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Pensieri di Christian Presciutti Fabio Rolfi Nadia Zanola Strade e quartieri Via Cremona Hinterland Travagliato Viaggio in Provincia Azzano Mella Bagnolo Mella Capriano del Colle Dello Manerbio Offlaga Poncarale

lestINzIoNe deI dINosaurI


Le eccellenze Made in Brescia Lavoro: i giovani sono fiduciosi

ImmobIlI dI prestIgIo trofeo mercury bsNews.It quI e l alcoa pelo e coNtropelo successo

3 DODICI MESI // ottobre 2012

IN QUESTO NUMero
Laperitivo Opinioni Fabio Rolfi: Chi non fa non falla Prodotto & mercato Nadia Zanola: La maglieria che passione Strategia dimpresa Christian Presciutti: Orgoglio italiano, accento romano e cuore bresciano Lavoro Paola Vilardi: Sono tornata a vivere Jurassik Park. Cera una volta lindustria La questione Alcoa Finanza e impresa Un marchio per Brescia Bacheca Tu e il fisco Inchiesta: I giovani non perdono la speranza di lavorare Strade e quartieri: Via Cremona Hinterland: Travagliato 11 13 14 17 18 21 22 25 26 29 35 39 40 43 45 47 58 62

Inserto Le eccellenze bresciane alla prova della crisi


68 Viaggio in Provincia. Bassa Bresciana Poncarale, Bagnolo Mella, Manerbio, Offlaga Dello, Capriano del Colle, Azzano Mella 93 Politica e societ 94 Pelo e contropelo 97 Brainstorm 99 BSNews.it/Il sondaggio: Il nuovo Brescia? Bocciato dai tifosi 102 Qui & l 105 Sport: Trofeo Mercury 109 Gentile Farmacista 111 Salute e benessere 113 successo 128 Soluzioni immobiliari di prestigio

Mensile di attualit, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo. Ottobre 2012 Anno IV - Numero 10 Rivista mensile - 1,20 Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 www.dodicimesi.com redazione@dodicimesi.com Direttore Responsabile Giorgio Costa direzione@edizioni12.it Coordinamento Donatella Car donatella.care@dodicimesi.com Hanno collaborato Stefano Anzuinelli, Davide Bacca, Luce Bellori, Esterino Benatti, Elisabetta Bentivoglio, Elizabeth Bertoli, Alberto Bertolotti, Silvio Bettini, Michela Bono, Paoloemilio Bonzio, Donatella Car, Alessandra Cascio, Alessandro Cheula, Mario Conserva, Bruno Forza, Lorenzo Frizza, Emanuela Gastaldi, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Immanuel, Ferdinando Magnino, Alessia Marsigalia, Sergio Masini, Enrico Mattinzoli, Fedele Morosi, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti, Francesco Rastrelli, Libero Rosellini, Massimo Rossi, Salvatore Scandurra, Rosanna Scardi, Giordana Talamona, Donatella Tiraboschi, Alessandra Tonizzo, Andrea Tortelli, Camilla Zampolini.
Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana
MESI

DODICI MESI

Editore Edizioni 12 Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia Registrazione Tribunale di Brescia n. 52 del 24/11/2008 Impaginazione Sales Solutions Srl Fotografie Archivio Sales Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini Stampa Tiber Spa - Brescia Pubblicit Sales Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 segreteria@salesolutions.it

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Lestinzione dei dinosauri

APERITIVO

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di giorgio costa

a sera, dopo aver visto programmi come LInfedele, Ballar, Piazzapulita, LUltimaparola, non riesco subito a prendere sonno. Angoscia, rabbia e frustrazione, amalgamate da unapprensione di fondo, prendono il posto dellottimismo che, normalmente, mi pervade durante il giorno. Al termine di quelle trasmissioni pi o meno urlate da cassandre, commentatori giacobini, politici sconclusionati ed esperti sconosciuti e spesso improvvisati, con i poveri conduttori che si affannano a cercare di dare un senso a quelle babele di dichiarazioni, le due domande che mi assillano sono: come si arrivati a questo punto? Cosa succeder nellimminente futuro? La sensazione che stia per succedere qualcosa di epocale violenta e con lo zapping sui tanti nuovi canali del digitale terrestre, cerco qualcosa che mi distragga e mi rilassi. Da qualche tempo mi fermo su D-MAX, un canale dove dei tizi svuotano cantine cercando un vecchio flipper o un coltello di Pecos Bill da rivendere agli appassionati con lauti guadagni, o un ex-marine spiega come si usa e i vantaggi di una mitragliatrice da 5.000 colpi al minuto o del nuovo Hummer con cannone a puntamento laser. Gi, ho pensato: Cavoli! Sabato vado subito a comprarmelo. Trasmissioni che, o ti puliscono la mente o te la radono al suolo (quasi come Veline). Qualche giorno fa, sempre sul mio amato D-MAX, mi imbatto in una trasmissione dove un ricercatore teorizzava la sua recente scoperta sul leggendario Tirannosaurus Rex, spiegando come la sua morfologia lo portasse ad essere un divoratore di

carogne e non un predatore di animali vivi. Molto interessante! Mentre mi coricavo pensando a questa appassionante rivelazione, pensai ai dinosauri. Quei giganteschi e potenti rettili dominarono Gaia per 160 milioni di anni. Erano i pi forti. I mammiferi esistevano gi ma erano specie inferiori, piccoli roditori che vivevano sotto terra e se mettevano il naso fuori, diventano cibo per i carnivori migliaia di volte pi grandi di loro. Poi nel Cretaceo, dopo centinaia di secoli di potere, un meteorite grande come lisola dElba cadde nel golfo del Messico e con una potenza di migliaia di atomiche, sconvolse il mondo. Una nube di calore e polvere nel giro di pochi minuti estinse Gigantosauri, Spinosauri e Tirannosauri; tutti i dinosauri sparirono cos per sempre dal nostro pianeta. Dopo qualche tempo, finito il calore e depositata la polvere i piccoli roditori uscirono dalle tane sotterranee che li avevano salvati e da allora i mammiferi si evolvettero e conquistarono il mondo. Nellappoggiare la testa sul cuscino mi sono sentito come uno di quei topolini indifesi, smarriti ed impotenti, come i tanti cittadini, lavoratori, artigiani, piccoli imprenditori che temono di essere divorati dai dinosauri predatori di oggi: le multinazionali, le lobbies politiche, la grande finanza. Sorridendo, mi sono addormentato sereno, certo che il nuovo meteorite stava arrivando e che il mondo sarebbe ritornato presto di tutti i topolini.. In questo numero di Dodicimesi, larticolo Jurassic park di Alessandro Cheula, sicuramente da leggere, tratta senza metafore dellEstinzione dei dinosauri.
MESI 12ottobre 2012

PINIONI

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di aNtoNio PaNigaLLi

Astuzia o furbizia?
ensando agli ultimi fatti di cronaca, alla loro continua e incessante reiterazione, e provando a correlarli alla devastante situazione del sistema Italia, non si pu non riflettere sulla ignorante furbizia che la classe politica degli scandali regionali come quello dei giovani delle universit di Calabria (fino a sette 30 e lode in un giorno, neppure Albert Einsten), solo per portare un esempio recente continua a esercitare in un paese ormai malato di mancanza di cultura di rinnovamento e di dimenticanza dei valori di base di una societ civile. Per poter intraprendere un nuovo cammino di prosperit, se non proprio di crescita (anche perch la crescita allinfinito non pu esistere), bisogna tenere ben presente che la prosperit economica cambiamento, sicuramente nella quantit e sempre di pi nella qualit. ormai troppo lungo il periodo nel quale la mala politica, il cattivo assistenzialismo sindacale, leccessiva furbizia dei singoli, delle corporazioni e della societ nel suo insieme hanno portato ad una costante decrescita della produttivit e
(PIL pro-capite, USA=100)

quindi del benessere.

(Italia, contributi alla variazione del PIL pro-capite, espressi in valori % medi annui)

Il benessere rallenta con la produttivit

Bisogna cambiare! Anni Ottanta Anni Novanta 2000-2007 2000-2010 Il cambiamento 2,3 1,5 0,5 -0,4 pervasivo (coin- PIL pro-capite volge tutti gli strati Produttivit oraria del lavoro 1,8 1,5 0,1 0,0 e gli aspetti della Ore lavorate/popolazione 0,5 0,1 0,4 -0,3 vita sociale) ed influenzabile (me- Fonte: elaborazioni CSC su dati ISTAT. glio se con astuzia politica che con furbizia) ma ineludibile, vrebbero incidere i cittadini. In Italia il quindi o viene governato o viene subto. cantiere delle riforme rimasto in realt ora di tornare a rimboccarsi le mani- sempre aperto con annunci, norme abche, altrimenti risulter impossibile im- bozzate e mai applicate, misure lente, maginare di invertire il trend negativo. poco risolute, incompiute, incoerenti con il risultato sotto gli occhi di tutti: diIl virus della bassa crescita ha cominciato sorientamento e incertezza, da un lato, e a essere diffuso dalla met degli anni Ses- scetticismo e diffidenza verso lefficacia santa (mentre il messaggio politico/socia- delle riforme, dallaltro. le sempre stato quello della esaltazione del miracolo italiano) con scelte che hanno Per dirla alla Milton Friedman: Esiste sempre pi ingessato il paese in ogni spa- unenorme inerzia, una tirannia dello zio vitale e appesantito il fardello di norme, status quo, nelle istituzioni private e speimposte, flessibilit, ecc.. cialmente pubbliche. Soltanto una crisi, effettiva o percepita, produce un cambiaLe riforme sono il mezzo per cambiare mento reale. Quando quella crisi avvie(anche il voto pu essere una riforma), ne, il politicamente impossibile diventa il contesto nel quale decidono e do- politicamente inevitabile.
Riforme: chi le fa (bene) riparte
160 150 140 130 120 110

Dalla convergenza alla divergenza


70 65 60 55 50 45 40 35 30
1950 1952 1954 1956 1958 1960 1962 1964 1966 1968 1970 1972 1974 1976 1978 1980 1982 1984 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 2014 2016

(PIL pro-capite, a prezzi costanti,1990=100)

Germania Italia Svezia

UE-15

Italia

100 90
1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Fonte: elaborazioni CSC su dati FMI. 2012 previsioni.

Fonte: elaborazioni CSC su dati BEA, FMI, Maddison e ISTAT.

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ENSIERI DI

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veglia alle sei. Mezzora di corsa e poi in ufficio, Palazzo Loggia o via Donegani, intorno alle 7.30. Da l la giornata del vicesindaco Fabio Rolfi un susseguirsi ininterrotto di appuntamenti, telefonate e comunicati stampa fino alle 20. Spesso anche oltre. Con qualche rara concessione alle passioni. su questa attitudine bresciana al lavoro che il 35enne Rolfi ha costruito la sua forza politica. Proprio come il cugino veronese Flavio Tosi, che non nasconde di voler prendere a modello. Prima rappresentante degli studenti a Economia, poi presidente di circoscrizione in testa alla battaglia anti-Corsini, Rolfi ha svoltato con le elezioni del 2008, quando - con un migliaio di preferenze - ha conquistato la poltrona di vicesindaco. Quindi, nel 2012, la decisione di diventare maroniano, maronita, e di correre per la poltrona di segretario provinciale della Lega. Un passaggio coraggioso, forse ardito

di aNdrea torteLLi

Guidizzolo? Purtroppo la nostra soluzione non ha funzionato. Ma lavorando si sbaglia.


Farei ci che dice la legge in quel momento. Anche se ritengo che il matrimonio tra persone dello stesso sesso sia sbagliato: altro conto il riconoscimento di alcuni diritti. La campagna elettorale aperta. E il Pd continua ad attaccarvi sulloperazione, fallita, che aveva portato Brixia Sviluppo ad acquistare un terreno a Guidizzolo per trasferirvi i sinti. Che ve ne fate di quel campo? Centrotrenta cittadini bresciani vivevano abusivamente in un campo nomadi comunale, sopra un gasdotto, e a questi Corsini aveva perfino concesso la residenza, cristallizzando un problema sociale e di ordine pubblico. Purtroppo la nostra soluzione non ha funzionato. Ma lavorando si sbaglia anche. Quel terreno, che edificabile, oggi nel patrimonio di Brescia Infrastrutture. E cercheremo di valorizzarlo, magari vendendolo. Economia, welfare e ambiente sono temi nodali anche per Brescia. In che ordine di priorit li metterebbe? In primis leconomia. A seguire welfare e ambiente. Dunque che farebbe con lIlva di Taranto? Non la chiuderei, ma studierei un piano. Magari prendendo ad esempio il caso Alfa Acciai. Nel corso degli anni lazienda ha fatto importanti investimenti e creato un modello, tanto che oggi gli stessi comitati di San Polo non la identificano pi come il problema. Un inciso nel personale. Cosa fa nel (poco) tempo libero? Se non sono con mia moglie Silvia, mi piace a giocare a calcetto e coltivare la passione per la caccia. La caccia una passione? Certo, e una importante tradizione bresciana da tutelare. Passioni pi culturali? Musica poca, soprattutto dialettale come i Cinelli e Van Der Sfroos. Mi piacciono molto i film a carattere storico. Ok. Giochiamo. La scorsa volta le era toccata la torre. Ora dica un pregio e un difetto di Paroli? Pregio la lealt, difetto la lentezza. Emilio Del Bono. Ha una certa instabilit che lo rende inadatto a fare il sindaco. Fatico a trovare un pregio, forse la costanza. Laura Castelletti. Concreta. Ma anche uneterna indecisa. Paolo Corsini. Gran lavoratore. Ma troppo narcisista. Daniele Molgora. un po solitario, ma ha una grande pazienza costruttiva nel gestire la Provincia in questo caos. Pace fatta dunque? Mai stata guerra, solo una differenza di vedute. Da segretario il mio compito fare squadra, perch lunit valorizza tutte le risorse del partito. Molgora incluso. Un pregio e un difetto di Rolfi? Non tocca a me dirlo. Le tocca. Ho fatto anchio degli errori. Ma in buona fede: il mio compito quello di servire la comunit.

che avrebbe potuto segnare la sua morte politica. E invece lo ha consacrato come leader del partito bresciano. Nuove espulsioni in arrivo o tutto si risolto con le dimissioni di Monica Rizzi dal Pirellone? Lesito dei congressi stato netto. E oggi nel partito c pi maturit: non servono altri provvedimenti. Quanto alla Rizzi fu lei a dire che se avesse vinto Maroni se ne sarebbe andata. Spero che per una volta sia coerente. La vittoria dellex ministro ha sancito

ROLFI: CHI NON FA NON FALLA


Grillo lha mai fatto un congresso? Prima di puntare il dito contro qualcuno servirebbe un po di coerenza
un cambio di linea netto. Lesigenza iniziale ben rappresentata da Bossi era rompere il muro di omert nei confronti del movimento. Ma il processo di maturazione era inevitabile. E le vicende del Trota e di Belsito centrano solo incidentalmente. A guidare il cambiamento sono stati il rinnovamento generazionale e lascesa di alcuni amministratori locali. I temi che poniamo ormai sono ampiamente condivisi al Nord: lobiettivo unire tutti quelli anche i non leghisti che credono nelle nostre battaglie. Serve un cambio anche nella futura giunta comunale? Alcuni adeguamenti andranno fatti. E il sindaco dovr saper scegliere gli assessori premiando non lamicizia o le mere logiche di appartenenza partitica. Le si potrebbe obiettare che i partiti sono uno strumento democratico... S, ma devono avere regole democratiche. Ogni testa deve valere un voto. E servono i congressi. Grillo lha mai fatto un congresso aperto? Ha mai presentato un bilancio? Prima di puntare il dito contro qualcuno servirebbe un po di coerenza. Laura Castelletti la vorreste in giunta? Con lei non mancano i punti di contatto amministrativo. Ma i corteggiamenti

La Rizzi disse che, se avesse vinto Maroni, se ne sarebbe andata: spero che per una volta sia coerente
MESI 12ottobre 2012

non possono essere infiniti e non so se la pazienza di Adriano verr premiata. Parliamo di temi amministrativi. Lhanno definita il vicesindaco sceriffo. Ma oggi di sicurezza si parla poco... venuto meno lallarme sociale perch abbiamo cercato di dare risposte ai problemi della gente, che con Corsini erano stati solo negati. Nella sicurezza abbiamo investito molto e oggi i dati sui reati ci danno ragione. Sulla prostituzione avete scelto il pugno duro. Funziona? La legge Merlin deve lasciare il posto a una seria regolamentazione del fenomeno, in modo da toglierlo dalle strade e monitorarlo anche dal punto di vista fiscale. So che il nostro non il metodo corretto per affrontare il problema, ma lunico per tenerlo sotto controllo. Altrimenti avremmo per strada lo stesso numero di prostitute di Rezzato o Mazzano. Paroli ha detto che se si presentasse da lui una coppia gay non celebrerebbe le nozze. Lei che farebbe?

LIlva di Taranto? Non la chiuderei, ma studierei un piano. Magari prendendo ad esempio quanto fatto da Alfa Acciai
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PRODOTTO & MERCATO

UBRICA

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di siLVio bettiNi

Oltre la crisi: il mercato dei sogni non conosce flessioni


talia: liberalizzazione del gioco dazzardo, una scommessa che non si ripaga, titola ledizione americana di Reuters il 12 luglio scorso, proseguendo, poi, col dire che persino nelle immediate vicinanze del Colosseo, cos come avviene ad ogni angolo di strada in Italia, possibile giocare dazzardo con una slot machine posta allingresso di una sala bingo, aperta dove poco prima cera un cinema, oppure nel bar allangolo, che tra laltro vende ogni genere di biglietto di lotteria o di gratta e vinci, gli stessi che per altro si possono acquistare anche nel locale ufficio postale e il tutto entro il raggio di due isolati. In barba al momento di profonda crisi economica, in Italia, la promessa di un jackpot brilla a ogni angolo di strada, ma del resto, il nostro, rappresenta il pi grande mercato del gioco dazzardo in Europa e uno dei pi grandi al mondo. I numeri. Nel 2011, secondo lAmministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, la raccolta del gioco dazzardo in Italia stata pari a quasi 80 miliardi di euro, circa il 5% del Pil nazionale. Il 56,3% del fatturato totale stato raccolto da slot machine e video-lotterie, il 12,7% dai Gratta e vinci, l8,5 dal Lotto, il 4,9 dalle scommesse sportive, il 3% dal Superenalotto, e il rimanente da bingo e scommesse ippiche. Il fenomeno sembra essere in continuo aumento, si ipotizza per questanno unulteriore crescita del 12% che dovrebbe portare la raccolta complessiva a circa 90 miliardi di euro. Crescita senzaltro aiutata da una pubblicit pervasiva, da unofferta sempre pi varia che copre lintero arco della giornata e dalla facilit con cui vi si pu accedere: possibile giocare quasi in ogni luogo, dal supermercato al web. Se per il fatturato legato al gioco dazzardo passato dai 14,3 miliardi del 2000 ai 90 miliardi previsti per il 2012, i ricavi per lo Stato sono aumentati solo marginalmente. La cifra incassata dallerario per tasse sul gioco dazzardo ammontata ad oltre 8,5 miliardi di euro lanno scorso, certo non poca cosa, ma tale crescita , in proporzione, di gran lunga inferiore allincremento di spesa: meno di 3 miliardi tra il 2001 e il 2011. La sproporzione tra crescita di giocate e gettito fiscale senzaltro da ricondurre allapplicazione di unaliquota fiscale agevolata, che nel 2011 stata inferiore all11%, a dimostrazione di una precisa volont politica di dare impulso a questo specifico settore economico. Le ragioni. Perch si sia voluto spingere il settore non facile dirsi, quel che certo che la deregolamentazione del gioco dazzardo ha avuto inizio nel 1992, quando a causa della pesantissima crisi economica, che tra laltro port il governo Amato ad una svalutazione della lira del 25%, lItalia aveva bisogno urgente di entrate fiscali. Inizialmente il trend non fu certo vorticoso, nel 1994 il fatturato dei tre operatori principali, Lottomatica, Sisal e Snai, non superava i 6,5 miliardi di lire. Nel 2006 la legge Bersani-Visco ha permesso agli operatori stranieri di entrare nel mercato italiano facilitando, da quel momento, una crescita costante. Limpulso finale fu poi costituito dal cosiddetto decreto di ferragosto del 2011 quando il governo Berlusconi ha avviato la liberalizzazione dei giochi dazzardo online. Se vero che il gioco online rappresenta solo una parte del gioco dazzardo nel suo insieme, anche vero che comunque il settore che cresciuto di pi con un incremento di volumi del 100% tra il 2011 e il 2012; solo nei primi sei mesi successivi alla liberalizzazione sono stati fatturati pi di 5 miliardi di euro. Una seconda motivazione importante a favore della deregolamentazione da ricondurre alla lotta alla criminalit organizzata: si pensava, infatti, che liberare il gioco dazzardo avrebbe consentito di spostare i giocatori dal gioco illegale a quello legale. Se lintento era nobile il risultato stato fallimentare perch, stando ai relatori della commissione parlamentare antimafia del 2011, ci avvenuto solo per un breve periodo iniziale: quando il gioco dazzardo da illegale diventato legale, le organizzazioni criminali non hanno fatto altro che trasferire le loro attivit mentre lespansione dei volumi di gioco ha alimentato lillegalit soprattutto nel campo del riciclaggio di denaro rendendo molto pi semplice il passaggio di grandi somme via internet; tutto ci a causa del perdurare di una legislazione arretrata e di un quadro normativo inadeguato ad affrontare un fenomeno in continua espansione. Quindi? Le conclusioni farebbero la gioia di monsieur De Lapalisse: abbiamo dato impulso al gioco dazzardo per fare cassa fiscale, ma perch limpulso fosse importante ne abbiamo agevolato la tassazione neutralizzando cos gran parte dei benefici derivanti dalla sua crescita. Cosa rimane di questo esempio di lungimiranza politica? Circa 700mila italiani dipendenti dal gioco dazzardo, numero che obbliga il ministro Riccardi ad affermare che in una realt un po disperata in Italia, delle persone giocano nella speranza di un miracolo e poi annunciare di voler regolamentare la pubblicit legata ai giochi, di voler inserire la ludopatia nei Livelli Essenziali di Assistenza con conseguente copertura a carico del sistema assistenza sanitaria statale... sconfortante.
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COME PASSIONE

LA MAGLIERIA
A colloquio con Nadia Zanola che recentemente ha partecipato, con successo, a un progetto innovativo nel settore della moda.

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Come donna ho sempre cercato di trovare un equilibrio tra il lavoro in azienda e il piacere di essere moglie, mamma e oggi nonna
gare. Di certo il mercato seleziona solo il meglio e questo mio aspetto credo sia servito alla mia azienda. Il suo obiettivo qual ? Non ho mai avuto come obiettivo il mero tornaconto, ma ho sempre perseguito risultati che mi consentissero di far crescere lazienda, di offrire benessere ai miei collaboratori e soddisfazione ai nostri clienti. Come imprenditrice donna non ha mai avuto problemi, difficolt nel suo settore? No, ringraziando Dio, per il momento mai. Cosa vede nel futuro della sua azienda? Oggi siamo al limite della capacit produttiva e se vogliamo, come vogliamo, mantenere questo standard qualitativo non credo sia possibile crescere oltre. Di certo tutto quello che ho ottenuto anche merito delle persone che sono cresciute con me, di chi, giorno dopo giorno mi sta vicino. Un patrimonio professionale e umano straordinario che non vorrei andasse disperso. Come donna come vive e ha vissuto questa esperienza lavorativa? Ho sempre cercato di trovare un equilibrio tra il lavoro in azienda e il piacere di essere moglie, mamma e oggi nonna e credo di essere stata sempre molto presente. E le foto del suo ufficio sono l a dimostrarlo.
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n corridoio pieno di fotografie a raccontare i sedici anni di storia dei modelli del suo modo di fare maglieria; nellufficio fotografie dei figli, Davide e Mariaclara, della nipote Mariasole, dellultimo arrivato in famiglia Achille, del marito, ma anche delle collaboratrici e dei loro figli, e ogni giorno se ne aggiunge una nuova. Quello che non c, appeso alle pareti, la passione di Nadia Zanola per il suo lavoro, per i suoi fili, e il suo unico cruccio: dare un futuro allazienda. Per questo ha partecipato, con suc-

di Libero roseLLiNi

Il talento consiste nel saper vestire una donna, esaltandone la figura


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cesso, congiuntamente al Politecnico di Milano come partner strategico, ad un progetto (Smart-K coordinato da D-Namic) selezionato tra altri 300 dalla Regione Lombardia e dal Ministero della ricerca per il suo approccio innovativo nel settore della maglieria. Oggi la maglieria sempre pi in crisi perch manca di personale specializzato, mancano maestre magliaie e soprattutto non ci sono giovani che abbiano voglia di imparare. Da cinque anni abbiamo pubblicato un annuncio per assumere personale in grado di assolvere a mansioni fondamentali quali il rimaglio, il rammendo e la conoscenza approfondita delle macchine di maglieria. Eppure continua a farlo. Perch? la passione che suggerisce tutte le mie scelte. Una passione che ho respirato nellazienda della mia famiglia, che cresciuta con le consulenze che nel tempo ho prestato ad importanti marchi italiani della maglieria e che approdata nella creazione della d-exterior. Ho presentato la mia prima linea al dettaglio con una collezione di soltanto 70 articoli. Oggi serviamo mille bou-

tique nel mondo e mille sono i modelli che presento in due collezioni lanno. Esportiamo il 65 per cento della nostra produzione e le nostre collezioni si trovano negli showroom a Milano, Roma, Firenze, Torino, Padova, Parigi, Londra, Dusseldorf, Hong Kong, Madrid, Lisbona e New York. altrettanto vero, che ogni giorno questa passione messa a dura prova dalle difficolt che si devono affrontare. E come le supera? Stando sempre in azienda anche per dare lesempio; puntando sulla qualit e sul vero made in Italy. Tutta la nostra produzione realizzata in Italia con il contributo di laboratori che sono cresciuti con noi e che hanno condiviso il mio modo di intendere il lavoro. Fare bene maglieria un lavoro complesso, serve molta tecnica e grazie ai miei validissimi collaboratori abbiamo raggiunto

La creativit significa capacit di realizzazione: la prima senza la seconda vale poco.


unaltissima professionalit. Che ruolo ha la creativit nel suo lavoro? Lascio poco spazio alle parole che non diventano realt perch il mio lavoro consiste nel maneggiare i filati, lavorarli e assemblarli. Per me la creativit significa capacit di realizzazione: la prima senza la seconda vale poco. La maglia viene costruita sul corpo, da un filo, senza bisogno di disegni. Il talento consiste nel saper vestire una donna, esaltandone la figura. Anche le tendenze spesso sono fuorvianti, perch sovente in corso dopera sono soggette a continue mutevoli variabili; lessenziale che i nostri capi vengano indossati per e con piacere tanto vero che il test pi severo avviene quando li provo personalmente; se non soddisfano si deve ricominciare per ottenere il meglio. A proposito di difetti, se ne riconosce qualcuno? Credo di averne pi duno, come tutti, ma quello che maggiormente mi si rimprovera di essere troppo accentratrice, ma non credo sia del tutto vero. Forse tendo a cercare di ottenere il massimo sia da me stessa sia dai miei collaboratori e per questo, qualche volta, fatico a dele-

STRATEGIA DIMPRESA

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di Mario coNserVa

Riscopriamo la produttivit

ra i dibattiti sul futuro del nostro sistema industriale si discute anche sui criteri di valutazione della produttivit delle imprese e si torna a parlare del Clup, acronimo bruttino che identifica il costo del lavoro per unit di prodotto. Tanto per essere chiari, se in un medesimo contesto aziendale un lavoratore costa pi di un altro lavoratore ma produce molto di pi, il suo costo del lavoro sar pi alto in assoluto, ma risulter pi basso per unit di prodotto, quindi con un Clup migliore. Andando oltre, il ragionamento pu essere esteso ad unazienda, ad un sistema di aziende, ai sistemi industriali Paese, quindi ad un confronto tra questi per andare a valutare i diversi livelli di competitivit. Ad esempio, se il Clup di un Paese aumenta di pi di quelli di Paesi con questo in competizione, il Paese si trover con una capacit concorrenziale dei propri prodotti diminuita al confronto con quelli degli altri Paesi. Bisogna dire che secondo diversi economisti i confronti di produttivit fra sistemi economici dei vari Paesi non sempre possono essere correttamente confrontabili perch influenzati da eventuali diversit nella struttura delle quantit e dei prezzi relativi; per al di l delle sottigliezze accademiche, il Clup ritenuto comunemente un indicatore molto utile, anche se non di rigore millimetrico, per paragonare gli andamenti tendenziali del

costo del lavoro per unit di prodotto. Ritornando al nostro sistema Paese, va detto che le valutazioni tra dati omogenei dellultimo decennio dimostrano in effetti che il Clup italiano rispetto alla Germania aumentato del 35%, indicando, come dati complementari, che la produttivit per ora lavorata nel nostro paese aumentata dell1,4%, contro il 13,5% della Germania e un valore medio dellUnione Europea dell11,5%. La produttivit influenza evidentemente la competitivit, che nel nostro caso si materializza nella capacit di esportazione da parte del nostro sistema economico, collocato allinterno e dipendente dal grande mercato europeo. Il declino di tutta evidenza, a livello mondiale, e con il confronto impari della concorrenza dei paesi emergenti; lItalia secondo i dati statistici della Commissione Europea, ha perso nellultimo decennio quote di mercato nell80% dei settori produttivi principali. Per risalire la china sono utili le analisi del Clup e degli elementi che lo compongono: un dato inequivocabilmente rilevato dalle statistiche che da noi il costo del lavoro ha avuto negli ultimi anni aumenti solo marginali, mentre il valore del prodotto che non quadra perch risulta mediamente povero sia in termini quantitativi, troppo poco, che in termini qualitativi, perch non ha sostanziosi valori aggiunti.

Con questi elementi in mano, la questione ora cercare di capire perch da noi la produttivit non riesce a crescere a ritmi competitivi, e qui non mancano autorevoli e recenti analisi dettagliate sul problema italiano, dagli studi della Banca dItalia sul gap innovativo del nostro sistema produttivo a quelli dellOcse sullinnovazione come strumento per rendere competitivo il nostro Paese. Come si vede spicca in entrambi i casi il ruolo chiave della conoscenza fatta di ricerca, innovazione, brevetti e know how, quella forma di investimento intangibile ma indispensabile per dare valide fondamenta a un reale aumento delleconomia e delloccupazione. lunica via da percorrere per produrre di pi, meglio e con pi persone, e questo chiaramente significa abbandonare vecchi percorsi, cercare tecnologie e prodotti avanzati, esplorare mercati nuovi. Tutto questo non basta, servono favorevoli condizioni al contorno, dallorganizzazione del lavoro alla struttura dellimpresa, dal contesto burocratico e normativo alla disponibilit di infrastrutture adeguate. un percorso difficile e lungo, per non ci sono altre scelte, importante che si prenda coscienza della direzione da seguire e del convincimento che lalternativa diventare sempre pi poveri.
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ACCENTO ROMANO E CuORE BREsCIANO

ORGOGLIO ITALIANO,
Il pallanuotista Christian Presciutti nel 2011 ha vinto i mondiali, nel 2012 largento olimpico. Originario di Tivoli, vive a Brescia e gioca nellAn Pallanuoto Brescia.

ENSIERI DI

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A Brescia si parla troppo di calcio e troppo poco del resto


li. In Nazionale siamo stipendiati dalla Federazione, poi c il compenso del club. Se sai vivere da persona normale senza troppi fronzoli, comunque, puoi farcela. Quindi c meritocrazia economica? S, per chi gioca a pallanuoto la Nazionale anche uno stimolo economico. diverso dal calcio. A proposito di calcio, che ne pensa della diffida del Rigamonti per cori razzisti? Dispiace. Conosco i ragazzi bresciani e la citt. Penso sia un gruppo di idealisti che sono rimasti indietro nel tempo. Il problema che questi gesti vanno a discapito di tutta Brescia. Unassurdit in una citt zeppa di stranieri che dovrebbe insegnare agli altri lintegrazione. Si interessa di politica? Ho i miei ideali, ma un mondo che non mi ispira fiducia, anche se alcuni politici dicono cose giuste. Sono troppo legati ai soldi, ma credo che al loro posto in pochi rinuncerebbero a certi privilegi. Presciutti premier. Qual la prima cosa che farebbe? Forse preferirei una carica locale, tipo assessore allo sport. Creerei delle accademie per le discipline sportive e proverei a diffondere un modello scolastico di tipo americano, che valorizzi lo sport e le passioni dei giovani. Poi bisognerebbe lavorare sulle tasse: sono troppe e troppo alte. Il suo messaggio per i bambini che sognano di diventare come lei. Devono credere nel loro sogno. Per arrivare ad alti livelli bisogna fare tanti sacrifici e non mollare mai. Se poi non si arriva ai vertici si comunque diventati persone vere e di talento, magari in altri campi..
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di brUNo forza

ellultimo anno e mezzo Christian Presciutti salito sul tetto del mondo e ha sfiorato loro olimpico. Nel mezzo del suo viaggio sportivo ha visto sfuggire allultimo atto uno scudetto ed ha alzato al cielo una coppa Italia. In testa i colori erano sempre pi o meno gli stessi: bianco e blu, le tinte delle calottine della Nazionale e dellAssociazione Nuotatori Brescia. Quanto contano gli allenatori delle giovanili? Molto. Mi hanno insegnato tanto, soprattutto la filosofia del gruppo e quei valori che ti fanno andare avanti nella vita. Dietro, per, ci vogliono sempre quelle colonne portanti chiamate genitori. Devo tutto alla mia famiglia. I miei genitori mi hanno sempre sostenuto e hanno fatto tanti sacrifici. Per portarmi allallenamento dovevano sobbarcarsi ogni volta una quarantina di chilometri da Tivoli a Roma. Lo fanno ancora per i miei fratelli, che hanno 17 e 19 anni. Il pi grande ha appena vinto lEuropeo giovanile. Poi c laltra famiglia. Mia moglie e mia figlia. Quando ho in-

contrato Micol sono diventato pi maturo, e questo ha influito anche sulla mia carriera. Lei ha grandi meriti nei miei successi. Diventare padre un ulteriore valore aggiunto. Il solo pensiero che mia figlia mi stia guardando mi d stimoli immensi. Nato a Venezia, vissuto a Roma, ma innamorato di Brescia. Nel 2006 ero qui in prestito. Capii subito che sarei dovuto tornare. I bresciani mi vogliono bene e la citt mi piace. Sento tanta gratitudine nei confronti di quello che faccio. Brescia la mia seconda casa. Che difetti ha Brescia? una citt che ama lo sport, ma ci investe poco. Poi si parla troppo di calcio e troppo poco del resto. Gli imprenditori ci sono, ma investono da altre parti. Sport a parte cosa non funziona in citt? Il centro di Brescia bellissimo ma andrebbe valorizzato. Penso soprattutto a via San Faustino, che dovrebbe essere il cuore della citt, invece non proprio accogliente e ben tenuta. Gli impianti natatori, aggiungiamo noi, sono pochi e obsoleti. Nelle altre nazioni europee tutta unaltra storia. Limpianto di via Rodi bello, ma vecchio. Le televisioni non

Per i colori bresciani darei il 150 per cento


hanno spazi adeguati per le riprese. Assurdo. Speriamo che i lavori a Mompiano vadano a buon fine. Lanno scorso abbiamo giocato la finale scudetto e non cera posto per gli spettatori. un discorso che riguarda chi fa agonismo ma anche la cittadinanza. Cosa si pensa quando si ottiene un argento olimpico? Pensi a doveri dieci anni prima e ti viene la pelle doca, ma anche se ti senti sulla vetta del mondo non molli niente. Io penso gi a Rio 2016 e a trasformare largento in oro. Come si vive invece la notte di vigilia di una finale olimpica? un disastro. Non si dorme. un susseguirsi di emozioni in cui pensi alla partita, al percorso fatto, allavversario, alla possibilit di vincere. La cosa bella che non la vivi da solo, ma con i tuoi compagni di squadra. Cosa lha colpita di pi del villaggio olimpico?

un piccolo mondo. Mi hanno colpito le sfide alla Playstation tra atleti di nazionalit diverse. Vedi paesi in guerra tra loro che si mettono a giocare e a ridere insieme. vero che gira una montagna di preservativi? Leggende, anche se c da dire che quelli che puntano a vincere sono pochi. Per gli altri una vacanza, ed chiaro che le occasioni per fare conoscenze sono tantissime. Io tutti questi preservativi non li ho visti. Noi pensavamo ad allenarci. Il podio della sua vita. Oro.

Il percorso fatto con mia moglie, un tragitto ancora incompleto e stimolante. Argento. Il mio cammino sportivo. Da giovane non sono mai stato in Nazionale. Lho sempre sognata. Ho reagito con determinazione per arrivarci e vincere. Bronzo. Gli insegnamenti dei miei genitori, le amicizie e la mia societ, che mi fa sentire importante. Per i colori bresciani darei il 150 per cento. Quanti sono i pallanuotisti che vivono di pallanuoto? Non facile. Bisogna arrivare ad alti livel-

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LAVORO

UBRICA

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di eMaNUeLa gastaLdi

La globalizzazione richiama le nostre universit

istricarsi tra i vari ranking delle Universit non cosa semplice. Si tratta di valutazioni molto complesse, spesso fatte focalizzandosi su alcuni aspetti molto particolari o su medie di vari fattori che nascondono aspetti specifici. Al punto che si genera confusione: secondo alcune classifiche ununiversit buona, secondo altre pessima. Come orientarsi? stata appena pubblicata lAcademic Ranking of World Universities (Arwu), una tra le pi accreditate classifiche a livello internazionale, elaborata dalla Jiao Tong University di Shanghai: tra le prime dieci universit al mondo, ben otto sono americane e del vecchio continente sopravvivono soltanto Cambridge e Oxford. Le italiane? Venti atenei presenti nel ranking, nessuna nelle prime 100, solo la Normale di Pisa e La Sapienza di Roma nelle posizioni dalla 101 alla 150, il Politecnico di Milano e Bologna tra la 201 e la 300, le altre slittano verso il fondo. Paiono fuori dai giochi persino atenei di consolidata reputazione e qualit, quali Parma, Perugia, la Cattolica di Milano (tutte tra la 401 e la 500), Siena e Pavia, queste ultime addirittura assenti. pur vero che le venti presenti occupano tutte una posizione tra le prime 500, su 5.000 universit inserite, e questo non affatto un pessimo risultato. Siamo lottavo paese al mondo, insieme alla Francia, in Europa ci precedono solo Gran Bretagna e Germania. Anche la Cina ci precede, con 47, ma il Giappone ci segue. E, a onor del vero, va detto che nei parametri di misurazione della performance considerati per linserimento

nel ranking abbondano caratteristiche legate alle facolt scientifiche e sono completamente escluse quelle legate agli insegnamenti umanistici e sociali, molto gettonati nel nostro Paese. Tra gli indicatori utilizzati compaiono invece il numero delle pubblicazioni dei docenti a livello internazionale, il numero di studenti stranieri iscritti, la capacit di attrarre fondi, anche stranieri, per il finanziamento di progetti di ricerca: dunque il livello di globalizzazione raggiunto a comprendere tutti i criteri del ranking. Ed qui che sorge spontanea una considerazione: se le nostre universit non sono le migliori al mondo, perch sfornano cos tanti cervelli? Esattamente loro, quelli che una volta laureati fuggono Non fuggono durante il periodo di studio, lo fanno dopo, forti di una formazione ricevuta proprio sul suolo nato. Forse dobbiamo superare il concetto di fuga. Forse i nostri cervelli non fuggono, semplicemente vanno, perch ormai sono inseriti in un quadro globale dal quale non vogliono restare esclusi. Forse lo sforzo non deve pi essere volto a trattenerli, ma a pensare a cosa offrire agli studenti stranieri che ci scelgono. Sono infatti 4 i milioni di studenti che, ogni anno, in Europa, migrano. Il primo campo di applicazione assicurare un contesto universitario in cui i nostri docenti possano progettare e condurre programmi specifici, progetti validi, che attirino risorse e permettano, a loro e agli atenei che rappresentano, una crescita continua, che li guidino attraverso vitali collaborazioni e contaminazioni con altri atenei, altri metodi di insegnamento, altre categorie mentali, altri percorsi.

Una seconda considerazione. Sar sempre difficile orientare i nostri studenti finch i sistemi di valutazione non saranno ottimali. La cronaca di questi giorni ci riporta la casualit con la quale le risposte ai test di ammissione a molte facolt decideranno chi dentro e chi fuori. In altri Paesi lidoneit non viene stabilita a monte in base al caso, ma viene valutata attraverso rigorosi sistemi in maniera congrua durante il primo anno di frequenza. Il nostro sistema troppo macchinoso, non esprime fiducia e investimento sul potenziale dei ragazzi, ma assume toni da lotteria. Inoltre, pone lobbligo di iscrizione ai test, ma consente molti modi per aggirare il fallimento. Uno di essi prevede addirittura la possibilit (a Medicina, per esempio) di iscriversi, frequentare, sostenere gli esami pagando una tassa una tantum per ciascuno di essi, congelare lesito positivo dellesame e ritentare per tre volte lingresso ufficiale alla Facolt attraverso i test: quando finalmente si passa, gli esami gi sostenuti vengono convalidati. Se al terzo anno il fallimento permane, ci si iscrive a Medicina in Albania, dove si tengono corsi in italiano, si consegue la laurea e poi si chiede il passaggio, assolutamente legale. un sistema che non premia chi merita, che confonde, che educa allutilizzo dellespediente, che rovescia sulle spalle dei singoli la responsabilit di farcela, solo con le proprie forze, fuori e a volte persino contro il sistema. Un sistema non in grado di guidare e allenare i nostri ragazzi ad orientarsi verso lobiettivo nei tempi e modi corretti, evitando trascinamenti, e a misurarsi con indicatori oggettivi. I nostri studenti, seppur bravi, rischiano di presentarsi vecchi al mondo del lavoro.
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Ogni giorno drammi di salute colpiscono la vita di tante persone, che di colpo vedono sconvolta lesistenza propria, della famiglia e di tutti quelli che sono loro vicini. Succede agli anziani, ad adulti sani - con o senza alcun preavviso - e spesso purtroppo anche a bambini. A Brescia, grazie a medici capaci, personale paramedico professionale, inservienti amorevoli e umani, aiutati da apparecchiature e tecniche davanguardia, questi casi hanno, sempre pi di frequente, decorsi favorevoli. Nella nostra comunit dobbiamo considerarci dei privilegiati rispetto alla maggior parte degli abitanti del mondo e purtroppo anche del resto dItalia. In queste righe cerchiamo di raccontare la recente esperienza di una nota concittadina, come messaggio di solidariet e vicinanza verso tutti quelli hanno vissuto e stanno vivendo fatti tanto traumatici.

ESTIMONIANzE

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SONO TORNATA A VIVERE

PAOLA VILARDI

di aNdrea torteLLi

ttorno a te ci sono uomini in camice bianco che ti fanno domande. Che figuraccia! esclami. Flashback. Sei su un palco, di fronte a decine di persone. Prendi la parola. Poi dimprovviso senti un gran mal di testa. E la tua bocca non riesce pi ad articolare i pensieri. Ti svegli dopo un numero imprecisato di minuti in ospedale. Sei viva. Ma hai vacillato sul confine tra la vita e la morte. Tra unesistenza piena di successi e la disabilit. Come la pallina da tennis del monologo iniziale di Match Point di Woody Allen. Questa storia capita ogni giorno a tanti, anche nel Bresciano. E non sempre poi i protagonisti hanno la fortuna di poterla raccontare. Il dono, invece, lassessore allUrbanistica di Brescia Paola Vilardi lha avuto. Stranamente avevo del tempo libero e, in pausa pranzo, sono passata dal parrucchiere. Il 29 maggio di Paola Vilardi inizia meglio di tanti altri giorni. Ma una scossa di terremoto, poco dopo, la porta a mandare al marito (e deputato

Lo scorso 29 maggio lassessore allurbanistica di Brescia stata colpita da un aneurisma carotideo. una drammatica esperienza tra la vita e la morte, raccontata dalla protagonista.

La tua bocca non riesce pi ad articolare i pensieri.


