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SocrETA DISrum RAVENNATI

STEFANO MAGNANI

I PERCORSI MITICI NELL'ADRIATICO


E IL PROBLEMA DELLE ORIGINI
DI RAVENNA

Estratto da
RAVENNA
STUDI E RICERCHE

V/1

1998

Ravenna
Studi e Ricerche

STEFANO MAGNANI

I PERCORSI MITICI NELL'ADRIATICO


E IL PROBLEMA DELLE ORIGINI
DIRAVENNA

Una diseussione sulle origini di Ravenna non pu essere affrontata disgiuntamente da una analisi, sia pure parziale, delleantiehe
tradizioni relative alla frequentazione delle regioni alto-adriatiehe
da parte di eroi e popolazioni provenienti dall'area dell'Egeo. In
partieolare, il easo di Ravenna non pu separarsi da quello di Spina, eol quale, eome e noto, presenta numerose affinit. 1. La questione estata ampiamente dibattuta, anehe in eonsiderazione delle scarne notizie riferibili alla genesi di Ravenna o, eomunque,
alla sua esistenza in et. pre-eesariana; ritengo, tuttavia, ehe alcune
eonsiderazioni aggiuntive meritino di essere apportate 2.
Mi riferiseo, ovviamente, alla tradizione ehe faeeva di Ravenna
una fondazione dei Tessali, ovvero dei Pelasgi 3, aeeomunandola
*

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3

Abbreviazioni: AAAD = Antichili altoadriatiche; AIV = Atti Ist. Veneto di Scienze e Letterc;
ArchCiass = Archeologia Classica; JJTCGt = Bibliografia topografica della colonizzazione grc
ca in Italia e nelle isole tirreniche, diretta da G. Nenci e G. Vallet, Pisa-Roma 1977; c~H =
Cambridge Ancient History; CARII = Corsi di Cultura suii'Arte ravennate e bizantina; ctsA =
Contributi deii'Istituto di Storia Antica; CJ = Classicaljournal; FGrHist= Die Fragmente der
Griechischen Historiker, ed. F. Jacoby, 1-11, Berlin 1923-1930, 111, Leiden 1958;FHc: = Fragmenta
Historicorum Graecorum; (;GM= Geographi Graeci Minores, a c. di C. Mller, Parisiis 1855 (rist.
Hitdesheim 1965);JHS =J ournal ofHellenic Studies;JRS =Journal of Roman Studies; PI' = La
Parola del Passato; QS = Quaderni di storia; RFIC = Rivista di Filologia e di lstruzione classica;
RI'H = Revue de Philologie; RSA = Rivista Storica deii'Antichit; sco = Studi Classici e Orientali;sE =Studi Etruschi; StudRom = Studi Romagnoli; Tu-.2 = Testimonia Linguae Etruscae, a c.
di M. Pallottino, Firenze, 19682.
Cosi G. A. MANSUEL.I.I, Etnogenesi mvennate, in Storia di Ravenna, I, L 'evo antico, a cura di G.
SustNI, Venezia 1990, p. 105.
Per una recente messa a punto si rimanda a G. ScucctMARRA, L 'Adtiatico dei Gt-eci, in Stmia
di Ravenna, l, cit., pp. 79-102.
Secondo Ia tradizione, infatti , Ia Tessaglia risulta essere una tappa importa nte della " sto
ria dei Pelasgi, con l'attribuzione ad essi dell'origine di numerose loca lit. Stando ad

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pertanto a numerose localita sparse nel Mediterraneo e, in particolare, nell'Adriatico e nel Tirreno 4 . Stando infatti a Strabone 5,
la citta era stata fondata dai Tessali; ma costoro, non potendo sopportare le violenze messe in atto dagli Etruschi, erano tornati alle
sedi di origine dopo avere accolto nella citt quegli Umbri ehe la
abitavano ancora nell'et in cui scriveva la fonte di Strabone, probabilmente da identificare con il geografo Artemidoro di Efeso,
vissuto sul finire d el II sec. a.C. 6. Notizia evidentemente parallela
a quella riportata da Giustino (Pompeo Trogo), secondo cui Spina, localit notoriamente pelasgica 7, era stata fondata dai Tessali
in territorio umbro 8 ; tanto ehe e sembrato logico individuare in
Timeo la fonte comune ad Artemidoro e Pompeo Trogo 9 . Ma
l'affermarsi di tali tradizioni, miranti a distinguere ed eventual-

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Eeateo, a ntieame nte Ia Tessaglia era definita nEA.acryia, d al no m e d el suo re nEA.acry~


(FGrHist., 1 F 14 = Sehol. Apo II. Rhod ., A1g., IV, 266) , ma gia n e l Catalogodell' lliadeomeriea
era fatta me nzione di "AP"fOV7tEA.acryucv in relazione alla Tessaglia ( 11, 681; Ia loealizzazione e eonfermata d a Strab., v, 2, 4, C 221 ), e sempre ne ll' Iliade il tessalo Aehille si rivolgeva
allo ZE~ .t>.c.o&lvai~ nEA.acrytK~ (xv1, 233), anehe se Pelasgi erano pure gli abitanti d e lla
eittii mieroasiatiea di Larissa, un toponimo tipieam e nte pelasgieo, guidati da lppo too a
fia nco dei lroiani (11, 840-843; XVII, 301) . Soprattutto, dalla Tessaglia prese mossa Ia diaspora
dei Pe lasgi versoaltre areedel baeino d el Mediterraneo, tanto ad oriente quanto ad oeeid ente. La piu artieolata esposizione d ella Ieggen da pelasgiea, riguardo le origini e Ia loro
presenza in territorio italieo, e fornita da Dionigi di Aliearnasso (1, 17-30) . Per una rapida
p anora miea delle diverse testimonianze si rimanda a B. M. Bianeardi, 1 Pelasgi: nome,
etnografia, cronologia, seo, x, 1961 , pp. 224-234.
Un'ampia a nalisi delle tradizioni relative alle fondazioni pelasgiehe in ambito italieo e
stata eondo tta da D. BRIQUEL, Les Petasges en Jtalie. Recherehes sur l'histoire de La ligende, Roma,
1984, in part. su Ravenna, pp. 31-53.
v, 1 , 7, C 214: Kat i] 'P<Xtvva SE 0EttaA.c:iiv dpTJt!Xt Kticrl!a ou cptpovtE~ SE t~ tc:iiv TuppTJvc:iiV
pEt~ etc,avto EKOV~ tc:iiv 'OllptKOOV tlVIX~. Ol Kat vUV EXOOOl TitV !tOAlV, autot ' UltEXWpTJO!XV
E!t' oi:Kou; cfr. anehe Zosim., v, 27.
Questa almeno e l'opinio n e di F. Lasserre (Stmbon, Geographie, Tome 111 (Livres V et VI) ,
texte etabli et traduit p ar F. I..ASSERRE, Paris, 1967, Notice, PP 14-15, e n ota 2, p. 47). L'atte n zione rivolta da Artemidoro alla regione adriatiea e testimoniata da vari framm e nti , in
pa rt.: F 42 Stichle = St. Byz., l!.'llm., s.v. r~tiva; F 47 Stic hle = St. Byz., J:.'llm., s.v. 'AyKwv; FF
45-46 Stichle= Strab., v1, 3, 9, C 283-284 ev1, 3, 10, C 285, sulla regione apula e il Gargano;
F 51 Stichle = St. Byz., Ethn. , s.v. BouA.tvot, e F 52 Stic hle = H esyeh., s.v. TaA.avtiov t!t~,
sull ' llliria.
Secondo Ia tradizione raeeolta da Dio nigi di Aliearnasso ( 1, 18, 3-5).
Iust., xx, 1, 11 : a 1/zessalis et Spina in Urnbris [seiI. con.dita est].
F. I..ASSERR~~ Stmbon, v, eit., n ota 2, p. 47. Da n o tareehe secondo G. Colonna gli aeeenni di
Strabone e Giustino a Spina e Ravenna potrebbero risali re a Teopompo ( Lasocieta spinetim
e gli allli ethne, in Spina. Storia di una ciUa tm Greci ed t'tmschi, a eura di F. ERTI e P. G.
Guzzo, Cat. mostra, Fe rrara, 26 sett. I 993- 15 mag. 1994, Ferrata 1993, p. 133). II ehe e
probabilmente ve ro p e t quanto eoneerne Giustino (Pompeo Trogo); si veda in proposito
il eom me nto di F. J aeoby, Die Fragmente der fjliechischen Historifu:r, 11 , C, Be rlin , 1930, p . 395.

PERCORSI MITI CI NEI.L ' ADRIATJCO E II. PROl.EMA DELLE ORJGJNI Dl RAVENNA

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mente a creare un'opposizione tra Tessali-Pelasgi ed Etruschi, e


probabilmente riconducibile attraverso queste diverse mediazioni
all'opera dello storico Filisto e alla propaganda anti-etrusca sostenuta da Siracusa nel corso della prima meta del IV sec. a.C., in
questo caso in relazione alla politica svolta in Adriatico.
L'intento dei tiranni di Siracusa sembra essere stato infatti quello
di negare valore alla pretesa di un' origine pelasgica, ovvero greca,
vantata da aleuni centri etruschi con cui la citta siceliota era in
conflitto, giustificando cosi il proprio operato nei loro confronti 10 . Se nel caso di Spina si cancellava in un solo colpo la presenza
etrusca, forse in seguito all'instaurarsi di relazioni amichevoli tra
l'emporio padano e Siracusa, nel caso di Ravenna si giungeva ad
affermare il conflitto tra Tessali (poi Umbri) ed Etruschi, fondando miticamente quello scontro ehe nell'eta di Filisto vedeva opporsi Greci (Siracusani) ed Etruschi pe r il controllo del Tirreno e
dell 'Adriatico 11.

Cio induce dunque a ipotizzare ehe Ravenna svolgesse gia nella


prima meta del rv sec. a.C. un ruolo importante nel contesto alto10 BRIQUEL, Les Petasges, cit., pp. 45-53; cfr. an ch e pp. 77-81, 199-204; R. VATIUONE, L'immagine
della citta. Aspeui e problemi di storiografia antica, in La f onnazione della ciUa in Emilia Romagna.
Prime espl!lienze urbane aUmverso le nuove scopl!lte archeologiche, " Studie documenti di a rch eologia" m (Collana diretta d a G. Bermond Mon tan ari, num. spec. dedicato alla XI Bie nna le d'Arte Antica) Bologna 1987, p. 122, il quale non crede tuttavia al tentative di sm e ntire le origini pelasgiche d egli Etruschi da parte d e lla storiografia sieeliota (p. 120).
11 E possibile eh e in questo eontesto sia stata valorizzata da parte siraeusana Ia teoria d ell'origine lidia d egli Etrusehi, gi nota ad Erodoto (I, 94, 2 e 5-7), com e sostenuto reeentemente d a L. Braeeesi n el eorso di un seminario tenuto a Padova , dal titolo: Jerone, Erodolo
e l'origine degli EtnlSchi, n e ll 'ambito de lle Conversazioni di Storia Antica, presso il Museo del
Liviano, il 19 novembre 1996. Mi sembra, tuttavia, ehe l'attribuzione di origini lidic in
luogo di quelle p elasgieh e n o n mutasse di molto Ia sostanza d e i fatti, owero Ia pretesa
greeit di eentri eome Spina o Caere. I Lidi, infatti, pur n o n potendo essere annoverati
tra le p opolazio ni elle nieh e o pre-elle nieh e, apparivan o qua nto meno da lungo te mpo
fo rte m e n te elle nizzati agli oeehi degli stessi Greei; si veda ad esempio il eapitolo dedieato
d a Erodoto alle loro origini, eh e si facevano risalire ad Eracle (I, 7) , con il relativo comm en to d i D. Asi-IERI , in Erodoto, Le Stmie, vol. I, in trod. gen. di D . AsHERI, libro I, La Lidia e
la Persia, testo c comme nto a cura di D. AsHERI, trad. di V. ANTEI..AMI, Milano 1988, I 991 ~.
pp. 267-268. La dupliee valen za dell 'origine lidia d egli Etruschi (greea- n on greca), sotto lineata, pure se al fine eontrario, an eh e da A. Coi'I'OIA, Ad,-ia e la tmdizione simcusa.na,
" Padusa " xxvi-xxvu ( 1990-199 1), pp. 287-289, equivale sosta n zialme nte a quella insita
n e ll 'attribuzio n e di un 'origine pelasgiea (greea- pre-greea) . I sovrani di Lidia, tra l'altro,
avevan o rapporti partieolarmente stre tti eon uno dei maggiori eentri d e lla gieeit, il santuario delfico di Apollo, e n on ritengo easuale eh e lo stesso possa dirsi anehe di aleunc
ei tt etrusehe. La greeit di Spina o di Caere poggiava a n eh e su tali rapporti eon De lti c si
potrebbe ipotizzare ehe proprio il santuario di Apollo abbia avuto un qualehe ruolo nclla
formazione della tradizione sull 'origine lidia d egli Etrusehi.

