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12/DODICIMESI

MarzO 2013 nUMErO 2 RIVISTA MENSILE 2,50


VIA PAGLIA, 26 24122 BERGAMO. ITALIA TEL. 035.19903554 redazione@dodicimesi.com

12/DODICIMESI
sommario ruBriCHe
7 11 15 19 32 76 LEDITORIALE PRODOTTO & MERCATO STRATEGIA DIMPRESA BACHECA INSIDE PARETE NORD

DIrEttOrE rESpOnSaBIlE GIORGIO COSTA DIREZIONE@EDIZIONI12.IT COOrDInaMEntO DONATELLA CAR GIUSEPPE RUGGIERI HannO COllaBOratO SILVIO BETTINI, DONATELLA CAR, ALESSANDRO CHEULA, MARCO CIMMINO, MARIO CONSERVA, LAURA DI TEODORO, GIOVANNA DOLCI, FULVIO FACCI, BRUNO FORZA, LORENZO FRIZZA, ROBERTO GIULIETTI, LAURA BERNARDI LOCATELLI, SARA NORIS, ANTONIO PANIGALLI, LELIA PARISI, MASSIMO ROSSI, GIUSEPPE RUGGIERI, ROSANNA SCARDI, DANIELE SELINI, GIORDANA TALAMONA, DONATELLA TIRABOSCHI, ALESSANDRA TONIZZO. EDItOrE EDIZIONI 12 SRL rEDazIOnE VIA PAGLIA, 26 - 24122 BERGAMO TEL. 035.19903554 REDAZIONE@DODICIMESI.COM SEDE LEGALE: BRESCIA VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI, 163 rEgIStrazIOnE TRIBUNALE DI BERGAMO N. 10/12 DEL 16/03/2012 IMpagInazIOnE SALES SOLUTIONS SRL FOtOgraFIE ARCHIVIO SALES SOLUTIONS, UMBERTO FAVRETTO AGENZIA REPORTER, ROLANDO GIAMBELLI IL FOTOGRAMMA, PATRICK MERIGHI BRESCIA IN VETRINA, CRISTINA MININI StaMpa STILGRAF . BRESCIA . ITALIA pUBBlICIt VIA PAGLIA, 26 - 24122 BERGAMO TEL. 035.19903543 SEGRETERIA.BERGAMO@SALESOLUTIONS.IT MATERIALI: ADVERTISING@SALESOLUTIONS.IT aBBOnaMEntO annUalE 30 TRAMITE BONIFICO BANCARIO INDICANDO NELLA CAUSALE ABBONAMENTO ANNUALE 12 MESI E NOME DELLABBONATO IBAN: IT 07 R05116 11201 000000027529 PER RICEVERE LA PUBBLICAZIONE, INSIEME AL BONIFICO SAR NECESSARIO INVIARE UNA MAIL (ABBONAMENTI@DODICIMESI.COM) O UN FAX (AL N. 030.3758444) INDICANTE, OLTRE AL NOME DELLABBONATO, LINDIRIZZO AL QUALE INVIARE LA RIVISTA E UN NUMERO DI TELEFONO

Pensieri di
8 KRIZIA: LA VERA ELEGANZA? SENTIRSI SEMPRE A PROPRIO AGIO 12 ERNESTO GATTI: ECCO GLI ERRORI DA EVITARE QUANDO SI CERCA UN LAVORO 16 ALDO COLONETTI: SE CI FOSSE MARX SAPREBBE COSA DIRE AI NOSTRI POLITICI 20 CLAUDIO SOTTOCORNOLA: INCAPACI IN INTERIORIZZARE, ECCO IL MALE DEI GIOVANI DOGGI

inCHiesTa

ITALIAN SOUNDING: SEMBRA BUONO, MA NON LO

P. 25

TerriTorio

inCHiesTa

WI-FI: PICCOLE RETI 36 STRADE E QUARTIERI: MONTEROSSO, CRESCONO, LOASI VERDE CHE RISCHIA DI TRASFORMARSI MA NON TROPPO IN UN GHETTO P. 63 40 HINTERLAND: UN PAESE, TRE CAMPANILI, A SORISOLE LINTEGRAZIONE FATICA A DECOLLARE 61 IL LIBRO: LA COMPARSA, UN ROMANZO SULLITALIETTA CHE PREMIA I MEDIOCRI 78 WHAT'S UP? BRUTTO MALEDUCATO! 80 RUGBY, ANCHE A BERGAMO BOOM

aLTro

inCHiesTa
CASE CHIUSE PROBLEMA APERTO

P. 69

La ProVinCia

P. 44

Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

LA SCOMMESSA DELLA BASSA: AGRICOLTURA DI QUALIT E RISCOPERTA DEL TURISMO DARTE


12DODICIMESI MEnSIlE DI attUalIt ECOnOMIa InCHIEStE OpInIOnI E CUltUra Da BErgaMO E Dal MOnDO

L/ editoriale
di GIORGIO COSTA

Tot, Peppino e lemiro del Qatar


Il 25 febbraio, come quasi tutti gli italiani, ero immerso negli esiti delle elezioni, incollato alla tv. Nei commentatori percepivo un crescente aumento di tensione che si rifletteva anche sul mio inconscio. I risultati arrivavano a ondate e, tra una pausa e laltra, ormai irrequieto, facevo disperatamente zapping anche su canali che non sapevo esistessero. Saltavo da una trasmissione di cucina per bambini chef prodigio, ad unaltra dove ti insegnano a spellare un porcospino, nel frequentissimo caso che ci si smarrisca nella giungla del Borneo. Tra un film sui gladiatori e un bianco e nero francese, il tempo medio di permanenza su un canale era di tre secondi cronometrati. Fui salvato da questa frenesia, nellincocciare un programma, non saprei pi dire su che canale, di mix di gag comiche dei mitici Tot e Peppino. Prima di tornare in crisi di astinenza di Vespa e Mentana, riuscii a vedere la scenetta in cui il principe De Curtis vendeva la fontana di Trevi per dieci milioni di lire ad un arricchito oriundo americano. Poi prevalse il thriller elettorale e ritornai a exit poll, instant poll e risultati. A notte fonda, spento lo schermo per sfinimento, andai a letto in cerca di un sonno ristoratore. Ma quella notte non sognai Bruno o Enrico, Gianfranco o Beppe e neanche Crozza, la Merkel o il circo delle meraviglie. Nelladdormentarmi diventai Tot. Ero a Pompei e giravo tra le mirabili rovine alla ricerca di un pollo. Non di un volatile sintende, ma di un riccone da spennare. Osservavo giapponesi occhialuti, olandesi sprezzanti e grassi, tedeschi che gettavano lattine di birra vuote oltre

le transenne delle domus crollate, ma niente da fare, nessun possibile affare in vista. Stavo per abbandonare quando fui abbordato da un uomo robusto, occhiali neri, barba e copricapo arabo kefiah che mi chiese quanto volevo per vendergli Pompei e qualche centinaio di ettari nei dintorni. Pensai: qui la sola la prendo io e sparai irridente: un decimo del debito pubblico italiano. Ma quello era lemiro del Qatar, non un quaquaraqua qualunque, tolse dalla tunica un portafoglio di Prada, fece un assegno di 200 miliardi di euro tondi tondi, fece un leggero inchino per ringraziarmi, si volt e, con un gesto della mano, diede il via ai lavori. Schiere di archeologi, restauratori e tecnici ristrutturarono le rovine, sorsero bellissimi resort inseriti nellambiente, allevamenti biologici di bufale diedero lavoro ai caseifici locali. La Qatar Airways attiv dei voli diretti da Singapore, Francoforte e New York su Fiumicino e Capodichino. A Pompei i congressi internazionali e i pullman di turisti non si contarono pi ed eravamo tutti felici e contenti. Il risveglio arriv come un pugno nello stomaco. Lemiro del Qatar, quasi genio della lampada, era ritornato nel libro delle favole. Nella realt, andando su Google quella mattina seppi che il mio uomo stava trattando, non con Tot, ma con lEgitto, per gestire Luxor e le piramidi. Quella sera andai a dormire desiderando che il principe Antonio De Curtis, alias Tot, fosse ancora tra noi. Lui s che sarebbe stato un grande primo ministro, altro che clown.

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/pensieri di

/pensieri di

La vera eleganza?
sentirsi sempre a proprio agio
Parla la stilista bergamasca Mariuccia Mandelli, in arte Krizia: Essere alla moda significa non tradire la propria essenza e il proprio gusto.

rizia, lei unaffermata stilista, conosciuta in tutto il mondo, con radici nel mondo. Qual oggi il suo legame con Bergamo ? la mia citt, lho sempre amata moltissimo e ci ritorno sempre volentieri. Quando successo lultima volta? Non ricordo con precisione, ma non molto tempo fa. Che cosa in particolare la affascina? Trovo che Citt Alta sia sempre meravigliosa, un luogo curato, antico, ma al tempo stesso sempre nuovo. Si pu sempre scoprire qualcosa camminando tra i vicoli. Che cosa, invece, non le piace? Di primo acchito sarei tentata di rispondere niente. Ripensandoci, dal momento che non ci vivo pi, non saprei dire con esattezza che cosa funziona e che cosa no. Preferisco quindi astenermi da una valutazione. Un ricordo particolare? Sono moltissimi e tutti molto belli, legati alla mia infanzia, alla mia famiglia e a mia sorella. Che cosa la rende fiera di essere bergamasca?

Il senso del dovere; credo che questo sia il tratto distintivo della nostra terra, il marchio dei bergamaschi nel mondo. Se fosse il sindaco della citt? A Milano dicono ofel fa ol t mest, quindi il primo cittadino lo lascio fare volentieri a Tentorio. Bergamo candidata a capitale europea della cultura Anche la moda e produce cultura, una forma darte che arricchisce chi la fa e chi la indossa. Come larte, rende il mondo pi bello. Cosa la moda? Non si pu dire la moda possiamo dire che la moda esiste e poi ognuno la personalizza come meglio crede. Essere alla moda solo un modo di dire? No, significa essere se stessi, non tradire la propria essenza e il proprio gusto. Gli stilisti che ammira di pi? Chanel e Armani. Che cos leleganza? Uno stato danimo, principalmente Sentirsi sempre a proprio agio. Che cosa nota per prima cosa nellabbigliamento di una donna? Sar per deformazione professionale, ma guardo subito se indossa un mio abito.

La crisi pu rivelarsi anche unopportunit, ma solo se si guarda il bicchiere mezzo pieno


Non avesse fatto la stilista cosa avrebbe fatto? La maestra, i bambini sono incredibili. un lavoro che d gioia. Il complimento pi bello? Quello che deve ancora arrivare. Non si pu dar nulla per scontato nella vita come nel lavoro. Ogni giorno e ogni impresa devono essere forieri di nuovi stimoli. La delusione pi grande che ha mai provato? Forse per alcuni miei collaboratori in cui credevo molto e che mi hanno tradita. Un capo che avrebbe voluto disegnare lei? Ogni stilista ha appunto il suo stile inconfondibile, perch riflette la personalit. Tendenze per la prossima stagione? Mi piace molto la pelle in tutti i suoi sviluppi. Gli errori stilistici da evitare? Se si in linea con se stessi non si sbaglia mai. Che consigli darebbe a una ragazza che punta a diventare stilista? Perch dovrebbe trattarsi di una ragazza? Perch non un ragazzo?. I must have irrinunciabili del guardaroba di ogni donna? Una giacca, un tubino nero e una camicia bianca. Moda e cibo: due eccellenze che salveranno lItalia... Concorda? Pi di tutto direi che ci salver la creativit, in qualsiasi campo si esprima. Anche se nei due settori la facciamo ancora da padroni. La crisi pu rivelarsi anche unopportunit per le aziende? Solo se si guarda il bicchiere mezzo pieno; in realt un momento molto difficile. La sua azienda ne ha risentito? Come tutti, anche se immagino che le piccole realt stiano soffrendo maggiormente rispetto ai grandi brand. Nella vita privata conta pi rimorsi o rimpianti? Nessun rimpianto, ma qualche rimorso s. Tra i sette vizi capitali quale, secondo lei, il pi capitale? Linvidia mi estranea, un sentimento che non provo verso niente e nessuno. Le colpe che le inducono indulgenza? Quelle del cuore. Una cosa che proprio non sopporta? La maleducazione in tutti i contesti in cui si manifesta.

la scheda
Mariuccia Mandelli, in arte Krizia (un nome preso a prestito dal dialogo di Platone sulla vanit femminile), nasce a Bergamo nel 1935. Fin da giovane nutre la passione per la moda, dimostrando una particolare attitudine per il taglio, il cucito e lideazione di capi dabbigliamento. Studia in Svizzera e divenuta maestra elementare, ma lascia la cattedra per aprire un laboratorio a Milano, dove, con lamica Flora Dolci, inizia a produrre gonne e vestiti semplici, dalla linea essenziale e fresca. Alla sua prima sfilata a Palazzo Pitti, nel 1964, si aggiudica il premio Critica della Moda. Oggi Krizia conta molte licenze, dai profumi ai vini, e ha nel mondo boutique monomarca direttamente controllate e numerose boutique in franchising. commendatore della Repubblica Italiana.

Una cosa che non sopporto la maleducazione, in tutti i contesti in cui si manifesta
Il suo dress code per tre occasioni: giornata di lavoro, cerimonia e serata importante? Una giacca abbinata a un pantalone o ad un abito, arricchita da accessori importanti, bastano questi elementi per essere perfette in ogni occasione.

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prODOttO&MErCatO

LA/rUBrICa
prevede di intervenire sui fornitori della sanit per 5,3 miliardi; riducendo salari e stipendi per 600 milioni; chiedendo 2 miliardi di euro extra agli utenti, ovvero a chi necessita di cure o prescrizioni mediche. In questo modo si sposta una piccola parte percentuale, ca. 1,8% (grande in valore assoluto), dellonere complessivo dalla collettivit che paga le tasse (o meglio da quella porzione di collettivit che paga le tasse) al cliente del SSN. In altri termini la volont espressa quella di ridurre gli sprechi e guadagnare efficienza da un lato, di addossare una parte dei maggiori costi agli utenti/clienti dallaltro. Potrebbe essere questa una ricetta condivisibile, a condizione che il guadagno di efficienza non peggiori la qualit del servizio offerto e sempre che la maggior contribuzione richiesta aiuti a ridurre gli sprechi (quanti farmaci scaduti gettiamo ogni anno?) e non a penalizzare alcune categorie di soggetti, magari pi deboli. Pur nella consapevole caduta sui soliti luoghi comuni, non possiamo poi prescindere da una breve disanima dei diversi ambiti regionali, poli di governo del servizio stesso. Se analizziamo congiuntamente due valori desumibili dai dati ufficiali, possiamo farci unidea, sia pur grossolana, della differente situazione nelle diverse regioni. Il risultato di bilancio pro capite ottenuto nella gestione del SSN dalle diverse amministrazioni regionali evidenzia la capaManovra sanitaria (/mil.)
Fabbisogno totale SSN Finanziamento statale stanziato Residuo da stanziare Reintroduzione Ticket Finanziamento Statale programmato

salute,

Cara saLuTe
recente il dibattito, sulla futura sostenibilit del welfare e pi in particolare sulla sostenibilit del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nel nostro paese, dibattito che non e non pu essere privo di strascichi polemici in considerazione delle implicazioni economiche e sociali ad esso sottostanti. La sanit italiana senza dubbio uno dei pilastri su cui si fonda il nostro stato sociale: il diritto garantito a chiunque di fruire di prevenzione e cura delle malattie gratuitamente o quasi, rappresenta una grande conquista democratica. anche vero che la spesa necessaria per sostenere tale conquista non poca cosa: nel 2011 lo stato ha finanziato il SSN con 108,7 miliardi di euro, circa il 25% dellintero bilancio statale. Oggi la nostra sanit si dibatte tra istanze contrapposte: da un lato ci sono le politiche di riequilibrio di bilancio pubblico che richiedono una revisione dei capitoli di spesa; dallaltro subisce la crescente domanda di cure di una popolazione che continua ad invecchiare. Il nostro SSN sistema sostanzialmente sano con buone prospettive di sostenibilit e poli di sicura eccellenza, ma non significa che non sia migliorabile. Inoltre non vero che le ultime politiche di bilancio riducono lo stanziamento netto a favore della sanit, ma si limitano a ridurne lincremento, ricorrendo ad una maggiore contribuzione (ticket) richiesta alla popolazione. La tabella mostra la dinamica di spesa per il triennio 2011/2012 dalla quale si evidenzia come la reintroduzione dei ticket, appunto, ha pesato sulla collettivit per 386,5 milioni nel 2011 e 834 milioni nel 2012. Ben pi articolate sono invece le misure previste per il biennio 2013/14, quando serviranno circa 8 miliardi di euro. Si

cit di alcune di esse, quali a puro titolo di esempio: il Piemonte, la Lombardia, Il Friuli, LEmilia Romagna e la Toscana, di impiegare efficacemente le risorse ricevute, mentre altre, come Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia e Puglia, continuano da anni a consuntivare risultati di bilancio negativi; queste ultime indicate, cumulano un disavanzo pari all86,4% del disavanzo complessivo. Il secondo valore, ovvero il saldo della cosiddetta mobilit sanitaria interregionale, esprime la tendenza della popolazione a spostarsi dalla propria regione per ricevere cure in una regione differente. Anche se qualche aggiustamento deve essere considerato perch il dato comprende prestazioni erogate a cittadini che dimorano nel territorio dove ricevono il servizio, ma che risultano residenti altrove, la mobilit interregionale deriva dalla aspettativa di ricevere cure importanti o migliori rispetto a quelli ottenibili nel proprio territorio. Da questo punto di vista alcune situazioni sono emblematiche, in Campania per esempio, osserviamo risultati di bilancio negativi e una forte propensione della popolazione a spostarsi in altre regioni per ricevere cure adeguate, a dimostrazione che non sempre una maggior spesa genera una migliore qualit del servizio reso, anche queste sono tematiche circa le quali i nostri governanti dovrebbero darci conto.
2010
105.566 105.566 0 0 105.566

2011
107.287 106.633 486,5 -386,5 106.733

2012
109.614 108.780 834 -834 108.780

Dati: Fondazione Cencis Cergas Universit Bocconi

di SiLviO BeTTini
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/pensieri di

/pensieri di
ma di avere in tasca oltre che al piano A, un piano B e un piano C. Soprattutto in questi momenti non bisogna legarsi rigidamente al proprio schema lavorativo. C spazio per chi ha voglia di fare, serve solo maggiore spirito di adattamento. Nei giovani mi aspetto sempre entusiasmo e voglia di fare. Le iscrizioni allUniversit sono in netto calo. Quale percorso formativo suggerisce? Ognuno deve seguire quello che sappia meglio valorizzare il proprio talento. Senza dubbio oggi consiglierei ingegneria, anche gestionale, e per chi ha coraggio percorsi formativi legati allambiente, alla tecnologia e alla green economy. problemi e di sorridere almeno due volte al giorno. Come si gestisce un buon gruppo di lavoro? Con la massima onest e trasparenza, cercando di valorizzare ogni singolo individuo allinterno del gruppo, senza fare al contempo prevalere mai lindividualismo, perch bisogna ricordare che al risultato finale concorre sempre e comunque il gruppo. Come si tiene alta la motivazione in questo periodo di crisi? In questo momento bisogna lavorare sul breve periodo in modo molto forte, evidenziando le opportunit che potranno aprirsi nel medio e lungo periodo, ripagando un domani si spera non troppo lontano i sacrifici di oggi. Cosa fare quando il clima in azienda diventa troppo caldo o troppo freddo? Per riscaldare il clima bisogna riportare le persone a sognare e a riscoprire il piacere di lavorare assieme. Se invece il clima si surriscalda e diventa conflittuale vuol dire che si sono fatti errori gravi che vanno corretti rivedendo tutto daccapo. Il clima conflittuale porta allesasperazione ed ha sempre esiti distruttivi. Il modello tedesco si pu replicare in Italia? Razionalit, rigore e seriet sono qualit tedesche che sarebbe auspicabile vedere anche in Italia, specialmente in politica. Di contro per noi italiani abbiamo creativit, cuore e fantasia. Il modello perfetto riesce a tenere in equilibrio testa e cuore. LEuropa politica unutopia o unipotesi concreta? Fino ad oggi ho visto scarsa concretezza. Mi sembra evidente che lEuropa rester indietro se si continua a parlarne e basta, purtroppo spesso e volentieri a sproposito. Quali consigli per chi si appresta ad avviare unimpresa?

