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Esarcato d'Italia

Esarcato d'Italia
Esarcato d'Italia
Mappa di localizzazione

Informazioni generali
Nome ufficiale Exharcatus Italiae
Nome completo Esarcato d'Italia
Capoluogo
Suddiviso in

Ravenna
Eparchie (580-584):
Annonaria
Calabria
Campania
milia
Urbicaria
Esarcato d'Italia e distretti
(584-697):
Pentapoli
Roma
Napoli
Calabria
Liguria
Venezia ed Istria
Esarcato e ducati (697-751):
Roma
Venezia
Napoli
Calabria
Amministrazione

Esarchi

elenco
Evoluzione storica

Inizio

584?

Fine

751

Esarcato d'Italia

Preceduto da

Succeduto da

Prefettura d'Italia

Stato Pontificio
Ducato di Venezia
Ducato di Napoli
Ducato di Calabria

L'Esarcato d'Italia (conosciuto anche come Esarcato di Ravenna) stato una circoscrizione amministrativa
dell'Impero bizantino comprendente, tra il VI e l'VIII secolo, la maggior parte dei territori bizantini d'Italia. La sede
era Ravenna e il termine Esarcato pass poi a descrivere in particolare il territorio attorno alla capitale, compresa la
Pentapoli formata da Ravenna, Forl, Forlimpopoli, Classe, Cesarea.

Storia
La prefettura d'Italia da Onorio alla riconquista giustinianea
Per approfondire, vedi Prefettura del pretorio d'Italia.

Nel 395 Teodosio I lasci in eredit il trono


dell'Impero romano ai due figli: Arcadio fu
imperatore d'Oriente; Onorio divenne
imperatore d'Occidente. In seguito l'impero
romano non sarebbe mai pi ritornato sotto
un unico imperatore.
La Prefettura d'Italia sub nel V secolo
l'invasione dei popoli barbari: il primo ad
attraversare le Alpi fu Alarico, re dei
Visigoti. Giunse ad Aquileia nel 401 e da
qui si diresse su Milano, che cinse d'assedio
(402). Onorio, non sentendosi pi al sicuro,
si trasfer a Ravenna e vi stabil la nuova
capitale dell'Impero d'Occidente.
Nel 476 Ravenna cadde per un colpo di stato
militare del generale Odoacre che, a capo di
una milizia di mercenari eruli, sciri, rugi e
turcilingi (cio della componente germanica
delle truppe imperiali), spodest Romolo
Augusto e si impadron della citt. Il regno
di Odoacre, il primo regno barbarico
esistente in Italia, si estese su tutta la
L'Italia giustinianea, eretta nel 584? a esarcato.
Prefettura ma ebbe vita breve: nel 493
Odoacre fu sconfitto dal re degli Ostrogoti, Teodorico, che divenne il nuovo signore d'Italia. Il nuovo regno
ostrogoto instaurato da Teodorico continu a mantenere, come gi in precedenza, l'organizzazione provinciale e
statale romana.
Attorno alla met del VI secolo l'imperatore Giustiniano I avvi un'imponente serie di campagne per la riconquista
dell'Occidente e in particolare dell'Italia. Nella penisola l'imperatore diede inizio alla lunga e sanguinosa guerra

Esarcato d'Italia
contro gli Ostrogoti. Nel 539 venne riconquistata Ravenna, capitale dei Goti e sede prefettizia, e i Bizantini presero a
nominarvi propri prefetti. La lunga campagna ebbe termine solamente nel 552-553 con la spedizione risolutiva del
generale Narsete.
Il 13 agosto 554, con la promulgazione a Costantinopoli da parte di Giustiniano di una prammatica sanzione (pro
petitione Vigilii) (Prammatica sanzione sulle richieste di papa Vigilio), la Prefettura d'Italia rientrava, sebbene non
ancora del tutto pacificata, nel dominio romano.[1]
Narsete rimase ancora in Italia con poteri straordinari e riorganizz anche l'apparato difensivo, amministrativo e
fiscale. A difesa della prefettura furono stanziati quattro comandi militari, uno a Forum Iulii, uno a Trento, uno sulla
regione dei Laghi maggiore e di Como e infine uno presso le Alpi Cozie e Graie.[].

Invasione longobarda
Nel 568 Giustino II, in seguito alle proteste
dei Romani[2], rimosse dall'incarico di
governatore Narsete, sostituendolo con
Longino. Il fatto che Longino sia indicato
nelle fonti primarie[3] come prefetto indica
che governasse l'Italia in qualit di prefetto
del pretorio, anche se non si pu escludere
che fosse anche il generale supremo delle
forze italo-bizantine.[4]
Proprio nel 568, per, l'Italia venne invasa
dai Longobardi di re Alboino; i motivi esatti
reali dell'invasione non sono chiari. Secondo
una leggenda, i Longobardi furono invitati
per ripicca da Narsete, adirato con
l'Imperatore e l'Imperatrice.[5] Tale leggenda
viene tuttavia ritenuta inattendibile dalla
storiografia moderna.[6] Gli storici moderni
ritengono pi probabile che i Longobardi
abbiano invaso l'Italia piuttosto perch
pressati dall'espansionismo degli Avari.[7]
Altri studiosi invece, nel tentativo di rendere
pi credibile la leggenda dell'invito di
L'Italia dopo l'invasione dei Longobardi nel 568.
Narsete, hanno congetturato che i
Longobardi potrebbero essere stati invitati
in Italia dal governo bizantino con l'intenzione di utilizzarli come foederati per contenere eventuali attacchi franchi,
ma le loro asserzioni non sono verificabili e universalmente condivise.[] Secondo la versione riportata da Paolo
Diacono, il giorno di Pasqua del 568 Alboino entr in Italia. La popolazione barbarica, entrata attraverso le Alpi
Giulie, conquist dapprima Forum Iulii, costringendo il presidio militare bizantino, in numero esiguo rispetto agli
invasori, a ripiegare prima su Grado, poi in successione, passando per la Via Postumia, su Treviso, Vicenza e
Verona. Nel settembre 569 i Longobardi arrivano a Milano. Sono state avanzate varie ipotesi sui motivi per cui
Bisanzio non ebbe la forza di reagire all'invasione:[]
la scarsit delle truppe italo-bizantine
la mancanza di un generale talentuoso dopo la rimozione di Narsete

Esarcato d'Italia

il probabile tradimento dei Goti presenti nelle guarnigioni che, secondo alcune ipotesi, avrebbero aperto le porte
ai Longobardi
l'alienazione delle genti locali per la politica religiosa di Bisanzio (Scisma tricapitolino)
la possibilit che potrebbero essere stati i Bizantini stessi a invitare i Longobardi nel Nord Italia per utilizzarli
come foederati
una pestilenza seguita da una carestia aveva indebolito l'esercito italo-bizantino
la prudenza dell'esercito bizantino che in genere, invece di affrontare subito gli invasori con il rischio di farsi
distruggere l'esercito, attendeva che si ritirassero con il loro bottino e solo in caso di necessit interveniva.
Cos negli anni settanta del secolo i Longobardi posero la loro capitale a Pavia conquistando tutto il Nord della
Penisola tranne le coste della Liguria e del Veneto. Al Centro e al Sud si formarono invece i ducati longobardi di
Spoleto e Benevento, i cui duchi fondatori (Zottone a Benevento e Faroaldo a Spoleto) non sembrerebbero essere
venuti in Italia con Alboino, ma secondo alcune congetture - ora divenute maggioritarie - sarebbero arrivati in Italia
gi prima del 568, come foederati al servizio dell'Impero rimasti in Italia dopo la guerra gotica; solo nel 576, dopo il
fallimento della spedizione contro i Longobardi del generale bizantino Baduario,[8] i foederati Longobardi di Spoleto
e Benevento si sarebbero rivoltati a Bisanzio, formando questi due ducati autonomi.[9] Dopo la formazione dei due
ducati longobardi meridionali, ora Roma era apertamente minacciata e nel 579 fu essa stessa assediata; il senato
romano invi richieste di aiuto all'Imperatore Tiberio II, ma questi - essendo impegnato sul fronte orientale - non
pot far altro che consigliare al senato di corrompere col denaro i duchi longobardi per spingerli a passare dalla parte
dell'Impero e combattere in Oriente al servizio di Bisanzio contro la Persia, oppure di comprare un'alleanza con i
Franchi contro i Longobardi.[10]
Intorno al 580, stando alla Descriptio orbis
romani di Giorgio Ciprio, sembra che Tiberio II
divise in cinque province o eparchie l'Italia
bizantina:
Urbicaria, comprendente i possedimenti
bizantini in Liguria, Toscana, Sabina,
Piceno, e Lazio litoraneo (tra cui Roma);
Annonaria, comprendente i possedimenti
bizantini nella Venezia e Istria, in milia,
nell'Appennino settentrionale e nella
Flaminia;
milia, comprendente i possedimenti
bizantini nella parte centrale dell'milia, a
cui si aggiungono l'estremit sud-occidentale
della Venezia (Cremona e zone limitrofe) e
l'estremit sud-orientale della Liguria (con
Lodi Vecchio);
Campania, comprendente i possedimenti
bizantini nella Campania litoranea, nel
Sannio e nel Nord dell'Apulia;
Calabria, comprendente i possedimenti
bizantini nel Cilento, in Lucania e nel resto
dell'Apulia.

