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Annaclara Cataldi Palau L'Arsenale Sacro di Andronico Camatero. Il proemio ed il dialogo dell' imperatore

L'Arsenale Sacro di Andronico Camatero. Il proemio ed il dialogo dell' imperatore con i cardinali latini : originale, imitazioni, arrangiamenti

In: Revue des études byzantines, tome 51, 1993. pp. 5-62.

Riassunto REB 511993 France p. 5-62 Annaclara Cataldi Palau, L'Arsenale Sacro di Andronico Camatero. Il proemio ed il dialogo dell' imperatore con i cardinali latini :

originale, imilazioni, arrangiamenti. — Il presente articolo studia l'Arsenale Sacro, opera inedita di Andronico Camatero, e la sua utilizzazione da parte di altri autori bizantini contemporanei ο di poco posteriori. L'autrice ha trovato alcune parti di questo testo (il proemio ed il dialogo ira l' imperatore ed i cardinali latini) in un manoscritto genovese, Urbani 32, sotto il nome di Niceforo Blernmide ed unite ad un suo testo, e sotto il nome di Teodoro Lascari. Dopo aver esaminato unο dei due rnanoscritti che contengono l' Arsenale Sacro completo, Monac. gr. 229, l'autrice ha constatato inoltre che il testo di un dialogo di Nicola Mesarite datato 1213/1214, fino ad ora ritenuto in grau parte originale, anche se ispirato nelle grandi linee dalle idee di Andronico Camatero, contiene quasi per intero il Dialogo Ira l' imperatore ed i cardinali latini dell' Arsenale Sacro, fedelmente trascritto. Il valore storico attribuito al dialogo di Mesarite deve dunque essere molto ridimensionato. Segue un abbozzo di analisi della tradizione manoscritta dell' Arsenale Sacro.

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Cataldi Palau Annaclara. L'Arsenale Sacro di Andronico Camatero. Il proemio ed il dialogo dell' imperatore con i cardinali latini :

originale, imitazioni, arrangiamenti. In: Revue des études byzantines, tome 51, 1993. pp. 5-62.

tome 51, 1993. pp. 5-62. http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/rebyz_0766-5598_1993_num_51_1_1868

V ARSENALE SACRO

DI ANDRONICO CAMATERO

IL PROEMIO ED IL DIALOGO DELL'IMPERATORE

CON I CARDINALI LATINI :

ORIGINALE, IMITAZIONI, ARRANGIAMENTI

Annaclara CATALDI PALAU

^Arsenale Sacro è stato composto da Andronico Camatero nella

seconda meta del 12° secolo ; quest'opera, tuttora inedita, si situa nel quadro della letteratura polemica contro la Chiesa latina, particolär- mente abbondante in quel periodo. WArsenale Sacro inizia con un proemio, seguito da un dialogo tra

l'imperatore Manuele

Comneno (1143-1180) ed i cardinali latini,

inviati dal papa per discutere e cercare di appianare i problemi teolo- gici ehe separavano le due Chiese greca e latina. A questa parte intro- duttiva fa seguito la parte ehe costituisce Γ« Arsenale Sacro» vero e proprio, cioè un elenco di luoghi biblici e patristici, riuniti per confu- tare le eresie dei Latini ; nella seconda parte, ad un secondo proemio fa seguito un dialogo dell'imperatore con il maestro armeno Pietro, accompagnato da una nuova raccolta di citazioni in cui vengono contestate le eresie degli Armeni. Ho riscontrato l'utilizzazione, da parte di altri scrittori, di estratti più ο meno lunghi del dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini posto all'inizio âeWArsenale Sacro, soprattutto nel corso del secolo successivo alla sua composizione ; essi hanno talora citato la loro fonte ; più spesso non si sono peritati di inserire nelle loro opère lunghe parti di questo testo, trascritte alla lettera, senza indicarne la provenienza. Questi estratti provengono tutti dalla parte del dialogo in cui sono discussi il problema del Primato della Ghiesa romana e la questione della processione dello Spirito Santo, tranne un brano ehe è costituito dal proemio. Vi è un dialogo di Nicola Mesarite in cui sono stati inseriti lunghi estratti de\V Arsenale Sacro, a tal punto ehe si puô affermare ehe tutta

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ANNACLARA CATALDI PALAU

la parte teologica di questo dialogo proviene dall'opera di Camatero,

con appena qualche modifica ; questo, naturalmente, è avvenuto senza far menzione dell'imprestito. II plagio operato da Mesarite era già stato segnalato tempo addie-

tro *■ ; ho potuto osservare ehe non si trattava tuttavia di un caso isolato ; ho rinvenuto infatti il proemio ae\Y Arsenale Sacro unito ad un testo di Niceforo Blemmide, con un titolo ehe gli attribuisce la pater nitédell'intero brano cosi ottenuto ; nello stesso manoscritto, lunghi estratti del dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini dell' Arsenale Sacro costituiscono un dialogo la cui paternità è attribuita, dal titolo,

a Teodoro Lascaris. Ho trovato inoltre due manoscritti contenenti

scritti polemici sulle controversie religiose tra Greci e Latini, nei quali una parte di questo stesso dialogo è riportata corne un trattato teolo-

gico indipendente. Il numéro rilevante di queste utilizzazioni dell Arsenale Sacro e

l'estensione del testo copiato testimoniano délia popolarità dell'opera

di Andronico Camatero nei secoli immediatamente successivi alla sua

composizione. In questo articolo mi propongo perciô di investigare il testo del proemio e del dialogo dell'imperatore con i cardinali latini dell' Arsenale Sacro, e di analizzare in seguito il tipo e la qualité dei «plagi» di quest'opera. Dopo un breve cenno sulla vita di Andronico Camatero ed un rias-

sunto del testo preso in esame, verranno esaminati i rapporti ehe vari personaggi contemporanei, ο di poco posteriori, ebbero con questo autore ο con la sua opera, in special modo coloro ehe maggiormente utilizzarono Γ Arsenale Sacro, Nicola Mesarite e, secondo i titoli, Nice foro Blemmide e Teodoro Lascaris. Saranno indicate le parti dell'o pera di Camatero da essi utilizzate ed il metodo adottato da ciascun autore per integrarle al proprio testo, nei modo più consono a ren- derne l'inserimento impercettibile. Verranno elencati infine i manoscritti dell' Arsenale Sacro, conside- rando separatamente :

a) i manoscritti dell'opera di Camatero denominata 'Ιερά 'Οπλοθήκη

ed a lui attribuita ;

b) i manoscritti

ehe contengono

alcuni brani dell Arsenale Sacro

tratti dal proemio ο dal dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini,

utilizzati indipendentemente dal testo principale ed inseriti nell'opera

di Nicola Mesarite, ο posti sotto il nome di Niceforo Blemmide ο di

Teodoro Lascaris ;

1. Cf. J. Spiteris, I dialoghi di Nicolas Mesarites coi Latini : opera storica ο finzione letteraria?, Collectanea Byzantina [OCA 204], Roma 1977, p. 181-186, precisamente p. 183.

l'aRSENALE SAC.ro DI ANDRONICO CAMATERO

7

dell' Arsenale Sacro, tratta dal dialogo

tra l'imperatore ed i cardinali latini, utilizzata corne dialogo anonimo, a se stante, dall'inc. : Της των 'Ρωμαίων αγίας εκκλησίας, expl. : συμ- φωνίαν της άληθοΰς και ορθής πίστεως.

c) i manoscritti di una parte

I. Andronico Camatero ε l' Arsenale Sacro

a) Vita di Andronico Camatero

Le notizie sulla vita di Andronico Camatero sono scarse2; visse a Costantinopoli, nel secondo e terzo quarto del 12° secolo, mori intorno al 1 180 ; era figlio del logoteta3 Gregorio Camatero e di Irene Doukas, e, grazie alia parentela della madre con l'impératrice Irene Doukas, moglie di Alessio I Comneno (1081-1118), sia il padre di Andronico ehe i suoi fratelli Giovanni, Michèle, Teodoro, nonchè i suoi figli, poterono fregiarsi del titolo di «sebastos»4. Gli appartenenti alia famiglia Camatero ebbero una posizione in vista alia corte impériale e ricopri- rono important! cariche ; Giovanni, fratello maggiore di Andronico,

2. Su questo autore cf. principalmente : J. Hergenröther, Photius Patriarch von

Conslantinopel. Sein Leben, seine Schriften und das griechische Schisma, III., Ratisbonae 1867-69, p. 810-814 ; A. Demetrakopoulos, 'Ορθόδοξος 'Ελλάς, ήτοι περί τών 'Ελλήνων των γραψάντων κατά Λατίνων και περί τών συγγραμμάτων αυτών, Leipzig 1872, ρ. 25-29; Κ. Krumracher, Geschichte der byzantinischen Litleratur, I., München 1897 (ristampa New York 1970), p. 90-91 ; L. Bréhier, Andronic Kamatéros, DHGE 2, 1914, col. 1800; A. Palmieri, Gamatéros Andronic, DTC 2, 1923, col. 1432-33; V. Laurent, Un sceau inédit du protonotaire Basile Kamatéros. Contribution à la prosopographie byzantine, Byz. 6, 1931, p. 253-272, precisamente p. 261 ; G. Stadtmüller, Zur Ge

schichte der Familie Kamatéros, BZ 34, 1934, p. 352-358; G.

σημειώσεις. Περί τών Καματηρών, και τών εν τω πατριαρχικά) σιγιλλίω της Μονής τοϋ Παντο- κράτορος της Ταώ αναφερομένων αττικών ανδρών, Ό Συλλέκτης^, 1952-1958, ρ. 64-74, prec isamente ρ. 66 ; IL -G. Beck, Andronikos Kamatéros, LTK 1, 1957, col. 523; H. -G. Beck, Kirche und Theotogische Literatur im byzantinischen Reich, München 1959, p. 626- 627; J. Darrouzès, Les documents byzantins du xiie siècle sur la primauté romaine, BEB 23, 1965, p. 42-88, precisamente p. 72-78; Idem, Georges et Dèmètrios Tornikès. Lettres et Discours, Paris 1970, p. 43-49; J. Spiteris, art. cit., bibliografîa p. 183 n. 13; Idem, La Critica Bizanlina del Primato Bomano nel secolo XII [OCA 208], Roma 1979,

p. 184-194, con bibliografia. Sulla vita di Andronico Camatero e sulla sua famiglia cf.

soprattutto V. Laurent, art. cit., p. 261, con la bibliografia ivi citata, e J. Darrouzès,

Georges et Dèmètrios Tornikès

fonti sia documentarie ehe Ietterarie in base alle quali l'autore ha ricostruito la genealo- gia dei Camatero.

Ladas, Βιογραφικού τίνες

p. 44-49; rinvio a quest'opera per i riferimenti aile

,

3.

Su questa carica cf. ,J. Darrouzès. Becherches sur les 0ΦΦΙΚΙΑ de l'Église byzan-

lim-, Paris 1970, p. 359-362.

4. Sul titolo di «sebastos» cf. V. Laurent, art. cit., p. 257, e G. Stadtmüller, art.

cit., p. 353.

Ο

ANNACLARA CATALDI PALAU

ad esempio, fu logoteta nel 11555; è lui il destinatario di alcune let- tere di Giorgio Tornikes6; da questa corrispondenza si arguisce ehe doveva oecupare un posto di rilievo alla corte. Giorgio Tornikes indirizzo anche ad Andronico una lettera, ehe va datata intorno al 11557; in questa missiva gli comunica la sua nomina

a metropolita di Efeso e chiede di ottenere la sua protezione, come già Andronico la aveva concessa al suo predecessore ; poichè Giorgio Tor nikes dà ad Andronico Camatero il titolo di σεβαστός e di επί τών δεήσεων (preposto alle petizioni)8, bisogna desumere ehe egli ebbe questa carica intorno al 1155. Con l'appellativo di «sebastos» ed il titolo di eparco di Costantinopoli assistette al sinodo générale del maggio 11579; nel 1161 fece parte dell'ambasceria inviata ad Antiochia da Manuele Comneno per chiedere la mano di Maria d'Antiochia; anche in questa occasione è citato con il titolo di

eparco di Costantinopoli10. Ricopri poi l'importante carica di gran drongario délia Veglia n ; con questo titolo è citato, il 30 marzo 1166, per avère partecipato al sinodo presieduto dall'imperatore Manuele Comneno in cui si discusse il detto evangelico Pater major me est

(Joh.

14 : 28) 12. Con

lo stesso titolo

partecipô al sinodo

del 117013.

 

5.

J. Darrouzès, Georges et Dèmètrios Tornikès

,

p. 45.

6.

Questo sostiene J. Darrouzès, op. cit., p. 45 (le lettere sono

pubblicate aile

p.

127-134), contrariamente all'opinione di V. Laurent, art. cit., p. 267-268, ehe rite-

neva il destinatario délie lettere di Giorgio Tornikes un altro Giovanni Camatero, fîglio

di Andronico.

, n° 16,

7. La lettera è pubblicata in J. Darrouzès, Georges et Dèmètrios Tornikès

p. 140-141.

8. Su questa carica cf. J. Darrouzès, Recherches sur les ΟΦΦΙΚΙΑ

9. V. Laurent, Un sceau inédit

p. 261.

,

, p. 378-379.

10. F. DöLGER, Hegesten, n° 1442.

11. R. Guilland, Contribution à l'histoire administrative de l'empire byzantin. Le

Drongaire et le Grand Drongaire de la Veille, BZ 43, 1950, p. 340-365; le notizie su Andronico Camatero sono a p. 353, con bibliografîa.

12. Cf. Nicetas Choniates, Thesauri Orthodoxae Fidei, liber XXV, Synodus habita

propter illud dictum quia 'Pater meus major me est', PG 140, 201-282;

Dondaine, Hugues Éthérien et le concile de Constantinople de 1166, Festschrift B. Altaner, Historisches Jahrbuch 77, 1958, p. 473-483; J. Spiteris, op. cit., p. 179, con bibliografîa. Noto per inciso, in vista dei personaggi ehe saranno menzionati in questo articolo, ehe anche un Costantino Mesarite partecipô allô stesso sinodo ; il suo nome figura infatti nello stesso documento (Nicetas Choniates, PG 140, 253C7 e Dl° : [Προ

καθημένου

στου σεβαστού και μεγάλου δρουγγαρίου κυροΰ 'Ανδρόνικου τοΰ Καματηροϋ, τών κυροπαλατών και κριτών τοΰ Βήλου και έπί τοΰ ιπποδρόμου Γεωργίου τοϋ Σπληνιαρίου, και Κωνσταντίνου τοΰ Μεσαρίτου). Non si sa tuttavia in ehe rapporto di parentela con Nicola Mesarite fosse

questo alto funzionario, curopalata, giudice del Velo e preposto all'ippodromo. Su Cos

tantino Mesarite cf. J. Pargoire, Nicolas Mésaritès, métropolite d'Éphèse, EO 7, 1904,

p. 219-226, precisamente p. 221 e 222.

cf. anche A.

τοϋ

αΰτοκράτορος κυροΰ Μανουήλ τοϋ Κομνηνού

, συνεδριαζόντων]

τοΰ πανσεβά-

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

9

In un manoscritto conservato alla Biblioteca Marciana, Venetus Marc. gr. 524 (coll. 318) 14, databile al 13° secolo, sono conservati, nei f. 37-38, alcuni epigrammi in versi dodecasillabici, nei quali viene de- scritta la ricca decorazione di alcune icône délia Vergine ο di sacre immagini rappresentanti profeti ο scene délia Bibbia, cosi riccamente ornate grazie alle generöse offerte di Andronico Camatero 15 ; in queste brevi composizioni poetiche è notevole l'enfasi posta sulla discen- denza di Andronico Camatero dalla famiglia dei Doukas e sulla sua carica di gran drongario 16. L'ultimo documento ehe menziona Andron icoCamatero corne gran drongario è databile al 117617. L'autore dell' Arsenale Sacro mori intorno al 1180.

14. E. Mioni, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum, Codices Graeci Manuscripti, II,

Thesaurus antiquus, codices 300-625, Roma 1985, p. 399 e sg.

15. Questi versi sono editi da S. Lampros, Ό Μαρκιανός κώδιξ 524, Νέος Έλλψομνή-

μων8, 1911, ρ. 3-59 ; 1 1.3-192 ; riguardano Andronico Camatero gli epigrammi n° 88, 91, 93, 94, 97, p. 48 e sg.

16. Ibidem, p. 48-54 :

n° 88 v.

.24-26 : Αιτώ σεβαστός 'Ανδρόνικος Δουκόθεν και Καματηρός έκ πατρός γεναρχίας

μέγας τε δρουγγάριος έκ της άξιας. η° 91 ν. 20-22 : 'Ανδρόνικος δε Δουκόβλαστος μητρόθεν σεβαστός, έκφύς Καματηροϋ πατρόθεν μέγας τε δρουγγάριος εις κόσμον φέρει

η° 93 ν.

σεβαστός 'Ανδρόνικος ευγνώμων λάτρις μέγας τε δρουγγάριος έκ της αξίας. η° 94 ν. 21-23 : Σοι ταϋτα Δούκας Καματηρός πατρόθεν σεβαστός 'Ανδρόνικος έκλαλώ πάθω " μέγας δε δρουγγάριος έκ της αξίας. η" 97 ν. 13-15 : σεβαστός 'Ανδρόνικος έκ Δουκών γένους και Καματηρών δ' εύκλεών το πατρόθεν

3- 5

: Έγώ δε Δούκας Καματηρός πατρόθεν

μέγας τε δρουγγάριος έκ της άξιας. Per quanto riguarda Ιο stile, questi epigrammi abbondano in figure retoriche, parti- colarmente allitterazione, paronomasia e assonanza :

n° 88, v. 5-6 :

:

1-4 :

ηυ 91, ν.

δεικνύς Οσον το φίλτρον εις σέ μοι, κόρη, καν μηδ' έν αύταΐς ήν λαβείν τούτου κόρον. ως άρχετύπω, ταϋτα μη τύπω φέρων. Έξ άστάχυος κόκκος, άρτος έκ ζύμης, κόκ"λος θαλάσσης · έκ δε ταύτης πορφύρα έκ γης δρος, λίθος δέ πάλιν έξ ορούς, άπαντα ταϋτα της γραφής ταύτης τύποι. Τίς ούκ αν έν λάκκω σε, Δανιήλ, βλέπων έκρινε σαρκός χρώμα, μή σάρκα βλέπειν ;

Ου γαρ τροφής έχρηζες,

ώφθης τροφή λέουσι σωμάτων νόμω

άλλ' ούδ' άγρίοις

ν. 10

η° 94, ν. 1-4 :

17.

Ε. Vranousi, Πατμιακά · Πρόσταξις τοΰ αύτοκράτορος Μανουήλ Α' Κομνηνοΰ υπέρ της

έν Πάτμω μονής 'Ιωάννου τοΰ Θεολόγου, χρονολογικά και προσωπογραφικά ζητήματα, Chariste- rion Orlandos, II. Atene 1966. p. 78-97. precisamente p. 86-89.

10

ANNACLARA CATALDI PALAU

Vi sono alcune lettere a lui indirizzate da personaggi ehe oecupa- vano posti di rilievo alla corte ; oltre al già citato Giorgio Tornikes (inizio del 12° secolo-poco dopo il 1156), due lettere gli vennero indi

rizzate

fu giudice del Velo e gran drongario délia Veglia, la stessa carica ehe

aveva Andronico Camatero 18. Le due lettere di Gregorio Antioco non sono pubblicate ; tuttavia, dal riassunto ehe ne danno J. Darrouzès e A. Kazhdan, si osserva ehe Antioco si rivolge a Camatero da inferiore a superiore, ringraziandolo per aleuni benefici ehe ha ricevuto, appa- rentemente con la speranza di riceverne dei nuovi 19. Tra le persone ehe Andronico Camatero conobbe, oltre a coloro ehe

presenziarono, nella stessa posizione, agli stessi sinodi cui parteeipo egli stesso20, si possono annoverare Leonzio patriarca di Gerusalemme (1174/1175-1184/1185), ehe Camatero introdusse presso l'imperatore quando Leonzio era ancora kathegoumenos del monastero di S. Gio

vanni

lettere nelle quali lo chiama πανσέβαστε σεβαστέ, αύθέντα22. Andronico Camatero ebbe tre fîgli, due maschi e una femmina23; la figlia Eufrosine aumento l'influenza ed il prestigio della famiglia spo-

sando Alessio III Angelo (1195-1203); quanto ai fîgli, Giovanni ebbe una importante posizione politica e militare e ricopri anch'egli, come

11

Basilio25 fu, intorno al 1166, protonotario 26, poi logoteta 27 ; caduto in

da Gregorio Antioco (1160 al 1197/8), un alto funzionario ehe

Teologo a Patmos21, e Giovanni Tzetze, ehe gli indirizzo due

padre,

la carica

di

preposto aile

petizioni intorno al

117024;

18. Su Gregorio Antioco cf. J. Darrouzès, Notice sur Grégoire Antiochos (1160 à

1196). I. Son œuvre. II. Sa carrière. III. La fondation du monastère Saint-Basile, BEB 20, 1962, p. 61-92; Idem, Deux lettres de Grégoire Antiochos écrites de Bulgarie vers 1173, Byzantinoslavica 23, 1962, p. 276-284 ; 34, 1963, p. 65-86; A. P. Kazhdan, Gregor ioAntioco. Vita e opère di un funzionario (in russo), VV 26, 1965, p. 77-99, precisa- mente p. 82; M. Loukaki, Élude sur la vie et l'œuvre de Grégoire Antiochos. L'éloge du

patriarche Basile Kamatèros, Thèse de Doctorat de l'Université [dattiloscritta], Univers itéParis I, octobre 1989, p. 26-176; Eadem, Contribution à l'étude de la famille Antiochos, BEB 50, 1992, p. 185-205, precisamente p. 201-202.

19. J. Darrouzès, Notice sur Grégoire Antiochos

,

p. 68-69; A. P. Kazhdan, art.

cit., p. 82.

20. Cf. e. g. l'elenco di coloro ehe parteciparono al sinodo del 1166 in Nicetas

Chômâtes, PG 140, 253.

21. E. Vranousi, arl. cil., p. 94-95.

22. P. A. Leone, Ioannis Tzetzae Epistulae, Leipzig 1972, n° 90, 103, e cf. 101. Le

lettere n° 86, 87, 89, sono indirizzate ad altri membri della famiglia Camatero.

Dèmètrios Tornikès

23. Cf. l'albero genealogico dei Camatero pubblicato da J. Darrouzès, Georges et

, p. 49.

24. V. Laurent, Un sceau inédit

,

p. 46 e n. 13.

p. 267-268; J. Darrouzès, Georges et Dèmèt

,

rios Tornikès

25. A lui si riferisce l'articolo di V. Laurent, cit. supra, dal quäle ho tratto le

notizie qui di seguito riportate ; cf. anche J. Darrouzès, Georges et Dèmètrios Tornik

ès

,

p. 48 e note 24-28.

26.

Su questa carica cf. J. Darrouzès, Becherches sur les ΟΦΦΙΚΙΑ

,

p. 355-359.

T.' ARSEN ALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

11

disgrazia durante gli anni 1183-1185 (venne fatto accecare dall'impe-

ratore Andronico I Comneno ed esiliato), fu richiamato dall'esilio da

ebbe, fino alla morte, una posizione di

rilievo alia corte, grazie forse alia stretta parentela con l'imperatore.

La figlia di Alessio III Angelo ed Eufrosine sposo poi Teodoro I

Lascaris, mantenendo cosi molto strette le relazioni della famiglia di Andronico Camatero con la famiglia impériale anche agli inizi del regno di Nicea ; in questa città troviamo infatti Basilio nella cerchia

ristretta deH'imperatore ; vi ricopriva una importante carica politica, sebbene non sappiamo quale28. Alia famiglia dei Camatero appartenne anche Giovanni Camatero (1198-1206), l'ultimo patriarca greco a Costantinopoli prima del- l'occupazione latina della capitale29; poichè in nessun documento egli è chiamato «sebastos», è probabile ehe non vi fosse una parentela diretta con la famiglia di Andronico Camatero30.

Isacco Angelo nel

1185 ed

A giudicare

dai documenti

pervenutici, questa

famiglia

ehe,

durante il 12° secolo, aveva fornito tanti alti funzionari ed era arri- vata cosi vicina alia corte impériale, si estinse, ο quanto meno rientro nell'anonimato durante il 13° secolo; Basilio Camatero ne fu l'ultimo rappresentante illustre31.

b) Opera di Andronico Camatero

L'opéra principale di Andronico Camatero, tuttora inedita, è intito- lata 'Ιερά 'Οπλοθήκη; Andronico Camatero la compose, su ordine del- l'imperatore Manuele Comneno (1143-1180), per combattere le eresie

dei Latini e degli

Armeni, ad una data compresa tra gli anni 1166-

1171.

L' Arsenale Sacro si situa nel panorama storico di quell'epoca in cui le discussioni teologiche erano all'ordine del giorno e vi era una conti nua richiesta di argomenti ben esposti e ben documentati in difesa delle teorie religiose sostenute dai Bizantini. Durante il 12° ed il 13° secolo si erano moltiplicati infatti i contatti tra Chiesa latina ed impero bizantino ed i tentativi di comporre la discordia esistente tra

28. Cf. A. Heisenberg, Zu den armenisch-byzantinischen Beziehungen am Anfang

des 13. Jahrhunderts, Sitzungsberichte der Bayerischen Akademie der Wissenschaften.

Philosophisch-philologische und historische Klasse, 1929 n° 6, München 1929, p. 1-20,

precisamente p. 16 : «

daraus schliessen, dass Kamateros zu jener Zeit der führende Staatsmann des Kaiser hofesgewesen ist», e n. 5; V. Laurent, art. cit., p. 262-263, con bibliografia.

zahlreiche Wendungen in dem Briefe des Erzbischofs lassen

29. Cf. R. Janin, Au lendemain de la conquête de Constantinople, EO 36, 1933.

p. 5-21. 195-202. precisamente p. 6.