Ecco gli errori da evitare quando

si cerca un lavoro
Intervista a Ernesto Gatti, responsabile del personale di Mediamarket: Tra i punti deboli di chi arriva ai colloqui c la rassegnazione, che si percepisce e non aiuta il candidato
di Laura Bernardi Locatelli

Smartphone e tablet? Strumenti positivi per le relazioni, ovviamente se usati in modo corretto
Oggi come non mai bisogna pianificare con cura tempi e risorse, nella consapevolezza che fare limprenditore implica un coinvolgimento al 100 se non al 200% nella propria attivit. un percorso professionale stupendo, ma che richiede grandissimi sacrifici. Come immagina lItalia da qui a 10 anni? Mi piace pensare a unItalia pi europea e a un Paese di cui essere orgogliosi, con meno burocrazia e maggiore attenzione al welfare. Il futuro dipende da ci che facciamo oggi. LItalia ha bisogno di una nuova classe dirigente? Abbiamo bisogno di persone che si mettano davvero a disposizione del Paese e portino avanti il loro compito con impegno e seriet. Lei vende tecnologia: gli smartphone avvicinano o allontanano i giovani? Sono convinto che siano strumenti positivi che aiutino a migliorare le relazioni, ovviamente se usati in modo corretto. bellissimo vedere nonni e nipoti scegliere insieme nei nostri negozi uno smartphone o un tablet, che poi utilizzeranno insieme a casa. Dipende tutto dalleducazione che si riceve in famiglia: evidente che se ognuno se ne sta davanti ad uno schermo non si possa nemmeno parlare di relazioni.

ottor Gatti, quali sono le maggiori difficolt per chi deve entrare nel mondo del lavoro? Con la crisi e la recessione il mercato del lavoro anzich assumere espelle. La burocrazia e la nuova Riforma non aiutano perch invece di introdurre flessibilit hanno portato diversi elementi di rigidit. La Riforma Fornero una buo-

na legge in un mercato stabile, ma oggi la situazione non consente il posto fisso che tutti vorremmo. E poi in Italia deteniamo un primato negativo: abbiamo il costo del lavoro pi alto dEuropa e gli stipendi pi bassi. Quali sono i punti deboli dei candidati che le scrivono? Oggi le candidature sono spesso pi che buone, ma il lavoro che manca. Chi cerca unoccupazione sa mettersi in discussione, ma tra i punti deboli in que-

sto momento difficile indico la rassegnazione, che in un colloquio si percepisce e non certo un atteggiamento che premia. Ovviamente va tenuta a bada anche la presunzione, che pu risultare davvero insopportabile. Cosa, di contro, apprezza maggiormente in un curriculum? Un percorso di studi ben costruito e concluso in tempi veloci, oltre alle esperienze lavorative effettuate nel frattempo, dagli stage, con un particolare occhio di riguardo ai tirocini allestero, ai lavoretti per mantenersi gli studi. Quanto pesano le raccomandazioni? La raccomandazione serve a far arrivare un curriculum sulla scrivania, ma senza spessore e qualit non si va avanti. Quanto conta la prima impressione? Conta poco: presentarsi male non gioca certo a favore, ma anche presentarsi troppo bene non apprezzato. Il mio consiglio? Non bruciarsi subito. Tra donne e uomini sul lavoro che differenze trova negli ultimi anni? Lazienda per cui lavoro al 50% femminile e non posso far altro che ripetere che, soprattutto in questi momenti, le donne sono eccezionali perch riescono a conciliare vita privata e lavoro, a differenza di noi uomini. Vedo, ad esempio, tantissime neo-mamme riprendere a lavorare con lo stesso entusiasmo di prima, se non con maggiore determinazione. Quali consigli per i giovani? Ai giovani dico di non scoraggiarsi mai,

La raccomandazione serve a far arrivare un curriculum sulla scrivania, ma senza qualit non si va avanti
Quali professioni sono emergenti? Vedo in ascesa quelle legate allambiente, al benessere, ma anche i lavori manuali, le professioni legate al turismo e allindustria alimentare. Perdono invece quota le professioni pi classiche, contabili, amministrativi e anche i bancari. Sono tutte professioni che negli anni Novanta erano al top e invece oggi sono oggi a rischio. Curiosamente di ambiente non parla pi nessuno, anche i Verdi sono sempre pi in un cono dombra Purtroppo non se ne parla perch non abbiamo la buona abitudine di pensare nel medio e lungo periodo. Eppure le opportunit di lavoro non mancano in questo campo in cui si gioca, specialmente sul fronte energetico, il nostro futuro. A suo figlio che consigli d? Ho sempre raccomandato a mia figlia Francesca, che lavora con noi allufficio personale e risorse umane, di non smettere mai di credere in se stessa, di mantenere il giusto distacco dagli eventi e dai

la scheda
Ernesto Gatti esperto nella gestione delle risorse umane e da diversi anni responsabile del personale di Mediamarket, la multinazionale con quartiere generale a Curno (Bergamo) specializzata nellelettronica di consumo con i marchi Saturn e Mediaworld.

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Strategia dimpresa

LA/RUBRICA
fuori dal circuito naturale degli utilizzatori e convogliato nei magazzini di deposito; il risultato che i mercati reali, cio le aziende che utilizzano il metallo per produrre semilavorati, componenti e prodotti, vengono costrette a subire le conseguenze di una rarefazione artificiale dellofferta, perch il metallo viene tenuto imboscato nei magazzini, giocando sui meccanismi di finanziarizzazione dei contratti opportunamente definiti. Il risultato devastante per lindustria il controllo che i signori del mercato possono esercitare su una seconda voce di costo della materia prima che si va ad aggiungere al prezzo base di riferimento LME, una voce chiamata premio, e che oggi, appunto per effetto di questi meccanismi distorsivi, in forte crescita, del tutto in controtendenza rispetto alle logiche di mercato. Gli effetti di tutto questo, per lindustria europea in particolare, soggetta anche agli effetti negativi di un dazio sul metallo fuori di ogni logica, sono un significativo maggior costo del metallo rispetto agli altri competitori globali delle altre zone mondiali, quindi maggiori costi di produzione di semilavorati e prodotti, quindi posizioni fuori di mercato, aziende chiuse, posti di lavoro persi. lora che i politici e i burocrati a Bruxelles si convincano che il vero settore critico dellintero comparto industriale dellalluminio, e in genere delle materie prime in EU, quello a valle delle produzioni dei materiali grezzi, e che su questo si dovrebbero concentrare le attenzioni e predisporre misure di salvaguardia.

industrie trasformatrici?
Si parla molto di rilancio dellindustria e di competitivit. Consideriamo un caso reale che riguarda il primo anello della catena manifatturiera, e cio laccesso alle materie prime. Pu sembrare una questione lontana, da addetti ai lavori, ma un problema di tutti, perch riguarda la possibilit delle aziende di realizzare prodotti e di riuscire a renderli concorrenziali sul mercato mondiale. Il caso concreto riguarda lalluminio, una materia prima fondamentale per lindustria di ogni paese, perch si usa dappertutto, nelle auto, nei treni, negli imballaggi, nelle finestre, nei macchinari, e pu essere preso come modello di come le manipolazioni di cosiddetti grandi poteri riescono ad influenzare i meccanismi economici ed industriali. noto che il prezzo mondiale dellalluminio viene definito in borsa dal London Metal Exchange (LME), la borsa di Londra dei metalli; sin dal 1983 questo prezzo fa parte del sistema finanziario mondiale, il riferimento per le transazioni commerciali e riflette non solo le tendenze del mercato specifico, ma anche fattori esterni di carattere politico, economico e finanziario. Per anni il meccanismo ha funzionato senza problemi, ma la situazione si complicata quando recentemente, nel corso del 2012, il prezzo di borsa del metallo calato anche sotto i 2.000 $ a tonnellata, un valore inferiore ai costi di produzione di molti siti mondiali di fabbricazione di alluminio, in particolare in Europa e negli Stati Uniti, con conseguente aumento delle scorte. Fin qui nulla di nuovo o di straordinario, il naturale equilibrio del mercato tra domanda e offerta e riflette il fatto che la produzione globale di questo bene eccedente la domanda. Per oggi c qualche cosa di diverso, oggi c un maggior peso degli investimenti finanziari ad influenzare fortemente il prezzo di borsa dellalluminio, e di altre materie prime, con lazione di fondi che spostano velocemente cifre enormi, e con le operazioni di banche e traders che hanno la possibilit di bloccare milioni di tonnellate di metallo su contratti finanziari di lunga scadenza. Tutto questo mette senzaltro in una posizione difficile i produttori, perch, pur dopo le numerose chiusure di capacit specialmente in Europa e in USA, le scorte aumentano continuamente a causa del rallentamento delleconomia in Cina e della stagnazione in Europa. Succede cos che, nel tentativo di difendere al meglio le produzioni ad alto costo nelle aree di punta come lEuropa e gli USA, si sceglie la finanziarizzazione del mercato, il metallo viene tagliato

Chi tutela le

di Mario Conserva

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/pensieri di

/pensieri di
design italiano. Gli altri Paesi, al contrario, nonostante non abbiano la nostra stessa tradizione, hanno Istituzioni che investono sia nel design che nelle attivit produttive e culturali. Un esempio su tutti: nonostante lItalia abbia il 55% del patrimonio artistico mondiale, non si puntato abbastanza sul turismo. Cosa auspica che faccia il prossimo Governo, per arginare la fuga dei cervelli italiani? Non solo lo Stato, ma le stesse associazioni industriali e corporative dovrebbero dare ai giovani la certezza di poter fare ricerca nel nostro Paese, a condizioni paritarie, o molto vicine, a quelle degli altri ricercatori stranieri. Credo che il prossimo Governo dovr porsi il problema di trovare, rispetto al sistema produttivo, delle defiscalizzazioni per i giovani talenti, consentendone linserimento anche in quelle aziende che hanno minori capacit di investimento. Se potesse spiegare, da filosofo, il nostro Paese a qualcuno venuto da Marte, cosa direbbe? Che cosera, cos e cosa sar lItalia? Cosera lItalia? in parte ci che oggi, nel bene e nel male. I fenomeni di oggi sono, infatti, il risultato di una condizione storica che viene da lontano. LItalia un Paese unito nelle diversit. La nostra forza, rispetto agli altri Paesi Europei, quella di essere uno Stato nazionale, entro cui ci sono enormi diversit regionali e culturali. Questo potenziale va governato perch si trasformi in un valore. Sono questi i nostri minerali pi preziosi: il meglio del passato, per i protagonisti del futuro. Ma per farlo dobbiamo creare un sistema che li trasformi in una risorsa spendibile. Qual invece lo stato di salute dellinformazione italiana? Siamo in una societ dove c un eccesso di comunicazione, a fronte di uninformazione che sembra avere la stessa esposizione. In realt le cose sono ben diverse, perch sono i contenuti che trasformano la comunicazione in informazione. Nel caso della tv, per esempio, leccesso di comunicazione non ha fatto altro che svuotare questo meraviglioso mezzo. Non colpa della tv in s, ma delluso che se ne fa. A Londra c la BBC, un canale totalmente pubblico, senza pubblicit, che fa informazione e approfondimento con una capacit unica al mondo. In Italia, ma anche in altri Paesi, leccesso di comunicazione acuitosi con lavvento della rete, ha dato a tutti la possibilit di comunicare, ma a pochissimi la facolt e il dovere di informare. La televisione lo specchio della nostra societ o diventata un modello di comportamento? La televisione ha svolto un ruolo molto importante nellalfabetizzazione di questo Paese, nonostante un grande intellettuale come Pasolini laccusasse di aver ucciso le tradizioni, i dialetti e la cultura contadina. stato un prezzo necessario che ha permesso, di contro, di creare una certa uniformit di linguaggio. Quando, invece, la televisione diventata altro, cercando di dominare la societ e i comportamenti, mancando spesso di contenuti, non ha fatto altro che parlare di se stessa. Luso vacuo del mezzo televisivo, ha fatto perdere delle occasioni? Certamente. In una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo oggi, per esempio, la televisione potrebbe avere un ruolo di indagine. Invece si appropria delle tragedie del proprio tempo, trasformandole in spettacolo. Trova che ci sia pi cattivo gusto in politica o in televisione? Credo che siano sorelle. Una politica che usa il mezzo comunicativo per dare, come fa oggi, pochi contenuti e una rappresentazione di s estremamente spettacolare, non pu che essere di cattivo gusto. Facendone un discorso ancora pi ampio, il kitsch sempre in agguato. In una societ come la nostra lo maggiormente, perch tutti hanno la possibilit di accedere velocemente a tutto, senza leducazione, in senso lato, di farne un utilizzo appropriato. Il cattivo gusto non altro che un uso improprio di forme, colore e cose. Venendo alla crisi, c un filosofo del passato che oggi sarebbe attuale? Karl Marx, al di l che uno sia o no marxista. Parlo del Marx non del Capitale, ma dellanalisi delle contraddizioni della societ. Ci vorrebbe un Marx nel 2013, non tanto per individuare una societ nuova, il modello marxista infatti ha totalmente fallito, quanto per analizzare la societ con un corpo sociale diverso. Cosa direbbe Marx ai politici che governeranno lItalia? Direbbe a tutti, anche a quelli pi vicini al suo pensiero, che sono troppo ideologici e poco attenti alle cose che accadono nel mondo. Lo direbbe alla destra, alla sinistra, come al centro. Soltanto se si attenti a ci che accade nel mondo, infatti, se ne pu capire il processo e quindi pensare ad uneventuale trasformazione.

saprebbe cosa dire ai nostri politici

Se ci fosse Marx

di Giordana Talamona

ilosofo, storico, teorico dellarte, del design e dellarchitettura, Aldo Colonetti conosce molto bene il potenziale, ancora parzialmente inespresso, del nostro Paese. Storia, cultura e arte sono risorse ancora poco valorizzate, minerali preziosi, come ama definirli, che costituiscono non solo il passato dellItalia, ma la sua scommessa per il futuro. Come interpreta, da filosofo, il design italiano? Il design italiano dentro al grande fiume del made in Italy, assieme ad altri settori tradizionali, tra cui il cibo e la moda. Si tratta di attivit che hanno una connotazione fortemente territoriale, con capacit artigianali e manifatturiere di grande valore. Qual la nostra forza? Allestero invidiano il nostro sistema produttivo, la sua flessibilit, la capacit di affrontare i momenti difficili, senza fermarsi mai. Il nostro sistema, inoltre, pu giovarsi sia di designer italiani, che di designer stranieri che transitano, o si fermano, nelle nostre strutture formative. Una fuga dei cervelli al contrario? Per quanto riguarda la formazione, direi di s. Sono, in particolare, le economie emergenti che stanno investendo in questo ambito. Medio Oriente, Cina, India, Corea oltre ad alcuni Paesi dellex Europa orientale. Di contro, qual il nostro punto debole? Oltre alla difficolt di fare sistema tra individui diversi, ritengo che le Istituzioni abbiano fatto ancora poco per il

Botta e risposta con Aldo Colonetti, filosofo e teorico del design: Il grande pensatore direbbe a destra, sinistra e centro che sono troppo ideologici e poco attenti alle cose che accadono nel mondo

Per arginare la fuga dei cervelli bisogna dare ai giovani la certezza di poter fare ricerca

la scheda
Aldo Colonetti nasce a Bergamo nel 1945. Negli anni Sessanta studia con Gillo Dorfles ed Enzo Paci, laureandosi in filosofia. Negli anni Settanta si interessa dei problemi estetici e semantici della comunicazione, grafica e design. Dal 98 direttore scientifico IED e dal 91 direttore di Ottagono. Ha fatto parte del Comitato Scientifico della Triennale di Milano (2002-2006) e del Comitato Presidenza ADI (1991-1992, 1998-2002). Autore di numerosi saggi, curatore di mostre e iniziative culturali, in Italia e allestero, ha curato lultima mostra di Gillo Dorfles, Oggi il Kitsch (Triennale di Milano, 2012). Collabora con Il Corriere della Sera nellambito del design e dellarchitettura. Ha fatto parte (2009-2011) del Consiglio Italiano del Design.

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Signori
La memoria nella materia
DRIVEPD

/BaCHECa

Love Energy, a Oriocenter chi pedala aiuta la solidariet


01/02 Oriocenter accende i riettori sui temi della solidariet e dellecologia, con uniniziativa originale e mai realizzata prima in un Centro Commerciale in Italia: levento Love Energy. Fino al 30 aprile, la Galleria del Centro di Orio al Serio ospiter 4 postazioni interattive, ognuna delle quali disporr di 5 biciclette collegate a un dispositivo per produrre energia. Tutti i clienti potranno liberamente presentarsi alla postazione per pedalare, mentre un indicatore elettronico mostrer lenergia prodotta da ogni bicicletta. Il corrispettivo in denaro del valore dellenergia prodotta durante tutto il periodo dellevento sar donato al Centro di Accoglienza Femminile SaraCasa di Bergamo, che opera sotto legida della Caritas ospitando e aiutando donne in difcolt o vittime di abusi. I clienti di Oriocenter avranno uno stimolo in pi per partecipare: tanti premi in buoni shopping da 20 euro saranno assegnati in modo casuale da un software proprio durante la pedalata.

platea degli utenti che possono contare su servizi di vicinato pi convenienti e su facilitazioni in tema di salute, trasporti e tempo libero, ancor pi preziosi in momenti di crisi come questi. La tessera viene recapitata agli interessati corredata da un opuscolo che illustra le caratteristiche delle diverse convenzioni (presente anche sul sito del Comune) ed valida no al 31 dicembre 2013. I negozi e le attivit aderenti sono riconoscibili dallapposita vetrofania, basta quindi ricordarsi di esibire la card per avere diritto agli sconti e alle agevolazioni. Gli sconti vanno dal 5 al 10 % in media e coprono la spesa di tutti i giorni, dai negozi specializzati ai supermercati e iper.

In era torna la rassegna dedicata alledilizia


14/02 Ritorna, dal 4 al 7 aprile, EDIL 2013 la rassegna delledilizia civile e industriale, punto di riferimento regionale per il mondo delle costruzioni che giunge questanno alla 27a edizione. La tradizionale offerta espositiva, promossa da Promoberg, sar afancata questanno da Build Solution che punta a mettere in mostra alcuni tra i progetti pi signicati realizzati o di prossima cantierizzazione mettendo in evidenza tutti i soggetti della liera coinvolti nellesecuzione: dal progettista, allimpresa, allinstallatore ecc.. Previsto anche un ricco programma congressuale su tematiche che rappresentano i nuovi asset di sviluppo del mercato delle costruzioni: ingegneria antisismica, sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro e mercato residenziale dei condomini.

Con unintensa esposizione antologica, la Fondazione Credito Bergamasco e lAssociazione Culturale Sciard presentano al grande pubblico la gura del pittore Mario Signori, artista bergamasco di rilievo internazionale.

Camera arbitrale di Bergamo, nominato il nuovo il Consiglio


05/02 La Giunta della Camera di Commercio di Bergamo ha nominato i componenti del nuovo Consiglio Arbitrale dellente per il triennio 2013-2015. Ecco i loro nomi: Mario Spinetti, designato dallOrdine degli Avvocati di Bergamo; Umberto Gavazzeni, designato dallOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo; Carlo Vigan, designato congiuntamente dallOrdine degli Ingegneri, dallOrdine degli Architetti e dal Collegio dei Geometri di Bergamo; Barbara Pezzini, scelta tra i docenti universitari in materia giuridico-economica; Ottavio Roberto, scelto tra i magistrati a riposo; Mario Caf, designato dalla Giunta Camerale in rappresentanza dei vari settori; Roberto Migliavacca, designato dalla Giunta Camerale in rappresentanza dei vari settori.

Banda larga, arrivano i fondi per 40 comuni


21/02 Venti milioni di euro. Dieci dal ministero dello Sviluppo economico e altrettanti dalla Regione Lombardia. Serviranno a coprire le spese per lultimo intervento del piano di azzeramento del digital divide che permetter di completare la diffusione della banda larga anche nei 350 Comuni lombardi nei quali ci sono ancora aree non coperte. Lattuale provvedimento interessa 40 Comuni della provincia di Bergamo che, grazie a questo accordo tra Regione e Ministero, potranno coprire con la banda larga le zone del loro territorio che ancora non sono raggiunte da internet veloce. La proposta prevede lintervento congiunto di Regione Lombardia con Infratel Italia spa Infrastrutture e Telecomunicazioni per lItalia societ di scopo del Mise, quale stazione appaltante. La rete che sar realizzata, di propriet pubblica (50% Regione Lombardia e 50 % Infratel), sar data in concessione e uso al mercato secondo criteri di equit, trasparenza e non discriminazione.

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A Bergamo sconti sulla spesa anche per 15mila anziani


08/02 Accanto alla Family Card, che offre condizioni speciali alle famiglie con almeno tre gli, il Comune di Bergamo ha lanciato da questanno la Senior Card, destinata agli anziani over 75. Si amplia cos la

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/pensieri di

/pensieri di
portamento latteggiamento cinico, aggressivo, lindifferenza nei rapporti, il non saper creare relazioni basate sulla fiducia. Si ripropone la stessa maleducazione che si osserva tra gli automobilisti. Le tecnologie e internet ci portano a essere virtuali, indifferenti, nevrotici. Non a caso lepoca che viviamo stata definita post umana. I docenti fino agli anni Settanta erano il deposito del sapere. La vita che verr nelle mani degli educatori. La nostra responsabilit come quella dei piloti nei confronti dei passeggeri. Eppure il personale scolastico ha perso considerazione sociale. I concorsi per assumere docenti sono sempre super affollati. Si tratta di una professione ancora ambita? Non direi, ci si presenta ai bandi perch si cerca un lavoro. Ma i ragazzi oggi, come i miei alunni allo Scientifico, vogliono studiare ingegneria, medicina, economia, pochi sono interessati alle materie teoretiche, proprio perch il futuro occupazionale incerto. A proposito di futuro, i ragazzi spesso lo inseguono fuori dai confini nazionali. Quale consiglio d loro? Li capisco. Sono stato uno dei primi a studiare allestero. Era il 1976 e volai in Connecticut grazie a un progetto di Intercultura. Negli Stati Uniti ho conosciuto la meritocrazia assoluta. In Italia si vive di appartenenze, relazioni, conoscenze. I ragazzi si preoccupano non del talento o delle capacit, ma di come farsi aprire una porta. E a farne le spese la cultura italiana che ha partorito tesori inestimabili, da Giacomo Leopardi a Fabrizio De Andr. Io suggerisco di essere creativi, determinati, motivati. Perch dove c la volont, c un mezzo. E consiglio di fare ci che d un senso allesistenza. Lei stato battezzato il filosofo del pop. La musica riflette i valori della societ? Certo, ma in modo diverso. Un tempo le canzoni rispecchiavano sentimenti collettivi, come Sapore di sale con le prime vacanze al mare. Oggi ci sono perle preziose, ma espressioni di sentimenti individuali come E dimmi che non vuoi morire, cantata da Patty Pravo e scritta da Vasco Rossi, che da sempre esprime la sua fedelt a una dimensione interiore. Mettiamo a confronto i ragazzi di ieri e oggi. Come sono cambiati? In modo sostanziale. La mia era la generazione sub, che andava in profondit, dibatteva su temi fondamentali, voleva cambiare il mondo. E passava il tempo nei cineforum ad approfondire Pasolini e Visconti. I giovani di oggi sono surf, si muovono agilmente in superficie. Entrano in rete, si connettono tra loro, viaggiano con enorme facilit. Ma non sanno interiorizzare. I ragazzi e la politica: due mondi lontani? A 34 anni ho scritto la poesia 18 aprile 1993. In quel giorno si votava il referendum che spingeva il sistema politico verso un modello bipolare, segnando il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. Ci lasciavamo alle spalle Tangentopoli e altri gravi fatti di corruzione. Cera un atteggiamento critico che faceva naufragare sia le buone, sia le cattive intenzioni. Ma eravamo parte attiva. Oggi i ragazzi non si interessano della politica, troppo immobile, legata a strutture secolari. Suscita sentimenti di indifferenza e noia. Qual la ricetta per renderli partecipi? Ci vorrebbe una rottamazione non basata sullet, ma sui volti. Servono persone nuove, meglio se a digiuno della cosa pubblica. E una legge che permetta di scegliere direttamente chi ci rappresenta.

Incapaci di interiorizzare,

ecco il male dei giovani doggi


A colloquio con Claudio Sottocornola, docente liceale, ribattezzato il filosofo del pop: La nostra era la generazione che andava in profondit, voleva cambiare il mondo. Oggi i ragazzi sono surf, si muovono agilmente ma sempre in superficie.

