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11/4/2019 Arresto e fermo

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Arresto e fermo
Guida all'arresto e al fermo, ovverosia ai due provvedimenti limitativi della libertà
personale temporanei e precautelari
Indice:

Cosa sono arresto e fermo


L'arresto
Arresto obbligatorio
Arresto facoltativo
L'arresto da parte del privato
Il fermo
Doveri della P.G. che ha eseguito l'arresto o il fermo
Poteri e doveri del P.M.
L'udienza di convalida
Guida di procedura penale

Cosa sono l'arresto e il fermo


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L’arresto e il fermo sono provvedimenti limitativi della libertà personale temporanei e
precautelari in quanto rappresentano un’anticipazione di quella tutela predisposta
mediante le misure cautelari, dalle quali si differenziano per il connotato dell’urgenza e
l’assenza di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che interviene solo
successivamente nelle forme della convalida. Tanto l’arresto quanto il fermo sono vietati
quando il soggetto abbia agito in presenza di una causa di giustificazione o di non
punibilità (art. 385 c.p.p.).

L'arresto
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L’arresto, in particolare, consiste in una temporanea privazione della libertà personale che
la P.G. dispone a carico di "chi viene colto nell’atto di commettere il reato" (c.d.
flagranza propria) o di "chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria,
dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali
appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima" (c.d. flagranza
impropria) (art. 382 c.p.p.). Il tutto con la finalità di impedire che il reato venga
portato a conseguenze ulteriori ed assicurare l’autore alla giustizia.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno rilevato che deve ritenersi illegittimo un
eventuale arresto adempiuto in ipotesi di flagranza da parte della polizia giudiziaria sulla
base delle informazioni fornite dalla vittima o da terzi nell'immediatezza del fatto, dal
momento che in detta specifica circostanza non sussiste la condizione di "quasi flagranza",
la quale presuppone la immediata ed autonoma percezione, da parte di chi compia
l'eventuale arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento manifesto ed
inequivocabile con l'indiziato (Cass. sez. un. n. 39131/2016).

Arresto
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obbligatorio
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11/4/2019 Arresto e fermo

La Polizia Giudiziaria deve obbligatoriamente procedere all’arresto (c.d. arresto


obbligatorio – art. 380 c.p.p.) di chiunque sia colto in flagranza di delitti non colposi,
consumati o tentati, per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione
non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni oppure di reati
espressamente elencati, individuati per le loro caratteristiche di salvaguardia dell’ordine
costituzionale, della sicurezza collettiva e dell’ordinato vivere civile.

Nel lungo elenco rientrano il delitto di devastazione e saccheggio, i delitti di rapina e di


estorsione, il delitto di omicidio colposo stradale.

In caso di delitto perseguibile a querela, l'arresto in flagranza va eseguito se è proposta


querela, anche con dichiarazione resa oralmente all'ufficiale o all'agente di P.G. presente
sul luogo. Se però la querela è rimessa, l'arrestato è posto in stato di libertà
immediatamente.

Arresto facoltativo
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La Polizia Giudiziaria ha, invece, la mera possibilità di procedere all’arresto (c.d.
arresto facoltativo – art. 381 c.p.p.) di chiunque sia colto in flagranza di delitti non
colposi, consumati o tentati, per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione
superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge
stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni oppure di reati
espressamente menzionati.

Rientrano tra di essi la falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull'identità


o su qualità personali proprie o altrui, la truffa, il danneggiamento aggravato,
l'appropriazione indebita e il delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime.

Il ricorso all’arresto facoltativo deve essere giustificato dalla gravità del fatto ovvero dalla
pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.

Non è poi consentito l'arresto della persona alla quale la P.G. o il P.M. abbiano richiesto di
fornire informazioni per reati concernenti il contenuto delle informazioni o per il rifiuto di
fornirle.

