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Lo c-`. per gli :.:.

calcidesi:
un antico esempio di citarodia erotica
(Carm. Pop. 27/873 P.)

NellAmatorius, dialogo imperniato sul serrato confronto tra gli assertori delle relazioni
eterosessuali e i propugnatori dei rapporti omoerotici, Plutarco, sviluppando un topos puntualmente
riproposto nelle discussioni su Eros fin dai tempi di Platone (Conv. 178e; Xen. Conv. VIII 32), non
manca di celebrare la potenza del dio nelle opere di Ares con citazioni poetiche e soprattutto con la
narrazione di alcune vicende mitiche e storiche (XVII 760d-762b). Tra queste ultime d particolare
risalto ad un esemplare episodio accaduto durante la guerra tra Eretriesi e Calcidesi in seguito al quale
questi ultimi presero a tenere in straordinaria considerazione la pederastia che in precedenza avevano
aspramente biasimato
1
.
Racconta dunque Plutarco che Cleomaco di Farsalo, giunto come alleato dei Calcidesi in un
momento cruciale del conflitto, fu esortato da questi ad attaccare la cavalleria eretriese contro la quale
non erano in grado di opporsi sebbene disponessero di una forte fanteria. Cleomaco chiese allora all'
:.:; che l'accompagnava di assistere allo scontro; il giovinetto con un bacio acconsent e gli fece
indossare l'elmo. Inorgoglito da questo gesto d'amore Cleomaco guid la carica dei valorosi cavalieri
tessali e con questa azione risolutiva, durante la quale rimase ucciso, favor la schiacciante vittoria dei
Calcidesi i quali ne avrebbero onorato la memoria con un monumento funebre aniconico, una tomba
sormontata da una grande colonna, simile a quello che i Parii dedicarono ad Archiloco morto in
combattimento contro gli abitanti dell'isola di Nasso
2
.
L'identit del protagonista di quell'esemplare atto di coraggio ispirato dall' :.; paidico era per
controversa. Plutarco infatti avverte l'esigenza di riportare anche un'altra versione dell'accaduto tratta
da Aristotele, probabilmente lo storiografo locale
3
. Pur confermando la vittoria di Cleomaco sugli
Eretriesi, Aristotele sostiene che il cavaliere tessalo era morto in altro modo e che l' :oc; baciato
dall' :.:; sarebbe stato invece un Calcidese della Tracia venuto a combattere in Eubea a fianco
degli abitanti della metropoli
4
, Costui secondo il poeta ellenistico Dionisio di Corinto, autore di un
poema intitolato A..o
5
, si sarebbe chiamato Antone e il suo amato Filisto. Nonostante le incertezze
sull'identit del protagonista di quella vicenda, certo che da questo episodio - conclude lo storico di
Cheronea - ebbe origine questo canto ancora noto tra i Calcidesi:

. vo.::; . \o.. : -o. vo:. `o: :c)`.,
)):.) .o; o,o).c. .`.o
cu ,o o::.o -o. `uc.:`; |.;
:v. \o`-.::. )o``:. v`:c..

Ragazzi, voi che Grazie e nobili padri aveste in sorte,
non rifiutate la compagnia della giovinezza ad uomini valenti:
col maschio valore anche colui che le membra scioglie, Amore,
fiorisce nelle citt dei Calcidesi.

Plutarco, interessato a precisare con dovizia di particolari come la grande considerazione in cui i
Calcidesi tenevano i rapporti omoerotici risalisse al tempo remoto della guerra lelantina
6
, non si
sofferma ad indicare in quale circostanza venisse cantato questo componimento poetico a lui noto
grazie alle informazioni di Aristotele. La mancanza di questa precisazione ha indotto gli editori a

