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Annamaria Cancellieri Raffaele Ghilardi Simone Moro Luigi Trigona

StRaDE E quaRtIERI

PENSIERI DI

Boccaleone

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Boltiere Ciserano Osio Sotto Verdellino Verdello

LA CRISI DELLE ADOZIONI

PORTA SUD: L DOVE SINFRANGE IL SOGNO LE RETI DIMPRESA SECONDO BOMBASSEI


TAMBURELLO whATS UP SUCCESSO PRODOTTO E MERCATO I DERIVATI STRATEGIA DIMPRESA BAChECA

3 DODICI MESI // maggio 2012

IN QUESTO NUmERo
Laperitivo Opinioni Prodotto & mercato Annamaria Cancellieri: Le infiltrazioni mafiose al nord? Un cancro diffuso Raffaele Ghilardi: La politica un male inevitabile Simone Moro: Tutti abbiamo un Everest da scalare Luigi Trigona: Ci sono tre cose che vorrei far sparire Porta Sud: L dove sinfrange il sogno Strategia dimpresa Bacheca Distretti reti e filiere secondo Bombassei 9 11 13 14 17 21 25 29 37 39 41 47 I derivati Armi finanziarie di distruzione di massa? 52 Strade e quartieri: Boccaleone 56 Hinterland: Ponte San Pietro 60 Viaggio in provincia: Osio Sotto, Boltiere, Verdello, Verdellino, Ciserano 81 La crisi delle adozioni 89 Pelo e contropelo 93 Tamburello: La crisi fa calare i trofei, non la passione 96 successo

MESI

Mensile di attualit, economia, inchieste, opinioni e cultura da Bergamo e dal mondo. Maggio 2012 Anno I - Numero 2 Rivista mensile - 1,20 Registrazione Tribunale di Bergamo n. 10/12 del 16/03/2012 Hanno collaborato Giuseppe Amato, Silvio Bettini, Donatella Car, Laura Ceresoli, Alessandro Cheula, Mario Conserva, Sergio Cotti, Salvatore DErasmo, Giovanna Dolci, Bruno Forza, Lorenzo Frizza, Roberto Giulietti, Immanuel, Laura Bernardi Locatelli, Sara Noris, Antonio Panigalli, Massimo Rossi, Giuseppe Ruggieri, Daniele Selini, Giordana Talamona, Donatella Tiraboschi, Alessandra Tonizzo. Fotografie Sergio Agazzi, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma,Vincenzo Lombardi, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini, Archivio Sales Solutions Pubblicit

DODICI MESI

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L
Gratta e vinci,
a ludopatia la malattia che indica la dipendenza dal gioco dazzardo. Fino ad alcuni anni fa questa patologia era, tutto sommato, ristretta ad una numero limitato di persone come i maniaci dei casin o i giocatori delle bische clandestine. Ancora oggi nei locali pubblici italiani sono proibiti giochi di carte come il poker, il ramino, il mazzetto, il mercante in fiera, e tanti altri pi o meno conosciuti, perch vengono considerati con un contenuto dazzardo pericoloso per la societ. Secondo i dati diffusi recentemente dal senatore Pisanu, presidente della commissione antimafia, sono oltre tre milioni gli italiani ammalati di ludopatia. Oggi per la maggior parte di questi non si chiude in casa con amici per una partitella trasgressiva o in ambienti sordidi con rischi ben maggiori, ma si dedica a questo vizio con strumenti legali privati (quasi sempre gestiti da organizzazioni mafiose e malavitose) o addirittura pubblici con cui lo stato drena ulteriormente le quasi sempre misere risorse di questi cittadini deboli e indifesi. Il poker on line, le slot-machine, il superenalotto, il gratta e vinci e tutta una pletora di lotterie invadono la nostra vita. Gioca con moderazione raccomandano con ipocrisia le attraenti pubblicit. Gi, come dare una Ferrari in mano a un diciottenne neopatentato e dirgli di andare in prima. A tutto questo si aggiungono le scommesse di ogni genere e tipo, di facile accessibilit sia in internet sia in locali fisici, autorizzate o illegali. Il nostro esercito di tre milioni di persone, anche quando non trasforma il proprio vizio in tragedia, conduce una vita di rinunce: non risparmia pi, fatica a pagare le bollette, ad andare in pizzeria, a comprarsi un vestito o a fare una vacanza. E in questa situazione spesso trascina, oltre che se stesso, anche congiunti, parenti e amici.

APERITIVO

in evidenza

ONLUS

navigated brain stimulation


Allospedale di Trescore uno strumento di ultima generazione che rappresenta una vera e propria finestra sul cervello: permette di registrare la comunicazione tra le varie aree, stimolandole.
Come dimostrato da studi recenti, questo approccio davanguardia di particolare utilit nello studio di pazienti che emergono dal coma, dove il recupero della connettivit sembra essere un fattore decisivo per il recupero della coscienza. Si tratta di uno strumento completamente innovativo per la neurofisiologia, la neurologia e la psichiatria le cui ricadute nella riabilitazione dei pazienti ricoverati presso le Unit Operative del nostro ospedale potranno essere davvero importanti. E UN PASSO FONDAMENTALE PER LA RICERCA. IL COMA UNO STATO CHE SI CONOSCE ANCORA POCO, QUESTO STRUMENTO PERMETTERA DI REGISTRARE LATTIVITA CEREBRALE PRIMA E DOPO UNA DETERMINATA TERAPIA, COS DA COMPRENDERE SE HA EFFETTI SUL PAZIENTE O SE DEVE ESSERE MODIFICATA.
Lo strumento stato presentato il 2 marzo allOspedale di Trescore Balneario alla presenza di Franco Cammarota, Amministratore Delegato di Ferb e Carlo Saffiotti, Vice Presidente della Regione Lombardia. E un investimento che qualifica ancora di pi la struttura, con uno sguardo alla ricerca delle sue potenzialit, ha spiegato Amedeo Amadeo Direttore Generale dellA.O. Bolognini di Seriate.

Finalmente svelati i misteri della mente con:

superenalotto e spread

Trescore, la Fondazione Europea di ricerca biomedica protagonista della svolta

da sinistra: Gli ideatori dello strumento: i ricercatori M.Massimini e M.Rosanova Carlo Saffioti, Vice Presidente regione Lombardia Amedeo Amadeo, Direttore Generale A.O. Bolognini Seriate - Franco Cammarota, Presidente della Ferb

E poi arriva lo spread. Lo spread? Cos lo spread? Un nuovo gioco dazzardo? No, lo spread delle borse e dei titoli di stato! Ma che cazzecca lo spread con la ludopatia? Centra, centra. I famigerati derivati che tanti danni hanno fatto alleconomia non sono altro che scommesse, vere e proprie scommesse legalizzate della finanza. Si scommette che un titolo vada bene o che un titolo vada male, che un paese crolli e vada in default (fallimento). Dal 2008 le banche non mettono pi nei listini i cosiddetti derivati Otc (over the counter, da banco; proprio come i farmaci senza ricetta), ma li offrono a investitori professionali. Questi prodotti finanziari hanno la caratteristica di farti guadagnare tanto, anche 20/30 volte il valore della scommessa, o di farti perdere tanto e, a differenza dei titoli di borsa e dei titoli di stato con i quali si guadagna quando hai comprato a poco e rivendi a tanto , nel caso dei derivati Otc si possono guadagnare cifre enormi, anche quando un titolo crolla. Proprio cos, da non credere! Assolutamente nello stesso modo di quando si scommette in Inter-Real che lInter perda. E siccome sappiamo quante truffe, quanta illegalit ci siano nelle scommesse su partite di campionato, dietro le bische o le slot machine, possiamo pensare che la finanza ne sia esente? Possiamo pensare che le mafie, pronte a divorare ogni nuova opportunit di guadagno o riciclaggio, stiano discretamente fuori da questo immane business? Solo che in questo caso li chiamiamo pudicamente speculatori; non sono perseguiti, non vanno quasi mai in galera, anzi permettiamo che attacchino e mandino sul lastrico un paese dopo laltro, come fa il banco di un casin di Las Vegas con gli sprovveduti giocatori di un tavolo di roulette. Giorgio Costa
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PINIONI

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credit cruncH allitaliana

on il termine inglese Credit Crunch viene indicato un calo significativo o un repentino inasprimento delle condizioni dellofferta di credito; questo fatto sintomatico di un trend indirizzato verso la fine della crescita o peggio linizio della decrescita e pu determinare una pericolosa accelerazione delle fasi economiche depressive. Il dubbio era strisciante e lufficializzazione del dato non tardata troppo; infatti, nellultimo Supplemento statistico al Bollettino economico della Banca dItalia (www.bancaditalia.it/statistiche/ stat_mon_cred_fin) emerge in modo netto che, nonostante gli oltre 1.000 miliardi di euro (al tasso preferenziale dell1 per cento a tre anni) immessi recentissimamente sul sistema dalla Banca Centrale EU, il sistema creditizio manifesta la sua elefantiaca miopia e probabilmente poco adeguata capacit di lettura dinamica della realt. Negli ultimi tre mesi del 2011, i prestiti erogati dal sistema bancario alle imprese sono diminuiti dell1,5 per cento e, nellultimo mese dellanno, la contrazione stata addirittura del 2,2 per cento. Questi dati confermano che ci troviamo di fronte ad una vera e propria stretta creditizia: gli istituti di Credito hanno chiuso i rubinetti e in una fase senza dubbio recessiva delleconomia reale e di revisione dei modelli di impresa, come quella attualmente in atto, si corre il rischio che il sistema produttivo del Belpaese costituito prevalentemente da piccole e piccolissime imprese collassi. Oltre alla stretta creditizia, nel 2011, sugli oltre 900 miliardi di euro erogati,

le imprese hanno dovuto subire anche un forte aumento dei tassi di interesse che si di fatto tramutato in un onere aggiuntivo per lintero sistema produttivo, con un onere stimato da Cgia (Associazione tra artigiani e piccole imprese di Mestre) in oltre 3,5 miliardi di euro. Parallelamente, nel 2011 le insolvenze in capo alle imprese italiane hanno toccato gli 80 miliardi di euro complessivi, con un incremento rispetto allanno precedente di alcune decine di punti percentuali (le stime parlano di circa il 40% di aumento delle insolvenze). Questa situazione ha indotto molti istituti di credito a ridurre la mole di erogazione dei prestiti, ma la sensazione che la stretta sia avvenuta prioritariamente verso soggetti che, non essendo ancora in crisi, hanno rischiato di finirci a causa delle stringenti richieste di rientro dagli affidamenti. Anche questa potrebbe essere una mossa di sopravvivenza del sistema bancario (chiedere il rientro dei soldi a chi li ha per non chiedere nulla a chi sta in agonia), ma in compenso nella seconda met del 2011 le imprese pubbliche, e solo quelle, hanno registrato un significativo aumento degli impieghi, stimato in +4,5% con un incremento in termini assoluti di quasi un miliardo di euro. Il parallelo pi calzante con il credit crunch italiano probabilmente rappresentato dalla crisi che invest i paesi del Nord Europa durante primi anni 90. Anche in quel caso si trattava di sistemi finanziari fortemente nazional-bancarizzati, con limitate alternative per le piccole e medie imprese svedesi, finlandesi e norvegesi rispetto ai prestiti veicolati e spesso negati solo dalle banche locali o

comunque nazionali. Ebbene, gli effetti del credit crunch furono impressionanti; alcuni studi empirici della Banca di Finlandia tenderebbero a dimostrare ad esempio che in Finlandia il credit crunch caus una contrazione del volume di investimento delle imprese tra il 10 e il 15 per cento tra il 1990 e il 1993. Paradossalmente, quello che stato presentato allinizio della crisi nel 2008 come un vantaggio del sistema finanziario italiano diceva Tremonti il suo essere un sistema tradizionale, imperniato su banche focalizzate su attivit standard e quindi assai diverso dal sistema finanziario americano caratterizzato da una miriade di istituzioni finanziarie non tradizionali pu rappresentare il suo svantaggio in questa fase di contrazione ed inasprimento delle condizioni di credito. Scrive Il Sole 24 Ore sulla sua prima pagina di domenica 19 febbraio: Le imprese dovranno cercare nuovi mercati, modificare i paradigmi tecnologici, capitalizzarsi con mezzi propri, ma limportante che nel frattempo non continuino a trovarsi di fronte il muro del rifiuto. Questo auspicio ampiamente condivisibile, ma il ragionamento potrebbe essere ribaltato: se si trovano di fronte il muro del rifiuto le imprese non potranno cercare nuovi mercati, modificare i paradigmi tecnologici, capitalizzarsi con mezzi propri. In effetti, credit crunch significa ridotta capacit delleconomia di riallocare le sue risorse verso le imprese pi efficienti, e a questo punto la parola dovrebbe passare alla politica e non solo al governo della finanza.
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LecceLLenza deLLabitare
di SiLVio BETTiNi

UBRICA

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PRODOTTO & MERCATO


anticipare la terZa rivoluZione industriale
ovvero la via di uscita dalla crisi secondo rifkin
he il nostro mondo, cos come lo conosciamo, sia giunto a una svolta epocale, ormai stato detto cos tante volte che ripeterlo sembra inutile. Meno chiaro prevedere cosa ci attenda dietro questa svolta. Rasserena indugiare sulle teorie di Jeremy Rifkin, economista americano, prolifico saggista e attivista ambientale, che oltre allimpegno oltreoceano vanta numerosi incarichi anche in Europa: una passata consulenza personale a Romano Prodi sulle politiche ambientali della Commissione Europea, una collaborazione con Alemanno per il progetto di Roma Capitale, con il nostro Ministero dellAmbiente, ecc.. Secondo Rifkin, lera della seconda rivoluzione industriale, fondata sui combustibili fossili, enormi quantit di emissioni e grandi centrali elettriche o atomiche al tramonto e lo si comprende da due avvenimenti cruciali. Il primo il crollo della nostra economia e lincremento esponenziale del prezzo del petrolio che si traduce in aumenti generalizzati dei prezzi di tutte le commodities. Il secondo la mancanza di progressi a cui si giunge inevitabilmente dopo la chiusura di ogni conferenza mondiale sul clima. Se entro la fine del secolo la temperatura aumenter di 3 gradi centigradi torneremo al Pleistocene. Da sempre Rifkin teorizza su un forte legame tra regime energetico e tecnologie di comunicazione: allinizio dellera moderna, la convergenza tra utilizzo del vapore e introduzione della stampa ha generato la prima rivoluzione industriale; mentre, verso la fine del diciannovesimo secolo e in quello successivo, lo sfruttamento del petrolio e lintroduzione del motore a scoppio, uniti al proliferare

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delle forme di comunicazione legate alla prima generazione elettrica telegrafo, telefono, radio e infine televisione hanno permesso lavvento della seconda rivoluzione industriale. Oggi, viviamo il proliferare delle tecnologie di comunicazione elettrica di seconda generazione, i personal computer e il web, che ha dato vita alla globalizzazione interconnettendo oltre un miliardo di persone. Questa rivoluzione della comunicazione non ha per avuto il seguito di una analoga rivoluzione energetica. Rifkin dice che la rivoluzione energetica alle porte e ci condurr alla terza rivoluzione industriale; quindi, la prima regione al mondo che riuscir a sfruttarne appieno il potenziale guider lo sviluppo economico per il resto del secolo. Questa rivoluzione poggia su tre pilastri: le energie rinnovabili, le tecnologie di accumulazione dellenergia, le reti elettriche intelligenti. Lutilizzo spinto di energie rinnovabili eolico, idrico, biomasse e solare consente di superare i limiti derivanti dallutilizzo dei combustibili fossili e i rischi del nucleare. In Italia negli ultimi tre anni, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili cresciuta del 48 per cento rappresentando il 24 per cento di tutta lenergia utilizzata. Le energie rinnovabili per hanno il limite della intermittenza: il sole non splende sempre, ci sono periodi di siccit e cos via. Si rende necessario lo sviluppo di metodi di accumulazione dellenergia per convertire le forniture intermittenti in un servizio affidabile. Gi teorizzato nel libro dal titolo LEconomia dellIdrogeno, Rifkin identifica quale miglior veicolo di accumulazione dellenergia proprio lidrogeno.

Testato e utilizzato da anni, lidrogeno rappresenta il miglior combustibile possibile, consente rese elevate e la sua combustione libera quale prodotto di scarico acqua! Il limite alla sua diffusione rappresentato dal costo, utilizziamo pi energia per produrlo di quanta ne otteniamo dalla quantit prodotta, quindi antieconomico. Ma la decrescita dei costi di produzione delle energie rinnovabili e dellidrogeno, unita al costante incremento dei prezzi dei combustibili fossili, ci far giungere al punto di pareggio rendendo conveniente labbandono delle vecchie tecnologie in favore delle nuove. Sar allora necessario realizzare reti elettriche intelligenti, che, proprio sul modello di internet, interconnettano i piccoli produttori di energia, i privati che installano nel proprio giardino una mini pala eolica o un piccolo impianto fotovoltaico sul tetto di casa, perch immettano in rete i surplus di energia generata rispetto ai consumi personali. Il tema non semplificabile in queste poche righe, quindi rimando allampia bibliografia di Rifkin esistente per tutti coloro volessero approfondire. Ci che importa qui per sottolineare che secondo Rifkin la nostra vecchia Europa gi molto avanti nel processo evolutivo, nel 2012 si stima che le nuove energie impiegheranno un milione di persone, 100mila in Italia, con un tasso di crescita del 25 per cento annuo. Inoltre si stima che ogni euro investito in tali settori generi un numero di nuovi posti di lavoro dalle 3 alle 5 volte superiore rispetto alleuro investito in tecnologie sui combustibili fossili. Varrebbe la pena di rimboccarsi le maniche.
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le infiltraZioni mafiose al nord?


intervista al ministro dellinterno annamaria Cancellieri, gi prefetto a Bergamo.
ice di avere Bergamo nel cuore e non difficile crederle. A fine marzo, per una volta libera da impegni istituzionali nella capitale, alla nostra citt ha dedicato addirittura unintera giornata. Per oltre quattro anni prefetto in via Tasso, nel periodo tra il 1996 e il 2000, Annamaria Cancellieri tornata a Bergamo per la prima volta da ministro dellInterno. Si capito subito quanto aspettasse questa rimpatriata e soprattutto quanto tenesse a rivedere i suoi ex collaboratori. Lappuntamento nelle sale della Prefettura era fissato alle 10.30 del mattino; un breve saluto, prima di presenziare ai lavori di un incontro organizzato nella
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un cancro diffuso

di SERgio CoTTi

sede di Confindustria. Ebbene, lei arrivata con quasi mezzora danticipo ed uscita dalla sede territoriale del governo unora e mezza pi tardi, continuando a stringere mani e a ricordare momenti di vita vissuta allombra delle Mura. Poi, tra un incontro e laltro, non si fatta mancare una passeggiata in piazza Vecchia, la visita in Borgo Canale alla casa di Donizetti, e quattro passi sul Sentierone, dopo labbraccio addirittura commosso delle istituzioni a Palazzo Frizzoni, nella sala del Consiglio comunale. Un affetto reciproco, quello tra Annamaria Cancellieri e la citt di Bergamo, ancora oggi che lex prefetto una delle personalit di spicco del nuovo Governo. Se laspettava di diventare ministro? La carriera di un prefetto non ha come orizzonte quello di fare il ministro. sta-

ta quindi una chiamata a sorpresa e, come tale, ancora pi bella. stato il presidente del Consiglio Mario Monti in persona a chiamarmi. Mi ha telefonato alle 9 del giorno stesso in cui ho giurato. Conosceva gi il premier? Il professor Monti lo conoscevo, ma non molto bene. Quando lavoravo a Milano lo vedevo, qualche volta, in universit. Ha avuto dei tentennamenti nellaccettare lincarico? Nessuna esitazione. Ricordo che quel giorno mi trovavo a Bologna. Dopo aver ricevuto la telefonata, ho fatto le valigie e sono partita per Roma. Lho vista come una grande opportunit di servire il Paese. A chi ha rivolto il suo primo pensiero dopo la nomina? Ai miei cari. Poi ho pensato ai prefetti

che ho conosciuto, con cui ho lavorato e sono cresciuta. I miei maestri, insomma. Penso in particolare a Libero Mazza, Enzo Vicari, Carmelo Caruso, Alberto Ruffo. Sono stati tutti dei grandi prefetti e senza il loro esempio non sarei qui. pi difficile il mestiere di prefetto o di ministro? Il ministro, se non altro per la dimensione pi ampia dellimpegno. Si hanno di fronte i problemi di tutto il Paese. Tra questi figurano quelli della sicurezza e della carenza di risorse. Problemi annosi, purtroppo. Si riuscir a trovare un punto di equilibrio? Il momento delle finanze pubbliche, come sappiamo tutti, non dei migliori. Ma per le forze dell`ordine faremo uno sforzo in pi. E comunque i soldi che ci sono dobbiamo farceli bastare e fare al massimo il nostro lavoro. Ai giovani sfigati e bamboccioni che messaggio si sente di lanciare in questi anni di dura crisi? Io non ho mai usato queste espressioni, comunque non una questione di lessico. Io ho fiducia nei giovani, cerco sempre di incoraggiarli e il mio lavoro, negli anni, lo dimostra. Io, alla mia et, penso al futuro. E i giovani sono il futuro. Il Capo dello Stato ha aperto a una donna al Quirinale. Lei, intanto, sta tenendo alta la bandiera delle donne nel governo... Sono due affermazioni distinte, a cui vanno date risposte distinte. Da donna, le parole del Presidente non possono che farmi piacere. Del resto il Capo dello Stato, anche in questa occasione, ha dato dimostrazione di grande saggezza.

Ho fiducia nei giovani. Sono il futuro del paese. Cerco sempre di incoraggiarli e il mio lavoro, negli anni, lo dimostra

Per quanto riguarda il mio lavoro cerco di farlo bene, a prescindere da questioni di genere. vero che la presenza femminile in questo governo, in dicasteri di peso, un bel segnale. Durante la sua ultima visita a Bergamo, lei era presente alla firma del protocollo di legalit tra il prefetto, Confindustria e Italcementi, contro le infiltrazioni mafiose. Che effetto le fa sentir parlare di questi argomenti anche al nord? I protocolli contro le infiltrazioni della criminalit organizzata nelle attivit economiche sono uno strumento importante di prevenzione. Ero a Bergamo come prefetto dodici anni fa e parlare di mafia al nord, in particolare in questa citt, era inconcepibile, un altro mondo. Oggi c piena consapevolezza che quel cancro si diffuso, ma la cosa positiva proprio questa consapevolezza. Sappiamo che le infiltrazioni mafiose non riguardano solo il nostro sud, ma sappiamo anche che dal sud sono partite iniziative importanti di contrasto da cui prendere esempio. Oltre ai protocolli, servirebbero norme pi aggressive ed efficaci per contrastare il fenomeno. Le leggi ci sono, si possono migliorare e ci stiamo lavorando. Si tratta di una lotta per garantire i principi della libert dimpresa e della concorrenza leale. Da parte nostra ci sono il massimo impegno e la determinazione. Quattro anni di lavoro a Bergamo, come prefetto. Che ricordo conserva della nostra citt? Devo dire che quando lasciai Vicenza, sapevo poco di Bergamo, pur avendo vissuto per anni a Milano. Ho scoperto una citt darte ricchissima e le sono ancora molto legata. Soprattutto, sono orgogliosa di essere considerata un ministro di Bergamo. Ma, per rimanere in Lombardia, sono rimasta molto legata anche a Brescia, altra citt colta e laboriosa. Unaltra delle capitali lombarde dove, da prefetto dal 2000 al 2003, sono stata benissimo. Ci racconta un aneddoto? Quando arrivai, il sindaco Guido Vicentini mi disse che si stava organizzando la mostra di Lorenzo Lotto. Ebbene,

La presenza femminile in questo governo, in dicasteri di peso, un segnale che giudico positivamente
quella mostra lavr vista dalle dodici alle venti volte. Alla fine, ero io ad accompagnare i visitatori, ero persino diventata pi brava delle guide. E ogni volta imparavo qualcosa di nuovo. Ogni angolo di Bergamo una scoperta, questa una citt di unarte e di una cultura straordinarie. La provincia, poi, un territorio letteralmente cosparso di opere darte, che nei secoli gli artisti del posto regalavano ai loro paesi. Sono opere meravigliose, la maggior parte delle quali, forse, la gente neppure conosce. Qualche mese fa Bergamo ha presentato la sua candidatura a Capitale europea della Cultura per il 2019. Da ministro, so di dover essere al di sopra delle parti, perch ci sono altre citt che concorrono a questo riconoscimento. Ma da bergamasca adottiva sono in prima fila a sostenere la candidatura; dopotutto nessuna citt merita pi di Bergamo questa prestigiosa candidatura. Ma con il dialetto bergamasco come se la cava? Il vostro dialetto non lho mai imparato, troppo difficile. Per ricordo bene la traduzione di un proverbio che tratteggia bene il carattere dei bergamaschi, che sono come il fuoco sotto la cenere. Il proverbio, in dialetto, recita, cos: Fiama de rar, sta la snder brasca. Ha gi dei progetti per il dopo-governo? No, davvero. Torner a fare la nonna dei miei quattro nipoti. Qual lultimo libro che ha letto? Si intitola Il segreto di Livia, me lo ha regalato mia nipote Benedetta. Racconta di una bambina che, toccando un quadro, entra nel suo mondo. Inizia con lOlanda di Rembrandt e prosegue su questa linea fino a Dal.
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un male inevitabile
La situazione nel nostro Paese non diversa da come veniva descritta duemila o duecento anni fa. Ci sono mali cronici, parole di Raffaele ghilardi, fondatore della ims Deltamatic, nonch presidente del gruppo metalmeccanici di Confindustria Bergamo.
hi Raffaele Ghilardi? Un metalmeccanico che, da ragazzo, aveva tre sogni: comprare una Porsche, una baita in montagna e diventare industriale, e non come si dice adesso, un imprenditore. Proprio un industriale, un termine vecchio, ma che mi piace. Di questo terzetto, ne ho realizzati due su tre. Detto per inciso, ho comprato la casa al mare, perch a mia moglie non piace la montagna. Come si diventa industriali? Si deve lavorare con determinazione e sperare sempre in un po di fortuna. Spesso capita di trovarsi a un bivio e, scegliere di andare a destra piuttosto che a sinistra, pu risultare decisivo per le sorti dellazienda. Certo, se ti va bene tante volte diventa anche una questione di intuito e di bravura.

la politica
La differenza tra un industriale e un bravo industriale qual ? Il bravo industriale uno che intuisce e pensa determinate cose prima che queste accadano. Ad esempio, liPhone pensato in California, ma assemblato in Cina, un perfetto caso di bravura industriale, che ha anticipato i tempi e utilizza al meglio le risorse. C qualche suo collega bergamasco che ammira particolarmente? Pierino Persico, che anche mio concorrente nel settore dellautomotive, e Alberto Bombassei. Che non sar il prossimo presidente di Confindustria E mi dispiace. Noi, intesi come Federmeccanica, abbiamo dato il voto a Squinzi, mentre dubito che i chimici abbiano dato la loro preferenza a Bombassei. Uno strano caso di scollamento elettivo determinato dal fatto che il nostro presidente ha dato il suo voto a titolo personale. Squinzi? Mi piace, un ottimo imprenditore, ma avrei preferito Bombassei. Il vero problema che in questa elezione si sono scontrati due grandi. Finisce lera Marcegaglia, la first lady rientra nei ranghi Di lei, come di tutte le donne che lavorano, posso dire solo bene. Ho due figlie, una laureata in ingegneria, di cui vado fiero, anche se devo ammettere che lavorare con gli uomini pi semplice: saremo piatti, banali, ma andiamo al punto in modo concreto. Non siamo conflittuali come le donne. Infatti, ho due generi fantastici, che lavorano con me in azienda e con cui vado daccordissimo. Che cosa le d pi gioia in ambito lavorativo? Chi fa lindustriale considera questo lavoro una malattia. La gioia nel vedere crescere lattivit, nel vederla progredire come un figlio.