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adriatico, coerentemente a quanto indicato dalla scarsa documentazione archeologica 12. Non si spiegherebbe altrimenti l'interesse per questo centro mostrato da Siracusa, dagli Etruschi 13 e dagli
Umbri 14 ; questi ultimi da tempo presenti in tutta la fascia costiera
romagnola, tra Rimini e, appunto, Ravenna 15, tanto da essere presi come riferimento geografico essenziale in fonti del v sec. a.C.,
ma in relazione ad episodi alquanto precedenti. Stando infatti a
Strabone, gli Egineti avevano dedotto una coloniaei~ 'OJ.!ptKO~ 16 ;
colonia ehe e stata riconosciuta in Adria, ove Ia presenza egineta e

12 Cfr. G. BERMOND MoNTANARI, Ravenna, in La fonnazione della citta in Emilia Romagna. Prime
esperienze urbane attraverso le nuove scoperte archeologiche, 11, a c. di G. BERMOND MoNTANARI
(Cat. mostra, Bologna, Mus. Civ. Archeol., 26 sett. 1987- 24 genn . 1988) Bologna 1987,
pp. 377-380: si veda anche R. VATIUONE, s.v. Ravenna, in tJTCGt, XIV, 1996, in part. p. 571.
13 La presenza etrusca, oltre ehe da un bronzetto votivo- il cosiddetto Marte di Ravenna,
di sicure origini volsiniesi ma dedicato presso un santuario locale, databile ai decenni
attorno al 540-520 a.C. e recante l'iscrizione etrusca 8ucer hermenas turuce (rw 2 709) - e
rilevabile anche attraverso i dati forniti dall'indagine toponomastica (cfr. G. B. PELLEGRINI, Toponomastica preromana e romana del mvennale, in Storia di Ravenna, I, cit., in part. pp.
70-71). Per il Marte di Ravenna si rimanda a M. MARTELLI, Il " Marle " di Ravenna,
Xenia , 6 (1983), in part. pp. 25-31, riassunto con lostesso titolo in LaRomagnatra w e
N sec. a. C. nel quadro della protosloria dell'ltalia centrate (Atti del convegno, Bologna, 22-23
ott. 1982), Imola 1985, p. 227; piu recentemente: A. RoMUALDI , La piccola plastica votiva ed
i luoghi di culto della Romagna nel periodo arcaico e classico, in La fonnazione della citta in Emilia
Romagna. Prime esperienze urbane attraverso le nuove scoperte arr:heologiche, 11, cit., p. 296, ove
sono presentati e descritti anche altri quattro bronzetti di v-Iv sec. a.C. ehe denotano
evidenti contatti col mondo paleo-veneto (pp. 296-299); interessante anche Ia notizia del
rinvenimento di un bronzetto etrusco, databile tra Ia fine del VI e l"inizio del v sec. a.C.,
presso Montaletto di Cervia (pp. 299-300).
14 Non contrasta affatto con questo quadro Ia dcfinizione pliniana di Ravenna Sabinorum
oppidum (N.H., Ill, 115), poiche i Sabini corrispondono evidentemente agli Umbri; cfr. G.
MANSUELLI, Ravenna "Sabinorum oppidum ", CARII ,XVII (1970), pp. 269-276; G. COI.ONNA,
La RomagnafraEtruschi, Umbri e Pelasgi, in La Romagna tm VI e/\1 sec. a.C., cit., nota 26, pp.
61-62, con diverse ipotesi interessanti.
15 Anche se Ia regione da loro interessata era certo piu ampia, dal Piceno ad Adria, come
testimoniano diverse fonti: Strab. , v, 1, 11, C 2I 7, per Rimini "Of!prov KU'tOtK(a; Ps. Scyl.,
16, per Ancona; Ps. Scymn., vv. 367-369, in GGM, I, p. 211, ehe dopo gli Umbri menziona Ia
'Aliptmn'l MA.a-r-ra, e ehe deriva da Teopompo, nominato di seguito (FOrHist., 1 I5 F I30 =
Ps. Scymn., vv. 369-374, in GGM, I, PP 2I I-212), per requiparazione tra Ia mollezza degli
Umbri e quella dei Lidi, intendendo con questi ultimi evidentemente gli Etruschi (cfr.
FOrHist., 1 I 5 F 132 =Athen., XII, 526f-527a); si veda, oltre al commento del Mller al testo
dello Pseudo Scimno ( Geographi Graeci Minores, I, edidit C. Muellerus, Parisiis 1855, rist.
Bildesheim I965, p. 211 ), an ehe G. COL.ONNA, I Greci diAdria, RSA , IV, 1974, p. 11. Menzionavano inoltre gli Umbri Herod., IV, 49, 2 e St. Byz., 1'-"thn., s. vv. 'Of!ptKoi e l:1ttva. Per
quanto riguarda il popolamento umbro e i rinvenimenti ehe ne sono testimonianza si
rimanda a G. COI.ONNA, Ricerche sugliEtruschi esugli Umbri a nord degli Appennini, "SE , XLII
(1974), in part. pp. 11-19; In ., La RomagnafraEtruschi, Umbri e Pelasgi, cit. pp. 45-65.
16 VIII, 6, 16, C 376.

( PERCORSI MITICI NEI.I.' AoRIATICO E IL PROi.EMA DELLE O RIGINI DI RAVENNA

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eonfermata da alcune iserizioni 17 . In preeedenza, Erodoto aveva


fatto giungere E<; 'OJ.!ptKoU<; i Lidi guidati da Tupcr11v6<;, da eui presero poi il nome di Tupcr11voi 18 , intendendo evidentemente eome
luogo di arrivo Ia regione padana 19 . E si puo supporre ehe anehe
l'approdo presso il fiume Spinete dei Pelasgi guidati da Nanas,
narrato da Ellanieo di Lesbo 20 , avesse quella eonnotazione umbra
ehe in qualehe modo traspare nella versione dell'arrivo in Italia
dei Pelasgi aeereditata da Dionigi di Aliearnasso e nella menzione
da parte di Pompeo Trogo (Giustino) della Spina in Umbrisfondata dai Tessali 21. Anehe perehe i Pelasgi di Ellanieo, in Dionigi
fondatori di Spina 22 , dopo avere oeeupato Cortona nell'interno 23,
eolonizzarono Ia regione ehe prese il nome di TUpcr11vtTJ, avendo
essi stessi mutato il proprio nome in TuppTJVOt, in evidente alternativa alla teoria lidia prospettata da Erodoto.
Ellanieo non sembra essere tuttavia il testimone piu antieo della migrazione dei Pelasgi in Italia e della teoria delle origini
pelasgiehe degli Etrusehi; tali tradizioni rimontano, a detta di molti
eommentatori, ad Eeateo di Mileto 24, ed e possibile ehe gi. in
questo eontesto fosse menzione degli Umbri 25 . Infatti, anehe se
I' origine eeataiea e I' eventuale eontestualizzazione umbra sono
connesse in modo particolare alla tradizione pelasgiea di Cortona,
non possono ovviamente essere escluse l'area padana e Spina 26 .
D'altra parte, proprio Ia connotazione tessala della leggenda pelasgiea- eomune a Ravenna e a Spina e, in entrambi i easi, avvieinata alla presenza umbra - sembra essere stata privile giata da
Eeateo 27 .

17 CoLONNA, I Greci di Adria , cit., pp. 1-21.


18 1, 94, 2 e 5-6.
19 Cfr. Herod., IV, 49, 2, ove vengono men zionati gli Umbri a me ridione dei fiumi "AA.mc; c
Kapnlc; ehe confluiscono neii' Jstro.
20 FGrHist., 4 F 4 = Dion . Hai., 1, 28, 3.
21 Dio n . Hai., 1, 18, 3-19,1; Iust. , xx, 1, 11.
22 I, 18, 3-5.
23 Secondo Dio nigi Ia citt era in territorio umbro (1, 20, 4; 26, 1) .
24 Si rima nda a RIQU t:L, Les Pi lasges, cit., pp. 125-1 36; 140-1 56; 167-168; 581-583, e alla
bibliografia ivi citata, in part. alla nota 1, p. 141.
25 Cfr. ibid, p. 168.
26 Cfr. ibid., no ta 131, pp. 126-127.
27 Si veda, ancora, a questo p roposito ibid., pp. 581-583.

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STEFANO MACNANI

Non si puo pertanto escludere a priori ehe, alla pari di quanto


sembra essersi verifieato per Ie altre Ioealita 'pelasgiehe', anehe
nel easo di Ravenna si sia di fronte ad una rielaborazione di tradizioni molto piu antiehe, gia diffuse nel mondo greeo fra Vl e v sec.
a .C. Queste miravano essenzialmente ad attribuire una patente di
greeita a quei eentri e a quelle popolazioni eon eui i Greei erano
venuti in eontatto nel eorso della Ioro espansione, tra Vlll e VI sec.
a.C. Nel easo della penisola italiea, I'attribuzione di origini pelasgiehe, owero greehe o pre-greehe, riguardava in modo partieolare i eentri etrusehi o tirreni, o eomunque aree nelle quali Ia presenza etrusea e ehiaramente attestata: Etruria, Pianura Padana,
Lazio, Campania.
L'equivalenza Pelasgi-Tirreni in ambito italieo trovava riseontro nell'Egeo settentrionale, dove era nota I'esistenza di una popolazione di Tirreni a stretto eontatto, e talvolta in eoineidenza,
eon insediamenti pelasgiei. Ad esempio, Erodoto afferma ehe aneora ai suoi tempi i Pelasgi abitavano Ia eitta di KpTJO"'t<va, situata
i>rctp TupcrTJv&v, e ehe in preeedenza altri Pelasgi avevano popolato
IIA.aKiTJ e I:K'UAUKTJ nell'Ellesponto, dopo avere eonvissuto eon gli
Ateniesi 28. II passo ha sollevato numerose diffieolta, poiehe in una
sua eitazione da parte di Dionigi di Aliearnasso eompare Ia Iezione Kpo'trovta'tatt; (altra variante Kpo'troVt'tatt;) in Iuogo di
KpTJO"'trovtfl'tat ehe tramandano i eodiei erodotei 29 . La eitta pelasgiea
menzionata da Erodoto non sarebbe dunque altro ehe Ia CortonaKp6'trov di Ellanieo 3 0, e Io stesso Erodoto mostrerebbe di non ignorare I' esistenza di una precedente tradizione pelasgiea delle origini degli Etrusehi antagonista della sua teoria Iidia e, eon ogni probabilita, attribuibile ad Eeateo.
Questa, almeno, sarebbe Ia eonclusione qualora si aeeogliesse
Ia Iezione di Dionigi eome teste piu autorevole della tradizione
erodotea 31 ; ma altri passi di Erodoto, nei quali sono menzionati Ia
28 I, 57.
29 Dion. Hai., 1, 29, 3.
30 Che i Greci attribuissero a lla citt e trusca lo stesso nom e d e ll a colonia magno-greca e
chiaramente evincibile da St. Byz. , s. v. Kp6twv, in cui Ia citt e definitaTupp!]v&v ~Tltp07tOA.lC; .
Lo stesso Dionigi di Alicarnasso specifica ehe Ia cittii pelasgica di Kp6twv , localizzata f.v
o~J}ptKoi:c;, corrispondeva alla contemporanea colonia rom a na di Kop8wvia (1, 26, 1 ).
31 Questa e a.nchc Ia conclusione di RIQUE I~ Les Pelasges, cit., PP 101-140, piu in pa rl. PP
126-128.

