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Omero e l' Odissea

L'Odissea narra le avventurose vicende di Ulisse, re di Itaca, un'isola greca, il quale,


dopo la distruzione di Troia, parte con le sue dodici navi per fare ritorno in patria dai
suoi cari: l'adorata e fedele moglie Penelope, il figlioletto Telemaco e il padre Laerte.
Ma l'avversit di Poseidone, che patteggiava per i Troiani, lo ostacoler in ogni modo.
Infatti, dopo aver saccheggiato e distrutto la citt di Ismaro e aver ripreso in fretta il
mare, il dio scatena una tempesta che spinge le navi nella direzione opposta rispetto
alla meta. Odisseo e i compagni giungono cos nella terra dei Lotofagi, i mangiatori di
loto, fiore che dona l'oblio; in seguito, per, spinti dal volere del loro condottiero e
dall'ansia di tornare alle proprie famiglie, ripartono subito.
Il viaggio prosegue ma si arresta quasi subito nella terra dei Ciclopi; ed qui che
abbiamo il famoso passo di Polifemo. Polifemo pascolava le sue greggi quando
Odisseo e i compagni giungono alla sua enorme spelonca e, credendo nell'ospitalit
del Ciclope, rimangono ad attenderlo per favorire assieme al mostro i suoi viveri. Poco
tempo dopo egli arriva con la mandria e, non accorgendosi subito della presenza degli
estranei, sbriga le solite faccende (mungere le capre e le pecore e disporre il latte).
Ma ecco che il ciclope li scorge nel fondo della caverna e, lasciandoli tutti terrorizzati
dalle sue parole, prende due dei compagni di Ulisse e li divora come cena. Il mattino
seguente, prima di portare al pascolo il bestiame, Polifemo uccide ancora due uomini
e Ulisse, vista l'uscita della caverna bloccata da un enorme masso e volendo
vendicarsi per la morte degli amici, elabora un piano: ordina ai compagni di sgrossare
e levigare un grosso tronco trovato nella grotta (rendendone aguzza un'estremit) da
utilizzare per accecare il gigante dopo averlo fatto ubriacare. Il tentativo riesce e
quindi Ulisse si prepara per la fuga: lui e i suoi compagni si legano al ventre dei
caproni. Il mattino seguente Polifemo, ormai ceco, tasta il bestiame sulla groppa per
prevenire eventuali evasioni.
Ma lo stolto non si accorge di nulla e cos Ulisse con gli amici rimasti torna sulla nave
e riprende il mare. In questo passo dell'Odissea, se analizzato, si pu certamente
notare, per contrasto fra Ulisse e Polifemo, una grande esaltazione dei Greci. Innanzi
tutto la descrizione della spelonca del mostro che come dimensione e aspetto
rassomiglia in tutto il suo proprietario, diventando cos un locus orridus (topos
letterario per indicare un luogo caratterizzato di lati alquanto negativi o malefici o
spaventosi) dove perdono atrocemente la vita sei compagni dell'eroe greco.
Quest'immagine sicuramente frapposta a quella dell'abitazione di Ulisse, una gran
reggia circondata da un luminoso mare. In seguito i comportamenti primitivi dei
Ciclopi innalzano quelli alquanto civilizzati e sviluppati dei Greci. Essi, infatti, non
lavorano la terra ".. fidando negli dei immortali..", non sanno navigare (mentre i Greci
sono degli abilissimi e famosi navigatori), non vivono in gruppi pi ampi del loro
ristretto gruppo famigliare e "..ciascuno comanda sui figli e le mogli, incuranti gli uni
degli altri.." (mentre i Greci hanno un forte senso della vita famigliare, il cui esempio
Ulisse), "..costoro non hanno assemblee di consiglio, n leggi..", caratteristiche di una
vita sociale organizzata e quindi serena. I Ciclopi sono solo dei rozzi pastori e ci,
come detto in precedenza, rivaluta gli abili e civilizzati Greci.
Ma ci che distingue i Greci non solo la civilt sviluppata che dimostrano, anche la
gran fedelt agli dei cui devono tutto. Polifemo, infatti, divorando i compagni di Ulisse,
calpesta quelle che sono le leggi dell'ospitalit (il dovere cio di accogliere un ospite e
di aiutare un supplice quale Ulisse), sacre al popolo greco in quanto proclamate da
Zeus in persona. Cos facendo il Ciclope disprezza gli dei e arriva addirittura a
proclamarsi pi potente di loro, dimostrando quindi una grande sfacciataggine che i
Greci mai si permetterebbero con i loro compagni, figuriamoci con gli dei sacri!
Purtroppo la sfacciataggine non l'unico difetto di Polifemo (il mostro per eccellenza)
che si presenta anche come terribilmente stupido, il che va tutto a vantaggio
dell'astuzia di Ulisse. La sua tontaggine si nota specialmente nel suo riferire ai

compagni Ciclopi che "..Nessuno mi uccide!..", non rendendosi conto della


stupidaggine appena pronunciata. La formidabile astuzia di Odisseo, in questo passo,
delineata sia nel dire a Polifemo di chiamarsi Nessuno, sia nell'architettare il piano
per fuggire. La sconfitta del mostro anche in questo campo diviene automaticamente
l'esaltazione delle capacit di Ulisse. Infine rimane uno scontato contrastante aspetto
fisico del gigante e quello dell'eroe.
Di Polifemo non abbiamo una perfetta descrizione fisica ma sono i suoi
comportamenti, le sue parole, le reazioni che provoca in Odisseo e nei suoi compagni
che lo descrivono come un essere orrido e mostruoso. Il gigantismo di Polifemo e
caratterizzato dalla sua capacit di trasportare carichi alquanto grevi, spostare
l'enorme masso all'ingresso della vasta spelonca. La sua bestialit connotata dal
modo in cui ha orribilmente divorato e straziato i compagni di Odisseo. Insomma, ci
che esce da tali descrizioni l'immagine di un mostro da un occhio solo alquanto
spregevole, immagine che stona con quella luminosa, aitante e astuta di Ulisse.
Questo passo, oltre ad essere (come accennato prima) la grande esaltazione del
protagonista dell'Odissea e quindi del popolo greco in generale, anche un mirabile
esempio di epica.
L'ho apprezzato molto sotto ogni punto di vista, per le descrizioni ben curate, la
suspance che caratterizza la vicenda, la narrazione della vendetta di Ulisse e anche
l'horror presente nei versi della morte dei due giovani. Per concludere posso solo
rivelare a chi non ha mai letto l'opera in questione che Ulisse, con la sua audacia, si
salver da tutte le trappole tesegli da Poseidone e, annientati i Proci (i pretendenti al
trono di Ulisse, ormai creduto morto), si ricongiunger felicemente con la moglie,
rimasta fedele in tutti quegli anni, il figlio, ormai cresciuto, e il padre, alquanto
invecchiato ma felice, come tutti, di ritrovare l'amato figlio disperso.

