa Se ne ha unimpressione glaciale! Quando entrai nella sala da pranzo e la vidi illuminata a luce elettrica, che anchessa
egemonia sul gusto vigente fino allo scoppio del primo conflitto mondiale. fredda come un mar di ghiaccio, mi parve, non so, come so stessi per assistere ad un banchetto di esploratori al Polo Nord,
Espressione di una nuova visione architettonica e decorativa, a Torino il Liberty si configura come uno con, in fine, una danza di orsi bianchi. Eppure, Dio lo sa, non faceva cos freddo, oh! no! perch i caloriferi erano gi ac-
stile fortemente affine alle istanze sociali della borghesia cittadina; ne la prova il fiorire di committenze cesi. Ma non so se tutti siano come me: io ho un sacro orrore del calore anonimo di questi congegni, che hanno ora surrogato
per edifici privati e per sepolture monumentali, che tra nei primi anni del Novecento proliferano nei cimi- ovunque il focolare dei nostri padri, dalla fiamma amichevole e gaia. Oh! quella fiamma, s che dava una impressione di
teri urbani, come dimostra lo scultore Leonardi Bistolfi, erede della lezione simbolista del torinese Odo- intimit e di vita! E a tavola! Certo, cerano fiori in abbondanza, ed una pompa straordinaria di cristalli, dargenteria, di
ardo Tabacchi: ne chiara testimonianza il bassorilievo funerario Il Dolore confortato dalle Memorie (1898), lini... Oh, ma parliamone della tovaglia! Era un tessuto cosi spesso, cosi sopraffatto di ricami, e formava colle sue pieghe
per la Tomba Durio nel cimitero Monumentale, nel quale al soggetto simbolista si accosta un trattamento tante valli e tanti precipizi che, quando si posava il bicchiere, cera sempre da stare in trepidazione che non si rovesciasse.
completamente nuovo delle figure che attorniano il volto del defunto e circondando, segendo la forma E tutto questo barbaglio di luce, tutta questa profusione di fiori, tutta questa ricchezza dargenti, di vasellami, di lini
dellarchitettura funeraia, la personificazione a tutto tondo del dolore. Seguendo la lezione di Bistolfi si sembrava interrogarti brutalmente: Eh? Che cosa ne dite? Siete abbastanza stupefatti? [...]4.
forma anche il giovane Giambattista Alloatti, autore del delicato bassorilievo che decora le facciate di Pur eccessiva, linvettiva del Lapis delinea con chiarezza il repentino mutamento dello stile decorativo
Casa Maffei, eseguita tra il 1904 e il 1906 dallarchitetto Antonio Vandone da Cortemiglia: in essa le forme consacrato dallExpo parigina del 1900 e confermato, o forse concluso, dalla trionfante manifestazione
murali della palazzina si fondono con la decorazione scultorea e con il ferro battuto che orna le balconate, italiana del 1902. Non a caso sui quotidiani torinesi si moltiplicano le insezioni pubblicitarie degli empori
le finestre e il grandioso ingresso. darredamento cittadini, primo tra tutti il noto Emporio Maffioli di via Pietro Micca 20, che non fanno
La continuit delle linee decorative e strutturali delledificio alla base del linguaggio di Petro Fenoglio, 4. A. Lapis, I pranzi di etichetta.
mancare nelle loro esposizioni elementi e mobilio del nuovo stile Liberty.
probabilmente la figura di maggior spicco dellarchitettura liberty torinese ed italiana. Fenoglio infatti Impressioni di un misantropo, in
autore di alcuni tra i pi eleganti edifici privati cittadini, caratterizzati dalluso di un linguaggio che propone La Stampa Gazzetta Piemontese, Federica Tammarazio
una sintesi tra le forme architettoniche curvilinee e la decorazione floreale e zoomorfa, ispirata alla Scuola anno XXXVI, n. 314, 12/11/1902, p. 1 Storica dellarte