PERCORSI MITICI NEU.'MRIATICO E II. PROi.EMA DELLE ORIGINI Dl RAVENNA

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KpllCrtffivucfl (yfl) e i Kpll<J'tffiV<XtOt, sembrano indieare una loealizzazione tra la penisola Calcidiea e la Traeia 32 . Allo stesso ordine di
eonsiderazioni eondueono anehe alcune notizie riferite da Tueidide ed Ellanieo.
Il primo rieorda una regione 1P11<J'trovta sottoposta ai Maeedoni
e devastata dai Traei 33 ; si tratta evidentemente della regione abitata dall' i::Svo<; Kp11<J'tffivtK6v menzionato dallo storieo a proposito
della penisola Aete, la propaggine della Calcidiea terminante eol
monte Athos, poiehe in entrambi i eontesti eompaiono i Bisalti.
Tueidide ne menziona le eitt, aggiungendo ehe esse erano abitate da diverse popolazioni barbare bilingui; solo una pieeola minoranza era di origini ealcidiehe, mentre la maggior parte della popolazione era eomposta dai Pelasgi, i diseendenti di quei Tirreni
ehe un tempo erano vissuti anehe a Lemno e ad Atene. Infine vi
erano i Crestoni, i Bisalti e gli Edoni, sparsi in pieeoli insediamenti 34 . L'identitPelasgi-Tirreni e evidente e trova unasottaeiuta,
ma implieita, eonferma in Erodoto, il quale sapeva di una fase
pelasgiea di Lemno 35 , oltre ehe di Imbro 36 e Samotraeia 37 , ma,
avendo adottato la teoria dell'origine lidia, non potevaehe negare Ia loro identifieazione eon i Tirreni 38 . In realta, i Tirreni menzionati da Tueidide non sono altro ehe quei Pelasgi ehe, seeondo
Erodoto, erano stati seaeeiati da Atene e si erano rifugiati a Lemno,
ove abitavano aneora al tempo della eonquista dell'isola da parte

32 Herod., v, 3, 2 e 5; VII, 124 e 127, 2; VIII, ll 6, I. In questo senso anche St. Byz., Ethn., s.v.
Kpi]cr"twv. In base a questi confronti e alla concordanza dei codici D. Asheri mantiene
giustamente Ia lezione trdita (l::rodoto, 1, cit., p. 60, con relativo commento alle pp. 300301). Cfr. anche M. R. ToRELI.I, 1yrranoi," "" " xxx (1975), nota 31, p. 426.
33 II, 99, 6; II, 100, 4.
34 Time., IV, 109, 1-4.
35 V, 26; VI, 137-140.
36 V, 26.
37 II, 5], 3.
38 Cfl: M. GIUFFRmA lENTII.E, La pimteria tirrenica. Momenti efortune, Kokalos " suppl. 6, Roma
1983, p. 13. Una versione ehe apparentemente riuniva Ia teoria pelasgica e Ia teoria lidia
sembra essere stata sosteillila da Anticlide (11 met del IV sec. a.C.) , secondo cui i Pelasgi
avevano fondato per primi Lemno e Imbro, mentre aleuni di loro avevano partecipato a
fianco di Tirreno figlio di Atys alla migrazione verso I'Italia (FG1Hist., 140 F 21 = Suab., v,
2, 4, C 22 I) . Atys, infatti, era il re di Lidia, padre di Tirreno, durante il cui regno si
verific Ia migrazione verso occidente di una parte d ei Lidi, poi divenuti Tirreni (Herod.,
I , 94, 3).

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STEI'ANO MAGNANI

di Milziade 39 . Tale identit. e confermata da Antonio Diogene,


secondo cui Lemno, Imbro e Sciro sarebbero state colonizzate dai
Tirreni e originario di Lemno sarebbe stato il tirreno Mnesarco,
poi spostatosi a Samo e divenuto padre di Pitagora e di Tirreno 40 .
Anche per Sciro sono note tradizioni pelasgiche 41 , cosi come per
Lesbo. Stando infatti ad Ellanico, la citt. di Me'taov a Lesbo era
stata fondata dal tirreno Me'tac; 42 , e questo Tirreno doveva probabilmente essere uno di quei Pelasgi dai quali l'isola aveva originariamente ricevuto il nome di llEA.acryia 43 .
Dunque Tirreni e Pelasgi erano tra loro identificati e localizzati
nell'area dell'Egeo settentrionale gia nel v sec. a.C., probabilmente anche in relazione alla politica svolta nella regione da Atene,
centro dalle radicate tradizioni pelasgiche ehe vennero utilizzate
ampiamente nel contesto politico dell' epoca 44 . Non a caso Mirsilo
di Lesbo sostenne la teoria inversa, almeno apparentemente 45, a
quella di Ellanico, affermando ehe erano stati i Tirreni a migrare
nell'Egeo, acquistando nel corso delloro vagabondare il nome di
llEA.apyoi per la loro somiglianza con le cicogne, poiche come queste percorrevano in bande Ia Grecia e Ia terra barbara; e costoro

39 Herod., v1, 137-140. Cfr. TORELU, Tyrrano~ cit., pp. 525-433. L'idemit Tirreni-Pelasgi era
nota ad un contemporaneo ed amico di Erodoto, Sofocle (F 270 Radt = Dion. Hal.,1, 25, 4).
40 La testimonianza dell 'opera di Antonio Diogene, intitolata Ta untp EloUTJV mcrtcx, e
riportata da Porfirio ( Vit. Pyth., 10, ma cfr. anche i capitoli 1-2). Su questi personaggi si
veda Ia prosopografia dei Tirreni deii'Egeo curata da M. GRAs, Trafics lJirhiniens archaiques,
Roma 1985, pp. 642-645.
41 Diod., XI, 60; St. Byz. , s.v. 1:~.
42 FGrHist., 4 F 92 = St. Byz., s.v. Mttcxov.
43 Strab., v, 2, 4, C 221, probabilmente dallo stesso Ellanico o, comunque, da fonti lesbie,
come dimostra il confronto con Strab., xm, 3, 3, C 621, ove si riporta l'affermazione dei
Lesbii secondo cui essi avrebbero partecipato alla guerra di Troia guidati da nui..cxux;.
evidentementeil discendente di Pelasgo ehe con lppotoo condusse i Pelasgi a fianco dei
Troiani (Horn ., 1L , 11, 842-843) .
44 Cfr. E. LUI'PINO, 1 Pelasgi e la prvpaganda politica del V secolo a.C., CISA , 1 (1972) , pp. 71-77;
GRAs, 1'rafics tyrrMniens, cit. , pp. 589-615; A. Coi'I'OI..A, Archaiologhia e prvpaganda. 1 Greci,
Roma e l'ltalia, Roma 1995, pp. 51-67.
45 lnfatti Ia menzione della presenza di Tirreni a Lesbo sembrerebbe attestare gi in Ellanico
una fase di ritorno di aleuni di quei Pelasgi divenuti Tirreni in Italia; cfr. D. BRIQUEI,
Tyrrhines et/ou pirates?, IU'H " LVIII (1984), p. 269; Iu., Les Pelasges, cit. , p . 283. La difficolt, in questo senso, e data dal commento di Dionigi, ehe esplicitamente contrappone Ia
teoria di Ellanico a quella di Mirsilo (1, 28, 4).

PERCORSI MITICI NEI.I.'AnRIATICO E II. PROLEMA DEI.I.E O RIGINI DI RAVENNA

181

avevano eretto ad Atene il muro ehe eireondava l'aeropoli, detto


TIEA.apytKOV 46 .
Nello sehematieo riassunto di Dionigi di Aliearnasso, dopo avere abbandonato le sedi originarie del Peloponneso, i Pelasgi erano migrati inizialmente verso Ia Tessaglia, da eui poi si erano
allon tati sotto Ia pressione di popolazioni nemiehe al eui eapo era
Deucalione 47 . Mentre una parte dei Pelasgi si disperse dunque
n ell'ambho dell'Egeo e della Greeia settentrionale (Cre ta, Cicladi,
Tessaglia settentrionale, Beozia, Foeide, Eubea, Ellesponto, Lesbo
e altre isole vieine), il maggior numero di essi si diresse a Dodona,
in Epiro, da eui, in seguito ad un responso dell'oraeolo, mosse Ei~
Tta.A.iav, i1 'tOtE futopvia e).i:yEtO 48 Attraversato l'Adriatieo meridionale, essi furono spinti dalle eorrenti fino al ramo spinetieo del
Po, ove sbarearono. Parte dei Pelasgi si trattenne n elluogo, dando
poi origine alla eitt di Spina, ehe avrebbe in futuro esereitato Ia
talassoerazia nell 'Adriatieo versando splendide deeime dei propri
profitti al santuario di Delfi. I rimanenti si spinsero inveee verso
l'interno oeeupato dagli Umbri; qui eonquistarono Cortona,
invisehiandosi nei eontrasti fra le popolazioni loeali. Delle loro
fondazioni vengono rieordate Caere , il eui nome antieamente era
"AyuA.w, Pisa, Saturnia e Alsium 49.
La presenza in questo eontesto tirreno-pelasgieo di Ravenna,
eentro notoriamente umbro (sabino), pure in eonsiderazione di

46 FGrHist., 477 F 9 = Dion. Hai., 1, 28, 4. La costruzio ne d el 'tEtX~ a ttorno all'acropo li di


Ate ne rico rda singolarme nte l'edificazio ne di un altro 'tEtX~ p elasgico, quello di Spina,
nel corso d e l pe rcorso a ntitetico narra to sempre d a Dionigi di Alicarnasso (1, 18, 4). Per
un 'acuta indagine sulla presenza di Tirre ni-Pe lasgi nell 'Egeo si rima nda a GRAs, 1'raflcs
tyrrheniens, cit., p p . 583-651, in part. pp. 590-603 sul n eMx.pytK6v d e ll 'Acropoli; p p. 615632, sulla questione cruciale dei T irre ni di Le mno, Ja cui esiste nza e docume ntata d alla
stele d i Kaminia e da altre brevi iscrizioni rinvenute sull 'isola. Quanto all 'identitfleA.a<ryoln eMx.pyoi, Ia questione e affro n tata d a H . PARASKEVAIDOU, The Name ojthe Pelasgians, in La
transizione dal miceneo all'alto arr:aismo. Dal palazzo alla cittiz (Atti d el Conv. lnt., Ro ma, 14-16
ma rzo 1988), a c. di D. M u~TI ETAL., Ro ma 1991, pp. 281-283.
47 Da segnalare ehe Diodoro conosceva una tradizione in base alla quale i Tirre ni d e lla
Pia nura Padana, caccia ti d ai Galli all'epoca d ella presa di Reggio d a parte di Dio nigi 1 di
Siracusa, e rano i discende nti dei Pelasgi fuggiti dalla Tessaglia a causa del diluvio di
De ucalio ne (XIV, 11 3, 1-2).
48 Pe r Ia tradizione ehe legava i Pelasgi a Dod o na, si veda BIANCARDI, 1 Pelasgi " cit., p. 228.
49 Dion . Hai., 1, xvn-xx. In q uan to soste nitore d ella teoria d e ll'autoctonia degli Etruschi,
Dionigi ovviame nte d istingueva accu ratamen te q uesti ultimi d ai Pelasgi.

