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Cesare

Dopo la morte di Silla, Mario dà una nuova sionomia all’esercito. Viene eletto sette volte
console, nonostante fosse proibito, la carica di console era doppia, non si poteva essere
eletti l'anno dopo. Silla ha redato le liste di proscrizione, molti si arricchiscono, tra cui
Crasso. Silla muore dopo aver riportato il Senato e i cavalieri in un ruolo centrale. Con
l'inizio del 70 a.C. emerge la gura di Pompeo, luogotenente di Silla, aveva iniziato n da
giovane una forza militare. Pompeo viene mandato in Spagna per calmare la rivolta di
Sertorio, ciò gli consentì di creare in Spagna un punto di riferimento per approvvigionarsi.
Nel 73 a.C. viene a dato a crasso la rivolta di Spartaco, una ribellione di schiavi che inizia
da sud Italia, la rivolta viene brutalmente sedata, 6000 uomini vengono croci ssi. Pompeo
e crasso nel 70 sono eletti consoli. Mitridate nel Ponzeo che inizialmente è un alleato si
ribella, Pompeo riesce a conquistarla. Pompeo in questi anni a ronta i pirati che
assediavano le navi commerciali. Emerge anche la gura di Catilina, fa parte
dell'aristocrazia, decide di organizzare un esercito e trama una congiura. Cicerone lo
scopre e indige un’assemblea sul Palatino dove denuncia Catilina, scoppia una guerra
civile. Cesare si oppone ma viene scon tto. Nel 60 c'è il primo triunvirato, Cesare, Crasso
e Pompeo. Cesare e l'uomo dei popolares, viene dalla gens Iulia, una famiglia decaduta.
Le istituzioni sono deboli e Cesare capisce che per fare carriera deve accordarsi con
questi uomini. Nel primo triunvirato Cesare è console, Crasso ha l'oriente e Pompeo
l'Occidente. Nel 53 a.C. Crasso muore. Pompeo nel 52 a.C. ottiene di essere eletto solo
lui console. Cesare chiede il mandato di proconsole per conquistare le Gallie, parte nel 58
a.C. La conquista delle Gallie gli dà autorità e un esercito molto ampio. Intanto il Senato
mette una legge che comanda che si può diventare console solo se ci si trova a Roma.
Cesare nel 49 supera il Rubicone, lines sacro che nessuno può attraversare in armi,
diventa nemico della patria, scoppia la guerra civile dove Cesare vince. Pompeo scappa
in Egitto sperando nell'ospitalità di Tolomeo XIII che lo decapita e manda a Cesare la
testa. Nel 45 a.C. Cesare prende pieni poteri, diventa una gura di riferimento. Ai senatori
non piace e preparano la sua morte nelle Idi di marzo

Le opere
Cesare lascia una testimonianza storiogra ca delle sue imprese, i commentari, chi era il
comando della guerra doveva mandare costantemente aggiornamenti a Roma. Lo scopo
di Cesare è riferire dei fatti facendoli essere precisi. Queste opere sono scritte in prima
persona, narra degli avvenimenti e rende la narrazione più favorevole per lui.

De bello civili
Scrive il de bello civili perché è stato accusato di aver portato la guerra civile e vuole
spiegare che è stato obbligato a fare quella scelta, vuole anche far vedere laesue capacità
politiche e militari. Il de bello civili mostra la clemenza di Cesare, lui sa che se fosse stato
violento nella guerra civile non sarebbe stato accettato.

De analogia
Il de analogia è un trattato che spiega come bisogna seguire le regole grammaticali,
Cesare è un seguace dell'Atticismo. Alla ne dell'età classica sboccia il confronto tra
Asianesimo e Atticismo. l'Asianesimo è quel gusto letterario e oratorico che prevede un
testo molto articolato con gure retoriche, lo rende di cile da seguire, nasce a Pergamo.
L'atticismo nasce nell'Attica ad Atene, È un periodare molto concreto, le frasi sono brevi e
i fatti chiari, una struttura di facile accesso (Isocrate, Demostene, Isia)

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De bello gallico
Scrive il de bello Gallico con lo scopo di dare una giusti cazione per il suo potere, vuole
dimostrare che le terre sono molto ricche e che servono ai romani, ma non vuole fare una
conquista violenta. Cesare fa una serie di leggi per integrare i galli, aiuta economicamente
chi sposa donne della Gallia.