30. J. Darrouzès, (ïeorges et Dèmètrios Tornikès

31. C>. Stadtmî'i.i.er, art. cit

p. 358.

p. 46-47.

12

ANNACLARA CATALDI PALAU

le due Chiese. Le questioni ehe le separavano vertevano principal- mente sul Primato della Ghiesa romana, sulla processione dello Spirito Santo e sull'uso degli azimi nell'Eucaristia. I sinodi e gli incontri tra i rappresentanti dei due popoli per promuovere l'Unione avevano favo- rito la produzione di innumerevoli trattati e disquisizioni sulle contro- versie religiose ehe separavano i Greci dai Latini, ed in questo contesto storico va visto l'ordine di comporre YArsenale Sacro impar- tito dall'imperatore Manuele Comneno ad Andronico Camatero. Riguardo alla parte destinata a controbattere le eresie degli Armeni, è possibile ehe l'imperatore avesse ordinato ad Andronico Camatero di comporre un testo atto a confutare le loro tesi, discre- panti dall'ortodossia bizantina, in relazione alle offerte di unione tra le due Chiese bizantina e armena ehe Manuele Comneno profferi al «katholikos» di Armenia Nerses32.

determinata

grazie ad una fräse del proemio, in cui si afferma ehe l'imperatore aveva appena presieduto due sinodi importanti (δύο δε τέως μέγισται

πρόμαχον

εχουσαι)33.

σύνοδοι,

diversi sinodi

ebbero luogo a Costantinopoli, nel 1156, nel 1157 contro Soterico Pan- teugeno, patriarca di Antiochia, nel 1166 sul detto evangelico Paler

due riunioni di quest'ultimo

sinodo, il 30 gennaio ed il 18 febbraio 1170, furono presiedute dall'imperatore ; secondo J. Darrouzès a queste si riferisce appunto la frase sopra citata 34. Lo studioso giunse a questa conclusione conside- rando, da un lato, ehe in nessun'altra circostanza, dal 1166, si trova- vano due sinodi presieduti dall'imperatore ; dall'altro, ehe l'ordine impériale impartito ad Andronico Camatero per la composizione della sua opera doveva essere situato ad una data posteriore al 1166, giac- chè neWArsenale Sacro è citato il sinodo presieduto da Manuele Comneno a questa data35.

La data della composizione dell· Arsenale Sacro è stata

και τούτον

Durante

μεν

της

ορθοδοξίας

ύπερασπιστήν

il

regno di

Manuele Comneno,

14

:

28),

nel

1170;

και

major me esl (Joh.

32. F. Dölger, Ftegesten, n° 1489,1505, 1506 (PG 133, 120-298). Cf. il proemio del-

VArsenale Sacro; poichè quest'opera è inedita, si farà riferiniento al testo del rnano- scritto Monac. gr. 229 [da qui in avanti citato M]. M, f. 6rv : έπεί γαρ ό θεόσοφος ούτος βασιλεύς, ποτέ μεν τοις των Λατίνων σοφωτάτοις άρχιερεϋσί τε και λοιποίς αυτοπροσώπως

άντικαταστας εις διάλεξιν περί της τοϋ παναγίου Πνεύματος έκπορεύσεως, ποτέ δέ τοις των 'Αρμενίων διδασκάλους περί της άσυγχύτου, άτρέπτου τε και αδιαιρέτου ενώσεως των έν Χριστώ συνελθουσών δύο φύσεων, και περί τοϋ και μετά την ενωσιν αναλλοίωτα τα τούτων έκατέρας άποσώζεσθαι ιδιώματα

33. Μ, f. 5V.

p. 74, e note; in un'opera succes-

siva, Idem, Documents inédits d'ecclésiologie byzantine, Paris 1966, p. 67, l'autore indica una data tra il 1166 ed il 1169.

l'autore riferisce ehe, nella

seconda parte dell'/trsena/e Sacro, nel manoscritto Monac. gr. 229, il sinodo del 1166 è

citato nei f. 184-186.

34. J. Darrouzès, Les documents byzantins

35. Cf.

J.

,

Hergenröther, op. cit., p. 811 e n.

156;

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

13

c) L'Arsenale Sacro : argomento del proemio e del dialogo

II proemio dell' Arsenale Sacro inizia con una citazione sacra, alla

quale fanno seguito numerose frasi di lode per la saggezza e la dot- trina dell'imperatore36. È poi subito presentata la cornice dell'intera opera, ehe consiste nelle discussioni teologiche tra l'imperatore e gli inviati del Papa, giunti a Costantinopoli per tentare di comporre le discordie esistenti tra le due Chiese greca e latina. Conformemente aile lodi poste all'inizio, il sovrano viene rappresentato mentre, da solo, discute con gli inviati del Papa e tiene loro testa, controbattendo vittoriosamente le loro argomentazioni. L'autore si serve poi di un ingegnoso pretesto per introdurre la sua opera, ehe consiste, come è noto, in una farragine di citazioni tratte dai testi sacri, volte a difendere il punto di vista bizantino sui contro- versi problemi ehe dividevano la Chiesa greca dalla latina. Poichè i Latini, durante la discussione teologica con l'imperatore, hanno fatto ricorso ad argomenti e citazioni tratti dalle Sacre Scrit- ture per sostenere le loro teorie, l'imperatore convoca Andronico

Camatero e gli ordina di ricorrere agli stessi mezzi, trovando le cita zioni tratte dai testi sacri ehe meglio si prestano a refutare le tesi degli avversari. Il sovrano non ha il tempo di condurre personalmente la ricerca sulle Scritture, e per questo, pur impartendo egli stesso diret- tive precise sui testi da consultare, affida questo compito ad Andron

ico, ehe, modestamente, si definisce : ήμΐν

ασχολούμενους. Camatero accetta di buon grado il compito affidatogli e si mette al lavoro, affermando ehe, se la sua opera avrà successo, il merito andrà all'imperatore, come avvenne per Paolo e Barnaba (Παύλω χάρις, καν τι και Βαρνάβας τούτω συνηγωνίσαιτο) 37 ; tuttavia, se per colpa della sua ignoranza gli argomenti dei Bizantini non dovessero trionfare, egli confida ehe l'imperatore lo perdonerà. Strutturalmente, il proemio dell' Arsenale Sacro non differisce dai

proemi laudativi ehe erano usualmente preposti ai documenti. H. Hunger ha dedicato uno studio approfondito a questo aspetto della letterat ura bizantina, ehe offre una immagine dell'imperatore (« Kai- seridee») nella société bizantina attraverso i secoli. Lo studioso ha analizzato il modo in cui i proemi erano articolati, giungendo ad una

τοις τάχα περί λόγους

36. II

protMino si trnva in Λ7. f.

1V-7X.

14

ANNACLARA CATALDI PALAU

codificazione della loro struttura ehe si applica alla maggior parte di

essi38.

Confrontando la struttura del proemio dell· Arsenale Sacro con quella canonica, appaiono evidenti le analogie con un tipo di proemi

ehe si articola in due parti. In questi

— il testo inizia con una sentenza o con una citazione della Bibbia ;

— vi è una prima parte, generalmente più corta della seguente, in

cui l'idea principale, annunciata all'inizio, è ampliata ed illustrata da alcune idee correlate ;

:

— segue infine una seconda parte, più lunga, di solito introdotta

da una frase di passaggio, in cui viene discusso l'argomento vero e

proprio 39.

Nel proemio de\V Arsenale Sacro l'inizio, con una citazione sacra ben

trovata, introduce subito il lettore nel vivo

έρεύζετχι και τις ου φοβηθ-ησετοα 40 ; βασιλεύς προστάσσει και τίς ού σπουδάσει το προστασσόμενον ;

del problema : Αεων

II motivo della composizione delT Arsenale Sacro è da attribuirsi

all'ordine impartito a Camatero dal sovrano ; perciô, a questo ordine fa riferimento la citazione, mettendo bene in chiaro, mediante il para- gone con il leone ed il suo ruggito, ehe si tratta di un comando al quale non è pensabile opporsi. Quindi, l'idea di base, enunciata al

l'inizio,

mettono in risalto il suo ruolo di difensore dell'ortodossia ed i prov-

vedimenti da lui attuati per ottenere la vittoria delle tesi bizantine.

viene chiarifîcata ed ampliata ; le lodi al sovrano ehe seguono

Il passaggio alla seconda parte è introdotto da una frase ehe chiude

l'introduzione (le lodi all'imperatore) ed introduce il soggetto del-

l'ordine ehe il sovrano ha impartito : Τοιούτος μεν ήν ό κελεύσας

βασιλεύς, όποιον δε και το κέλευσμα

το τας γραφας έρευνάν.

Segue il racconto degli avvenimenti ehe hanno indotto l'imperatore ad impartire a Camatero il comando riguardante la ricerca di citazioni

sacre, introdotto, corne nella narratio delle orazioni giuridiche degli oratori, dalla particella γαρ : Τοιούτον δε και το του κελεύσματος αίτιον·

επεί γαρ ό θεόσοφος ούτος βασιλεύς

vista l'impossibilité di vincere il sovrano nella discussione teologica,

iniziano a confutare le tesi dell'avversario con citazioni tratte dalla Bibbia; l'imperatore decide di controbattere i loro argomenti con gli

41.

Viene spiegato come i Latini,

38. H. Hunger, Prooimion. Elemente der byzantinischen Kaiseridee in den Arengen

der Urkunden, Wien 1964.

39. H. Hunger, op. cit., p. 101 ; p. 191 e s.

40. Amos 3 : 8.

41. M, f. 6\

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

15

stessi mezzi, ma, per mancanza del tempo necessario a cercare le cita- zioni idonee, dà questo incarico all'autore del proemio. Si noti qui per inciso ehe l'inizio del proemio premesso all1 Arsenale Sacro è ricalcato sull'esordio di un'orazione funèbre ehe Basilio di Acrida, contemporaneo di Andronico Camatero42, compose per la morte dell'imperatrice Irene (nata Bertha von Sulzbach), moglie di

Manuele Comneno, nel

115543; non solo la citazione iniziale

è

la

stessa, ma

ambedue gli esordi, la parola βασιλεύς è messa in forte risalto ; si susse- guono alcune frasi interrogative ehe introducono un cumulo di lodi dell'imperatore, dipendenti da genitivi nel caso del proemio di Andron icoCamatero, introdotte da nominativi per Basilio di Acrida :

tutta la prima

frase è articolata nello stesso modo. In

φοβηθησεται 44 ;

βασιλεύς προστάσσει και τίς ού πληρούν κατά το έγχωροΰν, όλοψύχω γνώμη

ούτως οτε βασιλεύς

απλώς ό κελεύων, και μηδέ προς ώφέλειαν αφορών τόσην το κελευόμενον, τί

δράσειεν αν τις, οτε περί θεού και θείον το κέλευσμα, και βασιλέως τηλίκου ,

Andronico

Camatero : Αέων ερεύξεται

και

τίς

ού

και προαιρέσει, σπουδάσει το προστασσόμενον ; ει δε ταΰθ'

βασιλέως ω κατά το της εκλογής σκεύος

φόβου και πόθου

άρετάς

, το οίκεΐον στήθος άνήκεν ή τοΰ θεού σοφία

45 μάλλον μεν ούν ω δια τοΰ θείου

ηκούσθησαν ρήματα, βασιλέως ω δια τας ποικίλας

Basilio di Acrida : Αέων ερεύξεται και τίς ού φοβηθήσεται ; βασιλεύς

πενθεί και τίς ού πενθήσει ; τίς ού θρηνήσει και γοερον άνακλαύσεται ; βασιλεύς ό και την σοφίαν τηλικοΰτος και την άνδρίαν, ό τοις πασιν αήττητος ούκ έθνεσι

ού συνδραμεΐται προς τον θρήνον, ού

μόνον

ούτος έθρήνησε

Και τίς

,

κοινωνήσει τοΰ πένθους, ού συμμετάσχη της συμφοράς

Le somiglianze tra i due testi si limitano all'esordio, poi cessano, corne è normale data la differenza di argomento ; proprio per questo

; 46.

42. Basilio nacque ad Acrida, in Macedonia, probabilmente verso l'inizio del

12° secolo ; trasferitosi a Gostantinopoli, fu protonotario del Patriarca ; divenne in seguito vescovo di Tessalonica (1145 ο 1146). Fu una figura di spicco alla corte impér iale, dove, nel 1149, tenne il discorso per la festività di Pasqua, in presenza dell'impe ratoreManuele e dell'imperatrice Irene; partecipô agli eventi più importanti dell'e-

poca, per esempio alla seconda seduta del sinodo ehe si tenne a Costantinopoli negli anni 1156 e 1157, nonchè ai tentativi di unione tra le due Chiese promossi dall'impera- tore Manuele Comneno e da papa Adriano IV (1154 -1159). Cf. J. Schmidt, Des Basilius aus Achrida Erzbischofs von Thessalonich, bisher unedierte Dialoge. Ein Beitrag zur Ge

schichte des griechischen Schismas, München 1901, p. 1-33, con bibliografia ; H.-G. Beck, op. cit., p. 626.

43. Sermo funebris in imperatricem Germanicam, edito da V. Vasiljewskij, Discorso

inedito dell'arcivescovo di Tessalonica Basilio di Acrida per la morte di Irene, prima

moglie deH'imperatore Manuele Comneno (in russo), VV 1, 1894, p. 55-132, testo p. 105-132.

44. Arnos 3 : 8 ; la stessa citazione è utilizzata anche come esordio in S. Basilio,

Homilia dicta iempore famis et siccitatis. PG 31, 304-328.

45.

Act. Αρ. 9 : 15.

16

ANNACLARA CATALDI PALAU

perô è notevole la similarité tra i due inizi, segno ehe l'attacco del- l'orazione di Basilio di Acrida era considerato un modello del génère e ehe Andronico Camatero non era restio dall'imitare i suoi immediati predecessori. A chiusura del proemio, Andronico afferma ehe riferirà verbatim il dialogo degli inviati del Papa con l'imperatore, affinchè costituisca un monumento perenne alla sua sapienza. Segue il dialogo dell'imperatore con i cardinali latini47; anche questo inizia con una citazione pronunciata dall'imperatore :

ΆποΒιδόναι τα Καίσαρος Καίσαρι και τα του Θεοΰ τω Θεω*8 διδάσκοντος έν εύαγγελίοις του Σωτήρος ημών. L'imperatore esordisce chiedendo ehe gli venga reso quanto è suo di diritto, ma propone poi ehe la discussione si svolga anzitutto sul- l'unità délie due Chiese, conformemente alla seconda parte délia citazione, restituendo cioè τα του Θεοΰ τω Θεώ. Dopo questa introduzione elaborate, inizia il dialogo vero e proprio, articolato in domande dei cardinali e risposte dell'imperatore ; i cardi nalidanno sempre inizio alle loro domande con lunghe perifrasi, fo rmule di cortesia e lodi alla sapienza dell'imperatore ; seguono, concise, le affermazioni vere e proprie. Allô stesso modo, l'imperatore pre- mette, ad ogni sua risposta, una fräse introduttiva in cui depreca l'insipienza dei cardinali latini ; continua poi controbattendo una ad una le loro obiezioni. Tutta la parte dottrinaria del dialogo è messa in bocca all'imperatore ; i cardinali non sono ehe la «spalla», il pretesto ehe avvia la discussione ; con le loro brevi domande provocano le lunghe e dotte risposte del sovrano, ehe costituiscono un compendio della teologia bizantina dell'epoca. Ecco un breve riassunto del dialogo ehe ho tratto dal manoscritto Monac. gr. 229, databile al 13° secolo. Questo codice ed il Venetus Marc. gr. 158, databile al secolo 14° in., sono gli unici a contenere l'intero Arsenale Sacro. Ambedue questi manoscritti sembrano, ad un primo esame, ottimi e molto vicini dal punto di vista testuale. Monac. gr. 229 [da qui in avanti M], f. 7V-9V : la parte iniziale è inter- locutoria ; dopo l'introduzione dell'imperatore, i cardinali danno inizio alla discussione, affermando ehe, sebbene venga incolpata dello scisma la Chiesa di Roma, la separazione originaria è da imputarsi alla Chiesa di Costantino-

poli. L'imperatore li invita ad attenersi ad accuse fondate e non alle calunnie.

M,

f. 10-11

:

viene

introdotto il

primo degli argomenti in discussione,

ovvero la questione del Primato della Chiesa romana rispetto a quella di Costantinopoli ed alle altre Chiese. I Latini sostengono il Primato della loro

47. M, f. 7v-27.

48. Ml. 22 : 21.

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

17

Chiesa, l'imperatore contesta le loro pretese, ricorrendo ad un bagaglio dottri- nale più ο meno canonico49 :

(cardinali) : corne è stato possibile, essendo la Chiesa romana, per un pri- vilegio dovuto all'apostolo Pietro, la madré di tutte le Chiese e quella di Costantinopoli la figlia, ehe la fîglia abbia osato ribellarsi alla madré? (imperatore) : l'argomento appena introdotto, sull'apostolo Pietro, si puô volgere al contrario :

— Pietro fu maestro di tutta la terra abitata, avendo cominciato a predi-

lo hanno fatto

i Latini vogliono

fu

care in Giudea,

diventare maestro délia sola Roma ;

ed a

Roma

terminé il suo viaggio ; i Latini

a

Pietro

per tutti

i fedeli,

— l'annuncio

di Cristo

restringerlo a Roma soltanto ; inoltre, pretendono ehe solo in quella città il Salvatore abbia fondato la sua Chiesa, mentre Egli fondô la Chiesa di tutti i fedeli.

— Se Roma deve essere considerata la prima a causa di Pietro, allora

sarebbe più giusto ehe lo fosse Antiochia, dove questo apostolo imparti i primi insegnamenti ;

— alternativamente, dovrebbe essere la prima Gerusalemme, dove Cristo

nacque e mori ; a meno ehe non si voglia considerare lo schiavo più grande del padrone, cioè l'apostolo più grande di Cristo. Roma ha quindi il Primato sulle altre Chiese non per i motivi ehe i cardi nali adducono, ma a causa dell'impero e del potere ehe aveva anche prima degli apostoli ; tuttavia, dopo ehe Costantino ebbe trasferito il prestigio ed il potere dell'impero romano a Costantinopoli, vi trasferi, con questo, anche il Primato. M, f. 11-12 : i cardinali non vogliono più continuare su questo argomento, ma affrontare quello délia causa dello scisma, determinando chi sia da consi- derarne colpevole. L'imperatore afferma ehe la causa principale fu l'aggiunta al Simbolo ehe i Latini decretarono, affermando ehe lo Spirito Santo era spirato dal Padre e dal Figlio, contro ogni tradizione, dando cosi inizio alla discordia. L'imperatore cita due esempi (per curare un malato bisogna curare per prima la parte dove il maie è cominciato ; se, in agricoltura, si osserva ehe le acque di irrigazione sono inquinate, bisogna risanare la sorgente), per indi- care ehe bisogna cominciare a discutere da questo argomento, per attaccare il maie alla radice. M, f. 12V-13 : l'imperatore afferma ehe lo scisma ha avuto origine quando i Latini posero due principî allô Spirito Santo, affermando ehe procedeva dal Padre e dal Figlio ; si sono cosi confuse le propriété délia Trinité. M, f. 13-13V : l'imperatore inizia una lunga disquisizione sulle propriété délia Trinité, ehe si dividono in fisiche ed ipostatiche ; le propriété fisiche, proprie délia divinité, sono, tra le altre, l'incorruttibilitè, l'indivisibilité, la beatitudine, e sono presenti, tutte, in tutte e tre le persone ; le qualité iposta tichesono invece quelle proprie di ciascuna persona, cioè per il Padre il non provenire da alcuno, per il Figlio l'essere generato dal Padre, per lo Spirito Santo il procedere dal Padre ; mai potrà esservi uno scambio di queste qual ité, caratteristiche di ciascuna persona, mai il Figlio potrà generare il Padre, ο il Padre essere generato, ο lo Spirito Santo cambiare una sua caratteristica per una del Padre ο del Figlio, a rischio délia peggiore confusione e conse- guente eresia.

49. Sia J. Darrouzès ehe J. Spiteris hanno brevemente riassunto questa parte del

dialogo : J. Darroi zès. Les documents byzantins p. 186-189.

, p. 75-77;

J. Spiteris, op. cit

18

ANNACLARA CATALDI PALAU

M, f. 14-18 : i cardinali avanzano diverse obiezioni per sostenere ehe lo

Spirito Santo procède dal Padre e dal Figlio, appoggiate da citazioni sacre50; l'imperatore le réfuta basandosi, fondamentalmente, sulla teoria délie pro priété della Trinita sopra enunciata. M, f. 18-23 : i cardinali introdueono aleuni ragionamenti sofistici :

— (f. 18) il Figlio è detto immagine del Padre, lo Spirito Santo immagine

del Logos ; corne il Figlio viene ricondotto al Padre per la sua origine, cosi lo Spirito Santo verra ricondotto al Logos per la sua origine.

— (f. 18V) se lo Spirito Santo è detto Spirito della verità, e il Figlio è la verità, lo Spirito Santo procède dalla verità, cioè dal Figlio.

— (f. 20) corne il Figlio è detto mandato dal Padre, cioè dal Padre trae

l'origine, cosi anche lo Spirito Santo, mandato dal Figlio, procédera dal

Padre.

del Figlio, e la crea-

zione è attribuita a tutta la Trinità, perché non anche la processione dello Spirito Santo?

il sole è

perciô detto origine dei raggi e della luce ; cosi il Padre genera il Figlio ; dal Figlio procède lo Spirito Santo ; il Padre è fonte di ambedue.

potenza è

nell'essenza, l'energia procède dalla potenza ; cosi per la Trinità, il Figlio è generato dal Padre, lo Spirito Santo proviene dal Figlio.

— (f. 20v) corne si dice ehe tutto avvenne per opera

— (f. 21) come

dal

sole provengono i raggi, e dai raggi la

la potenza

e

luce;

(f. 22) come vi sono l'essenza,

il segno,

la

l'energia, e la

lettera e l'apparenza del corpo ; il segno

compie la lettera ; dalla lettera si materializza l'apparenza ; cosi è per la Tri nità.

— (f. 22V) vi sono

— (f. 23-23v) come lo Spirito Santo è detto dito del Figlio, ed il Figlio

mano del Padre ; come il dito ha origine dalla mano, e la mano è collegata al corpo, cosi il Figlio è generato dal Padre, dal Figlio è spirato lo Spirito Santo. Ognuno di questi ragionamenti è controbattuto diffusamente dall'impera- tore ; non è questo il luogo per entrare nei dettagli, basti sapere ehe l'obie- zione alla base di tutti i ragionamenti cui l'imperatore ricorre è quella della

differenza tra propriété fîsiche ed ipostatiche della Trinità ; i Latini, con i loro ragionamenti, le confondono, dando luogo ad eresie.

M,

f. 24-26v

: i cardinali

fanno ora ricorso

ad alcune citazioni dei Padri

della Chiesa, sempre sullo stesso argomento :

— (f. 24) Gregorio di Nazianzo.

— (f. 24v-25) Cirillo di Alessandria (lo Spirito Santo procède dal Padre

attraverso il Figlio) [questa parte è riprodotta, citandone la provenienza dal- VArsenale Sacro, in Niceforo Blemmide, v. infra].

— ( f. 25V-26V) Atanasio.

L'imperatore ribatte corne di consueto. M, f. 26v-27 : l'ultima frase dei cardinali e la relativa risposta dell'impera- tore fanno le veci dell'epilogo ; i cardinali affermano ehe il sovrano ha sorpas- sato tutti per sapienza, e, nella chiusa, ricorrono alle metafore ehe erano già state impiegate da Camatero nel proemio per lodarlo ; egli è simile al fuoeo

50. M, f. 14V, ultima riga : έμά είσι πάντα 6σα κέκτηται 6 Πατήρ (Joh. 16 : 15). Μ, f. 15, ultima riga : τό Πνεύμα εκ τοϋ εμοϋ λήφεται και άναγγελεΐ ύμΐν (Joh. 16 : 14). Μ, f. 15V, in fondo : εζαπέστειλεν 6 Θεός τό Πνεϋμα τοϋ Τίοϋ αύτοΰ εις τάς καρδίας υμών κράζον άββα 6 Πατήρ (Gal. 4 : 6). Μ, f. 16ν : εγώ και 6 Πατήρ εν έσμεν (Joh. 10 : 30). Μ, f. 17ν : ει εγώ, φησίν, εν τω Πατρί και ο Πατήρ εν έμοί (Joh. 14 : 11).

LARSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

19

nella tenebra, ad un capitano in guerra, ad un pilota nella tempesta51. Lo pregano quindi di condurli sulla retta via citando loro i sacri detti dei Padri della Chiesa sulla processione dello Spirito Santo dal solo Padre52. L'impera- tore accetta di buon grado, e spera ehe il Padre faccia scendere su di loro lo Spirito Santo per illuminarli e redimerli 53.

d) Storicità del dialogo

Si è molto discusso sul valore storico da attribuire a questo dialogo ;

J. Darrouzès in un primo tempo lo ritenne autentico54; si persuase in

seguito ehe si trattava di una composizione fittizia, basandosi, tra l'altro, su una frase di Giovanni Bekkos55, e mi confermo questa sua opinione per lettera 56 ; di un dialogo fittizio si tratta anche per

J. Spiteris, ehe lo denomina «finto dialogo»57.

I due studiosi concordano nel ritenere ehe certamente il dialogo non riporta alla lettera la disputa tra l'imperatore ed i cardinali latini quale realmente avvenne, sebbene l'autore proprio questo pretenda di avere fatto 58 ; ma rispecchia, senza alcun dubbio, con una certa

51. Nel proemio l'imperatore viene chiamato : ύπερασπιστήν και πρόμαχον, capace di

raddrizzare la chiesa ondeggiante come una nave in tempesta (M, f. 5V) : και άλλαι μεν

δύο δε τέως μέγισται σύνοδοι, και τοϋτον μεν της ορθοδοξίας ύπερασπιστήν και πρόμαχον έχουσαι, τήν δ' έκκλησίαν δεινώς σαλευθεϊσαν έδράσασαι και στηρίξασαι, των λεγομένων μάρτυρες
απαράγραπτοι.

