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N.

4 ANNO

III // april

e 2011

1,00

PENSIERI DI

Franco Gussalli Beretta Gianluca Delbarba Alessandro Fogazzi Federica Quaranta Luigi Savelli
StRaDE E quaRtIERI

Via Corsica Via Dalmazia Castel Mella

HINtERlaND vIaggIo IN PRovINcIa

Carpenedolo Castiglione d/S Montichiari

GIOCARE PER VINCERE?


UNA LEVA PER BRESCIA I PIRATI DELLA RETE

CONCILIAZIONE PELO E CONTROPELO CONVIVERE CON GLI ANIMALI QUI E L TRUffE ON-LINE

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7 DODICI MESI // aprile 2011

IN QUESTO NUMerO

Editoriale Una no tax area per le famiglie Prodotto & mercato Franco Gussalli Beretta: Il vero asset aziendale? La formazione continua Luigi Savelli: Il peggio passato Alessandro Fogazzi: Too Late, un successo partito da New York Gianluca Delbarba: La crisi? Si vince con il gioco di squadra Federica Quaranta: Una chiave di violino che apre la porta dei sogni Strategia dimpresa Una leva per Brescia La siderolatria bresciana rosa Silicon Valley Bacheca Pompea cresce nell'intimo e nella moda mare Inchiesta: Giocare per vincere?

9 11 13 18 21 24 27 30 32 35 43 46 47 51 55

63 Strade e quartieri: via Corsica e via Dalmazia, tra vecchio e nuovo 69 Hinterland: Castelmella, il paese del grande boom 74 Viaggio in Provincia. Il triangolo della Bassa orientale: Montichiari, Carpenedolo, Castiglione delle Stiviere 89 Tu e il fisco 91 Conciliazione: pensieri sparsi in favore 98 Pelo e contropelo 101 I pirati della rete 105 Verso una cultura globale 107 Gruppo Amerigo Viaggi: Trentanni di attivit 110 Qui & l 113 La pup di Fido e altri tab 117 Sapori del Garda 119 Harley Davidson: cambio di tendenza 122 Gentile Farmacista 124 Specchio delle mie brame 127 Videoteca 128 successo

Mensile di attualit, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo. Aprile 2011 Anno III - Numero 4 Rivista mensile - 1,00 Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 www.dodicimesi.com redazione@dodicimesi.com Direttore Responsabile Roberto Barucco direzione@dodicimesi.com Coordinamento Donatella Car donatella.care@dodicimesi.com Hanno collaborato Alice Aimo, Eva Alessandri, Giovanni Altuni, Luca Anni, Davide Bacca ,Fiorenzo Bandirali, Roberto Barucco, Luce Bellori, Nicola Bendinelli, Livio Benassi, Esterino Benatti, Elizabeth Bertoli, Silvio Bettini, Paoloemilio Bonzio, Donatella Car, Alessandra Cascio, Lodovico Cherubini, Alessandro Cheula, Paolo Cittadini, Mario Conserva, Enrico Filippini, Bruno Forza, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Viola Ladi, Lucrezia Lombardi, Riccardo Maffei, Ferdinando Magnino, Sergio Masini, Enrico Mattinzoli, Cristina Minini, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti, Luciano Ponzi, Massimo Portolani, Francesco Rastrelli, Federico Rossi, Massimo Rossi, Emanuele Salvi, Salvatore Scandurra, Alessandra Tonizzo, Andrea Tortelli, Silvia Valentini.
Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

DODICI MESI

MESI

Editore Sales Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia Registrazione Tribunale di Brescia n. 52 del 24/11/2008 Impaginazione Sales Solutions Srl Fotografie Archivio Sales Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini Stampa Tiber Spa - Brescia Pubblicit Sales Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 segreteria@salesolutions.it

MESI 12aprile 2011

E
di rOBerTO BarUCCO

DITORIALE

LA LIBERT

GUIDA IL POPOLO

ibia, Yemen, Siria, Marocco, Bahrein, Giordania e prima ancora Egitto e Tunisia. Scriviamo il 25 di marzo, mentre londa cresce e prende i colori della libert e della primavera. C chi guarda al cui prodest, a chi giova, chi rimuove, che tanto siamo quasi al ponte di Pasqua, chi guarda i reality, chi cerca oscuri complotti, infiltrazioni qaediste, sommovimenti integralisti, malcelate voglie di potere. C lanalisi politica, quella sull'evoluzione dei bisogni. Eppure sia nella Libia visitata dalle bombe dei liberatori e bagnata dal sangue della gente massacrata dal rais, sia nellEgitto che fu di Mubarak, forse le ragioni trovano altro modo dessere. Sono le ragioni comuni ai ragazzi che si fanno ammazzare ogni giorno in Siria, dove lo stato demergenza dura da mezzo secolo, e solo ora sembra finire (sostituito da leggi speciali anti terrorismo, in fondo non molto diverse negli effetti), e Beraa e le sue strade sono chiazzate del sangue di chi dimostra per la libert mentre i kalashnikov cantano la stessa canzone di Tripoli. Sono le stesse ragioni di chi muore nello Yemen di Ali Abdullah Saleh, da 32 anni al potere e ora in odore di cambiamenti. O nel Bahrein del petrolio, retto dalla secolare dinastia sunnita dei Khalifa, dove ha base la V Flotta americana, quando nella piazza di Manama spunta lombra dei carri armati. Le ragioni di chi lotta nel Marocco, liberale certo, ma dove possibile morire di libert. Le ragioni che fanno tremare i polsi alla dirigenza saudita, nellarabia felix imbottita di petrolio e wahabismo. Ragioni che spingono la dinastia al po-

tere a guardare ai fatti del vicino yemenita come a un fantasma da esorcizzare e chiamare alle elezioni amministrative per il 23 aprile. Elezioni che arrivano, s, ma stimolate da un lungo dibattito intellettuale e studentesco sul web. Una borghesia colta che si risveglia, avrebbe detto John Maynard Keynes. Un mondo web cos libero da essere oscurato. la costante ricorrente delle oligarchie e delle dittature, dei potentati di comodo che muoiono tra gli applausi comandati, proprio come i pi elementari diritti di stampa. Oscurare il pensiero. Perch ora le idee hanno trovato lo spazio per battere le ali nel cielo virtuale di internet. E l, che piaccia o meno ai potenti e ai loro lacch, volano alte. forse anche questo, tra le tante analisi e le tante versioni da consegnare alla storia, il denominatore comune che unisce genti e speranze che si affacciano al Mediterraneo e ai golfi del petrolio. Non ci sono sofismi, distinguo politici, passi felpati diplomatici e gattopardiani o saggezze dellOccidente di russelliana memoria che tengano, di fronte al ritratto desolante di societ decrepite e al diffondersi di nuovi pensieri. Questo lanelito, quasi illuministico, che guida il popolo, ovunque, manco ci fosse sullo sfondo virtuale un quadro di Delacroix. La libert di pensiero, la forza delle idee, della parola. Ci sono i sogni dei ragazzi di Praga nel 68, degli studenti di Tien An Men a popolare i sonni dei giovani nordafricani. A stimolare quella forza capace di superare ogni confine, far crollare muri e imposizioni, testimoniata da blogger che non hanno paura e usano il nuovo per scardinare il vecchio, che rivela un volto inquietante e ridicolo, il ghigno contratto della paura. con questa realt, questo cambio epocale e questa lezione di libert che presto dovremo confrontarci tutti. E non importa su quali rive del Mediterraneo.

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O
di aNTONiO paNiGalli

PINIONI

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UNA NO TAX AREA


PER LE FAMIGLIE

articolo 53 della Costituzione recita: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit contributiva. Il sistema tributario informato a criteri di progressivit. In molti ne parlano, in pochi probabilmente conoscono la materia e le proposte operative legate al quoziente familiare (o meglio al fattore famiglia), che, applicato con i dovuti correttivi, rispetto agli esempi di altri paesi che gi lo adottano, potrebbe favorire la perequazione del sistema contributivo, e non solo, a condizione che ritornino e si applichino valori socio/morali contrari alla imperante egoistica furbizia. Per rispondere appieno ai dettami costituzionali, potrebbe essere interessante intervenire introducendo unarea non tassabile, proporzionale alle necessit primarie della persona, necessit che non possono costituire capacit contributiva e che quindi non possono/ dovrebbero essere tassate a qualsiasi livello (nazionale, regionale, comunale). La proposta di un fattore famiglia (in sostituzione di quello comunemente chiamato quoziente famigliare) viene da pi voci promossa ed stata oggetto di approfondimento anche nel corso dellultimo forum sulla famiglia. I carichi familiari contribuiscono in modo fondamentale alla determinazione dellammontare di reddito non soggetto a tassazione; questo reddito, non assoggettabile a tassazione, si potrebbe chiamare no tax area, che dovrebbe

essere proporzionale ai carichi familiari e crescere al loro aumentare. Il principio base del fattore famiglia parte dallo stabilire e quantificare il costo di mantenimento e di accrescimento indispensabile di ciascun componente il nucleo familiare, sommando al costo di mantenimento del percettore di reddito i contributi di tutti i familiari a carico e cos determinando la no tax area (la fascia di reddito ad aliquota zero). Superata la no tax area, si applicano le aliquote progressive normalmente previste che scattano ai livelli predefiniti, uguali per tutti. La no tax area si ottiene quindi moltiplicando il costo di mantenimento del dichiarante per il valore dedotto da una scala di equivalenza modulata sul numero dei componenti e sulle problematiche reali (la non autosufficienza, la disabilit, la monogenitorialit, la vedovanza ed eventuali parametri che si possono inserire per meglio quantificare il carico familiare) connesse con il nucleo familiare. In caso di vera incapienza la no tax area potrebbe risultare superiore al reddito. La parte eccedente al reddito dovrebbe quindi essere tassata in modo negativo. La tassazione negativa potrebbe divenire un credito di imposta o essere elargita come assegno. La no tax area aumenta allaumentare del numero dei componenti a carico. Per semplicit nei grafici non sono riportati altri elementi (es. disabilit) che possono incrementare il valore dalla no tax area, ma solo il numero dei familiari a carico (coniuge e figli).

Pur essendo il sistema fattore famiglia un metodo a detrazione fissa, comunque proporzionale al carico familiare, esso differisce sostanzialmente dallattuale sistema a detrazioni di imposta in quanto, definendo una no tax area, questa area non pu essere tassata, neppure a livello locale e regionale. Considerato limpatto che un nuovo metodo potrebbe introdurre nelle entrate fiscali, pensabile immaginare di introdurlo con una certa gradualit, partendo da impegni economici sicuramente impegnativi (lo hanno promesso tutte le forze politiche), ma non impossibili, fino ad arrivare, gradualmente, anno dopo anno a regime ed equilbrio. Ci possono essere diversi modi per avviare un sistema fiscale in modo graduale. Il primo consiste nellapplicarlo a partire dalle famiglie pi numerose, ad esempio il primo anno con 6 figli, il secondo anno con 5, poi 4, 3, 2, 1. I gradini relativi allimpegno economico risultano proporzionali alla numerosit delle famiglie via via coinvolte. E per evitare gradini troppo alti ci si potrebbe basare sul reddito, in modo particolare partendo dalle famiglie con reddito sotto alla soglia di povert relativa. Interessante risulta la proposta di istituire dei veri e propri assegni familiari a livello regionale, che andrebbero ad integrare quanto gi erogato a livello nazionale dallInps. Info e approfondimenti su www.forumfamiglie.org.

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R
di SilViO BeTTiNi

UBRICA

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PRODOTTO & MERCATO


COMMODITIES, AGROALIMENTARE
E ALTRI DETTAGLI
inserita in una scatola di cartone prodotta con polpa di legno pressata e stampata. Solo allora la mia "colazione" lascia l'Irlanda, viaggia per 7.000 chilometri via nave e camion fino al mio negozio di alimentari in California. Il 40% di petrolio finale quello che serve per il semplice atto di mantenere il cibo fresco e poi prepararlo. Per decenni, gli scienziati hanno calcolato quanti combustibili fossili vanno nel nostro cibo. Secondo i ricercatori dell'University of Michigan's Center for Sustainable Agriculture, vengono impiegate circa sette calorie di petrolio per produrre una sola caloria di cibo. Questo significa che la mia colazione da 400 calorie, ne costata 2.800 da combustibili fossili. Se, prendendo spunto dalla nostra storiella, ci chiediamo perch nell'ultimo anno il riso aumentato del 172%, il grano del 113%, l'olio di palma del 92%, la soia del 77% e il mais del 63% (dati Fao, International commodity prices), superando di gran lunga il trend degli ultimi dieci anni, forse possiamo risponderci che ci dipende dalla volatilit della prezzo del petrolio. Tale legame ancora pi evidente se si confronta l'andamento dei prezzi relativi. L'indice di correlazione tra due prezzi pari a 1 quando alla variazione di un prezzo corrisponde una pari variazione dell'altro prezzo. E tale indice ha raggiunto un valore di 0,83 per la palma da olio, 0,89 per il riso, 0,92 per il mais e addirittura 0,95 per la soia. Una correlazione che confermata dal grafico riportato.

uesto mese vorrei sottoporre ai lettori di 12 Mesi una riflessione sul legame tra quotazione delle commodities (principalmente petrolio) e prezzi al consumo dei beni alimentari. Ritengo questo argomento di attualit sia perch mentre scrivo si consumano i tragici avvenimenti in Libia e Giappone, che fanno temere un nuovo shock petrolifero paragonabile a quelli vissuti negli anni settanta, sia perch contemporaneamente osserviamo un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli che dall'inizio dell'anno ha avuto un andamento perennemente al rialzo, tanto da far affermare a Filippo Ferrua (presidente di Federalimentare) che linflazione alimentare vola al 5% e si trasferir sui consumatori nel 2011. Consentitemi allora di divagare citando una storiella californiana dal titolo Mangiare petrolio: la mia colazione mi rifornisce di circa 400 calorie e mi sazia. Cos, per poco pi di un dollaro e mezz'ora di lettura del giornale in cucina ho energia per le successive ore. Ma prima di prendere la prima cucchiaiata di cereali (a cui ho aggiunto burro e latte), osservo questo porridge da una prospettiva differente: nascosti alla vista e alle papille, sto osservando circa quindici litri di petrolio! Se contassi anche i lamponi, il caff, il burro e il latte avrei un pezzettino di Medio Oriente qui nella mia cucina. Da dove viene questa quantit di petrolio? Il 20% servito a far crescere i lamponi in fattorie cilene a migliaia di chilometri di distanza, l'avena in Irlanda, il caff in Guatemala, pensate solo a quanti trattori, fertilizzanti e pesticidi si sono resi necessari. Un altro 40% arriva dalla filiera di distribuzione tra fattorie e negozio di alimentari, in trattamenti, imballaggi e trasporti. Infine, i miei fiocchi finiscono in una busta di plastica (fatta col petrolio), che viene

Perch ci deve preoccuparci? Perch il rischio consiste nelle stagflazione, ovvero di una situazione in cui si hanno contemporaneamente presenti sia inflazione che decrescita delleconomia. Si tratta di una soluzione anomala e di un fenomeno molto difficile da gestire per governi e banche centrali: il rallentamento economico richiede tassi bassi per incentivare leconomia, ma la lotta allinflazione richiede al contrario un aumento dei tassi stessi. La Bce ha annunciato una stretta monetaria da attuare entro lestate, ma una decisione in tal senso rischia di avere conseguenze gravi su una ripresa economica gi in rallentamento per via del citato caos in corso in Medio Oriente e adesso anche a causa del disastro che ha investito il Giappone, inoltre potrebbe addirittura risultare inefficace visto che si tratta di inflazione importata, ovvero indipendente da fattori direttamente controllabili dai governi dei Paesi dell'Eurozona. Con in pi il rischio di un raffreddamento della crescita economica gi debole di per s. Insomma, come al solito non c da stare allegri.
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ENSIERI DI

IL VERO ASSET AZIENDALE?

LA FORMAZIONE CONTINUA
di rOBerTO GiUlieTTi

Franco Gussalli Beretta, a. d. della Fabbrica darmi pietro Beretta, illustra il ruolo dellaggiornamento costante dei dipendenti e limportanza della creazione di figure professionali e tecniche altamente specializzate, frutto di un costruttivo rapporto tra impresa e scuola.
sa che creando un bene individuale potesse contribuire alla crescita collettiva dellazienda. Oggi, per fortuna, moltissimi imprenditori hanno capito limportanza di compiere questo salto culturale e si sono resi conto che non pi possibile non fare formazione. Anche perch sempre pi spesso la realt allinterno delle aziende spinge gli imprenditori a dover affrontare il tema cos come successo alla Beretta. Anni fa spiega la.d. con i nostri collaboratori ci siamo accorti di alcune difficolt oggettive presenti in azienda dovute alla mancanza di figure professionali e tecniche che avessero competenze specifiche nel settore armiero. Ci siamo guardati attorno e ci siamo accorti che il mercato del lavoro non offriva quello che cercavamo e per questo abbiamo cominciato a pensarci, come impresa, creando qualcosa che fosse pi strutturato rispetto allinserimento di giovani per la tradizionale gavetta. Lultimo progetto per un apprendistato professionalizzante nato allinterno della Beretta partito a dicembre scorso con lappoggio del sindacato dopo aver coinvolto le ultime classi di quattro istituti tecnici industriali e professionali bresciani. Le finalit del piano di lavoro sono quelle di favorire lingresso nel mondo del lavoro di neodiplomati, risolvere il problema legato alla carenza di personale operativo altamente specializzato e contribuire a creare un rapporto sul territorio tra impresa e scuola. Il progetto ha consentito linserimento in

asset pi importante in unazienda il capitale umano e la sua formazione continua un tema fondamentale per la crescita di unimpresa. Laggiornamento costante di tutti i propri dipendenti inoltre una delle principali leve strategiche sulle quali puntare per uscire dalle crisi. Cos Franco Gussalli Beretta, amministratore delegato della Fabbrica darmi Pietro Beretta di Gardone Valtrompia, illustra il ruolo che ha la formazione allinterno della propria azienda e aggiunge: Per troppo tempo si intesa la formazione come una cosa che distraeva tempo e risorse dallimpresa e non come qualcoMESI 12aprile 2011

Beretta, con un contratto triennale di apprendistato, a quindici neodiplomati. Il percorso formativo li vede impegnati in aula con docenti esterni per un totale di 1.000 ore in due anni mentre il resto del tempo sono occupati on the job nei reparti dellazienda nei quali sono stati inseriti e dove sono assistiti da 4 tutor aziendali. Alla fine dei tre anni i ragazzi avranno le competenze necessarie per diventare i futuri capi reparto, le colonne portanti dellazienda. Ma non ancora sufficiente. Come Fabbrica darmi Pietro Beretta aggiunge Franco Gussalli Beretta siamo convinti che il futuro, anche del nostro settore, si giochi sulla capacit delle imprese di fare ricerca avanzata, innovazione, per questo abbiamo sempre creduto in uno strumento come il Csmt (Centro Servizi Multisettoriale e Tecnologico) dove imprese, universit ed enti locali si incontrano e si confrontano. Lavorare con i giovani serve per aprire le menti e per chi, come noi, guarda al futuro non cosa da poco. Altrettanto certo che non tutti gli imprenditori hanno alle spalle aziende, e quindi capitali e strutture, in grado di svolgere la formazione in modo autonomo, ed per questo che lAssociazione industriale bresciana gioca un ruolo molto importante, in prima persona con il proprio Centro di formazione professionale ma anche come intermediario e interlocutore del dialogo con il sistema scolastico provinciale. Come vice presidente dellAib del settore education dice Gussalli Beretta uno dei nostri principali obiettivi quello di ridare visibilit e dignit alle scuole professionali e tecniche. Per troppo tempo sono state

Ci siamo accorti che il mercato del lavoro non offriva quello che cercavamo e per questo abbiamo cominciato a pensarci come impresa.
poco considerate da famiglie e studenti con il risultato che nelle nostre aziende mancano persone competenti. Oggi con soddisfazione registriamo che i ragazzi stanno invece tornando a fare quel tipo di scuole. A suo avviso si potrebbero migliorare le norme che regolano lingresso dei giovani nel mondo del lavoro? Tutto sempre migliorabile. Di certo lapprendistato professionalizzante uno strumento che favorisce un approccio corretto tra formazione e lavoro, e come tale andrebbe sviluppato, magari ispirandosi a modelli pi avanzati. Penso ad esempio a quello tedesco, che promuove direttamente dalle scuole questa modalit di inserimento nel mondo del lavoro ed offre sgravi di costo alle aziende che assumono giovani con contratti di apprendistato. I risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti. Ritengo che funzionerebbe molto bene anche da noi, perch stimolerebbe i ragazzi ad accedere a professionalit di cui le aziende manifatturiere hanno bisogno. Il sistema industriale dispone di Fondimpresa, uno strumento che dovrebbe finanziare la formazione secondo le esigenze di ogni singola azienda. Le imprese per lo usano poco, perch?

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Troppa burocrazia. In Italia stato adottato un sistema poco snello a confronto di altri Paesi europei, come la Francia, dove accedere a questi finanziamenti pi semplice. Pi in generale, sul tema della formazione credo esista un deficit di comunicazione. Si dovrebbe comunicare di pi e meglio il ruolo fondamentale della formazione per il futuro delle nostre aziende. Anche la sottovalutazione delle possibilit offerte da Fondimpresa una conseguenza della scarsa comunicazione che esiste sullargomento. Si parla tanto di fuga dei cervelli, secondo Lei abbiamo qualcosa da imparare dalle esperienze di altri Paesi per evitare questo fenomeno? Non credo. La nostra esperienza nel mercato Nord americano ci ha insegnato che la cultura americana del lavoro completamente diversa dalla nostra. In tema di formazione, ad esempio, solo alcune grandi aziende dicono di impegnarsi in tal senso. Nelle medie e piccole realt non esiste formazione del personale. Lo Stato ti aiuta soprattutto snellendo gli adempimenti burocratici, ma poi verifichi che sono strumenti poco utilizzati. Altra mentalit, altro attaccamento allazienda. In conclusione, come sta andando il mercato per la Fabbrica darmi Pietro Beretta? Il 2011 iniziato con difficolt per il mercato europeo e sostanzialmente rispecchia landamento del biennio precedente. Qualche segnale di piccola ripresa si registra invece dal mercato Nord e Sud americano mentre tra i nuovi sbocchi commerciali particolare attenzione rivolta nei confronti della Russia. Per quanto riguarda il Nord Africa, cominciavano ad esserci alcune opportunit ma oggi ovviamente tutto bloccato. Cina, Brasile, India, le grandi economie che hanno risentito poco della crisi internazionale: sono mercati di interesse per il vostro settore? Poco, sia per le regolamentazioni presenti in quei Paesi in materia di armi sportive sia per la scarsa tradizione che hanno nella caccia e nel tiro a volo. Recentemente per abbiamo firmato un contratto per la fornitura, in due anni, di 35 mila carabine Mx4 alla polizia indiana.
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C A LVA G N A
L u m e z z a n e ( B S ) - Te l . 0 3 0 8 7 1 4 8 5 - w w w . c a l v a g n a g i o i e l l i . i t

ENSIERI DI

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IL PEGGIO PASSATO
il presidente della Savelli Spa illustra la strategia dellazienda per uscire dalla crisi: un piano industriale vero che si basa su ordini reali, un migliore controllo dei costi e il passaggio a una gestione pi manageriale dellimpresa.
l peggio sembra essere alle spalle ma la crisi ha lasciato segni pesanti e Luigi Savelli, presidente della Savelli SpA, ha le idee chiare su come rimboccarsi le maniche correggendo, dove occorre, gli errori del passato. A supporto dellottimismo dellazienda ci sono i numeri che, a fine 2010, dicono di un bilancio a pareggio con un fatturato di 24 milioni di euro ed una marginalit lorda del 10%. Pochi rispetto ai 40 milioni del 2008, ma in crescita se paragonati ai 17 del 2009 e a met strada dei 45 milioni previsti per il 2011. Le ragioni della crisi, esterne allazienda, sono note: Ai primi segnali della crisi ricorda Luigi Savelli i nostri clienti che sono sostanzialmente le fon-

LUIGI SAVELLI
derie alle quali forniamo macchine a valle dalla colata per il settore dellauto motive e ferroviario, hanno sospeso gli investimenti e il mercato si bloccato. Proprio nellanno di grandi investimenti sulle energie rinnovabili si fatta pi pesante la crisi anche finanziaria e i costi sono lievitati fino a far registrare, nel 2009, perdite per 6,5 milioni di euro. A quel punto sono scattati gli allarmi del sistema bancario. Dalle banche aggiunge Savelli abbiamo ricevuto un grande appoggio perch abbiamo messo sul tavolo della trattativa per la ristrutturazione del debito un piano industriale vero che si basa su ordini reali, su una riorganizzazione interna che ha nel controllo dei costi e nel passaggio ad una gestione pi manageriale e meno familiare, i suoi punti di forza. Ma Savelli ha ben chiaro che questi passaggi, anche se indispensabili, non saranno sufficienti ad uscire definitivamente dalla crisi e per questo punta, ancora, sui vantaggi competitivi che lazienda ha dimostrato di avere nel corso di questi anni: Quello che ci ha caratterizzato in tanti anni di attivit spiega la capacit di creare un vestito su misura per i nostri clienti. Grazie alla professionalit e allesperienza dei nostri tecnici, siamo in grado di personalizzare i nostri impianti secondo le esigenze dei clienti. Se a questo aggiungiamo che i nostri prezzi sono nella media, visto che abbiamo partecipato e vinto gare dasta con ribassi anche del 20-30% e che abbiamo unassistenza post vendita di primissimo livello, sono chiari i motivi del mio ottimismo.

di rOBerTO GiUlieTTi

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Gli istituti di credito hanno giocato un ruolo fondamentale per superare la fase di crisi, ma sono stati poco presenti per supportare la ripresa.
Ma, nonostante lottimismo, anche questo potrebbe non essere sufficiente. Ed ecco allora che nelle strategie future dellazienda di via Cacciamali, sono previsti avvicendamenti generazionali e nuove alleanze. Ma andiamo con ordine. Attualmente allinterno dellazienda sono presenti tre fratelli (Luigi, Severino e Giuseppe) e sei figli che, come precisa il presidente, dovranno assumersi maggiori responsabilit con incarichi basati sulla meritocrazia. Un segnale, anche questo, su come si vuole impostare il futuro dellazienda. Il secondo capitolo prevede invece lo sviluppo di nuove alleanze industriali e finanziarie. Per prima cosa vorrei ricordare che i nostri fornitori non ci hanno mai mollato e hanno continuato a credere in noi sottolinea Savelli segno evidente della loro fiducia nelle nostre capacit di recupero. Oggi vogliamo contraccambiare coinvolgendoli sempre di pi e la prima alleanza , infatti, con loro che, grazie alla grande professionalit che sono in grado di sviluppare, contribuiranno alla costruzione di parte dei nostri impianti. Manterremo allinterno dellazienda, potenziandola, la parte progettuale, tecnica e di assistenza, ma non escludo alleanze, ad esempio, lungo la filiera della manifattura pesante con importanti realt industriali presenti in Cina. Per quanto riguarda invece la parte finanziaria si sta prendendo in considerazione lingresso, nel capitale sociale, di fondi di private equity. Se gli istituti di credito, infatti, hanno giocato un ruolo fondamentale per superare la fase di crisi, poco sono stati presenti per supportare la ripresa: Oltre l80% della nostra produzione destinata ai mercati stranieri e diventa fondamentale saper interloquire con quei Paesi. Andare allestero da soli non facile. Con i pochi
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ENSIERI DI

aiuti da parte dello Stato e delle banche ancora pi difficile. Meglio delocalizzare allora? Nellimpiantistica non ha senso delocalizzare. Il costo della manodopera non un elemento che influisce in modo determinante sui costi degli impianti. Ci sono state aziende che hanno intrapreso questo percorso ma chi lo ha fatto tornato indietro anche grazie ai contributi dello Stato come successo ad esempio per aziende francesi o tedesche. Quanto al futuro, il presidente della Savelli vede positivo: Il percorso che abbiamo intrapreso quello giusto e i primi risultati gi cominciano a vedersi. Se a questo si aggiunge una tiepida ripresa dei mercati asiatici, Cina e Corea in testa, della Russia (7/8 milioni di commesse) o come quello, del tutto inaspettato, del Nord America dove abbiamo ricevuto una commessa da 28 milioni di euro dalla John Deere (storico produttore di trattori), lottimismo non manca. Lintenzione quella di inter-

Quello che ci ha caratterizzato in tanti anni di attivit la capacit di creare un vestito su misura per i nostri clienti.

venire ancora su alcuni settori allinterno dellazienda: Margini di miglioramento ne esistono come quello che riguarda il settore della grande carpenteria che oggi, con 6 milioni, rappresenta circa il 25% del nostro fatturato. Il nostro obiettivo quello di raddoppiarlo, portandolo a 12 milioni nellarco di due anni anche perch abbiamo verificato che larea ha una marginalit pi bassa ma ha il vantaggio di essere pi costante nel tempo. Si pu dire che lazienda sia uscita definitivamente dalla crisi? Di certo abbiamo intrapreso una strada positiva e, grazie alla grande professionalit degli oltre 100 dipendenti, dei tecnici e dei professionisti come lo studio Zulli-Tabanelli per la parte finanziaria, lo studio Livolsi per quella industriale e lo studio Gitti-Pavesi per la parte legale, sono molto fiducioso. A tutti loro ci siamo affidati non solo per superare la crisi ma anche per accompagnarci in questa fase di ripresa e sono convinto che sia la scelta migliore.

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ENSIERI DI

TOO LATE

UN SUCCESSO PARTITO DA NEW YORK


alessandro Fogazzi, 30 anni, titolare della giovane azienda di Gussago, racconta la storia di un business nato da unidea vincente: vendere orologi stravaganti, a prezzi low cost.
di aleSSaNdra CaSCiO

ncora una volta da Brescia che parte lidea vincente legata al mercato della moda low cost. Alessandro Fogazzi, giovane imprenditore trentenne, lungimirante, importando direttamente dagli States cinque colorati orologi in silicone dal design accattivante, si inventa in quattro e quattrotto un business che in soli tre anni fa un fatturato da capogiro e che, con il marchio Too Late, fa diventare il suo mood uno stile di vita seguito da molti ed imitato da tanti sino a spingere le note case produttrici di orologi Swatch e Breil a rimettere sul mercato collezioni in voga negli anni ottanta e non pi prodotte da tempo. Ma nel frattempo Alessandro e il suo staff stanno andando avanti. Guardano al futuro diversificando la produzione e sdoganando il marchio Too Late dallicona orologio per cimentarsi in altre
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produzioni che a breve saranno immesse sul mercato. Un anticipo? Ve lo svela 12 Mesi: la fixed bike e il Too Late Caf in Piazzale Arnaldo. Alessandro, non pensa di aver avuto un colpo di genio con il suo business? Lidea di business non nata immediatamente, ma a seguito di una vacanza fatta nel 2007 a New York. Ero al Moma, il tempio dellarte moderna, ed ho notato su alcuni scaffali degli orologi molto stravaganti. In quel momento non avevo assolutamente in testa di mettermi a fare il commerciante di orologi, ma listinto mi diceva di acquistarne qualcuno. Cos ho fatto e, quando sono tornato, ho visto che piacevano parecchio. Tutti mi chiedevano: Ma da dove viene? Fai vedere. Cos? Da l tutto partito quasi per gioco, ho acquistato 1.000-2.000 orologi per vedere se funzionavano e capire quale poteva essere linteresse della gente. La giusta intuizione stata quella di iniziare subito, anche se per gioco, ma con locchio puntato al futuro.