Ai miei studenti consiglio di fare ci che pu dare loro un senso allesistenza

di Rosanna Scardi

rofessor Sottocornola, lei un docente di liceo conosciuto e apprezzato per le sue lezioni-concerto. Quali sono i difetti della scuola italiana? Si punta molto sullintelletto, sulla specializzazione, senza tentare di educare alla sensibilit e formare il carattere. Bisogna saper fornire ai ragazzi anche spunti che portino a sviluppare linteriorit, perch ci che fa la differenza. E quello che cerco di ottenere io, in modo pioneristico, attraverso le mie esibizioni, dove canto e analizzo un periodo storico nella letteratura, nellarte e nellimmagine. E poi importante agire sulla volont, attraverso esperienze e stage lavorativi. La scuola serve ancora o ha perso gran parte del suo valore? Serve eccome, garantisce anni di formazione in un ambiente protetto, dove esistono il confronto e il dialogo. Una sorta di palestra dove si sperimenta la competizione in modo pi attenuato, prima di vivere quella nel mondo del lavoro. I genitori che si presentano ai colloqui che aspettative nutrono? Mamme e pap di oggi sono degli psicologi, spesso vivono il rapporto con linsegnante in modo simbiotico. Fino

a qualche decennio fa la domanda era: cosa pu fare mio figlio per la societ? Oggi si preoccupano molto della personalit e si chiedono come possa il figlio realizzarsi o sfondare. Il rischio di cre-

are dei narcisisti. Altro male attuale il bullismo. Come spiega lescalation di questo fenomeno? A spingere i ragazzi verso questo com-

I ragazzi si disinteressano della politica, che suscita sentimenti di indifferenza e noia

la scheda
Claudio Sottocornola, classe 1959, ordinario di Filosofia e Storia al liceo scientifico Mascheroni di Bergamo e docente di Storia della canzone e dello spettacolo alla Terza Universit. Ha realizzato tre album Lappuntamento 1, 2, 3 e un dvd. Come scrittore ha pubblicato Giovinezza addio Diario di fine 900 in versi, lantologia Nugae, nugellae e lampi, il saggio The gift, la trilogia Il pane e i pesci e il pamphlet I trascendentali traditi. Sua la mostra di collage Eighties (laudes creaturarum 1981) e Il giardino di mia madre e altri luoghi, scatti fotografici da cui sono state tratte opere multimediali. Lapproccio interdisciplinare evidente nelle lezioni-concerto: insieme di canzoni, analisi storicosociale, immagini, poesie. Lultimo lavoro Working class, trasferimento delle lezioni nel web, oggi disponibili anche in un box set di cinque dvd a tiratura limitata.

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L/ INCHIESTA

MA NON LO

SEMBRA BUONO
Italiano nel suono, ma non nel gusto: cos le imitazioni dei prodotti agroalimentari italiani danneggiano leconomia e limmagine del nostro Paese.

di Alessia Marsigalia

L
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o chiamano Italian Sounding, ma con lItalian Style o il Made in Italy non ha nulla a che fare. Suona italiano, ma di fatto di sta parlando di una vera e propria nota stonata che al nostro Paese costa davvero tanto in termini economici. E non si tratta di copie malfatte di abiti o borse, n di imitazioni becere di rubinetti o pezzi di ricambio, ma di cibo, la vera gioia e ricchezza del nostro Paese. La Dieta Mediterranea patrimonio dellUnesco? Bene, ma la mozzarella campana fatta in Croazia, il barbera diventa bianco e lo producono in Romania e il pecorino ha gli occhi a mandorla. Senza contare il Parma salami, il Regianito dellArgentina, il Chianti della California, il Brunetto e il Napoli Tomato. Uno scimmiottamento che non solo nuoce ai prodotti che lItalia esporta allestero, ma anche al mercato italiano. LItalian Sounding un business che si muove tra le maglie della legge, perch mentre la contraffazione o la pirateria sono illeciti perseguibili penalmente, lo scim-

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L/ INCHIESTA
miottamento, nei paesi extraeuropei, non reato. Eppure rimane un vero e proprio furto perpetrato ai danni dei produttori agroalimentari italiani che sfrutta impropriamente parole, colori, immagini che si richiamano al nostro Paese, senza contare che, trattandosi di prodotti ben diversi per qualit, provenienza e prezzo, possono rappresentare un potenziale rischio per la salute dei consumatori, ma soprattutto una truffa a danno dellimmagine dellItalia allestero. La Coldiretti stima che nel mondo sono contraffatti tre prodotti italiani su quattro, un mercato che costa 60 miliardi di euro e la perdita di circa 300mila posti di lavoro e che vede in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti i migliori falsari. I consorzi stanno dando vita ad una vera e propria battaglia per proteggere le eccellenze italiane. Dai grandi formaggi ai vini pi pregiati, passando per i prodotti dolciari e i salumi, la difesa del Made in Italy sta diventando prioritaria, anche se la scarsa attenzione dellEuropa sulla questione non piace ai produttori italiani. Questi ultimi cercano di dialogare direttamente con il consumatore, spesso inconsapevole di favorire lo sviluppo dellItalian sounding. Complice la crisi, infatti, non sono poche le persone che scelgono articoli con prezzi inferiori, convinti per di acquistare le seconde linee degli originali. Ma cos non e nomi come bel paese, gioia siciliana non aiutano. Il fenomeno stato studiato addirittura dallUniversit di Torino: hanno fatto una misurazione precisa di questa situazione dimostrando che la confondibilit, tra loriginale nelle sue seconde linee e quelli provenienti dallest, altissima, ci racconta Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano. E proprio il Grana Padano uno dei casi pi emblematici dello scimmiottamento alimentare: Se calcoliamo che, come Consorzio, esportiamo circa 52milioni di chili lanno di Grana Padano in forme e che il consumo presunto, cio di persone convinte di acquistare Grana Padano, di 100 milioni di chili, la situazione chiara. Di questa cifra 10 milioni sono le frodi, il resto una copiatura del prodotto. E questa situazione non si verifica solo allestero ma anche qui. Il Consorzio ha grande mercato anche negli Usa: Qui cerchiamo di far capire limportanza delloriginalit del prodotto, ci serviamo di testimonial deccezione e facciamo grandi promozioni. E devo dire che sono servite, visto che negli ultimi anni abbiamo raddoppiato lexport sul mercato americano. Il pericolo pi grande oggi viene dai mercati dellest Europa, dove ci sono consumatori di qualit che hanno possibilit di acquisto dei prodotti italiani Dop, ma che, senza una legge chiara europea, o tramite accordi bilaterali come con la Cina, saranno i primi a dar vita ad articoli fraudolenti e truccati. Senza norme precise noi andiamo alla guerra con baionette spuntate tuona Berni. Altra cosa da tener presente il legame del prodotto Grana Padano con la storia della zootecnia italiana. Il Grana padano trasforma il 25% del latte nazionale (il 50% delle zone dop). Aumentando la produzione del Grana Padano garantiremmo un futuro migliore anche ai nostri allevatori che nonostante la competizione futura con labbattimento delle quote latte, serviranno noi e tutti i produttori che necessitano del latte dop garantendosi unattivit. Anche il produttore bresciano Giuseppe Ambrosi, presidente di unazienda leader nel settore lattiero-caseario, attento alla problematica: Litalian sounding il fenomeno peggiore. Servono azioni di promozione e ci vuole una forte azione commerciale sia dal mondo dellindustria sia dalle istituzioni: il nostro governo ha s supportato le denominazioni dorigine e ha ottenuto tutela, ma il problema mondiale e dove non ci sono accordi bilaterali tutto si complica. Anche lazienda Ambrosi ha dovuto fare i conti con il mercato americano che il pi importante a livello di consumo ma anche molto libero. Nei Paesi Asiatici, ad esempio, non c questo interesse: vogliono loriginale per venderlo a caro prezzo. Ambrosi per sottolinea la centralit del ruolo del consumatore che va sensibilizzato. E lappello a battersi da consumatori arriva anche dal Consiglio Nazionale anticontraffazione. In un recente convegno lavvocato bresciano Cesare Galli ne ha sottolineato limportanza, mettendo in luce come le stesse istituzioni possano fare molto. Galli ha ricordato una vecchia campagna della provincia di Brescia che suonava cos: Se falso non degno di te. Uno slogan azzeccato che forse dovremmo tenere a mente quando andiamo a fare la spesa.

L/ INCHIESTA

Il Presidente della Camera di Commercio di Brescia

FRANCESCO BETTONI: Il Made in Italy agroalimentare occupa fasce di nicchia che non subiscono le classiche crisi di mercato: 200 milioni di americani sono in grado di comprare i nostri prodotti
Il mercato Statunitense uno dei maggiori taroccatori nel comparto agroalimentare. Lo conferma? Assolutamente s. Ho visto con i miei occhi la mozzarella di bufala campana che viene taroccata in Pennsylvania, e le farm che vicino a Philadelphia producono laceto balsamico di Modena e il prosciutto di Parma con tanto di coccarda: il sindaco del Paese mi ha accompagnato nelle aziende ed era fiero. Quando gli ho fatto notare che era contraffazione ha sgranato gli occhi, scioccato dal fatto che esistano leggi che proteggono i prodotti tipici. LItalian sounding rappresenta negli Stati Uniti un mercato che vale 35 miliardi di dollari. In termini di danni economici stiamo parlando del 50% di esportazioni mancate dallItalia. Allo stesso tempo questo dato deve essere visto anche dal lato positivo: se negli Usa esiste tale richiesta qualcuno deve soddisfarla. Come si difendono le aziende? Per lagroalimentare, che ci contraddistingue, a mio parere stata adottata una politica sbagliata. I consorzi tengono monitorata la situazione e denunciano le contraffazioni in tribunali, aprendo cause subiscono le classiche crisi di mercato. Nel mercato mondiale siamo posizionati nella fascia alta dei prezzi e quindi ci rivolgiamo ai cosiddetti consumatori di qualit. 200 milioni di americani sono in grado di comprare i nostri prodotti, ed per questo che gli Usa sono il mercato pi importante. Tornando allUnione europea, in che senso non fa abbastanza? Il nostro governo spinge, ma nellUE hanno sempre seguito le filosofie nord europee che puntano sulle quantit pi che sulla qualit: lorientamento era, ed ancora oggi, quello di garantire la sicurezza alimentare. Man mano che si sono aggiunti nuovi Paesi lobiettivo rimasto lo stesso, quindi quando lEuropa scende in campo nelle grandi partite mondiali si batte ancora per la quantit. Quindi il singolo Paese che deve dare battaglia insieme ai consorzi di tutela. Una domanda sul mercato cinese: lagroalimentare italiano pu diffondersi o riprodursi? Nel campo agroalimentare la Cina un mercato tutto da costruire. Da parte nostra stiamo facendo delle azioni di

allestero che sono dispendiosissime. Io ritengo che andare per tribunali e spendere risorse non sia utile: serve invece la comparazione. Tutti i consorzi dovrebbero fare grandi campagne di comparazione, magari proprio negli Stati Uniti, dove questo tipo di pubblicit legale e funziona, come hanno dimostrato studi e ricerche. Ma il Made in Italy, che comunque ha prezzi elevati, vince ancora? Certamente, noi occupiamo nellagroalimentare fasce di nicchia che non

Francesco Bettoni

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L/ INCHIESTA
promozione dei nostri prodotti che vadano s nelle catene di distribuzione ma soprattutto nei ristoranti dei centri principali, cio Shangai, Pechino, Shenzhen. A Shangai ci sono circa 50 ristoranti italiani che hanno soppiantato quelli francesi. Questo lo scopo delle nostre missioni. Come vede il futuro della nostra penisola e della nostra citt? In questi ultimi anni ho visto una grandissima attenzione al made in Italy, basato sulle 3 effe: food, fashion, forniture. Abbiamo un appeal che straordinario e con una politica autorizzata allUE nel giro di due anni si potrebbe recuperare, anche solo negli Usa, il 20% di quei 35 miliardi di euro.

La pirateria
AllItalian Sounding, cio allimitazione dei prodotti alimentari italiani, si affianca la pirateria agroalimentare internazionale, cio la contraffazione vera e propria, illecito perseguibile penalmente. Brescia si rivelata un crocevia importante per questo genere di traffico, che coinvolge spesso le organizzazioni criminali. Federconsumatori Brescia parla di un giro daffari miliardario, stimato dalla Coldiretti in 12,5 miliardi solo per il settore agroalimentare. Nemmeno i prodotti con il marchio Dop, che ne garantisce lorigine secondo rigide norme di sicurezza, sono pi sinonimo di acquisto sicuro. Infatti, grazie a nuovi metodi, la mafia sarebbe in grado di falsificare persino il marchio di qualit. I prodotti italiani iscritti nei registri Dop (denominazione di origine protetta), Stg (specialit tradizionale garantita) e Igp (indicazione geografica protetta) sono oltre 1.000 e il fatturato al consumo intorno ai 10 miliardi di euro: difenderli soprattutto compito dellAgenzia delle Dogane e, la buona notizia, che quella italiana tra le migliori dEuropa.

Il Presidente della Camera di Commercio di Bergamo

PAOLO MALVESTITI: La tenuta della capacit di esportazione, e quindi della competitivit internazionale delle produzioni bergamasche, ha attenuato gli effetti della crisi
Quali sono i settori della provincia di Bergamo pi colpiti dalla contraffazione allestero dei propri prodotti? Diversi sono i settori che risentono del fenomeno della contraffazione: abbigliamento e accessori, pelletteria, gioielli, persino lautomotive e gli elettrodomestici per non parlare poi, nel settore agroalimentare, della proliferazione nei Paesi esteri di prodotti Italian sounding come formaggi, pasta, vino vale a dire di quei beni che evocano prodotti italiani, famosi e non, ma che

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Paolo Malvestiti

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L/ InCHIESta

i numeri della contraffazione in altri campi


1.850% la stima dellincremento mondiale della contraffazione dei prodotti negli ultimi anni (1994/2011). 270.000 la stima dei posti di lavoro persi negli ultimi 10 anni a livello mondiale, a causa della contraffazione, di cui 125.000 circa nella sola Comunit Europea. 3,7-7,5 miliardi di euro il giro daffari stimato dei produttori di falsi in Italia, al 2011.

nulla hanno a che fare con questi. Secondo lei il Made in Italy funziona ancora? Malgrado il Sistema Italia si sia spesso dimostrato, purtroppo, carente nella capacit di comunicare e tutelare i propri punti di forza in maniera efficace, credo che il brand Made in Italy rappresenti ancora per molti versi un fattore di sicuro appeal e che in molti mercati possa costituire un vero e proprio vantaggio competitivo. Il Made in Italy, nel campo

dei beni di consumo sinonimo di una tradizione produttiva fatta di creativit, qualit, ricercatezza, stile, cura dei particolari; rappresenta inoltre un richiamo al valore intrinseco della cultura, dellarte e dello stile di vita che ci caratterizza. Ma parimenti apprezzato nel campo dei beni tecnologici, perch era tradizionalmente sinonimo di una qualit costruttiva seconda a nessuno. Quali sono a suo parere i paesi su cui puntare per lo sviluppo dellexport?

Credo che fare delle previsioni attendibili in una fase congiunturale travagliata come quella attuale sia estremamente difficile. Sul fronte interno, consumi e investimenti continuano a risentire del clima di incertezza e sono gravati dalle pesanti condizioni di mercato. Ecco perch le aziende stanno guardando allexport come una vitale boccata di ossigeno: le statistiche ci dimostrano che la tenuta della capacit di esportazione, e quindi della competitivit internazionale delle produzioni bergamasche, ha quantomeno attenuato gli effetti della crisi e tale fenomeno dovrebbe permanere per tutto il 2013. Sicuramente i Paesi pi promettenti rimarranno i Paesi Brics e tutto il SudEst Asiatico, ma credo che ci saranno buone prospettive in America latina e nei paesi in via di sviluppo del medio oriente e dellAfrica sub sahariana, anche se questi sono gravati da un rischio maggiore. E i Paesi europei? I minori livelli di esportazione si registreranno probabilmente nellarea Euro e in Europa in genere, con leccezione solo di Turchia e Russia. Non vedo grandi spazi nemmeno per i cosiddetti mercati maturi, con una leggera differenza in termini di previsioni positive solo per USA e Giappone. Ma ripeto: difficile fare previsioni attendibili in questo momento, gli stessi dati statistici appaiono tra loro contraddittori.

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Leconomia bergamasca

e il rischio della crescita quasi piatta


di John Law

economia bergamasca che risulta dallultima analisi congiunturale della Camera di Commercio si presta ad una duplice visione. Il bicchiere mezzo pieno quello della prima interruzione della caduta. Dopo cinque trimestri consecutivi in negativo, alla fine del 2012 la produzione industriale infatti tornata a crescere (+0,6%), facendo pensare che ci possa essere se non proprio una ripresa, almeno una fase migliore del ciclo economico, dopo la discesa iniziata a met 2011. Questo fa ben sperare sul fatto che, anche se la ripresa non sar intensa, si possa evitare di ripetere lintensit del picco negativo registrato con il crollo del 2008-9. Il bicchiere mezzo vuoto che, in ogni caso, su base annua anche nellultimo trimestre del 2012 c stato comunque un calo, seppure ridimensionato a un -1,1% grazie al periodo finale moderatamente positivo. Soprattutto per, con una perdita di produzione nellintero 2012 del 4,4%, si entrati nel quinto anno di andamento negativo, con un indice della produzione industriale che

resta ampiamente sotto non solo ai livelli precrisi, ma anche ai livelli del 2005. Secondo alcuni analisti siamo tornati ai livelli del secolo scorso. Il che non un problema per la quantit in s, perch comunque anche negli anni Novanta cera un benessere diffuso, forse, anzi, maggiore dellattuale. Questo ritorno al passato ha per una serie di conseguenze negative. La prima di ordine psicologico, perch un conto arrivare a un certo livello attraverso la crescita e un conto farlo a seguito di una decrescita. La seconda di carattere macroeconomico: contrariamente a quanto accaduto nella crisi del 2008-9, quando stata lintera industria mondiale a fermarsi, questa volta siamo in pochi ad arretrare, mentre importanti concorrenti stanno crescendo, aggravando i nostri problemi di competitivit e quindi la possibilit di un successivo recupero. La terza forse quella pi preoccupante dal punto di vista sociale e riguarda il fatto che anche se siamo ai livelli produttivi della fine degli anni Novanta, non abbiamo una struttura

produttiva come quella degli anni Novanta, ma ancora sovradimensionata. La situazione , come si suol dire, a macchia di leopardo: nelleconomia bergamasca convivono settori che hanno gi recuperato con gli interessi i livelli pre-crisi e altri invece che continuano a perdere terreno. La differenza, salvo rare eccezioni, la fanno due fattori. Cresce chi riesce a presentarsi su mercati pi dinamici di quello interno o direttamente attraverso le esportazioni o indirettamente come fornitori di aziende che esportano. E cresce chi riesce in qualche modo ad avere qualche caratteristica che permette di differenziarsi, in termini di innovazione, servizio, marchio o cos via. Nonostante questo, in un mercato che comunque diverso da quello ante-crisi, praticamente tutte le aziende bergamasche, anche quelle che pi sono riuscite a sottrarre alla recessione, perch magari contemporaneamente sia esportano, sia hanno caratteri distintivi, negli ultimi anni hanno fatto qualche intervento di ristrutturazione. Il banco di prova dei prossimi mesi sar valutare se questa operazione di adeguamento al nuovo scenario, che passa essenzialmente per una struttura pi snella anche di personale, sia stata sufficiente o ci si debba aspettare ulteriori interventi. A giudicare dalle cifre, una selezione darwiniana delle aziende efficienti seppure imperfetta perch anche aziende dalla struttura in ordine sono state travolte da problemi finanziari ancora in corso: lespulsione dal mercato delle imprese pi deboli si anzi accentuata a gennaio 2013, mese che ha registrato un aumento delle cessazioni e un calo delle aperture

di nuove imprese, con un saldo netto negativo di circa ottocento imprese, assolutamente inedito. Anche se per la maggior parte si tratta di aziende marginali, per la stragrande maggioranza ditte individuali, sono in ogni caso almeno 800 posti di lavoro autonomo andati persi. Numeri che vanno ad aggiungersi a un livello complessivo degli occupati ulteriormente in calo e a una crescita della disoccupazione nel 2012, mentre gli ammortizzatori continuano a nascondere diverse migliaia di posti in realt senza lavoro. Sempre i dati congiunturali mostrano come principale dato positivo, seppure in leggera attenuazione, landamento del mercato estero, mentre resta depresso il mercato interno. Del resto le difficolt sul versante occupazione e la compressione del potere dacquisto e del reddito disponibile stanno deprimendo i consumi, tanto che, sempre secondo i dati camerali, il commercio al dettaglio bergamasco ne ha registrato le conseguenze con un calo del 7,4% su base annua. difficile che con lexport si possa mantenere lintera economia bergamasca. Forse anche per questo le previsioni delle imprese industriali sono ancora prevalentemente negative, seppure non in peggioramento, per produzione, occupazione e domanda interna. La sensazione che si vada verso una crescita quasi piatta, di quelle che, complice anche una normativa che non aiuta, non stimolano le assunzioni. Ma finch il mercato del lavoro resta in una situazione critica, tenendo basso il mercato interno, non possiamo certo aspettarci una ripresa particolarmente vigorosa.

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in evidenza

in evidenza

la qualit che punta alleccellenza

Cimprogetti,
Il presidente Pierluigi Rizzi L'amministratore delegato Oliviero Collarini

Il contenuto immateriale ed intangibile del prodotto superer quello dello stesso prodotto fisico in termini sia di valore che di aspettative per il cliente. Pierluigi Rizzi (fondatore e presidente di Cimprogetti, azienda leader specializzata nella realizzazione di impianti per la produzione di calce in tutto il mondo, nonch Presidente del gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Bergamo) recita il suo mantra, pratica meditativa indiana da cui si sente ispirato per spingere la societ a non considerare la sola qualit come elemento distintivo nei confronti dei competitors perch secondo la sua visione imprenditoriale la qualit deve essere una costante per le imprese esportatrici. Per questo motivo Cimprogetti supera il concetto di qualit per arrivare ad unaltra vision che quella delleccellenza. Uneccellenza che si conquista dai primi approcci con il cliente che sin dallinizio del rapporto deve avvertire la sensazione di sentirsi accolto, seguito ma soprattutto soddisfatto. Sembra strano associare i termini immateriale ed intangibile ad una realt imprenditoriale di dimensioni globali. Ma il concetto dellintangibile da riferirsi al prodotto che comincia a vivere, nellinconscio soddisfatto del cliente, ancor prima di essere realizzato. Una filosofia aziendale che si comprende meglio quando si entra nel laboratorio di Cimprogetti a Dalmine dove vengono custodite le provette con allinterno le pietre calcare e una targhetta che indica la localit di provenienza. C tutto il mondo: dallEuropa alle Americhe, dallIndia al Sud Africa, dal Venezuela al Qatar. li che il materiale (il calcare proveniente dalle cave dei clienti) viene analizzato e studiato per dar vita poi alla customer care, una sorta di interscambio col committente necessario per una fase di collaborazione e soddisfazione reciproca che entra in azione subito dopo i performance tests ovvero dopo che i risultati accertati di prodotto (qualit e quantit) siano risultati corrispondenti a quelli contrattuali. Da li in poi il nuovo rapporto con il cliente diventer sempre pi intenso e costruttivo. Dopo si avr ancora pi bisogno di una maggiore fidelizzazione e di un interscambio di rapporti nel reciproco interesse di Cimprogetti e dellimpresa committente. Grazie a questa filosofia dimpresa, Cimproggetti oggi viaggia con un valore di produzione pari a 36milioni di euro in netta crescita rispetto ai valori registrati nel 2010 (24.891mila) e nel 2011 (26.924mila). Il Gruppo imprenditoriale presente in 40 paesi nei cin-

que continenti e pu vantare la realizzazione di pi di 400 impianti forniti con successo ai propri clienti e seguiti tutti con attenzione e collaborazione reciproca. Per far fronte alle accresciute esigenze di espansione globale spiega Pierluigi Rizzi Cimprogetti ha voluto strutturare la propria attivit in tre macroaree (vedasi foto) governate da tre directors of sales coordinati a livello centrale direttamente dallamministratore delegato Oliviero Collarini e supportati da un efficiente team di ingegneri: i proposal manager. Attenta alla variabile realt industriale di tutti i paesi, compresi gli emergenti (Cina, Brasile, India, Sud Africa ecc.) verso i quali Cimproggetti guarda con particolare interesse, la strategia commerciale dellimpresa ha recepito le esigenze delle aziende clienti in fase di sviluppo con notevole fattore di potenzialit e con esse ha compreso la necessit di una maggiore sinergia. Per questa ragione, grazie anche alleccellente rapporto di fiducia che sta alla base della filosofia imprenditoriale e di cui gode a livello globale, Cimprogetti stata incaricata dellesecuzione di tutte le attivit di ingegneria e di procurement necessarie per linstallazione degli impianti sino ad ottenere strutture complete e cio impianti che nel gergo imprenditoriale vengono definiti Epc (Engineering procurement construction). Con questa formula spiega il presidente fondatore negli ultimi due anni abbiamo acquisito commesse di rilevante importanza in Sudafrica ( 23.847mila), Venezuela ( 23milioni), Malesia ( 3.050mila) e Italia ( 5.200mila). Risultati che ci soddisfano pienamente perch riteniamo siano il frutto di unevoluzione tecnica ed ingegneristica di grande successo su tutti i mercati globali. ovvio che questi risultati impongono atteggiamenti innovativi e capacit correlate da grande impegno aziendale sia dal punto di vista operativo che finanziario. Cimprogetti ha sempre cercato, in ogni circostanza, di far fronte alle difficolt di reperire personale preparato ed adeguato alle strategie fondate su innovazione, eccellenza ed espansione dimensionale. Oggi, questo perseverante atteggiamento imprenditoriale ha permesso di poter contare su risorse umane molto qualificate e su un top management efficace, coeso, compatto e pronto alla sfida competitiva globale (vedasi foto). Quindi sintravede un potenziamento dellefficienza aziendale e naturalmente la necessit di ulteriore personale dotato di alta professionalit e specializzazione. Prevediamo un aumento di personale, rispetto allinizio

Commesse in tutto il mondo, oltre 400 impianti gi realizzati e una filosofia che contempla la totale soddisfazione del cliente. Il presidente Pierluigi Rizzi. Risultati in crescita, grazie anche a risorse umane qualificate e a un top management pi che efficace
di questa nuova strategia commerciale, di circa il 17%. Contiamo entro il 2012 sottolinea Pierluigi Rizzi di totalizzare un organico di 65 unit di cui 55 a Dalmine pi una decina di collaboratori fissi operanti nei vari paesi dove abbiamo unintensa attivit e continuit di rapporti. Tra gli impianti pi prestigiosi al servizio di acciaierie di fama internazionale annoveriamo il Qatar Steel Company in Qatar i cui forni producono 275 tonnellate di calce al giorno e Jindal Vijayanagar Steel in India con una produzione di calce pari a 330 tonnellate giornaliere. Ma al momento le nostre attenzioni sono concentrate sulla commessa sudafricana che prevede la realizzazione di forni rigenerativi di calce in grado di ridurre il consumo di energia, rispetto ai tradizionali forni rotativi, di circa il 40%. Un fiume di pi di mille tonnellate di calce al giorno per 365 giorni lanno che saranno utilizzate per il trattamento dei minerali nelle miniere del Sudafrica, dello Zimbabwe, del Botswana, del Congo e di altri paesi limitrofi. Cimprogetti si sente quindi partecipe alla industrializzazione di questi grandi paesi, poich il baricentro dello sviluppo economico globale si nettamente spostato dai paesi avanzati ai paesi emergenti, primariamente asiatici e poi africani e sudamericani. La nostra filosofia imprenditoriale considerare quindi questi paesi come mercato domestico. LE ORIGINI Cimprogetti nasce a Bergamo nel 1967 come azienda fondata dalla famiglia Rizzi e nel giro di poco tempo amplia la propria attivit nella progettazione e fornitura di attrezzature e impianti per lindustria della calce. Pierluigi Rizzi (presidente fondatore) si laurea al Politecnico di Milano nel 1962. La passione per la progettazione di impianti per la produzione di calce la eredita dal padre che ha lavorato per parecchio tempo allItalcementi. Nel 1969 Cimprogetti diventa una societ per azioni e Pierluigi Rizzi assume lincarico di amministratore delegato e direttore generale. Inizialmente lazienda consolida la propria posizione sul mercato nazionale. Il primo impianto viene realizzato in Calabria e precisamente a San Sosti in provincia di Cosenza. Nei successivi dieci anni lazienda registra una crescita esponenziale ed espande rapidamente la propria attivit in Europa ed al di la degli oceani. Oggi Cimproggetti fa parte del gruppo austriaco FMW Industrie Anlangenbau di Vienna ed conosciuta in tutto il mondo per i suoi numerosi impianti e per lalta tecnologia innovativa e diversificata. LA SEDE Oggi la sede di Dalmine si presenta con una struttura logistica open space e con un design darredo sobrio ma funzionale. Allinterno dellufficio del socio fondatore esposta unoriginalissima scultura darte contemporanea realizzata nel 2009 dal maestro Renzo Nucara co-creatore della Craking Art. Un mix di arte, funzionalit e tecnologia che si sposa perfettamente con quelle che sono le esigenze dellimpresa. Ma il fiore allocchiello di Cimprogetti lattrezzatissimo laboratorio chimico-fisico che trova spazio allinterno del reparto di ingegneria. Nel laboratorio vengono custodite le provette con allinterno il calcare fornito dalle imprese committenti pronto per essere analizzato e da cui iniziano gli studi di fattibilit (performance test) per poi passare alla fase successiva (customer care) dove entrano nel vivo i rapporti di interscambio e fidelizzazione con il cliente. Per le sue caratteristiche di specificit e innovazione, il laboratorio collegato con altri importanti centri di ricerca tra cui luniversit degli studi di Bergamo, luniversit di Magdeburg in Germania e da poco listituto Politecnico di Milano. Dal 2008 Cimprogetti ha maggiormente valorizzato la propria internazionalizzazione anche nellarea tecnica di progettazione. Le unit di Dalmine, infatti, si interfacciano quotidianamente con la capogruppo FMW di Kirchsletten in Austria e la West di Novogorod in Russia condividendo server e software per la progettazione e per la gestione Plm (Product lifecycle management) di documenti attraverso una rete dedicata in fibra ottica. Recentemente Cimprogetti ha firmato un contratto per laccesso al Cloud Computing di Telecom Italia che permetter una maggiore efficienza anche dellarea progettuale e dellarea Crm (Customer relationship management). Il nuovo investimento permetter allimpresa di utilizzare una tecnologia innovativa di fondamentale importanza che sino ad ora era riservata solo alle grandi realt imprenditoriali.

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/StraDE E qUartIErI

monterosso

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


la collina, nel verLa sua posizione ottima: sotto che sia abbancato Pec tro. cen dal i pass de, a due bbe bisogno avre ati Pac za donato a se stesso. Piaz imentazione pav la e: zion uten man a seri di una ana non funziona. sconnessa, ci sono buche, la font un quartiere che La zona 30 resta un palliativo per presenta una che ma ziale den dovrebbe essere resi io: la vista dalpreg de gran Un e. abil ilizz inut piazza le villette sulla collina.

Loasi verde che rischia di trasformarsi in ghetto


cresciuto il numero degli immigrati che abitano nelle case popolari, sono diminuiti i negozi e la piazza ha bisogno di un serio intervento
di Sara norIS

CI rACContAno MonTEroSSo

met degli anni Sessanta era un quartiere invidiabile, dove boschi, orti e frutteti avevano fatto un po di posto ai primi condomini e alle casette ai piedi della collina: un angolo di citt che stava nascendo con tutti i vantaggi della posizione geografica. Ovvero tanto verde a pochi metri dal centro cittadino. Adesso, per, Monterosso le prime case risalgono al 1963 sembra soffrire di solitudine. I vantaggi del verde e della collina sono ancora quelli il parco Goisis un punto di riferimento per i bambini e le famiglie e gli abitanti delle villette pi in alto godono di una bella vista sulla Rocca e le torri di Citt Alta ma il quartiere paga il prezzo dellet. Un quartiere vecchio non solo per i suoi abitanti in tutto se ne contano 6.200 diventati sempre pi anziani, ma anche nelle strutture: le case popolari che si affacciano su piazza Pacati dimostrano tutti i loro anni e cozzano con le villette dei benestanti, come sottolinea qualche commerciante, che salgono verso la collina. E la piazza, pur essendo stata ristrutturata una decina di anni fa, avrebbe bisogno di un nuovo intervento. Chi lavora attorno alla piazza,

ovvero il centro di Monterosso, parla di abbandono, di scarsa attenzione da parte dellAmministrazione comunale. Dovrebbe essere il punto nevralgico del quartiere dicono i commercianti e invece lasciato allincuria: ad esempio la fontana, raccontano, non ha mai funzionato. Perch?. Ma basta spostarsi di pochi metri e tutto cambia. La vicina via Tremana, che collega il quartiere alla zona dello stadio, sembra un altro mondo. Ci sono negozi e bei condomini, c pi movimento e pi gente. Due realt opposte, due facce dello stesso quartiere. Sar forse anche per questo che non c un portavoce dei commercianti di Monterosso ed eventi e iniziative sono portate in piazza dalle mamme della scuola elementare Papa Giovanni impegnate da anni ad animare il centro di Monterosso? Alla fine per chi ci rimette il cuore del quartiere. Perch, nonostante loratorio, la polisportiva, le associazioni dei genitori si diano da fare, il rischio labbandono da parte dei giovani oppure, come dicono alledicola di piazza Pacati, che diventi un ghetto per stranieri che rappresentano quasi il 25% degli abitanti. Sono soprattutto marocchini, vivono nelle case popolari, fanno vita a s. Un mondo a parte, appunto.

Ma il quartiere, come fa notare Salvatore Grenci, titolare del Nuovo Piccolo Bar, di tutti. Di chi ha le belle case sulla collina e di chi vive sotto. Ma un buon quartiere. Deve solo ravvivarsi. O forse essere lasciato meno solo.

EnnIo E VaLTEr croSTa (EdIcoLa) Piazza Pacati Come si lavora nel quartiere? Abbiamo aperto nel 2000 ma lo conosciamo da sempre, i nostri genitori vivono qui, abbiamo qui gli amici. Ormai conosciamo anche i sassi. Si sta abbastanza bene.

Ci sono molti anziani? Parecchi. un quartiere vecchio. nato negli anni Sessanta, i nostri genitori sono qui dal 1966. La gran parte degli abitanti non se n mai andata e sta invecchiando qua. E gli stranieri? Stanno diventando tanti. C il perico-

lo che diventi un ghetto. Di sera, destate, in piazza ci sono solo loro. un quartiere sicuro? A parte qualche furto si vive comunque bene. Non il Bronx. Si sotto la collina, a pochi minuti dal centro.

Ennio e Valter Crosta

SaLVaTorE GrEncI (nUoVo PIccoLo Bar) Piazza Pacati Da quanto tempo ha aperto il suo bar? Sono qui da ventanni e ne ho viste tante. Il quartiere sta cambiando, anche con larrivo degli stranieri.

Salvatore Grenci

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/strade e quartieri
Quali sono i problemi di Monterosso? Mancano i parcheggi. Tante case popolari sono senza box. Manca la manutenzione della piazza che piena di buche. E manca anche qualche controllo delle forze dellordine. C unassociazione dei commercianti che organizza eventi e iniziative? No, ma ci sono le mamme della scuola elementare che organizzano il mercatino dellusato. Il quartiere un po spento, dovrebbe essere rivitalizzato. Un pregio? Nellinsieme un buon quartiere, ci sono belle case sulla collina, mentre sotto tutto popolare. Purtroppo non sono molte le coppie che acquistano casa e cos gli abitanti non si rinnovano. NICOLA MULAS (BARBER SHOP) Piazza Pacati Come sono i rapporti con i residenti stranieri? Non ci sono rapporti, sono un mondo a parte. Da otto anni ho il mio negozio, prima era di mio padre che laveva aperto nel 1964, e non ho praticamente clienti stranieri. Loro tengono le distanze. Se andiamo avanti cos si diventer un ghetto. un quartiere molto trafficato? No, la zona 30 ha limitato molto le auto. Ci sono servizi? Pochissimi. C un piccolo supermercato, ma, per esempio, manca da sette anni la macelleria. Cera la Posta, ma lhanno spostata in via Tremana. Cosa non le piace del quartiere? Non ci sono molti controlli da parte delle forze dellOrdine. Certo, ci sono anche posti peggiori di questo. VITO DE PRISCO (CAFFETTERIA E PASTICCERIA ORCHIDEA BLU) Via Tremana Cosa le piace del quartiere? Ho aperto da poco, ma mi piace la zona, ben organizzata. Cosa manca? Mancano i giovani. La maggioranza della clientela anziana. La via comunque animata, ma i giovani non ci sono. una zona tranquilla? Abbastanza. Anche se la sera un po meno.

Nicola Mulas

/HIntErlanD
di Sara norIS

/HIntErlanD
PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI
Sorisole ha tutta laria di essere un piccolo paese di montagna. Tanto verde e poc hi negozi. Forse dovrebbe essere un poco pi vitale e magari caratterizzarsi con un arredo urba no particolare. Certo, paga il prezzo di essere in alto: chi arriva a Petosino, la sua frazione, trov a invece molti negozi e non sale in paese. Le diffe renze si vedono e questa distribuzione del territori o non aiuta a fare di tre centri un unico campanile.

volte ho limpressione di essere il sindaco di tre paesi diversi. Con poche parole Stefano Gamba, il primo cittadino, arriva subito al dunque: Sorisole, con i suoi 9.120 abitanti, distribuiti tra il paese sulla collina e le frazioni di Petosino la pi popolosa con i suoi 4mila abitanti e Azzonica, racchiude in un unico comune realt contrapposte: la sua conformazione territoriale, ai piedi del Canto Alto, rende il capoluogo un piccolo paese di montagna, con stradine strette e pochi negozi tutti attorno alla piazza principale, dove il traffico inesistente e dove manca forse un po di iniziativa e vivacit. Chi cerca negozi, bar e locali deve scendere gi, a Petosino, la frazione pi vicina alla citt, quella con maggiori servizi e negozi,

Adriano Sonzogni

Si organizzano eventi e iniziative? No, praticamente nulla. adrIano SonZoGnI (Bar, EdIcoLa, aLIMEnTarI) Via San Carlo da molto che ha aperto il suo negozio? Questa rivendita c da quarantanni, era di mio padre. Cosa le piace del paese? Il fatto di essere nel verde, nella natura. Io sono nato qui, ci vivo e ci lavoro. Mi piace molto. Cosa invece non le piace? Sta declinando. Forse per la sua posizione, perch non passa nessuno se non chi ci abita o forse per il fatto che non organizzano nulla. I giovani qui non trovano niente. un paese sicuro? Abbastanza. Non ci sono grandi problemi.

un paese, tre campaniLi, Lintegrazione fatica a decoLLare


al tranquillo e un po isolato borgo di montagna fanno da contraltare la residenziale frazione di azzonica e la vivace, ma trafficata, Petosino. ovunque vale per la regola della salvaguardia del territorio e dello stop a nuove costruzioni
ferenze: su 12 chilometri quadrati tanta lestensione del Comune si passa dai 225 metri di altitudine di Petosino ai 1.100 del Canto Alto. Ma, campanilismi a parte, anche Sorisole e le sue frazioni soffrono lo sfruttamento del territorio, tanto che lamministrazione comunale ha messo dei paletti alle costruzioni: non si realizzeranno nuove abitazioni, ma si recuperer e ristrutturer lesistente. Anche perch, come fa notare il sindaco Gamba, sul territorio comunale ci sono ben 660 appartamenti vuoti (di cui 150 di nuovissima costruzione). Tra le priorit c, piuttosto, la palestra a Petosino o il centro per anziani. Perch, come ricordano i commercianti, alla fine un paese ha bisogno di servizi.

CI rACContAno SorISoLE

MaSSIMo FradEGrada (nUoVa oTTIca) Petosino Come si lavora in paese? un momento complicato, ma restiamo un paese fortunato. Ci sono negozi che hanno chiuso? Qui almeno tre. Ma possiamo dire di stare bene. Petosino un piccolo centro commerciale allaperto, c tutto. Mancano forse un negozio di scarpe e una profumeria. Nonostante sia una frazione, c unenorme differenza con Sorisole, che paga il fatto di non essere di passaggio. una zona trafficata?

a sorisoLe

MaUrIZIo LorEnZI (PanE E caFF) Piazza Bottello

Massimo Fradegrada

ma anche quella pi trafficata. In mezzo, pi defilata e residenziale, c Azzonica, che soffre per la mancanza di esercizi commerciali. Tre centri, o meglio tre campanili, come precisa il sindaco. Tre mondi distinti, fieri del mantenimento della propria identit che, spesso, nella loro lunga storia, ha fatto rima con diversit: Qui ammette il sindaco c sempre stata la logica che se si vuole realizzare unopera o uniniziativa bisogna triplicarla. Tutto ci, per il primo cittadino, va a scapito della comunit, perch si disperdono le risorse e non si favorisce lintegrazione di un territorio che gi morfologicamente mostra grandi dif-

Maurizio Lorenzi

Le piace il paese? S. Sono nato e cresciuto qui. Abbiamo aperto da un anno e si sta bene. Cosa manca? Prima cera tutto, adesso tanti negozi hanno chiuso. Mancano la macelleria, la lavanderia. Ora bisogna uscire dal paese. Ci sono stranieri? S, abbastanza. Cinesi e marocchini. Qualcuno abita qui da diversi anni ed integrato. Altri un po meno.

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MarzO 12/DODICIMESI

MarzO 12/DODICIMESI

/HINTERlAND
S, proprio per questa ragione il Comune ha scelto di chiudere al traffico lingresso a Petosino la mattina presto. Ma penso che le strade non vadano mai chiuse. Anche se per un tempo limitato, queste restrizioni sono un danno per il paese. Cosa chiederebbe al Comune? Un libro di cose! Innanzitutto di collaborare con pi energia, qualcosa si fa, ma serve ancora pi presenza, soprattutto per i servizi. E i negozi. Se servizi e negozi ci sono il paese vivo. NADIA ALBORGHETTI (BAR Cera una volta) Petosino Un difetto del paese. Essendo diviso in tre frazioni un po dispersivo. Un pregio. La posizione geografica. Siamo in una bellissima zona. Dobbiamo valorizzare quello che ci sta attorno. Cosa si potrebbe migliorare in paese? Le nostre domande a Ci vorrebbe una maggiore attenzione verso le persone pi deboli, anziani, disabili. Lattenzione c, ma dovrebbe essere intensificata, creando una rete fra le famiglie. C unassociazione dei commercianti che organizza eventi? Siamo un po chiusi da questo punto di vista. Siamo poco attivi, c poca partecipazione.

Nadia Alborghetti

STEFANO GAMBA, SINDACO DI SORISOLE


Scorre velocemente il programma elettorale della sua lista, Progetto Comune, che lha eletto sindaco nel 2010 e sorride soddisfatto. Possiamo dire di avere gi fatto tanto commenta Stefano Gamba, primo cittadino di Sorisole. E i temi spaziano dalla viabilit allattenzione al sociale e al volontariato, dai contributi alle scuole del territorio al no deciso alle nuove costruzioni, soprattutto al centro commerciale a Petosino. E mentre sogna la fermata della Teb 2 il tram veloce che sarebbe una boccata dossigeno per il paese, alleggerendo il traffico della strada provinciale, guarda con attenzione allarea dellex Gres Italcementi. C qualcosa di nuovo sul futuro di questarea? Per il momento no, dobbiamo capire anche con la propriet come poter valorizzare questarea che dismessa dal 2009. Il traffico un problema? Per Petosino sicuramente. Abbiamo anche dovuto stabilire il divieto dingresso dalle 7 alle 9 per le auto che provengono da Alm, perch la strada veniva utilizzata come scorciatoia interna. Certo, bisogna coordinarsi tra le varie amministrazioni per agevolare il traffico sulla provinciale, anche se il nodo cruciale resta quello fra Pontesecco e Valtesse. Nel vostro programma elettorale eravate contrari alla realizzazione di un centro commerciale a Petosino. Vale anche per le nuove costruzioni? Eravamo contrari al centro commerciale e lo siamo ancora. A Petosino non serve. E alle nuove costruzioni metteremo un freno. Il piano di governo del territorio ha stabilito che prima di occupare nuove aree occorre recuperare il costruito. Non sono gli oneri di urbanizzazione il volano delleconomia di unamministrazione. un luogo comune. Quali opere vorrebbe vedere realizzate per la fine del mandato? La palestra a Petosino e un centro

per anziani, ma sar molto difficile. Per il momento dovremmo riuscire a far aprire un ambulatorio medico ad Azzonica. Abbiamo invece installato due impianti fotovoltaici sulle scuole del territorio, dato un contributo di 85mila euro alle scuole materne e rifatto il manto erboso del campo sportivo di via Roccoli, un vero centro di attrazione in grado di unire il paese. I campanilismi sono ancora radicati da questi parti? Assolutamente s. Sorisole, Petosino e Azzonica sono tre mondi diversi. A volte mi sembra di essere il sindaco di tre paesi.