σκοτία μάλλον φαιδροτός

διαφαίνεται και στρατηγός έν πολεμώ και κυβερνήτης έν ζάλη (Μ, f. 26V in fondo).

Nell'epilogo

ricorrono

le stesse

espressioni :

το

πυρ

έν

52.

53.

Μ , f. 27 : Ει δέ μη φορτικοί τίνες ϊσως δόξα τω κράτει σου μέλλομεν, πραότατε βασιλεϋ,

Μ, f. 27, in fondo :

αυτής άξιους και τής αύτοϋ βασιλείας έργάσαιτο.

, p. 77 : «

il n'y a pas lieu de douter

άντιβολοϋμεν και γραφικαΐς ημάς όδηγηθήναι χρήσεσι προς πλείονα παραδοχήν της ούτω τεχνικώς

άγαν παρά της ^εοσόφοιι σου βασιλείας άπολεπτυνθείσης και διαλευκανθείσης ύγιοϋς υμών δόξης περί της παναγίου Πνεύματος έκ μόνου τοϋ Πατρός έκπορεύσεως.

και τό πανάγιον Πνεϋμα παρά τοΰ Πατρός ύμΐν πέμψοι και δι'

αύτοΰ προς πασαν ύμας όδηγήσειε τήν άλήθειαν, ούτω τε καθελών τό της έχθρας μεσότοιχον,

άντεισαγάγοι τήν είρήνην και δι'

54. J. Darrouzès, Les documents byzantins

de la véracité foncière du compte rendu

nous avons des modèles de dialogues authentiques dans l'ouvrage d'Andronic Camaté-

ros, YArsenal Sacré, l'un entre l'empereur Manuel et les cardinaux, l'autre avec le docteur arrhénien Pierre, dans les années 1167-1169».

»;

Idem, Documents inédits

,

p. 66-67 : «

55. V. Laurent et J. Darrouzès, Dossier grec de l'union de Lyon (1273-1277'), Paris

le patriarche Jean Bekkos avoue apprécier le style de l'auteur [Andro-

1976, p. 49 : «

nico Camatero], mais porte un jugement sur le dialogue entre les cardinaux et l'empe reurqui sert d'introduction au recueil contre les Latins; l'ancien chartophylax était

assez au courant des usages de la chancellerie pour estimer que ce dialogue n'est pas un compte rendu, mais une création littéraire (έπλάσατο) en l'honneur de l'empereur». Segue la citazione, PG 141, 400; Bekkos ribadisce d'altra parte questa sua opinione sul dialogo di Camatero anche altrove (PG 141, 1028B, v. infra).

est évident que ce n'est pas un compte

rendu de conférence pris en sténographie', mais une œuvre de propagande.»

56. Lettera datata 24 maggio 1990 : «II

57. J. Spitkris, art. cit., p. 184; Idem, op. cit., p. 189-190.

58. Και τήν διάλεξιν άγράφως έξαυτομάτου συστασαν, ιδού πρώτην αυτοί κατά ρήμα σχεδόν

άνάγραπτον έκτιθέαμεν. Questa frase si trova alla fine del proemio, Λ/, f. 7V.

20

ANNACLARA CATALDI PALAU

fedeltà le opinioni délia

Concordo interamente con questa opinione, soprattutto dopo aver

analizzato, accanto a questo testo, il dialogo di Nicola Mesarite, ehe ingloba una parte importante del dialogo dell'imperatore con i cardi-

nali latini ae\Y Arsenale Sacro. II

l'impressione di essere un resoconto ideale e di fondere insieme innu-

merevoli testi di quel tipo, riunendo, nella loro forma migliore, le frasi ehe furono probabilmente pronunciate nel corso di occasioni e di incontri simili a questo. Da qui dériva il tono artifîciale e letterario délia composizione : non vi è nessuna variazione tra il linguaggio de

corte su quei problemi,

a

quella data59.

dialogo composto da Camatero dà

ll'imperatore

lingua, di condizione, di edueazione, ehe dovevano intercorrere tra di loro ; l'uniformità del linguaggio è l'indicazione principale ehe si tratta di un testo composto a tavolino, ne d'altra parte vi è alcun cenno, anche minimo, ad una circostanza reale. Ben diverso è il dialogo di Mesarite, ehe, come si vedrà, unisce alla parte teologica, presa pari pari da Camatero, notizie sul suo viaggio a Costantinopoli, sull'attacco di pirati da lui subito, sul comportamento poco riguardoso dei Latini nei suoi confronti ; avvenimenti ehe, nella loro quotidianità, non possono essere ehe resoconto di fatti realmente accaduti. Questi dialoghi costituivano comunque un génère letterario ben definito, e gli studiosi, concordemente, raccomandano cautela nel- l'attribuire loro un valore documentario e storico di una qualche importanza. Se ne conoscono altri dello stesso tipo, ad esempio il dialogo anonimo sulla deposizione del patriarca Muzalon (Nicola IV)60 ed il dialogo supposto di Michèle di Anchialos61; l'editore moderno nel primo caso intitola significativamente il capitolo relativo « Historic itédu dialogue», nel secondo chiama, già nel titolo, il testo « Dialogue

supposé»62.

e quello dei cardinali, nulla indica le differenze di età, di

II. Nicola Mesarite e ^Arsenale Sacro

Corne si è detto, YArsenale Sacro è un'opera inedita ; i frammenti più lunghi ehe ne sono stati inconsapevolmente pubblicati, non sono

59. Cf. J. Darrouzès, Les documents byzantins

,

p. 77;

J. Spiteris, op. cit.,

,

p. 190.

60. Edito da J. Darrouzès, Documents inédits

62.

p. 66-74 (commento) e 310-331

(testo e traduzione). 61 . Edito da V. Laurent et J. Darrouzès, op. cit., p. 45-52 (commento), p. 346-375

(edizione) ; cf. J. Spiteris, op. cit., p. 204.

Cf. note 60, 61 ; cf. anche J. Spiteris, op. cit., p. 189 e s.

LARSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

21

stati stampati come Arsenale Sacro, ma unicamente perché erano inse-

riti in un dialogo composto da Nicola Mesarite (ca. 1163/64-1216/22), un autore appartenente alia generazione successiva ad Andronico

Camatero.

a) Vita ed opere di Nicola Mesarite

Nicola Mesarite era una figura del tutto ignota fino all'inizio di questo secolo63. La scoperta dell'esistenza di questo dotto bizantino si deve ad A. Heisenberg ed agli autori del catalogo dei manoscritti greci della Biblioteca Ambrosiana, Ε. Martini e D. Bassi, i quali, quasi contemporaneamente, alia fine del secolo scorso, trovarono in due manoscritti della Biblioteca Ambrosiana, F 93 sup. (M. e Β. 350) e F 96 sup. (M. e Β. 352), alcuni trattati, dialoghi, lettere e varî brevi testi, opera di Nicola Mesarite, metropolita di Efeso. Sebbene all'inizio non si conoscesse l'identità dell'autore (v. infra), l'intéresse per queste opere era vivissimo perché vi si trovavano due dialoghi datati, rispettivamente, 1206/7 e 1213/14 ; i dialoghi si svol- gevano tra interlocutori greci e latini sui problemi inerenti all'unione délie due Chiese, ed erano suscettibili di contribuire ad aumentare la nostra conoscenza sui rapporti tra papato ed impero di Nicea nei primi anni della sua esistenza.

63. Su Nicola Mesarite cf. principalmente : A. Heisenberg, Analecta. Mitteilungen

aus italienischen Handschriften byzantinischer Chronographen, München 1901, p. 19-39 [da qui in avanti citato Heisenberg, Analecta]; E. Martini -D. Bassi, Un codice di Niccolo Mesarita, Hendiconto dell'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, 1903, p. 3-14; A. Papadopoulos-Kerameus, Νικόλαος Μεσαρίτης, VV 11, 1904,

p.

389-391 ; J. Pargoire, Nicolas Mésaritès, métropolite d'Éphèse, EO 7, 1904, p. 219-

226; Α. Heisenberg, Nikolaos Mesarites. Die Palastrevolution des Johannes Komnenos [Programm des K. alten Gymnasiums zu Würzburg], Würzburg 1907; A. Heisenberg, Die Modestoslegende des Mesarites, Festgabe A. Ehrhard. Beiträge zur Geschichte des

christlichen Altertums und der byzantinischen Literatur, Bonn 1922 (ristampa 1969),

p. 220-226; Idem, Neue Quellen zur Geschichte des lateinischen Kaisertums und der

Kirchenunion. I. Der Epitaphios des Nikolaos Mesarites auf seinen Bruder Johannes, Sitzungsberichte der Bayerischen Akademie der Wissenschaften. Philosophisch-philolo gischeund historische Klasse, 1922, n. 5, München 1922, testo p. 16-72; Idem, Neue Quellen zur Geschichte des lateinischen Kaisertums und der Kirchenunion. II. Die Unionsverhandlungen vom 30. August 1206. Patriarchenwahl und Kaiserkrönung in Nikaia 1208. III. Der Bericht des Nikolaos Mesarites über politischen und kirchlichen Ereignisse des Jahres 1214, Sitzungsberichte der Bayerischen Akademie der Wissenschaft en.Philosophisch-philologische und historische Klasse, 1923, n. 2, Münc'hen 1923, p. 3-

56; n. 3, p. 3-96 [da qui in avanti citati A. Heisenberg, Neue Quellen, I, II, III.]; R.

Janin, Au lendemain

Nicoiao, Encyclopedia Catlolica 8, 1952, col. 751 ; H. -G. Beck, op. cit., p. 666, con biblio- grafia ; H. Janin, Mesarites, 1) Johannes, 2). Nikolaos, LTK 7, 1962, col. 316. J. Spite- ris. art. cit p. 181-186. riunisce la bibliografîa più récente su questo autore.

precisamente p. 14 e s. ; M. Gordii.lo, Mesarites, Giovanni e

22

ANNACLARA CATALDI PALAU

Quasi tutte le opère di Nicola Mesarite sono ora édite e, grazie allo studio di queste, la figura del dotto bizantino è venuta gradualmente in luce. Nicola Mesarite nacque nel 1163/64 circa a Costantinopoli, da una

famiglia appartenente all'aristocrazia, i cui membri frequentavano la corte impériale; il padre, del quale ignoriamo il nome ma conosciamo

il titolo, protasecretis Mesarite, era un giudice, ancora attivo alla corte impériale all'epoca dell'imperatore Andronico I (1183-1185) ; la madré viveva ancora nel 1207. Nicola fu educato insieme al fratello Gio vanni, di circa due anni più vecchio, ed i due fratelli crebbero nella cerchia délia corte; sotto l'imperatore Andronico I Comneno (1183- 1185), Giovanni presto servizio a palazzo, forse ebbe una carica di insegnante ; alla morte dell'imperatore, si ritirô in convento, e tra-

scorse poi

dintorni. Fu richiamato a corte dall'imperatore Alessio III Angelo (1195-1203); mori nel 1207. Nicola Mesarite fu destinato al servizio ecclesiastico ed ebbe le cariche di chierico di Santa Sofia, con la dignité di diacono e la fun-

zione di schevofilace, e di preposto επί των κρίσεων64; dopo l'attacco dei Latini a Costantinopoli nel 1204, durante il quale la sua casa di famig lia fu distrutta, si reco a Nicea, dove ebbe un ruolo importante alla corte dell'imperatore Teodoro I Lascaris ; corne suo inviato si prodigô perché ai Bizantini fosse concesso di eleggere un loro patriarca. Quando infine questo risultato fu ottenuto e Michèle Autoriano fu eletto patriarca nel 1208, Mesarite fu nominato suo referendario65 ; intorno al 1212 divenne metropolita di Efeso ; nel 1214 venne inviato

a Costantinopoli per incontrare il cardinale Pelagio di Albano, legato

del papa ; del suo incontro con il prelato lasciô un resoconto. Mori forse verso il 1220. Vi è un altro personaggio dal nome di Nicola Mesarite (PLP 17938)66, ehe non puô essere il Nicola Mesarite metropolita di Efeso, a causa délia data. Egli è noto infatti per aver vergato il manoscritto

un lungo periodo in varî monasteri nella capitale e nei

Val. gr. 690, contenente Aporie délia Sacra Scrittura di Michèle Glica,

datato a.

μη(νί)

νο(εμβ)ρ(ίω) ίν(δικτιώνος) η'67, nonchè per aver donato il manoscritto

το παρόν βιβλίον δια χεφό(ς) έμοΰ

Νί.κολ(ά)ου του Μεσαρίτου * μηνί και

1279 (f. 260) : Έτελειώθη

ίνδικτιώνος η' · έτους ,ςψπη'

64. Su quanto segue cf. J. Pargoire, Nicolas Mésaritès

ecclesiastiche cf. J. Darrouzès, Recherches sur les ΟΦΦΙΚΙΑ

, p. 219. Sulle cariche

, p. 314-318 e p. 377-378.

65. Su questa carica cf. ibidem, p. 373-374.
66.

E. Trapp, Prosopographisches Lexikon der Palaiologenzeit, Wien 1980

,

s. υ.

67. Questa sottoscrizione è pubblicata da A. Turyn, Codices Graeci Vaticani saeculis

XIII et XIV scripli annorumque nous instructif Città del Vaticano 1964, p. 57, tav. 33, 168b, con bibliografia.

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

23

Sinaiticus 1641 alla chiesa dell'Arcangelo Michèle di Ioannina,

insieme a Costantino Melita : εδόθη το παρόν νομοκανόνιον εις τον ναόν του μεγάλου αρχιστρατήγου της επισκοπής 'Ιωαννίνων παρά των μεγαλεπιφανε- στάτων έν Κυρίω ημετέρων τέκνων αγαπητών, του τε Μελιτα κυροΰ Κων σταντίνου και του Μεσαρίτου κυροϋ Νικολάου. Questo manoscritto è data- bile prima dell'anno 1319 68 ; bisogna dunque fîssare le date di questo Nicola Mesarite tra il 1279 ed il 1319, circa un secolo dopo il Nicola Mesarite di cui ci occupiamo qui. Mesarite non ha lasciato una grande produzione letteraria. Le sue opère, quanto meno quelle finora conosciute, sono per lo più conte- nute nei due manoscritti délia biblioteca Ambrosiana, F 93 sup. (M. e

B. 350) e F 96 sup. (M. e Β. 352), ehe originariamente costituivano un

unico manoscritto, databile al 13° secolo69, e nei manoscritti Mos-

quensis Synod, gr. 240 (Vladimir), 14° secolo, f. 2-19, e Mosquensis Synod, gr. 250 (Vladimir), 17° secolo, f. 471-484 [copia del précédente], ehe contengono il dialogo tra il metropolita di Efeso ed i cardinali latini nei quale sono state inserite parti dell' Arsenale Sacro. Un altro manoscritto, Athous Iber. 382, 15° secolo, contiene il dialogo del 1206/7 (ν. infra); un estratto dello stesso dialogo è contenuto nei

manoscritto Mosquensis Synod, gr. 393 (Vladimir),

f. 190-192, copiato dal manoscritto del monte Athos; il manoscritto

Vindob. Phil. gr. 107, databile alla seconda meta del 16° secolo, contiene due lettere di Nicola Mesarite70.'

15°- 17° secolo,

Fra

le sue opère si segnalano :

— una narrazione délia rivoluzione di Giovanni Comneno contro l'imperatore Alessio III Angelo (1195-1203), operetta databile agli inizi del 13° secolo (ca. 1201) 71 ;

68. I motivi ehe indieano questa datazione sono spiegati in E. Chrysos, 'Ιστορικά

στοιχεία για τήν "Ηπειρο σε σημείωμα τοϋ κώδικα Cromwell 1 1 , Ήπεφοτικά Χρονικά 22 ,1980,

ρ. 58-65, precisamente p. 64.

Descrizione di questi manoscritti in E. Martini - D. Bassi, Catalogus codicum

Graecorum Bibliothecae Ambrosianae, Mediolani 1906, p. 405-408; il manoscritto Ambr.

F 93 sup. (M.eB. 350)

A. Heisenberg, Nikolaos Mesarites. Die Palastrevolution

Ambr. F 96 sup. (M. e B. 352) è inoltre descritto in A. Heisenberg, Analecta, p. 20-39, con rettifiche in E. Martini - D. Bassi, art. cit., p. 4-7.

è inoltre descritto in E. Martini - D. Bassi, art. cit., p. 7-14 e in

p. 6-13; il manoscritto

69.

,

70. II. Hunger, Katalog der griechischen Handschriften der Osterreichischen Nationalb

ibliothek, Teil 1. Codices Historici, codices Philosophici et Philotogici, Wien 1961, p. 212-

213.

71. Il testo è edito da A. Heisenberg, Nikolaos Mesarites. Die Palastrevolution

p. 19-49,

p.

Choniatae Orationes et Epistulae, Berlin - New York 1972, p. 1011215; 104n-10529) ed è st.ato tradotto in tedesco da E. von Ivanka (ed.), Niketas Choniates. Die Kreuzfahrer erobern Konstantinopel. < Ira ζ - Wien - Köln 1958, p. 265-320.

dal codice Ambr. F 96 sup. (M. e Β. 352), f. 17-31V ; recensione in BZ 17, 1908,

177. Questo episodio è narra to anche da Niceta Coniate (I. A. van Dieten, Nicelae

24

ANNACLARA CATALDI PALAU

— un encomio diretto all'imperatore Alessio III Angelo (inedito);

— alcune lettere di supplica indirizzate all'imperatore Teodoro I

Lascaris, a sua moglie, impératrice Anna, ed a suo figlio, alla morte del patriarca Giovanni X Camatero (1206), nelle quali si chiede loro di appoggiare l'elezione di un nuovo patriarca, greco, in contrapposi- zione al patriarca latino, ehe i Greci non riconoscevano 72 ;

— il resoconto di una missione di Mesarite, ehe accompagné Irene,

figlia dell'imperatore Teodoro I Lascaris, aile nozze con Costantino

Doukas73;

— l'epitafio composto per la morte del fratello Giovanni, databile

al 1207 74;

— due dialoghi, datati rispettivamente 1206/7 e 1213/14, nei quali

vengono riferiti gli incontri ehe ebbero luogo tra Greci e Latini per appianare le controversie tra le due Chiese 75. Nel dialogo datato

1213/14 è contenuto il lungo estratto dal dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini dell' Arsenale Sacro di Andronico Camatero ;

— una ekfrasis della chiesa degli Apostoli a Costantinopoli 76 ;

— alcune vite di santi, parzialmente conservate, una délie quali, la vita del martire Modesto, édita 77 ;

due lettere 78.

72.

Le lettere sono édite da A. Heisenberg, Neue Quellen, II, p. 25-35, dal mano-

, p. 18.

scritto/lmèr. F 96 sup. (M. e B. 352), f. 187-190v; cf. R. Janin, Au lendemain

73.

Taie resoconto è inedito e si trova nei f. 32V-35V del codice Ambr. F 93 sup. (M. e

B. 350).

74. L'epitafio è edito da A. Heisenberg, Neue Quellen, I, testo p. 16-72, dal codice

Ambr. F 96 sup. (M. e B. 352), f. 156-181.

75. I due dialoghi sono editi da A. Heisenberg, Neue Quellen, II, testo p. 15-25,

e B. 350), f. 7-28v.

76. Questa ekfrasis si trova nei f. 79-82, 84-89 del codice Ambr. F 93 sup. (M.

e

il

24-26; poi édita interamente, con traduzione, dallo stesso autore, Grabeskirche und

dal codice Ambr. F 96 sup. (M. e B. 352), f. 182-186V ; Neue Quellen, III, testo p. 6-54,

dal codice Ambr. F 93 sup. (M.

B. 350), e nei f. 1-15, 38-40 del manoscritto Ambr. F 96 sup. (M. e B. 352); manca

titolo, il testo inizia mutilo ; è stata parzialmente édita da A. Heisenberg, Analeda,

p.

Apostelkirche. Zwei Basiliken Konstantins. II. Die Apostelkirche in Konstantinopel, Leip

zig1908, p. 10-96; nuovamente édita da G. Downey (ed.), Nikolaos Mesarites. Descrip tionof the Church of the Holy Apostles at Constantinople, Transactions and Procee

dingsof the American Philological Society 47, 6, 1957, p. 855-924; testo p. 897-918.

77.

A. Heisenberg, Die Modestoslegende des Mesarites

,

p. 220-226, dal manos

critto

Ambr. F 96 sup. (M. e B. 352), f. 148-155; BUG 1299m.

78. Le due lettere si trovano nei manoscritti Vindob. Phil. gr. 107 e Ambr. F 96 sup.,

f. 45, f. 43V. L'una è édita da Basii.io, métropolite di Anchialos, Δύο έπι,στολαί των

μεταγενεστέρων Βυζαντιακών χρόνων, 'Ημερολόγιου της 'Ανατολής του έτους 1886, ρ. 179-183,

ρ.

S. Lampros, Νέος κώδι,ξ τοϋ Νικολάου Μεσαρίτου, Νέος Έλληνομνήμων 1, 1904, ρ. 412-415,

ρ. 414.

181-183; l'altra, tratta dal codice Vindob. Phil. gr. 107, è édita parzialmente da

LARSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

25

b) Dialogo datato 1213/14 : argomenlo

Questo dialogo è stato edito per la prima volta nel 1892, dal codice Mosquens. Synod, gr. 240 (Vladimir)79 senza ehe l'editore conoscesse la

vera identità dell'autore ; nel codice infatti il dialogo ha il titolo : Too 'Εφέσου 8ίάλεζίς μετά των πρέσβεων του πάπα60. In seguito, Ιο studioso russo Α. Spasskij scopri ehe il nome dello

Efeso era

sconosciuto

apposta, insieme ad altri fîrmatari, in uno scritto sinodale del 1213 81. Successivamente, uno studioso tedesco, mettendo insieme i tasselli del «puzzle», arrivava al nome di Nicola Mesarite, metropolita di Efeso82.

metropolita

di

Nicola, da

una sua

firma

Il

soggetto

del

dialogo

è

stato

riassunto

da

W.

Norden83 e

R. Janin84.

Alcuni anni dopo, A. Heisenberg dette una nuova edizione del dia dal codice Ambr. F 93 sup. (M. e B. 350), l'unico manoscritto ehe

logo

contenga questo testo completo (nel codice di Mosca manca l'inizio). I primi fogli (f. 7-10) sono estremamente rovinati ; da quanto resta del testo si arguisce soltanto ehe vi è contenuto il discorso di un vescovo ai suoi diocesani, tenutosi ad Efeso85. Il dialogo, del quale riassumerô l'argomento, non è veramente un dialogo ma un racconto, ed ha una struttura complessa. La narrazione degli avvenimenti non è cronologica, ma inizia in médias res ; ha la forma di un resoconto, in prima persona, tenuto dal metropolita di Efeso ai suoi diocesani, riguardante le peripezie da lui vissute durante la sua assenza dalla città.

79. Vladimir, Archimandrita, Catalogo sislematico dei manoscritti délia Biblioleca

Sinodale di Mosca (in russo), Mosca 1894, p. 342.

80.

Editore : Vescovo Arsenij Ivascenkov, Disputa inedita di un metropolita di

Efeso (in russo), Sitzungsberichte der Gesellschaft der Freunden geistlicher Aufklärung (Tcheniia Obchtch. Lioub. Doukh. Prosv.), p. 1-83, 1892 (marzo-luglio ; settembre- dicembre), 1893 (gennaio-febbraio), riedito, dallo stesso autore, col titolo : Nikoego mitropolita Ephesskago XIII vieka, neïzdannoe doselié proïzvedenie, Mosca 1893.

81. Α. Spasskij, VV 10, 1903, p. 679-683 (articolo in russo), recensione dell'edizione

del dialogo datato 1213/14, ad opera del vescovo Arsenij. II dialogo era stato pubblicato come opera di un anonimo metropolita di Efeso. La decisione sinodale cui si fa riferi-

mento riguardava la figlia dell'imperatore Teodoro I Lascaris, data in sposa al re degli

Armeni, ed era stata pubblicata da A. Pavlov, Scritti sinodali del 1213

VV 4, 1897, p. 160-166, testo della lettera sinodale p. 164-166. Cf. F. Dölger, Regesten, n" 1213.

82. E. Kurtz, Drei Synodalschreiben des Metropoliten von Ephesos Nikolaos Mesa-

rites (in russo), VV 12, 1906, p. 99-111 ; i decreti sono datati 1216.

(in russo),

83. W. Norden. Das Papsttum und Byzanz, Berlin 1903, p. 215-223.

84. B. Janin. Au lendemain

,

p. 198-202.

26

ANNACLARA CATALDI PALAU

La parte saliente délia narrazione è costituita dal racconto della missione affidata a Mesarite nel 1213/14; il metropolita di Efeso è stato inviato a Costantinopoli ad incontrare i legati papali, guidati dal cardinale Pelagio di Albano, per discutere con loro le differenze teolo-

giche tra le due Chiese ; al ritorno, i legati, accompagnati da Mesarite, si fermano ad Eraclea Pontica dove incontrano l'imperatore.

