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Se il diritto penale è l’insieme delle norme in base alle quali lo Stato
è legittimato ad imporre sanzioni nei confronti dei soggetti che
ledono o mettono in pericolo gli interessi ritenuti fondamentali,

il diritto processuale penale è l’insieme delle norme concernenti lo


svolgimento di tale potere da parte della c.d. autorità giudiziaria, cui
è demandato dalla Costituzione il compito di accertare le violazioni
alle regole di condotta e di infliggere le sanzioni stabilite dalla legge.

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I sistemi processuali
Sistema processuale inquisitorio
•  un giudice-inquisitore
•  prevalenza dei poteri dell’accusa su quelli della difesa
•  prove scritte e segrete
•  presunzione di colpevolezza dell’imputato

Sistema penale accusatorio


•  terzietà del giudice rispetto all’accusa e alla difesa
•  centralità e pubblicità del dibattimento
•  oralità
•  parità tra le parti
•  onere della prova a carico dell’accusa
•  presunzione di innocenza dell’imputato

Sistema penale misto


•  combinazione dei caratteri dell’accusatorio e di quelli dell’inquisitorio

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Caratteristiche principali del sistema italiano

Fino al 1989 vigeva in Italia un processo di tipo inquisitorio con temperamenti accusatori
Infatti la fase del dibattimento era preceduta da una fase istruttoria segreta e scritta.
Tale sistema appariva in contrasto con i principi costituzionali e fu perciò necessario
riscrivere il codice per intero

• L’accusa e la difesa oggi sono poste su un piano di tendenziale


parità
• Il pubblico ministero non può disporre della libertà personale
del cittadino, ma deve chiedere al giudice i provvedimenti
ritenuti necessari
• le prove sono indicate da entrambe le parti e sono raccolte in
dibattimento alla presenza del giudice che dovrà poi valutarle
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IL CODICE DI PROCEDURA PENALE
Il c.p.p. rappresenta lo strumento attraverso il quale i fatti costituenti reato sono valutati e
giudicati seguendo un apposito procedimento finalizzato all’applicazione delle sanzioni
stabilite dalla norma penale

Il Codice di procedura penale attualmente in vigore è quello approvato con d.p.r. il 22 settembre 1988, n. 447

suddiviso in 11 libri

libro primo – Soggetti


libro secondo – Atti
libro terzo – Prove
libro quarto – Misure cautelari
libro quinto – Indagini preliminari e udienza preliminare
libro sesto – Procedimenti speciali
libro settimo – Giudizio
libro ottavo – Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica
libro nono – Impugnazioni
libro decimo – Esecuzione
libro undicesimo – Rapporti giurisdizionali con autorità straniere
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I principi del processo penale italiano

Oralità
il processo si svolge prevalentemente in udienza, davanti al giudice

Pubblicità
l’udienza dibattimentale è pubblica

Terzietà del Giudice


il giudice è chiamato esclusivamente a valutare le prove che sono portate davanti a
lui in udienza, anche se in alcuni casi può ordinare al p.m. lo svolgimento di
ulteriori indagini

Parità delle parti


nel dibattimento la parità tra accusa e difesa è piena e completa

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 Il pubblico ministero
 L’imputato
 Il difensore
 La parte civile
 Il giudice
 La polizia giudiziaria

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Il pubblico ministero è il titolare dell’accusa

nel procedimento penale raffigura l’interesse generale dello Stato alla


repressione dei reati

ha l’importante dovere di accertare la verità


anche ricercando elementi a favore dell’indagato

dopo aver identificato l’autore del reato esercita


l’AZIONE PENALE

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L’autore del reato assume una diversa denominazione nel corso del
procedimento penale

INDAGATO
nella fase delle indagini preliminari
la qualità di indagato sorge con l’invio dell’informazione di garanzia (in gergo
giornalistico avviso di garanzia) spedita per posta dal p.m. con lo scopo di
salvaguardare i diritti e le facoltà difensive

IMPUTATO
nel processo, dopo che il p.m. ha esercitato nei suoi confronti
l’azione penale
la qualità di imputato è assunta dall’interessato dal momento in cui è formulata
a suo carico un’imputazione e cioè quando dalla fase pre-processuale delle
indagini di passa a quella del processo davanti ad un giudice