L'Italia nel 580, suddivisa in eparchie, secondo Giorgio Ciprio. Cartina basata
sulla ricostruzione di PM Conti, non esente da critiche.

Esarcato d'Italia
Tale riforma amministrativa dell'Italia sembra motivata (secondo Bavant) dalla necessit di riorganizzare
l'amministrazione dell'Italia in modo da conservare i territori sotto attacco rendendoli in grado di respingere gli
assalti dei Longobardi. Essendo fallito, infatti, ogni tentativo (compresa la spedizione di Baduario) per liberare le
terre occupate e prendendo dunque atto che per ora non era possibile risospingere al di l delle Alpi il popolo
longobardo, fu introdotto il sistema dei tratti limitanei, anticipando la fondazione dell'Esarcato, realizzata alcuni
anni dopo.[11]

La riforma mauriziana: la nascita dell'Esarcato


L'esarcato nacque come conseguenza di una trasformazione amministrativa che interess contemporaneamente Italia
e Africa tra il 572 e il 582.[12] In Italia, la militarizzazione dei residui territori bizantini fu dovuta all'esigenza di
migliorarne le difese, per far fronte alla minaccia longobarda. La separazione del potere civile da quello militare era
stato il cardine della politica imperiale, da Diocleziano a Costantino. L'unificazione dei due poteri fu una necessit
imposta dagli eventi. L'autorit civile non venne subito soppressa, ma perse sempre maggiore importanza a
vantaggio degli ufficiali militari, che accentrarono poteri sia civili che militari.[]
Le province, pur perdurando le cariche civili (come quella di Prefetto del pretorio d'Italia), vennero subordinate al
governo dei comandanti militari, detti duces[]; nel tempo, il termine di ducato prese a sovrapporsi a quello di
provincia. I duces, o magistri militum, erano a capo degli eserciti regionali, mentre a presidio delle singole citt
erano posti reggimenti (numeri) di 500 soldati ca. a capo dei quali vi era un tribunus o un comes.[] I duchi
dipendevano direttamente dall'esarca, il governatore generale dei domini bizantini in Italia. L'esarca riuniva in s sia
l'autorit civile che quella militare e risiedeva a Ravenna, nel palazzo di Teodorico. Nominato direttamente
dall'Imperatore, reggeva teoricamente tutta l'Italia ("ad regendam omnem Italiam"). L'esarca era scelto nel ristretto
novero di coloro che possedevano la carica di patricius (patrizio).[]
La prima menzione dell'Esarcato d'Italia si trova in una lettera di Papa Pelagio del 4 ottobre 584. La lettera nomina,
in un punto, il patrizio Decio; in un'altra parte parla dell'esarca, senza chiarire se si stesse effettivamente parlando di
una stessa persona.[13]Molte fonti storiche indicano Decio come primo Esarca conosciuto.[14] Altri sono invece pi
prudenti.[15] Nella medesima lettera si comprende come Ravenna fosse in pericolo poich viene affermato che
l'Exarchus non pot offrire aiuto a Roma contro i Longobardi in quanto gi a stento riusciva a difendere la propria
citt.
Maurizio, nel 584, riform l'organizzazione dell'esarcato ripartendone i territori in sette distretti, strettamente
controllati e governati dall'esarca di Ravenna:

Esarcato d'Italia

1. l'Esarcato propriamente detto (dal fiume


Panaro a Ravenna);
2. la Pentapoli;
3. il Ducato romano;
4. la Liguria;
5. la Venezia e l'Istria;
6. il Ducato di Napoli
7. il Ducato di Calabria (comprendente il
Bruzio e la parte meridionale
dell'Apulia).
La popolazione locale fu tenuta a concorrere
alla difesa del territorio, che andava ad
affiancare i soldati di professione.[16]
Veniva cos a formarsi un'efficiente
macchina difensiva dei territori rimasti,
principalmente situati sulle coste, dove
maggiori potevano farsi sentire il potere
imperiale e la flotta bizantina.
Le citt dell'Esarcato e della Pentapoli.

Essendo impegnato in altri fronti contro


nemici temibili come Avari e Sasanidi, Maurizio non pot far altro che combattere i Longobardi tramite l'alleanza
con i Franchi, che istig a invadere la Longobardia. Il re dei Franchi Childeberto II invase una prima volta il
territorio longobardo nel 584, ma i Longobardi riuscirono ad ottenere il suo ritiro pagando un tributo.[17] Fu proprio a
causa di questa incursione che i Longobardi si risolsero a eleggere un nuovo re in Autari dopo dieci anni di
interregno e di anarchia (periodo dei Duchi). Una seconda invasione franca, avvenuta l'anno successivo, non diede
frutti a causa della disunione dell'esercito invasore.[18] Contemporaneamente Bisanzio cercava di corrompere alcuni
duchi longobardi cercando di portarli dalla propria parte: uno di questi, Droctulfo, riusc a riconquistare per l'Impero
la citt di Classe.[19] Nel 585 venne firmata una prima tregua, di durata triennale, tra Longobardi e Bizantini.
Intanto, in materia religiosa, si consumava proprio in quegli anni una profonda crisi dovuta al cosiddetto Scisma dei
tre capitoli. Il contrasto era causato dalla condanna, in occasione del Quinto concilio ecumenico, nel 551 da parte
dell'Imperatore Giustiniano I, degli scritti di tre teologi orientali, ritenuti dai monofisiti in odor di eresia, poich
accusati di essere vicini al nestorianesimo. Roma si era adeguata al volere imperiale, ma gli arcivescovi di Milano e
Aquileia si erano rifiutati di obbedire e si erano dichiarati scismatici. Milano era ritornata, poco dopo, sui suoi passi,
ma Aquileia rest ferma nei suoi propositi, proclamandosi Patriarcato e i Longobardi ne approfittarono politicamente
spalleggiando politicamente il patriarca aquileiense. Nel 587 la questione esplose quando il Patriarca di Aquileia
venne fatto arrestare a Grado, dove aveva la propria sede, insieme ad alcuni vescovi istriani, per ordine dell'esarca
Smaragdo, e poi imprigionato a Ravenna per circa un anno, dove fu costretto a rinnegare lo scisma. Una volta
liberato e rientrato a Grado, egli torn per a sposare le tesi scismatiche, fomentando le contestazioni dei vescovi
dipendenti del Patriarcato di Aquileia per l'atteggiamento di Smaragdo e l'esarca venne richiamato a Costantinopoli.
Al suo posto si insedi Giuliano che, molto probabilmente, rest in carica per pochi mesi.[20]

Esarcato d'Italia

Il pontificato di Papa Gregorio Magno


Dopo Giuliano, la carica di esarca venne
assunta da Romano, il quale si riprese le
operazioni belliche contro i Longobardi. Nel
590 venne stretta un'alleanza con i Franchi
di Childeberto II, con lo scopo di annientare
i Longobardi. Il re franco invi in Italia un
esercito, di cui una parte si diresse verso
Verona, mentre i Bizantini, guidati
dall'esarca, attaccavano i Longobardi
conquistando Altino, Modena e Mantova e
ottenendo la sottomissione dei duchi
longobardi di Parma, Reggio e Piacenza.
Dopo gli iniziali successi, per, proprio
quando i Longobardi erano sul punto di
cedere, all'improvviso i Franchi fecero volta
in patria, per poi non tornare pi sul campo
di guerra.[21] I Bizantini non furono pi in
grado di condurre la guerra, cos per
Bisanzio sfum l'ultima occasione per
scacciare i Longobardi e ricostituire l'unit
della penisola. L'esarcato recuper un po' di
terreno, ma dopo questa campagna le
condizioni socio-economiche nella penisola
erano ulteriormente deteriorate.

