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Elena di Troia

Elena è una delle figure più criticate dai greci antichi; le si


attribuisce lo scoppio della guerra di Troia e il peso di tutti gli
uomini morti per lei. Ma come può una donna scatenare tutto
questo?? Come può una donna che, come tale non è capace
di controllare il proprio destino, gravarsi di una colpa così
grande??

Queste sono le domande che si pone Gorgia, andando contro


a tutti gli ideali trasmessi dai posteri, ma soprattutto contro il
pensiero popolare. Il suo obbiettivo però, non era quella di
screditare la tradizione che la vedeva coinvolta, ma era
osservare dove si poteva arrivare utilizzando il metodo della
retorica; vedere se sarebbe riuscito a persuadere il popolo
che la povera Elena non aveva colpa.

Infatti, nella versione tragica della vita di Gorgia, si sa, l’uomo non è artefice del
proprio destino, è solo una pedina in mano agli dei, alle emozioni (l’Amore in primis),
al corso degli eventi e delle circostanze, e perché no, alla retorica stessa.

Elena, essendo una mezza dea (nata dall’unione di sua madre Leda con Zeus) era una
donna molto bella, amata e venerata da molti. Tutti i suoi pretendenti, infatti, avevano
stipulato un patto: su chiunque di loro fosse caduta la scelta della donna, tutti gli altri
l’avrebbero dovuta proteggere da eventuali
rapimenti. Questa infatti è stata la causa dello
scoppio della guerra di Troia: Paride, indotto
dalla dea Afrodite (che gli aveva promesso in
dono la donna più bella) rapì Elena e la portò a
Troia.

Non era quindi colpa della povera Elena se era


così bella e irresistibile; non era colpa sua se
Afrodite aveva stipulato un patto con Paride; non
aveva colpa se era stata rapita contro la propria
volontà, e se era stata guidata dall’amore;
infatti, come poteva opporsi a un’emozione così forte e coinvolgente??

Elena e Paride. Particolare di un cratere a campana apulo


a figure rosse (IV secolo a.C.), museo del Louvres, Parigi.

L’uomo in generale non è capace di opporsi a tutte queste cose, figuriamoci la giovane
e innocente Elena.

La conclusione è facile: Elena non ha fatto ciò che ha fatto volontariamente, poiché gli
uomini non sono padroni delle proprie azioni; quindi non è stata lei a causare la guerra
di Troia. Si è semplicemente trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, in
mezzo a una serie di situazioni e circostanze che hanno portato il pensiero popolare a
una conclusione sbagliata.