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La difesa è un
diritto inviolabile
in ogni stato e grado del procedimento

Il difensore è un soggetto dotato di particolari conoscenze tecnico-professionali


legato alla parte da un contratto di prestazione d’opera intellettuale

con la legge 7 dicembre 2000, n. 397 è stato introdotto il titolo VI-bis nel libro V
del C.p.p. relativo alle
INVESTIGAZIONI DIFENSIVE
in base a tale dettato il difensore può assumere informazioni dalle
persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell’attività
investigativa, soprattutto nella fase delle indagini preliminari

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La parte civile è il titolare di una
pretesa risarcitoria
nei confronti dell’autore del reato.

Presupposto alla sua esistenza è pertanto un


illecito civile
costituente reato posto in essere dall’imputato

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Il giudice è il titolare del potere decisionale ed è il garante della
legalità e ritualità del procedimento
le sue caratteristiche sono:
l’indipendenza e l’imparzialità

I giudici penali:
il Tribunale in composizione monocratica o collegiale
Primo
grado
 la Corte d’assise
il giudice di pace
il Tribunale per i minorenni
Secondo
grado
 la Corte d’appello, la Corte d’assise d’appello
Terzo
grado
 la Corte di cassazione (solo per motivi di legittimità)
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La Competenza del giudice
Competenze per materia
Corte d’Assise:
è competente per i reati più gravi puniti con pena superiore a 24 anni di reclusione;
Tribunale per i minorenni:
è competente per i reati commessi dai minori degli anni diciotto
Giudice di pace:
è competente a giudicare i reati che si caratterizzano per la tenuità della sanzione e
la semplicità dell’accertamento
Tribunale:
ha una competenza residuale

Competenza per territorio


è determinata dal luogo nel quale il reato è stato consumato

Competenza per connessione


tale competenza nasce dall’esigenza di affidare a un singolo magistrato
procedimenti legati fra loro da un particolare vincolo e che, secondo le regole sulla
competenza, dovrebbero essereElemen(
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giudicati da magistrati diversi 15

Gli atti del giudice
Sentenza
è il provvedimento che contiene la decisione del giudice

Ordinanza
è il provvedimento con cui si risolvono singoli punti del processo
sottoposti al giudice nel corso dell’iter procedimentale

Decreto
è un provvedimento che può assumere varie funzioni perché può
essere emanato in varie fasi del procedimento, e può avere vari
contenuti

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Alla polizia giudiziaria spettano
POTERI INVESTIGATIVI
la strutturazione della P.G.

Sezioni di polizia giudiziaria

Servizi di polizia giudiziaria

Ufficiali ed Agenti
secondo l’art. 57 c.p.p. gli appartenenti alla Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di
Finanza, Corpo Forestale e Polizia Penitenziaria.

La Polizia Locale è ricompresa nella previsione dell’art. 57 comma 2, lettera b


c.p.p.

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 Indagini preliminari

 Udienza preliminare

 Dibattimento

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L’attività di indagine nasce con la
NOTIZIA DI REATO
(notizia criminis)

in particolare con la comunicazione della notizia alla Procura della Repubblica

la notizia di reato viene portata a conoscenza del p.m.


da parte di:
polizia giudiziaria (obbligo)
privato cittadino (facoltà)

tramite:
•  DENUNCIA
•  REFERTO
•  QUERELA
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DENUNCIA

atto con il quale un soggetto, che è venuto a conoscenza di un reato


perseguibile d’ufficio
dà notizia del fatto stesso al p.m. o alla p.g.

L’ufficiale di p.g. che eventualmente riceve la denuncia deve


trasmettere tale comunicazione alla Procura della Repubblica.

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REFERTO

è una segnalazione di reato proveniente dagli esercenti di una


professione sanitaria

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QUERELA

atto con il quale


l’offeso da un reato
nel portare a conoscenza di essere stato vittima del reato,
chiede l’instaurazione del procedimento penale
nei confronti del responsabile.
Essa è anche condizione di procedibilità nei confronti dei
reati perseguibili a querela (reati di importanza minore).
La querela si differenzia dalla denuncia, in quanto la denuncia può essere
presentata da chiunque sia venuto a conoscenza di un reato.
La querela è presentata oralmente o per iscritto, al p.m. o ad un ufficiale di p.g.
è la stessa legge penale che indica, caso per caso, quando un reato è perseguibile a
querela.