182

STEFANO MAGNANI

aleuni rinvenimenti attestanti una frequentazione o una presenza


etrusca, puo in apparenza stupire. Ma, come sie detto, non si deve
escludere ehe gia nel rv sec. a.C., in un'et. in cui diverse congiunture condussero alla ripresa di temi leggendari in relazione all 'origine e alla fondazione di numerosi centri dell'Italia tirrenica e
adriatica, talvolta con nette contrapposizioni, Ravenna rivestisse
una funzione rilevante nel contesto alto-adriatico. Soprattutto
qualora si tenga presente ehe l'area compresa tra Ravenna e
Aquileia, anche se in epoca piu tarda, costituiva un vero e proprio
sistema emporico, spazialmente e temporalmente mutevole nell'assetto dei suoi elementi formativi so.
La pelasgicit. di Ravenna sembra poi poggiare sull'individuazione in loco di aleuni precisi elementi topografici ed urbanistici,
oltre ehe etnici e culturali, ehe appaiono comuni anche ad altre
localita pelasgiche. Tanto ehe si puo tentare di definire la tipologia
fondamentale di una localit. 'pelasgica' 51 : vicinanza relativa del
mare; presenza di un'area paludosa attraversata da canali navigabili; collocazione dell'abitato su piccole isole collegate tramite canali e ponti; importanza emporica del sito; esistenza di stretti contatti culturali, oltre ehe economici, tra i Greci e le popolazioni
locali, queste ultime sufficientemente evolute culturalmente da
essere ritenute affini dai Greci stessi o, addirittura, di origini greche 52 . Caratteristiche tutte, o in buona parte, riscontrabili a Spi-

50 Cfr. G. BRIZZI, Il sistema portuale Altoad1iatico e i commerci di Aquileia e Ravenna., "AAAD , 13


(1978) , pp. 81-101 ; F. BoRC.A, Stagna, paludes e presenza anlrufJica. Il ca.so dell'alto Adriatico: un
unicum nell'antichita classica?, QS , 44 (lug.-die. 1996), in part. pp. 141-145. Si veda anehe
ScucCIMARRA, L 'Ad1iatico, eit., p . 84.
51 Si poneva Ia questione gi S. FERRI, Il proble1na di Ravenna preromana., in Opuscula. Scriui vmi
di 111elodologia storico-artistica., mrheologia, antichita etrusche e italiche, filologia cla.ssica, Firenze,
1962 = sco ", XI (1962) , p. 468: Come si fa a sottaeere ehe Spina, Rave nna, Pisa, Cosa,
Issa passano tune anehe eome eitt pelasgiehe>> e tutte sono eoncepite urban istieamente
a llo stesso modo: cioe disposte su una o piu isole, e ntro una laguna inte rna' Con streue
e diffieili comunicazioni eol mare aperto? o addirittu ra n ell'ultimo tratto navigabile di
qualehe fiume? Questa costante urbanistiea e sintomatica; Ia possiamo cominciare a considerare una delle basi per Ia valorizzazione protostorica de ll 'argom ento; in quanto, essendo legata a una speciale disposizione topografica di carattere permanente, traseende
naturalme nte i limiti etnografici e storici. Aleuni eomuni cle me nti " pelasgici sono
ril evati anehe d a Sr:ucr.IMARRA, L 'Arlrinticn, cit., p. R4.
52 Eil caso eclatante di Spina e di Caere ehe, o ltre ad essere rite nute delle ve re e proprie
n6M:t<; 'EA.A.11vi&<;, possedevano un proprio9'1CHlUpO<; a De lfi; cf1: per Cacre: Herod., 1, 167,
2; Strab., v, 2, 3, C 220; Iust., xx, I , 12; pe r Spina: Ps. Scyl., 17; Strab., v, I , 7, C 214; IX, 3,

PERCORSI MITICI NEU.'AnRIATICO E IL PROBLEMA DELLE ORIGINI D1 RAVENNA

183

na, a Caere, Pyrgi e Alsium, e a Pisa 53 . Seeondo Strabone, infatti,


la eitta di Ravenna era eostruita interamente in legno ed attraversata da aeque eorrenti 5 4, era pereorribile eon ponti e battelli, e
periodieamente raggiunta dalla marea 55 . Tale deserizione si
riallaeeia, nonostante i seeoli, a quella fornita da Proeopio, in eui
e esposto aeeuratamente il fenomeno della marea ehe interessava
Ravenna, situata su alcune isolette ehe le paludi separavano dalla
terraferma 56.
Alla pari, dunque, di quanto rilevato a proposito del paesaggio
troiano >> 5 7, la pelasgieita sembra rivelarsi quale eonnotato attribuito dai Greei onde definire quelle loealita ehe presentavano aleune earatteristiehe eostanti: una situazione geografieo-topografiea
partieolare e l'ineontro eon popolazioni anelleniehe, ma elleniz~
zate, ehe i Greei sentivano vieine e ehe in tal modo venivano
rieondotte ad un originario ambito eomune. 11 parallelismo tra
l'ambientazione troiana e quella pelasgiea nonesolo apparente e
rimanda ad un piu ampio eontesto mitieo. Fra le due vieende gli
agganei sono infatti numerosi, dato ehe Troiani e Pelasgi si trovano associati nelle peregrinazioni leggendarie verso oeeidente, eompreso l'Adriatieo. Nei easi di Antenore, di Eleno, di Andromaea e

53

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56
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8, C 421; Dion. Hai., 1, 18, 3-4; Plin., N.H., 111, 120; Athen., XIII, 606b (citando Polemone,
un periegeta vissuto nel111 sec. a.C.).
Pe r le tradizioni pelasgich e relative a queste localit si rimanda alle pagine dedicate loro
da BRIQUEL, Les Pelasges, cit., pp. 3-30, su Spina; 169-224, per Caere e Pyrgi ; pp. 300-313,
per Pisa; pp. 317-325, per Alsium.
Che qui si debba intendere uxppm:o~ non nel senso ehe Ravenna fosse percorsa da corsi
d'acqua o acque correnti ma ehe fosse sottoposta all'azione della marea e quanto propo
sto daFERRI, llproblema di Ravenna, cit., nota 1, p. 469. Tuttavia, proprio il passo di Strabone
offre indicazioni contrarie, distinguendo l'azione specifica della marea da quella complementare dei corsi d'acqua.
Strab., v, I, 7, C 213; si veda anche Vitruv., De arch., 11, 9, 10, ehe conferma l'uso d e llegno
(ontano) perle strutture di sostegno d egli edifici pubblici e privati di Ravenna; inoltre,
De an:h., 1, 4, 11, sui benefici effetti prodotti dal ricambio COntinuo d ell 'acqua dovuto alla
particolare conformazione morfologica costiera, simile per tutto illitorale da Ravenna ad
Altino, ehe consentiva a lla marea di penetrare verso l'interno, e al sistema di canali scava
ti dall'uomo ehe favorivano il deflusso delle acque, altrimenti stagnanti. Sulla questione:
L. Bos10, Note per una projJedeutica allo studio stmico della laguna veneta in et wmana, Al V" ,
cxu1 (1983-1984) , pp. 95126; B O RCA, Stagna, paludes, cit., in part. pp. 1201 29.
B.G., I , l.
D. Musr1, "Un.a citta simile a Troia " Ciua troiane da Siri a Lavinio, "ArchClass " 33, 1981,
pp. 1-26, ora, con Ieggere varianti, in Stmbone e la Magna Grecia. Cittit. e popoli dell'Jtalia
antica, Padova, 1988, pp. 95-122.

184

STEF'ANO MAGNANI

di Enea, pereorso pelasgieo, tessalo e troiano si sovrappongono


talvoltaquasi indissolubilmente.
Infatti, in alcune delle piu antiehe testimonianze, rieondueibili
alle opere del Ciclo post-omerieo, i profughi troiani sopravvissuti
alla eaduta di Troia seguirono, anehe se separatamente e talvolta
eontraddittoriamente, quello ehe era il tradizionale p ereorso della diaspora pelasgiea 58. Una prima serie di tappe sono individuabili
in Traeia e nei pressi della penisola ealcidiea. In Traeia, a Maronea,
eambientato l'ineontro tra Odisseo eil tessalo Neottolemo, figlio
di Aehille 59 ; ineontro di Aehei, ma rilevante anehe per la !eggenda troiana, poiehe Andromaea, Eleno ed Enea erano da loro eondotti eome prigionieri 60. La presenza di Andromaea e di Enea al
seguito di Neottolemo e attestata in Maeedonia, ove la eitt di
'PatKTIAO~ prese dall'eroe troiano il nome diAivo~ 6 1, mentre eome
fuggiaseo da Troia egli feee tappa nella penisola di Pallene, Ia
propaggine oeeidentale della penisola ealcidiea 62, nella quale una
loealit reeava il suo nome: Atveta 63. Anehe in Tracia una eitt
vantava di essere stata fondata da lui: Atveta 64 . Nella versione piu
antiea, quella dei Nostoi di Hagias di Trezene 65 , Neottolemo aveva
intrapreso su eonsiglio di Teti il pereorso terrestre ehe doveva eondurre gli eroi attraverso le regioni sette ntrionali dell'Egeo, fino

58 Nella sosianza, prescindendo dalle ovvie stratificazioni d i elaborazioni e riletture operate


in e poche successive, si delinea no due fonda mentali percorsi seguiti dagli eroi per giungere in occidente: quello marittimo, di cui sono valid i esempi I' Odissea e l'Eneide, e que llo
terrestre, di cui rimangon o solo tracce e riferimen ti sporadici e incomple ti. Proprio a
questi ultimi va posia atte n zio ne in questo contesto.
59 Procl., Chresl., 296-298 Severyns (dai Noslai di Hagias di Trezene, databili al VII sec. a.C.).
60 Nell'Iliupersis di Arctino di Mileto (v11 sec. a.C.) , Neottolemo aveva ottenuto in premio
Andromaca (Procl., Chresl., 2,69 Severyns; cfr. Apollod., Epil., 5, 23). Enea e Ia stessa
Andromaca erano prede di guerra di Neottolemo n ell' Ilias parva di Lesche di Mi tile ne (F
21 Bernabe = schol. Lycophr., Alex., 1268; cfr. a nche schol. Eurip.,Andr., 14; schol. Lycophr.,
A lex., 1232), dataia sempre al VII sec. a.C. Nella stessa o pera, Eleno era siato catturato d a
Odisseo gi prima della presa di Troia (F 1 Bernabe = Procl., Chrest., 211-212 Severyns).
Cfr. anche Eurip., Andr., 1243-1251.
61 Sch o l. Lycophr., Alex., 1232.
62 Dion. Hai., 1, 47,6 = FGrHisl., 4 F 31 (Ella nico).
63 Dion. Hai., 1, 49, 4. In realt, sembra eh e questo centro corrispo nda al precedente e ehe
Ia causa della duplicazione dell 'episodio sia da attribuire ad una incomprensione di Dionigi.
64 Steph. Byz., Elhn., s.v. AtvEHx; schol. Lycophr., Alex., 1236.
65 Procl., Chresl., 296-300 Severyns. Secondo E. Lepore, Ricerche sull'anlico t:piro. Le origini
storiche e gli interessi greci, Napoli, 1962, p. 44, e possibile una dipendenza dei Noslai di
Hagias dall'opera omonima di Antimaco di Teos, databile all 'vm sec. a.C.

