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Sulle origini e generi della poesia araba


1. Terminologia
` : il termine generico usato per "poesia". La definizione che ne d il Lisn al-Arab : Discorso
ben ordinato, il principale ingrediente del cui livello passa attraverso il metro e la rima. Il
Tj al-ars aggiunge come spiegazione della definizione surriportata: "Il metro e la rima":
cio attraverso l'obbligazione imposta dal suo metro, sulla base dei metri degli Arabi e
dell'apporto della rima, che ne mette in connessione il metro e ne mostra il senso. Talvolta
chiamano ir il primo verso; lo riporta al-Afa, mentre altri parla di sineddoche.
Non rientra nella definizione di ` la rima priva di metro o misura (` ), che viene chiamata
prosa rimata, ` . L'importanza di metro e misura restano fondamentali, e Ibn Qutayba ad-Dinawar (m.
276/889), teorico della poetica araba, afferma che le poesie si dividono in quattro categorie, in cui
convergono forma e contenuto:
a) bella formulazione e buon contenuto;
b) bella e piacevole la forma linguistica, e niente di buono nel contenuto;
c) contenuto di buona qualit, ma dalla forma linguistica inadeguata;
d) contenuto e forma linguistica inadeguata.
: il Lisn al-Arab lo definisce come la composizione che assolve completamente alle esigenze dei
versi di cui composta , comprendendo nella definizione completezza, bont e misura [del verso]; quindi,
indica la capacit artistica nella produzione poetica. Al-Afa (in Lisn 3.355) stabilisce una identit tra
e metro, quando afferma (cit. in Lisn al-Arab 3.355) che il in poesia il awl, il bast, il kmil, ecc.
: Il Lisn riporta: da Ab 'l-asan al-Afa (m. 210/221 = 825/835): tra quel che non si manca
di trovare in poesia sono due versi che rimano colla stessa rima collo stesso significato, senza che vi sia
un verso di separazione tra di essi. Aspetto quantitativo, ibidem: le composizioni che vanno oltre i 15 versi,
e di rado oltre i 120.
. ` : le composizioni che restano al di sotto dei 15 versi (3, 5 e 15 le misurre
citate dal Lisn al-Arab, da al-Jinn .
` . ` : il poema in metro rajaz.
. ` il termine con cui definito il verso, o la composizione, messa in musica.
1.2 Struttura della qada:
, nasb: abitualmente definito come "preludio amoroso", , secondo Ibn Qutayba,
l'espressione del dolore del poeta, che, arrivato al luogo dell'appuntamento coll'amata,
nell'accampamento di lei, non ne trova pi che le tracce ( );
, viaggio del poeta per raggiungere il destinatario del poema; questo include il
2
` , descrizione, del deserto e del percorso compiuto dal poeta, e pu riferisi alla cvalcatura, al
paesaggio attraversato, a descrizioni della propria cavalcatura, che pu passare a quella di animali
selvaggi o meno, ai fenomeni atmosferici, ecc.
A seconda del contenuto principale, si parla di:
a) , pl. , lode di individuo o trib;
b) ` , vanto personale o della propria trib;
c) o `` , pl. ` , satira; caratterizza la poesia preislamica in larga parte, e la poesia
omayyade; non si tratta tanto di una satira nel senso classico, quanto di invettiva ed
insulto, originata forse da formule di maledizione.
d) o ` ` , pl. , elegia. Quest'ultima ricorre pi frequentemente alla composizione
breve.
2. Origini
Il periodo della fissazione per iscritto (at-tadwn ) della poesia preislamica quello delle grandi
antologie, tra la seconda met dell'VIII sec. e gli inizi del X., con conseguente identificazione della
maggiore produzione nell'Arabia settentrionale.
Il problema della poesia preislamica dato dal fatto che le composizioni che conosciamo sono
tutte caratterizzate da una forma d'arte gi matura, alla quale mancano i prodromi che passano da uno
stato di rozzezza ed abbozzo, attraverso stadi di evoluzione intermedia che poi culminano nella forma
"perfetta" della qada. Invece, se accettiamo la versione tradizionale che vuole ricomnoscere in Imr 'l-
Qays l'inventore della qada, e contemporaneamente nella sua Muallaqa la perfezione di quella, ci
troveremmo di fronte al fe niomeno di un forma d'arte che esordisce nella perfezione, e poi prosegue nel
manierismo. E' in questo paradosso che stata inizialmente fondata la teoria di D.S. Margoliouth, seguita
dalla stessa di usayn, sulla falisificazione di tutta la poesia preislamica in et islamica.
Sulla base di questa teoria evolutiva applicata alla poesia, questa volta dal punto di vista tecnico
la teoria del ritmo e della rima, G. Jacob, in Das Leben der vorislamischen Beduinen, -da Bernheimer-, part
dal presupposto che ogni poppolo primitivo imprime al proprio discorso un ritmo derivato, o
corrispondente a, quello del corpo mnel compimento di azioni abituali e ripetute.: quindi, la poeia araba
avrebbe acquisito i ritmi dei movimenti dei cammelli nelle carovane, e da questi ritmi sarebbero nate le
produzioni poetiche, appunto dal canto dei cammellieri che seguivano il ritmo dei passi delle loro
cavalcature.
Una teoria, che sta alla base delle interpretazioni offerte recentemente da D. Frolov, considera
tre elementi fondamentali che starebbero alle origini del verso classico arabo, ricondotto al folklore
dell'Arabia settentrionale:
1) Il , forma prevalentemente declamatoria derivata dal ` , la prosa ritmata e
rimata dei vaticinatori preislamici;
2) Il , che deriverebbe da una tradizione, attualmente estinta, di canto e musica,
fiorita anticamente nell'Arabia centrale ed occidentale;
3) Il , le cui origini andrebbero ricercate nella tradizione di canto e musica importata
dall'Iran sasanide, principalmente attraverso quel grande centro di raccolta di poeti
che fu la capitale dei Lamidi, al-ra.
3. Le raccolte della poesia preislamica
3
3.1 al-Mufaaliyyt, cos chiamate dal nome del loro compilatore, Ab Abd ar-Ramn al-
Mufaal ar-Rwiya a-abb (m. tra il 781 ed il 787), di tendenze scite ed imprigionato dopo la
fallita rivolta del hasanide Ibrhm (763). La raccolta, che fu intitolata K. al-Itiyrt, o K. al-
Mutart, sarebbe stata chiesta dal Califfo al-Manr (754-775) che, passando accanto alla porta
della stanza nella quale al-Mufaal stava recitando una poesia di al-Musayyab, ne rimase
talmente affascinato che gli ordin poi di compilare una raccolta di siffatte composizioni. Una
seconda versione vuole che al-Mufaal asbbis composto la raccolta scegliendo 70 poemi con i
quali far passare il tempo al hasanide Ibrhm b. Abdallah (m. 763), che si era rifugiato in casa
sua per sfuggire al Califfo. Dopo la sua morte, lo stesso al-Mufaal avrebbe portato il numero dei
poemi a 128. Si tratta di un'antologia di poeti muqilln, cio che hanno composto poco: 48 poeti
preislamici e 20 muaramn, a cavallo tra l'et preislamica e quella islamica.
5 le recensioni esistenti, di cui la pi attendibile quella curata da al-Anbar , sulla base
del rw e figliastro di al-Mufaal, Ibn al-Arb (m. ca. 846). Al-Mufaal comunemente
considerato affidabile, a differenza di ammd ar-Rw.
3.2 al-Amaiyyt, raccolta dovuta al filologo, grammatico e lessicografo Ab Sad Abd al-
Malik al-Ama al-Bhil (m. 828); anche in questo caso, la raccolta su richiesta del Califfo,
questa volta al-Amn (809-813). La raccolta comprende 70 pezzi, inclusi i frammenti,
accompagnati da un'accurata analisi critica e documentazione geografica, genealogica e di
contesto.
3.3 le Muallaqt: costituisce la raccolta di quelle che sono forse le pi famose, o le pi pregiate
composizioni della poedetica preislamica. Il nome deriverebbe dal fatto di essere state scritte ed
appese nella Kaba, simbolo dell'unit degli Arabi. Secondo alcune fonti, questa ipotesi sarebbe
stata smentita da colui che se ne assunse la paternit, ammd ar-Rwiya (m. ca. 772). In ogni
caso, l'ipotesi respinta da Ibn an-Nas (m. 950). Vi tuttavia un'ipotesi (LANE, s.v.) secondo la
quale possibile che i singoli autori, o qualche estimatore, ne appendesse gli scritti alla Kaba per
qualche trempo, in particolare all'epoca del pellegrinaggio; un'altra, dalla stessa fonte, vuole
questo nome riferito all'espressione "Sospendimela", con il senso di "mettimela da parte", da
parte di un importante estimatore, che la voleva poter risentire a suo piacimento. Altra versione,
basata su un senso speciale di muallaqa, che si trova in Cor. 4.28, vuole che significhi "le separate"
dalla massa delle altre composizioni, rispetto alle quali risaltano per la loro bellezza. Nldeke
ipotizza il senso di pendente, nel senso di gioiello, basandosi sul fatto che sovente, in wet
islamica, le poesia sono paragonate a dei gioielli (da Amaldi). Non per registrato il senso di
muallaqa com pendente (cfr. LANE, s.v.).
Le Muallaqt, in quella che possiamo considerare la raccolta canonica, sono 7, ed
attribuite ai seguenti autori: colonna 1; la colonna 2 riporta le 7 secondo Ab Zayd al-Qura . Il
suo autore Abl-Qsim ammd, mawl dei B. Bakr b. Wail, noto come ammd ar-Rwioya (m.
ca. 772)
Canonica (Ibn an-Nas, m. 950) Ab Zayd al-Qura (ix sec.)
Imr'l-Qays Imr'l-Qays
arafa b. Abd Zuhayr b. Ab Sulm
Zuhayr b. Ab Sulm an-Nbia a-ubyn
Labd b. Raba al-A Maymn b. Qays
Amr b. Kulm Labd b. Raba
al-ri b. illiza Amr b. Kulm
Antara b. addd arafa b. Abd
Una precedente raccolta pare essere quella di al-Ama (che per ne contiene 6, nel Kitb al-
qaod as-sitt. Esiste un'antologia di 9 Muallaqt. Nel xii secolo Tibrz (m.1109) aggiunge Abd b. al-Abra.
4
3.4 La amsa. E' in realt non una raccolta.ma un genere di raccolte. Il significato "bravura,
coraggio", e indica la tematica di fondo, quella delle virt guerriere del Beduino; anche se le
composizioni scelte rientrano in pi tematiche..
3.4.1. La prima e pi famosa dovuta al famoso poeta Ab Tammm abb b. Aws de b.
Tayy (m. 845-6). La raccolta frutto del guisto personale del poeta, ed ripatrtita in 10
sezioni:
1. Eroismo e vanto della nobilt e del valore; 261 composizioni;
2. Elegie: 169;
3. Educazione e buon costume: 54;
4. Poesia erotica: 139;
5. Invettive e satire: 8o;
6. Ospitalit, celebrazione: 143;
7. Descrizioni: 3; V
8. Viaggio e stanchezza: 9;
9. Facezie ed umorismo: 38;
10. Biasimo delle donne: 18.
Vi compaiono autori che mancano in altre antologie, arricchendo quindi notevolmente il
patrimonio documentario sulla poesia araba preislamica. Vi compaiono non solo qaid,
ma anche composizioni brevi, include composizioni deell'et islamica fino alla caduta
degli Omayyadi.
3.4.2 Di al-Butur (m. 897). E' anche nota come Man a-ir. Consta di 174 capitoletti,
che organizzano le composizioni per tema. Hq determinato la forma del genere amsa per
le compilazioni successive (per cui v. presentazione).
3.5 K. al-An = Libro dei Canti. Autore: Ab 'l-Faraj Al b. usayn al-Ifahn, discendente
dalla dinastia califfale degli Omayyadi, m. 966. E' la pi vasta antologia di poesia araba dal'et
prweislamica fino a lui. Ogni autore accompagnato da un'episodica biografica pi o meno leggendaria,
condotta secondo il metodo della trasmissione, che colloca l'autore in un contesto storico ed aneddotico.
5
1. MUTAZIONI DELLE PAROLE IN PAUSA E IN RIMA
La poesia araba classica caratterizzata da una metrica quantitativa, basata sulla lunghezza o
brevit delle sillabe che si succedono.
Le sillabe nella lingua raba sono due: brevi e lunghe:
a) breve e aperta ogni sillaba costituita da una consonante seguita dalla sua vocale:
b) lunga ogni sillaba costituita dalla successione consonante-vocale-consonante, nella cui
categoria vanno considerate anche le sillabe costituite dalla successione consonante-vocale
lunga, la qualel, a ben vedere, una successione consonante-vocale-consonante, la lettera di
allungamento vocalico essendo in realt una consonante a tutti gli effetti, il cui suono
vocalico:
Es.:

deve essere letto cos:
` ` ` `
la terminazione in tanwn hanno un suono che potrebbe essere letto cos:
` ` ` ` `
e trascritta in questo modo:
qifa nabki ala ikri abiybin wa-manzili
dove le sillabe sono le seguenti:
qi fa nab ki a la ik ri a biy bin wa man zi li
La poesia araba mantiene quindi rigorosamente la terminazione.
trasformazioni si riferiscono alla sillaba finale delle parole in fine di verso, o di periodo: sono
sovente comuni alla poesia, alla prosa rimata, o alla stessa prosa, nel cui caso sono dette "forme pausali".
TERMINAZIONI
1. In regola generale, tutte le vocali brevi in fine di parola, si tratti di nome o di verbo, cadono. Es.:
`
<

Zayd venne
` `` `
<
` ``
incontrai Zayd
` ` `
<
` `
hai bastonato lo schiavo
`` `
<
```
l'ho visto
6
`` `
<
` `
volle entrare e fu
cacciato
Ne esempio questo verso di Al b. Jabala (m. ~ 213/828):
` ` ` `` ` ` ` ` ` `
Non ho mai visto dignit detestata come la canizie n come la fresca giovinezza oscurit strappata via.
Quando mantenuta, la vocale finale in poesia sempre considerata lunga:
` `` ` ` = ` ` e in mezzo ad essi fu acceso il fuoco
` ` ` = ` `
simili alle montagne rivaleggiano in
gloria, e poi son rimossi
1
` =
e ad una notte che sopporto tarda di
stelle
2
Quando la vocale finale una fata, questa invariabilmente seguita da un' lif ,che possiamo
considerare di allungamento: es.:
` ` ` ```
non offre null'altro che ci che gi stato
decretato
3
L' elisione della vocale finale pu essere "compensata" dal raddoppiamento della
consonante che vi sottendeva:



Perch ci avvenga, la penultima lettera dev'essere vocalizzata, e la finale non deve essere n
un'lif amza, n maqra.
2. La terminazione dell'accusativo indeterminato singolare si trasforma generalmente da in , sia in
prosa che in poesia; talvolta, come nel caso della , semplicemente scompare:
1
Al-Abbs b. al-Wald b. Abd al-Malik principe omayyade e generale (m. 132 = 750).
2
an-Nbia a-ubyn (VI-VII sec.)
3
an-Nbia al-Jad (m. 65/70 = 684/690).
` `
<
`
<
` divenne triste
7
La terminazione in ` ( assimilata a ) dell'energico 2
0
dei verbi diventa pure , mentre la
terminazione in ` dello stesso modo verbale diventa :
passivo attivo

`
<
` `

<
` `
`
<
`

<
`
`
<
`

<
` `
` `
<
` ` `
<
` `

<
`

<
`
^ ^
`
^ ^
` `
`
<
` `
<
` ` `
^ ^
``
`
<
` `
<
` ` ` `
^ ^
` `
`
<
` `
<
` ``
3. I nomi terminanti in t marba, se sono indeterminati, perdono la terminazione sostituendola con il
sukn; pi raramente, nelle stesse circostanze, la t marba trasformata in una t awla sukunata:
`
` `
`
`
`
8
`
`
`
In rima, la t marba pu diventare awla, e la terminazione vocalica va considerata lunga:
` < e la tua gente a al-Liw e al-illa
4
4. La terminazione plurale indeterminata femminile ` diventa abitualmente in pausa `, ma pu
diventare anche ` :
`
`
`
Analogamente, nel caso di alcune forme avverbiali terminanti in t e preceduti da una sillaba
chiusa da una consonante in funzione di allungamento vocalico:
` `
lontano!
`
` `
Nelle stesse condizioni, anche nel caso di sostantivi:
`
`
` <
cassa, bara
4. Eliminazione del tanwn
1. Il tanwn, in forma pausale e in fine di verso o periodo, scompare:
` < ` e nel cuore non c' traccia di magia
5
4
Ab Ubayda ?.
5
Bar b. Burd (IX sec.).
9
2. I nomi che terminano in o : es.:
< giovanotto
< bastone
3. I nomi che terminano in , oltre ad eliminare il tanwn, possono o meno recuperare la
terza radicale:
o ` < giudice
o ` <
6
ragazze
o <
7
significati
Se questi nomi sono in accusativo, perdono il tanwn, ma non tornano alla terza radicale
senza vocale:
< giudice
L'accusativo dei plurali fratti perde abitualmente la vocalizzazione quand' in forma
pausale in prosa, mentre pu mantenerla in poesia, dove allora diventa lunga:
in rima in pausa --<<<--
<
8
cliens
Se la parola che termina in ha perduto un'altra radicale, oltre alla terza debole, in o
, la sola forma pausale ammissibile per i casi nominativo e obliquo quella che mantiene la vocale
finale lunga:
mai ` ` `
<
` part. attivo di 4
a
forma rad.
6
Pl. di .
7
Pl. di ` .
8
Pl. fratto da ` .
10
4. I nomi di forma , la cui ultima radicale sia una |amza, abitualmente, in pausa, la lasciano
quiescente; possono tuttavia aggiungere direttamente al secondo radicale la consonante corrispondente
alla terminazione del nominativo e del caso obliquo:
obliquo accusativo nominativo -----------------

`

`
foraggio rad.
5. Le vocali lunghe , , e restano generalmente immutate. In caso di nomi derivati
da un radicale di ultima debole, omessa la finale del nominativo e dell'obliquo:
` < il giudice
` ` < ` l'appello reciproco
` < ` il sublime
nell'accusativo, invece, non avviene mutazione, come nel caso del vocativo:


5.1 Al fine di mantenere l'uniformit della successione delle sillabe che rimano tra loro nel
corso della composizione le vocali lunghe e che rimano si trasformano nelle brevi corrispondenti:
< la mia mano
` <


fecero
6. Il pronome suffisso di 1
a
persona, nelle sue forme e , in forma pausale in prosa pi
forme, tra cui:
in prosa ed in poesia solo in poesia
`
`
11
6.1 In poesia avviene anche l'omissione dell'intera vocalizzazione:
` < ` temeteMi
` < mi ha onorato
< il mio spirito
7. Il pronome interrogativo , di per s indeclinabile, quando si trova nella posizione di un
caso obliquo retto da un nome, si accorcia in e, sempre se retto da un nome, nelle forme pausali assume
la , o h di pausa, o ` , o h di silenzio:
` < per necessit di che?
` < come cosa?
7.1 Preceduto da preposizione:
- ` < perch?
` ` < ` da quello che .../ da che cosa?
` - ` ` < ` fino a quando?
8. Quando la penultima lettera della parola sukunata, la vocale della finale pu esserle
trasferita, in pausa: questo procedimento detto traslazione:
`
>
` e
cammella giovane

>
` e `
cavit ` `
>
` ` e `
secchio ` `
>
` ` e `
gazzella ``
>
`` e
battilo ```
>
` ` ` gggg
[lei] lo batt ``
>
` ` gggg
spostalo ` `
>
` ` gggg
12
8.1 Per quanto riguarda l'accusativo, vi disparit di vedute tra i grammatici, alcuni
ammettendo la medesima applicazione a tutti i casi, altri ammettendola solo per l'accusativo nel quale si
abbia una di sostegno ad un terzo radicale |amza:
cosa nascosta ` ` >
8.2 Il non ammesso quando dia luogo a forme di nomi che non esistono: non
possibile per esempio trasformare ` in ` , la forma ` non esistendo nella lingua araba; alcuni
l'ammettono colle parole il cui terzo radicale sia una amza, introducendo talune variazioni.
9. Le parole indeclinabili che terminano in vocale, assumono, in forma pausale, una finale,
chiamata o ` : es.:
` ` < `
` ` < `
9.1 Una aggiunta alle forme verbali nelle quali scompaiono due radicali: es.:
9.1.1 Pu capitare anche nel caso delle forme verbali il cui solo il terzo radicale scompaia:
9.2 La , pu anche trovarsi, seppur raramente, dopo il pronome suffisso di 2
a
persona:
ti ho onorato
``
>
`` ` `` `
9.3 La non mai suffissa al perfetto dei verbi n agli avverbi che terminano in ,
con la sola eccezione di
dall'alto
>
` `
imperativo
>
` pagare
cond.-iuss. `
>
` `
imperativo
>
` vedere
cond.-iuss. `
>
` `
gettare imperativo `
>
` `
mettere alla prova cond.-iuss. ` `
>
` ` `
) ( emulare imperativo
>
`
13
9.4 Esiste un'eccezione anche per i nomi, in particolare i nomi di persona, quando vengano
ripresi in espressione indicante meraviglia, da una citazione dello stesso nome in una frase
immediatamente precedente:
- E' venuto da me al-asan
- Proprio al-asan!?
`
`
9.5 La si trova nei seguenti casi:

>
`
`
>
` `
`
>
` `
`
>
` `
10. Nelle forme pausali, le doppie diventano singole:
scappo '
>
`
il freddo `
>
`
14
2. Licenze poetiche
Tra le possibili licenze poetiche cui ricorrono i poeti arabi, in nome della costrizione della rima,
quelle che seguono sono le pi frequenti, e in certo modo "istituzionalizzate".
1. Elisione della amza ().
1.1 Nel caso dell' lif amza, pu essere trasformata in lif wala (), pur non essendolo
morfologicamente, come nel caso degli imperativi di 4
a
f. e di sostantivi, all'inizio o anche in corpo di
parola:
` da' notizia
>
`
` ` rallegrati!
>
`
` ``
il protettore di Umm mir (= la iena)
>
` ` `
1.1.1 Quando la amza si trova in corpo di parola, pu essere omessa anche graficamente:
` hai (forse) visto?
>
`
` < ` pieno d'odio
>
`
` ``
se agirete equamente con
noi, o Marwanidi, ci
avvicineremo a voi
> `` `
1.2 Mutazioni subisce sovente il verbo , che diventa e quindi nella voce attiva del
perfetto, e in quella passiva (in luogo di `):
chi ha mai visto uno simile a Madn b. Yay (=
non s' mai visto nessuno come ...)
` ` ` `
nessuna creatura pi generosa di te, salvo uno che
conosca, veda il tuo animo e dica: dalle
` ` ` ` `
e s' mai visto prima di me uno coperto di lacrime?
` `
1.3 L' lif amza preceduta da una consonante muta pu cederle la sua vocalizzazione, come
nel caso della preposizione ` seguita da un articolo
9
:
se `
>

9
E' un caso analogo a quello del verbo , "vedere", la cui forma dell'imperfetto d'uso corrente , e non ` ,
forma che rimasta in forme dialettali (cfr. WRIGHT, I.93d, n.).
15
a tuo favore, per causa tua ` ` > `
dacch lo incontrino ` ` `
>
``
In quest'ultimo esempio, la lettura, e le sillabe del verso, mutano nel modo che segue (breve - lunga)
min an yal qay na hu
>
mi nan yal qay na hu
se faccio una razzia su Zubayda `` `
>
```
o dimora di cui cancellata
ormai la sede
`` `
>
`` `
Le rispettive letture sono le seguenti:
in a zu Zu bay dan > i na zu Zu bay dan
ya da ran am sa da ri san ras mu ha > ya da ra nam sa da ri san ras mu ha
1.3.1 In queste circostanze, l' lif amza pu essere assimilata ad una o una che
preceda:
e a nulla serve pianger su di te
` ` ` ` `
>
` ` ` ` `
1.4 L' lif amza preceduta da una vocale pu essere trasformata in lettera di allungamento
della suddetta vocale, purch ad essa omogenea:
e non trov da lui l'aiuto che aveva
chiesto
` ` ` ` ` ` > ` ` ` ` ` `
ho obbedito loro pur andando di fretta ` ``` > ` ```
1.4.1 Ci accade pi spesso quando la amza una terza radicale, in parola suscettibile, nel
corso di declinazione o coniugazione, di diventare o :
non ti sia a buon pro
>