Riassunto dell'Odissea
Libro I Odisseo trattenuto per volere di Poseidone, irato con l'eroe che gli ha
accecato il figlio Polifemo, nell'isola Ogigia presso la ninfa Calipso. Ottenuto il
consenso di Zeus, Atena, protettrice di Odisseo, si reca ad Itaca dove si sono insediati
i Proci, un gruppo di pretendenti che da tempo aspirano alla mano di Penelope, e,
sotto mentite spoglie, induce Telemaco a partire alla ricerca del padre Odisseo.
Libro II Telemaco chiede aiuto agli itacesi contro i Proci. Antinoo, il loro capo, gli
rammenta la promessa di Penelope: terminata la tessitura di una tela per il suocero
Laerte, ella sceglier come sposo uno dei pretendenti; in realt la donna di notte sfila
tutto ci che ha tessuto durante il giorno. Senza informare nessuno, se non la nutrice
Euriclea, Telemaco si procura una nave con l'aiuto di Atena e parte.
Libro III Telemaco giunge a Pilo dove il re Nestore lo accoglie affettuosamente,
senza per potergli dare notizie del padre. Telemaco parte quindi alla volta di Sparta
insieme al figlio di Nestore.
Libro IV A Sparta il re Menelao e la moglie Elena raccontano le imprese compiute a
Troia da Odisseo e anche il suo soggiorno a Ogigia. Intanto a Itaca i Proci tramano
contro Telemaco.
Libro V Dopo una nuova assemblea, Zeus decide di inviare Ermes da Calipso per
chiederle di lasciar partire l'eroe che finalmente, pu lasciare l'isola di Ogigia a bordo
di una zattera. Dopo diciotto giorni di navigazione Poseidone scatena una tempesta.
Odisseo si salva e raggiunge naufrago la spiaggia dell'isola di Scheria, la terra dei
Feaci, dove cade addormentato.
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Libro VI Nausicaa, figlia del re dei Feaci Alcinoo, indotta da un sogno mandato da
Atena, si reca con le ancelle alla spiaggia. Svegliato dalle voci, si presenta loro
Odisseo. Colpita dalla prestanza di lui, lo invita a seguirla in citt.
Libro VII Avvolto da Atena in una nube, Odisseo giunge al palazzo di Alcinoo. Il re e
la regina Arete gli offrono ospitalit promettendogli di ricondurlo a Itaca.
Libro VIII Durante un banchetto offerto in onore dell'eroe, l'aedo Demodoco canta
le imprese della guerra di Troia. Odisseo turbato fa interrompere il canto e si
commuove. Alcinoo chiede all'eroe chi egli sia.
Libro IX Odisseo si rivela e racconta. Dopo la caduta di Troia, sfuggito agli attacchi
dei Ciconi, Odisseo e i suoi compagni giungono presso i Lotofagi, il cui cibo toglie la
memoria. Arrivano poi nella terra dei Ciclopi, giganti pastori con un solo occhio in
mezzo alla fronte. Prigioniero del ciclope Polifemo, Odisseo con l'astuzia riesce a
liberare s e i compagni. Stordisce Polifemo offrendogli un vino delizioso e mentre il
gigante addormentato con un palo infuocato lo acceca. Polifemo invoca l'ira del
padre Poseidone su Odisseo.
Libro X Favoriti da un vento propizio mandato da Eolo, Odisseo e compagni si
rimettono in navigazione. I compagni aprono per l'otre dei venti che l'eroe portava
con s, scatenando cos una tempesta che li spinge nel paese dei Lestrigoni. Qui
perdono le navi e, con l'unica rimasta, fuggono verso l'isola di Aia dove Circe
trasforma in porci un gruppo di compagni di Odisseo. Avuta da Ermes un'erba magica,
Odisseo salva i compagni e resta un anno presso Circe, che si innamorata di lui.
Quando Odisseo le esprime il desiderio di tornare in patria, la dea lo manda prima
negli Inferi.
Libro XI Odisseo raggiunge il paese dei Cimmeri. Compiuti i sacrifici scende negli
Inferi dove incontra il vate Tiresia, che gli svela il motivo dell'ira di Poseidone, il
difficile ritorno in patria e la morte in terra straniera; vede poi la madre Anticlea,
Agamennone, Achille e mitici eroi come Tantalo e Sisifo.
Libro XII Odisseo ritorna da Circe, ma riparte subito non prima di aver saputo dalla
dea come superare le prove che lo attendono. Giunto per mare presso le Sirene,
Odisseo per sfuggire al loro irresistibile canto ottura con la cera le orecchie dei
compagni e lega se stesso all'albero della nave. Attraversa lo stretto di Scilla e
Cariddi: costeggia il promontorio di Scilla, abitato dal mostro a sei teste, per evitare i
gorghi di Cariddi. Sbarca in Trinacria, dove i compagni, tormentati dalla fame,
uccidono alcune giovenche della mandria del Sole. Essi periscono poi in mare durante
una tempesta suscitata dal dio. Odisseo naufrago approda all'isola Ogigia.
Libro XIII Terminato il racconto, Odisseo con una rapidissima navigazione
ricondotto dai Feaci nella sua Itaca. Atena si presenta all'eroe in veste di pastore e
insieme dicidono come affrontare i Proci. Odisseo viene trasformato in un vecchio
mendicante e si reca dal porcaio Eumeo.
Libro XIV Da Eumeo l'eroe riceve ospitalit e viene informato delle prepotenze dei
Proci e della fedelt di Penelope.
Libro XV Intanto, a Sparta, Atena suggerisce a Telemaco di tornare a Itaca e recarsi
da Eumeo.
Libro XVI Odisseo si svela al figlio Telemaco. Eumeo va da Penelope ad annunciarle
il ritorno del figlio.
Libro XVII L'indomani Eumeo, Odisseo e Telemaco si recano alla reggia. Odisseo
viene riconosciuto dal vecchio cane Argo, che dopo averlo salutato muore ai suoi
piedi. Odisseo mendica tra i Proci e Antinoo lo colpisce con uno sgabello.
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Libro XVIII Odisseo vince al pugilato il mendicante Iro. Penelope si mostra e riceve
ricchi doni.
Libro XIX Mentre la vecchia nutrice Euriclea lava i piedi di Odisseo, lo riconosce, ma
l'eroe la costringe a tacere. Penelope svela al mendicante la decisione di proporre ai
Proci una gara con l'arco per scegliere il pretendente alle nozze.
Libro XX Durante la notte Odisseo, sdegnato per quanto avviene nella sua casa,
medita la vendetta.
Libro XXI Penelope porta l'arco di Odisseo perch i Proci si sfidino nel far passare
una freccia attraverso gli anelli di dodici scudi. I Proci tentano invano di tendere l'arco
ma la gara vinta da Odisseo. Telemaco impugna la spada.
Libro XXII Si compie la vendetta. Uno dopo l'altro tutti i Proci cadono. Le ancelle
che avevano frequentato i loro letti sono impiccate. Solo il cantore Femio e l'araldo
Medonte vengono risparmiati.
Libro XXIII Penelope non riesce ancora a credere che Odisseo sia tornato ma
quando l'eroe, lavato e reso pi bello da Atena, svela alla moglie il segreto della
costruzione del loro letto nuziale, i suoi dubbi svaniscono.
Libro XXIV Odisseo si reca dal padre Laerte e lo riconduce con s alla reggia. Il
padre di Antinoo per vendicare il figlio suscita una rivolta degli itacesi, ma Atena
ristabilisce la pace tra Odisseo e il suo popolo.

Caratteri generali e suddivisione del poema


LOdissea, come lIliade un poema epico attribuito a Omero.
L'Odissea narra il lungo viaggio (il nostos) compiuto da Odisseo (Ulisse per i Latini)
per ritornare in patria, a Itaca, dopo lespugnazione della citt di Troia. Lopera
presenta anche le vicende successive alla morte di Ettore, con cui lIliade si
concludeva, come la conquista della citt di Troia, avvenuta attraverso linganno del
cavallo escogitato dal nostro protagonista. Il poema costituito, come lIliade, da 24
libri in esametri, raccolti in tre grandi nuclei tematici:

la Telemachia (libri I-IV): i primi quattro canti dellOdissea sono dedicati al figlio
di Ulisse, Telemaco.

I viaggi di Odisseo (libri V -XII): narrano il naufragio di Ulisse a seguito della furia
di Poseidone presso i Feaci, nellisola di Scheria, e la sua permanenza
sullisola. Segue la narrazione di alcune sue imprese.

Il ritorno e la vendetta di Odisseo (libri XIII - XXIII): qui vengono trattati il


ritorno ad Itaca di Ulisse e la sua vendetta contro i Proci.

