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NHHIO2 : LESSICO E CIVILT

Daniela Leuzzi
Premessa
Il percorso si prefigge come obiettivo la riflessione sui campi semantici connessi con laggettivo
vqio, o ov, associata poi a indicazioni in merito alluso di tale parola. Si realizza dunque un
collegamento tra lessico e civilt, mirando da un lato allampliamento delle parole note, dallaltro
alla comprensione del campo semantico dellaggettivo.
Inserimento nella programmazione
Il lavoro si colloca in I Liceo classico, in parallelo con la lettura di passi omerici, nei quali si
esamina luso dellaggettivo vqio,.
Strategie
Si prevede unora di lezione per la presentazione dellargomento, seguita da lezioni partecipate per
lanalisi dei brani nei quali presente laggettivo.
Sequenza didattica
1) Nqio,: RICERCA SUL VOCABOLARIO, CON RIFLESSIONE ETIMOLOGICA
Il punto di partenza una lezione durante la quale gli allievi, con lausilio del vocabolario
1
,
costruiscono una tabella con i significati fondamentali della parola vqio,. Tale lavoro utile per
ampliare le competenze di lettura del vocabolario e per far riflettere sulla sua struttura.
Si riporta un esempio di scheda di lettura del vocabolario, con i significati essenziali:
vqio, o ov
A)
1. che non parla, quindi bambino, fanciullo
2. cfr. latino infans antis [in- prefisso negativo + fari, dire]
3. caratteristico di un fanciullo es. io v. forza di fanciullo
4. piccolo, di animale
5. virgulto, di pianta

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Si fa riferimento al vocabolario della lingua greca GI, a cura di Franco Montanari, Loescher editore.
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B) significati traslati: infantile, puerile, sciocco, inconsapevole, ignaro, ingenuo
Si segnala poi che allinizio del lemma indicata tra parentesi quadre letimologia
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:
[vq to,]
Gli allievi cercano sul vocabolario esempi di uso di tale prefisso, ragionando sulletimologia:
vqypto, ov [vq tytipo] da cui non ci si ridesta (del sonno e della morte)
vqi, io, [vq oio] che non sa, ignaro, inesperto
vq|tpq, t, [vq |tpo,] senza guadagno, non vantaggioso, inutile
vq|tpo, ov [vq |tpo,] senza corna
vq|too, ov [vq o|tooi] senza cura, incurabile
vq|tq, t, [vq |qo,] trascurato
vq|ouoto [vq o|ouo] non do ascolto, disobbedisco
vqityto, [vq oityo] duramente
vqitiq, t, [vq tito,] senza compassione, spietato cfr. vqiq, t,
vqituoo, ov [vq ituooo] non visibile, invisibile
vqiio, ov [vq qii?] scalzo cfr. vqiio, oo,
vqiii, io, [vq oitiq,] non colpevole, innocente
vqtpq, t, [vq oopovo] che non erra, infallibile, sincero, veritiero
vqqq, t, [vq ovovo] spensierato
vqvto, ov [vq ovto,] senza vento, calmo
vqouoo, ov [vq ouooi] che non riposa mai
vqtvq, t, [vq tvo,] che scaccia il dolore

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Per letimologia di vqio, o ov cfr. Chantraine 1968-80, vol. III, p. 751; Ebeling 1880, vol. I, p. 1150;
Frisk 1960-72, vol. II, p. 315; Goebel 1878-80, vol. I, pp. 399-406; Liddell-Scott-Jones 1843, p. 1174 a-b.