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Pdl) Stefano Saglia un sms quasi profetico: La nostra vita in mano a Dio: esci di casa e non sai mai se tornerai. Torna a casa, indossa il vestito preferito e va a Santa Giulia per intervenire a un convegno. Si siede e prende appunti. Lultima parola sul foglio, conservato come una reliquia, Visuale. Poi tocca a lei. Le 18 sono passate da poco. Paola Vilardi ringrazia, biascica qualche parola e perde conoscenza cadendo allindietro. Scatta il panico. Pi duno chiama il 118. Il microfono rimane acceso e dalla platea si sentono distintamente le angosce dei primi soccorritori. Di quel momento dice ricordo il mal di testa e la sensazione di stare nellovatta senza riuscire a parlare. Ricordo anche limmagine di un cerchio colorato sul computer di uno dei relatori. Poi il buio. E non cerano (quasi) stati segni, prima. Non facevo sport, fumavo molto e conducevo una vita frenetica spiega , ma, a parte un piccolo mal di testa nei giorni precedenti, sono sempre stata bene. Solo durante liter di approvazione del Pgt, a settembre, avevo avuto dei problemi alla vista. Ma avevo dato la colpa alla stanchezza o alla pressione. Al Civile arriva in codice rosso. E la diagnosi di quelle che fanno tremare i polsi: aneurisma carotideo. Quando ho capito dovero, ho esclamato: che figuraccia! Vomitavo e avevo mal di testa. Ma ero lucida e serena: ho subito pensato a mia madre, mio fratello e a mio marito. Poi Paola Vilardi guarda gli occhi bagnati di chi le sta intorno e capisce che la situazione seria. La sera ho dettato a unamica le disposizioni testamentarie, dice. La notte passa tranquilla, poi i medici decidono di operarla. E prima le spiegano tutto. Tutto. Anche che rischia di morire o restare handicappata. Lei chiede la-

Ricordo limmagine di un cerchio colorato sul computer di uno dei relatori. Poi il buio.

nestesia totale e firma la liberatoria. ancora serena. Prima di entrare in sala operatoria fa una battuta ai medici. Poi, al risveglio, vede le amiche e le sollecita a organizzare al pi presto una partita di burraco. Ma l inizia la fase pi dura. Mi hanno trasferita in terapia intensiva: 48 ore completamente immobile, poi a letto, intubata, per quasi due settimane. Io, abituata a gestire la vita degli altri, mi sono trovata completamente nelle mani degli infermieri, che ringrazio per le amorevoli cure, e di mio marito, che stato straordinario, racconta commuovendosi sullultimo accenno. Poi Paola Vilardi cambia reparto e torna gradualmente alla quotidianit: la sensazione fantastica del primo shampoo, il primo biscotto, i primi passi. Legge i giornali. Il primo articolo su quanto mi era accaduto lho letto su bsnews.it, scoprendo il commento di un amico di Roma che avevo conosciuto al mare a 15 anni. Poi ho cercato sui quotidiani locali gli articoli dei giorni precedenti. Quindi arrivano le prime lacrime, liberatorie. Dopo qualche giorno racconta , sono andata a messa nella cappella dellospedale: mi sono seduta e sono scoppiata in un pianto a dirotto. In quellistante arrivato Stefano, se non sono segni questi.... Fuori dallospedale la prima azione normale di Paola Vilardi andare dallestetista. In pubblico ricompare, fugacemente, il 31 luglio. Ma non ero pronta, sottolinea. A lavorare riprende il 3 settembre. Dallaneurisma sono passati tre mesi: un tempo record, visto che generalmente il recupero ne richiede almeno sei. La molla spiega stata in parte quel senso del dovere che mi ha sempre impedito di concedermi tempo per me, ma anche il bisogno di tornare alla normalit e cercare di di-

menticare la paura. Ma molto cambiato. Ho smesso di fumare, mangio regolarmente, alle riunioni cerco di non fare troppo tardi e spesso vado a camminare accompagnata da un personal trainer perch non mi sento ancora sicura. Anche la percezione della realt ben diversa dal prima. Mi stupisco se vedo un fiore in Maddalena racconta e quando mio marito mi ha portata allisola dElba per qualche giorno ho pensato: che bello, sono viva e posso rivedere un tramonto cos. Poi ci sono i sentimenti, la rivoluzione pi grande. Il sentimento nei confronti di Stefano spiega diventato pi forte. E si centuplicata limportanza dei rapporti umani nella mia vita. In quei giorni la rete delle amiche e degli amici pi cari, oltre che dei familiari, stata essenziale. Dalla morte di mio padre porto dentro la paura di non riuscire a dire tutto alle persone pi care. Oggi questa paura pi forte. Ma sia chiaro: se devo arrabbiarmi lo faccio ancora. E limpegno politico, al momento, non in discussione. Gi prima spiega Paola Vilardi avevo abbozzato un bilancio

Ho smesso di fumare, mangio regolarmente e spesso vado a camminare.


della mia vita. Ora ci penso di pi. La politica un modo per dedicarmi agli altri, continuer a farla finch sar utile. Ma se mi proponessero di sostenere un progetto finalizzato alla prevenzione e alla riabilitazione di chi ha vissuto unesperienza come la mia, cambierei vita e direi subito di s. La pallina della vita ha toccato il nastro. rimasta sospesa nellaria per un numero indefinibile di istanti. Poi caduta. Dalla parte giusta del campo.
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siamo ancora un Paese manifatturiero? se il fordismo, lideologia dellet industriale, morto, non significa che debba morire lindustria. Ma i casi Fiat e Ilva di Taranto sono emblematici. Accanto a un sindacato ancora fordista, c uno stato da sempre nemico del mercato. Ci perch in Italia stato e mercato sono figli di due culture diverse. Mentre il mercato stato forgiato dalla cultura del Nord, lo stato stato plasmato dalla cultura del sud.
di eroi, di poeti e di navigatori) con la progressiva chiusura delle fabbriche, e la conseguente estinzione della manifattura, non ci rester che aprire fast food, diventando un popolo di santi, eroi, poeti e... ristoratori. UN PoPoLo di ristoratori? Il che non sarebbe un male, solo se ci fosse una politica turistica allaltezza del nostro patrimonio artistico e paesaggistico. Perdiamo invece lindustria senza sostituirla con un turismo competitivo, che darebbe occupazione e sviluppo proprio a quella parte della Penisola che pi ne ha bisogno, il Sud. Lindustria una gran bella cosa, ma non tutti i contesti territoriali sono vocati ad ospitarla. Non si tratta di rifiutare la manifattura, ci mancherebbe. Ma lindustria, se vuole essere competitiva, va fatta nelle zone idonee dove esistono culture e strutture industriali atte ad accoglierla. Se realizzata invece in aree non adatte, lungi da fungere quale fattore di crescita pu alla lunga diventare una forzatura ritorcendosi contro se stessa e ponendosi quale causa di ulteriori crisi o di sviluppo distorto. vero che col senno di poi comodo ragionare. Ma se a Taranto mezzo secolo fa invece di inseguire tardivi sogni di sviluppo fordista e industrialista con i grandi kombinat siderurgici poich la Programmazione di Pasquale Saraceno individuava nellindustria pesante lo strumento

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principe di crescita ed emancipazione del Meridione avessimo investito con saggezza e lungimiranza nel turismo e nel vasto indotto di terziario e servizi da esso trainato, sia pure senza tralasciare lincentivazione di una piccola e media industria leggera pi compatibile con il contesto locale, forse avremmo evitato quelle cattedrali nel deserto che purtroppo non hanno risolto il problema della crescita diffusa e molecolare del Mezzogiorno. E forse oggi potremmo evitare di gettare via il bambino con lacqua sporca, poich la drammatica alternativa che si pone allIlva di Taranto la pi iniqua che si possa immaginare: o la salute o il lavoro. E poich in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando il lavoro viene prima della salute, in quanto da condanna per molti come era una volta sta diventando sempre pi un privilegio per pochi, la scelta obbligata, come ha detto quella signora tarantina esponendo al balcone di casa la propria opinione: Meglio morire di tumore che di fame. aLterNatiVa draMMatica Certo se lo Stato trentacinque anni fa, prima di trasferire lIlva a Emilio Riva (come Piombino venne conferito gra-

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tis, anzi con un bonus di 80 miliardi di lire, a Luigi Lucchini) avesse fatto il proprio dovere provvedendo alla bonifica del sito, e se gli stessi Riva nei quindici anni della loro gestione avessero investito nella tutela ambientale come hanno fatto a Brescia aziende quali lAlfa Acciai (Stabiumi-Lonati) o Feralpi (Pasini), oggi la propriet dellIlva non dovrebbe sborsare qualcosa come 500 milioni di euro per il risanamento dellarea a caldo. Fermo restando che sarebbe stato meglio, in Puglia come a Napoli e Bagnoli, investire nel turismo e nellagroalimentare invece che nella sider-metallurgia, la scelta industrialista si poteva a che fare. Ma a patto di prevedere e approntare congrui programmi per la tutela dellambiente, cosa che lo Stato prima e i privati poi avevano il dovere di fare. In ogni caso non possiamo rinunciare a Taranto e allindustria siderurgica nazionale delocalizzando lacciaio nel Terzo Mondo. Non possiamo assecondare irresponsabili discorsi sulla deindustrializzazione del Paese in nome dellambiente e dellecologia, cose sacrosante ma che devono andare di pari passo con una crescita sostenibile e compatibile. Poich rinunciare alla siderurgia vuol dire, puramente e

Lo stabilimento della Fiat di Mirafiori

semplicemente, rinunciare alla sovranit nazionale. Senza acciaio, infatti, non possiamo alimentare il militare, la cantieristica, lautomobile, lelettrodomestico, ossia proprio quei settori maturi (ma competitivi) che hanno reso lItalia un Paese moderno e libero dopo secoli di servaggio e sottosviluppo. Certo che la siderurgia inquina, non unindustria smart, come certa pubblicistica melensa di Federacciai ammicca nelle sue campagne pubblicitarie con forzature subliminali. A parte il fatto che nessuno crede alla siderurgia smart, va detto invece con chiarezza che lacciaio una necessit per restare un paese sovrano, e quindi dobbiamo pagarne il prezzo. Anche se un costo che dobbiamo rendere tutti, pubblico e privati, Stato e mercato, il meno pesante possibile. La fiat aMericaNa La seconda grande incognita che pesa sul futuro manifatturiero dellItalia il destino della Fiat, la pi grande industria del Paese con i suoi 56 miliardi di euro di fatturato e un indotto esteso a molte province italiane, Brescia e Bergamo in primo luogo con una avanzata ed efficiente industria automotive. Cosa intende fare la Fiat? Perch non ha investito in nuovi modelli come tutti gli altri concorrenti europei? Perch ha investito pressoch solo sul mercato americano? La risposta lha data Sergio Marchionne nellintervista a la Repubblica: perch

la Fiat non crede nellEuropa essendo il suo mercato dellauto pi in crisi rispetto ad altre aree continentali; perch con i profitti della Chrysler americana si pu sostenere anche la Fiat italiana. Fatto sta che la Fiat ha rinunciato ai promessi 20 miliardi di euro di investimenti in Italia. Bene, il conto economico va rispettato, ci mancherebbe. Ma Torino ha munto lo Stato per decenni, non solo con finanziamenti a fondo perduto ma anche, fin che ha potuto, con le agevolazioni e le rottamazioni. vero che met degli investimenti del Gruppo nel secondo Dopoguerra sono stati destinati al Sud, e questo conferma la vocazione nazionale della famiglia Agnelli per la quale lunit nazionale sempre stato un must, un imperativo categorico ineludibile. Ma altrettanto vero che la Fiat ancor oggi ha il dovere morale un dovere cui del resto ha sempre ottemperato nella sua storia di restituire allItalia quello che ha ricevuto dallo Stato italiano. Non un discorso astrattamente moralistico, un appello al volersi bene in nome dellinteresse nazionale. chiaro che la Fiat deve tener conto dei costi-benefici, della dittatura del conto economico e del mercato, e che sul fronte opposto il sindacato deve cambiare registro (nonostante le dichiarazioni filo-sindacali di Romiti e Della Valle). Ma altrettanto chiaro che Torino ha rinunciato al mercato europeo in nome di quello americano. A differenza dei tedeschi e francesi che nel

mercato europeo hanno creduto immettendovi numerosi nuovi modelli. Le auto di Marchionne invece, salvo le piccole cilindrate, sono pensate sempre pi per il mercato e il gusto americano, perch la che guarda la Fiat (sia Sudamerica che Nordamerica). Ma una cosa chiara, analogamente a quanto abbiamo scritto per lacciaio: senza lautomobile, come senza la siderurgia, perdiamo unaltra importante quota di sovranit nazionale. Ma, dice qualcuno, c chi ha rinunciato, come lInghilterra, senza perdere la sovranit. Gi, ma lInghilterra ha altri asset nazionali che noi non abbiamo il mercato globale della finanza, i servizi avanzati, il mercato mondiale delle materie prime noi invece, come driver delleconomia, abbiamo soprattutto i settori maturi (siderurgia e auto, oltre alledilizia). Guai se questi comparti non dovessero essere pi competitivi, o peggio ancora se venissero abbandonati o delocalizzati pi di quanto non lo siano ora. E guai se lItalia ne fosse priva. Da un popolo di lavoratori e trasformatori diventeremmo un Paese di ristoratori. Il che, ripetiamo, sarebbe anche unalternativa. Solo che non abbiamo una politica in grado di renderla tale. ProdUttiVit e LaVoro E veniamo al terzo punto del nostro discorso. Forse il pi grave e il pi foriero di problemi presenti e futuri. Nelle classifiche della produttivit dei Paesi industrializzati, siamo passati dai primi

posti al mondo di quaranta anni fa agli ultimi posti, a livello di Paesi africani e asiatici (non Cina, ovviamente). Abbiamo perso dieci anni, a differenza della Germania che li ha guadagnati. Come possibile? I dieci anni di crollo della competitivit corrispondono ai dieci anni di avvento delleuro. colpa della moneta unica? Certamente no. colpa della oggettiva debolezza del sistema Paese nel suo insieme, che penalizza lavanguardia della media impresa competitiva (la multinazionali tascabili). Il fatto che fino a dieci anni fa fondavamo la nostra competitivit sistemica sulla svalutazione competitiva. Una furbata allitaliana ricorrendo alla quale, se da una parte davamo temporaneo ossigeno alle nostre esportazioni, dallaltra siamo diventati sempre pi poveri al confronto delle altre valute (le svalutazioni infatti impoveriscono). La forza della nostra liretta era proprio la sua debolezza, essendo lunit di misura monetaria pi piccola di tutto il pianeta (le nostre lire di ieri corrispondono ai centesimi di oggi). La svalutazione di ieri, ossia limpoverimento della nostra moneta rispetto al paniere europeo, stata poi pagata in sede di fissazione dei rapporti di cambio con leuro. Il fatto che la nuova moneta unica sia costata 1.986 lire invece delle 1.500 sperate, non colpa di Prodi ma delle precedenti svalutazioni (se oggi dovessimo uscire dalleuro il suo valore non sarebbe pi 1.986 lire ma non meno di 3.000 lire, una svalutazione secca dal 50%: vero che leuro ci costato e ci coster ancora, ma una sua eventuale rinuncia, a questo punto, ci costerebbe molto di pi). Ora non pi cos. Oggi la competitivit non si gioca pi sulle furbesche svalutazioni competitive ma sui prodotti, sullefficienza industriale, sulle tecnologie, sulle ingegnerie di processo (dove Brescia, come la omologa Bergamo, leader grazie al suo mix tra maturit dei prodotti e modernit dei processi) e sulle innovazioni. C una pattuglia di aziende competitive (circa 4.000 unit) che reggono il mercato mondiale, ma le piccole aziende delle retrovie non ce

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la fanno. C insomma una mancata o ridotta competitivit del sistema Paese nel suo complesso che pesa come una zavorra su tutta leconomia. Il costo del lavoro, per fare un esempio, tra i pi

meno risolvono in parte, come le patate, il problema della fame). Per non parlare del costo improprio, illegale e criminale, della corruzione, dellillegalit e della criminalit pi o meno organizzata.

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alti dEuropa quanto a costo lordo per limpresa, tra i pi bassi dEuropa come salario netto in busta, poich abbiamo il cuneo fiscale pi assurdo di tutta la Ue dovendo sopportare i costi di uno Stato sociale inefficiente e sprecone e il peso di una tassazione che grava per i tre quarti sullimpresa produttiva e sul lavoro dipendente, ossia una situazione da paese preindustriale o meglio agrosilvo-pastorale. A ci si aggiungano le diseconomie del sistema esterne allazienda come il costo del credito (le banche richiederebbero un capitolo a parte, ma il governo, come del resto tutti i governi, ha deciso di salvarle in ragione del loro pubblico interesse), della burocrazia inefficiente quando non parassitaria, delle infrastrutture antieconomiche. Oltre, infine, a un costo della politica, da non confondersi con il costo della democrazia, sempre pi scandaloso e vergognoso se paragonato allimpoverimento che colpisce la popolazione. Come si pu vedere, si tratta di una situazione assimilabile a una Repubblica delle banane (senza le banane, che al a Brescia, in via Orzinuovi 20 - info@mossarea.it - Tel: 030 35 34 169

se tUtti fLessibiLi NessUNo Precario Nel computo della produttivit di un sistema economico entrano numerosi parametri, ma il primo il lavoro e il secondo il mercato del lavoro. Non solo nel senso del suo costo ma pi ancora in quello della sua organizzazione. E lorganizzazione del lavoro non pi quella rigida dellet fordista, poich le nuove tecnologie hanno profondamente mutato il modo di produrre e di lavorare. Ma se il fordismo finito, il sindacato italiano ideologicamente ancora legato alla grande fabbrica fordista, alla classe operaia omogenea e alle ideologie totalizzanti e onnicomprensive. Certo che per il sindacato perdere il controllo sulla organizzazione del lavoro significa perdere il potere, ma se si vuole salvare la competitivit del sistema, aumentandone la produttivit, il sindacato deve cambiare radicalmente. Senza rinunciare alla propria fondamentale funzione di tutela e difesa del lavoro, ma accettandone le nuove compatibilit, vale a dire le nuove flessibilit. Lalternativa sarebbe

la fuoriuscita dal novero dei Paesi a economia di mercato, o meglio a economia sociale di mercato. In una parola, la fuoriuscita dalla modernit. Il mercato del lavoro in Italia dunque legato al problema della produttivit. Anzi, ne laspetto principale. Senza una riforma che coinvolga tutti i venti milioni di occupati, la struttura del mercato del lavoro sar sempre divisa tra una maggioranza col posto fisso e una minoranza destinata per nel volgere di un decennio a diventare maggioranza col posto precario. Per non parlare dei giovani esclusi a vita dal mondo del lavoro che, non potendo contribuire agli accantonamenti per la pensione, tra venti-trentanni, senza il sussidio della famiglia, diventeranno altrettanti barboni (ma non i clochard folcloristici di oggi che si vedono nelle citt e che si contano sulle dita di poche mani, bens milioni di persone senza casa n pensione n sussidi, poich non vi saranno le risorse nemmeno per garantire il minimo vitale). Che fare, allora? Tutto il sistema economico deve diventare flessibile. Se tutti siamo flessibili, nessuno precario. Tutti gli attuali posti fissi devono diventare flessibili, sia pure con diverse gradualit e intensit a secondo del grado di necessit e specializzazione. Per dare una possibilit sia pure temporanea di lavoro non a tutti ma almeno a una parte significativa dei milioni di giovani che ne sono privi e che rischiano di restarlo a vita, occorre un redistribuzione sistemica, di massa, del lavoro nel suo complesso. Occorre stabilire una flessibilit assoluta in entrata e in uscita, unosmosi totale tra lavoro e non lavoro. Insomma, dobbiamo lasciarci alle spalle let fordista e il sindacato degli occupati-assistitigarantiti-protetti. Dobbiamo creare un mercato in cui facile perdere il lavoro ma ancora pi facile trovarlo. Se la crisi continuer, o se non si torner pi alla crescita di un tempo dato il livello di saturazione dei mercati, dovremo a suddividere in modo pi equo il lavoro e le risorse esistenti. In una parola, dovremo imparare a suddividere la miseria.
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LA quEsTIONE ALCOA E I VERI PROBLEMI dEL SETTORE


La catena industriale dellalluminio, fortemente sviluppata in Lombardia e in particolare nel comprensorio bresciano, complessa e articolata. Il caso di Portovesme in sardegna, serio e doloroso per gli aspetti umani, solo una piccola parte della storia.
e vicende della fabbrica di alluminio primario Alcoa di Portovesme e la disperazione di unintera Regione sui rischi di chiusura trasmettono una forte preoccupazione per le ricadute di questa ennesima dismissione industriale, in un territorio gi colpito da un alto tasso di disoccupazione, e insieme profonda solidariet per tanta gente che si trova senza prospettive. Dal punto di vista sociale i problemi di uneventuale chiusura della fabbrica sono senzaltro molto seri, il territorio non dispone di altre risorse, si tratta di una delle aree pi povere dItalia e senza questa fabbrica centinaia di famiglie sarebbero sul lastrico. Per non possibile nascondere la testa sotto la sabbia e negare levidenza dei fatti e cio che il nostro paese non pu permettersi il lusso di cimentarsi in sfide impossibili da vincere: Il problema quello dei costi, in Europa il prezzo dellenergia pi alto che in qualsiasi altra regione produttrice nel mondo.

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di Mario coNserVa

Interno di una fonderia di alluminio


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Un moderno impianto di alluminio primario

Esterno di uno smelter (Hydro)

Linea automatica incestamento profilati (Omav)

Fonderia Impianti produzione placche (Alcoa)

La produzione di alluminio primario richiede energia, molti paesi come lItalia non dispongono di risorse energetiche competitive, prendiamo quindi in considerazione lidea di lasciare che queste produzioni vengano fatte laddove le condizioni ci sono. Pi di una trentina di anni fa, ai tempi della seconda crisi energetica mondiale, il Giappone, che allora era il secondo paese al mondo dopo gli Stati Uniti per produzione e utilizzo di alluminio primario, non ci pens su molto a cancellare da un giorno allaltro tutti gli impianti di primario di cui disponeva il territorio e sviluppare contemporaneamente alleanze e accordi con produttori di primario allora low cost in Sud America, Australia e Medio Oriente per lapprovvigionamento del metallo per la propria industria della trasformazione e dellimpiego delle leghe leggere. Il Giappone rimasto nel corso degli anni n pi e n meno uno tra i paesi mondiali a maggior consumo pro capite di alluminio, i giapponesi sono stati e sono pionieri nello sviluppo di nuovi impieghi nellauto, nelledilizia, nellimballaggio, e tutto questo senza un kg di alluminio primario prodotto in loco. Questo per dire che chiudere in Italia una fabbrica di alluminio primario, tra laltro una fabbrica degli anni 60 da poco pi di 130-140mila tonnellate di produzione quando i moderni impianti per essere economicamente sostenibili vengono progettati e realizzati per produzioni da 5 a 10 volte superiori, non
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ha la minima rilevanza strategica, anche perch quel quantitativo rappresenta meno del 15% della domanda italiana di alluminio primario. Non c dubbio quindi che dal punto di vista industriale la soluzione del problema Portovesme non semplice da affrontare, il nodo di oggi viene da molto lontano, da scelte un po avventurose fatte negli anni 60, anche se erano tempi molto diversi da quelli di oggi in particolare per quanto riguarda i costi dellenergia. Resta il fatto che per assicurare alla fabbrica di Portovesme delle condizioni di oggettiva competitivit produttiva sono indispensabili fortissimi aiuti pubblici a fondo perduto (come nel passato, 300 milioni di euro lanno di aiuti illegittimi, secondo le valutazioni della Commissione Europea, cifra della quale richiesta appunto la restituzione), che possono non essere sufficienti, se Alcoa sceglie comunque la via della chiusura; inoltre sarebbero necessari investimenti importanti, capaci quanto meno di compensare i fattori logistico-industriali negativi dellimpianto, non fosse altro appunto per let della fabbrica. molto difficile, se non pura illusione, che questo sia possibile e realizzabile. Detto per inciso, lItalia come abbiamo visto lontanissima dallequilibrio tra produzione interna e domanda di alluminio primario da tantissimo tempo, ma anche lEuropa nel suo complesso non sta andando molto

meglio, con un rapporto tra fabbisogno di metallo e produzione ormai inferiori a un terzo e con la forte probabilit che le cose peggiorino nel breve. Per siamo seri, questa progressiva scomparsa di un tipo di produzione da paesi e continenti per oggettivi motivi di competitivit economica non un dramma, fanno sorridere i richiami alla strategicit della produzione di alluminio primario per un determinato paese o area geografica quando poi tutti sappiamo che se c un mercato veramente globale quello delle materie prime. In Italia e in Europa lindustria dellalluminio c eccome, anche se il primario sta scomparendo da anni, il problema vero non quello inevitabile della chiusura degli impianti di primario che procede da anni a ritmo continuo in Germania, Olanda, Romania, Francia, Inghilterra e che ripetiamo non ha alcuna rilevanza strategica n per lindustria n per i singoli paesi, perch la stessa grande industria mondiale che sposta i propri baricentri produttivi dove c la convenienza e ci sono le condizioni (Alcoa in Arabia Saudita, Hydro in Qatar, Rio Tinto Alcan in Oman) e le loro produzioni come nel passato si riverseranno tranquillamente comunque su tutti i mercati globali. Il rischio reale per il sistema dellalluminio italiano altrove, che la severa problematica di Alcoa metta in ombra la grave questione della sostenibilit della catena industriale del

metallo con le trasformazioni, le lavorazioni e finiture intermedie e le applicazioni finali, di quel mondo complesso fatto di piccole e medie aziende di trasformazione e di fabbricazione prodotti e componenti a valle che occupa con le lavorazioni dirette pi di 10 volte il personale delle produzioni primarie e che crea un indotto di dimensioni complessive come addetti e fatturato per lo meno di due ordini di grandezza superiore. Senza voler fare dei paragoni antipatici, per dovendo rappresentare la realt cos com, il numero dei 500 addetti della fabbrica di Portovesme dovrebbe essere confrontato con gli oltre 10mila addetti di estrusioni, laminazioni, fonderie di alluminio in Italia e le decine di migliaia di aziende che producono macchine per le trasformazioni, stampi e forni per le fonderie, matrici per estrusione, impianti e sistemi di automazione, carpenteria, serramenti, lavorazioni meccaniche, componenti e prodotti per i trasporti, ledilizia, lelettrotecnica, larredamento e il mobilio, ecc.. Ci sono da risolvere da noi i problemi di una pianificazione industriale

Chiudere in Italia una fabbrica di alluminio primario non ha la minima rilevanza strategica

del settore ad esempio nel caso dellestrusione per orientare le produzioni secondo i fabbisogni del manifatturiero, c fondamentalmente da risolvere lannoso problema del dazio UE sul metallo, un fardello oneroso che i trasformatori e gli utilizzatori europei dellalluminio stanno subendo e sopportando da troppo tempo e che ha prodotto sinora effetti anticompetitivi disastrosi con un significativo maggior costo del metallo rispetto agli altri competitori globali delle altre zone mondiali, quindi maggiori oneri finanziari e conseguente riduzione di capacit di servizi. tempo che gli operatori si sveglino, i segnali del mercato sono molto chiari in proposito, con cali di vendite di prodotti e componenti in lega leggera da parte di aziende europee dellarea ad esempio dellautomotive, in contrasto ad un aumento della presenza di fornitori extra UE. I nostri politici in Italia e in Europa a Bruxelles dovrebbero capire una volta per tutte che il vero settore critico dellintero comparto industriale dellalluminio in Europa quello a valle

delle produzioni di grezzo, e su questo dovrebbero concentrare le attenzioni e predisporre misure di salvaguardia; conseguentemente dovrebbero tenere ben chiaro in mente il concetto che il dazio UE del 6%, che tuttora grava sulle leghe di alluminio, comporta praticamente per tutti i prodotti a base di alluminio realizzati in Europa un aggravio anche superiore del 6% rispetto a tutti gli altri paesi competitori. Il mantenimento in Europa del dazio sullalluminio primario, quando oltre il 70% della domanda interna di questa materia prima deve essere importato e il prezzo di mercato pagato dagli utilizzatori europei ai produttori extra UE quanto meno del 6% superiore alla media del mercato globale, con tutta evidenza un clamoroso fattore di non competitivit per lindustria a valle trasformatrice e manifatturiera, e uno strumento insostenibile per favorire gli smelters UE che, come abbiamo visto nel caso Alcoa, non vedono lora di andare a produrre altrove. I politici debbono anche sapere che le compagnie multinazionali produttrici di primario in Europa, e che da anni stanno investendo in impianti di primario a basso costo nelle aree a costi energetici competitivi, sono le stesse che controllano le associazioni europee di settore che da anni strepitano per convincere la Commissione a mantenere il dazio sullalluminio mentre tutte operano da paesi che hanno rimosso questo tipo di tariffa da anni.
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ontributi a fondo perduto fino a 15.000 euro e una procedura di prenotazione semplice e collaudata. Questi i punti di forza del bando Voucher per ricerca e innovazione e contributi per processi di brevettazione 2012 promosso nellambito dellAccordo di Programma Competitivit tra Sistema camerale lombardo e Regione Lombardia. Le Pmi lombarde potranno contare su oltre 6 milioni di euro per gli interventi che avvicinino le aziende ai temi dello sviluppo tecnologico e dellinnovazione, realizzando un sistema in cui i diversi soggetti imprese, universit, centri di ricerca, istituzioni partecipino attivamente alla realizzazione di processi innovativi, intesi come strumenti indispensabili per la competitivit delle imprese sul mercato. Liniziativa prevede lassegnazione di un buono nominativo e non trasferibile fina-

RELAZIONI ESTERNE E COMUNICAZIONE LGH - PARISI FERRANDI:ERETICI

lizzato a sostenere 5 tipi di interventi: dalla consulenza in innovazione tecnologica e brevettazione, allo sviluppo di sistemi per la sicurezza informatica, dallinserimento in azienda di temporary manager qualificati al supporto per la partecipazione ai bandi europei del VII Programma Quadro. Grazie ad un programma di incentivi interessante e non impegnativo, che consente di finanziare attivit di supporto fondamentali per lavvio di futuri investimenti strategici, il bando si configura senza dubbio come uno strumento valido per sostenere le aziende in un processo di rinnovamento difficile ma al contempo indispensabile in periodi di crisi. Ma come funzionano i voucher? Una volta individuata la misura di interesse (che andr a finanziare unattivit ancora da svolgersi) le imprese dovranno prenotare il contributo attraverso una procedura on-line ed attendere il

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termine della fase istruttoria (al massimo 30 gg) in cui viene verificata la correttezza amministrativa della domanda. In caso di esito positivo si potr dare inizio alle attivit che dovranno tassativamente terminare entro 180 giorni dal decreto di pubblicazione delle domande ammesse (240 giorni solo per il voucher C). Per le imprese che avranno rispettato queste tempistiche sar possibile accedere alla fase di rendicontazione, al termine della quale la Camera di Commercio competente provveder ad erogare limporto previsto dal voucher (entro al massimo 60 giorni). Per ogni impresa sar possibile richiedere un solo voucher per misura fino a un massimo di tre, cui potr aggiungersi una sola richiesta di contributo nellambito della misura E (processi di brevettazione). Particolarmente avvantaggiate le nuove imprese (costituite da non pi di 12 mesi) per le quali sono previsti contributi pi consistenti. La misura aperta dall11 settembre e chiuder ufficialmente il 28 febbraio 2013, ma gi nel corso del primo mese di attivit in molte province i fondi sono andati esaurendosi. Le imprese della Provincia di Brescia godono di uno stanziamento complessivo di 493mila euro, secondo solo a quello di Milano, ma i risultati delle precedenti edizioni testimoniano un esaurimento quasi totale dei fondi entro i primi tre mesi di apertura. Meglio affrettarsi!
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uN MARCHIO PER BREsCIA


La Provincia lancia un nuovo brand con lobiettivo di sostenere le aziende del territorio. E mette sul piatto mezzo milione di euro.

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deve essere in regola con il pagamento dei contributi sociali e previdenziali, dimostrando anche di aderire ai princpi di qualit, sicurezza, tutela ambientale, risparmio energetico e innovazione. Infine le aziende interessate devono versare una quota di adesione triennale legata al volume daffari nellanno solare precedente alla presentazione della domanda (si va da un minimo di 300 euro a un massimo di 5mila). In cambio, gli aderenti alliniziativa riceveranno un kit con il merchandising e le regole di utilizzo di un simbolo che non soltanto una garanzia della qualit di un prodotto, ma soprattutto un segno distintivo della sua provenienza e dei valori espressi dalla rete di imprese del territorio. Unopportunit in pi, insomma, per coloro che vogliono puntare sulla brescianit delle proprie produzioni o dei propri servizi. In un momento tanto difficile per leconomia, ha spiegato lassessore alle Attivit produttive Giorgio Bontempi durante la conferenza stampa, il Broletto scende in campo con un investimento importante per valorizzare il territorio, dando unopportunit in pi alle piccole e medie aziende dellartigianato, del commercio, dellagricoltura e del turismo di far crescere i propri fatturati

e di partecipare a condizioni agevolate alle iniziative che verranno organizzate per la promozione del marchio. S, perch liniziativa finalizzata in primo luogo a sostenere quella miriade di realt (110mila le aziende attive nella provincia) che non dispongono di un brand riconoscibile, fornendo loro la possibilit di utilizzare un logo che richiama le tante eccellenze bresciane nei campi dellenogastronomia, dellartigianato, delle armi e del turismo. Questo ha sintetizzato Bontempi non un marchio di prodotto, ma di territorio: un territorio che vanta una forte cultura del lavoro e la cui economia composta per il 98 per cento da piccole imprese. Labbiamo promesso in campagna elettorale ha quindi aggiunto Molgora e, dopo due anni di lavoro, siamo riusciti a realizzarlo. Con questa iniziativa vogliamo tutelare il consumatore e, nel contempo, aiutare le tante imprese che hanno avuto il coraggio di non delocalizzare a diventare pi forti. Una scelta coraggiosa e innovativa, la nostra, perch, per sostenere il tessuto economico, non abbiamo scelto di puntare sulle opere pubbliche o sui contributi diretti. Lintento ha concluso il presidente del Broletto che i bresciani diano la preferenza ai beni e ai servizi che vengo-

no offerti dalle aziende del loro territorio invece che a quelli esteri, prestando fiducia a chi opera quotidianamente per dare ricchezza, benessere e qualit alla provincia. Una fiducia che, almeno degli intenti dei promotori, sar ben risposta. Anche i consumatori, infatti, avranno vantaggi concreti da questa operazione. Controlli collaborativi e un comitato di vigilanza garantiranno il rispetto delle regole, contrastando le eventuali contraffazioni e come ha sottolineato lassessore allAgricoltura Gianfrancesco Tomasoni fornendo maggiori certezze per quanto riguarda la sicurezza alimentare e le qualit organolettiche dei prodotti. In questo modo, inoltre, si potr promuovere linternazionalizzazione del comparto agricolo bresciano, che uno dei principali dItalia e gioca un ruolo significativo nel definire il bilancio annuale del sistema Brescia. Ma non solo. Lassessore Silvia Razzi, infatti, ha gi preso limpegno di portare liniziativa del Broletto alla prossima edizione della Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano. Perch il vero sogno del Broletto come ha sottolineato Molgora, chiedendo grande appoggio alle associazioni di categoria quello di contribuire a portare Brescia nel mondo.

n marchio della brescianit. E risorse non un fiume di parole o vaghe dichiarazioni di intenti per promuoverlo. La Provincia di Brescia ha messo sul piatto mezzo milione di euro con lobiettivo dichiarato di dar vita alla pi ambiziosa azione anti-crisi dellera Molgora. Un progetto epocale, cos lha definito il
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di aNdrea torteLLi

presidente, presentato ufficialmente lo scorso 25 maggio, quando per la prima volta le reflex dei fotografi hanno potuto immortalare il logo registrato dal Broletto nel 2010: un volto ruggente di leone dai contorni azzurri, al centro del quale campeggia la scritta in stampatello Made in Provincia di Brescia. Ma la straordinariet delliniziativa non certo nellestetica, che richiama pur rivisitandolo con originalit il

simbolo del Comune di Brescia e di diverse societ sportive. Bens nellobiettivo di fondo: quello di dar vita a un marchio di identificazione territoriale, che aiuti le aziende pi piccole a fare rete e permetta ai consumatori bresciani di scegliere i prodotti della Leonessa. I requisiti da rispettare per fare mostra del bollino sono molto precisi. Almeno il 60 per cento della produzione e delle maestranze deve risiedere nel territorio provinciale. Il richiedente, inoltre,

La richiesta di utilizzo del marchio pu essere presentata da qualsiasi impresa (cinque i settori di riferimento: agricoltura, industria, artigianato, commercio, servizi e turismo) in possesso dei requisiti citati. La procedura pu essere conclusa online attraverso la sezione dedicata del sito ufficiale del Broletto (www.provincia.brescia.it), dove disponibile tutto il materiale informativo. Per informazioni, dal luned al venerd, dalle 9 alle 12, ci si pu rivolgere allo Sportello marchio (Area Sviluppo Economico, Settore Economia e Politiche Negoziali al secondo piano di via Cefalonia 50), direttamente, telefonicamente (030.3749.342/308/278) o via mail (progettieconomia@provincia. brescia.it).

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Cinque aziende lombarde Risol, Tenute La Montina, Consorzio 05/09 Premax, Tradizioni Padane, GirziLine , di cui quattro bresciane, hanno presentato a Monticelli Brusati You Chef, un progetto multicanale innovativo, costruito sulle esigenze di una cucina sana e consapevole, sul benessere individuale e su una moda basata sulla creativit e sullo stile individuale. Le aziende hanno scelto di condividere obiettivi e canali di vendita, attraverso lutilizzo del nuovo istituto giuridico rappresentato dal Contratto di Rete. Ogni azienda potr accrescere la propria capacit innovativa, la propria gamma di prodotti e le proprie vendite, agendo sui canali di vendita in modo autonomo, ma condividendo ricerca, progettazione e comunicazione con gli altri partner di rete. Tutti potranno vendere tutto, cos si realizzer concretamente la multicanalit a favore del consumatore e del suo bisogno di qualit. Presidente della Rete You Chef Andrea Montini, direttore generale di Risol. Vice presidente Giovanni Gianola, direttore generale del Consorzio Premax, composto da ben 40 aziende. You Chef si presenta con quattro linee in tre settori: nel settore cucina con i marchi di linea Prestige e Senza Glutine; nel settore bellezza con il marchio di linea Beaut; nel settore moda con il marchio di linea Art&Craft. Per le prossime ricorrenze natalizie saranno sul mercato 25 kit, composti da prodotti food e non food, selezionati allinterno della gamma prodotti dei cinque partner.

dei quali la domanda estera ha avuti influssi diversi nei primi sei mesi di questanno. I comparti pi dinamici sono: prodotti dellagricoltura, silvicoltura e pesca; prodotti delle attivit di trattamento dei rifiuti; prodotti delle miniere e delle cave; metalli e prodotti in metallo. Per quanto riguarda la destinazione geografica, i mercati che hanno dato il maggior contributo alla tenuta delle esportazioni bresciane risultano lAfrica, gli Stati Uniti, lIndia e il Brasile.

Il debutto di Gluten Free Expo 2012


La prima manifestazione interamente dedicata al mondo del 17/09 senza glutine lancia la sua prima edizione. Si terr dal 14 al 17 dicembre 2012, presso il polo fieristico Brixia Expo di Brescia. Larea espositiva del Gluten Free Expo ospiter le sempre pi numerose aziende impegnate nella produzione e nella distribuzione di alimenti senza glutine, che coglieranno loccasione per presentare importanti novit. La fiera non si limita a unesposizione di prodotti, ma dedica ampio spazio anche ai contenuti, organizzando aree appositamente allestite che ospiteranno laboratori di cucina senza glutine gratuiti condotti dai migliori chef, Junior Lab dedicati ai pi piccoli, degustazioni guidate e una sala conferenze da 300 posti che ospiter diversi incontri sul tema del senza glutine condotti da esperti degli Spedali Civili di Brescia, Federfarma e AIC Italia. Partner della manifestazione saranno il Comune di Brescia, la Provincia di Brescia, il Sistema Sanitario Regione Lombardia, gli Spedali Civili di Brescia, lAssociazione Italiana Celiachia Lombardia Onlus, la Circoscrizione Sud ed il Brixia Expo. Il Gluten Free Expo si presenta come unassoluta novit a livello europeo infatti non esiste una fiera interamente dedicata alla celiachia e si propone come palcoscenico europeo per tutte le aziende del settore non solo del senza glutine, ma anche operanti nel settore alimentare in generale.

Da sinistra Giovanni Gianola (Premax), Leonardo Scalvini (Tradizioni Padane), Maria Anna Mammana (GirziLine), Andrea Montini (Risol) e Michele Bozza (La Montina)

Eredi Gnutti Metalli acquisisce Dalmet


Una nuova operazione per la bresciana S.A. Eredi Gnutti Metalli. 18/09 Lo scorso 30 agosto stata definita lacquisizione di Dalmet, societ di Novate Milanese (Mi), attiva dal 1948 nel mercato della lavorazione e commercializzazione di laminati in rame, ottone e bronzo. La scelta di integrare verticalmente la struttura del Gruppo, grazie ad un centro servizi altamente tecnologico e guidato dalle esigenze dei singoli clienti, risponde alla necessit dettata dal mercato di fornire prodotti sempre pi personalizzati. Lacquisizione di Dalmet che ha una capacit produttiva di 3mila tonnellate, rivolte principalmente a clienti nazionali porter ad ottenere da subito sinergie tanto commerciali quanto industriali. Loperazione succede a quella della veneziana llnor, avvenuta nel settembre 2010, grazie alla quale il Gruppo Eredi Gnutti Metalli ha saputo non solo radicarsi nel mercato nazionale, ma soprattutto acquisire quote di mercato europee grazie anche alla controllata tedesca Ilnor Spaltcenter Gmbh di Stoccarda, assumendo al tempo stesso un assetto completo e internazionale.
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Bresciano: rallenta lexport (+0,9%), crolla limport (-15,9%)

la nuvola dellIC T. oggi a Brescia.


w w w.cloudnet.it

14/09 I dati Istat a giugno 2012, elaborati dal Centro Studi di AIB e diffusi a livello provinciale, indicano un aumento solo dello 0,9% rispetto al primo semestre del 2011 e una contrazione delle importazioni del 15,9%. La tendenza ancora positiva delle esportazioni decisamente inferiore a quella rilevata sia in Lombardia (+4,9%) che in Italia (+4,2%), mentre landamento negativo delle importazioni pi marcato rispetto a quello nazionale (- 5,8%) e regionale (-10,2%). Le esportazioni si sono attestate a fine giugno a 6.916 milioni di euro e le importazioni a 3.716 milioni, con un saldo positivo di 3.200 milioni di euro. Laumento delle esportazioni riguarda solo alcuni settori nei confronti

TU E IL FISCO

UBRICA

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di ferdiNaNdo MagNiNo

Nuove regole sulla crisi per provare a crescere

volvocars.IT

a riforma della legge fallimentare, in vigore dal 11 settembre, contiene novit positive, la cui riuscita per minacciata da aspetti negativi e rischiosi. La parte saliente del nuovo art. 33 del DL 83/2012 rappresentata dalla dichiarata opzione di agevolare le imprese nelluscita dalla crisi premiando soluzioni che mettano al centro la continuit aziendale. Ora, non seriamente sostenibile che tutte le nuove disposizioni siano orientate ad assecondare unimpresa in crisi che voglia proseguire lattivit, ma la base senza dubbio questa. Una precisazione simpone sin da subito: il fatto che si sia voluto premere lacceleratore sulla soluzione delle crisi incentivando il ricorso al concordato preventivo un dato di fatto, non un giudizio di valore. Un primo e affrettato bilancio potrebbe chiudersi con un segno positivo, perch le novit favorevoli sono decisamente prevalenti su quelle negative; quelle negative, per, potrebbero innescare meccanismi perversi tali da inficiare il risultato complessivo. La stessa opzione che premia la continuit aziendale non scevra da rischi, anche seri, visto che nella maggior parte dei casi questa continuit assicurata da apporti finanziari che, venendo a fruire (giustamente) del vantaggio della prededuzione, possono erodere ulteriormente le aspettative dei creditori pregressi. Soprattutto in un momento di gravissima crisi macroeconomica, le prospettive dichiarate nella proposta possono risultare velleitarie e tali da indurre i creditori, specie quelli meno attrezzati, a sentirsi pi garanti-

ti dalla procedura fallimentare. Non a caso, il legislatore ha inciso sul modo di espressione del voto, proprio per rendere i creditori apatici lago della bilancia, col metodo del silenzio-assenso. Giova segnalare il fatto che, purtroppo, ancora una volta, si privilegiata la tecnica del rattoppo (magari un buon rattoppo) rispetto alla tecnica dellintervento strutturale. Il continuo ricorso alla decretazione durgenza non ha consentito una riforma strutturale. In sintesi, i tratti qualificanti dellintervento normativo sono concentrati su tre poli, tra loro intrecciati: il concordato preventivo, gli accordi di ristrutturazione e i finanziamenti. Gli accordi di ristrutturazione non subiscono variazioni profonde, ma laccresciuto ruolo del professionista attestatore (che deve, ora, espressamente attestare anche la veridicit dei dati aziendali), la previsione di un regime dei finanziamenti diverso e pi articolato, la decisione di rendere un po meno rigido il pagamento dei creditori estranei (con una breve moratoria di centoventi giorni) e lintroduzione di un regime autorizzatorio sui pagamenti sembrano da un lato irrobustire listituto, ma al contempo vanno nella direzione di uningessatura. Uningessatura che rischia di porre gli accordi di ristrutturazione in una posizione di minorit rispetto a un concordato preventivo, che si arricchisce notevolmente di nuovi istituti tutti volti, da un lato, a favorire la prosecuzione dellattivit e, dallaltro, a incentivare ulteriormente un approdo tempestivo nei tribunali e un approccio ancora pi elastico nella proposta. Esaminandole in filiera, le novit del

concordato sono aperte dalla previsione del confezionamento della domanda in bianco e cio la riconosciuta legittimit allaccesso ad alcuni benefici del concordato (si pensi, in particolare, agli effetti inibitori su azioni esecutive e cautelari) prima ancora della fissazione del contenuto del piano e della proposta. Unipotesi che vorrebbe accostare lesperienza italiana a quella nordamericana, specie perch condita dalla voluta immediata intromissione del giudice, a cui poteri autorizzatori di ampio respiro restituiscono un ruolo gestorio (sebbene solo per assecondare il debitore). Degni di rilievo sono, per, anche alcuni corollari, volti a favorire una prosecuzione dellimpresa: dal regime dei contratti pendenti (rimesso allautonomia dellimprenditore), allalleggerimento del peso delle ipoteche giudiziali (quelle iscritte nellimminenza della crisi sono armi disinnescate), alle regole sulla sospensione delle rigidit del sistema codicistico sulla permanenza del capitale sociale nelle srl e nelle spa, alla nuova disciplina dei pagamenti dei creditori anteriori quando essenziali, per non dimenticare la protezione nel campo degli appalti pubblici. Poich si discute di crisi dellimpresa in un contesto di auspicata crescita, ovvia era unattenzione verso il finanziamento alle imprese in crisi, certo oggi meglio regolato sul piano sostanziale, ma in un variegato, e invero un poco dispersivo, triangolo di disciplina. Prima ancora di una disamina nel dettaglio che tanti faranno, credo sia opportuno porre laccento sulle possibili problematiche rivenienti dalla opportunit di presentare la domanda in bianco.
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Nuove figure professionali, ma anche un atteggiamento del fare positivo: nonostante la crisi e la scarsa fiducia nei loro confronti, i giovani non si abbattono, si adattano e si aprono a nuovi mercati.

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ome voglio che sia il mio futuro?. Questo il titolo del documentario firmato dal regista Maurizio Zaccaro, presentato allultimo Festival di Venezia. Il progetto, nato da unidea di Ermanno Olmi, offre uno spaccato significativo delle attese, delle speranze, delle delusioni e dei timori dei giovani di oggi, declinato in centinaia di testimonianze, realizzate in tre anni in giro per lItalia. Il quadro che emerge racconta come nonostante la crisi, la disoccupazione e le prospettive allarmanti sul futuro i giovani abbiano uno sguardo positivo, pur non nascondendo un certo grado di sfiducia nelle istituzioni. Ed questo atteggiamento, a bicchiere mezzo pieno, che si riscontra parlando con i laureati, laureandi e al primo impiego delle nostre citt, nonostante i dati oggettivi siano tuttaltro che carichi di speranza. Bench Brescia e Bergamo abbiano un tasso di disoccupazione generale molto pi bassa della media italiana, la disoccupazione giovanile continua a crescere e sta diventando

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un problema sempre pi serio. Una percentuale in crescita di giovani tra cui vi sono anche profili che in tempi migliori non avrebbero avuto difficolt a trovare un lavoro a rischio di disoccupazione prolungata o di inattivit, con effetti che potrebbero divenire irreversibili. Secondo la documentazione Istat pi recente, a luglio 2012, i tassi di disoccupazione giovanile nel nostro Paese hanno raggiunto livelli superiori al 35%. Ma se vero che la recessione fa piazza pulita dei posti di lavoro, in tempi di crisi ci sono anche imprese che cercano personale e nuovi settori lavorativi che richiedono leve. Le aree di maggior interesse sono quelle legate ai settori meccanici, informatici e ingegneristici, anche per soddisfare il comparto imprenditoriale di Brescia e Bergamo che da sempre specializzato in queste industrie. Anche per le materie umanistiche c comunque una speranza, soprattutto nelle imprese legate al marketing e alla comunicazione: infatti anche le aziende pi tradizionali decidono di aggiornarsi ai nuovi standard e richiedono queste figure. Altro ambito che non deluder sar quello legato alla cultura: nonostante la crisi, le imprese legate ad essa hanno visto crescere il numero di occupati del settore, dal 2007 al 2011, a un ritmo medio annuo dello 0,8%. E, in

NCHIESTA

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Lavoro Lombardia, ne sono la prova le province di Bergamo e Brescia che, in base allindagine nazionale Excelsior realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro, si classificano sul podio, rispettivamente al secondo e al terzo posto dopo la metropoli di Milano. Infine tengono bene i mercati del lusso e quelli legati al turismo. E proprio per rispondere a questa esigenza lUniversit di Bergamo ha attivato da qualche anno il Corso di laurea magistrale in progettazione e gestione dei sistemi turistici, che ha lobiettivo di inquadrare il fenomeno turistico della rete territoriale ci racconta Lorenzo Locatelli, tutor dorientamento post laurea dellUniversit. Uno sviluppo del comparto turistico stato favorito indirettamente anche dallaeroporto di Orio Al Serio, che ha evidenziato la carenza di figure professionali che adesso si stanno affermando sia nel comparto alberghiero, sia nelle agenzie di viaggio, ma soprattutto in tutti quegli ambiti di promozione e di social network legati a questo settore. Lo stesso atteggiamento positivo e la voglia di sfidare il domani sembrano infine qualit di tutti quei giovani che hanno deciso di mettersi in proprio, chi con la propria partita Iva da libero professionista, chi dando vita a start up, sperando che il successo sia la loro prova. No, purtroppo. Credi che i giovani siano troppo protetti dalla famiglia per adattarsi a fare lavori diversi da quello per il quale hanno studiato? Credo dipenda dal settore di studi scelto e dalle ambizioni personali. Talvolta adattarsi il sinonimo brutto della rinuncia. Marta, 27 anni, laureata in Scienze della Comunicazione Cosa pensi di chi ritiene che i giovani siano troppo protetti dalla famiglia? Che siamo costretti a farlo, visto i soldi che guadagniamo. Io mi sono adattata a fare molti lavori prima di trovarne uno a 300 euro al mese che rispondesse ai miei studi e che comunque provvisorio. Preferiresti un impiego fisso o sperimentare pi lavori fino a trovare quello dei tuoi sogni? Al momento preferirei guadagnare di pi con un contratto sicuro. Il lavoro dei miei sogni sta in un cassetto: mi piacerebbe fare pi esperienze, basta che non diventi la regola di sempre. Credi che il governo stia adottando le giuste misure per aiutare linserimento dei giovani nel mondo del lavoro? Io ho un contratto a tempo determinato, ma non mi dispiacerebbe iniziare un apprendistato serio, che so essere salvaguardato da questa riforma. In linea generale, per, credo che ci sia sempre troppa distanza tra le leggi e il mondo reale. fabio, 26 anni, Ingegnere A distanza di un anno dalla laurea, hai trovato lavoro? Uno part-time. Nel mio ambito il lavoro c. Il problema quanto viene retribuito. Essere un neolaureato sinonimo di incompetenza per la maggior parte dei datori di lavoro. Credi che Brescia offra buone opportunit nel tuo campo? Penso proprio di s. Credo che la stasi dipenda dallandamento generale, ma sono fiducioso. Cosa ti aspetti dal futuro? Un contratto serio.

Bergamo
giada, 27 anni, psicologa Come ti sei mossa per trovare lavoro? Ho cominciato a lasciare il mio cv, senza ottenere alcun risultato. Oggi collaboro con una cooperativa. Sei soddisfatta? Per ora s, visto cosa succede in Italia, anche se lo stipendio basso e soprattutto non c certezza di proseguire a lungo. Saresti disposta ad andare allestero? Essendomi confrontata con realt europee durante alcuni miei viaggi, considero ogni giorno lidea di partire, ma poi spero sempre che le cose cambino. So che lItalia reagisce bene. Marco, 26 anni, laureato in Giurisprudenza Stai svolgendo un lavoro attinente a quello che hai studiato? Sto facendo praticantato presso uno studio di avvocati. Non stato difficile trovarlo. Ovviamente non un impiego, ma un percorso formativo. La Riforma Fornero ha vietato prestazioni gratuite per i laureati. Cosa pensi in proposito? Io prendo un rimborso spese. Se si vogliono ridurre i rischi di svolgere tirocini gratuitamente, c il rischio che molti potrebbero non esistere pi. E la formazione fondamentale. Cosa ti aspetti nellimmediato futuro? Di passare il prima possibile lesame di stato per labilitazione, sperando che lo studio dove sono ora abbia ancora bisogno di me.

