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Corneliu Avram 5A-Od 24/02/2017 ​Titolo: ​Le reazioni di

Ossidoriduzione tra Ioni e Metalli

Obiettivo: ​determinare cosa avviene quando delle lamine metalliche vengono a contatto
con soluzioni degli stessi ioni e di ioni diversi.

Richiami teorici: ​In chimica, con il termine ​ossidoriduzione o redox ​si descrivono tutte
quelle reazioni chimiche in cui cambia il numero di ossidazione degli atomi, cioè tutte le
reazioni in cui si ha uno scambio di elettroni da una specie chimica ad un'altra. Una reazione
redox può essere pensata come lo svolgersi contemporaneo di due distinte "semireazioni":
• ossidazione: si manifesta come aumento del numero di ossidazione di una specie chimica
(ad esempio molecola, atomo o ione), in genere dovuto ad una cessione di elettroni da parte
della specie considerata. La specie chimica perde elettroni ed è detta "riducente".
• riduzione: si manifesta come una diminuzione del numero di ossidazione di una specie
chimica, in genere dovuta ad un'acquisizione di elettroni da parte della specie. La specie
chimica acquista elettroni ed è detta "ossidante".

Si definisce ​potenziale standard di riduzione ​la tendenza di una coppia redox a subire il
processo di riduzione. Tale valore viene calcolato scegliendo come elettrodo di riferimento
elettrodo standard ad idrogeno a cui è stato attribuito convenzionalmente il potenziale zero.
Viene attribuito un potenziale standard di riduzione positivo a tutte le coppie redox che
subiscono riduzione rispetto all'elettrodo standard ad idrogeno; viene attribuito un potenziale
standard di riduzione negativo a tutte le coppie redox che subiscono ossidazione rispetto
all'elettrodo standard ad idrogeno.

Si definisce ​ione ​un'entità molecolare elettricamente carica. In pratica, quando un atomo (o


una molecola o un gruppo di atomi legati tra loro) cede o acquista uno o più elettroni si
trasforma in uno ione

I metalli s​ ono cristalli, cioè strutture regolari basate sulla ripetizione di cosiddette "celle
elementari", cioè particolari strutture geometriche. Le più comuni celle sono la CCC (Cubica a
Corpo Centrato). Raffreddandolo, un metallo allo stato liquido si solidifica in grani, le cui
dimensioni sono immagine della temperatura a cui avviene il processo di raffreddamento e i cui
bordi rappresentano un'importante zona di discontinuità della struttura metallica. Sono duttili (si
possono ridurre in fili sottili) e malleabili (si possono ridurre in lamine). I metalli, situati a sinistra
della tavola periodica, sono gli elementi chimici più numerosi (più di 80) e a temperatura
ambiente e pressione ambiente sono tutti quanti solidi tranne il mercurio che è un liquido.
Materiale utilizzato: ​backer da 100 ml, bacchette di vetro, spruzzino, matraccio.
Laminette utilizzate​: 1) Rame (Cu), 2) Magnesio (Mg), 3) Zinco
(Zn), 4) Piombo (Pb).

Soluzioni: ​1) Solfato rameico -


CuSO​4 ​2) Nitrato piomboso -
Pb(NO​3​)2​ ​3) Cloruro di magnesio -
MgCl​2 ​4) Solfato ferroso - FeSO​4
5) Acido cloridrico - HCl

Procedimento: ​Nella prima parte dell’esperimento abbiamo predisposto le 4 laminette di


Rame, Piombo, Magnesio e Zinco orizzontalmente, ogni singola laminetta è stata poi inserita nei
rispettivi backer contenti alcuni ml di soluzione diluiti in acqua distillata; i quali sono stati
posizionati verticalmente in modo tale che ogni laminetta di metallo possa essere a contatto con
ogni singola soluzione di Solfato rameico, Nitrato piomboso​, ​Cloruro di magnesio e Solfato
ferroso. Nella seconda parte del procedimento i passaggi sono gli stessi del primo, si ha però
un’aggiunta di una nuova soluzione; le 4 laminette di metallo sono state inserite nei 4 backer
contenenti acqua distillata e alcuni ml di Acido cloridrico (HCl).

Osservazioni e conclusione: ​Secondo la parte teorica ​le laminette di rame ​a contatto con
le soluzioni di Pb(NO​3​)​2 ​e HCl sono avvenute delle reazioni redox spontanee, in quanto il
potenziale di riduzione standard risulta maggiore di zero. Mentre non è avvenuta nessuna
reazione a contatto con la soluzione CuSO​4. ​A contatto con la soluzione MgCl​2 ​e FeSO​4 ​la
reazione redox risulta non spontanea. Sperimentalmente parlando, quando la laminetta di
rame entra in contatto con la soluzione FeSO​4​, la soluzione presenta una variazione di colore.
La parte teorica non è confermata con quella sperimentale
Secondo la parte teorica le ​laminette di piombo ​a contatto con le soluzioni CuSO4 e HCl è
avvenuta una reazione redox spontanea in quanto il potenziale di riduzione standard risulta
maggiore di zero. La reazione redox risulta non spontanea a contatto con le soluzioni MgCl2 e
FeSO4. Mentre non è avvenuta nessuna reazione a contatto con la soluzione Pb(NO3)2 in
quanto il potenziale standard di riduzione risulta zero. Osservando l’immagine e dall’esperienza
in laboratorio la parte teorica è confermata con quella sperimentale.

​ contatto con le soluzioni di Pb(NO3)2 e


Secondo la parte teorica le ​laminette di magnesio a
HCl, CuSO4, FeSO4 sono avvenute delle reazioni redox spontanee. Non è avvenuta nessuna
reazione a contatto con la soluzione MgCl2. Sperimentalmente parlando la laminetta di
magnesio a contatto con la soluzione di HCl, ha dato formazione di gas odore, ed è avvenuta
la scomparsa del solido. La parte teorica è confermata da quella sperimentale.

Teoricamente parlando le ​laminette di zinco ​a contatto con le soluzioni di Pb(NO3)2 e HCl,


CuSO4, FeSO4 sono avvenute delle reazioni redox spontanee. La reazione redox risulta non
spontanea a contatto con le soluzioni MgCl2 in quanto il potenziale standard di riduzione
risulta minore di zero. Anche in questo caso la parte teorica è confermata da quella
sperimentale.
Elaborazione dati: