Sei sulla pagina 1di 50

Augusto Fraschetti

Indice analitico della Consolatio ad Liviam Augustam de morte


Drusi Neronis filii eius qui in Germania de morbo periit
In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 108, N1. 1996. pp. 191-239.

Riassunto
Augusto Fraschetti, Indice analitico della Consolatio ad Liviam Augustam de morte Drusi Neronis filii eius qui in Germania de
morbo periit, p. 191-239.
La Consolatio ad Liviam sive epicedium de morte Drusi filii eius un poemetto discusso per quanto riguarda chi lo compose e
l'epoca in cui fu redatto ormai da pi di un secolo. Se ne approntato per la prima volta un indice analitico allo scopo da un lato
di dimostrare infondata l'ipotesi del poeta-falsario che ne sarebbe l'autore, d'altro lato per precisare meglio l'epoca in cui la
Consolatio fu scritta. A proposito dell'autore, l'indice permette di non dover avanzare alcun dubbio sulle sue caratteristiche di
cavaliere romano, presente agli avvenimenti che espone e di cui si dichiara testimone. Quanto alla datazione, sia episodi cruciali,
come quello della morte, inerenti alla vita della stessa Livia, sia l'accenno da parte del cavaliere a
(v. retro) una rapidissima sottomissione della libera Germania - sottomissione di fatto mai avvenuta - costituiscono indubitabili
prove di una redazione della Consolatio al 9 a.C, l'anno stesso della morte di Druso, figliastro di Augusto, figlio di Livia e fratello
di Tiberio.

Citer ce document / Cite this document :


Fraschetti Augusto. Indice analitico della Consolatio ad Liviam Augustam de morte Drusi Neronis filii eius qui in Germania de
morbo periit. In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 108, N1. 1996. pp. 191-239.
doi : 10.3406/mefr.1996.1934
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1996_num_108_1_1934

VARIA
AUGUSTO FRASCHETTI

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATICI AD LIVIAM


AUGUSTAM DE MORTE DRUSI NERONIS FILII EIUS
QUI IN GERMANIA DE MORBO PERIIT *

Perch un indice?
Nel lavoro preparatorio per una nuova edizione e soprattutto un nuovo
commento del poemetto comunemente noto come Consolatio ad Liviam,
mi ero proposto di stendere, accanto agli altri indici, un indice analitico
che desse conto di quegli usus altamente apprezzati da Giuseppe Giusto
Scaligero, uno dei primi e pi insigni editori della Consolatio, e da N. Heinsius allievo prediletto in Olanda di Scaligero : un apprezzamento che aveva
indotto N. Heinsius a definire il complesso di quei versi insignis thesaurus :
un insignis thesaurus di usus soprattutto e di antiquitates1. Tuttavia, a part
ire da un famosissimo contributo di M. Haupt, che accusava l'anonimo ca999 II titolo quello che si legge con varianti di dettaglio in L M; al riguardo ved.
E. Skutsch, RE IV 1, 1900, col. 934; in seguito con ampia discussione Schoonhoven,
p. 65-9. Abbreviazioni bibliografiche :
Fraschetti = A. Fraschetti, Roma e il principe, Roma-Bari, 1991;
Lenz = F.W. Lenz, P. Ovidii Nasonis Halieutica, Fragmenta, Nux; Incerti Consol
atioad Liviam, 2 ed. Torino, 1956;
Schoonhoven = H. Schoonhoven, The Pseudo-Ovidian Ad Liviam de morte Drusi
(Consolatio ad Liviam, Epicedium Drusi). A Critical Text with introduction and com
mentary
edited by, Groningen, 1992;
Vollmer = Poetae Latini Minores II 2, Ovidii Nux, Consolatio ad Liviam, Priapea,
Lipsia, 1923.
Witlox = A. Witlox, Consolatio ad Liviam Prolegomenis, Commentario exegetico,
Indice instructa, Groningen, 1934.
1 Ved. N. Heinsius, C. Pedonis Albinovani elegiae III, Amsterdam, 1773, p. **4,
che naturalmente seguiva l'attribuzione della Consolatio a C. Pedo Albinovanus sulla
scia di Jo. Scaligerus, Publii Virgilii Maronis Appendix cum supplemento multorum
antehac nunquam excussorum Poematum veterum Poetarum... in eandem Appendicem Commentarii et castigationes , Leida, 1573, p. 528, il quale lo identificava a sua
volta con il poeta delle Elegiae in Maecenatem. Su Heinsius allievo prediletto dello
Scaligero in Olanda R. Pfeiffer, History of Classical Scholarship from 1300 to 1850,
Oxford 1976, p. 119 con p. 129.
MEFRA - 108 - 1996 1, p. 191-239.

192

AUGUSTO FRASCHETTE

valiere romano di essere non solo un falsario, ma in buona sostanza anche


un cattivo poeta (giudizio eventualmente tutto da discutere)2, e fino ai
contributi pi recenti (p. es., di J. Richmond, P.H. Schrijvers e H. Schoonhoven), l'interesse nei confronti dell'opera si spostato sostanzialmente
dall'approfondimento e dall'analisi degli usus, in essa descritti e documenta
ti,
all'individuazione del presunto falsario e della conseguente datazione
del poemetto, da non collocarsi dunque nel 9 a.C. (l'anno della morte di
Druso), ma nell'ipotesi di un falso in epoca successiva : come si vari
amente supposto, soprattutto nell'et di Tiberio nell'et di Claudio, del fra
tello dunque del figlio dello scomparso3.
Quanto alla recentissima edizione di Schoonhoven, 1992, mi limito a se
gnalare
i punti di dissenso pi gravi. Schoonhoven, p. 74 con p. 97, propone
di leggere a 43 tnstituisse bonarum. Da parte mia, pi semplicemente accolgo,
in quanto molto pi economica, l'antica congettura cumulasse bonorum
avanzata per primo da J. Micyllus, Ovidii Opera II, Strasburgo, 1550, ad l. ; cfr.
del resto anche la traduzione di J.H. Mozley, Ovid. The Art of Love and Other
Poems, The Loeb Classical Library New York-London 1929, p. 327. Su 219
ved. sotto, p. 211, Druso, funerale di-. Schoonhoven, p. 80, propone di leggere
a 236 funera causa levet, sostituendo levet a htet unanimemente tradito. Una
simile ipotesi (cfr. il suo commento, p. 147, per ulteriori congetture a un passo
di per s chiarissimo) sicuramente da escludere. In modo molto pi pre
gnante
infatti se, secondo Marte, Druso mor suo, mor tra le armi e le spade,
comandante per la patria, ci che resterebbe ignoto e dunque inspiegabile
sarebbe solo il motivo di una morte prematura e disgraziata (appunto funere
causa latet). Schoonhoven, p. 82, propone di leggere a 279, con Vollmer ad l. e
Witlox, p. 8 con p. 105 sg., lentisque oculis laetusque sulla scia di una vecchia
2 M. Haupt, Epicedion Drusi, Lipsia, 1849, quindi in Opuscula I, Lipsia, 1875
(rist. anast. Hildesheim 1967), p. 315 sgg. comunque molto significativo che,
mentre nessuno ha mai accolto la datazione del poemetto nella seconda met del XV
secolo, anche dopo la scoperta di un testimone medievale alle origini dei manos
critti umanistici della Consolatio (M.D. Reeve, The Tradition of Consolatio ad Liviam, in RHT, 6, 1976, p. 79 sgg.) in ogni caso questa certezza non ha mai neppure
scalfito la teoria del falso che Haupt fondava anche sulla datazione dei manoscritti
rinascimentali superstiti e sulla presunta inesistenza di testimoni anteriori.
3 Non richiamando neppure datazioni successive nell'et di Domiziano, per l'et
di Tiberio ved. J. Richmond, Doubtful WorL Ascribed to Ovid, in ANRW, II 31,4,
1981, p. 2774 sgg., che propone una datazione di poco anteriore al 6 d.C. Sempre nel
l'et di Tiberio, ma dopo la morte di Germanico, pone la Consolatio P.H. Schrijvers,
propos de la datation de la Consolatio ad Liviam, in Mnemosyne, 41, 1988,
p. 381-3. Per la datazione nell'et di Claudio E. Bickel, De consolatione ad Liviam pro
Claudio usurpature Iuliani imperii scripta, in RhM, 93, 1950, p. 193 sgg. H. Schoon
hoven,p. 22 sgg., ritiene a sua volta che la Consolatio sia stata composta in et neroniana mentre Britannico era ancora in vita, dunque nel 54-55 d.C. Naturalmente la
probabilit di una simile ipotesi inversamente proporzionale alla distanza (anche
cronologica) che separa lo sventurato Britannico da Druso, fratello di Claudio.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATICI AD LIVIAM

193

congettura di Heinsius. Una simile congettura non tuttavia necessaria, con il


solo scopo (come si deve implicitamente dedurre) di introdurre una sorta di
variatio l dove il poeta voleva invece consciamente iterare (laetisque oculis
laetusque videbo). Per quale motivo del resto gli occhi attentissimi del poeta,
che dichiarava di aver partecipato ai funerali di Druso, avrebbero dovuto esse
relenti? Diversamente da Schoonhoven, p. 86, a 416 accolgo, con Witlox e
Lenz, tanto, unanimemente tradito, non la sua correzione in tantum gi avan
zata a suo tempo da G. Bersmannus, Ovidii opera scholiis illustrata I, Lipsia,
1590, ad l.
Convinto che un indice analitico il pi possibile accurato fosse indi
spensabile
per esaminare appunto quelle istituzioni e quegli usus di cui la
Consolatio ricchissima e talvolta unica testimone, mi sono messo all'ope
ra
totalmente ignaro degli sviluppi successivi cui il mio Indice sarebbe
andato incontro. Ne uscito qualcosa di diverso da quanto avevo immagi
nato
: un lavoro che, se non possiede certo una propria autonomia, forse
pu comunque riuscire di qualche utilit a chi coltiva interessi analoghi ai
miei : confesso infatti di apprezzare la poesia documentaria (anche le
Elegiae in Maecenatem). In questa convinzione ho deciso pertanto di pubb
licare
questo indice a parte : non solo perch divenuto troppo lungo ed
esteso per un poemetto di appena quattrocentosettantaquattro versi, ma
anche per i nuclei tematici che in esso traspaiono e che, appunto in quanto
tali e difficilmente discutibili, non potranno non condizionare (come a
c enneremo
alla fine del nostro percorso) ogni futura discussione sul pre
sunto
falsario e sullo stesso periodo in cui la Consolatio fu redatta.
AGRIPPA
- sepolto nel Mausoleo :
67-8. condidit Agrippant quo te, Marcelle, sepulcro,
et cepit geners tarn locus Me duos...
Per la sepoltura di Agrippa nel Mausoleo di Augusto cfr. anche Cassio
Dione, LIV 29,5. Al riguardo Fraschetti, p. 283-4; per il materiale epigrafi
co
ultimamente S. Panciera, // corredo epigrafico del Mausoleo di Augusto,
in H. von Hesberg-S. Panciera, Das Mausoleum des Augustus. Der Bau und
seine Inschriften, in BAW, Heft 108, Monaco di ., 1994, p. 96-8. La pi
completa integrazione di Agrippa nell'ambito della domus Augusta un nu
cleo tematico caratteristico di epoca augustea. Significativamente, da que
stopunto di vista, Agrippa compare tra le fortes animae della Via Lattea ac
canto
alla proles Iulia anche in un poeta come Manilio (notoriamente lega
to
agli ambienti di corte), I 797-9 : Martisque sub armis, / miles Agrippae
sui, Venerisque ab origine proles / Iulia?
MEFRA 1996, 1

13

194

AUGUSTO FRASCHETTI

Per la datazione di Manilio in epoca augustea ved. soprattutto E. Flo


res, Contributi di filologia maniliana, Napoli, 1966; quindi Id., Dal fato alla
storia. Manilio e la sacralit del potere augusteo tra poetica e ideologia, in Vichiana, 11, 1982, p. 104 sgg. Pi in particolare su I 797-9 A. Fraschetti, Mort
e
dei prncipi ed eroi detta famiglia di Augusto, in AION Arch.St.Ant. , 6,
1984, p. 182-3.

ANONIMO DELLA CONSOLATIO


7-10. Et quisquam leges audet tibi dicere flendi?
et quisquam lacrmas temperai ore tuas?
ei mihi, quam facile est, quamvis hic contigit omnes,
alterus luctu fortia verba loqui...
65-6. vidimus erepta maerentem stirpe sororis :
luctus, ut in Druso, publions ille fuit...
201-2. omnibus idem oculi, par est concordici flendi :
funers exequiis adsumus omnis eques...
271-2. At tibi ius veniae superest, Germania, nullum :
postmodo tu poenas, barbare, morte dabis.
Su 271 sgg. (dove si enuncia quella che si ritiene la speranza ben fon
data di una rapida sottomissione della libera Germania) torno pi lunga
mente a parte : Sutta datazione della Consolatio ad Liviam, in RIFC, 123,
1995, in corso di stampa.
293-4. consule nos, duce nos, duce iam victore caremus :
invenit tota maeror in Urbe locum.
351-2. ad te oculos auresque trahis, tua facta notamus,
nee vox missa potest prncipis ore tegi.
355-6. An melius per te virtutum exempla petemus,
quam si Romanae prncipis edis opus?
Il poeta-cavaliere, pur se non intimo di Livia come altri cavalieri ro
mani
amici anche di Augusto (come p. es. C. Proculeius : su di lui ultima
mente A. Fraschetti, L' irresistibile ascesa di L. Seius Strabo, in Mlanges
offerts la mmoire de F. Jacques, Parigi, 1996, in corso di stampa), di
chiara
comunque di poterne osservare personalmente i facta, pur rilevan
do
come in ogni caso la vox emessa da una matrona, che prima tra le
donne, non potrebbe mai rimanere celata (su Livia femina... I prncipibus
natis, prncipis digna viro ved. anche a 343-4). Il cavaliere della Consolatio
dunque, anche se si volesse ipoteticamente supporre una sua origine mun
icipale,
viveva a Roma, come si deduce dalla stessa circostanza che di
chiari
di aver partecipato, appunto insieme agli altri cavalieri, al funerale
di Druso. Com' molto probabile, doveva appartenere ai ceti alti del-

INDICE ANALITICO DELLA CONSOIATIO AD UVIAM

195

l'ordine equestre : quelli da cui il principe non mancava all'evenienza di


scegliere i suoi comits (su di essi ved. p. es. S. Demougin, L'ordre equestre
sous les Jlio-Claudiens , Roma, 1988, p. 746 sgg.). Quanto alle sue ideali
t
politiche, necessarie evidentemente di un approfondimento molto pi
puntuale e dettagliato, si osservi che l'anonimo non solo mostra grande
devozione nei confronti di Livia, ma conserva anche onorevolissima me
moria
del padre di Livia M. Livius Drusus Claudianus morto suicida dopo
la battaglia di Filippi, se a 146 pu definire lo stesso Druso materni celeber
nomine Drusus avi.
461. Decursusque virwn notos mihi donaque regum...
Nei dona... regum di 461 non vedrei n un'allusione ai dona (che poi
non sono dona, ma bottino sottratto) dei popoli vinti esibiti nel suo corteo
dal generale che trionfa (nel caso specifico Druso), n tanto meno un'allu
sionealle attitudini dei Germani in occasione della malattia dello stesso
Druso, cos come esse sono descritte da Seneca, Cons, ad Mare. 3,1 (dive
rsamente Schoonhoven, p. 203-4). Almeno a mio avviso, in modo molto pi
verosimile, doveva trattarsi per il poeta-testimone dei doni dei re inviati da
ogni parte del mondo per adornare il rogo di Druso in una sorta di magnifi
co
potlach, come era consueto che avvenisse anche in occasione dei funeral
i
di altri principes viri gi in epoca tardorepubblicana; ved., p. es., per i fu
nerali
di Sulla J. Arce, Funus imperatorum. Los funerales de los emperadores romanos, Madrid, 1988, p. 30-1.
ANTONIA
- e la domus Augusta :
303-4. Femina tu princeps, tu flia Caesaris UH
nee minor es magni coniuge visa Iovis.
Su 303-4, versi notoriamente assai discussi, deve ancora ritenersi assulutamente impeccabile l'interpretazione che gi ne aveva dato Jos. Sealiger,
Elegiae III, et fragmenta, cum interpretatione et notis, Amsterdam, 1703,
p. 69 : quia Augustus Antonii et Octaviae sororis liberos suorum loco habuerat. A questo proposito una riserva tanto futile quanto inverosimile sa
rebbe
quella costituita dalla circostanza che nessuna testimonianza antica
n tanto meno la Prosopographia Imperii Romani forniscano alcuna notizia
su una eventuale adozione (naturalmente mai avvenuta) della nipote Anton
ia,dopo la morte del padre, da parte di Cesare figlio (in senso diverso, ma
con molte ingenuit, Schoonhoven, p. 25 sgg., sulla scia di E. Courtney,
Notes on the Minor Latin Poets, in Mnemosyne, 39, 1986, p. 402; cfr. del re-

196

AUGUSTO FRASCHETTI

sto gi Witlox, p. 69). Diversamente sulla posizione marginale di Anto


nianell'ambito della domus Augusta, cos come essa documentata ora
dalla tabula Siarensis, A. Fraschetti, Osservazioni sulla tabula Siarensis
(Frag. I II. 6-8), in Epigraphica, 50, 1988, p. 56 sgg. La stessa Antonia,
poich nipote diretta di Augusto, viene definita, nella Consolatio, femi
na.. . princeps e di conseguenza pu certo apparire al poeta una moglie ben
degna di Druso, n minore per meriti alla sposa dello stesso Giove, da in
tendersi
in questo contesto evidentemente come Augusto; l'espressione
usata in effetti in riferimento a Livia anche da Ovidio, Trist. I 6, 25 e Pont.
Ili 1,125; cfr. R. Syme, History in Ovid, Oxford 1978, p. 44-5. Quanto all'a
ppellativo
minor (in rapporto ad Antonia nee minor), si osservi che esso
usato per la stessa Antonia non solo da Suetonio, Cai. 1, 1 e Claud. 1, 6, ma
anche dal suo liberto Eros, che ne era lectiicarius) (da aggiungere in quan
to
tale alla documentazione sui lecticarii raccolta da E. De Ruggiero-S. Ac
came,
Diz. ep. IV 2, p. 495).
manifestazioni di lutto di - alla morte di Druso :
317-8. quo raperis laniata comas simlisque furenti?
quo ruis? attonita quid petis ora manu?
Cfr. la sorte analoga delle chiome di Livia : a 40 scompigliate e indignae, a 98 tagliate e sparse sul cadavere di Druso.
323-4. quid mortem tibi maest rogas amplexaque natos
pignora de Druso sola relieta tenes...
Su questi versi, per quanto riguarda il problema della datazione J.
Richmond, Doubtful Works cit., p. 2775, osserva giustamente che essi con
molta difficolt potrebbero essere stati scritti dopo il 37 d.C, l'anno del
l'avvento
all'impero di Caligola, figlio di Germanico e dunque nipote di
Druso (in effetti, per un tentativo di datazione della Consolatio nell'et di
Claudio ved. sotto, p. 198, Apoteosi, avvenuta a Roma solo nel caso di Romolo e di Cesare).
- moglie di Druso :
299-302. quid referam de te, dignissima coniuge Druso
atque eadem Drusi digna parente nurus ?
par bene compositum : iuvenum fortissimus alter,
altera tam forti mutua cura viro
Cfr. p. es. Valerio Massimo, IV 3 : Antonia quoque femina laudibus virilem familiae suae claritatem supergressa, amorem mariti egregia fide pensavit, quae post eius excessum forma et aetate florens convictum socrus pro co
niugio
habuit, in eodemque toro alterus adulescentiae vigor extinctus est, al-

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LMAM

197

tenus viduitatis experientia consenuit. Su Antonia univira, p. es., S.


Treggiari, Roman Marriage. Insti Coniuges from the Time of Cicero to the
Time ofUlpian, Oxford, 1991, p. 236 con p. 500; N. Kokkinos, Antonia Aug
usta.
Portrait of a Great Roman Lady, London-New York, 1992, p. 15 sgg.
con p. 191 n. 30, dove si osservi tuttavia che in maniera abbastanza incredi
bile
la Consolatio sembra ancora essere ritenuta opera di Ovidio; ultima
mente S. Segenni, Antonia e la domus Augusta, in SCO, 44, 1990,
p. 297 sg.
Diversamente da O. Hirschfeld, Die kaiserliche Grabstatten in Rom, in
SBA, 1886, p. 460, che collocava le ceneri di Antonia nella tomba gentilizia
degli Antonii in quella degli Octavii, S. Panciera, /Z corredo epigrafico del
Mausoleo di Augusto cit., p. 85, pensa in modo molto pi plausibile a una
deposizione anche delle ceneri di Antonia nel Mausoleo di Augusto, dove es
se avrebbero trovato posto accanto a quelle del marito Druso e del figlio
Germanico. Una simile eventualit nel caso specifico resa tanto pi probab
ile
dalla circostanza che anche altri personaggi non appartenenti in senso
stretto alla domus Augusta, come i generi del principe Marcello e Agrippa
(ved. rispettivamente sotto, p. 225 e sopra, p. 193) furono comunque sepolti
nel Mausoleo. Inoltre, la circostanza che Antonia morisse quando il nipote
Caligola era da poco pi di un mese asceso all'impero (sul giorno e sull'anno
della sua morte ved. Stein, PIR P, p. 173 n. 885; L. Vidman, Fasti Ostienses,
2 ed. Praga, 1982, p. 42), non sottrae valore all'ipotesi di una deposizione
anche delle ceneri di Antonia nel Mausoleo di Augusto, a meno di non voler
valorizzare in questo senso la notizia sui ridotti onori funebri fatti decretare
dal nipote all'ava (al riguardo soprattutto Suetonio, Cai. 23,2) : ridotti onori
funebri che in ogni caso non dovettero essere tali da negare anche ad Anto
nia
onorevole sepoltura accanto al marito e al figlio.
APOTEOSI
- avvenuta a Roma solo nel caso di Romolo e di Cesare
241-6. ut Rentus Iliades et frater conditor Urbis
effugerunt aliqua stagna profunda via.
de tribus una mini partent accipe quae datar inquit
muneris; ex istis quod petis alter erit.
Hic tibi, mox Veneri Caesar promissus uterque :
hos dbet solos Marita Roma deos.
Cfr. Manilio I 799-800 Housman :
...descendit caelo caelumque replebit,
quod reget, Augustus, socio per signa Tonante,
cemet et in coetu divum magnumque Quirini...

198

AUGUSTO FRASCHETTI

Si osservi tuttavia che in nessun caso 241-6, dopo la mancata apoteosi


di Tiberio, possono essere addotti a prefigurare la futura apoteosi del
l'imperatore
Claudio nel senso proposto da E. Bickel, De consolatione ad
Liviam, cit., p. 193 sgg. Si aggiunga in effetti che la datazione del Gran
Cammeo di Francia all'et di Claudio pu definirsi almeno leggera, cos
come essa veniva formulata da Bickel a sostegno di un'analoga datazione
della Consolatio, dopo i tanti e competentissimi tentativi esegetici messi in
atto in passato e poi in seguito a proposito di quel Cammeo; al riguardo
ampia discussione in Z. Kiss, L'iconographie des princes Julio-Claudiens au
temps d'Auguste et de Tibre, Varsavia, 1975, p. 131 sgg.; ved. ultimamente
H. Jucker, Der grosse Pariser Kameo, inJdl, 91, 1976, p. 211 sgg.; P. Zanker,
Augustus und die Macht der Bilder, Monaco di ., 1987, p. 234; . Andreae,
Praetorum Speluncae. Tiberius una Ovid in Sperlonga, in AWL Mainz, 12,
1994, p. 120-2. Infine, ritenere Polibio, il liberto di Claudio, colui che avreb
be
commissionato, a legittimazione dello stesso Claudio, sia la Consohtio
ad Liviam, sia il Gran Cammeo di Francia, ipotesi che evidentemente per
la mancanza assoluta di ogni base documentaria volta a sostenerla non
pu neppure essere discussa. Sul ruolo di Venere nell'apoteosi di Cesare
ved. sotto, p. 204 sg., Divinit, Venere.

AUGUSTO
- Cesare (figlio) :
39.

Caesaris illud opus

Ved. sotto, p. 205 sg., Druso, Caesaris ... opus.


72. a magno lacrimas Coesore quartus habet.
209. Et voce et lacrimis hudasti, Caesar, alumnwn,...
465. Denique laudari sacrato Caesaris ore...
Per 72, 209 e 495 ved. sotto, p. 212 sg., Druso, laudano di442. et flevit populo Caesar utrumque palarti.
Ved. sotto, p. 231 sg., Ottavia, lutto per Marcello.
129. Caesaris uxori si talia dicere fas est,...
Ved. sotto, p. 218 sgg., Livia, e Augusto.
245. Hic tibi, mox Veneri Caesar promissus uterque...
Ved. sotto, p. 204, Divinit, Venere.
303. ... tu filia Caesaris UH,

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATICI AD LIVIAM

199

Ved. sopra, p. 195 sg., Antonia, e la domus Augusta.


381. quod semper domito rediit tibi Caesar ab orbe...
420. obtulit invitae quom tibi Caesar opem...
- e Giove :
61-4.

itte vigil, summa sacer ipse locatus in arce,


res hominum ex tuto cernere dignus erat,
nec fieri ipse suis nec quemquam fiere suorum,
nec, quae nos patimur vulgus, et ipse pati...
213-4. sed tibi debetur caelum, te fulmine pollens
accipiet cupidi regia magna Iovis.
Ved. anche il riferimento ad Augusto come deus a 465-6; cfr. inoltre,
ma in rapporto a Livia, 304 e 379-80 (cfr. sotto, p. 202, Divinit, Giove).
- e il lutto :
63-4. nec fieri ipse suis nec quemquam fiere suorum,
nec, quae nos patimur vulgus, et ipse pati...
Il principe, che dal 27 a. C. ha ricevuto anche il nomen di Augusto, do
vrebbe
dunque essere immune da furier e conseguentemente non patire le
disgrazie del vulgus, nel cui ambito evidentemente si annovera, sebbene
appartenga all'ordine equestre, anche l'anonimo cavaliere. Cfr. in questo
stesso senso anche 347-8, in rapporto a Livia, poich anche Livia partecipa
a pieno titolo della Caesaris... domus : Non eadem vulgusque decent et lumi
narerum (con la significativa ripresa, anche in questo caso, di vulgus).

CAESARIS... DOMUS
- assimilata a un templum :
401-4. Iuppiter ante dedit fati mala signa cruenti,
flammifera petiit cum sua templa manu :
Iunonisque gravis nocte impavidaeque Minervae
sanctaque et immensi Caesaris icta domus.
Per l'impossibilit di identificare la santa casa del potentissimo Cesa
recon il tempio di Giove Capitolino, ved. sotto, p. 202 sg., Divinit, Iuno.
Del resto, a facilitare l'assimilazione della casa di Augusto sul Palatino a un
tempio contribuivano evidentemente non solo la presenza al suo interno
del tempio di Apollo Palatino (e in un settore a parte di una statua di Vesta;
cfr. Ovidio, Met. XV 865-6), ma anche l'assimilazione di Augusto stesso a
un dio (ved. sopra, p. 199, Augusto, e Giove) soprattutto a opera dei poeti

200

AUGUSTO FRASCHETTI

contemporanei (da ultimo, nell'ambito di una letteratura evidentemente


amplissima, S. Sniezewski, The Divinity of Augustus in the Late Poetry of
Horace and in Elegies of Tibullus and Propertius, in Eos, 81, 1993, p; 61
sgg.). A 403 non accolgo la proposta di emendamento di nocte in natae
(Schoonhoven, p. 86 con p. 185-6) in quanto perfettamente inutile e assolu
tamente gratuita : in effetti, se un nocturnal lighting potuto sembrare
trivial all'editore moderno, quel fulmine notturno tuttavia deve aver im
pressionato
profondamente l'anonimo cavaliere, al punto da includerlo,
egli soltanto, tra i mala signa del fato cruento.
funers ... expers :
59-60. Caesaris adde domum, quae certe, funers expers,
debuti humants altior esse malis.
473-4. est coniunx, tutela hominum, quo sospite vestram,
Livia, funestarti dedecet esse domus.
Cfr. anche 347-8.
Non eadem vulgusque decent et lumina rerum :
est quod praecipuum debeat hta domus.
Sulla domus Augusta, da ritenersi nella Consolatio, funers ... expers e
su questa caratteristica in rapporto al problema della datazione della stes
saConsolatio, ved. A. Fraschetti, Sulla datazione della Consofatio ad Liviam cit.
- ne farebbe parte anche Druso :
453. Hoc domus ista docet, per te mea, Caesaris alti...,
Druso tuttavia ne avrebbe fatto parte solo a livello marginale, cos
come del resto dopo la sua morte non ne partecipava a pieno titolo neppur
e
la vedova di Druso Antonia (A. Fraschetti, Osservazioni sulla Tabula
Siarensis cit., p. 56 sgg.; cfr. pi di recente S. Segenni, Antonia Minore e la
domus Augusta, in SCO, 44, 1996, p. 304-5). In quanto comunque con
nesso alla domus Augusta, Druso stesso poteva in ogni caso essere definito
Caesaris alumnus; ved. sotto, p. 212 sg., Druso, laudano di-.

COMITES DI DRUSO
295-6. At comitum squalent immissis ora capillis
infelix, Druso sed pia turba suo.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVI AM

201

I comits di Druso, di cui da notizia solo la Consolatio, erano gli amici,


sia appartenenti all'ordine senatorio sia presumibilmente di rango eques
tre, che lo avevano accompagnato nel corso della sua ultima spedizione,
costituendone appunto il comitatus, cos come constila amicorum avrebbe
ro
accompagnato pi tardi nelle loro spedizioni Gaio Cesare e Germanico
(J. Crook, Consilium prncipis, Cambridge, 1955, rispettivamente p. 35 con
p. 172 e p. 38).

DIVINIT
Castori :
283-4. Adice Ledaeos, concordici sidera fratres,
templaque Romano conspicienda Foro.
Ved. sotto, p. 237, Topografa romana, tempio dei-.
dei :
24. Et quoscumque coli est iusque piumque deos...
130. Iam dubito magnos an rear esse deos...
132. Quos ego non potui demeruisse deos?
I due interrogativi (il diretto e l'indiretto) debbono intendersi attri
buiti naturalmente a Livia.
187 sgg. Dique latent templis neque iniqua ad funera vultus...
Ved. sotto, p. 213 sg. Druso, luctus publicus.
211-2. Te letum optasti, dis aversantibus omen,
par ubi, si sinerent te tua fata mor.
Cfr. Suetonio, Claud. 1,10 : et defunctum ita pro condone hudaverit, ut
deos precatus sit similes ei Caesares suos facerent sihique tarn honestum
quandoque exitum dorent quam Uli ddissent.
415. Eventura precor : deus excusare priora...
440. mutarunt avidi trista iura dei.
deus :
466.... lacrimas elicuique dea.
II riferimento evidentemente ad Augusto; su Augusto all'evenienza
definito deus dai poeti contemporanei ved. sopra, p. 199, Augusto, e Giove;
p. 199 sg., Caesaris...domus, assimilata a un templum.

202

AUGUSTO FRASCHETTI

Fortuna :
51-6. Nempe per hos etiam Fortunae iniuria mores
rgnt et incerta est hic quoque nixa rota;
hic quoque sentitur : ne quid non improba carpai
saevit et iniustum ius sibi ubique facit.
Scilicet immunis si luctus una fuisset,
Livia, Fortunae regna minora forent.
349. Imposuit te (se. Liviam) alto Fortuna locumque tuen...
371 sgg. Fortuna arbitriis tempus dispenst iniquis :
illa rapit iuvenes, sustinet illa senes...
Giove :
21. Solvere vota Iovi fatorum ignara tuorum.
la stessa Livia che in seguito (a 131-3), appresa la morte di Druso,
mostrer addirittura di volersi ribellare contro gli dei ingiusti.
28. et tumulus Drusum pro Iovis arce manet.
Ved. sotto, p. 210, Druso, sepolto nel Mausoleo.
213-4. Sed tibi debetur caelum, te fulmine pollens
accipiet cupidi regia magna Iovis.
Il cavaliere romano allude evidentemente alla prevedibile consecratio
di Augusto dopo la morte, su cui ved. sotto, p. 204-5, Divinit, Venere.
303-4. Femina tu princeps, tu flia Caesaris UH
nee minor es magni coniuge visa Iovis.
Su 303-4 ved. sopra, p. 195 sg., Antonia, e la domus Augusta.
379-80. nata quod alte es quodque es fetibus aueta duobus,
quodque etiam magno consociata Iovi. . .
401. Iuppiter ante dedit fati mala signa cruenti...
Su 401 ved. sotto, p. 202 sg., Iuno.
Iuno :
401-4. Iuppiter ante dedit fati mala signa cruenti,
flammifera petiit cum sua templa manu :
Iunonisque gravis node impavidaeque Minervae
sanctaque et immensi Caesaris icta domus.
403-4, dove si fa cenno alle dimore della severa Giunone e di Minerva
impavida, sono volti a indicare nel suo complesso il tempio della triade
Capitolina. Mi sembra da escludere infatti che a 404 la santa casa del potentissimo Cesare possa essere identificata con il tempio di Giove Capitol
ino,correggendo a 404 Caesaris, unanimemente tradito, in numinis nel

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLAVO AD UVIAM

203

senso proposto da Schoonhoven, p. 86 con p. 188. Per due ordini di motivi


relativamente semplici : in primo luogo, poich il tempio di Giove Capitoli
no
gi stato implicitamente ricordato nel suo complesso grazie ai rifer
imenti subito prima alle celle della severa Giunone e di Minerva impavi
da;
in secondo luogo, poich il poeta, un cavaliere romano, non farebbe
mai esplicito riferimento a un numeri di Cesare figlio, dunque di Augusto,
ancora in vita, sebbene (bench possa sembrare paradossale) lo stesso Au
gusto
possa essere definito deus anche nella Consolatio, come pi in genere
nella poesia contemporanea (ved. sopra, p. 199 sg., Augusto, e Giove). In ef
fetti,
per la distinzione rigorosa tra onori da rendersi a Roma al genius del
principe vivo e onori divini a lui resi in Italia e nelle province gi L.R. Tayl
or, The Divinity of the Roman Emperor, Middletown, 1931, passim', da ult
imo D. Fishwick, The Imperial Cult in the Latin West. Studies in the Ruler
Cult of the Western Provinces of the Roman Empire I 1, Leiden-New YorkKobenhaven, 1987, p. 83 sgg. ; Fraschetti, p. 72-4. Se poi si volesse accoglie
re
(molto improbabilmente) a 402 tria di , comunemente emendato in
sua, bisognerebbe ammettere in ogni caso che il poeta-cavaliere si riferisse
a tre templi : uno di Giunone, uno di Minerva e uno da identificarsi c
omunque
con la casa dell'immenso Cesare (a suo avviso essa stessa, come
abbiamo visto, un templum). L'improbabilit di tria deve essere fatta consi
stere nella circostanza che il poeta-cavaliere non avrebbe mai alluso in mo
docos generico a un tempio di Minerva e a uno di Giunone, senza specifi
care
di quale tempio si trattasse in presenza dei tanti edifici di culto dedi
cati a Roma alle due divinit, onorate congiuntamente solo nel tempio di
Giove Capitolino.
Marte :
23. Gradivomque patrem donis implereparabas...
Sono i dona che Livia aveva gi approntato in onore degli dei in cam
biodello scioglimento dei voti da lei fatti : quei voti che tuttavia a 103 sono
detti irrita e che dunque conseguentemente non saranno sciolti. Sui dona
approntati da Livia in attesa del ritorno di Druso ved. anche 126.
231 sgg. Sed Mavors, tempio vicinus et accola Campi,
tot dixit siccis verbo, neque ipse genis . . .
A Marte viene attribuito nella Consolatio un ruolo antitetico a quello
del padre Tevere (ved. sotto, p. 204) che, trattenendo le sue acque dopo un
temporale, vorrebbe che il cadavere di Druso non sia consunto dalle fiam
medel rogo, cos che il defunto possa ascendere al cielo con il corpo intatto
e dunque ricevere apoteosi. La funzione di Marte quella di dissuadere ap
punto
il Tevere dal mettere in atto questo suo proposito, poich a Roma l'a-

204

AUGUSTO FRASCHETTI

poteosi, come Marte stesso dichiara, stata concessa in passato solo a Romolo il fondatore; quindi di recente, grazie all'intervento di Venere, a Cesa
re
padre dopo il suo assassinio, con l'avvertenza che essa in futuro sar
concessa anche a Cesare figlio dopo la sua morte, da intendersi natura
lmente come il pi possibile procrastinata nel tempo. Anche questo un
elemento ulteriore che contribuisce a datare la Consolatio nel periodo in
cui essa si dichiara scritta, nonostante i tentativi vani di E. Bickel, De consolatione ad Liviam cit., p. 194 sgg., volti a ricondurre una simile problemat
ica
alla pi tarda et di Claudio (ved. sopra, p. 198). Marte vicinus et ac
cola Campi poich il suo tempio sorgeva appunto in Campo Marzio, vicino
dunque al luogo dove fu approntato Yustrinum di Druso; ved. anche sotto,
p. 238, Topografia romana, tempio di Marte.
Minerva :
22. ... et armiferae solvere vota deae...
403-4. ... impavidaeque Minervae
domus.
Ved. sopra, p. 202 sg., Iuno.
Parcae :
73-4. Chudite iam, Parcae, nimium reserata sepulcra,
claudite : plus iusto iam domus ista patet.
164. Hanc lucem cleri turbine Parca neat.
Tiberinus pater :
221 sgg. Ipse pater flavis Tiberinus adhorruit undis,
sustulit et medio nubilus amne caput...
247-8. Sic cecinere deae : nec tu, Tiberine, repugna,
irrite nec flammas amne morare tuo...
Sul ruolo di Tiberinus pater nel corso dei funerali di Druso, ved. sopra,
p. 203 sg., Marte.
Venere :
245. Hic tibi, mox Veneri Caesar promissus uterque...
Venere, in quanto si situa alle origini della gens Iulia, pu coerentemente ottenere per i due suoi discendenti pi illustri (i due Cesari, padre e
figlio) di essere compresi, dopo la morte, nel novero dei divi : indizio ulte
riore, se mai ce ne fosse bisogno, della datazione del poemetto in epoca augustea. Emblematicamente sempre Venere che in Ovidio, Met. XV 745
sgg., scende dal cielo, plana nella curia di Pompeo e, strappata l'anima dal

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

205

corpo di Cesare, la solleva fino in cielo, poich egli sia ascritto tra gli dei;
significativamente lo stesso ruolo nella futura apoteosi di Augusto attr
ibuito sempre a Venere da Eleg. in Maec. II 33-4 : Tu deus in terris, divis insignis avitis : / Te Venus in proprio collocet ipsa sinu. Cfr. inoltre Ovidio, Fast.
Ili 896 sgg., dove per a proposito dell'apoteosi di Cesare una simile fun
zione attribuita a Vesta, dea anch'essa eminentemente connessa, dopo la
nomina di Augusto al pontificato massimo, al principe e alla sua casa (Fraschetti, p. 345 sgg. ; A. Barchiesi, // poeta e il principe. Ovidio e il discorso
augusteo, Roma-Bari 1994, p. 114-9).

DRUSO
- ai Campi Elisi :
329-32. Ille pio, si non temere haec creduntur, in arvo
inter honoratos excipietur avos,
magnaque maternis maioribus, aequa paternis
gloria quadriiugis aureus ibit equis...
Gli antenati materni e paterni sono evidentemente gli esponenti di
spicco della gens Livia (in cui il padre di Livia, M. Livius Drusus Claudianus, era entrato dopo la sua adozione da parte di M. Livius Drusus, trib. pi
91 a.C. : Fr. Mnzer, RE, XIII 1, 1926, coli. 881-2) e della gens Claudia del
ramo naturalmente dei Claudii Nerones. Ved. anche sotto, p. 226, Nerones,
avo di Druso.
Cfr. 469. Haec sentit Drusus, si quid modo sentit in umbra...
Anche Ettore dopo la sua morte avrebbe abitato i Campi Elisi come an
ticipando
da parte sua il triste destino di Druso (429-32). Sul confronto, ev
identemente
parallelo, delle sventure patite da Andromaca e da Antonia ved.
315-20. Si osservi l'implicita e foltissima contraddizione sulla dimora di
Druso dopo la sua scomparsa che sarebbe inevitabilmente presente a 445-6
qualora fosse accolta l'inserzione di in tra nebolosum e Htus (come propone
Schoonhoven, p. 197-8) : se Druso infatti non si immaginasse tornato (alme
no
momentaneamente) dall'Averno, evidentemente non potrebbe pronunc
iare
il suo lungo discorso (447-68), comunicando cos le proprie riflessioni,
sagge e meditate, al mondo dei vivi. Ved. ultimamente in questo senso anche
la trad, di T. Gonzalez Roln e P. Saquero (Edicin critica, traduccin y no
tas de), Consolatio ad Liviam de morte Drusi Neronis, Madrid, 1993, p. 141.
Caesaris...opus :
39. Caesaris illud opus, voti pars altera vestri

AUGUSTO FRASCHETTI

206

Se Druso pu essere definito anche a 209 alumnus di Cesare figlio,


evidentemente fondamentale per la datazione della Consolatio il confron
to
con Eleg. in Maec. II 6 : et magnum magni Caesars ittud opus. Al r
iguardo
ved. del resto gi Jos. Sealiger, Elegiae III, et fragmenta cit., p. 39,
che ne traeva conferma per l'identificazione dell'autore sia della Consolat
io
ad Liviam sia delle Elegiae in Maecenatem in Pedone Albinovano.
Quanto al periodo in cui furono redatte le stesse Elegiae in Maecenatem,
nonostante il recente tentativo di porle in epoca neroniana messo in atto
da H. Schoonhoven {Elegiae in Maecenatem. Prolegomena, Text and Comm
entary,
Groningen, 1980, su cui ved. soprattutto M.D. Reeve, in CR, 31,
1981, p. 204-6; inoltre H. Schoonhoven, The Elegiae in Maecenatem, in
ANRW, II 30,3, 1983, p. 1799 sgg.), da parte mia mi limito a condividere
l'antico giudizio di A. Baehrens, Poetae Latini minores I, Lipsiae 1879,
p. 122 : mihi nulla piane dubitatio est, quin sub ipso Maecenatis obitu
et facta et edita sint.
caratteristiche di 13-4. Occidit exemplum iuvenis venerabile morum :
maximus Me armis, maximus ille toga.
Sulla popularitas di Druso (e del figlio Germanico in diretto rapporto a
quella del padre) soprattutto Tacito, Ann. I 33,1-2 : ipse (sd. Germanicus)
Druso fratre Tiberi genitus, Augustae nepos, sed anxius occultis in se patrui
aviaeque odiis, quorum causae acrores quia iniquae. Quippe Drusi magna
apud populum Romanum memoria, credebaturque, si rerum poti<t>us foret,
liberatem redditurus. . . ; cfr. ivi VI 51,1 : etiam frater eius (sciL Tiberi) Drusus
prosperore civium amore erat. Cfr. quindi anche Orazio, Carni. IV 4, nel
senso proposto da R. Syme, History in Ovid cit., p. 152-3. Maximus armis e
toga si confronta bene quanto all'uso del superlativo assoluto in riferimen
to
a Druso con 366 : summa gloria domus; ved. appunto sotto, p. 215 sg.,
Druso, summa glora domus.
261-2. victricesque manus facundaque principis ora
pectoraque, ingenii magna capaxque domus.
Cfr. le analoghe caratteristiche del figlio Germanico enfatizzate a sua
volta da Ovidio, Fast. I 19-22 :
Pagina iudicium docti subitura movetur
principis, ut Clario mhsa legenda deo.
Quae sit enim culti facundia sensimus oris,
civica pro trepidis cum tulit arma reis.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

207

cenotafo di - in Germania :
169-72. Quippe ducetti arsuris exercitus omnis in armis,
inter quae perit, ponere certus erat :
abstulit invitis corpus venerabile frater
et Drusum patriae quod licuitve dedit.
Cfr. Tacito, Ann. II 7,2-3 : Tumulum tarnen nuper VaranL legionibus
structum et veterem aram Druso sitam disiecerant. Restituii aram honorique
patris princeps ipse cum legionibus decucurrit; tumulum iterare haud visum.
Si osservi che molto significativamente nel 16 d. C. il figlio Germanico,
mentre non provvide a ripristinare il tumulus gi da lui innalzato a sepol
turadelle legioni di P. Quinctilius Varus, volle invece che fosse ripristinato
antico altare innalzato in quello stesso luogo, subito dopo la morte, al
padre Druso, i cui Mani evidentemente vi ricevevano onori almeno eroi
ci,sul tipo di quelli riservati dopo la sua scomparsa allo stesso Germanico
(al riguardo p. es. W. Seston, Germanicus hros fondateur, in Pdp, 5, 1951,
p. 171 sgg. = Scripta varia, Roma, 1980, p. 141 sgg.)
Quanto al cenotafio di Druso in Germania cfr. ora A, 1984, n. 508 (t
abula Siarensis Frag. I 11. 26-34) : Tertius Ianus vel m\pnumentum feret
apud ripam Rheni circa eum tumulum] / quem Druso, fratri Ti(ber) Caesaris
Aug(usti) p\rincipis nostri, exercitus p(opuli) R(omani) excitasset ci]tus,
deinde permissu Divi Aug(usti) per\fecisset, itemque honorarus tumulus
Germanici Cae]/saris constitueretur accipienti[s eas supplicationes ab Ger
manis etpraecipue ab Gal]llis Germanisque qui citra Rhenium incolant quo
rum civitates iussae essent ab divo] I Aug(usto) rem divinam ad tumulu[rn
Drusi facere, atque darent memoriae eius sollemne et
]lle sacrificium parentant\es quodannis in eo die quo Germanicus Caesar defunctus est] (come
da parte mia proporrei di integrare al posto di esset dell'ed. a cura di J.
Gonzalez-F. Fernandez, Tabula Siarensis, in Iura, 32, 1981, p. 7; poi in
quella di J. Gonzalez, Tabula Siarensis, Fortunales Siarenses et municipia
civium Romanorum, ZPE 55, 1984, p. 60; quindi in A, 1984 n. 508,
p. 138). Inoltre CIL VI 911 = 31199, 1. 12; Cassio Dione LV 2,3; Suetonio,
Claud. 1,3, nel senso proposto da A. Donati, Alpibus bellis patefactis, in Ge
rold Walser zum 70. Geburtstag dargebracht, Stoccarda, 1989, p. 23; discus
sioneora in S. Panciera, // corredo epigrafico del Mausoleo di Augusto cit.,
p. 76. In questo caso la circostanza che il monumentum Drusi patris, cui a
l udeva
Suetonio, fosse un monumento onorario urbano in onore di Druso
mi sembra garantito dal tipo stesso di presagi riportati da Suetonio. Come
la comparsa della cometa annunciava a Claudio la sua futura apoteosi, cos
il fulmine che colp il monumento onorario dello scomparso Druso, suo pa
dre, presagiva allo stesso Claudio la morte prossima, in modo analogo a

208

AUGUSTO FRASCHETTI

quanto in passato sarebbe avvenuto sempre secondo Suetonio (Aug. 97,1-2)


anche ad Augusto nei pressi del Pantheon appunto poco prima di morire,
in rapporto a un prodigio che coinvolse allora un tempio (il Pantheon) eret
todal suo collega scomparso Agrippa (su questo punto A. Fraschetti,
Morte dei prncipi cit., p. 80 sgg.). Sui monumenti onorali a Roma ult
imamente
B. Frischer, Monumenta et Arae Honoris Virtutisque Causa :
Evidence of Memorals for Roman Civic Heroes, in BC, 88, 1982-83, p. 64
sgg., ai cui earliest Augustan examples si aggiunga anche quello di Druso
documentato in Cons, ad Liv. 455-8; ved. sotto, p. 216 sg., Druso, trionfo
di-). Sul cenotafio di Druso in Germania H. Bellen, Das Drususdenkmal
apud Mogontiacum und die Galliarum civitates, in Jahrb. R'm.Germ.Zentralmus., Mainz, 31, 1984, p. 385 sgg.; Id., Der rmische Ehrenbogen von
MainzKastel : Ianus Germanici aut Domitiani? , in AKB, 19, 1989, p. 77
sgg.; W.D. Lebeck, Die Mainzer Ehrungen fr Germanicus, den lteren Drusus und Domitian (Tab. Siar. Frg. I 26-34; Suet., Claud. 1,3), in ZPE, 78,
1989, p. 45 sgg.
consolato di 293-4. Consule nos, duce nos, duce iam Victore caremus :
inventi tota maeror in Urbe locum.
335-8. Accipient iuvenem Germanica signa ferentem
consults impeno conspicuumque decus,
gaudebuntque suae mento cognomine gentis,
quos solum domito victor ab hoste tulit.
457-8. Consul...,
cui fuit heu mortis publica causa, legor. . .
Sul consolato di Druso, mai effettivamente ricoperto a causa appunto
della morte nel 9 a.C, documentazione parallela in A. Degrassi, / Fasti consolar dell'impero romano, Roma, 1952, p. 5.
- e il cognomen Germanicus :
337-8. gaudebuntque suae merito cognomine gentis
quod solum domito victor ab hoste tulit.
457. Consul et ignoti victor Germanicus orbis...
Ved. p. es. anche Ovidio, Fast. I 597 : et mortem et nomen Druso Ger
mania
fecit; Suetonio, Claud. 1,7 : senatus...decrevit et Germanici cognomen
ipsi postertsque eius; Cassio Dione, LV 2,3. Per ulteriore documentazione
basti il rinvio a Stein, in PIR2 II, p. 198 n. 857.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LTVIAM

209

- e la domus Augusta :
453. Hoc domus ista docet, per te mea, Caesaris alti...
Gi a 39 Druso stato definito Caesaris... opus : creatura di Cesa
re(sopra, p. 205 sg., Druso, Caesaris... opus), cos come a 209 lo stesso
Druso potr anche essere chiamato alumnus di Cesare figlio, in quanto
allevato dopo la morte del padre appunto nella casa di Augusto, che ne
era vitrcus; ved. Cassio Dione, XLVIII 44, 4-5; cfr. Orazio, Carni. IV 4,
26-8.
- morto pro republica :
15-6.

Ilk modo eripuit latebrosas hostibus Alpes


et titulum belli dux duce fratre tulit...
99-100. Raptus es absenti, dum te fera bella morantur,
utilior patriae quam tibi, Druse, tuae.
231-6. Sed Mavors, tempio vicinus et accla Campi,
tot dixit siccis verba neque ipse genis :
Quamquam amnes decet ira, tarnen, Tiberine, quiescas :
non tibi, non ullis vincere fata datur.
Iste meus perit : periit arma inter et enses
et dux pro patria : funere causa latet...
457-8. Consul et ignoti victor Germanicus orbis,
cui fuit heu mortis publica causa, legor...
Cfr. 451-4. Hoc atavi monuere mei proavique Nerones
(fregerunt ambo Punica bella duces),
hoc domus ista docet, per te mea, Caesaris alti :
exitus hic, mater, debuit esse meus.
Allo stesso modo in cui in seguito debbono intendersi morti pro re pu
blica prima Gaio Cesare e quindi Germanico, il figlio di Druso. Per Gaio
Cesare la circostanza che la sua morte dovesse intendersi avvenuta pro re
publica chiara da CIL XI 1421 = ILS 140 IL 12-13 : devicteis aut \ in \fd]em
receptis bellicosissimis ac maxsimis gentibus, ipsum volneribus pro re \ pu\bli\ca exceptis ex eo casu crudelibus fatis ereptum populo Romano... Per
Germanico questa stessa circostanza si deduce ora anche da Tabula Siarensis Frag. I, 11. 17-18 dell'ed. di J. Gonzalez-F. Fernandez, Tabula Siarensis,
cit., p. 6; quindi di J. Gonzalez, Tabula Siarensis, Fortunales Siarenses et
municipia civium Romanorum, in ZPE, 55, 1984, p. 59) : non parcens la
bori
suo... ob rem p(ublicam) mortem obisset..., con le ossevazioni per que
stelinee di W.D. Lebeck, Die drei Ehrenbgen fr Germanicus : Tab. Star,
frg. 1 9-34; CIL VI 31199a 2-17, in ZPE, 67, 1987, p. 139-40. Su Druso inoltre
soprattutto Seneca, Cons, ad Mare. 3,1 : Accedebat ad hanc mortem, quam
ille pro republica obierat.
MEFRA 1996, 1

14

210

AUGUSTO FRASCHETTI

- sepolto nel Mausoleo


71-4. ecce ter ante datis iactura novissima Drusus
a magno lacrmas Coesore quartus habet.
Claudite iam, Parcae, nimium resata sepulcra
claudite : plus iusto iam domus ista patet.
161-3. Quod licet, hoc certe tumulo poneremur in uno,
Druse, neque ad veteres conditus ibis avos :
Miscebor cinerque cinis atque ossibus ossa...
Appunto in base a 161-3 (da confrontarsi evidentemente con 71-4) va
esclusa la possibilit che le ceneri di Druso fossero deposte nella tomba
gentilizia dei Claudii Nerones e non nel Mausoleo di Augusto, come ha
proposto F. Coarelli, Roma sepolta, Roma, 1984, p. 88. A proposito della
notizia fornita da per. 142,3 {Corpus a Nerone fratre, qui nuntio valetudinis evocatus raptim adcucurrerat, Romani pervectum et in tumulo C. luti
reconditum), pi che di una svista di un errore dell'epitomatore (come
si ritiene comunemente), si osservi che potrebbe anche trattarsi di un'e
spressione
certo non usuale ma fortemente ellittica (provenendo appunto
da un epitomatore), e divenuta di conseguenza molto oscura, volta a in
dicare
il Mausoleo di C. Iulius (Caesar Augustus); diversamente P. Jal,
Abrgs des livres de l'Histoire romaine de Tite-Live II, Parigi, 1984, p. 152
nel suo index nominum, quando riferisce C. luli a C. Iulius Caesar il
dittatore di cui, com' ben noto, non conosciamo il luogo della deposi
zione delle ceneri. La notizia in ogni caso non tale da mettere in d
iscus ione
le testimonianze concordi sulla deposizione delle ceneri di
Druso nel Mausoleo di Augusto fornite dalla Consolatio e da Cassio Dione, LV 2,3 :
- eroizzato :
255-8. Tandem ubi complexa est silvas alimentaque sumpsit,
aethera subiectis lambii et astra comis,
qualis in Herculeae colluxit collibus Oetae,
quom sunt imposito membra cremata deo.
Cfr. Manilio, I 795 Housman, dove tra le fortes animae della via Lattea
sono complessivamente ricordati anche i membri della Claudi magna pro
pago, dunque (com' implicito) anche (e soprattutto nell'et di Augusto) gli
antenati di Druso e di Tiberio : appunto i Claudii Nerones. Per i processi di
eroizzazione che coinvolgono in questo periodo i membri scomparsi del
ladomus Augusta A. Fraschetti, Morte dei prncipi cit., p. 163 sgg.; Id.,
1990, p. 320-1. Su rcole come modello nei processi di eroizzazione in epo
caellenistico-romana S. Weinstock, Divus Julius, Oxford, 1971, p. 356-7.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

211

funerale di 75-6.

Cedis, et incassum tua nomina, Druse, levantur


ultima : sit fati haec summa querula tui.
173-8. Funera ducuntur Romana per oppida Drusi,
(heu facinus) per quae victor iturus erat,
per quae deletis Raetorum venerai armis :
ei mihi, quant dispar huic fuit illud iter!
Consul init fractis maerentem fascibus urbem :
quid faceret victus, sic ubi victor init?
Vox fractis ... fascibus di 177 come caratteristica equivalente ai fasces
eversos di 141-2 ved. Witlox, p. 67, secondo cui (ma senza addurre alcuna
documentazione) si sarebbe trattato di un antiquus mos (sulla sua scia
ora anche T. Gonzalez Roln e P. Saquero, in Consolatio ad Livia cit.,
p. 97). Molto inconsistenti su questo punto specifico le critiche di Schoonhoven, p. 131, tali in ogni caso da non rendere necessaria, per conferire
senso alla frase, l'inserzione di an interrogation mark, expressing emotion
and wonder : soprattutto poich i Romani in epoca augustea dovevano
conoscere bene il significato tanto lugubre quanto caratteristico di un simil
e
uso, su cui ved. J. Scheid, Contraria facere : renversements et dplace
mentsdans les rites funraires , in AION Arch.St.Ant. , 6, 1984, p. 117 sgg. Sul
carattere tipicamente augusteo dei fasci rovesciati nel corso dei funerali di
detentori di Imperium, mi sono soffermato a parte : A Fraschetti, Sulla data
zione della Consofatio ad Liviam cit.
199-208. Obvia turba mit lacrimisque rgantibus ora
consults erepti publica damna refert.
Omnibus idem oculi, par est concordia fienai :
funeris exequiis adsumus omnis eques;
omnis adest aetas, maerent iuvenesque senesque,
Ausoniae matres Ausoniaeque nurus.
Auctorisque sui praefertur imagine maest
quae victrix templis debita laurus erat.
Certat onus lecti generosa subire iuventus
et studet officio sedala colla dare.
Sulla presenza e il ruolo svolto dagli quits ai funerali di Druso ved.
anche a 201-2; cfr. Cassio Dione, LV 2,3. Analogo ruolo e analoga pre
senza dobbiamo supporre gi ai funerali di Agrippa nel 12 a.C, se essi si
svolsero simili in tutto a quelli che gi Augusto aveva predisposto per s
molto prima della morte in appositi mandata de funere e dove dunque
doveva essere esplicitamente prevista anche la presenza dell'ordine eques
tre, che di fatto vi prese parte (S. Demougin, L'ordre questre cit.,
p. 261-5).

212

AUGUSTO FRASCHETTI

217-20. Armataeque rogum celebrant de more cohortes


has pedes exequias reddit equesque duci.
Ter chmore vocant iterwnque iterumque supremo;
at vox adversis collibus icta redit.
\^2l presenza e il ruolo delle armatae ... cohortes ai funerali di Druso
possono ben confrontarsi con la loro presenza p. es. gi in epoca tardorepubblicana a quelli di Sulla (Appiano, b.c. 1 106, 500) e poi in seguito dello
stesso Augusto (Cassio Dione, LVI 42, 2), come pi tardi del resto anche a
quelli del figlio di Druso Germanico, sebbene con valenze lugubri diverse
secondo Tacito, Ann. Ili 4,1. A 219 non accolgo con Vollmer, Witlox, Lenz,
ad II, la congettura te al posto del tradito ter; cfr. in effetti da ultimo
Schoonhoven, p. 88 con p. 142-3.
461-4. Decursusque virum notos mihi donaque regum
cunctaque per titulos oppida lecta suos,
et quo me officio portaverit Ma iuventus,
quae fuit ante meum tam generosa torum...
A 23 erano stati ricordati i dona che Livia aveva preparato per gli dei in
cambio dello scioglimento dei voti da lei fatti per il ritorno di Druso : quei
voti tuttavia che a 103 sono detti irrita e che dunque conseguentemente non
saranno sciolti. Sui dona approntati da Livia in attesa del ritorno di Druso
ved. anche 126. Sui dona... regum. di 461 ved. sopra, p. 195, Anonimo poeta
della Consolatio. In genere sui funerali di Druso cfr. anche Tacito, Ann. Ill
5,1. Quanto alla iuventus di 463-4, si tratta evidentemente della iuventus
dell'ordine equestre, su cui S. Demougin, L'ordre questre cit., p. 250 sgg.
iustitium : ved. luctus publicus.
laudatio di 71-2. Ecce ter ante datis iactura novissima Drusus
a magno lacrimas Coesore quartus habet.
In modo abbastanza inspiegabile, contro l'esplicito quartus J. Rich
mond, Doubtful Works cit., p. 2769, calcola la morte di Druso come the
third death nell'ambito dei lutti che colpirono la casa del principe, dopo le
morti evidentemente gi avvenute dei generi Marcello ed Agrippa e della
sorella Ottavia.
209-12. Et voce et farimis laudasti Caesar alumnum,
tristia cum mdius rumperet orsa dolor.
Tu letum optasti, dis aversantibus omen,
par tibi, si sinerent te tua fata mori.
215-6. Quod petiit tulit Me, tibi ut sua facta placrent,
magnaque laudatus proemia mortis habet.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

213

465-6. Denique laudati sacrato Caesaris ore


emeriti, lacrimas elicuique deo.
Ved. Suetonio, Claud. 1,10 : et defunctum ita pro condone laudavert, ut
deos precatus sit, similes ei Caesares suos facerent sibique tarn honestum
quandoque exitum dorent quant Uli ddissent; Cassio Dione, LV 2,2 (dove si
specifica che Druso fu lodato due volte : da Tiberio nel Foro e da Augusto
al Circo Flaminio; ved. su quest'ultimo punto p. es. W. Kierdorf, Laudatio
funebris. Interpretationen und Untersuchungen zur Entwicklung der rmi
schen Leichenrede, Meisenheim am Glam, 1980, p. 81 n. 109); cfr. anche
per. 142,4 e Tacito, Ann. Ill 5,1, che ricorda solo la laudatio pro rostris, non
specificando comunque da chi fosse pronunciata. Da questo punto di vista
si potuto ritenere (da ultimo R. Seager, Tiberius, Londra, 1972, p. 28 n. 1),
che molto probabilmente sia stato Tiberio a lodare Druso al Circo Flamin
io.Da parte nostra tuttavia non escluderemmo neppure (prestando fede a
Cassio Dione) che Augusto allora non attraversasse il pomerio in quanto
tecnicamente era lo stesso Augusto a detenere queM'imperium sotto i cui
auspicia Tiberio aveva combattuto, secondo una formalizzazione tanto ca
rat eristica
quanto usuale (mi basti il rivio p. es. a M. Hammond, The Au
gustan
Principate, enlarged ed. New York, 1968, p. 34 sgg), e che pertanto
dunque dovesse essere sempre Augusto (allora impossibilitato a farlo in
quanto in lutto) ad attraversare il pomerio per rendere grazie agli dei (c
ome sosteneva Cassio Dione) per le imprese compiute non da lui in prima
persona, ma dal suo legato Tiberio che aveva combattuto sotto i suoi auspic
i.
La duplice laudatio di Druso si confronta bene, peraltro, con altre laudationes duplici pronunciate in questo stesso periodo : p. es., con la duplice
laudatio di Ottavia a opera del fratello Augusto dai rostra del tempio del di
vo Giulio e del genero Druso dai rostra veteres (Cassio Dione, LIV 35,4).
luctus ... publicus :
65-6.
Vidimus erepta maerentem stirpe sororis :
luctus, ut in Druso, publicus Me fuit. . .
Cfr. 77-8. Iste potest implere dolor vel saecula tota
et magni luctus obtinuisse locum.
139-42.
Nunc primum aspiceris consul victorque parenti?
Sic mihi, sic miserae nomina tanta refers ?
Quos primum vidi fasces, in funere vidi,
et vidi eversos indiciumque mali.
179-90.
Maest domus plangore sonat, cui fgere laetus
parte tua dominus voverat arma manu.
Urbs gemit et voltum miserabile induit unum :
gentibus aversis forma sit ilia precor.
Incerti clauduntque domos trepidantque per urbem,
hic Mie pavidi clamque. palamque dolent.

