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Ronzio Francesco

5^D

02/11/10

Commento Dialogo della Natura e di un Islandese di Giacomo Leopardi

Questopera fa parte della raccolta intitolata operette morali composta da Leopardi tra il 1824 e il 1832. Lo scopo di questa operetta era quello di educare i cittadini italiani ad utilizzare la ragione. Leopardi utilizza il dialogo perch era considerato dagli antichi il metodo filosofico per eccellenza, infatti secondo i filosofi greco-romani la verit in ogni uomo ed emerge attraverso il dialogo. In questo componimento,in particolare, lautore giunge alla formulazione del pessimismo cosmico. I protagonisti dellopera sono unislandese e la natura. Lislandese appare in rappresentanza delluomo e, non a caso Leopardi sceglie un islandese, perch allepoca lIslanda era una terra considerata un po misteriosa. Prima della composizione di questopera, Leopardi credeva che le cause dellinfelicit delluomo fossero la societ frenetica e il progresso. Lautore sceglie un islandese come rappresentante delluomo proprio perch il paradigma delluomo che vive a contatto con la natura e che quindi ha la possibilit, teoricamente, di essere felice. Leopardi confuta questa tesi e giunge alla conclusione che linfelicit causata dalla vita stessa e che luomo non possa fare nulla per cambiare la propria condizione. In particolare Leopardi attribuisce la colpa di questa condizione alla natura, rappresentata nellopera come una donna dalle dimensioni smisurate, che indifferente nei confronti della situazione di insicurezza e infelicit in cui si trova luomo. Lunico interesse della natura la prosecuzione della vita degli esseri presenti sulla terra attraverso un continuo circolo di produzione e distribuzione. dopo aver viaggiato in ogni luogo senza trovare gratificazione, lislandese perde ogni speranza giungendo al pessimismo cosmico. Alle insistenti domande dellIslandese Natura risponde con indifferenza. Essa concepisce luniverso come un circuito di distribuzione e produzione con caratteristiche meccanicoscientifiche, cos come lo interpretavano i filosofi illuministi. Lautore in questcaso enfatizza i concetti ma questo non fa altro che rendere ancor pi veritiera la sua tesi. Leopardi addirittura in contrasto con il pensiero dei filosofi illuministi e con il romanticismo, asserendo che il singolo uomo non importante. Questa teoria avr grandi consensi nel periodo del decadentismo del novecento. Lislandese domanda allora quale sia il senso dellesistenza umana, rappresentando la specificit del pensiero di Leopardi che si discosta, infatti, da quello dei filosofi illuministi. A questo punto lopera si conclude con due possibili finali ironici forniti da Leopardi, secondo alcuni lislandese fu mangiato da una coppia di leoni affamati, a conferma della tesi di Natura sulluniverso visto come una catena di distribuzione e produzione; mentre secondo altri egli fu sotterrato dalla sabbia sollevata dal vento, che cre un mausoleo di sabbia, che conserv come una mummia da museo il corpo dellislandese. In questultimo finale Leopardi muove una critica nei confronti dei musei e della archeologia, visti dallautore come una cultura fine a se stessa e che non perviene a conclusioni filosofiche. In sostanza la risposta che natura da alle domande esistenziali delluomo la morte, il fine ultimo di tutto.