Che cosa le ha fatto capire che questa sarebbe stata lidea che lavrebbe fatta svoltare? Non lho vista come idea che mi avrebbe fatto svoltare, perch io sono una persona curiosa che da sempre nota le cose belle e quelle strane. Quindi, per me questa cosa era abbastanza normale. Si sente una persona che fa tendenza? No, assolutamente. Sono semplicemente un bravo osservatore. Fare tendenza lavoro daltri. Chi lancia le tendenze un eccentrico e io non mi ritengo tale. Non pu negare per che con questa sua idea ha lanciato un oggetto di moda. Vero, per la cosa aveva gi in s tutto il potenziale. La storia era carina, il prodotto anche e per di pi poteva essere venduto a prezzi competitivi. Come ha diffuso il prodotto? Inizialmente ho usato il passaparola nei negozi attraverso informazioni al punto vendita e materiale da esposizione degno

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di marchi noti per far s che losservatore lo ritenesse un oggetto serio e importante. Una grossa mano me lha data unazienda artigianale bresciana di bigiotteria, Le Griffe, che commercia sia con negozi di nicchia, sia con quelli che ricercano molto e sposano i nuovi prodotti. Dove sono prodotti gli orologi? Ho acquisito il brevetto di un designer newyorkese, ma la produzione dellorologio era vincolata alla licenza. Il produttore orientale e non mi vergogno a dire che produco buona parte di ci che vendo in Cina, Giappone e in altri paesi emergenti. Il Made in Italy non la nostra prerogativa, noi ci affidiamo a chi sul mercato pi bravo e competitivo. Qui per ideiamo, progettiamo, comunichiamo e vendiamo, il resto lo facciamo fare a chi lo sa fare. Per lei Too Late ? Una creatura che sento molto sulla mia pelle, credo che possa definirsi un marchio che vorrei rappresentasse uno stile di vita o una precisa fascia di persone un po eccentriche e ricercatrici, che allo stesso tempo si divertono e che sono o si sentono giovani. Tre aggettivi con cui descriverebbe i punti di forza del brand Too Late? Popolare, nellaccezione di pop, quindi, che piace o pu piacere a tutti con un pizzico di ricercatezza; spregiudicato, nel senso che spesso facciamo scelte paradossali rispetto a quello che siamo o facciamo. Il terzo lo lascerei dire a chi sta sposando il nostro stile. Quali sono state le maggiori difficolt che ha incontrato nella realizzazione del suo progetto? La reticenza iniziale dei commercianti e la poca fedelt di alcuni punti di vendita nel momento successivo alla prima fase, cos come la concorrenza fatta con meno ricerca e meno amore. La cosa pi difficile comunque, stata quella di far

in modo che Too Late, oggi, non rappresentasse pi solo lorologio, ma anche le cinture, i portafogli, i costumi, i capi dabbigliamento e, tra non molto, anche le biciclette. Quanta concorrenza c in questo settore? Oggi il mercato si ripulito da tutte quelle realt che avevano fatto le cose alla carlona, mentre sono rimaste le multinazionali contro le quali veramente faticoso competere.

Sono semplicemente un bravo osservatore. Fare tendenza lavoro daltri. Chi lancia le tendenze un eccentrico e io non mi ritengo tale.
Come sono andati questi anni in termini di fatturato? Molto bene perch nellarco di tre anni lazienda ha sviluppato un fatturato di dieci milioni di euro con la vendita di orologi a 18 euro luno. Si aspettava questo risultato? Assolutamente no! Anche perch un fatturato di questa entit avrebbe spaventato chiunque inizialmente. Diciamo che lho saputo gestire, o meglio questo lo potr dire tra sei anni. Qual il posizionamento allestero della sua azienda? Siamo presenti praticamente in tutto il mondo, tranne in Russia e in Africa dove stiamo individuando alcuni punti di vendita. I rapporti con lestero li gestiamo da qui e la cosa pi difficile far capire il posizionamento dei prezzi, perch ini-

zialmente abbiamo deciso di non guadagnare quanto gli altri operatori per poter far uscire un prodotto con un prezzo accessibile. Questa strategia ci ha dato ragione in Italia, quindi, abbiamo deciso di adottarla anche allestero. Quali sono i progetti per il futuro? Ora che siamo noti a livello di operatori di settore, lobiettivo trovare dei partner per licenziare il marchio, e allo stesso tempo vorremmo consolidare il livello distributivo e il settore estero in termini di risultato. La mia idea quella di creare unazienda che duri nel tempo, portandola a un livello imprenditoriale che non rientri nella logica di mi faccio un orologio e ne vendo un po. Moda low-cost, trend in ascesa? Come crede si svilupper il mercato in questo settore? Domanda complicata, nel senso che sicuramente in ascesa per via della crisi, ma parallelamente dovrebbe essere gestita in modo tale che sia lutente ad indirizzare il mercato, ricercando il prodotto. Cos il 2L8-Lab? Funziona? Avete realizzato e prodotto qualche idea inserita in questo progetto? 2L8 sta per Too Late nello slang inglese. Lidea nasce circa un anno fa. un laboratorio virtuale nel quale chi vuole interagire con noi pu farlo liberamente. Nasce per fidelizzare gli utenti Too Late da un lato, e per avere nuovi spunti e idee dallaltro. Ad esempio Tony Ranidro stato il primo artista che tramite il Lab ha creato cinque opere darte riprodotte sugli orologi, anche Andy dei Bluvertigo ha collaborato con noi. Oggi stiamo vagliando parecchie idee, ma di geniali sinceramente non ce ne sono. Quali sono le difficolt che secondo lei un giovane al giorno doggi incontra per realizzare unidea come la sua? Diciamo che i problemi riguardano il capitale con cui partire (anche se non lo vedo come un ostacolo insormontabile) e la paura di non riuscire legata al pessimismo e alla negativit. Io sono partito investendo 15.000-20.000 euro e, visti i risultati, non mi pare tantissimo. Concludendo, che consiglio si sente di dare a chi, come lei, volesse cimentarsi in una nuova idea imprenditoriale? La formula magica non ce lho. Per devo dire che il far bene a priori il nostro mood e credo che possa essere seguito da chiunque.
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IL GIOCO DI SQUADRA
a colloquio con il presidente di Cogeme Gianluca delbarba, che con un libro ha scelto di raccontare leconomia bresciana attraverso una chiave di lettura originale: quella del rocambolesco incontro mondiale, finito 4 a 3, tra italia e Germania.

LA CRISI? SI VINCE SOLO CON

di aNdrea TOrTelli

a crisi nel morale e nei muscoli. il 111 a Citt del Messico. E Gianni Rivera butta la palla in rete regalando allItalia di Valcareggi lagognata finale mondiale. Ma questo goal, quarantanni dopo, leconomia bresciana non lha ancora messo a segno. A sostenerlo, nero su bianco, il presidente di Cogeme Gianluca Delbarba, che da poco ha consegnato alle stampe un pamphlet 4 a 3 (la speranza ai tempi supplementari) in cui racconta la Leonessa attraverso la chiave di lettura del rocambolesco match del 17 giugno 1970. Con unidea chiara di fondo: Per sconfiggere la crisi

Brescia deve fare squadra, puntando innazitutto su territorio e ambiente. Territorio e ambiente... Crede davvero che bastino? Il primo passo da compiere quello di non adagiarsi sulla retorica della crisi, trasformando le difficolt delloggi in unoccasione per ripensare il sistema, rivedere le priorit e gettare le basi di uneconomia pi forte. In questo quadro credo che investire su responsabilit sociale e sfida ecologica, oltre che su innovazione e formazione, possa essere la strada giusta. In un passaggio del libro lei sottolinea che in Cogeme avete difeso come valori irrinunciabili la sicurezza e la dignit lavorativa. Traduco

con un esempio: non avete call center a Bombay ma sportelli sul territorio. Quanto pesano certe scelte in termini di competitivit? Noi siamo sul mercato. Ma i nostri azionisti sono i Comuni e fin quando questi vorranno come oggi attribuire valore a fattori come la qualit dei servizi, la presenza sul territorio e la tutela del lavoro, certi costi saranno sopportabili. Certo , per, che a penalizzarci, oggi, c anche la concorrenza sleale di una finta cooperazione sociale, presente purtroppo anche a Brescia, che dietro il paravento della solidariet punta solo ad arricchire qualcuno. C unulteriore elemento critico per voi. Dovete conciliare lesi-

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genza di tenere basse le tariffe con quella di garantire dividendi ai Comuni soci... Gli enti locali vivono un momento di forte difficolt economica. Ma evidente che non possibile rispondere in maniera adeguata a entrambe le istanze. Tanto pi alla luce del fatto che a ci va aggiunta lesigenza di fare investimenti. E tra le due ipotesi lei quale preferisce? La scelta compete agli azionisti. A me, personalmente, piacerebbe riversare i frutti del nostro lavoro direttamente nelle tasche dei cittadini. Ma mi rendo conto che questo ragionamento ha un limite, visto che come societ operiamo anche al di fuori del territorio dei nostri comuni soci. Certo , comunque, che le tariffe vanno tenute a un livello congruo. E in Italia sono spesso altissime... Spesso s, se ci confrontiamo con lEuropa. Ma sullacqua, ad esempio, c il problema opposto. E comunque va sottolineato che i nostri margini sono ridotti allosso su tutto. Solo la gestione degli impianti ha mantenuto una redditivit significativa. il prezzo della concorrenza. Ma oggi sembra avanzare un fronte, anche legislativo, che spinge le utility verso la privatizzazione. Che ne pensa? La concorrenza positiva, perch spinge gli operatori ad abbassare le tariffe e a migliorare il servizio. Ma un
Gianluca delbarba, 34 anni, originario di Cazzago San Martino. Ha due lauree: una in Scienze politiche alla Statale di Milano, l'altra in Economia aziendale alla Bocconi. Revisore contabile, presidente di Cogeme da cinque anni. stato inoltre responsabile ambiente di Confservizi Lombardia ed attualmente membro degli organismi dirigenti nazionali di Assoelettrica e Federambiente. Ha inoltre promosso negli anni numerose iniziative culturali e politiche (Pd). Appassionato di letteratura, ha pubblicato a dicembre il suo primo libro: "4-3, la speranza ai tempi supplementari" (edizione i Minuti).
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acqua: abbiamo la quintultima tariffa pi bassa d'italia e ci apprestiamo a fare investimenti, tra pozzi e depuratori, per circa 100 milioni in tre anni.
altro conto imporci la privatizzazione, mettendo sullo stesso piano chi opera bene e genera utili con realt costose e inefficienti. Sullacqua, ad esempio, non capisco perch il legislatore debba imporci lapertura ai privati: abbiamo la quintultima tariffa pi bassa dItalia, non abbiamo mai avuto problemi di qualit e ci apprestiamo a fare investimenti, tra pozzi e depuratori, per circa 100 milioni in tre anni. La concorrenza pu funzionare anche per sanit e istruzione? S, se attraverso la comparazione si mette in moto un meccanismo virtuoso. Altrimenti si generano mostri. Io, ad esempio, collaboro con la cattedra di Revisione aziendale della Statale e trovo assurdo che gli studenti, per sostenere questo esame, non debbano prima aver passato quello sul bilancio. Un paradosso dovuto al fatto che, nel nome di un concetto distorto di concorrenza, si assegnano le risorse a chi laurea prima gli studenti, obbligando di fatto le facolt a cancellare le propedeuticit che spesso rallentano i percorsi di studio per ricevere i fondi. Torniamo a voi. La piccola Cogeme pu sopravvivere davvero alla liberalizzazione dei mercati? Il modello federativo di Lgh sufficiente? Linea Group ci ha consentito di fare economie di scala ed efficientamento, ma anche a differenza di altri di mantenere la centralit dei nostri territori. Oggi siamo un player importante: la seconda utility lombarda, la sesta in Italia e

la prima tra quelle non quotate. Certo , per, che la complessit di alcuni mercati, come energia e gas, render indispensabile a noi come a tutti pensare ad ulteriori operazioni di allargamento. Ragionando, per quanto ci riguarda, non in termini di acquisizioni o fusioni, ma di aggregazioni e sinergie operative. Con A2A i rapporti oggi quali sono? Al momento non abbiamo collaborazioni significative, ma anche nelle istituzioni mi sembra crescente la richiesta a entrambi i soggetti di avviare collaborazioni nellinteresse del territorio. Penso innanzitutto al tema dellacqua, su cui gi in corso un confronto per arrivare in tempi brevi alla nascita di un grande soggetto provinciale che gestisca lintero ciclo. Ma sarebbe interessante valutare sinergie anche sugli impianti. Il vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi vi ha indicato come modello e ha definito fondamentale definire un percorso che possa portare anche allintegrazione tra le societ. Che ne pensa? Per noi qualsiasi processo deve rispondere prioritariamente a logiche di natura industriale e territoriale. Di certo si tratta di una suggestione interessante ed allettante immaginare un progetto che possa riportare Brescia ad occupare un ruolo pi centrale nelleconomia nazionale. Cadute le banche, sareste lultimo baluardo... Ma in questo match un ruolo determinante dovrebbe averlo la politica, che lei nel libro invoca spesso. E che pare assente. Qualcuno potrebbe pensare che dallassenza della politica un manager pubblico tragga giovamento, visto che gode di maggiore libert. Ma non cos. Il problema proprio che le nostre aziende, oggi, non sempre trovano nella politica una sponda per sostenere le scelte che tutelano il lavoro, lambiente e creano valore per la collettivit. Il cronometro corre. E il goal del 4 a 3 rischia di non arrivare mai... Possiamo farlo. Ma sbagliato puntare sul guizzo di qualche fuoriclasse. Dobbiamo recuperare lo spirito di squadra, convincendo politica, imprese, sindacati e universit a fare sistema. Solo cos possiamo battere la crisi.

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UNA CHIAVE DI VIOLINO

CHE APRE LA PORTA DEI SOGNI

intervista a Federica Quaranta, violinista bresciana reduce dallesperienza al Festival di Sanremo.

di BrUNO FOrZa

negli ancestrali ricordi dinfanzia che, a volte, troviamo tracce di noi stessi. Ci avviene quando affiorano nella nostra mente fotografie antiche tinte di ingenuit e fantasia. Esse rivelano pezzi di un futuro che riconosciamo allistante come il nostro presente. Federica si trovava a casa dei nonni quando pos lo sguardo su quel piccolo violinino. La curiosit la spinse a prenderlo tra le mani e a suonarlo regalando un sorriso ai famigliari che la osservavano. Lo zio sbott: Se questo non un segno. Lo spartito di quella bambina si apr quel giorno e lo scorso febbraio si arricchito della sua sinfonia pi bella, iniziata quando la trentenne violinista bresciana ha messo piede al teatro Ariston, dove

ha fatto parte dellorchestra del Festival insieme allamica Katia Toselli, compagna di scuola, di musica e di vita. Come iniziato il suo cammino nel mondo della musica? Ho iniziato a 5 anni quasi per gioco seguendo lezioni private, poi sono entrata in conservatorio in prima media. Sono stati 10 anni molto impegnativi tra teoria, pratica ed esami. Bisogna studiare ogni giorno. Cosa ricompensa questa mole di lavoro? La risposta nella musica stessa, che diventa un valore aggiunto nella tua vita. Con essa puoi esprimere qualcosa che a parole non riusciresti a dire, poi un mondo di evasione ed un rifugio per sconfiggere lo stress. Nel 2003 arrivato il diploma. Alla fine del percorso di studi come si mossa? Gi al settimo anno suonavo in unorchestra. Il diploma non mi ha cambiato

la vita, ma per fare certe cose indispensabile. Al termine degli studi ho provato a fare solo la violinista per un paio danni e mi sono resa conto che in Italia quasi impossibile, quindi mi sono laureata in psicologia e adesso sto prendendo la seconda laurea. Fino a gennaio ho lavorato in un negozio di articoli sportivi, poi ho dovuto lasciare in vista di Sanremo. Quanti musicisti devono rinunciare al loro sogno? Chi pu vivere esclusivamente di musica una volta uscito dal conservatorio il 2-3%. un problema italiano. Faccio un esempio: io suono nellunico quartetto in Italia che fa musica new age (Emotional Quartet, ndr.) eppure difficilissimo emergere perch il mercato propone una musica standard, nella maggior parte dei casi la canzoncina o il gruppo pop di turno. La musica di nicchia non ha spazio, per non parlare di

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KATIA TOSELLI, LALTRA FACCIA DI BRESCIA A SANREMO


Qual stato il sacrificio pi grande che ha fatto per arrivare a questo traguardo? Diventare una musicista ha richiesto da sempre sacrifici e rinunce. La cosa pi difficile stata organizzare 5 settimane lontana dai vari posti di lavoro, e soprattutto convivere col distacco da mio marito. Cosa non scorder mai di questa esperienza? Il poter vivere di musica ogni giorno senza altri pensieri. Cosa significa approdare allariston al fianco di unamica? stato rassicurante. Condividere con una persona che conosci da tanto tempo sensazioni ed emozioni, poi, qualcosa di speciale. Qual il suo prossimo sogno nel cassetto? Ce ne sono molti. Spero un giorno di suonare nei grandi templi della musica classica.

Katia Toselli con Gianni Morandi durante le prove a Sanremo. Che consiglio darebbe a un giovane apprendista violinista? Studia tanto e non sprecare energie in pi cose. Visualizza il prima possibile il tuo traguardo e studia musica solo se la senti dentro.

quella classica. La qualit lascia il posto al ritorno economico. La politica in questo senso come si muove? ferma. I pochi fondi a disposizione per lorganizzazione di eventi vengono investiti su chi d garanzie in termini di pubblico e non si punta sui giovani. Segue i reality show musicali? Seguo X Factor. Lo apprezzo proprio perch si sperimentano nuove vie. I cantanti lanciati da questo programma, poi, sono di assoluto valore. Quanto contano conoscenze e raccomandazioni in questo campo? Sono importanti, ma nel senso positivo del termine. Le definirei pi relazioni e contatti che ti permettono di lavorare. Esistono i chiacchierati do ut des per le donne? Come in tutti i settori credo che certi meccanismi dipendano da come si pone una persona. Sicuramente anche nella musica ci sono donne che si offrono in un certo modo pur di arrivare e c chi pronto ad aprire certe porte in cambio di qualcosa. Famiglia e lavoro in questo campo sono conciliabili? Assolutamente no. Secondo me impossibile dedicarsi nel modo migliore

a entrambe le cose. Attualmente la mia priorit la musica e sono felice cos. Come ha saputo che avrebbe suonato a Sanremo? Lufficialit arrivata tramite sms il 22 dicembre intorno alle 16. Io e Katia labbiamo letto contemporaneamente. I nostri sguardi valevano pi di mille parole. Nel suo film di Sanremo c un fotogramma che non dimenticher mai? I 5 minuti antecedenti la diretta della prima serata. Eravamo coperti da un telo bianco. Cera un silenzio surreale. Il livello di tensione era inimmaginabile. Ricordo Antonella Clerici agitatissima seduta sulla scalinata davanti a noi che ci incitava. Sono stati 5 minuti di terrore in cui io e Katia ci siamo tenute per mano. E dire che fino a pochi secondi prima eravamo tranquillissime. Qual stato laspetto pi ostico di questa esperienza? Durante le dirette dovevamo essere impeccabili. Ci avevano detto che un orchestrale in unedizione precedente aveva sbadigliato ed era finito su tutti i giornali con titoloni del tipo: Anche gli orchestrali si annoiano a Sanremo. I fotografi sono pronti a stanarti in qualsiasi momento di debolezza e fare le belle statuine in quella lunga diretta dopo

giorni di duro lavoro non semplice. Qual stato, secondo lei, il momento pi bello di questa edizione? Innanzitutto la sigla della prima serata. Abbiamo suonato una musica meravigliosa composta da Marco Sabiu facendo da sottofondo a una coreografia straordinaria. Poi la commozione per lintervento di Benigni. Infine, lesibizione della serata finale del maestro Sabiu al pianoforte in unatmosfera magica. Roberto Vecchioni: vittoria meritata? Assolutamente s. Gi nelle prove di Roma lorchestra aveva le idee chiare. La bellezza della canzone si capiva semplicemente leggendo gli spartiti. Lo stesso vale per Albano. Nella sua canzone cerano parti sinfoniche stupende. Lorchestra d molto peso a questi aspetti. Questanno anche il vostro giudizio stato preso in considerazione. Credo sia giusto un mix tra orchestra, giornalisti e televoto. A tal proposito mi ha colpito Emma Marrone, arrivata a Sanremo tramite Amici, dove il televoto ha un peso assoluto. Ha dichiarato che per lei il giudizio positivo dellorchestra era la prima cosa. Ho avuto modo di conoscerla: ottima cantante e grande donna. Quale altro artista lha impressionata? Anna Oxa ha grandi doti umane e canore. Mi ha stupita per la sua sensibilit. Una ragazza dellorchestra le aveva fatto sapere che Ti sento era stata una canzone importante per lei e suo marito, cos durante le prove scesa dal palco e glielha cantata tutta nellorecchio. Lartista pi personaggio? Patty Pravo. Ha un rito tutto suo: sale sempre sul palco con la gomma da masticare e prima di cantare la appiccica al microfono. Il sogno targato Sanremo ha spiccato il volo. Ora cosa resta nel cassetto? Da ragazzina guardavo la tv e dicevo: un giorno sar l. Spero che ci possa essere il bis, ma intanto sogno lascesa dellEmotional Quartet. C un progetto importante con 4 anni di lavoro alle spalle che pu dare grandi frutti. Poi spero un giorno di accompagnare qualche cantante in tourne. Ad esempio? Magari i La Crus.
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UBRICA

STRATEGIA DI IMPRESA
di MariO CONSerVa

I RISCHI DELLA FINANZIARIZZAZIONE

IL CASO DELLE BORSE METALLI

i parla di finanziarizzazione di una borsa merci quando il volume daffari, piuttosto che provenire dagli operatori tradizionali, secondo i meccanismi di entrata e uscita dal mercato in funzione del trend di prezzo atteso, dominato da un flusso di liquidit portato da investimenti a lungo termine di istituzioni finanziarie, come fondi pensione, hedge found, merchant bank, oltre che da privati. In questo caso, il peso di questi attori del mercato sovrasta, fin quasi a renderlo ininfluente, quello proveniente dal mercato reale, cio dalle industrie utilizzatrici delle merci, generando quindi le condizioni per effetti distorsivi, come livelli di prezzo poco correlati al reale meccanismo di domanda e offerta delle merci. La questione riveste una grande importanza per il sistema manifatturiero italiano, conviene quindi cercare di fare chiarezza sul quadro di insieme, partendo dallistituzione cardine, cio il London Metal Exchange, o LME, la principale borsa merci di riferimento per le commodities, istituito a Londra nel 1877. Lorganismo fu creato per dare regole e trasparenza al commercio internazionale dei metalli non ferrosi, in particolare rame e stagno, che servivano ad alimentare lindustria britannica, ma divenne ben presto il punto di riferimento mondiale per facilitare gli scambi tra le industrie produttrici e quelle consumatrici. Le funzioni fondamentali di servizio al mercato dei metalli non ferrosi richieste al LME erano sostanzialmente le seguenti: fornire le quotazioni, cio i prezzi di riferimento globalmente accettati (pricing); offrire agli operatori gli strumenti di copertura dal rischio di variazioni future

dei prezzi, cio le coperture a termine (hedging); assicurare una stanza di compensazione attraverso i magazzini autorizzati presso i quali cedere o prelevare quantitativi di merci per regolare gli sbilanciamenti momentanei fra produzione e consumo (delivery). Sin dalla sua istituzione, il LME ha effettivamente condotto con buona efficacia queste tre funzioni, per nel corso degli ultimi venti anni lattivit finanziaria derivata dal mercato fisico dei metalli ha assunto un peso via via crescente, e il fenomeno, che abbiamo chiamato finanziarizzazione, preoccupa non poco gli operatori industriali, interessati alla materia prima come tale e non come prodotto finanziario. Se, infatti, scontata la presenza degli investitori finanziari che, in funzione dellandamento del mercato, garantiscono una certa liquidit, comprando quando non c sufficiente domanda e vendendo quando lofferta scarseggia, per opportuno che questa presenza non prenda il controllo della borsa e non assuma un ruolo determinante e distorsivo al punto, ad esempio, di creare livelli di domanda e/o di offerta artificiali. chiaro che non si tratta di rischi di poco conto, e,
Index (2-Jan-09 = 100)

infatti, recentemente si registrata la vivace reazione dellassociazione italiana delle Industrie italiane dei metalli non ferrosi, lAssomet, che ha denunciato le difficolt degli imprenditori del settore, in quanto lofferta e la domanda di metallo vengono stimolate o depresse da livelli di prezzo che fanno riferimento allandamento di prodotti finanziari, alterando cos la propensione alla produzione e al consumo, con pesanti ripercussioni in termini di investimenti, occupazione, politica industriale. Assomet ha anche indicato la strada per interventi correttivi mirati a: limitare ai soli operatori finanziari leffetto leva, richiedendo il versamento immediato dellintero valore del metallo acquistato o venduto a termine, anzich il pagamento dei soli margini; ritornare allindipendenza delle imprese che gestiscono i magazzini autorizzati LME; dare maggiore trasparenza alle posizioni dominanti in termini di volumi daffari dei principali operatori e di controllo degli stock ufficiali. Tutto questo semplicemente per innescare un ritorno al normale.

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UNA LEVA
PER BRESCIA
Cerchiare il quadrato per quadrare il cerchio. Brescia, regina dei prodotti maturi e madrina dei processi moderni, da sempre una terra di piccoli grandi solisti. Ma, a differenza del passato, mancano i direttori dorchestra. alle soglie degli anni 2000 Brescia deve rimuovere e risolvere, pena una lenta irreversibile deriva, la dicotomia "gigante economico - nano politico". Come? Con un salto di qualit adeguato alla dilatazione del mercato e alla globalit dei problemi.
quello dellet boniana (Bruno Boni) a met del secolo scorso con la piccola impresa diffusa. Affinch tale terzo salto non sia un salto nel buio occorre un disegno. Un progetto per un convegno, per preparare un convegno per un progetto. Un programma mosso da 4 fattori (interessi, idee, ideali, valori) cui corrispondono 4 vettori (economia, politica, cultura, etica) alimentati da 4 motori (profitto, consenso, merito, servizio) pilotati da 4 sensori (imprese, partiti, professioni, istituzioni). Un percorso ai cui 4 numeratori (mercato, Stato, societ, persona) sottostanno 4 denominatori (pulsione, ragione, passione, mozione) cui corrispondono 4 conduttori (pancia, testa, cuore, spirito). Tutto in 4 contenitori: liberismo economico, riformismo politico, progressismo culturale, solidarismo sociale. La prassi degli interessi, per essere positiva oltre che produttiva, deve coniugarsi alletica dei valori, ma questa per essere propulsiva deve avere la forza attrattiva di unepica degli ideali. La dialettica del conflitto di interessi (la prassi del mercato: leconomia), per essere progressiva deve saldarsi alla dialogica del consenso sui valori (letica nello Stato, non dello Sta-

di aleSSaNdrO CheUla

n terzo salto, dopo quello dellet zanardelliana allinizio del 900 con la grande industria e dopo

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ROgETTI

so per un salto in avanti. Programma e progetto come due poli di un possibile piano; percorso e processo come due momenti di un fattibile progresso, due aspetti di un probabile sviluppo. Unipotesi di lavoro, una proposta di metodo da riempire e implementare con specifici contributi e specialistici contenuti di merito. Non solo unidea nuova ma una idea-leva, vale a dire unidea- guida che pu diventare unidea- forza. Una leva per il futuro di Brescia. 4 pUNTi CardiNali 4 pieTre aNGOlari Liberismo economico, riformismo politico, progressismo culturale, solidarismo sociale. Attenzione: nessuna velleit dirigistica, nessuna volont interventistica, nessuna virtualit illuministica. Dunque nessun dispotismo illuminato da tous pour le peuple, rien par le peuple, tutto per il popolo, niente dal popolo. Guai a chi, come la pianificazione dei Gosplan di staliniana memoria, pensava a disporre la felicit privata tramite lautorit pubblica. Quello che segue non un piano ma semplicemente un progetto ideale, bench non astratto, quale premessa e condizione di un programma reale (il primo dei quattro succitati punti cardinali , infatti, il liberismo economico, inteso come altra faccia del liberalismo politico, al quale conseguono naturaliter il riformismo politico, il progressismo culturale e il solidarismo sociale). Non per programmare ma per preparare il futuro; non per precostituire ma per prevedere il domani.

Adriano Paroli, sindaco di Brescia.

to: la politica) attraverso la dinamica del concorso degli ideali (lepica nella societ: la cultura). Un progetto per Brescia deve avere, pragmaticamente ma pure ambiziosamente, il profilo etico di un alto intravvisto insieme al respiro epico di un grande obiettivo, in vista dei quali comporre i tasselli di un percorso pratico collettivo e condiviso nella cui prospettiva focalizzare i temi reali di un discorso corale e coassiale. Noi tentiamo di farlo, senza pretese didattiche n presunzioni cattedratiche, senza velleit pedagogiche o illusioni carismatiche, ma semplicemente nella speranza di quadrare il cerchio, o meglio di cerchiare il quadrato. Se il primo impossibile, il secondo bello e possibile. E dunque probabile. iNTereSSi e ValOri Interessi e valori sono due facce della stessa medaglia: la persona. Per tale ragione, come insegna il crollo del Muro di Berlino (metafora estrema della rovina del socialismo) se falliscono gli interessi periscono anche i valori. Poich se gli interessi senza valori sono miopi, i valori senza interessi
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sono presbiti. Ma per coniugare interessi e valori, vale a dire leconomia e letica, occorre passare attraverso le idee e gli ideali, vale a dire la politica e la cultura. Pi chiaramente: dagli interessi del mercato (leconomia) ai valori della persona (letica) attraverso le idee della politica (lo Stato) e gli ideali della cultura (la societ). Programma - progetto - percorso processo = progresso Un programma per un progetto, un progetto per un percorso, un percorso per un processo, un processo per un progresso. Leconomia al primo posto, la politica al secondo, la cultura come valore, letica come sensore. Vale a dire il mercato (leconomia) come motore, lo stato (la politica) come vettore, la societ (la cultura) come tutore, la persona (letica) sul palco donore. Programma - progetto - percorso processo. Ovvero le quattro fasi di un progresso. Un programma ideale per un progetto corale per un percorso ottimale per un processo globale. Il tutto per un progresso reale. Progetto per guardare avanti, percorso per andare avanti, processo come passo in avanti, progres-

Occorre un colpo dala, un atto di coraggio, qualcosa che incarni pienamente lidentit di Brescia e le sue necessit.