Il de bello Gallico dimostra un desiderio di cultura di Cesare, è molto ricco di un sistema


etnogra co, mostra il confronto con queste popolazioni e la supremazia. Il de bello
Gallico è una descrizione geogra ca, Cesare vuole dimostrare la necessità della
conquista della Gallia. Ha scopo conoscitivo, descrive i popoli e le loro usanze.

Mostra di accostarsi a una realtà diversa da quella romana usando come strumento di
analisi un metodo contrastivo, che pone in risalto analogie e di erenze. Ciò è veri cabile
anche a livello linguistico. Cesare osserva la realtà dei Galli e dei Germani con l’occhio del
romano ed è portato a sottolineare le di erenti abitudini, ad esempio il fatto che per i Galli
non era lecito trattare in pubblico con i gli piccoli, che le donne avevano la parità nella
divisione dei beni, che però esse potevano essere maltrattate come succedeva con gli
schiavi a Roma. Occorre inoltre osservare che Cesare per descrivere la realtà sociale
economica e istituzionale dei Galli usa prevalentemente il lessico romano (plebs, cliens,
pagus, civitas) l'unico termine celtico che troviamo è ambactus. Anche riguardo alla sfera
religiosa Cesare cita le divinità celtiche con il corrispondente nome latino di Mercurio,
Apollo, Marte, Giove, Minerva, anche se la corrispondenza non è sempre esatta.

Cesare ricorre a un procedimento etnogra co, vale a dire la cosiddetta interpretazio


Romana, che consiste nell'identi care delle divinità straniere con quelle romane sulla
base delle loro caratteristiche comuni. Questa prospettiva comparativa non è un segnale
di chiusura di fronte ai culti stranieri, è invece la condivisione di una visione religiosa
politeista che pone le basi per un confronto di questo tipo e suggerisce dal punto di vista
dei romani l'idea di una sostanziale a nità di fondo tra le due culture. Questo processo di
identi cazione era già di uso nell'antica Grecia, si parla in questo caso di interpretazio
Grecae, ed emerge con chiarezza già dalla sostanziale interscambiabilità tra le divinità
greca e romane.

Egli adotta un ragionamento di tipo induttivo e scienti co per spiegare una realtà
estranea, si basa sull'osservazione e sulla conoscenza delle fonti greche e tende quindi a
fondere un solido pragmatismo romano ed una curiosità scienti ca tipica della cultura
ellenistica, sussiste però il pericolo, che deriva dall'esperienza politica e civile di Cesare
usata come punto di riferimento, di arrivare a vere proprie razionalizzazioni che tendono a
deformare la realtà. L'uso dell'analogia, intesa come strumento per l'interpretazione di
situazioni nuove o sulla base del già noto, può essere un aiuto per organizzare nuove
conoscenze ed esperienze, ma a volte può provocare una ssazione troppo precoce della
nuova esperienza entro parametri indebiti e impedirne una comprensione adeguata. Si ha
quindi l'impressione che usare lessico e categorie sociopolitiche tipiche del mondo latino
limiti l'osservazione di Cesare a ciò che è funzionale alla sua visione di acuto generale
politico romano del I secolo a.C., attento ai cambiamenti possibili e futuro riformatore.

Mos maiorum
Mores: costumi, usanze, regolamento etico deciso già prima della costituzione scritta

Dalle origini di Roma alle XII tavole c'è una tradizione orale, i sacerdoti interpretano e
tramandano i mores. Vengono messi per iscritto nella costituzione così che siano
accessibili anche alla popolazione. Cicerone de niva le XII tavole dei Carmina perché
sentiva la tradizione orale.