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LA/provincia

LA/provincia

di Giordana Talamona

La scommessa della Bassa


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agricoltura di qualit e riscoperta del turismo darte


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A Spirano, Urgnano, Cologno al Serio e Brignano si sta puntando sul settore rurale, grazie anche al neonato Distretto riconosciuto dalla Regione, il primo della provincia, nonch sulla valorizzazione del notevole patrimonio artistico. C per il problema della scarsit delle risorse.
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ella Bassa c aria di cambiamento. Nei territori attraversati dallAdda, dallOglio e dal Serio si sta tentando non solo di salvare le proprie tradizioni, ma di farle diventare un punto di forza. A circa dodici chilometri da Bergamo c Spirano, paese capofila di un nuovo progetto, il primo nella provincia, di rilancio del settore rurale. Si chiama non a caso Distretto rurale della Bassa bergamasca, un riconoscimento che arrivato nel novembre scorso dalla Regione Lombardia e che coinvolge tutte le aziende che operano nei settore del latte, del mais e dellallevamento. Tra le tante idee di questo nuovo made in Bergamo, oltre alla valorizzazione delle risorse rurali e ambientali, c quella della realizzazione di percorsi ciclo-pedonali e di una scuola casearia a Castel Cerreto, frazione di Treviglio. Tutti assieme per fare squadra, dunque, per rilanciare i prodotti agricoli di pregio che rappresentano il fiore allocchiello di questa zona. Nel mese di aprile Spirano ha inoltre inaugurato una tartufaia in zona Montagnete, un progetto di alto livello portato avanti in vista dellExpo. Ma questo paese non pensa solo al settore rurale. Dalla quiete del suo centro storico punta al rilancio del commercio con un bando comunale che finanzier, con 5 mila euro, le attivit tradizionali quasi del tutto scomparse (la sarta, il ciabattino ecc). Inoltre, proprio per favorire il commercio di vicinato, lamministrazione

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LA/provincia

locale, unico caso nellhinterland, ha escluso dal Pgt la possibilit che sorgano sul suo territorio dei centri commerciali. A poca distanza c Urgnano, caratterizzato da un patrimonio monumentale e artistico di rilievo. Il centro storico si sviluppa nella cerchia delle mura della Rocca Viscontea dove, al suo interno, vengono organizzate manifestazioni di richiamo turistico. Oltre alla Rocca da segnalare il bel campanile del Cagnola, che si erge imponente e maestoso sulla piazza Libert, con i suoi 54 metri di altezza. Nella frazione di Basella sorge lomonimo Santuario costruito a seguito dellapparizione mariana del 1356, altra chicca imperdibile di questo paese. Ed proprio su questo patrimonio artistico che lamministrazione locale pensa di puntare. Listituzione di un itinerario, allinterno di un progetto integrato con la CALT, unassociazione che comprende i principali gruppi della zona, potrebbe essere quindi la chiave di volta per il rilancio di Urgnano, che presto dovrebbe entrare nelle rinomate guide del Touring Club Italiano. Arrivati nel Comune di Cologno al Serio si rimane affascinati dalla struttura medievale del centro storico, rimasta pressoch intatta. Sono ancora visibili le mura con fossato che hanno protetto nei secoli il paese e che, in et moderna, sono state

Nelle pagine precedenti, uno scorcio di Brignano. In questa pagina, dallalto a sinistra, Spirano, Cologno al Serio e Urgnano.

circondate da una comoda ciclopedonale che permette piacevoli passeggiate, sia durante lestate che durante linverno. Tra le architetture religiose di maggiore interesse, si segnala la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, dalla facciata in stile barocco. Nonostante la crisi, le attivit commerciali sono ancora vive a Cologno, valorizzate dallassociazione

Le botteghe che organizza manifestazioni di richiamo durante tutto lanno. Con Brignano si entra nei territori della Gera dAdda, estesi su 204 chilometri quadrati e comprendenti 110 mila abitanti. Oltre al paese di Brignano, fanno parte di questa zona che prende il nome dalla conformazione del terreno, reso fertile da strati ghiaiosi in profondit, anche i Comuni di Pagazzano, Fornovo San Giovanni, Mozzanica, Caravaggio, Treviglio, Calvenzano, Castel Rozzone, Arzago Pontirolo, Canonica, Fara Gera dAdda, Casirate e Misano. Brignano Gera dAdda cresciuto in fretta negli ultimi anni, vedendo aumentare la sua popolazione di oltre mille unit in circa sette anni. Questo ha significato cementificazione, da un lato, e necessario aumento di servizi alla persona, dallaltra, difficile da realizzarsi in tempi di crisi. Tra le opere necessarie al territorio si segnala il nuovo polo dellinfanzia, i cui lavori inizieranno in tarda primavera, e la nuova piattaforma ecologica. Di particolare interesse, dal punto di vista storico e artistico, il palazzo visconteo, sede dellamministrazione locale.

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LA/prOvInCIa
CI rACContAno SPIrano Il fatto che il paese sia tagliato fuori dalle principali vie di comunicazione. Ci devi proprio venire e questo fatto elimina del tutto la clientela di passaggio. Qualche negozio ha chiuso? Quelli di recente apertura s, mentre i commercianti storici riescono ad andare avanti. SILVano ManGILI (Bar EUroPa) Via galileo galilei La sua unattivit storica, quindi potr dirmi com cambiato il paese. Negli ultimi cinque-sei anni ha visto aumentare sensibilmente la propria popolazione. Si sente la crisi? S, anche se noi, che siamo radicati sul territorio, riusciamo ad andare avanti. Per venire incontro ai nostri clienti abbiamo deciso di bloccare i prezzi dal 2012 al 2016, anno in cui festeggeremo i 100 anni di attivit. Cosa manca al paese? Vie ciclabili, come hanno altri paesi dellhinterland. Se ne sente la mancanza soprattutto destate. Inoltre servirebbe una farmacia in pi, perch quella che abbiamo non riesce a coprire i bisogni di tutta la popolazione. Le piace il paese? S, molto. Tra le altre cose abbiamo il Parco di San Rocco e il bosco dei fontanili, apprezzati anche da fuori. andrEa SonZoGnI (SaLUMErIa) Via Fiume Lei ha rilevato lattivit da pochi anni. Con la crisi i suoi clienti hanno cambiato abitudini? Non fanno scelte alternative, passando, per esempio, dal crudo al cotto, semmai riducono il consumo. I centri commerciali quanto incidono? Ce ne sono talmente tanti che ormai non ci si fa pi caso. cambiata la mentalit, soprattutto dei giovani. Manca qualcosa al paese? No, c tutto. MarIanGELo FInaZZI (PanIFIcIo FInaZZI) Piazza Libert

LA/prOvInCIa
abbiamo cercato di essere attenti alle nuovo tendenze, per accontentare la nostra clientela. Tutto questo fino alla crisi, da l tutto stato molto pi complicato. A cosa rinunciano? Sia per i matrimoni, che per i funerali, fanno il minimo. Daltra parte il nostro un articolo non necessario per le famiglie, il primo su cui si decide di tagliare. La cosa peggiore per un piccolo commerciante? I centri commerciali, qui ne siamo circondati. E conta poco il fatto di non averne sul nostro territorio, perch basta prendere la macchina e fare due chilometri per trovare il primo.

danIELE GHISLoTTI (ParrUccHIErE) Largo europa

Mariangelo Finazzi

Daniele Ghislotti

Spirano ha avuto cambiamenti significativi negli ultimi anni? Non pi di tanto. C stato un considerevole aumento della popolazione, ma nel complesso non ha inciso sul commercio locale, perch chi vive a Spirano, spesso, lavora fuori, verso Milano o Bergamo, tornando a casa in tarda serata. C qualcosa che manca? No, anzi mi sembra che lamministrazione locale abbia lavorato bene in questi anni. Forse servirebbe qualche negozio di alimentari in pi. Per il commercio c qualcosa che incide negativamente, a parte la crisi?

Quali sono le attivit economiche del territorio? Nel paese rimangono piccole e medie aziende, ma nel complesso la maggior parte della popolazione va fuori per lavorare. E il commercio? I magazzini dei negozi sono quasi tutti vuoti, si cerca di tenere il minimo indispensabile, senza fare scorte che rischierebbero di rimanere invendute. Passano i rappresentanti tutti i giorni, ma inutilmente. Avete unassociazione dei commercianti? Le nostre domande a

Una volta cera, ma durata poco. Un pregio? Che fino ad ora non sono arrivati grossi supermercati sul nostro territorio. Credo che siamo rimasti lunico paese, per fortuna. Almeno quello. FaBIo dI rocco (FIorErIa crEMaScHI) Via garibaldi Qual stata la vostra strategia commerciale? Visto che negli anni i gusti e le abitudini delle persone sono molto cambiate,

Fabio Di Rocco

Da sinistra Andrea Mangili, Carmen Briones e Silvano Mangili

GIOVANNI MALAChINI, SINDACO DI SPIRANO


Spirano ha vinto la scommessa per il riconoscimento del primo Distretto rurale della provincia di Bergamo. Ce ne vuole parlare? Spirano capofila di un progetto che ci riempie di orgoglio, partito due anni fa con la richiesta di adesioni ad enti, aziende, scuole e istituzioni. Si tratta di un Distretto rurale dei prodotti agricoli di qualit della Bassa bergamasca che dar nuove opportunit al territorio e ai produttori. Le iniziative saranno innumerevoli: verranno realizzati percorsi ciclo-pedonali, ci sar una promozione ad hoc delle fattorie didattiche e verr creata una scuola casearia per avvicinare i giovani al mondo del formaggio e dellallevamento. Il Distretto Rurale nato soprattutto per aiutare lagricoltura, un settore che va sostenuto. Il logo Alta qualit Bassa bergamasca gi in fase di realizzazione. E per il commercio? Abbiamo escluso dal Piano di governo del territorio la nascita di centri commerciali, proprio per favorire il commercio di vicinato. Inoltre abbiamo appena istituito un bando col quale finanzieremo, con dei contributi speciali, le attivit tradizionali scomparse dal territorio in questi anni, come ad esempio, il calzolaio e la sarta. Il finanziamento di 5 mila euro per ogni attivit. Come sta impattando la crisi? Tutti i giorni mi trovo ad affrontare casi di cittadini che mi portano curricula per trovare lavoro; do loro una pacca sulle spalle e una parola di incoraggiamento, senza essere in grado di aiutarli. Le risposte a questi giovani devono arrivare dalla politica nazionale o dallEuropa, mentre tutto

Andrea Sonzogni

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Un paese tranquillo, dove dif cile capitarci per caso, ma se succede molto piacevole conversare con i suoi abit anti, passeggiando per le belle vie del cen tro.

quello che il Governo sa chiederci di fare ulteriori sacrifici. Spirano ha oggi 900 mila euro fermi in banca che non possono essere investiti, n per le politiche sociali, n per la costruzioni di altre infrastrutture. In due anni, inoltre, i trasferimenti sono passati da 1 milione e 85 mila euro a 585 mila euro. scandaloso, soprattutto se penso che da Spirano, tra imposte dirette e indirette su aziende, cittadini e persone fisiche, arrivano a Roma tra i 10 e 20 milioni di euro.

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LA/prOvInCIa
CI rACContAno UrGnano che la Rocca andrebbe meglio valorizzata turisticamente. Mancano delle infrastrutture? No, abbiamo tutto. aLBErTo cHInELLI (coLorIFIcIo cHInELLI) Via matteotti Com la viabilit? Quella del paese abbastanza scorrevole, a parte la Provinciale dove c una rotonda in cui si crea spesso coda, a causa del traffico pesante. Come hanno inciso sulla vostra attivit i centri commerciali? Abbastanza, per credo che se un commerciante competente, serio e mantiene prezzi onesti, pu andare avanti, nonostante le difficolt. Perch venire a Urgnano? Abbiamo monumenti stupendi: la Rocca, il Santuario di Basella e il campanile, tra i pi belli del nord Italia. Certo io sono di parte, ma secondo me si sta bene. La criminalit? Come in tutti i paesi. GIUSEPPa PIro (PETEr Pan aBBIGLIaMEnTo) Piazza Libert Voi siete aperti da circa un anno. Un primo bilancio? Non va malissimo, ma le spese non finiscono mai. Le piace il paese? S, molto, tranquillo. Il futuro? grigio. Fino a che lo Stato o le banche non inizieranno ad aiutare, seria-

LA/prOvInCIa
mente, chi ha un attivit, avremo tutti un futuro incerto. Crede che la Rocca andrebbe meglio valorizzata? S, per portare gente in centro. Quando fanno la festa del paese mettono le bancherelle in viale delle Rimembranze, non in piazza. Un vero peccato.

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


svetta la Cinto dalle mura medievali, da cui le scoevo piac rocca Albani, Urgnano una glienacco to mol e iali cord i perta. Cittadin lit qua la che ne ti, aumentano la sensazio . alta ra anco della vita sia

TancrEdI ondEI (VEccHIa SaIGon) Piazza Libert Lei stato via 20 anni dal paese. Come lha trovato al suo ritorno? Mi pare che abbia fatto innumerevoli passi indietro. Ventanni fa questa piazza era sempre piena di ragazzini e di adulti, mentre oggi pressoch deserta. Su cosa si basava leconomia di Urgnano? Sulle concerie e sul tessile. I settori davano lavoro a buona parte della popolazione, mentre oggi sono rimaste un paio di aziende appena. Sono state costruite nuove infrastrutture? Mah, non mi pare. Il paese rimasto lo stesso, con laggravante che aumentato il traffico. Sono tornato da un anno e mezzo, ma sto gi pensando di andarmene. C unassociazione dei commercianti? S, che organizza importanti eventi.

Ha organizzato le Notti Bianche, due anni fa, e mi stato detto che la gente compravaQuestanno molto meno. Si sono salvati i bar, per il resto nessuno ha venduto niente, me compreso. GIanLUIGI FErrI (aLIMEnTarI) Piazza Libert Com cambiato il paese? Una volta cerano sedici salumieri, nove macellai, nove fornai, mentre oggi i negozi di alimentari si contano sulle dita di una mano. Tutto questo con la crisi? Ma no, da quando sono arrivati i centri commerciali! La crisi un bluff, perch c, ma i commerciali sono sempre pieni. Manca qualcosa al paese? No, per me c tutto. Hanno appena ristrutturato la piazza e mi sembra che le cose essenziali ci siano. Qualcosa da migliorare? La viabilit, perch c una strada sola

che collega Bergamo a Crema ed sempre intasata. GIUSEPPE anGErETTI (cEnTro Moda dI anGErETTI) Via matteotti Che paese Urgnano? Tradizionale, non mi sembra che sia cambiato eccessivamente. Io avrei preferito che, al contrario, si modernizzasse di pi. Cosa serve? Lo vedo spento, soprattutto la sera nel centro storico. Altri paesi dellhinterland, come Cologno, mi sembrano molto pi vivi. Andrebbe valorizzata di pi la piazza? S, mancano le attivit commerciali e qualche festa in pi. E la Rocca richiama pubblico? Certamente, quando c la festa annuale, il castello e la piazza si riempiono di gente. Li vorrei sempre cos. Forse an-

Giuseppa Piro

Le nostre domande a

EFREM EPIZOI, SINDACO DI URGNANO


Ci sono delle novit sullo snellimento del traffico sulla Provinciale cremasca che taglia in due il paese? allo studio della Provincia una nuova bretella che, secondo i progetti, dovrebbe nascere in parallelo alla Cremasca, portando fuori buona parte del traffico sul nostro territorio. Il problema il reperimento delle risorse per realizzare questa strada assolutamente necessaria per il nostro territorio. Per il momento non possiamo che attendere. I monumenti sono tra i punti di forza di Urgnano. possibile credere in una reale vocazione turistica del paese? Noi ci crediamo molto. Pochi mesi fa abbiamo avuto la visita di un delegazione del Touring e, se tutto va bene, il nostro paese sar inserito nelle loro guide. Stiamo progettando unassociazione, la CALT, che riunir i gruppi del territorio e che, ce lo auguriamo, rilancer la vocazione turistica di Urgnano. Non trova che il centro storico si stia spegnendo? Non una questione legata a Urgnano, ma a tutti i centri storici del territorio. Oggi si vive sempre meno nel proprio paese, preferendo alle piazze i grandi centri commerciali. Trovo, in

Alberto Chinelli

Tancredi Ondei

Gianluigi Ferri

Giuseppe Angeretti

ogni caso, che rispetto ad altre realt, Urgnano sia ancora molto viva, grazie anche al lavoro che sta facendo la nostra associazione dei commercianti. Esiste un progetto per la nascita del Distretto del commercio? Stiamo sentendo i Paesi limitrofi per studiare uneventuale collaborazione che porti alla nascita di un Distretto. Al momento, tuttavia, il progetto ancora in fase embrionale. Quali sono le prossime opere previste sul territorio? Quando ci siamo insediati, un anno e mezzo fa, abbiamo individuato nella ciclopedonale che porta al Santuario di Basella la prima opera necessaria. Anche in questo caso stiamo valutando come reperire le disponibilit di copertura.

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LA/prOvInCIa
avrei continuato, ma ora non mi pi possibile, visto che sono sola. Non c nessuno che le d una mano? Non pi. Mio marito era un giornalista del Corriere, ho avuto lonore di conoscere Oriana Fallaci ed Enzo Biagi. Ci sono stati casi di criminalit? Non nei miei confronti, per fortuna. Pensi che una volta chiudevo alle 21. Adesso chi ha il coraggio?. GIoVannI IErardI (HoTEL rISToranTE VILLa ManZonI) Piazza garibaldi Avete aperto questa attivit da circa tre anni. Perch proprio qui? Abbiamo avuto loccasione di restaurare questa villa padronale dellOttocento, proprio nel cuore del centro storico, dove il contesto delle mura fortificate di Cologno dava alla location unaurea suggestiva ed elegante. Cosa ne pensa dellassociazione commercianti Le Botteghe di Cologno? unassociazione vitale, che lavora molto bene sul territorio. Il valore aggiunto di Cologno? Il piccolo problema, al di l dellappartenenza politica, si risolve, perch siamo in un contesto ancora a misura duomo, quel quid in pi che fa la differenza, rispetto a una grande citt. FrancESco BIaVa (oTTIca PaVonE E VaLLI) Piazza Vittorio emanuele Siete aperti da circa un anno. Un primo bilancio? ancora prematuro, perch larticolo che vendiamo non permette di capire fino in fondo quanto stia incidendo la crisi nel nostro settore. Trova, tuttavia, che qualche abitudine sia cambiata?

Da sinistra, Roberto Aglio, Laura Garlini e Giovanni Ierardi

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

Lei viene dal Lazio, come le sembrano i bergamaschi? Vorrei sfatare il mito della poca accoglienza del nord. Trovo le persone di qui molto aperte ed espansive. Dopo tre anni il bilancio pi che positivo. Qual la chiave per resistere alla crisi? Laccoglienza, la qualit del servizio, uniti alla scelta di prodotti di alto livello. I clienti devono sentirsi a casa propria.

CI rACContAno coLoGno aL SErIo

Il paesino sarebbe anche molto grad evole, se non fosse che i suoi cittadini sono tutti troppo discreti, poco propensi a parlare con sconosciuti, a parte qualche rara persona illuminata. Un vero peccato .

HE XIaoFEn (STILE aLLa Moda) Via Veneto Come ha inciso la crisi nella sua attivit? quasi tutto fermo. Lanno scorso andata male, questanno peggio. Ho ridotto quasi della met il fatturato. La clientela del paese? S, anche perch non siamo su una strada di passaggio. Non c neanche turismo, purtroppo. Il paese le piace? No, non molto. Se una cosa che vendo costa tre euro, mi chiedono di farla pagare cinquanta centesimi. GaBrIELLa MoraTTI (ParrUccHIEra UnISEX) Via Vittorio Veneto Lei attiva dal 2005. I suoi clienti hanno cambiato abitudini con la crisi? S, soprattutto sulla frequenza del taglio. Prima venivano tutti i mesi, adesso

aspettano. I capelli lunghi, prima, davano fastidio, adesso sembra che pi nessuno ci badi. Manca qualcosa al paese? Per esempio, proprio davanti al mio negozio, c una casa diroccata che avrebbe bisogno di un restauro alla facciata. Le altre vie, al contrario, sono te-

nute con pi decoro. un paese che consiglierebbe? Mah s, carino e molto tranquillo. C il giro delle fosse che, soprattutto durante lestate, molto piacevole. naIda LocaTELLI (carToLIBrErIa) Piazza garibaldi La sua unattivit storica, quindi potr dirmi i cambiamenti pi significativi del paese. C stato un netto peggioramento. Se prima di sera si poteva uscire tranquilli, adesso c da aver paura. una sensazione brutta, che mi spinge a chiudere. Le dispiace? Certamente, questa era lattivit di mia suocera e ci ho passato 43 anni Se la situazione in paese fosse stata diversa,

Gabriella Moratti

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LA/prOvInCIa
CI rACContAno BrIGnano GEra dadda

LA/prOvInCIa

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Francesco Biava

Se prima il 70% della clientela entrava e acquistava subito, mentre un 30% chiedeva un preventivo, oggi la casistica rovesciata. Quanto importante sostenere lassociazione delle Botteghe? Molto, perch durante gli eventi c un buon ritorno e non solo di immagine. Trovo che nel complesso lassociazione stia facendo un buon lavoro. Le piace Cologno? S, tra i paesi del circondario tra i pi belli. piacevole passeggiare lungo tutta la cintura medievale, sia dinverno che destate. Le nostre domande a

iUn bel paesone, con un buon and che rivieni di gente sia nel centro nella periferia. Cordiali i suoi citta dini.

aMInE BaHI (IL Bar dEL coITa) Via Palazzo

CLAUDIO FRANCESCO SESANI, SINDACO DI COLOGNO AL SERIO


Il tema della sicurezza tra i pi sentiti nella zona. Cosa avete fatto a riguardo da quando vi siete insediati nel 2011? Abbiamo intensificato i controlli della nostra polizia locale, in collaborazione con i carabinieri di Urgnano, e abbiamo messo in funzione le telecamere di videosorveglianza. Per quanto riguarda i commercianti e le ditte, non si segnalano molti furti, mentre sono pi frequenti nelle abitazioni. Cerchiamo di fare il possibile, in base anche ai fondi che abbiamo a disposizione. In ogni caso manteniamo la guardia sempre alta sul tema della sicurezza. Come valuta limpatto della crisi sul suo territorio, sia da un punto di vista economico che sociale? Buona parte della popolazione di Cologno impegnata nelledilizia, un settore oggi in profonda crisi. Sempre pi spesso, quindi, ci troviamo a ricevere cittadini che sono in difficolt e che ci chiedono di indirizzarli a qualche azienda, per un lavoro. Al momento la maggior parte della popolazione riesce ancora a lavorare otto ore, ma la percentuale dei disagiati sta velocemente crescendo. Stiamo cercando, dunque, di trovare il modo di far insediare, nel nostro territorio, delle nuove aziende. Ha gi preso contatti con qualche imprenditore? Sinora non arrivata nessuna buona proposta, purtroppo. Essendo contro i centri commerciali, che hanno messo in ginocchio i negozi di vicinato, abbiamo solo autorizzato linsediamento di un supermarket di media struttura che ha garantito qualche nuovo posto di lavoro. Venendo proprio al commercio, come sta collaborando lamministrazione con lassociazione Le botteghe di Cologno? Stiamo cercando di dare sostegno sia a loro, che ai commercianti che non sono iscritti al gruppo. Questestate, per esempio, abbiamo dato disponibilit alla chiusura del centro storico per gli eventi organizzati dallassociazione, come la Notte Bianca, che mi sembra abbiamo avuto un buon ritorno, soprattutto per i bar e le pizzerie. Quali sono i prossimi obiettivi per il 2013? Con i tagli dei trasferimenti statali, diminuiti negli ultimi tre anni di oltre il 50%, (da 1 milione e mezzo a 700 mila euro), non possiamo che occuparci esclusivamente dellordinaria amministrazione.