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Quello prossimo, che per essere tale cio possibile necessita non solo di un programma corale ma un progetto globale. Allinterno del quale focalizzare unidea che sia una leva. Non solo unidea-guida ma unidea-forza intorno alla quale coagulare le responsabilit migliori e le opportunit maggiori. Una modernit sostenibile. Ecco perch occorre un colpo dala, una nuova intuizione, un diverso intravvisto, unalta missione. Come dire un atto di coraggio per un alto messaggio. Qualcosa che incarni pienamente lidentit di Brescia e le sue necessit. Vale a dire la maturit della sua storia e la modernit della sua cronaca. In una parola, la continuit e la complessit della sua societ civile. Per ci occorre una provocazione salutare lanciando il sasso nello stagno. E soprattutto per pensare a come si possa incarnare il binomio compatibile e la sintesi sostenibile tra programma e progetto, tra progresso e percorso. Ossia tra la tradizione, intesa come continuit storica, e linnovazione, intesa come modernit loica e maturit stoica della societ bresciana. UN prOGeTTO per UN CONVeGNO Quattro gli addendi (fattori o coefficienti) che concorrono a formare un progetto. Non solo la sequenza interessi-idee-ideali-valori, ma anche, specularmente, la filiera economiapolitica-cultura-etica. Pi chiaramente: gli interessi delleconomia (il liberismo economico cio il mercato); le idee della politica (il riformismo politico ossia lo Stato); gli ideali della cultura (il progressismo culturale ovvero la societ); i valori delletica (il solidarismo sociale cio la persona). Come dire, rispettivamente, il profitto delle imprese (il mercato, ossia la pulsione degli interessi delleconomia); il consenso dei partiti (lo Stato, ossia la ragione delle idee della politica); il merito delle professioni (la societ, ovvero la passione degli ideali della cultura); il servizio delle istituzioni (la persona, ovvero la mozione dei valori delletica). Non si tratta di un

I TASSELLI DEL PROGETTO


LIBERISMO ECONOMICO RIFORMISMO POLITICO PROGRESSISMO CuLTuRALE SOLIDARISMO SOCIALE

pulsione Mercato pancia interessi economia profitto Imprese

ragione Stato testa idee politica consenso Partiti

passione Societ cuore ideali cultura merito Professioni

mozione Persona spirito valori etica servizio Istituzioni

discorso astratto. Certo lapproccio, dal momento che si parte da grandi astrazioni, per ora non pu che essere informale. Cio non strettamente di merito ma di metodo. Non questo il momento per anticipare i contenuti di un programma operativo. Ma questo il momento per pensare alle coordinate di un progetto onnilaterale nel senso pi ampio del termine. Ossia, giova ripeterlo, economico, politico, culturale e morale. Il momento per guardare avanti con un atto di coraggio non velleitario n temerario ma realizzabile in quanto adeguato alle concrete condizioni della realt bresciana. Una realt che, al punto cui giunta e per lo spessore socioeconomico che vanta la complessit delle sue relazioni ossia la densit delle sue connessioni e lintensit delle sue proiezioni esterne, basti pensare a A2A e a Ubi Banca o alle due Universit pu dirsi alle soglie di una nuova svolta. Tutto sta trovare la leva in grado di sollevare le potenzialit nascoste e capace di toccare i tasti giusti. Ma nessuno pu negare che Brescia necessiti oggi di un salto di qualit allaltezza dei problemi indotti dalla sua complessit e dalla nuova globalit del mercato. Un salto di qualit paragonabile a quelli di cui stata capace allinizio del secolo scorso (let toviniana-zanardelliana della prima industrializzazione della grande impresa) e a met del secolo scorso

(let boniana, intesa come Bruno Boni, della seconda industrializzazione della piccola impresa diffusa). TraSVerSali NON diaGONali Per concepire un progetto allaltezza della complessit locale, e successivamente un programma che ne possa incarnare lanima e rappresentarne compiutamente lessenza, basterebbe attingere alla storia moderna della civilt bresciana e alla variet della sua tradizione amministrativa. Un costume che affonda le radici nella ricostruzione di Boni e nella modernizzazione di Capra, coloro che hanno rappresentato nel senso pi completo e concreto la prima autentica rottura con il passato. Quello di cui abbiamo pi volte scritto su queste pagine. Se Boni stato la ricostruzione industriosa, Trebeschi ha rappresentato linnovazione coscenziosa e Corsini la transizione laboriosa. Adriano Paroli rappresenta la rottura con tutti i precedenti sessantanni di governo, sia il trentennio di Boni sia quello successivo della sinistra cattolica e laica. Esperienze che andrebbero valorizzate a supporto di un nuovo progetto, e pi ancora di un nuovo programma capace di rappresentare e realizzare le aspettative con il consenso maggioritario della societ bresciana. Unidea ai

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ROgETTI

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Giovanni Bazoli.

primi passi, unipotesi allo stato nascente. Ma non velleitaria n utopistica, non volontaristica n onirica. Non un sogno da realizzare ma una seria opportunit da perseguire. Anche perch, come dice Benigni, il modo migliore per realizzare i sogni svegliarsi dal sonno. E se il sonno letargico, a maggior ragione ne-

cessario svegliarsi e vegliare affinch i sogni si realizzino. Se non proprio qui e subito, quantomeno in un futuro prossimo. Un futuro bello e possibile. E pure probabile. GlOBaliT e SOlidarieT La prima una condizione economica, la seconda una mozione dello spirito.

La globalit attiene alleconomia, la solidariet alletica. Come metterle in relazione biunivoca, concretamente convincente? Attraverso la politica e la cultura. attraverso tali due vettori che economia ed etica possono entrare in connessione. Come scrivevamo nel numero scorso di 12 Mesi c qualcosa di pi vasto e pi alto della globalizzazione. Qualcosa che va oltre gli interessi delleconomia (il mercato), le idee della politica (lo Stato), gli ideali della cultura (la societ): la solidariet, ovvero i valori delletica (la persona). Senza solidariet siamo costretti a dare risposte individuali, quindi perdenti, a problemi generali. Perch restare prigionieri del nostro particulare, al cospetto della generalit delle risposte richieste dalla globalit delle domande, significa essere perdenti. Ecco perch per un progetto allaltezza dei problemi e delle aspettative occorre coalizzare quattro addendi: leconomia, la politica, la cultura, letica. Intesi rispettivamente ripetiamo a costo di essere stucchevoli come gli interessi delleconomia, le idee della politica, gli ideali della cultura, i valori delletica. Quattro coefficienti che sul piano programmatico scrivevamo nel citato numero della nostra testata

Per concepire un progetto allaltezza della complessit locale, basterebbe attingere alla storia moderna della civilt bresciana.

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si traducono in liberismo economico, riformismo politico, progressismo culturale, solidarismo sociale. Pi chiaramente, Brescia, per elaborare un progetto a livello delle attese di una nuova crescita, deve riuscire a mettere insieme il profitto delle imprese (gli interessi delleconomia ossia il mercato), il consenso dei partiti (le idee della politica cio lo Stato), il merito delle professioni (gli ideali della cultura ossia la societ), il servizio delle istituzioni (i valori delletica ovvero la persona). UN CONVeGNO per UN prOGeTTO Non bisogna dimenticare che le forze produttive sono sempre oggettivamente progressive e propulsive. Sono attori del processo e quindi agenti di progresso anche senza saperlo o senza volerlo, cio anche se soggettivamente non se ne rendono conto (non che ne siano del tutto inconsapevoli, ovviamente, ma nel senso che non questa la finalit primaria del loro operare). Per ci qualsiasi progetto degno di questo nome deve saper coniugare i primordiali animal spirits, cio la prassi o dialettica degli interessi conflittuali del mercato (la pulsione - la pancia), con una corale best practice, ossia lepica o dinamica degli ideali concorsuali della societ (la passione - il cuore), e un ottimale politically correct, ovvero letica o dialogica dei valori consensuali nello Stato (la ragione la testa). Attenzione: diciamo valori nello Stato, non dello Stato, a evitare qualunque fraintendimento o

ROgETTI

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Graziano Tarantini.

Attraverso la politica e la cultura economia ed etica possono entrare in connessione.

identificazione con lo Stato etico (hegelo-marxiano) declinato nella vulgata peninsulare come Stato gentiliano. Domanda: ci sono a Brescia le forze propulsive (sia le borghesie coscienti e pensanti, cio consapevoli delle proprie responsabilit e del proprio ruolo, sia quelle vincenti e rampanti cio soggettivamente meno coinvolte ma oggettivamente protagoniste) che intendono intraprendere tale possibile percorso per dare vita a tale fattibile progetto, realistico ancorch ambizioso ma non temerario in quanto non volontaristico n velleitario? Se ci sono, perch non danno il proprio contributo a tale disegno con un convegno opportunamente articolato secondo la sequenza tematica sopra descritta? Un incontro nel quale mettere a punto e porre a confronto gli interessi delleconomia (il profitto delle imprese, ossia le associazioni imprenditoriali comprese banche

e finanza); le idee della politica (il consenso dei partiti, ovvero i politici); gli ideali della cultura (il merito delle professioni , ossia il mondo del lavoro, del terziario, della ricerca e dell universit); i valori delletica (il servizio delle istituzioni, delle onlus, del volontariato)? Il tutto in un quadro agli angoli del quale stanno quattro punti cardinali, quattro pietre angolari vale a dire il liberismo economico, il riformismo politico, il progressismo culturale e il solidarismo sociale? Perch dette forze progressive non partecipano allorganizzazione di un convegno, alla stesura dei relativi contenuti, alla focalizzazione dei rispettivi temi e alla formulazione delle varie proposte per giungere ad una sintesi programmatica degna della complessit bresciana e levatrice di una nuova fecondit? Una nuova modernit, produttiva in senso lato cio propulsiva e progressiva?

Nella prossima puntata sar nostra cura pubblicare la proposta programmatica del convegno con larticolazione dei diversi temi e la formulazione dei singoli argomenti. Un appuntamento al quale inviteremo a contribuire e chiameremo a partecipare coloro che hanno a cuore il futuro di Brescia. Ovvero la brescianit migliore, quella cosciente e pensante del politically correct della societ e dello Stato, insieme a quella vincente e rampante degli animal spirits delleconomia e del mercato.
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LA SIDEROLATRIA BRESCIANA
Nellindustria bresciana, in particolare nella sidermetallurgia, sta nascendo un nuovo matriarcato? Nuove risidure, nome dialettale per definire le reggitrici, lequivalente del risidur, il reggitore ossia il fattore, alter ego del padrone nonch figura centrale dellazienda agricola? ebbene, anche nei comparti bresciani tipicamente maschili savanza una nuova figura, la risidura: attiva, volitiva, preparata, determinata.
di aleSSaNdrO CheUla

ROSA
variegato arcipelago dei metalli made in Brescia. Un appeal derivante non solo dal magnetismo atavico e ancestrale del fuoco, ma anche dal fascino attuale delle donne. Non le vergini (le vestali) custodi del fuoco sacro dellantica Roma, ma le imprenditrici della terza generazione che si stanno affacciando al vertice delle imprese familiari e alla ribalta del mercato. Intendiamo le figlie, le consorti e le collaboratrici dei titolari delle acciaierie della provincia pi acciaiosa e ferrigna dItalia, quella che ha fatto del ferro e

ue eventi bresciani, anzi tre, di rilievo nazionale confermano la dimensione e limportanza assunte dalla manifattura bresciana, spesso ignota (snobbata?) alle cronache metropolitane ma sovente densa di utili insegnamenti sui trend in atto nelleconomia globale. Con una peculiarit: settori produttivi rudi e duri come i metalli lacciaio in particolare, fino a ieri monopolio degli uomini si stanno progressivamente femminilizzando, senza perdere la loro durezza ma guadagnando in duttilit. NON SOlO eMMa Il primo evento di cui scriviamo la quarta rassegna di Made in Steel, la rassegna internazionale dellacciaio e delle sue tendenze mercantili e tecnologiche tenutasi a Brescia dal 23 al 25 marzo scorsi; il secondo la delocalizzazione in Bosnia Erzegovina della Confindustria di Roma grazie a un manager bresciano, Salvatore DErasmo, ex direttore generale della Associazione Industriale Bresciana e oggi consulente di Emma Marcegaglia; il terzo uno stimolante convegno sul nucleare organizzato a Brescia dallOrdine degli ingegneri presieduto da Marco Belardi: un appuntamento tenuto alla presenza di esperti ed esponenti politici nazionali, tra cui Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo

economico e Monica Frassoni presidente dei Verdi europei, la cui valenza andata oltre lambito provinciale avendo investito un problema di prioritario rilievo nazionale. Una questione dirimente la cui attualit ha assunto contorni pi allarmati dopo lo tsunami giapponese e la fusione di uno dei reattori della centrale atomica di Fukushyma, e la cui drammaticit ha innescato un salutare rilancio del dibattito tra nuclearisti e antinuclearisti a livello nazionale. Dibattito per la verit mai sopito n spento, ma oggi pi che mai in ripresa data la grave incognita che pesa sul deficit energetico del nostro Paese e della nostra provincia. Essendo Brescia, come noto, la terra pi energivora della Penisola in ragione delle sue imprese siderurgiche e metallurgiche, al cui crescente fabbisogno non bastano neppur lontanamente le energie rinnovabili (eolico, solare, geotermico, biomasse) non essendo sufficienti nemmeno le rinnovabili tradizionali come lidroelettrico. dal riSidUr alla riSidUra La siderolatria bresciana, quella nostrana idolatria del ferro che da sempre caratterizza il dna manifatturiero della gens bresciana dallet romana ai giorni nostri, ha un fan in pi. Meglio, lacciaio bresciano ha un appeal in pi. Intendiamo non solo la siderurgia ferrosa ma anche la metallurgia non ferrosa ovvero la sidermetallurgia, vale a dire il

Alessandra Franchini.
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CONOMIA

Roberta Niboli.

suoi derivati un must della propria condizione esistenziale e un cult della propria vocazione industriale. Un ambiente esclusivamente maschile e un settore tipicamente maschilista ad eccezione di Angela Busi di Lonato e della mitica reggitrice della Fenotti di Nave alla cui

guida stanno approdando le figlie dei titolari, spesso anche nipoti dei fondatori (per ci parliamo di terze generazioni). Donne che parlano di forno elettrico e di rottame padroneggiandone la complessa materia con la puntualit lessicale di un tecnico consumato, la competenza specifica di un ingegnere collaudato e la conoscenza mercantile di un manager dedicato. In una parola, con la stessa esperienza dei migliori colleghi maschi. Donne spesso laureate non solo in economia o ingegneria gestionale ma in ingegneria tout court. Non facciamo nomi ma cognomi, anche se ci scusiamo se ne dimenticheremo qualcuno. Sono ormai numerose le dinastie industriali bresciane dellacciaio, della meccanica, dellottone, dellalluminio, persino della forgia e della fonderia che contano donne tra le loro future reggitrici. Giovani straordinarie laureate in discipline tecniche con master a Zurigo, a Monaco o a Londra ( il caso delle cinque figlie dei fratelli Bruno e Mario Bertoli della Metra). Donne che si segnalano per intelligenza e determinazione, come Alessandra Franchini dellomonima forgia di Mairano o come Margherita Stabiumi dellAlfa Acciai di San Polo. Donne eccezionali per fedelt e affidabilit, come Paola Artioli, perno della Aso di Ospitaletto, azienda fondata dallindimenticato Aldo Artioli, e guida della sua recente ultima crescita con il passaggio alla forgia. Donne impegnate e dedicate come Roberta Niboli dalla Fondital di Vestone. da BreSCia ai BalCaNi CON deraSMO Un conto delocalizzarsi allestero, cio aprire nuove fabbriche per lucrare su salari minori, un altro internazionalizzarsi, cio aprire nuovi mercati per puntare su risorse migliori. La Confindustria italiana con Confindustria in Bosnia ha puntato, grazie anche a Salvatore DErasmo, sulla seconda alternativa. Operazione non facile ma auspicabile e realizzabile, visto che la Confindustria bosniaca sar non solo ambasciatrice delle azienda italiane ma anche anticipatrice della pi estesa Confindustria Balcani, strategia ad ampio raggio della

maggiore organizzazione imprenditoriale italiana. Il fatto che per avviare tale ambizioso progetto sia stato scelto un manager confindustriale che ha svolto a Brescia quasi tutta la propria carriera conferma la credibilit e laffidabilit acquisite sul campo dalle migliori professionalit bresciane. Perch Confindustria apre una sede in Bosnia? lo stesso manager responsabile delloperazione, Salvatore DErasmo, a spiegarlo. Perch linvestimento italiano in Bosnia presenta aspetti di rilevante interesse quali la vicinanza dei Balcani, la forte presenza

Margherita Stabiumi.

Paola Artinoli.
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di fonti energetiche rinnovabili, la qualificazione marcatamente manifatturiera della manodopera, il costo del lavoro contenuto e le politiche di sostegno allinnovazione, allesportazione e alla delocalizzazione di aziende estere. La prima domiciliazione professionale di Confindustria in Bosnia sar nella sede bosniaca della Metalleghe, il gruppo bresciano leader europeo nelle leghe guidato da Guido Dusi con la consorte Maria Teresa Fedrigolli e la figlia Silvia (a conferma ulteriore che la siderurgia bresciana donna), gi delocalizzato in Francia e Bulgaria.

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ECNOLOgIE

SILICON VALLEY
NETWORKING, VENTURE CAPITAL, GIOVANI TALENTI
di FederiCO GhidiNi

Fondamentale essere capaci di innovare e riuscire a portare vantaggi per tutti


ella Silicon Valley si parla una sola lingua, il Networking, termine dal significato ormai pi che condiviso ma che sorprende per il carattere cos radicato nelle abitudini di chi vive e opera in questarea. Qui non strano adottare questo linguaggio imprenditoriale, anzi considerato bizzarro non farlo! Frequentando alcuni italiani trapiantati nella Bay Area da molti anni, traspare la reale soddisfazione di aver potuto creare un nuovo business o di aver potuto mettere la propria professionalit al servizio di questo grande paese e del suo tessuto imprenditoriale. In tutte le aziende pi importanti della Silicon Valley, da Cisco ad HP, passando da colossi come mvware, Google e DreamWorks, si rimane colpiti dai veri e propri talenti italiani oramai trapiantati da anni e abituati a pensare in inglese e tradurre in italiano. Come Stefano Maffulli, The Italian Guy, che da Milano ha deciso di seguire il suo istinto abbandonando il capoluogo lombardo e approdando a Twitter, per arrivare ad un ceo come Guerrino De Luca, che in un bar di San Francisco mi racconta la formula tutta italiana della trasformazione del mouse in un oggetto di design in grado di vendere milioni di pezzi un ingegnere italiano con un percorso iniziato nella grande scuola della Olivetti degli anni 70, capace di farlo arrivare fino in Logitech, passando dal colosso di Cupertino Apple. Ad un interessante incontro di networking dello Sviec (associazione di imprenditori e manager italiani della Silicon Valley), un ingegnere friulano manager di HP spiega che la cultura di

base che impariamo nelle nostre scuole in Italia che qui fa la differenza. Litaliano ha qualcosa di diverso e in pi della media statunitense e questo molto apprezzato. Anche questa Italia, quella buona. Ma qual dunque il tratto in grado di unire la celebre Silicon Valley e le nostre valli bresciane? Sicuramente il concentrato di imprese! Le aziende di tutto il mondo che puntano sullalta qualit mettono un piede nella Silicon Valley per percepire subito e con prontezza ogni minimo cambiamento nel fondamentale ambito dellinnovazione tecnologica. Tra queste la bresciana Wave Group particolarmente attiva nella grande sfida del business scouting: vera e grande opportunit di mercato, oggi pi che mai, in un momento paragonabile alla crescita enorme del 1997, in cui il mercato tecnologico in grande fermento. Cosa possiamo imparare? Tanto! La persona al centro, il contatto esasperato sempre acceso, sfruttato e messo come punto di partenza. Meritocrazia: la raccomandazione di chi davvero bravo sana e funziona. Non importa essere una grande impresa. Fondamentale essere capaci di innovare e riuscire a portare vantaggi per tutti. I Venture Capital sono pronti a svolgere appieno il proprio ruolo e ad affermarsi come parte attiva della societ statunitense: un ingente lavoro da fare, cercando, scoprendo e supportando in continuazione idee e start up da lanciare. Luniversit di Stanford durante la Entrepreneurial Week divulga il verbo agli imprenditori con convegni e seminari (vere e proprie lezioni universitarie) attraverso Ventur Capitalist e guru dell'imprenditoria tecnologica come Guy Kawasaki,

ex manager Apple, Tim Draper e professori esperti di business management snello come Steve Blank. Qui possiamo anche imparare a condividere tramite metodologie di coworking in grado di far relazionare giovani e finanziatori, permettendo cos lemersione di grandi talenti: Sountrkr, Thumbtack, Publisoftweb, Hyperfair e la bresciana Zabibu, tutte realt di giovani startupper italiani che giorno e notte scrivono codice nella Bay Area. quindi strategico scoprire ambienti come il Pier 38 a San Francisco, luogo dedicato allo sviluppo di nuove imprese, che partono da unidea e da una scrivania affittata a 400 dollari al mese, oppure incubatori tecnologici come M31, che fungono da business developer e veicolano le start up italiane verso i Venture e verso un efficace posizionamento sul mercato. Semplicissime soluzioni capaci di supportare il nostro tessuto culturale imprenditoriale e di mettere al centro l'impresa e i giovani.

Federico Ghidini.

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MESI aprile 2011

B
Riva conquista tre medaglie e testa i nuovi materiali di Mico
Alessandro Riva, 33enne torinese, del Mico Beta Tester Team/010 ha vinto due medaglie dargento e una di bronzo nella categoria A1 dei Mondiali Master disputatisi dal 26 al 29 febbraio in Andorra. Nella sua impresa ha testato nuovi materiali di abbigliamento tecnico sportivo per contribuire allo sviluppo dei futuri prodotti Mico. Riva si aggiunge ai molti atleti del team di tester di Mico Sport spa (fornitrice Fisi fino al 2014), che hanno ottenuto risultati importanti in questi ultimi anni: Carmela Vergura si laureata campionessa italiana di Winter Triathlon nel mese di gennaio, Andrea Bergamasco vince da due anni il RedBull Downhill, Franz Canale rientrato da poco da una spedizione alpinistica militare in Patagonia. Oltre 2.000 test nel 2010 hanno permesso a Mico di realizzare una nuova tecnologia, OdorZero, adesso in forza alla nazionale italiana di sci alpino, di cui Mico sponsor fino al 2014. I particolari sul sito www.micobetatester.it.

ACHECA

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Maniva SpA lancia Bagolino sul web


La societ bresciana di imbottigliamento di acque oligominerali ha lanciato il progetto Maniva 2.0, un sito web interattivo (www.maniva.it), realizzato con il contributo di Maniva Ski e il patrocinio del Comune di Bagolino, che mette il Monte Maniva e la sua comunit in contatto con i social media Facebook, Twitter, You Tube, Vimeo, Flickr. Un impegno comunicativo, che sottolinea lo stretto legame culturale, oltre che geografico e imprenditoriale, tra lazienda e il monte Maniva, ricco non solo di sorgenti dacqua, ma anche di storia, tradizioni, attivit e prodotti (tra i quali primeggia il celebre bagss). A 13 anni dalla sua nascita, oggi Maniva SpA un gruppo cui fanno capo i marchi Maniva, Balda, Vaia, imbottigliati a Bagolino, e il marchio Verna nellAppennino toscano. Nel 2010 la produzione ha raggiunto i 150 milioni di bottiglie per un fatturato di 17,5 milioni di euro. Per lanno in corso prevista una crescita del 10%, grazie anche a una progressiva diffusione nel Sud Italia.

Marmo, un primato da valorizzare


Laura Alberti, neoeletta alla presidenza del Consorzio Marmisti Bresciani, ha presentato il programma di lavoro che intende realizzare in team nel solco di quanto hanno fatto i suoi predecessori, ma con un tratto particolare, che punta sulla comunicazione e sulla collaborazione, per fare sistema. Siamo un consorzio dice Laura Alberti con settanta aziende associate che hanno esigenze diverse che dobbiamo armonizzare e rappresentare e operiamo in un contesto che vede la presenza di altri due consorzi, quello del Botticino classico e quello di Nuvolera e anche in questo caso dobbiamo lavorare per unire esigenze diverse ed energie diverse, con lobbiettivo di arrivare ad un consorzio di secondo grado, che abbia come obbiettivo il riconoscimento del distretto del marmo bresciano. Il bacino marmifero bresciano il secondo in Italia dopo quello di Carrara e non solo escavazione, ma tecnologia, lavorazione, design, arte, Made in Italy; con oltre 300 imprese, produce 250 milioni di fatturato e occupa 2.500 persone, pi altre 2.500 dellindotto. Siamo il secondo bacino marmifero italiano e siamo un polo importante di lavorazione che ha storia, cultura, tecnologia, ma, a differenza di quanto avviene a Carrara, non siamo percepiti dalla popolazione e dalle istituzioni per quello che siamo. Da qui una strategia di comunicazione che parte da un rafforzamento dellinterlocuzione con le istituzioni e che si allarga al territorio, superando la nostra storica timidezza.

A Vobarno con Delbarba per parlare di economia


In occasione della ristampa del libro 4-3 (la speranza ai tempi supplementari) di Gianluca Delbarba, lassociazione culturale Circolo dei Papaveri propone il dibattito: Brescia e la sua economia tra territorio e globalizzazione. Un'occasione per riflettere sul futuro della nostra provincia partendo dal mitico incontro dei Mondiali di calcio del 1970. L'appuntamento per luned 11 aprile alle 20.45, nella biblioteca di Vobarno (Piazza Corradini). Interverranno: Gianluca Delbarba (autore del libro e presidente di Cogeme), Gianantonio Girelli (consigliere regionale Pd), Pierdomenico DallEra (presidente di Lumenergia Spa), Carlo Panzera (sindaco di Vobarno), Giovanmaria Flocchini (sindaco di Pertica Alta) e Aurelio Bizioli (manager di societ pubbliche). Modera: Ubaldo Vallini (direttore di ValleSabbiaNews.it). Introduce: Alessandro Cazzoletti (presidente del Circolo dei Papaveri).
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in evidenza

lhOTel delle COSe a CiNQUe STelle


Nellarea della ex FraNChi, iN Via lUiGi aBBiaTi 14, Ci SONO 12 Mila MeTri QUadraTi aFFiTTaBili a parTire da 1,50 eUrO al GiOrNO (MiNiMO 30 GiOrNi) diViSi iN 350 lOCali Che VaNNO dai 2 ai 30 MQ.
lessibilit di spazi e di tempo. Questo il segreto del successo di Casaforte che per prima ha portato dieci anni fa in Italia lidea dei self storage un deposito self service e personale dove si pu depositare qualunque casa e per il tempo che si vuole. Abbiamo aperto a Brescia da circa un anno spiega Cesare Carcano, amministratore delegato della Cassaforte self storage SpA rispondendo a una domanda che non veniva soddisfatta: quella di avere una struttura sicura, di facile accessibilit, ad un costo adeguato, senza vincoli contrattuali di affitti interminabili e con unampia gamma di servizi collaterali ed utili a risolvere in modo immediato il problema di dove mettere qualcosa che non si sa dove sistemare. A disposizione dei clienti, nellarea della ex Franchi in via Luigi Abbiati 14, ci sono 12 mila metri quadrati affittabili a partire da 1,50 euro al giorno (minimo 30 giorni) divisi in 350 locali dai 2 ai 30 metri quadrati; quindici da 100 metri e 40 laboratori artigiani con metrature comprese tra i 150 ed i 300. Uno spazio quindi per ogni esigenza e soprattutto per tutti. E s perch proprio tutti usano Casaforte: dai privati che devono traslocare e non sanno dove
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CaSaFOrTe

lasciare i mobili nel frattempo o che si devono trasferire momentaneamente per lavoro o per una ristrutturazione e non sa dove parcheggiare gli arredi di casa. Ci sono poi le aziende che hanno bisogno di ampliare le scorte di magazzino o depositare, temporaneamente, una specifica commessa destinata allestero. E ancora alcune categorie di liberi professionisti, come i notai, che devono trovare sistemazione ad archivi senza fine. I casi particolari non mancano mai come i collezionisti di auto depoca che qui trovano i luoghi ideali per parcheggiarle in sicurezza o chi deve portare i propri libri perch le librerie di casa non sono pi sufficienti a con-

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tenerli o ancora chi deposita strumenti musicali particolarmente ingombranti. Nessuna difficolt poi per poter accedere al proprio box personale nellarco di dodici ore giornaliere e per sei giorni la settimana. Con un sistema di tessere magnetiche e di codici di accesso personalizzati che consentono al cliente di disattivare i sistemi dallarme (generale e personale) ed entrare nel deposito in modo autonomo senza aver bisogno di personale, che comunque sempre a disposizione, e consegnare nuova merce o ritirare quella gi depositata. Se poi serve una consulenza per capire di quanto spazio si ha bisogno, nessun problema, tra i servizi Casaforte offre sopralluoghi e preventivi gratuiti ma anche tutto quello che serve a supportare ogni fase di un trasloco, dallo smontaggio al rimontaggio degli arredi, limballaggio, il carico e lo scarico comprese le scaffalature allinterno del proprio box. Ma non si pu apprezzare al meglio il servizio di Casaforte se non si visitano i 12 mila metri quadrati del deposito di via Luigi Abbiati. Corridoi puliti come in un albergo, box con porte gialle che ravvivano lambiente perfettamente areato, con sistemi di video sorveglianza da far invidia a un istituto di credito e un impianto antincendio che si pu trovare in un museo. Sar per questa cura che lo slogan adottato da Casaforte per presentare i suoi 27 depositi dislocati in tutta Italia ed i due in Svizzera, lhotel delle cose.

A Brescia abbiamo fatto un investimento importante di diversi milioni di euro spiega lamministratore delegato di Casaforte, Cesare Carcano riqualificando immobili industriali in disuso come quelli della ex Franchi e trasformandoli in un hotel delle cose a cinque stelle. Un segno di modernit per la citt che, anche grazie a questo servizio, si propone ai livelli di altre grandi citt italiane ed europee.

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eventi live aprile 2011


Venerd 1 Sabato 2

URLO BAND Uno show da cantare e ballare tutto dun fiato ISTERIKA 100% made in Italy DHERA Power 360 CANI SCIOLTI Party band GLI AMICI DI ALFREDO tributo Vasco Rossi

Venerd 8 Sabato 9

Venerd 15

Sabato 16

ZETAOUT Divertimento puro MUPPETS Dance, pop & rock DISKORARIO Live 360 gradi DANCE DANCE DANCE Dj set by Regis JOVA NOTTE Tributo a Jovanotti DEFENDERS Grande live show

Venerd 22 Sabato 23

Domenica 24 Venerd 29 Sabato 30

urea, te di la o, fes eann compl bilato io al nu add ato e celib

vILUPPO

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CRESCE NELLINTIMO E NELLA MODA MARE


i marchi di intimo e moda mare del gruppo Burani entrano a far parte del mondo di pompea, leader nel mercato dellabbigliamento intimo e seconda azienda nel settore calze e collant nellambito della grande distribuzione.

POMPEA

driano Rodella, fondatore e presidente del gruppo mantovano Pompea, spiega a 12 Mesi le scelte strategiche che hanno portato allacquisizione dei marchi della bolognese Arcte, gruppo Burani. La famiglia Rodella ha deciso di procedere prima con laffitto e poi con lacquisizione del ramo dazienda dellormai ex Gruppo Arcte. Perch? Lacquisizione di ramo di azienda dellex Gruppo Arcte, oggi Arcte Fashion Brands, ci permette di presidiare canali distributivi e segmenti di mercato differenti rispetto a quelli storicamente presidiati dal Gruppo Pompea. Il nostro portfolio si arricchito di importanti marchi distribuiti nel canale del dettaglio e nei department store in Italia e allestero. Oltre a Julipet, AllenCox, Argentovivo e Bacirubati, che godono di un'immagine e di un posizionamento elevati, e ad una rete distributiva forte di oltre tremila clienti, il presidio della fascia media dellintimo e della pigiameria sar garantito dai marchi Arcte e Amarena. In parallelo naturalmente continueremo a presidiare la grande distribuzione con il marchio Pompea, leader nellintimo e tra i principali player nella calzetteria, pigiameria e mare, e il canale dellingrosso con il brand Roberta. Questa operazione era necessaria o fa parte di una crescita del gruppo?

Avere anche un marchio di alta gamma crea molte sinergie, ma la motivazione data dal piacere personale probabilmente la pi importante, come importante lidea di lasciare ai miei figli un gruppo sempre pi in crescita; e daltronde sono gi ricambiato dal grande impegno e professionalit con cui lavorano. Quali sono i plus di Arcte FB nel segmento di riferimento? Arcte Fashion Brands porta con s il know-how dellex Gruppo Arcte, azienda storica che per oltre 50 anni ha presidiato il mercato alto e medio-alto nei settori intimo, corsetteria e mare. Un

successo cos duraturo derivato non solo dalleccellente qualit e fattura dei materiali, ma anche da un controllo capillare dellintero processo industriale. Come pensa di valorizzare questo know-how? Ho voluto raccogliere questa eredit consapevole del fatto che il mercato ha subito unevoluzione tale per cui la tendenza delle case di moda di lanciare le proprie linee di intimo ormai talmente consolidata da potersi considerare strutturale nel settore dellintimo. Ritengo per che nei prossimi anni assisteremo a una selezione naturale allinterno

Adriano Rodella, fondatore e presidente del gruppo Pompea.


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vILUPPO

di questo mercato, per cui i contenuti tecnico/qualitativi del prodotto diventeranno sempre pi importanti. per questo che ho voluto fortemente che stile e prototipia rimanessero interni allazienda: ci ci permette un rigoroso controllo sullintero processo produttivo effettuato in ogni fase da personale altamente qualificato. Quali sono i piani di sviluppo previsti per Arcte Fashion Brands? Il primo obiettivo quello di rientrare con forza sul mercato estero e tornare ad espandere la rete clienti soprattutto in Francia, Russia, Regno Unito e poi negli Emirati Arabi, un mercato in espansione. Per far questo di fondamentale importanza entrare, e rientrare, nei department store pi importanti e qualificanti. Vorremmo cos portare nel giro di 5 anni, il fatturato estero al 40% di quello totale, partendo dallattuale che rappresenta circa il 20%. Un altro obiettivo sul quale stiamo lavorando lo sviluppo di corner monobrand sia a livello italiano che internazionale. Ci sono delle novit particolari per quanto riguarda il prodotto? Certamente. Le novit pi importanti riguardano la scelta di mettere a disposizione di Arcte Fashion Brands il mio know-how pluridecennale nel settore calze. Questa sinergia vede i suoi frutti nelle prime collezioni di calzetteria Argentovivo e Bacirubati. Il primo brand

firmer proposte eleganti e ricercate realizzate con materiali di altissima qualit, mentre il secondo proporr modelli trendy, sexy e spiritosi con particolare attenzione ai materiali e ai dettagli moda. Julipet, storico marchio maschile di segmento alto che ha firmato nella

primavera-estate 2009 la sua prima collezione di calze, si avvarr anchesso della nostra grande esperienza nel settore, consolidando la propria proposta che sar ancora pi completa. Con questi nuovi progetti il presidio del settore calzetteria, in cui ricopriamo gi una posizione di leadership allinterno del segmento della grande distribuzione, si espander alla fascia alta del mercato. Il vostro gruppo cresce e si sviluppa in Italia, mentre alcuni economisti anche bresciani affermano che per molte aziende italiane la sopravvivenza sar possibile solamente trasferendo gli stabilimenti di produzione in altri paesi, con maggiori agevolazioni pubbliche, pi disponibilit del personale e meno burocrazia, come la Slovenia e la Croazia. Abbiamo anche noi esplorato tutte queste situazioni, compreso il Magreb, ed effettivamente sono ottime le condizioni per un imprenditore, ma la qualit solo in Italia e nel nostro settore, in particolare a Bologna, la capacit di ricamo irraggiungibile.

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giochi d'azzardo

GIOCARE PER VINCERE?


la passione, o per meglio dire il vizio del gioco, sembra non avere et, sesso, nazionalit e status sociale. Ma, perch si gioca? Chi non ha problemi di soldi lo fa per divertimento, sfida, brivido. Chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese vede nel gioco la possibilit di risolvere le proprie difficolt economiche. Con un impatto sociale spesso incalcolabile.
di ireNe paNiGheTTi

ioco dazzardo, croce e delizia degli italiani, che sempre pi numerosi investono in una miriade di giochi, dal lotto al Win for Life, dalle slot machines alle scommesse, passando per il Bingo e, naturalmente, le carte e i dadi. Il gioco non solo divertimento, rischio, sfida, calcolo: anche la terza industria del paese, con una raccolta quasi doppia rispetto alla media europea. I Monopoli di Stato hanno fatto sapere che nel 2010 le scommesse legali sono aumentate del 9,9%, con un giro

di 4,3 miliardi di euro, il gioco on-line ha visto un movimento complessivo di 4,8 miliardi di euro, le scommesse sportive hanno messo in circolo 1,3 miliardi, con una crescita del 10,8% rispetto al 2009. Questo enorme quantitativo di denaro normato da un sistema di leggi basato sulle concessioni: lAmministrazione Autonoma dei Monopoli di stato svolge lattivit amministrativa diretta alla regolazione e al controllo dellintero settore dei giochi, che oggi deve fare i conti con lapertura delle puntate online. Si tratta di unopportunit che ha parzialmente cambiato lo scenario dei tradizionali giochi e metodi di scom-

messe; in particolare per il Bingo, che giocato in modo tradizionale nelle sale non vedeva pi gli entusiasmi del pubblico mentre on-line ha sperimentato un nuovo vigore a suon di miliardi di euro. Ma a cosa si gioca e su cosa si scommette? I pi gettonati restano il Superenalotto e Win for Life - Vinci per la vita (che permette di aggiudicarsi una vincita che dura nel tempo), ma anche Gratta e Vinci e macchinette rivestono una notevole importanza. Per le scommesse, quelle sportive nel 2010 hanno movimentato 1,3 miliardi di euro, un 10,8% in pi rispetto allanno prece-

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NCHIESTA

giochi d'azzardo

dente, ma lo sport non lunico ambito in cui si scommette: dai matrimoni al gossip internazionale, tutto, ma davvero tutto, oggetto di puntata. Una delle poche situazioni fuori da questo aureo panorama il Totocalcio, che dal 1994 ha vissuto un trend negativo, non reggendo la concorrenza dellenorme mole di nuove e pi attraenti offerte. Difficile tratteggiare il profilo del giocatore modello perch pare proprio che in Italia giochino tutti: uomini e donne, giovani e anziani, italiani e stranieri, poveri e ricchi. Il gioco indubbiamente un fenomeno dallincalcolabile impatto sociale. Allo stesso modo difficile stabilire perch si gioca. I motivi sono tanti, da ricercare dalla sfera psicologica a quella sociale. Chi non ha problemi di soldi lo fa per divertimento, sfida, brivido. Chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese vede nel gioco la possibilit di risolvere le proprie difficolt economiche. I primi investono migliaia di euro, i secondi magari non pi di una decina, ma comunque tutti in maniera costante, se non quotidiana. Escludendo i casi, ancora fortunatamente minoritari, seppur in crescita, del gioco patologico, si pu insomma dire che si gioca per divertimento, per sfida con s stessi e con il destino, per passare il tempo, ma anche per cullare la temporanea illusione di vincere tanti soldi e sistemarsi per sempre,

o cambiare del tutto vita. Secondo alcuni studi psicologici in tempi di crisi si gioca per lenire il cosiddetto attacco di panico da portafoglio vuoto, uno stato di forte ansia causato dalla diminuzione del salario o dalla perdita del lavoro. Linsicurezza causata dalla precariet spingerebbe a

tentare la fortuna pi di frequente, magari con giocate di pochi euro ma costanti. Quando per i problemi si fanno acuti il gioco non pu essere preso come via di salvezza, anzi, al contrario, in questi casi maggiore il rischio che diventi patologico e, sfuggendo dal controllo razionale, dipendenza vera e propria. il GiOCO COMe MalaTTia Nel 1980 la scienza ha identificato la dipendenza da gioco come disturbo mentale che affliggerebbe circa il 3% dei giocatori italiani. Brescia si allinea al trend nazionale anche per quel che riguarda laspetto malsano del gioco, cio la malattia psichiatrica definita gioco dazzardo patologico, riconosciuta dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali del 1994 come disturbo del controllo degli impulsi non altrove classificabili; il quadro che viene delineato quello di una perdita di controllo del comportamento del gioco che conduce a una catena di perdite e ad una progressiva pervasivit del gioco nella vita del soggetto. Il vizio diventa malattia quando insorgono dipenden-

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za, astinenza, perdita di controllo. Per affrontarli a Brescia ci sono delle opportunit pubbliche: il SerT dellAsl dedicato a questo problema quello di Orzinuovi, che ha iniziato a lavorare da un paio danni, e lo Smi Mago di Oz di Ospitaletto, clinica del cosiddetto privato accreditato, che cura le diverse dipendenze tra cui, dal gennaio 2007, anche quella da gioco. La gente arriva da noi perch spinta dai familiari o inviati dai gruppi di auto aiuto, non sanno pi gestirsi, sono pieni di debiti e distrutti psicologicamente, spiega Ermete Cominelli, direttore del centro. Si tratta di persone che soffrono di solitudine e si comportano come gli eroinomani: dapprima negano il problema, raccontano un mucchio di bugie, si vergognano. La terapia dello Smi ha il costo dei ticket Asl, consiste in una valutazione preliminare e poi in un primo ciclo di otto incontri, due con medici e sei con psicologi. Ogni ciclo dura tre mesi, durante i quali noi aggiungiamo incontri con assistenti sociali perch un problema

sociale, di cui i Comuni dovrebbero farsi carico. Molto utili secondo Cominelli sono i gruppi di auto aiuto, come i Giocatori Anonimi, presenti anche a Brescia, ma il vero lavoro da fare sulla prevenzione, a partire dagli adolescenti. BreSCia: le Sale Nella nostra citt sono tantissimi i giocatori, numerose le sale e le tipologie di giochi offerte, non escluse le bische illegali. Lotterie, totocalcio Superenalotto, scommesse e macchinette di vario genere si possono trovare in tutti i bar e le tabaccherie di citt e paesi; le sale propriamente dette sono spuntate come funghi in tutto il nostro territorio: si tratta mediamente di locali abbastanza grandi, pieni di schermi che trasmettono corse di cavalli o partite sportive a seconda dei giorni e delle ore, con tavolini dove sedersi a meditare sulle diverse schedine e consultare i giornali del settore. Dietro le casse generalmente giovani donne italiane. Divisa da una parete a vetri c poi la sala delle slot

machines, solitamente luci soffuse per far risaltare gli schermi delle macchinette. Si dice che in queste sale entrino persone di ogni genere e classe sociale, uomini e donne; a seconda dei quartieri, la composizione dei frequentatori cambia per origine di provenienza: nel punto Snai di Via Triumplina, per esempio, passano molti africani dalla pelle nera, che provengono dal vicino Prealpino o che frequentano un locale africano nei pressi della sala da gioco. Lo stesso punto Snai quando era in via Duca degli Abruzzi vedeva la presenza di molti Rom, che avevano il campo l vicino dice una delle ragazze che sta alle casse. Il punto scommesse di via Gorizia invece vede pi la presenza di magrebini e uomini dellEst europeo mentre in quello di via SantEufemia pare che la percentuale di italiani sia leggermente superiore a quella degli stranieri. Annessi alle sale ci sono dei caff-casin, dove si pu bere e mangiare oltre che giocare a biliardo, calcio balilla e, ancora, con le slot machines.

LE VOCI DI CHI LAVORA: TABACCAI E PUNTI SNAI


Il business del gioco ha creato anche nuove figure professionali specializzate del settore, come il gestore operativo di sala gioco o lesperto di analisi dei flussi dei clienti e dellofferta del gioco. Profili lavorativi giovani, sui quali ancora da giocare tutta la partita della formazione dei futuri gaming hall assistant o manager, come vengono chiamati nel lessico apposito. A queste nuove figure si affiancano tuttavia molte persone senza una qualifica specifica ma che gestiscono da anni le tabaccherie e che quindi traggono dallesperienza la professionalit per un lavoro sempre pi impegnativo, soprattutto in termini di orari. Infine non da sottovalutare la quantit di persone impiegate agli sportelli di ricevitoria o ai punti ristoro che sempre pi frequentemente sorgono nelle sale stesse.

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pUNTO SNai Una cassiera di un Punto Snai della citt ha accettato di essere intervistata, fatto non comune in questo ambiente, seppur in maniera anonima: giovane donna sulla trentina, fa questo lavoro da otto anni: Mi piace ammette, perch sto a contatto con la gente, anche se a volte stressante per la tensione. Allinizio fa strano vedere la gente che perde la testa per un gioco, ma poi ti abitui e ti immedesimi. Racconta che nella sala entrano uomini di tutte le et, a volte ci provano anche i minorenni ma li facciamo uscire. I clienti non hanno mai creato problemi in questi otto anni? Dipende da come te li gestisci. Qui no, ma dove stavamo prima, in unaltra zona della citt, s, una volta uno ha rotto un monitor. Certo, ci sono spesso discussioni accese, anche tra loro, ma risse mai, almeno fino ad ora. TaBaCCai Metti un sabato mattina in una tabaccheria di Lamarmora: il via vai impressionante, Stefano, che assieme a tre colleghi sta dietro il banco, fa fatica a parlare cinque minuti senza interruzioni dai clienti. proprio vero, come ci dice, che lavoriamo grazie al gioco, non certo per la vendita dei tradizionali prodotti da tabaccheria. Sono, in effetti, tantissime le persone che entrano a giocare ogni giorno, anche mille sostiene Stefano perch il gioco inversamente proporzionale alleconomia: pi questa va male, pi il gioco si sviluppa. Chi sono queste persone, a cosa giocano e quanto? Bresciani di tutte le et, di tutte le classi sociali, in maggior parte donne. Si gioca dai 2 ai 100 euro, anche se abbiamo avuto casi di persone che hanno investito mille euro in un colpo solo, ma questa non la normalit. Per la maggior parte dei clienti i soldi per il gioco non vengono sottratti alle spese per i bisogni primari, non penso proprio che si tolgano il pane di bocca per farlo. Magari rinunciano a qualche lusso, al vestito superfluo o allaperitivo. Tra i clienti anche molti stranieri, che per preferiscono le scommesse ad altri tipi di gioco, dipende dalle loro abitudini culturali osserva Stefano

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ma generalmente nordafricani e uomini dellEst scommettono nel settore sportivo. Nella tabaccheria di Stefano si vince spesso, ci sono state anche vincite importanti, come i 26 mila euro dei primi di febbraio, anche se in quei casi mai una volta il vincitore ci ha ringraziato, nemmeno una telefonata!. La tabaccheria di Borgo Trento un

esercizio che ormai fa parte della storia del quartiere: il giovane Giorgio il rappresentante della terza generazione, ereditando cos una tradizione ben radicata. Per questo le sue osservazioni sui flussi di gente sono sicuramente attendibili: Dal Duemila ad oggi il gioco da noi calato, anche se la tipologia di giochi aumentata racconta oggi

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giochi d'azzardo

LE STORIE: I GIOCATORI
l'impiegato appassionato
Gabriele ha poco pi di trentanni, impiegato, gioca molto ma sa quando smettere, oltre una certa cifra non vado ma non vuole dire quanto, comunque notevole. Ha lavorato anche come croupier nei club del poker Texas ma quando diventato illegale ha smesso, continuando invece con la sua passione: le scommesse su calcio e pallavolo. Non compro Gratta e Vinci n gioco alle slot machines dove la fregatura matematica ammette, precisando che gioca per la vincita ma anche per la soddisfazione di indovinare, ogni fine settimana da una decina di anni. Non una fonte di guadagno: se sei bravo riesci solo a salvare le chiappe!. Gabriele non sposato e vive fuori dalla famiglia dorigine, alla quale non dice che gioca perch fa brutto, se dici che scommetti la gente pensa male, anche se non fai niente di male ti senti in colpa. Ama giocare, anche se sa che il banco vince sempre, frequenta le sale regolarmente, dove vanno tutti, italiani e stranieri, quasi tutti uomini; questa sua esperienza lo spinge a dire che di droga secondo me non ne gira, anche per i controlli che ci sono spesso: la volante entra, controlla i documenti, va in bagno per verificare che non ci siano scambiotti. Non ha invece notizia su altri tipi di illegalit come, ad esempio, il riciclaggio di denaro sporco. Montiglio cera un appartamento dove si giocava alla roulette, gestita da bresciani, come del resto quasi tutti questi posti, di propriet di certi che oggi magari sono diventati ricchi professionisti. Silvia ha notato che c una forte divisione di classe tra le diverse bische: a parte che di partenza devi avere un po di soldi, altrimenti che ci vai a fare. Ma ci sono posti dove la puntata minima di poker era di milioni di lire, in altri invece bastavano alcune migliaia. Chi non poteva permettersi certe cifre andava in giri di livello meno alto. Nella zona di via Benedetto Marcello lex giocatrice ha frequentato un posto dove ha visto gente che si giocata la casa a biliardo, o a carte, ovviamente sempre di notte. Quel posto non c pi, assicura, mentre resta la realt del gioco di dadi a Botticino, dove Silvia andava di frequente e dove una volta scampata per un pelo a una retata, ero appena andata via. Infine conferma che si tratta di posti poco raccomandabili, se perdi e non paghi subito ti rompono le gambe!, forse meglio tornare al briscolone in osteria.

la pensionata tentata dalle bische


Se del gioco legale a Brescia non difficile farsi unidea con alcuni giri nelle sale, un po di occhio critico e qualche domanda qua e l, ben diversa la situazione quando si tratta di gioco illegale. Bocche cucite anche se sembra un po il classico segreto di Pulcinella, di cui tutti sanno ma non vogliono parlare. Vox populi alla Breda assicura che di bische ce ne sono nel territorio, ma meglio che non ci metti il naso perch pericoloso. Silvia, insegnante bresciana in pensione, ha frequentato diverse bische anche se assicura ho smesso da oltre una decina di anni, perch mi sono stufata e ho perso troppo!. Racconta che le partite si tenevano nelle case private o nei club, carte e dadi, con relative scommesse. In zona Rotonda

vanno di pi le macchinette rispetto al Superenalotto, lotto, totocalcio, forse perch la vincita immediata o forse perch sono anche un modo per passare il tempo. Nella sua tabaccheria entrano al giorno pi o meno trecento persone per giocare, qualcuno passa delle ore alle slot machines, soprattutto le donne, mentre le scommesse restano appannaggio maschile. Persone di ogni et e classe sociale, anche se, secondo Giorgio, i giovani si dedicano di pi alle scommesse, le persone di mezza et agli altri giochi e alle macchinette. In questi anni di crisi la sua tabaccheria ha visto un calo di giocatori perch, secondo il giovane gestore, il gioco un superfluo e quando non ci sono soldi le prime spese a saltare sono proprio quelle inessenziali; certo, resta la speranza della vincita che risolve i probleMESI 12aprile 2011

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mi, quindi un grande afflusso per il Superenalotto e Win for Life, il quale per dopo il boom iniziale ha visto un calo. Si gioca di pi nei giorni delle estrazioni, il marted, gioved e sabato, e in questa ricevitoria sono pi gli stranieri dei bresciani, in maggioranza uomini dellest o nordafricani che preferiscono le scommesse agli altri giochi. Di vincite importanti ce ne sono state, la pi eclatante fu nel 1999, quando al Superenalotto fu vinto 1 miliardo e 356 milioni di lire: in quel caso il vincitore telefon per dire grazie, capita spesso che chi vince ringrazi, anche se non ci sono mai stati episodi particolarmente belli per noi, ma, del resto, nemmeno brutti: chi non vince per tanto tempo un po se la prende con noi che lavoriamo qui, ma senza esagerare. Tabaccheria di Corso Zanardelli. Non fai a tempo ad entrare nel piccolo corridoio dello storico punto gioco di corso Zanardelli che subito un cliente, di quelli abituali, vince al Superenalotto: una vincita limitata, perch, come sostiene lo stesso, bisogna vincere con moderazione. Questo signore bresciano di mezza et solo uno dei tanti che affollano questo locale, soprattutto di sabato spiega Sergio che sta alla cassa mentre il mercoled giornata di stanca. In media passano centinaia di persone al giorno. La giocata tradizionale va dei 5 ai 20 euro, anche se abbiamo qualcuno che punta anche 300 o 500 euro. Il gioco che va per la maggiore? Gratta e Vinci, senza dubbio, perch quello che ti d immediatamente i soldi. Nel locale entrano persone di ogni genere, ma non molti giovani. Le donne sono le maggiori giocatrici alle macchinette, mentre gli stranieri, che rappresentano circa la met della clientela, preferiscono il Gratta e Vinci. Sergio ha visto qualche caso di gioco sfociato in ossessione e quindi in malattia, soprattutto con le slot machines, ma non tanti. Non ricorda episodi particolari, se non lingratitudine di un vincitore che, lo scorso novembre, ha vinto 1 milione e 740 mila euro ma non ha nemmeno fatto una telefonata per ringraziare.

LE STORIE: I MALATI
Luigi ha una sessantina danni, fa parte dellAssociazione Giocatori Anonimi di Brescia, un gruppo che mi ha aiutato molto perch vi ho trovato comprensione, pi facile che ti capiscano persone che hanno il tuo stesso problema, mentre con le altre provi vergogna. La sua una storia normale: inizia a giocare in osteria, ai classici giochi di carte, poi scattato qualche cosa che non riesco ancora ad individuare e da quel momento il gioco divenuto dominante per me, soprattutto il video poker. La mia vita cambiata, il gioco mi ha portato via tutto: affetti, famiglia, soldi. Luigi stato scoperto per caso, da un estratto conto letto dalla moglie, e da l le bugie non hanno pi retto. Luigi ha iniziato a disintossicarsi e da gennaio 2006 non gioca pi, ma non pu dirsi guarito. Decisamente ancora malato si definisce Filippo, 62 anni, dello stesso gruppo di auto aiuto di Brescia, tuttora giocatore compulsivo: ho iniziato da giovane e ho perso tantissimo. Anche adesso appena ho 10 euro in tasca li gioco, alle macchinette, non in modo sociale, a me interessa solo il gioco con i soldi, non le persone con cui giocare. In 11 mesi ho avuto 50 ricadute ammette, eppure continua la terapia anche con laiuto di uno psicologo.

Sala BiNGO Via Tagliaferri, Emilio sta allingresso con un look elegante che lo fa sembrare pi un croupier di casin che un lavoratore di sala Bingo: giovane siciliano, Emilio lavora da una anno nella sala di via Tagliaferri, dove tuttavia non c solo Bingo, ma anche slot machines e altri giochi. Come altre sale Bingo cittadine anche questa ha dovuto trovare delle strategie per far fronte al calo di appassionati di questo gioco, proponendo altre attrazioni o servizi di ristorazione a poco prezzo per attirare clientela. Secondo Emilio in questa sala entrano mediamente 200 persone al giorno, soprattutto stranieri, in particolare donne dellest, che preferiscono le slot al Bingo. Si gioca dai 3 ai 100 euro, dipende dalle persone. Anche per i clienti bresciani la maggioranza donna, dai 20 ai 30 anni, che spera di poter vincere per avere quei 100 euro in pi, non credo che siano persone che rinunciano allessenziale per giocare. In questa sala Emilio non ha mai visto follie, o persone malate da gioco. Mai avuti problemi, qualche volta qualcuno si arrabbia con me se non vince, ma non mai successo nulla di brutto. N di particolarmente bello, qualche volta chi ha vinto un po di soldi ha ringraziato, senza per mai offrire da bere!.
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TRADE E QUARTIERI

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VIA CORSICA E VIA DALMAZIA


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di BrUNO FOrZa

TRA VECCHIO E NUOVO


non si ancora adattata alla rivoluzione dei centri commerciali. Qui si vive la strada immergendosi nei suoi rumori assordanti e la si calpesta spalla a spalla sui marciapiedi. La frenesia quotidiana diventa socializzazione tra le mura delloratorio Don Bosco, dove lo sport raduna quotidianamente una giovent in crescita, vero sale di una zona della citt con pi teste grigie che colorate. La nascita di nuove strutture abitative sta portando una ventata di freschezza, cos come la sempre pi massiccia presenza di immigrati. Superando il sagrato della chiesa dei salesiani ci si imbatte nellingresso degli ex magazzini generali Borghetto, unarea di oltre 100 mila metri quadrati abbandonata da tempo, dove sono appena iniziati i lavori per dare vita ad un progetto, il nuovo quartiere Borgo San Nazzaro, che dar un nuovo volto ad un pezzo di Brescia. Il disegno porta la firma di Daniel Libeskind, architetto statunitense di origine polacca che ha lavorato alla riprogettazione di Ground Zero a New York. Nei piani dellattuale amministrazione ci sono la realizzazione della sede unica degli uffici comunali, ma anche la nascita di strutture residenziali e commerciali in un mix di modernit e verde pubblico. In questa visione futuristica che dovrebbe diventare realt nel giro di un paio danni, via Dalmazia continuer a costituire una delle arterie principali della viabilit cittadina, resa pi fluida si spera dalla creazione di una nuova bretella di collegamento con lautostrada, e arricchita dal ripristino di una pagina tratta dallalbum dei ricordi, quella relativa alla linea ferroviaria della piccola velocit, destinata al trasporto merci su rotaia. Gli intoppi logistici e burocratici sembrano ormai alle spalle e la ruggine pare destinata a lasciar spazio a una sapiente innovazione.

e il centro storico fosse la stella madre del sistema urbanistico cittadino, via Corsica sarebbe uno dei suoi raggi principali. La via dedicata allisola francese si stacca geograficamente dal ring per dare vita ad unarea che comprende via Dalmazia e il quartiere Don Bosco in un rettangolo che costituisce una delle zone pi rappresentative della citt, in cui il vecchio si unisce al nuovo. Partendo da piazzale Repubblica e imboccando via Corsica le costruzioni cambiano volto, ma lo stile di vita resta quello del ring, con un traffico veicolare intenso arricchito dalla presenza di numerosi pedoni, soprattutto stranieri. Si vive ancora alla vecchia maniera. Ci sono attivit commerciali storiche, i negozianti si conoscono tra loro come compagni di banco e la gente del posto

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TRADE E QUARTIERI

Sopra e a destra, due scorci di via Corsica; nella pagina a fronte, via Don Bosco e via Dalmazia.

CI RACCONTANO Via COrSiCa e Via dalMaZia dON MaSSiMO SeTTi (iSTiTUTO SaleSiaNO dON BOSCO) Loratorio vissuto? Soprattutto quando ci sono eventi organizzati. Negli altri momenti un luogo in cui si pratica molto sport e un punto di ritrovo per le famiglie. E la chiesa? La sfera spirituale riguarda circa il 15% della popolazione. Che zona la vostra? un quartiere piuttosto vecchio ma negli ultimi tempi sta ringiovanendo grazie alla costruzione di nuove strutture abitative e allarrivo di numerosi extracomunitari. La gente del posto piuttosto chiusa. Il desiderio di socializzazione basso, molte persone preferiscono starsene tranquilla in casa. Lintegrazione a che punto ? Quasi ferma. Noto un atteggiamento piuttosto attendista. Bambini e ragazzi giocano tra di loro, ma quelli italiani sono molto influenzati dai punti di vista degli adulti. Troppo spesso i ragazzi stranieri sono considerati semplicemente i giargianesi. Cosa porter il nuovo progetto degli ex Magazzini Borghetto?
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Mi auguro che porti tanta giovent e voglia di fare comunit. eriCa MarNiGa (TaBaCCheria) Via Parrocchia Ci descriva la zona. Direi che il quadrilatero tra via Corsica, Don Bosco e via Dalmazia una specie di paese circoscritto. Un paese sempre pi multietnico

S, ci sono parecchi stranieri, ma sono persone umili e si convive bene. Qual il problema pi sentito? Lo sporco, che la conseguenza di incivilt e maleducazione. Mi riferisco soprattutto alle numerose carte gettate a terra e alle deiezioni dei cani che certamente non rendono pi bella e vivibile la zona. Poi il traffico negli orari della scuola insostenibile.

SALESIANI: LA PARROCCHIA DEL FARE


Sono numerose le attivit che gravitano attorno alla parrocchia del quartiere Don Bosco. Il centro di ascolto offre un servizio volontario indirizzato alle famiglie pi povere, incrementato dalla Societ San Vincenzo de Paoli, che si muove per i pi bisognosi ed attiva in loco dal 1933 con la conferenza Maria Ausiliatrice. Da non dimenticare il gruppo Api Operaie e le loro bancarelle organizzate da ragazze e mamme per la raccolta di fondi in favore delloratorio, cos come il gruppo Laboratorio Missionario, nato circa 40 anni fa per sostenere le missioni nel mondo. Su richiesta, invece, il salone delloratorio si trasforma in ristorante grazie al Gruppo Cucina, a disposizione per feste di ogni genere.

Infine turismo religioso e sport, con lUnione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati Lourdes e Santuari Internazionali presente in oratorio dal 1988 e la societ sportiva P.G.S. Mario Bettinzoli, con 64 anni di attivit alle spalle.

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Siete soddisfatti per la prossima trasformazione degli ex Magazzini Borghetto? Aspettiamo di vedere lesito dei lavori. Speriamo che si possano dare nuovo splendore a quellarea. erNeSTiNa BaiGUera (FrUTTiVeNdOlO BeNZONi) Via Corsica

SilVaNO ZaGNaGNOli (MaCelleria) Via Corsica

VOCE AI PASSANTI
Michele, 26 anni Il quartiere Don Bosco non una zona a misura di giovane. Loratorio lunico punto di ritrovo rimasto, ma anche l le presenze sono in calo. Un po di anni fa cerano due sale zeppe di gente per vedere le partite in tv, oggi ci sono quattro gatti. Il gruppo sportivo, per, attivissimo ed il cuore della vita in oratorio. Io e la mia compagnia ci troviamo qui la sera, poi ci spostiamo in piazza Arnaldo.

Ernestina Baiguera.

Da quanto tempo avete lattivit qui? Da trentanni e siamo soddisfatti, anche se tornando indietro starei il pi vicina possibile al centro storico. Chi vive in via Corsica? Non una zona giovanissima. Ci sono molte famiglie ed un buon 20% di extracomunitari. Cosa chiederebbe al sindaco? Di vigilare sempre sulla sicurezza perch dalle 18,30 in poi iniziano a girare tipi poco raccomandabili.

Come vanno gli affari qui? Si lavora bene. Non ci si pu lamentare. Sono qui da 38 anni e il mio bilancio sicuramente positivo, anche se ormai la mia attivit agli sgoccioli. Al termine di questanno chiuder baracca e burattini. Questa una macelleria storica, aperta da mio zio nel 1939, ma io sono in pensione gi da cinque anni. Cosa avvantaggia voi commercianti e cosa vi penalizza? Via Corsica vicina al centro e c un bel via vai pedonale, ma il problema dei parcheggi non da sottovalutare. Secondo me andrebbe ripristinata la sosta almeno su un lato della strada per agevolare i clienti. Noi non siamo qui solo per pagare le tasse o servire la nonnina del piano di sopra.