Mos maiorum: mores consolidati successivamente che hanno un’importanza etica, i valori
ritornano perché i cittadini romani iniziano a confrontarsi con studiosi e sapienti greci
dopo la creazione di circoli culturali a Roma

Fides: lealtà, fedeltà, uno dei valori più antichi

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Virtus: valore, coraggio che l'uomo spende nel valore militare ma anche nella vita,
dimostra il suo valore in ciò che fa

Magninitas: grandezza d'animo, il cives che ha mezzi e li condivide

Pietas: rispetto, essere Pius, per i genitori o gli dei

Humanitas: avere consapevolezza avere davanti una persona che merita rispetto per
essere umana. Un concetto su cui molti autori si confrontano (Terenzio, Catone, Seneca)
Cambia il modo di comportarsi verso schiavi e donne.

I valori con uiscono nella letteratura e nell'oratoria. In Cesare c’è un’evoluzione del Mos
maiorum, il fatto che si preoccupi di questa civiltà mostra il concetto di Humanitas, è
consapevole di avere davanti un'altra popolazione e la rispetta.

11. Le classi sociali dei Galli


Cesare parla della plebe, cavalieri e druidi, la maggior parte della popolazione è plebe.

I cavalieri sono signori locali con proprietà terrene e hanno il potere maggiore sulla plebe.

I druidi sono sacerdoti con molta cultura, hanno molto potere sociale e culturale, non è
solo potere religioso ma anche politico.

È molto importante conoscere i costumi di un popolo, è un'analisi sul modo di vivere.

Quoniam…est: subordinata causale di primo grado

Quoniam: proposizione che introduce la sub. Causale

Ad hunc locum: complemento di moto a luogo (ad+accusativo) e attributo da hic, haec,


hoc

Perventum est: forma passiva impersonale del perfetto indicativo del verbo di IV°
pervenio, is, perveni, perventum, pervenire

non videtur: principale

Alienum esse: soggettiva retta da videtur

Proponere: soggettiva

Alienum: accusativo singolare, nome del pred

Esse: in nito presente del verbo essere, sum, es, fui, esse

Videtur: presente indicativo III persona singolare da videor, videris, visus sum, videri che è
un deponente di II°. Qui videor è costruito impersonalmente poiché è accompagnato da
un aggettivo neutro e ha come soggetto il successivo proponere.

De Galliae Germanieque moribus: complemento d’argomento, dat plur, con apposizioni

“Quo di erant”: proposizione interrogativa indiretta.

“Quo” è un ablativo di limitazione.

Di erant: congiuntivo presente attivo 3 pers plur da di ero, di ers, distuli, dilatum, di erre

Hae nationes: soggetto nom, plur, da natio + attributo hae da hic, haec, hoc

Inter sese: compl partitivo (inter+accusativo)

Proponere: in nito presente da propono, is, proposui, propositi, proponere

variazione di sintassi, prima proponere regge un complemento argomentativo ora


un'interrogativa indiretta.

In Gallia…sunt: principale

Earumque: coordinata alla principale

Qui…exisistimantur: subordinata relativa

Habere: oggettiva retta da exisistimantur

Quorum…redeat: subordinata relativa con valore consecutivo

In Gallia: c. S. In luogo in+ ablativo

In omnibus-in singulis: anticlimax

Pagus: da pango, in ccare. Paganus, colui che vive nel villaggio di campagna, grezzo e
rozzo, con la cultura cristiana viene adottato questo termine per coloro che non sono
soldati di Dio.

Factiones: partiti

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existimantur = presente indicativo passivo del verbo di I° existamo, exist mas, existimavi,
existimatum, existimare, è costruito personalmente e regge habere, in nito del verbo di II°
habeo, habes, habui, habitum, habere

Ad arbitrum iudiciumque: c. di provenienza

redeat= congiuntivo presente III° pers. sing. dal verbo redeo, redes, redii, reditum, redire

Videtur: principale

videtur = presente indicativo III persona singolare da videor, videris, visus sum, videri che
è un deponente di II°.

egeret = congiuntivo imperfetto III° pers. sing. dal verbo di II° ageo, eges, egui, egere

opprimi e circumveniri= coppia sinonimica di in niti presente passivi, rispettivamente dal


verbo di III° opprÄimo, opprÄimis, oppressi, oppressum, opprÄimere e dal verbo di IV°
circumvenio circumvenis, circumveni, circumventum, circumvenire

patitur = III pers. sing presente indicativo dal verbo deponente di II° patior, pateris, passus
sum, pati

faciat= congiuntivo presente III pers. sing. dal verbo di III° facio, facis, feci, factum, facere

habet= presente indicativo III pers. sing dal verbo di II° habeo, habes, habui, habitum,
habere

eius rei causa = complemento di ne espresso con causa e il genitivo preposto.

ne … egeret = proposizione nale negativa

ex plebe = complemento partitivo

auxilii= genitivo di privazione in luogo del più comune ablativo

aliter … auctoritatem= periodo ipotetico misto.