PERCOR$1 MITICI NEI.L 'AORIATICO E II. I'ROBI.EMA DELLE ORICINI 01 RAVENNA

185

alla Tessaglia e alla Molossia; ma esistevano anche tradizioni ehe


ne attribuivano Ia responsabilit. al vate Eleno, il quale apparc nelle vesti di eompagno e eonsigliere, piuttosto ehe in quelle di prigioniero del sovrano tessalo 66.
Negli Antenoridi, Sofocle mise in seena la fuga di Antenore, in
eompagnia dei figli e degli Eneti di Paflagonia soprawissuti alla
eaduta di Troia, faeendoli sostare in Traeia; di qui essi si sarebbero
poi d iretti verso Ia terra ene tiea dell'Adriatieo 67 Quest'ultima
e ehiaramentc l'area veneta, ove Ia leggenda e sieuramente attcstata 68, ed ha forse un qualehe rilievo eh e Virgilio, pure attraverso
Ja romanizzazione della Ieggenda 69 , testimoni del pereorso eompiuto dall 'croe troiano lungo le coste illiriehe e Ia Liburnia, oltre
il Timavo, fino a Padova. Dalla Traeia ali'Illiria e prohabile ehe
Antenore seguisse un itinerario interno, analogamente a quanto
riseontrabilc per altri eroi, troiani e non solo troiani.
I pereorsi degli eroi omeriei eondueevano pertanto all 'Epiro,
la terra dei Molossi, e in partieolare trovavano un eentro foealizzatore nel santuario di Dodona. Qui giungevano infatti Neottolemo 70 e Odisseo 71 , ed aweniva l'incontro tra Eleno ed Enea,
venuto a eonsultare l'oraeolo sull 'impresa di colonizzazione eh e
lo attendeva 72 . L'Epiro stesso era costellato di fondazioni troiane:
66 Sehol. Horn., Od.,m, 188 =FGrHist., 241 F 42 (Eratostene); Paus.,1, 11, 1-2; Apollod.,i!pit.,
6, 12-14; sehol. Eurip., Andr., 1245; Serv. auet., Comm. in V~. Am., 11, 166.
67 La testirnonianza c riportata da Strabone (xm, 1, 53, C 608); si veda in proposito il eornrnento di S. Radt ( 'Jragicorwn Graeconun Fragrrwua, vol. 4, Sopltocles, a c. di S. ~.OT, Gttingen
1977, pp. 160.161 ), ehe riporta il passo straboniano rna giustarnente non lo eornprende
tra i frarnrnenti.
68 Liv., 1, l, 1-3; Verg., Aen., 1, 242-249. Per queste ed altre testirnonianze si rirnanda a L.
BAAc:c.t:.~l, La leggtmda di At1tenore da 1'roia a Padova, Padova, 1984, in part. pp. 13-32; 45-67;
97-113. Einteressante notare, a questo proposito, ehe seeondo Herod., v, 9, gli EnetiVeneti si diehiaravano eoloni dei Medi.
69 Cft: BAAC:C:t:SI, La leggenda di Antenore, cit., in part. pp. 98-102.
70 Iust., xv11, 3, 3-4; rna si vedano anche Pind., Paean., VI, 109-11 6; Nem., rv, 51-53; v11, 38-39;
Eurip., Andr., 1243-1249; Plut., Pyrrh, 1, 2.
71 Horn., Od., x1v, 327-330; x1x, 296-299; in entrarnbi i casi, c Odisseo stesso a narrare Je
propric awenture sotto Je rnentite spoglie di un Cretese rcduce da Troia.
72 Dion. Hai., 1, 51, I; Serv., Comm. in Verg. Aen., m, 256; Ja fontc di Scrvio c Varrone, e Ia
tcstimoniam.a ealtribuita al secondo libro de11eAntiquilales1t'I'Utll Htt11l(Ul.(l.T!Ltndal Cardauns
(M. 'Ji:rentius \qmv, AntiquitatesrerumDivinant1n,1, Die Fragmente, Wiesbaden 1976, p. 40; 11,
Kommen.Jm, Wiesbaden 1976, p. 162), ehe nc segna1a Ia rnancanza, certo dovu1a ad una
svista, fra i frarnrnenti raccolti dal Mirsch (De M. Terenti Varronis A11tiquitattmt rmmt
Htti!Ulrwrtmtlibris xx1~ Lcipz. Stud. zur class. Philol., v, 1882, pp. 1-144). Lo stcsso Virgi-

186

STEFANO MAGNANI

Bou8pon~ 73 , Tpoia o

Troia 74 ; castra Troiana 75; 'Ayxicrou A.tJlf)V 76 ;


Pergamis
Dalla Molossia, inoltre, seeondo una tradizione risalente almeno ad Ellanieo e Damaste di Sigeo, Enea era giunto in
Italia al seguito di Odisseo, per divenire il fondatore di Roma (dal
nome di una delle donne troiane) 78.
Un pereorso, dunque, parallelo e talvolta eoineidente eon quello
pelasgieo, eol quale per altro tornava a rieongiungersi una volta
attraversato l'Adriatico. Se infatti i Pelasgi dall'Epiro erano giunti
a Spina e Ravenna, poeo distante terminavano le peripezie del
troiano Antenore; mentre, sulle rive tirreniehe, l'approdo di Enea
e Odisseo eondueeva gli eroi ad un altro eentro oeeidentale della
leggenda pelasgiea, Ia eitta di Cortona. Qui, infatti, seeondo una
tradizione, si stabili e mori Odisseo, solennemente onorato da tutti 79 . Ma in Etruria Odisseo era eonoseiuto eome Nanos e vi ineontrava, aneora una volta, Enea so. Evidentemente Nanos-Odisseo
non era altro ehe il pelasgo Nanas ehe aveva eondotto il suo popolo fino a Spina e Cortona 8 1.
Ovviamente, le eoincidenze non si esauriseono qui, poiehe anehe altri eentri pelasgiei legavano la loro fondazione agli eroi
omerici; ad esempio, Spina a Diomede 82 . Ma e aneora Cortona a
77 .

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81

82

lio (Aen., 111 , 466) acccnna a Dodonaeos lebetasdonati da Eleno ad Enea, mostrando cosi di
avere volontadamente omesso Ia sosta a Dodona. Cfr. F. DELLA COIITE, La mappa dell'.t.'neide,
Firenze 1972, p. 69; W. E. GWATKIN, Dodona, Odysseus andAeneas, CJ ,57 (1961 ), pp. 97-102.
Steph. Byz., Ethn., s.v. Bov9p<o-r6~ = FGrHist., 274 F la (Teucro di Cizico); cfr. anche FGIHist.,
274 F lb = Etym. Magn., 210, 21.
Dion. Hai. , 1, 51 , 1; Varr., Ant. rerum Human., 11, F 12 Mirsch = Serv. auct., Cornm. in Verg.
Aen., 111 , 349.
Varr., Ant. rerumHuman., 11, F 12 Mirsch = Serv. auct., Comm. in Verg. Aen., 111,349.
Dion. Hai., 1, 51, 2.
Varr., De re rust., 11 , 2, 1.
Dion. Hai., 1, 72, 2 = FGrHist., 4 F 84 (Ellanico di Lesbo) e FGrHist., 5 F 3 = (Damaste di
Sigeo); si veda S. MAZZARINO, I! pensiero storico classico, 1, Bari 1965-1966, 19922, pp. 203-207,
sulla priorit di Damaste rispetto ad Ellanico.
Lycophr. Alex., 805-806; schol. Lycophr., Alex., 806 = FG1Hist., 115 F 354 (Teopompo). La
tradizione ehe faceva giungere Odisseo in Italia era nota an che ad Aristotele (F 507a
Rose= Plut., Quaest. Graec., 14, Mor., 294d.
Lycophr. Alex., 1242-45; schol. Lycophr., Alex., 1242.
Per una piu ampia disamina si rinvia a L. BRACCESI, 01-ecitii diji"ontiera. I fJercmsi occidentali della
IRggenda, Padova 1994, pp. 43-56; C. AM POLO, Enea e Ulisse nel Lazio daEllanico (FGrHist 4 F 84)
a Festo (432 L), " PP , XLVIII (1992), pp. 321-342; BRIQUEL; Les Pelasges, cit., pp. 150-168.
Plin., N.H., 111, 120. Sulla Ieggen da di Diomede si veda D. BRIQUEL, " SjJina condita aDiomede "
Osservazioni sullo sviluppo della leggenda dell'eroe nell'Alto Ad1iatico, " PP " XLII (1987), pp.

..

PERCORSI MITICI NELI.'ADRIATICO E II. PROLEMA DELLE ORIGINI DI RAVENNA

187

rivelarsi feeonda. Questa eitta, infatti non e altro ehe la Corithus


etrusea, patria di Dardano, il progenitore della stirpe troiana 83 . E
a Corythus-Cortona, in qualehe modo, mira il viaggio di Enea, rivelandosi per quello ehe e: un ritorno , e configurando un ciclico
moto le eui origini si perdono nel passato.
L'Adriatieo appare dunque eome uno spazio attraversato e percorso da un eomplesso intreeeio di }eggende elaborate lentamente nel tempo ma tutte miranti ad unire le opposte sponde: la greea
e l'italiea. Ne questa sintetiea panoramiea pu qui esaurirsi, avendo solo intaeeato una parte di quel rieeo e moltepliee patrimonio
di dati ehe fornisee la tradizione antica.
Ritornando adAntenore, aleuni versi dell'Eneidedi Virgilio eonsentono di ricostruirne il tragitto adriatieo lungo le eoste illiriehe
e la Liburnia, oltre il Timavo, fino alla fondazione di Padova 84 . Si
tratta di una via ehe non pu non riehiamare alla memoria altri
orizzonti mitiei tra loro strettamente eonnessi. Mi riferiseo in partieolare alla saga degli Argonauti, nella versione di Apollonio Rodio.
Partiti da Iolco, in Tessaglia, e a questa regione strettamente legati, dopo avere pereorso il Mar Nero essi, seguendo un fantastieo
intreecio fluviale, si ritrovano nell'Adriatieo settentrionale e n e
pereorrono le eoste illiriehe, dalla Liburnia fino a Coreira Melaina,
all'isola di Ninfea, ove vive Calipso, e ai monti Cerauni, prima di
lanciarsi in una straordinaria navigazione fluviale guidati dall'oracolo di una quereia dodonea >> 85. Atena infatti aveva collocato
nel m e zzo della earena della nave un trave rieavato d a una quereia
di Dodona 86 .