Silvano Zagnagnoli.

GRuPPO ALPINI BOTTONAGA


Da 37 anni il "Gruppo Alpini Bottonaga" una delle realt pi vive della zona. Nel suo dna ci sono un profondo amore per il quartiere e lattaccamento a valori quali fratellanza, solidariet e senso civico. Su queste solide fondamenta si creato un gruppo che oggi annovera 80 penne nere e una folta schiera di simpatizzanti. Nellalbum dei ricordi c la spedizione in Friuli a sostegno dei terremotati, evento ricordato in un monumento eretto al "Parco Gallo".
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IL PAESE DEL GRANDE BOOM


el 1963 aveva meno di 3 mila abitanti. Oggi ne ha 11 mila. Non un indovinello, ma una realt: Castel Mella uno dei paesi lombardi in vetta al boom demografico dei nostri tempi, e queste cifre, come si dice dellet, a dire il vero le porta bene. Anche perch questo paesino a sud ovest di Brescia, vicinissimo alla citt, ha una popolazione giovane e la fetta degli stranieri, integrati, benvoluti e lavoratori, si aggira attorno alle 700 unit. Cosa spinge la gente a trasferirsi, dalla citt e dalla zone limitrofe, a Castel

CASTEL MELLA
Mella? Criminalit contenuta, ottimi servizi, vicinanza ai posti di lavoro in citt, zone verdi, poco traffico, tranquillit. Parole, queste, di chi ci abita, non importa se da qualche anno o da una vita intera. Le aziende locali, poche, sono dislocate nella zona sud, mentre centralmente si estende il grande parco pubblico attrezzato, dedicato a Papa Giovanni Paolo II, sul cui lato ovest trovano spazio centinaia di abitazioni nuove, un paese nel paese, dicono in molti. Castel Mella, infatti, non accoglie silenziosamente, ma si adopera costantemente per adeguarsi alle necessit dei nuovi arrivi. Lo dimostrano transenne, trapani e calcinacci lungo la via, per sistemare una ro-

di aleSSaNdra TONiZZO

tonda, rinnovare un palazzo, per la piazza Nuova che aspetta di diventare il cuore aggregante del paese, il centro che non cera. C aria di movimento, insomma, sar anche perch i castelmellesi aspettano di riunirsi, da Colorne, Onzato, Fornaci e Macina, per la sagra stagionale dellasparago selvatico, quel loertis che porta a fare comunella, a scendere in strada e vivere davvero la propria realt. Ecco sincontrano tradizioni e generazioni, volti e colori che nella loro diversit sono pronti a conoscersi con curiosit. Ecco che Castel Mella fa rinascere lorgoglio di appartenere a una terra che si fatta da sola, temprata dal fuoco delle fornaci, ed una fierezza che si legge negli occhi di tutti.

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INTERLAND

CI RACCONTANO CASTEL MELLA UraNO lOdriNi (TaBaCCheria) via Marconi Commercialmente com Castel Mella? Le faccio un esempio: noi eravamo il classico negozio di una volta, onnicomprensivo, che accanto ai tabacchi affettava i salumi. Adesso non c pi spazio per queste cose. OliVierO VerGa (ediCOla CarTOliBeria) via Cortivazzo Qual lo stile di vita dei castelmellesi? Di gente storica ormai ce n poca. I nuovi arrivati vivono bene, in tranquillit. Come mai questo aumento demografico forte, in paese? Perch molti, soprattutto giovani, cercano, appunto, la tranquillit, a due passi dalla citt: si costruito praticamente un quartiere apposito, dove non c traffico, e in tutto il paese la criminalit e molto contenuta. Questo boom ha creato problemi? Forse allinizio, per le infrastrutture scolastiche, tenendo conto che molti vengono anche da fuori per usufruirne. Ma il comune ha costruito un nuovo polo, con palestra e auditorium, a disposizione di circa 1.500 bambini. Cosa manca a Castel Mella? Sicuramente un punto daggregazione forte per i giovani: loratorio, infatti, condizionato dagli orari di apertura e chiusura. Patto di stabilit permettendo, aspettiamo la piscina e speriamo che anche la piazza di nuova costruzione mobiliti le associazioni e i vari gruppi che ci sono, come la nostra banda, che si sta dando una svecchiata, per diventare un po rock. Che problemi ci sono, invece, in paese? Direi la viabilit. Nelle ora di punta si blocca un po tutto: stiamo aspettando una bretella, anche se gi le nuove rotonde smaltiscono un po di traffico, concentrato soprattutto intorno alle 7 di mattina. erMaNNO NOVeNTa (paNiFiCiO aNTiCO FOrNO) via Roma

Urbano Lodrini.

Lei un personaggio storico del paese: quali cambiamenti sostanziali ha visto a Castel Mella, nel tempo? Qui attorno, innanzitutto, cerano solo stalle, e gli uomini facevano i fornaciai, cuocevano i mattoni. Cera gente povera, poco istruita, mentre ora sono tutti diplomati e laureati. Poi la popolazione, neanche troppo lentamente, passata da 3 mila a 11 mila abitanti. E questo positivo o negativo? Entrambe le cose: pi gente, per noi commercianti, significa pi lavoro, ma in questo modo il paese non pi come una volta. I dati dicono che il paese giovane, gli stranieri una percentuale contenuta: vero? S, ci sono tante giovani coppie, anche se spesso rincasano solo alla sera dopo aver lavorato in citt. Gli stranieri sono pochi, lavoratori, per lo pi cinesi, marocchini e sudamericani.
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Ermanno Noventa.

Da quanto lavora qui? Sono un oriundo che lavora a Castel Mella da 30 anni, e che poi si trasferito qui. Ha sentito la crisi? Enormemente: qui siamo attorniati da supermercati che ci stanno stroncando. La gente poi cerca la comodit invece della qualit, cos frequenta questi posti facendo una spesa unica, generale. Quindi, in concreto? Oltre ad essere cambiate le abitudini

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Alcuni scorci di Castel Mella: via Reccagni (a sinistra), via Torbole (al centro) e il nuovo Municipio (a destra).

alimentari in generale, e il pane ne fa spesso le spese, oggi giorno una famiglia di 4-5 persone compra al massimo 2 pani. Tutto il resto si vende esclusivamente ad assaggi. aMedeO alBerTi (OFFiCiNa MOTOCiCleTTe) via Marconi Anche lei unistituzione di Castel Mella: che cosa cambiato, in paese, dai suoi tempi a oggi? Sono nato qui nel 42 ed ho aperto questofficina nel 67, che rimasta pressoch uguale da allora. Il paese, nel tempo, esploso a livello di popolazione. E secondo lei questo un bene o un male? Per me un male quando i paesi diventano cos grandi. Anche se i servizi si stanno facendo, passare da 3 mila a 11 mila persone non uno scherzo, bisogna continuare a metter mano. Anche la piazza, senza offendere il comune, perch rifarla?. Le tradizioni si sono perse o sopravvivono? Devo dire che non ci sono pi. Nel mio settore ricordo grandi corse in motocicletta il sabato e la domenica, verso la pista di Capriano: io portavo la griglia e preparavamo le salsicce allaperto. Come lavora oggi? Da quattro anni si lavora meno della met: a parte qualche scooter mi dedico alle moto depoca, ma sono gi in pen-

sione da 10 anni, perch la mia una passione. Cosa mi dice della viabilit? Solo questo: anni fa, da Capriano ci mettevo 10 minuti a raggiungere Castel Mella, ora ne impiego 40. aGaTa GNOFFO (la MiCia Bar OSTeria) via Raccagni

VOCE AI PASSANTI
angelo, 53 anni Il fiume Mella riqualificato? Era ora, speriamo che torni come una volta, quando ci facevamo il bagno, e che porti tanta gente per la pesca di cavedani e scardole. Gianna, 46 anni Il paese ha perso un po le sue tradizioni. La festa del loertis molto bella ma recente, ha solo 5-6 anni alberto, 61 anni Campanilismo tra le frazioni? Cera fino a 20-30 anni fa, ora ci consideriamo tutti dello stesso paese. Simone, 36 anni Ci sono stranieri, specialmente pakistani e cinesi: sono tutti grandi lavoratori e brave persone. Umberto, 34 anni Qui si vive bene. Unico appunto le strade disastrate, rotte. Giancarlo, 64 anni Il paese si ingrandito troppo, direi. Basta guardare le nuove costruzioni: mi sembra di tornare ai tempi in cui ero soldato a Bari. Simona, 42 anni La grande distribuzione ci fa comodo, ma a lungo andare danneggia i paesini come questo, facendo scomparire i lavori di una volta.
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Agata Gnoffo.

La vostra attivit nuova? S, abbiamo aperto il 23 settembre scorso. Abitiamo a Flero ma conosciamo bene il paese, mio figlio ha frequentato le scuole a Castel Mella, e devo dire che questavventura cominciata bene. La clientela com? Tolto il bar, frequentato pi dagli anziani, losteria vissuta da molte compagnie giovani e coppiette, non solo del posto, grazie ad un buon passaparola. Com la gente del paese? Molto disponibile, scrupolosa, solerte. Ci hanno accolto bene e devo confessare che mi trasferirei qui subito.

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V IL TRIANGOLO
IAggIO IN PROvINCIA

DELLA BASSA ORIENTALE


Montichiari, Carpendolo e Castiglione delle Stiviere: cos simili, cos diversi.

re vertici, tre paesi in espansione da molti, a ragione, definiti cittadelle , tre punti sulla mappa che dallalto formano un triangolo in cerca dequilibrio. In comune, queste terre in cui si sente lo spartiacque tra campagna, abitato e periferia, hanno la tensione alla crescita, demografica ed economica, pur nel quadro di un clima storicamente avverso ai grandi slanci. Torniamo qui ad un anno di distanza, per scoprire e approfondire.
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di aleSSaNdra TONiZZO

Montichiari con il suo importante nucleo storico, al centro degli oltre 80 km2 di territorio, diviso in 11 frazioni fa scuola, contando che, dal secolo scorso ad oggi, la sua popolazione pi che triplicata. Grandi temi percorrono il paese, primo di tutti quello delle discariche, una spada di Damocle sulla testa dei monteclarensi fin dagli anni 80, quando la costituzione di cave per lestrazione della ghiaia, nella zona a nord-ovest del centro abitato, ne ha favorito l'insediamento per rifiuti di ogni tipologia (urbani, pericolosi, speciali e tossico-

nocivi), per un totale di pi di 10 milioni di m3. Mentre congelato un impianto per la trasformazione dellamianto, il sindaco Elena Zanola commenta che il paese ha gi dato tanto e, avendo a cuore la salubrit della propria terra, sottolinea di non voler rinnegare la vocazione agricola delle aree a ridosso dellaeroporto DAnnunzio, pronto a decollare. Ultimo fra tutti, il recente scandalo tra le colline moreniche del paese, che ha messo in moto nutriti comitati di cittadini, con proteste in piazza a Milano, e scosso le coscienze dei politici: Green

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Hill, il pi grande allevamento dEuropa di cani destinati ai laboratori farmaceutici, unazienda leader che dal 2001 alleva la razza beagle per la vivisezione. Sui colli morenici del Lago di Garda, nel mantovano, Castiglione delle Stiviere, con i suoi 22.000 abitanti, mantiene viva la sua tradizione agricola affianco ad una fiorente intraprendenza nel commercio e nellindustria, con il grande comparto della produzione di collant (Golden Lady, Omsa e un grandissimo indotto) oltre a diverse aziende in campo alimentare, cosmetico e dei tra-

sporti (sul territorio, nomi come Barilla, Amica Chips, Nestl e Wella), punto di riferimento lavorativo per chi, sul lago, termina la stagione estiva nel settore trainante del turismo. Patria della Croce Rossa, nata in seguito alla famosa Battaglia di Solferino, Castiglione ha ottenuto il titolo di citt nel 2001. A met strada tra Brescia e Mantova, sulla riva sinistra del fiume Chiese, Carpendolo si estende su una superficie di 30,14 km, una zona prevalentemente pianeggiante che dedica alla produzione agricola il 75% del territorio comunale: le col-

tivazioni sono costituite principalmente da granturco, utilizzato per lo pi come mangime per bovini, sia da macello che da latte. Ad integrare leconomia, diverse imprese artigiane, a nord e a sud del paese, si sono reinventate dopo la crisi del tessile degli anni 70, coprendo i settori edile, alimentare e metalmeccanico. in corso la costruzione di un biodigestore, impianto del valore di circa 8 milioni di euro, capace di produrre energia elettrica usando come combustibile i rifiuti, sito nella frazione di Lame, segno che il tema ambientale sentito.
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V
PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI
Montichiari

IAggIO IN PROvINCIA

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Per noi che giriamo la Provincia in cerca di storie, di commenti e realt, noi che entriamo in punta di piedi nei paesi per raccontarli con una voce fuoricampo, innegabile sottolineare come questo triangolo sia stato uno zoccolo duro, dove la gente parla a fatica non tanto per timidezza quanto per ritrosia. Montichiari ci ha stupito con i profumi del suo mercato, per i vicoli dal sapore di una volta, per laffiatamento della gente storica, ma anche per la paura liquida degli sguardi che guizzano alla parola inquinamento, persi in unignoranza sul proprio vivere che li confonde e li spaventa, i tanti non so e speriamo come litanie per tornare a lavorare pi duro in attesa del domani. Nel suo centro tentacolare, Montichiari accoglie persone diverse, che vivono vite parallele, molte delle quali, pur essendo porta a porta, sono destinate a non incrociarsi mai. A un anno di distanza, tutto sembra cambiato restando lo stesso, in un turn over frenetico eppure in un qual modo disilluso. A Castiglione, il Duomo, il Castello, pievi e fontane ci hanno trasportato in un clima lento, cullato dallinflusso del lago allombra dei cipressi. Gelosi del proprio territorio, ancorati alla propria privacy, i castiglionesi guardano e passano oltre, sicuri di vivere in un luogo ameno e benestante, perplessi nel ritrovarsi spesso soli in mezzo a tanti. La sensazione di essere di troppo per noi quasi papabile.

Castiglione delle Stiviere

Carpenedolo
Le tradizioni di una volta, la vocazione terriera traspirano a Carpendolo in unatmosfera di convivenza semplice, senza troppe pretese. La sensazione che nel tempo poco sia cambiato, nonostante i centri commerciali, le sfide del contemporaneo, si legge nelle strade, nei volti della gente dallo sguardo ruvido sulla soglia al trattore che percorre lento la via. Per vincere la diffidenza di questa gente bisogna sapersi far amare.

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IAggIO IN PROvINCIA

CI HANNO DETTO
a cura di aleSSaNdra CaSCiO e aleSSaNdra TONiZZO

MoNTICHIARI

MaUriZiO TreCCaNi (Shahi TappeTi) C.so Martiri della Libert

Commercialmente parlando, stata una cosa molto negativa, perch il centro storico morto e la viabilit totalmente cambiata. Chi non trova parcheggio deve rifare il giro della statale Ma penso che la pedonalizzazione delle piazze ormai avvenga in tutti i paesi. rOSaUrO MOraleS (CalZOlaiO) C.so Martiri della Libert

VOCE AI PASSANTI
pietro, 37 anni Linflusso del lago qui si sente, laria pi pulita che altrove. Mi piacerebbe essere altrettanto sicuro dellacqua, per la relazione tra discariche e falde. elena, 46 anni Linserimento dei bambini stranieri, nelle nostre scuole, risente della carenza di fondi da parte del Ministero, che non tiene sufficientemente conto dellalfabetizzazione di questi ragazzi. Ho visto bambini cinesi, alla materna, piangere disperatamente per settimane, per poi tornare a casa. Gianna, 63 anni Preoccupazioni? Le discariche, ovvio. Non ho mai sentito come ora unescalation di malattie strane, in paese: chi garantisce che non ci sia alcuna relazione?. ermanno, 58 anni Montichiari a misura duomo, si fanno delle belle passeggiate, a piedi, con i cani, in bicicletta, c tanto verde e molto territorio. Il parco del Chiese, poi, bellissimo. lina, 40 anni In paese si sta costruendo selvaggiamente. Mi chiedo quante e quali persone debbano venire qui ad abitare.

Com la vivibilit in paese? Montichiari, come molti paesi del bresciano, ha una buona vivibilit. In pi ci sono tutti i servizi a portata di mano, senza doversi spostare a Brescia o Desenzano. Cosa vi preoccupa? Ovviamente le discariche, perch siamo il paese che ne ha di pi in tutta Europa. Conosco casi limite, come chi ha preso casa a Vighizzolo, poi hanno costruito una discarica nei paraggi ed ora venderla per spostarsi altrove pressoch impossibile. Mi parli della piazza, pedonalizzata dal 2004: un bene o un male per il paese?
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Maurizio Treccani.

Rosauro Morales.

Dal Venezuela a Montichiari: per lavoro o per amore? Per amore, e qui mi trovo bene, altrimenti non vivrei a Montichiari da 20 anni. Questo negozio mantiene il sapore di una volta Il laboratorio vero e proprio, dove lavora mio marito, a Ghedi. Qui la gente, di Montichiari e non, viene per piccole riparazioni di scarpe, abbigliamento in pelle, bottoni. E lavorate bene?

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Da quando hanno chiuso la piazza, il lavoro calato quasi del 60%. Un po tutti i commercianti lamentano la morte del centro: c un apri-e-chiudi di negozi continuo, tanto che in zona sono rimasti solo bar. Cos la gente va altrove per le spese. Ha nostalgia casa sua? Sempre, e credo sia normale. Manca la famiglia, che da noi molto allargata, e la solarit della gente. Nonostante tutto, fondamentale rispettare il paese in cui si arriva. Chiara FraNZONi (MaCelleria Verdi paSCOli) C.so Martiri della Libert Il vostro un negozio storico: quali cambiamenti in paese? Le direi invece un punto fermo: la gente, che sempre gentile. Anche le persone di una certa et iniziano ad avere pi fiducia, essere meno scettiche. Parliamo della pedonalizzazione della piazza. Ovvio che qualche disagio lha dato, ma resto dellopinione che se lavori bene ed hai la qualit la gente viene da te, indipendentemente dal parcheggio. Poi non sarebbe ora di abituarsi a fare qualche passo a piedi?.

I servizi in paese ci sono? Tutti: Montichiari una cittadina. Da poco hanno aperto anche una libreria non ricordo il tempo di andare a Brescia, tanto siamo ben serviti. Cosa vi preoccupa? Cosa manca? Linquinamento, per il discorso discariche, un pensiero. E manca un po di sicurezza, parlo di furti. CiNZia FerraNTe (SapOri pUGlieSi) P.za Montichiari

desolazione, sempre vuota, non gira pi nessuno. Prima, il via vai dava qualche problema? Macch, anzi. Io, poi, che vengo dal sud, notavo un bel movimento, anche la sera, mentre ora dispiace vedere la zona spegnersi cos. Come sono i monteclarensi? Un po diffidenti ma molto pi aperti rispetto ad altri paesi vicini. MilVa MaGri (MerCeria aBBiGliaMeNTO) via A. Mazzoldi Lavora qui dal 78: come ha visto cambiare Montichiari? cambiato un po tutto, a partire dalla viabilit. Poi cera molta pi gente che veniva in paese, prima dei centri commerciali. Cosa mi dice delle discariche? Ovviamente sono contraria. Poi mi chiedo: a Montichiari ci sono molti casi di tumore, chi sa se sono collegati a questa realt. E delle costruzioni edilizie? Beh, hanno costruito veramente dappertutto. Ce ne sar davvero bisogno?.

Cinzia Ferrante.

Avete aperto in piazza da 6 mesi: come sta andando? Riusciamo ad andare avanti, ma ci sono delle difficolt. Prima la piazza era aperta, cera pi passaggio, mentre ora una

ELENA ZANOLA, SINDACO DI MONTICHIARI


discariche, inquinamento e crescente preoccupazione per malattie ad esse riconducibili, che ne pensa? Non devesserci alcun timore. Le nostre falde non sono inquinate: lo dicono le annuali indagini epidemiologiche dellAsl, da me richieste e puntualmente eseguite. Gli innovativi impianti di smaltimento dei rifiuti raccolgono il percolato in profondit per trasportarlo senza rischi al depuratore di Brescia. Per quanto riguarda poi la salubrit dellaria: il territorio di Montichiari mezzo chilometro quadrato pi grande di quello di Brescia, ma al 90% pi verde. La nostra amministazione ha piantumato nel corso degli anni pi di 30.000 alberi, senza considerare che la coltivazione del mais concorre grandemente alla produzione di ossigeno. Si ottenuto di non realizzare limpianto di trasformazione dellamianto, ma ancora aperta la battaglia per ottenere il riconoscimento da parte di Provincia e Regione del fatto che Montichiari, in termini di discariche, ha gi dato abbastanza. Qualcuno lamenta la scarsa manutenzione delle strade e il fatto che il Comune faccia poco per proporre e sostenere iniziative per un centro che sta morendo. Respingo ogni accusa. Le nostre strade sono splendide. Quello che era un serio problema dieci anni fa, oggi solo un ricordo proprio in ragione del nostro costante impegno a realizzare nuovi manti, piste ciclabili, paracarri e marciapiedi. Il nostro centro storico, poi, un piccolo gioiello, dove largo spazio dato alla cultura e agli eventi certo, qualcuno potrebbe obbiettare che si pu far di pi, ma forse non sa che, con la nuova finanziaria, lo Stato ci ha tagliato ben l80% dei fondi da destinare a questo fine. il palageorge trover a breve la partnership auspicata? Le proposte sinora pervenute sono

circa una decina ma nessuna davvero soddisfacente. A breve riqualificheremo tutto limpianto sportivo che, con il palazzetto del ghiaccio, riprender a vivere e ad offrire eventi, nellattesa che qualche squadra di serie A di volley o basket bussi alla nostra porta. Solo in questo caso, infatti, potr esservi la sicurezza che i conti tornino altrimenti le spese di gestione potrebbero superare le entrate. Sergio Masini
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CaTeriNa BellUCCO (aBBiGliaMeNTO) Com andato il 2010? Bene. La nostra attivit presente dal 1953 e sicuramente rispetto agli anni 90 si fa pi fatica perch bisogna impegnare pi tempo per soddisfare le esigenze della clientela. Cosa migliorerebbe nel suo paese? Molte cose, a partire dai parcheggi, dallarredo urbano e dallilluminazione pubblica che cos dagli anni 60-70. SereNa lUCia (la padaNa laMpadari) La modifica al PGT del vostro paese prevede lapertura di un nuovo centro commerciale, crede che le piccole botteghe ne risentiranno? Il lavoro quello che , di soldi oggi ne girano meno. Qui di supermercati ce ne sono tanti e credo che in questo modo alcune attivit saranno destinate a scomparire. Crede che linsediamento del nuovo biodigestore comporter dei problemi a livello ambientale? Allinquinamento ci siamo gi abituati, per per esprimere un parere in merito aspetto che sia in funzione.

CARPENEDoLo

GeNNJ ViaNelli (The red liON iriSh pUB)

Come funziona qui la raccolta differenziata? Siamo noi negozianti a portar via separatamente cartone, plastica e vetro, il resto lo passano a ritirare. Attualmente la tassa dei rifiuti molto alta. Il problema della sicurezza ancora molto sentito? Il problema degli extracomunitari che spacciano (1/4 della popolazione) molto sentito. Le forze dellordine faticano a contenere questo problema. Ferrari dONaTella (ediCOla) Che cosa ne pensa del nuovo PGT che prevede lapertura di un nuovo centro commerciale? Pu essere interessante, non credo possa essere un problema per i negozi perch ci sono gi stati dei disagi con i vecchi centri commerciali. favorevole al biodigestore che sorger in frazione Lame? Non me ne faccio unopinione. Lidea buona perch oggi la raccolta porta a porta funziona male, per dipende da come sar strutturato e gestito.

VOCE AI PASSANTI
Marta, 26 anni Carpenedolo diventato un paese dormitorio, qui i giovani comprano casa perch costa meno che in altri posti. luigi, 43 anni un bel posto, tranquillo, qui non ho mai avuto problemi. Nicola, 52 anni Le manifestazioni che organizzano in paese sono bellissime, sono contento di far parte di questa comunit.
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Gennj Vianelli.

Pensa che lapertura di un nuovo centro commerciale possa nuocere alla sua attivit? Non credo, perch ho una clientela mista e fissa. Nonostante la crisi, lanno scorso stato un buon anno.

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V
GIANNI DESENZANI, SINDACO DI CARPENEDOLO
Un centro commerciale previsto nel nuovo pGT: comporter problemi ai piccoli commercianti? Per ora ci stato solo richiesto un parere preventivo alla realizzazione di una struttura di vendita mediopiccola, dunque non il caso di fare allarmismi. lanno scorso ci aveva confermato la necessit di provvedere allincremento dellilluminazione ma, sembra, poco sia stato fatto in merito vero, i cittadini hanno ragione a lamentarsene. Il dovuto non stato fatto, ma a causa del Patto di stabilit e della sensibile riduzione delle entrate nelle casse del Comune. In pi si da poco provveduto a siglare un accordo con Garda Uno per un digestore (un impianto di bio-gas per la valorizzazione dei rifiuti) che sfrutti lumido che verr raccolto gratuitamente porta a porta e gli sfalci derba: un intervento verde da pi di un milione e mezzo di euro che impegna detta societ a riqualificare per contro lilluminazione pubblica su tutto il territorio. questo un accordo sicuramente molto vantaggioso per tutti che ci permetter fra non molto (i lavori partiranno in autunno) di soddisfare le richieste dei cittadini. il mercato trover a breve sede definitiva? Sono conscio che dov adesso arreca notevoli disagi soprattutto alla viabilit e sicuramente deve essergli trovata unaltra sede. Stiamo cercando di costruire una proposta che piaccia a tutti, anche agli stessi esercenti che, invece, trovano lattuale zona molto vantaggiosa per gli affari, in questi momenti difficili cosa rara. Ci hanno parlato di qualche problema di sicurezza

IAggIO IN PROvINCIA

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La nostra polizia municipale, in sinergia con altre forze dellordine, opera costanti controlli e recentemente sono stati eseguiti alcuni importanti arresti. Stiamo mantenendo alta lattenzione soprattutto per prevenire il pi possibile fenomeni di spaccio e di abusivismo lavorativo spesso, purtroppo, favorito da prestanome o imprenditori locali. Sergio Masini

CASTIGLIoNE DELLE STIVIERE

Nadia perGheM e daNia CaSarOTTO (FiOr haBiTaT - FiOriSTa)

Dania Casarotto.

migliorata la situazione del centro storico? In centro, da anni non ci sono pi attivit. La zona invasa dagli extracomunitari che tutto sommato sono riusciti ad integrarsi nella nostra societ. Lanno scorso il sindaco ci aveva detto che tra le priorit dellamministra-

s
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Expo 2011

Comune di Padenghe sul Garda

20 - 21 - 22 Maggio

...sta crescendo!

padengheverde.it

mcpersonproject.it

LExpo Gardesana delle architetture del verde e del florovivaismo...

zione comunale cera quella della costruzione di una scuola materna. A che punto sono i lavori? I lavori non sono ancora iniziati a causa della bonifica della zona. La prima pietra dovrebbe essere posta entro fine anno. Cosa manca a Castiglione? Le manifestazioni che sicuramente invoglierebbero i castiglionesi a rimanere in paese. Oggi durante il week-end tutti si spostano al lago. MONiCa Verri (NeGOZiO di SCarpe) Via Zanardelli Ci descriva la situazione del centro. Prima il centro era pieno di negozi, ora hanno chiuso tutti per via del centro commerciale. La situazione difficile perch non si riesce a far partire niente. Quali sono le maggiori difficolt che riscontra in paese? Qui non ci sono punti di ritrovo, n

forme di aggregazione per la popolazione. Cosa proporrebbe per rilanciare il paese? Sarebbe bello se organizzassero delle manifestazioni come quella che stata organizzata lanno scorso al Parco Pastore. Il connubio cibo-buona musica attira sempre.

IAggIO IN PROvINCIA

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S, ci stiamo unendo per costituire un gruppo che rilanci il centro e far sentire al cittadino la nostra presenza.

VOCE AI PASSANTI
Gianfranco, 40 anni La situazione qui in paese non delle migliori, hanno chiuso il 20% delle fabbriche. C gente che non riesce ad arrivare a fine mese. loredana, 68 anni Qui si vive bene, non c brutalit. Posso dire con certezza che gli extracomunitari sono abbastanza integrati, ormai non ci facciamo pi caso. Sonia, 36 anni Castiglione ha tante ricchezze che non vengono valorizzate, peccato che lamministrazione comunale non se ne renda conto.

eMaNUela BONTeMpi (da Chiara NON SOlO FrUTTa - aliMeNTari) Com cambiata la situazione rispetto lanno scorso? Nel commercio c pi calma. venuto a mancare lagio di una volta e i soldi circolano di meno. Il problema parcheggi nel centro storico si risolto? Sono stati aggiunti dei parcheggi e ora i vigili sono pi tolleranti con i nostri fornitori per il carico-scarico merci. I commercianti stanno facendo qualcosa per rilanciare il centro?