13. Plebe, cavalieri e druidi


L'interesse di Cesare si concentra subito sulle classi più elevate della società gallica. Alla
plebe, ridotta in condizione poco più che servile, è riservato uno spazio limitato, infatti è
su ciente ricordare che i plebei, esclusi da ogni decisione, vivono subendo l'oppressione
delle classi nobiliari. Indica poi le due classi superiori, i druidi e cavalieri. Le funzioni dei
druidi si estendevano ben aldilà dell'ambito strettamente religioso, ad essi infatti era
a dato anche il compito di amministrare la giustizia penale e civile. L'importanza e il
rispetto dei druidi si evincono chiaramente tanto dalla severità della pena riservata a chi
non le rispetta le decisioni, quanto dal rigore con cui la comunità intera esegue le loro
sentenze, si tratta dunque di un potere insindacabile che colpisce i suoi trasgressori con
l'interdizione dei sacri ci, una pena suprema che comporta la perdita dei diritti civili e
l'esclusione dal corpo sociale. L’analisi di Cesare individua all'interno della classe dei
druidi una gerarchia, essi infatti hanno un capo, che rimane tale a vita e il cui successore
è designato secondo due possibilità, la nomina per criteri meritocratici o per elezione
diretta da parte dei membri dell’ordine. Una terza estrema possibilità è tenuta distinta, si
tratta della lotta armata. Spetta in ne ai druidi la celebrazione del culto comune, che
avviene nel centro geogra co della Gallia. Cesare conclude con una precisazione sulle
origini del sapere druidico, forse legata alla Bretagna.

Omni: l'aggettivo usato spesso da Cesare per indicare la totalità delle parti di un insieme

aliquo…numero atque honore: ablativo di qualità

Nobilibus…dominibus: dativi di possesso

de…generibus: complemento partitivo

Discipline…causa: complemento di ne

Siquod…admissum: qui si con l'indicativo perfetto esprime l'azione ripetuta, quod è la


forma dell'aggettivo inde nito neutro

Stetit: sto si costruisce con il dativo e con l’ablativo

sacri cis interdicunt: interdico è costruito con il dativo della persona e l’ablativo della
cosa

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Quibus…interdictum: Interdico è qui al passivo impersonale, costruito con solo il dativo
della persona; la preposizione relativa è anticipata rispetto alla sua reggente, e quibus è
ripreso da hi.

Sceleratus: participio-aggettivo da scelero

Nequid incommodi: ne(congiunzione) + quid (pronome inde nito) incomodi è genitivo


partitivo

His petentibus: dativo di termine

Praeest: si costruisce col dativo

Hoc mortuo: ablativo assoluto

Ex reliques: complemento partitivo

Digitate: complemento di limitazione che accompagna il verbo di eccellenza

Adlegitur: passivo personale con soggetto sottintesi oppure come passivo impersonale

Armis: ablativo strumentale

De principatu: complemento di argomento

Qual regio: la preposizione è attratta nella preposizione relativa

Disciplina…existimatur: costruzione personale del verbo di stima al passivo, con reperta e


traslata è sottointeso esse

Disciplina: indica l'insieme di conoscenze religiose e giuridiche che costituisce il sapere


dei druidi

Inde: avverbio di moto da luogo

Diligentius: avverbio al grado comparativo

Plerumque: avverbio

Illo:avverbio di moto da luogo

14. Il ruolo dei Druidi


Consuerunt: forma sincopata del perfetto con valore logico risultato da rendersi con il
presente

Una: avverbio che anteposto a cum e l’ablativo assume il signi cato di insieme con