A questo punto viene introdotto il dialogo di Mesarite con i cardi-

nali latini, tratto daWArsenale Sacro. La digressione, provocata dal- l'imperatore ehe chiede a Mesarite di riferirgli il risultato delle di- scussioni tenutesi a Costantinopoli, si inserisce bene nella struttura del racconto ; per soddisfare l'intéresse del sovrano, i partecipanti a quelle discussioni (Mesarite ed i cardinali latini) ne riprendono gli argomenti principali in sua presenza. Si tratta di un racconto nel

racconto, poichè Mesarite, uno degli interlocutori, riferisce poi l'intero dialogo ehe si è svolto davanti all'imperatore ai suoi diocesani. Questa parte di testo ha una taie preponderanza, sia formale ehe concettuale, rispetto al resto della narrazione, ehe ha dato il nome di «dialogo» all'intero brano.

Il metropolita di Efeso si scusa con i suoi diocesani per la lunga assenza,

(p.

dovuta alla convocazione a Nicea da parte deU'imperatore, e dà inizio al resoconto degli avvenimenti 86.

6-13) : Mesarite incontra l'imperatore Teodoro I Lascaris a Nicea ; ha

luogo una prima discussione tra i Latini e l'imperatore, alla quale Mesarite stesso prende parte, suscitando l'ammirazione générale. La disputa sorge per ché il patriarca Michèle Autoriano non è d'accordo con quanto deciso in pre-

cedenza dall'imperatore Manuele Comneno riguardo al detto apostolico Pater

major me est (Joh. 14 : 28), e chiede all'imperatore la correzione delle decisioni prese durante il passato sinodo a questo riguardo.

(p.

1315-184) : Nicola Mesarite réfuta le proposte di Autoriano, utilizzando

185-217) : Arrivano i legati da Roma, proponendo la pace e l'unione

argomenti di Damasceno, De fide orthodoxa (v. infra).

(p.

delle due Chiese ; dopo essersi incontrati con l'imperatore a Nicea, proseguono per Costantinopoli. L'imperatore decide di inviare nella capitale Nicola Mesar ite in qualité di suo rappresentante, per proseguire i colloqui con i Latini. Mesarite salpa ma, durante il viaggio, viene attaccato dai pirati ; si salva, tuttavia, e giunge infine a Costantinopoli, dove incontra il cardinale Bened etto, ehe già conosceva (cf. il dialogo datato 1206).

218-2310) : Dapprima Nicola Mesarite viene ricevuto dal cardinale Pela

giodi Albano, ehe è a capo della legazione latina, con gli onori ehe si conven- gono al suo grado ed invitato a cena, ma durante un successivo incontro Mesarite si offende perché il cardinale non si è alzato per riceverlo. Tra Mesar iteed il cardinale vi è uno scambio di battute : il cardinale gli mostra la sua scarpa purpurea, Mesarite di rimando gli mostra la sua, non purpurea ma grigia all'esterno, mentre la porpora si trova soltanto all'interno, corne si addice al comportamento modesto ehe deve osservare un uomo di chiesa.

(p.

86. I riferimenti sono aile pagine ed aile righe (poste in esponente) dell'edizione di A. Heisenberg, Neue Quellen, III.

l'arsenale sacro di andronico camatero

27

(p. 23n-2628) : Prima dell'inizio délie discussioni tra Mesarite e il cardinale

Pelagio, si presentano i monaci Nazirei, ehe chiedono al cardinale latino la conservazione di alcuni loro privilegi. Pelagio acconsente a quanto da loro

richiesto. Si interrompe la seduta.

2629-27e) : Qui vi è una parentesi personale ; Nicola Mesarite rende gli

onori funebri alla madré morta in precedenza, e la seppellisce nella tomba di

famiglia. (p. 277-2830) : II cardinale affronta la questione degli azimi ; Nicola Mesarite inizia la discussione con esempi tratti dalla Bibbia.

2831-3225) : II metropolita di Efeso inserisce poi nel testo un lungo brano

tratto da Gregorio di Nazianzo ; sono cinque paragrafi ehe riprodueono il

testo dell'orazione In sanctum Pascha (PG 36, 640Cl2-648Cl5), inc. : Δια τοϋτο λαμβάνεται πρόβατον μεν, expl. : και 8ος άπόκρισιν άνδρικήν (ν. infra).

(p.

(p.

(ρ.

3226-3415) : Mesarite riprende a narrare il suo viaggio di ritorno a Nicea,

accompagnato dai legati e da un interprète ; dopo varie avventure di viaggio, essi arrivano, sfuggendo ai pirati, ad Eraclea Pontica dove incontrano l'impe- ratore. Il sovrano li rieeve subito, ansioso di sentire i resoconti dei colloqui di

Costantinopoli. (p. 3416-468) : A questo punto si inserisce la lunga digressione ehe ingloba parti del dialogo dall' Arsenale Sacro. Nicola Mesarite e i legati iniziano, davanti all'imperatore, la discussione ehe verte sulla situazione délie due Chiese, cominciando dalla questione del Primato délia Chiesa romana. Sono quindiei paragrafi tratti dall' Arsenale Sacro di Andronico Camatero, inc. : Της τών 'Ρωμαίων άγιας εκκλησίας, expl. : παναγίου Πνεύματος δύναμιν παρεμφαίνουσα (Ed. Heisenberg87 [da qui in poi citato H], p. 3416-p. 468; Monac. gr. 229 [= M], f. 9v-24). Il passo riguardante il Primato è riprodotto integralmente (H, p. 3416-p. 3535 = M, f. 10-11); i cinque fogli ehe seguono (quale fu la 36426causa =delloM, f.scisma,11-13). diSostanzialmentechi ne fu la colpa)Mesaritesono siriassuntilimita adin accusarepoche righei Latini(H, di avère causato lo scisma ; essi hanno seminato la zizzania, sostenendo ehe lo Spirito Santo procedeva anche dal Figlio, affermazione ehe pone due principî allô Spirito Santo e distrugge quindi la Trinità. Viene poi riprodotto quasi integralmente il passo in cui vengono descritte le propriété délia Trinità, divise in propriété fisiche ed ipostatiche (H, 3626-

3720 _ m

13-13V). Il testo contenuto nei f. 14-14V, in cui i cardinali obiet-

tano ehe Cristo ha la stessa gloria del Padre e non puô quindi essere privato di

alcune qualité del Padre, quale lo spirare lo Spirito Santo, è omesso. Seguono quasi parola per parola i passi ehe riportano le obiezioni dei Latini basate su frasi tratte dalle Scritture (v. supra) e le relative confutazioni dell'imperatore (H , 3722-397 = M, f. 15-16) ; il testo dei f. 16V-18, contenente la discussione sui detti εγώ και é Πατήρ εν εσμεν ( Joh. 10 : 30) ed εγώ εν τω Πατρί και 6 Πατήρ εν εμοί (Joh. 14 : 11), nonchè l'argomento sul Figlio immagine del Padre, sono interamente omessi. Da qui in poi il testo di Mesarite segue più ο meno fedelmente il testo di Camatero ; è riportato il sofisma sullo Spirito Santo

délia verità (H,

poi

sopra ricordati, essendo la corrispondenza tra Heisenberg (H) e M : H, 3933-

41*42» =27 M,= M,f. f.19-19V;21 ; H, H,4228-431741431 == M,M, f.f .2120v ;; H,H, 4323-4464131-42U= =M,M,f. 22f . ; 20vH, ; A41-H,

4432 = M

f

39832 = M,

f. 18V),

seguono, uno a uno,

4519-468 = M,

gli argomenti

f . 23v-24.

f

22V ; //,

4433-4519 = M,

f. 23-23v ; H,

46925) : Si chiude la digressione, e Mesarite continua, inserendo nella sua

prosa un'ultima frase tratta da Camatero : avrebbe voluto aggiungere alcune

(p.

28

ANNACLARA CATALDI PALAU

citazioni dei Padri della Chiesa per appoggiare i suoi argomenti (M, f. 24 :

προς τας των πατέρων γνώμας ώς εις όχυρόν κρησφύγετον καταφεύγομεν), ma l'ora

tarda glielo impedisce. L'imperatore non concede la vittoria a nessuno dei due interlocutori.

(p. 4626-4715) : Gli inviati rientrano a Bisanzio, Mesarite torna a Nicea, con

un viaggio ricco di peripezie. Giunto in città, si lamenta per la disattenzione del patriarca nei suoi confronti.

4716"31) : Mesarite si ferma a Nicea ad aspettare il ritorno dell'impera-

tore dal paese dei Paflagoni ; l'imperatore vi torna per breve tempo, per spo- sarsi con una principessa armena. Dopo le feste nuziali, Mesarite decide di tornare alla sua sede di Efeso. Segue il racconto della situazione ehe egli trova arrivando ad Efeso, e la narrazione di altre sue vicende personali (p. 4732-5421).

(p.

c) Nicola Mesarite plagiatore

L'opéra di Nicola Mesarite fu tenuta in grande considerazione da A. Heisenberg ; lo scopritore del dotto bizantino, primo editore di moite délie sue opère, ne lodô a più riprese la dottrina e l'originalità88. Dopo di lui, molti studiosi convennero del valore di scrittore e di teologo di Nicola Mesarite, ed effettivamente non c'era motivo di sostenere una tesi diversa. Erano specialmente apprezzati i suoi dia- loghi, per le notizie ehe fornivano su di un periodo poco conosciuto e poco documentato ; il dialogo del 1213/14 fu utilizzato sia da W. Nor den89 ehe da Α. Α. Vasiliev90 per la storia di quegli anni, mentre P. L'Huillier91 fondô quasi interamente sul dialogo del 1206/7 un suo articolo sui rapporti tra Greci e Latini dopo la conquista di Costanti- nopoli. Da ultimo, lo studioso J. L. van Dieten, pur tenendo conto del libro di J. Spiteris, in cui veniva affermato ehe aleuni degli argomenti

88. Heisenberg sostenne ehe tanto grande doveva essere il prestigio di Giovanni e

Nicola Mesarite, ehe Niceforo Blemmide si era probabilmente ispirato al fratello di Nicola, Giovanni, prendendone la vita a modello ; cf. A. Heisenberg, Analecta, p. 36 :

«An dem Beispiel des Nikephoros Blemmydes erkennen wir das deutlich ; auch litera risch hat dieser das Leben des Johannes Mesarites zum Muster genommen und seine Autobiographie unter dem Eindruck des Epitaphios geschrieben. Freilich lässt sich das nicht mit Hilfe der bekannten ' Nachahmungen ' erweisen. Wort und Satz gehören dem Blemmydes allein, aber es weht in beiden Schriften der gleiche geistige Hauch, dieselbe

theoretische Ablehnung alles Weltlichen, das gleiche oft leidenschaftliche Interesse an den Händeln der Welt

89. W. Norden, op. cit., p. 215-223.

90. A. A. Vasiliev, Mesarites as a source, Speculum 13, 1938, p. 180-182. Questo

storico utilizzo alcuni riferimenti contenuti nel dialogo per chiarire le tensioni tra Teo-

doro I Lascaris ed i suoi rivali Alessio Comneno, imperatore di Trebisonda, ed il fratello Davide.

91. P. L'Huillier, La nature des relations ecclésiastiques gréco-latines après la

prise de Constantinople par les Croisés, Akten des XI. int. Byzantinistenkongresses Münc

hen 1958 (herausgegeben von F. Dölger und H. -G. Beck), München 1960, p. 314-320.

LARSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

29

utilizzati da Mesarite derivavano da\Y Arsenale Saero di Camatero92, non si rese conto ehe non si trattava, da parte di Mesarite, semplice- mente di subire l'influenza di Camatero, ο di utilizzarne le idee, ma di copiare puramente e semplicemente interi brani de\V Arsenale Sacro, ciô ehe noi chiameremmo un vero e proprio plagio93. Il valore ehe lo

studioso riconosce a Mesarite, ritenendolo il nostro unico informatore sul dialogo ehe si svolse nel 1214 tra il legato papale cardinale Pelagio

di Albano e lo stesso Nicola Mesarite, metropolita di Efeso (p. 94 :

«Mesarites, unsere einzige Quelle für dieses Gespräch

essere riconsiderato, per lo meno per quanto riguarda la parte teolo- gica, una volta accertato ehe questa proviene, quasi parola per parola, da un'opera composta circa mezzo secolo prima. L'originalité di Nicola Mesarite ed il suo valore come osservatore di avvenimenti important! per la storia di quel periodo, ο la sua compe- tenza in materia teologica, non sono dunque mai state messe in dub- bio. Tuttavia, già proprio Heisenberg aveva notato ehe i par. 26-30 del dialogo del 1213/14, nel passo in cui era trattata la questione degli azimi, riproducevano una parte dell'orazione In Sanctum Pascha di Gregorio di Nazianzo94. Questa osservazione non fu ripresa da nes-

deve ora

»),

suno degli studiosi ehe in seguito studiarono i testi di Nicola Mesarite ;

in ogni caso, non si poteva propriamente parlare di plagio, ma sem

plicemente

dichiarato apertamente di stare utilizzando un testo non suo. Cosi infatti egli introduce il testo di Gregorio di Nazianzo (ed. Heisen

berg= //, 2827"30) : και ήμεΐς έκ της θεολογικής δέλτου του Γρηγορίου του έν άγίοις και σοφωτάτου ταμειουλκοΰντες απομνημονεύματα, τήν έγκεκρυμμένην

τω γραμματι κατά λόγον μυστικόν τε και ένθεον θεωρίαν οΰτω πως διεσαφή-

σαμέν τε και διηρθρώσαμεν. L'introduzione délia lunga citazione è giustificata dal fatto ehe gli

di una lunghissima citazione, giacchè Mesarite aveva

92. J. Spiteris, La critica bizanlina del Primate Romano nel secolo XII, Roma 1979,

precisamente p. 191 n. 51, e p. 295.

93. J. L. van Dieten, Das lateinische Kaiserreich von Konstantinopel und die

Verhandlungen über kirchliche Wiedervereinigung, The Latin Empire. Some contribu tions,Hernen 1990, p. 93-125, precisamente p. 104 : «Die Argumentation der Mesa-

rites-Brüder war nicht ganz neu, sondern

entwickelt bzw. zum ersten Mal so formuliert worden. Es ist der Fundus der Primatsk ritikder Hiera Hoplothiki des hohen Staatsbeamten und Kontroverstheologen Andro-

nikos Kamateros

und Johannes Kamateros

os

p. 108 : «Nikolaos Mesarites, nahezu wörtlich nach Andronikos Kamateros, sagte

im letzten Viertel des 12. Jahrhunderts

»;

p. 106 : « Die Mesaritai betonen in der Nachfolge des Andronikos

»;

p. 107 : «Mesarites verweist mit Andronikos Kamater

»;

»;

«Züsatlich führt er noch aus (wiederum mit Andronikos Kamateros)

94. Gregorii Theologi, In Sanctum Pascha, PG 36, 64OC12-648C15, ine. : Δια τοϋτο

λαμβάνεται πρόβατον μεν, expl. : και δός άπόκρισιν άνδρικήν. Cf. A. Heisenrerg, Neue Quell

en, III, p. 77-78 : «der ganze Abschnitt

tum Pascha

ist wörtlich aus der Rede Gregors In sanc

abgeschrieben

30

ANNACLARA CATALDI PALAU

interlocutori di Nicola Mesarite sono Latini, probabilmente poco famigliari con l'opéra del teologo greco, e per questo bisognosi della spiegazione (διεσαφήσαμεν) e della argomentazione (διηρθρώσαμεν) del dotto metropolita ; segue infatti il testo di Gregorio di Nazianzo, tra- scritto fedelmente, quasi senza variazioni ; Mesarite poi cosi chiude la citazione (//, 3226~29) : Εΐπον αν έκ των θειογραφικών υπομνημάτων και ετερ' άττα του σκιογραφικοΰ νόμου και γεώδους άποδίΛστώντα ύμας, άλλ' ϊνα μή το του λόγου κατακορές έκπολεμώση τας υμών άκοάς, ιδού την έμήν σχάζω

γραφίδα.

Un certo tempo dopo, M. Gordillo, in un articolo sulla genuinità

dell'opuscolo attribuito a Ps. Fozio : Προς τους λέγοντας ως -η 'Ρώμη θρόνος πρώτος95, notô ehe aleuni paragrafï di questo opuscolo erano stati introdotti, quasi parola per parola, nel dialogo datato 30 agosto 1206 di Nicola Mesarite96. Gordillo utilizzô questo dato come prova ehe l'opuscolo non era

attribuibile a Fozio, ma era bagaglio comune a tutta la

critica al

Primato romano del secolo 12°, senza dare molta importanza al- l'utilizzazione letterale di quel testo da parte di Mesarite ; al contrar io,lo studioso faceva notare ehe, poichè Mesarite si era dimostrato originale nei suoi argomenti sulla processione dello Spirito Santo, pro

babilmente

inoltre ehe il dotto bizantino era coerente con se stesso, in quanto i suoi argomenti sul Primato romano erano uguali sia nella disputa del 1206/7 ehe in quella del 1213/14 con il cardinale Pelagio98. Conclu-

lo era anche quando discuteva del Primato97; osservava

95. M. Gordillo, Photius et Primatus Romanus. Num Photius habendus sit auctor

opusculi Προς τους λέγοντας ώς ή 'Ρώμη θρόνος πρώτος?, OCP 6, 1940, ρ. 7-39; cf. anche

J.

Mesarites

p.

, p. 85-88 ; J. Spiteris, I dialoghi di Nicolas

La corrispondenza era precisamente tra Ps. Fozio (éd. M. Gordillo, art. cit.,

24, par. 1-5), inc. : Ει ή 'Ρώμη ότι έδέξατο τον κορυφαΐον έπίσκοπον, expl. : άπαιδευσίας

Darrouzès, Les documents byzantins

96.

,

p. 183.

βούλεται, e Mesarite (ed. Heisenberg, Neue Quellen, II, p. 24135), ine. : "Ακουε δ' ούτω και κατ' ενστασιν σήν, ει ή 'Ρώμη, δτι έπίσκοπον τον κορυφαΐον έδέξατο, expl. : άμαθίας βεβούληται. Ancora, Ps. Fozio (ed. M. Gordillo, art. cit., p. 24-25, par. 6), inc. : Γαλιήνου γαρ τοϋ τα Ελλήνων θρησκεύοντος, expl. : της χρείας βοαζομένης, e Mesarite (ed. Heisen berg,Neue Quellen, II, p. 2227-234), ine. : ίστόρηται γαρ ώς Γαλιήνου τοϋ και 'Αυρηλίου τα Ελλήνων θρησκεύοντος, expl. : της χρείας ού βιαζούσης. Queste somiglianze tra i due testi erano già state notate da M. Jugie, Theologia

Dogmatica Christianorum Orientalium, IV, Parisiis 1931, p. 342, e Idem, Primauté dans les Églises séparées d'Orient, DTC 13, 1936, col. 372, corne cita lo stesso Gordillo, art. cit., p. 26 n. 1.

97. M. Gordillo, art. cit., p. 26 : «Quum enim Nicolaus Mesarites suis cum latinis

disputationibus aliorum dicta non usurpet, ne quidem sermonem miscens de proces

sioneSpiritus Sancti

Heisenberg, p. 36-43].

[segue il riferimento ai par. 36-46 del dialogo del 1213/14, ed.

98.

Vi è inoltre corrispondenza di argomenti tra il dialogo al quale paftecipo Gio

vanni, fratello di Nicola Mesarite, edito in A. Heisenberg, Neue Quellen, I, p. 52-62,

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

31

deva quindi ehe probabilmente l'opuscoletto da lui studiato doveva

essere opera di un ignoto compilatore del 13° secolo, ehe si sarebbe servito del testo di Mesarite.

ehe il testo di Mesarite nel

In seguito, J.

Spiteris si rese conto

dialogo del 1213/14, nel passo in cui trattava del Primato délia Chiesa

romana, era una parte del dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini âe\V Arsenale Sacro di Andronico Camatero". Spiteris credeva ehe il testo copiato si limitasse ai paragrafi 34-35 dell'edizione di Heisenb erg100, corrispondenti, nel manoscritto Monac. gr. 229, ai f. 10r-llv; l'autopsia del codice mi ha dato modo di constatare ehe le parti eopiate da Mesarite sono molto più lunghe di quanto J. Spiteris pen sasse101 e eomprendono non solo tutta la diseussione sul Primato délia Chiesa romana, ma anche quella sulla proeessione dello Spirito Santo,

e precisamente i paragrafi 34-49 dell'edizione di Heisenberg (da p. 3416

a p. 468), corrispondenti ai f. 10-24 del manoscritto Monac. gr. 229; in pratiea, tutta la parte dottrinaria del dialogo di Mesarite.

Qui

si

deve parlare

di vero

e proprio

plagio, perché in nessun

momento Mesarite indica ehe il testo ehe seguirà è quello dell' Arsenale Sacro. Il testo di Camatero viene introdotto cosi (//, 3412~15) : και οι πρέσβεις το δοξομανεΐν έχοντες σύμφυτον, το βασιλικώς και κατ' ευθείαν απ'

αφέντες πορεύεσθαι, περί πρωτείων της πρώτης καθέδρας

της του λόγου προτάσεως, ούτω και λέξαντές. Segue il testo di Andronico

Camatero, inc. : Της των 'Ρωμαίων αγίας εκκλησίας, e continua per ben

dodici pagine, fino a p. 468, expl. : παναγίου Πνεύματος δύναμιν παρεμ- φαίνουσα (Μ, f. 10-2.4). La prima parte discute la questione del Pr imato romano (//, par. 34-35) ; la seconda affronta il problema délia proeessione dello Spirito Santo (//, par. 36-49).

αυτής

έμάχοντο

certo ehe fu Mesarite a copiare Andronico Camatero e non vice-

versa ; la data délia composizione dell' Arsenale Sacro è infatti unani-

mamente accettata, salvo differenze di pochi anni, e situata tra il 1166 ed il 1170, circa cinquant'anni prima délia composizione del dialogo di Nicola Mesarite102.

È

È possibile ehe anche i paragrafi 4-10 (H, p. 11M84) di questo dia di Mesarite siano stati non dirô copiati, ma quanto meno ispirati

logo

da un altro autore ; commentano il detto ό Πατήρ μείζων μου έστιν (Joh.

ed il dialogo al quale partecipô Nicola Mesarite,

spondenza letterale con l'opuscolo dello Ps. Fozio è solo tra questo ed il dialogo del

la corri-

edito in //, p. 15-25;

ma

1206.

99. J. Spiterîs, I dialoghi di Nicolas Mesarites

p. 183.

,

100. //, p. 34-36.

101. J. Spiteris, art. cit., p. 184 n. 14 : «Le parti ehe corrispondono alla lettera nei

due autori sono : per il Mesarite ed. Heisenberg, Neue Quellen, III, 34-36 (nn. 34-35); per Andronico Camateros Arsenale Sacro', Cod. Monac. gr. "229, f. 10r-llv

p. 74, e note ; J. Spiteris, art. cit.,

p. 184, f v. supra.

102. J. Darrouzès. Les documents byzantins

32

ANNACLARA CATALDI PALAU

14 : 28), argomento del sinodo tenuto nel 1166, presieduto dall'impe- ratore Manuele Comneno, al quäle aveva partecipato anche Andron icoCamatero (v. supra). Vi si narra come il patriarca Michèle Auto- riano, non concordando con alcune delle decisioni prese durante questo sinodo, domando a Teodoro I Lascaris di cambiarle ; Mesarite

difende l'ortodossia delle decisioni ehe furono prese a suo tempo, e lo

fa utilizzando liberamente Giovanni Damasceno, De fide orthodoxa,

III, 17-21 = Kotter 61-65 103; non

si puo tuttavia parlare di plagio,

perché di Damasceno egli cita due volte il nome104. Gli argomenti di

cui Mesarite si serve sono quelli di Giovanni Damasceno, ed in alcuni punti si ha l'impressione di una parafrasi del testo105. Se da un dialogo ehe comprende circa 47 pagine stampate (ed.

le pagine

2831-3225, ehe riportano un testo di Gregorio di Nazianzo, e le pagine 3416-468 ehe hanno un testo di Andronico Camatero, nonchè, almeno per la novità del pensiero, le pagine 11M84, ehe richiamano un testo

Heisenberg,

da p. 6 in

fondo a

p. 54,

a

meta), si tolgono

di

Giovanni Damasceno, rimane ben poco da attribuire allOriginalità

di

Nicola Mesarite, quanto meno per quanto riguarda la parte teolo-

gica e dottrinaria ; certamente, una volta accertato ehe Mesarite uti- lizzô per la parte specificamente religiosa del suo dialogo un testo scritto da Andronico Camatero circa mezzo secolo prima, e ehe non si limitô a questo, attingendo anche ad altri autori, non si puô ehe consi- derare con incertezza il valore dottrinario di tutta la sua opera. La parte biografîca e storica delle opère di Mesarite mantiene invece inalterato il suo valore di documento ; non concordo con Spite-

103. B. Kotter, Die Schriften des Johannes von Damaskos, II. Expositio Fidei, Ber York 1973.

104. //, p. 1328 : ούκ άκούεις του Δαμασκόθεν λέγοντος, e p.

lin-New

1720 : κατά τόν Δαμασκόθεν

σοφόν. 105. Nicola Mesarite, ed. Η, ρ. 171820 : πλην οπότε ίσχναΐς πάντη τοϋ νοΰ φαντασίαις

δαψιλαΐς της θεότητος άποδιέλω την σάρκα, οπότε ή δουλεία και ή άγνοια τη σαρκί προσαχθή- σεται κατά τόν Δαμασκόθεν σοφόν. Giovanni Damasceno, De fide orth., Ill, 21 = Kotter 652122 :"Ωσπερ ούν έπί της

αγνοίας εϊπομεν, δτι, έαν ίσχναΐς έπινοίαις ήτοι, νοϋ λεπταΐς φαντασίαις διέλης το κτιστον έκ τοϋ άκτίστου, δούλη εστίν ή σαρξ, ει μη ήνωτο τω θεω λόγω. La lista delle propriété fisiche ehe Cristo ha dovuto assumere divenendo uomo è uguale in Mesarite ed in Damasceno :

κατά το θνητον και κατά τα φυσικά και αδιάβλητα

πάθη

υπνω, τη αγωνία, τη αγνοία. Nicola Mesarite, ed. //, p.