Parola composta da:
vq prefisso negativo (cfr. latino ne)
e da:
to, ou, parola
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vqtuq, t, [vq uvovooi] su cui non si pu sapere nulla, misterioso
vqiuo, ov [vq iuo] non lavato
vqoivo, ov [vq oivq] a) non punito, invendicato
b) privo di (con ivo, = + genitivo)
vqpio, ov [vq opio,] innumerevole, immenso
vqpio, ov [vq opio,] innumerevole, infinito, immenso
vqoi, io,/io, [vq to] che non ha mangiato, che ha fame
vqtiq, t, [vq tio,] non compiuto
vqio, ov [vq ivo] non punito, non vendicato
vquo, ov [vq ouq] senza fiato, senza respiro
vqpovovo, [vq pqv] sciocco
Commentando i risultati della ricerca, si ricorda che gli aggettivi della 1 classe composti (con
prefissi) hanno solo due uscite: o, per il genere maschile e per il femminile, ov per il neutro e
non tre uscite (manca o/q, specifica per il genere femminile), come si nota dagli esempi incontrati
(dotati del prefisso vq).
2) RICERCA DI COMPOSTI DI vqio, E RIFLESSIONE MORFOLOGICA
Riprendendo il lavoro con il vocabolario si chiede agli allievi di rintracciare parole composte. Si
mira in tal modo allarricchimento lessicale
3
.
Ci si sofferma sulle voci seguenti:
vqioo [vqio,] a) mi comporto da bambino, sono bambino
b) tras. sono allinizio, sono principiante
vqio_o, ov [vqio,] infantile, bambino, piccolo
vqitq q,, q [vqio,] fanciullezza, puerilit, sconsideratezza infantile
vqio|ovo, ov [vqio, + |tivo] che fa morire i bambini
vqioptq, t, [vqio, + pto] rivolto ai bambini, infantile, elementare

3
Per la riflessione sui composti il docente pu ricorrere alla lettura del Dizionario a cura di Chantraine (cfr.
bibliografia), per guidare poi gli allievi, in classe, nella consultazione del Dizionario GI e allanalisi dei
lemmi selezionati. Si segnala inoltre la possibilit di avvalersi del CD-rom allegato al vocabolario GI per
eseguire ulteriori ricerche.
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vqioq, qo,, q [vqio,] a) fanciullezza, infanzia
b) tras. spirito infantile, puerilit
c) in senso cristiano imperfezione (dei neofiti)
d) innocenza, candore
vqiopoto [vqio, + pto] allevo i bambini
vqioovq, t, [vqio, + oivo] dallaspetto di bambino
vqiopovovo, [vqio, + pqv] di spirito infantile, ingenuo
vqioq, t, [vqio,] a) infantile, puerile
b) tras. sciocco, ignaro
vquio, ou, o [vqio,] a) dimin. fanciullino
b) agg. (o, o ov) infantile, puerile, sciocco
Lanalisi della rassegna di parole consente un sintetico excursus grammaticale nel corso del quale si
fanno notare agli allievi i seguenti lemmi, esaminati sul vocabolario, inserendo considerazioni
morfologiche:
vqio_o, ov aggettivo della 1 classe, composto, a due uscite
vqio|ovo, ov aggettivo della 1 classe, composto, a due uscite
vqioptq, t, aggettivo della 2 classe, in elisione di o, a due uscite
vqioovq, t, aggettivo della 2 classe, in elisione di o, a due uscite
vqioq, t, aggettivo della 2 classe, in elisione di o, a due uscite
vqiopovovo, aggettivo della 2 classe, a unuscita
vquio, ou a) sostantivo diminutivo con suffisso iov
b) usato anche come aggettivo della 1 classe in o, o ov
3) USO DELLAGGETTIVO: SELEZIONE DI BRANI OMERICI
Lindagine sulluso dellaggettivo prevede la lettura di passi dellIliade nei quali esso ricorre,
associata alla riflessione sul significato che esso assume nei diversi contesti. Si suddividono i brani
in due sezioni: si parte dal significato di base di vqio, (infante), per passare poi a quello traslato
(inconsapevole, sciocco).