Pendunt: da pendo, pagare

Militiate vacationem: è retto da habent

Tantis…praemiis: ablativo di causa e ciente dipendente da excitati, participio congiunto


con il soggetto multi. Iperbato

In disciplinam: c. di moto a luogo

A parentubus proprinquisque: due complementi d’agente

Parens: participio presente di pario

Propinquus: da prope

Ediscere dicuntur: costruzione personale di dicor

Annos…vicenos: accusativo di tempo continuato

Fas: sostantivo indeclinabile da fari, termine antichissimo appartenente al lessico sacrale-


giuridico

cum..litteris: proposizione avversativa il cui soggetto è rappresentato da tutti i galli in


generale

Fere: avverbio

Graecis…litteris: ablativo strumentale retto dal verbo utor

Id: profetico

Mini: piego del pronome di prima persona contrassegna la comparsa dell'opinione


dell'autore che di solito invece mascherata attraverso l'uso della terza personaduabus de
causis: la preposizione de ha valore causale

Videntur: costruzione personale di video con nom sottinteso e in nito istituisse

quod…velini: proposizione causale soggettiva con il verbo al modo congiuntivo perché


riporta in forma indiretta il pensiero dei druidi. Da velint dipendono le due proposizione
in nitive oggettive disciplina e etti e eos…stadere

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In vulgum: vulgum è accusativo del maschile vulgus neutro

Eros, qui discunt: proposizione relativa con valore di perifrasi in discipulos

Con sos: participio perfetto con valore di presente del verbo semideponente con do e
regge l’ablativo litteris

Memoriae: dativo retto da studere

Quod: nesso relativo, corrisponde a et id ed è prolettico rispetto alla proposizione


completiva ut…remittente dipendente dal verbo di accadimento accidit

Presidio: ablativo strumentale, regge il genitivo litterarum

Perdiscendo: ablativo del gerundio di perdisco, in cui il pre sso per- ha valore intensivo

In primis: locuzione avverbiale

Hoc: retto dal verbo persuadere è prolettico delle proposizioni in nitive non inserire
animas e transire ad elios

Hoc: complemento di causa e ciente

Excitari: proposizione oggettiva, in cui il soggetto è un sottinteso homines dipendente da


putant

Metu neglecto; ablativo assoluto con valore causale

Negletto: participio passato di neglego

Metu mortis: nesso allitterante

Multa: accusativo neutro plurale retto da disputant e tradunt

De potestate: complementi di argomento

15. I cavalieri
il capitolo XV viene dedicato ai Cavalieri, cioè la classe nobiliare, che, dopo i druidi, è la
seconda classe privilegiata della società dell’epoca. I Cavalieri rappresentano il potere
militare e sono circondati da servi e compagni che rimangono legati ad essi da un forte
sentimento basato sulla fedeltà personale. Lo spazio dedicato alla classe dei Cavalieri è
piuttosto limitato in quanto Cesare riteneva molto più rilevante il ruolo svolto nella società
dai Druidi.

incidit– ind. pf. da incido, is, cidi, ere , 3 con. = capitare

accidere – inf. pres. da accido, is, cidi, ere, 3 con. = accadere

solebat – ind. imp. da soleo, soles, solitus sum, ere, 2 semidep. = essere solito

inferrent – cong. imp. da infero, fers, intuli, illatum, inferre, con. irreg.= portare/recare/
procurare

inlatas– part. congiunto) da infero, fers, intuli, illatum, inferre, con. irreg.= portare/recare/
procurare

propulsarent – cong. imp. da propulso, as, avi, atum, are = respingere

versantur – ind. pres. da versor, aris, atus sum, ari, 1 con. dep. = prendere parte

habent – ind. Pres. da habeo, es, habui, habitum, ere, 2 con. = avere

noverunt – perf. logico da novi, novisti, novisse = conoscere

equitum= gen. plur. da eques-itis (3 decl. Impar.)

cum est usus ....... incidit = proposizioni temporali

uti(=ut) inferrent .... propulsarent = proposizioni nali

genere copiisque = complementi di limitazione

amplissimus = superlativo assoluto

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16. La religione dei Galli
https://coggle.it/diagram/Xe9Obtfva8H90KZN/t/i-sacri ci-umani-de-bello-gallico-vi%2C16

Cesare riferisce delle usanze religiose dei Galli che appaiono drasticamente diverse per la
pratica del sacri cio umano, ripugnante alla mentalit romana: essi sacri cano esseri
umani perch sono convinti che gli dei richiedano una vita in cambio di un’altra; ad essere
sacri cati sono solitamente i colpevoli, ma, in mancanza di questi, non si esita a ricorrere
agli innocenti.