I territori bizantini agli inizi del VII secolo, dopo le conquiste del sovrano
longobardo Agilulfo.

Nel 591, inoltre, il duca di Spoleto, Ariulfo, appena asceso al ducato, inizi a condurre una politica espansionistica a
danni dei Bizantini, conquistando le citt del corridoio umbro che collegava Roma con Ravenna e assediando la
Citt Eterna stessa, da cui si ritir solo dopo aver estorto alla citt assediata un tributo; nel frattempo anche Napoli
era minacciata dai Longobardi di Benevento. L'esarca non intervenne in aiuto di Roma, nonostante le richieste di
aiuto di Papa Gregorio, il quale, dopo l'assedio, scrisse all'arcivescovo di Ravenna, Giovanni, lamentandosi per il
comportamento dell'esarca, che ...rifiuta di combattere i nostri nemici e vieta a noi di concludere la pace.[22] Papa
Gregorio, infatti, vista la latitanza del potere imperiale, cerc di negoziare la pace con i Longobardi, in modo da
alleviare le sofferenze alla popolazione romana: iniziava cos l'attivit politica e temporale della chiesa di Roma.

Esarcato d'Italia

Nel 592 Romano, venuto a conoscenza che Papa Gregorio era in


trattative con il Ducato di Spoleto per una pace separata, si mosse
per rompere le trattative, un po' perch non tollerava
l'insubordinazione del Pontefice, che stava trattando con il nemico
senza alcuna autorizzazione imperiale, un po' perch concludere la
pace in quel momento avrebbe riconosciuto il corridoio umbro in
mani longobarde, cosa che l'esarca non intendeva che accadesse.
Nel luglio 592, quindi, l'esarca, partendo da Ravenna, raggiunse
via mare Roma e dalla Citt Eterna part alla riconquista delle citt
del Corridoio umbro: dopo una breve campagna, riusc a
riconquistarle.[23] Questa campagna, come previsto, ruppe le
trattative di pace che Papa Gregorio aveva avviato con i
Longobardi, provocando un ulteriore peggioramento dei rapporti
con il pontefice, che si lament in seguito del comportamento
dell'esarca, che aveva impedito che si giungesse a una tregua
senza alcun costo per l'Impero con i Longobardi. La campagna
di Romano non gener per solo lo sdegno del pontefice, ma
anche la reazione di re Agilulfo, che da Pavia marci in direzione
Papa Gregorio Magno fu uno degli oppositori alla
di
Perugia, dove giustizi il duca longobardo traditore Maurisione,
politica dell'esarca Romano.
reo di aver consegnato la citt all'Impero, e poi assedi Roma
(593), da cui si ritir solo dopo aver estorto un tributo di 5.000 libbre d'oro.[24]
Papa Gregorio Magno continu ad insistere per una pace, cercando di convincere lo scolastico di Romano, Severo, a
convincere l'esarca a firmare una tregua con i Longobardi,[25] ma senza alcun risultato apprezzabile; anzi, i suoi
tentativi subirono la disapprovazione dell'Imperatore Maurizio.[26] Le trattative di pace non andarono avanti, perch
sempre ostacolate dall'esarca Romano, la cui malizia persino peggiore delle spade dei Longobardi, tanto che i
nemici che ci massacrano sembrano dolci in comparazione con i giudici della Repubblica che ci consumano con la
rapina...[27] (cos scrisse Papa Gregorio Magno al vescovo di Sirmio nella prima met del 596), e, nel 596, alcuni
affissero su una colonna a Ravenna uno scritto satirico insultante il Pontefice e la sua politica per il raggiungimento
della pace, il quale volle scomunicare gli autori del gesto.
Dopo la morte di Romano (596), divenne esarca Callinico, il quale si mostr molto pi malleabile del predecessore.
Con lui, grazie alla mediazione di papa Gregorio, si arriv nel 598 ad un trattato di pace, seppur "armata", di durata
biennale, con il re longobardo Agilulfo.[28] Nel 601, tuttavia, l'esarca approfitt della ribellione dei duchi longobardi
del Friuli e di Trento, catturando la figlia del re insieme ad altri familiari. I Longobardi reagirono prontamente e
conquistarono Mantova, Cremona, Padova e Monselice.[29]
Nel 603 Smaragdo ritorn al governo di Ravenna e appoggi nuovamente il Papa nella lotta contro gli scismatici
tricapitolini. Il nuovo esarca, non potendosi attendere aiuti da Oriente, non pot far altro che stringere una tregua
contro i Longobardi che venne rinnovata di anno in anno fino alla fine del regno di Agilulfo.[30] Nel frattempo, nel
604, mor Papa Gregorio Magno.

Esarcato d'Italia

Regni di Foca e di Eraclio


Nel 605, scaduta la tregua biennale, i Longobardi occuparono Bagnoregio e Orvieto, dopodich la tregua fu
rinnovata per un anno e, scaduta questa, per altri tre anni.[31]
Nel 606 attraverso l'intervento di Smaragdo fu eletto a Grado un nuovo Patriarca, favorevole a Roma: questo evento
provoc un ulteriore frattura nella Chiesa, con l'elezione ad Aquileia di un altro patriarca che sposava ancora le tesi
scismatiche, spalleggiato dai Longobardi. Bench lo scisma fosse ricomposto verso la fine del VII secolo, infatti, la
separazione tra i due patriarcati delle Venezie sarebbe stata destinata a durare per molti secoli.[]
Smaragdo rimase in carica fino ad almeno al 608, quando attestato per l'ultima volta nelle fonti (epigrafe CIL VI,
1200 [32], riguardante la dedica di una statua in onore di Foca a Roma); si ritiene che fu sostituito, sotto Foca o sotto
Eraclio, da un certo Fozio, di cui non si sa nulla, a parte che fu esarca.[] Nel frattempo a Bisanzio Eraclio I, deposto
Foca, divenne Imperatore romano. Questi avvi una serie di riforme che cambiarono in modo notevole la fisionomia
dello Stato romano-orientale, tanto che nel 629 la stessa titolatura imperiale mut da Imperator Caesar Augustus A K A (Imperatore Cesare Augusto) a B (Re).[33] A Ravenna, sotto il regno di
Eraclio, divennero esarchi, in successione, Giovanni I Lemigio, Eleuterio e Isacio.
L'esarca Giovanni (chiamato Lemigio da una fonte
molto tarda) continu a rinnovare la pace con i
Longobardi. Il mancato pagamento del soldo gener
tuttavia una seria sedizione dell'esercito a Ravenna nel
616, a cui dovette forse prendere parte anche la
popolazione, inasprita dall'eccessivo fiscalismo, che
gener l'assassinio dell'esarca Giovanni e dei giudici
della Repubblica.[] Quasi contemporaneamente anche
Napoli si rivoltava, eleggendo un sovrano autonomo da
Bisanzio, Giovanni Consino. L'Imperatore Eraclio reag
immediatamente: invi il suo cubiculario Eleuterio con
la carica di esarca con un esiguo esercito per sedare le
sedizioni in Italia. Repressa con estrema durezza la
rivolta di Ravenna, giustiziando i sediziosi,[34] l'esarca
si mosse con l'esercito in direzione di Napoli e, dopo
aver effettuato una sosta a Roma, dove fu ricevuto
Papa Bonifacio V: Eleuterio aveva l'intenzione di dirigersi a Roma
calorosamente da Papa Adeodato, represse anche la
per farsi incoronare da lui "Imperatore d'Occidente".
rivolta napoletana di Giovanni Consino, giustiziato,
[35]
insieme ai suoi seguaci, per ordine di Eleuterio.
Ritornato a Ravenna, pag ai soldati la roga, ovvero il soldo arretrato, e, secondo il biografo di Papa Deusdedit, ci
determin il ritorno della pace in Italia, segno che le rivolte erano dovute a un ritardo nelle paghe.[36] Dopo aver
tentato con insuccesso di combattere con i Longobardi, venendo sconfitto ripetutamente dal duca Sundrarit e
costretto a pagare un tributo di 500 libbre d'oro, Eleuterio decise nel 619 di usurpare la porpora, proclamandosi
Imperatore romano d'Occidente: secondo lo studioso Bertolini, l'intento dell'esarca ribelle era quello di ridare
all'Italia un impero indipendente, pari di rango allimpero in Oriente,[] anche se non si pu escludere, come sostiene
T.S. Brown, che le sue ambizioni contemplassero soltanto l'instaurazione, nell'Italia bizantina, di un governo
autonomo.[] Poco tempo dopo aver assunto la porpora, Eleuterio si rec dall'arcivescovo di Ravenna Giovanni IV,
con ogni probabilit per farsi da lui incoronare (all'epoca era prassi che un nuovo imperatore fosse incoronato da un
ecclesiastico)[37]; l'arcivescovo, tuttavia, evit di prendersi questa responsabilit, forse temendo l'ira di Eraclio nel
caso l'usurpazione fosse stata repressa; consigli[38], piuttosto, Eleuterio di recarsi a Roma per farsi incoronare