L'arresto da parte del privato


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In alcuni casi, anche il privato può procedere all’arresto (c.d. arresto facoltativo del
privato – art. 383 c.p.p.): quando l'arresto è obbligatorio e si versi in flagranza di un
reato perseguibile d’ufficio. Chi vi procede "deve senza ritardo consegnare l’arrestato e le
cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale della
consegna e ne rilascia copia".

Il fermo
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Il fermo (art. 384 c.p.p.) consiste, come visto per l’arresto, in una privazione della libertà
personale che il P.M. dispone, "anche fuori dei casi di flagranza, quando sussistono
specifici elementi che, anche in relazione alla impossibilità di identificare l’indiziato, fanno
ritenere fondato il pericolo di fuga" a carico della "persona gravemente
indiziata di un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della
reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni ovvero
di un delitto concernente le armi da guerra e gli esplosivi o di un delitto commesso per
finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico". Il tutto
con la finalità di impedire che l’indagato possa darsi alla fuga soprattutto quando,
mancando il presupposto della flagranza, non può procedersi all'arresto. Al fermo può
procedere
1
anche la P.G. di propria iniziativa quando ancora non vi sia stata l'assunzione
della direzione delle indagini da parte del P.M. o "qualora sia successivamente individuato
l’indiziato ovvero sopravvengano specifici elementi, quali il possesso di documenti falsi,

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che rendano fondato il pericolo che l’indiziato sia per darsi alla fuga e non sia possibile,
per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del pubblico ministero".

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Doveri della P.G. che ha eseguito l’arresto o il fermo


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La Polizia Giudiziaria che ha eseguito l'arresto o il fermo ha degli specifici doveri, enunciati
dagli articoli 386 e 387 del codice di procedura penale, ovverosia:

- informare il P.M. del luogo dove è stato eseguito l’arresto o il fermo;

- avvertire l’arrestato o il fermato (per iscritto o intanto oralmente nel caso in cui la
comunicazione scritta non sia prontamente disponibile in una lingua da questi
comprensibile) che: a- ha facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso
alle condizioni di legge al gratuito patrocinio, b- ha diritto di ottenere informazioni in
merito all'accusa, c- ha diritto all'interprete e alla traduzione di atti fondamentali, d- ha
diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere, e- ha diritto di accedere agli atti sui
quali si fonda l'arresto o il fermo, f- ha diritto di informare le autorità consolari e di dare
avviso ai familiari, g- ha diritto di accedere all'assistenza medica di urgenza, h- ha diritto
di essere condotto dinanzi all'autorità giudiziaria per la convalida entro 96 ore dall'arresto
o dal fermo, i- ha diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l'interrogatorio e di
proporre ricorso per cassazione contro l'ordinanza che decide sulla convalida dell'arresto o
del fermo;

- informare immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato o quello di


ufficio designato dal P.M. dell’avvenuto arresto o fermo;

- porre l’arrestato o il fermato a disposizione del P.M. al più presto e comunque non oltre
24 ore dall’arresto o dal fermo conducendolo nella casa circondariale o mandamentale del
luogo dove l’arresto o il fermo è stato eseguito;

- redigere il verbale di arresto o di fermo contenente l’eventuale nomina del difensore di


fiducia, l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo in cui l’arresto o il fermo è stato
eseguito, l’enunciazione delle ragioni che lo hanno determinato, la menzione dell'avvenuta
consegna della comunicazione scritta o dell'informazione orale fornita al fermato o
all'arrestato;

- trasmettere il verbale non oltre 24 ore dall’arresto o dal fermo, salvo che il P.M. autorizzi
una dilazione maggiore;

- trasmettere il verbale di fermo anche al P.M. che ha disposto la misura, se questo è


diverso da quello del luogo in cui la stessa è stata eseguita;

- con il consenso dell’arrestato o del fermato informare i familiari dello stesso


dell’avvenuto arresto o fermo.

Poteri e doveri del P.M.