Contenuto dellopera
Proemio
Come lIliade, anche lOdissea si apre con un proemio costituito dallinvocazione
della musa ispiratrice e dalla protasi, in cui si sintetizza il contenuto dellintera
vicenda. In particolare viene descritto Ulisse, mettendo in evidenza le divergenze con
Achille, protagonista dellIliade: egli una persona che soffre per la lontanza da casa,
intelligente, astuto, pronto a sfruttare ogni situazione ed insaziabilmente curioso.
Non a caso, il primo aggettivo che lo caratterizza polytropon, cio "multiforme,
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polimorfo" e "trascinato dal fato, dal destino". Al termine viene anche citato un fatto
narrato nel XII libro dellOdissea, il cosiddetto Episodio di Iperione, in cui i compagni di
Ulisse uccidono e si cibano delle vacche sacre del Dio Sole, il quale, sentendosi
oltraggiato, li punisce con la morte.
Telemachia (libri I-IV)
Sono trascorsi dieci anni dalla fine della guerra di Troia, per la quale Ulisse era
partito da Itaca quando il figlio era ancora un bambino. Ora Telemaco ha circa
ventanni e vive con la madre Penelope e con i proci, ovvero 119 nobili di Itaca che
pretendono in sposa la presunta vedova, per ottenere la corona. La donna, sperando
nel ritorno del marito, promette a costoro che sceglier un nuovo re solo se riuscir a
concludere un sudario per il suocero Laerte, prima che giunga Ulisse. Per evitare
le nozze tuttavia, Penelope disfa durante la notte la tela tessuta di giorno. Nel
frattempo un concilio degli dei si riunsice per decidere il destino di Odisseo trattenuto
ormai da otto anni dalla ninfa Calipso sullisola di Ogigia. Non appena Poseidone, che
odia Ulisse, si allontana per partecipare ad un banchetto, gli dei decidono di
concedere a Ulisse il ritorno a Itaca. Ermes si recher allora presso Calipso per
convincerla a lasciare andare il nostro protagonista, mentre la dea Atena, assunte le
sembianze del re Mentes, si reca da Telemaco, per indurlo a partire alla ricerca del
padre.
Intanto Femio, cantore della reggia di Ulisse, recita un poema, intolatato Il ritorno da
Troia, che turba Penelope, rammemorandole il marito. Inizia cos il racconto del
viaggio di Telemaco che si reca, allinsaputa della madre, dapprima presso uno dei
pi venerabili eroe greci reduci da Troia, Nestore, e poi, accompagnato da Pisistrato,
figlio di Nestore, da Menelao, a Sparta. Quest'ultimo gli rivela che in Egitto ha saputo
dal dio del mare Proteo che Odisseo appunto prigioniero della ninfa ad Ogigia.
Telemaco scopre anche della morte di Agamennone, assassinato dalla moglie
Clittemnestra e dallamante Egisto. Intanto a Itaca, sotto la guida di Antinoo, i proci si
stabiliscono definitivamente nel palazzo di Penelope e, venuti a conoscenza della
spedizione del figlio Telemaco, organizzano un agguato per sbarazzarsi di un
fastidioso erede. Penelope, non appena viene avvisata si rivolge ad Atena e ne invoca
laiuto: questa le apparir in sogno, rassicurandola sulle sorti del figlio.
I viaggi di Odisseo (libri V-XII)
Calipso, dopo aver ricevuto da Ermes lordine di lasciare partire Ulisse, promette
alleroe greco il dono dellimmortalit, che Odisseo rifiuta per la nostalgia che
prova nei confronti della patria e della amata moglie. La ninfa cos, seppur a
malincuore, aiuta leroe nella costruzione di una zattera per aiutarlo ripartire. Dopo
alcuni giorni di tranquilla navigazione, Ulisse vittima di una violenta tempesta
scatenata da Poseidone. Dopo due giorni e due notti, leroe, attraverso laiuto della
dea Atena, riesce ad approdare sulla spiaggia dellisola di Schiera, dove stremato, si
addormenta. Atena appare in sogno a Nausicaa, figlia di Alcinoo, re dellisola, e le
consiglia di recarsi al fiume per lavare il corredo nuziale. Nausicaa, il mattino
seguente, si reca al fiume dove gioca a palla con le ancelle, fino a svegliare Ulisse,
che le chiede informazioni sul luogo in cui si trova. Spaventate, le serve si danno alla
fuga: solo Nausicaa ascolta leroe e gli offre il suo aiuto, esortandolo a chiedere
lospitalit ai genitori.
Il giorno seguente organizzato un banchetto in suo onore, e Demodoco, un
cantore, racconta gli episodi riguardanti la caduta di Troia e dellinganno del cavallo:
Ulisse, nel sentire la storia della guerra, piange e Alcinoo lo invita a rivelare la sua
identit. Odisseo rivela il suo nome e inizia a narrare il ritorno a partire dal termine
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della guerra. Incomincia qui il lungo flashback attraverso il quale si ripercorrono le


vicende dell'eroe greco. Dopo la guerra, Ulisse sbarca nella terra dei Ciconi e
saccheggia la citt di Ismara, nella regione della Tracia. Costretto alla fuga (nella
quale egli perde alcuni uomini), Ulisse approda all'isola dei Lotofagi, i "mangiatori di
loto", un fiore che fa dimenticare il passato, e poi alla terra dei Ciclopi, dei
mostruosi giganti pastori con un solo occhio. Qui l'eroe greco e i suoi compagni sono
catturati da Polifemo, e Ulisse si salva ricorrendo alla sua proverbiale astuzia: dopo
aver detto al mostro di chiamarsi "Nessuno", Odisseo fa ubriacare il ciclope e poi lo
acceca con un palo rovente 1. Quando Polifemo urla che "Nessuno lo ha accecato", gli
altri ciclopi credono semplicemente ch'egli abbia esagerato con il vino. Ulisse e i
compagni, nascosti sotto alcune pecore, sfuggono poi al mostro che controlla i suoi
animali tastandoli con le gigantesche mani.
Ulisse si dirige poi da Eolo, dio dei venti, il quale dona loro un otre, racchiudente i
venti contrari alla navigazione. Sfortunatamente, per, proprio nel momento in cui gi
appare allorizzonte lamata Itaca, i compagni, credendo che lotre celi un tesoro, lo
aprono, liberando i venti sfavorevoli che rispingono le navi di Ulisse in alto mare.
Ulisse si reca nuovamente da Eolo per scusarsi e per implorare invano unaltra
occasione. L'eroe approda poi nella terra dei Lestrigoni, dei giganti cannibali che
fanno strage dell'equipaggio di Ulisse, che fugge con l'unica nave superstite verso
l'isola di Eea. Qui la seducente maga Circe, invaghita del protagonista, trasforma il
resto della truppa in maiali: Odisseo spezzer l'incantesimo solo grazie ad un'erba
magica donatagli da Ermes. Dopo un soggiorno di quasi un anno presso la maga,
quest'ultima lo invia nel paese dei Cimmeri, da cui Ulisse potr scendere nell'Ade.
Qui egli incontra molti eroi greci, tra cui Agamennone, Achille ed Eracle e soprattutto
l'indovino Tiresia, che gli predice la lotta contro i Proci, lo invita a prestare
attenzione alle vacche del dio Iperione e gli annuncia una misteriosa morte lontano
dalla patria.
Ulisse torna da Circe e, seguendo i suoi consigli, riparte per mare. Incrociando le
Sirene, egli tura le orecchie dei compagni con della cera e si lega all'albero della
nave, per ascoltare il canto delle creature mitologiche senza cedervi (e quindi
naufragare). Ulisse supera poi i mostri Scilla e Cariddi, posti all'altezza dello stretto
di Messina, e approda in Trinacria, l'attuale Sicilia. Qui i compagni, stremati dal lungo
viaggio e dalla fame, si cibano delle vacche del dio Sole 2 provocando lira del dio,
che si vendica con una tempesta non appena essi riprendono il mare. Unico
superstite, Odisseo giunge allisola di Calipso, dove rimane per otto anni.
Termina qui il racconto di Ulisse ai Feaci, che, commossi, lo riportano a Itaca.
Il ritorno e la vendetta (libri XIII-XXIV)
Giunto alla spiaggia di Itaca, Ulisse, viene trasformato in un vecchio mendicante. In
seguito Atena si reca a Sparta da Telemaco, per esortarlo a fare ritorno a casa,
mentre Ulisse chiede ospitalit a Eumeo, un umile porcaro rimastogli fedele dopo tanti
anni, venendo cos a sapere della tirannia imposta dai proci alla moglie Penelope.
Raggiunto dal figlio, cui svela la propria identit, Ulisse organizza il piano per attuare
la vendetta.
Odisseo, sempre con le sembianze di un misero mendicante, si reca alla reggia reale,
dove ha modo di osservare la volgarit dei proci. Riconosciuto solo dal fedelissimo
cane Argo, che muore subito dopo averlo rivisto, Ulisse ha un colloquio con la
moglie, che non sa di trovarsi di fronte al marito. Ulisse, mantenendo l'incognito, le
annuncia il suo futuro ritorno. In mezzo alle continue prepotenze dei proci, anche nei
confronti dello stesso Ulisse (riconosciuto, per via di una cicatrice, dalla vecchia
nutrice Euriclea, cui per l'eroe greco impone il silenzio), Penelope indice una gara
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con l'arco di Ulisse per scegliere un nuovo re. La donna sposer chi sapr tendere
l'arco e scoccare una freccia attraverso l'anello di dodici scuri. Mentre i proci falliscono
miseramente, Ulisse supera facilmente la prova e, con l'aiuto di Telemaco, stermina
gli avversari. Penelope pone al marito un'ultima prova: descrivere con tutti i dettagli il
loro letto nuziale. Ulisse si reca poi dal padre Laerte, cui descrive con precisione un
frutteto donatogli dal genitore. Placata con l'aiuto di Atena un'ultima rivolta interna,
Ulisse, tornato re di Itaca, stila patti di pace e tranquilla convivenza.