Esarcato d'Italia
nell'antica Caput Mundi,[39] o dal papa (secondo Ravegnani)[37] o dal senato romano (secondo Bertolini).[] Eleuterio,
reputando valido il consiglio, inizi i preparativi per il viaggio.[40] Secondo lo studioso Classen, si trattava della
prima marcia di incoronazione a Roma della storia del mondo.[41] Giunto nei pressi di Castrum Luceoli con i pochi
che lo accompagnavano, l'esarca ribelle fu ucciso da soldati fedeli a Eraclio,[42].
Dopo un breve periodo dal 619 al 625 in cui
fu forse esarca il "patrizio Gregorio" che
secondo Paolo Diacono si rese reo
dell'uccisione proditoria dei duchi del Friuli
Tasone e Caco,[] nel 625 giunse a Ravenna
un nuovo esarca, Isacio, di stirpe armena,
probabilmente appartenente alla casata dei
Kamsarakan.[43] Appena arrivato, l'esarca
ricevette un'epistola da Papa Onorio I, che
gli chiedeva di aiutare il re longobardo
Adaloaldo a recuperare il trono usurpatogli
da Arioaldo, ma l'esarca decise di rimanere
neutrale, favorendo Arioaldo, che cos pot
mantenere il trono.[] Secondo una notizia di
dubbia attendibilit del cronista dei Franchi
Fredegario, intorno al 630 Arioaldo contatt
Isacio,
chiedendogli
di
uccidere
proditoriamente il duca ribelle di Tuscia
Tasone, offrendogli in cambio la riduzione
del tributo che l'esarcato doveva versare ai
Longobardi da tre a due centenaria.[44]
Isacco, allora, contatt Tasone, invitandolo a
recarsi a Ravenna disarmato per stringere
L'esarcato alla met del VII secolo, dopo le conquiste del longobardo Rotari.
con lui un'alleanza; quando, per, Tasone
entr nella capitale dell'esarcato, fu assalito all'improvviso dai soldati dell'esarca, che lo uccisero; Arioaldo,
soddisfatto del risultato, mantenne la promessa della riduzione del tributo.[44] Il racconto di Fredegario, tuttavia,
ritenuto sospetto in quanto molto simile, seppur con delle differenze,[45] con l'episodio dell'uccisione dei duchi del
Friuli Tasone e Caco ordita a Oderzo (nel Veneto) dal patrizio Gregorio tra il 619 e il 625 narrato da Paolo
Diacono.[]
Sotto Isacio si ebbe un nuovo inasprimento delle tensioni con la Chiesa romana: Eraclio, in quegli anni, aveva infatti
promulgato l'Ekthesis, cio un editto con cui l'imperatore interveniva nelle dispute cristologiche sancendo la duplice
natura umana e divina del Cristo, ma l'unicit della sua volont, il Monotelismo. Il provvedimento aveva incontrato
gravi resistenze in Occidente e Isacio reag in materia brutale. Nel 640, sfruttando il malcontento dei soldati per i
forti ritardi della paga, il chartularius Maurizio istig i militari a fare rappresaglia contro il Pontefice, accusato di
aver sottratto il compenso dovuto, e quindi, dopo tre giorni di assedio, fu sequestrato il tesoro della Chiesa romana
custodito nel Laterano.[46] Poco dopo arriv a Roma anche Isacio, che band alcuni ecclesiastici, fece l'inventario del
tesoro sequestrato e lo invi in parte a Costantinopoli ad Eraclio e parte lo tenne per s.[47] In seguito (intorno al
642), Isacio dovette fronteggiare la rivolta a Roma dello stesso Maurizio, che ottenne l'appoggio dei soldati nelle
fortezze circostanti accusando l'esarca di avere l'intenzione di usurpare la porpora.[48] Isacio invi il sacellario e
magister militum Dono nella Citt Eterna per sedare la rivolta,[48] missione coronata dal successo: Maurizio,
abbandonato dai suoi stessi uomini, fu catturato in una chiesa di Roma detta Ab Praesepe[48] e, per ordine dell'esarca,
decapitato a Cervia e la sua testa esposta al circo di Ravenna.[49] Gli altri prigionieri, messi in carcere in attesa di

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Esarcato d'Italia
conoscere la loro pena, si salvarono grazie all'improvviso decesso dell'esarca (avvenuto, secondo la testimonianza
ostile del Liber Pontificalis, per intervento divino), che determin la loro liberazione.[49] possibile che Isacio sia
stato ucciso dai Longobardi durante la battaglia dello Scultenna nel 643 (si veda pi sotto).[]
Nel frattempo, con l'ascesa al trono di re Rotari, avvenuta nel 636, a settentrione cresceva la pressione longobarda.
Rotari attacc ed espugn nel 639 Oderzo e Altino, le ultime citt nell'entroterra veneto ancora in mano bizantina,
costringendo gli abitanti di Oderzo a trasferirsi a Eraclea, mentre quelli di Altino a Torcello.[50] Nel 643 Rotari
attacc l'esarcato e, secondo Paolo Diacono, inflisse nella battaglia dello Scultenna una grave sconfitta all'esercito
bizantino (probabilmente anche l'esarca stesso per nel corso della battaglia), anche se la vittoria longobarda va
ridimensionata poich Rotari non riusc a conquistare Ravenna n i suoi dintorni, segno che, pur perdendo, i
Bizantini erano riusciti a fermare l'avanzata del re longobardo.[] Il vuoto di potere creatosi nell'Italia bizantina in
seguito alla battaglia (e al probabile decesso dell'esarca) permise comunque a Rotari di occupare la Liguria
bizantina.[51]