a) DallIliade: significato di base di vqio, = infante, bambino
H 136
Agamennone parla agli eroi e ricorda gli affetti che hanno lasciato in patria:
Ai t ou qttpoi oio_oi |oi vqio t|vo
Le nostre spose con i figli infanti
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E 480
Sarpedone parla a Ettore e ricorda gli affetti rimasti in Licia:
Ev oio_ov t iiqv tiiov |oi vqiov uiov
Dove lasciai la cara sposa e il figlio infante
I 440
Fenice parla ad Achille e ricorda di averlo visto bambino e ignaro della guerra:
Nqiov, ou o tio ooiiou oitoio
Bambino, che ancora non conoscevi la guerra crudele
1 200-202 = 1 431-433
Enea, prima di affrontare Achille in duello, lo invita a non cercare di intimorirlo con
parole minacciose, come se fosse un bambino. Parole identiche sono rivolte ad Achille
anche da Ettore, nel discorso che precede il suo primo duello, non fatale, con il Pelide:
Hqitiq, q q tttooi t vquiov o,
tito tiitooi, tti ooo oio |oi ouo,
qtv |tpoio, q oiouio uqooooi
Pelide, non sperare di intimorirmi, come un bambino, con parole
perch anchio so bene
pronunciare ingiurie e insulti
Si fa notare, nellultimo esempio, luso del diminutivo vqu io, ou, mirato a enfatizzare il
paragone
4
.
b) DallIliade: significato traslato di vqio, = inconsapevole, sciocco
H 38
Agamennone dorme, convinto di poter conquistare la citt di Troia e il poeta stigmatizza le
sue sciocche illusioni e la sua mancata conoscenza delle sofferenze che Zeus medita di
infliggere ai Greci:
Nqio, out o qq o po Ztu, qto tpyo
Stolto: non sapeva quali azioni Zeus ordiva
H 46-47
Patroclo chiede ad Achille di indossare le sue armi e di scendere in battaglia al suo
posto, il poeta commenta la sua folle intenzione, annunciando al pubblico il funesto
destino delleroe
5
:
1, oo iioootvo,, tyo vqio, q yop ttiitv
oi ouo ovoov t |o|ov |oi |qpo iitooi
Cos diceva supplicando, molto stolto, infatti stava

4
Sulletimologia di vquio, ou cfr. Chadwick 1958, p. 124; Shipp 1961, p. 132.
5
Sulluso di tyo vqio,, si segnala al docente il lavoro a cura di A. Schiesaro, P. Mitsis, J. Strauss Clay,
Mega nepios. Il destinatario nell'epos didascalico. The Addressee in Didactic Epic. Pisa: Giardini, 1994
(Materiali e discussioni per l'analisi dei testi classici 31), cfr. bibliografia.
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supplicando per s la morte malvagia e la Chera
H 685-687
Patroclo infuria nella battaglia e insegue i Lici e i Troiani, agendo da stolto e
contravvenendo al consiglio di Achille di tornare rapidamente alle navi, evitando cos la
morte:
|oi ty oooq
vqio, ti t to, Hqiqiooo uiotv,
q ov ut|uyt |qpo |o|qv tiovo, ovooio
e molto sbagli,
stolto, se invece avesse seguito la parola del Pelide
avrebbe evitato la sorte malvagia della nera morte
H 833-834
Ettore, dopo aver colpito Patroclo nel corso dellultimo duello, biasima le sue aspirazioni di
abbattere la citt di Troia e di catturarne le donne e sottolinea la sua inconsapevolezza. Il
biasimo al termine del duello fatale si ritrova analogo anche per Ettore (cfr. X 333-334):
Nqit oov t poo E|opo, o|tt, ioi
oooiv opopt_ooi oititiv
Stolto, a loro difesa i veloci cavalli di Ettore
si slanciano con gli zoccoli a combattere
2 295
Ettore parla a Polidamante, respingendo il suo consiglio di rinunciare alla lotta:
Nqit q|ti ouo voqoo oiv tvi qo
Stolto, mai pi devi esprimere tali pensieri in mezzo al popolo
2 311
I Troiani approvano il consiglio di Ettore, che invita a continuare a combattere,