di DoNaTELLa TiRaBoSCHi

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Foto: Pietro Sparaco s

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Immagino che avr passato periodi migliori di questi ultimi due anni La crisi ci ha toccato, ma non abbiamo fatto nemmeno unora di cassa integrazione. Ho voluto ugualmente dare il premio di produzione, anche se ridotto, cercando di ovviare allassenza di ore straordinarie che per i nostri collaboratori sono fondamentali. Lei non li chiama operai ma collaboratori Operaio un termine obsoleto che non rende giustizia ai miei collaboratori tecnici. Mi piace definirli cos, sono 200 persone in grado di far funzionare e mettere in produttivit macchine che costano anche un milione di euro. Loperaio un termine alla Chaplin in Tempi Moderni, un concetto superato e poco rispondente al nuovo concept industriale. Che ne pensa della riforma del lavoro e dellart. 18: non le mai capitato di licenziare nessuno? La riforma del lavoro era necessaria perch ci sono spesso troppa discrezionalit e litigiosit che complicano la vita alle parti in causa. In trentanni ho avuto solo due casi di licenziamento, emblematici per il modo in cui sono maturati. Per il resto, continuo ad assumere. Cosa pensa del Governo Monti? Un sincero apprezzamento per quello che il premier sta attuando. Certo la medicina amarissima ma pur vero che il malato molto grave. O assumerla o morire. E della politica? un male inevitabile. Nel portafoglio conservo due brani di Cicerone e del Belli. La situazione nel nostro Paese non diversa da come veniva descritta duemila anni o duecento anni fa. Ci sono mali cronici.

la scheda
Raffaele Ghilardi, 57 anni, un self made man: partito costruendo nel garage di casa piccole macchine su richiesta del singolo cliente, oggi guida il gruppo Ims Deltamatic, leader mondiale nel campo dellautomotive interior e tra i primi in quello del converting, con 5 stabilimenti (4 in Italia e 1 in America). Dal 2009, presidente del Gruppo industriali metalmeccanici di Confindustria Bergamo.
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Nessuno le ha mai chiesto di scendere in politica? S, me lo aveva chiesto il Pdl. E ho risposto in bergamasco: Frer fa ol t mester. Si riconosce in quellarea? No. Che ne pensa dello scandalo che ha travolto la Lega? Mi viene da ridere, pensando a certi leghisti puristi, gente che quando parla alita purezza verde. Anche il figlio di Bossi voleva la Porsche Un sogno che io ho realizzato in maniera diversa da lui. Del resto lo stesso Renzo Bossi che non si capacitava del fatto che Berlusconi avesse pagato una escort di 30 anni 24mila euro, quando la quotazione di Quattro Ruote la valuta solo 200. Questo il soggetto. Lei lavora in provincia ma vive a Bergamo, cosa pensa della nostra citt? Una citt bellissima abitata da gente capace di buttare gi un muro a forza di capocciate, gente testarda di cui faccio parte e sono fiero. Una cosa che non capisco, per esempio, lassenza del bollino Bg sulle targhe delle automobili. Non capisco questo anonimato automobilistico, anche perch siamo la quinta provincia italiana industriale, mica uno scherzo. Le caratteristiche fondamentali di un bergamasco? Seriet e operosit. Se lei fosse sindaco di Bergamo Metterei le bancarelle a due piani sul Sentierone. Scherzo, naturalmente, ma ho vissuto in ambiti associazionisti (dal Moto club a Confindustria Bergamo) abbastanza per capire che riuscire a mettere daccordo le diverse parti e le diverse esigenze la cosa pi difficile del mondo. Non augurerei al mio peggior nemico di diventare primo cittadino, anche se le motivazioni per cui uno si candida a quella poltrona sono tante. Che cosa cambierebbe della citt? Viabilisticamente parlando, mi spiaciuto che, quando stato eletto, Bruni abbia dimenticato la Tangenziale Est. Ogni intervento di alleggerimento del traffico mi vede favorevole. Dal punto di vista del turismo credo, invece, che la realizzazione di due alberghi prestigiosi sarebbe necessaria per innalzare

il bravo industriale? Quello che intuisce e pensa determinate cose prima che queste accadano
la qualit dellospitalit cittadina, fermo restando che non abbiamo nel sangue il dna dellaccoglienza turistica, una dote che non ci appartiene proprio. Non siamo nati albergatori e non lo saremo mai. Lei ha promosso la nostra citt come sede della prossima assemblea di Federmeccanica Ci sto lavorando da due anni, e mi sono convinto ad avanzare la candidatura dopo aver visto Mantova. La nostra citt non ha niente da invidiare ad altre location che hanno ospitato in anni precedenti lassemblea. Lappuntamento per il 22 giugno. Lei ha delocalizzato a Detroit, lavora nellambito dellautomotive; impossibile non pensare a Fiat Con luscita di Fiat da Federmeccanica abbiamo registrato una perdita storica, 80mila iscritti in un colpo solo, l8 per cento, ma siamo andati avanti lo stesso. E la Fiat dove va? una domanda che trova la sua riposta nei numeri, con cali di vendita mai visti ma comprensibili. A Ginevra, allultimo Salone dellauto, sono stati presentati 170 nuovi modelli. Il mondo va avanti e la Fiat cosa ha fatto? Ha presentato la nuova Panda. Se pensiamo poi che la met delle auto Fiat prodotta allestero, come la mia 500 fatta in Polonia. E lindustria manifatturiero-metalmeccanica? In Europa siamo secondi solo ai tedeschi, che sono i primi della classe e come tutti i primi della classe sono antipatici. Per ci sono dati di produzione che ci confortano. Penso a cosa riuscita a fare la Brembo che ha trasformato un piatto di ghisa in unopera darte e ad inciderci sopra il nome. Il complimento pi bello che ha mai ricevuto? quello che mi fanno i miei nipotini e che si riassume nel modo in cui mi chiamano: nonno-Raffa-aggiusta-tutto.

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Parla Simone moro, lunico alpinista ad aver affrontato gli 8mila in pieno inverno. sbagliato pensare che le grandi montagne, quelle vere di ghiaccio e roccia, siano pi ardue di quelle che affrontiamo ogni giorno tra le difficolt della vita. Per entrambe serve lo stesso spirito.

everest da scalare
on una novit immaginarlo in quota, n stupisce pensarlo ai confini del mondo impegnato a sfidare i propri limiti, l dove lorizzonte si confonde col cielo. Simone Moro, bergamasco, 45 anni, lalpinista italiano pi conosciuto al mondo dopo Messner, dottore con lode in Scienze motorie, lunico uomo ad aver conquistato tre irraggiungibili vette dai nomi impossibili in pieno inverno, senza sherpa, corde fisse e ossigeno supplementare per poter urlare al mondo che nulla, fino a prova contraria, impossibile. Cosa si prova a vivere met dellanno a 8mila metri e, spesso e volentieri, a meno 30? Gli 8mila danno una sensazione unica di libert, ci si allontana dallordinario, dalle comodit e dalle sicurezze. A quellaltezza si capisce limportanza di cose che

tutti abbiamo un
troppo spesso diamo per scontate, di un bicchiere dacqua, di un cantuccio dove dormire Arrivare lass serve a vivere meglio anche a quote pi basse. Perch ha scelto di fare lalpinista? Per un sentimento e una passione forte e incontrollabile come lamore. Chi ha provato a convincermi a cambiare strada non ce lha fatta, pur considerando che a fare lo scalatore non si diventa miliardari e si rischia in ogni momento la vita. Gi, perch correre questi pericoli con le scalate anche dinverno? Solo dinverno si pu vedere lHimalaya con gli stessi occhi di un esploratore di mille, cinquecento anni fa: inanimata, silenziosa, possente, maestosa. come fare un viaggio a ritroso con la macchina del tempo. E poi, gli 8mila in quel periodo sono tutto un altro pianeta. un alpinismo esplorativo Tipo mission impossible? Appartengo a quella cerchia di uomini che non si ferma davanti alla parola im-

di LaURa BERNaRDi LoCaTELLi

possibile. I miei impossibili Shisa Pangma nel 2005, Makalu nel 2009 e Gasherbrum II nel 2011 in pieno inverno non cambiano certo la vita, come la cura per il cancro, ma regalano sogni. Viviamo in unepoca in cui ne abbiamo un disperato bisogno: c poca voglia di sognare e anche di lottare, di farsi in quattro per inseguire e accarezzare il proprio sogno. pi difficile scalare lEverest o affrontare le sfide di ogni giorno? Non dimentico mai di sottolineare che le vette pi alte del mondo si conquistano con lo stesso spirito con cui si affrontano le difficolt quotidiane. sbagliato pensare che lEverest, quello vero di ghiaccio e roccia, sia pi difficile, pi estremo degli Everest che viviamo tutti i giorni a quote molto pi basse, nelle nostre citt, con tutti i problemi annessi e connessi. Lei spesso allestero: come sono visti lItalia e gli italiani fuori dai nostri confini? Molto meglio di quanto pensiamo.

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gli italiani? Sono il popolo pi amato al mondo. Per dobbiamo imparare ad essere meno ipocriti e a valorizzarci di pi
Per questo non sopporto la sindrome da Cenerentola tipica di noi italiani: crediamo sempre che gli altri siano migliori di noi e non cos. Se esiste la grandeur francese perch qualcuno ha creato e alimentato questo mito. Noi dobbiamo fare altrettanto, valorizzarci di pi. In giro per il mondo il popolo pi amato, lo posso affermare con certezza, quello italiano. In che cosa ci differenziamo? Beh, se c qualcuno pronto a dividere una mela o un tozzo di pane, pu scommetterci che italiano, se c qualcuno che torna indietro a salvare o ad aiutare qualcun altro, so che un connazionale In medicina, alpinismo, arte e letteratura chi ha dato il maggior contributo al mondo se non noi italiani?. In politica, invece, diciamo che non brilliamo. Chi butta gi dalla montagna? No comment. Sono un alpinista che non inciampa nella politica. Una valutazione generale, suvvia Posso dire che la differenza tra noi e il resto del mondo questa: noi siamo bravissimi a portare in piazza i nostri malcostumi, a tutti i livelli, mentre gli altri sono abili a nasconderli. Qualche esempio? I Verdi che hanno tre automobili in garage, quelli che parlano di risparmio energetico e hanno in casa un impianto da 5 kilowatt le dicono qualcosa? In nessun posto come in Italia c tanta ignoranza e ipocrisia in campo energetico ed economico e tanta assenza di ambizione. Infrastrutture e ambiente: favorevole alla Tav? Per perseguire il bene comune bisogna anche rinunciare a qualcosa. Nessuno vuole mai niente sotto casa, ma cos non
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Simone Moro e Reinhold Messner

si va avanti. Bisogna sacrificare il bene di alcuni per il bene di tutti. Anche bucando una montagna? In Francia hanno praticamente gi scavato il loro tunnel, da noi invece tutto pi problematico. In questo siamo dei fondamentalisti latini: ci lamentiamo senza trovare soluzioni. Per me inconcepibile pronunciare la parola problema: se qualcosa non va penso banalmente a risolverlo. Da noi la parola problema diventato uno slogan. Gli altri trovano soluzioni, noi siamo l a discutere a vita. Cosa blocca il nostro Paese a terra mentre gli altri risalgono in vetta? In primis linvidia. Siamo un popolo che non perde occasione per girare con lauto lussuosa e ostentare lultimo super-telefonino, che gode nello sfoggiare laccessorio pi trendy per essere pi in. Allestero ci deridono per questo, anche se in fondo un po ci invidiano. Anche noi, per, invidiamo sempre quel che c allestero. S, vero, siamo esterofili: abbiamo i mari pi belli del mondo e andiamo alle Seychelles, abbiamo un patrimonio unico e non sappiamo apprezzarlo. Dovremmo imparare a valorizzarci di pi. Anche le montagne, non trova? Certo, le Dolomiti sono ineguagliabili. Che Italia le piacerebbe? Mi piacerebbe vedere quella del Dopoguerra, quellItalia che ha dimostrato di valere e che ha saputo rialzarsi in piedi con orgoglio. La crisi ci aiuter a guardarci dentro un po pi a fondo? Lo spero. Mi auguro rappresenti uno stimolo specialmente per i giovani affinch possano replicare quanto fatto dai loro nonni e vedano nella difficolt attuale unopportunit.

Serve il talento per arrivare ai traguardi della vita? Sono sincero: io non ero talentuoso quando ho cominciato la mia carriera. Per ho capito che per diventare bravi c sempre una seconda strada, quella di farsi il cosiddetto mazzo. Farsene tanto, pensando che ogni ora in meno di allenamento o di studio, o di altro ancora, unora regalata al tuo avversario, nella vita o sulle montagne. Lambizione quindi fondamentale? Senzaltro, a patto che non sia sorda e cieca, altrimenti il rischio di non percepire pi i propri limiti. Se non avesse fatto lalpinista che lavoro avrebbe scelto? Avrei fatto il pilota di elicottero. Lass ho tutto ci che voglio: non sono in coda, intrappolato nel traffico, vedo il mondo dallalto e provo quel senso di libert e quella sensazione di abbracciare il mondo intero che solo la quota mi regala. Ma lelicottero non un po un mezzo da fighetti? No, non un mezzo vip, non serve solo a Berlusconi per andare in Sardegna con le sue amiche. Ricordiamoci che soprattutto un mezzo che salva tante vite e affronta mille emergenze. Ha appena presentato in libreria il suo ultimo libro, La voce del ghiaccio, ed sempre attrezzato per aggiornare ovunque, anche a 8mila metri, il suo blog. Cosa rappresenta per lei la scrittura? un mezzo di comunicazione. Quanto al blog a 8mila metri, forse qualcuno vorrebbe che scrivessi con il lapis su un taccuino come nellOttocento, ma sono figlio del mio tempo e sfrutto la tecnologia. I valori sono gli stessi, cambia solo il canale.

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cHe vorrei far sparire


a colloquio con Luigi Trigona, segretario generale della Promoberg, nonch direttore dellascom di Bergamo. Che ammette di detestare gli eccessi del tifo atalantino, alcuni politici non trasparenti e quelli che credono di conoscere il mondo delle fiere e non ci capiscono niente.

ci sono tre cose


di DoNaTELLa TiRaBoSCHi

uigi Trigona da trentanni direttore dellAscom. Un lungo percorso spiega a 12 Mesi che si andato sviluppando negli anni, con unimpronta di rappresentanza di vari settori sul territorio. Gli aspetti della territorialit, che oggi sono tanto di moda, sono stati la chiave di volta dellattivit dellassociazione. In tempi non sospetti, li ho sviluppati con i miei collaboratori. Abbiamo capito che avvicinare i settori del commercio, turismo e servizi al territorio sarebbe stata unarma vincente. Abbiamo riconosciuto il giusto valore delle Pmi che oggi possono contare su una rappresentanza integrata in sedi istituzionali di rilievo. Qual oggi il valore aggiunto del commerciante? I valori aggiunti sono due; lefficienza della rete distributiva, che in questi anni migliorata moltissimo, e loperosit della categoria.

Le capita mai di fare la spesa? Una volta la settimana ed una cosa che mi riporta indietro nel tempo. Quando ero ragazzino aiutavo mia mamma nel fare le polveri e nella spesa. Cosa compra? Generalmente alcuni piatti pronti per il sabato. La domenica, invece, mi piace cucinare. E poi frutta e verdura. Che bambino stato? Non discolo e particolarmente fantasioso, inventavo giochi e cose strane. La domenica, con i miei genitori, andavo da Zogno a San Pellegrino dove i burattini del Bigio mi affascinavano, cos come i giochi di prestigio e gli orologi. Passioni che sono rimaste? S e che cerco di coltivare. Nel corso della giornata, anche lavorativa, cerco di ritagliarmi qualche momento per la meditazione spirituale e per affinarmi nella tecnica dei giochi di prestigio. La mia infanzia stata popolata da giocolieri, mangiafuoco, giullari e ciarlatani che vendevano elisir e polveri magiche.

Chi sono i ciarlatani di oggi? Molti uomini che fanno della comunicazione un bluff, sotto le parole c il nulla. E i burattinai? I politici. Non ha mai pensato di mettersi in politica? Mi piace la politica che ha il senso della collettivit e della conciliazione di pi interessi. Non quella partitica. Posso dire di aver fatto molta politica, ma quella associativa delle categorie. Un politico bergamasco che ha apprezzato? Pandolfi, grande classe, e poi Simoncini. A livello nazionale penso ai due Letta, Gianni ed Enrico. Cosa rimprovera alla politica? La scarsa sensibilit a una visione dinsieme dei problemi e la distanza dalla realt. E poi anche moralit ed eticit sono parecchio traballanti. Quali sono i mali italici da correggere? Il capitalismo rapace, i petrolieri e il fisco, quando oppressivo.

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Chi potr salvare il nostro Paese? Solo Monti. Perch la magia la affascina cos tanto? Perch in un flash e per un breve periodo di tempo rende possibile limpossibile. Che cosa o chi farebbe sparire? Gli eccessi del tifo atalantino, alcuni politici non trasparenti e quelli che credono di conoscere il mondo delle fiere e non ci capiscono niente. Non pensa, invece, che qualcuno farebbe sparire volentieri lei? Sicuramente da un po di tempo sto dando fastidio, ma alla fine, in considerazione dellet, sar io ad uscire dalla scena senza bisogno che ci pensi qualcun altro a farlo. Il decreto Monti sulle liberalizzazioni prevede che un farmacista titolare, dopo i 65 anni, si faccia assistere da un direttore di farmacia Io i 65 anni li ho gi compiuti e sono affiancato da un ottimo vice direttore che mi sostituir. Che cosa serve per comandare? Autorevolezza, duttilit e competenze. Che padre stato, pi autorevole o autoritario? Non sicuramente autoritario, quanto ad autorevolezza bisognerebbe chiedere a mia moglie e a mia figlia. Lei ha origini siciliane Un mix tra la mamma cremonese e il pap siciliano. Riconosce qualche tratto siculo nel carattere? Il senso del mistero. Il pi bel giorno della sua vita? Quando nata mia figlia. Che le ha dato due nipoti. Che nonno ? Un nonno che non ha ancora molta confidenza con i nipotini, aspetto che crescano. Deve qualcosa a qualcuno? A mia moglie e alla mia famiglia. Lei avvocato, mai pensato di esercitare la professione? Non sono figlio di avvocati, non ho ereditato il sacro fuoco dellavvocatura. E poi le occasioni manageriali che ho avuto mi hanno portato da unaltra parte. Se non avesse fatto quello che ha fatto? Avrei fatto il teatrante. Perch? Per la vanit del mestiere. Mi riconosco un po vanitoso.
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Dunque la Fiera di Bergamo, intesa come la Promoberg di cui segretario generale, la fiera delle vanit? una bella vetrina delleconomia, e lo anche per me, quello fieristico un ambiente vario. Nella carriera mi hanno affascinato due situazioni lavorative: una lAscom e laltra la Fiera che, anche per le mie corde, ha rappresentato un guizzo creativo molto stimolante e divertente. Dovesse scegliere tra Ascom e Promoberg chi sceglie? In questo momento Promoberg senza rinnegare lAscom. Una scommessa che ha vinto? La scommessa pi grande stata lideazione e la realizzazione di Imprese e Territorio. Mettere insieme e far convergere operativamente parlando dieci associazioni era unoperazione di una difficolt inimmaginabile. unassociazione che, dal punto di vista operativo, migliorer ancora ma che ha ribadito con forza come le Pmi dei vari comparti non siano da ritenersi il calimero delleconomia. Una cosa che Confindustria non si sarebbe immaginata. Mai pensato di fare lindustriale? Riconosco che anche la produzione industriale richieda fantasia e creativit, anche se in ambito industriale non c quel rapporto immediato con la gente che, invece, connota il comparto del commercio. Che ne pensa del nuovo presidente? Avrei preferito Bombassei. Le dico tre parole: ci abbini la prima cosa che le viene in mente. La prima, aspirazioni Vorrei aspirare ad avere sempre pi tempo per me stesso e la mia interiorit. La seconda, intuizioni. Vorrei inventare ancora qualcosa di nuovo. La terza, percezioni.

Il capitalismo rapace, i petrolieri e il fisco oppressivo: sono questi i mali italici da correggere

Vorrei percepire una realt, anche bergamasca diversa, con la valorizzazione di una citt come la nostra che antica, chiusa, borghese e abitata da ricchi che fingono di non esserlo. Nei panni di chi non vorrebbe essere? Dei politici. Che consiglio darebbe al sindaco Tentorio? un buon amministratore. Da questo punto di vista nessun consiglio, anche se forse dovrebbe rischiare qualcosa in pi, magari mettendo in gioco la sua popolarit. E al presidente della Provincia, Pirovano? Dovrebbe mantenersi pi in certi binari, anche se riconosco in lui innegabili doti creativo-politiche. Lhanno spesso definita il Richelieu del panorama socio-politico della nostra realt Una sciocchezza. Sar forse per qualche connotazione caratteriale un po curiale. Formigoni va a messa tutti i giorni. Anche lei? Non tutti i giorni, ma spesso. Mi sforzo di essere un buon cristiano. Come si fa ad essere buoni cristiani? Sforzandosi di essere coerenti con i propri principi anche se non sempre ci si riesce. Quali colpe le suggeriscono pi indulgenza? Quelle legate alla fragilit umana, che riguardano tutti, me compreso. Si imputa ai cristiani di dare cattivi esempi, ma sono solo uomini anche loro con debolezze e fragilit con cui devono fare i conti. Come si esce da questa crisi? Lavorando tutti, di pi, meglio e, in certi casi, guadagnando di meno. Giusto per intenderci: ma il suo stipendio com? Decoroso.

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l dove sinfranGe il soGno


Decenni di piani e dibattiti e la costituzione di una societ tra Comune, Provincia, Camera di commercio e Ferrovie dello Stato non sono serviti a far decollare il grande progetto urbanistico per creare il terzo polo cittadino. Con la crisi il quadro ulteriormente peggiorato e si fatica a delineare una nuova prospettiva.

porta sud

di SERgio CoTTi

era una volta Bergamo Sud, un sogno proibito pi che un vero e proprio progetto urbanistico di vedere la citt espandersi oltre alla ferrovia. Era la fine degli anni Quaranta, lItalia doveva ancora risorgere dalle ceneri dellultima guerra, quando fu emanato il primo bando di concorso per un progetto di superamento della ferrovia, precisamente nel 1947, su iniziativa della giunta guidata dal sindaco Ferruccio Galmozzi. Quel sogno oggi ancora l, intatto, forse addirittura ancor pi proibito. Poco o nulla, in tutto questo tempo, cambiato aldil dei binari. aumentato il degrado, quello s, e il panorama si fatto, se possibile, pi desolante. Nel 1974 un altro concorso nazionale port alla scelta di un progetto, che fu per abbandonato tre anni pi tardi. La stessa cosa successa tra il 2006 e il 2010

con il progetto del nuovo palazzo della Provincia di Bergamo, prima ideato e poi cestinato. Insomma, ci hanno provato in tanti, ma far rivivere unarea di 388mila metri quadrati, sui quali si potrebbero costruire un milione e mezzo di metri cubi, non un gioco da ragazzi. Non c riuscito nessuno in oltre mezzo secolo, ora nonostante lapprovazione di un Piano di governo del territorio (Pgt) che per la prima volta definisce destinazioni duso e volumetrie esatte, le previsioni dicono che ci vorranno almeno altri 15-20 anni, prima di vedere realizzata la citt del futuro. Perch questo vuole essere Porta Sud: non un quartiere di periferia, ma il terzo grande centro di Bergamo, dopo Citt alta e il Sentierone. Un progetto che parte dalla necessit di recuperare una zona degradata ormai da troppo tempo e che vede coinvolti, nella societ Porta Sud, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Ferrovie dello Stato. Lobiettivo di farne innanzitutto uno sno-

do per il trasporto pubblico e privato, in cui dovrebbero trovare spazio parcheggi, una stazione del tram delle valli e una del futuristico collegamento con laeroporto di Orio al Serio. Un polo dinterscambio tra ferro e gomma, come si dice, collegato al resto della citt con una serie di opere viarie che dovrebbero rendere accessibile anche la parte pi a sud dellarea, dove sorgeranno strutture pubbliche, uffici e nuove abitazioni. Nonostante se ne parli da anni, di progetti concreti ancora non ce ne sono. Di certo, lidea quella di creare un prolungamento di Bergamo il pi possibile omogeneo con la citt attuale, risolvendo cos lannoso problema dello scavalco dei binari. Nei prossimi anni sicuramente un ruolo fondamentale lo rivestiranno le Ferrovie, con i loro 258mila metri quadrati di propriet. Ma la sola copertura dei binari costerebbe, secondo le ultime stime, tra i 250 e i 300 milioni di euro. Per la societ Porta Sud, creata nel 2004 con il compito di promuovere e coordinare la riqualificazione urbana

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della zona, e mettere mano a un progetto integrato che dovrebbe prevedere numerosi interventi, affare assai complicato. C da mettere daccordo le istituzioni pubbliche tra loro, e poi il pubblico con il privato, che oggi vista la situazione economica preferisce restare alla finestra e aspettare. In otto anni, la societ ha bruciato due milioni di euro; ora i costi sono ridotti e la compagine stata trasformata da spa a srl. Fin qui la storia e i buoni propositi, da tempo nellaria, ma non ancora convogliati in un piano attuativo in grado di dettare un programma chiaro. Il resto calma piatta. I soci devono decidere, una volta per tutte, se proseguire o meno con questo progetto. E devono farlo in tempi brevi. Per il presidente di Porta Sud, Pierluigi Buzzanca, il tempo gi scaduto. A dire il vero un programma, tanto per iniziare a costruire qualcosa, c e riguarda la realizzazione di 50-60 mila metri quadrati di suolo artificiale e della stazione per lo scambio ferro-gomma. Solo cos si darebbe prova di credere al piano spiega Buzzanca in modo da essere pronti a costruire con la ripresa economica. I soci per devono dire cosa hanno intenzione di fare, perch questa situazione di standby non davvero pi sopportabile. Pubblico e privato: da pi parti ci si aspetta che il primo, decisivo passo verso la realizzazione di Porta Sud sia compiuto dal Comune di Bergamo (proprietario di

