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Atridi: sono i figli di Atreo (Agamennone Atride maggiore) e Menelao) e tutti i loro discendenti.

Atreo: figura della mitologia greca, è stato re di Micene


Menelao: Re di Sparta Agamennone: Re di Micene

TOMBE A FOSSA, CIRCOLO A e B. (edifici funerari)


Cimitero reale di Micene del XVI secolo a.C (1600 a.C al 1501 a.C)
Nella cultura sepolcrale micenea troviamo in un primo momento gruppi di tombe a fossa,
ognuna contraddistinta da una stele eretta su di essa, il complesso era recintato da un muro.

C’erano due aree di sepoltura, la prima conosciuta come Circolo A, situata all’interno del perimetro delle
mura della cittadella. (Nel 1876 Heinrich Schliemann)
La seconda era quella nominata Circolo B, situata al di fuori delle mura. (tra il 1951 e il 1952 archeologo A.
J. B. Wace)

Inumazione: L'inumazione è una delle operazioni cimiteriali di seppellimento del corpo di un defunto,
consistente nel riporre la salma all'interno di una fossa scavata nella nuda terra.

Nel circolo A ci sono sei tombe a fossa (che contenevano 19 corpi), La profondità delle tombe varia tra 1 e
4 m e ciascuna di esse ha una stele eretta al di sopra probabilmente in memoria dei sovrani micenei sepolti
lì. (scene di carri) I corpi dei defunti all’interno della fossa erano in posizione supina.
in queste tombe sono stati trovati ricchi corredi funerari. l’archeologo tedesco trovò un gran numero di
armi e gioielli.

Le tombe di Micene e, in particolare, le loro stele sono ornate con rilievi poco marcati, ottenuti
scontornando le figure e abbassando il fondo, tanto da offrire più la sensazione di un disegno che di una
scultura. Nel circolo funerario, sempre Schliemann scoprì sei stele non decorate e undici ornate con
bassorilievi.

Una parte considerevole degli oggetti d'oro rinvenuti nelle tombe a pozzo venne prodotta appositamente
per i corredi funerari: infatti molti  di questi  manufatti sarebbero risultati troppo sottili per un uso
quotidiano. Fra essi si contano maschere incise, diademi, pettorali, piccoli dischi con decorazioni di tipo
geometrico o figurativo ricavati da una sottile lamina d'oro, che un tempo servivano come ornamento dei
defunti.

(la tomba reale b contiene i cadaveri del XVII secolo a.C)


Il cosiddetto Circolo B invece, situato al di fuori delle mura (e scavato tra il 1951 e il 1952 dall’archeologo A.
J. B. Wace) conteneva 14 tombe a fossa e 12 inumazioni semplici, per un totale di 35 corpi.
i corpi, sia di uomini sia di donne, erano più grandi e più robusti di quelli ritrovati in altre necropoli più
semplici della città. Questo potrebbe indicare che si trattava di persone di una classe sociale più elevata,
quindi con un’alimentazione migliore e cure più adeguate ad affrontare la vecchiaia e le malattie.
ALTRO TIPO DI TOMBE – i Tholoi (edifici funerari)

Attorno al 1500 a.C. le famiglie aristocratiche di Micene iniziarono a far costruire le tombe a tholos, un tipo
di tomba monumentale dove appare uno dei primi esempi di cupola dell'antichità.
La tholos è una struttura a pianta circolare sotterranea (anticamera, dove si crede si facessero dei riti)
composta da un grande vano con una cupola ogivale alla quale si accede da un corridoio a cielo aperto
chiamato dromos; è scavato nel terreno e può avere varie lunghezze, le sue pareti sono basse all’inizio e
poi si alzano in modo graduale fino ad arrivare all’entrata della sala maggiore.
All’interno di questa c’è l’entrata di una seconda sala scavata nella roccia dove viene posizionato il corpo,
questa è la camera sepolcrale.
Questa struttura si costruiva tagliando una collina e sovrapponendo grandi pietre in cerchi concentrici, fino
a chiudere completamente la cupola, la quale si regge per gravità ed il peso dei massi disposti in maniera
circolare ne assicura la stabilità; poi la thòlos vaniva in seguito ricoperta con uno strato di terra che
ricostituisce la collina originaria.

Falsa volta: formata da file concentriche di conci lapidei sempre più aggettanti verso il centro fino a
chiudere il vano senza realizzare una struttura spingente come sono le vere cupole.
Le cupole non sono fatte da livelli di pietra.

Le ragioni del cambiamento si dovettero al fatto che il nuovo tipo di monumento raffigurava in modo ancor
più evidente il potere e la ricchezza della famiglia. Inoltre, i tholoi avevano il vantaggio di essere molto più
facili da riutilizzare: infatti era sufficiente aprire una porta per seppellire insieme vari membri della famiglia,
mentre le tombe a fossa richiedevano di procedere ogni volta a nuovi scavi. A Micene sono stati ritrovati
nove tholoi appartenenti a diverse epoche.

