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Ludwig Wittgenstein –Vienna 1889, Cambridge 1951

Il mondo è tutto ciò che accade -> ciò che importa sono gli eventi (sulla scia della relatività,
passaggio da spazio e tempo come entità separate allo spaziotempo, non più gli oggetti che mutano
nel tempo ma gli eventi, oggetti in un istante di tempo)
Pensiero:
Grande novità_ si erano perse le tracce degli studi logici intrapresi dagli stoici- il mondo è il
sussistere degli stati di cose che è pensato attraverso il pensiero espresso con il linguaggio. C’è
isomorfismo tra mondo e pensiero e pensiero e linguaggio- identità tra mondo e linguaggio- se uno
vuole studiare il mondo deve studiare il linguaggio, hanno la stessa struttura.
Pensiero rappresenta quello che succede nel mondo e il linguaggio esprime quello che esiste
astrattamente nel nostro pensiero.
5-6 dal pensiero al linguaggio; come è fatto il linguaggio
La proposizione è una funzione di verità delle proposizioni elementari-> filosofia dell’atomismo
logico (russell) grandi cambiamenti in chimica-così come la chimica descrive attraverso un piccolo
numero di sostanze elementari atomiche la grande complessità del mondo fisico così il linguaggio
attraverso un piccolo numero di proposizioni elementari(atomiche)
Isomorfismo in azione tra linguaggio e mondo (atomi-proposizioni atomiche)
Approccio originale allo studio della logica e del linguaggio (ripreso dagli stoici) approccio
semantico contrapposto a quello di frege e russell
Verità riconducibile alla dimostrabilità. Partendo da assiomi e arrivando a teoremi
W al contrario parte dall’alto. Cercare di capire subito quali sono le tautologie- inventa le tavole di
verità- nello stesso anno Emile Post dimostrò un teorema con le tavole di verità 2 approcci
complementari ma equivalenti.
Neopositivismo: dal 1922 al circolo di Vienna LA concezione scientifica del mondo (manifesto del
circolo) la riflessione assegna ruolo privilegiato alle scienze sperimentali- la conoscenza scientifica
deve essere rifondata sulla logica, partendo dalle tesi di wittgenstein. Una proposizione è vera
quando il fatto che esprime accade davvero; significanza-una proposizione ha significato sse è
significabile.
7. su ciò di cui non si può parlare bisogna tacere
Sosteneva che il linguaggio ha delle limitazioni (anche il pensiero) ->ci sono cose che il linguaggio
può mostrare ma non può dire-> indicibile e sono le cose più importanti per l’uomo -> metafisica
Il linguaggio può parlare solo delle cose della scienza. Ciò che ci interessa veramente non è
possibile dirlo.
Se intendeva che il linguaggio non può parlare della propria sintassi allora aveva torto (godel)
Se intendeva che non può parlare della propria semantica – la verità non si può definire all’interno
del linguaggio stesso.
Motto del libro: ciò che si può dire si può dire in tre parole.
Inutile continuare a fare filosofia dopo il Tractatus – la filosofia ha risolto tutti i problemi
(prefazione: credo di aver trovato la soluzione finale a tutti i problemi della filosofia) dunque
abbandona l’insegnamento di Cambridge
Per sei-sette anni insegnò ai bambini delle elementari.
Ma ebbe dei ripensamenti: davvero il trattato aveva risolto tutti i problemi?
Logica collegata a forte tensione etica, bisogno di rispondere a quesiti sulla vita.
-Le Ricerche filosofiche
Nel linguaggio c’è un aspetto che non viene catturato da frasi dichiarative ovvero gli ordini, i
comandi (non hanno corrispondenza nei fatti del mondo)
“siamo stati stregati dal linguaggio” nuova ricerca, il secondo Wittgenstein- ritorna a insegnare a
Cambridge per ripensare e modificare il suo tractatus. Ricerche filosofiche iniziano con una critica
al trattato sotto forma di critica alle idee sul linguaggio di Sant’Agostino; infatti W non voleva
criticare direttamente la sua prima opera e individua nelle tesi di agostino una forte somiglianza con
le sue tesi del trattato- idea fondamentale gli venne a passeggio con un matematico, passando
davanti ad uno stadio in cu si giocava a football, W afferma che come nel football ci sono precise
regole, diverse da quelle di altri sport, allo stesso modo il linguaggio è costituito da diversi giochi
linguistici i quali seguono tutti regole diverse – dunque se non esiste più un unico linguaggio con
regole uniche, non ha più senso parlare di valori di verità.
Non c’è una verità comune a tutti i giochi linguistici- cercare la verità è come sfogliare un carciofo,
alla fine non si troverà il suo cuore, la sua essenza perché il carciofo è fatto solo di foglie: esistono
tante piccole verità riferite ciascuna al suo proprio gioco – negli ultimi anni di vita si dedica alla
riflessione sul linguaggio dei Colori -> i giochi linguistici cromatici variano a seconda delle
pratiche concrete dei parlanti (es gli eschimesi usano molte parole per definire il bianco) si impara
a dare forma a quello che si vede attraverso le regole del linguaggio, non dalla natura
intrinseca dei colori –
Il significato è dato dall’uso--- stessa affermazione presente nel trattato teologico politico di
Spinoza - uno dei capisaldi del positivismo logico -> principio di verificazione considerare se certe
teorie sono scientifiche è possibile considerando i modi di verifica che queste teorie fanno (es nella
psicoanalisi non c’è metodo di verifica)
Come imparare le regole? Come imparare a parlare se i concetti sono così fluidi, sfuggevoli? Come
imparare una regola se non è possibile mostrare tutti gli infiniti esempi in cui si applica? Per Kant si
impara a parlare per una strutturazione fisiologica della natura umana. Per W è la sociologia che
favorisce l’insegnamento del linguaggio – il linguaggio è un fatto collettivo- non può esserci un
linguaggio privato -> quindi non è possibile comunicare gli stati mentali, gli stati interni all’uomo
(the beetle in the box) nessuno può avere un linguaggio suo proprio, non sappiamo se quello che
diciamo viene recepito dagli altri come noi lo percepiamo.

“I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo”