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Esegesi di Genesi 1

Cominciamo con due questioni di critica linguistica


In principio...
Ci sono diversi modi di tradurre il senso di questa parola:
1) In principio Dio cre il cielo e la terra:
questo inizio un inizio assoluto, quello che c'era prima non esisteva, prima c'era il
nulla.(Bibbia CEI): non la mens degli scrittori della Bibbia.
2) In principio Dio fu il creatore del cielo e la terra. La terra era...
una specie di titolo a tutto quello che seguir; lo troviamo nei profeti. Dopo di che
viene dispiegato il testo successivo.
3) la proposizione iniziale non indipendente ma dipendente dal resto: in principio
quando Dio creo il cielo e la terra ....
abbiamo infatti "bereshit bar": una proposizione nominale (non c' il verbo all'inizio
della frase: questa di solito ha una funzione dipendente).
4) Nell'inizio del Dio cre: espressione costrutta in ebraico: Quando cominci a creare il
cielo e la terra, la terra... Allora Dio disse (si sceglie la proposizione temporale per
sciogliere il costrutto: "allora..").
Questa quarta ipotesi lega i primi tre versetti: un tipico modo di legare insieme
l'inizio di una storia, dove c' l'antefatto e poi l'inizio della narrazione. Questa
struttura non solo la struttura di Gen 1 ma anche l'inizio di molti componimenti
cosmologici del VOA (Vicino Oriente Antico)
Inoltre dal punto di vista della formazione questo testo avvenuto proprio nel
momento in cui la comunit ebraica che l'ha prodotto venuta a contatto con queste
comunit babilonesi che usavano questa struttura.
L'altra questione riguarda il verso 26:
E Dio disse: "Facciamo l'uomo....
Abbiamo una prima persona plurale usata solo qui, prima non l'aveva usata...
E' un yiqtol plurale di prima persona.
1)Il modo dell'azione pu essere inconclusa e conclusa...questo yiqtol dice una
azione inconclusa: facciamo o faremo. Comunque l'azione deve ancora compiersi
nella sua interezza.
2)Il plurale a chi si riferisce?
Alcuni dicono la trinit o la corte celeste, ma una versione cristologica o
cosmologica.

Interpretazioni queste che indicano la pluralit del divino: una interpretazione


per estrinseca al testo, la sua forza sta nel soggetto che interpreta la parola.
Una spiegazione intrinseca e che trova la ragione dentro la forma verbale:
a) potrebbe trattarsi di un plurale maiestatis (che viene attestato raramente);
b) oppure una forma volitiva che indica una volont: coortativo;
c) oppure realmente qui c' un altro soggetto: il locutore e un altro soggetto coinvolto
che insieme al locutore deve svolgere quell'azione non chiusa: chi ...lo vedremo.

Prendiamo in considerazione ora questioni strutturali partendo dallo


SCHEMA DEL COMANDO
Questo schema si ripete 10 volte: e dio disse...
Il richiamo del numero 10 si riverberer col le 10 Parole e nel salterio con le 10 lodi.
Questo indica che c' un legame tra le varie parti della scrittura, un legame tra
creazione e piano salvifico.
Come si struttura il comando?
a) introduzione
b) comando
c) realizzazione
d) il giudizio
e) schema cronologico
L'autore biblico pone quindi al centro la parola di Dio che da vita a un mondo
ordinato: Dio dal suo parlare crea un ordine, una armonia.
"Egli parl e tutto fu creato... e tutto fu compiuto.." cio messo in ordine (Sal 139)
Il tutto poi tende a un compimento, il settimo giorno (lo vedremo)

Analizziamo adesso la struttura generale del testo:


Ci sono dei giochi numerici:
il 7 ad esempio torna sempre e ci ci dice che il testo stato studiato nei minimi
particolari.
Lo schema questo:

primi due versetti da introito;


gli ultimi due da conclusione;
al centro abbiamo i 6 giorni di creazione.
Si pu fare una lettura verticale dello schema:
nel primo giorno c' la divisione tra tenebre e luce, il secondo giorno tra alto e basso;
si pu dire che questi elementi sono gli elementi immobili e vengono costituiti gli
spazi vitali: terra, acqua e cielo.
Nell'ultima colonna vedendo in verticale lo schema, questi spazi cominciano ad
essere popolati.
Lettura orizzontale:
distinzione luce e tenebre separazione giorno e notte: primo e quinto giorno;
il secondo e il sesto con la sistemazione del firmamento;
il terzo e il quarto con il settimo e l'ottavo hanno opere realizzate.
C una profonda armonia ed equilibio che indica un progetto creativo:
il narratore molto impegnato ad affermare Dio come creatore piuttosto che
descrivere il modo creativo di Dio.
Questo un testo sacerdotale legato alla visione cosmologica del VOA e con questo
condivide il modo in cui pensava il cosmos.
Il suo intento non era quello di descriverci il come del mondo, ma il senso del
mondo, il perch del mondo che racchiuso nell' affermazione teologica che questo
bar eloim, creato da Dio.
Cosa significa per Creato? (vedi dizionario creazione)

Esaminiamo ora i versetti:


Gen 1:1
Quindi:
In principio.....
Isaia 40 10:
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
con il braccio egli detiene il dominio.
E' un atto decisivo di Dio: in principio dio cre.
La versione preferita da Tadiello la quarta:
"Quando cominci a creare il cielo e la terra.....allora Dio disse:.." unisce tre versetti.
Crea cio l'antefatto.
Quindi l'azione espressa col verbo ber creare che ha per soggetto Dio...
viene utilizzata nei testi esilici o postesilici...

tale ricorrenza evidenzia:


innanzitutto il contesto: perch il contesto che determina il senso di un termine.
Questa la linguistica contestuale: una parola pu significare tante cose a seconda
del contesto.
Allora come viene utilizzato questo verbo? Viene utilizzato nel contesto in cui si
vuole esprimere qualcosa di sorprendente e straordinario.
Tipo ES 34 o Num 16,30: fare un'azione portentosa. E anche in riferimento a una cosa
nuova, come in Geremia a proposito della nuova alleanza.
Quindi non c' il senso che usalmente diamo noi a creare, tipo il creare dal nulla.
Inoltre l'azione ha per soggetto solo Dio, non l'uomo, e designa non un'azione
prettamente umana ma un'azione che ha come un novum come oggetto, che non ci
che non c'era prima...il novum avviene dove? sar il secondo versetto a dirci dove
avviene. Ma aspettiamo.
Il soggetto Eloim e la forma ricorre al singolare o al plurale e si pu riferire sia al
dio di Israele ma anche ad altre divinit. Normalmente si dice dei stranieri per gli
altri dei. Si svolge nella totalit indicata da un merismo: il cielo e la terra, cio tutto.
Cielo e terra viene utilizzato anche in molti salmi ed entrer anche all'interno del
credo apostolico.

Gen 1:2
Dove avviene questo Novum espresso dal termine Bar che non esprime qualcosa
creato dal nulla ma qualcosa di straordinario e nuovo?
Avviene nel cosiddetto caos.
Tre affermazioni nel versetto 2 descrivono questo caos:
1)la terra era informe e deserta
2)la tenebra era sul volto dell' abisso
3) il ruha Adonai aleggiava, covava sul volto delle acque
Queste tre espressioni descrivono il caos.
Cominciamo con la prima: tohu, il vuoto...non abitabile, cos Dio ha creato la terra
inizialmente.
In Isaia esprime l'idea di una citt rasa la suolo;
in Giobbe il deserto all'interno del quale le carovane si perdono;
Ger 4,23-26 "guardai la terra ed ecco era vuota e deserta......."
descrive la mancanza di vegetali di animali e della presenza umana;
Quindi non il concetto di nulla ma di vuoto.
La seconda immagine utilizzata la tenebra, l'oscurit che simboleggia la disgrazia, il
castigo, la calamit che regna sottoterra dopo la morte, lo sheol.

