PARAFRASI Questo colle solitario mi è stato sempre caro, insieme a questa siepe che nasconde allo sguardo gran

parte dell’orizzonte più lontano. Ma sedendo dietro la siepe e usando l’immaginazione, io immagino spazi illimitati, silenzi sconosciuti agli uomini e una quiete profondissima, tanto che, davanti a questo infinito provo inquietudine. Non appena, però, sento il fruscio del vento che passa tra le piante, io paragono l’infinito silenzioso di prima a questo rumore, e penso all’eternità, al passato e al presente, di cui mi arrivano le voci e i rumori. Così, in questa immensità formata dall’infinito dello spazio e dall’infinito del tempo, il mio pensiero si perde. Ed è per me dolce smarrirmi in essa. COMMENTO
Riferimento all’ autore INTRODUZIONE Composto nel 1819, questo è il primo idillio pubblicato da Leopardi; in questo tipo di componimento poetico egli esprime i propri più intimi sentimenti, partendo da un’esperienza concreta. Nato a Recanati nel 1798, profondamente erudito dallo studio dei volumi della biblioteca paterna, egli nel paese natale si sente solo e incompreso, costretto a vivere in un universo per lui troppo limitato. La formazione iniziale di Leopardi si è compiuta prevalentemente sui testi classici, dei quali conserva spesso temi e lessico, ma l’espressione della propria interiorità e soprattutto dell’intima sofferenza fa di lui un poeta romantico. Leopardi si trova in un luogo che frequenta abitualmente: il monte Tabor, a Recanati; una siepe gli impedisce la vista del paesaggio e questo è per il poeta uno stimolo ad immaginare ciò che vi è aldilà: uno spazio sterminato e un profondo silenzio. Assorto nei suoi pensieri, egli è riportato alla realtà dal rumore del vento che agita le foglie delle piante e gli ricorda le epoche passate e l’eternità. L’infinito dello spazio e del tempo uniti formano l’immensità, nella quale il suo pensiero si smarrisce dolcemente. Nell’idillio c’è una sorta di circolarità: inizia e termina con situazioni di dolcezza, di calma, mentre nella parte centrale prevale la sensazione di inquietudine, di smarrimento di fronte all’infinito spazio-temporale. L’infinito è costituito da quindici versi endecasillabi sciolti, che non rimano tra loro; sono presenti alcune assonanze (vv.4-5 “interminati, sovrumani; vv.8-9-11 “vento, quello, eterno”) Nei versi sono presenti alcune figure retoriche: degli enjambements (vv4-5: “interminati spazi”; vv5-6: “sovrumani silenzi” ;vv9-10:”quello infinito”), in cui gli aggettivi sono separati dai nomi a cui si riferiscono; delle antitesi (“quello infinito silenzio\ questa voce”; “morte stagioni\ presente e viva”) e una metafora (in questo mare), in cui vengono accostati due termini (immensità e mare), che hanno in comune la vastità. Il linguaggio è elevato e solenne, con diversi termini ricercati, che evidenziano gli studi classici compiuti dal poeta, come ad esempio al v 1 “ermo”, al v.4 “mirando”, al v.11 “sovvien. La caratteristica più evidente del lessico de “L’infinito” è però il ricorso a termini volutamente vaghi, indefiniti, che secondo Leopardi sono i soli ad essere poetici: “interminati, sovrumani, profondissima, infinito, eterno…” e lasciano al lettore la possibilità di interpretare la poesia. Nel testo compaiono molti dimostrativi: “questo” per gli oggetti vicini (il colle, la siepe); “quello” per ciò che è lontano (il silenzio). La poesia è caratterizzata dal frequente ricorso alla coordinazione ( la congiunzione “e” ricorre undici volte), quasi ad esprimere la fluidità del discorso. In due casi questa si presenta come coordinazione per polisindeto (ripetizione di congiunzioni uguali): ai vv.5-6 (campo semantico visivo) e 11-13(campo semantico uditivo). Il componimento è diviso perfettamente a metà dal punto fermo al v.8; la prima parte è prevalentemente visiva (anche se gli occhi sono quelli interiori dell’immaginazione); nella seconda metà invece è dominante l’aspetto uditivo (dal rumore occasionale delle foglie ai suoni delle diverse epoche).

Riferimento alla corrente letteraria Breve riassunto + Temi e messaggi

CONTENUTISINTESI DEI

Metrica Figure retoriche

ANALISI STILISTICA

Lessico

Costruzioni sintattiche

. Leopardi in questo idillio fugge dalla realtà. con la quale ha in comune la vastità. Il mare del v. sensibili. non potendo vedere con gli occhi usa l’immaginazione e con questa si smarrisce dolcemente. che non potrà mai raggiungere il piacere a cui pure sempre aspira.ZIONE FINALEINTERPRETA- Pur partendo da elementi concreti.15 simboleggia l’esistenza. Nello smarrimento in essa sta la sola consolazione dell’uomo.

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