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Questa in esame è una fase pre-processuale in cui le parti si attivano per cercare le fonti di
prova, di cui se serviranno poi davanti al giudice per sostenere le rispettive ragioni

A controllo delle indagini è prevista la figura del


GIUDICE DELLE INDAGINI PRELIMINARI (GIP)

Le indagini non possono avere una durata superiore ai sei mesi, salvo
casi eccezionali

Al termine del periodo il p.m. deve alternativamente chiedere:

  l’archiviazione del procedimento penale

  il rinvio a giudizio dell’indagato (esercitando l’azione penale)


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Il responsabile di questa fase è il
GIUDICE DELL’UDIENZA PRELIMINARE (GUP)

da qui in avanti l’indagato assume la denominazione di


imputato

Tale udienza è finalizzata a valutare la fondatezza dell’azione penale


cioè la richiesta di rinvio a giudizio del p.m.

la conclusione potrà essere:


SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE

DECRETO CHE DISPONE IL GIUDIZIO


rinviando l’imputato all’udienza dibattimentale
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Il dibattimento è la fase centrale del giudizio
in esso viene formata la prova

l’udienza dibattimentale è pubblica

la sentenza del giudice,


“in nome del popolo italiano”
potrà essere:

  DI PROSCIOGLIMENTO
“perché il fatto non sussiste”
“perché l’imputato non ha commesso il fatto”

  DI CONDANNA
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Le misure cautelari sono limitazioni di alcune libertà personali e patrimoniali
disposte solo da un
GIUDICE
antecedentemente alla sentenza

in presenza di particolari condizioni

ricordiamo che nel sistema accusatorio vige il principio della


presunzione di non colpevolezza,
sicché prima della sentenza irrevocabile di condanna dovrebbero essere
inammissibili meccanismi limitativi o privativi della libertà personale

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Quali sono queste particolari condizioni (esigenze cautelari)?

pericolo di inquinamento delle prove


pericolo di fuga
pericolo di reiterazione di reati

le misure cautelari si distinguono in:

Misure cautelari personali, dove l’oggetto è la persona


coercitive che incidono sulla libertà fisica
interdittive che limitano l’esercizio di alcuni diritti

Misure cautelari reali, dove l’oggetto è una cosa o un bene

Contro le ordinanze cautelari è possibile proporre ricorso al c.d. Tribunale del riesame

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I procedimenti speciali si distinguono dal procedimento ordinario per la mancanza di alcune
fasi di esso.

I procedimenti speciali sono:

GIUDIZIO ABBREVIATO
può essere chiesto esclusivamente dall’imputato; si svolge nel corso dell’udienza
preliminare, evitando la fase del dibattimento; in caso di condanna la pena è ridotta di un
terzo e la pena dell’ergastolo è sostituita con la reclusione di anni trenta.

APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA DELLE PARTI (PATTEGGIAMENTO)


si svolge nel corso dell’udienza preliminare, non essendo necessaria la fase del dibattimento;
la pena è concordata tra le parti (imputato e p.m.); la pena è diminuita fino ad un terzo; il
massimo di pena detentiva patteggiabile è di cinque anni.

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GIUDIZIO DIRETTISSIMO
caratterizzato dalla mancanza dell’udienza preliminare; azionabile esclusivamente dal p.m.
nel caso di evidenza della prova (arresto in flagranza).

GIUDIZIO IMMEDIATO
caratterizzato dalla mancanza dell’udienza preliminare; attivabile dal p.m. o dall’imputato;
non sono previsti sconti di pena.

DECRETO PENALE
questo procedimento ha lo scopo di evitare sia l’udienza preliminare sia il dibattimento; può
essere chiesto al gip al termine delle indagini preliminari dal p.m.; è applicabile solamente se
la pena da applicare sia esclusivamente quella pecuniaria; è prevista la diminuzione della
pena sino alla metà del minimo.