Amine Bahi

Siete aperti da circa sette anni. Perch proprio qui? Sono cresciuto qui e la mia famiglia perfettamente integrata nel territorio. Ricordo, tuttavia, che quando rilevammo il bar ci fu un certo scalpore a Brignano. Laccoglienza stata comunque molto positiva. La crisi? Si sente, eccome. Chi al nord vive per lavorare, sta molto pi attento rispetto a prima, mentre chi ha origini del sud e lavora per vivere, spende ancora. Al di l della crisi, dunque, una questione di mentalit diverse. Cos cambiato di pi? Il morale del paese. spento. Anche i giovani della mia et, li vedo senza speranze, come se ormai si fossero assuefatti a una situazione di immobilismo. In parte colpa della televisione che ha creato falsi miti.

Avete unassociazione dei commercianti? No. Avevo proposto di crearne una dei baristi, visto che siamo molti in paese, ma stato impossibile. Mancano delle infrastrutture? No, c tutto. anche in arrivo un supermarket che, purtroppo, incider sui due alimentari del paese. IGIno nISoLI (Bar IMPEro) Via Palazzo Siete aperti dal 1946. cambiata molto Brignano? S, soprattutto nellultimo decennio. Trovo che si sia edificato troppo e ci ha svuotato il centro e allargato la periferia. diventato un paese-dormitorio? Per fortuna no, anzi qui c ancora gente che vive il paese. Nel nostro bar, in particolare, c ancora chi si ritrova a giocare a briscola come una volta. Che paese Brignano?

Molto tranquillo, ancora a misura duomo. il classico paese dove ci si conosce ancora tutti e scambiare quattro parole ancora possibile. Forse la sera si svuotato un po rispetto al passato. La concorrenza degli altri locali ha inciso sulla sua attivit? Non pi di tanto, perch nel nostro ristorante si fa ancora cucina tradizionale. Anzi credo che siamo rimasti i soli nella zona.

Da sinistra Igino Nisoli, Francesca Pinotti e Laura Nisoli

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LA/provincia
Il futuro? Nonostante la crisi, voglio essere ottimista. JALAL ALLAOUI (PIZZERIA DEL CAMPIONE) Via XXV Aprile Lei ha recentemente rilevato lattivit, dopo averci lavorato per 22 anni. Le piace il paese? S, anche se cambiato molto. Negli anni si allargato tanto, forse troppo. Mi sembra che stia morendo, non c pi quel clima di entusiasmo e di affiatamento di qualche decennio fa. Lamministrazione locale vicina ai commercianti? S, le iniziative non mancano. Nonostante non ci sia nel paese unassociazione dei commercianti, lamministrazione organizza degli eventi che possono stimolare il commercio, come la Notte Bianca e Buon Gusto a Palazzo. Cosa manca? La partecipazione dei cittadini. Durante levento Buon Gusto a Palazzo, per Quello della sicurezza, qui come in altri paesi vicini molto sentito. Dopo una certa ora c il coprifuoco, ma temo che sia cos ovunque, oramai. Sento molti clienti lamentarsi del fatto che, nella Bergamasca, i furti in casa sono aumentati molto. Qualcosa che si perso rispetto al passato? Non si socializza pi, le piazze si svuotano e la comunicazione viene lasciata nelle mani dei cellulari e dei nuovi social network. La crisi ha cambiato qualche abitudine? S, ho notato che in special modo i giovani tendono a indirizzarsi, sempre pi spesso, verso il tabacco, rispetto alla sigaretta. I costi del tabacco, infatti, sono molto pi bassi. VALENTINA CAN (CASEIFICIO LA VIA LATTEA) Via Provinciale per Verdello Qual la chiave del rilancio dei territori della Gera dAdda? da quando ho iniziato questa attivit, 15 anni orsono, che dico, a destra e a manca, che allestero non vendono un prodotto, ma il territorio. chiaro che ogni piccolo produttore, in Italia, faccia fatica a vendere il proprio prodotto se non c un territorio che, come nel caso della Francia, riesca a veicolarlo. Manca il sistema? Certamente, non solo qui, ma in tutta Italia. Non abbiamo, per esempio, una fiera credibile del settore caseario, dove si parli di lavoro e di vendita. Questo territorio sarebbe vendibile, al pari di altri territori internazionali? Ce lavevamo un territorio, poi si preferito investire sul settore industriale ed edilizio, tralasciando quello agricolo. Basta vedere la moria di aziende agricole negli ultimi 20 anni, per capire cosa avevamo e cosabbiamo oggi. Siamo pieni di strade e capannoni, questultimi per lo pi vuoti. Il futuro? C il progetto Nutri Milano per il 2015, sul quale forse si potr ancora puntare. In generale trovo che il settore agroalimentare sia stato molto penalizzato negli ultimi decenni. Le nostre domande a

LA/provincia

Jalal Allaoui

esempio, erano di pi i visitatori da fuori, che gli stessi brignanesi. Un vero peccato, perch sono tanti gli artigiani e i produttori importanti nel nostro territorio. PAOLO TOFFETTI (BAR SAN ROCCO) Via Visconti La sua attivit aperta dal 1933, trova che Brignano sia cambiata molto? arrivata gente da fuori, non solo extracomunitari, ma anche italiani che sono venuti a vivere qui per i costi mediamente pi bassi delle case, rispetto a Bergamo o a Treviglio. Un tema delicato?

VALERIO MORO, SINDACO DI BRIGNANO GERA DADDA


Riguardo al tema della sicurezza, cosa avete fatto da quando vi siete insediati nel 2009? Quando sono arrivato i vigili non erano sufficienti, quindi ho indetto un bando per lassunzione di un comandante. Inoltre ho creato un assessorato alla Sicurezza che si interfaccia regolarmente con la polizia locale e abbiamo installato qualche telecamera in pi sul territorio comunale. La sicurezza un tema molto sentito, ma servirebbero pi risorse per presidiare meglio il territorio, non solo da parte della polizia locale, ma anche da parte di tutte le forze dellordine. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio. Come sta impattando la crisi sul suo territorio? In maniera palpabile. Essendomi insediato proprio nel 2009, ho avuto modo di vedere tutta la crisi come amministratore locale, percependo da vicino quanto sia peggiorata la situazione delle famiglie. Riceviamo costantemente richieste di aiuto, nellordine del 15%-20% in pi rispetto al 2009, da parte di chi non riesce pi neanche a pagare le bollette del gas e dellelettricit. Proprio per questo abbiamo deciso di aumentare le risorse per il settore sociale, anche se sono comunque molto basse rispetto alle necessit. Inoltre collaboriamo attivamente con la Caritas locale, a cui abbiamo recentemente dato un piccolo contributo. So che stato approvato un progetto preliminare sul nuovo polo dellinfanzia. Ce ne vuole parlare? Brignano cresciuto molto negli ultimi sette anni, a causa dellultimo boom edilizio. In breve la nostra popolazione aumentata di oltre 1000 cittadini, per questo il nuovo polo dellinfanzia una struttura necessa-

ria. Abbiamo molte richieste da parte delle famiglie che non riescono a essere assorbite dal nostro asilo pubblico, che contiene circa 70 bambini e da quello privato, che ne assorbe circa 130. Spero di poter posare le prima pietra in tarda primavera. Ci sono altre opere previste? Termineremo lampliamento del cimitero e speriamo di realizzare la nuova piattaforma ecologica. Quella che abbiamo ora, infatti, obsoleta e non pi in grado di rispondere alle necessit del territorio.

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in evidenza

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AMICA ACQUA 2013


STORIE ED IMMAGINI SULLACQUA
La grande iniziativa-ricerca per le scuole di Bergamo e provincia promossa dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca
lastici, audiocassette, videocassette, cd-rom e cos via. Il prodotto delle proprie osservazioni sul posto potr essere presentato sottoforma di disegni, fotografie, scritti, registrazioni audio, interviste ed immagini televisive. I lavori dovranno essere realizzati e spediti entro il 31 marzo 2013 al seguente indirizzo: Mediatek, via T. Tasso, 51 - 24126 Bergamo. Una commissione giudicatrice selezioner poi gli elaborati ed attribuir i premi previsti. La premiazione avr luogo nel mese di maggio 2013 in provincia di Bergamo alla presenza delle scuole premiate. Liniziativa Amica Acqua ha coinvolto nelle quattro edizioni finora svoltisi oltre 200 scuole, le quali hanno raggiunto risultati ed esiti che hanno impressionato per qualit, consapevolezza ed attinenza al tema proposto meritando cos, per limpegno dimostrato, i riconoscimenti ricevuti. Non solo alunni bergamaschi. Tanti gli elaborati, molti dei quali di grande impatto visivo, ricevuti negli anni dagli alunni delle scuole della Lombardia e del resto dellItalia. Una dimostrazione di come il tema dellacqua attiri e coinvolga un gran numero di studenti. Per informazioni www.amicaacqua.it .

Concorso darte

ACQUA: STILE LIBERO


Liniziativa, promossa dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, invita tutti gli artisti residenti nel territorio bergamasco alla realizzazione di opere darte sul tema dellacqua
Il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca bandisce un nuovo concorso darte rivolto a tutti gli artisti, professionisti e non, senza limiti di et e residenti nel territorio bergamasco dal titolo Acqua: Stile Libero. Il tema di questanno unesortazione a cogliere i vari aspetti legati allacqua. Il titolo rappresenta perci unindicazione, un invito per tutti gli artisti alla realizzazione di opere darte che abbiano come tema lacqua nella sua accezione pi ampia. Unesortazione a sperimentare e sviluppare diverse forme artistiche, a fine di collocare lelemento acqua allinterno del proprio mondo immaginativo e del proprio fare creativo. Pittura, fotografia, video, scultura, ogni tipologia di opera darte sar presa in considerazione. La qualit, la ricerca, la contemporaneit e lattinenza al tema proposto rappresenteranno i criteri fondamentali della selezione. Ogni artista potr partecipare con pi opere, ma una sola parteciper allassegnazione dei premi finali.

Portare nella scuola la realt e gli aspetti vitali del mondoacqua, promuovendo tra i ragazzi una maggiore conoscenza sul bene-acqua e su tutto ci che rappresenta questelemento per lessere umano, per il mondo naturale, per la societ e leconomia. Raccontare la vita e limpegno di chi lavora per lacqua ed affinch lacqua ed il suo uso non vadano sprecati, ma salvaguardati e gestiti in modo corretto e responsabile. questo lobiettivo generale di AMICA ACQUA, promossa dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca tra le scuole dellinfanzia, primarie e secondarie di primo grado della provincia di Bergamo. Giunta questanno alla quinta edizione, liniziativa ha sempre incontrato un ampio consenso da parte delle scuole. Il tema STORIE ED IMMAGINI SULLACQUA pu essere sviluppato negli stili e nelle forme grafiche ed espressive pi diverse, secondo la creativit di ognuno. Viene dunque chiesto ai giovani alunni di lavorare sullacqua, ossia: indagare, verificare ed approfondire il ruolo, limportanza e la presenza dellacqua nel proprio paese, nel proprio quartiere e nel proprio territorio. Si invita a leggere e a documentare lambiente, a raccontare di fiumi e ruscelli, rogge e torrenti, stagni e fontanelle, fonti e sorgenti e cos via, narrando storie, tradizioni, aspetti e curiosit legati alla propria acqua. I lavori potranno essere presentati nelle forme e con i supporti pi vari: album, opuscoli, fascicoli, giornali sco-

Alcune foto dell'edizione 2012

Le immagini e le specifiche relative alle opere darte dovranno essere inviate allindirizzo mail info@amicaacqua.it entro il 31 marzo 2013. Tramite una votazione che sar effettuata online sulla pagina del concorso www.amicaacqua.it dagli utenti registrati in Facebook, sar possibile esprimere la propria preferenza, entro il 28 aprile 2013, votando una delle opere in gara. Le 20 opere darte pi votate parteciperanno alla mostra-evento finale presso lArchivio di Stato di Bergamo, che verr inaugurata il 9 e si chiuder l11 maggio 2013. Sar inoltre prodotto un catalogo con testi critici. Saranno infine gli stessi artisti nel giorno dellinaugurazione a decretare i vincitori. Liniziativa si colloca nellambito di quanto il Consorzio sta compiendo per la promozione, la valorizzazione delle risorse acquifere e la salvaguardia del territorio da esondazioni. Per maggiori informazioni possibile consultare il bando del concorso su www.amicaacqua.it o chiamare il numero 035 322734.

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il/libro

un romanzo sullItalietta che premia i mediocri


gi un piccolo caso editoriale, anche sui social network, l'opera prima del giornalista Andrea Tortelli

La Comparsa

arla di quellItalia in cui gli uomini senza virt vengono sistematicamente premiati La comparsa (Gam editore), romanzo di debutto del giornalista bresciano Andrea Tortelli. Un piccolo caso editoriale che parte dalla provincia, ma che sta gi raccogliendo interesse in tutta la Penisola e che si sta diffondendo velocemente in maniera virale sui principali social network. Anche grazie a un simpatico concorso/tormentone via Facebook in cui i volti dei lettori si accompagnano al libro negli autoscatti via cellulare, contendendosi sulla base del numero di mi piace raccolti un aperitivo con lautore e una vera bombetta inglese, come quella del personaggio raffigurato in copertina. Il libro in vendita nelle migliore librerie e sui principali siti di vendita on line a 10 euro (8,50 euro su Ibs.it e inMondadori.it) la biografia immaginaria di Agazio Sanguedolce, siciliano trasferito a Roma che nella vita ricopre sistematicamente il ruolo della comparsa. Nato

da una comparsata del padre e da una madre che di lavoro fa la prfica, cio piange ai funerali, Agazio trascorre tutta la sua tragicomica esistenza in questa parte: reggimoccolo, fidanzato a noleggio, centurione al Colosseo, attore nei programmi verit in tv, prestanome inconsapevole per attivit poco lecite e via dicendo. Finch un giorno, dopo la morte della madre, trova conforto alla solitudine iscrivendosi al Partito degli italiani (la grande mamma) e cambia vita. Chiamato a s dallAltissimo, il protagonista del libro inizia una folgorante carriera politica che lo porta a diventare ministro della Repubblica. Pur restando di fatto una comparsa.

Una storia che fa ridere e fa riflettere ambientata nellItalietta contemporanea, con figure (dai politici ai personaggi della tv) e scene che richiamano apertamente la cronaca degli ultimi anni. Mentre per il protagonista, lautore ammicca a Pirandello e al Fantozzi di Paolo Villaggio. Ma anche alla parabola del famoso biondino degli 883. A lui nel racconto vengono anche concessi un cammeo e una originale postfazione, in cui Tortelli partendo da un tentativo di intervista andato a vuoto svela il segreto della fine di Mauro Repetto. Ulteriori informazioni sul libro sono disponibili alla pagina Facebook: http://www. facebook.com/libroLACOMPARSA.

la scheda
TITOLO: La comparsa SOTTOTITOLO: Vita morte e "miracoli" di Agazio Sanguedolce, italiano medio AUTORE: Andrea Tortelli EDITORE: Gam Rudiano PAGINE: 60 PREZZO: 10 euro ISBN: 9788898288069

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Wi-fi

Da Treviglio parte il progetto di una federazione di hotspot per accedere al web senza fili. Potrebbe coinvolgere una trentina di comuni della Bergamasca e diversi esercizi commerciali, ma non mancano le battute darresto. Ecco cosa ne pensano alcuni sindaci.

di Rosanna Scardi

asce a Treviglio il progetto di una federazione di hotspot, le aree dove possibile accedere al web senza fili grazie al wi-fi, che dovrebbe coinvolgere una trentina di comuni della Bergamasca. Grazie a questa tecnologia possibile collegarsi con pc, cellulari, palmari, tablet, in qualsiasi momento, senza preoccuparsi del proprio credito, n di

sapere quanti gigabyte si hanno ancora a disposizione per visualizzare un video o per scaricare le e-mail. La potenza di trasmissione limitata da normative di sicurezza legate al rischio elettromagnetico. Tuttavia, se si estendesse, il wi-fi, originariamente pensato su piccola scala, potrebbe coprire aree molto pi grandi. Un sogno che proprio in questi giorni si cerca di concretizzare negli Stati Uniti dove si sta lavorando alla creazione di una rete grande abbastanza da interessare tutta

la nazione e coprire il territorio da costa a costa. Il progetto dellautorit delle telecomunicazioni, la Federal Communication Commission. In Italia, invece, i progetti languono, azzoppati da burocrazia e disinteresse. Nella nostra provincia, per, qualcosa si muove e dalla fusione delle piccole reti comunali potrebbe nascere la prima confederazione di wi-fi. Lidea di rendere le reti bergamasche comunicanti fra loro venuta al sindaco di Treviglio, Giuseppe Pezzoni.

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A TREVIGLIO BOOM DI ACCESSI

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ZOGNO, COPERTURA ANCHE PER BAR E RISTORANTI
Ad aver aderito per primi alla proposta di Treviglio, seguendo una logica di integrazione sovralocale fra reti, sono i paesi di Alm, Canonica dAdda, Azzano San Paolo e Zogno. Questultimo comune della Val Brembana si scopre popolato da internauti. Il wi-fi piace a giovani e adulti che si possono collegare mentre si trovano negli edifici pubblici oppure passeggiano per le vie del centro. Lo dimostrano i dati delle iscrizioni, 250, con un trend in costante aumento. La rete fruibile nel municipio in piazza Italia, nella sala consiliare di viale Martiri della Libert, presso la biblioteca, al Parco Belotti e al parco giochi di via Ruggeri, ma anche in tre ristoranti, una pizzeria, due bar, un bed & breakfast e un albergo. Si tratta di un sistema che consente di convenzionarsi con lamministrazione in modo da fornire un servizio aggiuntivo ai clienti di questi esercizi spiega il sindaco Giuliano Ghisalberti . Il progetto, frutto della collaborazione con lassociazione commercianti Punto amico, la dimostrazione dellattenzione a un bisogno della cittadinanza. Liniziativa, che appare nella home page del sito comunale, prevede una registrazione online. Laccesso garantito gratuitamente per 120 minuti al giorno e tra gli obblighi dellutente c il rispetto delle norme della buona educazione. Inoltre occorre impegnarsi a proteggersi da virus che possano danneggiare la rete, a non trasmettere materiale o messaggi che incoraggino ad attuare una condotta criminosa e a non immettere informazioni diffamatorie, offensive, razziste, blasfeme.

Giuseppe Pezzoni, sindaco di Treviglio.

Nel comune della Bassa il servizio wifi, avviato nel 2007, segna un record di connessioni: sono 3.228 gli utenti attivi, per un totale di 65.434 connessioni, 1.831 quelli nel 2012 per 31.093 connessioni, 1.524 gli iscritti in biblioteca. Da qui la necessit di potenziare e semplificare il servizio. Ogni volta bisogna registrarsi nel proprio comune compilando un modulo per poi ricevere una password spiega il sindaco Pezzoni . Una pratica che va ripetuta se si vuole una connessione in un altro comune. Ma, dal momento che la stessa societ specializzata fornisce il servizio per trenta paesi, incluso il capoluogo orobico, dove le aree coperte sono 14, ho chiesto che la procedura di accreditamento potesse essere unica e tecnicamente mi stata confermata la fattibilit delloperazione, senza ulteriori spese per le amministrazioni. In questo modo ogni cittadino avrebbe accesso libero alle reti dei paesi confederati. Ma il sindaco non si ferma qui. A Treviglio aggiunge vorrei che in alcune zone il servizio di accesso fosse esteso anche agli esercizi commerciali tramite un accordo con il Distretto del commercio, una partnership fra pubblico e privato. Se tutti siamo interconnessi, vengono integrate le potenzialit di ciascun servizio di rete ora non collegato. Gli hotspot attuali sono localizzati in piazza Manara e in piazza Paolo VI, nella zona

nord, oltre che nella biblioteca in via Bicetti. Qui, oppure via internet, possibile registrarsi e richiedere la password. Gli accessi sono in continuo aumento. E proprio per rispondere alla crescente richiesta, in vista un potenziamento con nuovi hotspot. Siamo iper intasati. Creare nuove aree dove internet gratis

una necessit per evitare un accumulo in alcune zone spiega Pezzoni . La rete un bene prezioso, un diritto che non vogliamo negare a nessuno. Ma vigileremo anche su quelle navigazioni di puro parassitismo, attraverso eventuali limiti orari, e stabiliremo le regole in caso di comportamenti illeciti.

Giuliano Ghisalberti, sindaco di Zogno.

