Sei sulla pagina 1di 8

Relazione di laboratorio

Ossidi basici e acidi: analisi qualitativa

Francesca Iudica, 3^I


Liceo scientifico “N. Copernico”, Brescia
Prof.ssa (nome…) Rossini

Presentazione delle esperienze:


Le seguenti esperienze sono volte all’analisi qualitativa del carattere di ossidi di diversa natura e dei
loro più semplici derivati, con particolare attenzione alla loro eventuale acidità o basicità.

Sperimentazione 1
Analisi qualitativa del pH di un ossido metallico e di un ossido non metallico a confronto

Materiali utilizzati:
 Ossido di bario solido
 Pentossido di fosforo
 Acqua (solvente)
 Indicatore universale (cartina tornasole)
 Provette non graduate
Procedura:
Poniamo i due ossidi rispettivamente in due provette differenti e diluiamo con acqua. Facilitiamo la
solvatazione mescolando o agitando. Immergiamo in ogni provetta la cartina tornasole e
analizziamo i viraggi cromatici ottenuti.
Risultati ottenuti e spiegazione del fenomeno: I due campioni solvatati rispettivamente di ossido
di bario e di fosforo presentano le seguenti colorazioni dovute all’indicatore.
Il fenomeno può essewre spiegato tramite la teoria acido-base di Lewis e l’elettronegatività degli
elementi che si trovano legati all’ossigeno nell’ossido.
Gli ossidi sono composti binari costituiti da un elemento e da ossigeno; a seconda del
comportamento che tali sostanze hanno con l’acqua si distinguono in ossidi acidi, basici e anfoteri.
Un ossido che combinandosi con l’acqua dà un acido è detto ossido acido, un ossido che
combinandosi con l’acqua dà una base è detto ossido basico mentre ossidi costituiti da alcuni
metalli come zinco, alluminio e piombo possono comportarsi sia da acido che da base e vengono
detti anfoteri.

In generale il carattere dell’ossido è determinato dall’elemento a cui è legato l’ossigeno: quanto


meno è elettronegativo l’elemento tanto più è basico l’ossido e viceversa.

Gli ossidi acidi sono costituiti da non metalli appartenenti ai gruppi 14, 15, 16 e 17; essi reagiscono
con l’acqua per dare acidi e con le basi per dare sali. Essi sono acidi di Lewis ovvero sono accettori
di elettroni da una base di Lewis.
Esempi di ossidi acidi sono:
CO2 , che reagisce con l’acqua per dare H 2CO3, SO3 che reagisce con l’acqua per dare H 2SO4 o
P4O10 che reagisce con l’acqua per dare H3PO4:

CO2(g) + H2O(l) → H2CO3(aq)

SO3(g) + H2O(l) → H2SO4(aq) , P4O10(s) + 6 H2O(l) → 4 H3PO4(aq)


Gli ossidi basici sono costituiti da metalli dei gruppi 1 e 2 sono composti ionici e contengono lo
ione O2- che reagisce con l’acqua per dare OH– secondo la reazione: O2-(aq) + H2O(l) → 2 OH–(aq)

Esempi di ossidi basici sono Na2O che reagisce con l’acqua dà NaOH, CaO che reagisce con
l’acqua per dare Ca(OH)2, MgO che reagisce con l’acqua per dare Mg(OH)2

Na2O(s) + H2O(l) → 2 NaOH(aq)


CaO(s) + H2O(l) → Ca(OH)2(s)
MgO(s) + H2O(l) → Mg(OH)2(s)

Tutte queste considerazionbi sono in linea coi risultati ottenuti: l’ossido di un metallo dei primi
gruppi come il bario, poco elettronegativo, avrà un comportamento basico poiché in acqua tenderà a
formare idrossido di bario. Un ossido di un non metallo molto elettronegativo come il fluoro si
comporterà da acido in acqua, poiché questo agirà da base di lewis facendosi accettore di densità
elettronica, formando appunto un ossiacido.
Sperimentazione 2
Il magnesio metallico, il suo ossido e il suo idrossido

Prima parte: combustione del magnesio

Materiali utilizzati:

Procedura:

Risultati ottenuti e interpretazione del fenomeno:

Seconda parte: Sintesi dell’idrossido

Materiali utilizzati:

Procedura:

Risultati ottenuti e interpretazione del fenomeno:


Sperimentazione 3
Anidride gassosa e suo p.H: l’anidride solforosa

Materiali utilizzati:

Procedura:

