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Umanesimo

Umanesimo
L'Umanesimo un movimento ideologico-culturale che afferma la dignit degli esseri umani. Ebbe inizio nel XIV
secolo nell'Italia rinascimentale (il centro maggiore fu Firenze) e si diffuse in tutta l'Europa contemporanea[1].

Storia
Per "Umanesimo", si intende quel vasto movimento culturale che, iniziato negli ultimi decenni del Trecento e
diffusosi nel Quattrocento, ha come caratteristica principale la riscoperta dell'uomo attraverso la ricerca e la
letteratura dei classici latini e greci: humanae litterae o studia humanitatis , da cui appunto trae origine il termine
"Umanesimo". Questa riscoperta un'indispensabile premessa culturale del Rinascimento, con la quale la
generazione dell'et umanistica sottolinea una netta distanza tra il mondo medioevale, caratterizzato da una visione
della vita, che poneva Dio al centro dell'Universo e imponeva all'uomo una totale sottomissione al volere e al potere
della Chiesa e la loro visione in cui l'uomo posto al centro dell'Universo ed considerato artefice, padrone del
proprio destino. Si diffonde una grande fiducia nell'intelligenza umana; si esaltano, in particolar modo, la dignit
dell'uomo, la sua superiorit sugli altri esseri naturali, le sue innumerevoli capacit creative. Inoltre si afferma il
concetto di humanitas, inteso come la voglia di conoscenza che distingue l'uomo da tutti gli altri esseri animati.
Centri di diffusione della nuova cultura sono soprattutto le grandi corti signorili, in particolare la corte di Lorenzo de'
Medici, detto il Magnifico, presso la quale si riuniscono moltissimi artisti e letterati del tempo. Infatti anche durante
l'umanesimo si rinnovano le arti, la scultura e cominciano ad apparire alcuni personaggi importanti come Leonardo
Da Vinci.

Et antica
La prima affermazione umanistica nella filosofia occidentale pu
essere riferita a Protagora, che afferm:
di tutte le cose misura l'uomo, di quelle che sono, per ci che sono,
[2]

di quelle che non sono per ci che non sono

Questa affermazione spost l'interesse filosofico dalla natura all'essere


umano, che, da questo momento, divent il personaggio centrale della
speculazione
filosofica.
Questa
impostazione
fu
ripresa
immediatamente da Socrate e successivamente da Zenone, fondatore
dello stoicismo. La posizione di Protagora nell'ambito della societ
prima greca poi ellenistica fu sempre una posizione minoritaria (
importante mettere in evidenza, sotto questo aspetto, che le opere di
Protagora dopo la sua morte furono bruciate in piazza ad Atene) dato
che non era congruente con le idee religiose pi diffuse nella Grecia
del V secolo a.C. ed era nettamente in contrasto con la divinizzazione
Socrate
dei re in epoca ellenistica. Nel V secolo a.C. il filosofo Protagora
afferm che l'uomo alla base del mondo. Nel 1490 Leonardo Da
Vinci rappresent l'uomo vitruviano. L'umanesimo prese il nome dalla riscoperta compiuta dagli autori umanisti
delle radici culturali greche e latine. Di conseguenza si afferma un nuovo metodo, quello filologico, gi preso in
considerazione da Petrarca e Boccaccio nel Trecento, che consiste nella ricerca e nella trascrizione dei codici antichi.
Nel Quattrocento si sviluppa come elaborazione di un metodo razionale che consiste nel depurare, dagli errori di
trascrizione e dalle manipolazioni effettuate nel Medioevo, i testi antichi. Il Medioevo venne considerato un'et di
passaggio e, per un pregiudizio sbagliato, un'epoca buia.