AUGUSTO FRASCHETTI

214

Iura silent mutaeque tacerti sine vindice leges;


aspicitur toto purpura nulla foro.
Dique htent templis neque iniqua ad funera vultus
praebent nec poscunt tura ferenda rogo :
obscuros delubra tenent : pudet ora colentum
aspicere invidiae, quant meruere, metu.
Tutta la documentazione relativa a iustitium-luctus publicus, da ad
durre
a confronto con gli usus documentati nella Consolatio fu raccolta da
A. Nissen, Das iustitium, Lipsia, 1877 e da A. Middel, De iustitio deque aliis
quibusdam iuris publici Romani notionibus, Mindae, 1877. Cfr. in seguito,
dopo la scoperta della tabula Hebana, soprattutto W. Seston, Les chevaliers
romains et le iustitium de Germanicus, in RHDFE, 30, 1952, p. 159 sgg. =
Id., Scrpta vana, Roma, 1980, p. 160 sgg.; poi, dopo la scoperta della tabula
Siarensis, J. Arce, La tabula Siarensis y los funerales impriales (II), in
Estudios sobre la tabula Siarensis, Madrid, 1988, p. 43 sgg.; Fraschetti,
p. 94-112; cfr. Id., La tabula Hebana, la tabula Siarensis e il iustitium
per la morte di Germanico, in MEFRA, 100, 1988, p. 867 sgg.
- pars...historiae :
265-9. Facta ducis vivent operosaque gloria rerum :
haec manet, haec avidos effugit una rogos.
Pars erit historiae totoque legetur in aevo
seque opus ingeniis carminibusque dabit.
Per la stessa espressione usata in riferimento a Cesare, che sarebbe
stato comunque maximae Romanae pars ... historiae, cfr. S. Mazzarino,
Contributo alla lettura del nuovo Gallus (JRS, 1979, 157 ss.) e alh storia della
mima 'Lycors', in Helikon, 20-21, 1980-81, p. 23; Id., Un nuovo epigramma
di allus e l'antica lettura epigrafica (un problema di datazione), in QC, 2,
1980, p. 12 sgg.; Id., L'iscnzione latina nella trilingue di Philae e i carmi di
Gallus scoperti a Qasr Ibrtm, in RhM, 125, 1982, p. 312 sgg.; inoltre G. Da
nesi Marioni, Una reminiscenza di Comelio Gallo nella Consolatio ad Liviam e il tema del trionfo negli Elegiaci, in V. Tandoi (a cura di), Disiecti
membra poetae I, Foggia, 1984, p. 88-98.
- pars . . . voti di Cesare
39. ...voti pars altera vestr, ...
Druso una delle due parti (pars altera) dei voti di Livia e di Augusto.
L' altra parte di quegli stessi voti evidentemente Tiberio. Limitiamoci
qui solo a osservare come anche in questo caso i grandi assenti dallo scena
rio
della Consolatio siano, in un periodo che ormai li vedrebbe giovinetti, i
filii di Augusto Gaio e Lucio Cesari, cui comunque Livia era solo noverca

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

215

(cfr. Tacito, Ann. I 3,3, quanto alle morti di Lucio e Gaio Cesare; ivi 10,5 :
gravis in rem publicam mater, gravis domai Caesarum noverca).
- spes publica :
365. Maximus Me quidem iuvenum spes publica vixit...
Cfr. Tacito, Ann. I 33,2 in rapporto alle speranze suscitate in seguito
dal figlio Germanico : Quippe Drusi magna apud populum Romanum me
moria,
credebaturque, si rerum poti<t>us foret, libertatem redditurus; unde
in Germanicum favor et spes eadem. Nom iuveni civile ingenium, mira comitas et diversa a Tiberii sermone vultu, adrogantibus et bscuris. Ved. inoltre
ivi II 41,3 : Sed suberat occulta formido, reputantibus haud prosprant in
Druso patre eius favorem vulgi, avunculum eiusdem Marcellum flagrantibus
plebis studiis intra iuventam ereptum, breves et infaustos populi Romani
amores. Le speranze di molti in Druso dovevano evidentemente essere con
divise anche dal cavaliere della Consolatio : sono speranze che circolavano
a Roma e che si inseriscono bene nell'ambito delle considerazioni pi gener
alisvolte da M. Pani, Tendenze politiche della successione al principato di
Augusto, Bari, 1979.
statua onoraria di - in rostrs :
269-70. Stabis et in rostrs tituli speciosus honore,
causaque dicemur nos tibi, Druse, necis.
Cfr. 455-6. Nec mentis quicquam illustrt magis : adfuit Ulis,
mater, honos; titulis nomina piena vides.
A 269 titulus deve intendersi propriamente come l'iscrizione che orna
va
la (base di) statua appunto di Druso e che Livia dunque potr contemp
lare
agevolmente con compiaciuto orgoglio. Cfr. Schoonhoven, p. 153. Si
osservi tuttavia che il titlus di Druso non avr contenuto solo memoria
della causa della sua morte, ma ne avr elencato anche le imprese, come in
effetti avverr pi tardi dopo la morte del figlio Germanico, quando l'iscr
izione del Ianus marmoreus, da dedicare a Germanico a Roma in circo Flaminio, dovr contenere su esplicita indicazione del senatoconsulto un elen
cocomplessivo delle imprese compiute dallo stesso Germanico ex auctorltate Ti(berii) Caesars Aug(usti)...] (A, 1984, n. 508).
- summa gloria domus :
365-6. Maximus Me quidem iuvenum spes publica vixit
et qua natus erat gloria summa domus...
Se domus qui deve intendersi come la domus dei Claudii Nerones, cui
Druso apparteneva per nascita (a meno di non voler supporre che si alluda

216

AUGUSTO FRASCHETn

alla sua nascita vera e propria nella casa di Augusto sul Palatino), per
quanto riguarda le personali preferenze dell'anonimo poeta-cavaliere
(all'evenienza eventualmente tutte da approfondire) limitiamoci semplice
mente
a mettere in rilievo fin da ora come Druso nell'ambito della domus
dei Claudii Nerones possa essere ritenuto summa gloria anche rispetto al
fratello maggiore Tiberio. Per maximus usato sempre in riferimento a Dru
soved. anche 15 (sopra, p. 215, Druso, spes publica).
trionfo di 19-20. ignotumque tibi meruit, Romane, trumphum,
protulit in terras imperiwnque novas.
il trionfo programmato per il ritorno di Druso a Roma nel 9 a.C, ma
non celebrato a causa della sua morte. Il trionfo di Druso, trasformatosi in
funerale (bench un funerale con connotazioni trionfali), un nucleo t
ematico
che torna spesso nella Consolatio : gi subito dopo, a 21-6, in rifer
imento alle aspettative di Livia tradite dalla morte improvvisa del figlio. Su
ignotumque... trumphum a 19 cfr. E. Pianezzola, Au-del des frontires du
monde : un topos rhtorique pour un rtablissement du texte d'Abinovanus
Pdo (p. 116 Mor. = 148 Buechn. v. 19), in REL, 62 1984, p. 198-9. A 20 le ter
me... novae sono naturalmente i tenitori della libera Germania fino ad allo
raignoti ai Romani, cos che Druso ne ha potuto riportare un trionfo an
ch'esso
fino ad allora sconosciuto, da cui trasse (perch se ne fregiassero
purtroppo solo i suoi discendenti) appunto il cognomen di Germanicus
(337-8). Quanto a protulit... imperum di 20 si osservi come il poeta-cavalie
re
della Consolatio mostri di conoscere bene il rapporto solidale tra acqui
sizione di nuovi tenitori all'impenum dei Romani e conseguente celebra
zionedel trionfo da parte di chi ne era stato l'artefice; su questo punto ba
sti ora il rinvio a A. Giardina, Seneca, Claudio e il pomerio, in Alla
Signorina. Mlanges offerts Nolle de la Blanchardire, Roma, 1995,
p. 123 sgg.
25-8. maternaque sacros agitabas mente triumphos,
forsitan et curae iam tibi currus erat.
funera pro sacris tibi sunt ducendo, trumphis
et tumulus Drusum pro IovL arce manet.
Quanto a funera... manet a 27-8, deve ritenersi un tema forte all'i
nterno della Consolatio quello della madre che si apprestava a curare amo
revolmente
i preparativi per il trionfo del figlio e che al contrario in mes
to corteggio dovr condurne il funerale; che invece di accompagnare
Druso fino al tempio di Giove Capitolino per deporre l'alloro dei vincitori
nel grembo della statua del dio, lo scorter invece fino al Mausoleo di Au-

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

217

gusto : quel Mausoleo, grandioso ma lugubre edifcio, che nel paesaggio


urbano di Roma sorge come di rimpetto alla rocca capitolina di Giove
(pro Iovis arce). Sul tempio di Giove Capitolino culmine della cerimonia
del trionfo e sul suo ruolo in questo contesto nel paesaggio urbano di Ro
ma fino a epoca tardoantica A. Fraschetti, Costantino e l'abbandono del
Campidoglio, in A. Giardina (a cura di), Societ romana e impero tardoantico II. Roma. Politica, economia, paesaggio urbano, Roma-Bari, 1986,
p. 59 sgg.
139-42. Nunc primum aspiceris consul victorque parenti?
Sic mihi, sic miserae nomina tanta refers?
Quos primum vidi fasces, in funere vidi,
et vidi eversos indiciumque mali.
A 140 con nomina tanta il poeta fa riferimento evidentemente soprat
tuttoal cognomen Germanicus : quello che doveva comparire anche sul titulus della (base di) statua ricordata a 455-8. A 141-2 la caratteristica di
eversos, in riferimento ai fasces, corrisponde evidentemente a quella di fractis, sempre in riferimento ai fasces, a 177. Per l'aspetto trionfale del fune
rale di Druso ved. Seneca, Cons, ad Mare. 3,1: usque in urbem duetum erat
funus triumpho simillimum; cfr. J.-C. Richard, Recherches sur certains
aspects du culte imprial : les funrailles des empereurs romains aux deux
premiers sicles de notre re, in ANRW 11 16,2, 1978, p. 1121 sgg.; J. Arce, Fu
nus imperatorum cit., p. 35-6; ultimamente G. Wesch-Klein, Funus publicum. Eine Studie zur ffentlichen Beisetzung und Gewhrung in Rom und
den Westprovinzen, Stoccarda, 1993, p. 18.
IVS
24. et quoscumque coli est iusque piumque deos,...
lus termine ricorrente nel dipanarsi di tutta la Consolatio : evocato
dapprima a 24 in rapporto a Livia e alla sua piet verso gli dei, ricorre di
nuovo a 421 come il ius che deve necessariamente regolare i rapporti che
Livia intrattiene con il marito Augusto; quindi a 151 e a 424 come il ius matris che sempre Livia intrattiene, dopo la morte di Druso, ormai solo con il
figlio Tiberio.
54. saevit et iniustum ius sibi ubique facit.
Appunto in quanto definita improba a 53, la Fortuna (ved. sopra,
p. 202, Divinit, Fortuna) non pu che rendere con un ossimoro forte un
iniustum ius e renderlo naturalmente dandone conto solo a s stessa (sibi),
a prescindere dunque dalle conseguenze gravissime che il suo ius, esso

AUGUSTO FRASCHETTI

218

stesso eminentemente arbitrario, talvolta arreca (ved. 371 : Fortuna arbitriis. . . iniquis).
151. ultima contigimus : ius matris habemus ab uno,...
In tal caso ius matris (ved. anche 454) non pu intendersi come the
code or system of rights and duties which is recognized in some form of
human relationship (Schoonhoven, p. 125), ma specificamente come il
ius (metaforico : debbo questa definizione alla competente amicizia di
Yan Thomas) che lega Tiberio e Livia, tanto pi poich questo ius ormai
deriverebbe a Livia dal solo Tiberio (ab uno). Ved. anche sotto, p. 221 sg.,
Livia, ius matris di-.
424. hic adhibet blandas, nee sine iure, preces.
185. Iura silent mutaeque tacent sine vindice leges...
Ved. al riguardo sopra, p. 213 sg., Druso, luctus publions.
439-40.
...sec nee Thetis ipsa neque omnes
mutarunt avidi tristia iura dei.
443. Sed rgidum ius est et inevitabile Mortis...
439-40 e 443 si riferiscono rispettivamente ai tristia iura del dio dell'Averno e a quello rgidum della Morte stessa.
LIVIA
Druso gloria di - :
121-2. Nate, brevis fruetus, duplicis sors altera partus,
gloria conspectae, nate, parentis, ubi es?...
A 122 seguo con Vollmer, Witlox, Lenz, Schoonhoven, ad II. , la lezione
conspectae di , non confectae di . Seguo questa lezione (non l'altra, da ren
dersi all'evenienza : ormai anziana) soprattutto poich la Consolatio ama
confrontare spesso, fin dal suo esordio, la felicit piena di Livia prima della
morte del figlio e la sua situazione di ora, dopo che ne ha subito la perdita.
141-4. Quos primum vidi fasces, in funere vidi,
et vidi eversos indiciumque mali.
Quis credat? matri lux haec carissima venit,
qua natum in summo vidit honore suum?
Ved. sopra, p. 211 sg., Druso, funerale di -.
- e Augusto :
41-2. Quid ubi nunc mores prosunt actumque pudice
omne aevom et tanto tam placuisse viro?

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

219

In rapporto a Livia, il cavaliere non poteva non accennare ai suoi mor


es, alla sua pudicitia vigile e continua : qualit, entrambe, che tanto ave
vano contribuito a procurarle l'amore di un marito cos grande. Quanto
a pudicitia, Livia in effetti sembra sempre aver assecondato la politica di
Augusto in merito ai mores, su cui ved. ultimamente L. Ferrer Raditsa,
Augustus' Legislation Concerning Marriage, Procreation, Love Affairs and
Adultery, in ANRW 11 13, 1980, p. 278 sgg. Cfr. a questo riguardo anche Ovidio, Fast. V 155-9, a proposito della restituzione, appunto a opera di Livia
(ne non imitata martum...), del tempio della Bona Dea.
47-8. Nec nocusse ulli et fortunam habuisse nocendi,
nec quemquam nervs extimuisse tuos
Cfr. Velleio Patercolo, II 130,5 : cuius potentiam nemo sensit nisi out levatione periculi aut accessione dignitatis. Cfr. invece le caratteristiche polar
mente inverse, per quanto riguarda la protezione fornita da Livia a singoli
personaggi, presenti in Tacito, Ann. II 34, 2-3 (a proposito della sua amica
Urgulania); ivi III 15,1 (a proposito di Plancina, la moglie di Pisone); ivi V
2,2 (a proposito del console del 29 d.C. C. Fufius Geminus).
49. Nec vires errasse tuas Campoque Foroque...
La notazione implicitamente connessa all'influenza, che il cavaliere
della Consolatio evidentemente nega, esercitata da Livia su Augusto anche
in ambito propriamente politico. Non accolgo l'emendamento di A. Baehrens, Poetae cit. I, p. 105, ripreso ultimamente anche da Schoonhoven,
p. 75, contro la tradizione manoscritta unanime, di campoque foroque in
campove forove, poich pi in genere, ma soprattutto nel caso specifico, il
Campo e il Foro indicano due contesti diversi e distinti. Secondo la Consol
atioinfatti la potenza di Livia non si sarebbe aggirata n nel Campo n
nel Foro : la moglie di Augusto in altri termini non avrebbe cercato di in
fluire
n sulle assemblee popolari al Campo Marzio, n sul senato che si ra
dunava
nella curia Giulia al Foro romano. Da questo punto di vista, il giu
dizio del poeta della Consolatio appare isolato rispetto alle valutazioni suc
cessive
soprattutto di Tacito, Suetonio e Cassio Dione, che enfatizzavano al
contrario il potere enorme esercitato da Livia sulle scelte anche pi pro
priamente
politiche del marito; ved. da ultimo A. Fraschetti, Livia la politi
ca,
in A. Fraschetti (a cura di), Roma al femminile, Roma-Bari, 1994,
p. 132-3; quanto, p. es., al ruolo di Livia dopo la scoperta della congiura di
Cinna ved. B. Manuwald, Cassius Dio und Augustus, Wiesbaden, 1979,
p. 120 sgg.
129-30. Caesaris uxori si talia dicere fas est,
iam dubito, magnos, an rear esse deos.