allontano `
>

lo rinviavi ` ` `
>
` `
toponimo
>

cucciolo di gazzella
>

sete `
>

lettore `
>

16
1.5 L' lif amza sukunata costantemente mutata nell'allungamento della vocale precedente:
la testa ` > `
il lupo
>

1.6 L'elisione pu prodursi anche quando il sostegno della amza non sia un' lif, ma una delle
altre consonanti di supporto:
` `` sulle loro teste
>
` `
1.7 L'lif mamdda, , spesso mutata in , o in :
il cielo ` > `
sventura >
1.7.1 Non avviene invece che raramente il contrario:
s'appiccica in bocca e nella gola ` ` `
>
` ` `
1.8 La particella interrogativa , breve, alleggerita in , quando la parola che segue nel verso
inizia con :
stette a pensar su se lui intendessero o una scimmia ` ` ` ``
1.9 L' lif che in prosa wala rimane sovente, in poesia, lif amza:
si paziente `
>
`
e tu sei figlio adottivo dei nostri
montoni
` ` ` ` `
>
` `` ``
1.10 Il composto seguito da una consonante doppia diventa talvolta . E' il caso frequente
dei participi attivi dei verbi geminati, e dei perfetti di XI f.:
coloro che errano `
>
`
essere rosso ``
>
` `
2. Irregolarit nell'uso del tadd.
17
2.1 Pu essere abolito, assieme alla vocale oppure no:
`'
>
` `
` `
>
` `
o tu che chiedi a loro e a me ` ` `` ` '
>
` `` ` '
2.1.1 Lo stesso procedimento si verifica nel caso di imperfetti di 8
a
f. derivati da verbi di
prima radicale debole: es.:
` `
<
`
<
` `
E le polirono [le spade] a farle leggere, tutti loro garantendosi col bagliore [delle loro lame]
2.2 L'uso di aggiungere in forma pausale il tadd all'ultima lettera, privata della sua vocale,
esteso in licenza poetica anche a quei casi in cui la forma pausale non lo prevede, e cio quando la parola
termini in lif amza o maqra, e quando la penultima consonante sia quiescente.
E fui certo spaventato al vedere la siccit in questo
nostro anno, dopo che era stato fertile, come
l'incendio s'incontra al rosaio
` ` ` ` ` `
`
Verso in cui le mutazioni intervenute sono:
`
<
`
<
`
` `
<
`
<
`
`
<
`
<

3 - Geminazione di forme contratte
1. Avviene pi frequentemente nel caso di nomi e verbi derivati da radici sorde, nelle quali 2^
e 3^ radicale sono uguali:
bench ci siano attaccati (=ci tengano) ` >
e se non l'hai ucciso, fermati a far tappa ` ` ` > ` `
1.1 La stessa licenza applicata ai nomi derivati da radici di terza radicale debole:
e gli spiccammo la testa per la testa
di an-Nb b. Ziyd
` ` ` ` > ` ` `
2 Pu accadere che la forma accusativa venga attribuita, scorrettamente da punto di
vista grammaticale, anche ad un obliquo:
18
se Abdallah fosse un
cliente, lo satireggerei; ma
Abdallah cliente di
clienti.
` `` ` ` ` ```
`
>
` ` ``` ` `` `
`
4 - Casi di soppressione della .
Di uso non frequentissimo, riguarda la del duale e plurale dei nomi, nonch del condizionale-
iussivo e dell'energico dei verbi.
Ci sono due alternative: o
prigionia e disonore, o
sangue.
` ` ` ` ` ` ` > ` ` ` ` ` ` `
O Ban Kulayb, sono i miei
due zii che uccisero i re e
spezzarono i gioghi.
`` ` `