LA PAROLA AGLI sTuDENTI


Brescia
andrea, 27 anni, studente in Relazioni pubbliche e pubblicit Credi che il tuo percorso di studi ti stia formando per il lavoro che vuoi fare? Ogni percorso di studio forma in qualche modo la persona, anche se ritengo indispensabile che di fondo esista una naturale predisposizione dellindividuo. Nel mio caso, ritengo che laccoppiata triennio (Laurea in relazioni pubbliche e pubblicit) e biennio specialistico (Marketing) mi abbia formato in modo positivo. Ovviamente, come spesso accade, la preparazione ottenuta corrisponder solo in parte alle
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necessit espresse dal mondo lavorativo e credo servir un grosso spirito dadattamento e una rinnovata voglia di imparare. Saresti disposto, pur di lavorare, ad accettare un lavoro che non appartenga allambito per cui hai studiato? Al momento non credo che l fuori esista il lavoro della mia vita, perci, perch no?, sarei disponibile anche a sperimentare lavori in ambiti differenti, purch mi permettano lauto-sostentamento e la salute psico-fisica. Quali sono i passi che farai per cercare lavoro? Penso di puntare sulla redazione di un buon curriculum da inviare a una lista

selezionata di aziende/agenzie di comunicazione. Nel caso lapproccio classico non dovesse funzionare, inizier a guardarmi attorno, rivolgendomi ad agenzie specializzate nella ricerca di posti di lavoro, chiedendo consigli e aiuti a parenti, amici, varie liste di contatti. Non penso esista la formula magica per trovare il primo impiego, serve un giusto mix di decisione, costanza e fortuna. giulia, 27 anni, laureata Hai gi trovato lavoro? S, sono impiegata. Limpiego riguarda il tuo piano di studi?

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francesco, 23 anni, web master Credi che Bergamo offra delle buone opportunit di lavoro? Nel mio campo si sono aperte diverse porte, nel senso che molte aziende lontano dal mondo del web hanno deciso di aggiornarsi e quindi il lavoro non mi manca. Unico problema al momento la difficolt di recuperare tutti i crediti. Quali sono a tuo parere i settori che cresceranno? Tutto il mondo digitale in costante aumento, basta solo tenersi aggiornati. Dando uno sguardo intorno credo che tutte le materie tecniche e scientifiche abbiano ottimi sbocchi. Lo stesso dicasi per chi per chi ha frequentato le universit di lingue, specializzandosi in cinese e arabo. Tu lavori in proprio: vorresti un lavoro fisso da dipendente? Da un lato mi piace la mia indipendenza: mi gestisco tempo e lavoro in base alle esigenze. Certo, avere una certezza economica non mi dispiacerebbe, e se ricevessi unottima offerta ci penserei.

NCHIESTA

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Lavoro

RifoRma del lavoRo: i punti salienti peR chi si immette nel mondo del lavoRo Testo diventato Legge 28 giugno 2012, n. 92.
contratto di apprendistato: pensato per i giovani tra i 15 e i 29 anni, si tratta di un contratto di tre anni (minimo 6 mesi), durante i quali lazienda gode di diversi sgravi fiscali ed obbligata a fare formazione, rilasciando un certificato alla fine del percorso. Lapprendistato si pu concludere o con una risoluzione del rapporto o con unassunzione a tempo indeterminato. contratti a termine: di base vi lidea di disincentivarli aumentando i costi a carico delle aziende. Inoltre dopo il superamento dei 36 mesi esso si trasforma in indeterminato. stage: non sar pi permesso alle aziende fare stage gratuiti per i giovani che hanno gi concluso la formazione universitaria. Chi ha concluso il suo ciclo formativo deve essere pagato per il lavoro che svolge. Partite iVa: c lobbligo di trasformare le consulenze in collaborazioni coordinate e continuative o in contratti a tempo indeterminato per le partite IVA che presentano almeno due delle seguenti caratteristiche: non superano i 18mila euro di reddito lordo annuo; hanno almeno 8 mesi di lavoro presso la stessa azienda; hanno un corrispettivo pagato superiore all80% rispetto a quello di un dipendente o collaboratore e una postazione fissa in ufficio.

IL SOCIOLOGO DEL LAVORO

IL PEGGIO DEVE ANCORA ARRIVARE?


Intervista al Professor Dario Eugenio Nicoli, docente di Sociologia economica e del lavoro, allUniversit Cattolica del Sacro Cuore di Brescia.
Sta dicendo che il peggio Professor Nicoli, la situadeve ancora arrivare? zione di oggi migliore Fino ad oggi la situao peggiore di come la zione stata suppordisegnano i media? tata dallimpresa Rispetto ai valori economici, le confamiglia: i giovani seguenze sociali non disoccupati sono sono ancora cos mantenuti dalla gravi, non essendo famiglia e lo stesso stata intaccata lecovale per le piccole nomia reale in termini imprese, che si sono ricapitalizzate solo grasostanziali. Il gioco oggi zie ad essa: per poter regancora finanziario e provoca gere la crisi, si sono usati un fermo della mobilit del denaro, perch mancando la Dario Eugenio Nicoli mezzi finanziari propri. La fiducia tra soggetti economici non ci sono crisi non ha ancora manifestato la sua passaggi di denaro che consentono di far parte distruttiva: se entro lautunno la funzionare il sistema. In base al calo del questione euro si risolver ci pu essere Prodotto interno lordo la disoccupazione una ripartenza, in caso contrario la caduavrebbe dovuto essere ancora pi alta. ta delleuro significherebbe, per il nostro Paese, la perdita del 25 per cento della propria ricchezza. Il problema pi grande per questa sfiducia generale, che sta facendo danni al di sopra di tutto. In che senso? C un lamento generale che fa impressione. Intanto i media che funzionano per parole dordine settimanali: prima lo spread, adesso lequilibrio dei conti. Ogni sette giorni parte un allarme differente. E la colpa cade sempre e solo sullo Stato. Il punto che non ci si fa la domanda giusta, e cio: a quali spese non produttive devo rinunciare per investire su quelle produttive? Nessuno ragiona cos, perch la cultura individuale e consumista nella quale viviamo ha prodotto un atteggiamento conservatore sia negli operatori economici sia nelle aggregazioni sociali e nelle persone: il punto

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preservare ci che si ha. Con quello che sta succedendo non forse legittimo? Se si pensa al domani no. C un intorpidimento della capacit di reazione e manca una visione collettiva del bene futuro. Hanno paura di perdere quello ottenuto fino ad oggi? S, senza rendersi conto che esistono valori ben pi importanti della ricchezza che stanno tentando di salvaguardare. Perdere fiducia nel futuro, anche in termini economici, un fattore decisivo: proprio nei momenti di crisi che i beni morali sono essenziali. La finanza ha preso il posto delleconomia reale. Quanto ha inciso su questa crisi? Molto, da una parte ci sono lavoratori che pagano, dallaltra ci sono lavoratori che speculano. Non il capitalista col naso adunco nascosto nel suo ufficio che muove i capitali, ma i fondi pensione americani e canadesi. Per la colpa non loro, ma degli operatori bancari e parabancari che hanno creato dei titoli spazzatura e che non hanno dichiarato con trasparenza cosa era marcio e cosa buono. Il movimento finanziario indica il valore di un investimento, quindi non va demonizzato, ma occorre riconoscere che gli stessi investitori hanno perso lorizzonte del tempo. Tutti dicono salviamo leuro, ma ognuno poi pensa per s: c gente che sta guadagnando parecchio in questo momento di crisi. Mi pu fare un esempio? Unora, questo dura il gioco speculativo economico. La Spagna chiede 100 miliardi di euro. Li ottiene. Ovviamente, il luned, il mercato finanziario si apre positivo. Lo speculatore agisce in modo da poter incamerare questo vantaggio, quando si sa che c una tendenza al rialzo. Investe alle 9 del mattino, alle 10 ha guadagnato il 2 per cento e se ne tira fuori. Questo intendo: comportamenti di sopravvivenza di brevissimo periodo che dominano su investimenti di medio termine. Tornando alla questione disoccupazione, quanto incidono linnalzaMESI 12ottobre 2012

NCHIESTA

Lavoro mento dellet pensionabile e il calo demografico? A noi mancano 2 milioni e mezzo di giovani, tant vero che la classe pi numerosa di persone va dai 57 ai 67 anni. Quando la popolazione invecchia e non ci sono nuovi nati le conseguenze sono pesantissime: in primis il carico sociale che vedr, nel 2025, il rapporto pensionato-lavoratore di 2 a 1, con la tendenza a crescere. Per fortuna ci sono gli immigrati giovani che lavorano e che versano contributi a vantaggio dei pensionati italiani. E questo alla faccia di chi pensa che portino via il lavoro: ci che fanno viene rifiutato dagli italiani. vero che ci sono lavori che nessuno vuole fare? C unenorme sproporzione tra lavori ricercati e lavori offerti: mestieri come il saldatore, linstallatore di impianti fotovoltaici, ma anche il magazziniere, la commessa, il venditore, lartigiano non sono considerati di prestigio sociale. I pochi giovani che si immettono nel mercato preferiscono lavori prestigiosi, ma con minore possibilit occupazionale. I figli della societ consumista hanno la concezione che il primo lavoro predittivo del loro ruolo futuro nella societ. Per cui non ne accettano uno qualunque e preferiscono rinunciare a delle opportunit intermedie, perch sono convinti che, da queste, ne deriverebbe una collocazione sociale definitiva di minore prestigio. Il mercato del lavoro per funziona al contrario: il titolo di studio deve affrontare lesame della realt. Le famiglie sono molto protettive, e sostengono i figli in questo, ma per fortuna tra Brescia e Bergamo non ancora cos. Lepiteto lazzarone da noi unoffesa gravissima. Brescia, Bergamo, Lecco, Cuneo:

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questarea permeata da un cattolicesimo lavorista che insegna il dovere, il sacrificio, limpegno, e quindi letica del lavoro molto forte. Queste zone hanno sempre avuto piena occupazione e, anche oggi, i tassi di disoccupazione sono molto meno della media nazionale. Quali sono i settori che avranno bisogno di figure nel futuro? Il settore socio assistenziale sanitario sar unarea in continua crescita: meno i genitori hanno figli, meno la cura pu essere gestita in ambito familiare. In ambito produttivo, invece, saranno forti le aziende che realizzano macchine uten-

NCHIESTA

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Lavoro sili e impianti tecnologici. Ma anche i settori dellenergia alternativa, del riciclo di materiale recuperato attraverso la gestione differenziata dei rifiuti, dellinnovazione tecnologica, dellingegnerizzazione dei processi. Esiste in Europa un modello al quale sarebbe opportuno ispirarsi? Ritengo molto interessante quello danese. Il contratto di lavoro si fa in un semplice ufficio. In Danimarca il giovane studia e lavora. Vuole fare il compositore? Bene, ma nel frattempo fa il cameriere, il commesso. Non bisogna drammatizzare la mobilit se ben tutelata: l esistono corsi di formazione, attivit di sostegno ai disoccupati. E se questi ultimi rinunciano a due offerte di lavoro consecutive perdono lassegno. Noi invece siamo legati a un welfare troppo protettivo, anche se non basta cambiare le leggi. Le leggi non creano latteggiamento culturale. Il segreto riprendere una parte della saggezza popolare e staccarsi dalla famiglia chioccia. La tutela va garantita al lavoratore e non al posto di lavoro. Ci vuole dinamicit per stare al passo con lattivit economica, che fluida e richiede un costante coinvolgimento.

IL DIRIGENTE UNIVERSITARIO

FEDERICA GRANA
Responsabile del servizio comunicazione dellUniversit degli Studi di Brescia
Quali iniziative luniversit di Brescia sta attuando per migliorare linserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro? Servizi di accoglienza e di erogazione delle informazioni, servizi di orientamento, di mediazione per lincontro tra domanda e offerta, servizi di accompagnamento allinserimento professionale. Inoltre gli stage curriculari, obbligatori e facoltativi, inseriti in molti dei corsi di laurea presenti nellofferta formativa. Nel bresciano quali sono i settori che maggiormente avanzano richiesta di nuove forze lavorative? Il territorio bresciano caratterizzato da una prevalenza di attivit manifatturiere oltre ad attivit riconducibili al terziario e al mondo finanziario. Le richieste da parte delle aziende sono in linea con questa struttura economica, bench privilegino soprattutto, cos come accade a livello nazionale, le professioni ingegneristiche ed economiche. In che percentuale gli stage vanno a buon fine? Gli stage curriculari hanno come finalit il completamento del processo formativo. Gli stage extracurriculari (post laurea) mirano a favorire la conoscenza diretta del mondo del lavoro dei neolaureati. Degli stage post-laurea avviati nel 2011, il 57% si concluso con unassunzione anche se, opportuno rilevarlo, questa non la finalit perseguita. Brescia sembra aver puntato molto anche sul comparto turistico. Si stanno creando nuove professionalit in questo campo? C richiesta? Il comparto turistico sempre stato oggetto di particolare attenzione, anche se manca tuttora un approccio sistematico per la sua valorizzazione. Tuttavia, le imprese turistiche, mediamente di piccola dimensione, non presentano specificit gestionali tali da richiedere competenze peculiari, per cui si ritiene che lofferta formativa per il settore debba concentrarsi pi su corsi post-laurea che su corsi di laurea. Ci sono nuovi settori dimpresa che si stanno affermando sul mercato? Si sta piuttosto affermando un nuovo modo di fare impresa in linea con le caratteristiche del nuovo contesto economico e tecnologico generale: sono diventati cruciali le capacit di razionalizzazione, di risposta in tempi brevi, di lavoro in team, di soluzione di problemi non strutturati, di gestione della discontinuit. Di conseguenza i corsi di laurea si stanno adattando a questo scenario, che richiede non solo nuovi contenuti formativi ma anche un rinnovato approccio alla diffusione degli stessi. Un ruolo certamente di primo piano rivestiranno le imprese innovative, capaci di porsi sul mercato in modo nuovo anche operando in settori tradizionali.

IL DIRIGENTE UNIVERSITARIO

BARBARA CORTI
Ufficio orientamento, stage e placement dellUniversit di Bergamo
Cosa sta facendo luniversit per migliorare lintroduzione al lavoro? Gli stage sono il passo fondamentale e non solo alla fine degli studi ma anche durante. Lo stesso vale per i tirocini. Spesso stage sinonimo di sfruttamento, cio forze lavoro gratis da cambiare ogni anno. Prendete delle misure a riguardo? Parliamo chiaramente alle aziende cercando di sottolineare come stage sia formazione e non un momento di lavoro a s. Ci rassicura il fatto che nel 2011, a seguito degli stage, ci sia stato un tasso di assunzione del 41%. Inoltre stiamo lavorando affinch le aziende offrano rimborsi spese ai laureati. Crede che la Riforma del lavoro appena approvata avr uninfluenza positiva sui giovani? Stiamo ancora attendendo il pronunciamento delle Regioni, ma gi con la riforma dellagosto 2011 ci sono stati dei passi in avanti visto che stato limitato il periodo della durata dello stage a sei mesi, periodo sufficiente sia per formare una persona sia perch lazienda possa comprendere se la figura adeguata per ricoprire una determinata mansione. Quali sono i settori che maggiormente avanzano richiesta?
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Considerando il nostro territorio sicuramente sono pi attivi i settori industriali, ma funzionano bene anche gli ambiti dei servizi e del turismo. Ci sono alcune professioni nuove, cresciute in questi anni?

Ovviamente il settore informatico, ma anche nel marketing e nella comunicazione ci sono ottime possibilit di stage. Le aziende, anche quelle pi tradizionali, hanno aperto le porte a queste figure per accrescere la loro posizione sul mercato.

dallaltRa paRte del mondo


Il Wall Street Journal ha evidenziato i 10 lavori che saranno pi ricercati nei prossimi anni. La ricerca basata sui dati statistici del ministero del Lavoro degli Stati Uniti. La lista, bench americana, rappresenta unottima riflessione anche per LItalia e lEuropa sui cambiamenti nel mondo del lavoro e sulla richiesta sempre diversa delleconomia. Promotori finanziari + 30% Igienisti dentali + 36% Ingegneri civili + 24% Ricercatori di marketing + 28% Analisti di sistemi informatici + 20% Medici chirurghi + 21% Sviluppatori di applicazioni per computer + 24% Analisti di gestione + 23% Commercialisti e revisori dei conti + 21% Infermieri +22% Blogger: di questi scrittori digitali ce ne sono pi di 20 milioni al mondo e molti guadagnano fino a 200 dollari per un buon post. In Italia le cifre sono pi basse, ma limportanza di questa figura indubbiamente in continua crescita.

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In evIdenza

VogLia di sci? adaMeLLo ski coN i fiocchi


inverno sempre pi vicino e ottobre il mese giusto per iniziare a controllare lattrezzatura per lo sci: alla prima abbondante nevicata infatti il ghiacciaio Presena potrebbe aprire e allora bene farsi trovare pronti. La novit del comprensorio Adamello Ski per la stagione invernale 20122013 il nuovissimo impianto di risalita della societ Sinval, una seggiovia a 6 posti che sostituisce le sciovie Vittoria e Presanella, nella parte centrale del Passo Tonale. Si tratta di un impianto moderno e funzionale, dotato di due stazioni

iL coMPreNsorio

ti sta orgaNizzaNdo UN iNVerNo

coperte, con una portata oraria di 2.400 persone. la prima 6 posti del comprensorio Adamello Ski e riqualificher lampia zona dedicata al campo scuola e ai tracciati di gara degli sci club. Inoltre la slittinovia Carezze viene sostituita da una sciovia che permetter ai principianti di prendere confidenza con la neve su un tracciato facile e sicuro. previsto infine il posizionamento di un nuovo tapis roulant, a destra della nuova 6 posti, nei pressi del Fantaski; in questo modo viene ampliata lofferta per chi si sta avvicinando allo sci ed risaputo che il Tonale, per la sua conformazione e per il fatto di avere tutti tracciati in campo aperto, particolarmente adatto per chi intende imparare a sciare. Le due scuole di sci Pontedilegno-Tonale e Tonale-Presena mettono oltre 100 maestri a disposizione di chi vuole avvicinarsi a questa sana ed affascinante disciplina sportiva. Altri importanti interventi sono in programma: andate a fare un giro sul ghiacciaio Presena perch nel giro di un paio di anni cambier profondamente. infatti in progetto la sostituzione della seggiovia Presena Paradiso e delle due ancore con una moderna cabinovia che collegher Passo Paradiso ai 3.000 mt di cima Presena: i lavori avreb-

bero dovuto prendere il via questa estate ma sono slittati alla prossima a causa delle lungaggini burocratiche. Insomma, Adamello Ski una destinazione sciistica in continua evoluzione che non tralascia nessuna esigenza: dai principianti agli esperti sciatori, dagli snowboarder ai freerider, dai giovani alle famiglie con bambini. Tante saranno le proposte per vivere un inverno in allegria e le offerte-vacanza per trascorrere qualche week end sulla neve sui 100 km di piste di Pontedilegno, Tem e il Passo Tonale. Tieni docchio il sito www.adamelloski.com: alcune proposte sono gi online.

ListiNo Prezzi
GIoRNALIERo ADULto PRE StAGIoNE 31 (dallapertura degli impianti al 6/12 e dal 10 al 23/12) StAGIoNALE ADULto valadaski (valido nel comprensorio Adamello Ski + 5 giornate allAprica) 615

combi 1 645 (valido nel comprensorio Adamello Ski + una giornata di sci gratuito in una delle localit sciistiche del comprensorio Skirama Dolomiti AdamelloBrenta: Madonna di Campiglio, Folgarida-Marilleva, Pejo, Pinzolo, Andalo-Fai della Paganella, Monte Bondone o Folgaria Lavarone) SCoNto FAMIGLIA (valido solo per gli skipass stagionali) 2 adulti + minimo 2 bambini/junior, sconto del 50% sullo stagionale con il prezzo inferiore
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VIA CREMONA, BISOGNA


Nonostante i gravi episodi di cronaca che recentemente hanno colpito il quartiere, velando di tristezza lo sguardo degli abitanti, la popolazione sembra vivere bene, in una zona servita, dove non mancano punti di incontro. Resta sempre vivo il problema della viabilit.

TRADE E QUARTIERI

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CI RACCONTANO Via creMoNa

TORNARE A uNIRE LE FORzE

ste ciclabili assenti. Capita che i pedoni vengano investiti dalle biciclette. pericoloso. Eppure ci sarebbe lo spazio per garantire una circolazione serena a entrambi. Il doppio senso, invece, positivo sotto tutti i punti di vista. Qual il pregio di questa via? Che servita, non manca nulla e si vive bene, anche se mi piacerebbe vedere pi presenza e pi controllo da parte delle forze dellordine. Gli extracomunitari sono ben accetti se lavorano, ma ce ne sono alcuni che oziano tutto il giorno. daVide aLborghetti (Larte di abitare)

di cronaca che definire bizzarri poco. Capitolo immigrazione e integrazione. Non siamo via Milano o via San Faustino, ma nemmeno viale Venezia. Una via di mezzo. Diciamo che la popolazione della via composta soprattutto da stranieri e anziani. Le famiglie con bambini sono poche. NicoLa (bar geLateria careLLa)

La professionalit e il rispetto sono fondamentali per far convivere culture diverse


La sua fotografia di via Cremona. Con il recente restyling ha acquistato valore. Giusto cos perch la via principale che conduce al centro da sud. Quanto agli abitanti il quartiere soffre un problema comune a tutta la citt: i genitori invecchiano e i figli si trasferiscono nellhinterland o in altre zone della citt. C qualcosa che non va? Ci sono zone della citt pi calde, ma ognuno di noi deve fare il suo. Personalmente nel mio locale ho adottato una politica basata sulla professionalit e il rispetto. fondamentale per non avere problemi e far convivere culture diverse. Richieste al Comune? Qui mancano i parcheggi e il cliente occasionale non c pi. Per fortuna noi siamo attivi da oltre ventanni e abbiamo un nome, per i nuovi dura.

Via Cremona non via Milano o via San Faustino, ma nemmeno viale Venezia. una via di mezzo.
Ci descriva via Cremona. una zona tranquilla, si vive bene anche se negli ultimi tempi sono accaduti episodi

di brUNo forza

ia Cremona scossa. In questo piccolo mondo racchiuso tra due rotaie i commercianti hanno poca voglia di parlare. C chi affaticato da una crisi che dura a morire, ma anche deluso da una politica cittadina che non sarebbe a misura duomo. E allora dire la propria opinione non serve pi. Tempo perso. Tanto sono sempre quei pochi a decidere per tutti. La via, comunque, viva fino al tramonto, bella da passeggiare, ricca di negozi e servizi a due passi dal centro e impreziosita da uno degli oratori pi attivi della citt. I problemi, tuttavia, ci sono: viabilit, sicurezza e integrazione sono i pi sentiti. Ma non tutto. Negli occhi di chi vive qui c un velo di tristezza. Pi profondo, pi marcato. Le discussioni su economia, lavoro e viabilit a

confronto sono bazzecole. I recenti fatti di cronaca hanno lasciato il segno, perch quando un padre si getta dalla finestra insieme ai due figlioletti una sconfitta per tutti, un dolore collettivo. E qualcosa di simile accade quando un altro uomo venuto da lontano accoltella suo cognato dopo una lite in famiglia. La parrocchia ha perfino messo uno psicologo a disposizione di alcuni residenti. Lultima volta che eravamo passati da queste parti avevamo parlato con padre Antonio Oliveira Rocha. Era prossimo al ritorno in Brasile. Ci disse che la parrocchia di Santa Maria della Vittoria era il cuore pulsante di via Cremona, e che le chiavi per aprire la porta del futuro si trovavano l. Le sue parole sono illuminanti alla luce di ci che accaduto: Loratorio permette di incontrarsi a persone che probabilmente non si sono mai rivolte la parola, ma serve una sinergia tra istituzioni, scuola e oratorio per

favorire momenti di incontro, di crescita e di divertimento. Noi proponiamo tante iniziative, ma unendo le forze si potrebbe fare molto di pi. Una missione che, adesso pi che mai, torna dattualit. Fare comunit, trasformare una via in quartiere, legare a doppio filo le famiglie e coinvolgere adolescenti e giovani senza dimenticare gli anziani. In un contesto del genere la parola integrazione uscirebbe dal vocabolario. Non servirebbe pi interrogarsi sulla convivenza tra italiani e stranieri, che in via Cremona come in tutta Brescia (a eccezione di poche realt) procede a rilento. Questa lemergenza reale, quella di una societ che qui, come altrove, perde pezzi di identit e fa tremare i pi deboli. Allora forse bisogna ripartire dalle persone, prima di pensare alle cose. Per piste ciclabili, parcheggi, vigili di quartiere e verde pubblico c sempre tempo.

PasQUaLe Pitozzi (MaceLLeria Pitozzi)

Via Cremona servita, non manca nulla e si vive bene


Com latmosfera in via Cremona? Pesante. La crisi si ripercuote su tutti e noi non siamo uneccezione. Quali sono invece i problemi pi sentiti da chi vive qui? Al primo posto metto la viabilit. I marciapiedi sono troppo grandi e le piDavide Alborghetti

Pasquale Pitozzi
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TRADE E QUARTIERI

Via Cremona Bene. Ci sono parecchi bar dove incontrarsi e fare un aperitivo in compagnia. Anche loratorio molto vissuto ed una realt ricca dal punto di vista sportivo. Come procede lintegrazione con gli immigrati? Si stanno integrando soprattutto quelli con i bambini. Altri tendono a stare tra loro e a isolarsi. Ci vorr del tempo. I negozi stranieri, per, sono frequentati da tutti. aNNa 60 anni Cosa non va in via Cremona? Quello che non va al giorno doggi. C una crisi di valori forte e i giovani si stanno perdendo nel vuoto. Quando ero ragazza io le priorit erano altre. Cosa chiederebbe al Comune? Pi attenzione al sociale. La parrocchia troppo sola. Piero 71 anni Com cambiata via Cremona nel tempo? diventata pi frenetica, trafficata e un po pi anonima, per quando ti affezioni a un posto ci resti legato al di l dei cambiamenti. La cosa che le piace di pi e quella che le piace di meno. Laspetto pi bello la possibilit di trovare tanti amici alloratorio con cui fare una partita a carte o semplicemente due parole. Quello pi brutto riguarda i fatti di cronaca nera dei mesi scorsi. Fatti inspiegabili che colpiscono tutta la comunit.

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daNieLa 46 anni Un voto alla qualit della vita in via Cremona. Direi 7. Si possono fare acquisti a piedi e non manca nulla. una zona vissuta e movimentata. Cosa cancellerebbe e cosa aggiungerebbe? Cancellerei qualche ausiliario del traffico troppo severo e aggiungerei qualche parcheggio in pi. Matteo 30 anni Come vivono i giovani in via Cremona?

MaNgiar
Un SerVizio SU MiSUra, Una CUCina eSCLUSiVa
Mangiar servito alla carta, con variegato e comodo buffet al tavolo: un finger food da acquolina, sempre diverso! La domenica, invece, va di scena lhappy hour, una vera ora felice, con vasti assaggi al bancone, dal quale servirsi ad oltranza. Da bere, accanto al tradizionale pirlo, il lounge bar propone ben 30 cocktails internazionali, anche se lalcolico (a base di Vermut) e lanalcolico della casa (con succhi di frutta fresca) restano i cavalli di battaglia. Apprezzatissimo anche il calice di vino, poich la scelta spazia tra 4 neri, 4 bianchi, 4 spumanti (tra cui un ros) e 2 prosecchi. In serata, mentre la musica prende ritmo, chiacchierare davanti a una birra speciale sar davvero un piacere, visto che la cantina del MangiaR ne tiene al fresco una vasta gamma: sono elisirs da degustazione spiega Davide , ne abbiamo una trentina, per tutti i gusti, scure, ambrate, doppio o triplo malto, belghe, tedesche, trappiste, olandesi ognuna di carattere, con una gradazione alcolica dai 5 ai 10 gradi. Lo stile elegante e intimo del lounge (80 posti a sedere allinterno, compresa la confortevole saletta fumatori, e 40 sedute esterne, con possibilit di riscaldamento plateatico) vi conquister. Serate a tema e feste al Ristorante pizzeria Al primo piano, invece, sono collocati il ristorante e la pizzeria, dove alla cucina mediterranea si uniscono portate che esaltano la tipicit bresciana: non a caso, i piatti forti sono i tagliolini e la pizza al bagoss, servita anche al tagliere. Ad accogliervi, un imponente caminetto depoca e lo scorcio dei vini: ben 55 scelte, quasi tutte italiane. Mentre, a pranzo, possibile servirsi di un ricco buffet, e della stessa pizza, la sera ci si distende, facendosi tentare dai gustosi piatti di carne, il nostro forte spiega la signora Miram Morandi insieme ai malfatti. Uno dei tanti pregi di MangiaR quello di saper soddisfare coloro i quali, oggi in numero crescente, hanno unintolleranza alimentare al glutine, proponendo loro non solo unottima pizza, ma un ricco men. Le serate a tema, inoltre, scaldano latmosfera con sfumature europee e regionali: dalla paella, al caciucco, fino al nostro amato spiedo. La sala, ampia e luminosa, ospita 150 persone, ed un ottimo scenario per organizzare feste, cerimonie e compleanni. Infatti, insieme ad una splendida terrazza volta a nord (40 posti riparati, lontani dal traffico cittadino), a disposizione una saletta riservata, molto intima.

ttivi da un paio danni a Brescia, sono gi sulla bocca di molti: il team, tutto familiare, di MangiaR ha difatti saputo creare un luogo in cui, dal lounge bar, alla pizzeria, al ristorante, la gamma dei piaceri della tavola servita con passione, in un ambiente dove la creativit della cucina privilegia soprattutto i prodotti bresciani e il chilometro zero. Grazie ad una lunga esperienza nel settore, approdata anche in Germania, e a un grande attaccamento alle radici (tra cui trova un posto speciale la Valle Sabbia), i coniugi Giuliano e Morandi, insieme ai figli Sarah e Davide, hanno costruito un vero e proprio regno del sapore.

Il Lounge bar, per pranzi leggeri e serate conviviali A piano terra, tra musica dambiente con contaminazioni jazz, ad accogliere il cliente il lounge bar. Perfetto per chi, a pranzo, desidera una pietanza veloce che sia un panino, una piadina, o uninsalata fresca questo settore di Mangiar diventato tra i giovani bresciani un punto di riferimento in tema aperitivo. Scordatevi, infatti, le solite patatine: a partire dalle 17,30, Davide imbastisce plateaux dassaggi misti, calibrati. Laperitivo di
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RistoRante piZZeRia lounGe BaR manGiaR

Via Valcamonica, 16 - Brescia tel. 030.313090 - 030.3735869 info@mangiare.brescia.it aperto tutti i giorni apertura ristorante 12.00 - 14.30 e 18.30 - 24.00 apertura bar 6.00 - 02.00 ampio parcheggio privato, anche interrato
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In evIdenza

VOCE AI RESIDENTI

ristoraNte Pizzera LoUNge bar

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INTERLAND

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Quando chiediamo di descriverci questo paese, tutti rispondono che una realt accogliente. non lo mettiamo in dubbio. Ma, mentre a fatica cerchiamo chi abbia voglia di fare due chia cchiere con noi, non possiamo fare a meno di sentirci osservati. Curiosit o diffidenza? Difficile saperlo, anche se, a nostro avviso, pare che qui gli abitanti cerc hino di proteggersi da tutto quello che viene da fuori. Una cittadella ne ha davvero bisogno?

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di aLessaNdra toNizzo

osto nella fascia alluvionale estesa tra i fiumi Oglio e Mella, delimitata a nord dalle cerchie moreniche del Sebino e a sud dalla linea delle risorgive, Travagliato un paese tranquillo. Con i suoi oltre 13mila abitanti, si nutre di un forte spirito comunitario, ed economicamente riesce a coniugare passato e futuro: accanto alle attivit produttive, ben sviluppate, come dimostra il grande polo industriale Averolda, la vocazione agricola tuttaltro che abbandonata. Colture di mais, cereali e granoturco, difatti, resistono, accompagnate da una fiorente zootecnia (suini, bovini da carne, vacche da latte). Destinato a diventare sempre pi un reale crocevia di scambi e transizioni, Travagliato gi delimitato territorialmente dal raccordo tra Valtrompia e il resto della provincia sede di recenti progettazioni stradali, che ne influenzano profon-

TRAVAGLIATO
damente lintimo ritmo vitale: la variante alla Strada Statale n. 11, che taglia il territorio a nord dellabitato, la direttissima BreBeMi, tronco autostradale di collegamento diretto Brescia-Bergamo-Milano, e la linea Tav (treno ad alta velocit o ad alta capacit) Treviglio-Brescia, che attraversa il territorio in due tronconi, tagliando trasversalmente i campi coltivati, e che trova proprio in paese il suo grande cantiere logistico. Che, aldil dei tristi dettami della crisi, Travagliato non stia con le mani in mano lo dimostra anche il nuovissimo polo scolastico dellinfanzia, comprensivo di ludoteca, baby-parking, uffici, e quasi 10mila mq di parco a disposizione di 300 piccoli allievi. Insomma, c daspettarsi molto da questo borgo nostrano, ove antichi palazzi signorili si contendono lombra con rustici cascinali ristrutturati, scandendo lincedere del tempo.
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TERRA dI PROGETTI
CI RACCONTANO traVagLiato irie bUrNUsUz (caLzoLaio) Via G. Marconi Un volto dellest a Travagliato Ho lasciato la mia terra da un paio danni, trasferendomi qui. Ho cambiato tutto, vita e attivit. Prima che lavoro faceva? Lavoravo in fabbrica. Come ha vissuto questo grande cambiamento? Mi sono trovato subito bene. Qui c brava gente. E questo mestiere, come lha appreso? Piano piano, nellarco di sei anni ho imparato la tecnica. Che clientela ha? Tutte le persone che abitano in paese, qualcuno anche dai paesi vicini, di ogni et. Travagliato con le sue parole Un bel paese, con gente che spera nel futuro, che non sta mai ferma. MicheLa VigNoNi (bar eL bUsiL) Via Andrea Mai Il target dei suoi frequentatori? Ragazzi al mattino, signori durante la

Michela Vignoni

mattinata, in serata ragazzini. Siamo un punto dincontro per i pi giovani. Lei ha il plateatico su Piazza Libert s, proprio davanti al Comune. La piazza inizia a movimentarsi solo ultimamente, grazie alliniziativa di noi commercianti: era abbastanza morta. Travagliato per lei un bel paese, ricco, molto ospitale. Se hai voglia di fare, qui lo puoi realizzare. Avvertite qualche problema, commercialmente? Manca movimento organizzato dal Comune. Lamministrazione dovrebbe essere pi attiva: lo , ma non abbastanza. Pi eventi in piazza, dunque, ma sarebbero ben accetti da tutti? Se una volta ogni 15 giorni lamministrazione organizzasse qualcosa, specialmente destate, la gente non avvertirebbe il problema del parcheggio in piazza. Sono rimasta delusa dalla Festa del Patrono: per me si poteva fare di pi, oltre ai burattini. Lei avrebbe qualche consiglio, in merito alla movimentazione della piazza?

Sicuramente non metterei punti ristoro, con spine della birra e pizzette, perch tolgono lavoro ai bar della piazza. Ha frequentato, questestate, il nuovo lido estivo del Pala Blu? S, era ancora in corso dopera. carino, piccolo, lideale per chi ha qualche ora buca e vuole farsi una nuotata, prendere un po di sole, non il massimo per chi ha famiglia perch non ci sono giochi per i bambini. MicheLa zaMbeLLi (La bottega deL geLato) P.za libert Lavora qui dal 2004: come va? Bene, abbiamo un bar-gelateria che si differenzia come prodotto per la sua naturalit: senza zucchero, latte, glutine e grassi. Di questi tempi, che strategie utilizzate per attirare la clientela? Beh, il sabato e la domenica, facciamo le colazioni a buffet, come negli hotel. E tutte le sere c lhappy hour, a base di fritti

misti, leggeri perch cotti ad infrarossi. Si pu dire che, per i giovani, i punti dincontro sono locali come il suo? Certo, perch il centro di Travagliato non offre niente: ho fatto richiesta al Comune di far musica dal vivo non i grandi complessi, ma una pianola con karaoke per i ragazzi ma anche per le famiglie, e mi stata negata. E quindi, la gente va dove ci sono queste alternative. Difatti, lavoriamo pi durante la settimana che nei weekend, quando la maggioranza si sposta.

Michela Zambelli
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Ma c man forte tra i commercianti? Ognuno pensa un po per s. Abbiamo unassociazione, che si chiama Le Botteghe, ma mettere daccordo tutti sempre un grosso problema. I travagliatesi sono mio marito di qui. Sono come tutta la gente!. MicheLa aQUiLiNi (birichiNo, boUtiQUe 0-14) Via Napoleone Ha aperto da poco S, sono due anni a settembre. Ha corso un rischio che lha premiata? S, ma piano piano. Ci si deve far conoscere, anche se si del posto, e contare sul passaparola. Diciamo che, di questi tempi, si resiste. Prima daprire, ha ragionato sulle possibilit di un negozio del genere, in paese? Anche. Ma stata una scelta pi impulsiva: per carattere vado un po a istinto. Vende prodotti particolari, ma sono particolari anche i locali Mi piace creare: molti mobili sono di recupero, gioco con i colori, con i materiali, le vetrine sono estrosa!. Che via questa? So che via Napoleone importante, una dei passaggi pi noti. Ora, per, le attivit sono poche, purtroppo alcune chiudono anche. Un pro e un contro di Travagliato. Un contro, forse, il fatto che si tende a spendere fuori, ma una caratteristica di tutti i paesi. Travagliato mi piace, anche che non escluderei leventualit di spostarmi in posto di maggior passaggio commerciale.

INTERLAND Travagliato

Le nostre domande a

DanTe DanieLe Buizza, SinDaCO Di TRaVaGLiaTO


Come lo scorso anno, commercianti e cittadini sottolineano la poca vivacit della bella piazza Libert. Qual il programma per far s che sia, oltre ad un importante appoggio per le auto, unarea aggregante per Travagliato? Concordo con quanti evidenziano che Piazza Libert, secondo il rifacimento voluto dal sindaco Domenico Paterlini, ha perduto la vivacit che la caratterizzava. oggi poco pi di un assolato grande parcheggio, inospitale per le persone che non godono pi degli ampi spazi verdi ed attrezzati di cui prima era dotata, per incontrarsi e socializzare. Non vi dubbio che la piazza, dentro un pi ampio progetto che deve comprendere anche le vie adiacenti del centro storico, va riprogettata e rifatta per riportarla ad essere il cuore della citt. Il progetto dovr disegnare una diversa viabilit, recuperare spazi a disposizione delle persone, limitare i parcheggi in superficie, realizzarne di interrati, consentire un maggior utilizzo per attivit terziarie (bar, ristoranti, ecc.). Il problema con quali risorse attuarlo nelle condizioni economico finanziarie attuali. In ogni caso la linea dellAmministrazione, se riconfermata, di operare per intervenire nel quinquennio per riqualificarla. Ci pu fare il punto in merito alla

riqualificazione dellarea ex-Tivoli? La balera, che ha accolto tante generazioni di giovani dalla fine degli anni Sessanta a pochi anni fa, presto riaprir come media struttura di vendita di alimentari e generi di largo consumo. Loperazione ha permesso il recuperare il fabbricato nel suo originale impianto architettonico (la superficie di vendita di poco superiore ai 1.000 mq). Lesperimento guardato con una certa ansia dai negozi di vicinato del settore, timorosi di perdere ulteriore avviamento. Siamo peraltro fiduciosi che la struttura sia capace di fermare a travagliato parte del denaro che i nostri cittadini spendono altrove per simili prodotti, e possa, di contro, attirare nelle nostre contrade anche cittadini di comunit limitrofe, con generale beneficio di tutto limpianto commerciale della citt, da sempre fiore allocchiello di travagliato.

Michela Aquilini
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Made in Brescia

LE ECCELLENZE BRESCIANE
ALLA PROVA DELLA CRISI
INDUSTRIA

AGROALIMENTARE

TERZIARIO

Cos Brescia? una provincia che in montagna fa il ferro, in pianura fa il latte, in collina lo spumante, sui laghi il turismo, in citt la finanza. Unindustria regina dei prodotti maturi e madrina dei processi moderni. Uneconomia che pullula di piccoli grandi solisti, tuttora individualisti, dove mancano i direttori dorchestra.
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II

Made in Brescia

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LE ECCELLENZE BRESCIANE ALLA PROVA DELLA CRISI


Cos Brescia? una provincia che in montagna fa il ferro, in pianura fa il latte, in collina lo spumante, sui laghi il turismo, in citt la finanza. Unindustria regina dei prodotti maturi e madrina dei processi moderni. Uneconomia che pullula di piccoli grandi solisti, tuttora individualisti, dove mancano i direttori dorchestra. Un mix di primario attrezzato, secondario avanzato, terziario relativamente arretrato e quaternario per ora attardato.
tata al magazzino del Nord Ovest, sia la piccola industria mercatista mirata al mercato del Nord Est. Al primo modello, la cui genesi e le cui matrici risalgono allinizio del secolo scorso, ampliate e rafforzate nel corso del miracolo economico del secondo dopoguerra, si sono aggiunte negli ultimi ventitrentanni piccole imprese a tecnologia media e medio-alta. Aziende che, pur non facendo sistema come i settori omogenei tradizionali della meccanica (si vedano lautomotive, regina della meccanica locale, le armi, le presse, le macchine transfer, la pneumatica e il meccanotessile) e della sidermetallurgia (si vedano lacciaio, lottone e lalluminio e relativa tecnologia), sono tuttavia riuscite a diventare leader nazionali e ad imporsi sui mercati mondiali con ottimi risultati (si ponga mente al biomedicale, comparto ristretto ma significativo, allimpiantistica e tecnologie per energie rinnovabili, allelettronica industriale e relativo hardware, allautomazione e alcune declinazioni di software, limitate ma originali). MATURI MA COMPETITIVI Tutto ci premesso, va comunque ricordato che il nerbo della manifattura bresciana resta saldamente appannaggio dei cosiddetti settori maturi, vale a dire quelli che hanno o avrebbero portato a compimento il loro processo di perfettibilit tecnologica: acciaio, rameottone, alluminio, meccanica tra cui un meccanotessile (calze e collant in particolare) rimasto altamente concorrenziale. Maturi dunque ma competitivi.

a sintesi a corredo del titolo un flash sommario ma eloquente per racchiudere in una unica immagine primario (agroalimentare), secondario (industria) e terziario (commercio e servizi), i tre settori che compongono leconomia locale delle cui eccellenze ci occupiamo in queste pagine. Tre comparti che, come vedremo, annoverano aziende divenute altrettanti campioni nazionali, ossia Pmi che la pubblicistica specializzata ama definire volta a volta quali multinazionali tascabili e glocali, mix di locale e globale. Con una avvertenza. La lettura della realt bresciana deve saper evidenziare la sua complessit, ovvero saldare in una sola analisi la struttura (la statica delle cose che restano e sedimentano) con la congiuntura (la dinamica delle cose che cambiano e stanno cambiando sotto i colpi della crisi, purtroppo ancora in atto). Una lettura che deve essere in grado, inoltre, di coniugare tali momenti in una visione dinsieme che sappia dare, succintamente ma efficacemente, il senso del processo, cio del cambiamento, poich questo che d la misura della modernit e competitivit di un sistema economico, sia in ambito locale che nazionale. I DUE MODELLI Brescia pu essere ancora definita periferia del Nord Ovest e anticamera del Nord Est, come scrivevamo sulla stampa locale una ventina di anni fa? Sostanzialmente s. Brescia racchiude in s sia la grande industria fordista, meccanica e sider-metallurgica, orienMESI 12ottobre 2012

questa infatti la cifra della siderurgia e metallurgia bresciane, per non dire della meccanica (comparto che conta non solo realt mature ma pure nicchie di sofisticata tecnologia, basti pensare al transfer o allautomazione, allimpiantistica o alla robotica per assemblaggio, da non confondersi con quella antropomorfa che a Brescia non esiste salvo le integrazioni industriali di robot importati). Ma proprio nei settori tradizionali maturi che, nonostante la crisi, stanno maturando le risposte pi realistiche e coraggiose alla crisi. Come ad esempio la Feralpi di Lonato che, dopo la Germania, sta pensando a un impianto siderurgico in Algeria o Tunisia; come la Fondital di Vestone che ha da poco portato a compimento un possente programma di investimenti in Valle Sabbia; come le forge, si vedano Monchieri e Morandini della Valle Camonica o Franchini delle Terre Basse, che hanno realizzato imponenti progetti di aggiornamenti tecnologici con linstallazione di presse di grande potenza. TEMPO DI ALLEANZE Due le derive da evitare se si vuole bypassare la recessione. La prima il pervicace e perdurante nanismo industriale, cio il rifiuto del competere come rifiuto di crescere; la seconda la presunzione di autosufficienza ossia leccesso di autoreferenza che diventa anticamera dellisolamento. Dopo il tempo dellindividualismo spinto, che stato comunque per mezzo secolo un potente fattore di crescita dellindustria bresciana, ormai maturo, sia a livello di coscienza soggettiva che di realt oggettiva, il tempo dellaggregazione. Ma quale aggregazione? Da una parte le reti territoriali, realt funzionali orizzontali, dallaltra le filiere aziendali, realt produttive verticali. Grazie a questi due fattori, il fare squadra diventa qualcosa di pi di una semplice ipotesi o di uno slogan astratto. A patto che vengano superati sia i distretti, storicamente benemeriti ma ormai inadeguati e quindi superati, sia i metadistretti, oggi assorbiti nella pi ampia latitudine dei sistemi a rete. LE RETI CONTRO LA CRISI Ma una politica di aggregazione non

pu essere solo unipotesi suggestiva o un appello progettuale. Deve sostanziarsi di contenuti programmatici concreti, realistici e fattibili. Alcuni di questi sono da tempo allordine del giorno. Vediamoli brevemente. Infrastrutture direttamente funzionali allapparato produttivo quali polo logistico intermodale (Piccola Velocit, occasione purtroppo sfumata, come ci hanno informato recenti cronache, che va ad aggiungersi al cimitero delle occasioni perdute delleconomia bresciana) e centrale termoelettrica (progetto per ora bloccato ma non ancora tramontato, nonostante lopposizione della potente lobby del latte, saldamente piantata nelle banche e nella politica). Non una mega-centrale termoelettrica come si parlava fino a ieri ma due o tre centrali turbogas di limitata potenza e pi modesto impatto ambientale, come insegna la saggia esperienza svizzera al cui esempio potremmo utilmente attingere. Strumenti operativi quali le alleanze verticali di filiera in luogo delle alleanze orizzontali di prodotto. Un esempio per tutti, modesto ed emblematico ma non ancora emulato o clonato come si potrebbe, lItalian Technology Group di Bovezzo, un consorzio tra quattro aziende della tipica filiera meccanica bresciana forno-pressa-transfer-robot; un altro esempio ancora in fieri ma degno di attenzione quello tra Franchini Forge e Fonderie Mora del Gruppo Camozzi, per non dire di quello gi compiuto tra Monchieri e Mam in Valle Camonica. Strumenti finanziari come la cartolarizzazione del credito rieditando, aggiornandoli, mezzi gi collaudati quali i bond di distretto emessi da banche convenzionate e garantiti dai Confidi regionali, secondo lesempio gi applicato anni fa da istituti di credito in altre situazioni. FILIERE E COMPRENSORI Innovazioni strumentali come le filiere produttive la cui funzione, in particolare per le reti, pu essere rilanciata oltre i distretti della cui personalit giuridica, decretata dalla dimenticata Legge Finanziaria 2006, non si parla pi essendo caduta in totale desuetudi-

ne (sarebbe dovuto essere il primo passo verso una possibile configurazione istituzionale del distretto quale cellula di un assetto istituzionale federale, ma si tratta di unipotesi totalmente rimossa dal novero dellagenda politica). Comprensori territoriali allargati come le aree metropolitane (in una prospettiva di medio termine poich per ora non hanno valenza istituzionale) nel cui ambito Brescia pu interfacciarsi a Ovest con Bergamo e Milano (interazione di servizi gi avviata nella fusione tra Asm e Bas e in quella tra Asm e Aem, interazione finanziaria con la fusione delle due maggiori banche locali); a Est con Verona (interazione commerciale e aeroportuale gi sperimentata, sia pure con risultati finora deludenti, con la cogestione nellaeroporto DAnnunzio di Montichiari). Programmi di innovazione grazie a una rinnovata osmosi tra universit e imprese tramite il Cstm presieduto da Ennio Franceschetti (Centro servizi tecnologici multisettoriale) del cui sviluppo ha recentemente parlato Marco Bonometti del Gruppo Omr di Rezzato. STRUTTURE FORTI, STRATEGIE DEBOLI Come ha ricordato in proposito il presidente dellAib Gianfranco Dallera, non basta parlare della necessit di implementare il rapporto tra ricerca e industria poich, nelle condizioni attuali, il trasferimento tecnologico dalla ricerca universitaria allimpresa pressoch inesistente, salvo rarissimi casi dovuti pi a buone volont soggettive che a strumenti oggettivi. Crescita della delocalizzazione estera ma nel contempo attuazione, nella prospettiva di una compiuta internazionalizzazione, di una maggiore cooperazione tra Universit, Camera di Commercio, istituti di formazione e associazioni imprenditoriali, non solo per lucrare su salari minori (delocalizzazione) ma per puntare su risorse migliori (internazionalizzazione). Tra i tanti esempi di delocalizzazione che si possono citare ne esiste uno originale e particolare per il settore cui appartiene (lagroalimentare, nella fattispecie viticoltura).
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Made in Brescia

La Guido Berlucchi ha infatti creato in Cile unazienda da cento ettari che dal prossimo anno sar in grado di immettere sul mercato sudamericano le prime bottiglie. Il Gruppo Ambrosi ha allacciato alcuni anni fa una organica alleanza con gli svizzeri del notissimo Emmentahl grazie ai quali pu contare su sinergie commerciali che gli hanno aperto il mercato europeo. LA SPECIFICIT BRESCIANA Lo scenario bresciano comune ad altre aree industriali ma nel contempo, pur versando in una crisi analoga ad altre situazioni, presenta specificit peculiari seppur non esclusive. Siamo strutturalmente forti ma strategicamente deboli. Anzi, proprio loggettiva solidit strutturale a contenere e coltivare in s il rischio di una soggettiva fragilit strategica. Strutturalmente forte perch al vecchio modello della grande impresa fordista del Nord Ovest orientata al magazzino si affiancato nellultimo trentennio un nuovo modello di piccola impresa mercatista del Nord Est orientata al mercato (in tale senso si pu dire che Brescia cerniera geoeconomica, provincia bifronte e bivalve in quanto periferia del Nord Ovest e anticamera del Nord Est). Strategicamente debole perch la composizione dellindustria locale fatta per quattro quinti di comparti maturi (siderurgiametallurgia-meccanica-tessile) seppur competitivi, a tecnologia prevalentemente media o medio-bassa con scarso valore aggiunto e alta intensit di manodopera (allinterno di tale scenario vi sono ovviamente eccellenze meccaniche e sidermetallurgiche che hanno saputo restare molto efficienti). SOLISTI, NON PLURALISTI In secondo luogo perch lindividualismo dinamico delle sue imprese non diventato pluralismo sistemico, non essendo riuscito per ora, poich la strategia delle reti di cui si parlato solo agli albori, non solo a fare sistema ma nemmeno a creare sinergie. Neppure la realt distrettuale, che per definizione un esempio di sistema produttivo corale in quanto plurale,
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coesa non essendo mai andata al di l del connotato meramente geografico e territoriale. Il Club dei Distretti, lorganismo di rappresentanza funzionale delle unit distrettuali oggi superato per non dire obsoleto, non ha mai saputo declinare una politica tale da collegare la forza della filiera produttiva alla flessibilit della singola impresa. Vale a dire i due fattori dai quali pu scaturire una nuova coesione coalizionale, ci si perdoni il bisticcio, della molecolare realt industriale dei nostri distretti. Ecco perch laggregazione tra reti orizzontali e filiere verticali una prospettiva matura, realistica e fattibile, oltre che necessaria e ineludibile. ECONOMIA E POLITICA Ma c unaltra ragione tra le cause della fragilit strategica. Si tratta di una ragione soggettiva ovvero politica gi richiamata in premessa, pi labile e opinabile ma non per questo meno ingombrante. Ragione e ragioni criticamente e polemicamente adombrate da noi inguaribili fordisti in quanto paladini della centralit dellimpresa rispetto al primato della politica, a proposito degli esiti delle due fusioni menzionate, quella in A2A e quella in Ubi Banca. Si tratta, in entrambe le aggregazioni, della mancata o carente attribuzione di poteri adeguati alla oggettiva valenza economica di una provincia come quella bresciana, che non sempre riesce a ritagliarsi sul piano nazionale il ruolo che le spetterebbe sulla base delle responsabilit, cio del suo contributo alla formazione della ricchezza del Paese. Il mancato decollo dellAeroporto di Montichiari e gli innumerevoli rinvii (salvo la Brebemi, oggi finalmente avviata a buon fine) di infrastrutture vitali per il futuro delleconomia e della societ locali ne sono una palmare conferma. Come ne una conferma la perdita di opportunit e di occasioni altrimenti irripetibili (il citato polo logistico intermodale, ormai tramontato, la centrale termoelettrica bocciata, le nuove difficolt sopravvenute nei rapporti tra Brescia e Verona per laeroporto di Montichiari).