respingendo lesortazione di Polidamante a rinunciare. Il poeta sottolinea la stoltezza dei
Troiani, che vanno in tal modo verso la propria rovina, resi privi di senno dalla dea Atena:
Nqioi t| yop otov ptvo, tiito Hoiio, Aqvq
Stolti, infatti dalle loro menti tolse il senno Pallade Atena
1 466
Troo, colpito da Achille, lo supplica di essere risparmiato e il poeta definisce sciocchi i suoi
tentativi, inconsapevoli della crudelt del Pelide. Unanaloga supplica sar rivolta ad
Achille anche da Ettore:
Nqio, out o qq, o ou tiotooi ttiitv
Stolto: non sapeva che non lo avrebbe persuaso
1 99
Licone supplica Achille di accettare un riscatto in cambio della vita e il Pelide deride i
suoi vani tentativi:
Nqit q oi ooivo iouo|to q oyoptut
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Stolto: non offrire riscatto, non parlarne
X 333-334
Achille, dopo aver inferto il colpo fatale a Ettore, biasima le sue stolte aspirazioni di restare
impunito dopo aver ucciso Patroclo. Il tono del vanto del vincitore, associato alla critica al
vinto, analogo a quello del discorso rivolto da Ettore a Patroclo morente (H833-834):
Nqit, oio ovtutv ooooqqp ty otivov
vquoiv ti yioupqoiv tyo toiot ititiqv
Stolto, difensore di lui, io, molto pi forte,
indietro sono rimasto, sulle concave navi
X 445
Andromaca prepara il bagno per Ettore, senza sapere che leroe non torner perch Atena
lo ha ucciso per mano di Achille:
Nqiq , ou tvoqotv o iv oio qit iotpov
_tpoiv A_iiiqo, ooot yiou|oi, Aqvq
Ignara, non sapeva che molto lontano dai lavacri
la dea Atena dagli occhi azzurri lo avrebbe domato per mano di Achille
4) RIFLESSIONI SULLUSO DELLAGGETTIVO NEL MONDO OMERICO: LESSICO E CIVILT
Si ragiona con gli allievi sui brani esaminati, facendo notare la scelta, mirata allenfasi, di collocare
laggettivo in posizione incipitaria nel verso, al caso nominativo maschile singolare e plurale:
vqio, / vq ioi oppure vocativo maschile vqit (nominativo femminile singolare, vq iq, con
terminazione q ionica al posto dellattico o puro, soltanto in X 445, riferito ad Andromaca)
6
.
Nel corso della riflessione si segnala il passaggio dal significato di base a quello traslato, inserendo
considerazioni sulla civilt omerica.
Il punto di partenza luso di vq io, riferito a bambini che ancora non parlano, o comunque
piccoli, come i figli lasciati in patria, ai quali alludono Agamennone (H 136) e Sarpedone (E 480).
In questi casi laggettivo vq io, associa allet lassenza di capacit di comunicare attraverso la
parola, come accade anche nel latino infans antis, composto da prefisso negativo in- e dalla radice
del verbo fari (cfr. anche litaliano infante, et infantile). Nelle parole di Fenice, che ricorda di
aver visto Achille ancora bambino (cfr. sopra I 440), let si abbina anche allanimo sereno e ignaro
della guerra.
Una modifica duso dellaggettivo vq io, invece gi rintracciabile nel momento in cui Enea,
prima di combattere contro Achille, lo invita a non cercare di intimorirlo come un bambino (1 200:
vquiov o,). Il ricorso al diminutivo pone laccostamento in enfasi ancora maggiore e mette in
risalto una peculiarit dei piccoli: il lasciarsi atterrire dai discorsi, per scarsa esperienza. Le stesse
parole sono rivolte ad Achille anche da Ettore, in una circostanza analoga, prima di un duello con il
Pelide che precede e prepara lo scontro fatale (1 431). Lidentit dei versi (1 200-202 = 1 431-
433), oltre a segnalare il nesso narrativo tra le due scene, mostra la connessione tra vquio, e il
timore caratteristico del bimbo ingenuo.