10
>
`` ` `

Quelli il cui sangue
rimasto a Falj.
` `` > `` `
1. Pi frequenti le seguenti mutazioni del condizionale-iussivo di :
` < `
` < `
` < `
1.2 Analoga elisione subisce la di `:
Ma dammi da bere ` > `
2. Al contrario, in taluni casi, i poeti hanno aggiunto al perfetto ed al participio del verbo la
dell'energico:
Possa durare per sempre
la tua fortuna se avrai
avuto piet di uno schiavo
d'amore
` ` ` `` > ` ` ` ` ``
10
Fine di verso, che giustifica l'allungamento della vocalizzazione in fat|a.
19
E dir "Fate venire i testimoni"? ' ` > ` ' `
5 - Soppressione di altre lettere
La soppressione. dovuta ad esigenze metriche, pu riguardare singole consonanti, come anche
intere sillabe. A seconda di dove avvenga l'elisione, i risultati sono quelli di un'aferesi, una sincope ed
un'apocope, anche se queste ultime due definizioni si attagliano alla sola sparizione di vocali, nella lingua
italiana.
1 aferesi:
Svela adesso quel che tu sveli ` ` ` ` ` > `` ` ` `
Che uomo tuo cugino! Tu non g[ rBY- RXV g
aTOWC < WW[ rBY- RXV g aTOWC T]
FLB RY] superi me in valore! T] FLB RY]
g[-X bY V-YC UBWC FECE< aWW[-X bY
V-YC UBWC FECE Mio Dio, se hai accettato il mio pellegrinaggio..
NB. FECE rara forma pausale per FEC]. CU rWW[ T]YA <
bCU rWW[ T]YA Temi Iddio al nostro proposito. b) sincope: Ne un esempio
l'elisione della lCl del prefisso della X forma del verbo: es.: ZWZ aYY]
aLCP]R- ]ZX FXAX[ WUACWC- RY[- <
ZWZ aYY] aLP]R- ]ZX FXAX[Z E se fossi stato in grado,
il giorno del suo trapasso, avrei combattuto a sua difesa.
WUACWC- RY[- c) apocope: ZaGWT-ZV RH\
rWaXJ rWI] ZRH-ZA < ZaFWT-ZV RH rWaXJ
rWI] ZRH-ZA E ti son venuti meno alla promessa in quel che avevano promesso.
TXA aBUC rWa]AX- XY rWXAW RYHYA <
TXA aBUC rWa]AX- XWXAW RYHYA E non han
lasciato i giorni a noi ricchezza alcuna. Altre apocopi: RW^ Xd` < RWXd`
XY rWJKU < XY rWJKU RY T-gY < RY T-W
NB. In questo caso, la contrazione derivata dal vocativo, che assume talora la forma ]A T-W-.
Altra frequente apocope quella che subisce la parola BYZ in stato costrutto: BY-Z
rWFAJD < BWFJD Raro, e nella poesia seriore, lo stesso per i composti con aBZ.
Lo stesso fenomeno riguarda i plurali fratti tetra- e pentalitteri: OTAHR rane >
OTAH aJAYB- lepri > aJAY DRAWB- volpi >
DRAW CgX]I- discepoli > CgX Es.: ZWlOTAH]
EX[ YUAYU- Ed alle rane tutte gracid i. UH rFJK N-Y-R-
MV[A rWCgX. E si sono strettamente tenuti collegati i mi gliori degli allievi. La
medesima apocope avviene nel caso dei numerali ordinali: DAWD < DAW
LAHL < LAH Es.: TKZE-V GAXL ZaB-ZV LAH],
Tuo marito quinto e tuo padre sesto. UH XJ ]ZXAY Z[IA
rWDAW], Gi son passati due giorni e questo il terzo. Stessa apocope possono subire i nomi
propri, soprattutto, ma non soltanto, nel vocativo: Che giovane eccellente Tarif b. Malik, alla
YRX rWTC^ CRM-Z bW^ OZ` YAJ[ PJ]T-
BY- XAW W]W\ rWE-ZR ZrWGLJ luce del cui
fuoco ti dirigi in una notte di fame e di freddo. Le apocopi non sono limitate alle frequenze qui
indicate, e ve ne sono di ben maggiori, praticate dai maggiori poeti; ne segue un esempio, da Lab
d, che vale a dare una idea delle dimensioni del fenomeno, e dei problemi che ne possono
derivare in sede di tr aduzione: qui si ha XYAKW che diventa XYA . HJL
rWXYA BX-CAWR TaBAY Son desolate le abitazioni a Mutali` e
Aban. 6 - Mutamento delle vocali a) Allungamento delle vocali brevi. Il procedimento va sotto
il nome di bMBAR, saturazione, ed tutt'altro che raro con l e l, pi raro con l-. Esempi:
20
]YBAR- XY ITJ^ SO-ZB ELJ\ < ]YBR-
XY ITJ^ SO-ZB ELJ\ Fluisce da dietro tra le orecchie d'una
robusta cammella incollerita (`Antara). U-WC- ZUH EJC RW^
rWVWVW < U-WC- ZUH EJC RW^
rWVWVAWDissi, che gi era caduta sul davanti(=petto) . YT]
rWHJA[X CYUAH- rWH]AJT < YT]
rWHJA[]X CYUAH- rWH]AJ]T Al rigettare dei dirham e il separare
(scegliendo) dei cambiavalute. XY F]D-XA LWV-ZA aHYZ
TaYQ-J- < XY F]D-XA LWV-ZA aHYZ TaYQ-ZJ-Da
qualunque p arte passino, mi far vicino e terr d'occhio. b) Raccorciamento di una vocale lunga.
Avviene in qualsiasi punto della parola: UCAX polvere > UCX
RZAZ]J- pagliuzze (nell'occhio) > RZAZJ- XUAN]J- celle
> XUANJ- [IA questo > [IA Ak Iddio > aWW[ B]Y
rWFJ]J ZB]Y rWVCAY < B]Y rAFJ]J
ZB]Y rWVCY Parte seta e parte lino. VYZAF] J]M
FXAX\ YEH]\ < VYZAF J]M FXAX\
YEH]\ Come i lati delle piume di una colomba najdita. RY rWYAL]
aWJAHc ZaDZABA < RY rWYAL aBJAHc ZaDZABA Da
uno che abbandona vesti e sopravvesti. La 1^ pers. pl. del perfetto pure abbreviata nella sua
terminazione; in questo caso, per , l'lA pu restare scritta, per evitare la confusione colla 3^ pl. femm.
(non sempre); in quest'ultimo caso vi forse un'analogia con la lYA di aYA, che in poesia breve:
ZX-LCLWX YTLY RY[- E di chi si stava arrendendo ne
abbiamo consolato. ZWZ aHJVY[- WUO]Y YFBc
B[ E qualora l'avessimo raggiunto, avremmo compiuto per lui i suoi giorni. 7 - Soppressione di
una vocale breve Nel mezzo della parola, il caso pi frequente quello dei pochi nomi di forma
TRW, che diventa TRW, e dei verbi di forma TRW e TR-W, che diventano
TRW , e la forma T-RW (pass.), che diventa T-RW: ZbY
a[E-[- ]OEJ VXA OEJ BKW XY riBW
HBJC NTFCA[- < ZbY a[E-[- ]OEJ VXA
OEJ BKW XY riBW HBJC NTFCA[ E se
lo satireggio muggisce come muggisce un cammello che abbia messo i denti dai fianchi piagati. aZ
XDW XA E-K] [J-ZY ZHd`-ZH- < aZ XDW XA
E-K] [J-ZY ZHd`-ZH- O, come Harun e Da'ud furono
ricompensati. Pi rara la sincope J E-W > JEW: TUH VAY JEg
ZV-YC-X JEAg Era un uomo, e voi siete uomini. Anche nel caso del pl.
femm. del comp. da VB]J, che da V-BJ pu diventare V-BJ: [] rAhYT-L-
r AV-BJ- rWC] ...Esse sono le anime grandi che... Procedimento analogo pu subire
il condizionale- iussivo di verbi di prima radicale debole: cos , da ZEH, ]EH > ]EH >
]EH; o ]WH, da ZWH: ZWVYY] WX aEH XY
LBV-X B-HA Ma io non ho trovato modo d'evitare di imprecare contro di voi. Tra
le licenze poetiche vi anche il procedimento opposto, di aggiunta cio di una vocalizzazione nei nomi di
forma TRW, come nel caso di EWH, pelle, che diventa EWH. In fine di
parola, la soppressione della vocale esemplificata dal verso che segue: ZXY ]CU
TbY rWW[ XR[- < ZXY ]CU TbY rWW[
XR[- E con chi teme Iddio assieme.
8 - Aggiunta di una vocale breve.
8.1 E' frequentemente aggiunta una alla 3
^
persona singolare femminile del perfetto, alla 2
a
singolare maschile dell'imperativo, ed alle persone del condizionale-iussivo che terminano in consonante:
TRWC < TRWC bTRW < bTRW
]TRW < ]TRW CTSW < CTRW aTRW <
21
aT-RW YTRW < YTRW Esempi: aYAG-ZA
rWXPA]A UH a-XWC ZVWC. Fecero inginocchiare le
cammelle, g i annoiate e stanche. ]U-ZW-ZY g C[WV aL^
ZCEWH < ]U-ZW-ZY g C[WV aL^
ZCEWH Dicevano: Non morire di tristezza, s i forte! ZbY ]aCV
rhRHd`- BrWE[H aE[H < ZbY ]aCV
rhRHd`- BrWE[H aE[HE se arriver a te il nemico in forza, ch'io
m'impegni.
a) Nel caso in cui questa vocale aggiunta alla terminazione consonantica avvenga ad un verbo,
di 2
a
o 3
a
debole, la cui vocale precedente sia breve solo perch seguita da consonante quiescente,
l'aggiunta di questa vocale non consente di riallungare la vocale precedente: . SKC e mai
SKAC < SK C*SKAC. P]J e mai PJ <PJ <P]J* .
aYAX e mai aYX < aYX < aYAX *.
8.2 - E' aggiunta la desinenza in all'imperfetto indicativo dei verbi di 3
a
radicale debole: es.:
`` ` ` > ` ` ``
separava il piccolo dei cammelli nato in primavera e poi diventava docile
La stessa licenza consentita dall'uso nei confronti delle particelle che terminano in
consonante quiescente , in particolare se monosillabe: aFBAB aYT-LYA
VX IA rWYZ^ ZVX Beneamati dell'anime nostre, quanto sar quest'assenza,
quanto!? In questo contesto va ricordato che i poeti amano fare ricorso abituale alle forme arcaiche
dei pronomi plurali, e della 2^ pl. masch. del perfetto: aYC-X < aYC-X- lV-X <
lV-X- [-X < [-X- TRWC-X < TRWC-X- 9 - Uso irregolare
delle terminazioni del nome.
Costantemente viene usata la declinazione triptota laddove sarebbe d'obbligo la diptota, sia
nel caso del singolare sia in quello del plurale fratto: COZR XLVc BPY-
YRXAY bY XMC B[ K]YB T] YLZ\
RPJAC Muschio la valle effonde di Na`man, quando Zaynab cammina tra donne
profumate. Tg C-ZORY rWH[J LJV aFXUc Non confidar
mai il tuo segreto a uno scemo. M-RD RW][A XLAR]J
WFJB[X Cavalli scarmigliati sui quali vi sono attizzatori di guerra. Altro uso
improprio del tanw n riferito al vocativo: LgX- rAWW[ ]A XPJ
RW][A La pace di Dio, o Matar, sia su di lei. Nell'esempio che segue, l'uso
improprio di un tanw n accompagnato dalla messa in accusativo del vocativo, laddove in prosa vi
sarebbe un nominativo, e senza tanwin: ]A RH]A WUH ZUCV
rhZAU] O `Ad , ti proteggono tutti quelli che proteggono. Altro uso improprio del tanw
n quello dopo la negazione g che neghi assolutamente un oggetto (anche nell'interrogativa),
il quale, pur essendo indeterminato, diventa nella costruzione araba determinato, ed all'accusativo:
ag JE-W EKA[- rk G]Jc < ag JE-g EKA[- rk G]Jc
Non c' alcun uomo che Iddio ricompensi con bene?! Viene aggiunto il tanw n ai nomi di
form a TRAW: FIAJ FIAJ XY TZAJL HAJX St
attento, st attento ai cavalieri di Darim. Analogamente, in un nome proprio cui segua BY :
E-AJ]\ XY U]L rBY DRWB[ < EAJ]\
XY U]L rBY DRWB[ Una ragazza dei Qayd b. Ta`laba
Vi sono invece dei casi nei quali un tanw n ineliminabile in prosa scompaia invece in poesia:
FNY Zg FABL ]T-ZUAY XJHAL T]
22
XEXR N Hisn n Habis superano Mirdas in assemblea. RXJ-Z
rWI] [MX rWDJ]H WUZX[`Amr che spezz il pane ammollato
alla sua gente. TaWT]C-[- S]J X-LCRCB Zg
IAVJ rk bg UW]g E lo trovai che non cercava il favore di Dio, n Lo
menzionava che poco. VLYZJ XSW-ZB ]N-ZW- RW^
rWVWB Come un gatto sconfitto che si getta furioso sul cane. RW^ ELX
XNTJ XY rWCBJ aXWL Su un corpo giallo, pi lucido dell'oro.
NB. In questo caso, aXWL licenza poetica d a aXWL , che lo a sua volta dal
regolare aXWL. Il genitivo pl. l]Y diventa talvolta l]Y: ZUH
EAZJC- FH rhJBR]Y E gi sorpassai il limite di quaranta.
ZaYVJYA K RAYT dGJ]Y Abbiamo ignorato le altrui sventure.
Nel caso di derivati da radicali di terza Z o ], non infrequente l'uso, da parte dei poeti, dell'indicativo
imperfetto in luogo del congiuntivo o del condizionale-iussivo, per quanto riguarda i verbi, e del
nominativo in luogo dell'accusativo per quanto riguarda i nomi: aB^ rk- aY aLX-Z
Ba-X Z-g aB < aB^ rk- aY aLX-Z Ba-X Zg aBIddio ha
negato che fossi un grande da madre oppur da padre. a WX ]aC]V
ZrhYBd`- CYX] BXA gUC WB-ZY- BY]
K]AHNon ti ha riportato, e le nuove ingrossano, quel che successo alle cammelle dei
Banu Ziyad? ZEHC- XRAW]V aNg WMRJ] Ho
trovato le tue qualit argomento per la mia poesia. In taluni casi la licenza poetica consiste
nell'utilizzare la forma pausale, lecita anche in prosa, in posizione non pausale: BL-J-ZJ
L]H] aGH-X-[- bY JO] B] ZBLXR]
ZrWBNJ Con gioia, mio signore, lo servir , e di me s'accontenti e del mio udito e
della vista.
23
LE SILLABE
Come si accennato all'inizio, nella scansione del verso arabo ( , da , tagliare a pezzi ) si
leggono tutte le sillabe di cui questo si compone, tenendo conto del tanwn, e concludendo sulla
consonante che segue una wala la sillaba che la precede.
Va tenuto conto del fatto che, in arabo, nessuna parola inizia con una vocale: la |amza infatti va
considerata come una vera e propria consonante:
` ` ` ` ` ` `` ` `
fas taq di ril l ha ay ran war a yan na bi hi fa bay na ml us ru i d rat ma y s r
11
A tal fine, occorre ricordare come alcune parole si trovino usualmente scritte in forma
"abbreviata": nella scansione poetica va loro reso il valore originario delle sillabe: cos:
va letto al L hu
va letto h
` ` va letto ` ra| m nu
Analogamente, la madda indica un' lif |amza vocalizzata --:
va letto ki lu
Al di l della divisione generale delle sillabe in aperte e chiuse (cfr. p. 3), ai fini che ci interessano
qui, di pi immediata rilevanza la suddivisione in base alla quale le sillabe possono essere:
A) brevi, quando sono composte da consonante + vocale breve:
fa a la