220

AUGUSTO FRASCHETTI

Cfr., per reazioni analoghe a quelle di Livia, le reazioni di aliquis de


plebe pius a 191-8, su cui sotto, p. 224, Livia, vota... irrita di-.
379-80. Nata quod alte es quodque es fetibus aucta duobus,
quodque etiam magno consociata Iovi...
419-20. Vix etiam fueras paucas vitalis in horas,
obtulit invitae quom tibi Caesar opem. . .
473-4. est coniunx, tutela hominum, quo sospite vestram,
Livia, funestam dedecet esse domum.
Su 379-80 ved. sopra, p. 199, Augusto, e Giove; su 473-4, sopra, p. 200,
Caesaris...domus, funens...expers. Pi in particolare, a proposito dei possib
iliconfronti da stabilirsi con 473-4, cfr. Seneca, Cons, ad Mare. 3,2 : ut
prmum tarnen intulit tumulo, simul et illum et dolorem suum posuit, nec
plus doluit quant aut honestum erat Caesare aut aequum aitero flio salvo.
Sul paragone di questa attitudine con quella di Ottavia ved. A. Fraschetti,
Morte dei principi cit., p. 152; Id., p. 84-5.
- e Tiberio :
1-4. Visa diu felix, mater modo dicta Neronum,
iam tibi dimidium nominis huius abest;
iam legis in Drusum miserabile, Livia, carmen,
unum qui dicat iam tibi mater habes.
Con la morte di Druso la stirpe, la gens (nomen) dei Claudii Nerones, si
dimezzata. Per la grande insistenza con cui iam ricorre nella Consolat
io
a connotare la situazione di Livia prima e dopo la morte di Druso ved.
anche 123 : Sed neque iam duplicis, nec iam sors altera partus; 145 : iam
pars mihi rapta Neronum; 150 dicere iam poter maior an alter adest?;
156 : omnia iam metuo : fortior ante fui.
82. ...tot bona per partus quae dedit una duos.
149-52. Nec quom victorem referetur adesse Neronem,
dicere iam poter maior an alter adest?.
Ultima contigimus : ius matris habemus ab uno,
unius est munus quod tarnen orba negor.
Gi a 39 Druso stato definito voti pars altera vestr, dei voti dunque di
Livia e di Augusto. L' altra parte di questi stessi voti evidentemente Ti
berio;
su ius mains di 151 ved. anche sopra, p. 218, lus.
155-60. Hic meus ecce fuit; iubet hic de fratre verer;
omnia iam metuo : fortior ante fui.
Sospite te saltern moriar, Nero : tu mea condas
lumina et excipias hanc animam ore pio.
Atque utinam Drusi manus altera et altera fratris
formarent oculos comprimerentque meos.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LJVIAM

221

Su 155-60, almeno a mio avviso evidentemente fondamentali per quant


o
riguarda la datazione della Consolatio, mi sono soffermato a parte : Suit
edatazione della Consolatio ad Liviam, cit.
379. Nata quod alte es quodque es fetibus acta duobus...
383. quod spes implerunt matemaque vota Nerones...
411-4. At tu, qui superes maestae solatia matr,
comprecor, UH ipsi conspiciare senex.
Perque annos diuturnus eas fratrisque tuosque
et vivat nato cum sene mater anus.
Quanto a 411-4 ved. la giusta osservazione di J. Richmond, Doubtful
Works, p. 2775, a proposito p. es. in precedenza di E. Bickel, De consofatione ad Liviam cit., p. 227. Per un tentativo di replica, che appare comunque
molto vano, P. H. Schrijvers, propos de fa datation de la Consolatio ad Li
viam
cit., p. 381-3, secondo cui la Consolatio sarebbe stata redatta com
me
pice politique et publicitaire au cours de l'anne 20 la suite de la
mort de Germanicus. Si osservi tuttavia corne sia evidentemente molto
difficile in questo contesto specifico attribuire valore tecnico a senex di
412, nel senso gi proposto da A. von Domaszewski, Zeitgeschichte bei rmi
schen Elegikern, in SHAW, 1919, p. 13-4.
425-6.
Coniugis et nati meritum pervenit ad omnes;
coniugis et nati, Livia, sospes ope es.
471-2.
Est tibi (sitque precor) multorum flius instar
parsque tui partus sit tibi salva prior...
Cfr. 121. Nate, brevis fructus, duplicis sors altera partus...
Cfr. 123. Sed neque iam duplicis, nee iam sors altera partus...
Cfr. 145. ... iam pars mihi rapta Neronum...
Cfr. 149. Nec quom victorem referetur adesse Neronem...
- immunis . . . luctus :
55-6. Scilicet immunis si luctus una fuisset
Livia, Fortunae regna minora forent.
Livia dovrebbe comunque gi intendersi funeris expers in quanto par
tecipe
a pieno titolo della Caesaris...domus (59-60). Cfr. dunque anche so
pra, p. 200 Caesaris...domus, funeris... expers.
ius matris di 151-2. Ultima contigimus : ius matris habemus ab uno
unius est munus quod tarnen orba negor.
Dopo la morte di Druso, quasi a compensarla di quella perdita e nonos
tante i suoi soli due parti, fu concesso a Livia, oltre all'onore di alcune
statue, il ius trium liberorum, come se almeno a livello di rappresentazione

222

AUGUSTO FRASCHETTI

la scomparsa di Druso non avesse assolutamente sminuito il suo statuto di


matrona romana feconda e prolifica (Cassio Dione, LV 2,5), contribuendo
anzi in qualche modo a rafforzarlo. Ved. a questo proposito ultimamente
A. Fraschetti, Livia la politica cit., p. 138-9. Cfr. anche sotto, p. 222, Livia,
nec. ..fecundior.
manifestazioni di lutto di - in occasione della morte di Druso :
113-8. Congelt interdum lacrimas duratque tenetque
suspensasque, oculis fortior, intus agit :
erumpunt iterumque lavant gremiumque sinusque,
effusae gravidis uberbusque genis.
In vires abiit fienai mora : plenior unda
defluii, exigua siqua retenta mora. . .
A 113, quanto a interdum, va accolta l'esegesi e la conseguente tradu
zione ( certains moments) proposte da G. Liberman, Observations sur le
texte et la date de la Consolation Livie, in MEFRA, 106, 1994, p. 1127-8. A
114 non accoglierei la correzione di oculis in oculus proposta a suo tempo
da Heinsius, poich essa normalizza banalizzando in qualche modo la
forza espressiva del distico. A proposito di 115, si noti che le lacrime di Livia, erompendo di nuovo, ne bagnano significativamente il grembo e i
seni, poich in effetti il grembo e i seni (insieme, p. es., alle guance ricordat
e
a 116, sempre in rapporto a Livia, come gravidae) erano le parti del corpo
che le donne erano solite mortificare, anche percuotendole, al momento
dell'assunzione del funus; per il funus delle donne ved. J. Maurin, Funus
et rtes de sparation, in AIONArch.St.Ant, 6, 1984, p. 199 sgg.
- Nec. . . fecundior :
81-2. Nec genetrice tua fecundior ulla parentum,
tot bona per partus quae dedit una duos.
Sebbene Livia avesse avuto solo due figli dal suo primo matrimonio
con Ti. Claudius Nero, nessuna madre fu pi prolifica di lei, avendo dato
i natali appunto a Tiberio e a Druso. Com' ben noto, quando Livia rimase
gravida di Augusto poco dopo il suo secondo matrimonio, sub un aborto :
Suetonio, Aug. 63,1; cfr. Tacito, Ann. V 1,2 : nullam posthac earn (dopo i
primi due figli) subolem edidit.
- non le dato neppure assistere alla morte di Druso :
95-8. At miseranda parens suprema neque oscula legit,
frigida nec fovit membra tremente sinu;
non animam apposito fugientem excepit hiatu
nec sparsit caesas per tua membra comas.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

223

Cfr. Seneca, Cons, ad Mare. 3,2 : Non licuerat mairi ultima flii oscula
gratumque extremi sermonem oris haurre. L'insistere della Consolatio sul
l'assenza
di Livia dal letto di morte di Druso stata interpretata in genere
(fin da Haupt, Epicedion cit., p. 333-4, che definiva il poeta obliviosus)
come prova di una contraddizione forte da parte dell'autore, capace di
dimenticare a 393 sgg. la circostanza che Livia non aveva assistito alla
morte del figlio. Qui ci limiteremo piuttosto a mettere in rilievo come
l'enfasi sull'assenza di Livia vada piuttosto inserita nel suo contesto speci
fico; dunque, come sia molto improbabile anzi da escludere che il poe
taabbia semplicemente dimenticato in seguito (a 393 sgg.) quanto da lui
affermato in precedenza (a 95 sgg.). In modo molto pi sottile da parte
del poeta-cavaliere che lamenta la sorte di Livia, a 95 sgg. viene aggiunto
al suo dolore gi grande la circostanza che la stessa Livia non pot nep
pure assistere alla morte del figlio; al contrario, cercando di consolare la
donna, a 393 il motivo dell'assenza viene inquadrato in una serie di motiv
i
appunto pi propriamente consolatoli. Del resto, non a caso Witlox,
Esteve-Forriol, Newmyer, Richmond, Hardie, comprendono 393 sgg. nel
settore consolatorio del poemetto, mentre con varie sfumature 95 sgg.
sono fatti rientrare nel settore relativo alla descrizione delle circostanze
della morte di Druso. Ved. a questo proposito l'utile schema riassuntivo
dei vari temi presenti nella Consolatio approntato da Schoonhoven, p. 1
(col bibl. ivi cit.).
- optima mater :
341-2. Haec ipsum sublime ferent, haec, optima mater,
debuerint luctus attenuare tuos.
345-6. Quid deceat Drusi matrem matremque Neronis
aspice, quo surgas, aspice mane toro.
Quanto alla caratteristica di optima mater in rapporto a Livia basti il
confronto con il signum dato da Nerone al tribuno della guardia pri
mo... impeni die : appunto optima mater (come precisava Suetonio, Ner.
9,3) con riferimento evidentemente ad Agrippina.
-prnceps :
355-6. An melius per te virtutum exempla petemus,
quam si Romanae principis edis opus?
Cfr. anche a 303 Femina tu prnceps..., dove l'appellativo riferito ad
Antonia.
Cfr. 343-4. Femina digna Ulis quos aurea condidit aetas,
principibus natis, principis digna viro...

224

AUGUSTO FRASCHETTI

- si prende cura infine del cadavere di Druso :


167-8. Quin etiam corpus matr vix vixque remisswn
exequiis caruit, Livia, paene suis.
- va incontro a Druso per oppida :
33. Obvia progrediar felixque per oppida dicar...
Cfr. Seneca, Cons ad Mare. 3,2 : Longo itinere reliquias Drusi sui prosecuta tot per omnem. Italiani ardentibus rogis, quasi totiens ilium amitteret,
imitata... Ved. anche Tacito, Ann. Ill 5,1 (nel trasporto in Italia da Ticinum) : ipsum (seil. Augustus) quippe asperrimo hiemis Ticinum usque progressum neque abscedentem a corpore simul urbem intravisse. Dobbiamo
dedurre dunque che, anche se Livia non and incontro al cadavere di Dru
soinsieme ad Augusto fino a Ticinum, gli si sia fatta comunque incontro
per lungo tratto (come diceva Seneca, longo itinere) durante il suo traspor
to
in Italia.

MARCELLO
- sepolto nel Mausoleo :
65-66. Vidimus erepta maerentem stirpe sororis :
luetus, ut in Druso, publicus Me fuit...
Ved. anche Cassio Dione, LUI 30,5, per il rapporto solidale che si stabi
lisce allora per la prima volta, appunto in seguito alla morte di Marcello,
tra apertura del Mausoleo di Augusto e proclamazione in citt di lutti pubb
lici : un precedente ripetuto quindi alla scomparsa del genero del principe
Agrippa (ved. sopra, p. 193 sg., Agrippa, sepolto nel Mausoleo); della so
rella
Ottavia, madre di Marcello e suocera di Druso, che come genero prov
vide anche a pronunciarne la laudatio (Cassio Dione, LIV 35,4-5; ved. inol
tresotto, p. 232, Ottavia, sepolta nel Mausoleo); infine dello stesso Druso.

NERONES
- atavi . . . proavi.
451-2. Hoc atavi monuere mei proavique Nerones
(fregerunt ambo Punica bella duces)...
Molto poco economica, anzi addirittura inutile, la correzione a
451 in tui, al posto del tradito mei, proposta da Schoonhoven, p. 199-201

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LTVIAM

225

nel tentativo di identificare. i proavi... Nerones in C. Claudius Nero e in M.


Livius Salinator (T.R.S. Broughton, The Magistrates of the Roman Republic
I, New York, 1951, p. 294) che nel 207 a.C. sconfissero Asdrubale al Metauro. Non prescindendo dal fatto che neppure in un poemetto dove si esalta
Livia un M. Livius Salinator poteva essere semplicemente trasformato in
un (C. Ti.) Claudius Nero, se si conserva (come mi sembra doveroso) il
tradito mei, il poeta allude evidentemente a Ap. Claudius Caudex, che nel
264 pass in Sicilia, e a C. Claudius Nero (il vincitore di Asdrubale al Metauro). Mi sembra invece difficile che uno degli antenati di Druso possa
identificarsi in Ti. Claudius Nero, la cui esaltazione da parte del poeta con
sisterebbe
nell'arduo compito di trasformare una spedizione in Africa pra
ticamente
mai avvenuta (Livio, XXX 38,6-39,4) in una grande vittoria sui
Cartaginesi. Com' naturale, l'encomiastico fregerunt ambo Punica bella duces poteva trovare agevolmente posto in un poemetto tutto teso notoria
menteall'esaltazione dei Claudii Nerones (ved. anche sotto a 145-6, avo di
Druso). Si osservi del resto che la gloria degli antenati paterni e materni di
Druso era gi stata esaltata congiuntamente dal poeta a 329-32, a proposito
di Druso che sarebbe stato accolto nei Campi Elisi inter honoratos...avos.
Sulle riserve avanzate da Witlox, p. 153, che pure accettava sulla scia di Gorallus di identificare uno dei Claudii in Ap. Claudius Caudex avvertendo
tuttavia che ambo : parum fliciter dictum est... (ved. gi in precedenza
M. Haupt, Epicedion cit., p. 353), a proposito dell'uso di ambo in Cons. 452
con valore di duo (certo secondo un uso non propriamente carisiano),
per dimostrare come una simile difficolt sia certo facilmente superabile,
mi basti il rinvio a OLD I, p. 196.
avo di Druso :
145-146. Iamne ego non felix? lam pars mihi rapta Neronum,
materni celeber nomine Drusus avi?
Cfr. 379. Nata quod alte es...
Se un'eventuale esaltazione dei Claudii Nerones si spiegherebbe bene
gi a partire dall'et di Tiberio, al contrario l'enfasi della Consolatio sui Livii e, pi in particolare, su M. Livius Drusus Claudianus conviene perfett
amentea un'epoca in cui la stessa Livia era ancora in vita e doveva evidente
mente
amare il ricordo postumo di suo padre, morto suicida dopo la batta
gliadi Filippi e la sconfitta dei cesaricidi. Sul suicidio di Marcus Livius
Drusus Claudianus ved. anche la caratteristica nutazione di Velleio, II
71,1-2 : Non aliud bellum cruentius caede clarissimorum virorum fuit... Dru
sus Livius, Iuliae Augustae poter, et Varus Quinctilius ne temptata quidem
hostis misericordia, alter se ipse in tabemaculo interemit. Sempre a Filippi
emblematicamente la stessa Livia avrebbe ricevuto onori divini dopo la sua
MEFRA 1996, 1

15

226

AUGUSTO FRASCHETTI

consecratio a opera di Claudio : M. Sve-P. Weber, Un monument honorifi


que
au Forum de Philippes, in BCH, 112, 1988, p. 467 sgg. A Samo fu anche
apposta sempre nell'et di Claudio un'iscrizione in onore di Marcus Livius
Drusus Claudianus : IGRR IV 982, dove il suicida di Filippi, in quanto pa
dre di Livia, poteva essere definito
(con l'apparato ad l. per la datazione). Si aggiunga che, molto preco
cemente,
intorno al 27 a.C, gi Tiberio avrebbe offerto un munus gladiatorium in onore della memoria di suo padre e un altro in onore della memor
ia
dell'avo : Suetonio, Tib. 7,1.
- entrambi i figli :
1-2.
Visa diu felix, mater modo dieta Neronum
iam tibi dimidium nominis huius abest.
149-50. Nec quom victorem referetur adesse Neronem,
dicere iam poter maior an alter adest?.
Sull'uso insistito di iam nella Consofotio ved. subito dopo 3-4 : iam legis in Drusum miserabile... / unum qui dicat iam tibi...; quindi 123 : Sed neque iam duplicis, nec iam sors altera partus; e 145 : iam pars mini rapta Ne
ronum.. ;
cfr. p. 220, Livia, - e Tiberio.
383. quod spes implerunt matemaque vota Nerones...
345. quid deceat Drusi matrem matremque Neronis...
NOMI GEOGRAFICI
Alpinae volles :
385. ...et Alpinae valles...
Sulla penetrazione romana nelle valli alpine in epoca augustea anche
grazie alle campagne di Druso ved. ultimamente J. Prieur, L'histoire des r
gions
alpestres (Alpes Maritimes, Cottiennes, Grates et Pennines) sous le
haut-Empire romain (Ier-IIIe sicle aprs J.-C), in ANRW, II 5,2, 1976, p. 638
sgg.
Apulus :
387-8.
...et Dacius orbe remoto
Apulus (huic hosti perbreve Pontus iter)...
Quanto alla presunta imitazione di Ovidio, Pont. Ili 4, 108 e Trist. TV 3,
42, notevole la topicit delle espressioni messa in rilievo dallo stesso
Schoonhoven, p. 180. Del resto E. Skutsch, RE TV 1, 1900, col. 941, appunto
a proposito di Pont. Ili 4, 108, poteva addirittura ritenere che fosse al con-