Come funziona la rete senza fili


Il wi-fi una tecnologia di trasmissione. Il nome sta per wireless fidelity e indica una rete di telecomunicazioni tramite dispositivi di ricetrasmissione radio quali gli access point. Grazie al wi-fi diversi terminali (pc, smartphone, tablet, palmari, ecc.) possono collegarsi tra loro attraverso una rete locale senza fili. La connettivit pu coprire uffici, alberghi, aree piccole o pi estese come aeroporti o centri commerciali. Le citt pi allavanguardia sono Milano e Venezia con 215 hot spot. I rischi per la salute sono ancora da dimostrare, essendo una tecnologia nuova. Tuttavia, i livelli dei campi elettromagnetici sono molto pi bassi dei cellulari poich il segnale di cento milliwatt. LOrganizzazione mondiale della Sanit ritiene che il 3% della popolazione occidentale denunci sintomi quali emicranie, tachicardia, vertigini e stanchezza. Negli Stati Uniti si sta progettando una rete che copra il Paese. Secondo quanto scrive il Washington Post, la proposta costerebbe allo Stato 178 miliardi di dollari, ma gli permetterebbe di rafforzare la propria leadership in ambito tecnologico.

BRIGNANO, RETE GRATIS IN DIRITTURA DARRIVO


Entro aprile, anche il comune di Brignano sar dotato della tecnologia senza fili. Ci stiamo portando avanti valutando i preventivi per installare la fibra ottica puntualizza il sindaco Valerio Moro . Dobbiamo inserire in bilancio questa spesa, che pari a circa il 30% in pi del costo della normale linea telefonica. Il servizio sar attivato nella zona del municipio, nei pressi di scuole e oratori. Alla base della scelta del primo cittadino c una valutazione di carattere economico: Ad ogni euro speso in nuove reti digitali, corrisponder un euro e mezzo in pil. Ci stiamo muovendo verso un futuro digitale, dunque anche noi dobbiamo stare al passo cogliendo le novit tecnologiche e il wi-fi un buon viatico. Lamministrazione comunale deve sapersi rinnovare, trovare il modo per comunicare con i propri cittadini. Il sindaco non esclude di poter aderire alla proposta del collega trevigliese di una confederazione bergamasca di hotspot. Limportane partire afferma . Se un domani ci sar una struttura unica, un consorzio di reti, non saremo certo noi a blindarci nella nostra connessione.

Valerio Moro, sindaco di Brignano.

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CARAVAGGIO, IL SERVIZIO GRATUITO PER ORA NON DECOLLA
anni, necessaria lautorizzazione di un genitore. Viene rilasciata una tessera che ha la validit di due anni. La connessione si basa sulla condivisione di un tratto della banda adsl del Comune. A fornirla la stessa societ che gestisce il wi-fi a Treviglio. Una sola la postazione con pc, per chi non possiede un portatile, mentre gli altri utenti possono accedere tramite le proprie apparecchiature. Il servizio, partito in sordina, non ha fino ad oggi riscontrato un particolare successo. Gli accessi sono pochi, nellordine di una decina al giorno. Anche per questo il sindaco Giuseppe Prevedini scettico sullestensione del servizio internet gratuito in nuove zone del paese. Di questi tempi bisogna essere dotati di senso pratico afferma . Siamo costretti a tagliare servizi su servizi per far fronte ai tagli di bilancio, aggiungerne altri mi sembra difficile, perch comportano sempre un onere economico a carico dellente pubblico che poi, di conseguenza, viene riversato sui cittadini. Dunque, nessuna previsione di nuove aree internet free. Con una rete troppo estesa spiega Prevedini gli utenti potrebbero arrivare a rinunciare non solo agli abbonamenti dei loro smartphone, ma persino alladsl domestica. Questo vale soprattutto per quella fetta di popolazione poco esigente nei confronti della qualit della connessione e con ridotte possibilit di spesa. Ma i canoni a questo punto sarebbero a carico dei Comuni.

L/ INCHIESTA
ROMANO, IL COMUNE DELUSO. POCHI GLI UTENTI
Lidea di una federazione di hotspot nella Bassa piace a Michele Lamera, sindaco di Romano di Lombardia. Se il progetto fosse tecnicamente fattibile, anche il mio comune potrebbe aderire afferma . Ma bisogna tenere conto del gestore, che non lo stesso per ogni paese. Il servizio qui partito oltre un anno fa. A fornirlo unazienda di telefonia che aveva gi predisposto tutti i collegamenti per le fibre ottiche. Gli hotspot sono situati nellarea del centro sportivo e a Palazzo Muratori, in piazza Roma. Entro lanno sar coperto anche il quartiere dei Cappuccini, presso il campo sportivo. Viene chiesto di registrarsi e poi si ha gratuitamente accesso alla rete per unora al giorno, anche frazionabile. Ci si pu scollegare quando si vuole e ricollegarsi in unaltra zona. La password viene inviata tramite sms e vale sei mesi. Ma gli accessi avvengono con il contagocce. stata una delusione, oltre ogni aspettativa afferma il sindaco . Gli utenti sono cinque-sei al giorno, limitati a quei ragazzi che scaricano filmati. Chi possiede liPad, magari con un abbonamento, non ha n tempo n voglia di accedere al wi-fi, anche se il proprio cellulare o pc lo consente. La situazione cambia in biblioteca, dove ci sono molti studenti, e gli accessi sono tanti. Ma in questo caso il wi-fi un sistema interno. Lo scarso apprezzamento della nuova tecnologia in parte dovuto alla mentalit che porta a non considerare Internet uno strumento fondamentale. So di essere un cattivo testimonial ammette Lamera . Ma anchio ho un abbonamento e al di fuori dellufficio faccio uno scarso uso delle tecnologie.

Giuseppe Prevedini, sindaco di Caravaggio.

Michele Lamera, sindaco di Romano di Lombardia

A Caravaggio il wi-fi presente solo nella biblioteca comunale Banfi. Il servizio, attivo dalla scorsa estate, non pone limiti orari, ma comporta uniscrizione e per i minorenni, accettati a partire dai 14

Ci hanno detto
Francesco, Osio Sopra, 27 anni
Trova utile il wi-fi? Moltissimo, cos non devo districarmi tra mille fili. Ma in Italia nelle aree pubbliche lentissimo, a volte neanche funziona. Nel tuo paese c? Cera un vecchio pc in piazza, durato tre mesi, poi l hanno tolto.

Gianluca, Bolgare, 25 anni

Federico, Treviglio, 26 anni

A Treviglio il wi-fi sar potenziato. Lei lo usa? Io pago il mio abbonamento 10 euro al mese e non ci penso a collegarmi alla rete pubblica. Ma se sul mercato non ci fossero cos tanti pacchetti accessibili, il wifi sarebbe indispensabile? S, certo, ma oggi anche il cellulare pi scarso permette laccesso al web.

Il tuo giudizio sul wi-fi? una tecnologia stupenda. La uso spesso da casa, mentre con il cellulare sfrutto la connessione veloce della mia compagnia. Siamo tecnologicamente arretrati? No, mancano fondi e interesse, visto che i cellulari hanno connessioni iperveloci, inutile mettere il wi-fi ovunque.

Emanuele, Treviglio, 31 anni

Accedi a Internet tramite la rete pubblica? Mi capitato una volta a Bergamo, mi sono reso conto che faccio prima con il cellulare. Nel capoluogo gli hot spot sono 14. Troppo pochi. A Lugano sono 50 e la rete in Svizzera velocissima. Non c paragone.

Teo, Comun Nuovo, 36 anni

Loredana, Romano, 26 anni

Pregi e difetti del wi-fi? Diventer interessante quando ci sar una rete di hot spot in tutta Italia. A Comun Nuovo com la situazione? Siamo fermi al Medioevo, non c neanche la connessione veloce.

Si connette a Internet? S, non potrei farne a meno. Le farebbe comodo la connessione wi-fi? Beh, avendo un abbonamento con dei limiti mensili mi farebbe comodo, ma dovrebbe essere pi diffuso sul territorio.

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+ + + +

problema aperto

Case chiuse

A distanza di oltre mezzo secolo dallabolizione delle case di tolleranza, il dibattito sulla loro riapertura sempre attuale. A favore pesano il ritorno economico per le casse statali, i possibili controlli sanitari e la sicurezza fisica delle prostitute. Ma non tutti sono daccordo.
di Donatella Tiraboschi

un tema caldo in tutti i sensi, quello delle case chiuse e della legalizzazione della prostituzione che ha tenuto banco anche in campagna elettorale: il Pd decisamente

per il no; il Pdl, il Movimento 5 Stelle, il Mir e la Lega Nord a favore. La questione si pone sotto diversi aspetti. Il primo quello di un rientro economico per le casse dello Stato, il secondo riguarda il fattore di sicurezza fisica delle prostitute e di un loro periodico controllo

sanitario, il terzo e pi importante si riferisce al rispetto della donna: pur nella libera scelta dellesercizio del mestiere pi antico del mondo, una societ civile ha lobbligo di garantire la dignit di chi la pratica. Il pensiero, ogni volta che la questione viene discussa, va alla Leg-

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ge Merlin, che nel 1958 ha portato allabolizione delle case chiuse (conosciute anche come case di tolleranza) in tutta Italia. La legge prende il nome da una maestra veneta, eletta senatrice nelle liste del partito socialista, che nellimmediato dopoguerra aveva cominciato a battersi contro la prostituzione nei bordelli tollerati dallo Stato, presentando un disegno di legge. Allepoca si calcola che in Italia fossero attivi oltre settecento casini con oltre tremila donne registrate come prostitute. Dieci anni dopo, al momento dellentrata effettiva in vigore della legge, si calcola che le lavoranti del sesso a pagamento si fossero ridotte a duemila. Queste statistiche riportano solo i dati delle prostitute regolari; anche allora cerano moltissime prostitute clandestine che non esercitavano nei bordelli, ma a domicilio o in altri locali. A contrastare il nuovo progetto di legge furono al tempo soprattutto i parlamentari missini e quelli del partito monarchico. Con lapprovazione della Legge Merlin (1958) fu abolita la regolamentazione preesistente della prostituzione (legge che prevedeva apposite licenze per i tenutari dei casini, e lobbligo di controlli sanitari periodici per le prostitute, controlli che per erano notoriamente carenti, tant che in quegli anni le malattie veneree, in particolare la sifilide, rappresentavano unautentica piaga sociale) e furono definitivamente chiusi gli ultimi 560 postriboli rimasti in Italia. Nel paese la nuova legge fu accolta con un dibattito molto acceso e contrastato. La stessa senatrice Merlin fu oggetto di una virulenta ostilit da parte degli avversi alla sua crociata (in particolare dalla lobby dei tenutari delle case chiuse), tanto da ricevere perfino minacce di morte. Il problema, dopo mezzo secolo, nel nostro Paese sembra essere ancora di stringente attualit, con forme di sfruttamento della prostituzione di strada e da appartamento forse ancor pi violente e brutali di un tempo. Soprattutto da parte di organizzazioni criminali estere (rumene, albanesi, africane) che hanno assunto una sorta di monopolio nel settore.

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Ex assessore regionale al Territorio e allUrbanistica

Daniele Belotti: Fenomeno incontrollabile, quindi sono favorevole alla riapertura


Sono favorevole alla riapertura delle case chiuse. Ormai va preso atto che non si pu continuare nella situazione attuale riguardo alla prostituzione. Donne straniere schiavizzate (a cui si aggiungono i viados), in strada, senza alcun controllo sanitario, con un giro daffari miliardiario, controllato da clan di albanesi, ucraini e nigeriani (che si spartiscono il territorio). La legalizzazione del sesso a pagamento, come del resto avviene in buona parte del Nord Europa, a cominciare dal vicino Canton Ticino, porterebbe diversi vantaggi: liberare le strade da questo mercato, controlli sanitari effettivi e tassazione, come altre imprese, con entrate, molto ingenti, per lerario. E sarebbe un freno deciso anche al racket visto che potrebbero costituirsi delle forme di organizzazione, ad esempio cooperative, delle stesse prostitute, come del resto avviene gi in Olanda, Germania,

Svizzera e Austria. Tutti questi aspetti, dal mio punto di vista, superano la comprensibile obiezione sulla moralit di legittimare la prostituzione: se definito il lavoro pi antico del mondo e se neanche la terribile crisi economica che stiamo attraversando ne riesce a ridurre il giro daffari, allora va preso atto, senza ipocrisie, che meglio regolamentare il fenomeno che lasciarlo continuare a prosperare nellillegalit.

Daniele Belotti

A Bergamo il fenomeno sempre stato limitato


Noi siam come le lucciole viviamo nelle tenebre, oltre ad essere una canzone degli Anni Venti si rivelata anche uninedita iniziativa pensata da Paolo Moschini, facitore di sogni, come ama definirsi, e anima del G.a.b, Gruppo Archeologico Bergamasco che, dopo il rinomato Tour del mistero, ha messo in campo un altro tipo di tour, altrettanto misterioso e intrigante, nel fenomeno della prostituzione e delle case chiuse di Bergamo, a cavallo tra 800 e 900. Un viaggio tra recitazione e rievocazione storica, tra le vie di Citt Alta, che nei quattro appuntamenti estivi di agosto e settembre si rivelato un successone, a riprova dell'interesse, o meglio della curiosit suscitata dall'argomento considerato un po tab. Va detto che il fenomeno della prostituzione a Bergamo, nel periodo che va dallUnit dItalia alla prima Guerra Mondiale, non assunse mai proporzioni rilevanti. Il numero delle prostitute patentate e delle case di tolleranze legalizzate in citt rest, infatti, sempre basso, ponendo Bergamo fra le ultime province del Regno nelle rispettive classifiche. Nella tabella riguardante il numero delle prostitute iscritte al 31 dicembre 1875, Bergamo occupava il 59 posto (su 69 province d'Italia) ed era preceduta da realt provinciali pi piccole (Lucca, Cremona Reggio Emilia, Siena, Pesaro, Mantova, Pavia, Modena); le meretrici che operavano a Bergamo rappresentavano infatti meno dello 0,3% del totale nazionale. Altro capitolo , invece, quello della prostituzione clandestina che veniva esercitata presso la Fiera o in via San Giovanni, in case di tolleranza illegali che sfuggivano alla sorveglianza. I postriboli cittadini erano condotti da donne (nel 1892 a Bergamo quattro tenutari su cinque erano di sesso femminile) che godevano di un potere assoluto sulle loro lavoranti. Alla faccia della solidariet femminile, le sfruttavano senza remore, le privavano dei guadagni e, per completare lopera, le gravavano di debiti. Il sistema di sorveglianza medicopoliziesca, farraginoso e sostanzialmente vessatorio nei confronti delle donne, venne per abolito nel 1888; i medici visitatori scomparvero e i controlli sanitari sulle prostitute cominciarono ad essere eseguiti da medici fiduciari.

Deputata del Pd

Elena Carnevali: La legge Merlin stata una vittoria di civilt


ducendo tutto a case chiuse s o no. La legge Merlin stata una vittoria della civilt in Italia, perch le case chiuse erano uno sfruttamento esercitato sulle donne dallo Stato. La prostituzione un fenomeno poliedrico: c infatti una grande differenza tra la libert, a patto che sia davvero tale, di ogni donna di disporre del corpo anche ricorrendo a forme organizzative con diritti e tutele e il fenomeno della prostituzione, oggi una realt che nasconde spesso sfruttamento, racket, riduzione in schiavit e ingenti profitti per le organizzazioni criminali. Se necessario dare risposte agli enti locali e ai cittadini che

Elena Carnevali

La drammatica questione della prostituzione non pu essere affrontata lanciando proposte improvvisate o ri-

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devono fare i conti con il degrado che si accompagna a questa situazione, sarebbe per sbagliato ridurre tutto a una questione di ordine pubblico: serve un approccio che individui, da un lato, un complesso di misure penali dirette a colpire le forme di sfruttamento considerando anche il carattere di clandestinit del fenomeno e, dallaltro, occorrono interventi di carattere sociale volti ad aiutare, concretamente, le vittime della prostituzione. Se anche oggi, come gi previsto dalla legge Merlin, si ritiene di non sanzionare lesercizio in forma autonoma e volontaria dellattivit di prostituzione, di proteggere chi la esercita in condizioni di costrizione o sfruttamento e di garantire un bilanciamento tra le esigenze di chi volontariamente si prostituisce e gli interessi collettivi, il Partito democratico propone di colpire pi duramente chi sfrutta, equiparando le pene a quelle previste dai reati di mafia e prevedendo lipotesi di confisca dei beni da reindirizzare a programmi a favore delle vittime dello sfruttamento.

L/ INCHIESTA
Tiziano Incani, cantante bergamasco

LA PROSTITUZIONE IN EUROPA
Nel contesto comunitario non c' ancora armonia nella legilazione: tra gli Stati membri sono notevoli le differenze di approccio sulla gestione della prostituzione e del suo mercato. In alcuni Stati il compiere prestazioni sessuali a pagamento illegale, mentre in altri la prostituzione in s lecita, mentre sono punite varie forme di favoreggiamento (come lagire come protettore, il prestare favoreggiamento, ogni attivit che porti ad ottenere profitto dalla prostituzione, linduzione). Latto del prostituirsi (effettuare prestazioni sessuali a pagamento) invece legale nella maggioranza dei Paesi dellEuropa occidentale, mentre tendenzialmente illegale nellEuropa orientale. Fruire della prostituzione (ricevere prestazioni sessuali dietro pagamento) legale nella gran parte dei Paesi europei. Solamente in Svezia, Norvegia e Islanda si recentemente affermato un nuovo modello legislativo nel quale viene punito il cliente. Per quel che riguarda l'adescamento (linvito a fruire di prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico) la gran parte dei Paesi nei quali la prostituzione lecita hanno leggi o disposizioni amministrative che puniscono questo tipo di condotte. Talvolta sono istituite delle zone di tolleranza (ufficiali o non) nelle quali ladescamento consentito. Lo sfruttamento, favoreggiamento, reclutamento o induzione infine sono illegali in gran parte dEuropa. I MODELLI Il trattamento legale della prostituzione nei diversi Paesi europei segue tre modelli giuridici dominanti. Quello proibizionista consiste nel vietare la prostituzione e nel punire la prostituta con pene pecuniarie o detentive. In taluni Paesi in cui adottato questo modello, oltre alla prostituta viene punito anche il cliente. Questo modello seguito dalla gran parte dei Paesi dellEst Europa: Albania, Azerbaigian, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Georgia, Kaza-

Ol Bepi: Difficile oggi immaginare fisicamente una casa di tolleranza


problema, una mancanza di rispetto per chi pratica la prostituzione e per chi ne usufruisce, anche se una cosa che esiste da quando esiste luomo. che dalla legge Merlin sono passati molti anni ed anche difficile immaginare da un punto di vista fisico-immobiliare una casa di tolleranza, che, comunque la si voglia chiamare, e rimane sempre un bordello. Basta vedere cosa succede allestero dove la prostituzione legalizzata, in citt come Amburgo, Anversa o Francoforte, per togliersi immediatamente dalla testa lidea che le case chiuse siano, come dire romantiche o bohemien, con lallure di racconti romanzati dove la giovent maschile andava a farsi le ossa (sessualmente parlando). Secondo la mia opinione sono e restano posti da temere e da tenere a debitissima distanza.

Di primo acchito, rispondo s, che le case chiuse potrebbero costituire una cornice a questo quadro che non per nulla edificante. Pi che parlare di case chiuse, occorrerebbe riflettere sul fenomeno della prostituzione che per rappresenta una battaglia persa in partenza. Un fenomeno che anche un

Ol Bepi

Il quartiere a luci rosse di Amsterdam kistan, Lituania, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Ucraina. Il secondo, detto abolizionista, consiste nel non punire la prostituzione n lacquisto di prestazioni sessuali, ma al tempo stesso nel non regolamentarli, mentre si puniscono tutta una serie di condotte collaterali alla prostituzione (favoreggiamento, induzione, reclutamento, sfruttamento, gestione di case chiuse, etc.). Il sistema chiama lo Stato fuori dalla disputa, senza proibire o regolamentare lesercizio della prostituzione, ma la vorrebbe scoraggiare attraverso la punizione di tutte le attivit collaterali e la mancata regolamentazione. Questo modello seguito dalla gran parte dei Paesi dellEuropa occidentale: Andorra, Armenia, Belgio, Bulgaria, Citt del Vaticano, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, San Marino, Slovacchia, Spagna. Il terzo modello, detto regolamentarista un sistema teso alla legalizzazione e regolamentazione della prostituzione che pu avvenire con modalit differenti (come la statalizzazione dei bordelli, i quartieri a luci rosse). In 7 Paesi europei (Paesi Bassi, Germania, Austria, Svizzera, Grecia, Ungheria e Lettonia) la prostituzione legale e regolamentata. La legalizzazione sovente include limposizione di tasse e restrizioni, pi o meno ampie, nellesercizio della prostituzione anche con lindividuazione di luoghi preposti allesercizio dellattivit e la prescrizione di controlli sanitari obbligatori per prostitute e prostituti per la prevenzione e il contenimento delle malattie veneree e lobbligo di segnalare attivit e residenza. I.P.

Presidente dellOrdine degli avvocati

Ermanno Baldassarre: S alle case chiuse. Ci guadagnano le donne e la collettivit

Ermanno Baldassarre

La riapertura delle cosiddette case chiuse uniniziativa di civilt. Nel nostro Ordinamento si deve precisare che non punita la prostituzione, ma lo sfruttamento della stessa. inaccettabile che le strade siano affollate da povere ragazze dellest o africane

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che debbano vendere il loro corpo, in condizioni estreme allaperto, spesso contro la loro volont e in situazioni di schiavit. Chi vuole disporre del proprio corpo lo deve fare in piena libert, godere del reddito che produce, pagare i relativi oneri fiscali e contributivi, godere di adeguato controllo medico, sia per s che per i propri clienti. Ci guadagnerebbero, in senso letterale, le dirette interessate e la collettivit in termini di ordine pubblico (quanto denaro derivante da tali proventi poi utilizzato per fini illeciti!) sotto ogni profilo. E, magari, perch no, con la possibilit di organizzarsi in cooperative dellamore.

Ci hanno detto
Walter, 38 anni, Bergamo
Credo che regolamentare la prostituzione sia un segno di civilt e visto che questo mestiere antichissimo, riaprire le case chiuse vorrebbe dire offrire una migliore vivibilit alle citt, togliere dalle strade minorenni e donne gettate nel mestiere a forza, eliminare il rischio di malattie veneree e dare un taglio agli sfruttatori. Sono convinto che regolarizzare la professione, far pagare le tasse alle prostitute, possa essere un passo fattibile.

anche se consenziente. Comunque sia, per me il sesso deve rimanere un gesto spontaneo, libero, meglio se allinterno di una coppia che si vuol bene. Quindi non accetto qualsiasi tipo di mercificazione, anche se controllata e regolata.

bero di diventare dei ghetti. In altri paesi europei come Svizzera, Olanda, Germania, per non parlare di Canada e Australia, la prostituzione gi da anni legale. Probabilmente anche per questo motivo il mercato del sesso migliore: tutto tassato, pulito e controllato. A chi non gradisce non rimane che restare fuori dalla porta.