1
Athen. XIII 601e; Hesych. 85 Schmidt; Suda 42 Adler. Su o`-.:.:. e verbi simili si veda E. Degani,
Arifrade l'Anassagoreo, Maia 12, 1960, p. 195, nt.12.
2
Cfr. L. A. Stella, Note archilochee, BCLincei S. III 7, 1986, p. 95.
3
FGrHist 423; cfr. ora anche D.A. Campbell, Greek Lyric, V, Cambridge (Mass.) - London, 1993, p. 257, nt. 1.
Che si tratti del filosofo di Stagira, come alcuni ritengono, non affatto certo (Arist. fr. 93 R.
3
).
4
La penisola tracia era stata colonizzata in gran parte dai Calcidesi. Per la documentazione si veda D.W.
Bradeen, The Chalcidians in Thrace, AJ Ph 82, 1952, pp. 356-380.
5
SH 388. Si accoglie la correzione A..; dello Xylander, cfr. Suda : 1177 Adler, al posto della lezione
A..; trdita dai codd. E e B.
6
Si accoglie la correzione del Wilamowitz al posto della lezione :cco`.-u dei codici. Che tale predilezione
fosse molto antica lascia intendere Ateneo (XIII 601f) quando ricorda che secondo i Calcidesi Ganimede
sarebbe stato rapito da Zeus nel loro territorio e precisamente ad Arpagio.
inserire la strofe nell'eterogenea raccolta dei carmina popularia
7
, favorendo di fatto l'elusione di
importanti quesiti inerenti all'individuazione del genere letterario e dell'occasione del canto. Tranne
alcuni fugaci accenni, peraltro molto sagaci a proposito di una possibile destinazione conviviale, gli
studiosi non hanno debitamente affrontato l'argomento; hanno preferito invece soffermarsi su altri
problemi riguardanti la struttura metrica
8
e, in connessione con la pi complessa questione della
presunta `origine dorica' dei kat'enhoplion-epitriti, la possibile data di composizione del carme
9
.
Sulla cronologia in effetti non si ancora raggiunta una concordanza d'opinioni, cosicch il
presumibile periodo di composizione del carme oscilla tra l'VIII e il VI sec. a. C. N manca chi ritiene
che esso sia recenziore e propende ad abbassarne la datazione addirittura al IV sec. sulla base di
considerazioni di ordine metrico
10
. Altri, pur negando valore alla testimonianza di Aristotele,
sospettano che il componimento sia stato costruito e inventato in un'epoca successiva ad Archiloco e a
Tirteo e cio verso la fine del VII sec.
11
. Anche fra quanti accettano la notizia del testimone secondo il
quale il carme risalirebbe alla guerra lelantina non vi unanimit di consensi. H.W. Smyth ad esempio
data il componimento ad un'epoca successiva alla met del VI sec.
12
, praticamente ai tempi di
Teognide, perch a suo dire la pederastia era stata importata dalla Ionia in quel periodo. Altri ne
anticipano la datazione alla prima o alla seconda met del VII sec., al tempo di Archiloco
13
o di
Alceo
14
. La mancanza di dati cronologici certi e le parziali contraddizioni implicite nelle fonti su
questo conflitto, l'unico tra gli antichi episodi bellici considerato da Tucidide meritevole di ricordo
15
,
hanno infatti alimentato una secolare discussione scientifica - che finora non ha trovato una soluzione
definitiva - per cui la datazione della guerra viene fatta oscillare in un ampio arco di tempo che va
dall'VIII al VI sec., cio dall'et di Esiodo a quella di Teognide
16
.
C' stato infine chi ha tentato di conciliare i contrastanti dati delle fonti letterarie, portate a sostegno
delle diverse ipotesi, immaginando un plurisecolare conflitto tra Calcide ed Eretria. Per non vi
alcuna certezza che Archemaco, lo storiografo euboico citato da Strabone
17
, quando ricorda i frequenti
scontri sostenuti dai Cureti euboici per questo territorio, intendesse riferirsi soltanto al conflitto
panellenico menzionato da Erodoto (V 99) e da Tucidide (I 15).
Preziose informazioni per dirimere il problema cronologico ci provengono dagli scavi archeologici
effettuati in Eubea. Sul lato orientale della pianura di Lelanto a Xeropolis nella zona di Lefkandi sono
stati portati alla luce i resti di un antichissimo centro fortificato che, dopo essere stato fiorente e