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Il mezzo di prova è uno strumento attraverso il quale si acquisisce al processo un
elemento che serve per la decisione.
La prova è solo quella formata nel contradditorio fra accusa e difesa nella fase
dibattimentale.

La testimonianza
L’esame delle parti
Il confronto
La ricognizione
L’esperimento giudiziale
La perizia
I documenti

Gli atti raccolti dalla Polizia Giudiziaria durante le indagini preliminari non
costituiscono prove ma fonti di prova, mancando il presupposto del contradditorio.
Tali fonti di prova sono propriamente dette
MEZZI DI RICERCA DELLE PROVE
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I mezzi di ricerca delle prove previsti dal Codice di procedura penali sono:

•  ISPEZIONI
si accertano le tracce e gli altri effetti materiali del reato; può essere personale
ovvero avere ad oggetto luoghi o cose

•  PERQUISIZIONI
consiste nell’attività di ricerca del corpo del reato; può avere ad oggetto
persone o luoghi

•  SEQUESTRO PROBATORIO
crea un vincolo di indisponibilità sul corpo del reato

•  INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI
si intende la captazione, mediante strumenti appositi, di una comunicazione o
conversazione riservata
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Nell’ambito del procedimento penale, l’attività di indagine può essere svolta sia
dalla Polizia giudiziaria sia dal pubblico ministero che, a norma dell’art. 327
C.p.p., ha anche la direzione delle indagini preliminari.

Gli atti tipici compiuti d’iniziativa dalla Polizia giudiziaria con poteri coercitivi:
 l’identificazione dell’indagato e di altre persone
 la perquisizione in caso di flagranza o evasione
 l’acquisizione di plichi o di corrispondenza
 gli accertamenti urgenti
 il sequestro
 l’arresto in flagranza
 il fermo

Gli atti tipici compiuti dalla polizia giudiziaria senza poteri coercitivi:
 le sommarie informazioni dall’indagato
 le sommarie informazioni da persone che possono riferire circostanze utili
 gli atti che richiedono specifiche competenze tecniche

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l’arresto in flagranza e il fermo
mirano a realizzare in casi eccezionali di necessità ed
urgenza una funzione anticipatrice delle corrispondenti
misure cautelari riservate poi al giudice, ed hanno, quindi,
rispetto ad esse, un ruolo pre-cautelare, anche
cronologicamente.

Le due attività in esame sono chiamate appunto


MISURE PRE-CAUTELARI

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ARRESTO IN FLAGRANZA
Il presupposto: la flagranza
viene considerato in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere un
reato e in stato di quasi flagranza chi, subito dopo il reato è inseguito dalla p.g. o in
alternativa, chi è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia
commesso il reato immediatamente prima.

FERMO
Il presupposto: il pericolo di fuga
Fuori dai casi di flagranza, qualora vi sia il pericolo che un soggetto gravemente
indiziato per delitti particolarmente rilevanti intenda far perdere le proprie tracce, la
p.g. può procedere d’iniziativa al suo fermo.

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l’arresto e il fermo sono due misure
provvisorie
in quanto hanno un efficacia temporale
massima di 96 ore
possono essere convertite dal giudice in una misura cautelare
giurisdizionale, se persistono esigenze cautelari

Una volta avuta la notizia dell’arresto o del fermo, il p.m.


chiederà al giudice la loro convalida

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L’attività delegata consiste in tutti quegli atti che possono essere compiuti
personalmente dal p.m., ma che quest’ultimo demanda agli ufficiali di p.g.
L’atto tipico della fase delle indagini preliminari che il p.m. può delegare alla p.g.
è
L’INTERROGATORIO
atto a consentire l’accertamento della sussistenza di elementi idonei
a fondare la decisione del p.m. in ordine all’esercizio dell’azione
penale;
è un mezzo di garanzia per l’indagato, il quale può far valere
oralmente le sue difese; esso è sempre svolto alla presenza del
difensore; prima che inizi la persona deve essere avvisata che:
a) le dichiarazioni rese potranno sempre essere utilizzate contro di lui
b) ha facoltà di non rispondere, ma in ogni caso il procedimento
seguirà il suo corso
c)  in relazione alle dichiarazioni coinvolgenti la responsabilità di
altri, assumerà la veste diElemen(
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