sono brevi inoltre:
a na

u l i

u l i ka

u l

possono essere brevi o lunghe:
pron. suff di 2
a
p. masch.
ka

k

terminazione 2
a
p. m. pl.; cfr. Licenze poetiche)
` -u mu

- mu

11
Trad.: "Chiedi a Dio un bene e sine contento e nella distretta, allorch girano i ricchi all'intorno".
24
B) lunghe, quando sono formate dai composti consonante + vocale + consonante:
if al

` kay

f (== fiy)

Si considerano inoltre lunghe le sillabe finali del verso (e del'emistichio), anche se non
vengono scritte come tali (il segno grafico di allungamento viene aggiunto soltanto alla fat|a:
` ` ` `` ` ``
a nat n bi bay ni h as m rub ba win yu mal lu min hu a w
Asm ci ha informato della sua partenza quanti restano del cui restar ci s'annoia
12
eeesss
` ` ` ` ` `
fa man ya ku s i lan an niy fa in niy mi nal fit y ni fiy mil u n n
chi chiedesse di me, ebbene io sono uno dei giovani dell'anno della morva
13
eeesss
` ` ` ` `
wa min a sa din a w ki l ban ka iy ra tan bi nih yi u r bin um ma b a wa |ar ra r
e degli Asad ha fatto abbaiare parecchi cani presso lo stagno di urb, e poi ne vendette e ne affranc
12
Al-ri b.illiza, Muallaqa, v. 1.
13
An-Nbia al-Jad, qada 11, v. 1 (M. NALLINO 1953, p. 116). La morva una sorta di cimurro, causata da un
bacillo che causa ulcerazioni alle narici degli equidi e dei camelidi con esiti mortali.
25
LA METRICA ARABA
La rima ( , pl. )
1. Secondo le regole antiche, si deve ripetere nei due emistichi del primo verso della qada, e poi
alla fine di ogni verso dell'intera composizione, secondo lo schema
...b ...b
...x ...b
.......b
Es.:
` ` ` ` ` `
Fermatevi, piangiamo al ricordo dunamata e una dimora
L dove finiscono le dune, tra ad-Dal e awmal (Imrl-Qays, Muallaqa, v. 1)
2. La rima pu essere:
a) ` ` , "impastoiata", quando il verso termina con una consonante
Es.:
` `` ` ` ` ``
Mi rifugio presso il Principe non oppressore, dall'iniquit dei immn e dal
cambiar dimora (Jarr, in K. A. 8.68 -rajaz)
b) ` , "sciolta, libera", quando il verso termina con una vocale.
` ` `' ' ` `
Il mio ricordare Ajyd la mia costante occupazione
14
al mattino e la mia preghiera notturna nella
notte lunga (Umar b. al-Fri)
2.1 Il
Termine che deriva dalla radice che significa "attaccare", la parte essenziale della rima;
infatti dalla consonante che raw che la qada prende d'abitudine il nome. Raw e rima non sono
esattamente la stessa cosa, il primo essendo la parte essenziale della seconda, e non il tutto.
Esempio: la celebre Lamiyyatu'l-arab la Poesia in L degli Arabi, cio rimayta in lam, dalla
consonante che ne il raw:
` ` ` ` ` `
Uomini della mia trib, fate drizzare i petti delle vostre cavalcature ch io verso altra gente che non
voi son pi incline (anfara, tr. F. Gabrieli)
2.1.1 Il raw non pu essere costituito da:
14
Ed anche il mio wird.
26
a) quando hanno la funzione di allungamento vocalico, come in e .
b) quando costituiscono le terminazioni del femminile singolare, dei duali o dei plurali
del verbo: ` ecc.
possono invece essere raw quando formano dittongo con una fat|a che precede:
` ` `
c) quando costituiscono le terminazioni dei duali e dei plurali dei nomi

d) quando costituiscono la terminazione dei pronomi isolati: singolare maschile e
femminile, e la terminazione del pronome suffisso femminile singolare;
in quest'ultimo caso, il suffisso pu essere raw quando segua una vocale lunga,
come in: .
il tanwn

quando terminazione dell'energico II del verbo: ` ecc.


a) pronome suffisso di 3
a
pers. maschile singolare
salvo quando sia preceduto da una sillaba lunga: es.: ` .

b) quando non radicale, ed forma pausale di una , come nei casi:


` ` per ` , o ` per o .
3. La qfiya mulaqa, ovvero la rima vocalica, termina con la , "appendice", "annesso" del raw, che pu
essere:
a) una vocale lunga, considerando che la vocale finale di un verso considerata comunque
allungata dalla consonante di allungamento omogenea alla precedente, anche se non appare tale
in grafia:
per
per
b) la preceduta da una delle vocali brevi: ` ` ` .
4. Nel caso di

` > `
>
ed altri nei quali vi sia una lettera di prolungamento ( - - ) dopo la , questo prolungamento
chiamato ` , cio "ci che va oltre/esce dalla ila":
lo distrarremo ` ` = `
il suo corteo ` `
ila e urj, una volta che accompagnino il raw nel primo verso, debbono ripetersi in tutti.
27
5. Costituiscono parte integrante della qfiya, sia vocalica sia consonantica, una o due lettere che
precedono il raw: esse si dividono in:


`
5.1 Il tass, "fondamento, base", il nome dato ad una lif di allungamento che precede il raw,
ma ne separata da una consonante, chiamata dal, "ospite, intruso". Il tass dev'essere invariabile nel
corso delle rime, mentre non deve esserlo il dal; dovrebbe esserlo per la vocale di comunicazione di
questo col dal, "ospite, intruso". Es., in una composizione il cui verso iniziale fosse concluso dalla
parola (sulla quale si costruisce la rima)

il raw
il tass
il dal
Queste le rime possibili:



Le regole restano le stesse colla qfiya vocalica.
A rigore, tass e dal dovrebbero appartenere alla stessa parola, ma accettata l'eccezione nel
caso del pronome ` ed in quello dei pronomi suffissi ad una preposizione.
5.2 Ridf, "quello che tien dietro", una delle tre lettere di prolungamento - - , quando
precedono immediatamente il raw.
Nel caso si tratti di , questa si ripete lungo tutta la rima, mentre e sono considerate rimare
tra loro:


ecc.
La presenza del ridf esclude quindi il dal.
5.3 La qfiya priva di tass o di ridf detta ` `, "nuda"; altrimenti, pu essere ` ` ,
"fondata, stabilita"o ``, "portata al seguito (=fornita di ridf)" .
28
6. LE VOCALI DELLA QFIYA.
6.1 ` , "canale", e "desinenza" : la vocale che segue il raw nella rima vocalica. Cos:
in per
in `
in
Ricordare che le vocali finali s'intendono comunque lunghe.
6.2 , "penetrante", la vocale che s'intromette tra la quand' una ila e il urj: es.:

in ` `
in `
in ` `
E' invariabile.
6.3 ` , "apparire", la vocale che
6.3.1 precede immediatamente il raw in una qfiya mujarrada, come nei seguenti casi:
ristabilire ` per
mi salvo ` per '
6.3.2 separa, in una qfiya muassasa, il dal dal raw , come la kasra () in ` .
In quest'ultimo caso, si parla preferibilmente di ` , "saturazione", che dovrebbe essere
invariabile lungo tutta la composizione, mentre nel primo caso possibile lo scambio tra e , come nel
caso del ridf.
Il tawj|, assolutamente necessario nella rima consonantica, non lo in quella vocalica: rime
possibili:
`
`` `
ecc.
6.3.3. ` , "preludio", la vocale che s'appoggia alla lettera precedente il tass, e che non
pu essere che una fat|a ().Es.:
`
29
6.3.4. , "di faccia", la vocale che accompagna la lettera che precede il ridf, e che
conseguentemente gli corrisponde; collo stesso nome per chiamata anche quand' una fat|a che
precede una o , formando i "dittonghi"
`
`
7. LE CATEGORIE DELLA RIMA
Le ultime due lettere quiescenti () di un verso formano i limiti nei quali compresa la rima:
di qui la divisione di questa in 5 categorie, a seconda del numero delle lettere motorie (` ` , "che fa
muovere", consonanti cio vocalizzate -la vocale detta infatti , "movimento") che ci si trovano in
mezzo:
7.1 ` , "susseguentesi", quando non ci sono lettere motorie tra le due quiescenti: ovvero
quando, in una qfiya muqayyada, il raw preceduto dal ridf: es.:


`
`
` ` `
E' una rima infrequente.
7.2 ` , "in successione a breve intervallo", quando interviene una lettera motoria tra due
quiescenti, come negli esempi (q mq):
per
`` per ` `
`
per
`
7.3 `, "che raggiunge", quando le lettere motorie tra le due quiescenti sono due: es.:
` per `
`
` per `
30
7.4 ` , "sovrapponentesi", quando, tra le due quiescenti si frappongono tre motorie: es.:

per
` `
7.5 ` , "spesso", quando, tra le due quiescenti s'interpongono quattro o pi lettere
motorie, come nell'emistichio seguente:
Iddio ha rimesso in piedi la religione, ed essa
rimessa in auge
15
` ` ` `
E' una rima piuttosto rara.
8. L'infrazione a queste regole considerata dai grammatici arabi errore, ` ; se ne considerano di 5
specie, 3 delle quali si riferiscono propriamente alle regole suesposte, mentre 2 possono definirsi stilistici:
di questi, il primo consiste nella ripetizione, nel corso della qada, della stessa parola in rima; non si
considera errore vero e proprio qualora in un verso abbia l'articolo ed in un altro no, o quando la stessa
parola assuma due diversi significati; la ripetizione collo stesso significato e nella stessa forma da taluni
ammessa quando vi sia un intervallo di almeno 7 versi. Il secondo errore consiste nel non mantenere
l'indipendenza di ciascun verso, quanto alla costruzione ed al senso; l'infrazione ammessa, qualora uno
dei due versi, se separato dall'altro, non perda significato.
15
Al-Ajjj as-Sad at-Tamm (m. ~90 = 708).
31
METRICA
1. TERMINOLOGIA
` detta la scienza metrica araba, che comprensiva, nell'uso corrente, della
ha il senso di "palo centrale della tenda", che ne costituisce il sostegno, quindi, per
analogia la parte centrale di un verso, donde, per sineddoche, il senso tecnico.
` "scienza della rima": (quella che viene dietro)
` `` espressione usata genericamente
Sono elementi costitutivi della composizione poetica, quale ne sia la lunghezza:
verso: ` , pl. ` , propriamente "tenda, casa". Ciascun verso si compone di due parti: si parla allora di
emistichio, ` o ` , pl. o , "battente", oppure , pl. ` e ` , "met, cesura".
Il primo emistichio detto ` , "petto, parte anteriore"; il secondo emistichio detto ` ,
"posteriore, schiena".
L'emistichio si compone di pi piedi, che variano a seconda del
metro, ` , pl. ` . "mare".
piede, , pl. ; l'ultimo piede del 1
0
emistichio detto , "luogo, palo della tenda"; l'ultimo del
2
0
emistichio detto ` , "colpo, battuta";
` , "riempimento", indica tutto il resto del verso.
2. LA STRUTTURA DEL PIEDE
2.1 Il piede si compone di 5 o 7 lettere (l'attenzione va posta a quelle che si scrivono), i cui
elementi costitutivi sono i seguenti:
, "leggero" S1: lettera motoria + lettera quiescente: es.: -
` :

, "corda"
, "pesante", S2, quando costituito dalla successione di due lettere
motorie: es.: , :

.
` , W1 "congiunto", quand' costituito da un complesso lettera
motoria + lettera motoria + lettera quiescente: es.: , ` :

, "picchetto"
, W2 "disgiunto", quand' costituito dalla successione lettera
motoria + lettera quiescente + lettera motoria: es.: , ` ` , `` :

.
32
`` , "virgola minore", quand' costituita da tre lettere motorie
+ una lettera quiescente: es.: - ` :

, "intervallo, virgola "


` , "virgola maggiore", quand' costituito da 4 lettere motorie
pi una lettera quiescente: es.: ` ` - :

2.2 Il piede che inizia con un watid detto "primitivo"; il piede che inizia con un sabab detto
"derivato"
primitivi derivati
fa lun

w1 + s1 fi lun

s1 + w1
ma f lun =

w1 + s1 + s1 fi l tun

s1 + w1 + s1
mus taf i lun

s1 + s1 + w1
mu fa la tun

w1 + s2 + s1 mu ta fi lun

s2 + s1 + w1
fil tun

w2 + s1 + s1 maf ltu

s1 + s1 + w2
3. I METRI
Secondo la teoria elaborata da D. Frolov, le tre forme indicate pi sopra evolsero nella
costituzione di una metrica quantitativa basata sull'alternanza watid-sabab, nella quale il primo, pi
lungo, rappresenta l'arsi, cio il tempo forte del piede, sul quale ricade l'accento, ed il secondo la tesi, cio
il suo tempo pi debole. Il ritmo che ne deriva si divide in tre varianti, corrispondenti alle diverse origini
pi sopra considerate:
1) "ascendente", con il watid posto alla fine del piede -corrispondente al ritmo del rajaz;
2) "discendente", con il watid posto all'inizio del piede -corrispondente al ritmo del hazaj;
3) "intermedio", con il watid posto al centro del piede -corrispondente al ritmo del ramal.
Questa ripartizione d origine ad un raggruppamento dei metri arabi in tre "famiglie":
1) RAJAZ, comprendente i metri rajaz, bas, kmil, sar, munsari, e mujta;
2) HAZAJ, comprendente i metri awl, wfir, mutaqrib, e hazaj ar;
3) RAMAL, comprendente i metri aff, ramal, madd.
Le composizioni che utilizzano metri della terza "famiglia" appaiono maggiormente nell'area che
aveva come centro al-ra, e corrispondono anche a composizioni nelle quali sono inclusi temi non
Arabo-beduini; il tutto esprimente una tradizione che resterebbe al di fuori di quella beduina incentrata
sulla qada, che presenta un uso predominante del awl. E' da questa tendenza, o scuola, che avrebbero
poi preferibilmente attinto, in tecnica ed anche temi, i poeti dell'et abbaside. Frolov le identifica
all'ambiente sedentario, laddove l'ambiente hazaj sarebbe quello pi propriamente nomade e beduino.
Una collocazione a parte, intermedia, caratterizzerebbe alcuni autori delle Muallaqt, le cui componenti
33
culturali sarebbero intermedie, partecipando sia della tradizione beduina sia di quella cittadina: sono
citati in particolare Imr 'l-Qays, arafa, al-A, Abd b. al-Abra e Antara.
La codificazione attuale della metrica araba opera unanimemente riconosciuta a al-all b.
Amad al-Farhid (m. ~791 a Bara): a lui dovuta la fissazione dei 15 metri classici, le loro misure,
regole, ed eccezioni ammesse, ecc.
Di un 16
0
metro, il mutadrik, che la tradizione ascrive a al-Afa (m. 836), si giustifica oggi
l'esclusione dall'elenco di all perch considerato un metro speciale, da usarsi per le composizioni
cantate.
I sedici metri sono definiti come segue, nella classificazione che li raggruppa in cinque cerchi
(d'irt), dovuta a all b. Amad.
fa lun ma f lun fa lun ma f lun
w1 + s1 w1 + s1 + s1 w1 + s1 w1 + s1 + s1
1.1 awl

mus taf i lun f i lun mus taf i lun f i lun
s1 + s1 + w1 s1 + w1 s1 + s1 + w1 s1 + w1
1.2 Ba

f i l tun f i lun f i l tun f i lun
s1 + w1 + s1 s1 + w1 s1 + w1 + s1 s1 + w1
1.3 Madd