7
Sulla silloge si veda ora C. Neri, Sotto la politica. Una lettura dei carmina populariamelici, Lexis 21, 2003,
pp. 193-260.
8
Si veda, ad esempio, K. Mnscher, Metrische Beitrge, Hermes 54, 1919, p. 35; M.L. West, Greek Metre,
Oxford 1982, p. 139; F. Pordomingo Pardo, La poesia popular griega. aspectos histrico-literarios y formas de
transmisin, in La letteratura di consumo nel mondo greco-latino. Atti del Convegno Internazionale di Cassino,
a cura di O. Pecere -A. Stramaglia, Cassino 1996, p. 473.
9
Sull'argomento si rinvia alla rec. a West, Greek Metre, di Gentili, Gnomon 60, 1988, p. 485s.
10
M.L. West, Greek Metre, cit., p. 139.
11
Cfr. C. Gallavotti, Un poemetto citarodico di Stesicoro nel quadro della cultura siceliota, BCLincei N.S.
25, 1977, p. 19, nel riferire questa ipotesi ribadisce tuttavia l'alta arcaicit della struttura metrico-ritmica della
strofe.
12
H.W. Smyth, Greek Melic Poets, New York 1899, p. 511; cfr. U. von Wilamowitz-Moellendorff, Einleitung
in die griechische Tragdie, Berlin 1889
1
, p. 72s.
13
D. W. Bradeen, Lelantine War and Pheidon of Argos, TAPhA 78, 1947, pp. 9-21; M. Sordi, La lega tessala
fino ad Alessandro Magno, Roma 1958, pp. 42-51.
14
M. Vetta, Theognis. Elegiarum liber secundus, Roma 1980, p. XXXIXs.
15
Thuc. I 15; cfr. L. Canfora, Totalit e selezione nella storiografia classica, Bari 1972, p. 77.
16
Per un'essenziale panoramica della questione si rimanda al contributo di A. Brelich, Guerre, agoni e culti
nella Grecia arcaica, Bonn 1961, pp. 9-21; cfr. G. Tedeschi, La guerra lelantina e la cronologia esiodea, in
Studi triestini di antichit in onore di Luigia A. Stella, Trieste 1975, pp. 149-167, ivi ulteriore bibliografia; C.
Talamo, Il mito di Melaneo, Oichalia e la protostoria eretriese, in Contribution l'tude de la societ et de la
colonisation eubennes, Napoli 1975, pp. 27-36; C. Bearzot, La guerra lelantea e il -.. degli Ioni d'Asia,
Contr. Ist. St. Ant. 9, 1983, pp. 57-81; K. Tausend, Der Lelantische Krieg - ein Mythos?, Klio 69, 1987, pp.
499-514; V. Parker, Untersuchungen zum lelantinischen Krieg und verwandten Problemen der frhgriechischen
Geschichte, Stuttgart 1997, pp. 59-93; A. Debiasi, Esiodo tra Beozia ed Eubea, in Esiodo e l'Occidente, Roma
2008, pp. 29-30.
17
FGrHist 424 F 9 (=Strab. X 3,6, p. 465 C); cfr. anche Eustath. Comm. Hom. Il. II 537, p. 279, 23s.
probabilmente indipendente, venne distrutto da un incendio negli ultimi decenni dell'VIII sec.
18
, per
cui la popolazione si sarebbe trasferita ad Eretria
19
. Qui sul lato occidentale della citt stato
individuato un complesso sistema difensivo databile agli inizi del VII sec. che testimonia la
permanenza di uno stato di tensione con la vicina Calcide
20
.
I dati desunti dai reperti archeologici concordano con la notizia secondo cui per Anfidamante, il
3oc.`:u; di Calcide morto in uno scontro navale durante la guerra per il possesso della pianura
lelantina, venne celebrato un agone funebre al quale partecip Esiodo che risult vincitore nel certame
poetico con un u;
21
. A questo medesimo lasso di tempo pare rinviare anche La presa di Ecalia di
Creofilo di Samo, vissuto in pieno VII sec. ma considerato dagli antichi contemporaneo di Omero e di
Esiodo
22
, un poema epico che narrava la distruzione dell'omonima localit situata nel territorio
eretriese
23
e che sarebbe stato ispirato, secondo una convincente ipotesi avanzata recentemente
24
, dalle
ultime fasi della guerra.
Questo carme d'occasione pertanto verisimilmente coevo all'episodio cruciale avvenuto durante il
conflitto, cio fu probabilmente composto a breve distanza di tempo dall'evento a cui si ispir, come
accadde per le antiche redazioni degli c-`.o in onore di Armodio e Aristogitone (carm. conv. 11/894
e 12/895 PMG), dei caduti a Lipsydrion (carm. conv. 24/907 PMG) e di Kedon (carm. conv. 23/906
PMG) debitamente celebrati con canti nei simpos dai loro compagni di eteria all'indomani delle loro
sfortunate imprese.
L'analisi lessicale e stilistica conferma l'arcaicit della strofe che, nonostante la sua formale
compiutezza, pu aver fatto parte di un componimento pi esteso. Un caso non unico qualora si ricordi
che il carm. conv. 8/891 PMG corrisponde ad una quartina di un carme alcaico (fr. 249,6-9 V.),
deliberatamente adattata nel lessico e nella sintassi
25
, cos da risultare consona alle specifiche esigenze
e funzioni prammatiche del simposio attico. L'epiteto :c)`;, il termine o,o). (scil. o::;) e il
nesso o::.o - |.; bene si attagliano a descrivere alcuni tratti peculiari di una societ aristocratica,
divisa per classi di et e caratterizzata al suo interno da relazioni pederotiche, pratica legata ad
un'educazione militare e strettamente connessa a rituali inziatici, quale fu la societ calcidese arcaica
26
.