FABRIZIO PAGANELLA, SINDACO DI CASTIGLIONE DELLE STIVIERE


Nuova scuola materna: quali i motivi del ritardo per la sua realizzazione? Lattesa stata motivata dallaccertamento di un modesto inquinamento nellarea prescelta (occupata da Butangas prima e Italgas poi), dalle dovute analisi dell'Arpa sullo stato di terreno e sottostante falda e dai tempi necessari alla bonifica. Ora i lavori sono ripresi e la loro conclusione prevista entro il 2012. alcuni lamentano una flessione commerciale, soprattutto in centro storico? Cosa fa il Comune al riguardo? Che vi sia un calo di presenze commerciali in centro storico non corrisponde al vero: dallottobre 2010 ad oggi si registrata l'apertura di ben 16 nuovi esercizi in tutto il territorio comunale, compresi 4 proprio nel centro a fronte di 5 chiusure. Per incrementare questa tendenza il Comune ha pubblicato un bando, aperto sino al 30 settembre 2011, con importanti agevolazioni. Abbiamo inoltre disposto lesenzione dalla tassa di occupazione di suolo ed aree pubbliche per due anni e agevolazioni per incentivare il riuso di locali di piccole dimensioni in centro storico. Quanto incide la scarsa presenza di occasioni e luoghi di socializzazione per il rilancio? In realt le manifestazioni sono enormemente aumentate. Penso invece che dobbiamo migliorare l'ospitalit e l'accoglienza: a Castiglione difficilmente si trova un ristorante a un prezzo abbordabile o alberghi sufficientemente capienti. Si accusa lamministarzione di fare poco, ma da tempo immemorabile il Comune provvede, per esempio, ad allestire a spese proprie le luminarie e gli addobbi natalizi. Nonostante si sia cercata qualche forma di collaborazione con singoli o categorie il risultato stato deludente. a fronte di un anno trascorso alcune criticit sembrano essere state sanate (per esempio il problema parcheggi), ma resta alta la preoccupazione per la chiusura di alcune fabbriche, d'accordo? No, non si sono registrate chiusure daziende di qualche rilevanza dal punto di vista occupazionale, ed anzi sono prossimi due nuovi insediamen-

ti di medie dimensioni e ampliamenti di plessi industriali esistenti. Certo la situazione generale quella di una crisi economica grave e strutturale, con riflessi pesanti sull'occupazione, e nessun comune ne completamentre esente. Sergio Masini
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in evidenza

i NOSTri MalGheSi
la NOSTra MONTaGNa
sudore: il latte. Stiamo parlando di figure particolari che non hanno seguito il mutamento di una societ ma hanno saputo restare legate al semplice esistere della natura e delle stagioni. Sono loro che conferiscono il latte prodotto negli alpeggi e nelle stalle al Cissva, il Caseificio Sociale di valle Camonica e del Sebino. La magia che se pur ognuno di loro appare custode di un pezzo di montagna, vivendo unapparente solitudine, insieme diventano grandi e significativi quando, se si usa il cuore, si riesce a immaginarli nel prodotto finito, i formaggi che la Cissva produce. I malghesi del Cissva si possono incontrare allinterno di un territorio che partendo dal Lago dIseo arriva fino al ghiacciaio del gruppo Adamello, il pi vasto ghiacciaio italiano, teatro della Grande Guerra Bianca. Montagne e valli da scoprire e da gustare percorrendo meravigliosi sentieri in mezzo a una natura splendida. Nellentroterra del Sebino orientale, a poca distanza dalle zone pi rinomate della riviera, si snoda il percorso dellAntica Via Valeriana sconosciuta ai pi, che coniuga la ricchezza delle testimonianze storico-artistiche con la bellezza dei paesaggi dove la natura ancora protagonista assoluta. Oltrepassato Pisogne si apre davanti a noi limmenso territorio della Valle Camonica, il suo profumo lo si respira nei fiori e nellerba delle sue valli e delle sue malghe. La sua storia con forza presente nella forza dei magli spinti dallacqua che scorre nel borgo di Bienno, uno dei pi belli dItalia. Se

a terra ha sempre segnato la vita delluomo. La montagna ha nel suo grembo la storia di persone che senza riflettori puntati lavorano con il capo chino e con il volto segnato dal tempo, dal freddo e dal sole. Con un semplice sorriso sanno donare larmonia delle piccole cose come offrire un pezzo di formaggio. Accompagnati dal loro cane seguono il ritmo naturale delle loro bestie per raccogliere il frutto quotidiano di tanto
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Giancarlo Panteghini, allevatore, presidente del Cissva.

si chiudono gli occhi e si segue il rumore dei campanacci delle mucche al pascolo, ci si ritrova immersi in mondi ricchi di cultura storia e natura. A Capo di Ponte, nel cuore della Valle Camonica, dove un masso pu parlare e raccontare la storia pi antica attraverso le famose Incisoni Rupestri, ha sede la Cissva che sa raccontare di 100 famiglie che producono il latte ogni giorno e con impegno riesce a dare il senso vero alle cose. Giancarlo Panteghini, allevatore, presidente del Cissva, custodisce nel suo cuore i nomi di tutti i malghesi che come lui credono nei prodotti che nascono non per caso ma per passione e amore. Produrre un latte importante per un prodotto sano e genuino ha costituito il vero motivo che ha visto nascere nel 1982 il Caseificio Sociale del Sebino e della Valle Camonica. La Cooperativa con professionalit organizza lattivit di raccolta e di trasformazione in prodotti caseari del latte proveniente dallagricoltura del bacino camuno-sebino favorendo cos lintegrazione del reddito delle famiglie

contadine. Tale finalit economica ne nasconde unaltra di tipo sociale, altrettanto importante: il mantenimento delleconomia agricola montana, tanto importante per le valli bresciane sia dal punto di vista ambientale che turistico. Oggi il Cissva, oltre al latte UHT Sebino, propone una gamma di formaggi unici nel loro genere e di alta qualit, legati alle origini e alle tradizioni del territorio: la Rosa Camuna, il Casolet, il Silter, le formagelle Cuor di Valle, Nostrano, Casatta, i piccoli Cuore e Sedinella e le ultime nate Rustichella e Grassina.

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TU E IL FISCO
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FEDERALISMO

BASTA SLOGAN, SERVONO I COSTI STANDARD

approvazione del decreto sul federalismo fiscale municipale un ulteriore passo sulla via della riforma cui tutti guardiamo ormai come ultima speranza per costruire un rapporto meno malato tra Stato e cittadino e per avviare un processo virtuoso dei conti pubblici. In verit, il vero nodo la definizione e quantificazione dei costi e dei fabbisogni standard. Senza questa risposta, non avremo nessun federalismo fiscale capace di assicurare meno sprechi e meno tasse, ma soltanto lennesima riformicchia, con la quale si sar soltanto cambiato il nome a qualche imposta nellinvarianza di gettito complessivo e modificati modalit e criteri di redistribuzione territoriale nellinvarianza di quota delle entrate fiscali complessivamente attribuita a Regioni ed enti locali. Insomma: film gi visti. Perch allora non si parte dal cuore del problema e si sceglie invece di partire dalla cornice? Le possibili risposte sono molte e facilmente intuibili; ma, da ottimisti, possiamo anche pensare che si tratti di una strategia che mira a portare talmente vicini al traguardo finale da rendere pi ardua qualsivoglia marcia indietro quando si arriver ad affrontare il vero nocciolo della questione, ossia

stabilire cosa sia spesa (e, come tale, da perequare laddove manchino risorse adeguate) e cosa sia spreco (e, come tale, finanziabile solo da chi cos furbo da continuare a votare coloro che lo commettono). In tutto questo c, per, un aspetto che oggettivamente lascia perplessi: il famoso pago, vedo, voto che, sulle orme storiche del ben pi famoso veni, vidi, vici, stato evocato dal ministro dellEconomia, con tanto di schematizzazioni grafiche alla lavagna, per spiegare perch il federalismo fiscale una garanzia di successo. Lascia perplessi innanzitutto perch, se la parte assolutamente prevalente della fiscalit propria dei Comuni viene assicurata dal gettito degli immobili (con giusta esenzione della casa di abitazione), la perfetta applicazione del principio preclusa a priori: se fai votare i cittadini in base a dove risiedono, anzich in base a dove possiedono gli immobili ulteriori alla prima casa, pu accadere che in quel Comune vedono e votano, ma non pagano; se fai invece votare i cittadini in base a dove possiedono gli immobili, pu accadere che in quel Comune votano e pagano, ma non vedono. Lascia ancora pi perplessi il fatto che nessuno spiega come mai si ritenga che questo geniale slogan possa funzionare benissimo con riguardo alle

elezioni dei Consigli e delle giunte degli enti locali e delle Regioni, nonostante non abbia mai funzionato con riguardo alle elezioni del Parlamento e del Governo. vero che in Italia, quando si tratta di votare, siamo tutti affetti da una notevole miopia (oltre che da un accorciamento patologico della memoria), ma possibile che sia questo il motivo per cui, ricalibrato questo ragionamento su Roma, si dia per scontato che pur pagando e votando noi non si veda, n si abbia mai visto nulla? La verit che uno dei tasselli fondamentali del federalismo fiscale, oltre alla determinazione dei costi e dei fabbisogni standard, la previsione di regole rigorose che determinino lineleggibilit a qualsivoglia carica da parte di coloro che portano le realt da essi amministrate al disequilibrio finanziario. Altrimenti, c poco da votare in un clima di alternanza tra chi ti frega da destra e chi ti frega da sinistra, sereno del fatto che tanto da l lelettore deve presto o tardi ripassare. A mio avviso, senza misure di questo tipo, anche il federalismo fiscale potr fare ben poco per rendere meno attraente di quanto non sia ora un altro tipo di slogan per tantissimi cittadini onesti di questo Paese: vedo, pago e la domenica vado al mare.

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TTUALIT

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PENSIERI SPARSI IN FAVORE


Comprendere il vantaggio di conciliare consentir di superare anche le imperfezioni della legge.
di SilVia ValeNTiNi Avvocato del Foro di Brescia

CONCILIAZIONE
e con successo crescente. Una rivoluzione copernicana nel sistema civilistico di composizione dei conflitti, fortemente osteggiato da buona parte dei colleghi avvocati che sono scesi in piazza ed hanno scioperato deducendone molte incongruenze ed alcune eccezioni di incostituzionalit. Personalmente non ci vedo nulla di catastrofico, anzi, trovo che sia unopportunit di occupazione per tutti quelli che sapranno cavalcare londa del cambiamento e per le migliaia di laureati in giurisprudenza e materie affini che si riversano nel mondo del lavoro con esiti infausti. Indubbio poi, a mio parere, leffetto snellente sullimmenso arretrato della giustizia italiana, con o senza la collaborazione degli avvocati, perch saranno i clienti a chiedere di poter usufruire di questa opportunit magari rinunciando alla pretesa di far valere la logica della ragione e del torto e perseguendo invece quellinteresse comune che pu portare ad una solu-

o scorso 20 di marzo, ha preso il via la macchina operativa della cosiddetta Mediaconciliazione, istituto ampiamente utilizzato nei Paesi anglosassoni, sotto il nome di Adr (Alternative Despute Resolution), sinonimo di modelli di celerit della giustizia, gi in atto in Italia da alcuni anni in relazione a materie particolari

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TTUALIT

Un'opportunit di occupazione per le migliaia di laureati che si riversano nel mondo del lavoro con esiti infausti.
che di regolarlo con un accordo, attraverso la negoziazione, la mediazione e la conciliazione; imposto (cio aggiudicativo) nel quale le parti delegano ad un terzo la decisione del conflitto attraverso il giudizio e larbitrato. Il legislatore attuale, con il decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28 sulla mediazione finalizzata alla conciliazione ha proposto una soluzione ibrida prevalentemente di ordine negoziale, cos come peraltro faceva gi il Codice di Commercio del 1865 che prevedeva in apertura ben venti articoli sulla conciliazione ed arbitrato. Il decreto, entrato in vigore il 20 marzo impone un obbligo di informativa per i legali e per tutti quelli che si occupano di contenziosi. Si dovr informare linteressato che esiste una nuova opportunit, una procedura (la mediazione) finalizzata alla conciliazione (ossia ad un accordo) per le controversie civili e commerciali e che in determinate materie la mediazione obbligatoria e costituisce pertanto condizione di procedibilit di un eventuale successivo giudizio. Ma non solo. Il giudice in qualunque fase del processo potr invitare le parti ad andare in mediazione con conseguente differimento del giudizio. I contratti tra privati oppure gli statuti delle societ o ancora gli atti costitutivi degli Enti potranno prevedere una clausola di conciliazione: in tal caso la procedura di mediazione sar obbligatoria per i sottoscriventi. Chi non parteciper senza giustificato motivo alla procedura di mediazione, nei casi in cui essa diverr obbligatoria potr vedere sanzionata tale omissione: in un futuro giudizio il Giudice potr, infatti, desumere argomenti di prova da detta mancata partecipazione. Potr in ultimo accadere che una volta esercitata lazione

zione inaspettata e inattesa alla lite. Una nuova sfida, quindi, per gli avvocati del terzo millennio, gi chiamati a confrontarsi con sempre nuove realt professionali che a volte hanno del fantascientifico come il mediatore avatar per le e-dispute sul web, una specie di arbitro virtuale (robot agent) che dopo aver memorizzato le informazioni in chat o videoconferenza propone una soluzione che tenga conto di tutti gli interessi in gioco. Ma vediamo in sintesi come strutturata la nuova disciplina della Conciliazione (di cui la mediazione, mutuando il termine francese mediation, ne costituisce il risultato finale positivo).
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la GeSTiONe del CONFliTTO Il conflitto un elemento fisiologico di qualunque societ. Di per s non n positivo, n negativo. Possiamo dire che elemento fisiologico, in quanto discende dal fatto che gli uomini sono tra loro differenti e che quindi, il pi delle volte, anche se parlano il medesimo linguaggio, fanno fatica a comprendersi o si comprendono solo in parte o addirittura non si comprendono affatto. Positiva o negativa soltanto la modalit di gestione del conflitto, attraverso sostanzialmente due ordini di sistemi: negoziale (quindi facoltativo, tipico dei paesi di common law) nel quale le parti decidono

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di classe prevista dal codice del consumo si arrivi ad una conciliazione cui possono aderire i consumatori. Urge pertanto la necessit di conoscere e di confrontarsi sullo strumento. la prOCedUra di MediaZiONe La procedura di mediazione utilizzabile in tutti i casi in cui i diritti sono disponibili. Ma non si limita a prendere in considerazione i soli diritti, si occupa anche degli interessi, dei bisogni e dei valori, ossia quegli elementi che non sono separabili dagli individui e che spesso i sistemi di ordine imposto non considerano. La procedura di mediazione particolarmente indicata quando le parti vogliono comporre velocemente la loro controversia, evitare i costi di una lite, mantenere il controllo sulla risoluzione della loro questione, preservare o restaurare i loro rapporti (amicizia, lavoro, ecc.), mantenere la riservatezza sul conflitto. veloce: il nuovo decreto prevede un termine di quattro mesi entro il quale si deve esaurire con un accordo o senza. economica: ad entrambe le parti si richiede di pagare anticipatamente soltanto una somma prevista da un tariffario in base al valore della controversia, indipendentemente da quanto durer la procedura e da quanti saranno gli incontri con il mediatore. La nuova mediazione incentivata: chi vi partecipa ha un credito di imposta sino a 500 euro se concilia e sino a 250 euro se non concilia. Il verbale di accordo esente dallimposta di bollo e da quella di registro sino a 50.000 euro. Chi pu fruire del patrocinio a spese dello stato (reddito inferiore a 10.628,16 euro), sar esentato anche dal pagamento dellindennit di mediazione, qualora la controversia riguardi uno dei casi in cui la mediazione obbligatoria per legge. La domanda di mediazione pu essere presentata
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Il conflitto un elemento fisiologico di qualunque societ. Non n positivo, n negativo.

congiuntamente o da una parte sola allOrganismo prescelto: in questo caso la Segreteria contatter laltra parte. Lincontro di mediazione in genere si tiene in una sola giornata. Le regole di svolgimento dellincontro sono stabilite nel Regolamento dellOrganismo prescelto: normalmente sono previste fasi in cui il mediatore incontra le parti congiuntamente e fasi in cui le incontra separatamente. Il mediatore un esperto di tecniche di comunicazione e di linguaggio del corpo: sua unica funzione quella di facilitare la comunicazione tra i partecipanti alla mediazione. Non prende quindi alcuna decisione se non quelle di procedura, e solo al fine di rendere pi efficace la comunicazione tra i partecipanti alla procedura. Il mediatore un terzo neutrale e imparziale: cio indifferente allesito della mediazione e non parteggia per alcuna parte, non pu dare consigli, valutazioni o giudizi di sorta alcuna. Ed vincolato alla riservatezza. Non nemmeno arbitro o giudice: quindi non emette lodi arbitrali o sentenze. Il mediatore non legato alle parti da rapporti di lavoro o da altro tipo di rapporti e per due anni non pu lavorare con le parti come avvocato o consulente. La conciliazione volontaria: le parti possono lasciare la procedura in qualunque momento senza pregiudizio alcuno ed alla fine dellincontro possono conciliare la controversia oppure non conciliarla: sono soltanto obbligate, per determinate materie, a partecipare alla procedura di conciliazione, ma non certo a conciliare. La conciliazione una procedura riservata (e confidenziale in alcuni momenti) per legge: allinizio della procedura i partecipanti, compreso il mediatore, firmano anche un modulo con cui si impegnano a non divulgare le dichiarazioni e le informazioni che emergono durante la procedura.

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Con il cambiamento normativo, avr un ruolo sempre pi importante il Mediatore Civile, una figura altamente specializzata, imparziale e neutrale, in grado di gestire efficacemente il contenzioso attraverso le pi moderne tecniche di negoziazione e di facilitare laccordo tra le parti orientandole verso la soluzione ottimale. Per poter svolgere questa funzione, richiesta una formazione specifica, a integrazione della propria preparazione professionale. Si consegue un titolo legalmente riconosciuto dal Ministero della Giustizia.

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Il contenuto delle dichiarazioni e delle informazioni non pu essere oggetto di deposizione testimoniale o di giuramento decisorio; il mediatore non pu essere chiamato a testimoniare in giudizio dalle parti sui contenuti delle dichiarazioni o informazioni acquisite durante la procedura. Il procedimento di mediazione non impedisce in alcun modo laccesso alla giustizia o allarbitrato: dal momento in cui la segreteria comunica la domanda di mediazione alle altre parti viene interrotta la prescrizione ed impedita la decadenza. Se le parti si accordano, firmeranno un verbale a cui verr allegato laccordo. Se laccordo non verr rispettato, ciascuna parte potr chiedere al Presidente del Tribunale, nel cui circondario ha sede lOrganismo, lomologazione del verbale che diverr titolo esecutivo per lespropriazione, per lesecuzione specifica e costituir titolo per iscrivere ipoteca giudiziale. Se le parti non si accordano, ci sono tre possibili conseguenze: finisce il procedimento di mediazione e le parti sono libere di procedere come credono, anche con strumenti di ordine imposto; le parti potranno chiedere al Mediatore di redigere una proposta che obbligatoria; il Mediatore pu ritenere di avere gli elementi per effettuare la proposta. Se viene fatta la proposta, questa verr comunicata alle parti per iscritto e le parti avranno sette giorni per aderire. Condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, affitto di azienda risarcimento del danno da responsabilit medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicit, contratti assicurativi, bancari e finanziari, sono le materie per le quali prevista la mediazione obbligatoria. In materia condominiale e in tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti lentrata in vigore stata prorogata di un anno. Gli Organismi di Conciliazione sono stati istituiti presso i Tribunali, i Consigli degli Ordini o Collegi professionali e presso le Camere di Commercio.

Lordine Avvocati di Brescia stato fra i primi in Italia ad attivarne uno allinterno del Palagiustizia, dove operano mediatori appartenenti allordine forense con almeno tre anni di iscrizione allalbo avvocati. Va rilevato infine come, in caso di mancato accordo e qualora venga instaurato un giudizio se la decisione si identificher interamente con la proposta (ipotesi peraltro assai rara), il Giudice escluder comunque il vincitore dalla ripetizione delle spese, lo condanner a pagare le spese di giudizio del perdente, nonch al versamento allentrata del bilancio dello Stato di unulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto. Se invece non ci sar totale identit tra sentenza e proposta, ove ricorrano gravi ed eccezionali ragioni, il Giudice potr addossare al vincitore le spese della mediazione, adducendo naturalmente le ragioni in sentenza. lidea del leGiSlaTOre: iNFONdere UNa CUlTUra della CONCiliaZiONe Contro questa normativa si sono solle-

vati in molti, avvocati, giudici di pace, ordini, associazioni di magistrati piace poco anche ai conciliatori, perch si andati a creare un istituto ibrido. Da avvocato posso comprendere le perplessit, la necessit di aggiustamenti, il timore del cambiamento, ma vorrei comunque andare oltre i miei stessi limiti e la mia forma mentis legati ad un percorso di studi, una professione, un ambiente sociale e vedere in questa innovazione una grande possibilit. A mio parere non solo conciliare conviene, ma funziona! E lo dimostrano le statistiche. Anche quelle della giustizia ordinaria dove la maggior parte delle cause intraprese si concludono per effetto di transazione. La conciliazione, che ha ispirato la legge che tanto ci fa discutere, esisteva gi. Proviamo a partire da quel principio ispiratore per vedere se davvero stato totalmente inutile metterlo in una legge e innalzarlo al rango istituzionale. Come ho gi scritto, la conciliazione era/ un modo diverso di concepire la giustizia. Nella conciliazione ci sono due persone contro il problema, non luno contro laltro. La conciliazione coinvolge le parti pro-

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A
prio nella soluzione di quel problema, stimolando la collaborazione reciproca alla ricerca di una soluzione condivisa e permettendo alle stesse di imparare e comprendersi. Nella conciliazione le parti comunicano in modo autentico e vero e si liberano da ansia e stress emotivo. Il conciliatore sa come estrapolare la positivit e lenergia creativa che insita nel conflitto. A differenza di quello che avviene in un giudizio ordinario, dove le parti perdono il controllo della procedura e la lasciano a un terzo, sia esso giudice o arbitro. In conciliazione tutto incentrato sulla gestione del conflitto con dinamiche collaborative tra le parti alla presenza del conciliatore. Lottica processuale classica, sebbene miri alla ricerca della giustizia tra le parti in causa, svilisce la forza e il ruolo che le parti stesse dovrebbero avere nellambito della disputa, in quanto lascia spazio ai reali protagonisti delle scelte processuali che sono, da un lato i legali delle parti, che mirano a ricercare la migliore difesa per il proprio cliente e dallaltro, il giudice che deve decidere quale sia la giustizia (processuale). Inoltre, il giudizio ordinario un processo documentale e non c molto spazio per la comunicazione e il dialogo tra le parti, tanto meno per elementi quali emozioni, sensazioni, alternative, soluzioni miranti alla soddisfazione degli interessi. Queste mancanze sono recuperate nel procedimento conciliativo nel quale le parti sono protagoniste assolute, operando il conciliatore un ruolo di raccordo e di contenimento, ma rimanendo volutamente lontano dalle trattative e uscendo per cos dire allo scoperto solo nei momenti necessari. A me il principio pare ottimo: gestiamo in modo positivo i conflitti con soddisfazione delle parti. La conciliazione diventa quindi uno strumento per la composizione autonoma delle controversie con unelevata risonanza di tipo socio-economico, in quanto consente la pacificazione, il mantenimento dei rapporti e della collaborazione futura tra le parti, la serenit e sicurezza per le stesse di aver ottenuto, proprio perch sono state loro a decidere, il massimo di soddisfazione possibile con il minimo di spreco. Qualcuno, il legislatore, ha pensato che questa cosa fosse risolutiva, ha pensato di inserirla nel nostro ordinamento giuridico. Che poi funzioni anche nella pratica molto dipender, a mio parere, anche da noi addetti ai lavori, che, oggi pi che mai, siamo chiamati ad abbandonare gli interessi di categoria e ad abbracciare il nuovo. Se un legale presenta la possibilit di conciliare come un inutile formalismo e perdita di tempo indubbio che il

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la conciliazione uno strumento per la composizione autonoma delle controversie, che consente la pacificazione, il massimo di soddisfazione possibile con il minimo di spreco.
cliente non si presenter in conciliazione con lo spirito giusto e collaborativo necessario o addirittura potr essere strumentalizzata strategicamente. Pensiamo invece a quel legale che illustra al proprio assistito unalternativa valida, efficace e gli fa capire i vantaggi di una conciliazione ispirandosi proprio al principio di una giustizia non processuale ma alternativa, personale che risultato si potr ottenere? Di cer-

to io credo qualcosa di buono per s e per la sua professionalit! Inoltre, non dimentichiamo come nel processo ordinario, spesso anche la parte vittoriosa deve per cos dire accontentarsi della vittoria che le attribuisce lautorit giudicante, non potendo chiedere di pi o diversamente da quanto sancito e rischia di rimanere comunque insoddisfatta della decisione che lo riguarda. In conciliazione questo non avviene perch ispirata al paradigma cooperativo del negoziato tra le parti e non pu che dare come risultato il cosiddetto Win to Win! Vista cos la conciliazione non poi cos inutile. Una legge che imponga alle parti di provarci non una cosa cos sbagliata, anche se un paradosso che la conciliazione, che mette in primo piano la volont delle parti, venga imposta anche se per alcune materie. Ci sono aggiustamenti procedurali da mettere in atto con la pratica, ci sono perplessit in ordine all'effettivo sgravio del sistema giudiziario ed ai costi della procedura stessa, ma, come ha sottolineato il Presidente del nostro Ordine, lavvocato Vanni Barzellotti, occorre abbandonare atteggiamenti di pregiudiziale ostilit e diventare componente utile con un ruolo sociale attivo. Diamo quindi fiducia, noi per primi, a questa legge e, soprattutto, iniziamo a diffondere una cultura positiva della conciliazione. Se le parti comprenderanno davvero il vantaggio di conciliare, allora si supereranno anche le imperfezioni della legge e a mio parere anche gli avvocati ne trarranno quei benefici a livello di etica professionale che ora, terrorizzati dal nuovo che avanza, questo sconosciuto faticano ad intravedere.

CI SONO ANCHE DEI VANTAGGI FISCALI


Alle parti che corrispondono lindennit ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito dimposta commisurato allindennit stessa, fino a concorrenza di euro cinquecento, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito dimposta ridotto della met (D. lgs. n. 28/2010, art. 20, 1 comma)

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OST-IT

Pelo e
di iMManU
immanuel

eL

@dodicimesi.com

CONFiNdUSTria SBarCa iN BOSNia erZeGOViNa


Lo abbiamo appreso nei giorni scorsi, con compiacimento, con stupore, con apprensione. Con compiacimento, perch da tempo a Brescia non cera nulla di nuovo. E se vero che questa novit non viene da Brescia, bens dai Balcani, anche vero che nasce per mani bresciane, e questo un fatto positivo, da qualsiasi parte lo si guardi. Con stupore, perch non se ne era percepito alcun sentore, come di solito avviene in queste situazioni, in cui nasce unorganizzazione importante, di grandi tradizioni, come Confindustria, per coinvolgere ampi interessi dellItalia e della Bosnia, anzi dellintera regione dei Balcani. un buon segnale, in tempi di grancasse senza costrutto. Ma un fondo di apprensione rimane, e per due ordini di ragioni. Il primo costituito dal fatto che un numero sempre maggiore di aziende italiane va allestero. Possibile che non si riesca a fare proprio nulla per tenerle nel suolo nato? Possibile che si parli tanto di impresa, in questo nostro amato paese da 150 anni ormai unito, e lo si debba abbandonare per creare ricchezza altrove? Il secondo rappresentato dal dubbio: come andr a finire? Limpresa difficile, impegnativa, addirittura ardua. In palio ci sono essenzialmente due obiettivi, entrambi molto importanti: il primo il radicamento di un sistema che aiuti le imprese italiane in un territorio complicato, in cui ci sono grandi potenzialit, tutte da cogliere; il secondo il sogno che leconomia possa trainare un paese diviso tra diverse etnie, aiutandolo a superarle attraverso lo sviluppo e lintegrazione europea. Limpresa ambiziosa. Ma i dubbi ci sono, e rimangono, anche se i bresciani sanno essere tosti. In ogni caso, la sfida aperta, il poi si vedr.

il CaMBiO del paradiGMa di UNiMpreSa e di UN TerriTOriO Che COMpeTONO e ViNCONO: NUOVe idee e NUOVi STrUMeNTi.
S, proprio questo il titolo di un convegno che si svolto il 15 marzo a Brescia. Un titolo che parla direttamente alle imprese e al territorio, con chiarezza lapalissiana. A quelle imprese che vincono ed ai territori che vincono, non si comprende bene se con le imprese o da soli. Una dozzina di imprenditori, interrogati sul cambiamento del loro paradigma attuale, ha strabuzzato gli occhi, confessando, con rara unanimit, di non conoscere il loro attuale paradigma. Sanno tutto di mercati, materie prime, clienti, banche, investimenti e
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ritorni, ma di paradigmi nessuno sapeva nulla. Molti, candidamente, hanno chiesto cosa fosse il paradigma, e la spiegazione non risultata una cosa semplice. Una cosa appare certa: agli imprenditori, alle imprese, anche a quelle vincenti, e perfino ai territori (ma ce ne sono di vincenti, oggi?) bisogna parlare il loro linguaggio, chiaro, diretto, immediato, conciso, agli imprenditori bisogna tracciare quadri e delineare prospettive. Il convegno si colloca, strategicamente, tra la coda lunga di una crisi infinita ed i primi timidi segnali di ripresa. Le

imprese ed i territori hanno bisogno di sapere, di conoscere, di avere elementi prospettici per tarare le loro iniziative, i loro rischi. I paradigmi, purtroppo o per fortuna, sono lontani dal loro genoma. O no? Post scriptum: sui giornali, il giorno dopo, nessuna traccia delle nuove idee per competere e vincere; al momento di andare in stampa apprendiamo che i partecipanti al convegno erano un centinaio. L80% erano bancari; di imprenditori veri, in platea, solo qualche rara traccia, come della foca monaca.

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GiappONe, TerreMOTO e TSUNaMi: la leZiONe GiappONeSe


Due minuti lunghissimi, interminabili, con le forze della natura che ghermiscono una regione e la scuotono come la scatola dei dadi da gioco, prepotentemente, disastrosamente, con la violenza degli 8,9 gradi Richter, una assoluta rarit. Le immagini che il mondo ha visto ci hanno mostrato, tuttavia, case intatte, uffici in cui la gente si preoccupava di salvare schedari e computer, supermercati in cui gli addetti sostenevano le scansie per evitare la caduta delle merci. Perfino i parlamentari sono rimasti seduti sui loro scranni, in attesa che tutto finisse. Niente panico, quindi, neanche nelle interviste a caldo, malgrado le insistenze dei giornalisti che il panico lo cercavano comunque, perch nei loro paesi succede cos, anche quando straripa un corso dacqua mai ripulito ed invaso dal-

le case abusive. Poi arrivato lo tsunami a piegare le ginocchia ai giapponesi, e con lo tsunami sono arrivati anche i morti, tantissimi. Ecco, il Giappone oggi letteralmente in ginocchio, tra lo sconcerto e lammirazione del mondo. Sconcerto per limmane disastro, ammirazione per la tecnologia che questo popolo ha realizzato per opporsi efficacemente al

sisma, anche se violentissimo, ammirazione per la compostezza e il senso di responsabilit dei giapponesi al lavoro, ammirazione per la dignit di un popolo intero, in un momento di estrema difficolt. Durer questa compostezza? Non dato saperlo, perch la situazione gravissima, ed anche i giapponesi sono uomini di carne ed ossa. Per ora, la lezione grande!