mu fa la tun mu fa la tun mu fa la tun
w1 + s2 + s1 w1 + s2 + s1 w1 + s2 + s1
2.1 Wfir

mu ta fi lun mu ta fi lun mu ta fi lun
s2 + s1 + w1 s2 + s1 + w1 s2 + s1 + w1
2.2 Kmil

ma f lun ma f lun ma f lun
w1 + s1 + s1 w1 + s1 + s1 w1 + s1 + s1
3.1 Hazaj

mus taf i lun mus taf i lun mus taf i lun
s1 + s1 + w1 s1 + s1 + w1 s1 + s1 + w1
3.2 Rajaz

f i ltun f i ltun f i ltun
s1 + w1 + s1 s1 + w1 + s1 s1 + w1 + s1
3.3 Ramal

mus taf lun mus taf i lun maf l tu 4.1 Sar
s1 + s1 + w1 s1 + s1 + w1 s1 + s1 + w2
34

mus taf i lun maf l tu mus taf i lun
s1 + s1 + w1 s1 + s1 + w2 s1 + s1 + w1
4.2 Munsari

f i l tun mus taf i lun f i l tun 4.3 aff
s1 + w1 + s1 s1 + s1 + w1 s1 + w1 + s1

ma f lun f i l tun ma f lun
w1 + s1 + s1 s1 + w1 + s1 w1 + s1 + s1
4.4 Muri

maf l tu mus taf i lun mus taf i lun
s1 + s1 + w2 s1 + s1 + w1 s1 + s1 + w1
4.5 Muqtaab

mus taf i lun f i l tun f i l tun
s1 + s1 + w1 s1 + w1 + s1 s1 + w1 + s1
4.6 Mujta

fa lun fa lun fa lun fa lun
w1 + s1 w1 + s1 w1 + s1 w1 + s1
5.1 Mutaqrib

f i lun f i lun f i lun f i lun
s1 + w1 s1 + w1 s1 + w1 s1 + w1
5.2 Mutadrik

Come si pu notare, questa divisione dei metri arabi appare funzionale alla successione di sillabe brevi e
lunghe, che, tra i diversi metri appartenenti al medesimo cerchio, risulta essere sempre la stessa: se
prendiamo in considerazione la successione watid-sabab nei metri all'interno di ciascun cerchio, il
risultato sar infatti il seguente:
1.
awl W1 S1 W1 S1 S1 W1 S1 W1 S1 S1
bas S1 S1 W1 S1 W1 S1 S1 W1 S1 W1
madd S1 W1 S1 S1 W1 S1 W1 S1
2.
wfir W1 S2 S1 W1 S2 S1 W1 S2 S1
kmil S2 S1 W1 S2 S1 W1 S2 S1 W1
3.
hazaj W1 S1 S1 W1 S1 S1 W1 S1 S1
35
rajaz S1 S1 W1 S1 S1 W1 S1 S1 W1
ramal S1 W1 S1 S1 W1 S1 S1 W1 S1
4.
sar S1 S1 W1 S1 S1 W1 S1 S1 W2
munsari S1 S1 W1 S1 S1 W2 S1 S1 W1
aff S1 W1 S1 S1 W2 S1 S1 W1 S1
muri W1 S1 S1 W2 S1 S1 W1 S1 S1
muqtaab S1 S1 W2 S1 S1 W1 S1 S1 W1
mujta S1 W2 S1 S1 W1 S1 S1 W1 S1
5.
mutaqrib W1 S1 W1 S1 W1 S1 W1 S1
mutadrik S1 W1 S1 W1 S1 W1 S1 W1
Questa impressione di unit, che potrebbe portare ad ipotizzare cinque variet costitutive
all'interno delle quali si sarebbero formati i vari metri, appare tuttavia pi una brillante costruzione
teorica che una raffigurazione della realt: pochi esempi saranno sufficienti a dedurlo:
a) appare difficile trovare un verso in metro awl (1.1) che davvero corrisponda a questo schema;
b) il metro wfir, rappresentato nella 2^ dira (nella quale occupa il primo posto), una
costruzione puramente teorica, la sua composizione reale essendo:
mu f a la tun mu f a la tun f i lun
w1 + s2 + s1 w1 + s2 + s1 w1 + s2 + s1

c) i metri hazaj (3.1), muri (4.4) e mujta (4.6) constano abitualmente dei primi due piedi
definiti nei cerchi cui appartengono.
Se ne deduce che si possa parlare di metro x del cerchio
16
. il che designa, nei casi citati ad
esempio, ma non necessariamente soltanto in quelli, un metro che rimane o teorico, o comunque
minoritario rispetto all'uso effettivo, anteriore quanto successivo alla codificazione di all b. Amad.
Questa avrebbe quindi avuto lo scopo di consentire una sorta di sintesi dei metri arabi, fatta attraverso
una sorta di minimo comun denominatore, la cui funzionalit stata giudicata di maggiore interesse
rispetto all'aderenza alla realt documentaria. Al metro "canonico" si accompagnano pertanto delle
varianti, il cui elenco seguir quello delle variazioni dei singoli piedi, le zift (sing. zif o zifa,
"scivolamento, rilassamento") e le ilal (sing. illa, "difetto, deformazione").
3.1 LE ZIFT
Lo zif riguarda, di norma, soltanto il aw. Se ne considerano due tipi:
16
E' questa la definizione di Stoetzer 1989.
36
A) Zihaf munfarid, cio singolo, quando la mutazione subita dal piede unica: pu essere: 1)
habn, soppressione della seconda lettera quiescente: fa `i lun > fa `i lun. 2) waqs,
soppressione della seconda lettera motoria: mu ta fa `i lun > mu fa `i lun. 3) idmar,
trasformazione della seconda lettera motoria in lettera quiescente (= task n, azzittimento):
mu ta fa `i lun > (mut fa `i lun) mus taf `i lun. 4) tayy, soppressione della quarta lettera
quiescente: mus taf `i lun > (mus ta `i lun) muf ta `i lun. 5) qabd, soppressione della quinta lettera
quiescente: ma fa ` lun > ma fa `i lun. 6) `aql, soppressione della quinta lettera motoria: mu
fa `a la tun > (mu fa `a tun) ma fa `i lun. 7) `asb, trasformazione della quinta lettera
motoria in quiescente: mu fa `a la tun > (mu fa `al tun) ma fa ` lun. 8) kaff,
soppressione della settima lettera quiescente: ma fa ` lun > ma fa ` lu. B)
Zihaf muzdawij, cio che accoppia, quando combina due zihafat nello stesso piede.
1) habl, combina un habn (A.1) e un t ayy (A.4): mus taf `i lun > (mu ta `i lun) fa `i la tun. 2)
hazl, combina un idmar (A.3) e un tayy (A.4): mu ta fa `i lun > (mut fa `i lun) muf ta `i
lun. 3) sakl, combina un habn (A.1) e un kaff (A.8): fa `i la tun > fa ` i la tu. 4) naqs,
combina un `asb (A.7) e un kaff (A.8): mu fa `a la tun > (mu fa `al tu) ma fa ` lu.
Questo per quanto concerne l'aspetto tecnico; dal punto di vista della "resa" estetica del verso, si parla
di zihaf hasan, buono, di zihaf mustakrah, sgradevole, e di zihaf qab
h, brutto. Le `ilal Pi infrequenti delle zihafat, riguardano il `arud
e il darb; bench esse consistano sia in aggiunte, sia in sottrazioni, sia in task nat, la loro
divisione fondamentale nelle due categorie che seguono: A) ziyada, aggiunta: 1) tarf
l, consiste nell'inserimento di un s1 in un w1, prima dell'ultima sillaba del piede: mu ta fa `i
lun > mu ta fa `i la tun. 2) tady l, consiste nell'inserimento di una lettera quiescente
nel w1 costituente l'ultima sillaba: mu ta fa `i lun > mu ta fa `i lan. 3) tasb g, consiste
nell'inserimento di una lettera quiescente nel s1 costituente l'ultima sillaba: fa `i la tun > fa `i
la tan. B) naqs, diminuzione: 1) hadf, consiste nella soppressione del s1 che
costituisce l'ultima sillaba: fa `u lun > (fa `u) fa `al. 2) qatf, consiste nella soppressione del s1 che
costituisce l'ultima sillaba, e nella riduzione a quiescente della lettera motoria che lo precede: mu fa
`a la tun > (mu fa `al) fa `u lun. 3) qasr, consiste nella soppressione della lettera quiescente
del s1 che costituisce l'ultima sillaba, e nella trasformazione della lettera motoria rimasta in lettera
quiescente: fa `u lun > fa `ul. 4) tas` t, consiste nella soppressione di una delle lettere
motorie del w1, che comporta la sparizione della sillaba breve: fa `i la tun > (fa la tun) maf
`u lun. 5) hadad, consiste nella soppressione di un w1, che comporta la caduta delle
ultime due sillabe: mu ta fa `i lun > (mu ta fa) fa `i lun. 6) salm, consiste nella soppressione
del w2 fin ale del piede: maf `u la tu > (maf `u) fa` lun. 7) kasf, consiste nella soppressione
dell'ultima lettera del w2, che comporta la caduta dell'ultima sillaba breve: maf `u la tu > (maf
`u la) maf `u lun. 8) waqf, consiste nella trasformazione dell'ultima lettera motoria del w2 in
una lettera quiescente, che comporta la trasformazione delle ultime due sillabe, rispettivamente lunga e
breve, in una sola, ultralunga: maf `u la tu > maf `u lat.
37
I METRI ARABI NELLA PRATICA
awl

a.

` ` ` `` ` ` `
Quando s'approssim il mattino, disse: "Mi hai messa alla berlina Levati non cacciato via; e se vuoi,
aumenta (Umar b. Ab Raba)
b.

` ` ` ` ` `
Fermatevi, piangiamo al ricordo dunamata e una dimora
L dove finiscono le dune, tra ad-Dal e awmal (Imrl-Qays, Muallaqa 1)
c.