ή άγνοια. Giovanni Damasceno, De fide orth., Ill, 20= Kotter 64910 : πείνα, δίψα, κόπος,

πόνος, το δάκρυον, ή φθορά, ή τοϋ θανάτου παραίτησις, ή δειλία, ή αγωνία, έξ ής οί ιδρώτες Giovanni Damasceno, De fide orth., IV, 18 = Kotter 918183 : ή πείνα, ή δίψα, ό κόπος,

το δάκρυον, ό ύπνος

και

Nicola Mesarite, ed. H, p. 1527 :

συνάγεσθαι εις ταύτόν τοις πάθεσι, τη πείνα, τη δίψα, τω κόπω, τω πόνω, τω ίδρώτι, τω

15ie17 : ή πείνα, ή δίψα, δ ίδρώς, ό κόπος, ή αγωνία, ό ύπνος,

δσα φυσικά και αδιάβλητα πάθη ύπάρχουσιν.

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

33

ris, ehe, una volta constatato ehe Mesarite aveva copiato da altri autori, non riconosce più alcun valore storico al suo dialogo106; vi è infatti tutta una parte narrative ehe è molto probabilmente un reso- conto di fatti veramente accaduti. Difficilmente sarà stata inventata la narrazione, da parte di Mesarite, dell'attacco di pirati da lui subito, ne quella dell'arrivo a Costantinopoli, fino al primo incontro con il cardinale Pelagio ; cosi pure hanno un tono autentico il racconto dello sgarbo del cardinale ehe non si alza per salutare Mesarite, le sue lamentele per questa mancanza di considerazione e le conseguenti scaramucce verbali107; tutta questa parte, dal sapore aneddotico, ha un suono genuino, ehe risalta ancora di più se la si contrappone alla parte mutuata da Camatero, in cui le domande e risposte dei cardinali e dell'imperatore sono stereotipate e poco naturali.

d) Utilizzazione delF Arsenale Sacro di Andronico Camatero da parle di M es ar iie

II primo cambiamento, dérivante dal cambio di situazione verifïca-

tosi, è ehe in Mesarite gli interlocutori sono chiamati Ό Εφέσου ed Οι πρέσβεις, anziehe Βασιλεύς e Καδδινάλιοι. A parte questa variazione puramente formale, Nicola Mesarite segue un piano coerente nell'utilizzazione del testo di Andronico

Camatero, operando una

Γ Arsenale Sacro : riporta ad esempio integralmente la discussione sul Primato, mentre élimina del tutto altri argomenti, corne ad esempio le cause e la responsabilité dello scisma tra le due Chiese.

Il testo riproduce quello del Monac. gr. 229 con estrema fedeltà ;

Nicola Mesarite vi ha apportato solo i cambiamenti ehe i tagli da lui operati avevano reso necessari al senso comune ed alla grammatica. Non si puô, in questo caso, parlare di perifrasi ; si direbbe piuttosto ehe l'autore del plagio abbia avuto davanti a se un testo completo, e ehe lo abbia percorso sottolineando le parti ehe desiderava utilizzare, ricopiandole poi senza apportarvi alcun cambiamento. Sono state interamente eliminate le parti ehe non hanno importanza di per se ma riguardano gli interlocutori, corne gli elogi all'intelligenza dell'impera- tore, le formule di cortesia ehe invariabilmente costituiscono la prima parte délie domande dei cardinali 108, le frasi ironiche nei loro

cernita

tra

gli

argomenti trattati nel-

di Nicola Mesarites. almeno quello

del 1214. non sono opera a carattere storico, ma una semplice finzione letteraria»;

106. .1. Spiteris, art.

cit., p. 185 : «

i dialoghi

Idem, op. cit

p. 1W-190.

107. Edizione //, par. 13-17, e cf. il riassunto in W. Norden, op. cit

IDS.

p. 215-'2'23.

Ad esempio :

M. f.

1 lv

:

άλλ' έν ποία γραφή παρά της καθ' ήμας εκκλησίας παρασπαρήναι τό τοιούτον

34

ANNACLARA CATALDI PALAU

confronti ehe danno inizio alle risposte dell'imperatore109. Lo stesso destino è toccato ad aleuni esempi ehe Camatero aveva introdotto ad illustrare i concetti elencati no. Sono state inoltre eliminate le digres sion!e le circonlocuzioni talvolta usate da Camatero per spiegare in

ζιζάνιον λέγεται, και ποίον τοϋτο διδαχθήναι παρά της σης σοφωτάτης και λαμυρωτάτης γλώττης σαφώς έξαιτούμεθα.

— Η, ρ. 361516 : Και ποιόν έστι το ζιζάνιον διδαχθήναι και. έξαιτούμεθα.

Μ, f. 14ν : αρχή τών λόγων σου, αλήθεια [Ps. 1 18 : 160], φησίν ό Δαβίδ, ει μη ήν δε Θεός μετά σου, ούκ αν ούτως τα του Πνεύματος έλάλεις μετά του Πνεύματος ' άκουε δε και τούτου, κράτιστε βασιλεϋ · ει πάντα δσα εχη παρ' έαυτω ό Πατήρ

Η, ρ. 3722 : Οι πρέσβεις · τί δε ; ουχί και ημείς της αυτής δόξης έσμέν οποίας και ύμεΐς ; όμως έπεί εύρίσκομεν ώς, δσα έχει παρ' έαυτω ό Πατήρ

— Μ, f. 15 : αλλ' έπεί σε κατανοοϋμεν τα θεία σοφώτατον και προς δογμάτων άκρίβειαν

ίκανώτατον, άντιβολοΰμεν και τοϋτο το άπορον ήμΐν διασάφησον " ει κατά τους Γραικούς το Πνεΰ- μα ούκ εκπορεύεται τοϋ Τίοϋ, πώς αυτός ό ένούσιος

— Η, ρ. 389 : Οί πρέσβεις· και πώς αυτός ό ένούσιος
— Μ, f. 15ν : έκπεπλήγμεθά σου τους λόγους, θεοδίδακτε βασιλεϋ, και ταύτόν τι πάσχειν

δοκοΰμεν οίόνπερ πάσχουσιν οί εμβρόντητοι, έπειδ' άν αύτοΐς άθρόον έξ ακριβούς της αιθρίας τραχεία βροντή καταρρήγνυται · άλλα πώς ούκ αθετείται

//, ρ. 3825 : Οί πρέσβεις· άλλα πώς ούκ αθετείται 109. Ad esempio :

— Μ, f. ll-llv [metto in parentesi quadre

le parti di testo ehe non fîgurano in

παρ'

αυτής

τω ήμετέρω κράτει προσ-

ύμας εκκλησίας, ούκ οίδα πώς,

Heisenberg] : [ού τόσον έγώ φιλόνεικος, ώς προς τόσα ετη μακράν παράδοσιν φανερώς άπομάχε- σθαι, κυρωθεΐσαν και ταϋτα παρά τε φιλευσεβών νόμων και θείων κανόνων και βασιλικών

διατάξεων · και ή υμετέρα τοίνυν ευλάβεια, μιμησαμένη τό

μαρτυρούμενον εύσυνείδητον, φιλαλήθως άποκρινάσθω. Του Σωτήρος τόν πατέρα ή μητέρα

φιλοϋντα υπέρ εκείνον έαυτοΰ άνάξιον κρίνοντος, τής δε καθ'

έπιχειρησάσης] τω καθαρώ σίτω, τή κυριακή δηλαδή διδασκαλία

— //, ρ. 368 : "Οτι τω καθαρω σίτω, τή κυριακή δηλονότι διδασκαλία

— Μ,

Βασιλεύς· [έοίκατε παίζειν έν ού παικτοΐς · ού γαρ αν τήν ύμετέραν

διαλανθάνειν πιστεύσωμεν σύνεσιν, ώς τοΰτο τό παρ' υμών προφερόμενον, άντανιστών εστί τω

διδασκάλω τόν μαθητήν, και φιλονεικοϋν άποδεΐξαι τοϋτον εκείνου διορθωτήν · δ μέν γάρ φησι τό

f.

15ν-16 :

Πνεύμα

τών τριών δεικνύουσα υποστάσεων'] ΐνα γαρ μη ετέρας τυγχάνειν ουσίας

— Η, ρ. 3828 : Ό Εφέσου· ίνα γαρ μή ετέρας τυγχάνειν ουσίας

— Μ, f. 18ν-19 : Βασιλεύς· [ούκ οΐδα πώς τό μέχρι τοϋ νϋν σκάνδαλον ώς καπνόν έκφυγεΐν

άφ' ων λαλήσομεν

σπεύδοντες, εις πυρ μάλλον δια τών τοιούτων επιχειρημάτων εμπίπτετε καθώς

δείξομεν · υπ'

ούδενός γαρ

και ημείς άντερωταν ύμας κωλυόμεθα] ό Τίός εκ μόνου τοΰ Πατρός

Η, ρ. 3933 : Ό Εφέσου· άντερωτώ ούν κάγώ ' ό Τίός έκ μόνου τοΰ Πατρός

1 10.

Ad esempio :

— Μ, f. 1 lv [metto in parentesi quadre le parti di testo ehe non fîgurano in Heisen

καθ" ημάς εκκλησία πρώτα μέν τό τοιούτον ζιζάνιον άνασπασαι [ποικίλως

berg]: [Βασιλεύς] èàv ή

έπιχειρήσασα, μή δυνηθεΐσα δε, τής σπειράσης και πάλιν άναποσπάστως μένειν ήνείχετο δια τό προς έκείνην φιλόστοργον, πώς ούκ αν αυτή εαυτή τήν προς τόν κοινόν δεσπότην και πατέρα και

δημιουργόν άναξιότητα, δικαίως έπεψηφίσατο ·] τω τοι και καλώς τω μέρει τής υμών εκκλησίας, τό τών σκανδάλων αίτιον επιγράφεται.

//, ρ. 3610"12 [il testo di Andronico Camatero καθ' è riportato fedelmente, ma rove-

sciato] : τω τοι και καλώς τω μέρει τής εκκλησίας τής

επιγράφεται · έαν ουν ή

τό τών σκανδάλων αίτιον

ύμας,

καθ'

ύμας

εκκλησία τό τοιούτον ζιζάνιον ανάσπαση

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMÂTERO

35

altri termini un concetto già chiaro. Il testo abolito è stato riassunto con poche parole111. In alcuni passi si verifîcano tutti e tre questi casi, e Mesarite él

imina

parti molto lunghe del testo di Camatero, riassumendole con

una frasetta 112. Talvolta, Mesarite ritiene inutile una dimostrazione

teologica, e la abolisce completamente 113.

111. Ad esempio :

— M, f. 11 [metto in parentesi quadre le parti di testo ehe non fïgurano in Heisen

berg]: [έπεί, σοφώτατε βασιλεΰ, και τό σον θεόστεπτον κράτος] προεδρεύει των όλων εκκλησιών τήν της παλαιάς 'Ρώμης άγίαν έκκλησίαν [εύσυνειδήτως ούκ ένεδοίασε καθ' δι' οποίαν άρα και βούλεται

την αϊτίαν, ουδέ γαρ περί ταύτης ζυγομαχήσομεν], ίνα τί μή [τη

ύμας εκκλησία], τη της

οικείας κεφαλής έαυτήν άναιτίως άπορρηξάση, τη δέ μητρί ταύτης, μηδεμίαν παρασχομένη πρόφα-

σιν διαστάσεως, όδυνωμένη δέ μάλλον δια τήν έκτομήν, τήν αιτίαν τών σκανδάλων έπιγράφειν σπουδάζετε ;

— //, p. 362 7 [scrivo in grassetto le parti completamente different! dal testo del

manoscritto M] : καλώς τά πάντα και κατά τον άκριζή λόγον έκ της τοιαύτης άνεμάθο- μ€ν φράσεως τήν της παλαιάς 'Ρώμης άγίαν έκκλησίαν τών δλων εκκλησιών προεδρεύειν υμών

δεδωκότων · και ϊνα τί, άπό της οικείας κεφαλής άναιτίως εαυτούς άπορρήξαντες, της μητρός τών εκκλησιών μηδέ μίαν παρασχομένης πρόφασιν διαστάσεως, όδυνωμένης δέ μάλλον δια τήν έκτο μήν, αυτή το της διαστάσεως αίτιον έπιγράφειν σπουδάζετε ;

— Μ. f. 1 lv [metto in parentesi quadre le parti di testo ehe non figurano in Heisen

berg]: [τα μέν άλλα, περί ων βραχύς αΐτούμεθα ύμΐν λόγος, ώς μηδέ κατά πολύ τω λόγω της ευσέβειας και της ορθοδοξίας λυμαινομένων, έάσθωσαν · τό δέ τοϋ μείζονος, ή μάλλον ειπείν του παντός σκανδάλου και σχίσματος αίτιον,] ή τω παρά τών έν τη κατά ταύτην τήν μεγαλόπολιν οικουμενική δευτέρα συνόδω συνελθόντων πατέρων, [εμπνεύσει πάντως αύτοϋ τοΰ παναγίου Πνεύ ματος] έκτεθέντι συμβόλω της πίστεως, [ούκ οΐδα πόθεν και παρά τίνος παρεντεθεΐσα προσθήκη παρά τήν δια τούτου παράδοσιν] κάκ τοϋ ΤΊοϋ τήν τοϋ παναγίου Πνεύματος έκπόρευσιν δογματί-

ζουσα. — //, p. 3618"21 [metto in grassetto le parti di testo completamente diverse] : τω της πίστεως ίερω συμβόλω τφ κατά τήν Κωνσταντινούττολιν έκτεθεντι παρά τών εκατόν πεντή κοντα συνελθόντων αγίων πατέρων κατά του πνευματομάχου Μακεδονίου, κάκ τοΰ ΤΊοϋ τήν τοΰ παναγίου Πνεύματος έκπόρευσιν δογματίσαντες.

— Μ, f. 13 [metto in parentesi quadre le parti di testo saltate in Heisenberg] :

ήνωνται γοΰν άσυγχύτως τοις φυσικοΐς και αδιαιρέτως τοις ύποστατικοΐς διήρηνται ΐδιώμασι τα τρία της μιας θεότητος πρόσωπα, [ή οΐκειωτέρως ειπείν, τα έν οΐς ή θεότης, ή άπερ ή θεότης εστίν · ού μοναρχία γαρ ήμεΐς καταστενοΰμεν θεότητα, ούδ' αφθονία προσώπων πολυαρχίαν εϊσάγομεν ·

μηδείς γαρ οίέσθω τρεις είναι άρχικάς υποστάσεις "] αρχή γαρ τών δντων μία, δια τοΰ Υίοΰ ένεργοΰσα και τελειοϋσα δια τοΰ Πνεύματος, [και ούτε ό Πατήρ, ό τα πάντα έν άπασιν ενεργών,

ατελή τίνα έχει τήν οΐκείαν ένέργειαν ; ούτε ό Τίός, ελλιπή τελειουμένην δια τοϋ Πνεύματος,] άλλα

μία και ή αυτή ενέργεια της θεότητος, έν εκάστη θεωρείται τών υποστάσεων, ή αυτή

και ούκ άλλη τυγχάνουσα. Τρία γοΰν νοητέον //, ρ. 3749 : ήνωνται γοΰν άσυγχύτως τοις φυσικοΐς αύχήμασι και αδιαιρέτως τοις ύπο-

στατικοΐς διήρηνται ΐδιώμασι τα τρία της μιας θεότητος πρόσωπα. 'Αρχή γαρ τών όντων μία, δια

τοΰ ΤΊοΰ ενεργούσα και τελειοϋσα δια τοΰ Πνεύματος, άλλα μία και ή αυτή ενέργεια της θεότητος, έν εκάστη θεωρείται τών υποστάσεων, ή αυτή κατ' αριθμόν και ούκ άλλη τυγχάνουσα. Τρία γοΰν νοητέον

11ν-12ν = Η, p. 3622 23 [II testo contenuto nei f. è riassunto in una riga] :

τό γαρ δογματίζειν και έκ τοΰ Υίοϋ τό Πνεΰμα έκπορεύεσθαι, βλασφημίας ολισθον έμποιεΐ

113. Μ, f. 12V-13 [metto in parentesi quadre le parti di testo ehe non figurano in

Heisenberg] : συγχέον τε τας εκάστης τών θεαρχικών ιδιότητας υποστάσεων' [αλλά προ τής

κατ' αριθμόν

112. Μ, f.

36

ANNACLARA CATALDI PALAU

II testo di Mesarite risulta cosi molto più conciso del modello ; i

cambiamenti ehe sono stati apportati seguono, corne si è detto, la logica necessaria per rendere impercettibile il loro inserimento in un

testo différente da quello originale; colpisce tuttavia, nei passi in cui

lo stesso testo è stato utilizzato, l'estrema fedeltà di questa «versione

corta » rispetto al Monac. gr. 229. Non è chiaro se i cambiamenti ehe si trovano in Mesarite, rispetto

al testo ae\Y Arsenale Sacro, vi furono apportati da Mesarite stesso,

oppure se già egli seguiva una tradizione. Se questo secondo caso

si dimostrasse vero, cadrebbe qualunque pretesa di originalité per

Mesarite, fosse pure quella, modesta, di arrangiatore dell'opera di Camatero.

III. L'Arsenale Sacro sotto il nome di Niceforo Blemmide

Ho intrapreso recentemente la catalogazione dei manoscritti greci della Missione Urbana di San Carlo appartenenti alla Biblioteca Fran- zoniana (Genova)114; analizzando il manoscritto Urbani 32, in parte (f. 1-88) databile al 15° secolo, nella parte ehe ci concerne (f. 89-309)

datato a. 1321 (f. 241V), ho rinvenuto, sotto un titolo ehe attribuisce il testo ehe segue a Niceforo Blemmide, il proemio dell' Arsenale Sacro di Andronico Camatero, inserito senza aleuna indieazione ehe permetta

di riconoscerne l'autore o l'opéra ; alla fine del proemio è unito, senza

stacco e senza alcun riferimento all'inizio di un nuovo testo, un

τούτων κατεξετάσεως, φέρε μικράν της περί της Τριάδος ομολογίας ημών προδιατύπωσιν ποιησώ-

μεθα,

θεωρούμενον τοις προσώποις εϊτουν ύποστάσεσι, τω Πατρί δηλονότι και τω Υίώ και τω Πνεύματι "

ών κοινώς και ταύτώς και αδιαιρέτως, τα φυσικά της θεότητος κατηγορείται προς ρήματα, οϊον τό άκτιστον, τό άνώλεθρον, τό άπερίγραπτον, τό μακάριον και τα λοιπά της αυτής συστοιχίας τε και δυνάμεως' και ού πλέον θεωρείται έκαστον τούτων, έν τω Πατρί, ήπερ έν τω Τίω και τω Πνεύμ

ατι,

χώραν ούκ έσχηκε, πλην άλλα τοις φυσικοΐς ένούμενα ιδιώματα, δμως τοις ύποστατικοΐς τε και

προσωπικοΐς διακρίνονται]. Πατρός μεν

ΐν' οΰτω τα εφεξής κατασταΐεν εις τό εύσύνοπτον. Πιστεύομεν εις ένα Θεόν έν τρισί

άλλ' ωσαύτως και άπαραλλάκτως έν άπασι ' και τό μάλλον και τό ήττον έν τοις τοιούτοις

γαρ ΐδιον κατ' έξαίρετον

ρ. 362526 : συγχέον τας εκάστης τών θεαρχικών ιδιότητας υποστάσεων ■ Πατρός μεν γαρ

//,

ίδιον κατ' έξαίρετον

114. Cf. A. Ehhhard, Zur Catalogisirung [sic] der kleineren Bestünde griechischer Handschriften in Italien, I. Genova, Centratblatt für Bibliothekswesen 10, 1893, p. 189- 218. Ho intrapreso una nuova catalogazione dei manoscritti, e l'analisi dei manoscritti Urbani 2-20 è stata pubblicata in Sludi Haliani di Filologia Classica 79, Terza série 4,

la

catalogazione dei manoscritti Urbani 1-20 è stata riedita in A. Cataldi Palau, Cata- logo dei manoscritti greci delta Biblioteca Franzoniana (Genova), (Urbani 2-20), Supple-

mento n" 8 al Bollettino dei Classici (Accademia Nazionale dei Lincei), 1990; per l'analisi

dei manoscritti Urbani 21-40 cf. Eadrm, Catalogo dei manoscritti greci

al Bollettino dei Classici (Accademia Nazionale dei Lincei) [in corso di stampa].

, Supplemento

1986, p. 293-316; 80, Terza

série 5, 1987,

fasc.

1, p. 99-144;

fasc. 2, p. 232-290;

l'aRSKNALK SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

37

trattato sulla processione dello Spirito Santo di Niceforo Blemmide (Costantinopoli verso la fine del 12° secolo- 1272)115.

Mi è stato possibile chiarire la natura dei due testi uniti insieme e

la loro vera paternità grazie all'aiuto di due eminenti studiosi :

J. A. Munitiz, ehe reperi all'interno del testo del manoscritto genovese

il trattatello di Blemmide sulla processione dello Spirito Santo, inc. :

Ει μέν περί καινού τίνος ζητήματος, expl. : κατισχύεις ώσπερ και των πραγ-

ματικώς έναντιουμένων σοι116 ; J. Darrouzès, ehe riconobbe, nel testo ehe nel manoscritto Urbani 32 seguiva il trattato sullo Spirito Santo di

Blemmide, il dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini ae\Y Arsenale Sacro, fornendomi cosi la chiave per identificare, nel testo premesso al trattato di Blemmide, il proemio della stessa opera. Il manoscritto Urbani 32 contiene dunque, nei f. 150v- 1 53 (riga 16) il < proemio de\VArsenale Sacro di Andronico üamatero> ; segue, senza separazione di sorta, il trattato sulla processione dello Spirito Santo di Niceforo Blemmide (f. 153-154V); il titolo attribuisce la paternità del testo cosi ottenuto a Niceforo Blemmide. II trattato di Niceforo Blemmide è stato inserito tra la penultima e l'ultima fräse del proemio ae\Y Arsenale Sacro, senza ehe questa inserzione di un testo estraneo sia segnalata in aleun modo e senza ehe, d'altra parte, sia detto ehe il proemio è quello ae\Y Arsenale Sacro.

II testo inizia quindi eon l'intero proemio àe\YArsenale Sacro,

1 15. L'n brève schizzo della vita di Niceforo Blemmide si troverà in A. A. Vasiijev,

History of the Byzantine Empire, II, Madison, Wisconsin 1952, p. 549-553; per iina bibliografia essenziale cf. H. -G. Beck, op. cit., p. 671-673, alla quale bisogna aggiungere I. Shevchenko, Nicéphore Blemmydès, «Autobiographies» (1264 et 1265), Seminario I,

in La civiltà bizanlina dal XII al XV secolo, Aspetti e problemi [Università degli studi di

Bari, Centra di studi bizantini. Corso di studi III. 1978], Borna 1982, p. 111-137, con bibliografia p. 111-112, nonchè tre importanti edizioni pubblicate successivamente :

J. A. Munitiz (ed.), Nicephori Blemmydae Autobiographia sive curriculum vilae neenon Epislula universalior, Turnhout 1984, seguito dalla traduzione, con introduzione e note; J. A. Munitiz. Nikephoros Blemmydès: A Partial Account. Leuven 1988;

W. Lackner, Nikephoros Blemmydès Gegen die V orherbeslimmung der Todesstunde, Lei

den 1985; H. Hunger- I. Shevchenko, Des Nikephoros Blemmydès Βασιλικός 'AvSpixç

und dessen Metaphrase von Georgias Galesiotes und Georgios Oinaiotes, Wien 1986, tutte

con abbondante bibliografia. Cf. J. A. Munitiz, A Partial Account

précisa cronologia e le notizie essenziali sulla vita di Niceforo Blemmide. La data della morte del dotto bizantino non è certa ; cf. A. Failler, Chronologie et composition dans l'histoire de Georges Pachymère, BEB 39, 1981, p. 145-249, precisamente p. 206-207 e note. 116. Edito da G. Mercati, Blemmidea, Bessarione 31, 1915, p. 428-440, precis amente p. 438-440 (= Opère Minori . III, 1907-1916 [Studi e Testi, 78], Città del Vati-

cano 1937). l'na parte piïi brève dello stesso testo, inc. : ώς ει και xfj γλώσση, expl. : τοϋτο λέγων, ψεύδεται, era stata stampata nel tomo della Patrologia Greca ehe contiene le opère

di Niceforo Blemmide, PG 142, 604410-605M7, testo tratto da Dosithf.os, Patriarca di

, p. 14-28, per una

38

ANNACLARA CATALDI PALAU

tranne la frase di chiusura ; segue l'intero trattato di Blemmide, chiuso dalla frase finale del proemio dell' Arsenale Sacro :

Urbani 32, f. 150v-154v :

titolo : Του λογιωτάτου και σοφωτάτου Βλιμίδου, προτραπέντος αύτοΰ παρά του έν βασιλεΰσιν άοιδίμου βασιλέως κυρου Θεοδώρου του Λάσκαρη, ταϋτα καταλεπτόν άναγράψασθαι.