Gli SCaGliONi dellirpeF e la riFOrMa della GiUSTiZia


Sapete quanti sono i cinque scaglioni dellIrpef? Certo, sono cinque, direste voi. E invece no, sono diventate sei! Volete sapere come hanno fatto? semplice! Sindacati (questa volta tutti e tre, Cgil, Cisl e Uil) e imprese, guidate da Confindustria, si sono inventati laliquota del 10% in favore dei lavoratori dipendenti. Per tutti gli altri, invece, si continua a partire dallaliquota minima del 23%. Con quale motivazione? Semplice! Si sono inventati la favola della produttivit. Hanno stabilito, infatti, che il salario pagato a fronte di un incremento della produttivit sia tassato al 10% fino a 6.000 euro, anzich con laliquota progressiva. Il risparmio consistente, come minimo 1.200 euro, ma di fatto molto di pi, perch la maggioranza ha un salario pi alto di 15.000 euro, cio della fascia tassata al 23%. Sarebbe anche una cosa accettabile, sullaltare della crescita del paese, uno scambio tra aumento della produttivit e una minore tassazione. Ma qui casca lasino (cio tutti noialtri) perch lincremento della produttivit una bufala, non deve essere accertata da nessuno. sufficiente che tra i due soggetti (azienda e sindacati) ci sia un accordo, e tanto basta. A Brescia Aib e Cgil, Cisl e Uil si sono messi daccordo, nero su bianco, affinch per beneficiare dellaliquota del 10% sia sufficiente anche solo un accordo verbale sulla produttivit, e buona notte agli accertamenti! Chi non ci credesse legga il giornale di Brescia del 12 marzo scorso. E chi le tasse le paga per intero (pensionati, vedove, lavoratori di aziende non sindacalizzate, altre categorie, tutti quelli fuori dal circuito dei privilegiati) cosa fa? Paga e tace, ovvio! Ma in Italia non dovremmo essere tutti uguali davanti alla legge? La Corte Costituzionale queste cose non le sa? Ha proprio ragione Berlusconi: ci vuole proprio la riforma della giustizia! Probabilmente non come vuole lui, ma ci vuole
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Grazie alla raccolta differenziata fatta da milioni di cittadini italiani, lattine per bevande, vaschette per alimenti, foglio sottile dalluminio, scatolette, bombolette spray e tubetti, possono essere riciclati dando vita a nuovi imballaggi e altri oggetti in alluminio di uso quotidiano. Lalluminio si ricicla al 100% e allinfinito con un enorme risparmio di energia e materia. Partecipa alla raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio seguendo le indicazioni del tuo Comune, CIAL Consorzio per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio ne promuove la raccolta e ne garantisce il riciclo su tutto il territorio nazionale. info su:

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RUffE ON-LINE

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DELLA RETE
dal furto di dati personali a offerte taroccate di beni e servizi: le truffe on-line diversificano la loro proposta con lobiettivo di catturare sempre nuovi clienti.
nternet indubbiamente il fenomeno sociale e culturale pi rilevante del XXI secolo. Un fenomeno, tuttavia, non privo di problemi e di criticit. Internet sinonimo di informazione, di contatto, di lavoro, di divertimento. Non tralasciamo, tuttavia, alcune importanti considerazioni: la rete un supporto tecnologico in perenne evoluzione e comunque ancora agli albori di uno sviluppo sempre perfettibile. Molti sono, in tal senso, i buchi in tema di sicurezza e ancora scarsa lesperienza del popolo dei navigatori. Si procede, pi che altro, per tentativi e per esperienza. In tal senso siamo tutti un po pirati, allorch il termine pirata significa, per lappunto, tento, sperimento (deriva dal greco peiro). E in questo mare spesso agitato e incerto i veri pirati, mediamente gi ben pi

I PIRATI
dellassistenza e del volontariato (magari anche internazionale); offerte di servizi gratuiti su internet rivelatisi poi a pagamento o servizi a pagamento mai elargiti o diversi da quelli pattuiti; offerte di lavoro casalingo con acquisto anticipato di materiale occorrente per il lavoro stesso; prestiti di denaro mai concessi con richiesta anticipata di commissione; sistema della catena di lettere: la tipica catena di SantAntonio in cui lutente, ricevendo il messaggio da parte di privati, invitato a spedire delle e-mail a un nome in cima a una lista presente nel messaggio, con lindicazione di inviare alcuni dollari e di rimuovere il primo nome e di porre alla fine della lista il proprio nella vana speranza cos di ricevere dei soldi quando il proprio nome raggiunger linizio della lista.

di MaSSiMO rOSSi

istruiti ed equipaggiati dellutente medio, sguazzano come pescecani in una tonnara: sono i truffatori della rete, i grassatori digitali. In Italia il crimine informatico gi abbastanza diffuso. Non tuttavia al pari di altri Paesi dellUnione europea o come negli USA e questo poich si ha ancora scarsa fiducia nelle transazioni commerciali del web e anche per il fatto che nel nostro Paese esiste un gap generazionale assai marcato tra lutente mediamente esperto nelluso del pc e lutente perfettamente ignorante della macchina informatica. Tanto basti. Tra le principali truffe telematiche vi sono: finte vendite allasta; richieste di aiuto verso finti pazienti (spesso bambini) con gravi problemi di salute; richieste di offerte da parte di associazioni benefiche operanti nei settori

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di Antonio Vettore
Hai avuto un incidente, subito un infortunio, un danno? Tuo glio si fatto male in palestra, a scuola, durante un allenamento? Vuoi essere risarcito e non sai come fare o a chi rivolgerti?

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SGS

l
Dinanzi al rischio di una frode informatica buona cosa attenersi alle seguenti indicazioni:

1 2 3

Nellincertezza della provenienza della mail ricevuta cestinare il messaggio senza aprirlo. Per acquisti on line prediligere sempre lutilizzo di carte di credito ricaricabili. Effettuare pagamenti o acquisti su siti che si conoscono e di cui si pu verificare laffidabilit.

phiShiNG: la TrUFFa iNFOrMaTiCa per eCCelleNZa Phishing un termine creato per assonanza con fishing (to fish=pescare). luso illegale di sistemi quali e-mail e siti web in maniera tale da simulare raccolte di dati da parte di importanti compagnie presenti su internet con lo scopo di carpire informazioni su conti correnti e carte di credito. Codesti tentativi denominati phishing qualche tempo fa avevano preso di mira le Poste Italiane, nonch alcuni importanti istituti di credito. Il meccanismo sempre lo stesso: viene inviata una e-mail civetta a tantissimi utenti nella speranza di incrociare un vero cliente delluna o dellaltra istituzione creditizia. Lutente si trova di fronte ad un messaggio che invita a cautelarsi proprio contro questi tentativi di phishing e, nel caso abbia un conto presso la banca in oggetto, lutente rischia di fornire a sconosciuti i propri dati di accesso al conto corrente.

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LINTERNET BANKING SICuRO?


Il mercato dellhome banking (la gestione del proprio conto corrente da casa) in continua crescita: in Italia sono circa 12 milioni i conti abilitati a operare via internet e che danno la possibilit al cittadino di controllare il saldo e i movimenti del proprio conto corrente, effettuare bonifici e pagamenti delle utenze. Purtroppo a fronte di tale opportunit si sta verificando anche un crescente aumento delle frodi telematiche con sottrazione di password e codici segreti (il famigerato phishing). Che cosa ne pensano i professionisti del settore? Lo abbiamo chiesto ad alcuni funzionari di importanti gruppi bancari della nostra Provincia fingendoci clienti in cerca di informazioni e rassicurazioni. Queste le risposte pi significative che abbiamo ricevuto. Siamo certi che nessuno abbia la possibilit di intrufolarsi nel mio conto corrente sottraendomi denaro e informazioni? Stia tranquillo. Non pi come in un passato non troppo remoto quando effettivamente si sono verificati alcuni problemi nellordine del funzionamento del sistema e delle relative protezioni. Oggi i sistemi di sicurezza sono infinitamente pi efficienti per cui violare codici e difese praticamente impossibile. Ogni pochi secondi le impostazioni di protezione mutano. Che cosa mi dice del fenomeno del phishing? Mi spieghi come mi devo comportare. Tenga presente una cosa semplicissima: nessuna banca mander mai richieste, via e-mail o per telefono, di controllo del numero del suo conto corrente o della sua carta di credito. Per cui nel caso dovesse ricevere richieste di questo genere le cestini senza indugio. Non si colleghi a link presenti magari nella stessa mail. E dinanzi a qualsiasi dubbio non esiti a telefonare. Quanta gente usa linternet banking? Sono soprattutto i giovani imprenditori, coloro, cio, che hanno gi una certa dimestichezza con il computer e internet. Una quota, insomma, ancora piuttosto ridotta rispetto al totale dei clienti. C ancora un po di diffidenza e disinformazione, dettate per lo pi dallincapacit a gestire un pc. Impossibile proporlo a una persona anziana.
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RUffE ON-LINE

Ma adeSSO arriVa aNChe il ViShiNG Le truffe informatiche si evolvono di anno in anno, di pari passo con la tecnologia, a volte addirittura superandola. il caso del vishing, lultima evoluzione del ben pi noto phishing, che ha gi colpito pi volte in Italia ma che vedr a breve un vero e proprio boom. A dirlo sono gli esperti: il vishing unisce il phishing al Voip, ovvero le telefonate via internet. Il Voip come spiega Raoul Chiesa, hacker e membro dellUnicri, nonch uno dei pi grandi esperti di sicurezza informatica dItalia somma le vulnerabilit della telefonia tradizionale con quelle di internet. Nel vishing pu succedere che il cyber criminale si spacci per una banca, facendo addirittura comparire il vero numero dellistituto di credito sul display dell'utente al fine di ottenere informazioni bancarie dallutente medesimo. TiTle FraUd Title fraud, ovvero furto e falsificazione dei titoli di propriet. In Inghilterra costituisce un vero e proprio allarme. Prevede lutilizzo di documenti e identit falsificate. Il fenomeno in costante aumento in tutto il mondo anglo-americano. Consiste nel vero e proprio furto della propriet immobiliare ad inconsapevoli proprietari, con iscrizione nei Registri immobiliari di certificati di propriet falsificati. Il frodatore pu cos ottenere dalla banca lerogazione di un mutuo che viene garantito con liscrizione dellipoteca a carico dei beni appartenenti allinconsapevole proprietario. Il risultato che il vecchio proprietario risulta debitore verso la banca e rischia di perdere la casa a favore della banca medesima che pu vantare una ipoteca. Il fenomeno ha provocato un

tale allarme da portare in Inghilterra, nel 2006, alla emanazione della legge Bill 152 per cercare di arginare il fenomeno. I danni provocati dalla title fraud sono stati stimati, nel 2005, in oltre 1,5 miliardi di dollari. il daTO BreSCiaNO SUlle TrUFFe ON-liNe Nel 2010 a Brescia si sono consumate 871 frodi e truffe informatiche. Una media di 7 frodi ogni 10.000 abitanti. Un dato, in realt, in sensibile calo rispetto al 2008-2009 (-34%, fonte Il Sole 24 Ore). Forse la gente pi informata e istruita al riguardo per cui la pesca miracolosa dei truffatori on-line diventata pi difficile e

899
A volte ritornano. Chi? I numeri telefonici che iniziano, per esempio, con 899. Negli ultimi tempi molti utenti hanno denunciato chiamate sui propri cellulari da parte di numeri inizianti per 899. La truffa funziona in questo modo: pochi squilli, a volte anche uno solo, e se lutente risponde o richiama il credito telefonico precipita inesorabilmente fino anche al totale prosciugamento del credito telefonico. Parola di chi ci cascato!
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improbabile. La Provincia bresciana si situa allincirca al nono posto tra le citt italiane pi colpite dal fenomeno della frode informatica, anche se in realt proprio nel nostro capoluogo che nel 2009 stato sventato il colpo grosso della truffa on-line: numerosi phone center della Provincia (Brescia abbonda di questi esercizi commerciali) si sono rivelati vere e proprie basi di riciclaggio di denaro introitato a costo zero in virt del fatto che gli esercizi di phone center potevano contare sui codici Pbx di multinazionali statunitensi della telefonia derubate degli stessi. In tal senso i titolari dei negozi di phone center facevano pagare regolarmente le telefonate ai propri clienti, ma non pagavano poi nulla in termini di contratti e di traffico telefonico. Un giro daffari per di pi di 50 milioni di dollari. Digos bresciana e Fbi hanno collaborato strettamente al disinnesco di una truffa colossale i cui profitti pare che fossero in parte destinati al finanziamento di organizzazioni contigue allarea del fondamentalismo islamico.

ULTURA

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CULTURA GLOBALE
lamministratore delegato di international School of Brescia, racconta un mondo senza frontiere.
to, una visione diversa dellistruzione e del rapporto con gli altri. Dimenticando la classica cattedra sul piedistallo e le lezioni statiche, i bambini qui crescono assumendosi la responsabilit del proprio apprendimento internet consultabile e visionabile tramite lavagne high-tech costruendo lindipendenza. Un percorso di studi riconosciuto dalla scuola italiana, che accompagna lo studente con attenzione un insegnante madrelingua ogni 10 alunni fino al diploma, conseguito a 18 anni, un anno prima rispetto al decorso istituzionale. Anzuinelli ha girato, come si suol dire, mezzo mondo, e tra work shop in Europa, Asia e America ha capito come la formazione influenzi il nostro essere cittadini del mondo, la sensibilit emotiva per me fondamentale e il gioco di squadra perch essere geni solisti non serve a niente. Questo si tradotto, e si traduce, in una complessit di conoscenze da mettere a frutto per la sua scuola, ovvio, ma anche in una capacit di lettura competente e imprevista su fenomeni culturali attuali ad ampio raggio, pi che da addetto ai lavori, quanto da onnivoro di informazione e comunicazione a contatto con personaggi non certo ordinari. Come Dan Pink, ex ghost writer di Al Gore, o Steve Wozniak, cofondatore di Apple inc dei quali, Anzuinelli promette, scriver in una tappa della nuova rubrica su 12 Mesi. Digital Education, Mobile Learning, HFarm, passando anche attraverso Cannes e il mondo del cinema: la parola chiave sar ci che rende la cultura globale e ci che globalizza la cultura, iniziando dalla lingua, linglese, e dalla condivisione delle informazioni tramite digitalizzazione e smaterializzazione di beni e bisogni. Cos ci si interrogher pure sulleccellenza educativa orientale, guardando con stupore a Singapore come allesportatrice di un modello istruttivo che viaggia oltreoceano in senso inverso rispetto alla vecchia rotta USA-Oriente. Magari finiremo per capire ( proprio vero che il termine cultura trasversale, globale) perch, a dispetto dogni previsione, McDonalds sbarcato in Italia alla faccia della radicata cultura, appunto, dello spaghetto e ad interrogarci sui prossimi passi di altri colossi pronti a solcare il Mediterraneo influenzando interi stili di vita, come ad esempio Starbucks. Curiosi? or a world without frontiers: questo lo slogan dellInternational School of Brescia, la scuola internazionale di stanza a Botticino Sera, e non un caso che il suo a. d., Stefano Anzuinelli, decida di parlare sulle pagine di 12 Mesi, preludio di una nuova rubrica tematica, proprio di cultura globale. Facciamo un passo indietro, perch per capire cosa ci aspetta necessario inquadrare la portata di un fenomeno a monte, di cui Anzuinelli precursore bresciano, che parte proprio dallabc: la scuola, o meglio, una scuola innovativa che rivede lassetto educativo globale. Infatti, da tre anni, in questa zona pedemontana di Brescia possibile iscrivere i propri figli, dalla tenera et di 30 mesi, allInternational School (una delle 50 presenti in Italia, a fronte di 1.922 istituti in 124 diversi Paesi), garantendo loro lapprendimento della lingua inglese ma, soprattut-

VERSO UNA

di aleSSaNdra TONiZZO

Stefano anzuinelli, bresciano, classe 1962, ha frequentato il Liceo Scientifico Calini e si laureato in Lingue e Letteratura Straniera allUniversit di Bergamo. Dal 1989 al 2008 ha lavorato come export manager e direttore vendite presso varie aziende bresciane. Dal 1995 amministratore delegato e co-fondatore, insieme a Simonetta Forbice, del Liceo Scientifico Isaac Newton di Brescia e, dal 2008, contemporaneamente a. d. e co-fondatore, con Simonetta Forbice e Omar Bonomelli, dell'International School of Brescia, con sede a Botticino Sera.

Stefano Anzuinelli.
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IL REGNO DEL SAPORE

...e ai festeggiamenti di primavera.


Ampio spazio per battesimi, cresime e comunioni

EMPO LIBERO

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Giambattista Merigo, del Gruppo amerigo Viaggi, racconta la sua passione.

DI VIAGGI
e trasferte in autostop con zaino e sacco a pelo. India, Nepal, Europa, Nord Africa e Stati Uniti: Giambattista gira mezzo mondo e, insieme a quella che sar la sua futura moglie, nel 1979 fonda il Centro Turistico Studentesco (CTS) di Brescia, esperienza della quale rimane il motto Tutti devono poter viaggiare, con qualunque portafoglio. questo proposito che fa nascere Amerigo Viaggi, il voler far viaggiare i bresciani, tutti, regalando emozioni. E cos ha fatto, per 30 anni, e continua a fare.

TRENTANNI

di aleSSaNdra TONiZZO

iaggiare confronto, crescita e rispetto per laltro, anche se diverso. Cos esordisce Giambattista Merigo, titolare del Gruppo Amerigo Viaggi che questanno compie 30 anni di attivit , vice presidente di Bravo.net network turistico nazionale che accorpa 800 agenzie viaggi in Italia, 80 bresciane , membro

della Giunta nazionale Assotravel di Confindustria. Dalla sede del gruppo, in piazza Cesare Battisti, perno di altri sette locali sul territorio, tra filiali e consociate, ci parla alla sua scrivania, laria di chi lavora instancabilmente, attorniato da foto mozzafiato di cui, promette, parler alla fine dellintervista. La storia di Merigo inizia con gli studi allItis e una laurea in Lingue straniere, incipit di una smania di viaggiare che si traduce in letture frenetiche del National Geographic

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EMPO LIBERO

Il suo grande obiettivo poter organizzare la distribuzione turistica: ci spiega perch un passo cos importante? Il mondo delle vacanze formato dai tour operator, vale a dire la produzione, e gli agenti di viaggio, cio la distribuzione. Se questultima non viene ben organizzata, il turismo difficilmente potr essere unindustria come lo sono altri settori. Lunione fa la forza, anche tra agenzie, come dimostra il successo di Bravo.net, ma questo in cosa si traduce, concretamente, per il cliente? In sicurezza. Ricordiamoci che esiste un grande competitor, internet con il faida-te: non va demonizzato, spesso viene usato per scelte economiche, ma bisogna stare molto attenti per i classici pacchetti, perch l nessuno ci mette la faccia, specialmente in caso di problemi. Che, si sa, quando si viaggia sono frequenti Dallarrivo in aeroporto vicino a casa, al trasferimento in albergo, fino al soggiorno vero e proprio, con vitto, alloggio, animazione e quantaltro: basta che uno solo di questi elementi non funzioni e ci si rovina la vacanza. La forza dellagente di viaggi sta nel prendersi cura di questo ventaglio di elementi. A queste classiche incognite, poi, si aggiunge il caso, limprevisto di carattere spesso climatico. Infatti. Recentemente ricordo due situazioni ingestibili: la nube vulcanica e gli aeroporti coperti di ghiaccio. Chi aveva prenotato in agenzia ha avuto assistenza; noi abbiamo fronteggiato tante situazioni difficili, mentre chi aveva prenotato con internet si dovuto arrangiare. In questi casi e sempre, quando si affidano i propri soldi, porsi la domanda chi risponde?, quindi, fa la differenza. Certo. Poi tutto sta nella preparazione. LAssociazione bresciana imprese viaggio e turismo, di cui sono fondatore, ha aperto da alcuni mesi unaccademia di formazione per gli agenti di viaggio: un successo. Da uno stabile di 6 mq in corso Cavour alla realt di oggi, con 10 punti vendita sul territorio: tutta ascesa? Devo dire che anche noi, ora, sentiamo molto la crisi, sia economica sia del Mediterraneo, per la situazione attuale.
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La vostra presenza stabile nel bresciano vi ha permesso di seguire i cambiamenti che, nel tempo, il settore turistico ha vissuto. Ce ne parla? Una grande differenza, tra 30 anni fa e oggi, la grande diffidenza, tutta italiana, verso lagente di viaggi. Prima si lavorava meglio, con pi fiducia. Poi, improvvisazione, fallimenti e alcuni comportamenti poco trasparenti nel nostro settore hanno creato questa situazione tra noi e il consumatore. Come reagire? Premettendo che, alla base, manca una cultura che insegni il distinguo tra due figure diverse, il tour operator e lagente di viaggi, spesso confuse tra loro, noi reagiamo mettendoci la faccia al 100% e facendo una scrematura importante: scegliamo solo tour operator non dico blasonati ma sicuri. Gli italiani viaggiano in Italia? C un ritorno allItalia, un turismo di nicchia alla scoperta delle citt darte, che fa piacere ma non passa dalle agenzie. Invece, in Italia i servizi delle localit di mare, purtroppo, non sono al livello dei paesi del Mediterraneo, pur essendo molto cari: forse abbiamo perso qualche treno. Come valuta il recente fenomeno delle liste nozze in agenzia?

un fenomeno in crescita, e funziona molto bene. Capire che si pu segmentare un viaggio una grande chance, soprattutto per viaggi impegnativi come quelli di nozze: spesso raccogliamo cifre superiori al cachet di viaggio, e restituirle agli sposini sempre una bella sorpresa, per noi e per loro. La sua idea di viaggio? in controtendenza, ahim, rispetto alla concezione comune in Italia: non si pu pensare che il viaggio vada bene solo se si mangia bene e ci si diverte. Villaggi turistici e formule all inclusive spesso tolgono il vero sapore del viaggio: non c contatto con le realt in cui si ospiti, non si sostiene leconomia locale. Sarebbe bello tornare a viaggiare, non a far turismo. Qual la persona che pi lha colpita, durante i suoi viaggi? Non ho dubbi: vede chi sorride in questo scatto? Il Dalai Lama. Viaggiando si scoprono anche situazioni difficili, e in merito alla questione tibetana, insieme ad alcuni amici, ho fondato la Tibethouse Fundation per i 16 mila bambini esuli in India. Mi appassiona la loro realt, la loro filosofia di vita: tra poco parto e torno da loro.

AMBULATORIO CHIRURGICO - PICCOLA CHIRURGIA AUT. ASL N. 19/95

Test avanzati

Test intolleranze alimentari - stress ossidativi rischio cardiovascolare Telecardiometria

A
M

Andrologia

Doppler del pene, piccoli interventi e terapie rivitalizzanti Incurvamento penieno, nuove frontiere terapeutiche Allungamento ed ingrossamento del pene Disfunzioni della sessualit

L D F E

Laserterapia

Medicina estetica
corpo

Trattamento capillari con laser o mousse Laser depilazione corpo Laser trattamento couperose - macchie - angioma Radiofrequenza termage Laserterapia anticellulite

Dietologia

scienza dellalimentazione

Trattamenti cellulite con veicolazione trans-dermica, laser-lisi termage e mesoterapia omeopatica e controllo alimentare Test intolleranze alimentari - stress ossidativi rischio cardiovascolare Inltrazioni per lo scioglimento di adiposit localizzate Trattamento capillari con laser terapia o sclerosanti Laser depilazione corpo

Diagnostica morfologica Diete personalizzate - Terapie mediche di supporto di ultima generazione Test di intolleranza Tecniche di supporto comportamentale Dimagrimenti localizzati Galenica personalizzata

Medicina estetica

viso, collo, decollte, mani

Flebologia

Diagnostica morfologica Rivitalizzazione con vitamine - ialuronico con aminoacidi Pulizia viso con peeling chimici e meccanici Trattamenti multi-rivitalizzation con veicolazione e botomask Trattamenti ad effetto immediato con llers non permanenti Laser trattamento couperose - macchie - angioma Tatoo semipermanenti Radiofrequenza termage

Trattamento capillari con laser o mousse Diagnostica doppler e visita vene Trattamento vene varicose, ulcere, linfedemi e mesoterapia Piccoli interventi chirurgici ambulatoriali in anestesia locale

Visite mediche per

Endocrinologia

Disturbi legati alla menopausa Irsutismo - trattamento acne Disfunzioni della tiroide Obesit

Protesi seno e correzioni Chirurgia delle calvizie Lipoaspirazione pneumatica Addominoplastica Minilifting viso Correzione naso e orecchie a sventola Allungamento e ingrossamento del pene Blefaroplastica (occhi) Piccoli interventi chirurgici ambulatoriali in anestesia locale

CHIRURGIA PLASTICA ED ESTETICA

Dr. Davide Tonini

DIETOLOGIA - MEDICINA ESTETICA - ANDROLOGIA

Dir. San. Dr. Enrico Filippini

PATOLOGIE VASCOLARI - ANDROLOGIA

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UI E L

RINGO STARR A MILANO, IL 3 LuGLIO


Il 3 luglio prossimo salir sul palco dellArena Civica, in Viale Giorgio Byron 2, ore 21, a Milano, una delle leggende del rock, Ringo Starr, per la prima volta nella capitale lombarda dopo il leggendario concerto con i Beatles nel 1965. Prezzi biglietti: Platea numerata 80,50 (diritti di prevendita inclusi) Tribuna non numerata: 46.00 (diritti di prevendita inclusi) Prevendita esclusiva dei biglietti ai titolari della tessera di Beatlesiani dItalia Associati, www.beatlesiani.com. Prevendite TicketOne - info-line 0584.46477

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LA NOTTE BIANCA DELLA MILLE MIGLIA 7 MAGGIO 2011
Al Museo Mille Miglia, visite guidate e a cura di Beatlesiani dItalia Associati e Aston Martin Italy: ore 21 apertura del Beatles Museum e presentazione della leggendaria Aston Martin DB6 di Paul McCartney; ore 21,30 concerto dei BeaTbox (proiezione di spezzoni del film 007 James Bond Missione Goldfinger con Aston Martin); ore 23 Gli Italiani cantano i Beatles Karaoke by Rolando Giambelli.

a cura di rOlaNdO

GiaMBelli

CINQuENOVANTA SCHERMI DI ANIMAZIONE 2011


Si tenuta dal 22 al 27 marzo 2011, tra Brescia, Rezzato e sedi varie, la 5 edizione di Cinquenovanta Schermi di animazione, il festival che coinvolge autori e spettatori del cinema d'animazione dai cinque ai novantanni. Tema: il tempo inteso come momento di passaggio o di immobilit, il tempo della vita e quello della rappresentazione. Tra gli ospiti, Sylvain Chomet, autore de Lillusionniste, candidato agli Oscar 2011 come miglior lungometraggio di animazione; Fusako Yusaki, maestra dell'animazione con la plastilina, e il giovane autore belga Mathieu Labaye che lavora con i bambini presso Camra etc. di Liegi, una fra le pi vitali strutture educative ed artistiche in ambito internazionale.

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IL JuDO ENTRA A SCuOLA


Su proposta del Maestro 9 dan Franco Capelletti, vice presidente dellEuropean Judo Union, lInternational School of Brescia ha inserito nel proprio piano formativo la disciplina sportiva del judo. Una vera novit nel mondo scolastico italiano: una delle due ore di educazione fisica in programma ogni settimana, vedono gli alunni della scuola di Botticino scendere sul tatami scolastico per un progetto formativo realizzato con gli interventi di qualificati istruttori e psicomotricisti del Jcc Club di Brescia.

FRANCESCO RENGA AL TEATRO GRANDE


partito il 16 marzo al Teatro Grande di Brescia, con diretta in maxischermo in piazza Duomo per i festeggiamenti del 150 dellUnit dItalia, il Francesco Renga Tour 2011. Sedici appuntamenti nei pi importanti teatri italiani a un anno esatto dal tour di Orchestra e voce. Il cantante, compagno dellattrice Ambra Angiolini, ha ripercorso tutta la sua carriera proponendo al pubblico alcuni pezzi storici dei Timoria, la sua vecchia band, e i successi della sua carriera da solista sino al suo ultimo album di inediti, Un giorno bellissimo.

NOTTE DI FESTA PER IL 150 DELLuNIT


Brescia nella notte fra il 16 e 17 marzo ha festeggiato lanniversario del 150 dellUnit dItalia anche con la notte tricolore, illuminata alle 23,30 dai fuochi pirotecnici lanciati dal Castello a coronamento di una serie di eventi, arte, musica, spettacoli. Negozi aperti fino a mezzanotte, aperti anche il Museo di Santa Giulia e le mostre di Matisse ed Ercole. Dalle 20 alle 24 guide specializzate in piazza Tito Speri, piazzetta BellItalia, nel Vanvitelliano e via Mazzini hanno raccontato i luoghi delle X Giornate contro loppressione austriaca che hanno contribuito a far nascere lItalia unita.

NDINA CHI VE A DISN?!


Volete trascorrere un paio dore divertenti? Rapocldone vi aspetta il 30 aprile alle ore 21 e il 1 maggio alle ore 17 per il debutto della nuova commedia: Ndina chi ve a disn?!, storia dove si racconta di un pranzo allestito in quattro e quattrotto per due ospiti illustri scatenando agitazione in tutto il paese per un evento cos importante. Lappuntamento con la Compagnia teatrale Rapocldone al Teatro Deodato Laffranchi a Carpenedolo. www.rapoceldone.com

MESI 12aprile 2011

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E I

DUCAzIONE CIvICA

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LA PUP DI FIDO
regole di convivenza con gli animali e altri cittadini.
hi non fare il furbo, raccoglila!, una delle frasi-clou che risuonano nelle nostre strade, insieme ad altre dello stesso tenore, come tieni il tuo gatto lontano dalle mie rose! e unaltra notte insonne per colpa del tuo cane!: la convivenza tra animali e cittadini un argomento deli-

E ALTRI TAB
questi articoli di serie B, importante tenere a mente che esistono diritti e doveri ben precisi per chi si professa amante degli animali ma, qui e l, si concede pericolosi strappi alla regola, come dimostra il migliaio di segnalazioni allanno recapitate allEnte Nazionale Protezione Animali di Brescia. Se, dunque, non affatto obbligatorio convivere con un animale da compagnia, chi decide invece di fare questemo-

di aleSSaNdra TONiZZO

cato e attuale, spesso fonte di liti, rancori ed esasperazioni. Ma anche se molti, erroneamente, pensano che la gestione degli animali di compagnia sia un affare privato, in realt ora di ricredersi. Esiste, infatti, unampia e dettagliata sezione del Regolamento di Polizia Urbana (aggiornato nel 2009), il Titolo V, dedicato a mantenimento, protezione e tutela degli animali. Nonostante molte volte siano gli stessi vigili a giudicare

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DUCAzIONE CIvICA

zionante esperienza deve comportarsi come si deve, soprattutto se possiede un pet impegnativo come il cane. Iscrizione allanagrafe canina, cure adeguate e il rispetto delle regole di convivenza sono tre punti chiave a cui prestar fede per essere un buon padrone. Perch, ricordiamocelo, non esistono animali cattivi, ma soltanto padroni incivili, le cui brutte abitudini, ahinoi, a quanto pare sono pi difficili da sradicare rispetto alle inflessioni istintive dei nostri cuccioli, cui un po di polso, o un buon istruttore, possono invece porre prontamente rimedio, adattandole allhabitat urbano. Le dinamiche pi sottili alla base della convivenza animali-cittadini sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti, quei piccoli grandi scontri nati a causa delle deiezioni sulluscio di casa o dei latrati in piena notte, che finiscono per spaccare in due la popolazione ed esacerbare il confronto con il povero Fido che, a conti fatti, paga per tutti. Quanti locali in Italia, infatti, accettano oggi i cani? Quante le strutture alberghiere? Se destate, in radio e in tv, parte la solita campagna contro labbandono degli animali, pratica deplorevole ma puntuale e constante, dobbiamo dire grazie anche a chi non si china quotidianamente a raccogliere la pup del proprio pet. Sembrerebbe superfluo ricordare che le deiezioni degli animali condotti a passeggio negli spazi pubblici, comprese le aree a loro destinate, nonch portici, marciapiedi e ogni altro spazio pedonale duso pubblico, vanno obbligatoriamente raccolte e depositate nei contenitori dei rifiuti solidi urbani, ma viste le inferocite segnalazioni dei cittadini, che appiccicano a portoni e pali della luce slogan minatori rivolti agli insozzatori recidivi, di fatto non lo . Infatti, non solo la signora Maria, residente in una zona tranquilla e verde della citt, ed essere esasperata dalla situazione che la costringe a fare numerosi e improbabili slalom su e gi dal marciapiedi, con la carrozzina del nipotino e a rinunciare spesso alle passeggiate ai parchetti che sarebbero uno sfogo ideale, invidiato da molti cittadini, ma diventati davvero sporchi, quasi fossero le propaggini del giardinetto di casa. Anche in zone
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pi centrali il clima teso ma, anche se le nostre scarpe e il nostro umore sono continuamente in agguato, la moltitudine di sguardi accusatori nei confronti di chi pascola il proprio animale, e la presenza di diverse dogy box per recuperare sacchetti igienici, tende a far desistere i padroni incivili. Esistono poi casi limite, come quello di Rodolfo, gatto persiano che diserta la lettiera di casa in favore dei terrazzi del vicinato e che, con le demarcazioni del territorio e le unghiate ai gerani, per una volta spodesta il cattivo primato del suo acerrimo nemico a quattro zampe. Che fare, in casi come questi? Se il padrone, allertato, non ne vuole proprio sapere, ci si

rivolge senza scrupoli alle autorit competenti, dallamministratore, allASL, ai vigili. Come metterla con abbai in piena notte, irruenza e irrequietezza moleste? La prima attenzione quando si sceglie un animale documentarsi sulle caratteristiche della specie; non solo i cani da guardia, ma soprattutto alcuni cani da caccia anche di piccola taglia (le specie nate per la caccia alla volpe o alla lepre) sono particolarmente rumorose, mentre altre come i cani da ferma sono tendenzialmente pi silenziose. Altrettanto banale, qui, sottolineare il nesso che pu intercorrere tra disturbo alla quiete e la condizione di stress o sofferenza

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dellanimale, che deve essere custodito idoneamente in base alle proprie necessit e caratteristiche, consentendogli, ogni giorno, lopportuna attivit motoria. Non solo il buon senso a suggerirci che tenere un border collie in un appartamento di 100 mq senza giardino non una buona idea, ce lo ricorda lart.45 comma 1, e sia lanimale che il vicinato hanno quindi ragione, a modo loro, di lamentarsi. Occuparsi con cura e consapevolezza dei propri animali sembra il primo e doveroso passo per una convivenza pacifica tra loro e tutti noi, compreso chi vuole legittimamente tenersi a distanza dagli amici a quattro zampe. E, visto che le regole non sono sufficienti a dare il via ad un senso civico vissuto in prima persona, dando il buon esempio, si potrebbe iniziare da grandi competitivi quali siamo, perch no? con una bella gara a premi per il miglior padrone, che incentivi responsabilit ed educazione.