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Et medievale
Il Cristianesimo, fin dalle sue origini, ebbe un atteggiamento
ambivalente nei confronti dell'uomo in quanto quest'ultimo era tanto
"figlio di Adamo", quindi il veicolo attraverso il quale il peccato
originale si era diffuso sulla Terra, quanto "fratello di Cristo", quindi
l'essere prediletto in cui si era incarnato Dio.
Nel corso dell'alto medioevo i problemi della figura umana rimasero in
secondo piano rispetto ai grandi problemi teologici dibattuti dai filosofi
medioevali, che in genere davano maggior peso alla prima
interpretazione della natura umana. D'altro canto la situazione politica,
Lo Spedale degli Innocenti a Firenze
che vedeva il fronteggiarsi di papato ("citt celeste") ed impero ("citt
terrestre") si rifaceva all'origine divina del potere politico, quindi non lasciava spazio politico per chi non aveva
ricevuto un'unzione come nobile o come ecclesiastico.
Il basso medioevo (a partire dal XII - XIII secolo) vide un radicale cambiamento culturale, cio la nascita in Italia dei
liberi comuni e, attraverso le crociate, uno sviluppo dei commerci che ridussero il potere economico (e quindi
politico) dei nobili. Ovviamente l'acquisizione dell'autocoscienza politico-sociale della borghesia mercantile port
anche ad una revisione filosofica della propria posizione nell'Universo, quindi ad una messa a fuoco sulle
potenzialit umane nei confronti dei due poteri dominanti (imperiale ed ecclesiastico). L'Umanesimo un
movimento culturale che si afferma in Italia nel XV secolo, cio in un periodo storico in cui si prendeva atto del
fallimento non solo della teocrazia pontificia e della concezione politico-religiosa di impero feudale, ma anche di
tutti i tentativi di creare uno Stato unitario (almeno nell'Italia centro-settentrionale). Cinque Stati regionali avevano
imposto a tutta la penisola una politica di equilibrio e di spartizione delle zone d'influenza (Milano, Venezia, Firenze,
Roma e Napoli).
Nonostante questi numerosi e potenti nemici, le signorie fiorirono per numerosi anni fino a raggiungere una grande
espansione: insieme a queste quindi si prolung nel tempo anche la cultura umanista, anche grazie alle universit,
sempre pi numerose a causa della frammentazione in piccole citt-stato che necessitavano di una classe dirigente
che avesse un'istruzione efficiente e non legata alle istituzioni ecclesiastiche. Grazie a questa scuola efficiente,
poich dedicata a strette cerchie di persone (per lo pi borghesi), ampli le frontiere del sapere umano, condizione
che port l'uomo ad aiutarsi rispetto a Dio.

Umanesimo

Rinascimento
L'umanesimo la cultura del Rinascimento; tra i due concetti vi
dunque una sorta di vicinanza: il primo si riferisce al movimento
ideologico culturale legato all'esigenza di ricollegarsi al mondo
greco-latino; mentre il secondo si riferisce alle manifestazioni
artistiche e fenomeni di costume, come la quasi totale scomparsa
delle rappresentazioni di Dio e dei santi, sostituite dalle
rappresentazioni dell'uomo. Il Rinascimento italiano politicamente
termin con la morte di Lorenzo il Magnifico (1492), mentre
culturalmente prosegu per tutto il secolo successivo, fino agli inizi
del XVII secolo. In questo periodo c' anche un umanesimo
monastico il quale non si riduce al camaldolese Ambrogio
Traversari; ad esempio nell'ordine delle Clarisse si riconoscono
delle vere e proprie monache-umaniste, quali Camilla da
Varano.[3]
Riscoperta dell'era latino-greca
Lorenzo il Magnifico in un ritratto del XVI secolo