UNA NUOVA INDUSTRIALIZZAZIONE Ferma restando limportanze dei servizi e del terziario (turismo e commercio) per la formazione di un moderno aggregato economico, occorre ribadire come hanno fatto recentemente Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, e il past president Giuseppe Pasini la necessit di una vera e propria reindustrializzazione. Ma come si presenta oggi lo scenario industriale bresciano? Una lenta e progressiva deindustrializzazione, ma in quale forma? Dequalificazione produttiva o un decremento quantitativo? Nascono nuove aziende o nuovi prodotti? Abbiamo perso le antiche eccellenze, come gli stampi e le presse, senza acquisirne di nuove, eccetto sporadiche esperienze che, pur lodevoli come si gi detto, non riescono a fare massa n a configurare nuovi comparti omogenei degni di questo nome. Si pu parlare allora di declino, visto che il saldo della natalit aziendale locale, come confermano le ultime rilevazioni statistiche (Unioncamere), rimasto quasi positivo anche in questi anni di crisi? Siamo o non siamo in fase di deindustrializzazione dal momento che, nonostante laumento dei fallimenti, dei concordati e della cassa integrazione, ancora oggi nascono imprese in numero poco inferiore a quante ne muoiono? Ma quali imprese? Il vero treno perso da Brescia, ovvero la grande occasione di cui si parla da alcuni anni, non sono le assenti o carenti infrastrutture terziarie (finanziarie, commerciali, promozionali, comunicazionali o di servizi) quanto le declinanti strutture secondarie (industriali) che rischiano larretratezza o addirittura lobsolescenza in un mercato la cui globalit e interdipendenza non perdonano pi il minimo ritardo. NUOVE AZIENDE O NUOVI PRODOTTI? Il dato congiunturale positivo la perdurante seppur ridotta natalit aziendale contrasta ma non sconfessa landamento negativo di un fenomeno strutturale quale la deindustrializzazione in atto poich, giova ribadirlo,

il fatto che a Brescia nascano nuove aziende non significa che nascano nuovi prodotti. Certo, meglio nuove imprese ancorch mature che nessuna impresa. Ma, paradossalmente, vi pu essere un processo di deindustrializzazione qualitativa, intesa come dequalificazione produttiva, pur in presenza di un relativo incremento quantitativo di aziende. vero che vi sono sottosettori della meccanica come lautomazione industriale, il transfer e lintegrazione della robotica antropomorfa che hanno segnato negli ultimi anni ottime performance sia in termini di quantit numerica delle imprese che qualit tecnologica delle stesse. Ma si tratta di piccole aziende (in diversi casi di micro-imprese) che non possono reggere la competizione internazionale se non nellambito di alleanze verticali di filiera, cio di sinergie e aggregazioni alle quali concorrano le aziende della medesima filiera (catena) produttiva o della stessa sequenza (processo) tecnologica. Ma anche qui occorre un distinguo: le alleanze verticali di filiera sono proponibili e fattibili nei beni strumentali assemblati (presse, macchine utensili, automazione), nella impiantistica complessa e nelle ingegnerie di processo, ossia in quei comparti alla cui realizzazione concorre la tecnologia di una pluralit di imprese. QUALE IDEA DI BRESCIA? Che idea si vuole avere di Brescia? Cerniera industriale tra Nord Ovest e Nord Est, ossia un realistico spazio geoeconomico naturale e vocazionale dove Brescia non avrebbe concorrenti ma alleati come lomologa Bergamo, con la quale poter attivare interessanti sinergie operative come gi avvenuto con lincorporazione della Bas nella

vecchia Asm? O frontiera commerciale verso lEuropa, un ruolo dove Brescia potrebbe incontrare linsormontabile concorrenza di Verona alla cui storica collaudata vocazione mercantile non pu illudersi di sostituirsi, potendo invece proficuamente interfacciarsi e relazionarsi? Per inciso, come Bergamo dal punto di vista commerciale tributaria di Milano, Brescia lo di Verona lo stesso aeroporto di Montichiari, in condominio con Verona, ne una conferma. Per ci sarebbe velleitario e volontaristico coltivare sogni di egemonia terziaria non avendone le caratteristiche storico-culturali e non disponendo delle condizioni strutturali, geografiche e geoeconomiche (il Brennero) n delle coordinate logistiche (lo snodo ferroviario-aeroportuale). Brescia, come Bergamo, non sar mai porta commerciale, come incautamente sostenuto da una abborracciata e addomesticata (per non dire asservita) sociologia di importazione, essendo invece retrovia produttiva e retroterra industriale, analogamente al capoluogo orobico. Il che non significa una diminutio o una condizione di inferiorit o subalternit rispetto alle metropoli terziarie, anzi. Se la porta commerciale naturale di Brescia Verona, Milano lo di Bergamo, e come questultima ha trovato un rapporto sinergico con la capitale lombarda, Brescia pu trovarlo con il capoluogo veneto. Per ci, alla luce di quanto detto sopra e di un possibile rapporto consensuale e non conflittuale con Verona in vista della attuazione di realistiche sinergie operative commerciali e terziarie, va sollecitato e incoraggiato il superamento della querelle tra Brescia e Verona in ordine al futuro gestionale dellaeroporto bresciano. Viste le premesse di tale contrasto la sostanziale irrilevanza della componente bresciana e la miope sordit di quella veronese si tratta di una battaglia persa in partenza. BRESCIA CERNIERA (COME LA NUOVA BANCA) Brescia pu aspirare realisticamente a svolgere un duplice ruolo di interfaccia tra i due Nord del Paese: cerniera in-

dustriale con Bergamo, filiera di servizi con Milano, frontiera commerciale con Verona. Le due cose non sono in contraddizione, cos come le due polarit non sono contrapposte. Brescia pu essere trainante come gi di fatto nella sinergia industriale e bancaria con Bergamo (Ubi Banca), comprimaria come lo gi nella utility con Milano (A2A), trainata nella sinergia commerciale con Verona (aeroporto e attivit fieristiche e terziarie). Senza velleitari protagonismi nel primo caso n subalterni gregarismi nel secondo, ma su un piano di pari dignit, consapevole delle diverse potenzialit e differenti specificit. Dunque, tra le due interfacce cerniera industriale e di servizi, frontiera commerciale e terziaria Brescia pu condividere la prima con Bergamo e Milano e la seconda con Verona. In entrambi i casi non pu illudersi di poter fare da sola poich, come ha ampiamente dimostrato la vicenda della costituzione di A2A (una inferiorit oggettiva figlia della oggettiva geoeconomia, come ha ammesso recentemente lo stesso sindaco Paroli nellintervista concessa al mensile bresciano Dodici) Brescia, pur oggettivamente importante, una medio capoluogo di una grande provincia. inutile allora rincorrere impossibili leadership territoriali, ma occorre recuperare la funzione strategica di interfaccia tra i due Nord del Paese a Ovest con Bergamo e Milano, a Est con Verona nellambito di una possibile futura area metropolitana omogenea il cui asse geoeconomico portante pu collegare lungo la medesima direttrice Lombardia orientale e Veneto occidentale. Con Brescia, appunto, a far da cerniera. Esattamente la stessa prospettiva geoeconomica, ossia linterfaccia tra Nord Ovest e Nord Est, in cui si sta ponendo e muovendo il costituendo Crelove (Credito Lombardo-Veneto), la nuova banca presieduta da Franco Spinelli forte di 25 milioni di capitale (30 milioni con limminente aumento gi deliberato) e 105 soci distribuiti tra le province di Bergamo, Brescia, Verona e Vicenza. Alessandro Cheula
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Industria

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LINDUSTRIA Le montagne russe bresciane


A reggere meglio sono le aziende che hanno importanti quote di export, che sono leader in settori di nicchia e che hanno investito sullinnovazione. Importante la velocit di risposta ai cambiamenti.
leggere le ultime note congiunturali delle associazioni di categoria o della Camera di Commercio sullandamento dellindustria bresciana, in molti si metterebbero le mani nei capelli. Le trimestrali di analisi sembrano sempre pi spesso montagne russe che passano da timidi segnali di ripresa a brusche frenate della produzione. In comune tanti segni negativi in quasi tutti i settori; a reggere sembrano essere solo quelle aziende che hanno una quota del proprio fatturato realizzato con le esportazioni, che sono leader in settori di nicchia e che hanno puntato e investito molto sullinnovazione di prodotto e di processo. Per loro il futuro pare essere meno nero, anche se levolversi della situazione macroeconomica cos veloce da rendere le risposte ai cambia-

menti un importante elemento per affrontare la crisi. Altrettanto certo che, tra i non addetti ai lavori, sono presenti alcuni luoghi comuni. Uno tra i tanti riguarda lestero: per essere protagonisti oltre confine non sono di ostacolo n la grandezza della societ, tanto meno il prodotto maturo o il settore poco dinamico di appartenenza. Il tessile, ad esempio, evidenzia quote di export che, per alcune aziende, oscillano fra l80 e il 90% del fatturato. E non serve neanche andare tanto lontano se vero, come vero, che i primi tre mercati di riferimento per Brescia sono la Germania, la Francia, che insieme superano il 22% del totale, e gli Usa. Tre quarti delle vendite della provincia trovano destinazione in Europa ed anche i dati indicano come, nel 2012, gli ordini interni calano di un 2% mentre quel-

li stranieri crescono dello 0,8%. Tendenza che conferma i dati dello scorso anno, che hanno registrato esportazioni in crescita del 17%, posizionando la provincia al quarto posto in Italia, dopo Milano, Torino, Vicenza. Al top macchinari, metalli e prodotti della siderurgia. Sempre i numeri, questa volta a livello regionale, dicono che nel 2011 la produzione bresciana era pi forte rispetto a quella lombarda; nel primo trimestre di questanno, invece, la provincia ha evidenziato un calo del 1,3% rispetto allultimo trimestre del 2010, contro lo 0,7% regionale. E se la Lombardia ha segnato un arretramento di dieci punti nel rapporto con il periodo, Brescia ne ha lasciati sul terreno ben tredici. Per quanto riguarda il credito erogato a livello territoriale, altro pro-

Foto ATB Riva Calzoni.

Fonte: Camera di Commercio di Brescia.


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blema per molte imprese bresciane, ha registrato una frenata inferiore alla media lombarda nel periodo gennaiomarzo di questanno: -2,5% contro il -2,9%. Analizzando solo il comparto manifatturiero, secondo i dati emersi dal Rapporto sulleconomia della Regione Lombardia pubblicato dalla Banca dItalia, i prestiti sono diminuiti del 5,3%, un dato superiore alla media lombarda (-4%). Nello stesso rapporto si legge che la crisi ha mes-

so a dura prova soprattutto le piccole e medie imprese, che hanno portato il tasso di sofferenza bancaria al 2,6%, il doppio della media. Le speranze future, per vincere la sfida con una congiuntura sempre pi difficile, sono riposte nellinnovazione e nellexport verso i Paesi extra-Ue che, per la Lombardia, vale il 45% e per Brescia del 35%. Secondo i dati di una recente ricerca della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat-Coeweb, com-

plessivamente linterscambio commerciale della Lombardia vale oltre 170 miliardi, con Milano che esporta 27,5 miliardi di euro, seguita da Brescia (10,1 miliardi di euro), che in un anno cresciuta di pi con le sue esportazioni rispetto alla media lombarda di ben il 19,9%, cos come Monza e Brianza (+15,8%). Un dato altrettanto certo che in Lombardia le imprese attive pesano per oltre il 15% del sistema imprenditoriale italiano. E nonostante la crisi si sia fatta sentire, nel 2011 si registrata una lieve crescita nellimprenditoria lombarda: +0,3% rispetto al 2010. Tra le province spiccano Milano (34,6% del totale regionale), Brescia con 111.938 unit (13,5%: il manifatturiero conta ben 15.866 unit totali) e Bergamo con 87.372 imprese (10,5%), che si collocano anche nel panorama nazionale tra le prime 15 province italiane per numero di imprese attive (rispettivamente in seconda, sesta e dodicesima posizione). Il settore manifatturiere pesa per il 12,9%. In crescita il settore fornitura di energia elettrica e gas che registra, rispetto al 2010, un aumento del 38,6%. Tornando pi alla stretta attualit, le ultime note congiunturali mettono in evidenza che lattivit delle imprese manifatturiere bresciane registrano una significativa flessione, dopo il modesto incremento dei primi tre mesi dellanno. A pesare il perdurare della debolezza della domanda interna, del peggioramento del quadro macroeconomico europeo e del rallentamento degli ordini dai mercati extra-Ue, vero sostegno al made in Brescia negli ultimi mesi. Le previsioni a breve propendono per una nuova contrazione per volumi, occupazione e domanda sia interna che estera. Meno pessimistiche, ma moderatamente negative, le aspettative riferite agli ordini dai Paesi extraUe, conseguenza del deterioramento della situazione internazionale. Landamento del manifatturiero territoriale sar infatti fortemente condizionato dagli eventi legati al contesto nazionale e internazionale che per le aziende si traduce in evidenti ricadute, tra laltro sulla disponibilit di credito.
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Made in Brescia

Industria

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LINDUSTRIA Siderurgia, tanti investimenti per continuare a trasformarsi


LItalia continua ad essere il secondo produttore di acciaio tra i paesi dellUnione europea, dopo la Germania, e il primo per la produzione da forno elettrico con capitale Brescia

n comparto storicamente importante dellindustria bresciana per occupazione e capacit produttiva sicuramente la siderurgia, e per questo merita un approfondimento. Brescia, infatti, da sempre la capitale della produzione di acciaio da forno elettrico. Prima della crisi forse molti consideravano lindustria siderurgica come old economy, aziende vecchie soprattutto se confrontate con gli effetti speciali che la finanza creativa sembrava proporre e garantire. Quasi archeologia industriale rispetto a bond e derivati. Poi, quando la nuova finanza ha dimostrato tutti i suoi limiti e ha trascinato il mondo in unacrisi quasi senza precedenti, leconomia ha riscoperto quella che, ieri come oggi e non a caso, chiamata industria di base. Per troppo tempo il settore siderurgico ha lavorato in un clima nel quale a proposito dei settori delleconomia esistevano i buoni e i cattivi. Da una parte i buoni rappresentati dalla finanza, dai servizi, dalle imprese innovative o presunte tali; dallaltra i brutti, gli sporchi e i cattivi, vale a dire le industrie di base che sono state percepite come inquinanti, energy intensive, obsolete nei processi e nei prodotti comunque non pi alla moda e di cui, di fatto, non sembra interessare il sia pure importante impatto occupazionale diretto e indiretto. Le cronache pi recenti ne sono state una riprova. Eppure e la storia di Brescia ne un esempio dove siderurgia e metallurgia sono cresciute c stato sviluppo e

occupazione. Ma se ancora non fosse sufficiente, basterebbe guardare il ruolo di questo comparto in quei Paesi, come Cina, India, Brasile, che forse con superficialit vengono ancora definiti in via di sviluppo, per capire limportanza del settore. Una siderurgia per che in Italia, e a Brescia in particolare, stata capace di trasformarsi in modo profondo. I numeri lo confermano. Negli ultimi cinque anni il settore ha realizzato investimenti fissi per oltre 5,5 miliardi di euro, di cui quasi 1 miliardo in attivit legate alla tutela dellambiente e alla sostenibilit di lungo periodo (dati Federacciai). Con costanza gli imprenditori del settore hanno continuato a modernizzare, migliorare, inventare processi e prodotti battendosi per la sopravvivenza e lo sviluppo di un settore strategico per leconomia nazionale. E ancora una volta sono i numeri a confermarlo. Dal comparto delle costruzioni, alla meccanica, allauto, alloil&gas, alla stessa industria delle energie rinnovabili, c una domanda europea che, sia pure lontana dalle dimensioni record del 2007-2008, si attesta ancora intorno ai 150 milioni di tonnellate/anno. E se si considera che lItalia continua ad essere il secondo maggior produttore di acciaio fra i Paesi dellUnione Europea dopo la Germania, e il primo per la produzione da forno elettrico con capitale Brescia, si pu facilmente comprendere perch importante che si mantengano questi primati, nonostante il nostro Paese sia totalmente sprovvisto di materie prime e con i co-

sti energetici tra i pi alti del mondo. La forza della siderurgia italiana, e bresciana in particolare, nelleccellenza gestionale delle sue imprese, nella scelta di destinare con continuit ingenti investimenti, ma anche nella straordinaria flessibilit e capacit di adattamento ai contesti di mercato e nellefficienza che non ha eguali in Europa. Altrettanto certo che per salvaguardare e far prosperare queste eccellenze, Il primo dovere degli industriali ha dichiarato il neo presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, bresciano dadozione di continuare a investire nelle proprie aziende anche in questi anni difficili. Puntando soprattutto su due direttrici: investimenti in in-

novazione, che nel settore siderurgico soprattutto di processo, e nel risparmio energetico. Altre note dolenti che devono scontare distorsioni cognitive, come le ha definite il presidente di Federacciai, sono soprattutto il tema della CO2 e la gestione europea del Protocollo di Kyoto. Continuo a ritenere che sia da dementi precisa Gozzi nella sua relazione allassemblea dei soci senza usare giri di parole far gravare solo sullindustria di base europea, che rappresenta meno del 10% delle emissioni mondiali, tutto il peso economico del Protocollo senza alcuna reciprocit con i sistemi industriali e siderurgici di tutto il resto del mondo. Agendo sul 10% delle emissioni non si risolve ovviamente nulla in termini di riscaldamento dellatmosfera, ma si ottiene il brillante risultato di spiazzare, forse definitivamente, la siderurgia europea rispetto al resto della concorrenza mondiale. E ci non riguarda solo la siderurgia da altoforno e a ciclo integrale, ma anche quella da forno elettrico, che paga il conto delle CO2 attraverso il forte rincaro dellenergia elettrica la cui produzione gravata dai costi del Protocollo. Unaltra questione importante riguarda il rottame che lunica miniera di materie prime per la siderurgia

disponibile in Europa e proprio per questo ha un valore strategico fondamentale. Da un lato ricorda Gozzi solo recentemente lUnione giunta, finalmente, a definire il rottame un non-rifiuto e quindi a semplificarne la circolazione e il riciclo, ma dallaltro le richieste di una qualche forma di protezione delle nostre miniere dalle incursioni a Nord e a Sud di soggetti extraeuropei che vengono a fare incetta del nostro rottame, hanno sempre avuto come risposta un presunto fair trade

totalmente astratto perch non basato sul alcun serio principio di simmetria e di bilateralit. Insomma quello che vale per gli altri non pu valere per la siderurgia europea. Per questo gli imprenditori italiani chiedono, nel commercio internazionale dei loro prodotti, il rispetto delle regole di mercato simmetriche e la loro applicazione corretta. Il tutto con lobiettivo di difendere un importante settore industriale qual la siderurgia italiana e bresciana in particolare.

I NUMERI VERDI DELLE ACCIAIERIE


I numeri del Rapporto Ambientale 2011 di Federacciai mostrano come lo sforzo dellindustria siderurgica italiana, in pochi anni e senza alcun aiuto da parte dello Stato, abbia saputo trasformare limpatto ambientale del settore in modo tale da arrivare alla situazione attuale con le imprese italiane che oggi sono da esempio per il mondo intero. Numeri verdi, come li definiscono gli imprenditori del settore, che sfatano tanti luoghi comuni e dicono che: quasi il 15% del totale degli investimenti annuali in siderurgia dedicato a interventi di carattere ambientale. Nel solo 2008 tali investimenti hanno superato i 200 milioni di euro e si sono mantenuti sopra i 150 nel 2009/2010 e 2011, cio anche in anni di crisi. E ancora, il 100% degli impianti siderurgici italiani adotta le migliori tecniche disponibili (BAT) per la prevenzione e il controllo integrati dellinquinamento con oltre il 70% della produzione nazionale di acciaio che viene realizzato in impianti dotati di sistemi volontari di gestione ambientale certificati Iso 14001. Inoltre lacciaio il materiale pi riciclabile e riciclato al mondo. LItalia il primo Paese europeo per riciclo di materiale ferroso, con una media di circa 20 milioni di tonnellate annue di materiale che viene rifuso nelle acciaierie nazionali, e circa il 70% di tutti i rifiuti generati dai processi siderurgici sono avviati a recupero per ricavarne nuove materie prime o prodotti (il 100% della loppa di altoforno, il 75% della scoria di forno elettrico, il 90% delle polveri dei fumi delle acciaierie). La siderurgia italiana, a partire dal 1990, ha ridotto di oltre il 40% le proprie emissioni specifiche di CO2 e negli ultimi 5 anni, le acciaierie hanno ridotto di circa il 40% le proprie emissioni specifiche di polveri in atmosfera. Ridotti anche i consumi specifici di acqua per gli usi industriali del settore che sono calati del 14% dal 2005 a oggi, cos come i consumi energetici, per tonnellate di acciaio prodotto in Italia, si sono ridotti di circa il 20% dal 1990 ad oggi confermando la siderurgia italiana tra i grandi produttori europei per lefficienza energetica complessiva.

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Made in Brescia

Industria

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ATB Riva Calzoni, la carta vincente la diversificazione produttiva


Punto di riferimento nazionale e internazionale per le forniture petrolchimiche e idroelettriche, il gruppo di Roncadelle ha continuato ad espandersi, in Italia e allestero, grazie a investimenti costanti

mercato. Allo stesso tempo il gruppo si trova oggi a percorrere un cammino di integrazione tra le diverse realt aziendali, con lo scopo di fornire prodotti chiavi in mano a un mercato sempre pi globalizzato ed esigente. LINTERNAZIONALIZZAZIONE Il gruppo guarda avanti con ottimismo, consapevole di essere uscito ancora pi rafforzato dalle esperienze vissute negli ultimi anni, convinto di poter cogliere le opportunit che si presenteranno

n know-how tutto italiano, investito e fatto fruttare sui mercati dei paesi emergenti: questa la formula che ha permesso ad ATB Riva Calzoni Spa di non risentire affatto inizialmente della crisi e ad avvertirne qualche colpo oggi, restando pur sempre tra le aziende leader di settore. ATB Riva Calzoni realt del Gruppo Trombini possiede due unit produttive nelle aree di Brescia e di Venezia. Nello stabilimento principale situato a Roncadelle, dove ha sede anche il quartiere generale del gruppo , vengono realizzate le lavorazioni meccaniche pi diverse, attivit di calandratura, formatura, saldatura, trattamenti termici, ecc.. Lo stabilimento (150mila mq di area totale, di cui circa 35mila su area coperta) stato rimodernato sia dal punto di vista strutturale che delle attrezzature e conta su veri e propri punti di forza che lo rendono allavanguardia: un forno e un bunker di grandi dimensioni (6x6x18 m), un laboratorio interno con numerose prove disponibili e un reparto di formatura. Il secondo stabilimento, dedicato al montaggio finale dei componenti, situato nellarea industriale di Porto Marghera (Venezia), occupa unarea totale di circa 20mila mq, di cui circa 11mila su area coperta, ed situato a soli 400 metri dal molo di carico: caratteristica questa che rende possibile fabbricare e spedire apparecchiature senza limiti di peso e dimensioni. Un terzo impianto si trova in Malesia ed una joint-venture che si occupa principalmente della produzione di appa-

recchiature di processo per il settore oil&gas e lindustria petrolchimica. Grazie alla ricerca applicata ai processi di fabbricazione e alla conoscenza della tecnologia della saldatura, ATB Riva Calzoni ha raggiunto eccellenti risultati a livello mondiale sia nella costruzione di reattori e di pressure vessels ad elevato spessore per lindustria delloil&gas, della raffinazione e petrolchimica, sia nella fabbricazioni di componenti per gli impianti idroelettrici e per gli impianti nucleari. Una specifica divisione dedicata ai servizi che comprendono in particolare: formatura fondi, laboratorio e prove non distruttive, lavorazioni meccaniche e scuola di saldatura permette allazienda di offrire ai propri clienti delle prestazioni ad alto valore aggiunto. Nel 2008 abbiamo raggiunto addirittura un fatturato record e anche gli anni successivi siamo andati molto bene. Questanno e il prossimo sono pi problematici, anche perch stiamo evadendo commesse di 3 o 4 anni fa e quindi le ricadute della ATB RIVA CALzONI
Lesercizio 2011 (dati in milioni di )

pali oggi sono i paesi cosiddetti in via di sviluppo, dalla Colombia ai paesi del Golfo passando per lIndia, perch continuando a crescere dal punto di vista demografico hanno pi bisogno di energia, continua il vicepresidente. Il respiro internazionale ci che permette di sviluppare altre attivit in Italia, dove ci sono molti imprenditori, molta competenza, per in un sistema Paese che offre poco sostegno. Lunico modo per andare avanti fare cose che altri non riescono a fare, in unottica di perenne sviluppo: senza abbandonare i nostri settori storici, quali lidroelettrico e il petrolchimico, ci indirizziamo verso nuovi settori ad alto grado tecnologico per proporre prodotti completi vendibili dallItalia. GLI INVESTIMENTI NELLEOLICO Da qui il grande interesse per leolico, che prevede un piano a livello europeo: nei mesi scorsi il gruppo ha acquisito il 40 per cento della tedesca S&G Engineering GmbH, societ specializzata nella progettazione e nellingegnerizzazione di turbine eoliche. Una tappa nel percorso dello sviluppo aziendale in questo settore, che si prevede avere una forte crescita nei prossimi anni. Lobiettivo coniugare le capacit professionali di ATB Riva Calzoni allesperienza dei tedeschi, per lanciare sul mercato europeo le prime turbine a marchio Atb Riva Calzoni e S&G. La divisione Eolico dellazienda dovrebbe essere in grado di produrre turbine da 500, 700 e 1.700 kw, ma LA SOCIET
La storia di Atb Riva Calzoni Spa, guidata da Sergio Trombini, relativamente recente, poich la sua fondazione del 2003: ma le radici sono ben pi antiche, poich quellanno avviene semplicemente la fusione tra lesperienza, le capacit tecnologiche e le strutture di Acciaieria e Tubificio di Brescia (ATB) e Riva Calzoni Impianti (Riva Calzoni). Le due societ avevano operato singolarmente per oltre 100 anni nel settore della progettazione, produzione e installazione di attrezzature meccaniche per varie applicazioni industriali. ATB nata nel 1934 dalla fusione tra la So-

precisa Presutti il core business sar in ogni caso la produzione e la commercializzazione di turbine di medie dimensioni. Tuttavia Presutti non crede che leolico possa essere lenergia del futuro in Italia, per questioni geografiche e strutturali. Allora qual lenergia dellItalia di domani? Difficile rispondere: ormai lidroelettrico ha poco spazio, il nucleare sbarrato, la politica energetica italiana indirizzata verso lo sviluppo di energia da fonte rinnovabile. IL CODICE ETICO Ci che lazienda ha per ben chiaro il suo codice etico, che viene definito la sua Carta Costituzionale: una carta dei diritti e doveri che definisce la responsabilit etica e sociale di ogni partecipante allorganizzazione aziendale. Il Codice Etico un mezzo efficace per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dellazienda perch introduce una definizione chiara ed esplicita delle proprie responsabilit etiche e sociali verso tutti i soggetti coinvolti direttamente o indirettamente nellattivit dellazienda (clienti, fornitori, soci, cittadini, dipendenti, collaboratori, istituzioni pubbliche, associazioni ambientali e chiunque altro sia interessato dallattivit dellazienda). I destinatari sono pertanto chiamati al rispetto dei valori e principi del Codice Etico e sono tenuti a tutelare e preservare, attraverso i propri comportamenti, la rispettabilit e limmagine dellazienda, nonch lintegrit del suo patrimonio economico e umano.

Capitale Patrimonio netto Fatturato* Ebitda Utile netto Dipendenti

12 33,4 115,5 11,4 2,3 288

* Il fatturato realizzato per circa il 55% nelloil&gas e per il 45% nellidroelettrico

crisi per noi non sono state immediate. In ogni caso la strategia per reggere la crisi diversificare lattivit, spiega Elmondo Presutti, giovane vice presidente dalla formazione internazionale. Proveniente dalla francese Edf, Presutti dal 2003 ha messo a disposizione dellazienda italiana lesperienza e le capacit acquisite nel gruppo doltralpe, occupandosi prevalentemente di sviluppo organizzativo e di nuove linee di business. proprio la differenziazione della produzione la carta vincente che ha consentito di affrontare in modo efficace le turbolenze di questi ultimi anni, facendo della solidit del gruppo uno strumento fondamentale con il quale affrontare le fluttuazioni del

nel prossimo futuro. Con lobiettivo di perseguire la tradizionale politica di cooperazione per ottenere una migliore penetrazione del mercato in aree di interesse strategico, ATB Riva Calzoni ha stabilito negli ultimi anni numerose partnership con i produttori locali nei nuovi Paesi industrializzati, sviluppando la capacit di dare un contenuto locale alle sue offerte. Questo non significa delocalizzare, bens creare partnership che permettano lo sviluppo di nuove quote di mercato nel paese in cui operiamo, spiega Presutti. Dal 2000 il gruppo opera in Malesia, oltre che in India e in Sudamerica: Tutto ci che facciamo ha una forte connotazione internazionale, i nostri mercati princi-

ciet Italiana Tubi Togni e la Societ Siderurgica Togni, entrambe fondate nel 1903 si espansa grazie alla capacit di interpretare le crescenti necessit del mercato in termini di fornitura di componenti per centrali idroelettriche, termoelettriche e per lindustria delloil&gas, di raffinazione e petrolchimica in genere. Riva Calzoni ha operato, con nomi diversi dal 1834, nella progettazione, produzione e installazione di apparecchiature per le centrali idroelettriche e idrauliche. Oggi, Atb Riva Calzoni si compone di 4 divisioni: oli&gas, idroelettrico, nucleare e servizi.
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Made in Brescia

Industria

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Feralpi, gli investimenti come ricetta anti crisi


Nel 2009-2010 il gruppo siderurgico ha investito 72 milioni di euro in tecnologia per rendere pi efficienti gli impianti e destinato oltre 24 milioni alla sicurezza. La formazione considerata una leva organizzativa fondamentale: ad oggi sono stati realizzati tre corsi biennali, post diploma, cui hanno partecipato 60 giovani periti industriali
e leccellenza il risultato della combinazione di molteplici fattori, il Gruppo Feralpi di sostanza ne ha messa molta per raggiungere importanti risultati non soltanto economici, sempre pi rari di questi tempi, ma anche tecnologici, sociali e ambientali. A confermarlo sono ancora una volta i conti. Nel 2011 il Gruppo Feralpi ha prodotto 2,09 milioni di tonnellate di acciaio in billette (+21,7% rispetto al 2010). In crescita sia la produzione di prodotti finiti (i laminati) con 1,83 milioni di tonnellate (+18,8%), sia quella dei prodotti da trasformazione a freddo (i derivati) che, con 610mila tonnellate nel 2011, chiudono lanno con un +6%. Per un fatturato di 1,118 miliardi di euro contro gli 819 milioni del 2010 (+36,5%). Fondamentale la componente estera del gruppo che, con il 56% del totale, contro il 48% dellanno precedente, ha rappresentato la parte preponderante del fatturato. Bene anche la domanda oltre i confini nazionali, tra cui spiccano il mercato nord europeo e la richiesta nord africana. E se il mercato domestico traballa anche

Il presidente del Gruppo Feralpi, Giuseppe Pasini.

nel 2012, complice unedilizia ingessata, per lazienda si attendono buone performance nei mercati nord europei anche nella seconda met dellanno. La capacit di intercettare ordini ad ampio raggio diventata, infatti, un fattore chiave per il futuro del gruppo. Ci sono per fattori esterni allimpresa che ne minacciano la competitivit. Tra i pi dolorosi e comuni al settore siderurgico, c quello dellenergia. In Italia la bolletta energetica mediamente pi salata del 30%. Un gap dovuto allassenza di politiche energetiche che non sono state in grado di dare

FERALPI SIDERURGICA SPA


Bilancio consolidato 2011 (dati in migliaia di euro) 2010 2011

Fatturato Margine operativo Risultato operativo Utile ante imposte Utile netto
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819.529 33.179 - 1.324 - 3.307 - 2.556

1.118.698 58.974 23.632 16.826 9.588

allItalia un sistema energetico basato su un mix produttivo pi equilibrato. Di fronte a questa situazione, Feralpi ha reagito investendo risorse per ottimizzare il proprio assetto impiantistico. Nonostante limperversare della crisi, nel biennio 2009-2010 sono stati investiti 72 milioni di euro in tecnologia per rendere efficienti gli impianti, minimizzare i costi e garantire competitivit sul mercato internazionale. Di particolare importanza linstallazione, a fine 2010, del nuovo forno fusorio che ha ridotto i consumi energetici, migliorato la resa metallica e ha consentito un aumento della produttivit oraria. Ammontano invece a 24,5 milioni gli investimenti diretti in ambito sicurezza e ambiente nel biennio 2009-2010. Il Gruppo ha cos agito su un altro aspetto critico dellindustria siderurgica, gli infortuni sul lavoro: Abbiamo introdotto un codice etico precisa il presidente del Gruppo Feralpi, Giuseppe Pasini e gli investimenti in sicurezza ci consentono ora di dire che la nostra incidenza di infortuni , in ambito siderurgico, tra le migliori in Italia e in Europa. Nel 2011, il Gruppo ha continuato destinare risorse agli investimenti che sono stati pari a 62,4 milioni di euro, 20 milioni in pi rispetto allanno precedente. Numeri e risultati che trovano riscontro nel bilancio di sostenibilit di Feralpi che ha fatto della trasparenza e continuit i due binari su cui impostare un cammino di sviluppo sostenibile. Dal 2004 lo ha fatto del tutto volontariamente facendo della CSR (Corporate Social Responsibility) una componente integrante della governance

aziendale che ha portato il Gruppo alla pubblicazione, nel dicembre 2011, del quarto bilancio sociale nel quale sono stati rendicontati gli esercizi 2009 e 2010. Questultimo bilancio costituisce un ulteriore tassello di un progetto che testimonia limpegno dellazienda verso ladesione ai principi di trasparenza, lealt e apertura al dialogo in linea con i principi inseriti nel Codice Etico aziendale. La tutela della qualit della vita e dellambiente e la coesione sociale afferma Pasini sono obiettivi che devono essere affiancati alla sostenibilit economica di unattivit imprenditoriale, soprattutto se svolta in un settore come quello industriale su cui convergono gli interessi di molti stakeholder interni ed esterni allimpresa. Limpatto dellattivit, unito alle recenti turbolenze economiche, ha portato lazienda ad adottare, ancora su base volontaria, lo standard internazionale GRI (Global Reporting Initiative), nella versione predisposta per il settore minerario e metallurgico, attualmente il pi diffuso e rigoroso strumento di lettura della rendicontazione di sostenibilit. Uno strumento allargato allintero gruppo su scala internazionale, comprendendo dunque non solo tutte le controllate, ma anche le attivit allestero, Germania in testa. In questo contesto, il bilancio sociale del Gruppo Feralpi ha ottenuto da parte del GRI lApplication Level A+, ovvero il massimo riconoscimento possibile. Un risultato al quale Feralpi ha deciso di dare continuit proseguendo con i programmi di investimento per ridur-

re limpatto ambientale e rendere pi efficienti gli impianti. Gli effetti della crisi non hanno modificato la strategia Feralpi che punta sullinnovazione tecnologica come fattore competitivo di lungo periodo. La societ infatti convinta che ladozione dei principi della responsabilit sociale implichino necessariamente una politica strategica e gestionale integrata con i dettami della CSR (Corporate Social Responsibility) affinch essa non sia un semplice strumento di make-up aziendale o di supporto alle attivit commerciali, ma una linea guida costante nel tempo per lintero Gruppo. Ma non c solo la tecnologia. Per Feralpi, infatti, la formazione del personale ha un ruolo fondamentale nella generazione, sviluppo e mantenimento delle conoscenze e delle capacit degli individui, su cui si basa il vantaggio competitivo di qualsiasi impresa. Un principio ancora pi valido in siderurgia dove sono richieste alte competenze tecniche e professionali. La formazione rappresenta, inoltre, la leva principale tra le esigenze organizzative e le caratteristiche delle persone e delle loro aspettative, promozione dei singoli, sviluppo aziendale e aggiornamenti. Una filosofia che offre il meglio quando rivolta ai giovani. in questo contesto che si inserito il contratto di apprendistato professio-

nalizzante, nato per avvicinare il mondo della scuola al mondo del lavoro e per contribuire a risolvere i problemi di turn over nei reparti. Il progetto grazie a un protocollo dintesa tra Feralpi, Provincia, Comune di Lonato, Ufficio Scolastico Provinciale, Azienda Speciale G. Zanardelli, Itis Cerebotani di Lonato e Isfor 2000 ha permesso di maturare competenze utili allinserimento duraturo e qualificato di giovani, nei settori meccanico-metalmeccanico ed elettrotecnico-elettronico. Liniziativa vuole stimolare i giovani per favorire una carriera di alta specializzazione, alternativa allUniversit, la garanzia di assunzione al termine del percorso formativo, un inserimento e una retribuzione allineata a quella del personale di pari livello. Ad oggi sono stati realizzati tre corsi biennali, cui hanno partecipato 60 giovani neodiplomati periti industriali. Di questi, 48 hanno concluso con successo il ciclo formativo e sono stati assunti a tempo indeterminato. Abbiamo investito significative risorse spiega il presidente Pasini , ma lattenzione ai giovani da parte delle aziende non solo un impegno sociale una necessit per far fronte alla concorrenza. Investire sui giovani il nostro futuro. Solo cos vinceremo le crisi e saremo competitivi per continuare ad essere protagonisti.

ENERGIA DAL VAPORE CON IL PROGETTO HREII


Recuperare energia dal vapore. Questo il progetto che Esf, societ del Gruppo Feralpi con sede a Riesa in Germania, sta realizzando con un impianto capace di recuperare, trasformandolo in energia, il vapore dal ciclo di fusione in acciaieria dai circuiti di raffreddamento del forno elettrico che altrimenti andrebbe disperso in ambiente sotto forma di vapore acqueo. Il progetto, per il quale Feralpi ha stanziato 15 milioni di euro, prende il nome di HREII DEMO ed nato da una collaborazione tra Comeca, societ sempre appartenente al Gruppo Feralpi e partner tecnologico del progetto, Turboden e Tenova. Una parte di questo vapore sar messo a disposizione della municipalit di Riesa, mentre una parte sar utilizzata per la produzione dellenergia elettrica attraverso la costruzione di una turbina per la produzione di circa 3 MW. Siamo la prima acciaieria in Europa ad attivare un progetto di questo tipo spiega il presidente di Feralpi, Giuseppe Pasini . un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato. H-REII Demo un progetto che lEuropa ha deciso di co-finanziare per lalto valore tecnologico e ambientale e perch importante recuperare calore in industrie altamente energivore come lo Feralpi. Queste soluzioni, infatti, rappresentano unopportunit in termini di maggiore sostenibilit ambientale e di efficienza energetica, soprattutto se abbinate ad un miglioramento delle prestazioni dellimpianto di depurazione dei fumi.