Schliemann
A Micene, gli scavi archeologici del tedesco Schliemann, alla fine dell'800, hanno portato alla luce un
ricchissimo corredo funerario, costituito da maschere d'oro lavorate a sbalzo, pettorali, gioielli e
suppellettili vari; la tholos di Atreo o tesoro di Atreo, la maschera di Agamennone, il circolo A.
Numerosi sono anche gli oggetti preziosi, ossia le coppe, le maschere funerarie in oro (che ricoprivano il
volto dei defunti, alla maniera egizia), le armi cesellate e i gioielli, ritrovati nelle tombe.

Tesoro di Atreo
La più celebre di queste architetture funerarie scoperta da Schliemann è il cosiddetto “Tesoro di Atreo” o
“Tomba di Agamennone”. L’edificio si compone di un dromos lungo 36 metri e largo 6 metri e le pareti di
contenimento crescono in altezza man mano che ci si avvicina alla Tholos. L’accesso alla tholos è
monumentale, avviene tramite un’ampia apertura di forma leggermente trapezoidale alta 5,40 metri e
larga circa 2,70 ed è sormontata da un architrave monolitico, a sua volta sormontato dal così detto
triangolo di scarico: serve a portare il peso sui piedritti al posto che sull’architrave, in modo che essa debba
sostenere solo il proprio peso.
L’entrata era ornata da cornici (architrave, ci sono ancora ma leggere) e poi un complesso di elementi
composto da semicolonne decorate poste ai fianchi dell’apertura, al di sopra delle quali due colonnine
delimitavano una lastra ornata con motivi a spirale.
La sala circolare principale aveva un diametro di 14,50 metri ed era alta 13,20 metri. La camera sepolcrale
era quadrangolare e vi era il corredo funebre (armi, scuri, oggetti in oro).
Rosette di bronzo appese al soffitto, dal quinto livello in poi, cielo stellato.
Le decorazioni porta della tholos sono conservate al “British Museum” di Londra.
Maschera di Agamennone
La maschera di Agamennone è una maschera funebre in lamina d’oro rinvenuta dall’archeologo tedesco
Heinrich Schliemann nel 1876 a Micene, in Grecia.
La maschera è attualmente conservata nel museo archeologico nazionale di Atene.

La storia della maschera: (datata tra il 1550 ed il 1500 a.C.)


La maschera fa parte del tesoro di Atreo.
Nel 1876, Schliemann ritenne di riconoscere la tomba di Agamennone e della sua famiglia.
Ma dal momento che le ricerche archeologiche più recenti hanno stabilito che la maschera è del periodo
che va dal 1550 al 1500 a.C, questa non può appartenere ad Agamennone in quanto lui si crede sia vissuto
ben circa 300 anni dopo.
Questo periodo non corrisponde quindi a quello nel quale è vissuto Agamennone. Per convenzione però il
nome del manufatto è rimasto quello dato da Heinrich Schliemann.

Descrizione:
Lamina d’oro lavorata a sbalzo: la lamina d’oro veniva appoggiata su una superficie morbida e si lavorava
da dietro
25 cm altezza.

La maschera mortuaria è sintetica e riproduce le fattezze del defunto.


Essa raffigura un uomo anziano con baffi e barba.
La figura è essenziale ma ci sono alcuni particolari che descrivono bene il viso del guerriero. I dettagli non
sono naturalistici ma realizzati con gusto decorativo, infatti le sopracciglia e i baffi sono rappresentati da
segni grafici regolari. Gli occhi sono chiusi e le orecchie sono in posizione frontale e bene in vista. Entrambi
sono geometrizzati e descritti da semplici linee sbalzate.
Sopra le orecchie sono presenti due fori che servivano per inserire la corda che fermava la maschera sul
volto del defunto.
La forma della scultura riprende quella di un volto privo di capelli. La parte superiore della fronte termina
con il bordo della lamina leggermente curvo, presenta una curvatura ridotta rispetto alla parte che
circonda il viso. La struttura è decisamente simmetrica e possiamo pensare che l’autore ha voluto
idealizzare (rappresentare in modo elogiativo) la simmetria naturale.

La superficie metallica e dorata della maschera riflette la luce ambientale che per evidenziare i dettagli
deve colpirli in modo radente.

La funzione della maschera era celebrativa e simbolica, questa infatti celebra l’essere eterno del defunto

La differenza tra questa maschera e le altre è che la maschera di Agamennone è più raffinata e di più
pregevole e curata fattura.
Le altre maschere google e qualsiasi altro sito dice che sono state trovate nel circolo A, la Cosseddu dice
che sono state trovate con il tesoro di Atreo.

Se sapete perché si chiama “tesoro” segnatevelo e studiatevelo, io non lo so, dovreste averli voi gli
appunti.

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