Per riscoperta dell'era latino-greca si intende lo studio dei testi e


delle opere d'arte greco-romane, nonch l'ispirazione ad esse.
Difatti quella dell'epoca romana viene considerata umanit, ovvero esempio di civilt adatto appunto per
l'Umanesimo.
Ciriaco Pizzecolli, il crononauta o il pater antiquitatis (padre dell'antichit), come lo chiamavano i suoi
contemporanei, con i suoi viaggi nel Mediterraneo alla ricerca di documenti e monumenti dell'epoca classica, fu una
figura centrale nella riscoperta del mondo antico. Le sue scoperte poi influenzarono gli studiosi e gli artisti nei
principali centri dell'Umanesimo[4].
Determinante fu la caduta dell'Impero Romano d'Oriente nel 1453 (data che talora si usa per indicare la fine del
Medioevo) sotto i turchi ottomani: centinaia di letterati bizantini fuggirono in Italia, dove portarono numerosissimi
testi greci che altrimenti non sarebbero stati recuperabili. Questi testi a loro volta diffusero la filosofia di autori come
Platone che ancora non erano pienamente conosciuti e studiati.[1]
L'opera classica pi usata dagli umanisti fu forse il Codice Giustiniano, scritto da Giustiniano I (il pi antico
fondamento delle attuali leggi), dal quale poterono ricavare oltre che un Codice civile anche una buona base di studio
delle lingue antiche.
Esponenti importanti di questa nuova dottrina furono Bernardino Telesio, Tommaso Campanella e Giordano Bruno.

Umanesimo

La letteratura umanistica
Per quanto riguarda la letteratura vediamo uno spostamento di
interessi: dall'etica e la teologia, sottolineate da Dante sia nella "Divina
Commedia" che nella "Vita Nova", dove l'idea religiosa e l'etica
morale sono al centro di tutto, alla figura dell'uomo che utilizza la sua
intelligenza per risolvere situazioni in cui nulla pu con la forza; di
questo un forte esempio il "Decameron" di Boccaccio, soprattutto le
novelle in cui vengono messi in evidenza personaggi astuti, i quali
riescono a risolvere situazioni difficili con semplici discorsi chiamati
'motti di spirito'. Lo sviluppo letterario umanistico continua fino ad
arrivare a Machiavelli ed alla sua opera politica (Il Principe), in cui
l'autore chiarisce che l'artefice della storia l'uomo e che questa non
dipende pi da un destino imposto da una divinit. Si nota chiaramente
anche un'evoluzione del genere letterario che va dall'epistola, utilizzata
soprattutto nel Medioevo (Dante), passando per il dialogo fino ad
arrivare al trattato, con una struttura argomentativa complessa.
Importanti esponenti della letteratura umanistica furono Marsilio
Ficino, Pico della Mirandola, Poliziano, Leonardo Bruni.

Masaccio, dettaglio della Cacciata di Adamo ed


Eva (1424 circa), Cappella Brancacci, Firenze

L'esperienza umanistica del XV secolo, poi proseguita nel XVI secolo, matrice della civilt moderna, come
evidenzia Eugenio Garin [5] [6], ha come caratteristica fondamentale la formazione spirituale, morale e civile
dell'uomo ottenuta con la scoperta e lo studio degli scrittori classici. La filologia umanistica un esercizio atto a
formare lo spirito critico, a dare il senso della dimensione storica (gli umanisti ebbero per primi la consapevolezza
del distacco dal mondo antico, inesistente nel Medio Evo), a rinnovare il gusto estetico e a fondare nell'uomo il senso
della vita come dimensione civile e la coscienza del possesso di tutte le facolt poste in lui dalla natura. Gli interessi
puramente "umani" e lo spirito civile animano la prima grande stagione dell' Umanesimo, soprattutto
dell'Umanesimo fiorentino, e stanno a fondamento di una nuova concezione dell'uomo e della natura. La scoperta, lo
studio e la conoscenza dei classici portarono di conseguenza ad un processo di imitazione dei generi letterari, dei
motivi poetici e della lingua latina. Sulla base delle opere antiche si celebra la dignit spirituale dell'uomo,
esaltandone l'attivit in molti ambiti. La ragione rende l'uomo capace di conoscere la realt e di decidere il proprio
destino (antropocentrismo). Il rapporto con i classici non fu per di mera imitazione. Alcuni autori del XV secolo
ritenevano la lingua di Cicerone la lingua perfetta (ciceronianesimo), mentre altri ritenevano Cicerone uno degli
autori maggiori, ma non l'unico, a cui ogni autore poteva rifarsi per scrivere nella "sua" lingua latina. Tra i fautori
della prima tesi ci fu Lorenzo Valla, tra gli altri Poliziano. Poi gradualmente torn spontaneo l'uso del volgare, dopo
che, sulla base dei classici, si era formato un nuovo modo autonomo di pensare e di vivere. Nel 1441 Leon Battista
Alberti band a Firenze una gara sul tema "la vera amicizia" da svolgersi in volgare con una corona di alloro per il
vincitore (certame coronario).
Oltre a quelli gi menzionati, i maggiori filologi ed umanisti del '400 furono: Poggio Bracciolini, Coluccio Salutati,
Lorenzo Valla, Leon Battista Alberti, Guarino Guarini, Vittorino da Feltre, Poliziano.
Nel XV secolo sorsero anche accademie culturali: l' accademia neoplatonica a Firenze fondata da Marsilio Ficino, ad
indirizzo filosofico; l' Accademia pomponiana a Roma (dal nome del fondatore Pomponio Leto, ad indirizzo
archeologico); l' Accademnia pontaniana a Napoli , prevalentemente poetica, cos chiamata in nome del Pontano. [7]