Importanza particolare hanno gli dei, che vengono assimilati a quelli dei Romani,
perdendo non solo il nome, ma anche le caratteristiche che non hanno corrispondenza
nelle divinit romane.

Cesare in ne riporta alcune curiosit sul costume dei Galli, rinunciando per a darne una
completa e organica trattazione.

Ob eam causam=ob+acc=compl. di causa

A cio=regge l'abl. Della cosa tormentata

Gravioribus morbis=comparativo assoluto perché mancail 2° termine di paragone

Pro victimis=pro+abl.=in qualità di

Administrique=Compl predicativo di druidibus

Quod…arbitrantur=l'ind. Esprime una causale oggettiva, sub. Dipendente del periodo


ipotetico della realtà=nisi reddatur non posse

Habent istituta=perifrasi che indica un'usanza iniziata nel passato e continuata in futuro

Immani magnitudune=compl. qualità

Vivis hominibus=compl. abbondanza

Quibus succensis=abl assoluto

Circumventi amma=compl causa e ciente

Supplicia=sogg della prop in nitiva retta da arbitrantur

Qui…sint comprehensi=prop relat col congiuntivo anziché l'indicativo

In furto, in latrocinio=compl stato in luogo gurato

Ad innocentium supplicia=ad+acc; moto a luogo gurato

1 admodum dedita: perifrastica

2 sunt a ecti: perfetto passivo di a cio

- gravioribus: comparativo assoluto

- immolant.. immolaturos: poliptoto

- administris: compl predicativo di druidubus e abl strumentale vincolato a utuntur

- ad ea sacri cia: compl di scopo

3 quod.. arbitrantur: prop causale

- pro vita.. vita: poliptoto

-habent instituta: perifrastica di perfetto

4 immani magnitudine: abl di qualità

5 in furto aut in latrocinio: stato in luogo gurato

17. Gli dei onorati dai Galli


Cesare si so erma sulle credenze religiose dei Galli. Cesare elenca gli dei venerati dei
Galli in ordine gerarchico, il più onorato è Mercurio, considerato il protettore dei viaggi e
dei commerci, ciò suggerisce una predilezione dei Galli per questo tipo di attività. Dopo
Mercurio su un piano di parità stanno altre divinità maggiori. Di tutte queste divinità
Cesare indica il principale campo d'azione, precisando che le idee dei Galli in proposito
sono tutto sommato simili a quelle di altri popoli. Descrive gli atti di devozione che i galli
rivolgono a Marte, Dio della guerra, prima di andare in battaglia e dopo la vittoria, ma a
sostegno delle sue a ermazioni Cesare precisa che chiunque può vedere nelle loro città i
tumuli che vengono eretti in onore del Dio con il bottino sottratto al nemico. Sottolinea
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anche la forza che le imposizioni religiose e le terribili punizioni stabilite per i trasgressori
hanno sui galli che non osano impadronirsi di questi oggetti o erti al Dio, ciò dimostra
l’importanza che l'attività bellica doveva avere per queste popolazioni.

Deum=deorum; genitivo partitivo

Maxime: avverbio comparativo

Plurima=superl. Di multus,a,um

Ferunt= da fero costruito col doppio accusativo

Vim=vis,roboris particolarità 3 declinazione

Apollinem morbos depellere+seguito=in nitiva

Quam reliquae gentes= 2° termine di paragone

Cum…costituerunt=prop temporale

Costituerunt=servile come volo malo nolo

Locis consecratis=comple. Stato in luogo senza in perché locus non lo vuole

Neglecta religione=abl assoluto con valore temporale

Capte e posita=part. Perfetti neutri plur. Con valore di sostantivi

Ut…neglecta=completiva

Cum cruyciatu=cum+abl=compl. unione

colunt (ind. pres.) da colo, is, colui, cultum, ere, 3 con. = venerare

ferunt (ind. pres.) da fero, fers, tuli, latum, ferre, anom. = ritenere/considerare