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Una volta che sia stato eseguito l'arresto o il fermo, il P.M. è gravato di alcuni precisi poteri
e doveri (artt. 388-390 c.p.p.), ovverosia:

- interrogare l’arrestato o il fermato, dandone tempestivo avviso al difensore,


informandolo
1 del fatto per cui si procede e delle ragioni che hanno determinato il
provvedimento e comunicandogli gli elementi a suo carico e, se non può derivarne
pregiudizio per le indagini, le fonti;

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- disporre con decreto motivato la liberazione dell’arrestato o del fermato a) se risulta che
l’arresto o il fermo sono stati eseguiti per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla
legge; b) se l’arresto o il fermo sono divenuti inefficaci perché l’arrestato o fermato non è
stato messo a disposizione del P.M. e il verbale dell’atto non è stato trasmesso a costui
entro 24 ore dall’arresto o fermo oppure perché lo stesso P.M. entro 48 ore dall’arresto o
fermo non ha chiesto la convalida al giudice; c) se ritiene di non dover chieder al giudice
l’applicazione all’arrestato o fermato di una misura coercitiva;

- ove non ordini la liberazione, richiedere la convalida al giudice per le indagini preliminari
competente in relazione al luogo dove l’arresto o il fermo sono stati eseguiti entro 48 ore
dall’arresto o dal fermo,

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- nel caso in cui non partecipi all’udienza di convalida, trasmettere al giudice le richieste in
ordine alla libertà personale con gli elementi su cui le stesse si fondano.

L'udienza di convalida
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Entro 48 ore dalla richiesta di convalida del P.M., il Giudice per le indagini preliminari
(G.I.P.) deve fissare l'udienza di convalida (artt. 390-391 c.p.p.) dandone avviso, senza
ritardo, al P.M., al difensore, nonché all'arrestato o fermato già liberato. L’udienza si svolge
in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del difensore dell’arrestato o
del fermato o di un suo sostituto nominato dal giudice se non reperito o non comparso. Il
giudice provvede anche a dare o a completare la comunicazione o l'informazione al
fermato o all'arrestato, laddove esse non siano state adeguatamente date in sede di
arresto o fermo.

Il P.M., se comparso (presenza facoltativa del P.M.), indica i motivi dell’arresto o del
fermo e formula le richieste in ordine all’applicazione di misure cautelari. Il G.I.P. interroga
l’arrestato o il fermato, se comparso, ed il suo difensore. A questo punto il G.I.P. può:

- convalidare con ordinanza (c.d. ordinanza di convalida) l’arresto o il fermo quando


risultino legittimamente eseguiti ed osservati i termini per mettere a disposizione del P.M.
l’arrestato/fermato, trasmettere il verbale e richiedere la convalida delle misure adottate.

- non convalidare l’arresto o il fermo.

In entrambi i casi l’ordinanza è impugnabile con ricorso per cassazione sia


dall’arrestato/fermato (nel caso di convalida) sia dal P.M. (nel caso di mancata convalida).

In ogni caso l’arresto o il fermo cessano di avere efficacia se l’ordinanza di convalida non è
pronunciata o depositata nelle 48 ore successive al momento in cui l’arrestato o il fermato
sono stati posti a disposizione del giudice.

Poiché l’ordinanza di convalida attiene solo al controllo giurisdizionale sull’atto privativo di


libertà operato dalla P.G. o dal P.M. ma non vale a legittimare l’ulteriore protrazione dello
stato di arresto o fermo, se il G.I.P. non dispone anche l’applicazione di una misura
coercitiva deve in ogni caso ordinare l’immediata liberazione dell’arrestato/fermato.
Pertanto sia nell’ipotesi di mancata convalida che in quella di convalida non seguita
dall’irrogazione di una misura coercitiva, il G.I.P. dovrà disporre la liberazione
dell’arrestato/fermato.

Aggiornamento: 19 giugno 2018

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