LIBRO I - RIASSUNTO
Come tutti i poemi epici vogliono, anche lOdissea si apre con il proemio, ovvero
linvocazione alla Musa Calliope di aiutare il narratore/autore a ricordare la storia che
si andr narrando, insieme alla presentazione delle tematiche principali che durante
lo svolgersi del racconto si approfondiranno e confermeranno. La parola con cui inizia
il poema uomo: si distanzia quindi dallIliade, la cui tematica principale era lira
umana che genera la guerra. questo il poema delluomo nella sua completezza di
cuore e ragione, ovvero leroe, Odisseo. Questo viene trattenuto sullisola Ogigia dalla
ninfa Calipso che, innamorata di lui, lo costringe a rimanere nella sua grotta per sette
anni. Atena, accortasi del dolore delleroe, convoca un consiglio degli dei mentre
Poseidone, avverso ad Ulisse che gli aveva accecato il figlio Polifemo, non si trova
sullOlimpo. Convince quindi Zeus ad inviare Hermes dalleroe mentre lei si reca a
confortare Telemaco, ormai senza pi speranze riguardo al ritorno del padre Ulisse
nella patria Itaca. Dopo averlo accolto, durante il banchetto i due iniziano a parlare e,
dopo le presentazioni da parte di Mente e la spiegazione della situazione nel castello
da parte del giovane, il re dei Tafi d a Telemaco dei consigli su come scacciare i
pretendenti della madre Penelope. Innanzi tutto lo rassicura con la predizione che il
padre sia ancora vivo e che ritorner in patria, poi lo incoraggia a denunciare
latteggiamento inaccettabile dei Proci nellassemblea degli itacesi che avrebbe
dovuto riunire il giorno seguente. Intanto, se la madre decidesse di sposarsi, lo esorta
a mandarla sotto la protezione del padre di lei, Icaro. Poi, armata una potente nave,
avrebbe dovuto compiere un viaggio prima perso Pilo, da Nestore, poi dallAcheo
Menelao, a Sparta, per cercare notizie del padre. Nel caso in cui venisse a sapere che
ancora in vita, gli consiglia di aspettare ancora un anno, sebbene stremato
dallattesa; se morto invece, che ritorni in patria per erigere un tumulo al padre e
dare un marito alla madre, ma soprattutto che uccida i Proci, con linganno o a viso
aperto (sono queste infatti le modalit di duello descritte nei pomi omerici utilizzate
dagli eroi). Mente quindi offre al ragazzo un esempio da seguire, quello dellillustre
Oreste, figlio di Agamennone, che uccise la madre Clitemnestra poich aveva a sua
volta ucciso il marito dopo averlo tradito con Egisto, Achille infatti voleva vendicarsi
uccidendo lamante di lei. Alla fine del discorso Atena infonde coraggio e vigore nel
cuore di Telemaco, poi svanisce. proprio questo a far sospettare al giovane la verit
su quellincontro, ma solo ripensando nel talamo la sera confermer lipotesi sulla
vera identit divina di Mente. Telemaco quindi invita la madre a ritornare nelle sue
stanze e ai suoi lavori, poich era scesa nella sala per il banchetto, dove laedo Femio
aveva iniziato a cantare dei dolorosi viaggi di ritorno dei Troiani dalla battaglia. Il
racconto udito nelle stanze superiori laveva commossa e incitata a chiedere di
cessare il canto, ma dopo sagge parole del figlio, acconsente al suo volere, stupita del
suo improvviso cambiamento. Questo sospetto di diversit insinuato nel lettore con
questo piccolo episodio, si riconferma subito con un grande avvenimento: lannuncio
da parte dellormai adulto Telemaco di riunire lassemblea dove avrebbe denunciato il
comportamento dei Proci e li avrebbe invitati a lasciare la sua casa, proprio davanti a
loro stessi. Dopo una discussione aspra, Telemaco si distende sul suo talamo, ma non
dormir quella notte, perch sar intento a progettare il viaggio che gli dei vogliono
per lui.

LOdissea
I libro
Proemio: enunciazione dellargomento + invocazione alla Musa
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Vi sono su entrambi i punti delle osservazioni da fare, poich ci sono elementi di


novit rispetto allIliade. NellIliade linvocazione alla Musa pi generica, mentre ora
viene specificatamente connotata. La Musa legata alla musica e allarte. Il secondo
elemento di novit il verbo impiegato per indicare lazione della Musa: "ennepe"(gr.)
Luso di questi due verbi testimonia un trapasso della poesia orale da canto a dizione.
Terzo elemento di novit il moi che compare nellOdissea e non c nellIliade.
Questo significativo perch testimonia la comparsa di una consapevolezza poetica e
che il poetica ha della sua arte. Il poeta resta pur sempre un tramite tra luditorio e
una forma di ispirazione sovrumana, ma non come nellIliade un tramite passivo,
ma necessario perch senza egli non sarebbe possibile instaurare un rapporto tra
divinit e uomini. Il poeta rivela pi consapevolezza della sua importanza. Questi sono
elementi di novit che fanno capire che nellOdissea c un altro clima.
Al centro dellepos non pi uno stato danimo ma un uomo. luomo che muove le
vicende, non pi lira che nellIliade di fatto una forza indipendente dallo stesso
Achille. Di questo uomo si dice che polytropon multiforme. Gli epiteti riferiti a
Odisseo sono spesso caratterizzati dalla preformante poly- , che rende lidea della
multiformit.
- polytropos --> multiforme, molto saggio
Parlare di un uomo multiforme significa dire che un uomo non descritto solo in base
a un aspetto del suo carattere, ma su pi aspetti. Dunque nelle sue vicende luomo
non mostra mai un solo aspetto di se, come Achille, ma ogni vicenda rivela un lato del
carattere di Odisseo, che quindi si definisce attraverso la totalit della sua esperienza.
Daltra parte, per, le vicende che Odisseo attraversa gli insegnano qualcosa e
Odisseo da esse trae una morale. Ne consegue che il suo carattere ogni volta si
arricchisce di nuovi aspetti. Luomo concepito come unentit in fieri, cio in
evoluzione continua. La prima caratteristica di Odisseo il suo errare, che si carica di
3 valenze di significato:
1) vagare;
2) sbagliare;
3) soffrire.
Anche Odisseo pu sbagliare perch ancora imbevuto delletica del kleos dellIliade,
per impara dai suoi errori e impara a non commetterli pi. Lerrore, quindi, fonte di
conoscenza. Le peregrinazioni di Odisseo comportano sofferenza perch non riesce a
tornare in patria. La dimensione della sofferenza delleroe una conquista
dellOdissea. Leroe non tale solo perch vince, ma anche perch soffre. Questa
sofferenza non sterile poich il risultato del soffrire di Odisseo una nuova
conoscenza. Rappresentare Odisseo che va nellAde e ritorna significa che Odisseo ha
unesperienza completa della vita umana, cosa che gli altri uomini non hanno. Questa
conoscenza frutto dellerrore di Odisseo, per cui lOdissea ci testimonia quello che si
definisce trapasso dal pazos al mazos, cio dalla sofferenza allapprendimento.
Odisseo, per, non un eroe isolato; infatti uno degli aspetti che lo connota la
socialit. Odisseo non sconfigge Polifemo solo perch astuto, ma perch
espressione di un mondo che conosce la cooperazione tra persone. Odisseo fa causa
comune con i suoi compagni e la riprova di questo fatto sta nel fatto che molte delle
sue sofferenze sono legate ai suoi sforzi per riportare a casa i suoi compagni.
Purtroppo Odisseo fallisce e Omero introduce lelemento della contrapposizione tra
Odisseo e i compagni.
I compagni di Odisseo, infatti, sono nepeioicio pazzi, sciocchi. Il nepheios sciocco in
quanto ha la capacit di affrontare la vita di un bambino. Odisseo, quindi, costretto
a fare da padre ai suoi compagni. Essi, per, non hanno la capacit di imparare dagli
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errori commessi e ogni volta ripetono gli stessi errori.


