Sei sulla pagina 1di 2

TESTO

QUALIT PRIMARIE E QUALIT SECONDARIE

2
4
6
8
10
12
14
16
18
20
22
24
26

I TESTI

La distinzione tra due tipi di qualit degli oggetti risale allatomismo greco e pi recentemente era stata utilizzata da Galilei e da Cartesio. Locke la riprende, parlando di qualit originarie o primarie e di qualit secondarie.

Per scoprire meglio la natura delle nostre idee e per discorrere in modo intelligibile, sar opportuno distinguerle in quanto sono idee o percezioni nel nostro spirito, e in quanto sono modificazioni
della materia nei corpi che causano in noi tali percezioni. []
Chiamo idea tutto ci che lo spirito percepisce in se stesso, o che loggetto immediato della percezione, del pensiero o dellintelletto; invece chiamo il potere di produrre unidea nel nostro
spirito qualit del soggetto in cui sta quel potere. Cos, per esempio, una palla di neve ha il potere di produrre in noi le idee di bianco, di freddo e di rotondo, e chiamo qualit i poteri di produrre quelle idee in noi, cos come sono nella palla di neve; in quanto sono invece sensazioni o percezioni del nostro intelletto, le chiamo idee. []
Le qualit cos intese nei corpi sono:
In primo luogo, quelle che sono del tutto inseparabili dal corpo, in qualunque stato esso sia; e tali
che in tutte le alterazioni e cambiamenti che subisce, con tutta la forza che si esercita sopra di
esso, il corpo le conserva costantemente []. Io chiamo, queste, qualit originarie o primarie di
un corpo, e credo che possiamo osservare che producono in noi idee semplici, cio la solidit,
lestensione, la figura, il movimento o il riposo e il numero.
In secondo luogo, ci sono qualit che in verit sono negli oggetti solo poteri di produrre in noi
sensazioni varie per mezzo delle loro qualit primarie, cio la mole, la figura e la consistenza,
insieme al movimento delle loro parti impercettibili, quali i colori, i suoni, i gusti ecc. Queste io
chiamo qualit secondarie.
La mole, il numero, la figura e il movimento particolari delle parti del fuoco o della neve si trovano effettivamente in essi, siano o no queste cose percepite dai sensi: queste si possono perci
chiamare qualit reali, perch esistono realmente in quei corpi. Ma la luce, il calore, la bianchezza
o la freddezza non sono in essi con maggiore realt di quanto la malattia o il dolore siano nella
manna. Se togliamo la sensazione che abbiamo di queste qualit, se facciamo che locchio non
veda n luce n colori, che lorecchio non percepisca suoni, n il palato sapori, n il naso odori,
vedremo scomparire e cessare colori, sapori, odori e suoni, in quanto idee particolari, che vengono cos ridotti alle loro cause, cio alla mole, alla figura e al movimento delle parti.
(John Locke, Saggio sullintelletto umano,
a cura di M. e N. Abbagnano,
UTET, Torino 1971, pp. 168-172)

Analisi del testo


1-3 Dalla distinzione tra le idee come caratteristiche
delloggetto e le idee come contenuti del nostro spirito
deriva quella tra le qualit primarie e le qualit secondarie. La discussione su questo tema aveva occupato uno
spazio di enorme importanza nel dibattito scientifico e
Pearson Italia S.p.A.
Filosofia, Paravia

filosofico del Seicento. Il fisico Robert Boyle (1627-1691)


aveva indicato come qualit primarie le dimensioni, la figura e il moto o la quiete, vale a dire le caratteristiche numerabili degli oggetti. Al contrario, le qualit non riducibili a unespressione numerica erano ritenute secondarie.

>

Pearson Italia S.p.A.


Filosofia, Paravia

scienza del suo tempo, ossia la teoria corpuscolare di


Boyle. Ma la peculiarit delle qualit secondarie, che le
differenzia dalle primarie, che non riflettono caratteristiche reali delloggetto: in effetti non si pu credere
che ci sia un effettivo collegamento dellidea del dolore col movimento di un pezzo che incide la nostra carne, movimento al quale quellidea non rassomiglia affatto (Saggio sullintelletto umano, cit., pp. 170-171). Le
qualit primarie esistono dunque nelloggetto che in
grado di procurarcele, quelle secondarie, invece, esistono nelloggetto solo come capacit di farle sorgere nel
soggetto, che il loro vero ricettacolo.

I TESTI

4-9 Nel definire le qualit secondarie Locke non dispone della situazione pi favorevole di Cartesio e Boyle. Per
entrambi era stato facile spiegare le qualit secondarie
come il risultato dellazione delle qualit primarie, cio
della costituzione delloggetto, sul soggetto percipiente.
Ci tuttavia impossibile in Locke, in cui il rapporto tra
soggetto e oggetto mediato dalle idee: allora necessario che le qualit secondarie siano prodotte non in relazione alle cose, ma alle idee di queste.
10-27 Da un punto di vista fisico, le ragioni per la distinzione risiedono nellassunzione di una tesi intorno
alla costituzione della realt che Locke mutua dalla