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

227

trario Ovidio a essersi ispirato al poeta della Consolatio. Ved. anche sotto,
p. 229, Pannonii, Pontus.
Armenius :
389. Armeniusquefugax...
Sulla missione di Tiberio in Armenia nel 20 a.C. ved. da ultimo M.-L.
Chaumont, L'Armnie entre Rome et l'Iran. I. De l'avnement d'Auguste l'
avnement
de Diocttien, in ANRW, II 9,1, 1976, p. 74. Quanto alla datazione
della Conslatio, basti osservare che se a 389 l'Armeno veniva definito fugax, lo stesso Augusto invece in un contesto poco pi tardo, dopo aver r
icordato
la precedente missione di Tiberio, poteva alludere all'Armenia co
me d[esc]iscentem et rebettantem, finch in seguito non fu domata (domit[d]m) da Gaio Cesare (AG 27,2 con il commento di Th. Mommsen, Res
Gestae divi Augusti, 2 ed. Berlino, 1883, p. 110 sgg.). Per le missioni di Tibe
rioe Gaio Cesare in Armenia ved. soprattutto M. Pani, Roma e i re d'Oriente
da Augusto a Tiberio, Bari, 1972, p. 17 sgg.
4. Ausoniae :
204. Ausoniae maires Ausonaeque nurus.
Dacius :
Ved. Apulus a 387-8.
Dalmata :
389. ...et tandem Dalmata supplex...
Sulle campagne di Druso in Illirico, dove raggiunse Tiberio nel 15 a.C,
basti il rinvio a JJ. Wilkes, Dalmatia, Londra, 1969, p. 59.
Germania :
271 sgg. At tibi ius veniae superest, Germania, nullum :
postmodo tu poenas, barbare, morte dabis...
335 sgg. Accipient iuvenem Germanica signa ferentem
consults imperio conspicuumque decus...
391.
et modo Germanus Romanis cognitus orbis :
Su 335 sgg., in rapporto alla datazione della Conslatio, mi sono
soffermato lungamente in Sulla datazione della Consofotio ad Liviam
cit.

228

AUGUSTO FRASCHETTI

Isargus :
386. decolor infecta testis Isargus aqua...
Suirisarcus ved. Philipp, RE IX 2, 1916, col. 2054; Hopfner, RE
Supplb. Ili 1918, coli. 1243-1244; cfr. anche E. Pais, Ricerche storche e geo
grafiche
sull'Italia antica, Torino, 1908, p. 513 sgg. A 386 leggo Isargus non
Isarcus (cos, p. es., Vollmer e Schoonhoven, ad IL), poich la tradizione
manoscritta, sebbene corrotta (isurgus M : itargus : it Argus ) rinvia
preferibilmente a questa forma. Ved. in tal senso del resto gi M. Haupt,
Epicedion cit., p. 356.
Pannonii :
390. summaque dispersi per iuga Pannonii...
Sulle campagne di Tiberio nei Balcani a partire dal 15 a.C, p. es.,
R. Syme, Danubian Papers, Bucarest, 1971, p. 13 sgg.; A. Mcsy, Pannonia und Upper Moesia, Londra-Boston, 1974, p. 34 sgg.; ultimamente
p. es. J. Fitz, Die Eroberung Pannoniens, in ANRW, II 6, 1977,
p. 543 sgg.
Pontus :
388. ...(huic hosti perbreve Pontus iter)...
A 388 deve escludersi la correzione di huic, unanimemente tradito e
accolto da Vollmer, Witlox e Lenz, in hinc, proposta originariamente da
J. Mycillus e ora ripresa da Schoonhoven, p. 181, poich una simile corre
zione altera (o anzi rende incomprensibile) il senso del passo, dove si allu
deevidentemente a scorrerie dei Daci verso la provincia romana del Ponto,
e non a scorrerie dal Ponto verso la Dacia (cos, ma senza apportare alcuna
documentazione, gi E. Bickel, De consolatione ad Liviam cit., p. 194-5). In
effetti, se il Ponto una strada brevissima per questo nemico (il Dace
Apulo), il testo va inteso come allusione alle frequenti scorrerie che dalla
riva sinistra del Danubio muovevano verso la provincia romana del Ponto,
vicinissima a questo nemico e dunque facile da raggiungere, come gi in
passato avevano subito scorrerie le colonie greche della costa; ved. p. es.
D.M. Pippidi, / Greci nel basso Danubio, trad. it. Milano, 1971, p. 154 sgg.
Per gli echi di queste stesse scorrerie nell'esule Ovidio ultimamente A. Videau-Delibes, Les Tristes d'Ovide et l'lgie romaine, Parigi, 1991, p. 145
sgg.; cfr. inoltre J. Vinogradov-S. Kryzickij, Obia. Eine altgriechische Stadt
im Nordwestlichen Schwarzmeerraum, Leida-New-York-Colonia, 1995,
p. 143-4.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATICI AD UVIAM

229

Raeti :
175. Per quae deletis Raetorum venerai armis;
Sulle campagne di Druso e di Tiberio contro i Raeti nel 15 a.C. ved.
Cassio Dione, LIV 22,1-3; cfr. B. Overbeck, Raetien zur Prnzipatszeit, in
ANRW, II 5,2, 1976, p. 668 sgg.; pi in genere, N. Roymans, Romanisation and the Transformation of a Martial Elite-Ideology in a Frontier Pro
vince,
in Frontires d'Empire, in Actes de la Table Ronde Internationale de
Nemours, 1992, in Mmoires du Muse de Prhistoire d'Ile-de-France, 5,
1993, p. 37-8.
Rhenus :
385. Rhenus et...
Sicambri :
17. ... indomitosque Sicambros...
311. nee tibi deletos potent narrare Sicambros...
Cos corne nella Consolatio a 386 si parla del fiume Isargus (non Isarcus), a proposito del popolo ricordato a 17 e 311 compare la forma Sicamb
ri,
non Sycambri, come p. es. nello stesso Ovidio; per i Sycambri in Ovidio R. Syme, History in Ovid. cit., p. 3-5. Sulle varie forme del nome Schnf
eld,
RE IV A 1, 1931, col. 662.
Suevi :
17. Hie genus Suevos acre...
312. ... et Suevos terga dedisse suis...
Suevi e Sicambri compaiono insieme a 17 e a 311-2. Su di essi ved. ult
imamente
H. Bernhard, Die rmische Geschichte in Rheinland-Pfalz, in Die
Rmer in Rheinland-Pfalz, Stoccarda, 1990, p. 39 sgg. Anche Augusto, sotto
i cui auspici queste campagne erano condotte, ne dava conseguente notizia
in RG 26, 2.
I popoli e i tenitori ricordati a partire a 385-392 si riferiscono alle
campagne compiute negli anni 15-9 a.C. appunto dai due Nerones, Tiberio
e Druso, che spes implerunt matemaque vota (383). Si osservi dunque come
anche il loro elenco contribuisca a datare la Consolatio nel 9 a.C. Infatti,
dopo il trionfo di Tiberio su Pannonii e Dalmatae del 12 d.C, non si sareb
be
mai fatto cenno a summa... dispersi per iuga Pannonii, n dopo il 9 a.C,
successivamente alle campagne germaniche di Tiberio del 4-6 d.C, ci si sa
rebbe
potuti riferire al mondo dei Germani come a un mondo che i Ro-

230

AUGUSTO FRASCHETTI

mani conobbero solo ora (391 : et modo Germanus Romanis cognitus orbis). Alla luce di questi elementi, appaiono molto deboli i tentativi di
Schoonhoven, p. 207-11 volti a individuare anche in questo elenco di popoli
e di campagne tracce di una composizione della Consolatio posteriore al 9
a.C. (sulla base di presunte, ma discutibilissime, influenze di Ovidio e di Li
vio).
Quanto al ricordo della missione giovanile di Tiberio in Armenia,
esso trova posto molto adeguato appunto nell'ambito della datazione del
poemetto al 9 a.C. Osserveremo piuttosto come la Consolatio ritenga Druso
il vero protagonista delle campagne geimaniche svolte congiuntamente da
Tiberio e dallo stesso Druso a partire dal 15 a.C. Nella documentazione pa
rallela
il solo Druso ricordato da Orazio, Carni. IV 4,17-18 (in rapporto a
Raeti e Vindelici); da Fioro, II 22,4 (in rapporto a Breuni, Ucenni e Vindelici); Orosio, VI 21,12 sgg. (ma ved. anche il brevissimo cenno a entrambi i
fratelli a VII 32,12); Claudiano, de cons. Stil. I 193 (dove, quanto alla Ger
mania,
si fa menzione di Druso accanto a Traiano); cfr. de IV cons. Hon.
455 (veteres... Drusos : Druso il Vecchio e Druso Cesare). Druso e Tiberio
sono ricordati insieme da per. 138; Orazio, Carni. IV 14, 9 sgg.; Strabone, IV
9 (206 C); Velleio, II 95, 1, dove Druso qualificato significativamente dal
cortigiano Velleio adiutor operis del fratello; Cassio Dione, LIV 22. na
turale
che Tiberio compaia da solo in Suetonio, Tib. 9,2-3, nell'elenco delle
guerre da lui condotte per incarico di Augusto.

ORDINE EQUESTRE
202. funeris exequiis adswnus omnis eques...
la testimonianza fondamentale apportata dal poeta stesso sia sulla
sua caratteristica di testimone oculare (adsumus), sia sulla sua apparte
nenzaal secondo ordine : un'appartenenza che molto difficile mettere
in discussione dopo la consistente lista di poeti cavalieri redatta da S. Demougin, L'ordre equestre cit., p. 756 (cui deve aggiungersi naturalmente an
che l'anonimo della Conslati).
463. et quo me officio portaverit illa iuventus...
La iuventus, che a 463 detta prestare il suo officium durante le ese
quie di Druso fino al luogo della pira, evidentemente la iuventus del-

INDICE ANALrnCO DELLA CONSOIATIO AD LIVIAM

231

l'ordine equestre. Sul ruolo dell'ordine equestre nel corso dei jFunerali non
solo del principe, ma anche di membri eminenti della sua domus ved. in
genere S. Demougin, Vordre questre cit., p. 264 sgg.

OTTAVIA
- e il lutto per Marcello :
441-4. Prisca quid hue repeto? Marcellum Octavia flevit
et flevit popolo Caesar utrumque pafom.
Sed rigidum ius est et inevitabile MortL,
stani rata non ulta fila tenenda manu.
Evidentemente a 441-4 viene riportata una tradizione che mostra di
ignorare quella confluita in Seneca, Cons, ad Mare. 2,4, a proposito della
pi totale inconsolabilit di Ottavia alla morte del figlio Marcello : Nullum finem per omne vitae suae tempus fienai gemendique fecit nee ullas admisit voces salutare aliquid adferentis; ne avocari quidem se passa est, inten
ta
in unam rem et toto animo adfxa. Talis per omnem vitam fuit quails in fu
nere,
non dico non ausa consurgere, sed adlevari rcusons, secundam
orbitatem iudicans lacrmas amittere; ivi 2,5 : A sollemnibus officiis sedueta
et ipsam magnitudinis fraternae nimis circumlucentem fortunam exosa defodit se et abdidit. Adsidentibus libers, nepotibus lugubrem vestem non deposuit, non sine contumelia omnium suorum, quibus salvL orba sibi videbatur. Questa diversit di tradizione si deduce agevolmente da 443, nell'impli
cito
riconoscimento attribuito dalla Consolatio anche a Ottavia, quando
mor il figlio, del rispetto del rigidum ius... et inevitabile MortL, un rispetto
che accomunerebbe Ottavia al fratello Augusto nella dolorosa sopportazio
ne
di quella perdita. La Consolatio dunque, quanto a Ottavia e Livia, ignora
non solo una loro diversit di attitudine nell'assunzione dei rispettivi lutti,
ma anche (naturalmente) ogni eventuale competizione tra le due donne
in merito al problema successorio, quando la scomparsa di Marcello pot
sollecitare in Livia almeno speranze per i suoi figli; ved. a questo proposito
A. Fraschetti, Livia la politica cit., p. 136, soprattutto per quanto riguarda
Cassio Dione, LUI 33,4, secondo il quale non pochi sospetti della morte di
Marcello sarebbero ricaduti sulla stessa Livia, convinta che il nipote di Au
gusto
fosse anteposto ai suoi figli. Sulla sorte analoga di Marcello e di
Druso, accomunati tanto da una scomparsa prematura molto sospetta,

232

AUGUSTO FRASCHETH

quanto da un identico amore del popolo nei loro confronti ved. Tacito,
Ann. II 41,5. Sulla follia di lutto di Ottavia alla morte del figlio (cui et
avunculus et socer incumbere coeperat secondo Seneca, Cons, ad Mare. 2,3)
ved. J. Maurin, Funus cit., p. 207-208.

- sepolta nel Mausoleo :


69-70. vix posilo Agrippa tumuli berta ianua clausa est,
percipit offcium funeris ecce soror.
Sui fenerali di Ottavia e il lutto pubblico proclamato in occasione della
sua morte ved. Cassio Dione, LIV 35,4, anche per il luogo da cui Augusto
ne pronunci la laudatio (non dagli antichi rostra, ma dai rostra del tempio
del Divo Giulio : per Ottavia, che era pronipote di Cesare, come un tempio
di famiglia; ved. in proposito Fraschetti, p. 68).

POPOLO ROMANO
181.
Urbs gemit et vultum miserabilis induit unum...
191 sgg. Atque aliquis de plebe pius pro paupere nato
sustulerat timidas sidera ad alta manus,
iantque precaturus quid ego autem credulus inquit
suscipiam in nullos irrita vota deos?
Livia, non illos pro Druso Livia movit :
nos erimus magno maxima cura Iovi?.
Dixit et iratus vota insuscepta reliquit
duravitque animum destituitque preces.
Obvia turba ruit lacrimisque rgantibus ora
consults erepti publica damna referti.
Ved. anche 263 : Spes quoque multorum flammis uruntur in isdem...
Simili attitudini debbono essere confrontate con quelle scomposte manifes
tate
a Roma alla notizia della morte del figlio di Druso Germanico; ved.
Suetonio, Cai. 5,2 : Quo defunctus est die, lapidata sunt templa, subversae
deum arae, Lares a quibusdam familires in publicum abiecti, partus coniugum expositi. Diversamente da H. Versnel, Destruction, devotio and De
spair
in a Situation of Anomy : the Mourning for Germanicus in Triple Per
spective,
in Perennitas. Studi in onore di A. Brelich, Roma, 1980, p. 541 sgg.,

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

233

per una prospettiva pi propriamente politica di questo lutto mi sia leci


toil rinvio a Fraschetti, p. 89 sgg. Su vota suscepta e vota saluta ved. inoltre
le considerazioni di ordine pi generale avanzate da J. Scheid, Hoc anno
immolatum non est. Les alas de la voti sponsio, in Scienze dell'Antichit,
3-4, 1989-90, p. 773 sgg.

TIBERIO
- assiste alla morte di Druso :
89-96. Tu tarnen extremo moriturum tempore fratrem
vidisti, lacrmas vidit et ille tuas,
affgique suis morens tua pectora sensit
et tenuit vultu lumina fixa tuo,
lumina caerulea iam iamque natantia morte,
lumina fratemas iam subitura manus.
Per la presenza di Tiberio sul letto di morte di Druso ved. anche per.
142,4; Seneca, Cons, ad Polyb. 15,5; Cassio Dione, LV 2, 1; Valerio Massi
mo,
V 5,3.
- assister secondo il poeta alla morte di Livia :
155-8. Hic meus ecce fuit; iubet hic de fratre verer;
omnia iam. metuo : fortior ante fui.
Sospite te saltern moriar, Nero : tu mea condas
lumina et excipias hanc animam ore pio.
Sul voto del poeta, in realt al momento della morte di Livia mai rea
lizzatosi,
secondo cui Tiberio avrebbe assistito alla morte della madre (un
voto appunto in quanto mai effettivamente realizzatosi di importanza fon
damentale
per la datazione della Consolatio), ved. A. Fraschetti, Sulla data
zione della Consolatio ad Liviam cit.
- consola Livia :
423-6. Nee minor est nato servandae cura parentis :
hic adhibet blandas, non sine iure, preces.
Coniugis et nati mertum pervenit ad omnis;
coniugis et nati, Livia, sospes ope es.