Il regno di Costante II
Morti Eraclio e i suoi immediati successori e diventato imperatore Costante II, questi eman in materia religiosa il
Typos, con il quale aboliva l'editto eracliano, ma allo stesso tempo vietava le discussioni cristologiche.[] La Chiesa
romana si oppose e papa Martino I condann il Monotelismo e i due editti imperiali. Costante invi allora due
esarchi con l'incarico di arrestare il papa: dapprima Olimpio, il quale resse l'esarcato per un paio di anni, fallendo la
propria missione e morendo a causa di una pestilenza mentre si apprestava ad affrontare gli arabi in Sicilia, in
seguito Teodoro Calliopa, il quale marci su Roma e riusc ad arrestare il Papa e portarlo a Costantinopoli nel
654.[52] Martino, dopo essere stato incarcerato e aver subito pesanti umiliazioni, venne accusato di alto tradimento
dal Senato e fu condannato a morte. La condanna fu per sospesa da Costante II e la pena di morte commutata in
esilio perpetuo a Cherson.
Nel 663 lo stesso Costante sbarc con un esercito a Taranto per muovere guerra contro i longobardi di Benevento,
che assedi.[53] Intervenne il re longobardo Grimoaldo, che costrinse Costante a levare l'assedio e a ripiegare verso
Napoli; da qui Costante tent un ultimo tentativo di sottomettere il ducato beneventano inviando il generale Saburro
contro il duca di Benevento Romualdo, che riusc per a infliggere una decisiva sconfitta ai Bizantini a Forino, in
seguito alla quale le velleitarie aspirazioni di riconquista di Costante tramontarono.[54] Da Napoli, l'imperatore si
diresse quindi verso Roma, dove fu accolto dal nuovo Papa e dai romani - era la prima volta dalla caduta dell'Impero
d'Occidente che un Imperatore romano rimetteva piede nell'antica capitale -, fermandovisi una dozzina di giorni
prima di tornare a Napoli e infine muovere verso Siracusa, dove pose la sua residenza, con lo scopo di controllare
meglio i movimenti degli arabi.[55]
Per il suo governo autoritario e per l'aumento eccessivo delle tasse, oltre ovviamente per la sua politica religiosa
ostile alla Chiesa Romana, Costante si attir l'odio della popolazione e nel 668 venne organizzata una congiura che
lo assassin. I congiurati elessero imperatore l'usurpatore Mecezio; tuttavia Costantino IV, figlio di Costante,
secondo almeno le fonti primarie[56], appena seppe della notizia dell'assassinio del padre, decise di vendicare di
persona la morte del padre marciando alla testa del suo esercito per deporre l'usurpatore e riprendere il controllo
della Sicilia. Una volta sconfitto e giustiziato l'usurpatore e vendicata la morte del padre, Costantino ritorn a
Costantinopoli. Secondo gli storici moderni la rivolta di Mecezio sarebbe stata sedata dall'esarca e non da Costantino
IV.[57]

11

Esarcato d'Italia

L'inizio della crisi


Sotto il successore Costantino IV l'Impero bizantino si trov in una lotta mortale contro gli Arabi e i Bulgari. Nel
frattempo i rapporti tra la Chiesa Romana e Costantinopoli, deterioratesi durante il regno di Costante, migliorarono:
l'Imperatore infatti revoc tra il 676 e il 678 l'autocefalia (cio la separazione della Chiesa Ravennate dalla
giurisdizione del Papa), stabilita da Costante nel 666 nel tentativo di togliere poteri alla Chiesa, e nel 680 con il Sesto
Concilio Ecumenico convocato dall'Imperatore venne condannato il monotelismo.[58] Sempre nel 680 venne
sottoscritto un trattato di pace con il regno longobardo con il quale per la prima volta i Bizantini riconoscevano ai
Longobardi il possesso dei territori da essi occupati in Italia.[]
La pace del 680 tuttavia non imped ai Longobardi di Benevento a espandersi a danno dei Bizantini: nel 687 un
esercito longobardo condotto dal duca di Benevento Romualdo I valic il fiume Bradano, zona di confine tra i due
stati, soggiogando parte della Puglia bizantina tra cui Brindisi e Taranto. Dopo tali campagne di conquista il dominio
bizantino in Puglia e in Calabria si era ridotto praticamente alla Calabria meridionale e Otranto e Gallipoli.[]
Con Giustiniano II i rapporti con il Pontefice romano tornarono a deteriorarsi a seguito delle decisioni adottate dal
Concilio Trullano in antitesi con il culto occidentale, riguardanti il matrimonio del clero e il digiuno del sabato.
Dopo l'opposizione di papa Sergio I, l'imperatore invi il protospatario Zaccaria per catturarlo e portarlo a
Costantinopoli, similmente a quanto successo a Martino I alcuni decenni prima.[] Alla notizia, gli eserciti italiani si
opposero e lo stesso Zaccaria fin per chiedere protezione al Pontefice, nascondendosi addirittura sotto il suo letto.[]
L'esarca sembra che non avesse preso parte a quest'operazione, molto probabilmente perch la carica era al momento
vacante.
Deposto Giustiniano, nel 696, durante l'impero di Leonzio, si diede un'ulteriore carattere militare all'organizzazione
dell'esarcato, sostituendo ai distretti una serie di governatorati militari, i ducati: di Roma, di Venezia, della Calabria,
della Lucania, di Napoli.
Nel 701 divenne esarca Teofilatto, contro cui si rivoltarono gli eserciti italiani, per motivi ignoti, forse per
motivazioni di natura economica.[] In difesa dell'esarca, in quel momento a Roma, si schier Papa Giovanni VI, che
riusc a calmare i ribelli, permettendo all'esarca di raggiungere Ravenna.[] Nel frattempo, nel 702, ebbe luogo
un'offensiva da parte dei longobardi del duca beneventano Gisulfo che conquist tre citt del Lazio (Sora, Arpino e
Arce), minacciando la stessa Roma; il Papa riusc a spingerlo al ritiro, ma le tre citt conquistate rimasero in mano
longobarda.[]
Nel 709 Giustiniano II, ripreso il potere (e divenuto noto come Rinotmeto, naso mozzo, per la mutilazione subita
durante la precedente deposizione) nel 705, si inser nella disputa tra le chiese romana e ravennate dovuta alla
volont della seconda di sottrarsi al predominio della prima, alleandosi con il pontefice romano e ordinando una
feroce repressione nei confronti dell'Arcivescovo di Ravenna, con lo scopo di mantenere l'appoggio papale e
vendicarsi del ruolo dell'arcivescovo avuto all'epoca di Zaccaria e di Teofilatto. L'Imperatore ordin a Teodoro,
stratego della Sicilia, di raggiungere Ravenna con la flotta, appoggiata anche da navi venetiche e illiriche, per
compiere la spedizione punitiva. Costui, una volta approdato, invit numerosi aristocratici locali in un banchetto in
senso di amicizia, ma questi furono arrestati e portati a Costantinopoli, dove vennero tutti uccisi meno l'Arcivescovo.
Poco tempo dopo, a Ravenna tra il 710 e il 711, la popolazione insorse e l'esarca Giovanni Rizocopo fu trucidato,
ma, nonostante il grave episodio, non ebbe luogo nessuna repressione perch frattanto l'imperatore Giustiniano era
stato definitivamente deposto e i successori si mostrarono pi concilianti.
Il nuovo esarca, Entichio, affront con successo la rivolta scoppiata a Forl, Forlimpopoli, Cervia e altrove, guidata
da un certo Giorgio.
Nel 711/713 fu invece la popolazione di Roma a rivoltarsi, a causa dell'appoggio al monotelismo da parte del nuovo
imperatore Filippico: alla rivolta ader persino il dux bizantino di Roma, Cristoforo, per cui Filippico fu costretto ad
inviare un nuovo duca, Pietro, nel tentativo di sopprimere la rivolta.[] L'esercito e il popolo romano, condotto dal
duca ribelle Cristoforo, riusc per a sconfiggere in battaglia Pietro e le milizie rimaste fedeli all'Imperatore.[]
Quando nel 713 Filippico fu detronizzato a causa di una rivolta, il nuovo imperatore Anastasio II abol il

12

Esarcato d'Italia
monotelismo e invi a Roma un nuovo esarca, Scolastico, il quale riusc a porre fine all'insurrezione promettendo
che nel caso la rivolta fosse cessata gli abitanti di Roma non sarebbero stati puniti per l'insubordinazione; Scolastico,
inoltre, nomin duca di Roma il Pietro gi citato in precedenza.[]
Questi continui episodi di rivolta dimostrano come a partire dalla seconda met del VII secolo, le tendenze
autonomistiche delle aristocrazie locali e il sempre maggior ruolo politico temporale della Chiesa di Roma avessero
portato ad un progressivo indebolimento dell'autorit imperiale in Italia.