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ZONA BORGO PO
Edificio in corso Fiume angolo corso Moncalieri
14 Crescentino Caselli, 1889 15
Casa Pasquetti, via Bezzecca 12
16 Quinto Grupallo, 1905 17
Edificio in via Asti 24
18 Eugenio Mollino, 1904 19
Edificio in via Asti 36
20 Eugenio Mollino, 1904 21
Edificio in via Mancini 15
22 Paolo Burzio, 1915 23
Edificio in via Mancini 21
24 Paolo Burzio, 1914 25
Palazzina Navone Gaudino,
via Villa della Regina angolo via Mancini
26 Paolo Burzio, 1911 27
Villa Scott, corso Lanza, 57
Pietro Fenoglio, 1902
28 Vedi anche pagine successive 29
30 31
Villino Giuliano, via Gatti 17
32 Giovanni Gribodo, 1900 circa 33
ZONA CORSO FRANCIA
Casa della Vittoria, corso Francia, 23
36 Gottardo Gussoni, 1918 37
Casa Macciotta, via Bagetti, 16
38 Pietro Fenoglio, 1904 39
Casa Tasca, via Beaumont, 16
40 Giovan Battista Bernazzo, 1902 41
La Fleur, via Principi dAcaja, 11
42 Pietro Fenoglio, 1902 43
Edificio in via Duchessa Jolanda, 17
44 Gottardo Gussoni, Ermanno Vivarelli, 1912 45
Edificio in via Duchessa Jolanda, 19/21
46 Gottardo Gussoni, Ermanno Vivarelli, 1910 47
Edificio in via Piffetti, 10
48 Giovanni Gribodo, 1908 49
Nella pagina accanto: edificio in via Piffetti, 5
Sopra: edificio in via Piffetti, 12
50 Giovanni Gribodo, 1908 51
ZONA NIZZA
Casa Marangoni, via Tiziano angolo via Nizza
54 Daniele Donghi, Lorenzo Parrocchia, 1904 55
Stabilimento FIAT, corso Dante angolo via Marocchetti
56 Alfredo Premoli, 1906 57
Palazzina Menzio, via Donizetti, 22
58 Alfredo Premoli, 1900 59
Sede Ex Allievi/Anziani FIAT, corso Dante, 102
60 Giacomo Matt Trucco, 1904 61
Villa Javelli, via Petrarca, 44
Raimondo DAronco, 1903
62 Vedi anche pagine successive 63
64 65
Villino Kind, via Monti, 48
66 Michele Alfonso Frapolli, 1906 67
CROCETTA E CENTRO
Casa Grometto Sogno, corso Re Umberto angolo corso Sommeiller
70 Gottardo Gussoni, Ermanno Vivarelli, 1911 71
Casa Giraudi, via Papacino, 8
72 Eugenio Bonelli, 1906 73
Casa Florio, via S. Francesco da Paola angolo via Bertola
74 Giuseppe Velati Bellini, 1901 75
Casa Avezzano, via Vico angolo via Massena
76 Pietro Betta, 1912 77
Casa Boffa-Costa, via De Sonnaz, 16
78 Pietro Fenoglio, 1904 79
Casa Maffei, corso Montevecchio, 50
Antonio Vandone di Cortemiglia
(bassorilievi di Giovan Battista Aloatti), 1904
80 Vedi anche pagine successive 81
82 83
Casa Rey, corso Galileo Ferraris 16/18
84 Pietro Fenoglio, 1904 85
Casa Fiorio, corso Matteotti angolo via dellArsenale
86 Enrico Bonicelli, 1906 87
Casa Rizzetti, Galileo Ferraris angolo via Pastrengo
88 Costantino Gilodi, 1902 89
Palazzo Gamna, corso Galileo Ferraris, 78
90 Michele Alfonso Frapolli, 1904 91
Edificio in via Cassini, 21
92 Vittorio Eugenio Ballatore di Rosana, 1911 93
Edificio in via Gioberti angolo via Genovesi
94 Eugenio Mollino, 1905 95
Edificio in via Morosini angolo via Vela
96 Giovanni Tirone, 1905 97
INDICE

5. INTRODUZIONE

13. ZONA BORGO PO

35. ZONA CORSO FRANCIA

53. ZONA NIZZA

69. CROCETTA E CENTRO

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Torino la capitale dello stile Liberty in Italia. Un percorso fotografico attraverso i quartieri dove questo stile
artistico pi radicato da Borgo Po alla Zona Francia, dalla Zona Nizza al Centro ed alla Crocetta testimonia
lo straordinario patrimonio architettonico dellArt Nouveau torinese. Uneredit da conoscere e valorizzare nel
Centocinquantesimo Anniversario dellUnit dItalia.