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Made in Brescia

Industria

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Fluidmec, un servizio a tutto tondo


Con le numerose prestazioni e le proposte di assistenza, lazienda di via Gussalli, a Brescia leader da oltre un trentennio nella componentistica oleodinamica e pneumatica punta sulla fornitura globale
rancesca Piantoni, amministratore delegato di Fluidmec spa, affianca il padre Vittorio, attualmente presidente dellazienda, da lui fondata nel 1971, dando vita ad unavventura industriale dalle basi solide e di successo. Frequentavo lazienda fin da piccola, facendo piccoli lavoretti durante le vacanze scolastiche. Negli anni dellUniversit ho cercato di approfondire le mie conoscenze e prepararmi ad entrare in azienda, ho sviluppato la tesi di laurea sulla distribuzione dei prodotti industriali ammette nel ricordare gli inizi di un rapporto familiare e di lavoro che dura tuttora. Con le difficolt connesse, perch forte il senso di responsabilit che provi nei rapporti con i genitori in azienda, ma se ti diverti, come capita a me, meraviglioso, la passione ti fa lavorare con entusiasmo. La passione ci che sprizza dagli occhi di questa donna, forte di una formazione linguistica di taglio manageriale, che ha vissuto la prima esperienza in OP, la ditta collegata a Fluidmec, dove seguiva il commerciale, viaggiando molto allestero per seguire fiere e clienti. Poi il passaggio LAzIENDA IN NUMERI
10mila metri quadrati nella sede di Brescia, cinque filiali periferiche a Sarezzo, Isorella, Vobarno, Coccaglio, Treviolo e limminente apertura a Cerea in provincia di Verona. 20 milioni di euro di fatturato, 60 dipendenti, una gamma di prodotti che si allargata a tutto tondo attorno a un prodotto ancora oggi centrale per lorganizzazione: le guarnizioni. Punto di riferimento per i migliori marchi internazionali e nazionali, come Casappa, Oleostar, Ikron, Walvoil, Pneumax, Duplomatic, Brkert, Busak and Shamban, Hydr-app, Sel, Tieffe e altri. I numerosi clienti, costruttori e manutentori di macchine e impianti, sono prevalentemente concentrati nella provincia di Brescia e nelle province limitrofe, con prevalenza nei settori della pressofusione, delle fonderie, delle acciaierie, delle trafilerie, delle macchine utensili, del settore plastica e gomma, della lavorazione delle lamiere, dellagricoltura e movimento terra.

alla ditta madre e il cambio di ruolo, con lingresso nel settore dellalta responsabilit aziendale con la gestione, il controllo e lo studio del mercato, compiti che un bravo amministratore delegato deve saper svolgere con competenza. Nel corso degli anni si formata e consolidata la rete di azienda che forma oggi il gruppo: Insieme definiamo gli obiettivi, le strategie e le linee guida spiega Francesca per poi tramutarli in azioni con il coinvolgimento e la motivazione di tutto il personale. Puntiamo molto sul senso di appartenenza di tutti i collaboratori poich la dedizione e la preparazione delle risorse umane sono le basi per creare valore aggiunto. Tutto questo permette di offrire al cliente un servizio a tutto tondo. Il rapporto con la clientela uno degli aspetti che Fluidmec cura con maggiore attenzione vogliamo essere dei punti di riferimento per i nostri clienti, in grado di fornire non solo uno stock ben assortito con immediata disponibilit, ma anche un centro di assistenza in grado di trovare la soluzione ottimale a ogni applicazione. A tal fine lufficio tecnico, in stretta collaborazione con

i produttori dei marchi distribuiti, sempre a completa disposizione della clientela e degli uffici di progettazione per consulenze, sopralluoghi e analisi. Quando chiedo ai clienti storici, che oggi sono anche amici, perch continuano a venire da noi, mi rispondono perch trovano tutto e sempre. Un altro punto di forza la presenza sul mercato: il servizio di prossimit fondamentale, non pu essere sostituito dalle-commerce: Sul sito i clienti trovano informazioni sul prodotto, il catalogo, le specifiche tecniche ma poi vengono di persona a comprare, dice Francesca Piantoni. IL VENTAGLIO DEI SERVIZI Con i servizi e le proposte di assistenza, Fluidmec punta alla fornitura globale. Un centro raccordatura equipaggiato per eseguire in tempi rapidi lassemblaggio di tubi flessibili per ogni pressione, un reparto collaudi che li certifica con relativo attestato o marcatura, e un settore assemblaggi per il montaggio di centraline e minicentraline oleodinamiche, pompe multiple e divisori di flusso ad ingranaggi. Un centro riparazioni inoltre specializzato per interventi rapidi su accumulatori, sostituzione sacche e cariche di azoto, revisioni e collaudi di componenti e apparecchiature. Negli ultimi anni sono stati installati dodici magazzini automatici interni nella sede di Brescia per la gestione della componentistica di piccolo volume, e tre magazzini automatici per lo stoccaggio dei tubi condotta, lappati e cromati, con una capacit di 1.400 tonnellate, per ottimizzare la movimentazione del materiale e facilitare i controlli. Da tutto ci si capisce come la solidit di questa azienda le abbia permesso

di non soccombere alla crisi, che comunque si fatta sentire fortemente soprattutto nel 2009, con un calo di lavoro e di fatturato: Abbiamo approfittato del tempo che si era liberato per riflettere e organizzarci meglio: non abbiamo utilizzato la cassa integrazione, abbiamo migliorato loperativit interna e ci siamo dedicati allapertura della sede di Treviolo in provincia di Bergamo. Ne siamo usciti bene, abbiamo ripreso il livello di fatturato precedente con un sistema di controlli pi rigorosi, di modo da impedire che i fallimenti dei clienti ci trascinassero in basso. Il problema maggiore dei clienti oggi la liquidit, quindi abbiamo messo in campo alcune restrizioni per tutelarci ma non ci dimentichiamo mai di andare incontro alle esigenze del cliente. IL GRUPPO E LA FORzA DEL FARE RETE
In quarantanni di storia industriale, Fluidmec ha portato innovazione crescendo fino a comprendere altre cinque realt, OP, Effegi Systems, Sinde, Uniseals e Brescia Hydropower. La propriet del gruppo della famiglia Piantoni, in sinergia con collaboratori fidati ed esperti che hanno condiviso sin dallinizio lavventura imprenditoriale del fondatore. OP Nata nel 1982, OP oggi guidata da Daniele Piantoni, a.d. e figlio del fondatore, Vittorio produce attrezzature per la lavorazione delle condotte oleodinamiche, rigide e flessibili, e vanta una vasta gamma di prodotti e un servizio a livello mondiale. La costante crescita stata determinata anche dallespansione a livello globale della rete di vendita unita agli investimenti considerevoli destinati al settore ricerca e sviluppo. Oggi esportiamo le nostre attrezzature in tutto il mondo dice Daniele Piantoni e nel 2011 abbiamo instaurato una joint venture in Cina, dove la OP Shanghai Hydraulic Processing Equipment Co. distribuisce i nostri prodotti a livello nazionale. Lazienda dotata di un magazzino macchine finite dotato delle attrezzature pi moderne. Gli investimenti in ricerca e sviluppo permettono di offrire sempre nuovi prodotti ai clienti, con una gamma completa di macchinari atti a soddisfare tutte le esigenze nel mercato delle tubazioni idrauliche, da piccoli manutentori o centri di riparazione alla produzione in serie. EFFEGI SYSTEMS La collaborazione con Effegi Systems nata a Isorella nel 1988 e specializzata nello sviluppo e nella costruzione di cilindri speciali e centrali oleodinamiche consente a Fluidmec di agevolare i propri clienti nella scelta di cilindri a tiranti, flangiati, saldati, conformi a norme Iso, oltre a una vasta scelta di prodotti speciali. Lazienda ha costruito negli anni un know-how affrontando commesse dalle problematiche sempre diverse, ed oggi una realt altamente specializzata e insieme flessibile, grazie a un reparto produttivo che unisce macchine utensili tradizionali a tecnologie di ultima generazione, per realizzare prodotti unici capaci di risolvere tutti i problemi dei clienti. SINDE Fondata nel 2001 al fine di monitorare il settore delle lavorazioni meccaniche, Sinde dotata di centri di lavoro di ultima generazione per la realizzazione di particolari o gruppi speciali. Produce soprattutto componenti per macchine per la preparazione, lavorazione e collaudo di tubi flessibili e rigidi per il settore oleodinamico, oltre a offrire lavorazioni meccaniche ad alta precisione conto terzi. Lazienda in grado di seguire commesse che prevedono sia la consegna di interi gruppi preassemblati e collaudati sia la progettazione e il montaggio di singole macchine da inserire in impianti preesistenti. UNISEALS Uniseals, in precedenza legata a Fluidmec solamente da un rapporto di fornitura, entra a far parte del gruppo nel 2011 attraverso una partecipazione societaria. Lazienda produce guarnizioni tornite per tutti i settori dindustria, guarnizioni anche speciali e asettiche per i settori alimentare e farmaceutico. Il servizio di alto livello garantisce consegne rapide. La partecipazione di Uniseals ha completato la capacit del gruppo di soddisfare ogni esigenza ampliando il gi ampio portafoglio di soluzioni. HYDROPOWER Ultima arrivata nel Gruppo, Brescia Hydropower nasce nel 2011 grazie alla collaborazione di tecnici esperti altamente qualificati. La societ si occupa di progettare e realizzare impianti oleodinamici per tutti i settori industriali, in particolare in ambito siderurgico e civile, per impianti di estrusione, produzione di presse e per fonderia. Ciascuna societ del gruppo ha una propria autonomia in termini di gestione, ufficio tecnico e assistenza, in modo tale che ognuna possa accrescere la propria specializzazione e mantenere elasticit ed efficacia nel rispondere in tempo reale ai clienti.
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Made in Brescia

Industria

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Ivar da 27 anni guarda oltre confine


Lazienda, che progetta e produce componenti e sistemi per impianti termoidraulici a Prevalle, ha dieci filiali commerciali sparse per il mondo e come punto fermo la qualit
e auto aziendali hanno sulla portiera un quadrato arancione e la scritta be orange (essere arancione). Stefano Bertolotti Direttore Commerciale che con il padre Umberto (presidente) e il fratello Paolo (Direttore Operations) alla guida di Ivar Spa , spiega che quello il colore aziendale e serve per identificare lo spirito di condivisione che accomuna gli uomini Ivar, fondamentale per raggiungere determinati risultati. E lazienda di Prevalle, di passi avanti in questi 27 anni di attivit, ne ha fatti tanti. Merito, in gran parte, di una felice intuizione: puntare sui mercati esteri. Da sempre infatti lazienda ha una grande propensione per lexport, tant che l87 per cento del proprio fatturato arriva dalle vendite in mezzo mondo. Una scelta lungimirante che oggi lha portata ad essere tra i leader nel campo della produzione di componenti e sistemi per impianti termoidraulici. Risultati costruiti nel tempo, filiale dopo filiale, per arrivare alle dieci attuali filiali commerciali con una presenza in Paesi come la Francia, la Russia, la Germania o la Cina, ma anche in al-

tri che ti aspetti di meno come il Belgio, la Repubblica Ceca e la Norvegia, mentre Romania e Cile che sono in fortissima espansione dice Stefano Bertolotti , saranno i prossimi obiettivi. Una buona presenza commerciale che ha come presupposto la qualit, e soprattutto la personalizzazione del prodotto. Uno dei punti di forza di Ivar sempre stata la particolare attenzione a soddisfare le esigenze specifiche della propria clientela impegnandosi nella ricerca e

I NUMERI DI IVAR SPA


2010 2011

nello sviluppo di nuovi prodotti e nel conseguimento di elevati standard qualitativi. Dopo la certificazione del sistema qualit secondo la norma Uni En Iso 9002, arrivata nel 1997, Ivar ha infatti inserito nel suo contesto organizzativo anche le fasi di progettazione, ottenendo nel 2000 la certificazione secondo la norma Uni En Iso 9001. Nel 2008 stata ottenuta la certificazione ambientale Iso 14001, mentre nel 2011 arrivata la BS Ohsas 18001 a certificare, con standard internazionali, i sistemi di gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori. Ma non solo. RICERCA E SVILUPPO INNANZITUTTO Per arrivare ad avere circa 17mila articoli a catalogo, Ivar sempre stata particolarmente attenta alla ricerca e allo sviluppo di prodotti innovativi e allavanguardia adoperando tecnologie e processi produttivi finalizzati a migliorare la qualit della sua gamma di

prodotti. E soprattutto utilizzando il proprio ufficio tecnico in grado di progettare internamente e autonomamente tutti i nuovi prodotti, i macchinari e le attrezzature necessarie alla loro realizzazione e di affinare continuamente gli articoli gi in produzione. A chiudere il cerchio c il laboratorio interno, uno dei fiori allocchiello della societ, attrezzato con macchinari allavanguardia per test meccanici, termici e fluidodinamici. Al suo interno non solo vengono eseguiti test per verificare la massima qualit dei prodotti, ma vengono anche realizzati impianti completi e funzionanti per riprodurre limpiego tipico dei prodotti. E non un aspetto trascurabile perch proprio da queste simulazioni che sono emerse utili indicazioni in termini di maggiore praticit o semplicit di installazione e manutenzione dei prodotti Ivar. Tutto questo ospitato nellinsediamento di Prevalle che occupa unarea di 20mila mq coperti (su un totale complessivo di 40mila mq) progettati in modo da razionalizzare e unificare le diverse fasi produttive e operative e garantisce lassenza di processi produttivi di impatto negativo sullambiente circostante. Anche questo investimento spiega Stefano Bertolotti stato la conseguenza di una crescita azienda-

le che il mercato ci ha richiesto. Uno sviluppo che stato anche il risultato di una maturazione aziendale, di un cambio di mentalit che ci ha consentito, con gradualit, di trasformarci da azienda familiare in unimpresa, dotata di professionalit elevate, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo manageriale. Lintenzione quella di proseguire su questo binario con un occhio sempre attento allo sviluppo di nuovi mercati e dallaltro, allargare ulteriormente il range di prodotti mantenendo elevati standard qualitativi. Sempre, appunto, con unattenzione particolare alla qualit in ogni fase del processo produttivo. Lattenzione nella scelta delle materie prime, dei semi-

lavorati e dei materiali impiegati nella realizzazione dei nostri prodotti ribadisce il responsabile commerciale della societ di Prevalle , la costante e meticolosa ricerca e valutazione di fornitori qualificati cos come la formazione e la valorizzazione dei nostri collaboratori che nella nostra azienda hanno unet media di 40 anni, rappresentano i punti fermi sui quali Ivar ha costruito la sua politica per la qualit. I risultati si continuano a vedere anche perch, nonostante il mercato italiano non brilli certo per dinamismo, nei primi otto mesi del nuovo anno il fatturato dellazienda ha registrato un ben augurante +30% rispetto allo stesso periodo del 2011.

UNA LINEA DEDICATA ALLA GREEN ENERGY


Il futuro, per molti, lenergia sostenibile. In questo termine vengono comprese tutte quelle modalit di produzione (energie rinnovabili) e di utilizzazione dellenergia (efficienza, risparmio energetico, impatto ambientale) che consentono uno sviluppo sostenibile. A credere che questo sar lo sviluppo dei prossimi anni Ivar che per questo ha gi messo a catalogo una linea dedicata alla green energy. Sono prodotti come spiega Stefano Bertolotti dedicati allutilizzo dellenergia solare e geotermica e da non confondere con il fotovoltaico. I primi prevedono pannelli specifici in grado di raccogliere calore, che convogliato a uno scambiatore in grado di produrre acqua calda utilizzabile anche per riscaldare le case, mentre il secondo crea energia. In giro per il mondo, paesi emergenti compresi, c sempre pi attenzione a questo tipo di prodotti che portano con s tipologie di impianti pi efficienti e pi efficaci. Oggi sottolinea ancora il Direttore commerciale dellazienda di Prevallle chi compra casa sa bene che cosa sono le classi energetiche e per questo il riscaldamento a pavimento, a soffitto o nelle pareti, che utilizza il solare termico, viene sempre pi spesso preferito rispetto ai tradizionali termosifoni. Anche perch i vantaggi sono tanti. Fondamentalmente sono quattro spiega Bertolotti : garantisce un consistente risparmio energetico; assicura un maggior comfort perch in grado di scaldare o raffrescare tutta la casa in maniera uniforme; pi salutare perch non comporta movimenti dellaria e, infine, non pone vincoli per gli architetti.
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Fatturato Investimenti Ebitda Ebit Dipendenti


MESI 12ottobre 2012

50.258.186 2.203.135 12,72% 5,08% 142

47.423.912 2.905.070 13,72% 4,26% 154

Il Direttore commerciale di Ivar, Stefano Bertolotti.

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Made in Brescia

Industria

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Marvon, dalla galvanoplastica alla cosmesi il passo breve


Lazienda di Vestone ha puntato sulla qualit di prodotti studiati su misura per le esigenze di clienti e mercati nazionali e internazionali, nel massimo rispetto della sicurezza ambientale
ncora una volta, flessibilit, qualit e propensione allexport si sono rivelate le carte vincenti per affrontare la crisi che ormai da anni sta attraversando le economie di mezzo mondo. Elementi distintivi che, soprattutto le piccole e medie imprese bresciane, hanno impresso nel loro dna e che sanno ancora utilizzare. Se a questo si aggiunge lappartenenza a un grande gruppo industriale (Fondital), si ha lequazione perfetta. il caso di Marvon di Vestone che, con circa 60 dipendenti, ha puntato proprio su queste caratteristiche per continuare a crescere nel settore della galvanoplastica, nella produzione di guarnizioni termoespandenti e di maniglie per porte tagliafuoco. La flessibilit uno dei nostri punti di forza spiega Simonetta Dusi, direzione vendite . Rispetto alle grandi multinazionali siamo in grado di proporre prodotti taylor-made, studiati su misura per i nostri clienti, che preferiamo considerare nostri partner. Con essi si instaura infatti un rapporto di collaborazione, pi che un rapporto cliente-fornitore in senso tradizionale. Insieme ai nostri partner pensiamo e sviluppiamo un progetto, tenendo conto delle richieste e delle esigenze di chi ci sceglie e allo stesso tempo consigliando e proponendo la soluzione pi adeguata, lavorando insieme per un obiettivo comune. Una concezione sartoriale che piace ai mercati e che lazienda ha mantenuto anche quando ha puntato, per scelta strategica, sulla diversificazione dei propri prodotti. Per quanto riguarda la lavorazione galvanica spiega Gianpaolo Beretta, consigliere delegato di Marvon gi un anno prima del famigerato aprile 2008,
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I NUMERI DI MARVON
2009 Fatturato Investimenti Numero medio dipendenti 6.065.533 635.351 64 2010 7.702.648 633.502 59 2011 7.534.944 239.689 57

quando ancora non si aveva il sentore della crisi che poi avrebbe attanagliato i mercati, abbiano iniziato a sondare settori diversi da quelli tradizionalmente serviti. Ad esempio ci siamo proposti nel campo, per noi inesplorato, della cosmesi del lusso che ci ha regalato non poche soddisfazioni. Per quanto riguarda il settore sicurezza, la produzione di maniglie in materiale plastico in un distretto industriale focalizzato sullottone, stata allinizio un rischio e contemporaneamente una sfida; il tempo ci ha dato ragione. Con la stessa concezione, continua anche la produzione di unampia gamma di accessori per mobili dufficio e arredi professionali. Scelte che hanno portato Marvon ad essere apprezzata anche dai mercati esteri che rappresentano circa il 60% del fatturato globale (pari a 7,5 milioni di euro nel 2011). Questo dovuto alla struttura del mercato stesso precisa ancora Beretta ; nel settore della sicurezza, ad esempio, i clienti principali in Italia sono soltanto tre e questo ha necessariamente portato lazienda a guardare altrove cercando nuove opportunit

commerciali in mercati esteri. Nel settore della cosmesi del lusso invece la Francia la protagonista indiscussa: i grandi marchi dei cosmetici e della profumeria sono francesi e noi siamo loro fornitori. Inoltre i nostri elevati standard qualitativi e la certificazione ambientale Uni En Iso 14001:2004, che abbiamo ottenuto da ormai oltre cinque anni, ci consentono di entrare a pieno titolo nel parco fornitori di grandi multinazionali come ad esempio LOral, che effettua severi controlli sulla sostenibilit ambientale lungo tutta la filiera produttiva. E se lestero si rivelato estremamente positivo per alcune produzioni, per altre il mercato interno ha riservato grandi soddisfazioni. Sempre pi si assiste, nel settore dellarredamento e dellinterior design, alla sostituzione di prodotti in metallo con prodotti in materiale plastico che vengono finiti con lavorazioni di cromatura, doratura o nichelatura. Questo tipo di lavorazioni oggi non sono pi esclusivo territorio Ikea, pioniere nelle finiture cromate, ma la normalit. Spesso opere firmate da grandi aziende o celebri designer, come Kartell o Guz-

zini, per fare solo due esempi, esplorano nuovi utilizzi del materiale plastico con dei risultati sorprendenti. Ed questa capacit di adattarsi ai cambiamenti, e in alcuni casi anche di anticiparli, che rende appetibili i prodotti Marvon. Ogni giorno troviamo spunti di miglioramento che si traducono in azioni nellimmediato: il quotidiano ci mostra nuove strade da percorrere. Senza mai dimenticare la qualit che deve integrarsi perfettamente con la sicurezza e il rispetto dellambiente: Nel mese di giugno aggiunge Marco Monchieri, consigliere delegato dellazienda abbiamo conseguito la certificazione del sistema di qualit Uni En Iso 9001. Siamo molto orgogliosi del risultato ottenuto, ma non ci accontentiamo. La ricerca del miglioramento continuo, base dei sistemi di gestione ambientale e della qualit, ci porta verso nuovi e pi ambiziosi obiettivi: ad esempio lintegrazione dei sistemi esistenti con un sistema di gestione della sicurezza aziendale. Siamo ben consapevoli che una buona gestione aziendale non possa prescindere dal rispetto di rigide norme di qualit, dalla tutela della sicurezza, dellambiente e della salute dei lavoratori e della popolazione locale.
Photo Marvon

LA TUTELA DELLAMBIENTE COME PRIORIT


La politica aziendale di Marvon vede come prioritaria lattenzione alla tematica ambientale e al completo rispetto delle normative vigenti per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza aziendale. Questo impegno si concretizzato con lottenimento nel 2007, nel 40 anniversario di fondazione dellazienda, della certificazione ambientale Uni En Iso 14001:2004. Questa importante certificazione valorizza la scelta di Marvon di combinare, in modo sostenibile, la salvaguardia dellambiente e le esigenze produttive dellazienda in crescita, riducendo i propri impatti ambientali attraverso la gestione delle potenziali fonti di inquinamento derivanti dalle proprie attivit. Inoltre, la qualit dei processi di lavorazione galvanica stata certificata anche nel panorama industriale internazionale e Marvon, infatti, rispetta pienamente le direttive europee Elv 2000/53/CE, Rohs 2002/95/CE, Weee 2002/96/CE e Reach/(CE) 1907/2006. Sigle forse per gli addetti ai lavori ma che, per essere rispettate, hanno impegnato lazienda e i suoi collaboratori, in un iter serio e stimolante, che ha come prerequisito il rispetto di tutte le normative inerenti la tutela ambientale. Un lungo percorso nellambito del quale, in una prima fase, stata realizzata unanalisi delle attivit dellazienda e degli aspetti ambientali correlati al territorio circostante. Sono stati passati al microscopio gli scarichi idrici, le emissioni in atmosfera, i rifiuti, i consumi di risorse, lutilizzo e la detenzione di sostanze pericolose, le emissioni acustiche e addirittura linfluenza sul traffico. La fase successiva stata la pianificazione degli interventi necessari per conseguire gli obiettivi che lazienda si era posta, fra i quali hanno trovato attuazione gli interventi per il risparmio energetico, per il minor consumo di acqua e la gestione della raccolta differenziata dei rifiuti e degli scarichi industriali. Fiore allocchiello di Marvon sono i processi di trattamento e di depurazione delle acque provenienti dal trattamento galvanico, nei quali lazienda ha investito molte risorse per garantirne lassoluta qualit e conformit ai requisiti normativi consentendole di arrivare a un primato davvero invidiabile: la Marvon infatti lunica azienda galvanica italiana ad essere autorizzata a scaricare direttamente nelle acque correnti del fiume.

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Industria

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M&M Forgings, i primi passi concreti del super polo della forgia(tura)
Gaia Monchieri e Andrea Mam sono riusciti a realizzare il primo organico esempio di aggregazione in un territorio dove, solitamente, trionfa lindividualismo

opo tante parole, com nella migliore tradizione camuna, arrivano i fatti: la nuova sede a Cividate Camuno (3,5 milioni di investimento) ormai in fase di ultimazione e nei prossimi giorni sar inaugurata la filiale a Rio de Janeiro in Brasile. Sono fatti concreti che dimostrano, soprattutto ai nostri clienti, che il progetto esiste, reale e concreto. Cos, Gaia Monchieri e Andrea Mam fanno il punto sullo stato di avanzamento lavori di M&M Forgings, la societ nata poco pi di sei mesi fa come strumento per gestire il contratto di rete tra le loro aziende: Forge Monchieri e Mam Group. Di questo accordo tra due giovani imprenditori, alla guida di aziende concorrenti, presenti e addirittura confinanti nello stesso comune della Valcamonica, si parlato e scritto tanto ma a loro sembra interessare soprattutto il futuro. Quel futuro che hanno deciso di affrontare e sfidare insieme con un obiettivo condiviso: continuare a crescere. Passo dopo passo il progetto comincia a prendere forma. Abbiamo individuato le priorit sulle quali lavorare racconta Andrea Mam come decidere chi fa che cosa. Stiamo creando una squadra di eccellenza per il nostro nuovo ufficio commerciale che sar uno dei principali obiettivi di questa fase. Intanto lintegrazione tra le due aziende ha gi dato i primi risultati: Nelle fiere alle quali abbiamo partecipato presentandoci con il nuovo marchio M&M Forgings aggiunge Gaia Monchieri ci sono stati giudizi positivi che si sono concretizzati

Gaia Monchieri e Andrea Mam, amministratori delegati delle aziende di famiglia Forge Monchieri e Mam Group.

in nuove commesse. Insomma ai mercati, e ai clienti, piaciuta lidea di un unico interlocutore per due gruppi che insieme rappresentano uno dei principali player nella forgiatura a livello europeo. Poter ottimizzare i costi dellacquisto di acciaio (complessivamente oltre 80mila tonnellate lanno), la manutenzione dei nostri impianti aggiunge Andrea razionalizzare gli investimenti destinati alla formazione e alla crescita delle risorse umane, o al settore della ricerca e sviluppo, ci consente di puntare con maggiore forza sullarea commerciale che, con una concorrenza cos agguerrita, diventata veramente strategica. E allora avanti nellanalisi e nella ricerca di nuovi mercati per le tipologie di prodotti nelle quali le due aziende, negli anni, hanno sviluppato le maggiori competenze. Le

nuove basi saranno in Brasile e in Russia, dove buone prospettive ha il mercato delloil&gas (settore nel quale si specializzata la Forgiatura Mam), mentre in Cina e in India le prospettive migliori sembra riservarle il power generation (settore della Forge Monchieri), nucleare in particolare. Crediamo che avere una sede M&M Forgings in ogni area di nostro interesse sia molto importante per capire realmente landamento dei mercati precisa ancora Andrea Mam , soprattutto sar fondamentale accedere a quelle informazioni che si possono avere solo stando fisicamente in un luogo. Per questo puntiamo a creare una struttura che sia in grado di fornirci indicazioni di come sar il futuro, di quale direzione prender un Paese. Cos come gi avviene negli USA

per il mercato nord americano. Per il resto precisa Gaia Monchieri a soddisfare le richieste dei clienti, saranno i nostri impianti allavanguardia sui quali gi da tempo abbiamo destinato importanti investimenti. Dal punto di vista operativo, infatti, le due aziende sono complementari con la Mam che, oltre a disporre di una pressa di 6mila tonnellate, si specializzata nella lavorazione dei forgiati sotto le 50 tonnellate, mentre la Forgia Monchieri, sotto i suoi capannoni, ospita una pressa da 12mila tonnellate e realizza lavorazioni fino a 120 tonnellate. A completare lofferta della nuova M&M Forgings contribuiscono anche le societ costituite da Andrea Mam ed entrate nella Mam Group: Dal 2007 ho fatto nascere la AM Machining specializzata nella finitura dei pezzi forgiati; la Lion Meccanica (con sede a Ono San Pietro) che lavora sulla sgrossatura dei pezzi e la AM Logistic che gestisce i trasporti e che porta direttamente ai clienti i nostri prodotti consentendoci un servizio migliore e di essere responsabili delle commesse, dallinizio alla fine. Anche questo accomuna i due giovani imprenditori. Vogliamo dimostrare a tutti quello che siamo in grado di fare ribadisce Gaia Monchieri . E questo senza togliere nulla alla generazione che ci ha preceduto e che ha ottenuto dei risultati davvero straordinari. Ma il mondo cambia e laver capito per tempo che i giovani avrebbero potuto affrontarlo in modo diverso gi questa una straordinaria dimostrazione di quanto i genitori di questi due imprenditori abbiano avuto ragione nellaffidare loro la gestione delle aziende. Lo scenario con il quale oggi dobbiamo confrontarci aggiunge Andrea estremamente competitivo, con concorrenti sempre pi agguerriti e con una domanda in calo. In M&M Forgings il
M&M FORGINGS I dati principali dellalleanza Fatturato 2011 Numero dipendenti Tonnellate di acciaio prodotte 155 milioni 300 60 mila

cliente percepisce unazienda pi solida e in grado di dare risposte, anche in termini di capacit produttiva, davvero importanti. E nonostante il mercato non brilli certo per effervescenza nel settore delloil&gas, che fatica ma tiene, e in quello dellenergia, che invece ha raggiunto i minimi storici, i due giovani imprenditori sono ottimisti e vedono la ripresa a met del prossimo anno. Il nostro obiettivo aggiungono in coro quello di diventare il primo polo europeo della forgiatura e di raggiungere, in breve tempo, i 400 milioni di euro di fatturato. Viste le premesse, i tanti progetti e le strategie messe a punto per realizzarli, miscelati con una dose di sano entusia-

smo, gli obiettivi saranno sicuramente raggiunti. solo questione di tempo. Nel frattempo, i due giovani imprenditori potrebbero gi essere soddisfatti perch sono riusciti a realizzare il primo organico esempio di aggregazione, di contratto di rete in un settore che solo superficialmente si potrebbe definire old economy, e in un territorio dove lindividualismo era sempre riuscito a trionfare. Un caso da studiare e da prendere ad esempio per dimostrare come due aziende possano essere innovative non solo sui prodotti ma anche nelle strategie, per come si possano intraprendere nuove strade per affrontare nuove sfide. Certo serve tanto coraggio e loro, probabilmente, ne hanno da vendere.

QUANDO I GIOVANI PRENDONO LINIzIATIVA


Gaia Monchieri e Andrea Mam sono due giovani imprenditori, alla guida di due aziende metallurgiche concorrenti e divise solo da una strada nella zona industriale di Cividate Camuno, in Vallecamonica. Sembra quasi incredibile ma non si erano mai visti, prima che un contenzioso su un terreno offrisse loro il motivo di un incontro. Mentre aspettavo dal notaio ricorda Gaia mi sentivo nervosa, non avevo mai incontrato Andrea ma ne avevo sempre sentito parlare ed ecco che arriva un giovane uomo in jeans e camicia fuori dai pantaloni. Un tipo decisamente diverso da quello che mi aspettavo. Anche per Andrea da quellincontro nata una simpatia di pelle. Nei mesi successivi abbiamo imparato a conoscerci e la voglia di fare qualcosa insieme venuta quasi naturale. Cosa e come non era ancora chiaro ma per capirlo i due giovani imprenditori si sono rivolti al Politecnico di Milano, e pi precisamente al professor Giuliano Noci, ordinario di marketing. passato ancora un anno e mezzo ricorda Gaia Monchieri , ma alla fine abbiamo individuato il modo migliore per raggiungere i nostri obiettivi: il contratto di rete. Alla M&M Forgings il compito di realizzare il progetto. Nessun consiglio di amministrazione aggiunge Andrea Mam ci siamo solo noi come amministratori delegati, le nostre idee e la voglia di realizzarle. Una strada sicuramente anomala quella intrapresa dai due giovani imprenditori, anche perch la collaborazione tra due societ sane, competitive e nel nostro settore non si mai vista una scelta di questo tipo. Ma a loro poco importa. Per adesso sono concentrati a definire la squadra che dovr portare avanti i tanti progetti gi pronti nel cassetto di uno degli uffici della nuova sede comune: il primo segnale forte che indietro non si torna.

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Un hobby diventato impresa: la tenace passione di Novarossi World


Lazienda leader di micromotori per modellismo porta nel mondo qualit e cultura del lavoro, la ricetta anticrisi made in Brescia
chi, nato sotto il segno della Leonessa, compra i loro prodotti a New York per poi accorgersi con stupore che portano la firma di casa propria. Ma oggi costoro sono sempre meno, perch la Novarossi World Srl, di Monticelli Brusati, diventata la punta di diamante per lautomodellismo: semplicemente, i suoi motori a scoppio, nel mondo, non hanno eguali e la voce, da tempo, si sparsa eccome. Ad oggi, infatti, nel suo 28 anno dattivit, lazienda ha vinto ben 15 campionati mondiali di automodellismo, oltre ad un numero impressionante di gare, compresi titoli europei e campionati nazionali. In un anno, dalla fucina della Franciacorta (oltre 6mila mq e una sessantina di dipendenti), vengono forgiati e venduti dai 30 ai 50mila motori, tutti scrupolosamente testati. Cosa sta alla base di unimpresa cos solida, il cui palese successo cinorgoglisce e, insieme, incuriosisce? Ne abbiamo parlato con Graziosa Barchi, lanima manageriale dellazienda che, insieme al marito Cesare Rossi (creativo puro, insignito del titolo di Cavaliere nel 99) e alla figlia (Elisa Rossi, consigliere), batte la marcia di ci che, da semplice hobby, diventato unimpresa bresciana vincente. Unimpresa, la Novarossi, nata quasi per scommessa. Inizialmente ci dicevano che non ne avevamo le capacit ci confida Graziosa Barchi , ma la nostra passione e lesperienza (25 anni maturati nel settore per mio marito Cesare, altrettanti da me nellarea manageriale) alla fine hanno vinto. Lui, micromotorista specializzato, amante di tutto ci che si muove comprese le macchine utensili, e lei si sono conosciuti 35 anni fa ed hanno
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costruito unazienda che stata davvero una sfida. Cesare Rossi sviluppa sin da giovanissimo uninnata attitudine per la meccanica: gi in et scolare accanto al padre, noto orologiaio bresciano, ed proprio attraverso gli orologi che apprende principi e segreti di una scienza che lo accompagner tutta la vita. Qualche anno pi tardi, infatti, scopre il modellismo e la micromeccanica, partecipa a competizioni nazionali e internazionali e, modificando ed elaborando motori gi in commercio, riesce a migliorarne prestazioni e potenza, conseguendo una escalation di vittorie che culmina nel 1959 con il primo posto nel campionato mondiale di aeromodellismo. Poco dopo, Cesare Rossi costituisce una ditta individuale e un vero proprio negozio di modellismo a Brescia, e nel 1966 coinvolge il fratello nella costituzione della prima officina meccanica; in poco tempo i motori da lui progettati vincono tutti i campionati di velocit e diventano famosi nel mondo, ma il salto di qualit definitivo, che ha tramutato lattivit in vera realt industriale, avviene nel 1984, quando decide di fondare una nuova societ con la moglie Graziosa Barchi. Una passione, dunque, diventata azienda. Un business, direi, che fino a 20

anni fa non era molto conosciuto racconta Graziosa Barchi . Non cerano piste come quella di Gussago, dove a luglio abbiamo disputato uno dei nostri trofei, con piloti provenienti da Spagna, Austria, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Venezuela: tre giorni di gare, uno spettacolo!. In effetti, sono i piloti, giovani emergenti del modellismo, che si mettono in gioco sulle piste a dimostrare che la Novarossi eccellente: Questi ragazzi portano avanti il nostro marchio nel mondo con dignit sottolinea la manager . Ci, oltre al prestigio, ci porta anche lavoro: sono due cose distinte, ma egualmente importanti. LA CRESCITA INDISPENSABILE Non a caso, lo sprone ad ingrandirsi e automatizzarsi arrivato negli anni 90, dopo aver vinto tre mondiali su pista e uno su fuoristrada. Letteralmente sommersa di ordini, la Novarossi non riusciva pi a costruire motori con le macchine tradizionali, ma aveva bisogno dorganizzare un reparto di presso-fusioni per fondere industrialmente il carter, nonch di tutte le macchine a controllo numerico ad alta tecnologia (il micron) per consentire la perfezione e luguaglianza del-

Graziosa Barchi, Cesare Rossi e la figlia Elisa.

GLI ULTIMI SUCCESSI DI NOVAROSSI


Sul loro sito (novarossi.it), dicono che lazienda non produce solo motori e relativi pezzi di ricambio, ma anche marmitte e collettori, insieme a motori per barche e aerei: un commercio minore, questultimo, nel quale la concorrenza di Taiwan forte, soprattutto nel prezzo. Tutta la potenza dellazienda franciacortina, infatti, sta nei piccoli agguerriti motori per automodellismo, due dei quali, nuovissimi, fanno gi furore tra gli appassionati. Parliamo del Roma Truggy 25, motore gi presentato con successo nelle vetrine di Norimberga che, con i suoi 4.04cc e in soli 374 grammi, ha accontentato gli amanti del modellismo off road attenti a conciliare consistenza di tiro e allungo. Per chi si vuole lanciare in sfide ad alta velocit, rigorosamente su pista, arriva invece il Keep-On.21, la cui caratteristica principale sta nel sistema del cuscinetto brevettato.

le parti del motore. Quindi, dalliniziale stabilimento di Rodengo (400 mq), lazienda si spostata a Monticelli Brusati, ove si costruita unofficina di 1.550 mq per collocare le macchine nuove: stato indispensabile non solo per la logistica spiega Barchi , ma anche per avere una bella vetrina; giapponesi, americani..: il mondo veniva a visitare la nostra fabbrica. Esportare il made in Italy nel mondo, come fa la ditta franciacortina, un lavoro impegnativo, ma enormemente gratificante. Made in Italy in tutto il globo, concretamente, significa portare la Novarossi in ben sessanta paesi: dal Quatar alla Siria, dalla Turchia al sud est asiatico, con Singapore, Taiwan, Hong Kong e Malesia... Diciamo sempre che, ove va la Ferrari andiamo anche noi spiega Graziosa Barchi che, infatti, siamo una piccola Ferrari: ci chiamano, non a caso, la Formula2. Difatti, anche quei piloti che rischiano la pelle conoscono bene questo marchio, allenandosi e sperimentando la strada su un palco a due metri daltezza dal circuito preposto, vale a dire piste di 5-6mila metri, con macchine in scala 1:8 o 1:10. Categoria a parte da quella su pista, in cui impera la velocit, loff-road, sezione interessantissima che attira maggiormente i giovani modellisti, per la quale esiste una notevole concorrenza, specialmente da parte di Taiwan. Per ostruire lingresso di questi motori, che sono meno affidabili, poich non durano tutti i 45 minuti di

gara continua Graziosa Barchi abbiamo studiato un motore che sta alla polvere, mantiene una giusta temperatura e consuma meno. La differenza, chi guida, la sente tutta. LINNOVAZIONE TECNOLOGICA Ricerca e sviluppo continui, quelli di Novarossi, la cui costanza si tradotta negli anni in nuove ideazioni tecnologiche che hanno modificato la storia stessa del modellismo: invenzioni come la candela Turbo e il cuscinetto a sfere decentrate, nonostante maldestri tentativi dimitazione, hanno segnato per sempre la concezione meccanica dei micromotori. Proprio per questo, Novarossi detiene oltre venticinque brevetti esclusivi e domina il settore produttivo presentando ogni anno irraggiungibili nuove soluzioni tecniche. Ma come avviene, concretamente, questo strenuo lavoro di perfezionamento? La Novarossi consegna in prestito duso i suoi motori a una squadra di 60 piloti nel mondo: Stati Uniti, Canada, Sud America, sud est asiatico, Europa, Giappone, Australia e sud Africa racconta la signora Rossi . Alla consegna chiudiamo il motore, per non consentire cambiamenti, e al suo ritorno lo esaminiamo. Tutto devessere relativamente semplice, perch questi gioielli sono utilizzati anche dai ragazzini di 15 anni che si accostano al modellismo ma non sono certo piloti provetti. Il motore, quindi, devesser facile

e durare nel tempo, carburato in modo tale da non stressarlo: difatti, non devessere n troppo magro n troppo grasso, e questo lo si impara solo con lorecchio, ascoltando il rumore del motore. Quanto alla materia prima, in questo momento stabilizzata, dopo averne provate diverse. LIMPRESA INNANZITUTTO Parlando di crisi, Novarossi lha saputa cavalcare diminuendo di molto i prezzi, negli anni, quasi azzerando i profitti, per poter stare sul mercato mondiale fin dal 2007, quando iniziata la tempesta valutaria del dollaro. I motori di altissima qualit, come quelli con il cuscinetto in ceramica, hanno mantenuto il loro prezzo, mentre il modellismo di base stato in piedi con motori meno costosi, per non rimanere uccisi da Taiwan. Due sono i motti dellazienda: molti nemici, molto onore, che si spiega da s, e in 28 anni non abbiamo mai utilizzato la cassa integrazione, cosa di cui Novarossi va molto fiera. Limpresa ha 56 dipendenti, di cui 5 apprendisti assunti un paio danni fa; tutto il personale di Monticelli cresciuto nel tempo, come il capofficina, che con i Rossi da pi di 28 anni, formando un grande e vero team, importantissimo. I nostri utili sono sempre stati reinvestiti nellimpresa conclude Elisa Rossi . Essere bresciani, per noi, stato un valore aggiunto, grazie alla nostra grande tradizione del lavoro, quasi una cultura della professione, fortissima.
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Sabaf, alla ricerca di nuovi mercati per battere la crisi


La strategia dellazienda di Ospitaletto, leader italiano nella produzione di componenti e apparecchi per la cottura a gas, fornire prodotti creati ad hoc per le esigenze di ogni singolo Paese
uando si attraversano periodi in cui landamento di unazienda non dipende da fattori interni ma da particolari condizioni generali di macroeconomia, ancora pi importante aver chiari i punti di forza della propria impresa. Ed ecco allora che qualit, innovazione, flessibilit, investimenti e internazionalizzazione dopo essere stati gli ingredienti del successo di Sabaf, oggi sono gli elementi sui quali continuare a puntare per affrontare le nuove sfide. Di certo essere leader italiani e uno tra i primi produttori al mondo di componenti per cucine e apparecchi per la cottura a gas, aiuta ma in uno scenario dove il mercato degli elettrodomestici registra dati in progressivo rallentamento, soprattutto in Italia e in Europa occidentale, tradizionali mercati di riferimento per lazienda di Ospitaletto, guardare al mondo diventa quasi obbligatorio. Anche perch, con lungimiranza, Sabaf ha iniziato da tempo a presidiare alcune aree di sicuro sviluppo come il Brasile dove, da 10 anni, gi attivo uno stabilimento che produce

bruciatori per tutto il sud America e che lo scorso anno, cos come nel primo semestre del 2012, ha registrato ottime performance. La Turchia, dove entro la fine di questanno previsto lavvio di una nuova unit produttiva precisa Alberto Bartoli nominato amministratore delegato della Sabaf nel maggio di questanno , sar invece il futuro prossimo e aprir nuove opportunit nei

Lamministratore delegato di Sabaf Spa, Alberto Bartoli.

mercati del Medio Oriente e del nord Africa. I nostri clienti sono i produttori di elettrodomestici per la cottura a gas e le multinazionali ci chiedono di essere presente sulla porta dei loro stabilimenti. Per essere competitivi in Paesi lontani avremo bisogno di fabbriche in loco, per ridurre le spese di trasporto, per migliorare la logistica e per servire meglio i clienti. Ma il cuore della nostra azienda e sar sempre a Ospitaletto. Estero, quindi, ma con marchio Sabaf, con il nostro modo di produrre, con i nostri macchinari a garanzia della nostra qualit. Un modello al quale non si intende rinunciare nonostante, con il perdurare della crisi, la qualit non sia pi quel valore aggiunto che garantiva commesse da tutto il mondo a dispetto di una agguerrita concorrenza. Il mercato ha sempre riconosciuto un prezzo maggiore ai nostri prodotti proprio per la qualit che siamo stati in grado di garantire. Oggi i nostri clienti aggiunge Bartoli sono meno attenti al rapporto qualit/prezzo e i nostri interlocutori non sono pi, come una volta, gli uffici tecnici ma gli uffici acquisti. Ed a questo punto che entrano in

RICONFERMATA LA SEPARAzIONE TRA PROPRIET E GESTIONE


Oggi potrebbe essere una situazione che rientra nella normalit delle cose ma, se si pensa che la scelta di affidare la crescita della propria azienda a dei manager esterni alla famiglia stata fatta da un lumezzanese circa 40 anni fa, le cose cambiano. E di molto. Questa la storia della Sabaf e del suo fondatore, Giuseppe Saleri, un imprenditore certamente illuminato che arrivato a un certo punto della sua vita imprenditoriale stato capace di rendersi conto che i limiti delle proprie competenze non potevano essere colmati se non guardando fuori dalla famiglia. Il passo conseguente, e non certo facile, stato quello di individuare nuove figure altamente professionali che avessero in comune un concetto di sviluppo aziendale improntato alla creazione di un valore condiviso. Da allora di strada ne stata fatta tanta, quotazione in Borsa compresa, e lazienda ha continuato a crescere seguendo la via maestra del rispetto delle regole di mercato e della rigorosa separazione tra propriet e gestione. Una scelta irreversibile e riconfermata qualche mese fa con la nomina del nuovo amministratore delegato, Alberto Bartoli, che negli ultimi diciotto anni ha ricoperto la carica di direttore finanziario e di amministratore della Sabaf. Una scelta condivisa e accettata anche dai tre figli di Giuseppe Saleri, che si sono impegnati a non ricoprire incarichi di gestione allinterno della Sabaf a garanzia, anche per gli investitori, della continuit di unimpostazione basata sulla separazione tra propriet e gestione dellazienda.

gioco le altre competenze dellazienda come, ad esempio, la flessibilit produttiva o la capacit di innovare i prodotti. Oggi il vero plus competitivo fornire ai mercati i prodotti di cui hanno bisogno spiega lamministratore delegato , creati sulle esigenze di ogni singolo Paese e sulle reali disponibilit di reddito. Non pensabile, ad esempio, entrare in Paesi dove si devono sostituire i vecchi bruciatori proponendo i nuovi a prezzi troppo alti, non sarebbero in grado di sostenerli ed ecco perch diventa fondamentale studiare prodotti specifici per ogni realt e contemporaneamente sviluppare una gradualit produttiva capace di seguire il cambiamento, levolversi dei redditi. Ed proprio questa la direzione che Sabaf ha intrapreso per quanto riguarda sia il mercato cinese sia quello indiano. Con un grande vantaggio rispetto a tutti i concorrenti: il know how. La nostra vera eccellenza sottolinea ancora il nuovo amministratore delegato la straordinaria stratificazione di conoscenze di chi ha lavorato e di chi lavora con noi. Il loro apporto di professionalit e di passione ci ha consentito di avere allinterno, di ununica azienda, tante fabbriche perfettamente integrate. In effetti Sabaf ha sempre privilegiato anche la progettazione e la realizzazione dei macchinari che servono alla produzione e allassemblaggio dei prodotti, con la conseguente possibilit di intervenire lungo tutto il processo produttivo. Non solo. Negli anni prosegue Bartoli abbiamo continuato a destinare circa il 10 per cento del nostro fatturato, alla crescita

dimensionale dellazienda, allo sviluppo dei prodotti e alla costante ricerca di un miglioramento che ci consentisse di affrontare e vincere le nuove sfide. Infatti, secondo la semestrale approvata lo scorso agosto, nel primo semestre 2012 gli investimenti sono stati di 7.4 milioni di euro (rispetto ai 7.6 milioni del primo semestre dello scorso anno) e includono la realizzazione del nuovo stabilimento turco di Manisa e dei relativi impianti e macchinari. Insomma, anche in un contesto pesantemente condizionato dalla debolezza della domanda europea di apparecchi di cot-

tura, e solo in parte controbilanciato dai buoni risultati ottenuti sui mercati extraeuropei (vendite a 23,6 milioni di euro nel primo semestre 2012, in crescita del 17% allo stesso periodo del 2011), lazienda di Ospitaletto punta ancora sul suo modello di sviluppo che da sempre ricorda Alberto Bartoli quello di consolidare il primato tecnologico e di mercato attraverso una costante attenzione allinnovazione, alla sicurezza e alla valorizzazione delle competenze interne, coniugando la crescita delle prestazioni aziendali alla sostenibilit socio-ambientale.

I NUMERI DI SABAF SPA


(dati in migliaia di euro) 2009 Ricavi delle vendite Margine operativo lordo (Ebitda) Risultato operativo (Ebit) Utile ante imposte Utile netto 127.088 28.518 16.218 14.548 14.548 2010 150.897 38.516 25.793 23.776 16.867 2011 148.583 30.092 16.566 15.454 10.775

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Telefri, una storia imprenditoriale tutta bresciana


Una crescita a piccoli passi ma continua, e sostenuta da investimenti mirati, ha consentito al gruppo di proiettarsi oltreconfine, raggiungendo dimensioni ragguardevoli

uella del Gruppo Telefri la storia di molti imprenditori bresciani che negli anni Sessanta, sulla scia di una intuizione, hanno saputo cogliere loccasione e, con le loro capacit, trasformarla in imprese. Da piccolo produttore artigianale di serbatoi in vetroresina per motorini di grandi marche, Mario Telefri pens che quei serbatoi potevano diventare molto pi grandi e servire agli agricoltori per stoccare mangimi per animali. La terra quella ricca della Bassa bresciana, il periodo quello in cui lagricoltura era ancora il motore delleconomia bresciana e cresceva. Tenacia e tanto lavoro hanno fatto il resto. Oggi il Gruppo formato da una holding che detiene il 100% di due societ operative: la Eurosilos Sirp di Isorella (produzione di silos per stoccaggio mangimi) e la Zincatura Bresciana di Verolanuova; il 50% della Italmix di

Montichiari, che produce carri miscelatori per lagricoltura; tre immobiliari in fase di aggregazione oltre a partecipazioni in societ commerciali e produttive in Francia, Slovacchia e Repubblica Ceca. Una crescita fatta di piccoli passi, uno dopo laltro, consolidando le posizioni raggiunte, continuando ad investire ma sempre puntando su quello che si in grado di sostenere. Ed per questo che tutte le aziende sono ben patrimonializzate e leader nei settori in cui operano. Lo spirito col quale sono nate le aziende viene oggi portato avanti dai due figli del fondatore, Dayana e Luigi, con lobiettivo dichiarato di modernizzare tutto il Gruppo. Oggi non si pu rimanere sul mercato improvvisando precisa Dayana Telefri . Gli scenari che cambiano con una velocit che non poteva essere prevedibile fino ad alcuni anni fa ci hanno convinto a migliorare tanti pic-

to. Anche gli investimenti hanno fatto la loro parte, Il 5% del fatturato destinato alla ricerca e sviluppo spiega Luigi Telefri ; ci crediamo molto perch essere in grado di proporre un prodotto innovativo e di qualit il presupposto per affrontare i mercati internazionali. Il futuro si chiama Sud Est Asiatico. Il 70% del fatturato di Eurosilos realizzato con lexport precisa Dayana , quello di Italmax nel 2011 era al 50% oggi arriva gi al 60%. Guardiamo oltre confine ma sempre con un approccoli dettagli, come dedicare una maggiore attenzione alla gestione, che oggi completamente informatizzata, allo sviluppo di un ufficio tecnico interno, capace di risolvere problematiche nuove, allintensificazione della rete commerciale. La concorrenza sempre pi agguerrita aggiunge il fratello Luigi e siamo quindi intervenuti sullottimizzazione dei processi produttivi anche progettando macchinari specifici per le nostre lavorazioni, senza mai trascurare la qualit dei nostri prodotti, con un obiettivo: inventare sempre qualcosa di nuovo per essere un passo avanti rispetto ai concorrenti. Tutto questo grazie ad un continuo e costante coinvolgimento dei circa 200 collaboratori perch per continuare a crescere fondamentale avere un team motiva-

cio fatto di piccoli passi, partecipando a fiere di settore, prima come visitatori e poi, se il caso, con un nostro stand. La fase successiva prevede lindividuazione di rivenditori o di agenti che condividano la nostra impostazione basata sul dare la migliore risposta alle esigenze dei clienti. In questo modo si consolidano mercato e vendite. Una strategia che continua a dare risposte positive. Nonostante la crisi internazionale faccia sentire i suoi effetti aggiunge Francesco Bindoni, che con Dayana e Luigi Telefri al timone del Gruppo stiamo ottenendo discrete soddisfazio-

zINCATURA BRESCIANA, UNA VASCA DA RECORD


Una vasca per zincatura che potrebbe contenere un intero tir. Questo il primato italiano che la zincatura Bresciana ha messo a disposizione dei propri clienti sin dal 2008 e che in questi anni ha consentito di rispondere alle richieste pi particolari di progettisti e costruttori. Una vasca, che in azienda, considerano il cuore della zincatura e dalle dimensioni davvero importanti: 14,20 metri in lunghezza, 3,40 in altezza e 2,70 metri in larghezza. Misure che consentono di zincare nella miglior posizione possibile manufatti particolarmente sensibili alla deformazione, quali pianali per automezzi, impianti di betonaggio, carri agricoli, vasche, serbatoi e cisterne, colonne o condotte in lamiera. Un ulteriore tassello di una crescita iniziata alla fine degli anni 90 quando la nuova compagine sociale, che oggi riferibile al Gruppo Telefri, decise di costruire un nuovo stabilimento dotandolo delle pi moderne tecnologie cos da garantire alla clientela elevati standard qualitativi nel pieno rispetto delle norme di tutela ambientale ma anche celerit nelle consegne. Una crescita che si concretizzata anche sotto il profilo occupazionale. Nel 1998, infatti, lazienda dava lavoro a 35 dipendenti, oggi ne occupa 103. Grazie ad unarea di 60mila mq di cui 20mila coperti, lazienda ha inoltre la possibilit di stoccare al coperto tutti i manufatti zincati preservandoli da repentine ossidazioni e perdita di brillantezza. Unarea packing-list riservata a ispezione e stoccaggio e numerosi mezzi idonei al carico e scarico dei materiali consentono poi di ridurre al minimo i tempi di attesa per queste operazioni completano lo stabilimento di Verolanuova.

Telefri Dayana e Luigi.


