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Cristallizzazione del solfato rameico

Cosa vedremo in quest’esperienza? Le reazioni di dissoluzione di un ossido in un acido con


formazione del sale corrispondente, quindi una reazione di salificazione. Vedremo poi una reazione
di dismutazione, perché l’ossido rameoso si scioglie in parte in un acido diluito dando il rispettivo
sale rameico dal caratteristico colore azzurro (quindi la reazione è ben visibile proprio per il
cambiamento di colore) e rame metallico pulverulento di colore rosso mattone (da non confondere
con l’ossido rameoso). Inoltre impareremo a cristallizzare il sale (CuSO 45H2O), in quanto il
processo di cristallizzazione è un processo di purificazione che potrebbe necessitare di essere
ripetuto più volte. In genere le impurezze restano nella soluzione da cui si cristallizza ed il sale
precipita in una forma sempre più pura.

Reagenti: Ossido rameoso, ossido rameico, acido solforico diluito, acido nitrico concentrato

Si parte proprio dagli ossidi ottenuti nelle precedenti preparazioni che vengono sciolti nella quantità
stechiometrica di acido solforico diluito:

CuO + H2SO4 (dil)  CuSO4 + H2O reazione di salificazione

Cu2O + H2SO4 (dil)  CuSO4 + Cu(s) + H2O reazione di dismutazione

Sorge spontanea la domanda: ma se il rame metallico non si scioglie in acidi diluiti (è un metallo
nobile), come si possono ottenere i sali di rame?

Se avessimo usato acido solforico concentrato (ma anche con acido nitrico concentrato) si sarebbe
ottenuto il solfato rameico per effetto della reazione:

Cu + 2 H2SO4 (conc)  CuSO4 + SO2 + 2 H2O reazione redox

3 Cu + 8 HNO3 (conc)  3 Cu(NO3)2 + 2 NO + 4 H2O reazione redox

2 NO + O2  NO2 reazione redox (form. di vapori rosso bruno)

E’ una reazione che va fatta sotto cappa ed in presenza del docente perché NO2 è tossico!

Ritornando alla cristallizzazione le due porzioni di solfato rameico ottenute nelle precedenti
esperienze vanno riunite e la soluzione viene concentrata a caldo per indurre la cristallizzazione.
Occorre evitare di concentrare troppo perché ciò porterebbe ad una soluzione concentrata di acido
solforico e si potrebbe ottenere il solfato rameico anidro. Una volta ottenuti i cristalli si filtra su un
filtro a pieghe e si lasciano asciugare all’aria. La qualità dei cristalli dipende molto dalla purezza del
materiale di partenza (si sono lavati bene gli ossidi quando sono stati precipitati?). Per ottenere
cristalli più puri si possono ricristallizzare ulteriormente sciogliendoli nella minima quantità
d’acqua e inducendo una nuova cristallizzazione per successivo raffreddamento.