18
L. H. Sackett - M. R. Popham, Lefkandi. An Euboean Town of the Bronze Age and the Early Iron Age,
Archaeology 25, 1972, pp. 8-19; M.R. Popham - L.H. Sackett - P. Themelis, Lefkandi, voll. 2, London 1979-
1980. Alcuni hanno avanzato l'affascinante ipotesi che si tratti dell'antica Eretria (L.H. Sackett, Prehistoric
Euboea: Contributions toward a Survey, ABSA 61, 1966, pp. 68-68; K. Schefold, Die Grabungen in Eretria
im Herbst 1964 und 1965, AntKunst9, 1966, p. 108). Tale identificazione contestata da M. Sakellariou,
Quelques questions relatives la colonisation eubenne en Occident, in Gli Eubei in Occidente, Taranto 1978,
p. 16s., poich secondo Strabone (IX 2,6, p. 403 C) l'antica citt sorgeva ad oriente dell'Eretria storica.
19
Pi cauto su questo punto si dimostra A. Andromeniou, Skyphoi de l'atelier de Chalcis (fin X
e
-fin VIII
e
sicle
a. J. C.), II, BCH 109, 1985, p. 73s.
20
P. Auberson, Chalcis-Lefkandi-Ertrie au VIII
e
sicle, in Contribution l'tude de la societ et de la
colonisation eubennes, Napoli 1975, pp. 9-14. Si vedano le pertinenti considerazioni di B. D'Agostino,
Osservazioni a proposito della guerra lelantina, DialArch 1, 1967, pp. 20-37, sulla scomparsa della ceramica
euboica nell'emporio di Al Mina dopo il 700 ca., soppiantata da quella corinzia, che indirettamente conferma
l'ipotesi cronologica della guerra lelantina deducibile dall'interpretazione degli scavi archeologici in Eubea.
21
Hes. Op. 650-662; Plut. fr. 84 Sandbach identificato dai moderni con la Teogonia. H.T. Wade-Gery, Hesiod,
Phoenix 3, 1949, p. 87; M.L. West, Hesiod. Theogony, Oxford 1966, p. 44ss.; E.M. Bradley, On King
Amphidamas' Funeral ad Hesiod's Muses, PP30, 1975, pp. 285-288; C. Calame, L'ispirazione delle muse
esiodee, in Scrivere e Recitare, Roma 1986, p. 94.
22
Si vedano le testimonianze raccolte in A. Bernab (ed.), Poetarum Epicorum Graecorum I, Leipzig 1987, p.
157ss. e soprattutto Certamen 62ss., 322s.; Strab. XIV 1,18, p. 638 C.
23
Hecat. FGrHist 1 F 28; Strab. 10, 1, 10, p. 448 C; Soph. Trach. 74 e 237; Diod. 4, 37; Paus. 4, 2, 3; Plin. Nat.
Hist. 4, 64; IG XII/9, 241,78; 245,53; cfr. W. Wallace, The Demes of Eretria, Hesperia 16, 1947, p. 140.
24
Talamo cit., pp. 27-36. Non pare invece decisiva la considerazione secondo cui bisognerebbe datare il
conflitto alla seconda met del VII sec., poich in tale periodo i Tessali avrebbero potuto combattere a fianco dei
Calcidesi: solo allora infatti l'avvenuta pacificazione tra gli abitanti della valle dello Spercheo avrebbe consentito
ai Tessali di prendere parte alla guerra.
25
Cfr. B. Gentili, Poesia e pubblico nella Grecia antica, Roma-Bari 1984, p. 58 e p. 304s.
26
Cfr. A. Mele, I caratteri della societ eretriese arcaica, in Contribution l'tude de la societ et de la
colonisation eubennes, Napoli 1975, p. 24.
Inoltre il riferimento alle \o.:; e al `uc.:`; |.;, tema su cui imperniata l'intera strofe,
rimanda inequivocabilmente a Esiodo (Theog. 907-911) che - l'abbiamo gi ricordato - si rec a
Calcide durante la guerra lelantina in occasione degli agoni funebri per Anfidamante dove recit la
Teogonia. D'altro canto la redazione del carme nota a Plutarco presenta elementi lessicali e sintattici
presumibilmente recenziori, quali il costrutto )):.: ... .`.o (v.2), la preposizione :v. con
accezione locativa (v.4), il sintagma cu o::.o (v.3), rilevato dallo Smyth
27
. Tali elementi sono
indizi preziosi che avallano la notizia dell'ininterrotta riproposizione orale del componimento e al
tempo stesso attestano l'esigenza di un continuo adeguamento del testo a nuove realt linguistiche. E'
pertanto possibile che un termine desueto (ex. gr. o:. ,o) sia stato sostituito da un sinonimo
pi noto ed usuale (cu ,o o::.o), metricamente equivalente, secondo una pratica non insolita per
testi poetici celebri ripetutamente cantati nelle occasioni conviviali
28
.
La stretta interdipendenza nella lirica arcaica tra enunciato poetico e modalit espressive, tra
enunciatore ed uditorio, tra la forma dell'espressione e dei contenuti e lo spazio fisico e sociale entro il
quale avveniva la performance rende ineludibile il problema dell'individuazione dell'occasione del
canto.
La tematica erotica
29
, le scelte lessicali, il tono parenetico e l'intento eulogistico della quartina,
mostrando una straordinaria affinit con le elegie pederotiche della Silloge teognidea
30
, consentono di
individuare nel momento conviviale la circostanza privilegiata della sua esecuzione. Il palese
riferimento ai nobili ragazzi calcidesi, apostrofati col vocativo che presuppone un sotteso voi, e l'invito
a concedere le loro grazie agli o,o).
31
, inducono a ritenere che l'occasione conviviale fosse del tipo
degli o::.o cretesi o spartani
32
- comunque diffusi pure al di fuori dell'area dorica - a cui
partecipavano anche i vo.::; (Plut. Lyc. XII 6) sia pure in posizione subalterna
33
. Un'occasione
dunque che non era soltanto pretesto di svago e di scherzi ma che al tempo stesso si configurava come
momento paideutico per i giovani
34
. Infatti il ristretto gruppo dei cittadini nello spazio conviviale
celebrava con canti le proprie tradizioni e i propri eroi, affrontava argomenti di varia natura per
illustrare il modello ottimale da seguire, per additare i valori etico-politici da rispettare o per indicare il
corretto comportamento da tenere nella vita della polis.
L'ipotesi di una destinazione conviviale, suggerita da Wilamowitz
35
, non esclusa neppure
dall'analisi colometrica. I kat'enhoplion-epitriti in cui composta la strofe rimandano in effetti sia alla

27
Smyth cit., p. 511.
28
Per un'ampia documentazione di tale prassi cfr. B. Gentili, L'arte della filologia, in La critica testuale greco-
latina oggi. Metodi e problemi, Roma 1981, p. 13 ss.; F. Ferrari, Uso e riuso del canto simposiale: Teognide e
l'elegia greca arcaica, in Teognide. Elegie, Milano 1989, pp. 5-45.
29
Per la trattazione di questo argomento nei testi poetici si veda F. Lasserre, La figure d'ros dans la posie
grecque, Lausanne 1946.
30
Vetta 1980, p. XXXIX. Si veda anche B. Gentili, L' interpretazione dei lirici arcaici nella dimensione del
nostro tempo. Sincronia e diacronia nello studio di una cultura orale, QUCC 8, 1969, p. 14s.
31
Sulla pederastia come elemento integrante della vo.::.o aristocratica cfr. E. Bethe, Die dorische Knabenliebe,
RheinMus 62, 1907, pp. 438-475; W. Kroll, Knabenliebe, in PWRE XI/1, coll.897-906; F. Buffire, ros
adolescent. La pdrastie dans la Grce antique, Paris 1980; B. Sergent, L'homosexualit dans la mythologie
grecque, Paris 1984; J . Bremmer, Adolescents, Symposion, and Pederasty, in O. Murray (a cura di), Sympotica,
Oxford 1990, pp. 135-148; G. Lambin, La chanson grecque dans l'antiquit, Paris 1992, pp. 52-54; Pordomingo
cit., pp. 475 e 479.
32
Probabilmente un'occasione correlata a una festa in cui si celebrava l'amore tra vo.::; e o::; (Sergent, cit.,
p. 199s.). Vd. inoltre S: Santoro, Calcide e la poesia pederotica, in I luoghi e la poesia nella Grecia antica. Atti
del Convegno (Universit G. D'Annunzio Chieti-Pescara 20-22 aprile 2004), a cura di M. Vetta - C. Catenacci,
Alessandria 2006, pp. 85-91.
33
Cfr. J .-M. Dentzer, Le motif du banquet couch dans le Proche-Orient et le mond grec du VII
me
au IV
me