Il presidente di Porta Sud, Buzzanca: i soci devono investire e dire cosa vogliono fare, altrimenti tanto vale mettere in liquidazione la societ
11mila e 500 metri quadrati), cui spetterebbe il compito, tra le altre cose, di realizzare le opere di collegamento stradale tra le due zone della citt. Il Comune sa che il suo un ruolo di traino dice il sindaco Franco Tentorio . Lapprovazione del Pgt ha resto definitive le volumetrie e questo gi un grande risultato. chiaro, per, che la situazione economica non vede la possibilit a breve di grossi interventi di edilizia abitativa e commerciale. Porta Sud un progetto strategico, a cui noi crediamo, ma che dovr e potr essere sviluppato nei prossimi ventanni. Oggi, dunque, limportante tenere viva la fiammella, aspettando che leconomia abbia quello slancio che aveva nel periodo della ricostruzione. Il progetto grandioso, le volumetrie impressionanti. Da dove si comincia? Questo devono deciderlo i soci dice ancora il sindaco . Coprire i binari potrebbe avere un senso. Lunica disponibilit del pubblico di mettere a disposizione i suoi volumi, che sono un valore, per indurre i privati a realizzare le opere

di urbanizzazione. I Comuni in questo momento non hanno la possibilit di fare investimenti in infrastrutture. Ma mi rendo conto che anche per i privati non un momento facile. Lidea dunque quella di spacchettare gli interventi e andare avanti per gradi. Lunico progetto pronto era quello della nuova sede della Provincia, che per lattuale amministrazione di via Tasso ha riposto nel cassetto. Non mi sembrava il caso di spendere 50 milioni di euro per una sede, non sapendo neppure cosa ne sar tra due anni delle Province spiega il presidente Ettore Pirovano . La verit che va rivisto lintero progetto. Bisogna innanzitutto ridimensionarlo e renderlo pi elastico per limitare i costi. necessario poi discutere coi privati che devono investire, dopodich con gli oneri di urbanizzazione che ne ricaver,

anche il Comune potr realizzare le opere di viabilit, a cominciare dal passaggio da viale Papa Giovanni. Nel frattempo la Provincia sta pensando di affittare a parcheggio i suoi settemila metri quadrati, cominciando cos a raggranellare qualche spicciolo. La proposta di ridimensionare il progetto, per, non trova daccordo il sindaco di Bergamo: A noi adesso non costa niente dice Tentorio . Non serve alcun ridimensionamento, anche perch, finch il mercato cos debole, non parte nessuno. Insomma, la difficolt maggiore, crisi economica a parte, quella di mettere daccordo le anime della societ, che pure sostengono di credere in Porta Sud: Eccome se ci credo prosegue Pirovano , ma bisogna guardare al progetto con unottica diversa. Se restiamo ancorati a come si facevano i grandi lavo-

ri di una volta, non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo svecchiarci; servono progetti che vedano un inizio e una fine, sia dal punto di vista delle tempistiche, che degli investimenti finanziari. Porta Sud un sogno bellissimo, che per rischia di rimanere tale, se non si comincia a lavorare. Appunto. E cos si ritorna alla societ costituita proprio per agevolare il tortuoso percorso dellintero progetto: I soci devono investire e dire cosa vogliono fare, altrimenti tanto vale metterla in liquidazione dice Buzzanca . Ci si pu mettere daccordo facilmente, ma bisogna farlo in modo chiaro e definitivo, altrimenti ci rimettiamo la faccia. Se per, dopo tutti questi anni, il progetto venisse accantonato, il rischio che finisca definitivamente nel dimenticatoio. A questo punto la societ non ha pi neppure ragione di esistere taglia corto Pirovano . servita per costruire un progetto che portasse il Comune ad approvare un Piano di governo del territorio, ed quello che stato fatto. Adesso rimasto un simbolo, di cui non c pi bisogno se le persone di buonsenso si mettono intorno a un tavolo e trovano le soluzioni. La Camera di Commercio

Ettore Pirovano

Il presidente della Provincia, Pirovano: La verit che lintero progetto va ripensato. Bisogna ridimensionarlo per limitare i costi

malvestiti: il proGetto va rivisto nella sua inteGrit


Paolo Malvestiti presidente della Camera di Commercio di Bergamo, uno degli enti della compagine sociale di Porta Sud. Presidente, lei da sempre si dichiarato favorevole al progetto. Oggi, per, serve unaccelerazione per rimettere in moto una macchina che sembra essersi ingolfata. vero. Io continuo ad essere favorevole, ma il progetto va rivisto nella sua integrit, e questo spetta soprattutto al Comune, che deve fare da apripista. Rivisto in che senso? La situazione economica attuale preoccupante. Il progetto deve essere ridimensionato, in funzione delle disponibilit economiche diverse e senzaltro pi contenute, rispetto al passato. Dopodich,

Franco Tentorio
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Il sindaco di Bergamo, Tentorio: Teniamo viva la fiammella, aspettando che leconomia ricrei le condizioni ottimali per ripartire

Paolo Malvestiti
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tutto deve essere organizzato nellottica di un coinvolgimento dei privati. Ci significa che gli enti pubblici devono prima mettersi daccordo. Questo fondamentale, ma io credo che abbiamo gli uomini giusti e preparati per poter affrontare un passo cos importante. Anche la Provincia, che in passato aveva latitato un po, adesso si chiamata dentro. Se i privati vedono che tutte le istituzioni pubbliche lavorano di comune accordo, si rinfrancano e di sicuro saranno pi disposti ad investire. I costruttori edili Cosa dovrebbe rappresentare Porta Sud per la citt? Senzaltro unevoluzione destinata a cambiare limmagine di Bergamo, sotto tutti i punti di vista, dallaspetto sociale a quello economico e di servizio. Io sono ancora ottimista e far di tutto per sollecitare lattenzione degli enti preposti, affinch si possano superare le difficolt. S, ma dove si comincia? La cosa prioritaria che ci si sieda attorno a un tavolo di comune accordo e si inizi a parlare con logica e buonsenso.

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Non dobbiamo dimenticare il periodo che stiamo vivendo; serve dunque avere i piedi per terra, in modo da individuare un processo evolutivo tale, che dia al progetto tranquillit e possibilit di sviluppo, in funzione soprattutto delle esigenze del territorio. Abbiamo gi perso fin troppo tempo e denaro. I tempi adesso sono maturi per passare dalle parole ai fatti. Poi cosa si far nello specifico, lo vedremo. Adesso dobbiamo solo rimboccarci le maniche e metterci a lavorare con estrema determinazione.

pandini: decisivo non perdere un partner come le ferrovie

Giulio Pandini

dare dei punti di riferimento. Vale a dire? Servono segnali forti: il centro di Bergamo bello perch oltre al Sentierone ha il centro piacentiniano. Ecco, bisogna lavorare con intelligenza. difficile che il privato investa in una zona deserta. Non solo, si deve evitare che gli interventi dei privati diventino cattedrali nel deserto: un edificio bellissimo senza strade o attivit tuttintorno, non ha molto senso. Il rischio sarebbe quello di fare operazioni private singole, senza un tessuto di base, che va creato a priori. Inoltre, serve la responsabilit della pubblica amministrazione di accettare progetti che vadano in una certa logica,

altrimenti si rischia di creare una periferia. Questo, al contrario, deve essere un prolungamento della citt, un po come lo stata in passato la citt nuova per Citt alta. Il concetto del palazzo della Provincia, che avrebbe portato altri uffici e una piazza, era giusto. Poi ora vero anche che di soldi non ce ne sono. Appunto. Il pubblico dice di non avere disponibilit economiche per investire. Anche i privati, per, stanno attraversando un periodo di grande difficolt, non dimentichiamoci che nel settore immobiliare, uno dei problemi di oggi rappresentato dallinvenduto. Dubito che se realizziamo subito Porta Sud, alla gente tornino i soldi per comprare

Giulio Pandini, gi presidente dellAnce Bergamo, un costruttore. Guida lomonimo gruppo e presiede la Cassa edile. Come tutti gli imprenditori edili, guarda con interesse gli sviluppi del progetto Porta Sud. Ingegnere, gli enti pubblici sono pressoch tutti daccordo nel sostenere che Porta Sud si far solo grazie allintervento dei privati. Si tratta di unopportunit enorme per Bergamo, perch pu davvero cambiare il volto della citt. Ma proprio per questo, un intervento molto delicato. Operazioni simili possono essere realizzate solo con un intervento della pubblica amministrazione, in grado di
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case e attivit commerciali. La crisi pu essere stata un pretesto per non iniziare a costruire? Non lo so. Forse in passato non c stata la volont di fare, ora guardando i conti mi chiedo come si pu pensare di realizzare un progetto come questo, con Gli architetti

il Comune costretto a vendere in Piazza Vecchia per pagare i debiti. In una situazione simile, qual la priorit? importante innanzitutto non perdere le Ferrovie, che hanno un ruolo importante per la sistemazione dei binari.

Quello deve essere il primo passo. A quel punto, fra 5-6 anni e con la crisi che si spera sia finita, si potr iniziare a ragionare. Bisogna fare pressione anche a livello politico, affinch le Ferrovie non escano dal progetto e anzi comincino a fare la loro parte.

LoKomaT SyStem
a medicina riabilitativa ha attraversato negli ultimi decenni profondi cambiamenti nella metodologia di lavoro. Le nuove e recenti conoscenze sulla fisiopatologia delle lesioni del sistema nervoso hanno rilanciato prospettive di un migliore recupero funzionale mediante trattamento riabilitativo, attraverso tecniche e strategie a sostegno della plasticit neuronale. La capacit di un sistema danneggiato di adattarsi e di riacquisire un proprio funzionamento attraverso una serie di adattamenti e di nuovi circuiti viene appunto definitiva plasticit. Osservazioni sperimentali, gi provate sulle specie animali, hanno dimostrato la presenza di un potenziale recupero funzionale, dopo danno indotto del sistema nervoso, per effetto di meccanismi di adattamento. Dalla fase pioneristica in cui si vedeva la tecnologia come lontana da un uso quotidiano siamo ormai giunti alla fase di evoluzione di modelli gi collaudati. Molte tecnologie sono ormai prodotte a basso costo introduce Giovanni Taveggia, Direttore Sanitario di Habilita Ospedale di Sarnico- e limpiego delle risorse tecnologiche in neuroriabilita-

belloni: necessario trovare un nuovo punto di equilibrio


Paolo Belloni il presidente dellOrdine degli architetti della Provincia di Bergamo. Presidente, quanto strategico il progetto Porta Sud per la citt? Parliamo innanzitutto di due aree con problematiche e caratteristiche distinte: una compresa tra la stazione ferroviaria e via Gavazzeni e laltra compresa tra questultima via e la circonvallazione. Linsieme di queste aree rappresenta una partita importantissima nel futuro urbanistico della citt, se si pensa che la superficie complessiva pari a circa tre volte il perimetro edificato racchiuso tra le mura di Citt alta. C potenzialmente la possibilit di triplicare la qualit e la complessit urbana di Citt alta e questa una prospettiva fantastica. Le previsioni degli scorsi anni, per, appaiono superate sia dal punto di vista della pianificazione, sia dal punto di vista del modello economico ed imprenditoriale. Sul piano strettamente progettuale, la sfida di Porta Sud quella di trovare un equilibrio tra la necessit di un disegno unico e un margine di libert nel quale possano trovare espressione una pluralit di idee ed iniziative imprenditoriali, immobiliari, pubbliche e private. In che modo dovrebbero essere coinvolte le diverse anime della citt? La citt deve partecipare alla realizzazione di questo importante tassello della propria storia urbana. Dobbiamo guardare a come si evoluto il nucleo storico. La pluralit degli interventi e leterogeneit dei programmi costituiscono la ricchezza di quel modello di citt, che il modello e la bellezza della citt europea. Basti pensare alla ricchezza funzionale, oltre che di linguaggi architettonici, che circonda la storica piazza della nostra citt. Tre chiese, una biblioteca, un palazzo comunale, due torri, un teatro, luniversit, decine di case, uffici, attivit commerciali, scuole, bar, ristoranti, piccoli giardini, fontane, opere darte, il tutto concentrato in uno spazio ridottissimo con un rapporto di grande densit ma anche di grande equilibrio tra spazio costruito e spazio vuoto. Si tratta di una porzione di citt che il risultato del lavoro, della stratificazione, della creativit di decine di costruttori, architetti, artisti, ingegneri e della partecipazione del tessuto economico, che in quella citt vive e ha vissuto e che dalla costruzione di quei luoghi ha anche tratto le ragioni della propria ricchezza. Si tratta di un modello di fare citt di cui ci siamo dimenticati per troppo tempo in un crescendo di dimensioni di scala che non ha funzionato e che la contingenza della situazione economica ci deve portare a riconsiderare con mag-

zione presenta diversi obiettivi e vantaggi, come ad esempio la precocit di trattamento riabilitativo; lelevata intensivit, l elevata standardizzazione e riproducibilit delle funzioni neuromotorie. Liniziale diffidenza degli operatori tecnici della riabilitazione sulla possibile interferenza dei robot nella qualit e nella metodologia di lavoro, stata ampiamente superata dalla conoscenza delle enormi potenzialit dei sistemi al servizio dei terapisti e non in sostituzione di questi. A Zingonia, dal 2009 sottolinea Umberto Bonassi, Direttore Sanitario della Casa di Cura Habilita di Zingonia- in corso una sperimentazione nazionale avviata in sinergia con lIstituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini (LC) per limpiego sempre pi intenso e frequente della tecnologia Lokomat nel trattamento delle problematiche neurologiche infantili. I preliminari risultati finora ottenuti nei bambini affetti da Paralisi Cerebrale Infantile dimostrano che il trattamento con Lokomat ha permesso di ottenere un miglioramento delle attivit del cammino documentate con scale di valutazione validate. Il Lokomat pediatrico della Casa di Cura Habilita al momento lunico operativo in Italia. Presso la Casa di Cura Habilita, negli Istituti di Sarnico e Zingonia, sono operativi 3 esoscheletri robotizzati e, probabilmente, vista la grande richiesta e gli importanti risultati ottenuti, verr acquistato un ulteriore dispositivo. Il dispositivo integrato Lokomat costituito da un sistema che comprende un treadmill con barre laterali, un sistema computerizzato, un sistema di allevio del peso corporeo ed un esoscheletro robotizzato composto da quattro ortesi meccanizzate per anche e ginocchia che riproducono uno schema motorio assimilabile alla normale deambulazione. Unitamente ad un sistema di biofeedback, possibile consentire al soggetto trattato di intervenire attivamente nella corretta costruzione dello schema del passo. A questo proposito lutilizzo di Lokomat particolarmente indicato per una serie di trattamenti, quali: pazienti mielolesi, ovvero coloro che hanno subito lesioni del midollo spinale di origine traumatica (incidenti stradali, cadute accidentali o incidenti sportivi) o di altra natura; parliamo quindi di pazienti tetraplegici o paraplegici; traumatizzati cranici o emiplegici colpiti da stroke, poich il dispositivo atto alla riabilitazione di funzioni, nella fattispecie per la deambulazione; trattamento riabilitativo delle malattie degenerative neurologiche, come la malattia di Parkinson, la sclerosi multipla o la malattia di Charcot Marie Tooth. Oltre al recupero funzionale, il training con Lokomat pu influire anche sul miglioramento delle funzioni cardiovascolari e respiratorie, sulla riduzione della spasticit, sul mantenimento dellelasticit muscolare e sulla prevenzione di rigidit articolari.

Paolo Belloni
MESI 12maggio 2012

giore attenzione per trarne una ricetta che, attingendo dalla storia, sia in grado di elaborare una strategia di assoluta aderenza con la contemporaneit. Come si interpreta il tema della centralit del progetto per Porta Sud? Servirebbero cento idee diverse, cento progetti, cento imprese che li realizzino, con il contributo di quella rete di professionalit che in ogni settore ha fatto delleccellenza lobiettivo del proprio operare. Lo sguardo non deve essere rivolto solo ai grandi operatori immobiliari. La complessit architettonica e la variabilit linguistica rappresentano la forma di citt pi coerente con la sensibilit e la societ contemporanea: plurale, inclusiva, multirazziale e frammentaria, dove prevalgono la valorizzazione delle specificit e la bellezza della pluralit. Il principio della pluralit deve guidare anche il disegno dello spazio aperto con una molteplicit di situazioni ed atmosfere e modalit di utilizzo. Il tema dello spazio aperto e del verde non riguarda un problema di quantit, ma di qualit e di restituzione di una scala umana in cui il tema della mobilit possa facilmente essere risolto ai suoi margini o in un livello inferiore anche questo non pensato come un grande interrato anonimo ma come un luogo ricco e funzionale. La frammentazione, anche operativa, non costituisce un limite ma rappresenta un modello e unopportunit, una regola in grado di determinare lidea stessa di questa nuova porzione di citt. Gli edifici pubblici devono essere realizzati se servono e nelle dimensioni necessarie. Sarebbe sbagliato attribuire valori celebrativi e di sovradimensione che non trovano attinenza con le attuali necessit.

aPPROFONdIMeNTO
Approcci integrati alla spasticit: il titolo del congresso organizzato da Habilita sabato 19 maggio 2012 presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo. Una sessione dellevento (gratuito ed accreditato ECM per alcune professioni sanitarie) sar dedicata al trattamento dellemiplegia spastica con Lokomat. Per informazioni visitate il sito www.habilita.it, sezione Congressi e Corsi.
MESI 12maggio 2012

in evidenza

UNa NUoVa mEToDoLogia DELLa RiaBiLiTaZioNE

in evidenza

Filca Cooperative: 10 e lode in innovazione


ostenibilit oggi: citt verdi, reti intelligenti e risorse rinnovabili. Su questi temi 160 progetti si sono sfidati nellambito dellundicesima edizione del Premio allInnovazione Amica dellAmbiente 2011, promosso a livello nazionale da Legambiente, Confindustria, Regione Lombardia, Politecnico di Milano e Universit Bocconi, con il sostegno di Fondazione Cariplo, Camera di Commercio di Milano e Fondazione Symbola. Tra i vincitori, Filca Cooperative con la Residenza Verdiana, la casa a consumo zero in costruzione a Clusone. Si tratta del primo edificio residenziale in Lombardia, e tra i di maRio CoNSERVa

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lestrusione celebra

UBRICA

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STRATEGIA DIMPRESA
il cinquantenario di metra

Da sinistra: il professore Giuliano Dall, lingegnere Francesco Biffi, il presidente di Filca Cooperative Giacomo Fumeo e il professore Carlo Signorelli. Sotto: la Residenza Verdiana, la casa a consumo zero in costruzione a Clusone.

Premiati il Progetto BIOCASA e la Casa a consumo zero, che conquistano anche la delegazione di imprenditori cileni in missione di studio in Italia.
primissimi in Italia, del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico: frutto di una progettazione attenta alla bioclimatica e di tecnologie allavanguardia, garantisce un totale abbattimento dei costi di gestione. Per ottenere questo straordinario risultato, limmobile stato dotato di un impianto centralizzato geotermico-fotovoltaico che utilizza fonti rinnovabili per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria: le sonde geotermiche prelevano il calore a circa 100 metri di profondit, dove si mantiene a temperatura costante per tutto lanno, mentre le pompe terra-acqua installate, azionate dallenergia prodotta dai pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto, lo trasferiscono al sistema di riscaldamento e di produzione di acqua calda. Limpianto lavora in interscambio con la rete elettrica locale: il meccanismo di compensazione tra lenergia prodotta in esubero, e ceduta alla rete, e quella prelevata dalla stessa in caso di necessit, consente lazzeramento della spesa energetica, come documenta lanalisi effettuata dal Dipartimento Best del Politecnico di Milano.

Con la Residenza Verdiana, Filca ha addirittura superato lobiettivo della Direttiva Europea 31/2010 con la quale si impone agli Stati dellUE che tutte le nuove costruzioni, entro il 31 dicembre 2020, siano a energia quasi zero. Il Premio allInnovazione Amica dellAmbiente un riconoscimento alle nostre politiche di green building - ha commentato il presidente di Filca Cooperative, Giacomo Fumeo La casa a consumo zero la punta deccellenza del percorso di sostenibilit avviato nel 2005 con il Progetto Biocasa. Da allora abbiamo realizzato 2.000 Biocase e ne stiamo costruendo altre 1.250, delle quali il 90% in classe energetica A, riducendo di 2.000 tonnellate allanno le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Con il Progetto Biocasa 2012, che abbiamo presentato lo scorso 1 marzo al Circolo della Stampa di Milano, tutte le residenze che andremo a realizzare dal 2012 saranno in classe A e A+. Pensiamo che linnovazione sia fondamentale per competere sul mercato e per contribuire a quello sviluppo sostenibile che uno dei punti centrali della nostra strategia aziendale. Il Progetto Biocasa stato indicato come modello deccellenza del costruire e dellabitare sostenibili anche dalla delegazione di imprenditori cileni aderenti alla Corporazione dello Sviluppo Tecnologico del Paese sudamericano, che ha visitato lo scorso 4 aprile la centrale tecnologica della Residenza del Parco, realizzata da Filca nella citt di Milano: il complesso di 423 abitazioni costituisce un esempio tra i pi significati in Italia di geotermia applicata alledilizia residenziale. La missione di studio stata organizzata da Confindustria, Agenzia del Commercio Estero, Fondazione EnergyLab, ANIMA e Politecnico di Milano.

un anno particolare per la Metra, e per il sistema dellalluminio italiano, perch ricorre il cinquantenario dellazienda di Rodengo Saiano, punto di partenza per lestrusione nel nostro Paese. Lestrusione un pezzo importantissimo della storia metallurgica bresciana, insieme allacciaio, alla barra di ottone, alla fonderia, alla pressocolata, al recupero e riciclo del rottame metallico, ed ognuno di questi settori ha avuto i suoi cavalieri bianchi che in diverse epoche hanno fatto da guida e da apripista. Non ci sono dubbi che nel 1962, prima come Imet e poi con il nome attuale, la Metra sia stata un elemento determinante per lo sviluppo di una cultura dellalluminio in Italia, mettendone in evidenza le enormi potenzialit per unindustria moderna, ben oltre le applicazioni specializzate e di nicchia che erano limpronta degli usi del metallo leggero ancora negli anni 50. La Metra fu fondata in un momento di svolta per lalluminio in Italia, con la vera scoperta di questo nuovo materiale, sin ad allora noto quasi unicamente per gli impieghi bellici, in aeronautica e per il pentolame. Le grosse compagnie multinazionali si erano impegnate nellammodernamento delle fabbriche di primario e ci favor lo sviluppo di nuovi impianti per le trasformazioni a valle, specialmente nella laminazione e nellestrusione, sia da parte delle

grandi compagnie che, in alcuni casi, di coraggiosi imprenditori privati; siamo lontanissimi dai numeri attuali, allora poco pi di 100mila tonnellate di semilavorati in Italia, oggi siamo oltre il milione, comunque si stava evidentemente formando una cultura industriale delle leghe leggere, capace di andare oltre il concetto dellacciaio come unico metallo per produrre manufatti e componenti per lindustria e per il consumo. Lidea innovativa di mettere su una fabbrica per lalluminio estruso si inseriva in un contesto gi aperto ai cambiamenti, comunque quelli ai quali cominci a lavorare la Metra sin dagli inizi degli anni 70 furono veramente rivoluzionari e di straordinario impatto per lo sviluppo dellalluminio, non solo in Italia. Valga per tutti la determinazione nel sostenere le cosiddette serie architettoniche, ovvero gli accoppiamenti di diverse sagome di estrusi per realizzare le finestre in alluminio, con lapertura di un mercato di applicazioni edilizie che nessuno poteva immaginare. Il concetto, che si stava pian piano facendo strada nel mondo dellestrusione di allora, era nuovo e geniale, perch ribaltava lidea che si aveva degli estrusi, ritenuti sagome semplici come quelle dei profilati in acciaio, anche se molto pi leggeri e resistenti alla corrosione; il principio di sfruttare invece le eccezionali capacit di forma e di accoppiabilit dellalluminio fu dirompente e riusc a rendere popolare e alla portata di tutti un materiale ritenuto

patrimonio esclusivo delle multinazionali e di impieghi sofisticati. Laltra pietra miliare per Metra e per lintero comparto dellestrusione fu nel 2001 la grande pressa da 6.050 t, una delle maggiori in Europa, che apr nuove possibilit di impiego alle leghe leggere, consentendo di realizzare estrusi di grandi dimensioni per strutture resistenti e sistemi di trasporto, come, tanto per fare un esempio vicino alla realt locale, le vetture della Metro leggera bresciana. In 50 anni Metra ha fatto tanta strada, come lalluminio in Italia: i sistemi di estrusi della Metra sono conosciuti e utilizzati da architetti e progettisti in tutto il mondo, oggi il gruppo conta pi di 15 societ controllate sia in Italia che allestero, ha uno staff di oltre 1.000 persone e un fatturato complessivo dello scorso anno di 260 milioni di euro. Un percorso fatto di attenzione al mercato, di sviluppo di nuovi prodotti ed applicazioni, tecnologia, formazione, disseminazione della cultura dellalluminio attraverso le scuole e le Universit, presidio alle attivit associative, di normativa e di difesa della qualit. Un approccio moderno per un mercato che non pu vivere di rendita, ma che va fatto crescere giorno dopo giorno con cura e attenzione; una forte testimonianza di un sistema industriale, lestrusione dellalluminio, in cui lItalia eccelle qualitativamente e quantitativamente in Europa.
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Fondazione Legler, banca dati sulla storia delle imprese bergamasche
02/04 La storia delle imprese bergamasche sar pi facilmente ricostruibile grazie alla banca dati dal 1848 al 1978 realizzata dalla Fondazione Legler su input della Camera di Commercio di Bergamo. Si tratta di un giacimento informatico come lo ha definito Giuseppe De Luca, dellUniversit degli Studi di Milano, coordinatore dei lavori, che consente anche indagini macroeconomiche raffinate sui 172mila soggetti economici inseriti. Ora c la possibilit che venga allestita una postazione fissa di consultazione alla Camera di Commercio o alla Fondazione Legler, risorse permettendo. La banca dati stata al centro del convegno, organizzato dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione Legler, durante il quale stata anche annunciata la conclusione del primo censimento degli archivi storici delle imprese condotta dal Centro per la cultura dimpresa a livello lombardo, che comprende una cinquantina di imprese bergamasche, consultabile sul sito www.culturadimpresa.org.

AcHEcA

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i.lab, inaugurato il Centro ricerche del gruppo Italcementi


16/04 stato inaugurato, lo scorso 16 aprile, al Parco scientifico-tecnologico Kilometro Rosso di Bergamo, il nuovo Centro ricerca e innovazione di Italcementi, li.lab. Progettato dallarchitetto americano Richard Meier, il centro stato sviluppato su uno spazio di 23mila metri quadrati, risponde ai requisiti pi stringenti in materia di risparmio energetico e qualit innovativa della progettazione ed stato certificato Platinum Leed (Leadership in energy and environmental design), il pi alto standard di certificazione energetica e ambientale per ledilizia al mondo. Un luogo di grande architettura, eccellenza tecnologica e responsabilit ambientale. Ospiter oltre un centinaio di dipendenti e ricercatori del Gruppo Italcementi attualmente impegnati in altre sedi.

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IWBank, Gianluca Bisognani nuovo direttore generale


06/04 Il Cda di IWBank istituto operativo dal 1999, specializzato nellofferta di servizi finanziari e bancari online e facente capo al Gruppo Ubi Banca ha nominato Gianluca Bisognani nuovo direttore generale. La nomina di Bisognani, gi responsabile Private Banking del Gruppo Ubi, si inserisce nella prospettiva strategica di IWBank di consolidare la posizione di leadership sul mercato italiano del trading on line e di sviluppare ulteriormente i servizi bancari e di investimento, con un approccio innovativo di multicanalit integrata e consulenza personalizzata, e quindi nellottica di una maggiore presenza nel contesto di riferimento. Bisognani, laureato in Economia politica allUniversit di Bologna e Master of Science in Finance alla London Business School, entrato in Ubi Banca nel 2006, come responsabile commerciale private.