83

84
85
86

241-261, eh e giustame nte riconduce Ia tradizione sulla fondazione di Spina d a parte di


Dio me d e ad una et sueeessiva aliv sec. a .C. Cfr., ino ltre, L. BRACCF.SI- A. CoPPOLA, I Gn:ci
descrivono Spina, in Sj1ina. Storia di una citta, ci t., p . 76.
Ve rg ., Aen., v11, 205-211 ; Se rv., Comm. in Verg. A en., I, 380; VII, 209;x, 719. Cfr. BRIQUEI, Les
Petasges, cit., pp. 161-168; N. H oRSFAI.I., Corythus: the Return of A eneas in Vergil and his
Soun:es, JRS ",LXII (1 973} , pp. 68-79. Si veda a n eh e Corrm.A, Archaiologia e pmpaganda,
eit. , pp. 45-49.
Ve rg., Aen ., I, 242-249.
Apo ll. Rhod., Arg. , IV , 562-594
rv, 582-583, versi ide ntici a I, 526--527. Va ricordato eh e a Dodona il responso d ell'o raeolo
veniva affidato all e foglie di una que reia, probabilme nte con una proeedura simile a quclla prospe ttata d a Eleno ad En ea a proposito della Sibilla eumana (Verg., Aen., 111, 441452). Cfr. W. E. GwATKIN, Dodona, Odysseus, andAeneas, CJ " 57 (1 961), in part. p p. 101102; ino ltre, F. PRONTERA , s.v. Dodona, in Hnciclopedia Vi1giliana, 11 , Ro m a 1985, pp. 118-119.

188

STEFANO MAGNANI

Il pereorso argonautieo, a questo punto, diviene un vero e proprio teatro dei miti adriatiei. Dall'isola Elettride, infatti, risalendo
il eorso dell'Eridano gli Argonauti ineontrano la palude maleodorante nella quale eadde Fetonte, il figlio di Elios, mentre era
alla guida del earro solare del padre. Qui, sulle rive del fiume lo
piangono le Eliadi, tramutate in pioppi, e le loro laerime sono
goeee d'ambra 87 . Un mito altrimenti attestato nei pressi dell'Eridano-Po 88, e non senza eonnessioni eon le !eggende troiane e
pelasgiehe ehe pure nei suoi pressi erano ambientate 89 . Stando a
Plutareo, infatti, Fetonte era stato il primo re dei Tesproti e dei
Molossi dopo il diluvio, essendovi giunto assieme a Pelasgo, mentre una leggenda alternativa sosteneva ehe Deuealione e Pirra avessero fondato il santuario di Dodona e si fossero stabiliti tra i
Molossi 90. Tradizione in qualehe modo eonnessa a quella eonfluita in Igino, seeondo eui il diluvio fu voluto da Zeus eol pretesto di
spegnere l'ineendio provoeato dalla eaduta di Fetonte nei pressi
dell'Eridano, ma in realta per distruggere il genere umano; ad
esso sopravvissero solo Pirra e Deuealione 91 . Il ehe rieonduee al
tema, gia menzionato, dei Pelasgi seaeeiati dalla Tessaglia per opera di Deuealione o a eausa del diluvio al quale soprawisse Deuealione.
A proposito delle isole Elettridi formate dall 'Eridano alla sua
foee, lo Pseudo Aristotele raeeonta ehe in una di esse si trovavano
due statue, una di stagno, l'altra di bronzo, raffiguranti Dedalo e
Icaro. Dedalo stesso ne sarebbe stato l'artefice, dopo essere giunto sull'isola ed averne preso possesso; ma poi, avendo navigato alla
volta delle isole i Pelasgi provenienti da Argo, Dedalo era fuggito

8 7 Ap o ll. Rho d., Arg., IV, 595-626.


88 Ps. Arist., De mir. ausc. , 8 1, 836a-b. L' identificazio n e Erida n o-Po se mbrerebbe risalire
all'a te niese Ferecide (FGrH isl., 3 F 74 = H ygin. Fab., 154), vissuto a ll ' inizio del v secolo
a.C., ed e ra accolta da Eschilo (F 71 Radt = Synag., 346, 9 Bekker, d a con frontarsi con St.
Byz., s. v. 'Aopiw; = FGrHist. , 1 F 90 [Ecateo] ) . Tuttavia, contro l'a tte ndibilit di tali testimonianze, si veda A. PERETII, Dall'Eridano di Esiodo al Retrone vicenlino. Studio su un idronimo
erralico, Pisa 1994, in part. pp. 44-52, nota 34; p. 80 e pp. 265-307.
89 L'Erida no e piu precisam e nte identificato col ramo spine tico de l Po da Plinio (N.H., 111,
120) ; cfr. BRACC"SI- COPI'OLA, 1 Greci descrivono SjJina, cit. , pp. 71-72.
90 Plut., Pyrrh. , 1, 1. Successivamente a Feto nte e De ucalio ne, Plutarco menzionava anch e
l'occupazione d ella regio n e epirota d a p arte di Neottole mo (Pyrrh., l , 2) .
9 1 Fab., 152.

PERCORSI MITICI NELL'AoRIATICO EIL PROLEMA DELLE ORIGINI Dl RAVENNA

189

verso l'isola Icaria 92 . Quanto alla palude dalle acque calde e malsane, di cui parlavano sia Apollonio sia lo Pseudo Aristotele 93 , da
tempo ne e stata prospettata l'identificazione con l'area dei laghetti
termali presso Abano e Montegrotto 94, ove, in eta antica, esisteva
una fons Aponi 95; questa era associata ad Antenore in autori di eta
tardo-antica, ma non e escluso ehe costoro si rifacessero a tradizioni precedenti 96 . Sempre ad Abano era localizzato un culto salutare di Gerione, anche in questo caso con numerosi agganci adriatici 97 , in particolare epiroti, poiche gia Ecateo faceva di Gerione un
mitico re della regione di Ambracia e degli Amfilochi 98.
Accennando ad una variantedel mito dell'origine dell'ambra,
Apollonio Rodio menzionava anche Ia gente sacra degli Iperborei 99, rimandando cosi alleggendario popolo settentrionale le cui
offerte, avvolte in paglia di grano, giungevano fino all'Adriatico e,
di qui, venivano inviate a Dodona, per poi giungere in Tessaglia
presso il golfo Maliaco, in Eubea, a Caristo, ad Andro, a Teno ed
infine a Delo 100 . Un itinerario ancora una volta parallelo, ma inverso, ai percorsi compiuti da Pelasgi, Troiani e Achei per giungere in occidente.
L'insieme di queste !eggende configura un quadro complesso,
il cui intreccio, qui rapidamente riassunto, ein realta intricato e
di difficile e non univoca soluzione. Miti e !eggende originariamente distinti finiscono per confondersi o, quanto meno, per congiungersi nel corso di successive rielaborazioni, di volta in volta
connesse o dovute a semplici interessi locali o a piu ampi e coerenti progetti adriatici o mediterranei. E le sfumature aumentano

92 Ps. Arist., De mir. ausc., 81, 836a-b. Si veda, in proposito, L. BRACCESI, Statue diDedalo e Icam
nell'area delDeltaPadano, StudRom , XIX (1968) , pp. 43-47.
93 Apoll. Rhod., Arg., rv, 599-603; Ps. Arist., Demir. ausc. , 81 , 836a-b.
94 Cfr. L. BRACCESI, G1Fcita adriatica. Un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, Bologna
19712 , pp. 39-40.
95 Sue t., Tib., 14, 3; Claudia n., Cann. min., 26, 28.
96 Claudian., Cam1. min. , 26, 1; 68 e 89-90; Cassiod., Var., 2, 39. Sulla questione e sulla possibile esistenza di una tradizione preaugustea si veda BRACCESI, La leggenda di Antenore, cit.,
pp. 19-30.
97 Si veda G. SuSINI, Gerione atestino, Gerion " 3 (1985), pp. 9-17; in pa rt. p . 15.
98 FGrHist., 1 F 26 = Arrian., Anab., u, 16, 5.
99 A1g., IV, 614.
100 H erod., rv, 33, 1-2.

190

STEFANO MAGNANI

eol progredire dell'indagine, aprendo eostantemente la via a nuovi orizzonti interpretativi 101 . Ma un dato appare evidente e eoere nte, al di la degli owi eontatti tra le opposte sponde dell'Adria tieo: l'esistenza di un itinerario ben preeiso ehe eongiungeva l'alto
Adriatieo all'Epiro, proseguendo poi per via interna verso la
Tessaglia, fino all'Egeo. Una via dell'ambra, forse; in ogni easo
una via sulla quale, assieme agli uomini e alle merei ehe essi trasportavano, si muoveva l'immaginario antieo.
Tale via interna sembra prospettarsi eome una sorta di alternativa meridionale al traeciato di un antieo pereorso earovaniero,
probabilmente gia sfruttato dai Corinzi, grosso modo eoineidente
eon la futura viaEgnatia 102. Un pereorso earovaniero ehe attraversando l'Epiro settentrionale e la Maeedonia eollegava Epidamno
e Apollonia, antieh e eolonie eorinzio-eoreiresi sulla sponda adriatiea I03, alla penisola Calcidiea e alla eolonia eorinzia di Potidea 104.
In prossimita della penisola Calcidiea, i due pe reorsi si eongiungevano, ma anehe i te rminali oeeidentali erano tra loro in relazione.
Di fronte alle eoste d ell'Epiro meridionale, infatti, vi era l'antieo
stanziamento corinzio di Corcira, fondato nel 733 o 709 a.C. 105 ,
in eorrispondenza d ella foee del fiume eual-w;, 1' odierno Kalamas,
risalendo il eui eorso era possibile raggiungere l'interno e il san-

101 Pe r analisi piu complete ed approfondite di tali !eggende si vedano: BRACCESI, Gn1cita
adriatica, cit.; P. FABRE, Les Orecs et la connaissancede l'Occident, Lilie 1981; A. MAsTROCINQUE,
L 'ambm e l'Eridano (Studi sulla letteratum e sul commercio dell'ambra in eta fJTeromana), Este
I 99 I ; COPPOLA, A rchaiologia e propaganda, ci t.
102 Cfr. BRACClcSl, Grecita adriatica, cit., pp. 108-119.
103 Secondo Tucidide, Epidamno era colonia corcirese (1, 4, 1-2) , mentre Apollonia era fond azione corinzia (1, 26, 2; cfr. an eheSt. Byz. , s.v. 'Anoi..Arovi.a.). L'origine mista d iApollonia
e ra sostenuta da Strabone (v11, 5, 8, C 316) e Pseudo Scimno (vv. 439-440, in c:c:M, 1, p.
214) , mentre stan do a Pausania si sarebbe trattato di una colo nia corcirese (v, 22, 4).
Entrambe Je colonie sembrano essere state dedotte tra Ia fin e del VII sec. e J'inizio de l VI
sec. a.C., con una oscillazione dovuta alla complessa questione della cronologia d ei
Cipselidi.
104 Anch 'essa fondata tra il 625 e il 585 a.C.
105 La d atazione e controversa; Strabone (VI, 2, 4, C 269-270) ritiene ehe Ia fondazione d e lla
colo nia di Corcira da partedel corinzio Chersicrate sia avvenuta contemporaneamente
alla fondazione di Si racusa d a parte di Archia, ovvero nel 733 a.C., ma in troduce a n che
il sin cro nismo tra queste fondazioni e quella di Crotone, eh e appare invece di aleuni
a nni successiva (709 a.C.). Cfr. A.J. GRAHAM, Colony and Mother City inAncient Greece, Chicago
1964, 19832 , pp. 218-223; In. , The ColonialExpansion ofGreece, in CAH2 , 111 , 3, The ExjJansion
of the Oreek WoTld. Eighth to Sixth Centwies B.C., ed . by J. BoARDMAN- N. G. L. HAMMOND,
Cambridge 1982, p. 105.