6
Sulla funzione dellaggettivo in enjambment e in posizione enfatica allinizio del verso cfr. Edwards 1966,
pp. 141-142; Faust 1970, p. 29, nota 37; Griffin 1986, p. 40; Edwards 1991, p. 43; Hainsworth 1993, p. 4.
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Nei brani della seconda sezione emerge invece il collegamento di vqio, non solo con let e con
la paura, ma anche con lincapacit di valutare correttamente la situazione, associata alla tendenza a
nutrire false speranze o illusioni
7
. Tale scelta ricorrente nei discorsi diretti, nei quali laggettivo
spesso riferito a una persona che viene aggredita verbalmente dal proprio interlocutore e definita
stolta perch ha nutrito vane speranze. Si pensi per esempio al biasimo che Ettore rivolge a
Patroclo morente, criticandolo per aver pensato di conquistare Troia (H 833-834). Analogamente,
Achille critica Ettore, dopo avergli inferto il colpo fatale, per aver creduto di uccidere Patroclo
senza pagare il fio per la propria azione (X 333-334). Uso simile, che implica duro biasimo, si
ritrova anche quando Ettore rifiuta il consiglio di ritirata dato da Polidamante (2 295) e nel
momento in cui Achille respinge la richiesta di piet a lui rivolta da Licaone (1 99).
Diverso concetto quello espresso dal narratore, che interviene per definire con laggettivo vqio,
alcuni personaggi ignari dalla propria sorte, non tanto con lintento di biasimarli, ma per ribadire il
destino voluto dagli dei. Si pensi per esempio ad Agamennone che dorme, convinto di poter
conquistare la citt di Troia (H 38), oppure a Patroclo, che desidera scendere in battaglia con le armi
di Achille, senza conoscere le funeste conseguenze della propria richiesta (H 46-47) e si mostra poi
valoroso nel combattimento, scioccamente incurante del consiglio del Pelide di rientrare appena
possibile alle navi (H 685-687). Simili commenti del narratore sono rintracciabili, come segno di
partecipazione emotiva di fronte a scelte nefaste, per i Troiani che si ostinano a lottare, rifiutando il
consiglio di ritirata pronunciato da Polidamante (2 311) e per Troo, che spera invano di essere
risparmiato da Achille (1 466). Lunica occorrenza al femminile riguarda infine Andromaca (X
445) ed connessa con la vana speranza di veder tornare Ettore.
Le idee-chiave associate allaggettivo vq io, nel mondo omerico sono perci let infantile, in
senso etimologico (colui che non parla), e lingenuit o lignoranza della propria sorte, che
possono suscitare il biasimo, in genere da parte di un avversario, oppure coinvolgimento
(ouotio), peculiare del cantore di fronte allinconsapevolezza di un destino funesto.
Modalit di verifica
Si colloca alla fine del lavoro una verifica di 1 ora, con quesiti a risposta chiusa relativi ai testi
affrontati e domande a risposta aperta connesse con i nodi concettuali focalizzati. prevista poi 1
ora per il chiarimento di eventuali dubbi sorti durante la prova e per considerazioni conclusive.
Recupero e/o potenziamento
In base allandamento della prova in uscita si propone 1 ora di lavoro differenziato, durante il quale
la classe divisa in due gruppi:
Recupero: si riesaminano i lemmi letti, riflettendo ulteriormente sui meccanismi di formazione delle
parole e sul significato.
Potenziamento: si propone lanalisi di lemmi dei dizionari etimologici (forniti in fotocopia) mirata
ad ampliare le conoscenze degli allievi in merito al significato dellaggettivo esaminato.

7
Si segnalano alcuni studi in merito, per eventuali approfondimenti utili al docente: cfr. Di Benedetto 1998
2
,
pp. 26-32: nellIliade indica chi non si rende conto della situazione reale; Lowenstam 1981, p. 76, nota 9;
Janko 1992, p. 418, nota a XVI 833-834.