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Apprendistato professionalizzante, accordo tra Confindustria e sindacati


24/04 Sei aziende bergamasche Same, Abb, Tenaris, N&W, Nolan e Ims Deltamatic sperimenteranno lapplicazione di un nuovo protocollo firmato da Confindustria Bergamo e dai sindacati Cgil, Csil e Uil sullapprendistato professionalizzante. Lobiettivo potenziare lutilizzo di questo strumento che pu rappresentare una risposta importante alla domanda di maggiore stabilizzazione del rapporto di lavoro fra i giovani. Si punta al raddoppio a livello provinciale del numero dei contratti di apprendistato, che sono il 5,6 per cento di quelli previsti per il primo trimestre 2012, per farli arrivare al 10 per cento del totale delle nuove assunzioni nella nostra provincia, con conseguente diminuzione di contratti a tempo determinato o di lavoro in somministrazione. Anche la recentissima riforma del mercato del lavoro ha sottolineato il presidente di Confindustria Bergamo, Carlo Mazzoleni d allapprendistato unimportanza particolare per favorire linserimento dei giovani.
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La bresciana Lensi acquista il pastificio Annoni


12/04 Il Pastificio Annoni di Fara Gera dAdda, attivo dal 1891 36 dipendenti e oltre 11 milioni il fatturato nel 2011 , stato acquistato da Pasta Lensi srl, societ con sede a Verolanuova (Brescia). Le azioni del Pastificio Lensi sono interamente di propriet del pi grande produttore di pasta alimentare del Nord America, Aipc (American Italian Pasta Company), controllato a sua volta dalla multinazionale americana Ralcorp Holdings. Annoni, produttore di riferimento anche dei pizzoccheri, anche uno dei maggiori produttori di private label: in Italia lazienda di Fara Gera dAdda produce, infatti, per i pi importanti gruppi della grande distribuzione.

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cONOMIA

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secondo bombassei
Pi si allungano i tempi della ripresa e pi si fa strada lesigenza di clonare casi esemplari di aggregazione come quello tra monchieri e mam, due aziende della eccellenza camuna delle forge. La crisi dei distretti industriali orizzontali, pur benemeriti, va superata nella prospettiva delle filiere verticali e dei contratti di rete.

distretti reti e filiere

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na breve premessa prima di iniziare il discorso sui distretti e dintorni. Si tratta delle novit di Confindustria, di cui lAssociazione industriale bresciana magna pars, o comunque non parva pars. Dal marzo scorso due cavalli di razza, entrambi bergamaschi, sono alla guida di Confindustria, uno di maggioranza (risicata) e laltro di robusta minoranza. Altro non si potrebbe dire di Giorgio Squinzi, neopresidente di Confindustria, fondatore e amministratore delegato della Mapei, gruppo leader mondiale nei prodotti chimici per ledilizia, e di Alberto Bombassei, patron della Brembo, gruppo meccanico leader europeo nellautomotive. La caratteristica co-

mune ai due imprenditori lessere entrambi, oltre che bergamaschi, quello che si dice due fuoriclasse nei rispettivi comparti di appartenenza. Per questo lindicazione da parte del vertice di Confindustria non stata una decisione agevole o indolore, dovendosi scegliere tra due outsider che hanno illustrato al massimo livello competitivo lindustria italiana nel mondo. Gruppi internazionalizzati, non solo delocalizzati, essendo andati allestero non tanto per aprire nuove fabbriche lucrando su salari minori quanto per aprire nuovi mercati puntando su risorse migliori ( il caso, tra i numerosi che si potrebbero citare, dei bresciani Beretta, Lonati, Camozzi, Pasini, Bonometti, Niboli e via multinazionalizzando). Il connotato che distingue i due imprenditori dato dal fatto che il primo, Squinzi, incarna la continuit con Emma Marcegaglia mentre il secondo, Bombassei, ne rappresenta lelemento di discontinuit. Ma si tratta di caratteri distintivi labili quanto superficiali, dovendosi misurare sul campo quelle che saranno i contenuti reali delle due personalit entrambe, ripetiamo, in grado di ricoprire la massima carica dellimprenditoria italiana.

Giorgio Squinzi
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spa

nisola. Lasse Brescia-Bergamo in tale materia pu fare scuola come possibile forza centripeta aggregativa. Non un caso infatti che si parli da anni di fusioni o aggregazioni tra i due enti di ricerca il Kilometro Rosso bergamasco e il Csmt bresciano presieduto da Ennio Franceschetti e addirittura tra le due universit statali (Sergio Pecorelli, rettore dellateneo bresciano, ne ha parlato nella sua prolusione alla inaugurazione dellanno accademico). DiSTRETTi BENEmERiTi ma oggi SUPERaTi Non si parla pi, o si parla sempre meno, di distretti industriali ma sempre pi di filiere funzionali. E ancor pi di reti e contratti di rete, il cui numero ha raggiunto a livello nazionale le 300 unit, secondo i dati forniti recentemente da Aldo Bonomi, imprenditore bresciano vicepresidente di Confindustria con delega ai distretti e alle reti di impresa. Per inciso, con la designazione di Squinzi, il mandato di Bonomi giunto a scadenza insieme a quello di Emma Marcegaglia,

Alberto Bombassei

Silvestro Niboli

BRESCia-BERgamo SEmPRE PiU ViCiNE La differenza che, mentre Mapei cresciuta a Milano dove ha sede legale, Brembo nata e cresciuta a Bergamo. Ma le due realt sono altrettante eccellenze di cui lindustria italiana e lombarda devono andare orgogliose, in particolare in tempi nei quali la manifattura invocata come la risposta pi efficace e attendibile ai problemi indotti, o non risolti, dalla finanza. Ma lascesa di Squinzi alla carica che fu del genovese Angelo Costa e del bresciano Luigi Lucchini, avvenuta con una maggioranza molto risicata rispetto a Bombassei, avr di fronte nellimmediato unagenda quanto mai ardua e complessa. Non solo ovviamente i mille problemi economici sollevati dalla recessione, ma anche quelli politici indotti dal macigno della riforma del lavoro e dei suoi compromessi al ribasso (articolo 18 compreso) e pure dallo sviluppo delle reti e delle filiere, fenomeni aggregativi che in prospettiva saranno destinati, come gi sta accadendo, a prendere il posto dei distretti territoriali nel panorama geoeconomico della PeMESI 12maggio 2012

della cui squadra lindustriale lumezzanese ha fatto parte con positivi risultati. La eventuale riconferma di Bonomi dipender dalla squadra che il nuovo presidente former a maggio prossimo, mese nel quale avverr la sua formale investitura. Ferma restando, per quanto riguarda il toto-nomine di cui si parla in questi giorni, la realistica possibilit di approdo ad una vicepresidenza o ad una delega operativa per un altro bresciano, Giuseppe Pasini, imprenditore titolare della Feralpi di Lonato nonch presidente di Federacciai, lassociazione che rappresenta gli imprenditori siderurgici italiani, il cui mandato verr a scadenza nel giugno prossimo dopo dieci anni di apprezzata leadership. LE RETi DimPRESa iL CaSo moNCHiERi-mam La crisi intanto continua a mordere penalizzando le performances delle imprese distrettuali bresciane e bergamasche, i cui ultimi report mostrano segni di deterioramento: il fatturato dei distretti industriali ha subito un calo del 4 per cento, superiore a quello delle
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Valtellina compie 75 anni. Buon compleanno, futuro.


Valtellina raggiunge il traguardo dei 75 anni di attivit guardando al futuro con nuove, importanti prospettive di crescita, in Italia e nel mondo: nata come societ operante nelle infrastrutture per rete telefonica, oggi Valtellina realt di riferimento e system integrator in settori strategici per lo sviluppo e il progresso. In tutti gli ambiti e nelle nazioni in cui opera applica i valori guida che la distinguono da sempre: grandi capacit di lavoro, seriet, rispetto rigoroso degli accordi. Fra le pi importanti aziende bergamasche in senso assoluto, conta quasi 1000 dipendenti e dimostra concretamente come tradizione e innovazione convivono nel principio della Qualit.

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cONOMIA

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Andrea Mam e Gaia Monchieri

aree non distrettuali. Nel corso dellultimo triennio le prestazioni delle imprese distrettuali si sono sensibilmente deteriorate, in particolare nei comparti pi penalizzati dalla crisi come la sidermetal-meccanica. Sulla base di attendibili proiezioni, nel 2012 la ripresa delle Pmi distrettuali sar parziale e insufficiente. vero che nello stesso periodo un nucleo di imprese competitive ha ottenuto ottime performances, in particolare quelle con pochi debiti e pi orientate ai mercati esteri, ma nel contempo un numero rilevante di aziende, stimabile nel 20 per cento del totale, ha dimezzato lattivit. Il che porta a pensare che il modello distrettuale del Nord Est, benemerito per la crescita culturale e competitiva delle stesse imprese di cui stato per un ventennio incubatore, sia giunto a maturazione. Che abbia esaurito la spinta propulsiva Lavvenire nelle filiere e nelle alleanze verticali di filiera, e il futuro prossimo nelle reti di impresa, ossia nelle aggregazioni mirate e nelle alleanze operative finalizzate. Un caso istruttivo e nello stesso tempo esemplare viene da due aziende
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camune, la Monchieri e la Mam di Cividate Camuno, due imprese che fanno parte di quella eccellenza bresciana la forgia che in Valle Camonica conta la pattuglia pi avanzata e omogenea (le cosiddette quattro emme, vale a dire Monchieri-Mam-Morandini-Metalcam, cui va aggiuntala effe di Fedriga). Perch esemplare il caso MonchieriMam? Non solo perch si tratta del primo organico esempio di aggregazione degna di questo nome, una alleanza che dar vita a un gruppo di tutto rispetto circa 250 milioni di euro a regime mercato permettendo ma anche perch avviene nel comparto pi individualista della manifattura bresciana, quella forgia che, in quanto camuna, condivide con Bergamo la mentalit pi solista ma insieme pi lavorista, fabbrichista e industrialista della manifattura lombarda (e dunque, in una parola, pi efficientista). FiLiERE PRoDUTTiVE BRESCiaNo-BERgamaSCHE Lanalisi realistica, e per alcuni aspetti impietosa, che emerge dal Rapporto

annuale del 2011 del Servizio Studi di Banca Intesa San Paolo su Economia e finanza dei distretti industriali eloquente quanto istruttiva. Si tratta dellanalisi relativa a oltre 50mila aziende, di cui 11mila appartenenti ai 104 distretti industriali italiani dei quali alcuni localizzati nel Bresciano (AbbigliamentoCalzature della Bassa bresciana, Rubinetti-Valvolame e Posateria-Pentolame di Lumezzane, Meccanica strumentale e Metalli) e nella Bergamasca (gomma e guarnizioni). Scenario dal quale si evince che, per una impresa, far parte di un distretto industriale non di per s garanzia di riparo dalla crisi. Anzi, il fatturato dei distretti industriali come precisa la citata ricerca ha subto nel periodo considerato una calo superiore a quello delle aree non distrettuali. Significa che lesperienza dei distretti stata inutile? No, semplicemente che i distretti, e pure i metadistretti che ne hanno costituito lestensione funzionale (non territoriale) non sono pi strumentalmente idonei ma vanno superati nella logica delle reti e delle filiere. Unesigenza che si evince anche dalla situazione bresciana. E una necessit di cui Aldo Bonomi si fatto ulteriormente interprete in occasione di un seminario confindustriale nazionale. LE RETi DimPRESa oLTRE i DiSTRETTi Le reti locali (di territorio) e le reti aziendali (di filiera) non sono una novit, essendo una declinazione degli stessi distretti. In cosa si differenziano? Le reti locali sono realt trans-territoriali, le filiere aziendali sono trans-settoriali. Pi chiaramente: le reti territoriali sono entit orizzontali, le filiere settoriali sono realt verticali. Il problema, dice Bonomi, farle interagire. Cio fare squadra, sistema, sinergia. Come? Non pi con le alleanze orizzontali di prodotto bens con le alleanze verticali di filiera. Un esempio? Prendiamo la filiera (distretto) della Meccanica strumentale del Bresciano analizzato nella citata ricerca di Banca Intesa. Nella fattispecie si tratta della filiera della robotica-automazione formata dalla sequenza di quattro fasi di un unico pro-

cesso (stampo-pressa-transfer-robot) tutte presenti nella manifattura bresciana, ad eccezione dellultima fase, la robotica, presente a Brescia nella forma della automazione industriale pi che nella versione del robot antropomorfo ad assi cartesiani la cui leadership appartiene a Torino (Comau). Ebbene, a Brescia si d un caso, forse il primo o tra i primissimi in Italia, di consorzio o alleanza di filiera, gi ricordato in altre occasioni su queste colonne ma che vale la pena di rammentare per il suo carattere esemplare e dunque clonabile o esportabile, tanto quanto laggregazione Monchieri-Mam. lItg (Italian technology group) formato dai forni Maestri di Calcinato, dalle presse Hydromec di Gussago, dai transfer Btb di Bovezzo e dalla Automazioni Industriali di Gussago. Ma la stessa formula potrebbe essere applicata ad altre filiere o processi produttivi complessi come limpiantistica dellalluminio, dellottone, del biomedicale, della rubinetteria-valvolame. Compreso il riuscito esempio delle forge Monchieri-Mam cui guardano con crescente

industriali allaltezza dei problemi. sempre Bonomi ad averlo ricordato ripetutamente nei convegni nazionali di Confindustria. Il primo il rating ambientale, cio il voto di distretto o di filiera. Vale a dire un rating per le aziende che, con lentrata in vigore dei rigidi criteri di Basilea 3 oggi pi penalizzanti di ieri a causa della crisi, va integrato e supportato con un un pi ampio e articolato rating di distretto o di filiera, ambientale appunto. Ci perch anche la filiera di cui fa parte limpresa ha un suo valore che deve essere riconosciuto. Il secondo uno strumento, purtroppo precocemente e immotivatamente abbandonato, che Banca Intesa e Unicredit avevano escogitato alcuni anni fa per soccorrere le aziende: i bond di distretto. Oggi pi attuali e auspicabili che mai proprio a causa della crisi. Da BRESCia UN NUoVo SPiRiTo aggREgaTiVo Ma ancora non tutto. Che lo spirito aggregativo venga dalle province pi individualiste dItalia pu essere annoverato come una positiva quanto inedita forma di eterogenesi dei fini. Eppure si sta facendo strada da qualche tempo una maggiore sensibilit aggregativa, non solo a livello di sistema Paese ma prima ancora a livello di sistemi locali, intesi come province o aree geoeconomiche omogenee. Brescia e Bergamo sono tra queste. Intendiamo consulte, o meglio ancora costituenti economiche, dove possano funzionare nuove alleanze tra imprese, banche, universit e istituzioni, ovvero tra economia, finanza, ricerca e politica. Lesigenza di una maggiore aggregazione operativa posta anche dalla citata ricerca di Intesa San Paolo, senza adombrarne le possibili risposte sul piano istituzionale. Ma proprio a livello di strumenti organizzativi e operativi pubblico-privati che vanno trovate le soluzioni. Poich questo il modo pi efficace di fare sistema. Uno strumento di politica industriale pi che mai auspicabile in tempi come quelli che stiamo vivendo, ma di cui non si scorge ancora traccia nel programma del governo Monti.
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Giampiero Franchini

interesse altri concorrenti del settore quali Giampiero Franchini, fondatore e titolare insieme con i figli Alberto e Alessandra della Forgiatura Bresciana di Mairano, holding di controllo della Franchini Acciai di Pievedizio e della Lavorazioni Meccaniche di Flero. Analogamente ai camuni Monchieri, Mam e Morandini che negli ultimi anni hanno effettuato massicci investimenti per centinaia di milioni complessivi, Franchini ha in corso innovazioni tecnologiche per 120 milioni di euro dopo aver realizzato una nuova pressa da 8mila tonnellate per un costo di 25 milioni di euro. RETi CoRTE RETi LUNgHE Linterazione tra le reti territoriali orizzontali e le filiere settoriali verticali il superamento coerente dei distretti, storicamente benemeriti ma superati. Passare insomma dalle reti corte di prossimit alle reti lunghe trans-settoriali e trans-territoriali. Ma non basta. Occorre supportare tali interazioni e alleanze con strumenti finanziari e

Aldo Bonomi

INANzA

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armi finanZiarie di distruZione di massa?


i derivati non regolamentati hanno svolto un ruolo di primo piano nella crisi economica mondiale, essendosi enormemente diffusa oltre che tra gli Stati, anche tra le imprese e gli enti pubblici.

i derivati

S E R VI ZI F IN AN Z I A R I S R L

uando Morgan Stanley lo scorso gennaio annunci di aver tagliato la sua esposizione netta verso lItalia di 3,4 miliardi di dollari, non spieg agli investitori che il nostro Paese aveva pagato lintera cifra alla banca per uscire da una scommessa sui tassi dinteresse, ossia per sciogliersi da contratti derivati. Lentit dellesborso impressionante: si pensi che equivale alla met di quanto lItalia incasser con i recenti aumenti dellIVA, il che sottolinea i rischi originati dai derivati che i paesi utilizzano per abbassare i costi di indebitamento e mettersi al riparo dagli alti e bassi dei tassi dinteresse e dei mercati valutari e di come questi contratti possano creare un onere per i contribuenti. LItalia ha perso pi di 31 miliardi di dollari agli attuali valori di mercato sui suoi derivati. Morgan Stanley invece ha

di giUSEPPE amaTo

registrato profitti per 600 milioni nel quarto trimestre del 2011, grazie alla risoluzione dei contratti con lItalia. Questa situazione ha avuto origine nella met degli anni Novanta, quando i debiti contratti dallItalia hanno sfondato la soglia dei mille miliardi di euro e il paese ha iniziato ad utilizzare gli swap sui tassi dinteresse, tramite la stipula di contratti derivati, per tagliare i costi a servizio del debito. Sennonch quando i tassi degli swap, che tipicamente seguono i rendimenti dei bond tedeschi, sono iniziati a crolla-

re dopo il 2008, lItalia si trovata a dover pagare alle proprie banche soldi sui derivati mano a mano che le sue scommesse andavano a rotoli. Perch parliamo di scommesse? Cosa sono e da dove vengono i contratti derivati, che nella crisi finanziaria giocano un ruolo di primo piano e che sono in grado di mettere in difficolt interi paesi? LoRigiNE DEi DERiVaTi Derivato considerato ogni strumento finanziario che deriva da unaltra operazione e il cui valore basato sul

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valore di mercato di altri beni. Lorigine dei derivati risale alla met dellottocento, quando furono creati a supporto del commercio con lobiettivo di ridurre il rischio collegato alla variabilit del prezzo di acquisto o di vendita di un prodotto qualsiasi che doveva consegnarsi nel futuro. Si consideri che a quellepoca la merce impiegava molto tempo per viaggiare da un parte allaltra del globo. Per prevenire e assicurare questi rischi, gli imprenditori inventarono i contratti derivati, che espletavano quindi una funzione di copertura. Di recente i derivati hanno raggiunto per una diffusione enorme nel mondo grazie alla globalizzazione dei mercati ed alla contestuale introduzione dei sistemi informatici per la trasmissione degli ordini. Oggi esistono derivati strutturati per ogni esigenza e basati su qualsiasi variabile, perfino la quantit di neve caduta in una determinata zona. La fantasia creativa non ha limiti e la funzione di copertura spesso lascia il posto alla mera speculazione, soltanto che non sempre linvestitore ne a conoscenza. i DERiVaTi OveR tHe COUnteR Non si devono confondere i derivati regolamentati, che sono scambiati su borse controllate nelle quali sono oggetto di contrattazione come titoli qualsiasi con un prezzo e una quantit, con quelli non regolamentati. I derivati non regolamentati sono strumenti finanziari non standardizzati, frutto della finanza creativa di societ tra le pi disparate, il cui scambio non sottoposto ad alcun controllo ma si svolge

Aiutando la Ricerca Aiuti la Vita


a livello mondiale con un semplice accordo tra chi compra e chi vende, senza verifiche sui rischi di insolvenza e senza che se ne versi preventivamente il valore. Ci significa che possibile scommettere somme importanti senza anticiparne alcuna, il che di per s solo evidenzia la pericolosit dello strumento. Si tratta dei cosiddetti derivati over the counter, cio letteralmente da banco. I derivati over the counter, detti anche Otc, sono trattati su mercati alternativi alle borse vere e proprie e sono la forma di strumento finanziario pi innovativa, speculativa e rischiosa che i mercati mondiali abbiano mai conosciuto. questa tipologia di derivati che svolge un ruolo di primo piano nella crisi economica mondiale, essendosi enormemente diffusa oltre che tra gli stati, anche tra le imprese e gli enti pubblici. In Italia quantomeno, posto che nel Regno Unito ad esempio il loro utilizzo per legge escluso per gli enti pubblici e limitato per le imprese, nonostante a Londra se ne creino la gran parte. Il che la dice lunga. Ci riferiamo anzitutto ai Credit Default Swaps (Cds), ormai famosi nelle cronache della crisi. Inventati a Wall Street alla fine del 1990, i Cds consistevano originariamente in strumenti finanziari destinati a coprire le perdite di banche, societ, ma anche Stati, quando questi ultimi vanno in default, cio non riescono pi ad onorare il rimborso del prestito. I Cds sono nati dunque come una forma di assicurazione. Tuttavia il mercato dei Cds divenuto in breve tempo enorme: nel mondo si contano quasi 30 trilioni di dollari di questi strumenti, pi dellintero Pil mondiale, cosicch la speculazione ben presto arrivata anche su questi prodotti che per le modalit con le quali oggigiorno sono utilizzati, invece di disperdere il rischio, di fatto amplificano le perdite nel caso di insolvenza. Warren Buffett, uno degli uomini pi ricchi del mondo, ha definito in una famosa frase i Cds come armi finanziarie di distruzione di massa. La BoLLa iTaLiaNa In questi ultimi anni di crisi finanziaria gli investitori, banche e grandi compagnie principalmente, si sono assicurati maggiormente contro il default dellItalia, a causa dellenorme debito pubblico del nostro Paese. In un certo senso corretto dire che gli investitori istituzionali hanno scommesso sul fallimento dellItalia. Il nostro Paese ha reagito emettendo grandi quantitativi di titoli di stato e, per renderli pi attraenti, ha promesso elevati interessi, con ci contribuendo a determinare laumento dello spread sui bond tedeschi e degli interessi da pagare sul debito pubblico. Cos, per assicurarsi rispetto ai rischi di oscillazione dei tassi, lItalia ha acquistato altri derivati. Il proverbiale cane che si morde la coda. Ma la bolla italiana dei derivati ha coinvolto anche gli imprenditori, tra i quali si sono enormemente diffusi nello scorso decennio in tutti i settori, tutte le regioni e per tutti gli ordini di grandezza. Leterogeneit degli ambiti e dei settori colpiti il segno pi evidente che c stata una massiccia campagna di distribuzione di derivati, non sempre dunque focalizzati sulle specifiche esigenze del singolo cliente, che in taluni casi si determinato alla stipula del contratto credendo di assicurarsi contro le oscillazioni dei tassi, per poi scoprire, quando i tassi sono andati in controtendenza, che la presunta assicurazione si risolta in una perdita crescente e di avere in-

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consultare il nostro sito www.marionegri.it oppure scrivere a mnegri@marionegri.it

Limprenditore che ha sottoscritto derivati over the counter speculativi, ha assunto i rischi di uno scommettitore
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Fondazione no profit

da oltre 50 anni al servizio degli ammalati


LIstituto Mario Negri ringrazia Armando Rotoletti per luso gratuito della foto

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consapevolmente speculato in maniera complessa. In altre parole, limprenditore aveva sottoscritto derivati over the counter speculativi, assumendo i rischi (il pi delle volte inconsapevolmente) di uno scommettitore. A questo punto le banche, anzich spiegare a quale tipo di gioco si fosse sottoposto limprenditore, hanno spesso proposto di raddoppiare la scommessa. normale infatti per questo tipo di derivati lerogazione di finanziamenti upfront per la copertura delle perdite, che ovviamente dovranno essere successivamente restituiti a rate, alle stesse condizioni di mercato o addirittura peggiori se il sottostante lo impone (ad esempio: se salgono i tassi di interesse). RiSCHio FiNaNZiaRio Pmi E BaNCHE Tale anticipo di somme, nonch la chiusura anticipata contestuale alla stipula di altri derivati, a condizioni sempre pi rischiose, costituiscono un moltiplicatore del rischio. Daltra parte, al rischio del cliente fa da contraltare un guadagno della banca intermediaria, consistente nellentit degli up-front, che in parte sono retrocessi allatto della stipula di

Le banche, anzich spiegare in quale tipo di gioco fosse caduto limprenditore, hanno spesso proposto di raddoppiare la scommessa
ogni nuovo contratto ed in parte trattenuti dagli intermediari come propria remunerazione economica. In questo modo, gli strumenti finanziari derivati possono costringere la piccola o media impresa a pagare alla banca somme sempre maggiori. Poich dunque la gestione e al limite la stessa esistenza dellimpresa che abbia stipulato un derivato vengono a dipendere dal risultato di quella che altro non se non una scommessa sia chiaro, in s perfettamente lecita , lattivit della banca che negozia per conto proprio derivati over the counter , a tutti gli effetti, unattivit pericolosa. Il che comporta la responsabilit della banca che ha nego-

Gli strumenti finanziari derivati possono costringere la piccola o media impresa a pagare alla banca somme sempre maggiori
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Omaggio a Giorgio Morandi


Due capolavori Paesaggio, 1938 - Natura morta, 1941

Bergamo, Largo Porta Nuova 2 5 maggio - 1 giugno 2 012

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DRIVEPD

ziato derivati senza avere adottato la massima diligenza e senza essersi organizzata nella maniera pi efficiente per assicurare che la negoziazione avvenisse solo con clienti che avessero effettive esigenze di copertura e che fossero consapevoli di far ricorso, per far fronte alle loro esigenze, ad una vera e propria scommessa, con le conseguenti condanne al risarcimento del danno o alle restituzioni come le pi recenti decisioni di autorevoli Tribunali italiani hanno confermato. C da auspicare che le piccole e medie imprese riprendano a coltivare una sana avversione al rischio finanziario e le banche non manchino di tener presente che nella prestazione di qualsiasi servizio dinvestimento, compresa la negoziazione per conto proprio di derivati, esse agiscono, sempre, non quali controparti controinteressate, ma quali cooperatori tenuti a curare nella sostanza, prima e oltre che nella forma lesclusivo interesse dei clienti. In tale direzione sembrano andare le riforme volute dallattuale governo statunitense per frenare la speculazione finanziaria. Fino agli anni novanta infatti le banche daffari si occupavano di affari, trading, investimenti, fusioni e acquisizioni mentre le banche commerciali si occupavano di depositi e di gestire i risparmi della clientela. Poi arriv la deregulation e con essa quelle commistioni che in parte hanno portato alla speculazione e alla crisi attuale. Le nuove regole contenute nella riforma Dodd-Frank su Wall Street riportano alcuni paletti che potrebbero dividere di nuovo il mondo del credito.

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TRAdE E QUARTIERI

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CI RACCONTANO BoCCaLEoNE

Si va ancora alloratorio? S, ancora molto frequentato. un punto di aggregazione sicuro, specialmente per i pi piccoli. NiCi FLoRiN (FRUTTiVENDoLo PRoDoTTi SiCiLiaNi) Via Rosa Un piccolo negozio di frutta e verdura come il vostro riesce a sopravvivere nonostante la crisi? A fatica, infatti abbiamo aperto quattro mesi fa e stiamo gi pensando di chiudere. A Bergamo abbiamo due punti vendita, uno qui e laltro in via Noli. Come mai qui non c giro daffari? Sentite la concorrenza dei centri commerciali?