sicle a. J.-C., Roma 1982, p. 432; ivi ulteriore bibliografia.
34
Cfr. Xen. Resp. Lac. III 5; V 5s.
35
Griechische Verskunst, Berlin 1921, p. 437s. Il suggerimento stato accolto anche da O. Schroeder, Grundri
der griechischen Versgeschichte, Heidelberg 1930, p. 90ss.; da F. Lasserre, Ornements rotiques dans la posie
lyrique archaque, in Serta Turyniana, Urbana-Chicago-London 1974, p. 31; e da Vetta cit., p. XXXIX.
metrica delle epigrafi arcaiche sia alla versificazione della produzione citarodica di Stesicoro
36
, autore
tra l'altro di componimenti erotici
37
, sia infine ai cola attestati dagli c-`.o anonimi.
Il v.1 infatti costituito dalla sequenza pros.+enh. pressoch identico al verso incipitario del carm.
conv. 34 D. (=524 S.H.), attribuito da Lobone a Pittaco. Il v.2, come il successivo v.3, composto da un
epitr.
tr.
+ibyc. (interpretabile anche come hypodo.+glyc.), raffrontabile sia con il v.2 dei carm. conv.
15-18/898-901 PMG, dove l'ibiceo - attestato da un graffito ateniese del VII sec.
38
- preceduto da un
dimetro coriambico, sia con il verso iniziale del carme di Hybrias (carm. conv. 26/909 P.), che attesta
un epitrito seguito da un gliconeo
39
. Infine il dimetro anapestico del v.4 funge da verso incipitario nel
carm. conv. 32 D. (=522 SH) attribuito a Solone, e da clausola sia nell'epitaffio di Glauco a Taso
risalente al tempo di Archiloco
40
, sia nel carm. conv. 34/917 (c) PMG
41
.
Concludendo, il carme che i Calcidesi solevano indirizzare agli :.:. per onorare il prode
:oc; caduto in battaglia durante la guerra lelantina il pi antico esempio di citarodia erotica, un
genere poetico di cui abbiamo purtroppo scarse ma significative notizie per quanto concerne la sua
diffusione nel periodo arcaico
42
. Inoltre gli elementi test emersi avallano l'ipotesi che la quartina
ricordata nell' Amatorius di Plutarco avesse una destinazione conviviale, fosse cio uno c-`.
43
, un
canto assolo
44
, sostenuto dall'accompagnamento di un unico strumento musicale a corde
45
. La
disamina stilistica e semantica per di pi consente di evidenziare un diretto rapporto con la poesia
esiodea. All'ambiente culturale calcidese, intriso di elementi beotici, deve essere rapportato anche il
pressoch coevo graffito d'ispirazione conviviale della coppa di Nestore (454 CEG Hansen) rinvenuto
nella tomba di un fanciullo nella colonia euboica di Pitecusa
46
. Infine l'alta arcaicit del carme inficia
l'ipotesi avanzata dal Wilamowitz il quale riteneva inverisimile che questo tipo di versificazione fosse
prodotto nelle colonie greche d'Occidente
47
, terra di origine di Stesicoro e Ibico
48
. Al contrario le