Omero rievoca nel proemio lepisodio che segna la condanna dei compagni di
Odisseo, cio laver mangiato le vacche del Sole. Questo episodio determinante
perch rivela che, neanche dopo essere stati avvertiti del pericolo, i compagni di
Odisseo sono in grado di evitarlo. Infatti nel libro XI, Tiresia aveva predetto a Odissea
larrivo allisola di Trimachia, in cui pascolavano le vacche del Sole. Tiresia aveva
avvertito di non avvicinarsi alle vacche, e Odisseo aveva riferito il pericolo ai
compagni. Essi, per, in assenza di Odisseo uccidono le vacche e Apollo si adira. Cos,
quando la nave di Odisseo riparte, Zeus scatena una tempesta da cui solo Odisseo si
salva. Questo episodio sintetizza la nepiotes dei compagni di Odisseo.
Subito dopo il proemio, ai versi 11-21, vi lenunciazione della situazione. Sono
passati 10 anni dalla Guerra di Troia, gli eroi scampati alla Guerra sono tornati in
patria, tranne Odisseo. Egli trattenuto nellisola di Ogigia dalla ninfa Calipso che, per
allettarlo, gli promette limmortalit. Parlando dellisola di Ogigia, Atena non la
denomina direttamente, ma dice che l lombelico del mare. Di fatto, questa
immagine suggerisce che questisola completamente al di fuori del resto del mondo.
Dopo aver annunciato la situazione, inizia la prima situazione del poema: il Concilio
degli Dei. A questo concilio manca Poseidone, che andato dagli Etiopi. Zeus e Atena
ne approfittano per stabilire il ritorno di Odisseo. Nel libro I dellIliade, ai versi 420-427
vi un episodio in cui si fa riferimento agli Etiopi. Teti aveva risposto ad Achille che
doveva aspettare 12 giorni prima di poter parlare con Zeus, siccome egli si era recato
con gli altri dei a banchetto nella terra degli Etiopi.
Zeus Etiopi (Iliade)
Poseidone Etiopi (Odissea)
C un rapporto divinit Etiopi per cui quando gli dei sono a banchetto dagli Etiopi
succede o non succede qualcosa. Il Concilio degli Dei importantissimo soprattutto
per le parole di Zeus. Egli sta ripensando alla storia di Egisto, che uccise Agamennone
e sedusse Clitemnestra e poi venne ucciso a sua volta da Oreste. Ripensandoci, Zeus
dice che gli uomini accusano gli dei di essere lorigine dei loro mali. In realt sono loro
stessi a procurarsi il male commettendo crimini. Prova ne sia la vicenda di Egisto, che
aveva ignorato lavvertimento degli dei. Queste parole sono importanti perch qui
lOmero dellOdissea corregge lOmero dellIliade, che disse che il male era originato
dagli dei per punire gli uomini. Infatti, la felicit permanente condizione esclusiva
degli dei. Luomo a cui le cose vanno sempre bene si viene a trovare in una
condizione di hybris, travalicando il limite umano per avvicinarsi agli dei. Allora gli dei,
per ristabilire lequilibrio, mandano il dolore alluomo. LOmero dellOdissea, quindi,
contraddice quello che si detto nellIliade a proposito della causa del male. Nei
confronti degli uomini, gli dei hanno un atteggiamento protettivo. La sofferenza
delluomo non viene pianificata, ma conseguenza delle scelte operate. evidente,
quindi, che Iliade e Odissea non sono opera dello stesso autore e che lOdissea
posteriore allIliade. NellIliade non cera lidea di una responsabilit delluomo, ma la
hybris una condizione oggettiva in cui luomo si viene a trovare. A partire
dallOdissea, il concetto di hybris si carica della nozione di colpa.
Atena, dopo le considerazioni di Zeus, ricorda la situazione di Odisseo. Sul piano
retorico, si pu notare che Atena inizia subito il suo discorso dando ragione a Zeus,
per ingraziarselo. Questo artificio detto captatio benevolentiae e si tratta di un
artificio retorico per cui si cerca di catturare la simpatia delluditorio per persuaderlo.
Inoltre Atena ricorda a Zeus che Odisseo sempre stato un uomo pio verso gli dei.
Viene stabilito limminente ritorno di Odisseo in patria e Atena si reca sulla terra sotto
mentite spoglie.
Telemaco e Oreste hanno delle affinit: entrambi non possono avanzare pretese sulla
successione al trono perch non sono stati designati eredi. In questa situazione, per,
Penelope diventa il personaggio chiave, cos come lo era stata Clitemnestra. Egisto,
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divenuto amante di Clitemnestra, ha di fatto preso il posto di Agamennone a Micene


cos come i pretendenti aspirano a sposare Penelope per legittimare il loro diritto di
successione. La moglie del Vanax assume un ruolo chiave perch resta di fatto lunica
figura che garantisce una continuit. Tra le due figure femminili, per, corre una
sostanziale differenza: se Clitemnestra la moglie adultera che tende insidie al
marito, Penelope la moglie fedele che aspetta il marito e ritarda la scelta del nuovo
marito. Clitemnestra riassume in se limmaginario misogino del mondo greco. In
questa contrapposizione ravvisiamo il carattere di enciclopedia tribale dellOdissea.
Durante il Concilio viene deciso di inviare Ermes dalla ninfa Calipso, col compito di
trasmetterle lordine di lasciar partire Odisseo. Atena, invece, si reca da Telemaco per
spronarlo allazione. Gli consiglia di cacciare i pretendenti e intraprendere un viaggio
a Sparta e a Pilo, da Menelao e Nestore, per avere notizie del padre. Parallela
allodissea di Odisseo c lodissea di Telemaco, che la ricerca del padre. Questo
viaggio coincide con il riconoscimento di Telemaco come figlio di Odisseo. Telemaco,
per la prima volta, deve mettersi in mare con la responsabilit dellequipaggio ai suoi
ordini. Quando Menelao e Nestore danno notizie a Telemaco del padre, convalidano la
sua pretesa alla successione. Atena accompagna a Pilo Telemaco, sotto le spoglie di
Mentore e dice a Telemaco di parlare di persona a Nestore, senza intermediari. Questo
importante perch segna il passaggio di Telemaco nel mondo degli adulti. Nella
societ arcaica, lanziano era considerato dal giovane con soggezione. Non ci si
rivolgeva mai direttamente ad un anziano, ma sempre con la mediazione di un adulto.
Il viaggio di Telemaco anche viaggio di formazione. Infatti egli parteciper alla
vendetta contro i pretendenti.
Quando Atena Mente giunge a Itaca, i pretendenti stavano giocando a dama davanti
al portico e non si curano nemmeno dellospite. Non solo i pretendenti sono arroganti,
ma anche irresponsabili. Non si curano di altro se non di gozzovigliare. Laccoglienza
di un ospite a palazzo era un fatto di politica estera e lindifferenza dei pretendenti
segnala la loro inadeguatezza a comandare. Essi sarebbero dei sovrani laoboroi.
Telemaco, invece, rivela di essere ospitale e pi responsabile di loro. Egli manifesta ad
Atena Mente i motivi del suo cruccio. Telemaco cerca di impietosirlo perch se costui
sa qualcosa del padre glielo dica. Atena Mente risponde che il ritorno di Odisseo
imminente e subito dopo si ha la prima agnizione di Telemaco. Egli continua a
piangere la morte del padre, anche se non sa effettivamente se egli sia morto o
meno. Questa una morte di fatto che legittima la situazione del palazzo. I
pretendenti delle isole vicine e di Itaca stessa si sono dati convegno a casa di
Telemaco e gli dilapidano il patrimonio. Telemaco non pu nemmeno cacciarli di casa
perch non stato ancora riconosciuto come successore del Vanax. Atena Mente d
alcuni consigli a Telemaco su come comportarsi con i pretendenti. Per prima cosa
consiglia a Telemaco di cacciare i pretendenti, rimandare Penelope al suo ghenos di
origine perch i suoi genitori provvedano a farla risposare e infine di partire per Pilo e
Sparta per chiedere notizie del padre. Atena, per questo terzo consiglio, prospetta
delle alternative: se Odisseo vivo, sopportare i pretendenti ancora un anno oppure
se Odisseo morto, dargli un degno funerale e scegliere un nuovo marito per la
madre. Queste due opportunit paiono in contraddizione con i consigli precedenti.
Infatti, Telemaco perch dovrebbe aspettare un altro anno? Non aveva gi cacciato i
pretendenti? Inoltre Atena Mente consiglia a Telemaco di scegliere un nuovo marito
per Penelope, se Odisseo morto; ma non doveva rimandarla al suo ghenos di
origine?
Questo testo un groviglio di contraddizioni e gli analitici avevano affermato che ogni
aedo aveva aggiunto una parte. Entra in gioco ancora una volta il carattere di
enciclopedia tribale dellOdissea. sono presentate sullo stesso piano tutte le
possibilit che si avevano a disposizione per dirimere una situazione simile a quella di
Telemaco.
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Telemaco non obbligato a seguire tutti i consigli prospettati da Atena Mente, ma