SiLVia BELoTTi (BaR TWENTY) via Isabello

boccaleone
di LaURa CERESoLi

Non credo sia colpa della concorrenza o della crisi. Il fatto che in via Rosa ci sono pochi parcheggi. E poi quando parlo con i clienti mi sembra di capire che in questo quartiere sono quasi tutti single, quindi comprano e consumano poco. Al contrario, in via Noli, vicino alla Questura, lavoriamo molto bene, vengono molti clienti da fuori Bergamo a fare le scorte. Lei non originario di Bergamo. Come si trova in questo quartiere? Vengo dalla Romania e ho lavorato anche in Sicilia, ma qui mi trovo decisamente meglio. LUCiaNo maRCHESi (BaRiSTa) via Isabello Avvertite insicurezza in questo quartiere? No, almeno in questa zona, vicino alla chiesa, non abbiamo problemi. Tanto vero che io abito qui da cinquantanni e non ho mai pensato di trasferirmi. Consiglierebbe questo quartiere a chi cerca casa? S. Cosa cambiato in questo mezzo secolo?

quellinsostenibile passaGGio a livello


Diviso in due dalla linea ferrovia, il quartiere sopporta lunghe code ad oggi transito del treno. Chiesta invano una soluzione. intanto in alcune aree avanza il degrado. oratorio e Centro anziani i punti di forza.
uci e ombre si alternano su Boccaleone. Da un lato c il nucleo storico con la bella piazza della chiesa e un oratorio che brulica di ragazzi alle prese con le diverse attivit sportive. Dallaltro, nella zona sotto il cavalcavia, tra lex convento delle Clarisse e lex azienda chimica Flamma, fa capolino il degrado, la prostituzione, lo spaccio della droga. E in mezzo c il passaggio a livello di via Recastello, un confine che divide idealmente queste due realt cos diverse ma appartenenti comunque ad ununica comunit. Partiamo proprio da qui, dalle attese spasmodiche al passaggio, mentre si aspetta il treno. Le lunghe file di veicoli, con gli automobilisti innervositi, si protraggono talvolta fino alla Fiera di via Lunga, specie nelle ore di punta. Un calvario che, secondo alcuni residenti, si potrebbe arginare con la realizzazione
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Silvia Belotti

di un sottopasso. Un progetto di cui si discute da anni ma che nessuna amministrazione ancora riuscita a mettere in atto, forse per il costo troppo elevato dellimpresa, soprattutto in questi tempi di crisi. I negozi, quelli storici, vanno ancora avanti. Nel quartiere, tra via Gasparini e via Rosa, si possono trovare ancora fruttivendoli, parrucchieri, lavasecco, gelaterie, edicole, farmacie, bar, ma anche piccoli supermercati, ristoranti, panifici. Chi soffre di pi sono le botteghe pi piccole, quelle nuove che tra affitto e vendite non riescono a tirare a fine mese. Qualcuno chiude. Altri, nonostante i debiti, tengono fede alla loro passione e vanno avanti. Boccaleone anche sinonimo di immigrazione e di povert. Basti pensare che oggi la parrocchia aiuta regolarmente circa 60 famiglie attraverso i suoi gruppi caritativi. Molti vivono nelle case popolari della Clementina, spesso assediati da spacciatori ed episodi di vandalismo. Poi ci sono gli anziani, che si

radunano nel centro di via Rovelli, oltre 300 persone che scelgono abitualmente di stare insieme per giocare, scambiare quattro chiacchiere e organizzare qualche iniziativa culturale. Il cuore pulsante di Boccaleone resta per via Isabello. Attorno alla chiesa, guidata dal parroco don Giuseppe Rossi, riecheggia il vociferare dei ragazzi che giocano nei giardini della scuola e partecipano alle iniziative pensate ad hoc per i giovani. Le attivit sportive legate alloratorio impegnano circa 350 ragazzi e un centinaio di adulti. Si va dal basket alla pallavolo, per non parlare del calcio: qui ha mosso i primi passi la storica squadra della Virescit. Tante sono le persone nate nel quartiere cinquanta, addirittura settantanni fa e che mai hanno voluto lasciare il loro nucleo dorigine. Gi, perch in fondo a Boccaleone ci si sente in famiglia, ci si conosce tutti, si scambia qualche sorriso al bar e poi si torna nella vecchia casa di sempre, con il suo calore e le sue consuetudini.

Come si trova qui a Boccaleone? Beh, io sono nata in questo quartiere e ci lavoro da 21 anni. Quindi mi trovo bene, sono sempre a contatto con la gente, ci conosciamo tutti. Quindi riaprirebbe un bar qui? S, sicuramente. La clientela cambiata in questi anni? Diciamo che le esigenze sono cambiate, e da parte nostra cresciuto lo sforzo per soddisfarle. un passo necessario per sopravvivere Che problemi ha Boccaleone? In primo luogo mancano i parcheggi, cos quando i bimbi escono dalle scuole un caos. Non si sa mai dove lasciare lauto e si rischia sempre di prendere la multa. Inoltre, lufficio postale troppo piccolo per il nostro quartiere e privo di servizi moderni. Infine c il passaggio a livello davvero snervate per le attese a cui sottopone gli automobilisti. Cosa proporreste al sindaco per risolvere questo problema? Si parla da anni di un sottopasso. Prima o poi bisogner realizzarlo perch non possibile andare avanti cos. Boccaleone a misura di giovani? Il quartiere ha tanti ragazzi. un bel segnale. Il nostro bar, tra laltro, diventato un vero e proprio punto di ritrovo per i giovani tra i 17 e i 24 anni.

Nici Florin

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TRAdE E QUARTIERI

Boccaleone

Luciano Marchesi

La viabilit. Il traffico diventato pi intenso e a peggiore le cose c la cronica mancanza di parcheggi. Daltronde siamo passati da 1.800 abitanti a 8.000. C una bella differenza e serve qualche cambiamento. Il problema pi sentito? Il passaggio a livello, crea troppe code. Le nostre domande a

ERmiNio maFFioLETTi (EDiCoLa) via Rosa Come si lavora in questo quartiere? Diciamo che c un via vai continuo, che fare ledicolante mi permette di conoscere tutti qui nel quartiere perch i clienti sono sempre gli stessi. Per i debiti sono tanti. Come mai? Vendere giornali non un grande business. Su un quotidiano di 1,20 euro io guadagno circa 23 centesimi. Oltretutto, per comprare questa edicola a mio figlio, cinque anni fa ho dovuto fare ingenti investimenti e rientrare dalle spese dura. Problemi economici a parte, le piace questo quartiere? abbastanza tranquillo, forse troppo. Succede poco, servirebbero pi iniziative per vivacizzare il tessuto urbano. Lei che posti frequenta a Boccaleone?

Erminio Maffioletti

Ogni tanto vado a giocare a bocce nel bar accanto alla farmacia. Si passa un po il tempo con qualche amico. Ci sono molti commercianti stranieri qui? Qualcuno arrivato. Accanto alla mia edicola c un negozio cinese e poi un fruttivendolo gestito da un rumeno. I cinesi sono molto riservati.

GiGliola Pozzi, Presidente del comitato di quartiere


Quando nato il vostro comitato? Nel 2003, durante lamministrazione Veneziani, in occasione della ristrutturazione della Cascina Rovelli. Ai tempi ci siamo battuti per la realizzazione di una biblioteca allinterno di questo spazio e labbiamo ottenuta. stata la prima battaglia vinta. Poi con la giunta Bruni abbiamo ottenuto la zona 30 a Boccaleone, sono stati fatti i marciapiedi intorno alla parrocchia e in via Gasparini. I problemi ancora oggi sono comunque tanti. Quali sono le problematiche che le stanno pi a cuore? Sicuramente il sottopasso per mettere fine alle lunghe code che si formano al passaggio livello di via Recastello. Ma, si sa, di questi tempi non ci sono molto soldi nelle casse comunali. Anche via Boccaleone rappresenta un grosso problema. In particolare larea sotto il cavalcavia in stato di degrado. Qui ci sono tre grossi nodi da sciogliere. Quali? Il primo quello dellarea ex Flamma dove un tempo cera una fabbrica
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chimica ora area dismessa. Speriamo che venga realizzato al pi presto il progetto di housing sociale della fondazione Casa Amica con costruzione di alloggi per persone in difficolt. Questo porterebbe anche alla realizzazione delle opere di urbanizzazione come marciapiedi, illuminazione e parcheggi. Altro problema lex convento delle Clarisse, in quanto la societ che l stava costruendo nuovi edifici residenziali fallita e non si sa cosa succeder. Terzo punto la scuola Atalanta Calcio che, dopo i problemi di salute del presidente Ruggeri, non si far pi perch lattuale presidente della squadra non interessato al progetto. Larea del cavalcavia, tra le Clarisse e lex Flamma, spesso teatro di episodi di microcriminalit... Purtroppo spaccio e prostituzione sono allordine del giorno e speriamo che si rafforzino i controlli delle forze dellordine. Unarea di forte disagio anche la Clementina. La chiesetta stata imbrattata dai vandali e come se non bastasse l intorno si spaccia anche droga.

Cosa suggerisce? Serve pi illuminazione e il supporto delle telecamere per la videosorveglianza. Poi bisognerebbe rendere questarea pi animata. Se una zona frequentata non proliferano episodi di criminalit. i fiori allocchiello di Boccaleone? Abbiamo un bel centro anziani in via Rovelli con 300 iscritti che proprio il 19 marzo scorso stato intitolato a San Giuseppe. C poi il parco agricolo di via Gasparini che speriamo venga preservato. Come riuscite a promuovere le vostre iniziative? Grazie al sostegno del parroco che pubblicizza le nostre proposte sul giornalino parrocchiale. Poi siamo in costante contatto con il sindaco Franco Tentorio, con il quale abbiamo instaurato un buon rapporto di collaborazione, e con il presidente della circoscrizione Alessandro Trotta che ci sostiene sempre. Qual la filosofia che anima il vostro comitato? Niente gesti eclatanti per attirare lattenzione, ma dialogo.

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INTERLANd

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CI RACCONTANO PoNTE SaN PiETRo

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Il fiume, il ponte, le vecchie case colorate che si affacciano sulle sponde del Brembo. Ponte san Pietro potrebbe essere la cartolina di uno dei tantissimi comuni storici dItalia. Isolotto a part e, il paese manca per di un arredo urbano fiori ere, lampioni, pavimentazione a misura di borg o. Il fiume, pur tagliando in due il paese, resta com unque una grande risorsa che potrebbe esser meg lio sfruttata.

ponte san pietro


riflettori puntati sullisolotto
il polmone verde del paese, per anni purtroppo teatro di spaccio a cielo aperto. il paese dibatte sul suo futuro: parco o zona residenziale? il confronto aperto.

ELio maFFioLETTi (oRToFRUTTa) Via Roma Quali sono i punti di forza di Ponte san Pietro? Sicuramente il fatto di essere un paese storico. Ci sono diversi edifici antichi. Sarebbe un buon punto di partenza se fossero valorizzati. E le debolezze? Resta un paese vecchio, non solo nelle strutture perch basta fare un giro per vedere che molte case e negozi sono fatiscenti, ma nella mentalit, nel modo di vedere le cose. Bisogna cambiare la vita di Ponte. Quindi cosa vorrebbe per il paese? Innanzitutto pi parcheggi, anche quelli di carico e scarico che per noi commercianti sono fondamentali, soprattutto in un centro storico che attraversato dalle auto. E poi maggiori controlli sulla delinquenza visto che nella zona dellIsolotto si spaccia in continuazione. Qui in centro, dopo le 19.30, non c pi in giro nessuno. E un po di paura non manca. CoRRaDo maZZoLENi (miNi maRKET) Via Luigi Piazzini Come cambiata Ponte in questi anni? Il paese sta invecchiando, in tutti i sensi, ed sempre pi multietnico. Ci sono sempre pi anziani e immigrati con tutto quello che comporta nelle dinamiche sociali. Per quanto riguarda noi commercianti, il fatto che Ponte San Pietro sia praticamente circondato da centri commerciali ci penalizza. Sono 24 anni che vivo qui e di cambiamenti ne ho visti tanti, ma mai come in questi ultimi anni. La viabilit peggiorata? Non possiamo dire che ci sia un grande problema di traffico, direi che anche migliorato con lapertura dellasse interurbano. Bisognerebbe aprire sempre le strade, non chiuderle, per rendere tutto pi fluido. Se potesse, cosa chiederebbe al Comune? Pi parcheggi. un problema annoso per Ponte. Se aumentassero sarebbe gi una piccola soluzione.

CaRmEN PagaNELLi (mUSEUm aRREDamENTi) Via Roma

Carmen Paganelli

di SaRa NoRiS

sempre un bel via vai sul ponte, tra le signore che corrono con le borse della spesa e si lanciano a distanza saluti e sorrisi frettolosi e qualche anziano che si ferma a chiacchierare, come sempre accade quando un fiume qui il Brembo scorre sotto. Il centro di Ponte san Pietro qui, attorno a questo ponte antico. Passano gli anni, le giunte comunali, qualche negozio abbassa la saracinesca e qualche faccia nuova arriva ad incrementare i suoi abitanti (ora a quota 11.658) ma il ponte di via Roma resta il fulcro dellintero paese. E del resto dove viene allestito il presepe che generazioni di bergamaschi hanno visto almeno una volta nella vita? Proprio l sotto, sulla riva destra del Brembo. E ogni iniziativa, evento, manifestazione? Vicino, se non addirittura sul ponte. E fotografie e immagini cosa ritraggono? Il ponte, sempre protagonista. Insomma, il fiore allocchiello di que-

sto paese diviso in tre quartieri (Briolo, Clinica e Villaggio Santa Maria) e una frazione (Locate) che fa i conti, come gli altri del resto, con una realt sempre pi complessa e a tratti difficile, dove trovano spazio anche frequenti episodi di microcriminalit. Un paese diviso in due dal Brembo. Il fiume separa il paese e alla fine non ci aiuta, ammette la presidente dellassociazione locale dei commercianti, Mara Consonni, elencando pregi (che sembrano sempre pi pochi) e difetti (che invece paiono molti di pi) del paese. Da parecchio tempo ormai dice chi nel paese ci abita e lavora i problemi legati alla microcriminalit si avvicendano spesso nelle cronache del paese. Dici Isolotto e subito lassociazione va al termine droga. Chiedi come si vive in questo paese e sconsolato qualche commerciante risponde che di sera, alla chiusura degli esercizi, un po di paura c: a due passi dal ponte, in centro, larea lungo il fiume abbandonata a se stessa e, soprattutto, teatro di de-

linquenza. Da qualche mese per sono aumentati i controlli e le perquisizioni durante le retate delle forze dellordine. Perch il sindaco leghista Valerio Baraldi, che ha vinto le elezioni nel maggio 2011, laveva messo nero su bianco nel suo programma elettorale: Ripristinare la legalit in paese. Ordine, pulizia e tranquillit. Soprattutto in quelle zone definite sensibili come appunto lIsolotto o la via Petrarca e la passerella. Da anni la riqualificazione dellIsolotto al centro dellattenzione dellintero paese, tra chi vorrebbe costruire nuove residenze e chi farne un grande polmone verde. Di certo c che ora, secondo sindaco e commercianti, la priorit una sola: controllare costantemente la zona. Non certo facile cancellare la microcriminalit commenta il primo cittadino di Ponte ma lattenzione sullIsolotto c senzaltro. Come c la volont di rivitalizzare il suo centro per renderlo un grande polo commerciale allaperto, affollato di gente con iniziative ed eventi quotidiani.

Larrivo della grande distribuzione ha penalizzato il commercio locale? Indubbiamente lidentit delleconomia locale ha risentito della presenza di tanti centri commerciali. Lei come si trova? Beh, ci troviamo ad affrontare ancora gli annosi problemi legati alla sicurezza, al traffico e ai parcheggi. Senza contare che il fiume Brembo non aiuta perch taglia in due il paese e isola alcune zone. Un punto di forza del paese. Ponte ne aveva tanti: cerano molte attivit commerciali, diverse addirittura storiche, e anche la presenza della Legler era importante. Ora non pi cos e il centro storico resta poco valorizzato. Cosa vorrebbe per Ponte? Un occhio di riguardo al centro. Mi sono spostata da Bergamo una decina di anni fa per venire qui. Lo rifarei ancora, ma penso che ora bisogna lavorare di pi sulla quotidianit: mantenere quello che c sarebbe gi un passo da gigante. RoBERTo CaRBoNi (FoTogRaFo) Via Luigi Piazzini Aspetti positivi a Ponte. un paese ricco di storia, anche se po-

chi lo sanno. Pensiamo soltanto al nostro presepe e alla sua scuola. Ponte San Pietro meriterebbe di essere valorizzato di pi. E gli aspetti negativi? Manca un centro sportivo. Vivo qui da oltre 30 anni e ho vissuto il passaggio di diverse amministrazioni comunali. Nessuna per che sia riuscita a realizzare un centro sportivo. Esistono una palestra e una piscina ma per iniziativa privata. Inoltre mancano dei servizi. LAsl, per esempio, non c pi. Sul piano della sicurezza cosa dice? Qualche tempo fa il problema era davvero pesante. Ora qualcosa sta cambiando, qualche passo stato fatto anche se resta il problema dellIsolotto, tuttora zona di spaccio a cielo aperto.

Roberto Carboni

aLESSaNDRa BRESCiaNi (BaR miNgo) Via Luigi Piazzini Una cosa di cui andare orgogliosi a Ponte San Pietro. Sicuramente il nostro Presepe. uno spettacolo, bellissimo visto sul fiume. In molti vengono a vederlo e credo che dovremmo tutti esserne orgogliosi. Sar forse per la posizione, ma colpisce davvero. Dallanno scorso, anche a Pasqua vengono messe alcune croci. Che idea ha di Ponte? Qui mi trovo bene, ma penso che

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INTERLANd Ponte San Pietro

sia un paese un po fermo. Servirebbero una maggiore animazione, pi iniziative ed eventi per attirare gente e vivacizzare il centro. Dal Comune cosa gradirebbe? Di cambiare faccia allIsolotto. Mi piacerebbe che quella zona diventasse un bel parco dove portare i bambini a giocare o dove andare a passeggiare. Insomma, un posto verde, curato e sicuro. maRa CoNSoNNi, PRESiDENTE aSSoCiaZioNE iL CommERCio PER PoNTE

Le nostre domande a

La nostra sfida? Creare un centro commerciale allaperto


Nonostante i commercianti da anni si diano da fare con iniziative ed eventi per attirare lattenzione anche dei paesi vicini, i problemi di Ponte restano sempre gli stessi. Mara Consonni, presidente dellAssociazione Il Commercio per Ponte e titolare della Lavasecco di via Vittorio Emanuele II, non ha dubbi: Il nodo del traffico ancora irrisolto, nonostante lasse interurbano abbia deviato molte auto fuori dal paese. Cosa manca secondo lei? Ponte San Pietro ha sofferto la mancanza di servizi, come per esempio gli impianti sportivi. E poi il fiume che divide il paese ha comunque penalizzato lo sviluppo complessivo, isolando in effetti alcune zone. Se dovesse citare un punto di forza di questo paese? Beh, sicuramente lessere uniti dal punto di vista commerciale. Abbiamo lobiettivo di creare un grande centro commerciale allaperto. Una sfida impegnativa.

Valerio Baraldi, sindaco di Ponte san Pietro


LIsolotto? terra di spaccio ma la situazione monitorata. Valerio Baraldi, sindaco di Ponte San Pietro dal maggio 2011, non si nasconde dietro a un dito: quellarea che si affaccia sul fiume Brembo e da anni abbandonata a se stessa luogo considerato poco sicuro. Ma ci tiene subito a precisare che l lattenzione resta sempre alta. Del resto le linee programmatiche della sua Giunta parlano chiaro: lotta senza quartiere allo spaccio di stupefacenti in tutto il territorio comunale. Come state affrontando il problema? In dieci mesi abbiamo gi registrato 5 o 6 retate; sono stati arrestati diversi spacciatori. Abbiamo inserito due persone in pi nella polizia locale e siamo sempre in stretto contatto con i carabinieri. Certo, il fenomeno della delinquenza c comunque, ma vogliamo continuare su questa strada. nelle nostre linee programmatiche di governo di Ponte. Come pensate di recuperare lisolotto? Darete il via libera alle residenze? Non prevediamo di costruire in quellarea. I proprietari dellIsolotto sono tanti e solo uno vuole costruire. Per ora siamo in contatto con chi vuole farne un parco per offrire ai cittadini di Ponte una grande area verde. Siamo comunque aperti a qualsiasi confronto. C ancora sentito il problema parcheggi...

Se la bellezza sa muovere le persone, noi siamo riusciti a muovere la bellezza.


S, c carenza di posti auto. Il fatto che molta gente viene da fuori per lavoro, ci sono molti uffici e banche, rubando, se possiamo dire cos, i posti auto ai residenti. Un nodo che potrebbe essere risolto con il centro dinterscambio nella zona della ferrovia, opera che potr essere finanziata dalla Regione. Ora liter ripreso e speriamo di giungere presto a una conclusione. alcuni commercianti dicono che il paese dovrebbe essere pi vitale. Cosa risponde? La chiusura degli ambulatori dellAsl ci ha penalizzato, ha portato via molta gente. Su richiesta dei commercianti abbiamo riaperto via Garibaldi. Lobiettivo creare un grande centro che rivitalizzi il paese. processo lungo, che richiede il supporto di tutta la comunit.

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cinque comuni e unincoGnita:

ZinGonia

Viaggio tra osio Sotto, Boltiere, Verdello, Verdellino e Ciserano. Cinque comuni alle prese con la crisi, i problemi di parcheggio, le opere viarie fortemente impattanti, e accomunati dal destino di unarea che aspetta il rilancio dopo il drammatico degrado.

di LaURa CERESoLi e gioRDaNa TaLamoNa

n viaggio in un paese che di fatto non c. Zingonia, con le sue fabbriche e i suoi famigerati condomini, non un Comune e non nemmeno quartiere. Questarea, sorta nel 1965 per volere del costruttore romano Renzo Zingone, rappresentava ai tempi del boom economico, il prototipo della citt moderna basata su concetti come produzione, residenza e socialit. Col senno di poi, lambizione, forse un po esagerata di quellimprenditore, si trasformata in un sogno infranto. I palazzi residenziali e le villette seriali in aperta campagna che avrebbero dovuto sorgere accanto alle industrie e ai luoghi di lavoro hanno ben presto ceduto il passo a case fatiscenti, droga e prostituzione. Zingonia oggi unarea frammentata sotto il controllo dei cinque comuni della pianura bergamasca: Osio Sotto, Boltiere, Ver-

dello, Verdellino e Ciserano. Una terra di mezzo, insomma, dove le retate dei carabinieri sono state per tanto tempo allordine del giorno. Un castello di carta, pronto a crollare, affossato da gravi problematiche dal punto di vista della sicurezza, dellintegrazione sociale, del degrado urbano e dalla carenza di servizi. Simbolo di questo ghetto orobico abitato in gran parte da stranieri sono le sei torri di Corso Europa Anna e Athena. Questi ultimi, in particolare, sono noti come i complessi gialli. Sono tutti decadenti, con tetti in eternit e intonaci che si sbriciolano. Daltronde, dal momento della loro costruzione non hanno mai subito un intervento di manutenzione. La riconversione dellarea, attraverso un programma di riqualificazione urbana presentato di recente da Infrastrutture lombarde, sar solo linizio di un lungo percorso che aiuter Zingonia a uscire dal degrado. Lo promettono i sindaci, lo sperano i residenti e i commercianti dei Comuni limitrofi. Larea si trova

tra laltro in una posizione strategica a livello viabilistico. In futuro sar infatti collegata attraverso lautostrada Treviglio-Bergamo alle autostrade Brebemi e Pedemontana. Lamministrazione di Ciserano, dapprima in opposizione al progetto, oggi appoggia lidea, convinta dei benefici futuri che una tale iniziativa potr portare a livello di viabilit. Ma non mancano le assemblee e le rimostranze dei comitati di paese, pronti a raccogliere firme per ribadire il loro secco no al tracciato. Verdello, invece, non sar toccata dallautostrada, ma comunque decisa a sostenere lopera. Qui, nel centro storico, i problemi di Zingonia sembrano lontani. Quando si percorre piazza Grassi sembra di tornare indietro nel tempo: nella piccola bottega di vicinato si riscopre un calore familiare, cos atipico per gente moderna ormai avvezza alla frenesia dei centri commerciali. Certo, le grandi catene di distribuzione stanno rubando non poca clientela ai

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IAGGIO IN PROVINcIA zingonia

piccoli commercianti che, tuttavia, portano avanti, con un misto di rassegnazione e vocazione, la loro trentennale attivit. Gi perch le botteghe, quelle storiche, resistono da anni mentre i negozietti gestiti da stranieri fanno la loro timida comparsa ma senza attecchire in maniera troppo radicata. A tal proposito, da qualche anno i comuni di Verdellino, Ciserano, Boltiere e Osio Sotto hanno aderito al Distretto del commercio, formando una squadra tra commercianti, amministrazioni e realt varie del territorio, pubbliche e private. In questo modo si aiutano le piccole botteghe a essere competitive rispetto alla grande distribuzione, riqualificando, nel contempo, i centri urbani con eventi e manifestazioni che tengono vivi i paesi. Nonostante questo il commercio di Boltiere oltremodo zoppicante, con unassociazione interna di commercianti che si sciolta, dopo appena un anno, e lapertura di molti centri commerciali a un tiro di schioppo dal paese. Nel 2011 ne sono stati aperti due, uno ad appena cinquecento metri dal centro, che ha chiuso dopo sei mesi, per riaprire con un altro nome. La strada provinciale che taglia in due il paese, dalla quale passa anche il traffico pesante, fa di Boltiere una terra di passaggio, con un centro storico poco sviluppato. A tal proposito in previsione la realizzazione di una tangenziale, ad ovest dellabitato, che taglier parte del traffico, i cui lavori partiranno pre-

Nelle pagine precedenti, Zingonia. In questa pagina, dallalto, Osio Sotto e Verdello.

sumibilmente lanno prossimo, dando il via alla tanto agognata riqualificazione del centro. Nelle propaggini esterne del territorio, sono cresciute in pochi anni, centinaia di abitazioni, per lo pi villette, molte delle quali non sono ancora state abitate. Un paese nel paese che fa pensare al recente sviluppo demografico di Boltiere, diventato negli ultimi anni un paese-dormitorio, che fa da spalla a Bergamo e a Milano. Osio Sotto ha un bel centro storico, con decine di attivit commerciali, servizi e associazioni che ne fanno il paese pi importante dellhinterland. La crisi ha fatto la sua comparsa anche qui, tanto che molti negozi sono stati costretti a chiudere. Tuttavia, rispetto ad altre realt limitrofe, il commercio sembra reggere ancora, grazie al suo vasto bacino dutenza che chiama pubblico anche da

fuori. La mancanza di parcheggi tra i problemi pi sentiti dai cittadini, senza tener conto della sua viabilit che avrebbe bisogno di una certa razionalizzazione, anche se la particolare conformazione del paese non agevola una facile risoluzione del problema. Qualche caso di criminalit, inoltre, ha lasciato il segno, tanto che nel paese, dopo una certa ora, difficile trovare qualche bar aperto. Non ultimo, il paventato arrivo del nuovo tratto autostradale BergamoTreviglio ha fatto dire no allamministrazione pubblica, per il passaggio ravvicinato dellinfrastruttura al paese che cambier, inevitabilmente, il suo volto. Verdellino, infine, ha un centro storico che si sviluppa, principalmente, tra piazza della Resistenza e via Principe Amedeo, con molti negozi, alcuni anche storici di grande importanza. La neonata associazione dei commercianti ha lentusiasmo e la voglia per rilanciare le proprie attivit, con un programma di manifestazioni che si struttureranno durante tutto lanno. Il problema sicurezza, anche a causa della stretta vicinanza con Zingonia, piuttosto sentito, quindi lavvio concreto del piano di riqualificazione di quellarea stato salutato, dallamministrazione pubblica e dai cittadini, come una grande speranza per il futuro. Inoltre la chiusura, cinque anni fa, del passaggio a livello che congiungeva Verdellino a Verdello ha tolto il collegamento diretto tra i due paesi, lasciando in eredit un sottopassaggio ciclo-pedonale poco sicuro che sfavorisce il transito, tra i due territori, a famiglie con bambini.

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PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


ciali, Osio Sotto si Vitale, ricco di attivit commer i unici e difficolt di parchegsnoda attraverso sens nel bel centro storigio che non favoriscono la sosta aperti e cordiali, pronti a racconco. I cittadini sono tare il bello e il brutto del paese.

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CI RACCONTANO oSio SoTTo

di gioRDaNa TaLamoNa

SaNTo Poma (maCELLERia) Piazza Agliardi

Santo Poma

Che paese Osio Sotto? Un bel paese, una volta molto vivo. Oggi stiamo risentendo terribilmente della crisi. Hanno chiuso tante attivit? Negli ultimi due anni moltissimi. Siamo circondati da numerosi centri commerciali che ci hanno messo in ginocchio. Ci sono negozi che hanno aperto? S, soprattutto i cinesi, sono gli unici che hanno la capacit di investire per comprare le nostre attivit. Osio ha dei buoni servizi? S, senza dubbio, questo un paese che offre tanto, ci sono piscine, associazioni culturali, un centro sociale, lasilo nido, lo stadio Quello che manca sono i soldi. E la sera? I bar sono chiusi, non ci va pi nessuno, mentre prima erano aperti fino a tardi. FaBioLa miLaNi (NEW SPLENDiD giFT) Piazza Agliardi vivo il paese?

Prima lo era, adesso un po spento. In passato la gente passeggiava per il centro storico, guardava le vetrine, entrava, comprava Oggi tutto fermo, anche nel giorno del mercato. Se potesse tornare indietro riaprirebbe qui? No, penso che ci lavorerei come dipendente. Sono stati fatti dei tentativi per incentivare il commercio? S, dallexpo alle notti bianche, ma la gente non compra molto, si gode la manifestazione e poi se ne torna a casa. Se domani potesse svegliarsi con qualcosa in pi? Sicuramente ci vorrebbero pi parcheggi. Qualcosa che andrebbe sistemato? Forse un po larredo urbano, il pav spesso salta, e andrebbe rivista la segnaletica, soprattutto il disco orario che prevede tempi diversi per ogni zona. Anche qui state raccogliendo le firme contro la nuova autostrada? S, ritengo che ci siano fin troppe strade, sarebbe meglio sistemare quelle che ci sono. aLBERTo BRUgNoLi (FoTo STUDio Pi) Via Piave Com Osio Sotto? Oggi un paese in declino, sono tante le cose che non vanno. Cosa manca? I parcheggi sono il primo problema, oltre alleccessivo monitoraggio da parte della polizia locale: qui si fanno troppe multe, cos la gente non si ferma pi. Inoltre, tutti questi sensi unici incentivano il passaggio rapido in paese, non certo la sosta. Un errore del passato? Circa 15 anni fa piazza Agliardi era un parcheggio con 50 posti auto, poi lhanno trasformata in zona pedonale, con strade laterali di passaggio. Qui ci abbiamo perso tutti, la gente non ha voglia

Pur avendo una dimensione commerciale di tutto rispetto, con un buon bacino di utenza, siamo schiacciati dalla grande distribuzione. Se tornasse indietro riaprirebbe qui? Non tanto il luogo in s, piuttosto mi chiedo se aprirei di nuovo unattivit commerciale. Cosa trovano qui i giovani? Molti luoghi di aggregazione: c loratorio, un centro civico, molte iniziative ludiche e culturali, oltre a numerosi bar come punti di ritrovo. VaLENTiNa CoNTiNi (moNDo REgaLo) Via Marconi 19 Com cambiato il paese? Io ho il negozio da 10 anni, sono stati fatti degli accorgimenti dal punto di vista stradale ed organizzativo, ma non molte migliorie. Cosa servirebbe? difficile dirlo perch i paesi hanno mantenuto inalterati i loro centri storici, menLe nostre domande a

tre la popolazione cresciuta. Il problema maggiore sono le infrastrutture, ma una questione difficilmente risolvibile. Le piace Osio Sotto? S, molto. Mi rendo conto che, rispetto alle realt vicine, ha molto da offrire. Cosa toglierebbe? Nei dintorni ci sono gi troppe strade e adesso, oltre alla Pedemontana e alla Brebemi, faranno lautostrada Bergamo-Treviglio. Sicuramente per leconomia sar positiva, ma toglier molto alla qualit della vita.

Alberto Brugnoli

di parcheggiare lontano, piuttosto va nei centri commerciali. Com la sera? C paura! Appena fa buio, in piazza, arriva gente poco raccomandabile, soprattutto spacciatori, tant che i ragazzini non possono pi uscire. Questo ha indotto molti bar a chiudere alle 20. Che futuro vede? Non bello, molti negozi storici hanno gi abbassato le serrande. Noi siamo aperti dal 1946, ma credo che dovr cercare altro perch la situazione diventata insostenibile. iLaRio maLVESTiTi (iL TaPPEZZiERE) Piazza Agliardi Un pregio di Osio? In questi ultimi 30 anni ha mantenuto una dimensione vivibile, senza stravolgere la sua struttura urbana e i suoi spazi. Difetti? Il traffico, la congestione, i parcheggi. Come va il commercio in paese?

Valentina Contini

attilio GalBusera, sindaco di osio sotto


Cosa pensate di fare per aumentare i parcheggi? Ci sono solo due aree che potrebbero prestarsi, la prima in corso Vittorio Veneto, dove in passato cera un piano di intervento delegato ad un privato, che non partito, e la seconda su unarea dismessa di propriet dellIstituto Sostentamento del Clero, che si trova proprio nel centro storico. Stiamo facendo delle valutazioni, su questultima area, per fare un piano interrato di parcheggi pubblici. Inoltre stiamo valutando come trasformare il bocciodromo, ricavando dei parcheggi e una sala civica. Trova che la riconversione di piazza agliardi in zona pedonale sia stato un errore? S, perch abbiamo perso posti auto per una piazza che, urbanisticamente, un obbrobrio. alcuni cittadini sollevano la questione viabilit. vero, Osio avrebbe bisogno di una razionalizzazione per distribuire efficacemente i flussi del traffico, ma uno studio del genere costa decine di migliaia di euro, quindi ancora in fase embrionale. E sulla sicurezza? Ho solo otto agenti a cui lo Stato non mi permette di pagare gli straordinari, inoltre il prefetto stato molto chiaro a riguardo dicendo che non si possono militarizzare le zone. Credo che anche i commercianti dovrebbero fare la loro parte. Unidea potrebbe essere quella di tenere i negozi aperti fino alle 22, almeno una volta alla settimana, durante la bella stagione, per evitare che Osio diventi terra di nessuno. osio uno dei quattro comuni contro il nuovo tratto autostradale Bergamo-Treviglio. Quali sono le ragioni? Non possono devastarci il territorio cos, tirando una riga, da casello a casello, senza tenere conto dellimpatto che avr su Osio; praticamente ci portano lautostrada nel paese. Daltra parte gli altri otto comuni interessati

allopera hanno espresso il s, quindi occorrer essere molto cauti pensando a compensazione per il paese. fiducioso nel progetto di riqualificazione di Zingonia? S, mi pare che ci siano tutte le premesse perch questo piano funzioni: la Regione ha dimostrato nei fatti di crederci, procurando i fondi, la Provincia ha dato il proprio sostegno, e i cinque comuni hanno abbandonato i vecchi campanilismi, per cui si interverr in base alle priorit pi serie.
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Fabiola Milani

Ilario Malvestiti

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CI RACCONTANO VERDELLo

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Nelle piccole botteghe di vicinato che si affacciano in piazza Grassi si respira una tmosfera rilassante. Chi ormai avvezzo al caos citta dino e alla frenesia delle grandi catene di distribuzion e si sente quasi spiazzato dalla calma che contrad distingue piccoli borghi come questo. Verdello un paese come tanti, segnato dalla crisi, ma desider oso, comunque, di rilanciare la propria attivit, sia attr averso il Distretto del commercio sia con iniziative collaterali capaci di dare nuova linfa al centro.

di LaURa CERESoLi

RoSSaNa magRi (CaRToLERia La maTiTa RoSSa) Piazza Grassi

Rossana Magri

Da quanto tempo gestisce questa cartoleria? Da nemmeno un anno. Come mai ha scelto di aprirla proprio a Verdello? Perch il paese in cui sono nata e dove tuttora vivo. Tra i comuni della zona questo il pi attivo. Chi sono i suoi clienti? Principalmente le mamme con i bimbi fino a 12 anni, quelle che non riescono ad andare al supermercato con i figli perch c troppa confusione e preferiscono rifornirsi nel negozio di vicinato. Avvertite la concorrenza dei centri commerciali? Dopo il boom di offerte nel mese di settembre, il grande supermercato durante lanno offre poco, mentre da noi sempre possibile trovare prodotti vari e di qualit. Un difetto di Verdello? Da quando hanno chiuso il passaggio a livello, di qui passa meno gente. un vantaggio per la salute ma non a livello commerciale. Poi mancano i parcheggi. giULiaNa E gUaLTiERo NoZZa (aLimENTaRi) Piazza Grassi Come si lavora a Verdello? Male. I vicini supermercati ci hanno tolto ossigeno. Venticinque anni fa, quando abbiamo aperto, in paese cerano nove negozi di alimentari, oggi siamo rimasti gli unici.
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Come riuscite a resistere nonostante la crisi? Fino a qualche tempo fa qui lavoravamo in cinque. Poi due dipendenti se ne sono andati e non li abbiamo pi reintegrati perch di questi tempi non saremmo riusciti a sostenere le spese. Il problema che un giorno si lavora tanto e il giorno dopo non si fa quasi niente. Bisogna resistere e avere fiducia nel futuro. Sentite la concorrenza anche delle nuove tipologie commerciali tipo kebab o minimarket aperte dagli stranieri? Gli extracomunitari hanno il loro canale, si frequentano tra di loro e non vengono a spendere da noi. Verdello un paese sicuro? Dipende. Qualche mese fa ci hanno rubato sia nel negozio sia a casa. Ci sono periodi in cui iniziano a rubare in unabitazione e poi piano piano vanno a far visita a tutti quelli della zona. Non siamo del tutto tranquilli.

La clientela diminuita rispetto a qualche anno fa? Nel mio settore non si sta male, potrebbe andare peggio. Certo, a livello generale c meno gente, le persone hanno meno soldi da spendere. Ci sono molti stranieri qui? S, il numero di immigrati cresciuto rispetto al passato. C integrazione? Mi pare gente tranquilla, poi ci saranno anche tra loro i buoni e cattivi. Non si pu generalizzare. gUiDo agoSTiNELLi (La maCELLERia) Via Cernaia

RivenditoRe ufficiale

Guido Agostinelli

Giuliana e Gualtiero Nozza

oRSoLa gRiTTi (EDiCoLa) Via Donizetti La gente legge? S, nonostante internet la gente preferisce ancora comprare il giornale cartaceo, per fortuna.

Molti commercianti si lamentano per la mancanza di parcheggi. cos? Da quando lamministrazione comunale ha deciso di rifare la piazza Grassi, rendendola pedonale, siamo stati penalizzati. Certo, ora la zona stata abbellita ma il cliente vuole arrivare in negozio in macchina. Calano i consumi? Da due anni a questa parte sono scesi parecchio. La gente non si ferma pi come un tempo. Penso che questo problema tocchi tutti i piccoli comuni.

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Come andate avanti? Per fortuna abbiamo un negozio a gestione familiare che di nostra propriet e non dobbiamo pagare laffitto. aNNa maFFEiS PRESiDENTE aSCoVER, Associazione commercio Verdello Qual lobiettivo di Ascover? Lassociazione nata nel 2011 con lobiettivo di dar voce alle diverse associazioni di categoria. Quanti iscritti? Una quarantina. Portate le vostre richieste allattenzione del sindaco? Abbiamo un dialogo costante con il sindaco che anche assessore al Commercio e che, nel limite del possibile, ci ascolta e soddisfa le nostre richieste. Un difetto di Verdello? La gente dovrebbe apprezzare di pi la semplicit, le compagnia e lamicizia che un servizio di vicinato come il nostro offre. Le nostre luci, sempre accese fino alle 20, il nostro occhio costante sulla strada, la nostra presenza, danno una percezione di sicurezza a chi cammina in centro, sono un presidio importante. Un servizio che va oltre la vendita, insomma. S. Le famiglie con bambini, i giovani e gli anziani devono imparare a conoscerci come amici, oltre che come commercianti. Quali iniziative si organizzano a Verdello per vivacizzare il centro? Ci sono moltissime iniziative estive, una fra tutte la Notte bianca che si svolge a giugno. I giovani partecipano? Lobiettivo proprio quello di coinvolgere i ragazzi e di incentivarli a rimanere qui piuttosto che prendere la macchina e andare altrove.

Le nostre domande a

luciano alBani, sindaco di Verdello


Quali iniziative ha in programma la sua amministrazione per rivalutare il commercio delle piccole botteghe? Premesso che nostro interesse rilanciare i negozi di vicinato per ridare vita al centro storico, ricordo che dal 2009, insieme ai comuni di Verdellino, Ciserano, Boltiere e Osio Sotto, abbiamo dato vita al distretto del commercio. Che cosa significa far parte di questo distretto? Significa fare squadra tra commercianti, amministrazioni e realt varie del territorio, pubbliche e private. un modo per aiutare le piccole botteghe a essere competitive rispetto alla grande distribuzione, ma anche per riqualificare i centri urbani e proporre eventi e manifestazioni che tengano vivi paesi e citt. Il ruolo del piccolo commerciante importantissimo perch ogni giorno contribuisce a mettere le persone in comunicazione. Qualche commerciante si lamenta della carenza di parcheggi in piazza grassi. Lei come ribatte? Lamministrazione che mi ha preceduto aveva in effetti tolto tutte le possibilit di parcheggiare in questa piazza. Per venire incontro alle esigenze dei commercianti e per consentire ai cittadini di fare la spesa in pochi minuti, senza dover cercare per ore il parcheggio, abbiamo creato una decina di posti. Dove esattamente? Vicino alla piazza e nelle vie adia-

centi al centro storico. Si pu parcheggiare dalle 7 alle 19 per poi lasciare il centro storico chiuso nelle ore notturne. Verdello risente del degrado di Zingonia? Anche il nostro Comune sta collaborando insieme a Provincia, Regione e Prefettura al progetto di rivalutazione di Zingonia redatto da Infrastrutture lombarde. Quali sono i punti salienti contenuti nel piano di riqualificazione? Il primo passaggio per la realizzazione del progetto consiste nellacquisizione e nella demolizione delle sei torri di Ciserano, ovvero i condomini di Corso Europa Anna e Athena. In secondo luogo larea cambier destinazione, da residenziale a produttiva. Lautostrada Bergamo-Treviglio coinvolger anche Verdello? No, non siamo direttamente interessati dal tracciato. Tuttavia sono favorevole alla realizzazione di questopera. Va fatta perch contribuisce a snellire il traffico.

Anna Maffeis
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PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Grazioso, con una lunga via nella quale si concentrano le attivit commerciali pi imp ortanti, Verdellino ha un certo potenziale inespres so. La popolazione parla poco volentieri del prop rio paese, a parte qualche rara eccezione.

CI RACCONTANO VERDELLiNo

di gioRDaNa TaLamoNa

maRio CoFFETTi (g&C aLimENTaRi) Piazza della Resistenza cambiato Verdellino negli anni? S, ho lattivit da circa 25 anni e ho notato un peggioramento nel paese. La gente non si ferma pi, un po per la mancanza di parcheggi nella piazza e un po perch ci sono troppi supermercati nella zona. La sua clientela del paese? S, ma ormai non varrebbe quasi la pena di tenere aperto, non c pi laffluenza di una volta. C qualcosa che potrebbe fare la pubblica amministrazione? La vedo dura perch ormai la gente, con o senza parcheggi in paese, va nei centri commerciali. Un errore del passato? Beh, forse anni fa hanno esagerato a dar troppe multe, daltra parte i parcheggi sono al minimo. Cos la gente scappata e adesso difficile far cambiare le abitudini. Ci sono dei centri di aggregazione per i giovani? A parte loratorio, non c niente. ENZo amaDEo (TaBaCCHERia amaDEo) Piazza della Resistenza Negli ultimi 10 anni cambiato molto il paese? S, tantissimo. C gente nuova che viene e va, tanti immigrati. Le piace?

S, molto, se dovessi tornare indietro riaprirei ancora qui. Un pregio di Verdellino? Siamo capaci di integrarci un po con tutti. Un difetto? Non saprei. Come si divertono i giovani? Non c molto per loro, a parte i numerosi bar. C criminalit? Prevalentemente microcriminalit, come in tutti i paesi, ma non eccessiva. Il vero degrado nella zona di Zingonia, questione vecchia. Cosa chiede allamministrazione? Che mettano delle telecamere di sorveglianza per tutto il paese, perch sarebbe un buon deterrente per la microcriminalit. una cosa su cui insisto da un po di tempo. maRZia CoiRo (moNDo BimBo) Via Verdi Come sono i verdellinesi? Un po riservati, ma quando ti conoscono ti danno il cuore. Il paese cambiato molto?

S, negli ultimi 10 anni molti verdellinesi sono andati via e sono arrivati gli extracomunitari. Si sono integrati? Cos, cos. C unassociazione commercianti? S, nata da poco, formata da 13 commercianti. Abbiamo gi chiesto allamministrazione di darci la disponibilit di organizzare cinque manifestazioni, nellarco dellanno, per rilanciare il commercio. La fortuna di questo paese che tutte le attivit sono concentrate nel centro storico. Che problemi ci sono? Da quando hanno chiuso il passaggio a livello della stazione di Verdello-

Marzia Coiro

Roberto ed Enzo Amadeo


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V
Verdellino un disastro, perch i due paesi non sono pi collegati da una strada diretta, inoltre c un sottopassaggio pedonale, tra i due comuni, che non vigilato a dovere. Abbiamo perso molti clienti di Verdello, per questo. La sente la crisi? C qualcosa per i giovani? C pochissimo, forse qualche bar. Non abbiamo un palazzetto, n una piscina, gli adolescenti vanno fuori per divertirsi, verso Verdello e Bergamo. Abbiamo dei campetti di calcio gestiti sia dal comune sia dalloratorio, ma non tutti amano il pallone. Cosa manca? Una viabilit diretta verso Verdello perch, con la chiusura del passaggio a livello, siamo stati tagliati fuori e per raggiungerlo occorre fare un giro largo. E il sottopassaggio pedonale che collega i due paesi? bruttissimo, sporco e di sera fa paura. C criminalit nel paese? S, perch distiamo da Zingonia appena 400 metri in linea daria. Le nostre domande a

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Caterina Ubiali

La Fondazione della Comunit Bergamasca Onlus

Diana Minteuali

a progetti non profit nel nostro territorio.

distribuisce annualmente circa 2 milioni di euro

S, non tanto per i centri commerciali, quanto perch nei paesi hanno aperto troppi negozi simili. DiaNa miNTEUaLi (PiZZERia NiLo) Via Giotto Da quanto siete aperti? Appena tre mesi, ma ci siamo gi fatti una clientela affezionata, principalmente di italiani, pochissimi gli stranieri che mangiano pizza. Le piace? S, un paesino abbastanza carino e tranquillo. Come sono i verdellinesi? Ospitali e gentili. Ti coinvolgono, sono contenti di parlare delle loro tradizioni. Un difetto? Ci sono pochi pullman, per venire da Trezzo ci metto pi di unora. La mattina trovi solo due corse fino a mezzogiorno. Mi hanno spiegato che in estate sar anche peggio. CaTERiNa UBiaLi (PaNiFiCio UBiaLi) Via Principe Amedeo La sua unattivit storica? S, siamo panettieri da ben sei generazioni, aperti sin dal 1830. Avete utilizzato qualche escamotage contro la crisi? Abbiamo concentrato il lavoro di mattina, fino alle 13, tenendo chiuso il pomeriggio. una cosa che abbiamo iniziato noi e che altri quattro negozi hanno seguito.

Che futuro vede? Ah, non sono ottimista. Mi piacerebbe vedere pi figure in divisa che facessero sentire la loro presenza nel paese. Ci vuole poco per far sentire i cittadini pi sicuri. E la sera? Il paese dopo le 19 morto.

GiusePPe maci, sindaco di Verdellino


Qualcuno dice che i parcheggi sono pochi; cosa risponde? Nel centro storico gi stato fatto tutto il possibile, tant che tutta la via Principe Amedeo e la piazza sono coperte da numerosi parcheggi. Inoltre vicino al comando dei vigili c un parcheggio non piccolo e ultimamente, in seguito ai lavori per la riqualificazione di via Verdi, ne abbiamo fatti altri. Nel giro di 50 metri abbiamo minimo 200 parcheggi. Questione sicurezza: c chi chiede che vengano messe in paese delle videocamere di sorveglianza. fattibile? Abbiamo gi un servizio di videocamera nei punti critici: alla stazione, in piazza Affari a Zingonia, nelle scuole. Il nostro uno dei pochi comuni che ha il monitoraggio sia da parte della polizia locale che da parte dei carabinieri, ma non possiamo riempire il paese di videocamere, la privacy dei cittadini va tutelata. C chi chiede il ripristino del passaggio a livello della stazione di Verdello-Verdellino che fino a 5 anni fa collegava i due paesi. possibile fare qualcosa?

I bandi 2012 si sono appena chiusi: ora tocca a te sostenere i progetti che pi ti stanno a cuore!
Per saperne di pi vieni a conoscerci sul nostro sito

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Assolutamente no perch tutti i passaggi a livello, in Italia, sono stati eliminati. Le ferrovie hanno fatto solo un sottopassaggio ciclo-pedonale. Proprio a tal riguardo c chi dice che il sottopassaggio sia poco sicuro. Hanno ragione, infatti abbiamo inviato alle Ferrovie, che sono proprietarie del sottopassaggio, un progetto per il posizionamento di alcune videocamere di sorveglianza, collegate alla nostra rete. E sul progetto di riqualificazione di Zingonia? Siamo a buon punto, la Regione ha messo in bilancio 5 milioni di euro e ha dato lincarico a una sua societ, Infrastrutture Lombarde. A breve ci sar presentato il progetto generale.
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PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


ile, un buon biLa popolazione, cordiale e disponib non a per questo paesino, che tuttavia glietto da visit la mancanza di un centro riesce a far gruppo per vicinanza dei granstorico da condividere. Inoltre la o le gambe al commercio di ipermercati sta tagliand locale.

CI RACCONTANO BoLTiERE

di gioRDaNa TaLamoNa

maRCo DURELLi (aNimaL SHoP) Via Papa Giovanni XXIII Un pregio? Trovo che sia un paesino molto bello che ha una strada di passaggio che permette buona visibilit ai commercianti. Cosa manca? Lo stimolo perch la popolazione ritorni a vivere il paese. Cosa andrebbe migliorato? Il passaggio pedonale a lato delle vetrine. Tante volte devi fare la gincana per evitare le macchine e questo non fa che sfavorire il passaggio della clientela. I giovani hanno degli spazi di aggregazione? Loratorio tornato a popolarsi di ragazzi grazie allarrivo di un giovane prete, don Luca. Oltre a questo abbiamo un piccolo parchetto per i bambini. CRiSTiNa agaZZi (HoTEL ViLLa Zoia) Via Cardinal Gustavo Testa Conosce bene il territorio? S, sono nata qui e la mia famiglia ha fondato, una cinquantina danni fa, lHotel San Giorgio e nel 2008 Villa Zoia. Com cambiato il paese? Nei decenni, da territorio agricolo si trasformato in industriale, a causa della nascita di grandi aziende verso Zingonia e Dalmine. E negli ultimi 10 anni? Le zone residenziali sono aumentate, i servizi sono diminuiti e il paese si trasformato in un dormitorio che fa da spalla a Milano. Sono molti gli stranieri? S, ne abbiamo tanti a causa della vicinanza con Zingonia. Si sono integrati? Una percentuale bassissima. Chi ha una famiglia, con i figli che vanno a scuola, si integrato, gli altri no. Ci sono fenomeni di criminalit? Fino a tre anni fa si spacciava droga, poi per fortuna hanno arrestato certi personaggi e oggi sembra che il fenomeno sia rientrato. Cosa andrebbe cambiato? La mentalit. Molti danno la colpa alla strada provinciale, ma quello che manca laggregazione tra le persone, ognuno fa per s. aNToNio amBRoSioNi, (aRTE SHoP) ex presidente dellAssociazione commercianti

Perch il paese non ha molto da offrire: non ci sono belle vetrine, il centro storico tagliato in due dalla strada. Avere una provinciale, che collega Boltiere agli altri paesi, non potenzialmente un incentivo al commercio? Certo, potrebbe esserlo, ma mancano i parcheggi. Esiste un centro di aggregazione per i ragazzi? C un centro sportivo, ma tutto diventato a pagamento, compresi i campi da tennis. Uninfrastruttura che potrebbe fare la differenza? La circonvallazione che taglierebbe il traffico da Boltiere. Da quanto se ne parla? Da quarantanni almeno. Invece al posto di questa bretella faranno la nuova autoLe nostre domande a

strada che collegher Bergamo a Treviglio, circondando tutto il territorio di Boltiere. Cosa porter? Pi traffico sulla nostra strada, altri capannoni, centri commerciali e via dicendo. Noi stiamo raccogliendo le firme perch ci ripensino.

Antonio Ambrosini

Marco Durelli

Silvia Rovaris

Da quanto ha aperto? Questo il quarto anno. Ho notato un calo dei consumi nel settore mangimistico per animali, ma avendo messo, da un paio danni, anche la toelettatura per cani, i clienti continuano ad arrivare. Cosa vorrebbe trovare in pi nel paese? Pi attivit sociali, maggiore organizzazione comunale e commerciale. Cosa potrebbe fare lamministrazione pubblica? Darci la possibilit di chiudere la provinciale, pi volte lanno durante le domeniche, per organizzare delle manifestazioni che coinvolgano la popolazione. Oggi riusciamo a farlo solo poche volte, per lo pi per la festa del patrono. Durante quelle manifestazioni, c un ritorno economico? Non subito, ma la gente vede il negozio, ti conosce e spesso ritorna. SiLVia RoVaRiS (DoLCE E SaLaTo) Piazza IV Novembre Le piace Boltiere? S, un paese carino. Da quanti anni ha lattivit? Da quattro anni, lho rilevata da una precedente gestione. Qual la difficolt pi grande che vive come commerciante? Non solo la crisi, quanto la continua
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apertura di centri commerciali. Nellultimo anno ne hanno aperti altri due nel raggio di un chilometro. Ha una clientela affezionata? S, in linea di massima quella del paese. Se potesse riaprirebbe nuovamente a Boltiere? Penso di s, le persone sono aperte e non mi trovo male. CiNZia maRaSCo (ESTETiCa RiNaSCiTa) Piazza IV Novembre Ci dica qualcosa su Boltiere. una realt un po particolare, ha avuto una crescita lenta che, con la crisi, si completamente arrestata. Come sono i cittadini? Sono da conquistare, non un paese dalla mentalit facile e subito aperta, ci vuole del tempo.

osValdo Palazzini, sindaco di Boltiere


La strada provinciale che taglia in due il paese non ha favorito lo sviluppo del centro storico. C qualcosa su cui state lavorando? prevista la realizzazione di una tangenziale ad ovest dellabitato, che andr ad inserirsi sulla strada 184 a nord del paese. Questo consentir di trasformare la strada provinciale 525, in comunale, tagliando il traffico pesante e dando il via alla riqualificazione del centro storico. I lavori partiranno presumibilmente lanno prossimo. alcuni cittadini stanno raccogliendo le firme contro il vostro s al tratto autostradale Bergamo-Treviglio. Cosa risponde? Crediamo che le infrastrutture siano necessarie per il nostro territorio e che ognuno debba fare la sua parte. Per questo pensiamo che laggancio con la tangenziale sia importante, perch rimanga, con le strade a nord del paese, una via di comunicazione indipendente dallautostrada e viceversa. E per i parcheggi? Con la riqualificazione del centro storico prevediamo linserimento di due aree di parcheggio, uno nei pres-

Questo diventato un paese dormitorio


Come va il commercio? Quello al dettaglio male. Lassociazione commercianti torner anche per il nuovo anno? Non penso, io ho fatto il presidente per un anno, ma nessuno ha voglia di prendere il mio posto. In che anno ha aperto lattivit? Nel 1985, allora il paese era molto pi vivo, eravamo appena 3mila abitanti, ma molto pi aggregati. Oggi abbiamo raggiunto quasi i 6mila residenti, ma Boltiere si trasformato in un paese-dormitorio. Perch?