36
Gallavotti, Un poemetto citarodico cit., pp. 1-30; B. Gentili, Preistoria e formazione dell'esametro, QUCC
26, 1977, pp. 9-37 (=I poemi epici rapsodici non omerici e la tradizione orale, Padova 1981, pp. 75-104).
37
Athen. XIV 601a. La fruizione conviviale dei componimenti stesicorei attestata da Eup. frr. 148 e 395 PCG.
Vd. C.O. Pavese, Tradizioni e generi poetici della Grecia arcaica, Roma 1972, pp. 240-242; L.E. Rossi, Feste
religiose e letteratura: Stesicoro o dell'epica alternativa, Orpheus N.S. 4, 1983, pp. 4-31; E. Pellizer,
Lineamenti di una morfologia dell'intrattenimento simposiale, Aufidus 2, 1987, p. 92, ivi ulteriore
bibliografia.
38
C. Gallavotti, Metri e ritmi nelle iscrizioni greche, Roma 1979, p. 80.
39
Gallavotti, Metri, cit., p. 124. Cfr. G. Tedeschi, Il canto di Hybrias, QFCT 5, 1986, p. 63, dove indicato
con la sequenza hypo.+teles. Tale interpretazione in ogni caso non inficia la validit del raffronto poich il
verso pu essere inteso come ipodocmio seguito da gliconeo pirrichiocefalo, colon strutturalmente identico al
telesilleo (B. Gentili, La metrica dei Greci, Messina-Firenze 1952, p. 70).
40
Gallavotti, Metri, cit., p. 11.
41
Per la vicenda del dimetro anapestico in strutture dattilo-epitritiche in prospettiva diacronica si rimanda a
Gentili, Preistoria e formazione dell'esametro, cit., p. 26s. Recentemente in B. Gentili - L. Lomiento, Metrica e
ritmica. Storia delle forme poetiche nella Grecia antica, Citt di Castello 2003, p. 208, la struttura metrica della
strofe cos indicata: en
a
/ hem
f
/ epitr
tr
cho ia / epitr
tr
hem
m
/ pros
a
epit
ia
, con l'avvertenza che gli autori
accolgono ai vv. 1 e 2 gli emendamenti al testo tradito proposti da Bergk.
42
Nulla rimane infatti delle .:o. :..-o. del citarodo cretese Ametor ricordato da Ateneo (XIV 638b). A
questo proposito risultano significative le allusioni ad un'ampia quanto antica tradizione citarodico-erotica che
riscontriamo in Pind. Isthm. II 1-5 e in Bacch. Paean IV 79s. Sn.-Maehl. Per le differenze tra lirica monodica e
citarodia d'argomento pederotico cfr. Pavese 1972, p. 241s.
43
Il termine attestato per la prima volta da Pindaro (fr. 122,14 Maehl.) stato variamente spiegato dagli antichi.
Le testimonianze sono state raccolte da H. Frber, Die Lyrik in der Kunsttheorie der Antike II, Mnchen 1936, p.
45ss.; cfr. R. Reitzenstein, Epigramm und Skolion, Gieen 1893, p. 3ss. Sul controverso etimo si veda ora V.
Pisani, Minuzie filologiche, RIL 109, 1975, p. 301s.
44
B. A. van Groningen, Pindar au banquet, Leyden 1960, p. 15; M. Davies, Monody, Choral Lyric and the
Tyranny of the Hand-Book, CQ N.S. 38, 1988, p. 55ss.
45
Cfr. L.A. Stella, Strumenti musicali della lirica greca arcaica, in Lirica greca da Archiloco a Elitis. Studi in
onore di F. M. Pontani, Padova 1984, pp. 17-32.
46
C. Gallavotti, I due incunabuli di Atene e Pitecusa ed altre epigrafi arcaiche, RAL Sc. mor. S. VIII 31,
1976, pp. 207-219.
47
Cfr. Wilamowitz-Moellendorff , Einleitung, cit., pp. 72-73, ed anche Wilamowitz, Griechische Verskunst, cit.,
p. 437, nt.1.
informazioni desunte dagli scavi archeologici effettuati in Sicilia e nell'Italia centro-meridionale
attestano la presenza commerciale, coloniale e cultuale euboica in queste zone sin dall'VIII sec.
49
. Ed
probabile che attraverso il moto della colonizzazione in Occidente proprio dall'ambiente culturale
beotico-euboico siano provenuti a Stesicoro non solo taluni elementi lessicali e linguistici ma pure le
strutture epitritiche e le sequenze dattilo-anapestiche
50
.

48
F. G. Welcker (RheinMus 2, 1834, pp. 211-244; ristampato in versione ampliata in Kleine Schriften, Bonn
1844, pp. 220-250) indicava in questa strofe il precedente pi antico dei componimenti erotici di Ibico.
49
Sulla colonizzazione cfr. J . Brard, La colonisation grecque de l'Italie mridionale et de la Sicile dans
l'antiquit. L'histoire et la legende, Paris 1957; T.J . Dunbabin, The Western Greeks, Oxford 1958; J . Boardman,
The Greeks Overseas, London 1980
2
(tr. it. Firenze 1986); D. Ridgeway, L'alba della Magna Grecia, Milano
1984. Sui rapporti tra l'Eubea e l'Occidente vd. Incontro di studi sugli inizi della colonizzazione greca in
Occidente, DialArch 3, 1969, pp. 3-234; Contribution l'tude de la socit et de la colonisation eubennes,
Napoli 1975; Gli Eubei in Occidente, Taranto 1979; Nouvelle contribution l'tude de la socit et de la
colonisation eubennes, Napoli 1981; G. Bartoloni - F. Cordano, Calcidesi ed Eretriesi nell'Italia centrale nel
sec. VIII a.C., PP 33, 1978, pp. 321-330; A. Andromeniou, Skyphoi de l'atelier de Chalcis (fin X
e
- fin VIII
e

sicle a. J. C.), I, BCH 108, 1984, pp. 37-69; N. Valenza Mele, Hera ed Apollo nella colonizzazione euboica
d'Occidente, Melanges de l'cole Franaise de Rome. Archologie 89, 1977, pp. 93-524.
50
implicito che l'origine dei kat'enhoplion-epitriti ha un'origine ben p remota; vd. Gallavotti, Un poemetto
citarodico, cit., p. 13ss.; Gentili, Preistoria e formazione dell'esametro, cit., p. 7ss.; Stella, cit., p. 17ss.
La strofe per gli :.:. calcidesi (carm. pop. 27/873 P.)
Edizione critica e commento

. vo.::; . \o.. : -o. vo:. `o: :c)`.,
)):.) .o; o,o).c. `.o
cu ,o o::.o -o. `uc.:`; |.;
:v. \o`-.::. )o``:. v`:c..