9
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Bibliografia per la progettazione del percorso e per approfondimenti
Chadwick 1958 J. Chadwick, Mycenaean elements in the Homeric dialect, in: Minoica
(1958), pp. 116-122, cfr. in Kirk 1964, pp. 119-125.
Chantraine 1968-80 P. Chantraine, Dictionnaire tymologique de la langue grecque. Histoire
des Mots, 4 voll., Paris 1968-1980.
Di Benedetto 1998
2
V. Di Benedetto, Nel laboratorio di Omero, Torino 1994
1
, 1998
2
.
Ebeling 1880 Lexicon Homericum, composuerunt F. Albracht, C. Capelle, A.
Eberhard, E. Eberhard, B. Giseke, V.H. Koch, C. Mutzbaver, Fr. Schnorr
de Carolsfeld (1 vol., A:); C. Capelle, A. Eberhard, E. Eberhard, B.
Giseke, V.H. Koch, C. Mutzbaver, Fr. Schnorr de Carolsfeld (2 vol.,
O1), edidit H. Ebeling, Leipzig 1880-1885
1
, Hildesheim 1963.
Edwards 1966 M.W. Edwards, Some Features of Homeric Craftsmanship, in:
Transactions and Proceedings of the American Philological
Association 97 (1966), pp. 115-179.
Edwards 1991 M.W. Edwards, The Iliad: a Commentary, vol. V, books 17-20,
Cambridge 1991.
Faust 1970 M. Faust, Die knstlerische Verwendung von |u ov Hund in den
homerischen Epik, in: Glotta 48 (1970), pp. 8-31.
Frisk 1960-72 H. Frisk, Griechisches etymologisches Wrterbuch, 3 voll., Heidelberg
1960-1972.
Goebel 1878-80 A. Goebel, Lexilogus zu Homer und den Homeriden. Mit zahlreichen
Beitrgen zur griechischen Wortforschung berhaupt wie auch zur
lateinischen und germanischen Wortforschung, 2 voll., Berlin 1878-
1880, ristampa Amsterdam 1967.
Griffin 1986 J. Griffin, Words and Speakers in Homer, in: Journal of Hellenic
Studies 106 (1986), pp. 36-57.
Hainsworth 1993 J.B. Hainsworth, The Iliad: a Commentary, vol. III, books 9-12,
Cambridge 1993.
Janko 1992 R. Janko, The Iliad: a Commentary, vol. IV, books 13-16, Cambridge
1992.
Kirk 1964 G.S. Kirk (a cura di), The Language and the Background of Homer.
Some recent Studies and Controversies, Cambridge New York 1964.
Liddell Scott
Jones 1843
H.G. Liddell-R. Scott-H.S. Jones, A Greek-English Lexicon, Oxford
1843
1
, 1940
9
, reprinted 1996 (with a revised supplement).
Lowenstam 1981 S. Lowenstam, The Death of Patroklos. A Study in Typology, Knigstein
1981.
10
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Monaco
Casertano
Nuzzo 1991
G. Monaco, M. Casertano, G. Nuzzo, Lattivit letteraria nellantica
Grecia. Storia della letteratura greca, Palermo 1991.
Montanari 1998 Storia della letteratura greca, Roma-Bari 1998.
Schiesaro, Mitsis
Strauss Clay 1994
A. Schiearo, P. Mitsis, J. Strauss Clay, Mega nepios. Il destinatario
nellepos didascalico. The Addressee in Didactic Epic. Pisa: Giardini,
1994. (Materiali e discussioni per lanalisi dei testi classici 31).
Shipp 1961 G.P. Shipp, Mycenaean evidence for the Homeric dialect?, in: Essays in
Mycenaean and Homeric Greek (1961), pp. 1-14 = Kirk 1964, pp. 126-
139.