l'ERCO RSI MITICI NELL ' ADR IATIC:O E IL PROBI.E~IA DELLE ORIGIN I 0 1 R AVENNA

191

tuario di Dodona. Gli interessi di Corinto nel con trollo di queste


aree erano moltepli ci: oltre alla possibilita di sfruttare le risorse
minera rie locali , come nel caso della Calcidica, o dell 'entroterra
illirico cd epirota per il tramite di queste vie di pene trazione, gli
stanzia menti lungo Ia costa ionica ed adriatica erano delle verc c
proprie teste di ponte per la navigazione verso l'occide nte e, in
particolare, l'ltalia.
Ma i Corinzi non furono i primi ad interessarsi alla Calcidica,
alla costa e pirota ed alle rotte occidentali. Quando, infatti , sul fin ire dell' vm sec. a.C. cssi occuparono Corcira, con il chiaro scopo di
porrc le basi pe r un saldo controllo della rotta eh e portava ad occide nte, non vi trovarono solamentele popolazioni liburniche ma
anch e altri Greci ehe dovettero scacciare dall' isola I06. Si trattava
di genti dell 'Eubca, nel caso coloni di Eretria, ehe da te mpo avevano preso a frequentare le rotte seguite secoli prima dai Micenei,
raggiungendo i grandi empori della costa siro-palestinese e spingendosi fino alle coste libiche, alla Sicilia, al Tirre no e alla regione
dello Stretto di Gibilterra. Costoro non solo avevano preceduto i
Corinzi a Corcira, ma si erano stanziati anche sulle rive e pi rote e
in numerosi insediamenti nella penisola Calcidiea. Non a caso,
proprio gli Ere triesi seaeciati da Coreira si diressero a fondare Ia
eolonia di Methone, all'imboceo del golfo Termaico, tra Maeedonia e Calcidica 107 .
In Epiro, Ia tradizione faceva risalire Ia presenza e uboiea agli
avvenimenti sueeessivi alla guerra di Troia. Seeondo Strabone, infatli, al ritorno da Troia aleuni Eubei furono spinti su lle eoste
dell 'Illiria e, di qui, con lo seopo di ritomare in patria, penetrarono in Macedonia ove fondarono la citt. di Euow.presso Edessa 108 .
In una variante si chiariva ehe gli Eubei erano stati spinti dal vento
sulla costa epirota, in prossimit. di Apollonia, ove avevano fondato Ia citt. marittima di 'Qpudx; 109 Versione attestata ad un dipresso
aneh e da Pausania, secondo eui i Loeresi di ep6vwv e gli Abanti di

106 I Liburni sono menzionati da SLrab., v1, 2, 4, C 269.


107 Plu t., Qnaest. Omec., 11 , Mor. , 393ab.
108 x, I , 15, C 119; cfr. St. yz., s.v., EVoux.
109 Ps. Scymn., w. 411-143, in G(;M, 1, p. 214. Cf1: anche Luc., Phars., 111, 187.

192

STEFANO MAGNANI

Eubea uo, ehe si erano dispersi durante il viaggio di ritomo da


Troia, si erano stabiliti presso i monti Cerauni fondandovi la citt.
di 8p6vwv e dando il nome di 'A<lvtia alla regione circostante; in
seguito, costoro furono sconfitti in guerra dagli abitanti della vicina Apollonia e vennero scacciati dai loro terri tori Ill. Si trattava
evidentemente degli stessi Abanti guidati in Epiro da Elefenore- il
quale, stando ad una tradizione raccolta da Licofrone ll 2 , era sopravvissuto alla guerra di Troia - e la regione in cui essi giunsero
era la medesima nota presso altre fonti con il nome di 'AJ.l<XV'tt<X ll 3 .
Gli Eubei erano stanziati anche di fronte a Corcira, ove era nota
una terra denominata MaKpi.ta 114 , e MaKpt~ era uno degli appellativi dell'Eubea, la lunga ll 5 . A Corcira una localit. portava il
nome di Euota 116.
Insediati anche nella Calcidica, contemporaneamente ai loro
stanziamenti in Epiro e, piu genericamente, in occidente ll7, gli
Eubei dunque sembrano avere mostrato un certo interesse anche

110 Che tale fosse il nome degli abitanti dell'Eubea era gi noto all'autore del Catalogo delle
navi omerico (ll , n, 536-545), al cui testo fa riferimento Strabone, confermando ehe
l'isola era un tempo denominata 'Aavti~ (x, 1, 3, C 445). Secondo A. MELE, 1 camtteri
della socirta eretriese arcaica, in Gontribution a l'itude de la societe et de la civilisation eubeennes,
Napoli 1975, in part. pp. 15-17, Ia tradizione abantica faceva riferimento ad una unit
etnica paneuboica al cui inte rno si intuisce l'egemonia di Calcide, non essendo ancora
sorta l'opposizione tra questo centro ed Eretria. Anche Ia presenza abantica in Epiro ed
a Corcira sembra indicare uno stadio precedente Ia colonizzazione calcidese ed eretriese.
Nelle Eoiedi Esiodo (F 204, 52-53 Merkelbach-West = P. Berol. 10560), Elefenore figlio di
Calcodonte e definito sovrano degli Abanti dell 'Eubea; si stabilisce cosi definitivamente
il nesso Abanti-Calcide, poiche Abante, padre di Calcodonte, sarebbe figlio di Aretusa, Ia
fonte di Calcide (St. Byz. , s.v. 'Aavti~).
111 Paus., v, 22, 3-4, ehe raccoglie e commenta un'iscrizione posta sulla base di un grande
complesso statuario dedicato dagli Apolloniati in occasione di tale vittoria.
112 Alex., 1043 sgg. e schol. ad loc.
113 Apo!!. Rhod., Arg., rv, 1214-1215; St. Byz., s.vv. 'AJ.ta.vtia e 'Aavtia.
114 Schol. Apo!!. Rhod., Arg., IV, 1175. Tale scolio si presta ad una duplice interpretazione,
qualora si riferisca Ia preposizione avttKpu all'isola o, viceversa, alla citta di Corcira; Ia
prima interpretazione e accolta daR. L. BEAUMONT, Greeklnfluence in the Adriatic Sea before
the Fourth Century B.C., JHS " 56, 1936, p. 165; Ia seconda da N. G. L. HAMMOND, l<.pi1us.
The geography, the ancient remains, the history and the topography ojl<.pirus and adjacents areas,
Oxford 1967, nota 2, p. 416, ehe pensa alla localit di Palaiopolis (cfr. anche Mn .~::, I
caratteri della societa eretriese, cit., p. 17).
115 Callim., Del, 20; Strab., x, 1, 2, C 444.
116 Strab., x, 1, 15, C 449.
117 Si veda Strab., x, 1, 8, C 447 = F 306 Rose (Aristotele) . La fase di colonizzazione daterebbe, dunque, alla seconda met dell'vm sec. a.C. (cfr. GRAHAM, The Colonial Expansion oj
Greece, cit., p. 115).

J PERCORSI

MITICI NELL'AnRI ATICO E IL PROLEMA DELLE ORIGINI 01 RAVENNA

193

per quelle vie interne eh e di qui si dipartivano e ehe collegavano


l'Egeo all 'Adriatieo. Il caso di Methone e paradigmatico: n on potendo piu con trollare il terminale occiden tale, data Ia p osizionc
p rivilegiata d i Corinto, gli Eretriesi rafforzarono la propria presenza attorno al terminale orien tale con l'insediamento posto all'imboeeo del golfo Termaieo; presen za per altro bene attestata,
eon Ia eolonia di Mende nella p enisola di Pallene e eon altri
insediamenti presso il monte Athos 11 8. Anehe Calcide, da eui deriva il nome stesso della penisola Caleidiea, era adeguatamente
presen te eon suoi stanziamenti e eolonie 119.
Lungo queste vie interne si delinea attraverso Ia leggenda l'esistenza di remoti ma radicati eontatti dell'Eubea eon Ia Beozia e Ia
Tessaglia 120, eompreso il rieordo di un eventuale dominio euboieo
su queste ed altre regioni 121 . In ambi to tessalo, a sua volta, sembrano essersi sviluppate tradizioni ehe n on solo suppo rtarono
l'espansionismo dei Tessali verso l'Epiro in eta areaiea, eome nel
easo dclla leggenda di Neottolemo, in seguito fatta propria dai
Molossi epiroti 122 , ma anch e assoeiarono alla n avigazionc euboica
verso oeeidcnte i ritorni degli eroi tessali da Troia !23. Sussisto118 Strab., x, I, 8, C 447, il qualc, sceondo F. Lasserre (Strabon, Geogmphie, Tome VII, Livre x,
texte ct.abli CL traduiL par F. LASSERRF., Paris 1971 , not.a 1, p. 26), riporta in qucsto easo
l'opinione di Eforo, piuuosto ehe quella di Aristotele in scguito eitato (F 603 Rose).
Oeeorre not.are ehe le eolonie di Andro situate nella penisola del monte Atl1os (Aeanto,
Sane e St.agira), o verso Ia foee dello Strimone (Argilo), potrebbero risalire all'cpoca
nclla quale, in base ad una notizia di Strabone (x, 1, 10, C 448), Eretria esereit un vcro
e proprio eontrollo su Andro e su altre isole delle Cicladi quali Ceo e Teno.
119 Per Ia eolonizzazionc in Calcidica e l'cleneo delle numerose fondazioni calcidesi si rimanda al lavoro di GRAUAM, The Cclonial Expansion of Grm:e, eit., pp. 113-118 c 160-162
(eieneo dclle colonic fondate tra 800 e 500 a.C.).
120 I Tcssali guidati da Cleornaeo intervennero in aiuto dci Calcidcsi durante Ia gucrra pcr Ia
piana lelantina, determinando Ia sconfitt.a di Eretria, seeondo una tradizionc r.1eeolta da
Plutareo (Amat. Narr., 17, Mor., 760e-761a), Ia eui fome scmbra esscrc uno storieo di
Calcidc di nomc Aristote1e (rHG, 11, p. 141, F 107), benehe Ia testimoniam.a sia riportata
anehc tra i frammenti dell'omonimo filosofo (F 98 Rose) ehe traseorsc a Caleide gli
ultimi tempi della sua vita (Strab., x, I , 11, C 448).
121 Per i rapporti tra Eubea e Beozia si rimanda a C. TAI.~Mo, Aleuni elementi euboici in lJpozia
in etO. m'Caica, in Notwelle contribution a l'etude de Ia societe et de Ia colonisalion eub1ennes,
Napoli 198 1, pp. 35-43; FAo.,llmitodiMelaneo, OichaliaelafJrotostoriaeretriese, in Ccntrilmtion,
cit., pp. 27-36, pcr le eonnessioni con Ia Tessaglia. Sui Iegami de ll'Eubca con cntrambc lc
rcgioni si vcda MEI.E, I ca.ratteri della societa eretriese, eit., pp. 16-17; In., I Ciclopi, Calcod11nle
e lametallurgia calcidese, in Norwelle contribution, cit., in part. pp. 25-26 c 29.
122 Lt:I'OK~, Ricerche sull'antico l:.'piro, cit., pp. 44-54.
123 Cfr. BRAco~~~. Grecita difivntiera, cit., pp. 31-33.