Risultati ottenuti e interpretazione del fenomeno:

Sperimentazione 4
Potassio e sintesi del suo idrossido

Materiali utilizzati:

Procedura:

Risultati ottenuti e interpretazione del fenomeno:


Secondo esperimento: abbiamo preso un nastro sottile di magnesio (metallo) e lo
abbiamo scaldato sul bunsen per qualche secondo, creando così l’ossido di magnesio,
ovvero un polvere bianca, raccolta poi su un vetro da orologio.
L'ossido di magnesio è un composto con formula chimica MgO. Si presenta come un
solido di colore bianco.
E' costituito da un reticolo cristallino di ioni Mg2+ e O2- tenuti insieme da legami
ionici.
L’ossido di magnesio si forma per combustione del magnesio nell'aria tramite la
reazione:
2 Mg + O2 → 2 MgO
La reazione avviene con una notevole liberazione di energia sotto forma di calore e di
luce (luce al magnesio= luce argentata molto luminosa)

Aggiungiamo in un crogiolo l’ossido appena formato e dell'acqua distillata (2ml circa);


la reazione avviene con una notevole liberazione di energia sotto forma di calore e di
luce (luce al magnesio= luce argentata molto luminosa), ottenendo l’idrossido di
magnesio:
Mg(OH)2 → MgO + H2O

A questo punto Abbiamo inserito nel crogiolo 1cm di cartina tornasole; questa assunse
una colorazione verde piombo (tra 10 e 12), indicando quindi un PH di carattere
basico.

Terzo esperimento: Lo zolfo è un elemento poco reattivo a freddo, ma è in grado di


combinarsi a temperatura elevata con la maggior parte degli elementi non-metallici
(tranne azoto e gas nobili) ma anche con la maggior parte degli elementi metallici
(tranne oro, platino e iridio), con idrossidi alcalini e con un grande numero di composti
organici.
Lo zolfo è un solido tenero e fragile, di colore giallo trasparente, insolubile in acqua, che esiste
in numerose forme allotropiche (amorfe e cristalline).
Abbiamo preso una provetta e dopo aver inserito dello Zolfo (in polvere), l’abbiamo posta sulla
fiamma del bunsen, provocando così una fusione.
Lo Zolfo, durante questo processo interagisce anche con l’ossigeno, provocando una
reazione di ossidazione.
Esistono diversi tipi di ossidi di Zolfo, alcuni però del tutto instabili e altri non ben
caratterizzati; molto importanti sono il diossido e il triossido.
Il diossido di zolfo SO2, (detto anche impropriamente anidride solforosa), corrisponde allo stato
di ossidazione +4. E' un gas di odore irritante e soffocante, si trova in natura nelle emanazioni
vulcaniche o disciolto nelle acque di certe sorgenti termali.
Si forma inoltre nella combustione dello zolfo e di composti organici solforati.
Possiede caratteristiche riducenti; è solubile in acqua a cui impartisce reazione acida per
formazione di acido solforoso.
Il triossido di zolfo SO3, (detto anche impropriamente anidride solforica) corrisponde allo stato
di ossidazione +6; è costituito da molecole SO3 in completa stabilità.

Avvicinando un pezzo di cartina tornasole, bagnata precedentemente con dell’acqua distillata,


all’ossido di zolfo (in forma gassosa), esso reagisce con la carta bagnata virando verso delle
sfumature del colore rosso; ciò significa che la reazione tra l’ossido di zolfo e l’acqua è una
reazione acida, che prende il nome di Acido Solforico.

Quarto esperimento: Il Potassio è un metallo tenero di colore bianco-argenteo altamente


reattivo.
Abbiamo preso del potassio, contenuto sotto benzina per evitare la sua ossidazione, e lo
abbiamo immerso in un Becker contenente dell’acqua distillata e qualche goccia di
fenolftaelina.
Il potassio reagisce vigorosamente con l’acqua per formare una soluzione di
idrossido di potassio e di idrogeno gassoso.
2 K (s)+ 3 H2O(l) → 2 KOH (aq) + H2(g)
La reazione è esotermica quindi il calore sviluppato può generare la
combustione dell’idrogeno a contatto con l’aria con produzione di altro calore e
il potassio che ancora non ha reagito si surriscalda emettendo una
caratteristica luce viola pallido.
La reazione può quindi diventare esplosiva.
Il risultato finale è di colore rosa perché la fenolftaelina assume questa
colorazione solamente quando si trova in ambiente basico. (Rosso fenolo)