Plut. Amat. XVII 761AB A.c:`; :: : |`:o o``.; ov)o:. )c., -ocoo
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,::c)o., v:)):o .; : |u3.o \o`-.::uc. :v.-u ): o::c)o. voo .; \o`-.::uc.
[1-4]

1 Pind. fr. 122,7 Maehl. . vo.::; (de meretricibus Corinthiis dictum), Sem. fr. 8,1 Pell.-Ted. . vo., vd.
etiam Anacr. fr. 15 Gent.; Theogn. 1235, al.; Plat. Phaedr. 244aBacch. I 151 :u :: `o. \o.., Ibyc. fr.
288, 1 PMFF |u.o`:, ,`ou-:. \o.. )o`;, vd. etiam Ar. Eccl. 974; Theocr. XXVIII 7 Alc. fr. 72, 13
V. :c`. ::; :- -:., carm. conv. 24/907, 4 PMG . :::.;o .. vo:. :coTheogn. 933s.
vou.; o).v. o: -o. -o``; v::. / `3.;, ; u. o):. :`o:2 Theogn. 37
ouo o). o,o).c. .`:., vd. etiam Theogn. 31s.; Pind. Pyth. II 96s.3 Hes. Theog. 120s. |.;... /
`uc.:`;, vd. etiam Hes. Theog. 910s.; Sapph. fr. 130, 1 V.; cf. Arch. fr. 196 IEG; Alcm. fr. 3, 61 PMGF;
Hom. Od. XVIII 212 . : ouu `u ,uo, :. : oo )u :):`):3-4 Plat. Conv. 203e
)o``:. : -o. (scil. |.;) 4 Terpander fr. 5 Gostoli :) o.o : :. )o``:. -o. M.co `.,:.o /
-o. A.-o :uuo,u.o -o`. :v.o); :,.

1 o;. prop. Bergk, Anal. Lyr. III, p.34:`o:: codd., corr. Meineke, Euphor. p.10 (=Analecta Alexandrina,
p.7)2 )):.: codd., corr. Meineke, loc. cit.o,o).; prop. Bergk, loc. cit..`:. coni. Bergk, loc. cit.3
o:.o codd., corr. Stephanus4 :v. codd., def. Bernhardy, Syntax d. griech. Sprache, p.249, :. coni.
Bernardakis, prob. Wilamowitzv`::cc. sive v`:cc. coni. Headlam, ClassRev 14, 1900, p.9

Ragazzi, voi che Grazie e nobili padri aveste in sorte,
non rifiutate la compagnia della giovinezza ad uomini valenti:
col maschio valore anche colui che le membra scioglie, Amore,
fiorisce nelle citt dei Calcidesi.

Metrica

- - - - - - - - pros ehn
- - - - - - - epitr
tr
ibyc (=hypodo glyc)
- - - - - - - epitr
tr
ibyc (=hypodo glyc)
- - - - - dim an
Commento

Conformemente all'impostazione dialogica della lirica arcaica la strofe ha inizio con il vocativo .
vo.::;, che con garbata ironia sar ripreso da Pindaro nello c-`. per Senofonte corinzio (fr. 122, 7
Maehl.) a proposito delle giovani prostitute offerte dal laudando al tempio di Afrodite. Tale
allocuzione da un lato formalmente rimanda, come noto, alle apostrofi efebiche incipitarie di
componimenti pederotici lirico-monodici (Alc. fr. 366 V.; Anacr. fr. 15 Gent.) ed elegiaci
51
destinati al
simposio; d'altra parte essa si configura tipologicamente identica all'Anrede . :. delle elegie
conviviali di Callino (fr. 1, 2 PETFr) e di Tirteo (frr. 7, 15; 8, 10 PETFr)
52
. La genericit
dell'apostrofe, infatti, privilegiando l'anonimato dei destinatari non solo ne sottolinea icasticamente
l'omogeneit come gruppo, ma soprattutto mira funzionalmente ad esaltare l'intento parenetico della
strofe il cui dettato paideutico, scandito dal solenne andamento dei kat'enhoplion-epitriti, avvertito
come normativo, non legato solamente al momento contingente della composizione del canto, e
pertanto riproponibile in analoghe circostanze per destinatari di volta in volta diversi.
Le straordinarie qualit fisiche e psicologiche dei vo.::; sono celebrate con sobria allusivit dalla
successiva proposizione relativa . \o.. : -o. vo:. `o: :c)`.. Il motivo celebrativo,
topico di questo genere encomiastico, anche se trattato con accentuazioni e ampiezze diverse dai
singoli poeti (ex. gr. Ibyc. fr. 282 PMGF; Pind. fr. 123 Maehl.; Theogn. 1365s.), reso in modo
esplicito da Theogn. 933s. dove appunto si afferma: vou.; o).v. o: -o. -o``; v::.
/ `3.;, ; u. o):. :`o:.
Anche Ibico definisce l' :.:; Eurialo ,`ou-:. \o.. )o`; (fr. 288, 1 PMGF), la cui
immagine ha ampi riscontri nella letteratura fino al periodo bizantino
53
. Il richiamo emblematico alle
\o.:; in effetti non casuale. Queste, gi menzionate nell'epica
54
al pari delle .o., non sono
semplicemente divinit della vegetazione: con la loro competenza investono anche la sfera umana,
perch personificano la grazia e l'affascinante bellezza. Non stupisce pertanto che esse siano
naturalmente associate ad Afrodite (Paus. VI 24, 7) e che per tale motivo possano dispensare ad alcuni
fortunati mortali avvenenza, fascino (Bacch. I 151) e capacit di fattiva gratitudine verso gli
:oco.
55
. Esiodo nella Teogonia nel ricordare i loro nomi non dimentica di esaltarne la peculiare
capacit di ispirare attraverso lo sguardo la passione amorosa che scioglie le membra (v.910s.).
Bellezza e virt raramente si trovano congiunte negli esseri umani e la combinazione di queste
qualit, come ricorda il gi citato passo della Silloge teognidea, rende straordinario chiunque le
possieda entrambe per dono divino, cos come era capitato a Bellerofonte, del quale nell'Iliade (VI
156s.) si dice: . :: ):. -o``; : -o. : :o:. .voco.
Accanto alle doti fisiche - quasi ad esprimere un'intrinseca e connaturata connessione - vengono
ricordate le virt dei vo.::;, la cui esaltazione mediata dal ricordo del valore dei padri, come
avviene nel carme conviviale dedicato ai combattenti morti a Lipsidrio (carm. conv. 24/907, 4 PMG).
Icastico in effetti l'epiteto :c)`; (cfr. Alc. fr. 72,13 V.) che, oltre a denotare la nobilt di nascita e le
insite qualit etiche
56
, evoca quel valore guerresco e l'abilit in combattimento (ex. gr. Hom. Il. IV
458; Theogn. 1234) per cui i Calcidesi fino al VII sec. furono universalmente rinomati (Arch. fr. 3,4s.
IEG), come si evince anche da un antico oracolo delfico in esametri
57
.
All'apostrofe encomiastica incipitaria fa immediatamente seguito il motivo centrale della strofe:
l'insinuante esortazione ai vo.::; perch acconsentano ad intrecciare relazioni amorose con gli
o,o).
58
. L'invito, sostanzialmente analogo a Theogn. 37 (cfr. v.31s.; Pind. Pyth. II 95s.), espresso
con una litote ( )):.:) che attenuando l'imperativo categorico conferisce alla locuzione