La caduta dell'Esarcato
Nel 726 l'Imperatore Leone III proib il
culto delle immagini sacre, ma questo
provvedimento trov una dura opposizione
in Italia e, gi in fermento per l'aumento
delle tasse, gli eserciti della Venezia
marittima, della Pentapoli e dell'Esarcato si
ribellarono ed elessero loro capi. Inoltre
questi erano sul punto anche di nominare un
antimperatore, ma papa Gregorio II, messosi
a capo degli insorti, riusc in parte a frenarli,
poich contava ancora sull'Impero d'Oriente
per difendersi dai longobardi. Non riusc ad
evitare per che l'esarca Paolo venisse
assassinato dai rivoltosi.[59] Una flotta fu
inviata dalla Sicilia per vendicare Paolo, ma
venne distrutta dalle milizie ravennati.
Nel 728 divent esarca Eutichio. Il nuovo
esarca giunse quindi a Napoli, da dove ord
un attentato (poi fallito) alla vita del papa,
Gregorio II.[60] Successivamente, si volse
verso i Longobardi: riusc, infatti, a
corrompere re Liutprando, dal quale strapp
I possedimenti italici nel 744.
la promessa di un appoggio contro Gregorio
II, in cambio del sostegno militare bizantino nella sottomissione dei ducati di Spoleto e di Benevento all'autorit del
re. Mentre Eutichio veniva a capo delle rivolte che destabilizzavano l'esarcato, tuttavia, il papa riusc ad incontrare
Liutprando e a portarlo nuovamente dalla propria parte.[] Nel 730 l'Iconoclastia divenne dottrina religiosa e gli
adoratori delle immagini cominciarono pertanto ad essere perseguitati. Il nuovo pontefice, Gregorio III, condann la
dottrina, con la conseguenza che Leone confisc alla Chiesa molte propriet in Calabria e Sicilia.[] In ogni modo,
l'esarca, conscio della propria fragilit e visti tutti i tentativi di arrestare o uccidere il Papa fallire a causa
dell'opposizione delle truppe di stanza nell'Urbe, decise prudentemente di stabilire buone relazioni con il Papa,
facendogli dei doni ed evitando di applicare i decreti iconoclasti.[]
Intanto, approfittando delle dispute religiose tra Impero e Chiesa, la pressione dei Longobardi sui territori
dell'esarcato aument notevolmente. Nel 732[] (o forse nel 739) la stessa Ravenna venne conquistata per la prima
volta da Ildeprando, nipote di Liutprando, e da Peredeo, duca di Vicenza. L'esarca Eutichio ripar nella laguna
veneta ed, aiutato dalla flotta del veneziano duca Orso, riusc a rientrare a Ravenna. Ildeprando venne catturato e
Peredeo ucciso.[] Incoraggiato dal successo, il duca bizantino di Perugia tent di riconquistare Bologna, ma l'attacco
fall.

13

Esarcato d'Italia

14

Nel 739 il nuovo pontefice, Gregorio III, appoggi i duchi di Spoleto e Benevento contro Liutprando, spingendo
quest'ultimo ad invadere il centro Italia: l'esarcato e il ducato di Roma ne furono devastati, e Liutprando occup il
corridoio umbro, restituito solo tre anni dopo.[61] Nel 743, mentre a Roma saliva al soglio pontificio papa Zaccaria,
re Liutprando progettava di riconquistare Ravenna, e attacc l'esarcato impossessandosi di Cesena. L'esarca Eutichio,
sentendosi direttamente minacciato, chiese aiuto al Papa, il quale si rec di persona a Pavia per convincere il sovrano
a restituire all'esarca i territori conquistati, riuscendo nel suo intento.[62]
Liutprando mor nel 744: gli succedettero prima
Ildeprando e poi Rachis. Quest'ultimo sospese le
campagne di conquista dei suoi predecessori e firm
una pace con l'esarcato.[] Nel 749, tuttavia, invase la
Pentapoli e assedi Perugia. Convinto a ritirarsi dal
Papa, al suo ritorno a Pavia venne deposto dalla fazione
longobarda contraria alla pace con Bisanzio, che elesse
re Astolfo.[] Questi, riorganizzato e rafforzato
l'esercito,[63] pass immediatamente all'offensiva
contro i territori italiani ancora soggetti (anche se pi di
nome che di fatto) all'Impero bizantino. Nel 750 invase
da nord l'Esarcato occupando Comacchio e Ferrara;
nell'estate del 751 riusc a conquistare l'Istria e poi la
stessa Ravenna, capitale e simbolo del potere bizantino
in Italia.[] Si insedi nel palazzo dell'esarca, che venne
parificato al palazzo regio di Pavia come centro del
regno longobardo.[64] Il 4 luglio di quell'anno Astolfo
promulg il suo primo documento dal palazzo
dell'esarca, intitolandosi re dei Langobardi cui Dio
affid il popolo dei Romani, traditium nobis a Domino
populum Romanorum.[65]

I territori bizantini in Italia dopo la caduta dell'esarcato, nel 751, ad


opera di Astolfo.

Esarcato d'Italia

L'Imperatore Costantino V tent di


recuperare l'esarcato con la forza della
diplomazia inviando ambasciatori presso
Astolfo nel tentativo di spingerlo a restituire
i territori conquistati all'Impero. Ma
l'ambizioso re longobardo non era disposto a
rinunciare alle sue conquiste e ambiva a
conquistare anche Roma, minacciando
apertamente il Papa Stefano II, da cui
pretendeva che il Ducato romano pagasse un
tributo quantificato in tanti soldi d'oro
quanti erano gli abitanti del ducato. Quando
nel 753 il re longobardo occup la fortezza
di Ceccano, in territorio romano, il
Pontefice, visto il fallimento di ogni
negoziazione e constatato che l'Impero
d'Oriente non poteva fornirgli concreti aiuti
militari, decise di rivolgersi ai Franchi,
La donazione effettuata da Pipino il Breve delle terre dell'Esarcato di Ravenna al
all'epoca governati da Pipino il Breve
papa Stefano II: questo momento considerato la nascita dello Stato della Chiesa.
(Maggiordomo di Palazzo, ovvero primo dei
nobili di Francia).[66] Nel gennaio del 754 il
Papa si rec in Francia, incontrandosi con Pipino a Ponthion. Questi accett la richiesta di aiuto del pontefice e
s'impegn a convincere la nobilt franca.
Ottenuto l'assenso alla spedizione da parte dei nobili franchi nel corso di una dieta a Quierzy (Carisium in latino) il
14 aprile del 754 (giorno di Pasqua), nell'agosto dello stesso anno Pipino discese una prima volta in Italia,
sconfiggendo Astolfo nei pressi di Susa e costringendolo a cedere alcuni territori.[67] Astolfo, tuttavia, non recedette
dai suoi piani bellicosi e nel 756 invase di nuovo il ducato romano, espugnando Narni e assediando Roma: Papa
Stefano II sollecit di nuovo l'aiuto di Pipino, che discese in Italia nello stesso anno, sconfisse di nuovo i Longobardi
e costrinse Astolfo a cedere Esarcato e Pentapoli al Papa invece che all'Impero (Promissio Carisiaca).[68] I Bizantini
ovviamente protestarono e, tramite due messi inviati presso il re franco, lo pregarono di restituire l'Esarcato al
legittimo padrone, ovvero l'Impero d'Oriente; ma Pipino rispose negativamente, congedando i due ambasciatori.[69]
Nacque cos uno Stato della Chiesa indipendente da Bisanzio e protetto dai Franchi.
Tra il 773 e il 774 il successore di Pipino sul trono di Francia, Carlo Magno, scese in Italia e conquist la capitale del
regno longobardo, Pavia. Carlo si fece chiamare da allora "Re dei Franchi e dei Longobardi per Grazia di Dio"
(Gratia Dei rex Francorum et Langobardorum), realizzando un'unione personale dei due regni. Il sovrano mantenne
le Leges Langobardorum ma riorganizz il regno sul modello franco, con conti al posto dei duchi[70].
Per quanto riguarda l'Italia meridionale, la Puglia, la Lucania e la Calabria restarono ancorate in mano imperiale per
ancora tre secoli; altri territori, come Napoli e Gaeta, si sganciarono, a poco a poco, dalla dominazione di
Costantinopoli mentre la Sicilia fu conquistata dagli Arabi.[71]
Nell'876 i Bizantini, sconfitti definitivamente i Saraceni, ristabilirono il proprio dominio su Bari. Costituito come
Thema di Longobardia, questo territorio fu governato per mezzo di un funzionario a cui venne attribuito inizialmente
il titolo di strategos o patrizio, dal 970-976 lo strategos fu posto alle dipendenze di un Catapano (o Catepano,
traducibile come "sovrintendente", dal termine greco katapnos derivato poi quello di "capitano") a cui
rispondevano anche gli strateghi di Calabria e di Lucania: l'insieme dei territori controllati da questo funzionario
divenne dunque noto come Catepanato d'Italia.