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ni da tutte le aziende del Gruppo con un fatturato che nel 2010 ha sfiorato i 35 milioni di euro e che nel 2011 ha superato i 40 milioni. Ma le maggiori gratificazioni arrivano dal mercato che, anno dopo anno, conferma di apprezzare la qualit delle nostre produzioni. Certo il processo di modernizzazione non finito aggiungono insieme i due fratelli Telefri , ma come ci ha insegnato nostro padre, andiamo avanti senza correre troppo, finalizzando gli investimenti, facendo crescere le aziende giorno dopo giorno puntando sullo sviluppo delle tecnologie utilizzate, sulla ricerca per migliorare il prodotto, migliorando la gestione dei servizi che offriamo ai clienti e valorizzando il lavoro e le idee dei nostri collaboratori. Scelte che davvero sanno di una gestione artigianale ereditata dal padre. Di fatto abbiamo mantenuto una struttura mono familiare aggiunge ancora Dayana ma con il contributo di tante professionalit che hanno contribuito alla nostra crescita. Un po come ha fatto nostro padre con noi sottolinea Luigi . Quando mi ha fatto entrare in azienda, ha voluto che lavorassi in ogni reparto, che imparassi a conoscere ogni fase produttiva dalla pratica quotidiana. Ci ha dato una grande opportunit di crescita e col tempo ci ha coinvolto nelle scelte aziendali accettando sempre il nostro contributo. Una lezione che i giovani hanno imparato e soprattutto stanno mettendo in pratica.
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Industria

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Valsir, qualit e sviluppo ecosostenibile, la ricetta per continuare a crescere


Lazienda valsabbina, attiva nel settore dei prodotti idrotermosanitari, ha festeggiato 25 anni di vita inaugurando a Vobarno un nuovo stabilimento tecnologicamente allavanguardia
nazienda un insieme di fattori che sommati generano un risultato. Il risultato Valsir dato dalla ricerca quotidiana del miglioramento continuo, dal perseguimento costante della qualit ad ogni costo: sia nei processi produttivi e nelle procedure aziendali sia nei prodotti che realizziamo e proponiamo sul mercato. Cos il presidente onorario della Valsir, Silvestro Niboli, presenta la sua azienda che proprio questanno festeggia i 25 anni di attivit produttiva nel settore dei prodotti idrotermosanitari (sistemi di scarico, conduzione, cassette di risciacquamento, riscaldamento e raffrescamento a pavimento e software di progettazione). Una storia caratterizzata da alcuni elementi individuati come fondamentali: Negli anni sottolinea Niboli abbiamo sempre puntato sullo studio e il monitoraggio dellandamento e delle variazioni di mercato, sulla ricerca e sviluppo, sul supporto ai nostri clienti nella fase di pre e post vendita, sulla consulenza e assistenza tecnica ai nostri partner, ma soprattutto sullattivit di formazione e informazione dei nostri collaboratori. Tutto questo ha una cosa in comune: le persone Valsir. Un denominatore comune che lo stesso Niboli individua come leccellenza dellazienda. Un esempio su tutti aggiunge , lo scorso agosto, mese in cui per tradizione in Italia tutto si ferma per le vacanze, un piccolo esercito di persone ha lavorato incessantemente, su turni, week end compresi, per terminare i lavori al nuovo stabilimento di Vobarno, completare il trasloco e permettere di essere operativi con produzione, magazzino e consegna delle
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I NUMERI DI VALSIR
25 400 14 anni di attivit dipendenti linee di prodotto articoli certificazioni di prodotto megaWatt di energia prodotti da fonti rinnovabili brevetti internazionali

materiale per lidrotermosanitaria in oltre 80 Paesi in tutto il mondo. LATTENZIONE ALLAMBIENTE La ricerca e sviluppo considerata il vero motore dellazienda: Nel solo 2011 sono state presentate 7 novit che vanno ad arricchire le 14 linee di prodotto esistenti, composte da oltre 6.000 articoli aggiunge Niboli . Del resto ritengo che un produttore che non si ingegni ad interpretare le esigenze del mercato e a trasformarle in prodotti competitivi e performanti sia destinato a una fine prevedibile. Ma la vera sfida, che lazienda sta vincendo, quella di legare lo sviluppo industriale a un modo di operare orientato alleco sostenibilit. A questo proposito abbiamo attuato tutta una serie di interventi: il nuovo polo produttivo di Vobarno stato studiato per ridurre al minimo limpatto ambientale e i consumi energetici. La scelta dei materiali per le finiture esterne e i colori si integrano perfettamente allambiente circostante riducendo al minimo limpatto visivo. Tutta la struttura perfettamente isolata in modo da ridurre al minimo le dispersioni energetiche e progettata in modo da sfruttare al meglio la luce solare per lilluminazione. Sulla copertura infatti sono stati installati 1.000 kw di pannelli fotovoltaici che vanno ad aggiungersi al parco fotovoltaico, anchesso di 1.000 kw realizzato nel 2001, nello stabilimento di Vestone. Tutte le superfici interne sono riscaldate con impianto a pavimento Valsir a bassa temperatura alimentato da una pompa di calore che allo stesso tempo produce acIL CICLO DI VITA DI UN TUBO

6.000 160 2 30

Silvestro Niboli.

merci il giorno di riapertura dellazienda. In Valsir leccellenza sono le 400 persone che con impegno, seriet e forte senso di appartenenza fanno crescere lazienda, rendendola sempre pi competitiva in Italia e nel mondo. LA VALSABBIA NEL CUORE Anche in tempi di crisi, limpresa continua a crescere e per farlo nel modo migliore ha costruito a tempo di record (un solo anno dallinizio dei lavori) un nuovo impianto produttivo allavanguardia, sempre in Valle Sabbia. Sono molto legato a questa valle spiega Niboli , io sono nato qui, tra queste montagne, e ho qui le mie radici. In questa valle mi sento a casa. Per

me questo uno stimolo a cercare di fare, e fare il meglio che posso. E poi ho sempre creduto nelleccellenza manifatturiera del made in Italy di cui Brescia e le sue valli sono un esempio. In tempi in cui la parola dordine delocalizzare in Paesi dove la manodopera costa meno, ho scelto di non sacrificare la qualit dei prodotti Valsir per inseguire questa tendenza. Il modo Valsir di fronteggiare la crisi prosegue investire ottimizzando logistica e produzione, migliorando le performance giorno per giorno, eliminando attivit che non portano valore e contenendo i costi. Credo che sia durante i periodi di crisi che si debba avere il coraggio di guardare avanti e rischiare, per essere pronti

a ripartire quando le cose cambieranno. Una mentalit che si traduce nelle scelte strategiche dellazienda valsabbina. La qualit dei prodotti e dei processi produttivi un fondamento dal quale non si pu prescindere: in un mercato sovraffollato di competitor importantissimo garantire al cliente un prodotto performante. Credo cos fortemente nel concetto di qualit che da sempre il claim di Valsir qualit per lidraulica. Ma non siamo solo noi a dirlo: la qualit dei nostri prodotti ci viene riconosciuta quotidianamente dal mercato e attestata da numerosi enti di certificazione in tutto il mondo: ad oggi possiamo vantare oltre 160 omologazioni di prodotto che ci collocano tra i produttori leader di

qua refrigerata per i processi produttivi. In questo modo ununica fonte energetica sopperisce a due esigenze contemporaneamente. Allesterno sono stati installati 60 km di tubo che, in inverno, raffredderanno gratuitamente lacqua utilizzata in produzione, fungendo allo stesso tempo da impianto di snevamento per le aree esterne. Un gioiello tecnologico e funzionale che ora deve essere messo a regime. Sono abituato a lavorare per piccoli passi, ad affrontare un problema alla volta e a focalizzare lattenzione su ci in cui sono impegnato. grazie a questo metodo di lavoro che siamo riusciti a realizzare il nuovo polo produttivo in tempi record. Ora precisa il presidente la priorit avere a regime la produzione e la logistica nel pi breve tempo possibile. Ho anche dei progetti per il futuro. Dalla prossima settimana, inizieremo la progettazione e la realizzazione dellimpianto a pannelli solari che completer il lavoro fatto con il fotovoltaico; contemporaneamente stiamo intervenendo nella sede di Vestone cercando di abbattere i costi di gestione, eliminare gli sprechi ed ottimizzare la produzione razionalizzando gli spazi: quello che una volta era il magazzino dei prodotti finiti ora un cantiere.

Photo Valsir

Il nuovo stabilimento a Vobarno.

Investire in ricerca e sviluppo una scelta fondamentale per unazienda che vuole competere con un mercato globale sempre pi agguerrito. Se poi si aggiunge una particolare attenzione allecosostenibilit di ogni singolo aspetto delle proprie produzioni, il risultato non pu che essere unanalisi LCA (Life Cycle Assestement), cio una valutazione del ciclo di vita di un prodotto. quanto ha fatto Valsir con i suoi tubi e raccordi in polipropilene. La metodologia LCA, regolamentata a livello internazionale dalle norme ISO 14040, utilizzata per valutare il potenziale impatto ambientale di un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, dallacquisizione delle materie prime allo smaltimento. Per ogni fase e componente stata effettuata unattenta analisi, un po come se si fosse esaminato ogni centimetro del tubo con una lente di ingrandimento molto potente.
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Made in Brescia

Agroalimentare

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AGROALIMENTARE La forza nelleccellenza dei prodotti


Brescia si fatta promotrice di un gruppo di lavoro per contrastare le attivit illegali e fraudolente che danneggiano profondamente il settore mettendo in ginocchio chi opera nel rispetto delle leggi

ilanciare il Sistema Brescia magari partendo dallagroalimentare. Una strada percorribile visti i numeri e le eccellenze che la nostra provincia in grado di produrre e di proporre al mercato non solo italiano. ancora la qualit prodotta sul territorio a spingere un settore che, a livello nazionale e per fatturato, al secondo posto con un export che, seppur ancora limitato a pochi Paesi, negli ultimi dieci anni cresciuto dell86% registrando ottime performance. Nel 2011 il fatturato delle aziende italiane stato di 127 miliardi di euro, con un incremento del 2,4% sul 2010 e, secondo i dati dellIstituto nazionale di statistica

(Istat), le esportazioni agroalimentari sono aumentate dell8,5% rispetto allanno precedente arrivando a sfiorare quota 28 miliardi. I punti di forza, come spiegano gli esperti del settore, sono rappresentati dalleccellenza dei prodotti, dalla capacit di innovare e dalla crescita dellitalian style anche nellagroalimentare. Le criticit, al contrario, sono quelle di sempre come la piccola dimensione delle aziende (il 90% delle piccole aziende vale il 30% del business), la mancanza di player italiani nella distribuzione internazionale e quelleccessivo localismo che non sempre capace di guardare lontano. Anche tra le aziende bresciane emersa la neces-

A BRESCIA IL 15% DELLE IMPRESE LOMBARDE


A dare i numeri del settore agroalimentare della Lombardia ci ha pensato una recente indagine elaborata dalla Camera di Commercio di Milano su dati Istat aggiornati ai primi nove mesi del 2011, dai quali emerge che le esportazioni di prodotti agroalimentari dalla Regione sono cresciute del 7,9 per cento e hanno superato i 3,2 miliardi di euro. Le principali destinazioni della produzione agroalimentare lombarda sono Francia (15,5%), Germania (13,4%) e Stati Uniti (8,6%). LEuropa, da sola, assorbe il 78,9% dellexport per un valore di circa 2,6 miliardi di euro, il continente americano il 12% e quello asiatico il 6,2 per cento. Tra le province lombarde, Milano copre il 28,9% delle esportazioni regionali e il 41,4% delle importazioni per un interscambio che complessivamente supera i 3 miliardi. Seguono Pavia e Brescia per le esportazioni (rispettivamente 11,6% e 10,4%) e Lodi e Brescia per le importazioni (10,5% e 8,3%). La Lombardia, nel corso del 2011, ha rappresentato il 15,7% del totale delle esportazioni italiane alimentari verso il mondo e quasi un quinto di tutto linterscambio commerciale (19,1%). Sono quasi seimila le imprese attive come industrie alimentari e delle bevande in Lombardia e rappresentano il 10% di tutto il comparto italiano. A Milano ha sede circa unimpresa su cinque (26,5%), una su sette a Brescia (14,7%), una su nove a Bergamo (11,3%). Rispetto allanno scorso le citt dove cresce maggiormente il numero delle imprese agroalimentari sono Brescia (+4,2%) e Monza e Brianza (+1,9%).

sit di proseguire nelle vie intraprese per affermare sempre di pi nel mondo la qualit del gusto italiano. Strade corrette visto che i numeri, registrati dallIstat nei primi 11 mesi del 2011, dicono di un incremento del 7,3% dellexport del made in Italy agroalimentare, con la performance particolarmente positiva di alcuni prodotti come i formaggi, i succhi di frutta, il vino, i prodotti dolciari a base di cacao, la pasta, i prodotti da forno, i prodotti della salumeria e lolio doliva. Moderata risultata la crescita delle esportazioni del settore frutticolo, che grazie allincremento delle esportazioni di mele ha compensato la riduzione di quelle di frutta estiva e agrumi. In calo

lexport di conserve di pomodoro, riso e, soprattutto, ortaggi. Sempre gli esperti sottolineano che troppo spesso, soprattutto in questo settore, gli operatori italiani non hanno guardato oltre il confine in modo positivo perch soddisfatti del mercato interno. Da quando il mercato nazionale ha confermato come gli effetti della crisi si riflettano sugli acquisti alimentari delle famiglie italiane, le cose sono cambiate. La rilevazione Ismea/ Gfk-Eurisko, per il 1 semestre 2012, ha registrato un calo dei volumi richiesti dello 0,7% e un aumento della spesa dello 0,6% rispetto al 1 semestre 2011. Tra i principali comparti, risultano in contrazione gli acquisti in volume di latte e derivati (-2,6%), ortofrutta (-1,2%), prodotti ittici (-2,2%), vini e spumanti (-1,8%). Sostanzialmente stabili i volumi richiesti per derivati dei cereali e carne e derivati (entrambi +0,1%), mentre una lieve crescita si registra per bevande analcoliche e alcoliche (+0,4%). Di fronte alla contrazione della domanda interna, i dati provvisori dellIstat confermano che anche nel nuovo anno, lunico motore di crescita del settore resta lexport, anche se sostenuto solo dai prodotti dellindustria alimentare (le vendite allestero di prodotti agricoli calano) e soprattutto dalla domanda extra Unione Europea. Sulla base dei dati relativi ai primi cinque mesi del 2012, le esportazioni agroalimentari registrano in valore un +4,2% su base annua, trainate dal +6,9 per cento dei prodotti dellindustria alimentare. Le previsioni per i prossimi mesi sono altrettanto confortanti e indicano in valore una crescita del 3,9% per le esportazioni e una flessione del 3,5% per le importazioni, con un ulteriore miglioramento del deficit della bilancia commerciale agroalimentare. A piacere allestero soprattutto la qualit certificata dei nostri prodotti. Docg, Dop, Igp e Bio sono sigle note alla maggior parte dei consumatori, anche stranieri, che li associano a garanzia di affidabilit. In molti casi i marchi di certificazione sono variabili importanti per lacquisto di un prodotto e, nella considerazione dei consumatori,

ANCHE ALLESTERO PIACE LA QUALIT CERTIFICATA


Gli italiani, anche nei periodi di crisi, alla qualit e alla sicurezza dei prodotti alimentari non rinunciano. Certo il calo complessivo dei consumi alimentari registrato dai numeri ed difficile smentire chi ricorda che le difficolt economiche hanno costretto molti a modificare stili di vita precedenti. Ma stando a una ricerca realizzata da Swg per conto di Coldiretti, il 29% degli italiani (quasi uno su tre) acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine, il 14% quelli biologici e il 15% acquista direttamente dal produttore. Lindagine ha evidenziato che chi ha disponibilit di reddito ed un consumatore attento alla qualit e alla tipicit consolida i propri stili, mentre chi si trova in difficolt spesso costretto a rinunciare. Complessivamente i 229 prodotti a denominazione di origine made in Italy protetti dal riconoscimento comunitario hanno sviluppato nel 2010 un fatturato al consumo superiore ai 9 miliardi di euro, dei quali circa 1,5 miliardi realizzati sui mercati esteri attraverso lesportazione. A crescere anche il biologico, che ha fatto segnare un incremento record dell11,6% nel 2010, e che ha continua a crescere anche 2011, con un aumento dei consumi dell11,5%.

vengono subito dopo prezzo, marca, tipicit, aspetto nutrizionale, comodit duso e rispetto dellambiente. Anche per questo, la tutela di questi certificati fondamentale per la crescita del settore. Troppo spesso, infatti, i produttori italiani si devono difendere da forme di illegalit, concorrenza sleale e contraffazione da parte di operatori senza scrupoli. Per contrastare questa deriva, proprio Brescia si fatta promotrice di un gruppo di lavoro, presieduto dal prefetto Narcisa Brassesco Pace, che ha

stilato un protocollo dintesa che contiene gli atti dimpegno dei diversi enti per la realizzazione di un percorso in grado di contrastare le attivit illegali e fraudolente che feriscono profondamente il settore mettendo in ginocchio gli operatori che operano nel rispetto delle leggi. Nel mirino, in particolare, lutilizzo del marchio made in Italy su prodotti realizzati con materia prima non italiana, ma importata dallestero a costi inferiori e solo trasformata nel nostro Paese.

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Made in Brescia

Agroalimentare XXXIII

Agro Fruit: dal campo alla tavola in ventiquattro ore

Lazienda di Alfianello fa parte del Gruppo Villari che da quasi mezzo secolo produce, lavora e commercializza prodotti ortofrutticoli, nel rispetto dellambiente e delle esigenze dei consumatori
al produttore al consumatore, dal campo alla tavola, insomma una filiera corta per i prodotti della terra, frutta od ortaggi che siano. Questo il Gruppo Villari che da quasi mezzo secolo produce, lavora e commercializza prodotti ortofrutticoli e che a Brescia, pi precisamente ad Alfianello, dal 1995 ha la sua succursale per il nord Italia: Agro Fruit. Abbiamo scelto Brescia sostanzialmente per tre ragioni: la prima che questa provincia era gi un punto di sbocco importante per i nostri prodotti ortofrutticoli precisa lamministratore delegato, Antonino Villari . La seconda perch volevamo dare un servizio migliore ai nostri clienti, e la terza che la posizione geografica della nostra sede ideale dal punto di vista logistico perch ci consente di rifornire in modo veloce tutto il nord ed il centro Italia, fino a Roma. Quando a met degli anni 90 il Gruppo ha puntato con maggiore decisione sulla grande distribuzione dei prodotti ortofrutticoli e si voluto garantire qualit e la maggiore freschezza possibile non confezionandoli a duemila chilometri di distanza ma vicino allo smistamento e al cliente finale, Brescia diventata quasi una scelta naturale. Volevamo che in ventiquattro ore i nostri prodotti partissero dalla terra dorigine per arrivare sui banchi dei supermercati e sulle tavole dei consumatori, e ci siamo riusciti. La qualit e la freschezza dei prodotti i Villari li hanno scelti da sempre come missione, sin da quando Attilio, fondatore del gruppo, inizi nel 1970 a coltivare arance e limoni a Roccalumera il paesino della provincia di Messina dove era nato. li che affondano le radici di Agro Fruit, nella passione e nella voglia del suo fondatore di dare il via a unattivit imprenditoriale partendo da una piccola azienda agricola per trasformarla in una realt produttiva di primo piano nello scenario nazionale. Passo dopo passo, dalle semplici forniture per conto terzi, in particolare per i paesi asiatici ed europei, nel 1975 Attilio Villari decide di allargare i suoi orizzonti proponendosi sul territorio nazionale con un proprio marchio, intuendo le grandi potenzialit che la qualit dei suoi prodotti potevano offrirgli soprattutto in un canale in forte espansione come quello della grande distribuzione organizzata. Oggi prosegue ancora Antonino Villari puntiamo ancora sulla frutta AGRO FRUIT
Andamento mensile fatturato/volumi 2012

Legenda Fatturato 2012 Fatturato 2011 Volumi 2012

(arance, pesche, albicocche e angurie) senza tralasciare gli ortaggi tipici del Sud, come i peperoni, le melanzane o i pomodori, ma sempre con un grande rispetto per i ritmi dettati della natura perch ogni periodo dellanno ha i suoi prodotti. Quello stesso rispetto che i Villari chiedono a una rete di produttori/partner in grado di garantire alta qualit dei prodotti. Se ti confronti nel libero mercato aggiunge Villari devi essere anche in grado di rispondere alle sue richieste. Per questo stato importante cercare e trovare dei colleghi produttori che credessero e condividessero le nostre idee, la nostra impostazione sia nelle tecniche di produzione sia sulla qualit dei prodotti. Non solo. Perch una filiera possa funzionare al meglio, occorre che molti tasselli si incastrino perfettamente. Ed ecco allora che anche la raccolta di ortaggi e frutta fatta da operai specializzati seguiti da tecnici aziendali ed avviene solo quando i prodotti ortofrutticoli giungono alla giusta maturazione e sono conformi alle specifiche di prodotto. Cos come la fase della lavorazione viene svolta da personale adeguatamente formato in grado di selezionare prodotti ortofrutticoli perfettamente omogenei e rispondenti alle esigenze del mercato. La fase successiva quella del confezionamento che si svolge nello stabilimento di Alfianello dove i prodotti ortofrutticoli, grazie allutilizzo di avanzate tecnologie per automatizzare e velocizzare le procedure, vengono preparati in base alle esigenze del cliente, nel pieno rispetto delle norme vigenti e dopo un ulteriore controllo della qualit. Per completare il viaggio lultimo passaggio proprio quello della consegna dei prodotti e per questo lazienda, oltre ai camion di propriet, si avvale di vettori nazionali

qualificati e attrezzati per garantire la puntualit nelle consegne del prodotto che viene trasportato a temperature controllate. Ogni fase deve quindi rispondere ad alti livelli qualitativi soprattutto per garantire il consumatore finale. Anche per questo lazienda assicura la tracciabilit di tutti i prodotti secondo la formula dal campo alla tavola. La crisi si fatta sentire anche nel nostro settore precisa lamministratore delegato Antonino Villari e oggi i consumatori sono molto pi attenti al rapporto qualit/ prezzo, ma anche alle tecniche di produzione, al rispetto che il produttore ha dellambiente. Le nostre linee Scelti dal Sole, bio e Italia da gustare (vedi box), grazie anche al contributo di esperti agronomi che controllano tutto i processo produttivo, vanno proprio in quella direzione. Non saranno prodotti a km zero ma danno ampie

garanzie di freschezza e di genuinit. E poi, se i consumi si limitassero solo ad alcune tipologie di prodotto, i bresciani non dovrebbero mangiare pesche o melanzane e i siciliani non potrebbero mangiare le mele. Quello che per deve restare prioritario la qualit che per i Villari quasi unossessione. Siamo alla terza generazione di produttori ed abbiamo alle spalle una lunga esperienza conclude Antonino Villari , inoltre abbiamo sempre mantenuto una grande passione per il nostro lavoro e questi elementi ci hanno guidato in tutti questi anni consentendoci di ottenere dei risultati importanti. Questi sono i punti di forza sui quali abbiamo costruito la crescita dellazienda. Una crescita che, dopo lassestamento dovuto alla burrasca della crisi economica, nel corso del 2012 presenta dati positivi che fanno ben sperare anche per il resto dellanno.

I MARCHI DI AGRO FRUIT

il marchio con cui da anni Agro Fruit distribuisce i suoi prodotti, nazionali ed esteri, nei punti vendita di tutta Italia. Prodotti selezionati e controllati a garanzia di freschezza e genuinit

Altissima qualit per i mercati pi esigenti. Il nuovo marchio, Italia da Gustare, contraddistingue il meglio della produzione ortofrutticola nazionale, selezionata e distribuita in Italia da Agro Fruit.

ATTENzIONE ALLAMBIENTE CON I PRODOTTI BIOLOGICI


Per rispondere in modo adeguato alle richieste di un mercato in continua evoluzione e alle nuove tendenze espresse dai consumatori, da anni Agro Fruit commercializza, con il proprio marchio Scelti dal Sole, agrumi ottenuti con tecniche di lotta integrata e coltivati secondo il codice di buona pratica agricola. Esperti agronomi seguono e controllano tutto il processo produttivo limitando al massimo limpatto ambientale delle tecniche di produzione, a tutela dellambiente e del consumatore finale, garantendo la freschezza e la genuinit dei prodotti. Non poteva quindi mancare, accanto alla produzione tradizionale, la nuova produzione biologica che lazienda presenta al mercato col marchio bio: frutta e ortaggi biologici totalmente privi di residui di antiparassitari o diserbanti sintetici. La raccolta avviene solo al momento effettivo della maturazione, senza forzarne la crescita con metodi artificiali e concimi di laboratorio. Questi fattori, che mirano alla qualit e non allestetica degli agrumi, fanno s che le propriet alimentari di questi prodotti siano particolarmente elevate grazie a un contenuto di zuccheri, vitamine, aromi maggiore rispetto a quello dei prodotti ottenuti con le tecniche comuni. Ma i biologici non offrono solo vantaggi nutrizionali: grazie alla coltivazione rispettosa dei ritmi della natura, il loro sapore pi intenso e ricco, e sono quindi in grado di soddisfare anche le esigenze dei palati pi raffinati. Lattenzione di Agro Fruit allambiente e alla natura ha portato alla nascita del marchio Bio, che comprende frutta e ortaggi biologici totalmente privi di residui di antiparassitari o diserbanti sintetici. La raccolta avviene solo al momento effettivo della maturazione, senza forzarne la crescita con metodi artificiali e concimi di laboratorio. Un contenuto di vitamine ed elementi nutritivi ancor pi alto, un sapore intenso e ricco, per soddisfare le esigenze dei palati pi raffinati.

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XXXIV Made in Brescia

Agroalimentare

XXXV

Ambrosi: continua lo shopping con obiettivo export


o scorso luglio, Ambrosi, insieme al partner svizzero Emmi, ha rilevato la societ francese Diprola, attiva nel mondo dei formaggi freschi confezionati della quale, dal 2010, deteneva gi una quota del 25%. Loperazione un nuovo tassello che si inserisce nella strategia che ormai da diversi anni lazienda bresciana, specializzata nella produzione e nella commercializzazione di formaggi tipici italiani, sta portando avanti con determinazione: internazionalizzarsi. Una scelta che la sta tenendo fuori dalle secche della crisi. Chiuso il 2011 con un fatturato in crescita rispetto al 2010 grazie soprattutto ad uno straordinario risultato dellexport (+ 35%), il primo semestre del nuovo anno registra segnali positivi soprattutto su alcuni prodotti mentre per altri sostanzialmente in linea con il precedente. Il momento difficile si fa sentire ma il presidente, Giuseppe Ambrosi, preferisce guardare avanti e focalizzare la sua attenzione sulle opportunit che anche una crisi pu proporre ed ha le idee chiare sul come affrontarla: qualit e, appunto, internazionalizzazione. Partendo dalla considerazione che il settore alimentare per sua natura anticiclico e che i consumatori sono sempre pi attenti al rapporto qualit/prezzo, la crisi uno stimolo per migliorare ulteriormente la qualit dei nostri prodotti spiega Ambrosi . Pi qualit si traduce anche in una maggiore capacit di penetrazione nei mercati internazionali e il nostro obiettivo raggiungere, nei prossimi anni, un fatturato export (90 milioni nel 2011) simile a quello realizzato in Italia.
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Grazie a unoculata politica di acquisizioni e di accordi commerciali, oggi lazienda di Castenedolo, leader nel settore lattiero-caseario, opera in 64 paesi nel mondo, con filiali dirette in Francia e America

70 ANNI DI STORIA Certo che a guardare i 70 anni di storia che lazienda compie proprio nel 2012, di strada ne stata fatta tanta e tutta con una caratteristica ben precisa: continuare ad investire mettendo le basi per il futuro, bilanciando la crescita con quello che si in grado di sostenere. Insomma, una strategia di piccoli passi ma rivolti in tante direzioni: dalla crescita dimensionale degli stabilimenti allo sviluppo tecnologico e alla ricerca per migliorare la qualit dei prodotti; da una sempre pi attenta gestione dei servizi ai clienti-consumatori a importanti investimenti in risorse umane. Fino ad arrivare ad acquisizioni di aziende o alla scelta di siglare, nellestate del 2007, un accordo con Emmi (che nelloperazione ha acquisito la propriet del 25% dellazienda), multinazionale svizzera quotata alla borsa di Zurigo che opera in maniera diret-

ta nel mondo. Il tutto condito con la capacit imprenditoriale di leggere e anticipare gli scenari dei mercati e soprattutto di prendere decisioni rapide. LINTERNAZIONALIZZAZIONE Una scelta sbagliata meglio di una non scelta sottolinea il presidente ; a tentennare si corre il rischio di perdere occasioni. Forse per questo gi a met degli anni 90 Giuseppe Ambrosi intuisce che il nuovo mercato sarebbe diventato il mondo. in quegli anni, infatti, che vengono gettati i semi per linternazionalizzazione dellazienda grazie alla gestione attenta delle relazioni con vari distributori nel mondo, in particolare in Francia, Germania, Usa e Giappone. Ma dal 2007 con Emmi come partner che ci abbiamo creduto e puntato con maggiore decisione. In questi ultimi anni aggiunge Ambrosi stanno arrivando i frutti di quegli

investimenti. A confermarlo sono i numeri: dal 2007 lexport dellazienda di Castenedolo cresciuto di 5 volte. Oggi il gruppo Ambrosi opera in 64 paesi nel mondo ed composto dalla casa madre di Castenedolo, dalla filiale francese Ambrosi Emmi France con sede a Nizza, dalla filiale americana Ambrosi Food USA a New York, dalla parmense Abele Bertozzi Spa (di cui stata acquisita lntera propriet nel 2010) specializzata nella lavorazione e nel confezionamento di Parmigiano Reggiano, e dalla societ commerciale Migali Srl, che opera nel canale horeca nel Triveneto. Negli anni ci siamo trasformati molto continua il presidente , oggi Ambrosi unazienda diversa, che si adattata ai tempi e alle evoluzioni dei mercati rinnovando anche la propria cultura aziendale, oggi orientata al mondo. Tutto questo grazie a un lavoro di continuo e costante coinvolgimento di tutti i 280 collaboratori. Per continuare a crescere fondamentale avere un team motivato, che si senta parte dellazienda aggiunge Ambrosi . Ed per questo che abbiamo cercato di instaurare un rapporto fiduciario con i nostri collaboratori, ai quali chiediamo impegno e determinazione nel raggiungimento degli obiettivi. I traguardi, anche nel prossimo futuro, si identificano con una maggiore penetrazione nei mercati dellEst Europa, Russia in particolare, ma anche in Asia e Medio Oriente. Con filiali dirette precisa ancora Giuseppe Ambrosi perch lesperienza di questi anni ci ha insegnato che questa la strada migliore per governare le strategie di commercializzazione dei nostri prodotti. In questo GRUPPO AMBROSI

Il presidente Giuseppe Ambrosi

modo possiamo curare con pi attenzione il rapporto diretto con i consumatori, puntando su una crescita che sia il risultato di un consolidamento delle vendite e non di semplici azioni spot.

LA GREEN STRATEGY E poi c sempre il made in Italy, ancora in grado di trainare i prodotti che allestero possono contare su un grande appeal grazie soprattutto alla comUN NUOVO MARCHIO ponente di tradizione NEL SEGNO DELLA TRADIzIONE che ogni prodotto tipico italiano porta A settantanni dalla nascita, il con s. E se da un lato vecchio marchio aveva bisogno di un ritocco. Dopo gli investilazienda si dotata di menti effettuati negli ultimi anni, strategie per accrescere dal punto di vista sia societario sia i mercati e la qualit produttivo, il presidente Giuseppe dei prodotti, diversiAmbrosi ha voluto mettere mano ficare i formati, mial logo aziendale con lobiettivo di

gliorare le tecniche di conservazione, per ottenere prodotti che si mantengono pi a lungo nel tempo, dallaltro ha continuato ad investire anche sulla green strategy. In questi ultimi anni infatti lazienda sta puntando decisa sullutilizzo delle energie rinnovabili: linstallazione di un impianto fotovoltaico di 2.700 pannelli in grado di produrre 650mila kw/h annui, la coibentazione del tetto dello stabilimento di Castenedolo con isolanti in poliuretano e il nuovo impianto di recupero termico in grado di riciclare il calore (normalmente disperso dalle produzioni e dalle acque reflue e di processo), garantendo un risparmio annuo di circa 70mila mc di metano, consentono di ridurre notevolmente le emissioni di CO2 nellaria. Finora sono state risparmiate emissioni pari al quantitativo prodotto da 500 utilitarie in un anno ed entro la fine del 2014 conclude Ambrosi ci siamo posti lobiettivo di riuscire ad auto produrre circa un quarto del fabbisogno energetico dellazienda. Quella che abbiamo intrapreso una strada per una ancor pi marcata differenziazione commerciale: quella di una maggiore attenzione allimpatto ambientale dellazienda nel produrre i propri prodotti.

Bilancio consolidato (dati in milioni di ) 2010 Fatturato Ammortamenti Saldo finale netto Cash flow Utile netto 247,8 2,9 -4,2 5,05 2,14 2011 298,4 3,8 -5,9 5,5 1,77

creare un unico marchio per tutti i prodotti che fosse pi riconoscibile sia sul mercato interno sia su quello internazionale e che trasmettesse il nostro messaggio: qualit dei prodotti italiani e tradizione familiare. Ma senza rinunciare a quel cavallino rampante che poco riguarda la produzione di formaggio, salvo saperne la storia. stato rimpicciolito e girato di 180 gradi precisa Ambrosi ma l per volont di mio padre Ottorino che, quando nel 1942 inizi lattivit, lo volle nel marchio perch, essendo pilota del 4 stormo dellaviazione italiana durante la seconda guerra mondiale, quello era il loro simbolo e il loro portafortuna. Giuseppe non ha mai pensato di rinunciarvi, sostanzialmente per due motivi: il primo per rispetto delle scelte del padre e il secondo perch quando ho girato il mondo, quel cavallino rampante simbolo della Ferrari e presente nel nostro marchio stato uno straordinario strumento di marketing e di comunicazione per lazienda.
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XXXVI Made in Brescia

Agroalimentare XXXVII

Guido Berlucchi, ritorno al territorio


La strategia del Gruppo di Borgonato punta alla valorizzazione complessiva dellarea e dei vigneti della Franciacorta. Un impegno locale da cui partire per conquistare nuove quote export

allinstallazione sui tetti degli edifici di lavorazione di pannelli fotovoltaici, che oggi rappresentano circa il 60 per cento del consumo energetico. FARE RIPARTIRE LEXPORT Dalla crisi la Guido Berlucchi ha ricavato anche unapertura degli orizzonti: il metodo classico non esporta molto ma il nostro obiettivo far conoscere la Franciacorta in quei paesi dove c una certa cultura del vino, promuovere non solo la nostra azienda, ma il marchio Franciacorta, portando cos avanti un lavoro collettivo anche con altri produttori locali, sostiene Ziliani. In questa prospettiva oggi due persone si occupano esclusivamente dellexport; la strategia quella di affrontare il mercato estero gradualmente, paese per paese, senza disperdere energie, anche perch il vino un prodotto che non si pu proporre in modo aggressivo: ha i suoi tempi di produzione, che si diluiscono anche su pi anni, e quindi non possibile usare strategie di marketing ad impatto immediato. La quota export, in costante aumento, realizzata con i mercati sviluppati di Germania, Svizzera, Austria, Giappone, UK e recentemente USA. Nel 2011 copriva il 4-7 per cento della produzione e nel 2012 si prevede che superer l8 per cento, ma, in prospettiva, lobiettivo di riuscire ad esportare il 2530 per cento della produzione. La crisi non ci ha colpito tantissimo, ma ci ha fatto svegliare. Abbiamo programmato alternative e cambiato anche target di consumatori, sviluppando strategie per promuovere i nostri prodotti in nuovi settori della societ. Berlucchi 61, ad esempio, una nuova linea che ha successo tra i giovani trentenni, per la sua freschezza e il suo richiamo fruttato floreale che lo rende ideale per i momenti di incontro. Ai Franciacorta Millesimati Cellarius e Palazzo Lana, vini rari e sapientemente affinati, pi adatti a piacevoli momenti di intrattenimento senza eccessi, si affianca la storica Cuve Imperiale, simbolo da cinquantanni di festa e brindisi, ma che, assicura lesperto Ziliani, un vino che si presta ottimamente per tutto il pasto.
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ici Franciacorta e pensi subito alle Bollicine, dici Metodo Classico e immediatamente visualizzi il logo Berlucchi: da questanno ogni goccia del nostro vino Franciacorta spiega con orgoglio Arturo Ziliani, appassionato enologo che oggi, assieme alla sua famiglia, dirige la pi prestigiosa azienda di vino del nostro territorio, celebre ormai non solo in Italia e in Europa, ma anche nel mondo. La Guido Berlucchi & C Spa oggi si compone della capogruppo, che ha sede a Borgonato, dove situato anche il centro di spremitura e sono concentrati gran parte dei vigneti; dellAntica Fratta, gemma enologica a Monticelli Brusati; del Relaisfranciacorta, elegante hotel di campagna con ristorante gourmet; di Caccia al Piano, tenuta situata a Castagneto Carducci, dove nascono due rossi valorizzati dalla denominazione dorigine controllata Bolgheri. Il vino si pu produrre ovunque, ma un vino senza unorigine territoriale ben definita un prodotto senza anima: il radicamento nella tua terra fondamentale, afferma Ziliani. Ecco perch il risultato raggiunto questanno dalla Berlucchi forse tra le mete pi significative raggiunte dallazienda nei suoi oltre cinquantanni di attivit. Un risultato reso possibile dalla grande competenza enologica, dalla conoscenza della terra di Franciacorta e delle sue potenzialit, ma anche dalla crisi economica, che ha spinto lazienda a rinnovarsi, aprire gli orizzonti e promuovere progetti ambiziosi. Tra questi, appunto, il ritorno in toto al territorio di origine: Fino allanno scorso, la produzione non era Franciacorta al cento per cento, si utilizzava-

Franco Ziliani con i figli Cristina, Arturo e Paolo.

no uve miste, dellOltrep pavese, del Trentino, ecc. ribadisce Ziliani . Questanno raccogliamo i frutti di un percorso, avviato dodici anni fa, che nella Cuve Imperiale ha visto aumentare gradualmente di anno in anno la quota franciacortina, fino ad arrivare

alla vendemmia 2012 che produrr 4 milioni e 700mila bottiglie figlie dei vigneti della Franciacorta. Questo per un preciso disegno strategico di noi della seconda generazione aziendale, che abbiamo fatto del ritorno al territorio uno dei nostri obiettivi cardine.

UNA STORIA LUNGA CINQUANTANNI


Guido Berlucchi, discendente dei conti Lana de Terzi, produceva con le uve del vigneto del castello di Borgonato il Pinot del Castello, vino bianco poco stabile in bottiglia. Lamico Alessandro Borghesi gli consigli di incontrare un giovane e dinamico enologo, Franco ziliani. Era la primavera del 1955. ziliani si rec a palazzo Lana Berlucchi e gli propose di creare un metodo classico in Franciacorta. ziliani accett lincarico e intravide nella raffinata persona di Berlucchi, nella sua bella residenza e nellantica cantina interrata la possibilit di dare corpo al suo sogno: creare un metodo classico in Franciacorta. I due, affiancati dallamico Giorgio Lanciani, fondarono cos la Guido Berlucchi & C. Nel 1961, dopo alcuni infruttuosi tentativi, ziliani sigill tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta: il vino si rivel ottimo allassaggio, e questo lo convinse a riprovarci lanno seguente imbottigliando anche Max Ros, metodo classico creato ad hoc per un amico di Berlucchi, il raffinato Max Imbert, e primo spumante ros dItalia. Franco Ziliani ha condotto lazienda nel nuovo millennio. Il futuro della Guido Berlucchi ora nelle mani dei suoi figli, Cristina, Arturo e Paolo. Cinquantanni dopo il Pinot di Franciacorta 1961, il mezzo secolo di storia della casa suggellato dal francobollo di Poste Italiane. Un segno che la conferma tra le icone del made in Italy.

PER UNA VITICOLTURA SOSTENIBILE I vigneti Berlucchi in Franciacorta coprono, tra conduzione diretta e propriet, oltre seicento ettari, pari a un quarto della superficie vitata della denominazione dorigine controllata e garantita. Il vigneto gestito con il metodo della lotta integrata, e lazienda ha proseguito lopera di zonazione iniziata dal Consorzio Tutela Franciacorta con Mille1vigna, progetto mirato a ideare la carta didentit del singolo vigneto per esaltare le caratteristiche uniche delle sue uve. Inoltre, i vigneti sono fotografati dallalto con un apparecchio a infrarossi, per recepire le informazioni sul vigore vegetativo e intervenire in modo mirato nelle operazioni colturali e in vendemmia, scaglionando questultima per valorizLA CANTINA

zare le peculiarit delle singole vigne. Da anni mettiamo in pratica una viticoltura sostenibile con alcune regole applicate anche nella viticoltura biologica: trattamenti mirati, grazie alluso di tecnologie allavanguardia come il satellite, e ricerca di un equilibrio giusto tra i diversi aspetti della sostenibilit, spiega Arturo Ziliani. Dal 2010 lazienda condivide il progetto Itaca per il monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica, con lobiettivo di arrivare a un bilancio pari a zero. Illustra lenologo: Questo progetto calcola la quantit di Co2 prodotta, considerando tutto il ciclo produttivo, dal mezzo di trasporto dei dipendenti alla lavorazione delle uve: dal primo anno, che servito per la raccolta dati, ad oggi abbiamo registrato una netta diminuzione di Co2, grazie anche

A otto metri sotto il livello del suolo si sviluppano oltre 15mila metri quadri di nicchie e gallerie, la cui porzione pi suggestiva costituita dalla cantina del XVII secolo dove gi gli antenati di Guido Berlucchi affinavano vini rossi. In questo luogo silenzioso, privo di luce diretta, con temperature naturali di dieci gradi centigradi, avviene la rifermentazione in bottiglia: i lieviti metabolizzano lo zucchero e producono alcol, anidride carbonica e ricchi aromi di crosta di pane e pasticceria. Il Franciacorta , teoricamente, pronto, ma deve riposare in cantina ancora molti mesi, ed essere liberato del residuo dei lieviti prima con il remuage (meticolosa operazione di scuotitura che sollecita la discesa dei lieviti nel collo della bottiglia) e poi con la sboccatura, eliminazione del sedimento mediante la ghiacciatura del sedimento e la sua eliminazione. Prima della chiusura con il sughero, ogni bottiglia sottoposta al controllo visivo, al rabbocco e al dosaggio, effettuato con vini evoluti e zucchero di canna, fautore del livello di dolcezza di ogni Franciacorta, dal Pas Dos, che ne privo, sino al Demi Sec.

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Cedral Tassoni: tradizione e modernit per un target di nicchia


Coniugare storicit ed efficienza produttiva: questa la formula che permette alla Cedral Tassoni di Sal di esistere da oltre due secoli e di essere uno dei tanti testimoni della maestria imprenditoriale italiana
e alchimie degli speziali del Settecento sopravvivono nel sapore unico della cedrata, una bevanda che per lItalia un po quello che la Coca-Cola per gli Stati Uniti, con il di pi della qualit e della genuinit del prodotto. Perch la cedrata piace, il suo gusto conquista bambini, giovani, adulti e anziani, senza stancare mai. La cedrata non si trova proprio in ogni bar, perch il suo target resta volutamente di nicchia, certo, con ambizioni di miglioramento ed espansione, ma pur sempre in un ambito che non dimentichi mai la qualit derivante

aziende pi grandi. Ma lapproccio non aggressivo non significa affatto insuccesso commerciale: lo storico brand in buono stato di salute, tanto che nel 2011 ha saputo reggere la crisi dei consumi, con un fatturato pari a 10 milioni. Prodotto di punta rimasto la Cedrata che rappresenta il 95% del giro daffari della Tassoni. INIZIATIVE E COLLABORAZIONI Moderazione che non esclude linteresse per il mercato estero n tanto meno le collaborazioni per trovare nuove formule vincenti da proporre anche al mercato italiano. Apertas per lappunto, ma anche il progetto in corso con Slow Food, che proprio nei giorni scorsi ha avuto una tappa importante: i test di selezione delle ricette di bevande miscelate, proposte dai barman di Slow Food, individuato come garanzia di un alto livello di qualit sia degli ingredienti sia della cultura culinaria in generale. Dagli assaggi lazienda selezioner qualche ricetta che poi proporr sul mercato, ma senza fretta, forte dei numerosi fan in facebook dai quali provengono suggerimenti e osservazioni. Ma con Slow Food la collaborazione va oltre, con la presenza della Cedral Tassoni al Salone del Gusto di Torino e il sostegno di progetti colle-

dalle origini. Come nel Settecento in Tassoni si lavorano gli agrumi che oggi vengono acquistati in Calabria e in Sicilia. Anche se i cedri non sono del luogo la lavorazione tutta gardesana, gli agrumi arrivano in inverno, viene estratto dalle bucce del frutto laroma del cedro che viene dosato per i diversi prodotti preservando la vocazione antica: questo il punto di forza dellazienda, che mantiene viva la tradizione senza per rinchiudersi nel passato. Nel 2010, infatti, la Cedral Tassoni ha promosso un progetto di ammodernamento dello stabilimento, con opere di ripavimentazione e intelaia-

tura delle pareti dove ubicata la linea di produzione. stato rinnovato anche limpianto di pastorizzazione ed stata creata una nuova area di stoccaggio alcoli e aromi: la sezione dove vengono poste in infusione le scorze di cedro e di altri agrumi per lestrazione degli aromi. Infine si realizzato un nuovo impianto per il trattamento dellacqua in entrata. PRODOTTI ANTICHI E NUOVE SPERIMENTAZIONI Ma il binomio tradizione-modernit preservato anche sul piano dei prodotti. Liquori storici, quali lAnesone Triduo e le Acque di Cedro, rimangono nel portafoglio prodotti e rappresentano la storia della Tassoni, che in cassaforte custodisce i loro ricettari antichi, naturalmente vergati a mano. La modernit la Tassoni Soda che si consuma anche miscelata ad altre bevande, alcune alcoliche, come vodka, gin e bitter; da questultimo connubio gi nato lApertas, un aperitivo alcolico che segue la tendenza dellhappy hour e che viene gi servito in alcuni locali. Lazienda comunque pi votata allanalcolico, quindi, pur provando di buon grado questi esperimenti, privilegia la ricerca della qualit degli ingredienti della tradizionale cedrata. In questo modus operandi si distingue nettamente in un contesto dove solitamente regna la voglia di continua espansione e lambizione di acquisizione illimitata di mercato. La finalit non la competizione con

gati al marchio di ristorazione etica, come Terra Madre e Osterie dItalia. Altra collaborazione cui lazienda tiene molto quella con Fai (Fondo Ambiente Italiano), poich ben rispecchia la visione del mondo di valorizzazione del territorio derivante dalla lunga tradizione dellazienda. Nel 2012 bellezza e gusto si sono incontrate: Cedral Tassoni presente presso i beni Fai e ne sostiene gli eventi pi significativi. Un cammino insieme che caratterizza la tradizione declinata in sensibilit e condivisione ma anche in ricetta imprenditoriale e di gusto, un amore tutto italiano per la bellezza, larte e leleganza che

ha contraddistinto la comunicazione pubblicitaria made in Italy dellazienda per tutto il Novecento. Infine, ma non ultimo, il progetto della realizzazione di un museo aziendale per la valorizzazione e il recupero del patrimonio storico accumulato, soprattutto sul fronte della comunicazione. Il percorso espositivo trover spazio nellattuale sala di imbottigliamento degli sciroppi, e dovrebbe essere aperto al pubblico dal 2013.

Uninserzione pubblicitaria del 1900.

Uninserzione pubblicitaria del 1956.

UNA STORIA SECOLARE


Con i suoi quasi 220 anni di attivit la Cedral Tassoni uno dei marchi che hanno fatto la storia della produzione italiana, addirittura ancor prima che esistesse la stessa Italia. Gi a partire dal XVIII secolo alcuni speziali (ovvero i farmacisti dellepoca) della riviera gardesana si dedicarono a studiare e valorizzare le caratteristiche dei cedri, distillando infusi idroalcolici per produrre lAcqua di tutto Cedro, a gradazione moderatamente alcolica. In localit Piazzolla, nel centro di Sal, a met Settecento apr la spezieria Barbaleni, riconosciuta farmacia nel 1793. Acquistata nel 1868 da Nicola Tassoni e rilevata nel 1884 da Paolo Amadei che ne mantenne il nome, la distilleria venne divisa dalla farmacia e ubicata in via Enrico Bossi dove tuttoggi si trova la sede dellazienda. Nel 1921 Carlo succedette al padre Paolo, iniziando una fase di espansione: fu creato un nuovo prodotto, la Cedrata Tassoni, uno sciroppo dal gusto originale che il mercato accolse con entusiasmo. Dallorginale Cedrata Tassoni addizionata con acqua e soda deriv la Tassoni Soda, la cedrata gi pronta nella sua dose ideale.