arbitrantur (ind. pres.) da arbitror, aris, atus sum, ari, 1 dep. = credere

habere (in nito pres.) da habeo, es, habui, habitum, ere, 2 con. = avere

depellere (in nito pres.) da depello, is, puli, pulsum, ere, 3 con.  = respingere/scacciare

tradere (in nito pres.) da trado, is, didi, ditum, ere, 3 con. = insegnare

tenere (in nito pres.) da teneo, es, teni, tentum, ere, 3 con.  = reggere

regere (in nito pres.) da rego, is, rexi, rectum, ere,  3 con. = governare

constituerunt (ind. pf.) da constituo, is, stitui, stitum, ere, 3 con. = decidere

dimicare (in nito pres.) da dimico, as, avi, atum, are, 1 con. = combattere

devovent (ind. pres.) da devoveo, es, vovi, votum, ere, 2 con. = consacrare

ceperint (cong. ppf.) da capio, is, cepi, captum, ere, 3 con. = prendere/conquistare

superaverunt (ind. pf.) da supero, as, avi, atum, are, 1 con. = vincere

immolant (ind. pres.) da immolo, as, avi, atum, are, 1 con. = sacri care/immolare

conferunt (ind. pres.) da confero, fers, contuli, collatum, conferre, anom.= riunire/radunare

licet (ind. pres.) da licet, licui o licitum est, ere, 2 con. imp. = si può, si possono

conspicari (ind. pres.) da conspicor, aris, atus sum, ari, 1 dep. = vedere

exstructos (participio pf.) da extruo, is, struxi, structum, ere, 3 con. = innalzare

accidit (indicativo pf.) da accido, is, cidi, ere, 3 con. = capitare

neglecta (participio pf.) da neglego, is, glexi, glectum, ere, 3 con. = disprezzare

auderet (cong. imperf.) da audeo, es, ausus sum, ere, 2 semidep. = osare

occultare (in nito pres.) da occulto, as, avi, atum, are,1 con. = nascondere

capta (participio pf.) da capio, is, cepi, captum, ere, 3 con. = prendere

tollere (in nito pres.) da tollo, is, sustuli, sublatum, ere, 3 con.  = togliere/sottrarre

posita (participio pf.) da pono, is, posui, positum, ere, 3 con. = depositare

degli dei = deum = arcaismo del genitivo plurale deorum del sostantivo deus (particolarità
della seconda declinazione) – genitivo partitivo (fra gli dei) dipendente dall'avverbio al
grado superlativo maxime

di questo = huius genitivo singolare maschile dell'aggettivo dimostrativo hic, haec, hoc

questo/lo = hunc accusativo singolare maschile dell'aggettivo dimostrativo hic, haec, hoc

[sottinteso ferunt] credono  = arbitrantur - proposizione principale

abbia la massima in uenza = habere vim maximam – proposizione in nitiva


oggettiva retta dalla principale arbitrantur per i guadagni di denaro e per i commerci = ad
quaestus pecuniae mercaturas/que -  AD + accusativo con valore nale - quaestus è un
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sostantivo maschile di 4 declinazione, qui in caso accus. plurale Dopo di lui = post hunc
[sottinteso colunt ]  Su questi = de his = de + ablativo, complemento di
argomento "Riguardo a questi"eandem fere opinionem = complemento oggetto,
accusativo singolare, con aggettivo acc. femminile sing. del pronome determinativo-
identi cativo idem, eadem, idem

delle restanti genti = quam reliquae gentes = secondo termine di paragone quam + caso