Inc. [proemio] : Λέων έρευξεταί κχί τις où φοβηθησετχί ; βασιλεύς προσ- τάσσει και τις ού πληρούν κατά το έγχωροΰν Expl. [proemio] : οίον έμψυχον στήλην της του βασιλέως μεγαλονοίας και σοφίας και της ασφαλούς επιστήμης περί την των δογμάτων άκρίβειαν (f. 15316). Senza stacco, inc. [trattato di Blemmide] : ΕΊ μεν περί καινού τίνος ζητήματος (f. 15316). Expl. [trattato di Blemmide] : κατισχύεις ώσπερ και των πραγματικώς έναντιουμένων σοι (f. 154V, riga penultima). Senza stacco, expl. [ultima frase del proemio àe\Y Arsenale Sacro] :

Ούτω γοΰν και τα της διαλέξεως εχουσιν (f. 154V, riga ultima). Questa è Tunica volta, a mia conoscenza, in cui viene utilizzata da

un altro autore

l'imperatore ed i cardinali latini.

una parte dell' Arsenale Sacro diverse dal dialogo tra

Ulilizzazione del testo di Andronico Camatero da parle di Niceforo Blemmide

Analizzando brevemente il proemio de\Y Arsenale Sacro ed il trat- tatello sullo Spirito Santo, si osserva ehe i due testi uniti sotto uno stesso titolo nel manoscritto Urbani 32 sono armoniosamente adattati l'uno all'altro ; la fusione tra i due è quasi impercettibile : ne la eonca- tenazione délie idee, ne lo stile farebbero mai supporre ehe ci si trova in presenza di due testi, opera di due diversi autori. È difficile stabilire se proprio Niceforo Blemmide fu l'autore del- l'unione dei due testi ; non vi è infatti nessun indizio sull'autore del «collage» ehe si trova nel manoscritto Urbani 32. Proemio. L'argomento del proemio âe\Y Arsenale Sacro è stato rias- sunto sopra ; l'arrangiatore del testo ehe qui analizziamo lo ha utiliz- zato tutto, senza cambiarvi una virgola. È prova dell'impersonalità di questi testi il fatto ehe questo proemio, composto corne preludio ad un prontuario di citazioni sacre, sia altrettanto appropriate quando è premesso ad un trattatello sulla provenienza dello Spirito Santo ; la parte ehe in esso si riferisce alla ricerca ed all'utilizzazione di detti sacri tratti dalla Bibbia e dai Padri délia chiesa, va intesa corne se si riferisse al dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini ehe segue immediatamente. Il proemio de\YArsenale Sacro si collega armoniosamente al trattato

l'arsenale sacro ni andronico camatero

39

sullo Spirito Santo di Niceforo Blemmide, senza ehe sia percettibile l'avvenuta unione di due testi estranei (Monac. gr. 229, f. 7V) :

Τέως, έπεί και την της παρεκβολής των γραφικών χρήσεων γεγονυΐαν

αίτίαν, έξαισίαν τοϋ θεοσόφου βασιλέως διάλεξιν άναγκαίως έχρήν έντεθήναι τη δέλτω ταύτη προτέραν, ασφαλή καθάπερ θεμέλιον, έποικοδομηθήναι δε ταύτη

τα λοιπά του συγγράμματος, τοΰτο δήτα και πεποιήκαμεν, και την άγράφως

έξαυτομάτου συστασαν, ιδού πρώτην αυτοί κατά ρήμα σχεδόν άνάγραπτον έκτιθέαμεν, οίον έμψυχον στήλην της τοϋ βασιλέως μεγαλονοίας και σοφίας και τής άσφαλοϋς επιστήμης περί την των δογμάτων άκρίβειαν. [Fine del proe- mio di Andronieo Camatero ; inizio del trattato di Niceforo Blem mide] * * Ει μεν περί καινοΰ τίνος ζητήματος προΰκειτο συνεξετασαι και περί

νεοφανούς υποθέσεως διασκέψασθαι, έχρήν πάντως και ημάς ως περί νέου

πράγματος σκεπτόμενους τους

L'unica incongruenza consiste nel fatto ehe la διάλεξις preannun-

παρ' εαυτών λόγους ζητούμενους έπαγαγεΐν.

έξαισίαν

του θεοσόφου βασιλέως διάλεξιν άναγκαίως έχρήν έντεθήναι τη δέλτω ταύτη προτέραν) non segue, come promesso ; viene preannunciata una «seconda parte» ad un trattato presentato, in questo manoscritto, corne completo di per se. La concatenazione è invece perfettamente logica ne\YArsenale Sacro, dove nel proemio viene preannunciato quanto segue immediatamente, cioè il dialogo dell'imperatore con i cardinali latini. Il testo del proemio ae\V Arsenale Sacro ehe troviamo neWUrbani 32

eorrisponde essenzialmente al testo del manoscritto Monac. gr. 229 ; se

vi sono délie differenze, queste sono da attribuirsi a sviste del copista

è

assolutamente visibile una volonté dell'autore di cambiare il testo, accorciandolo, snellendolo ο riassumendolo, corne si è notato in Mesa- rite. È chiaro ehe, chiunque sia stato l'autore del «collage», si è limi- tato ad unire i due testi senza modificarli. Trattato sulla processione dello Spirito Santo. Il trattato di Niceforo Blemmide si riferisce ad uno dei numerosi tentativi di unione tra le due Chiese ehe ebbero luogo durante il regno degli imperatori di Nicea Giovanni III Vatatze (1222-1254) e Teodoro II Lascaris (1254-1258), ed aile dispute teologiche tra Greci e Latini ehe ne derivarono 117. In

(«sauts du même

eiata nel proemio di Andronico Camatero (Τέως, έπεί και την

au même»,

itacismi, errori di lettura), ma

non

117. Una prima legazione fu inviata a Nicea nel 1233-1234 da Papa Gregorio IX (1227-1241) a Giovanni III Vatatze; le discussioni avvennero a Ninfeo, residenza de ll'imperatore, e vi parteciparono. tra gli altri, oltre all'imperatore ed al patriarca Manuele II (1243-1254), Niceforo Blemmide ed i suoi discepoli Teodoro II Lascaris. figlio deU'iniperatore. e Giorgio Acropolite ; cf. per un resoconto degli avvenimenti :

.1. Dräskkf. Theodoros Laskaris, BZ 3. 1894, p. 498-515. p. 506; W. Nordi-n. op. cit., p. 348-357; P. Canart. Nicéphore Blemmyde et le mémoire adressé aux envoyés de Grégoire IX (Nicée. 1234). OLP 25. 1959, p. 310-325. edizione del trattato p. 319-325; .1. Gui,. Byzantium and the Papacy 119H-1400, New Brunswick. New .Jersey 1979. p. 65-

40

ANNACLARA CATALDI PALAU

questo trattato vengono confutate le teorie latine sulla processione dello Spirito Santo ; viene rimproverato ai Latini di voler ricondurre la processione dello Spirito Santo a due cause e due principi, e di avère aggiunto la clausola Filioque al Simbolo. L'attribuzione di questo testo a Niceforo Blemmide è ora quasi unanimamente accettata, sebbene abbia suscitato controversie in passato. Il trovarlo ora sotto un titolo ehe menziona proprio il nome

di Blemmide, in data

costituisce un forte elemento a favore della sua paternité per questo

trattato.

Niceforo Blemmide aveva scritto altre due composizioni sulla pro cessione dello Spirito Santo (PG 142, 533-566; 566-583), ehe furono

édite da L. Allacci ; lo studioso si limitô invece soltanto a menzionare

il nostro trattato, senza stamparlo, poichè, a causa délie idee ehe vi erano esposte, non lo giudicava opera del dotto bizantino 118.

relativamente vicina all'autore (a.

1321),

72; A. Franchi, La svolla politico-ecclesiastica Ira Borna e Bisanzio (1249-1254), Roma

; per la cronologia di questo periodo

cf. p. 14 e s. Segui, nel 1249-1250, una seconda legazione, mandata a Nicea, all'impera-

tore Giovanni III Vatatze, da papa Innocenzo IV (1243-1254); su questa rnissione cf.

W. Norden, op. cit., p. 363; G. Hofmann, Patriarch von Nikaia Manuel II. an Papst

Innozenz IV., OC Ρ 19, 1953, p. 59-70; J. Gill, op. cit., p. 89-91 ; un intero capitolo è dedicato a questo sinodo, chiamato Sinodo di Ninfeo, da A. Franchi, op. cit., p. 61-

, p. 24, 119 e n. 82. Non è chiaro se vi fu

1981 , p. 12-14 ; J. A. Munitiz, A Partial Account

133; J.

A.

Munitiz, A Partial Account

un'altra legazione papale a Nicea negli anni 1253-1254; W. Norden, op. cit., p. 367, lo afferma, e cosi pure V. Laurent, art. cit., p. 40, sulla base della lettera XVIII di Teodoro Lascaris, mentre A. Franchi, op. cit., p. 229 e n. 361, lo nega. Nel 1254 papa Innocenzo IV désigné un vescovo domenicano, Costantino di Orvieto, come capo di una nuova legazione ehe doveva trattare l'unione délie due Chiese con Giovanni III Vatatze, ma la missione non ebbe luogo in quel momento e fu aggiornata ; nel corso di quell'anno morirono sia Innocenzo IV ehe Giovanni III Vatatze. Il vescovo di Orvieto rimase tuttavia designato e quando, nella primavera del 1256, Teodoro II Lascaris, divenuto imperatore alla morte del padre (1254-1258), chiese ehe gli venissero inviati nuovi legati per riprendere le trattative fîno ad allora interrotte, papa Alessandro IV

(1254-1261) gli rinnovô il mandato (su quanto segue cf. V. Laurent, art. cit., p. 38-42 ;

A. Dondaine, «Contra Graecos» premiers écrits polémiques des Dominicains d'Orient,

Arr.hiniim Fralrum Praedicatorum 21, 1951, p. 320-446, precisamente p. 385-386 e n. 6;

J. Gill,

op. cit., p. 97-100. Secondo

W. Norden, op. cit., p. 380 en. 1, Teodoro II

Lascaris non ricevette i legati papali ; cosi anche J. B. Pappadopoulos, Théodore II Laskaris, empereur de Nicée, Paris 1908, p. 99 e s.; su questa éventualité, cf.

V.

Laurent, art. cit., p. 42 e s.). La legazione parti quasi immediatamente ; Costantino

di

Orvieto, ehe aveva la facoltà di unirsi collaboratori di sua scelta, si circondo di frati

del suo ordine. I legati incontrarono l'imperatore a Tessalonica. Questo fu l'ultimo

tentativo di unione tra le due Chiese, durante il regno di Teodoro Lascaris (l'imperatore mori due anni dopo, nel 1258); anche questa volta le trattative non andarono in porto. 118. L. Allatius, De Ecclesiae occidentalis alque orientalis perpétua consensione Libri

très, Coloniae Agrippinae 1648 (ristampa Gregg Int. Publ. Ltd., 1970), p. 722 : «Graeci

enim nostri non tantum hoc contra Latinos, sed aliud quoque, quod ipse vidi, de processione Spiritus Sancti, sub nomine Blemmydae publicarunt ad Ioannem Ducam,

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

41

Questo testo fu parzialmente edito per la prima volta da Dositheos patriarca di Gerusalemme, ehe ne pubblicô una parte alla fine del- l'opera Περί πίστεως, inc. : Et και τη γλώσση το δύο είσάγειν αί'τια, ή δύο αρχάς άποφεύγουσιν, expl. : και κατά τους έπεμβεβλημένους των κρίκων άλλήλοί,ς συνδέδενται. 119. Α. Heisenberg citô il nostro trattato nei Prolegomena all'edizione dell' Autobiograßa di Blemmide120 ; non lo conosceva direttamente, ma solo dal riferimento di Allacci ; a differenza dello studioso, lo riteneva opera di Niceforo Blemmide. L'intera composizione venne per la prima volta pubblicata da G. Mercati, ehe ne riteneva la genuinità «incontrastabile», utilizzando due manoscritti vaticani, fino ad ora gli unici testimoni di questo testo 121 ; vi si aggiunge ormai il manoscritto Urbani 32. Riguardo alla datazione del trattato le opinioni degli studiosi diver- gono ; Mercati suggeriva una data intorno al 1250, in corrispondenza cioè del sinodo di Nicea-Ninfeo ; Giovanni III Vatatze avrebbe consultato Blemmide sul problema délia processione dello Spirito Santo in occasione dell'arrivo délia legazione papale, e ne avrebbe ricevuto il nostro trattato in risposta. J. A. Munitiz ipotizza una data più tarda (1253); egli ritiene infatti poco probabile ehe il testo in questione si riferisca a questa legazione, data la vicinanza nel tempo dello scandalo délia Marchesina 122. A causa di questa donna Blem mide aveva preso posizione contro l'imperatore, suscitandone le ire; difficilmente il sovrano avrebbe dimenticato cosi presto il suo risenti- mento nei confront] del dotto bizantino, e non avrebbe quindi fatto ricorso alla sua dottrina in quelloccasione. L operetta si trova nei seguenti manoscritti :

Eoque

magis id mihi persuadeo, quod videam, neque rerum pondéra, neque doctrinam, neque

Quare nulla ratione Blem-

styli rationem eandeni. dum illa confero. in utrique esse

eujus principium est, Ει μεν περί καινοϋ τίνος ζητήματος προύκειτο συνεξετάσαι

mydae sunt

».

119. Dositheos. Patriarca di Gerusalemme, op. cit., p. 5()117-5O27; il testo di Dosi-

theos fu poi stampato tra l'opera di Niceforo Blemmide in PG 142, 604·410-60547, anche qui in fondo al trattato Περί πίστεως.

120. Α. Heisenberg, Nicephori Blernmydae curriculum vilae et carmina [Teubne-

riana], Lipsiae 1896, p. xi.iv-xi.v.

121. G. Mercati. art. cit

p. 438-440.

122. L'imperatore Giovanni III Vatatze si era innamorato di una dama di eompa-

gnia (la Marchesina), giunta a Nicea nel 1244 al seguito delta sua futura moglie, Gos-

tanza (Anna) di Hohenstaufen, figlia bastarda di Federico II; Niceforo Blemmide, disapprovando la situazione scandalosa ehe ne era derivata, aveva proibito alla

Marchesina l'entrata nella chiesa del convento in cui egli risiedeva (1248), provocando, con questo atteggiamento intransigente. le ire deU'imperatore nei suoi confronti. Gf.

J. A. Munitiz, A «wicked precisainente p. 530-5)51 .

woman» in the 13th century, JOB 32, 2. 1982, p. 529-537,

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ANNACLARA CATALDI PALAU

— Val. gr. 466 123 (Mercati : A), databile al 13°-14° secolo, contiene

il trattato completo, f. 162V-163, ine. : Ei μεν περί καινού τίνος ζητή

ματος,

expl. : κατισχύης ώσπερ και των πραγματικούς έναντιουμένων σοι.

— Val. gr. 1749124 (Mercati : Β), databile al secolo 15° ex., f.

V-Vv,

contiene soltanto alcuni estratti del testo, preceduti dalla seguente introduzione : Ερωτηθείς ό ιερομόναχος κυρ Νικηφόρος ό Βλεμύδης παρά του τρισμακαρίστου εκείνου και άοιδίμου βασιλέως ημών κυρ 'Ιωάννου του Δοΰκα περί της έκπορεύσεως του παναγίου Πνεύματος, ει καλώς φρονοΰσιν οί

Λατίνοι ή εσφαλμένως, άπεκρίθη ούτως " ώς ει και τη γλώσση,, expl. : κατά τους έπεμβεβλημένους τών κρίκων άλλήλοις συνδέδεται. Si aggiunge ora un terzo testimone di questo testo :

— Genuensis Urbani 32, in parte databile al 15° secolo (f. 1- 88), in parte (f. 89-309) datato a. 1321 (f. 241V).

Il testo del manoscritto Urbani 32 è completo, f. 153-154V, inc. : Εί

μεν περί καινού τίνος ζητήματος, expl. : κατισχύης ώσπερ και τών πραγματι-

κώς έναντιουμένων σοι, come nel manoscritto A di Mercati.

un testo sostanzialmente corretto, a parte numerosi itacismi, e

fornisce qualche lezione solo a lui propria ed eccellente125.

È

Si pone il problema di scoprire se fu Blemmide stesso ad anteporre

ad un suo trattato un proemio composto da un altro autore ; se cosi fu, è difficile spiegarsene il motivo. II pregio letterario del proemio ad un lettore moderno sembra nullo ; si penserebbe, inoltre, ehe uno scrittore délia capacité di Niceforo Blemmide avrebbe saputo comporre un proemio tradizionale come questo con facilita, senza dover ricorrere alla copia di un testo altrui. Bisogna pero considerare ehe quello ehe a noi puô sembrare un vuoto esercizio retorico di scarso intéresse, era forse considerato dai contemporanei un capolavoro nel suo génère. Ne è la prova il fatto

123. Descritto in Bibliothecae Apostolicae Vaticanae Codices manu scripti recensiti.

Codices Vaticani Graeci, Totnus II, Codices 330-603, recensuit Robertus Devrresse, Città del Vaticano 1937, p. 237-238.

124. Descritto in Bibliothecae Apostolicae Vaticanae Codices mann scripti recensili.

Codices Vaticani Graeci. Codices 1745-1962, recensuit Paulus Ganart, Città del Vaticano 1970, p. 21-22.

125. Vi è ad esempio in Urbani 32 [da qui in avanti citato G] l'integrazione di una

frase omessa da Vat. gr. 466 (A) (bisogna considerare ehe Vat. gr. 466 era l'unico codice

per questa parte di testo fino ad ora ; il testo in

a.i. del testo edito da Mercati); si tratta di un «saut du même au même» :

Vat. gr. 1749 (B) inizia infatti a p. 4382

έσχεν ετών, διαφόρως τε συνεξε-

Mercati, ed. cit., p. 438* ab init. : τήν τε αρχήν της συστάσεως προ πολλών συντετήρεται.

G , f. 153U a. ι. : τήν τε αρχήν της συστάσεως πρό πολλών τάσθη και τόσον παρά πολλών συντετήρεται.

Altre buone

lezioni di G sono : Mercati, ed. cit., p. 43811 (A) : τών πατέρων ημών;

G : τών πρό ημών; la lezione di G riprende τών πρό ημών ehe si trova subito prima.

Mercati, éd. cit., p. 4392 a. i. : άπισχυριζόμενος, adottato per congettura dall'editore ;

G : άπισχυριζόμενος.

[/ARSENALE SACRO Di ANDR0N1C0 CAMATERO

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ehe l'attacco del proemio dell' Arsenale Sacro e la struttura delle frasi iniziali erano già ispirate da un'orazione di Basilio di Acrida (v. supra). Si puo dunque supporre ehe Niceforo Blemmide, sollecitato dall'imperatore Giovanni Vatatze, o, corne è detto nel titolo, dal suo allievo Teodoro (IT) Lascaris a comporre un trattato per controbattere le credenze dei Latini, non si peritô di premettere un preambolo

composto da

un altro autore, per un altro imperatore, ad un suo

trattato. In mancanza di prove sia a favore ehe contro tale ipotesi, bisogna tenere présente ehe Niceforo Blemmide conosceva ed ammirava Andronico Camatero e YArsenale Sacro e già una volta aveva inserito una parte del dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini in un suo testo. Nella sua prima orazione sulla processione dello Spirito

Santo 126, egli cita infatti il testo di Camatero, a sostegno della tesi ehe lo Spirito Santo procède unicamente dal Padre, facendo precedere questa citazione da parole altamente laudative nei confront] del suo

predecessore (PG 142, 536C9~D2) :

Ίερας 'Οπλοθήκης μανθάνομεν. "Οπως δε ή βίβλος αίδέσιμος ήν τοις τότε των λογίων ανδρών λογάσι, και περισπούδαστος κατ' είσέπειτά τε και εως ημών περί-

πυστος και εξαίρετος, και ουδείς ποτέ

μένων κινήσαι γλώσσαν δλως τετόλμηκεν, έπεί και βιαιότερον ένίσταται προς

την υίόθεν του Πνεύματος πρόοδον, αυτά βοα διαπρυσίως τα πράγματα. Questo preambolo è seguito da una lunga citazione tratta dalla fine del dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini dell' Arsenale Sacro {Monac. gr. 229, f. 24v-25), corrispondente ad una parte del testo ehe non figura nelle parti copiate da Nicola Mesarite (nel dialogo di Mesar

iteil testo si ferma all'inizio del f. 24 del manoscritto Monac. gr. 229), ma figura invece nei due manoscritti ehe riportano lunghe parti di questo testo corne dialogo a se stante, anonimo127. Il testo riportato da PG 142 corrisponde quasi letteralmente al testo del manoscritto

Monac. gr. 229, ad

manoscritto ed è stata omessa da PG 142 128.

Και δτι τοΰθ' ούτως έχον εστίν, εκ της

αυτής,

ουδέ τών πάντη άπηναιδευ-

eccezione di una parte di testo ehe si trova

nel

Γ26.

127. PG 142, 536';i7-537(5 ; cosi è introdotta la citazione da Camatero in Niceforo

PG 142, 533-566.

Blemmide [la sottolineatura è mia, ad indicare dove inizia il testo] : Έν ταύτη 'Ρωμαίοι

διαλογικοΐς νόμοις εισάγονται ρήσιν τοϋ σοφωτάτου Κυρίλλου προτείνοντες εις σύστασιν τοϋ σφών αυτών δόγματος, ούτως έχουσαν ■ Τρεπτόν δε ούτοι που το Πνεϋμα εστίν — expl. '. και ύμεΐς ώς βάρβαρον και άδιανόητον αποφεύγετε. Ταϋτα μέν έκ της Ίερας 'Οπλοθήκης.

in fondo, inc. : Καδδινάλιοι- "Ακουε και τοϋ

σοφωτάτου Κυρίλλου οϊαπερ έν τω πρώτω τών περί της έν Πνεύματι λατρείας λόγων φησί ■

ύμεΐς ώς βάρβαρον και άδιανόητον

τρεπτόν

αποφεύγετε. 128. Πόρο PG 142. 536/m. προερχόμενον Πνεϋμα. il manoscritto di Monaco continua :

όρας δπως σαφέστερον ούτος ό άγιος είπε το Πνεϋμα ουσιωδώς — δι' ων προφέρετε χρήσεων ■ ό γαρ της τών Άλεξανδρέων, μάλλον δε της οικουμένης φωστήρ θείος ούτος πατήρ Κύριλλος.

Il

testo di Camatero. M,

δέ ούτοι που

το

f. 24v-25,

Πνεϋμα εστίν — expl. : και

Ouesta parte è omessa

da PG, ehe continua

poi : ό μακάριος ούτος πατήρ Κύριλλος.

44

ANNACLARA CATALDI PALAU

IV. L 'Arsenale Sacro

sotto il nome di Teodoro I (o II) Lascaris

Nel manoscritto Urbani 32, nale Sacro, seguito dal trattato

testo, un dialogo ehe il titolo attribuisce a Teodoro Lascaris :

Δί,άλεξί,ς του σοφωτάτου και λογιωτάτου και έν βασιλεϋσιν άοιδήμου κυροΰ Θεοδώρου του Λάσκαρη μετά των Λατίνων. Si tratta in realtà délia continuazione del proemio deWArsenale Sacro, ovvero il dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini. Questo testo non è tuttavia riportato per intero, ma si arresta circa dieci

pagine prima délia fine del dialogo ; inc. : 'AnoSiSovat τα Καίσαρος Καί- σαρι και τα του Θεοΰ τω Θεώ129 διδάσκοντος έν εύαγγελίοις του Σωτήρος ημών, expl. : αξίωμα καταπλουτήσει το πατρικόν (Monac. gr. 229, f. 7M7V). Non è possibile determinare se il dialogo è qui attribuito a Teodoro Ι ο II Lascaris. Vi sono argomenti per giustificarne la attribuzione sia all'uno ehe all'altro imperatore ; se si trattasse di Teodoro I Lascaris (1208-1222) vi sarebbe una logica, in quanto, nel racconto di Mesarite, questo stesso dialogo si svolge davanti a questo imperatore ; se si trattasse di Teodoro II Lascaris (1254-1258) vi sarebbe ugualmente una logica, perché questo dialogo viene subito dopo il trattato di Niceforo Blemmide, del quale Teodoro II Lascaris fu discepolo, senza contare ehe nel titolo immediatamente précédente vi è già un riferi- mento ad un Teodoro Lascaris, ehe, in quanto contemporaneo di Niceforo Blemmide, deve necessariamente essere Teodoro IL

per il «collage» tra il proemio

deWArsenale Sacro ed il trattato di Blemmide,

si

domanda se fu Lascaris a porre sotto il suo nome il dialogo tra l'impe ratore ed i cardinali latini deWArsenale Sacro. Mentre per quanto riguarda Niceforo Blemmide l'ipotesi ehe egli stesso sia stato l'autore dell'unione dei due testi non è esclusa, dato ehe, come si è visto, egli conosceva ed ammirava Andronico Camatero e la sua opera, per Teo doro Lascaris siamo nell'ambito délie pure ipotesi, senza alcuna prova ne a favore ne contro questa éventualité. Non è escluso poi ehe l'unione del proemio deW Arsenale Sacro con il trattato sulla processione dello Spirito Santo di Niceforo Blemmide, seguito dal dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini, sotto un

f. 155-164V, dopo il proemio de\Y Arse di Niceforo Blemmide, inizia un nuovo

Corne già

si era posto il problema

anche qui

ci

L ARSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

45

titolo ehe lo attribuisce a Teodoro Lascaris, sia l'opéra di un ignoto compilât ore, abbastanza colt ο ed abile da scegliere due test i ehe si potevano unire, con pochissime modifiche, senza dare luogo ad ineongruenze ; questo compilatore sarebbe vissuto tra il 1258, data délia morte di Teodoro II Lascaris, ed il 1321, datazione délia seconda parte del manoscritto Urbani 32; se il eompilatore non fu Niceforo Blemmide, è verosimile ehe, per attribuire a questo autore un testo non scritto da lui, egli fosse a conosc.enza della avvenuta morte del dotto bizantino ; in questo caso, sarebbe quindi vissuto tra il 1272, data della morte di Blemmide130, ed il 1321.