Umanesimo

Et moderna
A conseguenza di questa esaltazione dell'uomo nel 1700 vedono luce due movimenti culturali i quali si basano sui
valori umanistici, quelli che distinguono l'essere umano dalle bestie: i Sentimenti (che diedero la base di sviluppo al
Romanticismo) e la Ragione (sulla quale sorse invece l'Illuminismo).
Illuminismo
Per approfondire, vedi Illuminismo.

L'Illuminismo si diffonde nel 1700 in tutta Europa, specialmente in Inghilterra e in Francia.


Questo spostamento di centro di sviluppo culturale dovuto soprattutto al fatto che durante l'Umanesimo la classe
affermatasi di pi sotto il profilo culturale la borghesia, che crea un'alternativa allo strapotere in campo del sapere
da parte del clero. La prima era formata in primis da mercanti, i quali compivano molti viaggi tra i paesi europei
esportando, oltre che merci, le caratteristiche culturali della propria patria.
La filosofia illuminista si basa sulla potenza della Ragione, figurata come un "lume" che squarcia il buio culturale
inoltratosi per tutto il Medioevo. I seguaci vengono chiamati Illuministi.
Gli aderenti diffusero rapidamente la detta filosofia in tutte le colonie anglo-francesi, specialmente in Nord America.
Varie rivoluzioni, pi o meno violente, furono ispirate dall'illuminismo: la Rivoluzione Americana, la Rivoluzione
Francese e Rivoluzione Industriale.
Fu proprio grazie a questi slanci culturali (e quindi anche artistico-economici) che l'Italia cominci ad essere contesa
fra molti dei maggiori stati Europei (Francia, Spagna, Impero Austro-Ungarico, Prussia), perlomeno fino al 1870
quando, con l'annessione nel Regno d'Italia dello Stato pontificio furono azzerate le influenze francesi nella penisola.

Et contemporanea
A lato del significato della parola Umanesimo, intesa come periodo storico, alcuni autori contemporanei ne hanno
allargato il significato, definendo umanesimo le correnti pacifiste e nonviolente:
Sartre, come esempio di Umanesimo esistenzialista (vedi anche: Esistenzialismo); si legga ad esempio il suo testo
L'esistenzialismo un umanismo;
Maritain, come esempio di Umanesimo cristiano;
Ernst Bloch, Rodolfo Mondolfo e Herbert Marcuse, come esempio di Umanesimo marxista, in cui si interpretano
gli scritti di Marx, soprattutto quelli di et giovanile, in chiave umanista.