15

Esarcato d'Italia

16

Cronotassi degli esarchi d'Italia


Dal

Al

584? 584?

Esarca

Imperatore di
Bisanzio

Descrizione

Decio?

Maurizio

Patrizio attestato in una lettera di Papa Pelagio II datata 584; diversi studiosi l'hanno identificato
con l'innominato esarca menzionato nella medesima lettera.

585

588/589 Smaragdo

Maurizio

Si rese noto per la sua durezza nei confronti dei scismatici tricapitolini della Venezia, a causa
della quale fu richiamato a Costantinopoli.

589

589

Giuliano

Maurizio

Attestato in un'iscrizione il 31 marzo 589; null'altro si sa di lui; il suo mandato dur comunque
pochi mesi.

590

596

Romano

Maurizio

Tent, in alleanza con i Franchi, di sottomettere i Longobardi. Ebbe contrasti di natura dottrinale
e politica con Papa Gregorio Magno (590-604).

596

602/603 Callinico

Maurizio

Persuaso da Papa Gregorio, firm una tregua biennale con i Longobardi (598). Nel 601/602 fece
prigionieri a Parma parenti di re Agilulfo, provocando una guerra con i Longobardi con
numerose sconfitte per i Bizantini. Richiamato a Costantinopoli per le numerose sconfitte.

603

608?

Smaragdo

Foca

Al suo secondo mandato, firm una tregua con i Longobardi, che venne rinnovata di anno in
anno. L'ultima volta che viene attestato come esarca il 608, quando edific una colonna in
onore di Foca. Si ignora quando ebbe termine il suo mandato, plausibilmente con l'elevazione di
Eraclio a imperatore (610).

608? 613?

Fozio?

Foca/Eraclio

Menzionato nella vita agiografica di San Teodoro di Sykeon come esarca, probabilmente lo fu tra
la fine del regno di Foca e l'inizio del regno di Eraclio. Nulla si sa di lui.

615? 616

Giovanni I

Eraclio

Ucciso nel 616 da una rivolta (probabilmente dell'esercito) scoppiata a Ravenna.

616

Eleuterio

Eraclio

Sed con durezza le rivolte scoppiate a Ravenna e a Napoli. Combatt con insuccesso i
Longobardi condotti dal duca Sundrarit. Usurp la porpora e tent di marciare su Roma per farsi
incoronare Imperatore d'Occidente dal Papa, ma fu ucciso presso Castrum Luceolis da soldati
fedeli a Eraclio (619/620).

619? 625?

Gregorio?

Eraclio

Paolo Diacono narra di un patrizio Gregorio che uccise a tradimento i duchi del Friuli Caco e
Tasone. Dato che gli esarchi detenevano di norma il titolo di patrizio, possibile che tale
Gregorio fosse stato un esarca.

625

643

Isacio

Eraclio

Tratt con estrema durezza il papato, punendolo per essersi opposto alla politica religiosa
imperiale sequestrando il tesoro papale custodito nel Laterano (640). Tent di opporsi invano alla
politica espansionistica di Re Rotari, venendo probabilmente ucciso nella Battaglia dello
Scultenna (643).

643

645

Teodoro I

Costante II

Inviato dall'Imperatore in Italia dopo il decesso di Isacco. Sostituito nel 645 da Platone.

645

649

Platone

Costante II

Poco si sa del suo mandato. Richiamato a Costantinopoli nel 649.

649

652

Olimpio

Costante II

Su ordini dell'Imperatore, tent di assassinare il Pontefice, ma fall. Subito dopo si rivolt


all'Imperatore separando l'Italia dall'Impero. La rivolta fin nel 652 quando l'esarca ribelle,
recatosi in Sicilia per combattere gli Arabi, per per via di un'epidemia.

653

666

Teodoro I

Costante II

Al suo secondo mandato, arrest Papa Martino I e lo deport a Costantinopoli per farlo
processare per tradimento. Si ignora quando termin il suo mandato ma esso ebbe termine poco
prima il 666, quando attestato come esarca Gregorio.

666

678

Gregorio I
(o II?)

Costante
II/Costantino IV

Ricevette dall'Imperatore un diploma che concedeva alla Chiesa Ravennate l'autocefalia (666).

678

687

Teodoro II

Costantino IV

Durante il suo mandato, ebbe termine l'autocefalia e l'Impero si riconcili con il papato,
condannando il monotelismo come eresia (680).

687

702?

Giovanni II

Giustiniano II

Era esarca nel 687 quando tent di imporre come Papa Pasquale, che gli aveva promesso 100
libbre d'oro. Null'altro si sa di lui, a parte gli avvenimenti del 687.

702

710?

Teofilatto

Giustiniano II

Nel 702, recandosi a Roma dalla Sicilia, rischi di essere ucciso dall'esercito esarcale in rivolta
ma fu salvato dal Papa che riusc a calmare i rivoltosi.

619

Esarcato d'Italia

17

710

711

Giovanni
III

Giustiniano II

Resosi reo di aver ucciso alcuni ecclesiastici, venne ucciso in una rivolta scoppiata a Ravenna.

711

713

Entichio

Filippico

Sed la rivolta scoppiata a Ravenna.

713

726

Scolastico

Leone III

In carica dal 713 al 726 ca.

726

728

Paolo

Leone III

Tent di ordire l'assassinio di Papa Gregorio II, reo di essersi opposto all'iconoclastia. Ucciso da
una rivolta scoppiata a Ravenna.

728

751

Eutichio

Leone
III/Costantino V

Fu l'ultimo esarca. Sotto il suo mandato, sotto la spinta espansionistica dei re longobardi
Liutprando e Astolfo, l'esarcato cadde in mano longobarda (751).

Nota: le date sono in molti casi approssimate, non sapendo per alcuni esarchi quando il loro mandato inizi o fin
con esattezza. Tra l'altro si ignora tuttora l'esatto numero degli esarchi che governarono l'Italia dal 584 al 751
(potrebbero essere stati ventiquattro) e di due di essi (Anastasio e Stefano) si ignora addirittura l'epoca del loro
mandato, essendo noti unicamente da due sigilli.[72]

Ordinamento
L'esarca e i suoi sottoposti militari
Per approfondire, vedi Esarca.

L'esarcato nacque nel 584 ca., come conseguenza della militarizzazione dei residui territori bizantini in Italia, dovuta
all'esigenza di migliorarne le difese, vista la minaccia longobarda; l'autorit civile non venne subito soppressa, ma
perse sempre maggiore importanza a vantaggio degli ufficiali militari, che ora accentravano poteri sia civili che
militari.[] La riforma, avvenuta nei primi anni dell'Imperatore Maurizio, prevedeva che a capo dell'esarcato vi fosse
un esarca, che aveva piena autorit sia civile che militare, e risiedeva a Ravenna, nel palazzo di Teodorico; nominato
direttamente dall'Imperatore, reggeva teoricamente tutta l'Italia ("ad regendam omnem Italiam") ed era spesso un
eunuco di provenienza orientale, che deteneva la carica di patrizio.[]
L'Italia bizantina fu suddivisa in vari ducati, retti da dux o magister militum: la Pentapoli, Istria, Napoli, Roma,
Perugia e forse, anche se sono congetture non confermate da fonti dell'epoca, anche in Liguria e nelle regioni del Sud
Italia.[] Nei castelli pi importanti e nelle singole citt vi erano presidi cittadini retti da tribuni e comites, che
avevano ovviamente la funzione di difenderle dai Longobardi e che, insieme ai vescovi, finirono per amministrarle
anche in ambito civile.[] L'esercito fu poi rinforzato da soldati arruolati tra la popolazione italica. L'esercito bizantino
era organizzato in numeri, ognuno stanziato nelle principali citt: alcuni avevano origine orientale e si erano trasferiti
in Italia durante la guerra gotica (es. Persoiustiniani e Cadisiani di Grado) mentre altri vennero creati in Italia (es.
Tarvisiani, Veronenses e Mediolanses).[73]