LA COMUNICAzIONE: DA MINA A... FACEBOOK


La chiave del successo degli anni Venti del Novecento fu comprendere le necessit dell'industria dei tempi, cio investire in pubblicit: i manifesti della Cedrata Tassoni rappresentano un modello del gusto pubblicitario anni Venti e Trenta. Indimenticabile per la grafica e la linea pittorica tipica del perido limmagine promozionale che fu pubblicata sulla Domenica del Corriere il 23 dicembre 1900. La politica della comunicazione fu perseguita anche dalle gestioni successive, con la direzione che invest sempre sui nuovi media, ricorrendo via via agli audiovisivi, ai film e al piccolo schermo, arrivando al Carosello degli anni Settanta con un testimonial deccezione: Mina. Fino al 1982 il jingle pubblicitario resta legato alla grande cantante italiane, con il testo che nel ritornello recitava: "Trova un minuto per me! Per voi e per gli amici... Tassoni". Oggi lazienda persegue la sua originaria vocazione di una politica della comunicazione non invasiva ma mirata: non ha una pagina internet ma ha un profilo facebook molto attivo, con gli oltre 70mila mi piace e le migliaia di post scritti dagli appassionati.
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Centrale del latte, nel segno della tradizione con lo sguardo rivolto al futuro
Da oltre 80 anni, lazienda di via Lamarmora un bene comune dei bresciani in grado di rispettare e valorizzare i prodotti del territorio e di investire nellinnovazione
a strategia ben definita: avere il coraggio di investire per continuare ad offrire sempre qualcosa di nuovo, per aprire nuovi mercati ed arrivare a nuovi clienti con nuovi prodotti. Il tutto nel segno della tradizione che per la Centrale del Latte di Brescia sinonimo di qualit. Facile a dirsi, difficile a farsi. Eppure, se si rileggono gli oltre ottanta anni di storia dellazienda sempre stato cos. Un esempio su tutti: nel 1963 la Centrale del Latte inizi a produrre il latte a lunga conservazione (uperizzato ed omogeneizzato) dotandosi del primo impianto Uht in Italia. Ma, per non andare troppo indietro nel tempo, con la scelta nel 96 di trasformarla in una societ per azioni che si impressa allazienda unaccelerazione importante. Con quella decisione spiega Andrea Bartolozzi, direttore generale della Centrale del Latte , pur mantenendo il controllo pubblico, si favorita lautonomia decisionale e si sono poste le premesse per lingresso dei privati nellazienda. Insomma un modo per affrontare le nuove sfide di un mercato sempre pi agguerrito e in un settore dove, in quegli anni, i grandi gruppi e le multinazionali si dedicavano allo shopping delle municipalizzate o, pi precisamente, dei loro marchi, con il rischio poi di svuotarle dal punto di vista produttivo. di quel periodo il rifiuto di una proposta miliardaria di Tanzi (Parmalat) che lallora sindaco Mino Martinazzoli giudic negativa
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per la citt, aggiunge Bartolozzi. Eh s, perch la Centrale dei bresciani. Ed allora ecco nuovi vertici e pi manager per stare sul mercato puntando a crescere. Una crescita basata sulla forza del marchio a garanzia della qualit dei prodotti; sulla freschezza assicurata da 40 camioncini che girano tutta la provincia e sulla voglia di sperimentare nuove strade. Fino al 2000 siamo cresciuti su nicchie di prodotti, come ad esempio le insalate pronte o i prodotti biologici, che hanno rappresentato una grande opportunit per farci conoscere anche fuori provincia ricorda Bartolozzi . Ma il nostro obiettivo era quello di recuperare unidentit produttiva basata su un concetto semplice: i liquidi devono stare nelle bottiglie. Per questo nel 2001 abbiamo abbandonato il tetrapak, che era stato il contenitore simbolo destinato al latte fresco pastorizzato, per sostituirlo con una comoda bottiglia richiudibile in Pet, innovativa, sicura e riciclabile. Oggi il simbolo I CONTI DELLA CENTRALE
(dati in milioni di euro) 2010 Ricavi Costi produzione Margine operativo Utile ante imposte Utile 49,2 47,8 4,3 1,5 0,8 2011 53,7 51,6 4,4 2,1 1,2

dellazienda anche quella bottiglia. Ma non ci si poteva fermare e allora, nel 2004, la Centrale la prima azienda ad utilizzare, come contenitore per il latte a lunga conservazione, proprio la bottiglia in Pet. Lanno successivo, nello stabilimento di via Lamarmora, la Centrale inizia, tra le prime in Italia, la produzione del latte microfiltrato, pastorizzato come il latte fresco ma con una durata superiore (circa 20 giorni) grazie allutilizzo di una particolare tecnologia innovativa . Sono gli anni in cui lazienda diventa leader per tecnologia utilizzata e per innovazione di prodotto sfruttando la capacit di reagire velocemente alle richieste del mercato, spiega Bartolozzi. In quegli anni lazienda si impone nel mercato per quello che in grado di fare meglio: confezionare latte. Abbiamo iniziato a proporre e ad esportare la brescianit, il nostro modo di fare latte aggiunge il direttore concludendo accordi con allevatori bresciani, per lavorare il latte bresciano, riempiendo

bottiglie bresciane. Abbiamo scelto una nostra strada, senza copiare nessuno, cercando di proporre qualcosa che gli altri non proponevano. Ed infatti dallo studio e dalla continua ricerca di novit che nel 2008 nasce Recappuccio: latte fresco pastorizzato che grazie ad una particolare tecnologia viene arricchito con crema di latte. Un prodotto pensato per i baristi, che ci ha consentito di chiudere un accordo con la McDonald Italia per rifornire tutti i suoi punti che preparano colazioni precisa Bartolozzi ; cos come innovativo il latte ad alta digeribilit parzialmente scremato a lunga conservazione con solo lo 0,1% di lattosio o il latte microfiltrato ad alta digeribilit, rivolto agli intolleranti al lattosio che non vogliono per rinunciare al piacere e al gusto del latte. E questo solo per il latte. In mezzo tutto il resto: dai formaggi alla panna e al burro; dalle mozzarelle al grana grattugiato; dallo yogurt al mascarpone, passando per le insalate gi pronte e le uova per arrivare alla pi recente linea di affettati (vedi box). Tutti con il marchio della Centrale, tutti prodotti con le materie prime di qualit superiore che in grado di esprimere il territorio bresciano e con certificazioni di qualit. Proprio lalta qualit del nostro mascarpone, ad esempio, ci ha consentito di esportarlo allestero sottolinea Bartolozzi e, da poco pi di un anno, un noto marchio inglese ci ha chiesto di produrlo per suo conto. Un bel riconoscimento. Ma la Centrale, in questi anni, di soddisfazioni ne ha ottenute parecchie, prima fra tutte quella di aver visto crescere il fatturato, costantemente e senza acquisizioni aggiunge con un certo motivato orgoglio il direttore ; si trattato di una crescita tutta interna, ottenuta aumentando il numero dei clienti/consumatori e la gamma di prodotti. Di pari passo sono cresciuti i dipendenti e la loro professionalit. Chi lavora in Centrale precisa Bartolozzi ha unet anagrafica mediamente bassa ma altissime competenze e questo in tutte le aree aziendali: dalla produzione al commerciale. I nostri collaboratori hanno un forte attaccamento al mar-

chio e a confermarlo lo scarso turnover, segno di un clima sereno allinterno dellazienda. I risultati, dopo tanto lavoro, si leggono anche nei numeri del bilancio (vedi box). Di certo la crisi impone la massima attenzione ai costi di produzione aggiunge il direttore generale , ma la Centrale del latte qualcosa di pi di una Spa che vuole esclusivamente produrre reddito, un bene comune per la citt; non mai stata di parte e attraverso i risultati ottenuti stata in grado di conquistarsi unautonomia gestionale e decisionale importante per la sua crescita. Oggi

pi difficile fare tutto quello che si faceva prima, ma, nonostante la crisi, rispetto ai primi sette mesi dello scorso anno siamo cresciuti di un 3 per cento, con una tenuta della marginalit. Limportante continuare ad avere buone idee e il coraggio di investire. Non male per unazienda che per non tradire i suoi valori ha scelto di sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili acquistando esclusivamente energia elettrica al 100 per cento proveniente da fonti rinnovabili in accordo ai principi stabiliti dal protocollo di Kyoto per uno sviluppo ecosostenibile.

AFFETTATI CON IL MARCHIO DI GARANzIA


Andare oltre il latte. Quindi, dopo i formaggi, il mascarpone, la panna, le mozzarelle, lo yogurt prima sono arrivate le insalate fresche gi pronte, poi i salumi affettati con la garanzia del marchio della Centrale. La filosofia la stessa: offrire, migliorandolo, un prodotto gi esistente sul mercato. Nessuna imitazione per, ma una nuova proposta che si caratterizza per due elementi: il contenuto e il contenitore. Per quanto riguarda il primo, la scelta della Centrale stata quella di puntare sulla riscoperta e sulla valorizzazione della qualit del prodotto italiano e bresciano in particolare. La filiera corta precisa il direttore generale della Centrale del Latte, Andrea Bartolozzi non solo orgoglio territoriale. Se si vicini al produttore si realizza un maggior controllo che si traduce in sicurezza alimentare e freschezza del prodotto. Se a questo si aggiungono la vasta gamma offerta (prosciutto crudo stagionato e San Daniele, prosciutto cotto e di Praga, salame milano, mortadella e bresaola) e una tecnologia di ultima generazione che consente di mantenere al meglio le caratteristiche microbiologiche e organolettiche e di affettare i salumi assicurando la separabilit delle fette, si potrebbe gi essere contenti. Ma alla Centrale hanno fatto di pi studiando uninnovativa vaschetta ovale estraibile che pu essere utilizzata come un vassoio per portare i prodotti direttamente in tavola.

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Made in Brescia

Terziario

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TERZIARIO AVANZATO Un processo ancora in corso


Il tratto distintivo delle imprese del terziario innovativo il forte orientamento verso il mercato locale o regionale, anche perch quasi i due terzi del valore dei servizi venduti sul mercato rivolto alle aziende private presenti nel territorio
Questo fenomeno ha interessato tutte le economie pi progredite, tra cui anche lItalia, che seppur con un certo ritardo rispetto ad altre realt ha progressivamente sviluppato un settore del terziario avanzato con caratteristiche proprie e fortemente legato al comparto manifatturiero. Le caratteristiche di questo relativamente nuovo settore sono state esaminate da alcune recenti ricerche che hanno per la prima volta individuato i tratti peculiari del terziario avanzato made in Italy. Innanzitutto va sottolineata la relativa giovinezza del settore, dato che oltre la met delle imprese che lo compongono stata fondata nel nuovo millennio e spesso su iniziativa di una persona fisica. Le imprese sono per lo pi unit di piccola, se non piccolissima, dimensione: quelle con un solo addetto rappresentano il 72% del complesso del settore, mente solo il 4% ANCORA SEGNALI NEGATIVI
Lattivit del terziario italiano ad agosto ha segnato una contrazione per il quindicesimo mese consecutivo, penalizzata da un ulteriore calo dei nuovi ordini, anche se a un ritmo meno rapido rispetto al mese precedente. Lindice Pmi servizi a cura di Markit/Adaci ad agosto si attestato a 44 dal 43 di luglio, restando ben sotto la soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione. La lettura dei dati di agosto ha tuttavia superato le attese espresse in un sondaggio condotto dallagenzia di stampa Reuters con alcuni analisti. Lindagine analoga di Markit sul settore manifatturiero italiano ha evidenziato per lo stesso mese una discesa dellattivit del comparto ai minimi di 10 mesi, in un contesto in cui il calo della produzione e la riduzione di nuovi ordini costringono le aziende a tagliare personale. Il ritmo dei tagli di posti di lavoro nel settore dei servizi ha mostrato unaccelerazione ad agosto, con lindicatore delloccupazione sceso ai livelli pi bassi da aprile. La componente dei nuovi ordini per le aziende di servizi si contratta per il sedicesimo mese di fila, colpita dalla debolezza della domanda, ma il ritmo della discesa ha evidenziato una decelerazione. Linflazione sui costi salita per il secondo mese consecutivo, alimentata dai rincari di carburante, bollette energetiche e spese per il personale. Per quanto riguarda le aspettative delle imprese sullattivit nei prossimi dodici mesi, agosto ha visto un rimbalzo positivo dai minimi storici toccati a luglio.

rescia, a buona ragione, pu essere considerata un esempio del processo di terziarizzazione che ha coinvolto gran parte delleconomia italiana e che racchiude al suo interno una serie di ulteriori processi, tra cui il progressivo sviluppo del terziario pi innovativo a fronte di una sostanziale stabilit o di un debole arretramento del cosiddetto terziario tradizionale. La crescita del terziario avanzato per molti versi imputabile alla trasformazione e riorganizzazione delle attivit del comparto manifatturiero che ha trovato nella capacit di innovazione e nella qualit le vie per affrontare e superare la crisi. E in questo il terziario avanzato ha giocato e gioca un ruolo fondamentale.

ha pi di 5 dipendenti. Il settore presente su tutto il territorio nazionale, ma assume particolare rilevanza nel Nord Ovest e in particolare in Lombardia soprattutto dove sono presenti aree a maggiore densit imprenditoriale. Appunto come Brescia. Questo perch il settore risulta strettamente legato alle imprese private, sia manifatturiere sia del terziario, verso cui indirizza quasi i due terzi del valore dei servizi venduti sul mercato. Molto meno rilevante risulta il valore dei servizi venduti ai privati e al settore pubblico. Un tratto distintivo delle imprese del terziario innovativo dato dal loro forte orientamento verso il mercato locale. Il mercato principale per la maggior parte delle imprese infatti quello provinciale o, al pi, regionale mentre sono poche le imprese che allargano il proprio bacino di vendita al contesto nazionale e solo una quota trascurabile di esse offre i propri servizi allestero. La dimensione aziendale incide sensibilmente sulla volont e capacit delle imprese di aprirsi ai mercati internazionali e solo per le imprese pi strutturate, al di sopra dei dieci dipendenti, questa strada appare attualmente percorribile. Gli elementi di criticit del settore, secondo lo studio effettuato da alcuni analisti economici, oltre alla ridotta dimensione aziendale, che per non sempre rappresenta un elemento di debolezza, sono rappresentati dal rapporto con il mondo bancario e con la burocrazia. Nel primo caso si tratta di una maggiore difficolt di accesso al credito rispetto alle imprese di altri settori, legata al fatto che le banche non hanno ancora una sufficiente conoscenza del settore e quindi non hanno sviluppato strumenti di finanziamento specifici e inoltre lo ritengono relativamente pi rischioso. Per quanto riguarda invece la burocrazia, il problema ancora una volta connesso con la ridotta dimensione aziendale. Per le piccole imprese, ma questo si verifica in tutti i settori, diventa pi oneroso eseguire le pratiche burocratiche anche perch non hanno, al loro interno, un ufficio o del personale che possa occuparsi specificatamente di queste cose.

I NUMERI DEL SETTORE


I numeri di unindagine del Censis, relativi al 2010, hanno fotografato cos la situazione del terziario in Italia: 2,9 milioni di imprese (il 55,4% delle aziende complessive), 15,5 milioni di occupati (il 66,5% del totale), il 71% del valore aggiunto prodotto (mille miliardi di euro). Il 50% del valore aggiunto nazionale riferibile ai servizi privati di mercato (dal commercio al turismo, dai trasporti ai servizi finanziari, alle attivit professionali), il 21% al sistema pubblico e ai servizi alla persona. Tra il 2004 e il 2008 il valore aggiunto cresciuto poco nel commercio (+1,8%) e nei servizi professionali (+2,5%), mentre gli incrementi sono stati significativi nelle telecomunicazioni (+14,3 per cento) e nei servizi bancari e finanziari (+27,3%). Il 62% delle unit produttive nei servizi formato da un solo addetto, in Spagna si scende al 55%, nel Regno Unito al 43 per cento, in Germania al 33%. Ma con i suoi 15,5 milioni di lavoratori, il terziario costituisce il principale bacino di impiego del Paese: un aggregato articolato ed estremamente differenziato, allinterno del quale convivono le pi diverse figure professionali. Negli ultimi quindici anni, a fronte di una riduzione delloccupazione nellagricoltura e nellindustria, il terziario ha aumentato la propria base occupazionale di oltre 3 milioni di lavoratori (+24,2 per cento), facendo innalzare il tasso di terziarizzazione del lavoro in Italia dal 60,3% al 66,5%.

QUATERNARIO: IL QUARTO SETTORE ECONOMICO


Il terziario una galassia difficile da fotografare perch estremamente variegata. Comprese in questa definizione si trovano infatti le imprese che producono o forniscono servizi e tutte quelle attivit complementari e di ausilio alle attivit dei settori primario (agricoltura, allevamento, estrazione delle materie prime) e secondario (industria) che vanno sotto il nome di servizi. In sostanza spesso le aziende che operano nel settore si occupano di prestazioni immateriali che possono essere incorporate o meno in un prodotto. Il settore terziario si pu suddividere in tradizionale, comprendente servizi tradizionalmente presenti praticamente in ogni epoca e cultura, e avanzato, caratteristico degli ultimi decenni. Recentemente stato coniato anche il termine quaternario per identificare proprio il terziario avanzato e comprende tutte le imprese di servizio ad elevato valore aggiunto e tecnologico. In generale sono incluse nel quaternario quelle imprese di servizio che basano il proprio core business sul know-how e sui servizi intellettuali come la ricerca e sviluppo (R&D), la formazione, la consulenza e ICT (Information and communication technologies). Le imprese appartenenti a questo settore solitamente svolgono un ruolo importante nel progresso tecnologico e nella ricerca ed applicazione delle innovazioni tecnologiche. Nelle statistiche economiche il settore incluso nel grande calderone del terziario anche se, sempre pi spesso, gli analisti preferiscono considerare il quaternario come settore produttivo distinto perch consente di determinare il grado di sviluppo economico di un paese e le sue prospettive future. Lo stesso termine quaternario sottolinea che il settore deve essere considero come il quarto settore economico che si aggiunge agli altri tre settori produttivi tradizionali (primario, secondario, terziario) di un sistema economico.

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Made in Brescia

Terziario

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Farco, investire in sicurezza per far crescere lazienda


Lazienda di Torbole Casaglia da 25 anni propone corsi di formazione per contribuire a creare una nuova cultura
a tecnologia ha portato la sicurezza dei macchinari ad altissimi livelli, quello che qualche volta ancora manca sono i corretti comportamenti di chi li utilizza e vive in azienda e in questo la formazione gioca un ruolo determinante. Lo sa bene la Farco che da 25 anni si propone al mercato per contribuire a formare una nuova cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro come ricorda il suo amministratore delegato, Roberto Zini. La vision di questa azienda quella di mettere al centro del proprio lavoro luomo: Oltre alle braccia ci sono le persone ribadisce Zini ed partendo da questo presupposto che lavoriamo sia in azienda sia per i clienti. Il punto di partenza che troppo spesso, la sicurezza vissuta come semplice rispetto degli adempimenti normativi e burocratici o peggio ancora, come un costo per lazienda. Non bastano gli

I DATI DEL GRUPPO (COMPOSTO DALLE AzIENDE: FARCO, SINTEX E SINERMED)

Riepilogo Fatturato Ammortamenti Risultato netto


Il presidente e a.d. del Gruppo Farco, Roberto Zini.

2010 5.472.163 64.474 94.351 158.825

2011 5.865.819 63.731 156.229 219.960

Incremento percentuale
+7,19% -1,15% +65,58% +38,49%

attestati di frequenza ai corsi, occorre credere che investire sulla sicurezza una scelta di lungo periodo che ha come obiettivo quello di far crescere lazienda. Non crediamo aggiunge Zini che debba essere una legge o il timore di una sanzione a motivare gli imprenditori a tutelare i propri collaboratori; prima di tutto c il rispetto della vita che passa anche attraverso la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma per tutelarli al meglio occorre essere attenti alla realt in cui si opera, non dando nulla per scontato ed per questo che la Farco ha sviluppato dei corsi di formazione a misura della realt del mercato bresciano fatto anche di tanti lavoratori stranieri. Nel settore manifatturiero precisa Zini gli stranieri raggiungono anche il 60/70 per cento dei lavoratori presenti in azienda. Abbiamo verificato che non sempre percepiscono in modo corretto le indicazioni che ricevono ed per questo

che abbiamo predisposto il materiale informativo in molte lingue o addirittura a fumetti. Con un duplice obiettivo quello di fare seriamente il nostro lavoro di formatori e di contribuire a creare nel mondo del lavoro, una prima forma di integrazione. Anche per questo lazienda sta elaborando, con lUniversit, un progetto sullintercultura. E se la la formazione la chiave di volta per risolvere il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro, avere a disposizione, nella sede di Torbole Casaglia, un campo prove per laddestramento delle squadre antincendio con simulatori di fuoco da gas e benzina, certamente un valore aggiunto importante: in questo modo possiamo abbinare la teoria alla pratica e ridurre le

Cash flow

possibilit che ci siano incomprensioni da parte di chi partecipa ai corsi. Ma se questa attenzione a 360 gradi per luomo vale per lesterno, per i clienti, per le aziende, ancora di pi deve valere per la nostra azienda ed allora ampio ricorso al part time per chi ne fa richiesta; orari flessibili e in alcuni casi anche il telelavoro da casa. Abbiamo inoltre aderito al progetto regionale Conciliazione vita-lavoro che propone il ticket family. In sostanza precisa Zini non si propongono i tradizionali ticket, ma dei servizi che

puntano a conciliare la vita quotidiana dei nostri collaboratori con il lavoro. Quindi c la possibilit di disporre di una baby sitter per i bambini, di una stiratrice per la biancheria o, se necessario, di una badante per il nonno. Non abbiamo inventato nulla aggiunge Zini , in Francia questo sistema funziona da anni ed ha consentito anche di far emergere numerosi lavori che altrimenti si sarebbero insabbiati nella terra di nessuno. Ma anche se non ha il primato delloriginalit, a colpire lattenzione rivolta ai pro-

AzIENDA SICURA DAY REPLICA


I successi si replicano. E cos per il prossimo 26 ottobre gi programmata la seconda edizione di Azienda Sicura Day il convegno organizzato da Farco e fortemente voluto dal suo amministratore delegato, Roberto zini, per ribadire limportanza che una nuova cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro si diffonda sempre di pi tra imprenditori e lavoratori. Il giorno dedicato alla sicurezza in azienda sar loccasione per approfondire, con il contributo di esperti e degli operatori del settore, temi e normative legate al settore e per ricordare le possibilit che le stesse leggi offrono soprattutto alle micro imprese che, per come sono strutturate, faticano ancora ad utilizzare certi strumenti. Di certo non bastano gli attestati di frequenza ai corsi sottolinea zini , occorre creMESI 12ottobre 2012

pri collaboratori. Siamo una societ di servizi e per noi la risorsa umana fondamentale ricorda Zini . Poter offrire un ambiente accogliente, un clima positivo, avere la possibilit di sperimentare nuove idee il presupposto per avere un team costruttivo che giorno dopo giorno si mette in gioco e d il proprio contributo per migliorarsi. anche questa la strada scelta da Farco per affrontare la crisi: quella di puntare su un progetto pi ampio che non sia esclusivamente centrato sul fare business ma che, non per questo, escluda un profitto: Nonostante la crisi non ci aiuti conclude Zini con i miei soci Giuseppe Zoni e Graziano Biondi ci crediamo molto. Magari non avremo risultati nellimmediato ma siamo certi che arriveranno nel medio periodo e soprattutto che continueranno nel tempo. FATTURATO E UTILE IN CRESCITA Lasciato alle spalle un 2011 sostanzialmente positivo, il Gruppo Farco (Farco, Sintex e Sinermed) ha iniziato il nuovo anno sui livelli del precedente. Bene la formazione e i servizi alle aziende, in lieve calo i prodotti antincendio. Il problema che questanno vengono al pettine i nodi della crisi dice la.d. Zini . Il nostro mercato di riferimento sono le piccole e medie imprese che stanno facendo fatica e in molti casi sono costrette a chiudere. La risposta dellazienda stata quella di migliorare i servizi proposti e di mettere in campo nuovi progetti coinvolgendo anche istituzioni come lUniversit.
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dere che investire sulla sicurezza una scelta di lungo periodo che ha come obiettivo quello di far crescere lazienda. Avere un modello organizzativogestionale della sicurezza sul lavoro corrisponde a una certificazione di qualit. Con tutti i vantaggi che questo comporta. Altrettanto vero che non crediamo che debba essere una legge o il timore di una sanzione a dover motivare gli imprenditori a tutelare i propri collaboratori. Prima di tutto c il rispetto della vita e come azienda precisa lamministratore delegato della Farco, Roberto zini siamo convinti che linformazione e la formazione giochino un ruolo fondamentale per il superamento delle difficolt e per la creazione di quella cultura della sicurezza indispensabile per raggiungere lobiettivo di zero infortuni.

XLVIII Made in Brescia

Terziario

XLIX

Fasoli: dal 1853 un gioiello nel cuore di Brescia


Saper cogliere i cambiamenti mantenendo saldi i valori originari, questo il segreto che ha consentito alla storica azienda orafa di raggiungere livelli di eccellenza
uando la crisi diventa unoccasione di riflessione e di sviluppo: questo il modello della storica gioielleria Fasoli, che del difficile momento internazionale ha saputo cogliere gli aspetti stimolanti mantenendo i propri standard. Per noi la crisi stata unopportu-

ampliarsi e raggiungere unesperienza unica nel settore, che si trasforma in servizi e attenzioni per i clienti. La famiglia Fasoli gestisce lo storico negozio in Piazza della Loggia, nel cuore di Brescia. Aperto nel 1938 da Giuseppe Fasoli in un locale sotto i portici, oggi il negozio conta 14 vetrine espositive fronte strada e 4 piani di esposizione interna, per un totale di circa 800 mq, in cui sono dislocati i reparti di gioielleria, oreficeria, orologeria, pelletteria, argenteria, cristalleria, porcellane, liste di nozze, cui si aggiungono un laboratorio orologiaio e un laboratorio gemmologico. Massimo Fasoli ci racconta che nato professionalmente con lo store di Sirmione, che stata la prima esperienza fuori citt inaugurata nel 1989 dalla famiglia Fasoli. Dopo aver studiato arte della gioielleria allestero si messo alla prova sul campo nella magica ed internazionale piazza di Sirmione, aprendo inizialmente un negozio stagionale. Il progetto era quello di un ampliamento della geografia di influenza racconta Massimo Fasoli , l ho Massimo Fasoli imparato a lavorare, soprattutto come avIL CATALOGO FASOLI, vicinarmi al cliente: non bisogna stare ad UNA TRADIzIONE CHE SI RINNOVA OGNI ANNO aspettare che qualcuno Il catalogo della produzione che viene spedito a circa 40mila clienti un vero e proprio libro di entri, occorre andare cui la famiglia va molto fiera: la prima uscita risale al 1968 e oggi diventato un appuntamento a cercare lacquirenimperdibile per la qualit con cui viene realizzato anno dopo anno. Quello del 2012 allinsegna te, chiacchierare con del rapporto tra gli elementi naturali e lavoro umano: Creati dalla terra... forgiati dal fuoco... la gente, coltivare un freddati dallacqua... soffiati dal vento... i nostri gioielli per domare le forze naturali, recita la frase di apertura del book. E il prossimo? Massimo Fasoli rilascia anche qualche anticipazione per quello rapporto. Dopo il riin uscita a dicembre: sar un omaggio al colore e alla Pop Art, perch in momenti duri come uscito esperimento di questo che c pi bisogno di gioia. Si andr da preziosi molto colorati ma poco impegnativi ad Sirmione, la famiglia altri pi lussuosi ma sempre policromi per sollevare il morale e ricordare la bellezza della vita. Fasoli pensa a uno sviluppo verso est, apren-

nit sotto pi punti di vista, spiega Massimo Fasoli che, insieme al padre Ernesto e al fratello Fabio, titolare dellazienda nata a Brescia nel lontano 1853. Dapprima abbiamo analizzato attentamente il nostro magazzino e trovato soluzioni che ci hanno reso pi solidi, in secondo luogo la concorrenza si indebolita, favorendo chi, come noi, ha unesperienza e una tradizione di lunghissima data. Poi c linsicurezza nei confronti delle banche che ha spinto verso linvestimento in oro: a differenza di una banca noi garantiamo la solidit ai clienti che scelgono di investire i loro soldi in lingotti e non pi in azioni. Insomma, abbiamo mantenuto i nostri obiettivi del lungo termine e siamo riusciti ad ottenere un fatturato eccellente. Ottima salute che si vede: Fasoli resta una realt in continua evoluzione, capace di abbracciare tutte le sfumature della creativit, delleleganza e della professionalit nei settori della gioielleria, oreficeria, pelletteria, orologeria, argenteria, cristalleria e porcellane. Dal 1853 continuit e passione hanno permesso a Fasoli di

LE CREAzIONI E I SERVIzI FASOLI


La gioielleria realizza preziosi su misura, ispirati dalle richieste del cliente e curati dalla decennale a esperienza; realizzazioni raffinate e speciali per oggetti esclusivi, come la collana Riviere in platino e diamanti degradanti, o lesclusiva collezione ispirata allo storico orologio dei Macc de le Ure di Brescia, in edizione limitata e numerata, che comprende ciondoli, fermasoldi, gemelli e orologi. Fasoli propone inoltre una particolare montatura per occhiali da vista e/o da sole, dal design esclusivo, realizzata in oro giallo o bianco e impreziosita da brillanti puri. Il team in grado di eseguire interventi di manutenzione e restauro orologi di tutte le marche, utilizzando a tal fine soltanto ricambi originali; tutti gli orologi riparati dal laboratorio godono della garanzia di un anno. Il laboratorio orafo e di gioielleria in grado di realizzare gioielli esclusivi proponendo creazioni o interpretando le esigenze specifiche, oppure rivalutando i gioielli con nuove idee.

do nel 1999 un punto vendita nel centro di Verona, seguito di persona per i primi quattro anni dallo stesso Massimo, che oggi tornato a Brescia, dove continua a creare gioielli nella speranza di trasmettere la passione al figlio. Chiedere a Massimo se c un prodotto del suo cuore come chiedergli di tradire tutte le altre sue creature: ogni volta che invento un gioiello per me il migliore, la preferenza va allultimo nato. Ma questo non significa che dimentico tutti gli altri, anzi. Quindi non c un figlio prediletto per sempre, c STORIA DI UN SUCCESSO

quello che amo al momento. Adesso per esempio mi piace molto la mia nuova creatura, un ciondolo maschile a forma di piastrina militare, sul quale sono scritti i dati personali e impreziosito da diamanti. Un gioiello di identit per luomo, che oggi, con la sparizione del fermacravatte, dei bracciali e di tutti gli ornamenti degli anni Ottanta, orologio a parte, non ha pi preziosi da indossare. Con questo ciondolo voglio dimostrare che luomo pu permettersi di portare diamanti mantenendo la sua virilit.

Lattivit della famiglia Fasoli affonda le radici nella cittadina di Oggiono, in provincia di Lecco, dove il capostipite della famiglia, nel 1853, inizia una piccola produzione artigianale: Ernesto Fasoli un uomo laborioso e dedito al lavoro, maestro nella realizzazione di preziosi pensati come eleganti presenti per celebrare battesimi e matrimoni delle famiglie pi abbienti della zona. La piccola attivit artigianale continua a svilupparsi fino al 1938 quando, Giuseppe Fasoli, figlio di Ernesto, si trasferisce a Brescia, nella centralissima Piazza della Loggia, gestendo lavviato negozio dei fratelli De Marmels che, non avendo eredi, decidono di cedere la loro redditizia attivit a Giuseppe. A questepoca risale anche la prima fedina in oro a tre colori e, con questa creazione, la famiglia Fasoli si dimostra allavanguardia. Negli anni Cinquanta lattivit si amplia e inizia la produzione di gioielleria, mentre durante gli anni Sessanta che vengono raddoppiati gli

spazi dedicati alla vendita, grazie alla creazione di unarea interamente dedicata alloggettistica in argento. In questo periodo ha inizio anche la fiorente importazione di cristalli e porcellane, per la prima volta inseriti nelle liste nozze, che portano la famiglia Fasoli a stringere rapporti in esclusiva con prestigiose manifatture: Meissen, Wedgwood, Herend, Baccarat e Lalique. Nel 1974 apre il laboratorio di gemmologia, tuttora fiore allocchiello della famiglia Fasoli, oltre ad un altrettanto pregevole laboratorio di orologeria. Nel 1989, in concomitanza con la celebrazione dei cinquantanni della storica sede di Brescia, viene inaugurato un nuovo punto vendita a Sirmione. Dal 1990 fanno il loro ingresso in azienda i due eredi pi giovani, Massimo e Fabio, figli di Ernesto, attuale presidente del gruppo di famiglia. Nel 1999 apre il punto vendita nel cuore di Verona, cui segue, nel 2001, linaugurazione del negozio nel centro di Crema.

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MESI 12ottobre 2012

Made in Brescia

Terziario

LI

Intred: quando comunicare diventa semplice


Lobiettivo della societ di telecomunicazioni crescere grazie a servizi di telefonia e connettivit internet di qualit maggiore, a un costo decisamente concorrenziale
olidit, competenza e flessibilit, aggettivi che ben identificano molte delle medie aziende italiane. Se per a queste caratteristiche si aggiunge il progetto di acquisire cinquantaquattro centrali telefoniche della Telecom in provincia di Brescia, Intred diventa davvero unica. La societ bresciana, nata nel 1996 con lobiettivo di fornire servizi di telecomunicazioni e internet ad aziende, studi professionali e pubbliche amministrazioni, ha deciso di imprimere unaccelerazione alla propria crescita riposizionandosi sul mercato come operatore indipendente da Telecom Italia e da altri operatori nazionali. Ad oggi spiega lamministratore delegato, Daniele Peli abbiamo

Lamministratore delegato di Intred, Daniele Peli.


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attivato 36 centrali con infrastruttura proprietaria, che saliranno a 54 entro la fine dellanno, consentendoci cos di servire pi del 70 per cento dei potenziali clienti della provincia di Brescia con servizi innovativi e qualitativamente migliori. Tutto questo anche in conseguenza dei buoni risultati della sperimentazione effettuata lo scorso anno nei comuni di Villa Carcina, Sarezzo, Lumezzane e Gardone Valtrompia. Da questanno il progetto si completa allargandosi alla maggior parte dei comuni della provincia, partendo proprio dalla citt. E se si considera che i competitor hanno nomi come Fastweb, Telecom e Wind si pu meglio comprendere il peso specifico di un investimento che sfiora i due milioni di euro. La nostra strategia aggiunge la.d. di Intred quella di fare investimenti mirati sul territorio provinciale dove gi abbiamo cinquemila clienti business attivi e il nostro modo di lavorare conosciuto. Lobiettivo continuare a crescere offrendo servizi di telefonia e connettivit internet di qualit maggiore e a un costo decisamente concorrenziale. Entrare nelle case di Telecom, come sono anche chiamate le centrali telefoniche, vuol dire riuscire a dare un servizio di qualit superiore, essere pi competitivi sui costi precisa ancora Peli , gestire e risolvere in autonomia i possibili problemi riducendo drasticamente i tempi di intervento. Basta attese interminabili per poter parlare con un operatore dei call center che non rispondono mai, e che, quando lo fanno, immancabilmente ti deviano sul tecnico di turno mentre si vorrebbe semplicemente esporre

il problema. Uno dei punti di forza del nostro servizio ribadisce Peli proprio lassistenza, professionale e tempestiva, che riserviamo ad ogni singolo cliente. Ma c dellaltro. Da sempre la filosofia aziendale prevede che al centro del proprio servizio ci sia lesigenza del cliente e le sue richieste. Per noi precisa Daniele Peli la flessibilit si traduce nel fornire soluzioni personalizzate ai nostri utenti ma soprattutto nel seguirli nella loro evoluzione. Se lazienda cresce, siamo in grado di adeguare tempestivamente le soluzioni alle nuove esi-

genze. Una situazione che con sempre maggiore frequenza i nostri clienti ci stanno richiedendo , ad esempio, la certezza del collegamento ad internet. Intred in grado di garantire al 100 per cento, 24 ore su 24, la connettivit a internet grazie alle tecnologie alternative che pu offrire ai clienti. Accanto allinfrastruttura su cavo Intred dispone di una rete di ponti radio, per le connessioni wireless. Il mixare queste tecnologie garantisce al cliente la continuit operativa: in caso di guasto di una connessione, in maniera del tutto automatica, laltra entra in funzione e funge da linea di back up. Questo tipo di prestazione, per una certa tipologia di aziende, diventata sempre pi indispensabile. E se questo il presente, limmediato futuro per lazienda, che ha una sede in via Tamburini e una in via Creta, lo sviluppo ulteriore della fibra ottica. Quelli che oggi utilizzano le linee in fibra appartengono prevalentemente ad unarea business precisa lamministratore delegato di Intred , hanno esigenze di stabilit nella connessione e di avere la garanzia di una banda di trasmissione e di ricezione molto elevata per ospitare, ad esempio, server aziendali. Ad oggi abbiamo gi posto circa 20 chilometri di fibra ottica ma il nostro progetto, per il quale abbiamo stanziato un milione di euro, quello di raggiungere tutte le nove centrali di telecomunicazioni presenti in citt. Obiettivo: essere pronti per quando, a fronte di un sempre maggiore utilizzo di internet e di un crescente bisogno di velocit e potenza nella ricezione e trasmissione dati, il mercato chieder e pretender le fibre ottiche. Fino ad oggi precisa Peli gli utenti hanno avuto un certo bisogno di internet ma in un prossimo futuro, sar diverso. Noi abbiamo anticipato i tempi ed oggi vogliamo completare il progetto. Avere gi a disposizione la nostra fibra ottica e quindi una rete infrastrutturale importante, ci consente di garantire ai nostri utenti un servizio migliore e a costi molto pi convenienti. Dunque un duplice binario di investimenti per portare nella aziende bre-

sciane linee telefoniche e connessioni potenti e veloci e senza tralasciare i tradizionali servizi proposti, come il Voip (Voice over internet protocol) oppure lhousing e hosting erogati direttamente dai Datacenter di Intred e

ancora i servizi legati alla sicurezza della rete o i collegamenti wireless adottati da oltre trecento comuni tra i quali anche importanti citt come Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova, Sondrio e Milano.

CON EIR INTRED PORTA INTERNET VELOCE NELLE CASE DEI BRESCIANI
I servizi a marchio EIR sono gli ultimi nati in casa Intred ed con questi che lazienda bresciana entra per la prima volta nelle case di tutta la nostra provincia. I bresciani potranno quindi scegliere di comunicare e navigare in internet grazie ad unazienda del territorio in grado di mantenere con i propri clienti quella dimensione umana ormai persa nei call center dei big della telefonia nazionale. Dopo test assolutamente positivi in Valtrompia, dove i servizi di internet e telefono per casa sono stati apprezzati per la trasparenza e la variet dellofferta, lazienda bresciana ha deciso di estenderli a tutto il territorio della provincia. Una proposta che pu interessare sia chi vuole mantenere il proprio numero di telefono fisso, azzerando per il costo delle chiamate nazionali, sia chi desidera abbandonare la telefonia fissa puntando solo sul servizio Adsl. In questultimo caso possibile scegliere fra due velocit di connessione: la pi economica di 7 Mega e la pi performante con 20 Mega; mentre chi preferir il pacchetto completo, internet e telefono, godr della velocit di navigazione massima tecnicamente possibile. Indipendentemente dalle opzioni che saranno scelte, Eir consente per al cliente di liberarsi da costi improduttivi come il canone Telecom o il canone senza fonia (i dettagli sono disponibili sul sito (www.eir.net). Ma i vantaggi per chi si affida a Eir non sono solo economici. Dietro a un marchio giovane c infatti la garanzia di Intred che da sempre, per crescere, ha puntato sullinnovazione, sulla qualit del servizio e su unassistenza al cliente particolarmente professionale e tempestiva.

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LII

Made in Brescia

Terziario

LIII

LGH, la super multiutility dei servizi pubblici


Il gruppo fornisce gas, energia elettrica, teleriscaldamento, servizi ambientali Ict a circa 250 Comuni nelle province di Brescia, Cremona, Lodi e Pavia
bresciani la conoscono come Cogeme, la ex municipalizzata di Rovato, ma LGH (Linea Group Holding) molto di pi ed il frutto di un processo di aggregazione tra sei multiutility iniziato nel 2003. Oggi LGH una societ che governa, detenendo la totalit o la maggioranza delle quote, societ specializzate nellerogazione di servizi pubblici come la vendita e distribuzione di gas, la produzione e la distribuzione di energia elettrica, la cogenerazione e il teleriscaldamento, oltre al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti. Il Gruppo LGH quindi una multiutility che serve oltre 1 milione di abitanti, in circa 250 Comuni nelle province di Brescia, Cremona, Lodi e Pavia. LGH ricorda Franco Mazzini, presidente del Gruppo nata per fornire ai propri territori una risposta adeguata alle sfide del mercato dei servizi pubblici, sempre COGEME: AVANTI CON UNA NUOVA SQUADRA
Conti in ordine e un nuovo consiglio di amministrazione. Questo il risultato dellassemblea dei soci che ha approvato il bilancio di esercizio 2011 ed ha eletto a larga maggioranza il nuovo CdA della Cogeme. Oltre l88 per cento del capitale sociale ha infatti nominato alla guida della multiutility rovatese Dario Fogazzi, che sar affiancato da quattro consiglieri: Marco Bonandrini, Gianluca Delbarba, Mirco Guidetti ed Eugenio Taglietti. stato nominato, inoltre, anche il nuovo collegio sindacale presieduto da Ezio Codenotti, di cui sono membri effettivi Giovanna Prati e Jacopo Marchetti, membri supplenti Davide Pigoli e Mariarosa Maffetti.
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Impianto Biogas a Provaglio dIseo.

pi aperto ed europeo, e con lobiettivo di rispondere alle esigenze degli utenti: un unico operatore in grado di garantire differenti servizi ad elevata qualit e a prezzi competitivi. Un lavoro quotidiano che ha portato il Gruppo a consolidare la propria quota di mercato e ad acquisire una massa critica in grado di poter sviluppare adeguate economie di scala. Laggregazione che nel 2006 ha dato vita al gruppo LGH ribadisce il presidente ha permesso di valorizzare il patrimonio di know-how e relazioni che ciascun territorio ha sviluppato negli anni. La sfida oggi attrarre nuovi partner industriali e finanziari, consentire alle imprese del gruppo di essere competitive, garantire tariffe e prezzi di vendita pi vantaggiosi. Tutto a vantaggio dei cittadini che sono i destinatari delle attivit di LGH. Un tema fondamentale per i cittadini ricorda il presidente Mazzini la vicinanza, soprattutto in termini di servizio e assistenza, delle societ che erogano servizi di primaria importanza come quelli pubblici. Per questo LGH

garantisce la presenza di sportelli per il pubblico, personale tecnico in loco e la conoscenza del contesto in cui opera. LGH offre ai cittadini un legame di fiducia, prossimit, condivisione di obiettivi legati al contesto comune e attenzione alle ricadute sociali, ambientali, economiche delle scelte effettuate. Un punto di forza che LGH non ha voluto perdere anche perch erede di uno scenario dei servizi pubblici locali, storicamente caratterizzato da una forte frammentazione in piccole aziende e che stato profondamente trasformato dalle spinte ad una maggiore liberalizzazione emerse negli ultimi anni. Queste liberalizzazioni aggiunge Mazzini sono un fattore positivo di sviluppo e uno strumento utile alla crescita del Paese, oltre a rappresentare uninnovazione perch spingono verso una razionalizzazione organizzativa. Lapertura di nuovi mercati caratterizzati da una storia monopolistica, costituisce per le multiutility unopportunit di crescita organica. Il mercato aperto di gas ed elettricit d limpulso a nuovi investi-

menti, che generano opportunit anche per le aziende locali e i loro lavoratori. Un circolo virtuoso che LGH promuove e di cui beneficia lintero territorio. Ma per reggere le sfide di un libero mercato occorre continuare ad andare avanti ed per questo che a met del 2011 la societ del Gruppo che si occupava della vendita di gas naturale, Linea Pi, ha avviato anche la vendita di elettricit trasformandosi in un vero e proprio operatore dual fuel. Un passo in avanti importante per LGH, che ha portato a compimento il paniere dellofferta energetica del Gruppo spiega Mazzini . Stiamo inoltre attivamente lavorando in questi mesi per creare una societ capace di dare al territorio innovativi servizi di telecomunicazioni e ICT. Lidea partire dalla positiva esperienza maturata da due societ del Gruppo: Lineacom (Cogeme Informatica e Pavia Network) e Aemcom per dare vita a un operatore del Sud Lombardia capace anche di farsi carico dei problemi di digital divide (mancanza di infrastrutture tecnologiche, ndr.) di cui alcuni nostri territori ancora soffrono. Confermata quindi la strada degli inve-

stimenti considerati come motore della crescita cos come grande attenzione posta al settore delle energie rinnovabili. Il comparto delle rinnovabili precisa il presidente di LGH sembra oggi vivere un grande trend di sviluppo e certamente va considerato con molta attenzione allinterno di un sistema complessivo che crei le migliori sinergie tra ambiente, produzione di energia, gestione dei rifiuti e servizio ai cittadini. La nostra attenzione su queste tematiche da sempre molto alta. Un investimento in questa direzione il progetto dellimpianto a biomasse a Rodengo Saiano (Bs) con una potenzialit di produzione di energia di 1 megawatt elettrico. In un ciclo completo di recupero, limpianto a biomasse legnose ricever il verde proveniente dalle attivit di manutenzione dei parchi/giardini e dalla raccolta del verde di isole ecologiche del territorio. Il tutto, ancora una volta, a vantaggio dei cittadini, che ringraziano. Siamo molto soddisfatti aggiunge con orgoglio il presidente dei risultati di un recente sondaggio sul gradimento dei nostri servizi espresso degli utenti che evidenzia percentuali superiori agli standard

Il presidente del Gruppo LGH Franco Mazzini.

