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I BRONZI DI RIACE

I Bronzi di Riace sono due statue di bronzo di provenienza greca o magnogreca o siceliota, databili al
V secolo a.C. pervenute in eccezionale stato di conservazione.

Le due statue – rinvenute il 16 agosto 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria – sono
considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell'arte greca, e tra le testimonianze dirette dei
grandi maestri scultori dell'età classica. Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono
diverse, ma non esistono ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno
specifico scultore.

I Bronzi si trovano al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, luogo in cui sono stati
riportati il 12 dicembre 2015, dopo la rimozione e il soggiorno per tre anni (con annessi lavori di
restauro) presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria a causa dei lavori
di ristrutturazione dello stesso museo. I Bronzi sono diventati uno dei simboli della città stessa.

ll 16 agosto 1972 Stefano Mariottini (un giovane sub dilettante romano) si immerse nel Mar Ionio a
300 metri dalle coste di Riace e rinvenne a 8 metri di profondità le statue dei due guerrieri che
sarebbero diventate famose come i Bronzi di Riace. L'attenzione del subacqueo fu attratta dal
braccio sinistro di quella che poi sarebbe stata denominata statua A, unico elemento che emergeva
dalla sabbia del fondo. Per sollevare e recuperare i due capolavori, i Carabinieri del nucleo
sommozzatori utilizzarono un pallone gonfiato con l'aria delle bombole. Il 21 agosto fu recuperata la
statua B, mentre il giorno successivo toccò alla statua A (che ricadde al fondo una volta prima
d'essere portata al sicuro sulla spiaggia).

I Bronzi di Riace presentano una notevole elasticità muscolare essendo raffigurati nella posizione
definita a chiasmo. In particolare il bronzo A appare più nervoso e vitale, mentre il bronzo B sembra
più calmo e rilassato, ma nonostante siano diversi tra loro presentano una bellezza immensa e un
capolavoro dell'arte greca del V secolo a.C. Le statue trasmettono una notevole sensazione di
potenza, dovuta soprattutto allo scatto delle braccia che si distanziano con vigore dal corpo. Il
braccio piegato sicuramente sorreggeva uno scudo, l'altra mano certamente impugnava un'arma. Il
bronzo B ha la testa modellata in modo strano, appare piccola perché consentiva la collocazione di
un elmo corinzio. Il braccio destro e l'avambraccio sinistro della statua B hanno subito un'altra
fusione, probabilmente per un intervento di restauro antico.