Le autorit civili
La concentrazione di autorit civile e militare da parte dei militari non determin subito la scomparsa delle autorit
civili, segno che la formazione dell'esarcato fu un processo graduale, non un cambiamento brusco.[74] Fino ad
intorno la met del VII secolo la carica di prefetto del pretorio continu a sopravvivere, sebbene come subordinato
dell'esarca in ambito civile; residente a Classe (il porto di Ravenna), il prefetto d'Italia si occupava principalmente
della gestione delle finanze e aveva come dipendenti, ancora agli inizi del VII secolo, i vicarii di Roma e dell'Italia
(quest'ultimo risiedente a Genova dopo la conquista longobarda di Milano); anch'essi si occupavano della gestione
delle finanze, e sebbene, in teoria, costituissero la massima autorit civile delle due diocesi in cui era suddivisa
l'Italia imperiale, la crescente importanza assunta dai militari e le conquiste dei Longobardi resero la loro effettiva
autorit quasi nulla.[75] L'officium del prefetto d'Italia era composto da molti funzionari pubblici detti praefectiani.

Esarcato d'Italia
Al governo delle province vi erano ancora, fino almeno alla met del VII secolo, dei governatori civili (Iudices
Provinciarum), ma, anche in questi casi, la loro autorit venne minata dalla crescente importanza rivestita dai duces
militari al comando degli eserciti regionali. Certo, la carica di Iudex Provinciae (ovvero governatore civile della
provincia), come si evince dall'Epistolario Gregoriano, aveva ancora un certo prestigio, come confermano evidenze
di versamenti di suffragia (grosse somme di denaro) da parte di alcuni aspiranti governatori per ottenere la carica,
segno di quanto fosse importante per loro.[] Inoltre, sempre nell'Epistolario Gregoriano, vi sono evidenze di
governatori civili con autorit finanziaria (si occupavano di riscuotere le tasse) e/o militare/giudiziaria (possedevano
ancora l'autorit di punire rivolte militari), segno che la loro autorit non fosse insignificante.[] Tuttavia
testimonianze coeve (sempre l'epistolario di Papa Gregorio Magno) mostrano come spesso e volentieri i duces in
determinate circostanze si arrogassero prerogative degli Iudices provinciarum e quindi avessero anche una certa
autorit civile: ad esempio il dux Sardiniae Teodoro nel 591 impose esose tasse da pagare alla popolazione isolana,
suscitando le proteste di Papa Gregorio Magno.[76] La crescente importanza dei militari port, alla fine, alla
scomparsa degli Iudices Provinciarum verso la met del VII secolo: questi sono per l'ultima volta attestati dalle
Epistole di Papa Onorio I (625-638).
A Roma la carica di praefectus urbi attestata fino alla fine del VI secolo.

Note
[2] I Romani chiesero all'Imperatore di rimuovere Narsete dal governo dell'Italia in quanto si stava meglio sotto i Goti che sotto il suo governo,
minacciando di consegnare l'Italia e Roma ai barbari. V. P. Diacono, Historia Langobardorum, II, 5 e
[3] P. Diacono, II, 5.
[5] Paolo Diacono, II, 5.
[13] "Pelagii Papae II, Epistolae", in J. P. Migne (a cura di), Patrologia Latina, Parisii 1878, 72, coll.700-760 (epistola 1).
[14] Pierre Goubert, Byzance avant l'Islam. II, Byzance et l'Occident sous les successeurs de Justinien. 2, Rome, Byzance et Carthage, Paris
1965, pp.75-76.
[15] Secondo Ottorino Bertolini "Appunti per la storia del senato di Roma durante il periodo bizantino", in Ottavio Banti (a cura di), Scritti scelti
di storia medievale, Livorno 1968, I, pp.228-262, Decio non era l'esarca citato nella lettera ma un patrizio romano.
[17] Paolo Diacono, III, 17.
[18] Paolo Diacono, III, 22.
[19] Paolo Diacono, III, 19.
[22] Ravegnani 2004, p. 95.
[23] Paolo Diacono, Historia Langobardorum, IV, 8.
[24] Ravegnani 2004, p. 98.
[25] Papa Gregorio Magno, Epistole, V,36.
[26] Ravegnani, p. 99.
[27] Papa Gregorio Magno, Epistole, V,42.
[32] http:/ / db. edcs. eu/ epigr/ epi_einzel_it. php?p_belegstelle=CIL+ 06%2C+ 01200& r_sortierung=Belegstelle
[34] .
[36] .
[37] Ravegnani 2004, p. 107.
[40] : quod consilium ratum iudicans obaudivit.
[41] P. Classen, Die erste Romzug in der Weligeschichte. Zur Geschichte des Kaisertum im Westen und der Kaiserkrnung in Rom zwischen
Theodosius dem Grossen und Karl dem Grossen, in Historische Forschungen fr Walter Schlesinger, a cura di H. Beumann, Kln-Wien 1971,
pp. 325-347.
[43] Cfr. C. Toumanoff, Les Dynasties de la Caucasie Chrtienne de lAntiquit jusquau XIXe sicle. Tables gnalogiques et chronologiques,
Roma 1990, pp. 272-273 (53. Karin- Pahlavides-Kamsarakan).
[44] Fredegario, IV, 69.
[45] PLRE IIIb, p. 1218.
[46] in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Gesta pontificarum Romanorum, p. 175.
[47] in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Gesta pontificarum Romanorum, p. 176.
[48] in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Gesta pontificarum Romanorum, p. 178.
[49] in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Gesta pontificarum Romanorum, p. 179.
[50] Ravegnani 2006, pp. 30-32.
[51] Fredegario, IV,71.
[53] Paolo Diacono, V, 7.

18

Esarcato d'Italia
[54]
[56]
[63]
[64]
[67]
[70]
[74]
[75]

19

Paolo Diacono, V, 10.


Teofane, Cronaca, AD 668.
Jarnut, pp. 111-112.
Jarnut, p. 112.
Le fonti coeve non precisano quali fossero.
Jarnut, pp. 123-127.
Diehl, p. 162.
Diehl, pp. 161-162.

Bibliografia
Fonti primarie

Paolo Diacono, Historia Langobardorum


AA.VV., Liber Pontificalis
Agnello Ravennate, Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis
Continuatore di Prospero Aquitano, Auctari auniensis extrema
Fredegario, Chronicon

Studi moderni
Giorgio Ravegnani, I bizantini in Italia, Il Mulino, Bologna, 2004.
Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Il Mulino, Bologna, 2006.
Andr Guillou, Filippo Bulgarella, L'Italia Bizantina. Dall'esarcato di Ravenna al tema di Sicilia, UTET Libreria,
Torino, 1988, ISBN 88-7750-126-X
Borri, Duces e magistri militum nell'Italia esarcale (VI-VIII secolo) (http://www.dssg.unifi.it/_RM/rivista/
dwnl/Borri.pdf)
Ottorino Bertolini, Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi.
Jrg Jarnut, Storia dei Longobardi
Charles Diehl, Etudes sur l'administration byzantine dans l'Exarchat de Ravenne (568-751)

Voci correlate

Impero Romano d'Oriente


Prammatica Sanzione
Pentapoli bizantina
Corridoio Bizantino
Storia d'Italia

Collegamenti esterni
Storia dell'Esarcato d'Italia (http://www.homolaicus.com/storia/medioevo/esarcato.htm)
Atti del convegno Societ, diritto e istituzioni nei papiri ravennati (V-VIII secolo) (http://www.ravennacapitale.
unibo.it/convegni/atti/14-15-05-2010-atti.html), 14-15 maggio 2010.
Portale Bisanzio

Portale Longobardi

Portale Storia d'Italia

Fonti e autori delle voci

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