Cinzia Marasco

Cristina Agazzi

si del centro e laltro a nord del paese, dove di trova la residenza Chiara. E riguardo la sicurezza? Nonostante la vicinanza con Zingonia, non abbiamo avuto casi eclatanti di criminalit, la situazione abbastanza sotto controllo anche grazie al supporto delle forze dellordine. Abbiamo deciso di investire 80mila euro per potenziale la videosorveglianza, mentre lanno scorso abbiamo implementato un tratto di fibra ottica che ha permesso di migliorare la risoluzione delle videocamere gi esistenti. Inoltre abbiamo collocato delle videocamere, in entrata ed uscita del paese, che inquadrano le targhe delle auto e che, ad esempio, nel caso dellomicidio Gaspani si sono rivelate fondamentali per le indagini. fiducioso nel progetto di riqualificazione di Zingonia? Devo esserlo per forza, finora ci sono state solo belle parole, speriamo che i fatti arrivino presto.
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V
PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI
rano, il degrado, la Passeggiando nel centro di Cise i condominiali di Zingomicrocriminalit e i problem altro mondo. Qui nia sembrano appartenere a un padrona e i commercianti semmai la crisi a farla da lo sanno bene. Epche lavorano nel cuore del paese enni la bottega di famipure portano avanti da dec un caloroso sorriso glia, accolgono ogni cliente con tile omaggio. Un luogo, e, talvolta, offrono un gen dono il sopravveninsomma, dove le tradizioni pren ancora fatica ad insediarsi. to e i negozi etnici fanno

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Aldo Brugali

CI RACCONTANO CiSERaNo

di LaURa CERESoLi

LUigia DUZioNi (FioRiSTa) Via Circonvallazione Come vanno gli affari? Le donne in particolare spendono meno per comprare i fiori, a meno che non debbano fare un regalo importante. Ho perso il cliente medio, chi benestante spende comunque, gli altri ci pensano due volte. Qui nei dintorni vivono parecchi immigrati. Sono integrati? S, parlano abbastanza bene litaliano, fanno di tutto per integrarsi anche se preferiscono far gruppo tra di loro. Molte donne girano ancora con il velo, secondo me per dovrebbero adeguarsi alle regole italiane e ai nostri usi e costumi. un paese sicuro? Dipende. Dopo aver subito quattro furti consecutivi, in inverno ho iniziato a chiudere prima per non percorrere queste strade col buio. Poi, passata la paura, tutto tornato come prima. I pregi di Ciserano? Le scuole funzionano bene, c un bel palazzetto dello sport. gioVaNNa ViTaLi (PaNiFiCio PaSTiCCERia) Piazza papa Giovanni XXIII Come si vive a Ciserano? Qui in centro abbastanza bene, io sono nata qui.

Se potesse tornare indietro, riaprirebbe un negozio qui? S, certo. Ho molti clienti affezionati, un po di tutte le fasce det, anche se la crisi si sente. I difetti del paese? Da quando stata rifatta la piazza, sono stati tolti parecchi parcheggi e passa meno gente. E poi sulla strada Francesca c molto traffico, ma una questione irrisolta, che ci trasciniamo da anni. Come si convive con i numerosi immigrati che abitano in paese? Qui in centro i negozi di stranieri fino a qualche tempo fa erano tre, ma ne rimasto uno solo perch due sono stati fatti chiudere. La maggior parte degli extracomunitari sono residenti integrati, principalmente albanesi e indiani. Fanno la loro vita e non hanno nulla a che vedere con il caos di Zingonia. aLDo BRUgaLi (EDiCoLa PiSoNi) Piazza Papa Giovanni XXIII Il centro di Ciserano sembra tranquillo, eppure qualche chilometro pi avanti c la zona industriale che, a detta di molti, gode di una cattiva fama La sera un caos in quelle vie. C degrado ambientale e sociale. Il neo Zingonia? S, soprattutto nelle vie vicino a Zingonia che sono legati svariati episodi di cronaca. Ci sono state risse, un morto bruciato... Non percorrerei mai quelle strade da solo. Ciserano contraria alla realizzazione dellautostrada Bergamo-Treviglio? Alcuni comitati hanno organizzato unassemblea pubblica e una raccolta

di firme per dire no a questo progetto. Il fatto che in paese ci sono proprietari terrieri che rischiano di venire espropriati per far passare il tracciato dellautostrada. Lei contrario? Io no, lautostrada servirebbe a snellire il traffico. La mattina e la sera, con tutti i semafori che ci sono, si formano delle colonne interminabili. CaRLa E FaBRiZio UBiaLi (maCELLERia UBiaLi) Via Vittorio Veneto Questa macelleria storica? S, esiste da circa un secolo, stata tramandata di padre in figlio da generazioni. Quali cambiamenti avete notato rispetto al passato? Negli ultimi anni aumentato il numero di immigrati. Per quanto riguarda i consumi per noi sono diminuiti, lavoriamo meno perch la gente va sempre pi spesso nei centri commerciali. I negozianti qui a Ciserano come se la passano? Per il momento non chiude nessuno, ma non aprono nemmeno nuove attivit. Ci sono iniziative per vivacizzare il commercio? Il sindaco ha emesso unordinanza che consente ai commercianti di aprire alle 7 del mattino e chiudere alle 23. Con

Carla e Fabrizio Ubiali


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SUBARU CONSIGLIA

IAGGIO IN PROVINcIA zingonia

un negozio a gestione familiare come il nostro, questi orari sono impensabili. Magari ogni tanto apriamo prima. Molti cittadini si lamentano per come stata sistemata piazza papa Giovanni stata fatta una ristrutturazione sbagliata, secondo noi. stata chiusa al traffico limitando il passaggio con dei paletti e ora si ha come limpressione che ci sia meno gente anche perch sono stati tolti i posti auto e c minore viabilit. In piazzale della Pace c un parcheggio, ma non per niente comodo. TERESiNa moRo ed ELENa RaimoNDi (iNCaS FoTo) Via Vittorio Veneto Da quanti anni esiste questo negozio? Dal 1982. Quindi avrete visto Ciserano cambiare volto Ci sono pi stranieri rispetto a un tempo, ma si tratta di famiglie integrate che spesso parlano bene litaliano. Cosa vi piace di Ciserano? Ci si conosce un po tutti. Cosa manca? Un servizio autobus per arrivare alla nuova stazione di Arcene. un paese vivibile? Abbastanza, anche se spesso sulla strada Francesca, anche di giorno, c prostituzione. Ma si tratta di zone di passaggio, che esulano dal centro del paese. In trentanni la tecnologia si evoluta. La nascita delle foto in digitale vi ha penalizzato? Abbiamo cercato di adeguarci con nuovi prodotti e offerte che vanno oltre lo sviluppo delle foto. Cos riusciamo ad attirare clienti anche dai paesi limitrofi perch siamo gli unici a offrire questo servizio.

IL CROSSOVER. MA DI SUBARU.

NUOVA XV

Le nostre domande a

enea BaGini, sindaco di ciserano


Sotto la giurisdizione di Ciserano si estende la famigerata area di Zingonia dove previsto un piano di riqualificazione. in che cosa consiste? stato sottoscritto un protocollo dintesa tra Prefettura di Bergamo, Regione, Provincia, Aler e cinque comuni che fanno parte dellarea di Zingonia per la riqualificazione del territorio. Lobiettivo arrivare allacquisizione delle sei torri di Corso Europa Anna e Athena per poi procedere alla demolizione con cambio di destinazione da residenziale a commerciale e terziario. Non era possibile procedere semplicemente alla ristrutturazione di questi edifici? Questi condomini sono stati costruiti nel 1965 e hanno assistito a un progressivo degrado derivante dalla carenza di manutenzione. Ci sono tubature al collasso, parti ormai fatiscenti. impensabile un intervento manutentivo anche perch i tetti sono ancora in eternit. Chi vive in questi edifici presto perder la propria casa? Nessuno ha in mente di sgomberare tutti i residenti. Si stanno cercando insieme delle soluzioni alternative. La gente si lamenta molto del degrado, della droga e della prostituzione presenti in questarea. Come cercate di arginare il problema?

Elena Raimondi e Teresina Moro


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C un impegno fortissimo da parte dei carabinieri di Treviglio che contribuiscono alla prevenzione delle attivit criminogene della zona. C spaccio di sostanze stupefacenti nella piazza dei condomini e purtroppo quasi tutti gli acquirenti sono italiani. Rispetto a 2 anni fa la situazione per migliorata. gli stranieri sono integrati? In paese sono presenti 47 nazionalit diverse. Su 5.800 abitanti gli stranieri sono il 20,6 per cento. Molte famiglie sono inserite da anni Lo sforzo dellamministrazione per rafforzare lintegrazione comunque costante. Qual la vostra posizione sullautostrada Bergamo-Treviglio? Sul progetto iniziale avevamo grandi perplessit. Poi sono state trovate soluzioni di carattere viabilistico, che sgravano il traffico dal centro del paese portandolo nellarea industriale, e abbiamo rivisto la nostra posizione. Lautostrada comunque un sacrificio ambientale non indifferente, ma abbiamo cercato di trarre i maggiori benefici possibili da questo intervento.

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NcHIEsTA Crisi delle Adozioni

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quando lamore
vale pi di un leGame di sanGue
Crisi delle adozioni. i numeri, liter da seguire, le storie di una madre e di una figlia adottiva.

diritti di ogni bambino trovano la loro naturale collocazione allinterno della famiglia. Nel mondo, tuttavia, ci sono milioni di bambini orfani, abbandonati, vittime di abusi, costretti a vivere una quotidianit da incubo. Ladozione, cos come laffido (che tratteremo nel prossimo numero), rappresentano una seconda opportunit. Quando se ne parla si tende a concentrarsi su desideri e aspettative della coppia. Il fulcro della questione, invece, deve essere il bambino. Adottare significa accoglierne i pregi, i difetti, il passato e le sofferenze. Un dono immenso, ma alla portata di

di BRUNo FoRZa

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NcHIEsTA Crisi delle Adozioni

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tutti, una scelta che pu salvare una vita e rendere migliore la societ, ma che va affrontata nella piena consapevolezza della sua complessit e del reale destinatario finale: un bambino sconosciuto che si trasformer in figlio. Crisi economica, mancanza di serenit, calo dei matrimoni e iter forma-

tivo sono le quattro componenti che hanno generato un calo fisiologico nelle domande di adozione su tutto il territorio nazionale. La Lombardia, in ogni caso, resta la regione pi accogliente, con il 18% delle adozioni compiute su tutto lo Stivale. Nel 2011 a Brescia e provincia nonostante un

calo del 30% delle domande di adozione sono andate a buon fine 83 adozioni, di cui 16 nazionali e 67 internazionali. A Bergamo, le coppie che hanno presentato domanda nel 2010 sono state 61 (29 al 30 giugno 2011). Nel 2009 erano state 56; 82 nel 2008 e 60 nel 2007.

una strada in salita


Liter per ladozione una faticaccia, ma oggi la maggior parte delle coppie lo affronta solo se realmente convinta. Hanno capito che il percorso formativo proposto dallAsl unopportunit, mentre un tempo si pensava solo ad avere la strada spianata. I coniugi sono pi preparati, aperti al dialogo e alladozione internazionale, che fino a qualche anno fa era una sorta di tab. Le domande sono in calo su tutto il territorio nazionale, ma gli addetti ai lavori non hanno dubbi: meglio avere numeri inferiori ma una maggiore consapevolezza. Eppure il rischio di un fallimento sempre dietro langolo e bisogna prevenirlo con tutti i mezzi possibili. Quella dei genitori adottivi, infatti, una strada in salita. Lamore pu non bastare. Non c una correlazione matematica tra la sofferenza e la disponibilit a lasciarsi amare con semplicit. Poi non bisogna dimenticare i problemi di salute, lingua, inserimento, recupero degli anni scolastici. Bisogna prendere atto di una storia di cui conosci gli esiti strada facendo. E il pentimento non pu esserci, sebbene spesso le aspettative vengano deluse. per queste ragioni che gli esperti del settore non fanno appelli su mass media. Chi sposa lidea delladozione deve essere pronto a stravolgere il proprio mondo. Un genitore e il suo figlio naturale crescono insieme. Con ladozione diverso. Avere un figlio, comunque, non un diritto. una disponibilit. Una coppia pu vivere bene anche senza figli e non va considerata egoista. Se si pretende a tutti i costi di avere un figlio si risponde a un bisogno esclusivamente personale. Il bambino, invece, non un giocattolo.

il soGno? un mondo senZa adoZioni


Le coppie girano tutto il nord Italia alla ricerca dellente che fa per loro. Ce ne sono circa una settantina. Lente fa da intermediario con lo Stato dorigine ed ha il dovere di sostenere progetti benefici in loco. La cooperazione internazionale basilare perch il fine di chi lavora in questo settore non quello di contribuire allaumento di coppie aperte alladozione. Il sogno quello di vivere in un mondo in cui ogni bambino possa vivere felicemente dove nato. Purtroppo oggi non cos. Ultimamente stanno arrivando molti bambini cinesi, ma il grosso viene dalla Russia nonostante la complessit della documentazione richiesta e lobbligo dei tre viaggi e dallAmerica latina. In Africa lEtiopia a fare la parte del leone. Viene da sorridere con estrema amarezza

la storia di luisa, madre adottiva


Ci sono un romano, una bresciana, due russi e un indiano. Non linizio di una barzelletta, ma della splendida storia di Luisa Perotti e della sua famiglia, profondamente segnata dalladesione alladozione. Ho tre figli racconta Luisa si chiamano Cristina, Juriy e Prathamesh. Hanno 14, 11 e 10 anni. La pi grande nata a Mosca, il secondo a San Pietroburgo e il terzo a Mumbai. Siamo una famiglia multietnica!. Luisa e il marito non potevano avere figli, cos dopo lincontro con un amico missionario sbocciata in loro questa nobile idea. Le tempistiche sono state lunghe? Con Cristina circa tre anni. Con Juriy, a un certo punto del percorso, in Federazione Russa hanno perso i documenti e c voluto un anno in pi. Con Prathamesh uneternit: sei anni. Lattesa cambia secondo i paesi di provenienza dei bambini. Il percorso burocratico snervante, ci vuole una grande motivazione. Qui alla Primogenita International Adoption (ente autorizzato per le adozioni internazionali dove Luisa collabora come volontaria) il tempo dattesa medio di circa 2 anni e mezzo. La scelta della nazionalit ha avuto un peso importante? Noi siamo sempre stati aperti a tutto. Desideravamo da subito andare in India, ma siamo finiti a Mosca. In seguito abbiamo pensato di dare un fratellino a Cristina che venisse dal suo stesso paese, mentre per il terzo ci siamo trovati nella lista dattesa per lIndia, cos si chiuso il cerchio. Quanti anni aveva quando arriv Cristina? 37. Ero nella media. E i suoi figli? Cristina arrivata piccolissima, a 19 mesi. Tutto pi facile? un luogo comune. Come mai? stata in un orfanotrofio di Mosca che sembrava un lager. Ne uscita in condizioni disperate. Doveva recuperare fisicamente e psicologicamente. Aveva dei tratti autistici come parecchi bambini provenienti da quegli istituti. Abbiamo iniziato una psicoterapia che conti-

adOZIONe: Il PeRcORsO
Fase 1 - Conoscenza Tutto ha inizio con un colloquio con lassistente sociale, che introduce i coniugi nella realt delladozione. Si cerca di conoscere la coppia e capirne le motivazioni. Fase 2 - Formazione Prima c un incontro informativo di gruppo sulladozione, che precede il corso in cui si entra nel dettaglio. Fase 3 - La domanda Se la coppia decide di procedere invia una domanda al Tribunale dei minori, che inoltra allAsl una richiesta di relazione. Fase 4 - Valutazione Il Tribunale convoca la coppia e, dopo un colloquio, decreta o meno lidoneit per ladozione internazionale, mentre per quella nazionale si entra in una graduatoria. Fase 5 - Lente autorizzato Dopo aver ricevuto lidoneit la coppia ha un anno di tempo per dare mandato ad un ente autorizzato per ladozione internazionale.
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pensando al potere economico di alcune di queste nazioni (Cina, Russia e Brasile su tutte) che non sa tradursi in giustizia ed equit sociale. Quanto alle et dei piccoli le adozioni riguardano bambini sempre pi grandi, parecchie coppie di fratelli e minori che sempre pi spesso hanno problemi fisici e sociali. I bambini sotto i 4 anni sono una rarit. Le coppie, invece, viaggiano su una media di 41 anni per gli uomini e 39 per le donne. Spesso ci pensano tardi, dopo aver provato tutte le cure possibili ed aver accumulato un carico di sofferenza non indifferente. Poi i matrimoni sono sempre pi tardivi. La stragrande maggioranza delle domande sottoscritta da coniugi che non hanno figli naturali.

Luisa Perotti
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presentano

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NcHIEsTA Crisi delle Adozioni

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concorso dedicato ad artisti, band, cover e tributi


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Prathamesh, Juriy, Cristina

I miei figli come se li avessi sempre avuti, mi dimentico di averli adottati


Quali sono le difficolt maggiori? Nella famiglia adottiva evidente che la prima cosa da affrontare la diversit su tanti fronti. Questa famiglia davvero diversa da quella biologica, ma questo anche laspetto pi prezioso che pu portare molta ricchezza se affrontato serenamente. Ha mai avuto un pentimento? A volte nei momenti pi difficili mi viene un desiderio di normalit, ma il pentimento mai, anzi, sento profondamente di essere realizzata come mamma. Il momento pi bello? Tutti e tre i primi incontri con i miei figli, indimenticabili. Ho impressi nella mente i loro sguardi e poi tanti momenti nei quali si aprono e sento forte il legame tra noi. Cosa risponde a chi afferma che lamore per un figlio adottivo non potr mai pareggiare quello per un figlio naturale? Non ho fatto esperienza di generare un figlio dalla pancia, posso dire per che ho vissuto lesperienza di sentire che i miei figli come se li avessi sempre avuti, mi dimentico di averli adottati. Quale futuro si augura per i suoi figli? Spero che resteranno una famiglia ovunque saranno, che riescano a sentirsi pienamente realizzati e amati e che si riconcilino con la loro storia personale e le loro origini. In Cristina c gi un grande desiderio di maternit, i due maschi mi hanno gi detto che diventeranno i nostri badanti. Li porterete nei loro luoghi dorigine? Un bel giro del mondo in programma, ma lo faremo quando saranno pi grandi e forti.

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nua ancora oggi. Cristina ha certamente un ritardo seppur lieve rispetto alle coetanee ed anche difficolt di apprendimento, ma una ragazza adorabile che ha superato paure e difficolt in modo straordinario. molto serena e la sua vita, per ora, realizzata grazie anche alla grande passione per i cavalli. Con gli altri stato diverso? Juriy aveva quasi quattro anni ed era iperattivo. I primi sei mesi dal suo arrivo in famiglia sono stati devastanti e anche lui ha iniziato la psicoterapia, che stata di grande aiuto. nato prematuro, ha difficolt di relazione e di apprendimento. Sembra che abbia alle spalle una storia di violenze in orfanotrofio. Anche lui, come Cristina, stato abbandonato alla nascita. E Prathamesh? Il suo caso diverso. LIndia davvero un altro mondo rispetto allEst Europa. Anche la cura nei confronti dei bambini abbandonati molto diversa. Lui ha ricordi vivissimi, arrivato a nove anni, con un vissuto di anni in istituto. Ha nostalgia dellIndia e dei suoi amici, arrivato solo 11 mesi fa. A scuola molto bravo, ma anche lui un bambino molto angosciato. Com linterazione con i fratelli? Limpatto stato complesso. I primi mesi Cristina non lo degnava di uno

sguardo, come se non esistesse. Juriy era gelosissimo. Hanno scagliato su di noi frasi del tipo Dovete riportarlo da dove lavete preso. Oppure: la rovina della mia vita. Tutto normale, positivo che siano usciti chiaramente i loro pensieri e sentimenti. Adesso il rapporto migliorato. Giocano insieme, si cercano e si stanno conoscendo. Qual la carta vincente per unadozione riuscita? Entrare nella storia dei nostri figli e accettarli come sono. Non avere aspettative, rispettare i loro tempi, mettersi in gioco. Una tesi che vale anche per i figli naturali. Bisogna accoglierli, fare nostre le loro sofferenze e camminare insieme accettando i loro e i nostri limiti. Non immediato, un cammino di crescita e maturazione. Avete gi affrontato il discorso relativo alle origini? C sempre stata chiarezza su questo tema e loro ne parlano con naturalezza. I bambini chiedono dei genitori naturali? Si interrogano sullabbandono? S, se lo domandano e ce lo domandano. Ci sono risposte diverse a seconda dellet. Consiglierebbe la via delladozione ad altre coppie? una scelta, non mi permetto mai di consigliarla.

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NcHIEsTA Crisi delle Adozioni

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la storia di Giulia, fiGlia adottiva


Dal grande sole arancione dellIndia alla fredda neve bianca del nord Italia. Giulia Tognola (28 anni) ha cambiato vita nel gennaio del 1991, a sette anni e mezzo. Che ricordi ha dellIndia? Dei ricordi bellissimi. Ci penso sempre e la voglia di tornare non si spegne mai. La mia infanzia stata priva di traumi. Dove viveva? Fin dalla nascita sono sempre stata in istituto finch un giorno le suore Orsoline mi hanno detto che dovevo andare in Italia, mi hanno fatto vedere la foto dei miei genitori e ho aspettato. Mi fidavo di loro, anche se non sapevo nemmeno dove fosse lItalia. Com stato il suo arrivo in Italia? Ero un po spaesata, sempre attaccata a mamma, pap e mio fratello di sette anni pi grande. Cera la neve, ma appena scesa dallaereo chiesi un gelato. I primi mesi sono stata a casa con mia madre, che mi ha insegnato un po di italiano, poi sono entrata in seconda elementare. Limpatto scolastico stato positivo? Nella mia classe cerano gi una bambina cinese e una marocchina, non ero lunica straniera. Poi le maestre erano state bravissime preparando i compagni al mio arrivo. Non ho mai avuto problemi, nemmeno alle medie e alle superiori. Mi sono integrata benissimo. Quando ha iniziato a sentire i suoi genitori adottivi come mamma e pap? Ci voluto un po. Non stata una cosa immediata, li metti alla prova per vedere se ti accettano nel modo giusto. Guardavo molto le loro reazioni. Mio fratello

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LIndia mi manca ancora adesso, dopo 20 anni, ma la mia famiglia questa


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sempre stato molto geloso nonostante fosse stato proprio lui a volermi. Il nostro un rapporto fatto di alti e bassi. Penso che sia normale tra fratelli. Pensa spesso allIndia? Mi manca ancora adesso, dopo 20 anni. La vita che facevo l, le suore e le mamme che ci seguivano. il mio paese. Ci sono tornata tre volte. La prima con mia mamma per rivedere la suora che mi ha cresciuta, poi nel 99 con mio pap e nel 2006 per accompagnare una famiglia adottiva. Ogni volta sento di tornare a casa. E ai suoi genitori naturali? Sono morti poco dopo la mia nascita, quindi non li ho mai conosciuti. L non ho parenti, anche se sono molto legata alle suore. Adesso la mia famiglia questa, poi da qualche anno sono diventata

mamma e tutto pi bello. Nel complesso sono stata fortunata, la mia adozione stata tranquilla. Il mondo delle adozioni rappresenta anche il suo ambito lavorativo. Come lo descriverebbe a chi non lo conosce? un mondo difficile, ma il pensiero che tanti bambini possano avere una vita migliore mi d grande gioia. Portare via un bambino dal proprio paese non certamente il massimo, ma il suo futuro poi di felicit, nonostante la nostalgia resti. Io adotterei. Da figlia adottiva, invece, cosa si sente di dire ai suoi genitori? Li ringrazio tantissimo. In India sarebbe stato tutto pi complicato. Grazie a loro ho avuto la vita che augurerei a tutti i bambini.

AppArecchiAture specifiche per:


Abitazioni Aziende ortofrutticole Alberghi Ospedali

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immanuel

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La ComUNioNE NEgaTa E iL BimBo DiSaBiLE


Pare che a Porto Garibaldi, una frazione del Comune di Comacchio (Fe) il parroco abbia negato la prima comunione a un bimbo in ritardo mentale, perch incapace di intendere e di volere. Era accompagnato dai suoi genitori, il bimbo in questione, esattamente come i tanti bambini ai quali, subito dopo la nascita, don Piergiorgio Zaghi ha impartito il battesimo, pur essendo, ovviamente, anche loro, incapaci di intendere e di volere. Lasciate che i bambini vengano a me, diceva Ges, senza porre preclusione alcuna Ma, forse, don Zagli questo non lo sa. O, forse, lincapacit di intendere, questa volta, non era del bambino.

BoSSi, iL CERCHio magiCo, iL TRoTa, iL ComPLoTTo: La LEga FU?