pu scegliere quello pi adatto. In un contesto come quello in cui Telemaco viene a
trovarsi: assenza del padre, nessun successore, pretendenti al trono e alla moglie del
Vanax, varie sono le possibilit di soluzione. Dopo aver ascoltato i consigli di Atena
Mente, Telemaco la invita a scegliere un dono ospitale. Vi , per, unanomalia: Mente
rifiuta il dono ospitale. Per questa anomalia si dice che lospite non era Mente, ma una
dea presentatasi in forma umana. Telemaco intuisce che il suo ospite era un dio per la
forza che questo dialogo gli infonde.
Durante il banchetto, Femio sta cantando i ritorni degli eroi da Troia, che la dea Atena
rese amari per gli Achei. Accade un fatto anomalo: Penelope sente il canto di Femio e
scende nella sala del banchetto. Penelope chiede di cambiare argomento perch il
canto di Femio le ricorda la lontananza del marito. Telemaco, per, risponde
bruscamente alla madre. Le sue parole sono identiche a quelle del congedo di Ettore
e Andromaca. Telemaco risponde alla madre dicendo che non deve vietare al Femio di
cantare come la Musa lo ispira perch non lui la causa di ci che succede, ma Zeus.
Inoltre Telemaco afferma che questi canti sono i pi nuovi e, dunque, suscitano una
curiosit maggiore. Infine non compete a Penelope, una donna, stabilire cosa un aedo
debba o non debba cantare. Sono delle parole dure per un figlio, tuttavia c una
chiusa che un caso di rottura del tono oggettivo dellepica. Omero sottolinea che le
parole di Telemaco sono sagge, cio fa sue le parole del personaggio. Penelope,
scendendo dalle sue stanze, ha violato uno spazio che non la riguarda. entrata nella
sala dove gli uomini banchettano e questo entrare nello spazio degli uomini non ha
solo valore fisico. A lei tocca coordinare il lavoro delle schiave, nulla di pi.
Nelle case greche, infatti, uomini e donne vivevano in ambienti separati: androceo e
gineceo. Omero, con le sue parole, ristabilisce lordine violato da Penelope. Ecco
perch le parole di Telemaco sono sagge. Subito dopo, Telemaco affronta i pretendenti
per la prima volta, ingiungendo loro di andarsene. Comunica che riunir unassemblea
a Itaca in cui inoltrer questa richiesta. Telemaco mette in atto uno dei consigli di
Atena Mente. Tuttavia, i pretendenti danno varie risposte. Antinoo, il capo, sembra
non dare peso alle parole di Telemaco e la sue risposta beffarda. Antinoo da un lato
sa che Telemaco ha possibilit limitate dazione, dallaltra sa di avere tutti i
pretendenti dalla sua parte. Diverso, per, il discorso di Eurimaco. Egli cerca di
conquistarsi la simpatia di Telemaco per capire le sue intenzioni. Poi, per, inizia a fare
una serie di domande su chi era lospite e cerca di capire se Telemaco ha avuto
notizie di Odisseo da lui. Eurimaco vuole estorcergli informazioni, ma Telemaco non si
fa cogliere alla sprovvista.
II libro
Telemaco riunisce lassemblea e vi partecipano anche i laoi; questo un prototipo di
ekklesia.
L ekklesia in et arcaica diventer lorganismo pi importante della polis. Telemaco
cerca di risolvere la questione in una pubblica assemblea. I laoi vengono coinvolti nel
problema di Telemaco in quanto vivono a Itaca. Ci basta a far s che il problema della
successione di Odisseo coinvolga anche loro. La societ micenea era caratterizzata da
una rigida gerarchia piramidale per cui da una parte cerano il Vanax e i basileis e
dallaltra i laoi. Tra queste componenti sociali non cera contatto diretto. I laoi erano
coloro che lavoravano le terre degli aristocratici gratuitamente. Lunico rapporto tra
aristocratici e laoi sancito dalle corves. In tempo di guerra, essi contribuivano a
fornire leve allesercito, ma erano estranei dalle decisioni. In politica si ha potere
decisionale nella misura in cui si appartiene allaristocrazia e aristocratici si nasce.
Nella situazione del II libro, invece, i laoi partecipano allassemblea, anche se la loro
presenza pu essere comunque ignorata. Questa situazione connota la polis arcaica.
una realt ancora connotata in senso molto aristocratico. Infatti, i laoi partecipano
solo come uditorio. Possiamo, quindi, tracciare un quadro dellevoluzione sociale del
12

mondo greco dal XII al VIII sec. a.C.