`` ` ` ` ` `` ``
Ma era una destinazione straniera
che separava il piccolo dei cammelli nato in primavera, che diventava docile (al-A ib al-Lisn)
d.

` ` ` ` ` `
E ad un petto di cui ricondusse la notte il rovello chera lontano nel quale si moltiplica il cruccio da
ogni parte (Nbia a-ubyn)
e.

` ` ` ` ` ` ` `
E' come se io, la mattina della separazione, il giorno in cui tolsero l'accampamento presso le acacie
della trib fossi stato a pressare la colloquintide (Imr 'l-Qays, Muallaqa 4]
38
f.

` ` ` ` `` ` ` ` '`
E feci pensare ai miei compagni che bere il loro vino, per quello fosse il gioire del mio intimo, nella
mia ebbrezza, con un'occhiata (Umar b. al-Fri, Tiyya al-kubr, v. 2)
g.

` `
Mawl per patto, non mawl per sangue servi piuttosto, che chiedono i tributi (Nbia al-
Jad, q. 12, v. 41)
h.

`` ` ` `
Scorrono sulle punte delle spade i nostri spiriti vitali e solo sulle spade scorrono (as-Samawal)
i.

` ' `` `
Vedi lo sterco delle bianche gazzelle nei loro spiazzi e sui terreni piatti simili a granelli di pepe (Imr
'l-Qays, Muallaqa 3]
j.

` ` ` ` ` `` ` `
k.

` ` `` ` ` ` `
E colle pupille disdegnai il mio bicchiere, e dalle Sue qualit innate e non dal mio vino messo a
rinfrescare deriva il mio esser ebbro (Umar b. al-Fri, Tiyya al-kubr, v. 3)
39
l.

` `` ` ` ` ``
Il giorno in cui uccisi per le vergini la mia cavalcatura quale meraviglia dalla sua sella e finimenti
caricati sulle spalle(Imr'l-Qays, Muallaqa, v. 11)
m.

` ` ` ` ` ` `
Come i mercanti che vanno in su con del vino da al-a fino a farlo scendere su Yusr (Imr'l-Qays,
Layl bi-t a-al, v. 8)
40
Bas

a.

` ` ` ` ` ` ``
E' apparso il fuoco di Layl una notte presso Salam, o un qualcosa di risplendente ha brillato in az-
Zawr e al-Alam? (Ibn al-Fri, Dwn 128)
b.

` ` ` ` ` ` `
E la tua gente risiede in Ajyd, mentre noi non abbiamo altro che il ricordo o una quota di afflizione
(Umar b. Ab Raba - K. A., 1.119)
c.

` ` ` ` ` ` `
Furono vicini quelli di Ajyd, ma non ce ne deriv altro che passione ardente o una quota di afflizione
(Umar b. Ab Raba, in Mujam al-buldn 1.63)
d.

`` ` ` ` ' `
E non era Sud, il mattino della separazione, quando and via che una belante gazzella, dagli occhi
languidi, tinta di kohl (Kab b. Zuhayr, Burda, 2)
e.

` `` ` ` `
In essa mi sono fermato a prima sera a chiederle favore ma era impedita dal rispondere: nessuno pi
c'era nell'accampamento di primavera (an-Nbia a-ubyn)
f.
41

` ` ` ` ` ` ` `
Scopre denti splendenti quando sorride come chi sia dissetato con vino pi volte mesciuto (Kab b.
Zuhayr al-Muzayn, Burda, 3)
g.

` ` ` ` `
E' dal ricordo di vicini a Salam che hai mescolato una lacrima che scorreva da una pupilla insieme a
sangue? [al-Bur, Burda, 1]
42
Madd

a.

` ` `` ` ``
Mi torna al ricordarla un turbamento e le lacrime colano dall'occhio (Ab 'l-Athiya, K. A., 4.111)
43
Wfir

a.

` ' ` `` ` ` `
Vi siete vantati dello stendardo, e l'iniquit di un vanto uno stendardo quando fu reso a awb
(assn b. bit, da K. A., 15.186)
44
Kmil

a.

` ` `
M'hanno fatto dono dei poemi gli eccellenti quando se ne andarono Ab Yazd, 'l-Qur e Jarwal
(al-Farazdaq, K. A. 9.94)
b.

` ` ` `` ` ` ``
Me ne andai per timore del suo giuramento, ed ella sorrise e seppi che il suo giuramento non
era cos stretto (Umar b. Ab Raba, A. 1.197)
c.

` ` ` `` ` ``
Mi prese la testa per riconoscerne il contatto colle dita tinte di rosso, non contratte (Umar b.
Ab Raba, A. 1.197)
d.

`` ` ` ` ` `
Gustai della sua bocca, prendendole i capelli bevanda per l'assetato, dal fresco dell'acqua della
roccia (Umar b. Ab Raba, A. 1.197)
e.

` ` `' ' ` `
Il mio ricordare Ajyd la mia costante occupazione
17
al mattino e la mia preghiera notturna nella
notte lunga (Umar b. al-Fri)
17
Ed anche il mio wird.
45
f.

` ` ` `` ` ` ``
Lei disse: "Per la vita di mio fratello e per il benessere del mio genitore attirer l'attenzione della
trib se non te ne vai" (Umar b. Ab Raba, A. 1.197)
g.

`` ` ' ` ' ` `
Hanno lasciato i poeti qualcosa da dire?
o hai riconosciuto la dimora dopo aver riflettuto? (Antara)
46
Hazaj

a.

` ` ` ` ` `
Oggi ho scordato la preghiera a causa del mio amore e non so pi distinguere cena e colazione
(ibl)
47
Rajaz
I poeti pi antichi lo hanno usato nella forma detta mar, considerando cio ogni emistichio
( ) come un verso indipendente, che rima coll'altro; alle origini, il rajaz era costituito da due sabab e da
un watid, cio un metro che risulta piacevole all'udito e tocca l'anima, secondo la definizione riportata
nel Lisn al-Arab (5.350), da Ibn Sdah (m. 1066). Questa sua caratteristica lo renderebbe il possibile punto
di giunzione tra la forma arcaica di prosa saj e la poesia propria,mente detta. Si sottolinea che la forma
originale del rajaz comunque quella leggendariamente attribuita a Maadd b. Adnn che,. cadendo da
cavallo, esclam:
= W W W W =

con una variante attribuita ad un'espressione del Profeta:
` `` ` = W W S S W =

L' urjza non designa quindi una composizione rajaz "classica", ma l'adattamento alle lunghezze e
numero si versi del qad (FROLOV 1997, 224)ha assunto le stesse caratteristiche delle composizioni negli
altri metri; il che parrebbe confermare l'affermazione dell'esempio a., anche perch tradizionalmente il
primo a poetare in questo stile fu al-Alab al-Ijl. Questa rivendicazione di originalit per attribuita da
Ibn Ubayda (m. 825) a al-Ajjj (m. ~ 715)
18
. Imetro fu usato in particolare nel hij e nel ri, e, in et
abbaside, nelle tariyyt. Uso generale dell'urjza quello delle composizioni didascaliche, il suo metro
favorendo la memorizzazione.

a.

` `` ` ` ` `
E' un rajaz che vuoi o un poema? hai chiesto una cosa facile a trovarsi (al-Alab al-Rjiz al-Ijl, A.,
15.358)
19

18
Cit. in FROLOV 1997, p. 244.
19
Il K. A. riporta la notiza che questa sarebbe stata la risposta del poeta al goverantore di Kfa al-Mura b. uba,
che, su incarico del Califfo Umar, voleva sapere cosa poetassero sull'Islam.
48
Ramal

a.

` ` ` ``` ` ` ` ` `
Noi eravamo, e lo sapevate, prima di voi i sostegni della tenda
20
ed i picchettidella corda (Ad b. Zayd -
m. 590-, A. 2.96)


20
Opp. i pilastri della casa.
49
Sar

a.

` ` '`
O miglior signore e padrone che ci sia ecco lo scroccone sulla porta (Muammad b. Ab Muammad al-
Yazd)

50
Munsari

a.

`` `` ` ` `` `
Pu darsi a far su i soldi non sia chi se li mangia e che i soldi se li mangi chi non li ha fatti su
(al-Aba b. Quray as-Sad at-Tamm, K. A., 18.132)

51
aff

a.

` ` ` ` ` ` ` `
Lo ha acceso tra Aqq e aay n, con legna, che brilla come fosse la luce (al-ri b. illiza, Mu.)
b.

` ` ` ` ` `` ` ` `
Chi insignificante, facile che lo si disprezzi ed una ferita non causa di dolore per un morto (al-
Mutanabb, q. 99, v. 6)
c.

` `` ` ` ` ` `
Nelle citt d'Egitto il suo corpo ed i pochi compa gni diretti in Siria, ed il cuore in Ajyd (Umar Ibn
al-Fri)
52
Muri

a.

` ` `
Fermatevi e restate per un poco ma non restarono ed andarono oltre (Sad b. Wahb, K. A., 20.349)

53
Muqtaab

a.

` ` ` `
Ysuf per la bellezza, e Faraone per la sua tirannia (usayn b. a-ak, (A., 7.204)

54
Mujta

a.

`` ` ` ` ``
Di abn non ne restano che tre ed altri dieci (Abdallah b. al-Abbs ar-Rab)

55
Mutaqrib

a.

`` `
Sul far del giorno misero i cammelli ventre a terra al wd al-Aqq dopo esser passati per ogni valico
tra anfratti (Ibn Arab, T., 23.1, p. 95)
b.

` ` ` ` `
A Salam ha consegnato il sangue del mio cuore alla sua occhiata assassina e languida (Ibn Arab,
T., p. 194)
Mutadrik

ELEMENTI DI STILISTICA
56
bad Il termine indica, a questo proposito, l'arte della retorica. In poesia, l'allitterazione (jins/tajns)
costiuisce uno dei suoi elementi pi appariscenti: si divide in
1) ` , assonanza ottenuta dall'impiego di due lettere simili per suono, quali i gruppi
- o - -
2) assonanza costituita da due parole le cui lettere radicali sono le stesse, ma in
ordine differente, come nel caso della coppia - .
57
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