Questa ricopre, sopra la faccia dell' abisso ed indica il baratro smisurato dentro al
quale ci si trova quando ci si sente persi e senza speranza come Giobbe.
L'abisso dice anche qualcosa di tumultuoso e devastante che verr usato per
descrivere l'irrompere del diluvio: l'antitesi del creato, opposto a vita, armonia,
bellezza e bont.
Altra immagine: il ruha eloim...
in ebreaico non abbiamo il comparativo degli aggettivi (o l'accrescitivo) ma abbiamo
la ripetizione dell'aggettivo stesso o l'uso di Eloim (da Dio... come dire "un vento da
Dio");
oppure esprime che in questo caos c' la presenza del divino come colui che
presente nel caos che pure non gli alieno (questi testi sono nati dopo la situazione
tragica che il popolo ha vissuto con l'esilio babilonese, situazione di caos)..
quindi questa un'affermazione di fede: non c' caos dentro al quale dio non pu
esserci (non colui che crea o vuole il caos ma non si nasconde ad esso).
Interessante che ruha femminile....quindi il femminile nel divino.
Rahaf (ci che il ruha fa) il battere delle ossa quando si ha paura, o il senso di
aleggiare e planare.
Un' interessante interpretazione che coinvolge anche i padri della chiesa che questa
radice verbale ebraica indichi l'idea del covare, del tenere in caldo.
Il versetto 2 non ha espresso la dimensione primordiale ma ha descritto la terra
immersa nelle tenebre, deserta, ma soprattutto non aliena da una presenza di Dio.
C' la presenza, il respiro di Dio che conferisce una tensione verso la vita, ecco
l'immagine del covare (non si cova il nulla, ma il germe di una vita).
Anche il caos dentro cui il popolo ha vissuto abitato dalla presenza del divino.
Non c' peccato dentro il quale Dio non ci sia.
C' una tensione verso una finalit di vita dentro a ci che sembra avere solo una
finalit della morte.

Gen 1:3
...e Dio disse
questo verbo indica azione puntuale (e disse...)
esprime un'azione compiuta, puntuale , ben chiara: qui che dio crea.
Dentro questa situazione di caos c' questa azione fendente e puntuale di Dio che fa
iniziare qualcosa che esprime qualcosa di indicibile, chiama all'esistenza quello che
dice, e questo espresso con "luce" : la fonte di questa luce non indicata, proprio
perch nel locutore stesso la fonte della luce.
La luce era segno della divinit, perch la sua fonte sta in colui che dice sia la luce...

in quanto creata quinti la luce non divina contro tutte le cosmologie egiziane e
mesopotamiche, ma la luce diventa metafora stessa della vita, della salvezza, della
presenza di dio.
Perch la luce come primo elemento creato?
Questo dato primaziale della luce va collegato all'importanza del tempo, in cui tutto
viene ritmato.
Il tempo il passaggio dalla notte al giorno. Questo il fondamento di ogni
settimana e di ogni calendario.
Fondamentale per lo scrittore non lo spazio ma il tempo che viene creato prima:
luce e tenebra avviano il ritmo del tempo.
Ora si capiscono le affermazioni del NT, tipo la pienezza dei tempi. La pienezza del
tempo significa che il tempo iniziale diventato gravido di quello che verr
raccontato.
Poi c' il Tov: e dio vide che era cosa buona (tov)
il primo significato di Tov ha a che fare con l'utile, il carattere pratico di questo
termine. Quando si dice che Mos era Tov significa che era utile.
Quando il lavare i piedi a Ges era cosa buona si riconosceva che in Ges c'era un
progetto.
Poi c' un carattere morale e anche estetico.
Ma bisogna sempre ricordare che dentro l'opera creata c' una progettualit.
Interessante notare che Tov Tov quello che viene separato e viene ad assumere il
giorno e la notte; Tov questa separazione di luce e tenebra: diventa Tov non solo la
luce ma anche la tenebra perch ha ricevuto una propria destinazione una volta
inserita nel ritmo del tempo. Qui la notte esprime una orientazione.
Anche l'elemento negativo diventa appunto positivo se, appunto, inscritto in un
ordine divino dentro una finalit.