LO SPORTELLO PROTEZIONE ANIMALI: INFORMARE E SENSIBILIZZARE


Non siamo nel Far West. Queste le parole lapidarie e, sotto un certo aspetto, consolatorie, del tesoriere dellEnpa di Brescia, Giorgio Perego, volontario che, ogni primo e terzo venerd del mese, attende i cittadini presso lo Sportello Protezione Animali, inaugurato recentemente a Brescia, in Viale Piave. Scopo dello sportello, infatti, rendere nota lesistenza di un regolamento comunale in materia di animali, sottolineare precise regole di convivenza con gli animali e altri cittadini, nonch fornire consulenze sulla gestione delle colonie feline e sui maltrattamenti nei confronti degli animali stessi. LEnpa (www.enpabrescia.it) si occupa, in primis, degli animali in difficolt dando voce ai senza voce, come recita il loro motto, e i maltrattamenti, purtroppo, sono allordine del giorno: anche nella civilissima Brescia esistono canili lager (tra Montichiari e Castenedolo, recentemente, lassociazione ne ha sventato uno), e c pure chi crede sia lecito legare ad una catena in giardino il proprio coniglio nano, o sbarazzarsi delle colonie feline, protette per legge, avvelenandole. Non tutti sanno che persino i singoli comuni hanno emesso delle ordinanze in materia di animali, sulla base del Regolamento di Polizia Urbana, come Bovezzo, paese in cui vietato tenere cani su balconi o terrazze per pi di quattro ore, o Remedello, dove gli animali da compagnia devono esibire la medaglietta di riconoscimento.

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IBRI

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SAPORI DEL GARDA


ul Garda fanno lolio con le olive denocciolate! Lo capisci cosa vuol dire? Vuol dire sopportare una perdita incredibile di volumi prodotti, vuol dire una minor produttivit del lavoro, vuol dire avere costi pi alti; ma soprattutto vuol dire che ogni sforzo orientato a ricercare la massima qualit. La massima in assoluto. Ecco, questo quello che succede sul Garda. E succede in aziende di dimensioni piccolissime: pochi addetti, che si possono contare sulle dita di una sola mano. Eppure questi vanno a competere con il mondo intero!. Cos Massimo Ghidelli, che ha appena terminato di scrivere Sapori del Garda, un libro di ricette del lago pi famoso del mondo. Cosha di nuovo questo libro? Sapori del Garda un semplice ricettario, ma scritto a partire da una domanda: esiste una cucina gardesana? La risposta questa: a Lazise e solo in questo comune si cucina il risotto con la tinca; solo fra Limone e Malcesine si mangia (quando si fortunati) il carpione; soprattutto nellarea di Desenzano si pescano e si cucinano i coregoni o i lucci; e cos via. Ogni zona di-

Una nuova guida, edita in tre lingue, dedicata alla gastronomia tipica del lago.
versa dalle altre; a volte la cucina di un comune si differenzia radicalmente da quello confinante. difficile trovare un codice che unisce le varie ricette gardesane spiega lautore , ma tutto ci non dovuto al caso; ci sono motivazioni profondamente storiche. Ad esempio, la cucina della sponda veronese caratterizzata dai sapori agrodolci (la cipolla, luva sultanina, laceto, i pinoli) diretta conseguenza dei traffici che Venezia intratteneva con lEstremo Oriente e che ancora oggi sono parte essenziale della tradizione culinaria veneta (il sar, ad esempio). La corte dei Gonzaga ha portato sul lago piatti assolutamente mantovani, come certi ravioli o vari modi di cucinare il luccio. E la sponda trentina del lago fa sentire linfluenza Mitteleuropea con i canederli (magari farciti con la trota invece che con lo speck) o la carne salada. Un libro per chi vuole cucinare, dunque. Sapori del Garda ha due elementi di novit: riporta ricette delle tre regioni che si affacciano sul lago Lombardia, Veneto e Trentino ed scritto in italiano, inglese e tedesco. Le ricette presenti provengono dalla tradizione, ma la gran parte viene dal confronto con tanti giovani e meno giovani chef che reinterpretano la cucina gardesana e la ripropongono con pi leggerezza e attenzione alle moderne esigenze alimentari. E per ogni piatto non manca labbinamento con i vini della zona.

Massimo Ghidelli nato in provincia di Milano e abita a Desenzano del Garda. Si occupa di promozione del turismo. Giornalista pubblicista, ha scritto la guida turistica Tesori bresciani e I golf bresciani, entrambi editi da La Compagnia della Stampa. Sapori del Garda il suo ultimo lavoro, dedicato alla grande passione per lenogastronomia tipica.
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HARLEY DAVIDSON
CAMBIO DI TENDENZA
della tradizione ma abbraccia al contempo la tecnologia, guadagna spazio, fa conoscere con nuova voce la sua intramontabile filosofia. Oggi il trend premia (forse anche per i troppi incidenti e il codice pi stringente) chi la strada se la vuole godere, e le Harley in questo sono maestre Cos anche Brescia registra un cambio di tendenza: sempre pi si abbandonano le leggere e tecniche moto da strada per meno veloci ma pi maneggevoli custom, si spende di pi (i modelli base HD vanno dai 10 ai 40.000 euro), ma ci si assicura una piccola opera darte meccanica dove la plastica quasi non appare e che, col tempo, pu diventare un inestimabile oggetto da collezione. Ma Harley Davidson anche sottocultura di stili, abbigliamento, personalizza-

Viaggio on the road dentro una passione su due ruote che ha conquistato migliaia di bresciani.
di SerGiO MaSiNi

Era il 1903 quando, a Milwaukee, William Harley e Arthur Davidson, poco pi che ventenni, svilupparono il primo modello di una bicicletta motorizzata destinata a fare storia, diventare mito e conquistare il cuore di innumerevoli generazioni. Moto della polizia americana, delle forze armate durante il primo e secondo conflitto, le ormai veterane, rombanti due ruote made in USA conobbero anche in Italia, col secondo dopoguerra, un crescente numero di entusiasti estimatori. Poi venne il tempo della velocit, della marcia corta giapponese, della piega indiavolata, e sembr che la sua leggenda stesse per tramontare: niente di pi sbagliato. A partire dagli anni 80 Harley Davidson si reinventa, si fa forte

zione, stile di vita e modo di pensare il viaggio. Da qualche anno a questa parte il suo mondo si popolato di giovani e biker al femminile, ha attirato professionisti, avvocati, studentesse, madri di famiglia. Tra harleysti, poi, ci si scambia subito un saluto, il complimento per uno specchietto originale o un consiglio per la passeggiata: basta poco per fare amicizia, e le occasioni dincontro e socializzazione sono numerosissime. Solitamente, chi siede su una motocicletta della casa di Milwaukee ama la compagnia, attivo, aperto e spesso un po romantico. Forse anche per questo sta premiando la scelta di proporre, tra i nuovi modelli, un gusto retr che ha il fascino di tempi pi semplici e sereni, che sanno di cuoio, metallo, coca-cola e rocknroll.
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OSTUME E SOCIET

alessandro, responsabile vendite harley davidson Brescia, conferma la costante crescita degli appassionati: Dal 2002 abbiamo registrato un ininterrotto ed esponenziale incremento, abbiamo pi di 1.500 fedelissimi e sempre pi curiosi che fanno capolino nel concessionario o agli eventi. Le ragioni? Secondo me leffettivo miglioramento del prodotto, accompagnato ad azioni di marketing pi oculate e vicine alle esigenze italiane, alla tipologia delle nostre strade, ma anche lintroduzione della patente a punti e il desiderio di investire in qualcosa che non si svaluti subito. Quanto conta e quanto incide lofferta dei molti accessori? fondamentale. Chi sceglie unHarley ha gi in testa la moto che vorrebbe e, grazie al tuning e alla vasta gamma di accessori, sa di poter raggiungere una totale personalizzazione della proprio mezzo, una moto che rispecchi personalit e stile del proprietario. Zaira, abbigliamento hd: Il merchandising rappresenta una componente importantissima dei ricavati dellazienda. Molti vestono HD pur non guidando una moto (ne amano semplicemente lo stile) ed un modo per sottolineare lappartenenza ad una certa filosofia di vita; senza contare i riflessi pubblicitario-commerciali: qualcosa che altre case ora hanno compreso e stanno cercando di imitare.

Quali sono i capi pi venduti? Caschi, guanti e naturalmente T-shirt: tradizione che, da ogni luogo visitato, si riporti una maglietta che lo ricordi. Anche Brescia ha la sua T-shirt Harley ufficiale. Sono in aumento i clienti donna? Luomo resta quello che spende di pi, ma labbigliamento femminile in crescita e non pi solo da occasionale passeggera. In pi stanno aumentando e sono seguitissimi gli eventi in rosa, come il Cocktail & Beauty (che prevedeva corsi di make-up ad hoc per motocicliste) o il prossimo Ladies ride test, che offre alle donne interessate loccasione di sperimentarsi per la prima volta alla guida.

BRESCIA CHAPTER, LA CHAPTER BRESCIANA DI H.O.G.


Un milione di persone in tutto il mondo unite dalla stessa passione: la Harley Owners Group. Affiliata ad H.O.G. Italia e diretta emanazione di Harley Davidson-Brescia, Brescia Chapter mette in contatto gli appassionati locali, promuove eventi, incontri, raduni e viaggi. Lassociazione conta ad oggi pi di 200 membri e, per chi volesse far parte del gruppo, il ritrovo ogni mercoled sera allOrso Furioso in viale SantEufemia, tra una birra e buona musica dal vivo. Qui si decidono le gite fuori-porta del week-end come i pi importanti impegni internazionali. Info: www.bresciachapter.com.

B.A.C.A.: BIKERS PER I BAMBINI


Bikers Against Child Abuse unassociazione internazionale nata nello Utah che, dal 1995 ad oggi, ha conquistato pi di 8.000 motociclisti. Il loro obiettivo aiutare bambini e madri vittime di abusi e violenza, restituire loro il sorriso, vegliare e rassicurare chi non pu difendersi da s. Dallo scorso novembre sono operativi e riconosciuti i capitoli di Brescia e Cremona (ai quali si affiancher a breve quello di Mantova). Tra le loro molteplici attivit: il sostegno delle case protette, dove vigilano sulla serenit degli assistiti e cercano di restituire ai pi piccoli la fiducia e la presenza di un modello maschile. Info: www.italy.bacaworld.org.
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UBRICA

GENTILE FARMACISTA...
di FraNCeSCO raSTrelli
Presidente dellOrdine dei Farmacisti della Provincia di Brescia

Manda la tua domanda a: francesco.rastrelli@dodicimesi.com

IL FARMACISTARISPoNDE
D// Anche questanno con larrivo del freddo si sono ripresentati fastidiosi arrossamenti, desquamazioni e geloni alle mani. Cosa mi consiglia di fare? Grazie Luana R// Cara Luana, i cosiddetti geloni o lupus pernio sono le chiazze da freddo che, frequenti nelle donne predisposte o in persone esposte a lungo al freddo umido, si presentano a mani e piedi, ma anche talvolta a naso, orecchie, natiche, ginocchia o talloni. Le forme iniziali mostrano una o pi chiazze rosso-bluastre pruriginose. Se il quadro pi grave si ha anche dolore. importante, se i piedi o le mani sono molto freddi, non avvicinarsi subito a fonti di calore quali ad esempio caloriferi bollenti , ma lasciare che si riscaldino gradualmente. importante coprirsi adeguatamente per proteggersi dallaria gelida, dal freddo e dal vento. I guanti sono perfetti, ma devono essere realizzati in tessuti che non irritino e di fibra naturale. fondamentale inoltre idratare la pelle tutti i giorni con creme emollienti o idratanti adeguate alla tipologia cutanea, possibilmente con poca profumazione. D// Le scrivo per poter condividere una mia riflessione riguardante le indagini svolte dal ministro della Salute Ferruccio Fazio che indicano come il 23% dei bambini italiani in sovrappeso. Risultati preoccupanti che si aggravano ancora di pi considerando il fatto che quasi tre milioni di italiani sono affetti da disturbi alimentari quali anoressia e bulimia. Si presenta cos unItalia con un rapporto contrastato con il cibo, rapporto che pu portare, come sappiamo, a numerose e gravi conseguenze. Tania R// Gentile Tania, ha toccato un argomento molto delicato e di notevole importanza. Quello che ha evidenziato un quadro preoccupante e che richiede lazione di numerosi soggetti, pubblici e privati, dalle scuole alle famiglie, affinch possano essere realizzati cambiamenti di qualit nel rapporto con il cibo e, di conseguenza, con il proprio corpo. fondamentale uneducazione alimentare che insegni a mangiare bene fin da piccoli. Le indagini del ministro della Salute Fazio da lei citate analizzano, infatti, numerosi errori alimentari che favoriscono la crescita del fenomeno obesit: bambini che saltano la colazione, che consumano merende ricche di calorie e grassi, non mangiano frutta e verdura, fanno poco movimento e vedono troppa televisione (met dei bambini ha un televisore in camera). Questi sono dati che ci devono indurre a riflettere, poich implicano la responsabilit di noi adulti, in primis come genitori. Altre indagini rilevano invece problemi di allarme di anoressia e bulimia, spesso favoriti dalluso pericoloso di internet: sono stati infatti segnalati centinaia di siti in cui le ragazzine possono scambiarsi consigli dannosi, ad esempio suggerendo alle coetanee i trucchi per non mangiare senza farsi scoprire dai genitori. necessario quindi mettere in atto comportamenti di sorveglianza e di educazione alimentare che prevengano e combattano comportamenti scorretti fin da piccoli.

PILLOLA

QUALCHE

arTriTe reUMaTOide, aTTeNTi al FUMO


Secondo una ricerca pubblicata su Annal of the Rheumatic Diseases, il fumo responsabile di pi di un terzo dei casi di artrite reumatoide, ed il fattore scatenante in pi della met dei casi in cui la patologia si presenta in persone che hanno una qualche suscettibilit genetica.

allarTrOSi Fa

Uno studio cond otto da ricercato ri dellUniversit te orientale mostr del Piemona come lassocia zione curcumina colina di soia, se -fosfatidilaggiunta al tratta mento standard, nel ridurre il dolor sia efficace e, migliorare la mo bilit e ridurre i div livelli del proces ersi so infiammatorio .

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delle province di

Bergamo, Brescia, cremona, mantova, Verona

L E G I O R N AT E D E L L A FA R M AC I A

FARMA

2011

Grazie a tutti gli espositori, i farmacisti e i visitatori che, con la loro partecipazione, hanno contribuito al successo della manifestazione.

Alla prossima edizione nel 2012


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UBRICA

SPECCHIO DELLE MIE BRAME


a cura di eNriCO FilippiNi

LINSUFFICIENZA VENOSA

insufficienza venosa un problema che colpisce oltre il 40% della popolazione nei paesi occidentali. Si stima che in Italia circa il 55% delle donne tra i 24 e i 55 anni accusa disturbi circolatori agli arti inferiori di varia gravit. Il problema soprattutto femminile, il rapporto uomo-donna di 1 a 3 e questo soprattutto per il diverso assetto endocrino metabolico femminile, che predispone alla ritenzione di liquidi e al rilassamento dei vasi venosi con tutto il corteo di sintomi e disturbi conseguente e cio pesantezza alle gambe, crampi dolorosi, formicolii, gonfiore ed edema alle gambe e alle caviglie. La comparsa di capillari e vene varicose deve allarmare e deve consigliare a tutti un rapido consulto col proprio medico, poich siamo gi oltre il semplice disturbo, nel campo della patologia conclamata. Come rimediare? Per prima cosa direi di controllare bene il peso corporeo, non stare fermi in piedi per lunghi periodi, nuotare, bere molta acqua, non sottoporsi a elevate fonti di calore e quando possibile tenere le gambe riposate e sollevate per qualche minuto. Qualche piccolo aiuto lo possiamo ricevere con lausilio di rimedi naturali per bocca o per via percutanea; attenzione allalimentazione: ridurre i carboidrati e i grassi aiuta ad abbassare linsulina, ormone lipodistrofizzante; mantenere ottimale la quantit di proteine stimola invece il gh, ormone molto importante nella sintesi del muscolo e nello scioglimento del grasso. Inoltre il gh ha un effetto protettivo sulla muscolatura dei

vasi, prevenendo e ritardando lalterazione di parete vascolare che precede i sintomi clinici di insufficienza venosa. Con la medicina estetica si possono ottenere lunghe remissioni dei disturbi pi frequenti agli arti inferiori: gambe gonfie e dolenti traggono un duraturo beneficio effettuando sedute di veicolazione trans dermica alternati a sedute di micro mesoterapia drenante e tecnologia elos: alternare le sedute di tutte queste nuove tecniche fondamentale, poich multifattoriale la causa che ha scatenato il problema circolatorio, e con diversi presidi terapeutici dobbiamo ottenere la remissione dei sintomi e poi la guarigione definitiva. Un piccolo accenno per concludere lo devo fare alle due terapie a me pi care per combattere capillari e vene varicose: la laser terapia e le infiltrazioni endovenose di schiuma; la prima ha permesso di sostituire sempre pi frequentemente la classica scleroterapia, permettendo un

ottimo miglioramento dellinestetismo con applicazioni incruente (non aghi, non fuoriuscita di sangue, non cerotti, fasce, ecc). La seconda ci ha permesso di curare e risolvere con successo medie e grandi varici, una volta destinate inesorabilmente alla chirurgia, il tutto in ottima sicurezza.

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The SOCial NeTWOrK
Regia: David Fincher Cast: Jesse Eisenberg, Justin Timberlake, Andrew Garfield, Armie Hammer, Max Minghella. Genere: biografico Produzione: USA 2010 Durata: 102 minuti Uscita nelle sale: 12 novembre 2010 A noleggio: 23 febbraio 2011 In vendita: 3 marzo 2011 Trama: Siamo nel 2004 ad Harvard. Mark Zuckerberg uno studente brillante ma dalle scarse doti relazionali. Dopo essere stato lasciato dalla fidanzata crea un software per poter pubblicare online le foto delle pi belle ragazze delluniversit. Inizia cos la storia del creatore di Facebook e delle sue vicende private e legali.

EMPO LIBERO

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VIDEOTECA

a cura di eliZaBeTh BerTOli

PROMOSSO
elena, 29 anni, impiegata: Un ottimo film, gli attori sono bravi e i dialoghi curati. antonio, 51 anni, medico: sicuramente indirizzato ad un pubblico che ha dimestichezza con le nuove tecnologie, nellinsieme interessante e ben fatto. Carla, 35 anni, traduttrice: Ero scettica ma mi sono ricreduta, un bel film, piacevole. paola, 32 anni, consulente: Una bella analisi sociologica del motivo che ci porta ad utilizzare i social networks. Matteo, 38 anni, grafico: Regia e interpretazioni davvero brillanti, Fincher uno dei miei registi preferiti. daniele, 21 anni, cameriere: Bella storia di un ragazzo che crea un impero dal niente. Nicola, 44 anni, imprenditore: Un capolavoro, regia attori e sceneggiatura fantastici.

Regia: Fausto Brizzi Cast: Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Lucia Ocone, Alessandro Preziosi, Carla Signoris, Luciana Littizzetto, Claudio Bisio, Nancy Brilli. Genere: commedia Produzione: Italia 2010 Durata: 113 minuti Uscita nelle sale: 27 ottobre 2010 A noleggio: 3 febbraio 2011 In vendita: 2 marzo 2011 Trama: Una commedia che ruota attorno alleterno conflitto tra uomini e donne narrato attraverso le storie di quattro coppie. Walter e Monica sono alle prese con il primo figlio; Chiara e Diego sono i loro vicini di casa e litigano in continuazione; Marta e Andrea sono coinquilini e oltre allappartamento condividono lamore per la stessa ragazza; attorno a loro si sviluppano le vicende quotidiane di un gruppo di amici affiatati.

MaSChi CONTrO FeMMiNe

PROMOSSO
Manuel, 48 anni, gestore di un bar: una bella commedia, divertente e anche interessante. Carolina, 43 anni, operaia: simpatico e gli attori sono molto bravi. Valeria, 25 anni, commessa: uno dei film pi divertenti che abbia visto di recente, mi piaciuto tantissimo. Giovanna, 36 anni, impiegata: Un film simpatico e piacevole, non un capolavoro ma scorrevole e mi ha fatto sorridere. Marzia, 22 anni, stagista: Carino, si fa vedere, anche se ci sono troppi stereotipi.

BOCCIATO

BOCCIATO

alessandra, 22 anni, studentessa: La storia la solita del sogno americano, non ha aggiunto nulla a ci che gi sapevo. davide, 28 anni, magazziniere: Non capisco come faccia la gente ad acclamarlo, noioso e scontato. pamela, 41 anni, parrucchiera: Sono perplessa, non capisco dove voglia andare a parare.

davide, 28 anni, magazziniere: Brutto e scontato, hanno unito un po di storielle e di gag senza venire a capo di niente. Melania, 31 anni, impiegata: Mi sembrato mediocre, battute e storia di scarsa qualit. domenico, 41 anni, fornaio: Mamma mia che tristezza, banale e le battute sembrano forzate, peccato perch con degli attori cos mi aspettavo molto di pi. Sarah, 23 anni, studentessa: Il tema era scontato e lo anche il film. Stefano, 34 anni, muratore: Scontato, banale, mi sono annoiato a morte.
MESI 12aprile 2011

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SUCCESSO

20 11

20 11

Nuova zelanda devastata dal sisma. Epicentro nella citt di Christchurch: un centinaio i morti, ma molti sono ancora dispersi. Il terremoto ha colpito allora di pranzo. //10.marzo

20 11

20 11

20 11

//8.novembre //20.marzo

Libia, raid aerei e missili da cielo e mare, in risposta al massacro dei civili e alle minacce di Gheddafi contro i rivoltosi. Loperazione Odissea allalba: in campo caccia francesi e inglesi e le navi Usa. Il colonnello minaccia rappresaglie. Italia, La Russa: italiani pronti, Bossi contrario: violati i patti.

20 11

successo...

MONDO

//23.marzo Addio a Liz. Con la Taylor scompare l'ultima grande star di Hollywood. Una vita tra grande cinema (due premi Oscar) e una tumultuosa dimensione privata. La diva ha animato le cronache rosa e il gossip per i suoi numerosi mariti, il grande amore con Richard Burton, l'amicizia con Michael Jackson. La famiglia: Niente fiori ma contributi alla lotta all'aids.

MESI 12aprile 2011

20 11

Berlino, Angela Merkel scarica il nucleare: Prima ne usciamo, meglio . La cancelliera federale, leader di una coalizione di centro-destra, accelera verso l'abbandono dell'atomo: la Germania chiuder le sue 17 centrali e punter sulle energie rinnovabili.

//23.marzo

20 11

Tibet, il Dalai Lama annuncia le dimissioni da capo del governo, attualmente in esilio, per lasciare il posto a un nuovo dirigente liberamente eletto. Lintenzione di rinunciare al ruolo politico ma non a quello spirituale. Il governo cinese: Solo un tranello.

//20.marzo Egitto, vittoria dei s al referendum. Il fronte dei favorevoli ha raggiunto il 77,2%, contro il 22,18% dei no. Laffluenza alle urne stata del 41%. Il referendum sulle modifiche alla Costituzione stato il primo voto del dopo Mubarak.

20 11

//23.febbraio

//11.marzo Tsunami, apocalisse in giappone. Un sisma di 8,8 Richter scuote il nord-est del Paese e provoca un maremoto con onde fino a 10 metri. Migliaia le vittime. Allarme nucleare alla centrale di Fukushima: emissioni radioattive superiori di 1.000 volte al normale e reattori fuori controllo.

//22.marzo

Belgio a rischio dissoluzione. Bruxelles senza governo da 281 giorni: un record mondiale, che supera quello detenuto dallIraq (248 giorni). Insanabile il dissidio tra Fiandre (i fiamminghi, pi numerosi, pi ricchi e di lingua olandese) e Vallonia (i valloni, meno numerosi, pi poveri e francofoni).

//22.marzo Protesta in Yemen. Saleh: " colpo di Stato, ci sar una sanguinosa guerra civile". Gueste le parole del presidente dopo la defezione di alcuni generali che si sono uniti ai manifestanti.

20 11

Trovato il corpo di Yara. Il rinvenimento a una decina di chilometri dalla casa della tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010 da Brembate, nella bergamasca.

successo...
20 11

ITALIA

20 11

Vola il petrolio, riparte linflazione. Il caos in Libia, uno dei principali produttori di petrolio, fa schizzare il petrolio ai massimi livelli, con il Brent (petrolio finanziario scambiato in Borsa) a quota 110 dollari, la benzina verde supera 1,5 euro e il gasolio 1,4. In Italia lindice dei prezzi 2011 balza a +2.1%. Associazioni consumatori: incrementi pari a 210 euro annui per famiglia.

//24.febbraio

//23.febbraio Scandalo affitti a Milano. Si dimettono i vertici della casa di riposo Pio Albergo Trivulzio. Laccusa di avere affittato o venduto appartamenti di pregio a prezzi stracciati a politici e persone del bel mondo milanese. Il sindaco Moratti: Segnale di chiarezza.

20 11

150 dellUnit dItalia. Napolitano: LItalia una sola. Unit e costituzione ci guidano. Le parole del capo dello Stato ("Se fossimo rimasti come nel 1860, divisi in 8 Stati senza libert e sotto il dominio straniero, saremmo stati spazzati via dalla storia") hanno aperto le celebrazioni. Solo sei leghisti presenti in Aula. Berlusconi fischiato in strada.

//17.marzo

20 11

//27.febbraio

SUCCESSO

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//22.marzo Milano, assolto il tabaccaio che spar ai rapitori. Assolto in appello per legittima difesa putativa Giovanni Petrali che in primo grado era stato condannato per omicidio colposo e lesioni.

//24.febbraio g8 a genova. La Corte europea dei diritti delluomo assolve l'Italia: per la morte di Giuliani, il giovane ucciso durante gli scontri per il vertice dei grandi nel 2001. Il padre del ragazzo: "Non ci arrendiamo e andiamo avanti". //11.marzo

20 11

20 11

giustizia, varata la riforma epocale. Il Cdm licenzia i 18 articoli del testo costituzionale. Berlusconi: Se fosse stata in vigore non avremmo avuto tangentopoli. Lopposizione: solo un bluff. LAnm: pronti allo sciopero.

20 11

20 11

//03.marzo

Tassa sul contante: prelevare allo sportello bancario ora pu costare anche 3 euro. Lobiettivo delle banche incentivare lutilizzo della moneta virtuale (bancomat e carta di credito). Adusbef: Penalizzati gli anziani.

//21.marzo Lampedusa, cresce lemergenza sbarchi: 5.400 immigrati, isola allo stremo. La Chiesa locale attacca il governo Stato latitante con la popolazione. Oggi lItalia non unita n unica. Siamo soli.

MESI 12aprile 2011

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SUCCESSO

20 11

20 11

Muore tra le fiamme sulla poltrona di casa, in via Vantini. La vittima, 80 anni, Gastone Pagliarini, una vita nel Partito repubblicano. La badante era uscita da poco, una sigaretta ha acceso il rogo. //24.febbraio

Stop al fotovoltaico nei campi. Fotovoltaico e biogas, la Provincia chiede alla Regione regole pi definite. L'iniziativa degli Assessorati all'agricoltura e all'ambiente che lamentano un eccessivo consumo di aree agricole, troppo spesso convertite in campi fotovoltaici. Nel mirino anche i biodigestori, impianti che non dovrebbero pi essere alimentati con materie prime quali mais e cereali.

20 11

Rivoluzione telematica per lInps. Dallinizio di questanno le domande di disoccupazione, mobilit e accentramento della posizione contributiva vanno presentate on-line.

20 11

//27.febbraio

//26.febbraio

//03.marzo

Caffaro Chimica di via Milano, accordo firmato. Le rappresentanze sindacali unitarie e la Cisl siglano lintesa con Chimica Emilio Fedeli. Il titolare Donato Todisco: Entro due anni bilancio in pareggio. Subito un investimento da 2 milioni.

20 11

20 11
MESI 12aprile 2011

Autovelox truccati, multe false per 11 milioni di euro. La Garda Segnalese srl di Desenzano al centro di unindagine nazionale per una truffa colossale.

successo...

BRESCIA
20 11

//24.marzo

XX Miglia in Castello. LAics Brescia, Associazione italiana cultura e sport, organizza, in collaborazione con la Fidal e con il patrocinio dei Comuni di Brescia, Nave e della Circoscrizione Centro, la seconda edizione della XX Miglia, la manifestazione podistica competitiva e non che si correr il 10 aprile. La gara si snoda su un percorso di 32 km, con partenza e arrivo in Castello.

20 11

//19.marzo

Statale. Tremonti: Brescia non mi sembra che soffra poi cos tanto per i tagli. Queste le parole del ministro allinaugurazione dellanno accademico dellUniversit Statale. Tagli che, nonostante lateneo cittadino sia rientrato nellelenco dei virtuosi del Miur, ammontano a 2 milioni per il 2010.

//01.marzo

//02.marzo Banda larga, Brescia in ritardo rispetto alla media nazionale. Solo il 55% dei Comuni ha una completa copertura Adsl. In 29 Comuni lAdsl raggiunge meno del 5% della popolazione. //21.marzo Comuni, tagli per 20 milioni. Sono 71 i Comuni bresciani con pi di 5.000 abitanti colpiti dai tagli in Finanziaria e dal rispetto del Patto di stabilit.

20 11

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