del primo termine [Apollinem ... depellere; Minervam ... tradere; Iovem ... tenere;
Martem ... regere. – operum ... initia]: queste sono 4 proposizioni in nitive oggettive (col
soggetto in caso accusativo e il verbo all'in nito; essendo in nito presente, capiamo che
si tratta di CONTEMPORANEITA' rispetto alla principale), rette dalla proposizione
principale habent opinionem (hanno l'opinione). A questo = huic - dativo singolare
maschile di hic, haec, hoc - riferito a Marte quando decidono di dare inizio a una battaglia
(preposizione temporale cum + indicativo, in cui il cum ha un valore iterativo = tutte le
volte che)   consacrano = devovent = terza persona plurale presente indicativo
da devoveo: il verbo corrisponde a "promettere un sacri cio cruento a un
dio"animalia “esseri viventi”: uomini o animali, nome di terza declinazione, appartenente
al terzo gruppo (nomi in -al, -ar, -e), con ablativo singolare in -i, casi diretti del neutro
plurale uscenti in -ia e genitivo plurale in –ium per lo più = plerumque

ciò che/ quelle cose che = ea quae = accusativo neutro  plurale del pronome
dimostrativo is ea id + accusativo neutro  plurale del pronome relativo qui quae quod che
da luogo alla proposizione relativa avranno conquistato (ceperint – terza persona plurale
del congiuntivo perfetto con valore eventuale) quando vincono (cum superaverunt –
proposizione temporale cum + indicativo) immolano gli animali catturati (capta –
accusativo neutro plurale del participio passato di capio, participio con valore attributivo) 
in un unico luogo (in unum locum - complemento di moto a luogo IN + accusativo con
aggettivo  pronominale unus-a-um, genitivo in -ius, dativo in -i) In molte città (multis
in civitatibus) = complemento di stato in luogo IN + ablativo con attributo multus, a, um

è possibile/ si può = licet = verbo impersonale, 3 persona singolare presente indicativo,


proposizione principale vedere ( conspicari), in nitiva soggettiva dipendente da licet

in zone consacrate (locis consecratis – complemento di stato in luogo - ablativo senza la


preposizione IN  giacché si ha locus accompagnato da un aggettivo tumuli innalzati
= exstructos - accusativo maschile plurale del participio passato di exstruo, in cui il
participio ha valore attributivo

con tali cose (harum rerum = GENITIVO plurale, rerum viene da res, rei, sostantivo di
quinta declinazione e di rado (ne/que saepe – letter. e non spesso) accade
= accidit, Verbo di accadimento: accidit ... ut. proposizione principale

che qualcuno (ut quispiam) +  osasse (auderet) proposizione completiva diretta con il


verbo semideponente audeo, -es, ausus sum, audere, “osare”, retta da accidit

disprezzata la religione = neglecta religione - ablativo assoluto con valore temporale o


nascondere = occultare

presso di sè = apud se  complemento di stato in luogo  apud + accusativo singolare del


pronome personale di terza persona sui, sibi, se, se)  

le cose catturate (capta – participio passato di capio, con valore di participio


sostantivato)  

o sottrarre  (tollere)  

le cose depositate (posita – participio sostantivato da pono) 

e per questo reato (ei rei – dativo singolare)  

è stabilito (constitutum est)  proposizione principale, costruzione impersonale del verbo


constituo: terza persona singolare perfetto passivo 

il castigo (supplicium) gravissimo (gravissimum) aggettivo di grado superlativo = la pena


di morte

con tortura (cum cruciatu) complemento di modo cum + ablativo.

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Figure retoriche

huius …Hunc… Hunc… Hunc – anafora/poliptoto (ripetizione di una o più parole all'inizio


di frasi o di versi successivi, per sottolineare un'immagine o un concetto ), che segna il
primato del dio che Cesare identi ca con Mercurio 

simulacra: probabilmente andrebbe tradotto  con “simulacri” anziché con “statue”, poiché
i Galli non si dedicavano alla scultura, ma rappresentavano le divinità con massi di pietra
oblunghi con ccati al suolo

multis in locis- anastrofe (inversione dell'ordine abituale di un gruppo di termini


successivi)ne/que saepe – e non frequentemente) = LITOTE (la negazione del contrario)

Note: Cesare indica le divinità celtiche con i nomi di quelle latine: Mercurio corrisponde al
celtico Teutates,  Apollo al celtico Beal o Belenos, Mars a Hesus o Heus, Iuppiter a
Taraonis (dio del tuono) e Minerva a Belisama.

Itinerum = da iter, itineris è una particolarità della terza declinazione

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