234

AUGUSTO FRASCHETTI

Per quanto riguarda i limiti imposti da Livia al proprio dolore anche in


considerazione del marito e del figlio, cfr. la tradizione confluita in Seneca,
Cons, ad Mare. 3,2 : nee plus doluit quam aut honestum erat Coesore aut aequum altero flio salvo.
- dedica il tempio dei Castori che Druso non vedr :
283-8. Adice Ledaeos, concordia sidera, fratres
templaque Romano conspicienda foro...
Sulla dedica del tempio dei Castori da parte di Tiberio anche a nome
del fratello ved. sotto, p. 237, Topografia romana, tempio dei Castori.
- e il lutto per Druso :
83-90. Heu, par illud ubi est totidem virtutibus aequom
et concors pietas nec dubitatus amor?
Vidimus attonitum fraterna morte Neronem
pallida promissa fiere per ora coma,
dissimilemque sui, vultu proftente dolorem :
ei mihi, quam toto luetus in ore fuit!
Tu tarnen extremo moriturum tempore fratrem
vidisti, lacrmas vidit et ille tuas...
289.
Saepe Nero inlacrimans summissa voce loquetur...
Su Tiberio e le sue attitudini composte nel sopportare i propri lutti
(anche quello per la morte del figlio Druso Cesare) ved. Seneca, Cons, ad
Mare. 15,3 : Ti. Caesar et quem genuerat et quem adoptaverat amisit; ipse ta
rnen pro rostrs laudavit flium stetitque in conspectu posito corpore, interiecto tantummodo velamento quod pontifcis oculos a funere arceret, et flente
populo Romano non flexit vultum (sulla laudatio di Druso Cesare cfr. anche
Cassio Dione, LVII 22, 4a, dove a lodarlo comunque il genero Nerone, e
non Tiberio stesso, a meno che come in altri casi analoghi - e mi sembra
l'ipotesi pi probabile - non possa essere stato lodato da entrambi : ved. so
pra, p. 212 sg., Druso, laudatio di-); cfr. inoltre Suetonio, Tib. 52,2 : itaque
ne mortuo quidem pernde adfectus est, sed tantum non statini a funere ad
negotiorum consuetudinem rediit iustitio longiore inhibito; Tacito, Ann. IV
8,2 : Ceterum Tiberius per omnes valitudinis eius dies, nullo metu an frmitudinem animi ostentaret, etiam defuncto necdum sepulto, curiam ingressus
est. Consulesque sede vulgari per speciem maestitiae sedentis honoris locique
admonuit et effusum in lacrmas senatum vieto gemitu, simul oratione conti
nuaerexit; Cassio Dione, LVII 22,3. Cfr. del resto le considerazioni pi ge
nerali
espresse da Tiberio in un suo editto al popolo in occasione della
morte di Germanico, nella formulazione che ne da Tacito, Ann. Ill 6,2-3 :
Convenisse recenti dolori luetum et ex maerore solacia; sed referendum iam

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

235

animum ad frmitudinem, ut quondam divus lulius amissa unica filia, ut divus Augustus erepts nepotibus abstruserint tristitiam. Nil opus vetustioribus
exemplis, quotiens populus Romanus clades exercituum, interitum ducum,
funditus amissas nobiles familias constanter tulerit. Principes mortales, rem
publicam aeternam esse.
Quanto a 85 (Vidimus attonitwn fraterna morte Neronem...), la notazione su Tiberio (ved. anche 87 : issimilemque sui vultu profitente dolorem : come dobbiamo intendere, almeno in questo contesto, solo in occa
sione della morte del fratello, quando egli apparirebbe diverso da s) fa
emergere nella Consofotio l'immagine di un Tiberio schivo, uso a non far
trapelare i propri sentimenti, non evidentemente per animo simulatore e
malvagio, ma per propria natura e proprio carattere. Si osservi del resto
che sempre nella Consolatio Tiberio detto piangere, quando a 289 si chie
dea voce bassa (Saepe Nero inlacrimans summissa voce loquetur...) perch
mai dovr recarsi al tempio dei gemelli Castori senza suo fratello. Ved. in
senso analogo anche Velleio Patercolo, II 114,3 (a proposito del comporta
mento
di Tiberio durante le campagne in Germania e in Pannonia volto a
mantenere la disciplina dei soldati) : agebatque medium plurima dissimulantis, aliqua inhibentis. Com' chiaro, una simile tradizione si oppone a
quella, in seguito ampiamente egemone addirittura incontrastata, di un
Tiberio scaltro e accanito simulatore, fin dagli anni dell'esilio a Rodi; su
questa tradizione, condivisa da Suetonio, Tacito e Cassio Dione, ved. ult
imamente
M. A. Giua, Tiberio simufatore nella tradizione storica pretacitia
na,
in Athenaeum, 53 1975, p. 352 sgg. Inutilizzabile nel tentativo di chiari
re
questa stessa tradizione G. Zecchini, La tabula Siarensis e la dissimulatio di Tiberio, in ZPE, 66, 1986, p. 23 sgg.; infatti la Tabula Siarensis in
quel punto specifico (Frag. II col. b, 11. 11 sgg.) con la precisa indicazione
et ipse se velie non dissimulare eodem libello testatus I esset, se realmente ri
ferita
a Tiberio, nel contesto di un senatoconsulto romano, offrirebbe
un'immagine dello stesso Tiberio di segno evidentemente opposto a quella
pretacitiana del simulatore : un'immagine anzi da confrontarsi piutto
sto
con quella presente nella Consolatio.

- e Livia :
Ved. sopra, p. 220 sg., Livia e Tiberio.
- pars altera di Cesare :
39. Caesaris illud opus, voti pars altera vestii...
Ved. sopra, p. 214 Druso, pars ... voti di Cesare.

236

AUGUSTO FRASCHETTI
TOPOGRAFIA ROMANA

Campus :
49. Nec vires errasse tuas Campoque Foroque...
Ved. sopra, p. 219, Livia e Augusto.
231. sed Mavors, tempio vicinus et accola Campi...
Sul tempio di Marte in Campo Marzio ved. sotto, p. 237, tempio dei
Castori.
Foro :
49. Nec vires... errasse tuas... Foroque...
Ved. sopra, p. 219, Livia e Augusto
186. aspicitur toto purpura nulla Foro.
Sull'abbandono della porpora da parte dei senatori come segno di lut
to pubblico nell'et di Augusto e di Tiberio ved. soprattutto J. Scheid,
Contraria facere cit., p. 126. In et imperiale avanzata - p. es., ai funerali
di Pertinace - con uno slittamento significativo i senatori indossano la pulla vestis (Erodiano, IV 2,3; ved. J. Arce, Funus imperatorum cit., p. 174), co
me gi avevano fatto Tiberio e il figlio Druso nella prima seduta del senato
dopo la morte di Augusto, mentre i senatori in segno di lutto indossavano
la veste dei cavalieri e i magistrati da parte loro l'abito senatorio privo tut
tavia
della porpora (Cassio Dione, LVI 31,2-3).
Mausoleo :
67 sgg. Condidit te Agrippam quo te, Marcelle, sepulcro...
Sul Mausoleo di Augusto e le ceneri dei membri della casa del principe
che vi furono deposte ved. rispettivamente sopra, p. 193, 197, 210, Agrippa,
Antonia, Druso, (sono) sepolt(i) nel Mausoleo.
tempio :
- dei Castori :
283-4. Adice Ledaeos, concordia sidera, fratres
templaque Romano conspicienda Foro.
287-8. Nec sua conspiciet, miserum me!, munera Drusus
nec sua prae templi nomina fronte leget.
J. Richmond, Doubtful Works, p. 2774-5, ritiene 287-8 the most comp
elling
argument within the poem itself contro la sua datazione al 9 a. C.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD LIVIAM

237

Ci sarebbe vero solo a condizione di far dire al poeta-cavaliere esattament


e
il contrario di quanto dichiarava. Poich, se il tempio dei Castori fu vota
to
da Tiberio e Druso nel 12 a.C. e inaugurato dal solo Tiberio nel 6 d. C,
evidentemente allora, nel 9 a.C, l'iscrizione dedicatoria del tempio non po
teva essere vista {...nec sua prae templi nomina fronte leget) dal momento
che non era ancora stata approntata, a meno di non voler ammettere - ma
si tratta di un'ipotesi evidentemente assurda - che chi redasse la Consofotio
abbia derivato la notizia di quella dedica comune da Suetonio, Tib. 20,3 e
Cassio Dione, LV 27,4 (cfr. Ovidio, Fast. I 707-8). In simili condizioni, non
neppure necessario ipotizzare (Skutsch, RE IV 1, 1900, col. 941) che il
tempio inaugurato nel 6 d.C. fosse la ricostruzione di un tempio precedent
e
che dovremmo necessariamente supporre gi ultimato al momento in
cui sarebbe stato distrutto da un incendio nel 7 a.C. Per tutte le vicende re
lative
al tempio dei Castori S.B. Platner-Th. Ashby, A Topographical Dic
tionary
of Ancient Rome, Oxford, 1929 (rist. anast. 1965), p. 103; ved. pi di
recente S. Sande-J. Zahlle, Der Tempel der Dioskuren auf dem Forum Romanum, in Kaiser August und die verlorene Republik, Magonza, 1988, p. 218
sgg.; I. Nielsen, in LTUR I, Roma, 1993, p. 242-5; AA.W., Castores, Catalo
go
della mostra Roma, 1994.
- di Giove Capitolino :
27-8. furier pro sacris ubi sunt ducenda triumphis
et tumulus Drusum pro Iovis arce manet.
Ved. sopra, p. 216 sg., Druso, trionfo di-.
61.
Ille vigil, summa sacer ipse locatus in arce...
28.
...pro Iovis arce...
403-4. ...impavidaeque Minervae,
domus . . .
Sui riferimenti alle celle di Giunone e Minerva a 403-4 volti a indicare
nel suo complesso il tempio di Giove Capitolino, ved. sopra, p. 199 sg., Caesars ... domus, assimilata a un templum.
- di Marte :
231. sed Mavors, tempio vicinus...
Sul tempio di Marte in Campo Marzio, vicino aM'ustrinum di Druso, F.
Zevi, L'identificazione del tempio di Marte in Circo e altre osservazioni, in
L'Italie prromaine et la Rome rpublicaine. Mlanges J. Heurgon II, Roma,
1976, p. 1047 sgg.; E. La Rocca, La riva a mezzaluna. Culti, agoni, monum
enti funerar presso il Tevere nel Campo Marzio occidentale, Roma, 1984,

238

AUGUSTO FRASCHETTI

p. 99; A. Ziolkowski, The Temples of Mid-Republican Rome and their Histo


ricaland Topographical Context, Roma, 1992, p. 101 sgg. In precedenza so
prattutto
F. Castagnoli, // Campo Marzio nell'antichit, in MAL, ser. Vili 1,
1948, p. 190.

Perch un falso?
La composizione di questo indice analitico permette di valutare la fortissima coerenza interna di un poemetto come la Consocio e allo stesso
tempo, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non offre alcun elemento,
sulla base di circostanze sicuramente accertabili e non esse stesse oggetto
di discussione, tale da dover imporre come necessaria una datazione del
poemetto stesso posteriore al 9 a.C. Al contrario, gli assertori del falso e di
una conseguente datazione successiva, comunque proposta, dovranno dar
conto almeno di due circostanze.
1) Perch il poeta si mostrerebbe sicuro che sarebbe stato Tiberio a
chiudere gli occhi della madre dopo la sua morte (157-8), se questa aspet
tativa non gli fosse apparsa assolutamente naturale, ignaro delle successi
ve
attitudini di quel figlio snaturato al momento della scomparsa di Livia? Una simile circostanza esclude evidentemente ogni datazione della
Consolatio successiva al 31 d.C, quando Tiberio provoc grande scandalo
non abbandonando Capri neppure per prendere parte ai funerali della mad
re, come testimoniano concordemente Suetonio, Tib. 51, 5; Tacito, Ann. V
2,1; Cassio Dione, LVIII 2,1.
2) II cavaliere romano, che redasse la Consofotio, nel suo orgoglioso
patriottismo crede prossima la sottomissione della Germania, cos che
in breve tempo i Romani potranno vendicare la morte di Druso av
venuta
pro republica, anche se in conseguenza di una caduta da cavallo,
appunto nella lontana Germania4. Tra le supposte profezie ex eventu
che si creduto di rinvenire nel poemetto, nessuno ha mai preso in
considerazione l'effettivo realizzarsi del voto espresso a 271-6. Il motivo
molto semplice : dopo la sconfita di Teutoburgo subita da Quintilio
Varo nel 9 d.C. nessuno, e soprattutto mai un falsario, avrebbe potuto
sostenere con baldanzosa sicurezza che la morte di Druso in seguito
4 Cons. 271-6 : At tibi ius veniae superest, Germania, nullwn : /postmodo tu poenas, barbare, morte dabis. / Aspiciam regum liventia cotta catenis / duraque per saevas
vinctda nexa manus / et tandem trepidos vultus inque Ma ferocum / invitis lacrimas de
cidere
ora genis.

INDICE ANALITICO DELLA CONSOLATIO AD UVIAM

239

(postmodo) sarebbe stata vendicata : in un futuro prossimo se il cavalie


re
spera (come dichiara in modo esplicito) di assistervi di persona. Di
fatto, quel desiderio (la sottomissione della libera Germania), nonostant
e
il trionfo germanico di Tiberio dell'll d.C, non pot mai essere com
piutamente
realizzato, mentre il controllo romano dei tenitori tra il Re
no e l'Elba era comunque destinato a rimanere un sogno mai portato a
compinento5.
Dunque, molto semplicemente, al termine di questo nostro esame t
ematico
di un poemetto che i sostenitori del falso hanno voluto ritenere
molto pi singolare di quanto non debba effettivamente considerarsi,
ogni futura discussione, sul falso e sul relativo falsario che ne sarebbe
l'autore, in via prioritaria dovr tenere soprattutto conto delle prove ad
dotte
in maniera pienamente soddisfacente a sostegno sia dell'autenticit
della Consolatio, sia della sua datazione al 9 a.C. Resta naturalmente un
lavoro da compiere, impossibile in questa sede : in base ai contenuti del
lastessa Consohtio delineare le tendenze politiche del suo autore : un
cavaliere romano che, mentre sembra vivere a suo agio negli anni del
principato di Augusto, non ha dimenticato per M. Livius Drusus Claudianus, suicida dopo Filippi, di cui vede il cognome continuato in quello
del suo eroe; un cavaliere romano di cui facile comprendere il dolore
enorme alla morte dello stesso Druso anche in base alle speranze da lui
riposte in una sua eventuale successione al vitrcus, nella certezza di una
pronta restituzione delle libert repubblicane da parte del giovane princi
pe,
non immemore n dell'avo n del resto di suo padre, proscritto dai
triumviri. Basti dire, concludendo, che doveva trattarsi di speranze non
isolate, ma allora anzi largamente condivise se la loro eco pot giungere
fino a Tacito e a Suetonio6.
Augusto Fraschette

5 Sul trionfo di Tiberio dell'll d.C. ved. Suetonio, 20,2.; al riguardo, p. es., . Lewick, Tiberius the Politician, Londra, 1976, p. 61-2. Sul problema germanico in epoca
augustea ved. D. Timpe, Zur Geschichte der Rheingrenze zwischen Caesar und August
us,
in Monumentum Chiloniense. Festschrift E. Burck, Amsterdam, 1975, p. 124
sgg.; K. Christ, Zur Augusteischen Germanienpolitik, in Chiron, VII 1977, p. 149 sgg.;
inoltre ultimamente R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford, 1986, p. 324 sgg.
(con ulteriore letteratura ivi cit.).
6 Tacito, Ann. I 33,2 : Drusi magna apud populum Romanum memoria, credebaturque, si rerum poti<t>us foret, libertatem redditurus; Suetonio, Claud. 1,4 : nec
dissimulasse umquam pristinum se rei publicae statum, quandoque posset, restiturum.