194

STEFANO MAGNANI

no eioe indizi per ipotizzare un intervento o, meglio, una fase di


elaborazione euboiea nel eorso dello sviluppo delle tradizioni sulle peregrinazioni oeeidentali degli Aehei al ritorno da Troia, e lo
stesso puo dirsi a proposito delle !eggende sui Troiani, profughi o
prigionieri I2 4 , e della migrazione dei Pelasgi. Questi ultimi, infatti, stando a Dionigi di Aliearnasso, furono seaeeiati dalla Tessaglia
dai Cureti e dai Lelegi guidati da Deuealione e, sebbene Dionigi
identifiehi queste popolazioni eon gli Etoli e i Loeresi I 25 , i Cureti
erano strettamente Iegati all'Eubea, tanto da essere identifieati eon
gli Abanti I26. A Lemno, inoltre, isola di Pelasgi e Tirreni, esisteva
una eitta Euota 127 , e se il dato toponomastieo puo rivelarsi indiee
di una antiea presenza o frequentazione euboiea, questa seguiva
aneora una volta quel pereorso, tra Egeo settentrionale e Adriatieo meridionale o Ionio, evidenziato dalla Ieggenda I 28 .
La presenza e gli interessi euboiei si sovrappongono eosi ai pereorsi di Pelasgi, Troiani e Aehei, e alla via seguita dalle offerte
iperboree ehe proprio in Eubea avevano una delle tappe delloro
lungo eammino I 29 . Certo, il patrimonio di !eggende e vasto e soF
toposto a diverse e sueeessive fasi di rielaborazione, ma esistono
elementi ehe indueono ad attribuire agli Eubei un ruolo importante nel proeesso di formazione e eodifieazione di tali tradizioni,
di eui furono poi essi stessi i vettori in gran parte d el baeino d el
Mediterraneo.

I24 Per quanto riguarda Ia leggenda troiana in oeeidente, una fase di elaborazione in ambito euboieo e ipotizzata da Ci'I'OLA, An:haiologia e propaganda,eit., PP 38-45, ehe pensa
aneh e ad una possibile origine eu boiea dellc tradizioni troiane assimilate dai Caon i e
dagli Elini d 'Epiro.
I25 I , 17, 3.
I26 Cfr. MELE, I caratteri della societa eretriese, eit., pp. I6 e 24-26; ID., I Ciclopi, Calcodonte e la
metallurgia calcidese, eit., pp. I 2-I 4 e 23-25. Si aggiunga ehe i Loeresi erano associa ti agli
Abanti nella colo nizzazion e in Epiro (Paus. , v, 22, 3-4), ehe in Etolia era nota una localit
denominata Caleide e ehe presso Farsalo, in Tessaglia, vi era una citt di nome Eretria
(Strab., x, I , 9-IO, C 447) ; a ltre ai Iegami toponomastiei sono attestate aneh e relazioni
eultuali (cfr. A. Mn.E, Il commercio greco arcaico. Prexis ed emporie, Napoli I979, pp. 34-38).
I27 Strab., x, I , I5, C 449.
I28 La tradizio ne euboica non manca di eoinvolgere anehe il Peloponneso e a ltre localit
pelasgiche, in particolare Argo, presso eui era nota un 'altra localit denominata Ema
(Strab., x, I , I5, C 449).
I29 Ma il pereorso delle offerte iperboree riguardava aneh e a ltre localit e regioni
"euboiehe , eome la .Tessaglia e Je isole di Andro e Teno.

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[ PERCORSI MITICI NELL ' ADRIATICO E IL PROBLEMA DELLE O RI GINI DI RAVENNA

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Innanzitutto gli Eubei furono i primi a seguire le orme dei


Micenei riapre ndo le rotte occidentali, e non solo quelle, alle n avigazioni e ai commerci greci. Inoltre, le indagini arch eologich e
condotte in Eubea indicano ehe, diversamente da quanto verificatosi nelle rimanenti regioni micenee, tra la caduta d ei regni micenei
e la ripresa di e ta arcaica vi fu una sostanziale continuit. non contrassegnata da distruzioni radicali o da un gene ralizzato d eclino 130 .
Gia a partire d al x-Ix sec. a.C. essi died ero vita ad una fitta re te di
contatti commerciali e di empori 131, seguiti poi da vere fondazioni coloniarie, parallelamente ai Fenici, lungo rotte ehe andavano
dall'Iberia alla Siria, dal Tirreno alle coste libich e 132 . Prima d ei
Corinzi, come si e detto, essi erano stan ziati in Epiro e a Corcira,
testa di ponte ideale p er l'attraversata d ell'Adriatico , sia in senso
est-ovest, sia in senso sud-nord.
La loro precoce ripresa, p ertanto, si innesto sen za una ve ra e
propria soluzione di continuita sulla tradizione micenea, di cui
essi ereditarono non solo le rotte ma anche un patrimonio di miti
e !eggende ehe si erano andati formando e forse gia consolidando
in .e ta micenea. Alla loro presenza si accompagno infa tti una costaute elaborazione mitica, legata soprattutto alla figura di Odisseo 133 , ehe ben e si ad a ttava a fungere d a sostra to, anche m emore
130 Cf r. P. AUBERSON, Chalcis- Lejkandi -Eretrie au VIII' swcle, in Contribution, cit., PP 9-1 4.
131 Cfr. J. P. CRIF.I.AAIU), The Social Organization of Euboean Trade with the eastern Mediten-anean
during the 10th to 8th Centuries BC, Pharos , 1 (1993), pp. 139-146; M.POPHAM, Precolonization:
early Creek contact with the t:ast, in The ArchaeoloffY of Creek Colonisation. Essays dedicated to Sh
j ohn Boardman, ed . by G. R. TsETSKH!ADZE - F. DE ANcws, O xford 1994, pp. 11-35.
132 Per una re cen te m essa a p unto si rimanda a L. ANTONEL!.I , Sulle navi degliEubei (imrnaginario mitico e traffici di eta aTcaica), Hesperia , 5 (1995), pp. 11-24. Cfr. ino ltre: GRAHAM, The
Colonial ExfJansion oJGreece, cit., p p. 97-110, 113-115 e 131; e i d iversi interventi raccolti in
Gontribution al'etude de la societe et de la civilisation eubeennes, ci t.; Cli Eubei in Occidente (Atti
XVIII Conv. Studi sulla Magna Grecia, Taranto, 8-1 2 ott. 1978), Taran to 1979; Nouvelle
contribution a l 'etude de la societe et de la civilisation eubeennes, cit.; The ArchaeoloffY of Creek
Colonisation. t:ssays dedicated to Sir j ohn Boardman, cit.; AIIOIKIA. I piu antichi insediamenti
greci in Occidente:Junzioni e rnodi dell 'organizzazione politica e sociale. Scritti in on= di Gimgio
Buchner, a cura d i B. o' AGaSTINO e D. RIDGWAY, Anna li di Arch eologia e Storia a ntica ns.
1, Napoli 1994.
133 Le piu arcaiche freque n tazioni e ubo ich e sembran o avere forn ito numerosi stimo li a lle
elabo razioni mitich e e leggendarie e all'alla rgame nto degli o ri zzonti con osciuti d a i Greci ( o rizzon ti geogra fici, ma a n eh e mitici); cfr. L. ANTONI:u .l, La localizzazione della Nek)ia
di Odisseo (un itinerario sulle tmcce degli Eubei), " Hesperla " 5 (1995) , pp. 203-222, in cui e
traccia ta attraverso il m ito d i Odisseo Ia frequentazione e Ia presenza euboica in Tesprozia,
a Cirene, a Cuma e nella Pen isola iberica. Si veda, inoltre, BRACCESI, C1ecita di fivntiera,
ci t., pp. 3-41.

196

STEFAN O MAGNANI

di preeedenti avventure mieenee, al eomplesso panorama di miti


e !eggende delineato per l'Adriatieo. Aeeanto al mito di Odisseo,
gli Eubei si feeero portatori in oeeidente anehe di numerose altre
!eggende 134, non ultime quelle pelasgiea e troiana eui si e gia aeeennato. In partieolare, per tornare all'ambito alto-adriatieo e
padano, ad essi si riallaeeiavano il mito di Dedalo, ehe fu diffuso
non solo a Cuma 135, ma anehe in area padana 136, e quello di Fetonte,
ehe era eonsiderato il padre del eapostipite di Eretria, 'Epe'tpteu~ 137 .
Sembra quindi delinearsi una fondamentale unita originaria
nell'elaborazione in ambito euboieo diparte almeno dei miti adriatiei. Un momento unitario forse ben presto spezzato dal eonflitto
tra Eretria e Calcide, ehe avrebbe portato ad una precoee diffusione di versioni eontraddittorie ed antitetiehe. Cio non signifiea, ne
sarebbe neeessario supporlo, ehe gli Eubei si siano spinti abitualmente fino all'alto Adriatieo e agli empori padani, eome quello di
Frattesina di Fratta Polesine o eome il eentro di Verueehio lungo
la valle del Mareeehia. Molto piu probabilmente, tra x e VIII sec.
a.C., si mantenne sostanzialmente inalterato quel sistema di seambi a raggio loeale, ma su ampia seala 138, ehe sembra vitale gia in
eta micenea e di cui il tragitto delle offerte iperboree puo offrire
una testimonianza 139 . La presenza euboiea in Adriatieo sembra
infatti trovare un termine nell 'isolaNUJ.upaia abitata da Calipso 140 ,
anehe qui, eome altrove 141 , simbolo dell'ultimo eonfine raggiunto dagli Eubei 142 .
134 Cfr. ANTONELLI, Sulle navi egliEubei, cit., in part. pp. 16-23.
135 Cfr. F. ZF.VI, Gli Eubei a Cuma, RFIC " 123, 1995, pp. 178-192, secondo cui Ia presenza di
Dedalo a Cuma, segnalata da Virgilio (A en., VI, 14-34) , sarebbe indizio dell'esistenza di
una tradizione cumano-napolitana memore della frequentazione euboica (cosi come
per Ia Sardegna).
136 Cfr. MAsTROCINQUE, L 'ambra e l'Eridano, cit., pp. 32-34; 90-91; 97-103; 144.
137 St. Byz., s.v., 'Ept~pta.
138 Cfr. S. MEDAS, Elementi di culture orientali in Adriatico tm Ia fine del 11 e il1 millennio a.C.,
StudRom '' XLII (1 991) , pp. 64-66; P. G. Guzzo, G1rci in Val Padana, in I Greci in Occidente,
a cura d i G. PUGLIESE CARRATELI.I, Milano 1996, p. 555.
139 Herod. , IV, 33, 1-2.
140 Apo!!. Rhod. , Arg., IV, 573-575; cfr. Plin., N.H., 111, 144, ove e me nzionato un promontorio
Nymphaeum lungo le coste illirich e .
141 Cfr. RACCESI, Grecitii difrontiera, cit., pp. 12-13 e 27; COPPOLA, Archaiologia e propaganda,
cit., pp. 41 e 43.
142 La stran ezza d ella localizzazione adriatica dell 'isola di Calipso in Apollo nio Rodio e quindi
solo apparente , inserendosi in un piu ampio complesso di localizzazioni di origine euboica
eh e vanno d allo Ionio a ll'Iberia.