Che qualcosa si fosse inceppato da tempo, nella Lega Nord, era ormai chiaro a tutti, ed anche a gran parte dei militanti. Perfino ai duri dorecchi ad ogni costo era ormai evidente che, con la sospensione a divinis di Bobo Maroni, impedito a parlare in pubblico da una decisione del cerchio magico, era ormai suonata la campana dellultimo giro. Che il cerchio magico, col pretesto di proteggere il capo, stava riducendo Bossi allasfissia era insomma lampante. Il tiramolla sulla lista di Tosi a Verona ne costituiva la prova del nove, se qualcuno ne avesse avuto ancora bisogno. Ora il telo squarciato, le ruberie dentro la Lega sono scoperchiate, e probabilmente non ancora tutte, e le possibilit dilapidare patrimoni. Ma le pubblicit si concludono, sempre, con una vocina suadente che sussurra frasi tipo gioca il giusto, oppure gioca senza esagerare, adesso anche con belle ragazze dalla voce suadente, che sussurrano gioca con me. Ecco, questa vera e propria ipocrisia. E lo tre volte. Una, perch si suggerisce il gioco, e lo si stimola. Due, perch avviene con il consenso dello Stato. Tre, perch lo Stato con una mano vieta lapertura delle case da gioco, mentre con laltra consente a chiunque lo voglia di giocare online, rischiando anche tutto il patrimonio, se stesso e perfino la famiglia! Purch giochi il giusto, tuttavia, mettendo ipocritamente a posto la coscienza. sono quattro: Bossi sapeva, Bossi non sapeva, Bossi non voleva sapere, Bossi era incapace di vedere e capire. Ad altri lonere di accertare la verit, importante fino a un certo punto, perch il tramonto politico di Bossi, lUmberto, ormai nelle cose. Ai leghisti rimane il compito pi arduo, lonore e lonere di salvare la Lega, e con essa quello di buono che la Lega ha rappresentato ai suoi esordi, proponendosi agli italiani come il nuovo che stava sorgendo sulle ceneri della prima Repubblica, contro il centralismo, contro Roma ladrona. La Lega di Bossi ha fallito, ed toccato al trota il ruolo del becchino della Lega che fu. Quale sar il futuro per la nuova Lega? Salvo improbabili sorprese quello di Bobo Maroni: se lex ministro vorr, se sapr, se avr coraggio, fiuto politico, persone di qualit (e non solo tessere), allora anche la Lega potr pensare di risorgere dalle sue ceneri, per se stessa e per il paese.

iPoCRiSia
Wikipedia non d una definizione perfettamente calzante di ipocrisia, ma molto correttamente informa che la definizione in fase di arricchimento. Soltanto ricorrendo alletimologia greca si giunge al concetto che lipocrisia simulazione di virt allo scopo dingannare, magari con laria di dare un consiglio disinteressato, o perfino nellinteresse del destinatario. Tuttavia, la definizione migliore viene dalla televisione, che ne d una dimostrazione ripetuta pi volte al giorno e tutti i giorni. Come? Dove? Badateci, su tutti i canali si susseguono pubblicit di giochi online, che non sono la tombola natalizia, ma veri e propri giochi dazzardo, con i quali possibile, volendo,

FoRNERo DixiT.
Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha dichiarato a Reggio Calabria: Andremo in Parlamento, e se la riforma non passer andremo a casa. Le ipotesi sono quattro: la signora ha iniziato ad usare il pluralis maiestatis, come una volta facevano i papi; stata nominata capo del governo, o presidente della Repubblica, a nostra insaputa; deve ripassare un po il diritto costituzionale; oppure, ed la cosa pi probabile, deve rimettere i piedi per terra, e fare solo quello che deve.
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in evidenza

FRaNCiaCoRTa iN FioRE
giaRDiNo gLoBaLE
La maNiFESTaZioNE iN PRogRamma DaL 18 aL 20 maggio a CaZZago SaN maRTiNo

rendersi cura del giardino di casa, anche se di piccole dimensioni, un primo passo per sviluppare una sensibilit nuova verso la salvaguardia dellambiente. E un giardino pu anche diventare uno spazio dincontro e di integrazione se, con i fiori e le piante selezionate, in grado di richiamare i luoghi di provenienza delle tante persone straniere che oggi vivono nel territorio bresciano. Ecco i temi del bando della XIV edizione di Franciacorta in fiore, la rassegna florovivaistica organizzata dal Comune di Cazzago San Martino (Brescia) e dalla Pro Loco comunale, che si terr il 18, 19 e 20 maggio nelle storiche residenze di Palazzo Bettoni Cazzago e Palazzo Guarneri. La manifestazione dedicata questanno ai piccoli appezzamenti, a chi cura, organizza e progetta giardini ridotti (come quelli delle casette a schiera) si intitola Il bel giardino di casa nostra. Oggi uno spazio verde capace anche di ospitare proposte esotiche frutto di usanze giunte in Franciacorta da luoghi e paesi lontani. Franciacorta in fiore intende proporsi come occasione di rilancio per un settore, che, negli anni precedenti alla crisi economica, ha conosciuto una lunga fase di crescita.

La RaSSEgNa DEi FioRi


La Rassegna Franciacorta in Fiore, tradizionale appuntamento fieristico di maggio, organizzata dal 1999, giunge nel 2012 alla sua 14 edizione in veste rinnovata. La manifestazione ha le caratteristiche di una rassegna itinerante che si svolta nelle principali ville del nostro comune (Villa Monte Rossa a Bornato, Villa Maggi a Calino) ed ora approdata nelle due ville storiche di Cazzago San Martino: Villa Bettoni-Cazzago e Villa Guarneri. Lo scenario attuale mette in mostra la parte pi antica del comune di Cazzago San Martino, di grande interesse architettonico; quindi una vetrina culturale, produttiva ed artistica quanto mai tipica ed al tempo stesso variegata. Certamente unoccasione di richiamo per le migliaia di persone che annualmente partecipano allevento. Gli elementi che hanno caratterizzato lespansione della rassegna possono essere riassunti nei seguenti punti: Valorizzazione del florovivaismo e del verde come tratti ambientali tipici della Franciacorta; Valorizzazione degli aspetti monumentali e architettonici, con particolare attenzione alle ville che sono state sede della rassegna; Valorizzazione dei prodotti tipici; Coinvolgimento e partecipazione culturale di scuole, associazioni, volontariato, cittadinanza e visitatori anche per la conoscenza pi vasta del territorio e per la promozione di percorsi naturalistici e paesaggistici. La Rassegna dei fiori sar caratterizzata da una specificit di settori, quali la produzione florovivaistica proveniente dallItalia e dallestero, larte florovivaistica e la tematica agro ambientale: questi i fili conduttori delle attivit proposte in cartellone. La Rassegna Franciacorta in Fiore continuer ad avere come obiettivo primario il rilancio del comparto turistico della Franciacorta mediante la riscoperta e la valorizzazione delle peculiarit storiche, paesaggistiche e produttive del territorio, vedr anche la realizzazione di un progetto di collaborazione tra il pubblico e il privato. Liniziativa gode del-

la qualifica di manifestazione a carattere nazionale, stata patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, dal Ministero dei Beni Culturali, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Brescia, dalla Cciaa di Brescia, e dallErsaf (Ente Regionale per i Servizi allAgricoltura e alle Foreste). Per realizzare il massimo risparmio di risorse, si cercato lapporto indispensabile del volontariato e lutilizzo dei voucers previsti dalla recente legislazione che regola il Lavoro accessorio, gi sperimentati con ottimi risultati. In definitiva, la segreteria organizzativa ha verificato che lutilizzo del voucer costituisce anche un importante ammortizzatore sociale, consente di fornire una risorsa economica ad una decina di lavoratori cassaintegrati o disoccupati e ad una trentina di studenti del territorio comunale.

Il caMPO deI saPORI


Tre iniziative nellambito della rassegna Franciacorta in fiore 2012
La manifestazione Franciacorta in Fiore, allinterno del parco di Palazzo Guarneri, nello spazio il campo dei sapori, ospiter questanno tre interessanti iniziative: Il Mercato di Slow food e Cos Buono che Bello, a cura delle condotte Slow Food Oglio Franciacorta Lago dIseo e Bassa Bresciana, e Orti, galline e altre storie, a cura della Fattoria la Torretta di Massimo Anelli. Sabato 19 maggio, dalle 10 alle 19, si terr il Mercato di slow food con 14 produttori virtuosi del territorio. Alle 17 previsto anche un momento dedicato ai palati pi esigenti; si tratta di Cos Buono che Bello, un aperitivo in cui le bollicine del Franciacorta Docg verranno abbinate ai prodotti deccellenza presenti sul mercato. Levento sar inoltre completato da una visita guidata FAI a Palazzo Guarneri. I posti, limitati, possono essere prenotati al numero 338.1849515 al costo di 10 euro per i visitatori e di 7 euro per i soci Slow-Food (il costo non comprende il biglietto di ingresso a Franciacorta in Fiore). Il ricavato servir a finanziare lesperienza di un orto in Senegal, nellambito del progetto di Slow Food Mille orti in Africa che garantisce la formazione a contadini e giovani, favorisce la conoscenza dei prodotti locali e della biodiversit, il rispetto dellambiente, luso sostenibile del suolo e dellacqua. Fare un orto, inoltre, significa garantire alle comunit locali la disponibilit quotidiana di cibo sano e fresco, promuovere unagricoltura sostenibile, migliorare la qualit della vita quotidiana, fare economia. Liniziativa Orti, galline e altre storie si terr venerd 18 maggio, dalle 15 alle 19, in anteprima e domenica 20 maggio, dalle 10 alle 19. In questo spazio verranno proposti alcuni esempi di orto e di antiche razze di pollame. Vi sar inoltre la vendita di ortaggi, frutta, uova biologiche, curiosit legate al mondo della campagna e degli animali.
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La rassegna Franciacorta in Fiore nasce nel 1999 su iniziativa del Comune di Cazzago San Martino e della Pro Loco. Ideatori sono Barbara Sechi, assessore comunale alla Cultura, e gli imprenditori agricoli Paola Rovetta Rabotti (Monte Rossa) e Lorenzo Crescini (Vivaio Valfredda). Le ultime due edizioni hanno ottenuto limportante riconoscimento della Medaglia doro del Quirinale. Fin dagli inizi la rassegna ha visto crescere il numero di espositori (oltre 150) e di visitatori (30mila), e ha ricevuto il sostegno di importanti sponsor (Cogeme spa, Lgh, Bcc Pompiano e Franciacorta, Unicredit, Ubi, Terra Moretti, Golf Club Franciacorta, Donghi e altri).
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la crisi fa calare i trofei, ma non la passione


La Bergamasca pu vantare unimportante collezione di successi nei campionati nazionali e un movimento ricco di una cinquantina di squadre e 800 tesserati. i problemi economici hanno ridimensionato le ambizioni di molte societ, che non hanno rinunciato a giocare ma scelto le serie inferiori.

tamburello

di DaNiELE SELiNi

un gioco che unisce la potenza alla fantasia, la coordinazione allintelligenza, lattacco alle capacit difensive. Prettamente italiano, non conosce trucchi ma pretende rapidit (la pallina viaggia oltre i 200 km lora), potenza, resistenza fisica e psichica (una partita dura dalle due alle tre ore ma pu raggiungere anche le cinque), agilit, destrezza, concentrazione, intuizione, riflessi, capacit valutative e critiche quasi perfette. Questo il tamburello. E la Bergamasca con una ventina di societ iscritte alla Federazione Italia Palla Tamburello, per un totale di circa 50 squadre e oltre 800 tesserati, e unimportante collezione

di successi uno scudetto, due Coppe Italia, cinque titoli femminili solo per citare i principali, senza dimenticare le affermazioni indoor, quelle internazionali, le vittorie delle squadre giovanili e delle serie minori e quelle dei giocatori bergamaschi impegnati fuori provincia una delle realt pi rappresentative dItalia in questa disciplina. Nella nostra provincia vive nei paesi che fanno da corona alle citt. Quasi tutti in pianura. Senza clamori e senza grossi sponsor. Non ancora considerato, se non marginalmente, serbatoio di voti dai politici di casa nostra, alimentato da uomini di sport che sentono quanto sia giusto e utile non perdere i valori delle tradizioni. Non snobbano le novit, ma non rincorrono le mode, fedeli a un gioco in cui la

fortuna e la casualit hanno scarsa, se non nulla, possibilit di influire sul risultato. Dal Coni riconosciuto come disciplina associata. Dal ministero della Pubblica Istruzione come uno sport formativo e di sviluppo educativo tanto che lha incluso nel programma dei Giochi della giovent e dei campionati studenteschi. praticato da migliaia di squadre su tutto il territorio nazionale, dalle serie A alla serie D, dai campionati indoor su campi con un perimetro ridotto alle categorie giovanili, ai master e ai veterani. Il pianeta donna in continua espansione e da oltre sette lustri si svolgono i campionati italiani di categoria. La nostra provincia conta grandi campioni e societ prestigiose come dimostrano i tanti nomi di paesi bergamaschi ri-

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portati negli albi doro dei campionati nazionali. Vittorie importanti come lo scudetto conquistato nel 1999 in serie A dal San Paolo dArgon, lunico vinto sinora da una squadra maschile orobica nonostante quello che si assegna questanno sia il numero cento. E ancora la Coppa Italia maschile vinta nel 1993 dal Bonate Sotto e nel 2001 dal San Paolo dArgon. In campo femminile spiccano i tre scudetti vinti dallAurora Seriate dal 1984 al 1986, i due conquistati dal Bergamo Curno nel biennio 2002-2003 e i titoli italiani indoor del 2010 e del 2011 del San Paolo dArgon che vanta pure una Coppa Italia open, due Coppe Europa indoor e altrettante nellattivit open. A questi vanno aggiunti diversi scudetti conquistati dalle squadre giovanili o quelli delle serie minori. Lultimo quello vinto nel 2011 dal Ciserano in serie D. Un palmars invidiabile, anche se negli ultimi anni la presenza delle squadre targate Bg in campo nazionale meno numerosa rispetto solo alla fine del secolo scorso. La crisi economica sta infatti limando le risorse disponibili per le societ sportive. In particolare quelle delle discipline meno conosciute e pubblicizzate dai media. Questanno quattro societ con sede in provincia (Bonate Sopra, Castelli Calepio, San Paolo dArgon e Sotto il
Nella pagina precedente, Coppa Europa Indoor Femmnile - San Paolo dArgon campione 2011.

Cinzia Ghezzi
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Monte) hanno infatti rinunciato alla serie B maschile per motivi economici. Tutte continueranno a giocare, ma in serie inferiori con costi di gestione nettamente pi bassi. La squadra maschile di punta lEurovim Filago, fresca di promozione in serie A. Nella serie A femminile gioca il San Paolo dArgon, campione dEuropa in carica. Sempre il tamburello in gonnella vede le compagini del Dossena e San Paolo impegnate in serie B. Tantissimi sono pure i giocatori orobici che militano in serie A con squadre di altre province o regioni. Il pi qualificato Stefano Previtali, titolare nel ruolo di terzino destro nella squadra astigiana del Callianetto con cui ha vinto gli ultimi sei scudetti. Nato a Bottanucco dove ha imparato a giocare, Previtali da qualche anno risiede a Bonate Sotto. E, prima di accasarsi sette anni fa a Callianetto, ha vestito le maglie del Filago, della mantovana Castellaro e della Pavin San Paolo dArgon con cui ha vinto un altro scudetto nel 1999. Due sono gli atleti orobici in forza al club scaligero del Sommacampagna: il terzino Paolo Festino e il fondocampista Massimo Teli. In tre squadre mantovane giocano altrettanti bergamaschi. Il battitore Alessandro Fanzaga veste la maglia del Cavriana; il fondocampista Massimiliano Sala quella del Malavicina; mentre il giovane terzino Simone Brignoli milita nel Castellaro. Altri sei bergamaschi giocano in squadre di serie B. Un gruppo di atleti di primordine, che sommati ai risultati collocano la nostra provincia in una delle primissime posizioni tra quelle pi tamburellistiche dItalia. Tutto questo ci lusinga afferma Cinzia Ghezzi, da sette anni presidente del Comitato provinciale Fipt . Il merito delle societ, dei giocatori e dei tecnici. Sono il loro impegno e i risultati ottenuti che ci collocano ai primi posti nazionali della disciplina. Ghezzi segue il tamburello praticamente da sempre. Sin da ragazzina puntualizza . Essendo nata a Marne di Filago, dove il tamburello lo sport principe, non poteva finire diversamente. Anzi, sono diventata anche presidente del sodalizio del Filago. Quello di presidente provinciale un impegno che Ghezzi sostiene tra mille difficolt: A partire

in serie a c leurovim filaGo


il presidente antonio medici: Far quadrare i conti non facile. Lobiettivo resta la salvezza. le RegOle
Mario Fanzaga Il campo di gioco ha forma rettangolare ed in terra battuta. lungo 80 metri e largo 20, ma esistono differenze nelle misure relativamente alle categorie. Il rettangolo diviso per met e le squadre sono composte da cinque giocatori in campo e un massimo di tre in panchina. I ruoli sono: battitore, fondocampista, mezzovolo, terzino (due). Il punteggio si calcola in giochi e un gioco ha la seguente successione: 0-15-30-45-vittoria. Vince le squadra che arriva prima al gioco numero 13. Non esiste il pareggio. Ogni tre giochi (trampolino) le squadre si alternano nelle due met campo.

dalla mancanza di risorse dovute in gran parte al momento economico sfavorevole. Gli aiuti degli sponsor, delle istituzioni e della Federazione, sono ogni anno inferiori. Come Comitato provinciale abbiamo in progetto diverse iniziative promozionali e agonistiche, ma dovendo misurarci con la realt spesso siamo costretti a tenere il tutto nel cassetto in attesa di tempi migliori. Pierangelo Beretta, bergamasco, da 11 anni vice presidente vicario della Fipt nazionale, un passato di presidente del Madone, nellambito federale segue le attivit giovanile, la promozione e listruzione dei quadri societarie e tecnici. Sono i settori afferma in cui bisogna investire il maggior numero di risorse possibili per dare continuamente linfa a uno sport non facile da apprendere ma che negli ultimi anni ha registrato maggiori attenzioni tra i giovani grazie alla collaborazione con molte scuole.

Stefano Previtali

Lattuale squadra di punta del movimento orobico lEurovim Filago. Dopo cinque anni di serie B, nellultima stagione ha riconquistato un posto nella serie A maschile piazzandosi al secondo posto nei playoff cadetti. La societ fa capo ai fratelli Antonio e Valentino Medici. Il primo ricopre il ruolo del presidente, laltro quello del responsabile tecnico. Assieme ad un gruppo di amici amministrano la societ da diversi anni con ottimi risultati sportivi e contabili grazie ad una buona gestione delle risorse e scelte tecniche intelligenti. Il campionato 2012 iniziato il 18 marzo e terminer a ottobre. La squadra filaghese totalmente composta da giocatori bergamaschi, la maggior parte cresciuti proprio nel fiorente vivaio del club biancoazzurro. Si tratta di Giulio Mariani, Paolo Medici, Alex Airoldi, Emanuele Crotti, Manuel Medici e i neo acquisti Antonio Ghezzi e Daniel Medici. Lallenatore Ezio Teli. Da neopromossa, questanno ha come unico traguardo quello di evitare la retrocessione. La conferma di un posto

nella serie A del 2013 il nostro obiettivo afferma il presidente Antonio Medici . Quella di questanno la quinta promozione degli ultimi diciassette anni. Per qualche stagione ci piacerebbe non incrementare il numero perch significherebbe che saremo stati bravi ad evitare unaltra retrocessione. Come societ non abbiamo i mezzi economici di quelle che puntano allo scudetto o comunque in alto nella classifica, ma abbiamo fatto il possibile per allestire una squadra in grado di evitare i playout. La societ vive grazie al contributo dei soci, di qualche sponsorizzazione, di un po di incasso nelle partite casalinghe e al ricavato di una festa che ogni anno organizza a fine della primavera. Per una stagione in serie A servono circa centomila euro. Far quadrare i conti difficile ma sinora ci siamo sempre riusciti conclude il presidente biancoazzurro . Questo un motivo dorgoglio, viste le difficolt del momento, al pari dei risultati e della considerazione che come societ ogni anno ci ritagliamo sui campi.

La pallina in gomma, ha diametro di 6 cm e pesa 82 grammi. Il tamburello formato da un cerchio di plastica dal diametro di 28 cm (26 per quelli delle categorie giovanili) ricoperto di un telo di nailon tirato a un pressione che varia dai 50 ai 70 Bar. Il battitore pu usare il tamburello ovale (tamburina) ma solo al momento del servizio (battuta). La pallina viene rinviata dai giocatori per gran parte al volo, ma pu essere colpita anche dopo un rimbalzo e solamente con il tamburello o lavambraccio. Si commette fallo se non si rinvia la pallina nel parte del campo avversario, al di fuori delle righe che delimitano il rettangolo di gioco, dopo due salti e in caso di invasione nella met campo avversaria. Il Comitato di Bergamo della Federtamburello ha sede presso il Coni provinciale ed presieduto da Cinzia Ghezzi. Il bergamasco Pierangelo Beretta vice presidente nazionale della Fipt.
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sUccEssO

//08.marzo Nigeria: ucciso dai rapitori lostaggio italianoFranco Lamolinara durante il raid militare inglese. Scoppia la polemica tra Londra e Roma, perch lItalia stata avvisata soltanto a cose fatte.

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The Artist (la pellicola francese, muta e in bianco e nero) trionfa agli Oscar, aggiudicandosi ben cinque statuette, tra cui quella per il miglior film. Terzo Oscar per Meryl Streep, protagonista in The Iron Lady, nei panni di Margaret Thatcher; trionfo come film straniero di A separation delliraniano Asghar Farhad. Onore anche allItalia che, con Hugo Cabret di Martin Scorsese, si aggiudica il premio per la migliore scenografia.

Altro default in mare, con la nave da crociera Costa Allegra, alla deriva nellOceano Indiano dopo un incendio in sala macchine, che non ha provocato feriti o vittime. Limbarcazione rimorchiata da una nave da pesca fino allisola di Mah.

successo...
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ITALIA

//05.marzo Vladimir Putin stato proclamato presidente della Federazione Russa per la terza volta, dopo aver ottenuto il 63,75% dei voti, 45,1 milioni in totale.

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//14.marzo Strage a Sierre, nel cantone Vallese, Svizzera. 28 persone a bordo di un autobus, di cui 22 bambini, sono morte in un gravissimo incidente stradale avvenuto in una galleria autostradale sulla A9, le cui cause restano ignote. //8.novembre //29.febbraio

Usa: il bacio gay tra un marine e il suo compagno spopola sul web e potrebbe diventare la foto simbolo della fine effettiva del Dont ask, dontell, la politica tradizionale delle forze armate americane per la quale i comandanti scelgono di ignorare lorientamento sessuale dei militari, mentre questi ultimi evitano di esplicitarlo.

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//22.marzo Tolosa, Francia, ucciso durante il blitz delle teste di cuoio il killer che ha fatto irruzione in una scuola ebraica, uccidendo 7 persone, di cui tre bambini. Un gruppo legato ad Al Qaeda rivendica la strage compiuta da Mohamed Merah.

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Il Senato vota la fiducia sul maxiemendamento al decreto liberalizzazioni: 237 s, 33 no, 2 astenuti. Proteste della Lega. Il dl passa ora alla Camera, ma scoppia anche il pasticciaccio sulle banche per lemendamento del Pd che annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito.

//01.marzo

//05.marzo crolla un altro palco, questa volta a Reggio Calabria: un operaio (romano, 32 anni) muore e altri due rimangono feriti nel cedimento della struttura allestita per il concerto di Laura Pausini al Pala Calafiore. A dicembre scorso era morto Francesco Pinna, travolto dal crollo del palco per il concerto di Jovanotti.

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//18.marzo

La Guardia di Finanza di Napoli esegue 60 misure cautelari, 16 nei confronti di altrettanti giudici tributari. Nellinchiesta della Dda coinvolti esponenti del clan camorristico Fabbrocino, funzionari e impiegati delle commissioni tributarie provinciale e regionale. Sequestrati beni per 1 miliardo di euro.

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//27.febbraio

//27.febbraio

//26.febbraio Silvio Berlusconi prosciolto per prescrizione dallaccusa di aver corrotto con 600 mila dollari il testimone David Mills, per averlo protetto dalle indagini della Procura di Milano deponendo come testimone nel 97 e nel 98.

sUccEssO

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//27.febbraio

A Udine, due operai disoccupati minacciano di gettarsi nel vuoto. Senza stipendio da alcuni mesi, i due lavoratori disperati sono saliti su una gru del cantiere per il nuovo ospedale di Cividale del Friuli.

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successo...

MONDO
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Lucio Dalla muore per un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per un concerto: il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. La sua ultima apparizione televisiva stata al Festival di Sanremo insieme a Pierdavide Carone (nel doppio ruolo di autore del brano Nani e di direttore dorchestra), dove aveva attaccato duramente il sociologo Celentano e una giuria desiderosa solo di farsi vedere.

Avviso di garanzia al presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni, indagato per corruzione insieme al capo della sua segreteria, Dario Ghezzi, per presunte tangenti percepite tra il 2008 e il 2010, quando era assessore regionale alledilizia. //17.marzo

20 12

Parigi: muore a 73 anni il disegnatore francese Giraud, in arte Moebius, autore del celebre luogotenente Blueberry e di famose serie di fantascienza.

Lampedusa, altra tragedia in mare, muoiono almeno 5 persone che viaggiavano su un barcone per raggiungere le coste italiane. Limbarcazione stata soccorsa dalla Guardia Costiera e di Finanza a circa 85 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali di competenza libica.

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//10.marzo

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//02.marzo

//07.marzo

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Indagine per il senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, accusato di appropriazione indebita per avere sottratto 25 milioni di euro dalle casse del partito per lacquisto di immobili e per spese senza controllo.

//08.marzo

//21.marzo Muore Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore romagnolo collaboratore di tanti grandi registi, da Fellini ad Antonioni, da Rosi ai fratelli Taviani. Nato nel 1920, aveva da poco compiuto 92 anni. stato lui a lanciare il dialetto sulla ribalta nazionale, attirandosi gli elogi di Carlo Bo, Elsa Morante e Gianfranco Contini; le sue raccolte di poesie, a partire da I scarabocc e I bu hanno ottenuto premi e riconoscimenti dalle giurie pi titolate.

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sUccEssO

//08.marzo Romano, tenta di abusare della commessa. Entrato in un negozio di abbigliamento, si spoglia nel camerino e richiama la donna molestandola. Limprenditore comasco 54enne in fuga stato fermato dalla Polizia.

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Novit al Parco delle Cornelle di Valbrembo. Inaugurato il nuovo recinto (1.800 mq) delle tigri bianche. In via di completamento lallestimento di una speciale gabbia per i felini di media taglia, suddivisa in quattro aree: una per i leopardi africani, una per quelli delle nevi e una per i puma, tutti divisi per coppie. Tra le novit anche la nascita di due cuccioli di cammello.

//12.marzo Beb di 6 mesi respinto allo stadio perch privo di biglietto e di documento didentit. Alla partita Atalanta-Parma la madre stata costretta a ripresentarsi con un biglietto ridotto (13 euro) per il baby tifoso e con la tessera sanitaria intestata al beb.

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//11.marzo

Treviglio, 5mila spettatori al Miracol si grida. Liniziativa organizzata dalla Pro loco ha chiuso i festeggiamenti della Madonna delle lacrime, con un corteo storico di 180 figuranti, vestiti con costumi ispirati al periodo medievale.

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//09.marzo Seriate, lanagrafe del Comune online. Siglato da Comune e Prefettura di Bergamo il protocollo per la sperimentazione per lautenticazione delle certificazioni anagrafiche e di stato civile rilasciate in modalit automatica.

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successo...

BERGAMO
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//28.marzo Dal 1 aprile al 30 settembre 2012 Bergamo potr essere ammirata sia dallalto, grazie allapertura della terrazza panoramica della Torre di Gombito, che dallinterno delle sue mura cinquecentesche. Riaperte al pubblico anche le Cannoniere di San Giovanni e di San Michele e la Fontana del Lantro.

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//21.marzo

We sleep.
Do you? Do you? Do you?

Cromo nel cantiere di Treviolo. Il Noe, Nucleo di tutela ambientale dei carabinieri con la Compagnia di Bergamo, sequestra il cantiere del polo scolastico, dove opera la ditta Locatelli: sarebbero state riversate circa 45 tonnellate di scorie di fonderia, nelle quali sarebbero state trovate di tracce cromo esavalente.

//23.marzo

Una struttura prefabbricata per ospitare gli emarginati, in attesa di una sistemazione migliore, sar realizzata nellarea della stazione ferroviaria di Bergamo per cercare di risolvere anche il problema dei treni trasformati in dormitori.
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Save the Forest: dormi in un letto Hstens!


Addormentati sapendo che hai contribuito a salvaguardare l'ambiente. Per ogni letto venduto tra il 1 marzo e il 31 maggio pianteremo un albero. Ecco cos un sonno naturale".
//20.marzo Arriva anche a Bergamo la campagna che il Wwf Italia ha lanciato nelle scuole sul tema del riciclaggio delle pile. Le scuole coinvolte saranno le primarie della Cavezzali, della Pascoli e della Ghisleri.

SPAZIO ARREDAMENTI Via Palazzolo 19 - Bergamo Tel: 035-233820, Fax: 035-3831196 e-mail: info@arredamentispazio.it www.arredamentispazio.it

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