La filosofia
I punti principali della filosofia umanista sono l'egemonia delle capacit umane su quelle divine e la riscoperta
dell'antichit greco-latina.
In estrema sintesi oggi si intende per umanesimo, in senso pratico e politico, una life-stance ovvero una concezione
del mondo basata sul buon senso, la ragione, la solidariet ed il rispetto dei diritti umani. Le associazioni che si
dichiarano umaniste lavorano a favore di uno stato laico - non solo nel senso di non confessionale - ma anche di uno
stato che tratti i cittadini in modo uguale, senza privilegi n discriminazioni. La prima manifestazioni di umanesimo
si ha con Protagora, il quale pone l'uomo al centro di tutto, misura di tutte le cose. Successivamente con
l'affermazione dell'umanesimo nel Quattrocento nasce una predilezione per Platone e si ha un rifiuto del pensiero
Aristotelico. Il platonismo rivendica un modo aperto e ideologico di concepire il processo della verit. Inoltre pu
offrire la possibilit di capire la religione in modo diverso dal pensiero Aristotelico. Nel Medioevo Platone aveva
avuto una larga influenza fino al Duecento ma nel Quattrocento la sua conoscenza si amplia. Il platonismo entra a
nella cultura umanistica italiana attraverso il contatto con i dotti bizantini venuti a Firenze in occasione del consiglio,
tenutosi prima a Ferrara e poi appunto a Firenze.

Umanesimo

Note
[1] Informazioni riguardo l'Umanesimo (http:/ / www. homolaicus. com/ letteratura/ umanesimo. htm)
[2] Da Diogene Laerzio IX, 51, citata da AAVV L'Universale - Filosofia - Edizioni Garzanti (1986, edizione 2005)
[3] Cultura e desiderio di Dio. L'Umanesimo e le Clarisse dell'Osservanza. Atti della II giornata di studio sull'Osservanza Francescana al
femminile (Foligno Monastero S. Lucia, 10 novembre 2007). A cura di P. Messa A.E. Scandella M. Sensi (Viator, 7), Edizioni
Porziuncola, Assisi 2008
[4] Giuseppe A. Possedoni (a cura di). Ciriaco d'Ancona e il suo tempo. Ancona, edizioni Canonici, 2002. (Atti del convegno internazionale
organizzato nel marzo 2000 dal centro studi oriente-occidente); www.orienteoccidente.org; www.italica.rai.it/rinascimento/monografie; LA
Roma antica di Ciriaco d'Ancona - Disegni inediti del sec. XV pubblicati ed illustrati da Christian Huelsen - Roma - Ermanno Loescher & Co
- 1907; www.archaeology.co.tv
[5] La cultura del Rinascimento, Laterza, Bari, 1967, pag.25
[6] L'educazione umanistica in Italia, Testi scelti e illustrati da E.Garin, Laterza, Bari, 1949, pp. 6-10.
[7] Aldo Giudice, Giovanni Bruni, Problemi e scrittori della letteratura italiana, vol. 1, ed. Paravia, 1978, pp. 651-656.

Bibliografia
Erich Fromm, L'umanesimo socialista, Edizioni Dedalo, 1971. ISBN 88-220-0108-7
Claudio Gallico, Storia della musica - L'Et dell'Umanesimo e del Rinascimento, EDT srl, 1991. ISBN
88-7063-106-0
Romano Luperini, Il nuovo la scrittura e l'interpretazione 2, Palumbo, 2011. ISBN 978-88-8020-844-0

Salvatore Puledda, Interpretazioni dell'Umanesimo, Multimage, 1999. ISBN 88-86762-13-5


Francesco Taleo, Tradizione e realt nell'Umanesimo italiano, Edizioni Dedalo, 1974. ISBN 88-220-0503-1
Giovannangiola Tarugi, Interrogativi dell'Umanesimo, L. S. Olschki, 1976.
Giuseppe Toffanin, Storia dell'Umanesimo, N.Zanichelli, 1964.
Giuseppe Toffanin, La fine dell'umanesimo, Fratelli Bocca, 1920.
Mauro Zanchi, Filippino Lippi e l'Umanesimo fiorentino, Giunti, Firenze 2011. ISBN 978-88-09-76483-5
Stefano Zen, Baronio storico. Controriforma e crisi del metodo umanistico (La Ricerca Umanistica, 2), Napoli,
Vivarium, 1994. ISBN 88-85239-12-9

Voci correlate
Rinascimento

Altri progetti

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Collegamenti esterni
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collaborazione tra l'Istituto di Studi sul Rinascimento e Signum - Centro di ricerche informatiche per le discipline
umanistiche della Scuola normale superiore di Pisa
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Umanesimo

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