Ulilizzazione de/F Arsenale Saero da parle di Teodoro Lascaris

II manoscritto I rbani 32 riporta il dialogo de\Y Arsenale Sacro con

grande fedeltà ; se vi sono degli errori o délie omissioni, queste sono

do vu te

manoscritto apparent at ο molto da vicino al Monae. gr. 229. Mentre

per quant.o riguarda

manoscritti, Monac. gr. 229, Venelus Marc. gr. 158 e Urbani 32, nel caso del dialogo sono cinque i manoscritti ehe ho collazionato ed è apparso chiaro ehe sia Urbani 32 ehe Venelus Marc. gr. 158 sono molto piu vicini al manoscritto di Monaco degli altri manoscritti. Questi tre manoscritti riproducono la stessa situazione (dialogo di

un imperatore eon alcuni cardinali latini) e questo ha permesso di ridurre i cambiamenti al minimo. Gli stessi appellativi dei personaggi sono stati mantenuti ; nel manoscritto Urbani 32, pero, sono sempre legati a quanto precede da una congiunzione e formano una breve frasetta ; inoltre, quando viene nominato l'imperatore, il suo nome è aceompagnato da un attributo ; invece, nei Monac. gr. 229 e Venelus Marc. gr. 158 linterlocutore è soltanto enuneiato, senza ulteriori aggiunte :

il proemio dell' Arsenale Sacro ho confrontato tre

a sviste

del

copista, ma è chiaro

ehe il modello

è stato

un

— Urbani

Monac. gr. 229, Marc. gr. 158 [da qui in avanti M, V] : Καδδινάλιοι.

32 [da qui in avanti G] : Και οι καδινάλιοι προς αυτόν.

(G) : Και ό θεόσοφος βασιλεύς φησι προς αυτούς.

(Μ,

V) : Βασιλεύς.

Λ differenza degli altri manoscritti, in G compaiono tutte le frasi di

Iode aU'imperatore ehe si trovano nel Monac. gr. 229, ne sono stati apportati tagli aile parti non strettamente necessarie (similitudini,

paragoni), corne è avvenuto nel dialogo di Mesarite. Corne già si era not ato per il proemio, si trat ta della copia pura e semplice di un testo e non di un arrangiamento dello stesso.

Il testo, in G, si ferma al f. 17V del Monac. gr. 229, parecchi fogli

prima della fine del dialogo [f. 7v-27], mentre in Mesarite il testo è

i:{<>.

Mu cf. A. Fui.lkb. art. ni. alla n.

\\^.

46

ANNACLARA CATALDI PALAU

stato utilizzato fino al f. 24 del Monac. gr. 229, e nei due manoscritti

infra) fino al

f. 26V dello stesso codice. Mentre nei due manoscritti ehe presentano il testo corne un'opera indipendente il compilatore si è sforzato di provvedere una frase finale adeguata (v. infra), nel manoscritto Urbani 32, alla fine (f. 164V), il discorso è semplicemente interrotto a meta di una frase : και αύ ό Υιός, αξίωμα καταπλουτήσει το πατρικόν {Monac. gr. 229, f. 17V), mentre, nel manoscritto di Monaco, continua : και αρχή καθεστήξει φυσική και του Πατρός και του Πνεύματος, και ούτως αλλήλων έσονται και αίτια και αιτιατά.

ehe presentano il testo come operetta a se stante (ν.

V. Parte del dialogo dell'Arsenale Sacro TRATTATO COME DIALOGO ANONIMO, A SE STANTE

In nessun manoscritto di questo gruppo il nostro testo è attribuito ad Andronico Camatero, o le parti di testo tratte da\VArsenale Sacro sono indicate come provenienti da quest'opera.

Ho

rinvenuto il dialogo in due manoscritti, Paris, gr.

214

A,

14° secolo, e Monac. gr. 28,

16° secolo ; vi si trova come dialogo ano-

nimo, dal titolo : Διάλεξις συντεθεΐσα Γραικού και καδδιναλίων τινών άπό της πρεσβυτέρας 'Ρώμης, περί της του παναγίου Πνεύματος εκ μόνου του Πατρός έκπορεύσεως. Il testo inizia allô stesso punto délia lunga citazione dall' Arsenale

Sacro in Nicola Mesarite, con lo stesso inc. : Της τών 'Ρωμαίων αγίας εκκλησίας ; la parte di dialogo riportata è pero più lunga e comprende quasi tutto il dialogo (= Monac. gr. 229, f. 10-26v [il dialogo intero inizia al f. 7V e finisce al f. 27]). La fine è stata modificata rispetto al testo del manoscritto di Monaco ; la parte mutuata da Andronico Camatero corrisponde al manoscritto fino ad άλλα δη και προς τας κυριακας παραδόσεις σπουδά

ζονταςσυμβιβάζειν εύρίσκομεν,

ήγάθυνε (Monac. gr. 229, f. 26V ; Paris, gr. 214 A, f. 274 ; Monac. gr. 28,

f. 343V) ; quindi il compilatore ha trovato una chiusa ehe gli consente

έφ'

ω κατά τον ψαλμωδόν και ό Κύριος τούτοις

di interrompere la trascrizione dell' Arsenale Sacro senza ehe l'interru-

zione sia troppo brusca :

Τα μεν ούν εν διαλέξει ίκανώς έχειν οίόμεθα " χρεία δέ ήμΐν και γραφικών

χρήσεων εις πλείονα πληροφοριών περί ων εΐπομεν. Άόκνως τοΰτο ποιήσωμεν · και γένοιτο του της διαστάσεως μεσοτοίχου καθαιρεθέντος παρά του αγίου Πνεύματος άντεισαχθήναι τήν είρήνην και τήν προς άμφω τα μέρη ημών συμ- φωνίαν της άληθοΰς και ορθής πίστεως. Ι due manoscritti ehe riportano questo dialogo, Paris, gr. 214 A, 14° secolo (da qui in avanti P), e Monac. gr. 28, 16° secolo (da qui in

ineipit e lo stesso explicit e sono molto

avanti L),

hanno lo stesso

strettamente apparentati.

LARSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

47

Rispetto al Monac. gr. 229, le parti di testo riprodotte ο omesse sono esattamente le stesse, con gli stessi incipil ed explicit; il testo ha tuttavia subito alcune modifiche, per adattarlo al contesto. Poichè gli interlocutori sono qui «i cardinali latini» e «un Greco», tutte le frasi pronunciate dai Latini in lode délia maestà e dell'intelligenza del- l'imperatore ehe si trovano in M, sono state soppresse in LP, ed in base alia stessa logica sono state abolite da LP anche le frasi pole- miche ehe l'imperatore pronuncia nei riguardi dei cardinali latini. Sono stati eliminati anche gli esempi ehe Camatero introduce per meglio illustrare un concetto, nonchè le digressioni e le circonlocuzioni ehe egli usa abbondantemente neAVArsenale Sacro. I tagli operati al testo sono dello stesso tipo di quelli operati da Mesarite, ma le parti eliminate sono spesso differenti ; cosi, mentre sia LP ehe Mesarite riportano integralmente quanto si riferisce al Pri- mato, Mesarite riassume in poche righe il testo ehe segue (la aggiunta

L lo riproducono

al Simbolo da

completo ; Mesarite élimina la parte di testo corrispondente ai f. 14 e

14V e 16V-18 del Monac. gr. 229, Ρ ed L la riproducono ; infine, come si è visto, Mesarite si ferma al f. 24, mentre Ρ ed L continuano a trascri-

vere il testo de\Y Arsenale Sacro fino al f. 26V di

Per quanto riguarda le varianti, LP -concordano in molte di queste ; in ambedue i codici è notevole la tendenza a semplificare il testo, per cui ad esempio του κήρυκος της σωτηρίας (Monac. gr. 229, f. 16) diventa, in LP, του αποστόλου, e καθέστηκεν diventa spesso, in LP, εστίν. Questi due manoscritti non concordano tuttavia al punto da indi- care una discendenza diretta ; vi devono essere stati uno ο più inter- mediari tra l'uno e l'altro. Si osserva per esempio ehe il manoscritto di Parigi présenta degli spazi lasciati in bianco, abbastanza regolar- mente, circa ogni 33 righe, il ehe mostra ehe il modello da cui è stato copiato era difettoso ; questo non si verifica nel manoscritto di Monaco, ehe riempie correttamente queste lacune, e non ha quindi attinto direttamente ne dal manoscritto di Parigi ne dal suo modello. Appare chiaro ehe, come si era notato per la parte di testo incorpor ata nel dialogo di Mesarite, ci troviamo in presenza di una «versione corta » di questo testo (v. infra).

parte

dei Latini),

mentre

Ρ

ed

Monac. gr. 229.

VI. L' Arsenale Sacro ε Giovanni Bekkos

Giovanni Bekkos scrisse una refutazione contro Γ Arsenale Sacro di

Andronico Camatëro : J. Vecci

refutationes adversus D. Andronici

Camateri

de Spiritu Sanclo animadversiones131, grazie alla quäle

131. PG 141, 396-613.

48

ANNACLARA CATALDI PALAU

sono stampati alcuni passi di quest'opera corne si è detto inedita. Il solo fatto ehe egli abbia scelto di dedicare un intero libro alla refuta- zione delle teorie conlenute ne\VArsenale Sacro testimonia della fama

di quest'opera e del suo autore in quell'epoca.

Bekkos parla del sistema ehe ha seguito per ridurre questo testo in due occasioni : nell'opera speeificamente dedicata alla refutazione ae\Y Arsenale Sacro e nel brève trattato De omnibus suis libris, el scrip- lionum suarum consensione animadversio132. Alla refutazione dell' Arsenale Sacro Bekkos premette una introdu- zione nella quäle spiega i motivi ehe lo hanno indotto a scegliere

quell'opera, ed il sistema ehe seguirà per presentare al lettore il risul- tato conseguito nel modo più chiaro possibile ; egli ha scelto Γ Arsenale Sacro volendo percorrere una nuova strada per far trionfare la verità

άλλην τινά καινοτέραν

μετελθόντας όδόν, δι ής αν το τόν έλεγχων κράτος έκδηλότερον κατασταίη

τοις

ταΐς της αυτοκρατορίας ήμέραις Μανουήλ

τούπίκλην,

L'autore definisee Andronico Camatero άνήρ την σοφίαν ούκ άγεννής, e loda l'abilità stilistica da lui dimostrata in quest'opera : και το μεν έπί, κάλλει λόγου και φράσει ταύτης θαυμάσιον έπαινέσαι, anche se si tratta di un testo teologicamente erra to e non degno della sua saggezza. Giovanni Bekkos enuncia poi il sistema ehe seguirà nella sua ana- lisi : si limitera a studiare il testo nella parte in cui Camatero elenca brani tratti dai testi sacri, ed a ogni citazione di Camatero opporrà la sua refutazione (PG 141, 397D ) ; per motivi di praticità, sarà costretto

διαγινώσκειν έθέλουσι. Και ή οδός τήν βίβλον μετά χείρας λαβείν, ην έν

(PG 141, 397-4) : "Εδοξε δε τούτο ποί-ήσαι ήμας,

'Ανδρόνικος ό

Καματηρος

συνεγράψατο.

ad abbreviare il testo de\YArsenale Sacro, pur senza togliervi niente di

essenziale. Bekkos sceglie, per l'efficacia della sua argomentazione, di occuparsi solo di questa parte di testo, pur sapendo di tralasciare la

parte deWArsenale Sacro in cui rifulge maggiormente l'abilità di

Camatero, ovvero il dialogo fittizio tra l'imperatore ed i cardinali latini 133. La seconda occasione in cui Bekkos parla dell' Arsenale Sacro e del sistema seguito per giungere ad un arrangiamento soddisfacente di

(PG 141, 1020-

questo testo è nel trattato De omnibus suis libris

1028). Descrivendo il suo sistema di lavoro, Giovanni Bekkos afferma

di avère voluto riunire in un solo volume le opère di svariati scrittori

sullo stesso argomento, il ehe lo ha obbligato a tagliare quanto non

132. PG 141, 1020-1028. Cf. V. Péri, L'opuscolo di Giovanni Bekkos «Sull'infon-

datezza storica dello scisma tra le Chiese» e la sua prima redazione, RSBN 1977-1979, p. 203-237, precisamente p. 208-210.

133.

έπεδείξατο.

14-16,

PG 141, 400 1)9n : και μάλισθ' δτι έν ταύτη της έαυτοΰ σοφίας ό τοιούτος τήν δύναμιν

LARSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

49

riteneva essenziale 134, ma assicura ehe questo modo di procedere non nuocerà alla verità 135 ; ritorna poi sul sistema ehe ha seguito nell'ana- lizzare Γ Arsenale Sacro : egli ha operato una scelta, decidendo di non commentarne la parte più célèbre, cioè il dialogo, e di confutare sol- tanto le citazioni tratte dai testi sacri, ma questa procedura non ha tolto niente all'efficacia del testo originario ; al contrario, grazie agli eventuali tagli, lo ha snellito, attenuando la verbosità di Andronico Camatero 136.

VII. I

MANOSCRITTI Ε LE EDIZIONI DELL' ARSENALE SaCRO

Ε DEI TESTI CHE NE HANNO INCORPORATO ALCUNE PARTI

Quanto segue non è ehe un abbozzo délia questione ; per ottenere un risultato interessante, sarebbe necessario condurre una ricerca si- stematica sull'esistenza di eventuali manoscritti contenenti YArsenale Sacro ; per quanto riguarda la parte dell' Arsenale Sacro ehe, nei codici, è trattata corne un dialogo polemico a se stante, sono certa ehe tale indagine indicherebbe l'esistenza di questo testo in numerosi altri manufatti. Elenco per il momento i codici ehe conosco, rimandando uno studio più approfondito délia tradizione manoscritta di quest'opera ad altra occasione.

134. PG 141, 1025 r'7- 1 028 43 : Ό δε της συστολής λόγος, δτι μετά το τας κατά Φωτίου, και

του Μεθώνης Φουρνή τε και του Βουλγαρίας, έτι δέ και της τοϋ Καματηροϋ βίβλου ιδίως, και αύ παρά μέρος μετά τό τας κατά τοϋ Μοσχάμπαρ λογογραφήσαι ήμας αντιρρήσεις, άλλων πάλιν ώσπερ έξ ύπαρχής πολεμίων τής αληθείας άναφανέντων, ό Κύπριος ούτος, και οί περί τόν Κύπριον, ό κατ' αυτών άγων ήμας δικαίως άπήτησε δια πολυστίχων και αυτούς άνατρέψαι των αντιρρήσεων.

βραχυλογήσαντες

1028 49~13 : Ει γαρ τας κατά Φωτίου, και τοϋ Μεθώνης

αντιρρήσεις, ουδέν τών οσα τό άναγκαΐον τής αποδείξεως είχον παρείδομεν, τίς ή εντεύθεν τής αληθείας κολόβωσις ;

PG 141, 1028 /11361° : Ει δέ και τής τοϋ Καματηροϋ βίβλου τήν άντίρρησιν μετιόντες τα

135.

136.

PG 141,

πρώτα, τότε μεν καταστρωννύντες αύτολεξεί τήν διάλεξιν, ην εκείνος τό του αύτοκράτορος ύποδυ- σάμενος πρόσωπον, ώς μέσον δήθεν προβασαν αύτοϋ τε εκείνου τοϋ αύτοκράτορος, και τών περί τής εκκλησιαστικής ειρήνης επιδημουντων τότε τή Κωνσταντίνου καδδηναλιων έπλάσατο, πλατυ- κώτερον αυτήν έλογογραφήσαμεν. Ει δέ γε τα νέα τής βίβλου αντίγραφα πασαν ταύτην παραίτησα- μενοι μόνων τών γραφικών ήμεΐς ρήσεων, και τών έπί ταΐς ρήσεσι πεφροντίσαμεν επιστασιών ■

ωσαύτως δή και ει γε τότε μεν έκάστην περικοπήν γραφικής ρήσεως, ώς αυτός εκείνος έξέθετο, εκτιθέμενοι, και ην εφ' έκάστην τών ρήσεων οίκείαν αυτός προσήπτεν έπιστασίαν τόν ήμέτερον έπήγομεν ελεγχον, έσύστερον δέ τών περικοπών τινας έπετέμομεν, έν οΐς δηλονότι μέρεσι περιείχαν τι αί τοιαΰται, μετόν τής προκειμένης ήμΐν σπουδής ούδαμοϋ, τίς αν τών βίβλων καταγνοίη έναντιότητα ; Τήν αυτήν δέ και έπί ταΐς κατά τοΰ Μοσχάμπαρ Άντιρρητικοϊς έβαδίσαμεν, πασαν μέν ήμετέραν άντίρρησιν άπαραποίητον έν έκατέρα τών βίβλων τετηρηκότες, ώς έν τοις τοΰ Κα

ματηροϋ,

ουδέν είναι καίριον διεγινώσκομεν εις άντίρρησιν έπιτεμόντες.

όπόσα δέ μέρη τών αύτοϋ κεφαλαίων μόνην τήν έν ματαίω είχον πολυλογίαν,

έφ'

οίς

50

ANNACLARA CATALDI PALAU

I. Manoscritti

Bisogna distinguere tra manoscritti ehe contengono :

A) Tintera opera dell'^lrsena/e Sacro :

(secolo 13°) (secolo 14° in.).

B) manoscritti ehe contengono solo una parte dell'opera, a loro volta

suddivisi in :

b') codici ehe contengono il proemio ed il dialogo sotto il nome di Camatero :

(a. 1387).

b") codici ehe contengono il proemio e parte del dialogo sotto il nome di un altro autore [Blemmide (proemio), Lascaris (dialogo)] :

(a. 1321).

b'") codici ehe contengono solo aleune parti del dialogo sotto il nome di un altro autore :

1.

2.

Monac. gr. 229

Venetus Marc. gr. 158

3. Mosquensis Synod, gr. 239 (Vladimir)

4. Genuensis Urb. 32

5. <Mesarite>

: Ambr.

F

93 sup.

(M.

e

B. 350)

(secolo 13°)

6. Mosquensis Synod, gr. 240 (Vladimir)

 

(secolo 14°)

7. Mosquensis Synod, gr.

250 (Vladimir)

(secolo 17°).

b"") codici ehe contengono solo aleune parti del dialogo corne trat-

tato teologico indipendente, anonimo :

8. Paris, gr. 214 A

(secolo 14°)

9. Monac. gr. 28

(secolo 16°).

Ho trovato il dialogo in questi due manoscritti seguendo una indi-

cazione di Hergenröther 137. Ritengo estremamente probabile ehe lo

codici, ma non sarà facile indivi-

duarli, per la difficoltà intrinseca ehe si incontra cercando opère di questo tipo, anonime, e non facilmente classificabili in una determi- nata categoria.

1. Monacensis gr. 229 138 Manoscritto databile al 13° secolo, misurante mm. 252 X 164 (249 X 165), f. 356. Contenuto — Andronico Camatero, Arsenale Sacro :

(f. 1-3) Giorgio Scilitzes, epigrammi in onore di Camatero : Επίγραμμα της βίβλου δι' ιάμβων στίχων των πρωτοκυροπαλάτου κυροϋ Γεωργίου του Σκυλίτζη, inc. :

stesso testo si trovi in molti altri

, p. 811 n. 157; l'au-

tore cita anche un terzo manoscritto, Vindob. Theol. gr. 245 Nessel (= Lambeck Cod. Theol. n° 269), ehe non contiene tuttavia questo dialogo (v. infra, alla descrizione del

137. J. Hergenröther, Pholius Patriarch von Constantinopel

manoscritto Paris, gr. 214 A).

138. Questo codice è descritto da I. Hardt, Catalogue codicum manuscriptorum

Bibliothecae Hegiae Bauaricae, Monachii 1806, p. 490-497.

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

51

Και τοΰτο δείγμα της άριστοβουλίας νοος Μανουήλ, expl. : κλήρωμα τούτοις άμετάτρε- πτον νέμοι 139.

πραγματειών

κεφαλαιώδης οΐον προτίτλωσις. Σύγγραμμα 'Ανδρόνικου σεβαστού και μεγάλου

δρουγγαρίου της βίγλας του πατρόθεν μεν Καματηροϋ μητρόθεν δε Δοϋκα συλλεγέν και συντεθέν υποθήκη, μεθόδω, διδασκαλία τε και κελεύσει τοϋ θεοσόφου ΐσαποστόλου μεγάλου βασιλέως πορφυρογέννητου και αύτοκράτορος κυρ Μανουήλ τοϋ Κομνηνού.

Ούτος γαρ

τοιαύτην βίβλον ώνόμασεν.

4V-7V) proemio, inc. : Προοίμιον. Λέων ερεύξεται και τις ου φοβηθήσεται ;

και ίεραν όπλοθήκην αυτός ό μεγαλόνους και μεγαλόνικος βασιλεύς τήν

(f. 3-4ν)

« protitlosis » :

Πασών

των

έν

τη

παρούση

βίβλω

(f.

(f.

βασιλεύς προστάσσει και τίς ού πληρούν κατά το έγχωροΰν, expl. : και της ασφαλούς επιστήμης περί τήν τών δογμάτων άκρίβειαν. Ούτω γοΰν και τα της διαλέξεως εχουσιν.

7ν-27) dialogo tra l'imperatore ed i cardinali latini, titolo : Διάλεξις του

θεοσόφου μεγάλου βασιλέως και τών της πρεσβυτέρας 'Ρώμης σοφωτάτων καδδιναλίων περί της του παναγίου Πνεύματος εκ μόνου του Πατρός έκπορεύσεως, inc. :

Άπο8ι8όναι. τα Καίσαρος Καίσαρι και τα τοϋ Θεοϋ τω Θεώ διδάσκοντος έν εύαγγελίοις

του Σωτηρος ημών, expl. : καθελών το της έχθρας μεσότοιχον, άντεισαγάγοι τήν

εΐρήνην · και δι'

αυτής άξιους και της αύτοΰ βασιλείας έργάσαιτο.

(f. 27-9 lv) elenco di luoghi biblici e patristici per confutare le eresie dei

Latini.

(f. 91v-92) proemio al dialogo dell'imperatore con il maestro armeno Pietro,

)

titolo : Προοίμιον της περί τών έν Χριστώ δύο φύσεων και ετέρων τινών κεφαλαίων πραγματείας, inc. : Ό μεν δή τών υπέρ της ευσέβειας αποστολικών τοϋ θεοσόφου βασιλέως αγωνισμάτων και σπουδασμάτων πρώτος άεθλος, expl. : ή δε θεοειδής

τοΰ βασιλέως ψυχή ΐλεω (

σπούδασμα. (f. 92-106v) dialogo dell'imperatore con il maestro armeno Pietro, titolo :

Διάλεξις τοΰ βασιλέως μετά τοΰ διδασκάλου τών 'Αρμενίων Πέτρου περί τών έν Χριστώ δύο φύσεων, inc. : Βασιλεύς · Ήμεΐς σκοποί παρά Θεοΰ τεθέντες τω περιουσίω τοΰ λαώ τω νέω 'Ισραήλ τω Χριστωνύμω πληρωμένοι, σοφώτατε τών 'Αρμενίων διδάσκαλε, τήν

ημάς έποπτεύοι, και πόρρωθεν συναρήγουσα π(ρός) το

μεν παρά τών αισθητών έχθρων τών πέριξ μυριογλώσσων βαρβάρων εθνών έπερχομένην

ρομφαίαν, expl. : και μιας ποίμνης

χρηματίσαι ποιμένα τον θεάνθρωπον Σωτήρα, τον Κύριον ημών Ίησοΰν Χριστόν, μίαν

παρά πάντων εις τους απέραντους αιώνας τήν δοξολογίαν δεχόμενοι.

(f. 106v-309) raccolte di citazioni in cui vengono contestate le eresie degli Armeni.

απάντων

μεθ'

ημών γεγονότων τούτων, (

)

(f. 310-356) testi di Gregorio di Cipro e Giovanni Bekkos.

Materia — carta orientale. Fascicoli — II manoscritto è composto da 44 quaternioni (f. 1-352) e un binione in fine (f. 353-356), segnati, di mano del copista ο da uno scriba coevo, sul primo f. di ogni fascicolo, nell'angolo inf. est., con lettera minuscola greca da (α') (f. 1) a λη' (f. 302); questo è l'ultimo quaternione segnato ; dal f. 310 inizia un nuovo testo, ed i fascicoli da qui in poi non sono più numerati. Sul primo f. di ogni fascicolo, nel margine sup., in mezzo, vi è una seconda segna- tura per fascicolo, più tarda (15° secolo?), con numeri romani ; sono numerati tutti i 46 fascicoli. La superficie scritta è di mm. 195 X 102, vi sono 26/27 11. per pagina. Scrittura — Questo manoscritto è omogeneo, ma scritto da diverse mani ; una sola mano ha vergato il testo de\\ Arsenale Sacro, ehe è scritto con una grafia molto chiara, dalle lettere grandi, di tipo «Fettaugenstil».

139. Kd. A. I)fme ι Rakopollos, Όρθόδοξοζ Ελλάς ήτοι περί τών γραψάντων κατά

Αχτίνων και περί των συγγραμμάτων αυτών, Lipsia 187*2, ρ. 26-29.

52

ANNACLARA CATALDI PALAU

Ornamentazione — Vi sono iniziali ed indicazioni del cambio di personaggi in rosso vivo ed alcune cornici grossolane, in rosso vivo, all'inizio dei capitoli. Ho esaminato questo manoscritto e ne ho collazionato i f. 4V-27V.

2. Venetus Marcianus gr. 158 (coll. 515) 14° Manoscritto databile al secolo 14° in. dalle filigrane, misurante mm. 242 x 153 (235 X 155), f. 309. Storia del codice — Questo manoscritto appartenne al cardinale Bessarione. Ex libris — Sul f. di guardia I, vi è la scritta «diecinoue», vergata con una grafia databile al secolo 16° (?).