51
Ex. gr. Theogn. 1235 con il commento ad loc. di M. Vetta, Theognis. Liber secundus, Roma 1980, p. 43s.
52
W. J . Verdenius, Tyrtaeus, 6-7 D. A Commentary, Mnemosyne S. IV, 22, 1969, p. 340.
53
G. Burzacchini in E. Degani - G. B., Lirici greci, (Firenze 1977) Bologna 2005
2
, p. 313s.
54
Hom. Il. V 338; XIV 267 e 275; XVII 51; [Hom.] Hymn. Ap. 194; Hymn. Ven. 61 e 95; Cypria frr. 4,1; 5,4
PEG.
55
J . Latacz, Zum Wortfeld Freude in der Sprache Homers, Heidelberg 1966, p. 95s.
56
G. Cerri, La terminologia socio-politica di Teognide, QUCC 6, 1968, pp. 7-32, ora in Poeti greci giambici
ed elegiaci, a cura di E. Degani, Milano 1977, pp. 156-173.
57
H.W. Parke - D.E.W. Wormell, The Delphic Oracle, Oxford 1956, I, p. 82s.; II, p. 1s.
58
Per l'accezione erotica di .`.o cfr. Aesch. fr. 136 TrGF; Arist. Pol. II 1272
a
25.
maggiore incisivit persuasiva. Al tempo stesso la litote mantiene il dettato poetico a livello
perifrastico entro il quale si inserisce senza forzati artifici il richiamo alla florida giovinezza con il
termine ., metafora consueta nei componimenti erotici (Mimn. fr. 9,1 PETFr; cfr. Anacr. fr. 81
Gent. ..- c.o o.) che viene continuata dal successivo )o``:.. Il verbo in senso traslato
gi attestato nell'epica
59
e verr esplicitamente riferito ad |.; da Platone (Conv. 203e).
Il v.3, riprendendo la colometria del verso precedente, d avvio alla parte finale. Con sapienti
variazioni stilistiche vengono riproposti in sequenza rovesciata i temi dell'esordio: non sono pi i
vo.::; e i loro :oco. ad essere l'oggetto dell'elogio, bens le loro qualit psico-fisiche. Dalla
concreta e corporea realt dei laudandi l'attenzione si sposta sull'ideale astratto del valore virile, l
o::.o (vd. Sim. fr. 74/579, 7 PMG), e sulla divina personificazione della passione amorosa
connotata con l'epiteto d'ascendenza omerica `uc.:`; (Od. XX 57; XXIII 343; cfr. Od. XVIII 212
. : ouu `u ,uo, :. : oo )u :):`):).
Nell'epilogo il passaggio dal concreto all'astratto, dal particolare al generale conferisce valore
assiomatico all'incisivo e solenne enunciato. che nelle ultime battute scandite dal dimetro anapestico.
di riflesso estende l'elogio all'intera comunit (:v. \o`-.::. )o``:. v`:c.), parimenti al fr. 5
Gostoli di Terpandro, dove l'esaltazione del valore bellico dei giovani, insieme al culto della Musa e al
rispetto di Dike, implica indirettamente l'esaltazione dell'intero corpo civico di Sparta (cfr. Pind. fr.
199 Maehler).

59
L. Broccia, o``; in Asclepiade, PP 6, 1951, p. 55ss.