Quando una civilt collassa, con essa collassano strutture sociali e relazioni sociali. Si
tratta di sostituire alle strutture che non ci sono pi, strutture e relazioni nuove. Negli
anni del Periodo Oscuro, il mondo greco faticosamente cerca di ricostruirsi
socialmente. Da questo punto di vista, la dicitura Medioevo Ellenico corretta. Il
risultato finale di questa ricerca la polis. Il mondo greco si ridato una struttura,
unorganizzazione sociale molto meno rigida di quella micenea. Determinante in
questa minore rigidit stata la semplificazione dei rapporti sociali che ha
caratterizzato il periodo oscuro. Quando rinascono le citt, al concetto di basileus si
sostituisce quello di polites. Il II libro dellOdissea ci d il quadro di questa
trasformazione. Di poleis democratiche nel mondo greco ce ne fu una, Atene.
Rimane nella polis greca una forte connotazione aristocratica ma, rispetto allet
micenea, c una maggiore apertura.
III libro
Telemaco parte per Pilo. Alla fine del II libro, durante i preparativi, Telemaco rivela
grandi capacit organizzative. Quando lui annuncia ad Euriclea, la sua nutrice,
lintenzione di partire ella gli dice due cose:
1) Perch egli, cos giovane, vuole avventurarsi in un viaggio cos rischioso?
Euriclea stata la nutrice di Telemaco e tra loro vi era un rapporto materno.
2) Se Telemaco se ne va, lascia campo libero ai pretendenti, che potranno fare da
padroni a casa sua e possono approfittare per tramare alle sue spalle. Infatti, i
pretendenti elaborano un piano per uccidere Telemaco.
3) Euriclea consiglia a Telemaco di non partire.
Telemaco, nonostante tutto, non torna sulla sua decisione. Le parole di Euriclea non lo
smuovono anzi, egli tiene a risponderle che il suo disegno non senza un dio, il che
un modo per dire che prima di compiere questo viaggio ci ha pensato su. Telemaco ha
messo in conto i rischi che Euriclea gli prospetta, ma parte comunque. Egli non si fa
pi guidare dalla madre o dalla nutrice; ascolta i loro consigli ma, se ci che gli dicono
non lo persuade, non cambia idea. Omero sottolinea questo fatto definendo Telemaco
saggio. La saggezza un ulteriore aspetto che lega Telemaco a Odisseo. Telemaco,
per, impone a Euriclea di giurare di non rivelare nulla alla madre, prima che siano
passati 12 giorni o che lei stessa lo cerchi o che lo sappia partito. La seconda clausola
importante perch vuol dire che Euriclea deve tacere per 12 giorni, dopo di che non
necessariamente tenuta a rivelare a Penelope che Telemaco partito. Se Penelope
non chiede nulla del figlio a Euriclea, lei non tenuta a parlare. Telemaco si giustifica
dicendo di non voler che la madre sciupi la sua bellezza nel pianto. In realt un
modo gentile per dire che non vuole perdere tempo e non ha intenzione di discutere
ulteriormente sulla sua decisione. Telemaco impone un giuramento, quindi si pone
con autorit nei confronti di Euriclea. Egli si pone come Vanax nel momento in cui,
presa una decisione, non la discute ulteriormente. Telemaco ha gi vagliato la
situazione e sulla base delle possibilit ha preso una decisione. Euriclea obbedisce e
non aggiunge una parola di pi. Telemaco ha lassistenza di Atena, che fa
addormentare tutti i pretendenti ubriacandoli. Atena si ripresenta a Telemaco non
come Mente, ma come Mentore, il primo ministro di Odisseo. Atena si riserva nei
confronti di Telemaco il compito di guida. Non appena Telemaco arriva alla nave,
prende subito possesso delle sue funzioni. Telemaco per la prima volta ha il ruolo
indiscusso di Vanax. Atena Mentore consiglia a Telemaco di avvicinarsi a Nestore e
di parlargli personalmente. Telemaco rimane imbarazzato perch la prima volta che
deve parlare ad un anziano ed esplicita la sua incertezza. Telemaco non solleverebbe
questo dubbio, se non fosse la prima volta che interpella un anziano di persona e
afferma che vergogna che un giovane interroghi un vecchio. Il giovane deve parlare
allanziano tramite un adulto perch non ha ancora lesperienza di vita che gli
permette di capire lanziano. La risposta di Atena Mentore chiarissima: qualcosa
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penser o qualcosa gli ispirer un nume, in ogni caso egli non nato e cresciuto a
dispetto degli dei. Questa risposta importante non solo perch dice che Telemaco
gode del favore degli dei ma anche perch sancisce che egli cresciuto ed quindi in
condizione di parlare a Nestore. Telemaco ha gi compiuto con successo una parte del
suo viaggio perch arrivato a Pilo. Egli ha gi dimostrato di saper assolvere con
responsabilit la funzione di Vanax.
Pisistrato, figlio di Nestore, porge la coppa di vino a Mentore per primo perch pi
anziano di Telemaco. Anche Pisistrato ormai adulto, ma rispetta rigidamente una
gerarchia det. Non importa che Telemaco abbia un ruolo pi importante rispetto a
Mentore, ma conta il fatto che questultimo pi anziano. Atena Mentore contenta
del comportamento di Pisistrato e la sua contentezza un artificio per sottolineare la
giustezza del comportamento di Pisistrato. Atena Mentore augura il bene a Nestore
e ai suoi figli, poi prega per tutti i Pili, invocando letica del dono e del contraccambio.
Poi prega per se e per Telemaco, che hanno partecipato al banchetto. Questa
preghiera segue una ritualit fissa. Chiedere a Poseidone di ricambiare Nestore per
quanto ha fatto, il contraccambio dellospitalit. Nestore inizia a parlare e chiede
agli ospiti chi sono e da dove vengono. Telemaco risponde a Nestore, seguendo il
consiglio di Atena Mentore. Dice subito da dove viene e di essere in visita per
ragioni private. Allora si presenta come figlio di Odisseo e chiede a Nestore notizie del
padre. Telemaco conclude la sua richiesta con una supplica: chiede a Nestore di
raccontargli la verit, qualunque essa sia. Se Nestore dice ci che sa, almeno toglie
Telemaco da uno stato di sospensione. Nestore, allora, inizia un lungo discorso. I
reduci di Troia sono degli spostati, che si chiedono tutti cosa sono andati a fare a
Troia. In questo discorso, pi volte ricorre la parola patire. Gli Achei credevano di
coprirsi di gloria ma in realt hanno solo patito. La Guerra di Troia ha spazzato via il
meglio di una generazione. Il mondo che essi hanno lasciato andato avanti senza di
loro. Questi eroi che ora sono pentiti delle loro scelte, sanno che non possono fare
altro che rimpiangere il passato e tornare con la mente a episodi dolorosi che
vorrebbero rimuovere. Gli eroi dellIliade sono andati a Troia perch facevano
dellonore il valore supremo. Gli eroi tornati, invece, capiscono che il valore supremo
la vita e i migliori di quella generazione la vita non lhanno pi. Il senso dellinutilit e
della perdita di tempo domina il discorso di Nestore.
Nestore consapevole di aver sprecato dieci anni della sua vita. Qui la guerra vista
come evento che ha spazzato via unintera generazione. Gli Achei, dopo la guerra,
cominciano a litigare tra di loro. Lesercito si divide e ognuno torna a casa per conto
suo. Questi soldati sono stati insieme dieci anni e hanno condiviso un obiettivo
comune, tutto questo come se non ci fosse mai stato. Al ritorno, Agamennone viene
ucciso dalla moglie. Nestore, invece, vive con unossessione spaventosa per il figlio
morto in guerra. Questi eroi conducono tutti una vita da spostati e sono tutti infelici.
Essi credevano di tornare carichi di gloria e invece si sono ritrovati solamente infelici.
Quando gli eroi sono tornati, hanno trovato un mondo cambiato e che loro non sono
pi riusciti a capire. LOmero dellOdissea ha capito che il valore portante la vita,
non lonore. Il culmine di questo discorso nellepisodio di Achille nellAde. LAchille
dellOdissea si pente amaramente della sua scelta di una vita breve ma gloriosa.
IV libro
Telemaco va a Sparta con Pisistrato. Lauriga vada Telemaco e Pisistrato arrivare e lo
riferisce a Menelao, chiedendogli se devono ospitarli o mandarli via. Menelao risponde
sdegnato, perch in tutti i casi lospite si accoglie. Si sancisce ancora una volta questo
principio e Menelao aggiunge che tante volte, tornando da Troia, sono stati ospitati.
Atena Mente nel I libro viene ospitata, anche se i pretendenti non la degnano.
Questo caso diverso perch Telemaco e Pisistrato si recano sulla soglia del palazzo,
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il loro arrivo viene annunciato e si chiede se ospitarli o meno. La domanda che Omero
fa dire allauriga vale a ribadire con enfasi maggiore la risposta di Menelao e lobbligo
di ospitare. Questi primi libri svolgono un discorso normativo per fissare le regole di
comportamento verso gli ospiti. Si dice come non ci si deve comportare con un ospite
(i pretendenti). Poi si dice come ci si deve comportare. Nellepisodio di Nestore, si
chiarisce che si accoglie lospite indipendentemente dallidentit e dallo scopo per cui
venuto. Nellepisodio di Menelao si chiarisce che in qualunque condizione ci si trovi
lospite va accolto.
La ricchezza di Menelao sembra quella di un dio e Telemaco ne stupito. Telemaco,
infatti, abbina la ricchezza alla felicit e pensa che Menelao, in base alle sue
ricchezze, sia un uomo felice. Dalla risposta di Menelao si capisce che egli non
assolutamente felice. Questa associazione ricchezza felicit che Telemaco fa falsa.
Subito Menelao, esordendo, dice che con Zeus un uomo non pu gareggiare perch la
sua casa e le sue ricchezze sono immortali, mentre le ricchezze degli uomini sono
caduche. Menelao afferma che le sue ricchezze sono costate la morte di altri. Poi
afferma che chi ricco non felice per forza. Menelao, a vedere le sue ricchezze, non
gioisce perch quello che vede gli rievoca la sua sofferenza. Menelao dice di avere
tante ricchezze perch nelle sue peregrinazioni ha incontrato diverse popolazioni
talmente ricche da non dover lavorare per vivere. Ma mentre lui raccoglieva
ricchezze, suo fratello moriva ucciso a tradimento. Menelao si chiede a cosa gli siano
servite quelle ricchezze, se poi non riuscito a salvare il fratello. Menelao regna su
ricchezze, non su persone, perch sono morte. Egli preferirebbe avere 1/3 delle
ricchezze ma che fossero vive le persone morte a Troia. Menelao passa il tempo a
piangere, pur sapendo che non serve a nulla. Allora la sofferenza evoca Odisseo, che
non si sa se vivo o morto. Telemaco scoppia a piangere e nasconde il suo volto. Egli,
infatti, pu piangere ma non deve essere visto dagli altri perch il dolore un fatto
personale. Chi ostenta il pianto, forse, lo fa per un secondo fine. Appare Elena, moglie
di Menelao, paragonata ad Artemide. Dopo 20 anni, lei ancora giovane e bella.
Questo, per, non significa che Elena sia felice. Elena riconosce Telemaco, dicendo
che tutto suo padre. Essa si definisce cagna, cio arriva a definirsi una bestia. Elena
perennemente tormentata dal senso di colpa e il suo sembrare eternamente
giovane e bella diventa per lei causa di tormento. Telemaco tace perch saggio. Il
saggio, nellOdissea, colui che in primo luogo sa tacere quando il momento. Poi
Pisistrato aggiunge di essere stato mandato da Nestore con Telemaco per farsi
consigliare azione o parola. Pisistrato allude anche alla funzione di Nestore e Menelao
nella vicenda di Telemaco, che si trova insidiato dai pretendenti. Menelao e Nestore
hanno il compito di difendere Telemaco e questo compito passa attraverso lagnizione
di Telemaco. Riconoscendo Telemaco come figlio di Odisseo, Nestore e Menelao lo
legittimano come successore al trono. Gli eroi tornati da Troia sono profondamente
diversi da quelli dellIliade. La vita il bene principale, nellOdissea.
Nel XI libro, Achille dice a Odisseo che preferirebbe essere lultimo schiavo sulla terra
ma essere vivo, piuttosto che primeggiare tra i morti. Achille si pentito amaramente
di aver scelto una vita breve ma gloriosa.
V libro
Il Concilio degli Dei mette in moto lOdissea. Mentre Atena scende a Itaca per
incoraggiare Telemaco, Zeus manda Ermes da Calipso con lincarico di recapitare
lordine di lasciar partire Odisseo. Dunque non c unit dazione oppure unit di
luogo. Da due luoghi diversi partono due azioni parallelamente. Ci stata presentata
per prima la vicenda di Telemaco perch essa legata alla dea Atena, che ha
introdotto il problema del ritorno di Odisseo. Mentre Atena scende a Itaca, Ermes si
reca da Calipso. Ne consegue che, mentre Telemaco parte per il suo viaggio, Odisseo
parte da Ogigia e raggiunge lisola dei Feaci. Pertanto la Telemachia e il Nostos sono
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costituiti con lartificio del momento ritardante, cio si presentano in successione