Sul f. di guardia I\ vi è l'ex libris di Giovanni Constanti (PLP 8440-8442 ) :

βιβλείων κυρ(οϋ) ΐω(άννου) του κωνσταντή και ίατροΰ, ripetuto sul f. 1, in cima :

ΐω(άννου) του κωνσταντή.

vergato con

δογματική

πανοπλία βησσαρίωνος καρδηναλ(ίου) του των τουσκουλ., l'inferiore in latino :

«torn. 38 dogmatica armatura, b. Card() TusculQ.» Contenuto — Andronico Camatero, Arsenale Sacro :

(f. 1-2) Giorgio Scilitzes, epigrammi in onore di Camatero, preceduti dal

titolo Βίβλος συν θεω άγίω ή λεγομένη δογματική πανοπλία, inc. : Και τοϋτο δείγμα της άριστοβουλίας νοος Μανουήλ, expl. : κλήρωμα τούτοις άμετάτρεπτον νέμοι.

Sul f. 1, nel margine inferiore, vi è l'ex libris di Bessarione,

inchiostro marrone ; la riga superiore è scritta in greco : τοπ. λη'

2-2ν) « protitlosis » : Σύγγραμμα 'Ανδρόνικου σεβαστού και μεγάλου

δρουγγαρίου της βίγλας, τοϋ πατρόθεν μεν Καματηροϋ, μητρόθεν δε Δούκας, συλλεγεν και συντεθέν υποθήκη και μεθόδω, διδασκαλία τε και κελεύσει τοϋ θεοσόφου ίσαπο- στόλου μεγάλου βασιλέως πορφυρογέννητου και αύτοκράτορος 'Ρωμαίων κυρίου

Μανουήλ τοϋ Κομνηνού. Ούτος γαρ

μεγαλόνικος βασιλεύς τήν τοιαύτην βίβλον ώνόμασεν.

2ν-4) proemio, inc. mut. [= Monac. gr. 229, inizio del f. 5V] : Τοΰτον μεν

(f.

και ίεραν όπλοθήκην αύτος ό μεγαλόνους και

(f.

(f.

της ορθοδοξίας ύπερασπιστήν και πρόμαχον εχουσαι, expl. : και της άσφαλοΰς επιστή μηςπερί τήν των δογμάτων άκρίβειαν. Ούτω γοΰν τα της διαλέξεως εχουσιν.

4-21) dialogo tra l'imperatore ed i cardinali Latini, senza titolo, ine. :

Άποδιδόναι τα Καίσαρος Καίσαρι και τα τοΰ Θεοϋ τω Θεω διδάσκοντος τοΰ

Σωτΐρος δι'

ταύτην άφθαρτον δογματίζοντες

308-309v) epilogo, inc. : Όρας, φιλανθρωπότατε χρηστέ βασιλεΰ, όπόσοι

συνήντησάν σοι προάγγελοι, τον τοΰ πριν γνωστοϋ και φίλου Λαζάρου τοΰ γένους λέγω των 'Αρμενίων, expl. mut. : διδοΐτό τε παρά Θεοΰ τη ση βασιλεία διηνεκώς παν αγαθόν έγκόσμιόν τε και υπέρ [ Materia — Manoscritto di carta occidentale ; le filigrane del manoscritto

1311, e «Corona», cf.

sono : «Croce», cf. Moshin-Traljic141 3537 =

Moshin-Traljic 3199 = a. 1318. Fascicoli — II manoscritto è composto da 39 fascicoli, per lo più quater-

nioni ; per la composizione esatta dei fascicoli rimando al catalogo.

I fascicoli sono segnati sul primo e sull'ultimo f. del quaternione, con let-

tera minuscola greca, di mano dello scriba, nel margine inf., in mezzo; prima segnatura visibile è a' (f. 1 e 8V), l'ultima λθ' (f. 305).

,

expl. : καθελών το της έχθρας μεσότοιχον, άντεισαγάγοι τήν εΐρήνην και

αύτΓ,ς άξιους και της αύτοΰ βασιλείας έργάσαιτο.

(f. 21-308)

Arsenale Sacro,

expl.

:

οί

δε

κακοδοξοΰντες ελέγχονται.

(f.

a.

la

140. Ε. MioNi, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum, Codices Graeci Manuscripti,

Vol. I, Thesaurus anliquus, codices 1-299, Roma 1981, p. 230-231.

141.

goslave

V. A. Moshin et S. M. Traljic, Filigranes des xme et xiV s. [Académie you

des Sciences et des Beaux Arts. Institut d'Histoire], I, Zagreb 1957.

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

53

La superficie scritta varia molto in tutto il manoscritto, da mm. 170/ 190 X 120/130, linee per pagina 25/34. Scrittura — II manoscritto è stato vergato con varie grafie contemporanee ; la principale è minuta, eretta ο lievemente inclinata verso destra, vergata con inchiostro marrone chiaro. L'ortografia e l'accentuazione del testo sono cor- rettissimi. Ad un esame veloce, gli scribi ehe si alternano alla copia sembrano molto più numerosi dei due ehe il catalogo indica. Ornamentazione — Praticamente assente ; vi sono solo alcuni cordoni, deli- neati in marrone, colorati in rosso sbiadito e bianco ; lo stesso rosso sbiadito è usato per l'alternanza dei personaggi e per le iniziali, ehe non sono ornate ma semplici ; in seguito questo rosso diventa violaeeo. Noie marginali — Sul f. di guardia I sono scritti alcuni versi délia Bibbia, databili al secolo 16° (?), vergati con grafia arcaizzante : (μ)ακάριοι οί άμωμοι èv όδω οί πορευόμενοι εν νόμω κ(υρίο)υ, μακάριοι οί έξερευνόντες τα μαρτύρια αύτου, εν δλη καρδία έκζητήσουσιν αυτόν · ού γαρ οί εργαζόμενοι την άνομίαν εν ταΐς όδοΐς αύτοϋ έπορεύθησαν · συ ενετείλω τας έντολάς ουτοΰ φυλάξασθαι σφόδρα οφελο-[, in parte ripetuto sotto ; — in fondo, una grafia piccola e veloce ha scritto, con un inchiostro mar rone grigio : δ θ(εό)ς εις τήν βοήθειάν μου. Ho esaminato questo manoscritto e ne ho collazionato i f. 1-21, 307-309v.

3. Mosquensis Synod, gr. 239 (Vladimir)142

Manoscritto cartaceo datato a. 1387 (f. 242V). Contiene un insieme di testi sulle controversie religiose ehe separavano la Chiesa greca dalla latina, principalmente il problema délia processione dello Spirito Santo, la questione degli azimi, etc. Il testo di Andronico Camatero occupa i f. 189-202v, e contiene unicamente il proemio ed il dialogo tra l'imperatore ed i eardinali Latini :

(f.

189) titolo : Σύγγραμμα 'Ανδρόνικου δρουγγαρίου της Βίγλης συλλεγέν

κελεύσει του θεοσόφου αύτοκράτορος 'Ρωμαίων Μανουήλ του Κομνηνού [cosi il cata

logo]. (f. 189V) proemio, ine. : Λέων έρεύξεται και τίς ού φοβηθήσεται, expl. : ? [Non è citato dal catalogo].

190v-202v) dialogo tra l'imperatore ed i eardinali Latini, titolo : Διάλεξις

(f.

του σοφωτάτου βασιλέως και των της πρεσβυτέρας 'Ρώμης καρδιναλίων, περί της του παναγίου Πνεύματος εκ μόνου του Πατρός έκπορεύσεως, inc. : Άποδιδόναι τα Καί σαρος Καίσαρι και τα του Θεοϋ τω Θεω, expl. : ? [Non è citato dal catalogo]. Vi è una sottoscrizione sul f. 242V : έτει ,ςω^ε', μαρτίω κ'. Δωροθέου πόνος και. χάρις θεοΰ. Non ho visto questo manoscritto.

4. Urbani 32 143

Manoscritto non omogeneo ; (f. 1-88) databili

1321 (f. 241V).

al

15° secolo,

(f. 89-309)

datati a.

Contenuto — Questo codice contiene innumerevoli testi sulle controversie tra Chiesa greca e latina.

misurante mm. 230 X 152 (221 X 145),

f. 309.

142. Vladimir, Archimandrita. Catalogo sistematico dei manoscritti della Biblioteca

Sinodale di Mosca (in russo), Mosca 1894, p. 311-314.

143. A. Cataldi Palau, Catalogo dei manoscritti greci della Biblioteca Franzoniana

((ienova) (I rbam 21- 40). Supplemento al Bollettino dei Class ici (Accademia Xuzionale dei Lineei) [in corso di stampa].

54

ANNACLARA CATALDI PALAU

II testo dell Arsenale Sacro si trova nei f. 150v-164v :

(f.

(f.

(f.

150v-153) <proemio>, titolo : Του λογιωτάτου και σοφωτάτου Βλιμίδου

προτραπέντος αύτοΰ παρά του έν βασιλεΰσιν άοιδήμου βασιλέως κυροΰ Θεοδώρου του Λάσκαρη, ταϋτα καταλεπτον άναγράψασθαι, inc. '. Λέων έρεύξεται κ<χί τις ου

φοδ-ηθήσεται ; expl. : και της ασφαλούς επιστήμης περί την των δογμάτων άκρίβειαν.

153-154V) <trattato sullo Spirito Santo di Niceforo Blemmide, ine. :

Ει μεν περί καινού ζητίματός τίνος, expl. : πραγματικώς έναντιουμένων σοι. Segue l'ultima riga del proemio de\VArsenale Sacro ούτω γοϋν, και τα της

διαλέξεως εχουσιν.

155-164V) dialogo dell'imperatore con i cardinali latini, titolo : Διάλεξις

τοΰ σοφωτάτου και λογιωτάτου και έν βασιλεΰσιν άοιδήμου κυροΰ Θεοδώρου του Λάσ

καρη μετά των Λατίνων, inc. : Άποδιδόναι τα Καίσαρος Καίσαρι και τά τοΰ Θ(εο)ϋ τώ Θ(ε)ώ, expl. : αξίωμα καταπλουτήσει το πατρικόν (= Monac. gr. 229, f. 17V). Materia — Carta occidentale, abbastanza spessa, di colore avorio.

Il manoscritto ha le seguenti filigrane :

— f. 89-104;

112-119; 242-309: «Croce», quasi identica a Briquet144

«Croix» 5420 (Gênes 1310), molto simile a Zonghi 145 75 (a. 1312).

— f. 105-111 ; 120- 241 : «Lettre L majuscule latine», fîligrana identica a

Briquet146 398 (a. 1328), simile a Zonghi 208 (a. 1373), 209 (14° s.). Fascicoli — II manoscritto inizia mutilo ; è formato di 19 quaternioni rego-

lari (f. 89-239), 1 unione (f. 240-241), 8 quaternioni regolari (f. 242-305),

1 binione (f. 306-309);

le segnature, in lettere maiuscole greche, di mano del

copista, sono poste nel margine sup. est. del primo f. di ogni fascicolo, e sono visibili dal quarto quaternione, segnato Δ' (f. 112) fino a ΚΘ' (f. 306).

Al f. 89, primo f. di questa parte del manoscritto, inizia una segnatura per

f. con cifre arabe;

Scritlura — Un solo scriba, credo, sebbene tra i f. 89-24 lv ed i f. 242-309v vi sia una lieve differenza di grafia. Linchiostro è marrone ; le lettere sono

piccole, ordinate, allineate; l'asse di scrittura è verticale; la dimensione délie

3 mm.; vi sono alcune legature e

abbreviazioni, dieresi su iota e upsilon. Lo scriba ha vergato la sottoscrizione (f. 241V). in inchiostro rosso arancio ; precedono due dodecasillabi : δέχου ώ Χριστέ μου τών έμών χειρών κόπον / λύσιν παράσχου τών πολλών μου σφαλμάτων; seguono cinque righe cancellate con strisce di colore nero ed ormai illeggibili, a seguito délie quali. su due righe, si legge la data : έγράφη δε επί έτους ςωλ' έν μη(νί) οκτωβρίω εις τον κ' Ίνδ. ε'. Ornamentazione — L'ornamentazione è molto scarsa ; i titoli, le iniziali

lettere è di ca.

la prima cifra visibile è 5.

1

mm.,

l'interlinea è di ca.

l'ultima 225 (f. 308).

delineate da una doppia striscia e le rare bordure decorative, in stile végétale, con nodi e foglioline, sono in rosso arancio pallido. Ho esaminato questo manoscritto e ne ho collazionato i f. 150v-164v.

144. G. -M. Briqurt, Les filigranes — Dictionnaire historique des marques du papier,

I-IV, Paris 1907.

145. Zonghi's Watermarks, etc. (Le Marche principals délie carte fabrianesi dal 1293 al

1599 — Le Antiche carte fabrianesi alla Esposizione Generale Ilaliana di Torino) [Monu-

menta Chartae Papyraceae tlistoriam Illustrantia, III], Hilversuni 1953.

146.

G. -M. Briquet, Papier et filigranes des Archives de Gènes 1154 à 1700, Atti

délia Società Ligure di Sloria Patria 19, 1887, p. 171-218, tavole II-LXXV = Briquet's Opuscula [Monumenla Chartae Papyraceae llistoriam Illustrantia, IV], Hilversum 1955; le varietà di questa filigrana sono state rilevate tra il 1306 e il 1328 (art. cit., p. 200).

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

55

5. Ambr. F 93 sup. (M. e B. 350) 147

Manoscritto databile al secolo 13°, cartaceo, misura mm. 265 X 173, f. 89; con il manoscritto délia stessa biblioteca F 96 sup. (M. e B. 352) forma va originariamente un unico manoscritto. Contenuto — Questo codice contiene una miscellanea di brevi testi, la mas-

sirna

7-28v) : Dialogo datato 1213/14; il dialogo è completo, ma le prime

pagine del manoscritto sono molto danneggiate ; il testo, nell'edizione di Hei senberg, basata su questo manoscritto, è praticamente incomprensibile fino al f. 10 (= H, p. Γ222), a causa délie innumerevoli lacune; il nome dell'autore è stato integrato dal manoscritto di Mosca, ehe contiene lo stesso testo. Expl. :

το της βασιλείας αύτοΰ ύψοποιουντος άριπρεπες παντοδυνάμου αληθινού κυρίου και θεοΰ

ημών Ίησοϋ Χρίστου, φ πρέπει

(f. 19-24, ultima riga) : Qui è inserita una parte di testo tratta dal dialogo tra 1 imperatore ed i cardinali latini (\e\VArsenale Sacro, inc. : Της των

'Ρωμαίων αγίας εκκλησίας, expl. : παναγίου Πνεύματος δύναμιν, παρεμφαίνουσα (Hei

senberg148,

parte dei quali è composta da Nicola Mesa rite.

(f.

αμήν.

ρ. 3416-ρ. 468 (= par. 34-49) ; = Μ f. 10-24).

Maleria —■ cartaceo. Non ho visto questo manoscritto.

6. Mosquensis Synod, gr. 240 (Vladimir)149

Manoscritto datato al secolo 14°, di f. 368. Contenuto — Questo manoscritto contiene un insieme di testi sulle eontro- versie religiose tra Greci e Latini.

2-19) Contiene il testo di Nicolô Mesarite, anonimo. Titolo : Του Εφέσου

διάλεξις μετά των πρέσβεων του πάπα; ne Γ incipit ne Yexplicit sono citât i dal catalogo. Non ho visto questo manoscritto.

7. Mosquensis Synod, gr. 250 (Vladimir) 150

Manoscritto datato al secolo 17". di f. 635. Contenuto — Questo manoscritto contiene un insieme di testi sulle contro- versie religiose tra Greci e Latini.

471-484) : Contiene il testo di Nicolô Mesarite, anonimo ; è una copia del

précédente manoscritto. Titolo : Το σύγγραμμα τοϋτο δοκεΐ Εφέσου μητροπολίτου

τινός, ού του Μάρκου, εκείνος γαρ ήν έπί των ύστατων Παλαιολόγων βασιλέων, ούτος

συνοδικω

δέ ήν έπί του Λασκάρεως, πολλών ετών

έγκειμένοις άναθεματισμοΐς δ γενναίος

μνηνέ. L·' explicit non è citato dal catalogo.

(f.

(f.

πρότερον.

Inc. :

Τοις

έν

τω

δέσποτα μου βασιλεΰ 'Ρωμαίων Λάσκαρι Κο

Non ho visto questo manoscritto.

8. Paris, gr. 214 A 151

È un manoscritto databile al secolo 14°, di carta orientale, misurante

mm. 286 χ 196 (275 χ 192),

f.

295.

147. Κ. Martini- I). Bassi, Catalogue codicum Graecorum Bibliothecae Ambrosianae,

Mediolani 1906, p. 405-408; la descrizione è completata da quella, più dettagliata, in

A. Heisenberg, .\ikolaos Mesarites. Die Palastrevolution

, p. 6 e s.

148. Α. Heisenberg. Neue Quellen, III, p. 3-96.

149. Vladimir, Catalogo

150. Ibidem, p. 335-344. precisaniente p. 34',\

151. H. Omont, Inventaire sommaire des manuscrits grecs de la Bibliothèque nationale

p. 314 -319. precisamentc p. 315.

et des autres bibliothèques de Paris et des Départements, Ancien fonds grec. I. Paris 1886.

56

ANNACLARA CATALDI PALAU

Contenuto — Questo codice contiene testi riguardanti le controversie rel igiose tra Greci e Latini.

270v-274v) titolo : Διάλεξις συντεθεΐσα Γραικού και καδδιναλίων τινών άπα της

πρεσβυτέρας 'Ρώμης περί της τοΰ παναγίου Πνεύματος έκ μόνου τοΰ Πατρός έκπορεύ- σεως, inc. : Της τών 'Ρωμαίων αγίας εκκλησίας (= Μ, f. 10), expl. : συμφωνίαν της άληθοϋς και ορθής πίστεως (= Μ, f. 26ν) ; la corrispondenza tra il testo di M ed il nostro testo finisce alcune righe prima délia fine, con έφ' φ κατά τον ψαλμωδον

και ό Κύριος τούτους ήγάθυνε. In questo manoscritto i cambiamenti di interlocutore sono indicati in mar- gine nel luogo idoneo, nell'inchiostro del testo : Γραικός, Καδδινάλιοι ; dopo alcune pagine tuttavia questa indicazione cessa, ed il cambiamento è indicato unicamente da due punti ed un trattino ; l'iniziale ehe segue è invariabilmente maiuscola e rossa. II testo ehe segue immediatamente questo (f. 275-288v) è un altro dialogo sullo stesso argomento, senza titolo, dall'mc. : Τας αρχάς της τοΰ Πνεύματος θεολογίας άπό τών τοΰ μονογενούς Τίοΰ λόγων ληπτέον, δς ήμΐν και τον Πατέρα και το Πνεΰμα έγνώρισεν. Lo stesso dialogo si trova nel manoscritto Vindob. Theol. gr. 245 Nessel (= Lambeck Cod. Theol. n° 269), f. 319-341, e ne è conservato il titolo : Κεφαλαιώδη επιχειρήματα και χρήσεις περί τοΰ αγίου Πνεύματος προς τους

Λατίνους λέγοντας δτι έκ τοΰ Πατρός και έκ τοΰ Υίοΰ εκπορεύεται το Πνεΰμα το άγιον (inc. : Τας αρχάς της τοΰ Πνεύματος θεολογίας).

288ν-293ν ; 293V-295V) Seguono altri brevi testi teologici ; il manoscritto

expl. mutilo και ξύλοις και λίθοις και έρπετοΐς [ Ho esaminato questo manoscritto e ne ho collazionato i f. 270v-274v.

9. Monac. gr. 28 152

Questo manoscritto è databile al secolo 16° ; è un codice cartaceo, di f. 587. Conlenulo — Questo codice contiene vari trattati miscellanei bizantini su argomenti teologici (la processione dello Spirito Santo ed altre controversie tra Latini e Greci).

335-346) titolo : Διάλεξις συντεθεΐσα Γραικοΰ και καλδηναρίων τινών άπό της

πρεσβυτέρας 'Ρώμης περί της τοΰ παναγίου Πνεύματος έκ μόνου τοΰ Πατρός έκπορεύ- σεως, inc. : Της τών 'Ρωμαίων αγίας εκκλησίας (= Μ, f. 10), expl. : συμφωνίαν της άληθοΰς και ορθής πίστεως (= Μ, f. 26ν) ; la corrispondenza tra il testo di M ed il nostro testo finisce alcune righe prima délia fine, con έφ' ω κατά τον ψαλμωδον

και ό Κύριος τούτοις ήγάθυνε. In questo manoscritto il cambio dei personaggi è cosi indicato nei margini :

Ό καλδηνάριος, Ό γραικός. Ho esaminato questo manoscritto su microfilm e ne ho collazionato i f. 335-346.

(f.

(f.

(f.

Π. Edizioni

È opportuno distinguere due casi. Gli estratti deWArsenale Sacro editi con il nome di Camatero sono stati stampati unicamente come citazioni di quel testo da parte di altri autori (Bekkos, Blemmide [v. supra]).

152. I. Hardt, Catalogue codicum manuscripiorum Bibliothecae Regiae Bavaricae, Monachii 1806, p. 156-161.

l'aRSENALE SACRO DI ANDRONICO CAMATERO

57

Gli estratti deWArsenale Sacro editi inconsapevolmente, in quanto inseriti in opère altrui senza far menzione dell'imprestito avvenuto, riguardano unicamente, a mia conoscenza, Nicola Mesarite. La parte di dialogo deWArsenale Sacro ehe si trova nei manoscritti corne trattato anonimo, a se stante, è inedita.

A) Arsenale Sacro

L' Arsenale Sacro è un'opera quasi interamente inedita. Sotto questo titolo, ed attribuita ad Andronico Camatero, ne sono state stampate

solo alcune parti, unicamente perché sono citate da Giovanni Bekkos nella sua refutazione deW Arsenale Sacro (v. supra). Questa è l'unica

volta, ehe io sappia,

e riprodotta una parte

deW Arsenale Sacro vero e proprio, la parte cioè in cui vengono dis- cusse dall'autore le citazioni tratte dai testi sacri, atte a refutare le eresie dei Latini. Con questa eccezione, unicamente il dialogo dell'imperatore con i cardinali latini ha attratto l'attenzione degli studiosi. Niceforo Blemmide ne ha citato alcune brevi parti (v. supra). Tra gli studiosi contemporanei, J. Hergenröther per primo lo ha segnalato all'attenzione, lo ha riassunto e ne ha pubblicato alcuni excerpla di poche righe 153. Il dialogo è stato poi brevemente ricordato da Norden154, da Gill155, nonchè, naturalmente, da ogni studioso ehe si è occupato di Andronico Camatero 156. Recentemente, J. Darrouzès ha consacrato al dialogo deWArsenale Sacro uno studio approfondito 157 ; dopo lo studioso francese, anche J. Spiteris lo ha riassunto ed analizzato dettagliatamente, pubblican- done inoltre un brève estratto 158 ; i due studiosi limitarono tuttavia la loro analisi di questo testo alla parte riguardante la polemica tra Greci e Latini sul Primato romano.

in

cui è stata discussa

B) Mesarite

II dialogo di Nicola Mesarite datato 1213/14, contenente un lungo estratto dall' Arsenale Sacro di Andronico Camatero, fu segnalato per

III, p. 810-814; il riassunto si trova aile p. 812-

814, i frammenti sono pubblicati nelle note 151, un estratto dal proemio ; 160-163. estratti dal dialogo.

153. J. Hergenröther, op. cit.,

154. W. Norden, op. cit., p. 93 n. 1 ; Norden conosceva il dialogo solo dai pubblicati da Hergenröther.

155. ,J. VtiiA,. op.

156. Cf. la bibliogratia ci ta ta alla n. 2.

157. J. Darrolzès. Les documents byzantins

158.τιμήν).1.(Momie,Spiteris,(jr. op.229,cit 10-11).p. 186-190; il testo è edito aile p. 323-324 (εάν εύγνωμόνως

fram

menti

cit., p. 4.

f.

p. 72-78.

,

-

58

ANNACLARA CATALDI PALAU

primo da A. Demetrakopoulos159, ehe lo datava al 1210; fu edito, dal manoscritto di Mosca Synod, gr. 240, dal vescovo Arsenij Ivascen- kov160, ehe lo datava al 1212/3. W. Norden, pur ignorando ehe l'au- tore si chiamava Nicola Mesarite, ne riassunse per esteso la parte narrativa, ehe considerava di grande interesse storico per la cono- scenza dei rapporti tra il papa ed i Greci durante i primi anni del-

l'impero di Nicea, tralasciando la parte teologica 161 ; un riassunto ne dette anche R. Janin162.

Il testo fu poi (M. e Β. 350).

edito da A. Heisenberg163, dal ms. Ambr. F. 93 sup.

VIII. Vista d'insieme dei manoscritti oell'Arsenale Sacro Ε DEI MANOSCRITTI CHE NE HANNO INCORPORATO ALCUNE PARTI :

VERSIONE LUNGA Ε VERSIONE CORTA

Proverô anzitutto a sintetizzare in uno schemino la situazione attualmente conservata nei manoscritti, prendendo corne punto di riferimento il manoscritto Monac. gr. 229 (M) :

[Ho indicato la parte di testo ehe ogni manoscritto ha rispetto al manos

critto

M = Monac. gr. 229 ; V = Vendus Marc. gr. 158 ; G = Genuensis Urbani 32 ; H= Nicola Mesarite, ed. Heisenberg, Neue Quellen, III = Ambros. F 93 sup. ; Ρ = Paris, gr. 214 A ; L = Monac. gr. 28 ; Β = citazione posta da Nice- foro Blemmide nella sua orazione De Processione S. Spiritus I, PG 142, 536617-

537C6].

interpretate :

Monac.

gr.

229.

Le

abbreviazioni

vanno

cosi

M

V

G

Proemio, M : f. 4-7v