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Lezione 204 (EBR) Limperativo e limperfetto iussivo ebraici

Nota Senza farvi scoraggiare dal titolo della lezione, studiatela con calma, serenamente.

Limperativo ebraico
Limperativo ebraico la stessa valenza di quello italiano: contiene lordine di eseguire lazione indicata dal verbo. La sua formazione simile a quella dellinfinito costrutto. Circa linfinito costrutto, riportiamo dalla lezione 158 (in cui trattato): Infinito costrutto. Questo tipo di infinito, pi frequente, chiamato costrutto per i vari rapporti che pu avere con le altre parti del discorso. Con la preposizione : , a scrivere. Con i pronomi suffissi: (qotl), il mio uccidere. Come nome reggente: , per il bere del popolo. - Es 17:1. Come complemento di un altro verbo: , rifiut di concedere. - Nm 20:21. Sempre nella lezione 158 veniva dato come esempio la flessione del qal del verbo uccidere, di cui riportiamo la sezione che cinteressa qui:

La formazione dellimperativo ebraico, oltre a essere simile a quella dellinfinito costrutto, ha la coniugazione affine a quella dellimperfetto privato dei suffissi. solo ovvio che limperativo non abbia mai la prima persona (singolare o plurale), perch non si pu dare un ordine a se stessi. Limperativo ebraico non riguarda neppure le terze persone (singolare e plurale). Riguarda solo le seconde persone: singolare (tu), distinguendo tra maschile e femminile; plurale (voi), distinguendo pure tra maschile e (qatl), uccidere: femminile. Vediamo dunque la coniugazione dellimperativo del verbo

IMPERATIVO DEL VERBO , UCCIDERE


Singolare Maschile qtl Uccidi! Femminile qitly Uccidi! Maschile qitl Uccidete! Plurale Femminile qtlna Uccidete!

Limperfetto iussivo
In ebraico i comandi negativi - tipo: non fare -, cio i divieti, non vengono espressi con limperativo ma con:

( al) + imperfetto iussivo Il tempo imperfetto (che in ebraico, lo rammentiamo, indica lazione non ultimata) pu esprime un ordine; se presente tale volont, ci si deduce dal contesto. In questo caso si chiama imperfetto iussivo. Laggettivo iussivo deriva da iussus, participio passato del verbo latino iubere, comandare; indica pertanto un comando. Si prenda Gb 1:12 in cui Dio d questo comando negativo a satana riguardo a Giobbe: Non stendere la tua mano contro lui stesso! (Gb 1:12, TNM). Lebraico ha: ( al-tishlch iadcha), non-stendere mano di te. Si tratta del verbo (shalch), stendere, qui allimperfetto come si deduce dal prefisso ( ti). Si rammenti, infatti, dalla lezione 158 (suffissi e prefissi della forma qal):

Si noti il comando dato in negativo: Non stendere, e la costruzione ebraica ( al) + imperfetto ( , tishlch); qui tale imperfetto detto iussivo perch esprime con evidenza un comando. Se il divieto permanente, si usa ( lo) + limperfetto. Si prenda Dt 13:1-3: Nel caso che in mezzo a te sorga un profeta o un sognatore di un sogno e davvero ti dia un segno o un portento, e in effetti avvenga il segno o il portento di cui ti aveva parlato, dicendo: Camminiamo dietro ad altri di, che non hai conosciuto, e serviamoli, non devi ascoltare le parole di quel profeta o il sognatore di quel sogno (TNM). Lebraico ha letteralmente (nel Testo Masoretico al v. 4): ( lo tishm el-divr hanavy hah), non ascolterai le parole del profeta quello. Qui evidente che la proibizione permanente: quel profeta non doveva mai essere ascoltato se incitava allidolatria. La costruzione , si noti: ( lo) + limperfetto del verbo (sham), ascoltare. Limperfetto iussivo, oltre alla seconda persona, ha anche la terza, sia singolare (lui/lei) sia plurale (essi/esse). Pu capitare di voler esprime in prima persona (singolare: io; plurale: noi) lintenzione di fare qualcosa, come in Gb 9:27: Voglio dimenticare la mia preoccupazione (TNM). In tal caso non si pu parlare di imperativo, perch non si pu comandare a se stessi. Lebraico usa in tali casi sempre limperfetto, ma per le ragioni dette non si chiama iussivo; prende il nome di imperfetto coortativo, perch contiene lidea di obbligarsi a fare qualcosa. Cos, voglio dimenticare in ebraico ( eshkechh); si tratta del verbo (shachch), qui allimperfetto:

La ( h) finale di ( eshkechh) paragogica: si tratta di una lettera non etimologica aggiunta (epitesi). proprio laggiunta di questa ( h) finale che fa riconoscere limperfetto coortativo. In Es 3:3 Mos dice: Voglio andare da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma!. Lebraico ha (asurh), mi sposter; il verbo ( sur), distogliersi, laggiunta del suffisso ( h) comporta labbreviazione della vocale finale da a , oltre alla modificazione fonetica della iniziale.