eventi paralleli. Il momento ritardante viene usato in modo complesso e diventa
elemento strutturale di 2/3 del poema. Zeus ordina a Ermes di recarsi dalla ninfa
Calipso. Vi una descrizione molto dettagliata dellisola di Ogigia e, a fine
descrizione, vi una strana chiusa:a venire qui persino un nume immortale doveva
rimanere incantato. Infatti, in un posto cos lontano nessuno si aspetterebbe uno
spettacolo del genere. Ogigia un luogo in cui gli dei non si recherebbero mai.
Calipso una dea, per non ha alcun rapporto con gli dei dellOlimpo. Ci sono tre cose
da notare in questo brano:
1) Ogigia unisola lontana;
2) Gli dei non si recherebbero mai sullisola di Calipso
3) Calipso non ha alcun rapporto con gli altri dei.
Calipso sorpresa dalla visita di Ermes e si comporta da perfetta padrona di casa,
ospitandolo. Anche gli dei seguono letica dellospitalit al pari degli uomini.
Lisola di Ogigia la trasposizione geografico narrativa dellisolamento di Calipso.
Ermes comunica categoricamente lordine di Zeus perch se ne vuole andare al pi
presto. La battuta dinizio del discorso gioca su due piani:
- Ermes stato costretto a venire;
- Lordine da lui trasmesso indiscutibile.
Calipso, nel suo discorso, ripete alcune parole di Ermes. Essa parte accusando gli dei
di malignit ed invidia, siccome non tollerano che una dea goda dellamore di un
mortale e, tutte le volte che questo succede, gli dei uccidono luomo. Ora gli dei le
ordinano di lasciar partire Odisseo; ma quegli dei, quando Odisseo era in difficolt,
non hanno fatto nulla. Proprio Zeus ha scagliato la folgore contro la nave di Odisseo,
uccidendo tutti i compagni. Se non ci fosse stata lei, Odisseo sarebbe morto. Calipso
ha salvato Odisseo e lo ama, ma egli infelice alla prospettiva dellimmortalit. Per
tutto il giorno, Odisseo non fa che piangere perch vorrebbe partire ma non pu.
Calipso trasmette a Odisseo che lo lascia partire e che gli dar provviste, lo vestir e
gli mander dietro un vento favorevole, se gli dei lo vogliono. Alle sue parole, Odisseo
si spaventa perch non si fida di Calipso. Nonostante tutti i dubbi che Calipso cerca di
instillargli, Odisseo si fida degli dei e non di lei. Allora fa giurare a Calipso di non avere
intenzioni ingannevoli. Il giuramento di Calipso impegna il Cosmo, cio lordine voluto
dagli dei. Questo un giuramento vincolante per un dio. Allora Calipso d lultimo
pasto a Odisseo e cerca ancora di trattenerlo dicendogli che, se sapesse cosa lo
aspetta, non vorrebbe tornare ma resterebbe per sempre con lei. Tra laltro, Odisseo
gode della compagnia di una dea, che certamente pi bella di Penelope. Odisseo
risponde deciso a questo velato ricatto. Egli sa bene che Penelope, rispetto a lei, non
vale nulla perch invecchia, nonostante ci desidera tornare a casa. Calipso gli aveva
promesso limmortalit cio quello che gli uomini pi desiderano per se. Ogigia un
luogo isolato, dimenticato, lontano dagli dei e dalla vita. Il nome Calipso deriva dal
verbo greco kaluptw, che significa nascondere. Calipso, dunque colei che
nasconde e vive lontana da ogni forma di vita.
probabile che Calipso sia il relitto di un pantheon antecedente a quello olimpico.
Forse era una dea elladica che, con larrivo dei micenei, stata spodestata dal rango
di divinit. Come gli dei olimpici, Calipso immortale ma poich isolata, la sua
eterna giovinezza non ha pi alcuna funzione. Odisseo da 5 anni che presso di lei
e nessuno sa se egli vivo o morto. La situazione di morte di fatto cui la distanza di
Odisseo equiparata, la conseguenza della permanenza presso Calipso. Malgrado
limmortalit promessa, Odisseo rifiuta perch gli uomini vogliono leterna giovinezza
degli dei dellOlimpo, signori della vita. Se Odisseo avesse accettato, si sarebbe
trovato ad essere immortale ma relegato in eterno in un luogo sperduto che nessuno
sa dove sia. Per Odisseo meglio la morte che essere confinati nel limbo di non vita
di Calipso. Odisseo, allora, riparte e giunge nellisola dei Feaci.
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VIII libro
Odisseo giunge nellisola dei Feaci e si rivela quando laedo Demodoco rievoca
lepisodio di un diverbio tra Achille e Odisseo nella Guerra di Troia. Odisseo si copre il
volto e spiega il perch del suo pianto.
IX libro
Le vicende del viaggio non vengono pi narrate dallautore, ma dal protagonista.
Infatti solo Odisseo pu raccontare le sue vicende. Egli ha toccato terre dove mai
nessuno si spinto ed giunto fino nellAde. Per questo, nessun altro pu raccontare
il suo viaggio.
La descrizione dellisola dei Ciclopi un invito alla colonizzazione. Il mondo greco si
riapre allesterno e scopre in altre terre ricchezze da usare. A questo invito si
sovrappone la consapevolezza di essere pi evoluti e organizzati delle altre
popolazioni che stanno al di l del mare e che non sanno mettere a frutto le loro
risorse. Il contrasto tra Odisseo e Polifemo tra astuzia e forza bruta, ma soprattutto
tra socialit e asocialit. Lastuzia legata allintelligenza e la forza, se non
illuminata dallintelligenza , caratteristica dei mostri come Polifemo. Lunico occhio
di Polifemo indica la sua visione parziale del mondo. Il contrasto tra Odisseo e
Polifemo in primo luogo il contrasto tra un mondo organizzato, in cui esiste la
dimensione della socialit, e un mondo in cui la socialit viene negata. I ciclopi hanno
come ideale di vita la totale autosufficienza. Polifemo viene sconfitto perch Odisseo,
per accecarlo, collabora con i suoi compagni.
Quando essi giungono sullisola dei Ciclopi, infatti, Odisseo insiste sulla solitudine di
Polifemo e sulla sua non somiglianza ad un uomo. La mostruosit fisica di Polifemo
segno esteriore della sua asocialit. Odisseo va in avanscoperta portandosi dietro un
otre di vino, che viene descritto accuratamente. Questo vino era stato ricevuto da
Marone, sacerdote di Apollo. Odisseo aveva fatto una scorreria tra i Lestrigoni e in
quelloccasione aveva salvato la vita a Marone che, per ringraziarlo, gli aveva donato
il vino. Se Odisseo si fosse comportato in maniera empia e avesse ucciso il sacerdote,
non si sarebbe salvato dallincontro con Polifemo. Odisseo e i compagni entrano
nellantro di Polifemo e lo trovano ordinato: i formaggi sono appesi, gli animali sono
separati per et. Il concetto di ordine, per, non implica il concetto di socialit.
Polifemo, tenendo le sue cose in ordine, mira a garantirsi la sua autosufficienza. Egli
tiene in ordine il suo mondo per non avere bisogno degli altri, ma non pensa a
mettere ci che ha a disposizione degli altri. Le parole di Polifemo rispecchiano quelle
di Nestore nel III libro. Nestore, per, prima offre ospitalit e poi interroga lospite.
Polifemo, invece, per prima cosa chiede in tono irritato chi sono e poi addirittura
divora dei compagni di Odisseo.

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