Carlo, 43 anni, Ponte San Pietro

Luigi, 23 anni, Stezzano

Roberto, 41 anni, Seriate

In linea di principio mi sta bene la riapertura dei bordelli. Diciamo la verit, questo un paese permeato di ipocrisia. Siamo ottimi clienti delle donne di strada, ma non lo confessiamo a nessuno per paura di essere giudicati. Il problema per me tutto qui, nella mancanza di coerenza.

Ho letto pi volte che la prostituzione regolamentata potrebbe portare alle casse disastrate del nostro paese diversi miliardi di euro lanno e anche qualche posto di lavoro, che, visti i tempi, non guasta. Se poi ci mettiamo che la riapertura delle case chiuse potrebbe incentivare un certo tipo di turismo, aprirle a controlli medici, io non avrei molte riserve al riguardo.

Francesca, 26 anni, Bergamo

Mirko, 25 anni, Seriate

Andrea, 56 anni, Ranica

Condivido la posizione di chi vuole la riapertura della case chiuse. Un evento del genere avrebbe ricadute positive su pi fronti, a partire dalleliminazione, almeno si spera, del racket della prostituzione. Penso anche al fattore sicurezza: la possibilit di periodici controlli sanitari sarebbe una bella garanzia per tutti.

Sono favorevole alla riapertura. Anche perch mi pare che il proibizionismo non funzioni, anzi, basta guardarsi intorno per scoprire che porta racket, sfruttamento, ricatti, violenze su ragazze indifese e costrette a battere. Servono meno moralismo e pi voglia di provare a fare qualche cosa di nuovo.

Non mi dispiace lipotesi di riaprire le case chiuse. L'importante che tutto sia alla luce del sole, che la donna sia padrona del proprio destino, libera di scegliere se fare o meno il mestiere, tutelata, con tanto di controlli sanitari. Cos si darebbe un taglio netto allo sfruttamento di minori, a vere e proprie forme di schiavit.

Piero, 31 anni, Azzano

Maria, 29 anni, Bergamo

Giuliana, 37 anni, Bergamo

Le case chiuse? Dico no, non mi piace lo sfruttamento della donna,

Nel mondo della prostituzione non esiste solo la ragazza che si d a pagamento ma anche lo sfruttamento, la schiavit, le malattie veneree. Legalizzare la prostituzione sicuramente una garanzia sia per le donne sia per le casse dello Stato. Sarei per d'accordo nellistituire dei luoghi protetti e non vie intere che rischiereb-

Non ho nulla contro leventuale riapertura delle case chiuse. Il fenomeno della prostituzione c' ed sotto gli occhi di tutti, con un giro daffari impressionante. Se prendiamo il caso delle escort, parliamo di migliaia di euro al giorno a testa, tutto in nero. Credo che la questione si potrebbe affrontare in un duplice modo: da un lato regolarizzando tutte quelle che lo fanno per libera scelta, dallaltro introducendo pene molto severe per chi invece costringe le donne a prostituirsi e per chi continua ad esercitare in strada.

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/parete nord

/parete nord

Bergamo capitale europea della cultura?


S, ma bisogna chiarire gli obiettivi
di Marco Cimmino

e parole sono importanti: aveva ragione Nanni Moretti. Non si possono attribuire significati a pera a vocaboli che appartengono alluso corrente, pena linnesco di fraintendimenti a catena, dagli esiti quasi sempre perniciosi. La cultura, ad esempio, sulla bocca di tutti: per, nel concreto, ognuno tende ad attribuire a questo vocabolo accezioni e sfumature affatto personali e peculiari. Invece, bisognerebbe avere ben chiaro cosa si intenda oggi per cultura e quanto questa parola significhi, nel concreto, per ognuno di noi. Un tempo, la cultura era pressoch unicamente il patrimonio culturale umanistico: la tradizione classica. Nel XIX secolo, hanno cominciato ad affermarsi le culture nazionali, ossia delle tradizioni caratteristiche delle singole nazioni europee: il Romanticismo, prima, e gli ipernazionalismi, poi, hanno determinato linsorgere di questa idea nuova di cultura, evidentemente asservita ad ideologie che, spesso, hanno sconfinato nello sciovinismo. Si pensi alla capziosa distinzione, tutta teutonica, tra Zivilisation, tipica dei paesi non germanici, e Kultur, caratteristica del solo popolo tedesco, che spopolava ai tempi di Bismarck. Oggi, invece, la cultura si , per cos dire, specializzata e, inevitabilmente, ha diluito un tantino la sua valenza originaria: esistono una cultura materiale e una cultura contadina, una cultura del bere e una cultura dellaccoglienza. Insomma, questa benedetta cultura ha finito per significare tutto e niente: diventata una specie di vocabolo polisemico buono per tutte le occasioni. Dunque, quando leggiamo un po dappertutto che Bergamo si candidata ad essere la capitale europea della cultura per il 2019, la mia sensazione che la gente non abbia tanto chiaro cosa possa significare una simile candidatura.

E, se devo dirla tutta, mi pare che neppure i promotori di questa iniziativa abbiano le idee chiarissime al riguardo. Cosa vuol dire essere la capitale europea della cultura? Da una parte, il caso di dirlo, in soldoni, questo significherebbe un discreto gruzzolo che pioverebbe, provvidenzialmente, sulle esangui casse di comune e provincia: finanziamenti dellUe e indotto porterebbero un sacco di soldi a Bergamo, un po come accade per le citt che ospitino le olimpiadi o i festival internazionali. Per, non si deve pensare che in Europa siano tutti scemi: prima di sganciarti il malloppo, quelli vogliono che tu dimostri di meritartelo. Mica basta dire: eccomi qua, sono Bergamo, la citt ideale per fare la capitale della cultura! Invece, la sensazione proprio quella che, nelle stanze dei bottoni, questo dettaglio della faccenda non labbiano colto. In Europa, la parola cultura ha un significato un po diverso da quello che trapela da manifesti e proclami orobici: mentre da noi cultura vuol dire passato, per lEuropa, viceversa, significa futuro. La nostra cultura si identifica con le Mura, Piazza Vecchia, lAccademia Carrara. Oppure con Arlecchino, la polenta taragna, Gimondi e Agostini. In Europa, cultura vuol dire pensare ad un progetto di citt: ad una nuova identit urbana e suburbana, che sia ben definita e che si proietti nei decenni a venire, proponendo unidea nuova e diversa di convivenza, di accoglienza e di esistenza dei cittadini nel territorio. Quindi, la prima cosa da fare dovrebbe essere chiederci cosa potrebbe significare per Bergamo la parola cultura, non cosa significhi adesso. Quella del 2019 non una pesca di beneficenza: una sfida per il futuro. Essere nominati capitale europea della cultura non vuol dire vedere riconosciute le benemerenze dei nostri avi, ma la nostra capacit progettuale, i nostri sogni, le nostre speranze,

il nostro impegno. Questa la cultura di cui stiamo parlando: una cultura dellorganizzazione e della creativit, del rispetto delle esigenze di tutti e dellefficienza. La cultura che trasuda da un territorio in cui vivere d piacere e soddisfazione. E io non sono affatto sicuro che sia questa la cultura che ha in mente la nostra classe dirigente, quando pensa a questa formidabile occasione: credo, piuttosto, che abbia unimmagine antiquata e statica di quel che sia lidentit di un territorio, oltre che una visione un pochino provinciale della progettazione a lunga gittata. Perch lo dico? Perch chi dovrebbe agire, creare gruppi di lavoro, produrre idee nuove e progetti ambiziosi, traccheggia, differisce, si dedica al piccolo cabotaggio, fatto di fa e disfa o di iniziative tanto estemporanee quanto inutili, come i totem in cui si pubblicizza questa candidatura, senza minimamente entrare nel merito del come e del perch. Il che lesatto

contrario di quello che lEuropa si aspetta da una capitale della cultura, per cui si richiedono dinamismo, progettualit, azioni che incidano profondamente nella qualit della vita e nellaspetto futuro di un territorio. Ossia tutto quello che, fino ad ora, oggettivamente mancato a Bergamo. Alla fine, perderemo la sfida: ci vuol poco a profetizzarlo. Allora si dir che troppo quotata era la concorrenza, che troppo pochi erano i fondi e che comunque larbitro era di parte, come sempre accade qui da noi, quando si perde una partita importante. Invece, Bergamo le chances per vincere le avrebbe tutte: per, bisognerebbe aver ben chiaro lobiettivo, padroneggiare bene gli strumenti, impegnare le giuste energie, rivolgersi alle persone pi adatte, avere unidea precisa del da farsi. Insomma, bisognerebbe sapere cosa diavolo voglia dire questa paroletta magica: cultura. Perch le parole sono importanti: e i fatti lo sono anche di pi.

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marzo 12/DODICIMESI

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/WHat S Up?

/WHat S Up?
Perch proprio vero, la maleducazione ci rende orrendi, senza se e senza ma. E, se un piccolo gesto isolato di stizza ci pu anche stare, per il resto non esiste alcuna giusticazione plausibile: le piccole cattiverie inferte agli altri non azzerano le nostre altrettanto piccole infelicit, ma le amplicano in una scarica dadrenalina che lascia lamaro in bocca e un peso sullo stomaco. Quello delle tante cattiverie mignon che savverano non appena cediamo il passo alla maleducazione. La gentilezza, come un virus, coinvolge chiunque ne venga a contatto. Il 13 novembre loccasione perfetta per diffonderla: questo uno degli slogan, scelti da Gentletude associazione che si batte per un mondo migliore depurato dallaggressivit, dallarroganza e dalla maleducazione per lanciare la Giornata Mondiale della Gentilezza, che si celebra, appunto, ogni 13 novembre. Virus contro virus: una via duscita, allora, c. Certo, applicarlo un giorno solo poca cosa. Possiamo sin dora prepararci a celebrare questa data, per il prossimo autunno, come si deve, magari stampando dal sito www.gentletude.com i tipici bigliettini dellorganizzazione (sui quali si legge: ci sono giorni che non sono uguali agli altri. Facciamo di tutto per ritrovare il piacere di essere gentili. Grazie) esponendoli in bar, ristoranti, hotel e negozi; sui tavolini, nelle camere, o consegnati direttamente con le consumazioni, gli acquisti; sulle scrivanie dei dipendenti magari con un dolcetto o una caramella, nelle sale riunioni, negli spazi comuni. Ma intanto, quotidianamente, potremmo gi farci contagiare da chi, di cortesia, ci vive gi.

Brutto maleducato!
al peggior Virus dei giorni nostri c rimedio
di aLESSandra TonIZZo sistono giornate, che a volte si stemperano in (terribili) settimane, durante le quali ci sembra di vivere in una pellicola horror: c un male oscuro che ci contagia, e non sappiamo dargli nome. Ma, se facciamo un bel respiro e contiamo no a dieci, capiremo subito che si tratta di maleducazione. Semplice. Spesso inizia tutto con un velo di stanchezza, data dallineluttabilit del quotidiano che, con la sua routine, ci mette un pesante giogo sulle spalle e un tto paraocchi; mentre la mente singrippa di cose da fare quasi sempre le stesse, in sequenza ritmata e il corpo obbedisce, indolenzito, ad ottusi richiami automatici, percorriamo traiettorie satellitari, a velocit sostenuta, per raggiungere con efcienza i nostri obiettivi primari. Accade cos che la mattina, appena svegli, gli occhi ancora socchiusi, ci ondiamo in bagno seguendo la nostra personale scorciatoia (scavalco il cane, taglio langolo, dribblo le ciabatte e accorcio di 30 secondi la distanza tra me e il tubetto di dentifricio), con le mani che gi si muovono frenetiche in attesa dafferrare spazzolino, sapone e deodorante. Poi arriva lui, o lei, con lidea sagace di sconvolgere i vetusti piani familiari, quelle sottili autostrade immaginarie che, in anni di rodaggio, hanno solcato strati e strati di solido parquet. Ed scontro. Un bum sordo. Quel che basta per svegliarci del tutto, guardarci in cagnesco, mandarci a quel paese ed iniziare una giornata pericolosamente maleducata.

Oramai, siamo come la pallina di Galileo sul suo piano inclinato: nulla ci pu pi fermare, lenergia compressa che ci scava dentro davvero perpetua, e irromper in mille piccoli frammenti di villania. Si prosegue, difatti, con il vicino di casa, pronto come al solito a salutarci mentre cinliamo in auto (non ci limiteremo ad ignorarlo, ma rivolgeremo uno sguardo di disapprovazione alla sua mise casareccia), con il lavavetri allincrocio, con il compagno dufcio, persino con noi stessi (guardando il nostro riesso al bancone del bar, mentre il cappuccio si fredda, ci troveremo un po grigi, stropicciati e distorti: insomma, proprio brutti), in una screanzata spirale dincivilt.

Si chiama Michael Landy, classe 1963, uno degli Young British Artists e, nel 2001, ha letteralmente distrutto ci che possedeva (ben 7.227 beni, passaporto e cimeli di famiglia compresi), restando nudo di tutto; un gesto estremo contro il consumismo, il suo, volto a far emergere il lato pi umano degli individui: lempatia, che porta direttamente alla gentilezza, alla cortesia. Landy, al tempo di questimpresa (che porta il titolo Break Down), vissuto grazie alle mani tese di innumerevoli sconosciuti, ed oggi continua la sua dirompente opera artistica con Acts of Kindness, unenorme e nomade installazione che democratizza la gentilezza e che, no a tutto il 2012, stata esposta nella metropolitana londinese: omini stilizzati senza precisa identit (n sesso, n razza) sono uniti mano nella mano, come le fermate dellunderground stessa, sottolineando il fatto che, ci piaccia o no, siamo tutti connessi luno allaltro.

La prossima volta, davanti a quel passante che ci urta senza chieder perdono o allennesima commessa che scova mille difetti alla nostra sicit, invece di sparare a zero, di lasciarci contagiare, spezziamo la catena di questo virus decisamente cattivo. Domandiamoci contro cosa abbiano cozzato costoro, allelettrico suono della sveglia, e porgiamogli di rimando un bellissimo, ampio sorriso.

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MarzO 12/DODICIMESI

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/sport
132 tesserati del 2007 non giustificavano di certo lesistenza di un Comitato provinciale della Federazione Italiana Rugby a Bergamo e in realt nemmeno i 1.155 attuali, che danno per conto dello sviluppo veramente impressionante di questa attivit. Quando iniziata lescalation, Gianfranco Rota era membro del Comitato regionale della Federugby poi, nel 2008, diventato delegato provinciale e nel 2012 la carica gli stata rinnovata per un altro quadriennio olimpico. Il fenomeno lo ha quindi vissuto dallinterno. Certo le imprese della Nazionale racconta Rota hanno impresso una grande accelerazione alla nostra disciplina, rimasta a lungo come sport di nicchia. molto importante che lo sviluppo sia avvenuto a tutti i livelli, quindi tra i giocatori che

/sport
La societ storica

Rugby Bergamo, una comunit unita in campo e fuori


C fermento in provincia per il rugby, ci sono tante situazioni in movimento, ma quando si parla di palla ovale in primo piano c sempre la Rugby Bergamo: la storica societ cittadina rimasta a lungo la sola a rappresentare questa disciplina sportiva. Sorta nel 1950, la Rugby Bergamo ha vissuto, come tanti sport di nicchia, alterne fortune, raggiungendo il massimo traguardo nel 1990 con la promozione nel campionato di serie A2, disputato per una sola stagione. Una bella impresa, ma forse senza voler fare delle classifiche di merito migliore quella che la societ sta compiendo oggi. Sergio Bellini presidente della societ dal 2011, una nomina recente, ma come la maggior parte di quanti gravitano nel rugby si pu dire che sia in questo sport da una vita avendo iniziato a giocare nell81 ( stato uno dei protagonisti della promozione in A2 anche se poi non ha partecipato a questo campionato a seguito di un infortunio) ed essendo ancora in attivit con la squadra degli Old che non disputa un campionato ma d vita ad incontri amichevoli. Bellini quindi uno dei tanti che hanno fatto la storia della Rugby Bergamo e ora ne sta reggendo il timone. Abbiamo diversi motivi racconta per essere pienamente soddisfatti per lo sviluppo che sta avendo la nostra societ sia sul piano numerico che su quello qualitativo. Il dato pi confortante e stimolante quello della crescita. Da sei anni consecutivi stiamo registrando ad ogni anno lincremento in doppia cifra dei tesserati. Abbiamo circa 400 atleti, 30 allenatori, 35 accompagnatori e poi tanti altri collaboratori che si danno da fare per la manutenzione dei campi e per curare tutti i dettagli anche del terzo tempo che viene praticato dalla prima squadra sino a quella degli Under 6. In totale abbiamo 15 squadre e per le categorie tra gli Under 16 e gli Under 8 abbiamo dovuto formare due squadre. Siamo quasi in 500... si pu dire un piccolo paese.

Rugby
sono classificati senior e in tutte le fasce del settore giovanile, dai sei anni di et in su. Per anni stata solo la Rugby Bergamo 1950 a praticare questa disciplina, mentre da quando iniziato quello che possiamo senzaltro definire un boom sono sorte altre dieci societ e ci sono anche due scuole in cui si pratica il nostro sport. Geograficamente si pu dire che la provincia coperta totalmente. Quasi dieci anni di attivit dirigenziale in Federazione non sono stati per il solo modo per Gianfranco Rota di mantenersi nel mondo del rugby. Il delegato provinciale partecipa infatti allattivit degli Old che disputano partite amichevoli ed stato un giocatore di ottimo livello, visto che dopo aver esordito e militato nella Rugby Bergamo ha disputato, insieme allamico Mario Cordoni, cinque campionati col Cus Milano al massimo livello prima di tornare nuovamente a Bergamo. La crescita della Nazionale e tutta limmagine che si creata attorno alle sue

anche a Bergamo boom


In soli cinque anni i tesserati sono quasi decuplicati. A fare da traino le imprese della Nazionale, ma anche la Federazione dice il delegatoprovinciale Rota stata tempestiva nel cavalcare il fenomeno, soprattutto sul piano della formazione.
esibizioni hanno avuto un grande effetto trainante, ma va detto che anche la Federugby stata molto tempestiva nel cavalcare il fenomeno, soprattutto sul piano formativo rimarca . La Federazione molto attenta ai giovani, ci sono le diverse nazionali, gli stage e le Accademie dove i giocatori trascorrono i loro periodi formativi. S, sono scelte che hanno consentito veramente di crescere. E per quanto riguarda la Bergamasca? Siamo senzaltro anche noi in linea con quello che sta accadendo a livello nazionale. Certo rimaniamo sempre uno sport minore ma molto bello avere, ad esempio, tutte le fasce di et nei settori giovanili. Questo, visto che ci sono bambini anche molto piccoli, comporta inevitabilmente il coinvolgimento dei genitori e quindi il movimento complessivamente comincia a diventare molto ampio. Ora c per il problema dei campi di gioco. In effetti quelli dedicati esclusivamente al rugby prosegue Rota sono solo quelli della Rugby Bergamo e di Onore, per il resto ci si adatta sui campi di calcio. Recentemente c stato comunque un episodio molto significativo. LOrobic Rugby di Alzano aveva problemi di campo e il sindaco di Urgnano ha messo a disposizione della societ unarea idonea. Il rugby non come il calcio, non c bisogno di fare il fondo al campo, va bene cos com, al naturale, e quindi in pratica lOrobic ha avuto a disposizione un vero campo per la palla ovale.

di Fulvio Facci

Gli sviluppi troppo rapidi a volte creano anche i cosiddetti problemi di crescita... La soddisfazione per lo sviluppo dellattivit conclude il delegato Fir di gran lunga superiore ai problemi che ne possono derivare. Quello degli impianti di gioco dedicati senzaltro il pi rilevante e di difficile soluzione soprattutto nel momento attuale. Quello che auspico invece e che si pu senzaltro migliorare il rapporto tra le varie realt della nostra provincia. Sono tutte molto giovani, questo evidente, e vorrei che tra lo ci fosse maggior dialogo, un maggior scambio di informazioni.

Ora il problema sono i campi da gioco e poi c lauspicio di un maggiore dialogo tra le societ, tutte molto giovani
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/sport
Sul versante agonistico competitivo la prima squadra la C1 Elite, poi c la C3 e via via a scendere dagli Under 20 sino ai pi piccoli. C anche la formazione degli Old. Complessivamente un gran movimento che crea qualche problema soprattutto di carattere logistico e quindi di utilizzo dei campi e degli spogliatoi. Problemi comunque sempre risolti con grande disponibilit di tutti al punto che la sede risulta in pratica aperta tutti i giorni, e si tratta sempre di volontari. ni. Decisamente non male se pensiamo che si tratta di una squadra fatta in casa. In termini di tesserati la Rugby Bergamo vale pi o meno la met dellintero movimento rugbystico della provincia, si tratta quindi di una grande comunit che vive di intensit agonistica ma che si identifica anche nel terzo tempo e cio nellaspetto conviviale del dopopartita nel quale si riconosce che laltra squadra fatta di avversari e non di nemici. Una pratica che incontra grandi fatiche nel decollare nelle altre discipline, pensiamo solo al popolarissimo calcio, nel quale i giocatori al termine della partita fanno fatica a scambiarsi una stretta di mano. E allora abbiamo avuto una sorta di flash: abbiamo visto gli Under 6, quindi bambini sotto i sei anni, che facevano il loro terzo tempo con pane e Nutella. Ci hanno confermato che proprio cos! Il movimento cresciuto molto anche in provincia continua Bellini anche sulla spinta dellimmagine che la Nazionale ha dato a questo sport. Il nostro progetto di fare crescere bene i nostri giovani, ma abbiamo obiettivi chiari anche dal punto di vista agonistico. Da qualche tempo lorientamento per la formazione della nostra prima squadra cambiato: impieghiamo solo elementi cresciuti nel nostro settore giovanile. gi una buona cosa ma siamo confortati anche dagli aspetti tecnici, ogni anno otteniamo infatti risultati significativamente migliori rispetto a quelli della stagione precedente, al punto che abbiamo pianificato di poter raggiungere la serie B, il nostro traguardo massimo, tra un paio di stagio-

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