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I Persiani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Tragedia Autore Eschilo Titolo originale Lingua originale Ambientazione Greco antico Palazzo reale a Susa, Persia

Prima assoluta 472 a.C. Teatro di Dioniso, Atene Prima rappresentazione italiana Tra il 472 e il 469 a.C. Teatro greco, Siracusa Premi Vittoria alle Grandi Dionisie del 472 a.C. Personaggi Atossa, madre di Serse Spettro di Dario, padre di Serse Serse, sovrano di Persia Messaggero Coro di anziani consiglieri di Serse

I Persiani ( / Prsai) una tragedia di Eschilo, rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene. in assoluto la pi antica opera teatrale che ci sia pervenuta. Indice 1 Trama 2 Commento 2.1 Un dramma storico 2.2 La trilogia 3 Note 4 Bibliografia 5 Voci correlate 6 Altri progetti Trama La tragedia ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l'esito della battaglia di Salamina (480 a.C.). In un'atmosfera cupa e colma di presagi funesti, la regina racconta un sogno angoscioso fatto quella notte. Poco dopo arriva un messaggero, che porta l'annuncio della totale disfatta dei Persiani. La battaglia viene raccontata accuratamente, dapprima con la descrizione delle flotte,[1]

poi con l'analisi della fasi dello scontro e infine con il quadro desolante delle navi distrutte in mare e dei soldati superstiti privi di aiuto. Lamenti e pianti riempiono la scena fino alla comparsa del defunto padre di Serse, Dario, marito di Atossa. Lo spettro d una spiegazione etica alla disfatta militare, giudicandola la giusta punizione per la hbris (tracotanza) di cui si macchiato il figlio, nell'aver osato cercare di conquistare il Mar Egeo con la sua flotta. Arriva infine il diretto interessato, lo stesso re Serse, sconfitto e distrutto, che unisce il proprio lamento di disperazione a quello del coro, in un canto luttuoso che chiude la tragedia. Commento Un dramma storico Si tratta della tragedia pi antica che ci sia pervenuta integra, e rappresenta gli albori del teatro, poich quando essa fu messa in scena, le rappresentazioni teatrali ad Atene erano cominciate da appena una sessantina danni. Lopera presenta alcune caratteristiche tipiche delle tragedie pi arcaiche: lassenza del prologo, il basso numero di personaggi, la semplicit della trama, nonch limportanza preponderante attribuita al coro, che qui rappresenta un gruppo di anziani consiglieri del re. Daltro canto lopera ha una caratteristica molto peculiare nel corpus di tragedie che ci sono rimaste: lunica che tratti un argomento storico, anzich rifarsi alla mitologia. In effetti la battaglia di Salamina, combattuta tra i Persiani ed un gruppo di poleis greche, era avvenuta appena otto anni prima, nel 480 a.C., per cui senz'altro molti degli spettatori (nonch, a quanto pare, lo stesso Eschilo) vi avevano preso parte. Ecco quindi che il dramma del re Serse corrispondeva ad una grande pagina di storia per i cittadini di Atene ed altre citt, i quali con una sapiente strategia erano riusciti a respingere un esercito molto pi grande ed armato del loro. La battaglia tra greci e persiani diventa dunque simbolicamente la guerra tra un re dispotico e incapace di frenare la propria hbris, e il sistema democratico ateniese, dove era il popolo ad esercitare il comando. Eschilo, comunque, non fu linventore della tragedia ad argomento storico: abbiamo notizia di due tragedie di Frinico (La presa di Mileto e le Fenicie), risalenti rispettivamente al 490 a.C. circa ed al 476, che si rifacevano anchesse ad episodi della guerra tra greci e persiani. La trilogia Lopera faceva parte, secondo la ricostruzione dei filologi, di una trilogia tragica che comprendeva anche Fineo e Glauco (anche detto Glauco Potnieo), cui si aggiungeva il dramma satiresco Prometeo che accende il fuoco. Tale ricostruzione per dubbia, poich Eschilo in genere usava la trilogia legata (ossia tre tragedie che raccontavano un'unica lunga storia), mentre questa ipotetica trilogia non avrebbe un unico intreccio narrativo. Si ipotizzato quindi che le tragedie di questa trilogia fossero legate, pi che dalla trama, dal ricorrere di alcune tematiche ed immagini. In particolare, sembrerebbe che la contrapposizione tra Europa ed Asia (evidentissima nella guerra tra greci e persiani) riappaia nei personaggi di Fineo e di Glauco: Fineo abita la costa europea del Bosforo, mentre Glauco progenitore dei re della Licia, regione dell'Asia Minore. Note ^ Nell'opera vi una lunga descrizione della composizione degli eserciti, quasi come nei cataloghi dell'epica greca, il cui esempio pi noto il Catalogo delle navi del Canto II dell'Iliade Bibliografia

Eschilo, Sofocle ed Euripide, Il teatro greco - Tragedie, a cura di Guido Paduano, BUR, 2006. ISBN 978-88-17-00971-3 Giulio Guidorizzi, Letteratura greca, da Omero al secolo VI d.C., Mondadori, 2002. ISBN 97888-88242-10-1 Vincenzo Di Benedetto ed Enrico Medda, La tragedia sulla scena, Einaudi, 2002. ISBN 97888-06-16379-2 H.C. Baldry, I greci a teatro, Laterza, 2007. ISBN 978-88-420-0448-6 Pierre Grimal, Mitologia, Garzanti, 2005. ISBN 978-88-11-50482-5 Voci correlate Tragedie di Frinico: Le Fenicie La presa di Mileto