GRUPPO LGH
IL BILANCIO CONSOLIDATO (dati in milioni di euro)

2011 RICAVI EBITDA EBIT UTILE PER I SOCI LA STORIA DEL GRUPPO
Tutto iniziato nel 2003 a seguito dellidea di costituire, tra municipalizzate, una societ (Linea Group) che sostanzialmente si occupasse dellacquisto e vendita di gas. Nel dicembre dello stesso anno, tra le sei multiutility espressione dei rispettivi territori (AEM Cremona, Cogeme Rovato, ASM Pavia, Astem Lodi, TEA Mantova e SCS Crema) fu sottoscritto un protocollo dintesa per predisporre uno studio di prefattibilit di aggregazione con lobiettivo di individuare linee strategiche e piano industriale. LGH diventa operativa nel luglio 2006 con la firma dellaccordo strategico per il conferimento delle societ gestionali, e delle loro controllate/partecipate

Variazione VS 2010 +6,2 +7,8 +2 invariato

568 108,2 49 10

nazionali e in costante miglioramento. Anche il call center Linea Pi risultato al primo posto a livello nazionale. Inoltre LGH pu vantare pi del 40% dei rifiuti solidi urbani, trattati e avviati a riciclaggio e recupero con punte, per la raccolta differenziata, superiori al 70%. Tutto questo ha portato il Gruppo LGH ad essere un soggetto industriale di primo piano nel contesto italiano. Landamento della societ negli anni stato molto positivo conclude il presidente del Gruppo perch abbiamo sempre cercato di conciliare le sfide del mercato, la creazione di lavoro, nuovi servizi, soluzioni per i cittadini e la pubblica amministrazione dedicando una particolare attenzione allorganizzazione interna. Con un obiettivo chiaro: costruire e diffondere valore anche a livello locale e competere a livello nazionale, ponendoci come orizzonte lo sviluppo e la solidit industriale. E aver restituito ai soci/ Comuni 10 milioni di euro, nonostante un contesto di mercato sempre pi difficile, sicuramente un segnale positivo.

da parte delle ex municipalizzate delle diverse province, alla holding. Negli anni successivi si punta a rafforzare il processo di integrazione e rafforzamento della holding e nel 2008 si arriva alladozione di un modello organizzativo per business units che ha come fulcro lefficacia operativa e il raggiungimento e valorizzazione delle sinergie. Nel 2010-2011 la holding oggetto di un processo di patrimonializzazione mediante il conferimento di asset da parte delle societ Aem Cremona, Astem Lodi e Cogeme Rovato, ASM Pavia. Una scelta che ha consentito a LGH un ulteriore salto dimensionale e un incremento significativo della solidit del Gruppo.
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LIV

Made in Brescia

Terziario

LV

Ovdamatic: esperienza e servizio al top

Leader sul mercato della ristorazione automatica presso aziende, uffici, scuola, sanit, fitness & wellness, lazienda di via Bormioli ha fatto dellassistenza ai clienti uno dei suoi fiori allocchiello
n padre, un figlio, alcuni soci storici e unazienda leader nel settore: questo oggi la Ovdamatic, nata nel 1974 dal lavoro dellinstancabile Giorgio Turotti, il fondatore, con lamico Gianni Piscioli, forte di una ventennale esperienza da dirigente della Faema, la prima azienda in Italia a produrre macchine da bar. Quando decise di mettersi in proprio dalla Faema, Turotti che ancor oggi si presenta in ufficio tutta la settimana divenne gestore della Ovda, Organizzazione Vendita Distributori Automatici, assieme al socio Gianni Piscioli, concessionario del Caff del Moro. Il mio vantaggio era che avevo una visione meno tecnica e pi manageriale, che mi ha permesso di capire che a quellepoca il settore era in grande sviluppo, racconta Turotti. Nel 1991 Ovda si fonde con la Dimatic, entrano in societ i fratelli Cavalli, dando origine allattuale Ovdamatic, che nel 1996 visse la svolta generazionale con lingresso nel Consiglio di Amministrazione del figlio Pierpaolo. Un passaggio andato benissimo garantisce il figlio, che ha seguito le orme del padre . Certo, anchio da ragazzino avevo un sogno, che era quello di proseguire nellequitazione. Ma crescendo, ho fatto i conti con il mio futuro, scegliendo di investire la mia vita nella creazione di mio padre. La sinergia tra prima e seconda generazione ha dato frutti eccellenti: ognuno ha portato le proprie potenzialit, coniugando cos esperienza e innovazione, che nel tempo si sono rivelati i punti di forza. La struttura di Ovdamatic ha continuato a svilupparsi, tramite lampliamento dellorganizzazione, la formazione del personale e il perfezionamento della tecnologia. Per Ovdamatic le risorse umane sono risorse aziendali spiegano i Turotti . Abbiamo quindi investito nella preparazione del personale e dei collaboratori, perch unazienda ha bisogno di teste pensanti e non solo di esecutori. In questottica stato potenziato il settore commerciale, storicamente diretto da Giorgio Barozzi, con linserimento di figure professionali laureate e qualificate. Un altro ambito su cui abbiamo puntato il potenziamento del magazzino, nel quale ubicata anche una cella frigorifera indispensabile per la gestione della catena del freddo. Gi ampi spazi ci permettono un adeguato stoccaggio delle merci cos come lautorimessa permette il ricovero dei furgoni al coperto; ci garantisce che i prodotti non subiscano surriscaldaI NUMERI DEL SUCCESSO
Unazienda con 38 anni di attivit, oltre 100 addetti, 8.500 clienti serviti nelle province di Brescia, Cremona, Bergamo, Mantova, per oltre 150mila bevande servite ogni giorno. Acquamatic e Doblone Srl sono societ collegate a Ovdamatic: la prima dedicata allinstallazione di colonnine di acqua di varie dimensioni e capacit; la seconda opera come contact center, offrendo servizi come assistenza telefonica, gestione numeri verdi, acquisizione clienti, recupero crediti. La sede unica di Ovdamatic in via Bormioli, a SantEufemia, Brescia, si sviluppa su unarea di 4.500 mq, con un magazzino alimentare di 1.100, un magazzino distributori e ricambi di 400 e un garage coperto per gli automezzi di 1.000 mq, che permette di salvaguardare il carico dei prodotti sui furgoni in sosta in periodo di non utilizzo, evitando possibili shock termici delle merci. Questi i numeri che fanno di Ovdamatic lazienda leader sul mercato della ristorazione automatica presso aziende, uffici, scuola, sanit, fitness & wellness. Lorganizzazione interna che si articola su una forza lavoro di oltre 100 addetti, suddivisi nelle aree commerciale, amministrativa, magazzino, tecnica e produzione (addetti al rifornimento) pone grande attenzione alle necessit del cliente, la cui soddisfazione al centro della formazione e organizzazione del personale. Il sistema di gestione per la qualit certificato dal Csi Cert dal luglio 1999, a fronte della legge allora in vigore oggi sostituita dalla Uni En Iso 9001:2008. Dal punto di vista delligiene alimentare, conformemente alle linee guida predisposte da Confida, lazienda si dotata di un sistema di autocontrollo Haccp

mento o congelamento. Ma nel settore dellinformatizzazione che Ovdamatic ha fatto passi da gigante: Utilizziamo il gestionale Vega di Digisoft, che lavora sinergicamente con la parte contabile, e abbiamo un responsabile dellarea informatica che si occupa di risolvere tutte le complessit legate allutilizzo del sistema gestionale, palmari, rete intranet eccetera. In ogni momento siamo in grado di sapere che cosa sta facendo una delle nostre macchine di distribuzione. Il sistema di telemetria permette la gestione diagnostica dei distributori, con un monitoraggio a distanza delle apparecchiature: cos i tecnici possono intervenire in tempo reale per la risoluzione dei guasti elettronici. Alla telemetria affiancato un protocollo di assistenza che prevede un tagliando periodico per ogni distributore che

Giorgio Turotti e il figlio Pierpaolo.

scatta oltre le 5.000 erogazioni e che implica la sostituzione dei pezzi soggetti a usura e il ripristino delle tarature e delle configurazioni, come avviene per i tagliandi delle automobili. LASSISTENZA AI CLIENTI Insomma, lassistenza alla clientela uno dei fiori allocchiello di Ovdamatic. La presenza di tecnici esterni che coprono capillarmente il territorio su cui lazienda opera commercialmente consente interventi immediati a garanzia dellefficienza del servizio erogato, sia con la manutenzione sia con leventuale sostituzione del distributore in caso di problematiche di maggiore entit. Il tipo di assistenza garantita riguarda la manutenzione preventiva ordinaria e la manutenzione straordinaria, necessarie per il corretto funzionamento di tutti i distributori automatici e naturalmente la preparazione dei distributori per le nuove installazioni. Larea tecnica fornisce inoltre assistenza telefonica ai clienti, qualora si rendesse necessaria, in attesa dellarrivo dellincaricato. Laddetto al rifornimento effettua ricognizioni dei

distributori installati e un numero di rifornimenti in funzione delleffettivo consumo riscontrato. Per tutte le informazioni ed esigenze attivo il centralino Ovdamatic. Dal luned al sabato anche aperto il negozio interno alla sede di via Bormioli, dove possibile provare i prodotti e vedere direttamente le potenzialit dei distributori, in particolare quelli di ultima generazione. Da gennaio 2010 attivo anche il primo bar automatico di Brescia, in via San Faustino 1/D: il progetto prevedeva linstallazione di 5 negozi presso le mura di accesso al centro storico, ma sono sorti dei problemi politicoamministrativi che hanno portato alla sospensione del progetto, lasciando come unico esempio quello di via San Faustino. OVDA NATURAL POINT, LA SCELTA IN PI Ovda Natural Point il prodotto del futuro su cui lazienda scommette: infatti oggi pi che mai, il ruolo di soggetto economico attento al sociale non pu non portare a selezionare un menu di prodotti adatti alla com-

mercializzazione tramite distributori automatici, che si caratterizzano per il basso consumo calorico e per avere profili nutrizionali favorevoli alla salute. Ovda Natural Point tutto questo: un progetto dedicato a tutti coloro che hanno particolari necessit e desideri specifici, poich Ovdamatic propone prodotti del territorio e prodotti della dieta mediterranea. Il progetto nato nellambito del programma interministeriale del 2007 Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari, promosso dai ministeri della Salute, dellIstruzione e delle Politiche Agricole. stato quindi sottoscritto un protocollo dintesa con le associazioni della filiera alimentare, volto a sostenere strategie per promuovere un aumento dei consumi di prodotti freschi a valenza salutista, compresa una migliore e pi ampia offerta nel settore della distribuzione automatica. Lidea quella di far vivere la pausa ristoro come un momento in cui prendersi cura di se stessi, scegliendo tra una serie di alimenti spesso assenti dai bar. Ovdamatic offre lopportunit di consumare snack dolci o salati con profili nutrizionali favorevoli alla salute: ecco quindi una vasta gamma di prodotti light, senza glutine, biologici, freschi, equo e solidali e a chilometro zero. IL RUOLO DI CONFIDA Un impegno condiviso da Confida, lAssociazione nazionale di distribuzione automatica di cui Ovdamatic parte, con Pierpaolo Turotti nel direttivo nazionale. Costituita nel 1979 per rappresentare i diversi comparti merceologici dellintera filiera della distribuzione automatica di alimenti e bevande, oggi associa oltre 500 imprese. Crediamo fermamente nel ruolo di Confida a favore del settore spiegano i Turotti . Abbiamo sempre partecipato alla vita associativa, non nellottica di occupare poltrone ma per spirito di servizio. una delle poche associazioni di settore in cui collaborano tutti i diversi soggetti della filiera: fabbricanti, produttori, gestori, societ di servizi.
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LVI

Made in Brescia

Terziario

LVII

Prem1er: turn your potential into a passion!


LHuman Asset Management: misura sempre pi anti-crisi, strumento per il futuro delleconomia
arlare con loro di formulari motivazionali, moduli per leader vincenti e know-how di tipo passepartout impossibile. Perch Emanuela Gastaldi e Carlotta Cardani madre e figlia, rispettivamente managing director e H.R. consultant di Prem1er, realt di spicco nellhuman asset management hanno unidea totalmente diversa, rispetto allopinione comunemente diffusa, per diventare dei numeri uno, fuori e dentro unazienda. Tra le rassicuranti mura di Prem1er, dove si respira affiatamento e distensione, e le cosiddette risorse umane sono lalfa e lomega di ogni procedura, abbiamo iniziato a comprendere la filosofia della societ cos, a colpi di battute, pensando che apprendere i punti chiave sui quali insistere per emergere, nellattuale contesto economico, fosse cosa facile. Mi astengo dal dare delle linee guida, e ne diffido molto: non esistono formulari, ogni caso va analizzato ci risponde invece Emanuela Gastaldi . I classici 10 consigli per affrontare il colloquio fanno rabbrividire... non credo sia lapproccio giusto, e mi sembrano anzi in contrasto con le esigenze attuali. Far venire a galla la singolarit, la tipicit dognuno di noi, il tema della diversity, insomma, letto nella sua pi ampia accezione, una delle premure principali per Prem1er, convinta che se unazienda, allinterno della sua organizzazione, ha tante diversit ma le sa linkare, coniugare, mettere in connessione, crea molto valore perch linnovazione parte proprio da questo. LA STORIA DI PEM1ER, UNA SCOMMESSA VINCENTE Permier una societ nata nel 1990, oggi compie dunque 22 anni, ed ha ormai una presenza consolidata sul nostro
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territorio; nasce da un gruppo di professionisti che decidono di rappresentare un importante mercato industriale e produttivo, e di spostarsi da Milano a Brescia, scommettendo e rischiando un po. Da sempre il loro focus sono le risorse umane, con interventi nel campo della ricerca e selezione, della formazione e della consulenza organizzativa. Nel corso degli anni racconta lamministratore delegato abbiamo cercato di coniugare proposte fortemente allineate al sostegno delle politiche di sviluppo aziendale, e questo transita proprio attraverso le risorse umane, con una conoscenza sia dellelemento persona in tutte le sue espressioni, personali e professionali, sia dellorganizzazione, poich oguna ha la propria storia, identit e cultura. Lunione, lintegrazione di questi due piani di conoscenze genera valore e successo. Successo di cui Prem1er stessa fa tesoro, perch il traguardo raggiunto da altri la sua stessa vittoria. LO SPIRITO DELLA SOCIET La filosofia di Prem1er ben riassunta nel motto: Affianchiamo le aziende con un obiettivo in testa, guardare avanti!. Lavorare in unottica prospettica, cercare quindi di dare risposte al bisogno contingente con unaspettativa di sviluppo futuro la mira di una realt che parte dal problem solving per andare lontano. Valutare le competenze trasversali, il potenziale, in modo che diventi un capitale da sviluppare, basilare, poich, continua Gastaldi, la velocit del cambiamento, delle trasformazioni in atto sui piani economici e sociali necessitano che le persone esprimano la capacit dessere agenti attivi del cambiamento. I mezzi di lavoro di Prem1er sono composti da strumenti di valutazione appar-

tenenti al loro mondo di riferimento, ma attingono anche al comparto dei tool aziendali: dopo anni desperienza, infatti, aprir un nuovo sito aziendale con unampia parte dedicata al web assessment, passo cruciale nella valutazione delle risorse. Con un risparmio economico, di tempo e comodit per le aziende, esso consente di analizzare gruppi o singoli in remoto e risorse in sedi secondarie, innescando un sistema di gestione utile a livello di costo/contenuto. Non banale chiedersi, oggi, perch affidarsi a dei professionisti dellhuman asset management. Emanuela Gastaldi, tuttavia, ha la risposta pronta: Il capitale umano risultato una leva fondamentale per sostenere e affrontare questa crisi: saper valutare la quantit e la qualit di questo patrimonio nelle aziende un aspetto strategico, anche per il reclutamento. Che, scopriamo, resta un punto dolente, nonostante lalto tasso di disoccupazione faccia pensare ci siano molte persone disponibili. Stiamo assistendo spiega il managing director ad una contrazione della mobilit per paura di cambiare: il sistema d molti segnali di discontinuit, non solo per i giovani, visto che anche profili professionali consolidati assumono atteggiamenti conservativi. Uno spaccato diverso, quindi, da quello che si pu immaginare, sul quale Prem1er lavora assicurando che il classico pensiero per quanto possa essere interessante la nuova opportunit e critica la mia situazione, la conosco e la gestisco. LINTERESSE PER LE NUOVE LEVE Infatti, la societ guarda con un occhio di riguardo proprio a coloro i quali incarnano la novit, i giovani, che non sono affatto la generazione perduta,

come si sente dire, ma la speranza di un cambiamento imprescindibile. Perm1er, tramite contatti con i canali istituzionali di enti e universit, li segue dal periodo dello studio, osservando con attenzione gli ambienti e i contesti, partecipando a workshop, costruendo interventi sul mondo del lavoro, spiegando come si devono approcciare, come costruire un progetto professionale. Ascoltiamo molto le loro visioni, spesso confuse, cariche di emotivit negativa (paura, incertezza, timore...) racconta Carlotta Cardani, una laurea in Filosofia della Mente, una specializzazione in Neuroscienze Cognitive e tanta esperienza nel laboratorio comunicazionale ; rileviamo che ci sono ragazzi veramente in gamba, che avrebbero bisogno di avere un rapporto pi stretto con il mondo del lavoro per capire come utilizzare al meglio la conoscenza costruita in cinque anni di studio. La societ stila dei progetti di valutazione per linserimento nel mondo del lavoro, sia come primo approccio, sia dopo 6-7 mesi doccupazione, con la finalit della selezione ma soprattutto della valutazione dei percorsi di sviluppo e perfezionamento, per costruire una professionalit che nel tempo cresca e sia di soddisfazione, tanto per lindividuo quanto per lazienda. Prem1er ha unet in cui in-

contra persone che ha valutato 20 anni fa precisa Gastaldi , ragazzi che ora sono amministratori delegati, o direttori generali: questa per noi una grande soddisfazione!. E se proprio dovessero dare un consiglio ai giovani, madre e figlia non hanno dubbi: scoprire il proprio orientamento attraverso attivit di tirocinio e stage, molto richieste attualmente dalle imprese ed efficaci per scoprire le proprie passioni. LO SGUARDO ESTERO Per mantenere il carattere di una societ osservatrice, lazienda di via San Zeno ha avviato da alcuni anni la branca internazionale. Lavoriamo con un partner in Cina racconta Cardani , a Shanghai, proponendo un piano ideale, un modello per le pmi in cui offriamo una serie di servizi, supporti, strumenti, affinch possano direttamente avvicinarsi al mondo del mercato orientale con un investimento equilibrato, allineato ai propri budget. Decidere poi eventualmente delle azioni di sviluppo, dallo start-up come unit produttiva o commerciale, allindividuazione di risorse umane figure professionali cinesi che noi gestiamo in termini di contrattualistica fiscale e amministrativa un passo da fare serenamente, accompagnati. Prem1er, al riguardo, ha seguito proget-

ti interessanti sia per aziende bresciane che italiane in generale, convinta che la Cina sia passata dallessere un polo attrattivo per la delocalizzazione della produzione a un mercato che non si pu ignorare per le sue grandi potenzialit merceologiche. Dalla struttura help desk, alle indagini di marketing, alla selezione del personale, ai vari start-up, appunto, comprensivi di tutta lassistenza necessaria: questi sono i servizi offerti in Oriente dalla societ, la quale opera agevolmente anche in Europa, tramite una rete di professionisti. Austria, Spagna, Germania ed in particolare i Paesi Balcani, Perm1er sta implementando il proprio progetto dinternazionalizzazione, consapevole che la presenza capillare sul posto fondamentale per conoscerne il mercato locale. LA FORMAZIONE: UN MOMENTO DI CRESCITA Svolta prettamente sul suolo nazionale, la formazione proposta da Prem1er segue un iter elastico, come impone la sua impronta alla diversit: da un paio di giorni ad un anno, i progetti della societ si svolgono secondo due modalit diverse. La formazione a progetto parte dallanalisi delle necessit dellazienda, per poi delineare, appunto, lintervento ed erogarlo, mentre la metodologia di team coaching, o group coaching, molto in voga, prevede che le conoscenze e le abilit da sviluppare vengano esplose nellambito di un progetto pilota inerente allazienda: in pratica, si svolgono delle sessioni formative con un gruppo per sviluppare lidea di base, che pu anche essere, per esempio, lideazione di un prodotto (dalla definizione delle caratteristiche, allindustrializzazione, allengineering, il budget, gli aspetti qualitativi e la presentazione finale). Altra tecnica, sempre pi usata nel coaching commenta lhuman resources consulting lexecutive coaching, un approccio che segue la persona, avviando un piano di miglioramento mirato sulle necessit, sui bisogni e sugli obiettivi da raggiungere come singolo. Tutti i nostri coach sono certificati ICF (International Coach Federation): necessario fare un esame ed essere accreditati.
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Carlotta Cardani.

Emanuela Gastaldi.

LVIII

Made in Brescia

Terziario

LIX

Synlab, servizi diagnostici al top per qualit e velocit


Affidabilit, velocit e alta qualit delle prestazioni. Sono le chiavi del successo dellazienda che da oltre 30 anni svolge attivit di laboratorio di analisi e service di laboratorio in Italia e allestero
diverse esigenze in campo diagnostico. La costante attenzione nei confronti della qualit, testimoniata dalle diverse certificazioni ottenute, caratterizza un percorso di attivit che dura da oltre 30 anni. Le attivit di laboratorio e service di laboratorio richiedono elevate competenze, efficienza e precisione per garantire affidabilit e velocit nelle diagnosi. Sono due le tipologie di attivit che ci contraddistinguono spiega Gianolli : da un lato gli esami di routine, altamente automatizzate, che si possono permettere solo laboratori, come i nostri, che hanno gi uno sviluppo consistente. Dallaltro gli esami di specialistica, dove fondamentale la componente umana che esegue lesame, e questo ci che crea il reale valore aggiunto di un servizio. Synlab si da sempre distinto in primordine nel territorio e poi, via via crescendo, in tutta Italia e in Europa per la propria seriet e affidabilit: Il successo di questa azienda fortemente legato allo spirito di squadra che ne caratterizza

no start up strutturato: con questo ossimoro Giovanni Gianolli, chief executive officer di Synlab Italia (gi Centro Analisi A. Fleming), descrive la situazione del ramo italiano del grande network mondiale originatosi dal gruppo tedesco leader nei settori diagnostici di laboratorio. Start up in quanto, seppur attivo nel mercato italiano dal 2010, da questanno che operativo al cento per cento; strutturato perch forte di unesperienza trentennale: questo laspetto pi stimolante del mio lavoro, valuta Gianolli, che in Synlab Italia entrato ufficialmente nel gennaio 2011 arrivando da Gnrale de Sant, che possedeva FlemingLabs. Conoscevo gi bene lazienda, le strategie di crescita e le possibilit di svilupparsi sul mercato italiano: questo stato certamente un vantaggio. In poco tempo siamo diventati leader nel settore e pronti ad espanderci puntando su una crescita

organica del 5 per cento lanno. Synlab Italia svolge attivit di laboratorio di analisi e service di laboratorio in Italia per strutture sanitarie pubbliche e private, laboratori e case di cura con lobiettivo di fornire un servizio completo capace di soddisfare le pi

lattivit e che anima tutti i collaboratori. Competenza, alto profilo professionale, costante aggiornamento sono tratti distintivi di uno staff che fa del lavoro di squadra il proprio punto di partenza. Il punto di forza forse maggiore che Synlab non fornisce referti bens risposte cliniche: un team di esperti e biologi specializzati nelle diverse discipline alle quali gli esami di laboratorio si riferiscono a disposizione del medico presso cui in cura il paziente, in modo da poter fornire, telefonicamente e in tempo reale, una consulenza affidabile e precisa sugli aspetti clinici e terapeutici del referto ottenuto. Un servizio in pi, spesso non percepito dallutenza, perch consiste in un rapporto tra medico di base e nostri specialisti spiega ancora Gianolli . Certi esami particolari non sono immediatamente interpretabili dal medico di base, al quale noi offriamo supporto scientifico. Questo uno dei nostri fiori allocchiello. Altro punto di forza la tempistica. Non solo tempi di attesa minimi per effettuare il prelievo: stiamo cercando di refertare tutto ci che possibile in meno di 24 ore, anche

FLEMINGLABS LE TAPPE DELLO SVILUPPO


Synlab Italia nasce a Brescia nel 1973 come laboratorio di analisi cliniche. Dal 1990, con il marchio FlemingLabs avvia lo sviluppo di attivit di service di laboratorio, intesa come leffettuazione di analisi cliniche per strutture sanitarie quali laboratori, istituti di cura privati e ospedali pubblici. Nel 1998 ottiene la Certificazione Iso, mentre nel 2003 ottiene la certificazione Uni En Iso 9001/2000 come gruppo FlemingLabs. Nel 2010 Il Centro Analisi A. Fleming entra a far parte del gruppo Synlab, uno dei pi importanti gruppi di laboratori di analisi in Europa, e tra i leader di mercato in Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Svizzera e Slovacchia. Oggi Synlab presente con nel mondo con 260 sedi in 20 Paesi, con oltre 5.500 addetti e 300 milioni di analisi effettuate e un fatturato che nel 2011 stato pari a circa 580 milioni di euro.

se questo non possibile per tutti gli esami. Il referto, su richiesta, poi disponibile online. Lorganizzazione logistica conta su oltre 50 automezzi, trasporti refrigerati ottimizzati per materiali biologici, comunicazioni dirette fra gli automezzi e i laboratori e rotazioni giornaliere pianificate. Lattivit di service soddisfa le richieste dei clienti tutto lanno per sei giorni la settimana. Synlab Italia accreditato con il Sistema sanitario regionale lombardo e a contratto con la Asl di Brescia dal 1999. Per scelta del cittadino quindi ogni esame di laboratorio pu essere eseguito in convenzione Ssr o privatamente, in regime di libera

professione, secondo tariffe prefissate dallazienda, senza la necessit della prescrizione medica. SERVIZI SEMPRE PI MIRATI Per il futuro lobiettivo di costruire laboratori in ogni regione italiana, anche se c troppa burocrazia che crea intoppi che allungano notevolmente i tempi, lamenta Gianolli, il quale tuttavia ha in mente di raggiungere presto un ambizioso traguardo: offrire nuove tipologie di esami. In particolare, in questo momento il nostro direttore medico, il dottor Roberto Colombo, sta lavorando nel settore della prevenzione oncologica femminile e in quello dellapparato gastrointestinale. Per questultimo ambito di ricerca si sta studiando una malattia codificata recentemente, la gluten sensitivity, causata da intolleranza al glutine seppur a livelli non estremi come nel caso della celiachia. Synlab ha presentato alluniversit di Napoli un protocollo per riuscire a progettare una serie di analisi che diagnostichino la gluten sensitivity, una batteria di test che vorremmo fosse disponibile gi dal prossimo anno. Insomma Synlab non si adagia certo sugli allori e ogni giorno si attiva per adeguare le sue strutture alle nuove tecnologie informatiche, con servizi online di consultazione dei referti, prenotazione delle analisi, relazioni con i medici di base e firma digitale, miglioramento dei processi interni e della tempistica di acquisizione dei campioni biologici, nonch valorizzazione e crescita professionale delle risorse umane attraverso programmi di formazione e aggiornamento allavanguardia.
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SYNLAB BRESCIA
Il laboratorio di Brescia, conosciuto in passato come FlemingLabs, esegue oltre 6,5 milioni di esami lanno, di cui oltre la met effettuati nellambito del service di laboratorio per oltre 800 clienti, costituiti da altri laboratori privati o di analisi cliniche di ospedali collocati sullintero territorio nazionale. I punti prelievo sono 23 ubicati in tutta la provincia. Synlab Brescia un laboratorio specializzato in allergologia, anatomia patologica, biochimica, biologia molecolare, istologia e citologia, immunometria, ematologia, farmacologia e conferma droghe, tossicologia e fertilit.

SYNLAB ITALIA: I NUMERI DEL NETWORK


Synlab Italia vanta oltre 80 punti prelievo, distribuiti capillarmente nelle province di Milano, Brescia, Como, Lecco, Bergamo e Monza. Recentemente sono entrati nel network anche due laboratori di Verona e Firenze. Synlab serve oltre 800 strutture sanitarie, esegue 10 milioni di esami di media lanno e oltre 8.500 accettazioni giornaliere in media, con un organico che comprende oltre 600 addetti. In Italia il fatturato del 2011 stato di circa 60 milioni di euro.

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Made in Brescia

Terziario

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UBI-Banco di Brescia, la banca dei bresciani


La profonda conoscenza del territorio, il credito alle imprese, la responsabilit sociale sono tra i caratteri distintivi di questa banca, erede delle storiche Banca San Paolo e CAB, oggi guidata da Roberto Tonizzo

istituto di credito che fa della tradizione e della vicinanza al territorio il proprio futuro. La forza dalle radici. Questo uno dei tanti slogan del Banco di Brescia, tutti volti a sottolinearne il radicamento alla propria terra, cui intimamente legato da una storia ultracentenaria. Perch, sebbene il marchio della banca risalga al 1999, le origini del Banco di Brescia riportano alla fine dell800, agli anni dei memorabili istituti di credito che, fondendosi, gli diedero vita: Banca San Paolo e CAB (Credito Agrario Bresciano). Con 342 sportelli, 10 Corporate Banking Unit, 7 Centri Estero e 7 Private Banking Unit localizzati nel nord Italia (Lombardia, Veneto, TrentinoAlto Adige, Friuli Venezia Giulia) e nel Lazio, nonch circa 2.600 dipendenti, il Banco di Brescia oggi una realt di primo piano nel mercato italiano del credito, leader nella provincia di Brescia, il cui patrimonio locale conta ol-

Il direttore generaledel Banco di Brescia, Roberto Tonizzo.

tre 570mila clienti. Dal 1 aprile 2007, la banca entra a far parte del Gruppo UBI Banca (Unione di Banche Italiane), nato dalla fusione di BPU Banca e Banca Lombarda e Piemontese: il gruppo al primo posto sul podio delle banche popolari, e vanta presidi anche in Asia, America Latina ed Europa.

Da Shanghai a San Paolo, da Nizza a Cracovia, da Mosca a Lussemburgo, UBI si muove su scala internazionale a supporto dellattivit della clientela domestica. Di tutto questo parliamo, nella sede dello storico Palazzo Martinengo Villagana in corso Martiri della Libert, a Brescia, con il direttore generale del Banco di Brescia, Roberto Tonizzo, il quale ci spiega subito come si sposano una tradizione di cos lunga data, la fedelt alla propria terra, con le spinte sempre pi centrifughe del mercato: La forza del Banco di Brescia nasce dalla profonda conoscenza del territorio, in cui trova le sue radici e dove opera, con una capacit distintiva di interpretare, servire e favorire lo sviluppo delle economie locali. La nostra tradizione non testimonianza di un passato remoto, n una forza che alimenta un cieco localismo, anzi ci consente di vivere la globalizzazione come unopportunit e non una minaccia. Brescia, lo sappiamo, vanta una solida

vocazione imprenditoriale e una forte propensione al risparmio, nonch eccellenze conosciute in tutto il mondo. Una terra laboriosa, ricca di storia e di cultura, di risorse, capacit e aziende che hanno prosperato non solo grazie alla passione, alla determinazione e alla fatica dei loro timonieri, ma anche grazie al sostegno del Banco di Brescia, in un virtuoso legame che da sempre lega le sorti di questa banca, erede delle storiche Banca San Paolo e CAB, a quelle delle aziende, poich sottolinea il direttore non esiste la banca senza limpresa, n limpresa senza la banca. LA MISSION: TUTELA DEL RISPARMIO ED EROGAZIONE DEL CREDITO La mission del Banco di Brescia, infatti, resta quella di raccogliere risorse sul territorio, per impiegarle sullo stesso territorio, destinandole quindi alleconomia reale, erogando credito nel rispetto della qualit dello stesso. In poche parole: tutela del risparmio ed erogazione del credito, unattivit che influisce in modo determinante sulla crescita economica e sociale della co-

LE DIREZIONI TERRITORIALI E I TERRITORI DI RIFERIMENTO


- BRESCIA CITT - BRESCIA OVEST
Valtrompia Franciacorta Valle Camonica Bergamo

munit bresciana. Dare credito alle imprese il nostro mestiere ribadisce Tonizzo e ci significa impegnarsi a creare un futuro al territorio e alle comunit, in special modo nellattuale scenario economico finanziario che mette a dura prova anche le banche, chiamate a fronteggiare nuovi e pi restrittivi vincoli patrimoniali, la crisi di liquidit del sistema ed un crescente costo del credito. In questo contesto il Banco di Brescia continua a fare la sua parte sottolinea Tonizzo per dare risposta alle imprese che hanno bisogno di liquidit, riequilibrio finanziario, investimenti. E di continuare a scommettere sul futuro. In questo senso, sono numerose le iniziative intraprese dalla banca con il mondo associativo e le primarie realt bresciane: dalle moratorie, agli accordi con enti di garanzia (confidi) e con le organizzazioni di categoria, per favorire laccesso al credito, nonch i recenti progetti di finanza strutturati che concentrano sul territorio la raccolta di risparmio e le operazioni dimpiego. Insomma, una serie di interventi concreti e mirati per non far mancare lossigeno alle aziende. In tutto ci, listituto favorito da una filiera decisionale corta ed efficiente, che si basa su direzioni territoriali guidate da professionisti che ben conoscono il territorio, a cui sono delegate importanti facolt creditizie e commerciali. II CORE BUSINESS: IL RAPPORTO DIRETTO CON LA CLIENTELA Si pu dire a pieno titolo che il core business del Banco di Brescia stia nei rapporti diretti con la clientela: banca commerciale solida che concentra la sua attivit nella relazione con il cliente, il Banco fa del contatto diretto e stabile la chiave di volta di un approccio fortemente consulenziale, atto a definire soluzioni realizzate su misura, per ogni esigenza. Una banca che sa guardare lontano investendo sulle qualit professionali dei suoi dipendenti (1.300 occupati a Brescia), risorsa prima ed insostituibile, perch i valori che fanno la storia

del Banco di Brescia si esprimano nella quotidianit di chi lavora nellIstituto. Quindi investimenti sul personale, sulla rete commerciale e sullo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, per poter essere sempre allavanguardia e rispondere meglio alle esigenze della clientela, combinando le profonde competenze sviluppate sul territorio alla capacit di rinnovarsi continuamente, seguendo le dinamiche di ogni singola collettivit. LA RESPONSABILIT SOCIALE Il Banco di Brescia fortemente radicato nella comunit, con cui condivide valori, principi, interessi, obiettivi e considera la responsabilit sociale un tratto distintivo del suo modo di fare banca al servizio delle famiglie, delle imprese e delle organizzazioni sociali del territorio. Difatti, la banca ha di recente lanciato i Social Bond, uno strumento finanziario innovativo che ha consentito allistituto di credito di devolvere parte dellimporto collocato a sostegno di progetti che favoriscono lo sviluppo delleconomia del bene comune, con particolare riguardo a realt imprenditoriali significative che generano valore sociale. Il Codice Etico che abbiamo adottato spiega il direttore Roberto Tonizzo fissa valori e principi forti e condivisi, su cui si fonda lorientamento alla responsabilit sociale, declinata nelle strategie di impresa per renderla fonte di innovazione, reputazione e competitivit. Lattenzione che la Banca rivolge al sostegno e alla promozione delle attivit sociali, culturali e solidaristiche destinando contributi a diverse iniziative benefiche e di utilit sociale, in collaborazione con associazioni, enti e organizzazioni culturali, realt sportive impegnate nella promozione dello sport giovanile e dilettantistico grande. Non manca, poi, il supporto alle squadre impegnate ad alto livello in diverse discipline sportive, nella convinzione che anchesse, catalizzatori di passioni comuni, rappresentino un fattore di coesione per la comunit bresciana.
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UNA GRANDE VOCAzIONE AL RETAIL


Il Banco di Brescia ha una forte e naturale vocazione retail. Semplicit e trasparenza sono le parole chiave del rapporto con il cliente che sempre, innanzitutto, personale e strutturato per valorizzare da un lato il risparmio, con unofferta di prodotti chiari e coerenti nei profili di rischio-rendimento, e favorire dallaltro laccesso al credito con prodotti flessibili, che evitino rischi di sovraindebitamento. Il Conto di Base uniniziativa promossa dal legislatore per favorire una piena ed effettiva partecipazione al mercato unico di tutti i consumatori. Il Gruppo UBI ha aderito con apposita convenzione al Conto di base, dedicato, per lappunto, a chi ha esigenze finanziarie semplici e regolari. Il Banco di Brescia offre ai propri clienti il nuovo prodotto declinato in unofferta rivolta agli aventi diritto a trattamenti pensionistici fino a millecinquecento euro netti mensili. il Conto gratuito per Pensionati che prevede unoperativit limitata per tipologia e numero di operazioni consentite, rispetto a un tradizionale rapporto di conto corrente, ma consente di disporre gratuitamente di una carta di debito che permette un numero illimitato di operazioni di pagamento e prelievo presso gli sportelli ATM UBI. Per pensionati che hanno dimestichezza con strumenti pi evoluti, lIstituto offre la Carta Enjoy Pensione, una carta prepagata dotata di codice Iban che consente laccredito della pensione per disporne in modo veloce e sicuro, non prevede costi di emissione n canone mensile, bens un numero illimitato di operazioni e gratuit per la domiciliazione delle bollette. La Banca propone anche QUB, la nuova offerta modulare personalizzabile in base ai bisogni del pensionato con esigenze bancarie pi strutturate.

- BRESCIA EST E MANTOVA


Lago di Garda Valsabbia Mantova

- MILANO LODI CREMONA - LAZIO


Roma Latina Viterbo

- TRIVENETO
Veneto Friuli Venezia Giulia

MESI 12ottobre 2012

LO SANNO

I BRESCIANI

pRImA

BsNews.it ha acquisito negli anni un numero sempre crescente di lettori grazie alla qualit delle notizie pubblicate e alla frequenza e tempestivit degli aggiornamenti, due caratteristiche che rendono unica la sua proposta nel panorama editoriale della provincia di Brescia. < 60mila visitatori unici/mese < 10mila contatti su Facebook < oltre 200 commenti alle notizie inseriti dai lettori ogni giorno

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BAssA BREsCIANA,

IAGGIO IN PROVINCIA

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uNA TERRA CHE HA ANCORA VOGLIA dI RIMBOCCARSI LE MANICHE

Poncarale, Bagnolo Mella, Manerbio, Offlaga, Dello, Capriano del Colle, Azzano Mella
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si rifatto iL LOOK

GLi SpeCiaLiSti DeLLe CeriMonie iMprezioSiSCono iL CASUAL, Con Un VaSto aSSortiMento Di nUoVi MarChi
mioncino casa per casa, nel mantovano e nel bresciano, restano oggi un dolce ricordo, quando si gestiscono 700 metri quadri di puro design. Recentemente ristrutturato, Pier Mode ha deciso, come fa ogni decina danni, di rifarsi il look per rinverdire la propria immagine, ma soprattutto per stare al passo battente della moda, pur mantenendo unimprescindibile allure di classica eleganza. Entrare nella boutique di Maclodio significa intraprendere una vera e propria esperienza multisensoriale; gli spazi ovattati, vasti, nelle declinazioni del color panna, le musiche in sottofondo, energizzanti, gli arredi minimalisti, carichi di charme, le stoffe fruscianti, pregiate: ogni cosa richiama il buon gusto, la raffinatezza. La recente architettura del negozio prevede due grandi aree distinte, una dedicata agli abiti da cerimonia da sempre, il fiore allocchiello di Pier Mode e laltra allo stile casual, arricchito da un assortimento di calzature e di tanti nuovi marchi pregiati. Spiccano tutte le grandi firme, ma il pallino dei Ghelfi il made in Italy, sinonimo di moda con la M maiuscola, nonch garanzia di qualit. Il grande ritorno della pelle, e delle giacche in lana cotta, questanno si affiancher ai sempreverdi piumini, la cui scelta, in negozio, vastissima. Rivolgendosi direttamente alla produzione, Pier Mode riesce a coniugare limpareggiabile assortimento delle collezioni di prima linea con dei prezzi competitivi (da sempre ribassati del 15% rispetto ai negozi cittadini), vestendo davvero tutti. Il settore cerimonia dotato di separ, ampi camerini e servizi esclusivi, nellinsegna della privacy pi completa lascia a bocca aperta per lavanguardia dei tessuti, con abiti monumentali ricamati al vivo, manualmente, e la cura del dettaglio, che impreziosisce ogni pi piccolo particolare. Basta guardare le vetrine di Pier Mode: delle creazioni artistiche in miniatura. Ora che tempo di spose invernali, questa boutique sapr dare una marcia in pi alla vestizione di coppia, scaldando lei con morbide stole di visone o lapin e rifinendo lui con un capospalla in cashmere. Il servizio di sartoria (possibile anche nel reparto casual per un paio di jeans o una camicia), qui, fa la differenza, poich gli sposi sono serviti con una competenza professionale che fa del su misura il proprio credo. Che dire, poi, dellesclusiva dellabito, garantita dallo staff di Maclodio? Avere la certezza che, ad un ricevimento, nessunaltro indosser il proprio outfit una sicurezza impagabile. Pier Mode vi aspetta tutti i giorni, domeniche incluse, al centro di Maclodio, sulla statale per Orzinuovi, proprio sul rond, con un comodo piazzale privato della capienza di 100 auto.

er sentirsi davvero coccolati, consigliati e ben serviti, per vestire i panni, insomma, di re e regine, bisognerebbe far visita almeno una volta al nuovissimo locale dabbigliamento Pier Mode. La tentazione di tornarci, poi, sar pari al fascino che questa boutique esercita: non restarne conquistati il vero peccato. La famiglia Ghelfi, da 14 anni nel settore dellabbigliamento nel bresciano, ha iniziato tre generazioni fa una passione che divenuta, con sacrifici e investimenti, un successo forgiato dallesperienza. Le vendite ambulanti dei genitori con il ca-

Nelle pagine precedenti, Azzano Mella. In questa pagina, dallalto, Offlaga e Poncarale.

dellimpianto. Sul versante amministrativo, sostanzialmente i sindaci stanno acquisendo informazioni, pareri di esperti e organizzando incontri pubblici

per prendere una decisione che, come tutti hanno sottolineato, non utilizzer il territorio per salvare i conti delle casse comunali.

pieR mode

Piazzale Europa 1, Maclodio (BS) tel. 030.9972309 orari: marted- venerd 9-12/15-20, luned e domenica 15-20
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In evIdenza

assa Bresciana, zona di terra buona dove lagricoltura sempre stata il motore trainante delleconomia e solo negli anni del secondo dopoguerra si assistito ad un incremento della produzione industriale e allinizio di una vivace attivit del terziario. Una terra che ha cresciuto i suoi abitanti con il carattere di chi abituato a lavorare duro, a rimboccarsi le maniche per affrontare le difficolt che ultimamente sono notevolmente aumentate. Una terra dove i piccoli comuni confinano con paesi dallo statuto di citt, dove la principale infrastruttura sono le strade che li uniscono, attraversando la campagna. Una terra bella, dove le eccellenze non mancano ma dove la crisi si fatta sentire in modo pesante. Proprio la crisi il filo conduttore che unisce i cittadini e loro amministratori. Per i primi si traduce nella perdita dei posti di lavoro, nella cassa integrazione che si scarica sulle difficolt di un commercio sempre pi stanco; per i secondi nella scarsit, per usare un eufemismo, di risorse necessarie per programmare, progettare una strategia che porti fuori dal tunnel. Passeggiando per le vie e per i centri dei paesi, intervistando i cittadini abbiamo ascoltato tanti problemi ma altrettanta forza nellaffrontarli e molta speranza. Duri i sindaci che dai loro bilanci hanno tagliato tutto il tagliabile, salvando i servizi al sociale, alle scuole, agli anziani e ai bambini, e soprattutto puntando su una spesa attenta, di qualit, senza sprechi. Abbiamo inoltre cercato di verificare quanto un tema comune, come il sito di stoccaggio di gas sul territorio tra Bagnolo Mella e Capriano del Colle, fosse realmente percepito dagli abitanti rispetto alle scelte delle amministrazioni. Il risultato che i cittadini non lo vivono come un problema prioritario, che non sono informati, e, quando lo sono, si dividono. I favorevoli ricordano che l il metano c sempre stato ed unabitudine tutta italiana dire sempre no; i contrari lamentano poca informazione e timori legati alla sicurezza

IAGGIO IN PROVINCIA

Bassa bresciana

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Pier Mode

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IAGGIO IN PROVINCIA

Bassa bresciana CI RACCONTANO bagNoLo MeLLa omaggi florali importanti. Bagnolo un paese... ...che ha tanta qualit, non sfruttata, anche se molta gente, da fuori paese, venuta ad abitare qui. Puntiamo sui giovani. favorevole al progetto di stoccaggio, in zona, di gas metano? Il sito proprio a 50 metri da casa mia, mi chiedo cosa dovr fare se lo realizzano: me ne devo andare? Mi danno una casa nuova? Sono gi venuti per delle verifiche, dicendomi che, in caso di danni durante la trivellazione, mi risarciscono. Staremo a vedere. ViNceNzo coNti (PaNificio coNti rebUschi) P.za Garibaldi Siete sul mercato dal 1985: cos cambiato, da allora, nel fare il pane? Sono il vicepresidente dellassociazione panificatori artigiani di Brescia, e le

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CI RACCONTANO PoNcaraLe

di aLessaNdra toNizzo

di aLessaNdra toNizzo

Maria ferroNato (edicoLa) P.za Donatori di Sangue Gestisce ledicola da 22 anni: lavora sul passaggio? Poco, direi pi sul paese. Qui vengono tutti, dai piccolini agli anziani. Qual il settore che vende sempre? Figurine e generi per bambini non hanno subito grossi cali come, invece, i quotidiani. Com la qualit della vita? Questo il mio paese, ci vivo bene. a una buona distanza dalla citt, ma commercialmente un disastro: facciamo chilometri per comprare cose che ci sono anche qui. Mi parli del parco Monte Netto, una risorsa... Sono centanni che il parco, solo per la zona di Poncarale, stato diviso in tante piccole porzioni per la coltivazione della vite a livello famigliare: ancora cos! Tanti hanno venduto, altri, come mio marito, si godono con orgoglio i loro due filari di vite. favorevole al sito di stoccaggio del gas metano, in zona? Se non una cosa pericolosa sarei favorevole, ma non sono ben informata: vorrei valutare dopo aver sentito qualcuno che se ne intende.

LUciaNo MigLiorati (hoUse aNd gardeN) Via Circonvallazione

Luciano Migliorati

eNrico bertoLetti (tabaccheria) Via Piave La sua clientela ... Composta perlopi da anziani, residenti qui, nella zona vecchia. Giocano molto a lotto e superenalotto. Il suo anche un po un bazar... S, teniamo qualche gioco per ragazzi e i libri scolastici. Segnali della crisi. Comprano meno. Poi la concorrenza si sente: hanno aperto da poco un centro commerciale non molto distante. Rinunciano al fumo?

Diciamo che c un occhio di riguardo, una maggiore attenzione a tutte le spese. Che paese Poncarale? Una realt tranquilla. C una zona in cui si sono insediate nuove famiglie. Siamo anche vicini alla citt. Cosa pensa dello stoccaggio del gas metano in zona? Non ne avevo mai sentito parlare. Non mi pronuncio, minformerei meglio nel caso si attuasse. sUsaNNa bertoLetti (accoNciatUre sUsY) Via Piave Che richieste le fanno ultimamente? Il benessere del capello, che sia sano e curato: ricostruzione, shampoo, maschere.... La scala della crisi, da uno a dieci. Per adesso zero. Bisogna dare una buona qualit a prezzi contenuti, altrimenti i clienti sono in difficolt. Commercialmente il paese vivo? Direi che non offre molto. Stoccaggio di gas metano s o no? Non ho sentito niente in merito, mi dispiace.

Questattivit recente... Difatti, io e la titolare, Carolina Pizzamiglio, abbiamo aperto l8 settembre scorso. Il paese ha subito reagito bene, anche se siamo di fuori. Eravate gi nel settore fiori? S, ma abbiamo deciso di aprire qui a Bagnolo perch secondo noi mancava un negozio particolare, elegante. Cosa vi identifica di pi? Arredi floreali per matrimoni e per interni. Siamo apprezzati anche per gli

dico che a cambiare stato soprattutto il modo di mangiare: prima il pane era il principe della tavola, ora ci si riempie lo stomaco diversamente. I vostri prodotti pi gettonati? Il pane comune. Vengono anche tantissimi ragazzi per focacce e pizzette, rigorosamente artigianali. Sentite molto la concorrenza della grande distribuzione? Ci sta rovinando. Bisognerebbe anche capire che la domenica, invece di andare nei centri commerciali, bene dedicarsi alla famiglia, ai bambini, alla messa. Incredibile che i pi piccoli, oggi, pensino che lacqua venga dal supermercato, invece che dalla fonte. Come vivete la crisi? Tutto il settore del commercio in una situazione critica, anche se il paese se la cava abbastanza bene. Stoccaggio di metano s o no? Non ne so niente, ma le dico che non lo vorrei, i pozzi di gas li giudico un degradamento della natura: la terra ci ha insegnato a seminare a piedi nudi, poi se vogliamo continuare a romperla.... aNdrea Nodari tabaccheria Via Matteotti Qual la sua clientela? Direi di tutti i tipi... Il genere che tira di pi sono lotto, superenalotto, gratta e vinci, oltre alle sigarette. Questa tabaccheria c sempre stata? unattivit che c da tempo, ma io lho rilevata solo un paio danni fa. Non facevo questo mestiere, ma mi sono

Vincenzo Conti

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


o, dalla geografia poncarale un paese molto tipic re i suoi vicoli, le armoniosa: si sta bene a percorre oglio dellacqua. poche atcase di pietra, tra il gorg ciali, crisi: la storia tivit, erosione dei centri commer la voglia di arrivare al lieto sempre quella, ma qui fine palpabile.

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


Quasi 13mila abitanti e non sent irli. a Bagnolo Mella si sta bene, si passeggia volentie ri, e persino i volti di chi lavora sono meno tirati che altrove (la fatica, spesso, passa con una risata son ora). anche laria, venendo dalla metropoli, pare raffi narsi, nonostante il team degli studi ambientali si sia insediato, dopo Montichiari, anche in questo bel borgo con statuto di citt.

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IAGGIO IN PROVINCIA

Bassa bresciana

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Andrea Nodari

Orsolina Montini

Sara Faroni

trovato benissimo, mi hanno accolto bene. Bagnolo con un aggettivo. Calmo. Come se la cava con la crisi? Beh, il giro daffari diminuito. orsoLiNa MoNtiNi (edicoLa La tiNa) Via Chiodi La sua unattivit storica... come mai dice di essere stanca? Perch, a prescindere dalla crisi, non sono soddisfatta del lavoro che faccio: da qualche tempo non riesco pi a farlo come voglio io, come 15 anni fa. Non so da quale centro di distribuzione dipenda, ma si lavora male. Cosa leggono in quel di Bagnolo? Il gossip che costa meno. Si legge poco, ultimamente.

Un pregio del paese? Ci sono tante persone eccellenti nel campo dello sport e della musica, ma che non sono riconosciute. Sarebbe favorevole allimpianto di stoccaggio del metano? Ne ho sentito parlare, ma ho letto poco in merito. Penso solo che hanno sempre lavorato con il metano, se serve... ma ci si interroga sempre sui pro e i contro, sulla sicurezza. Stranieri integrati o no? Ce ne sono tantissimi, che non hanno lavoro. A me spiace dire di no a chi ha bisogno, ma sono davvero troppi. sara faroNi (bUgatti stYLe) Via XXVI Aprile A chi vi rivolgete? Vediamo abbigliamento con taglie dal

42 al 54, quindi la clientela dai 30 anni in su. I nostri capi sono tutti made in Italy, e teniamo dal jeans allabito da cerimonia. Clientela del paese o di passaggio? Principalmente del paese o dalla zone limitrofe. La crisi, questo mostro... ...gi, ce n parecchia, la gente spende di meno. Io, aspettando che passi, non rinuncio alla qualit dei miei capi: invece di quattro cose, se ne acquistano due, ma belle. Commercialmente Bagnolo ... ...in attesa di belle iniziative. Tra commercianti si sono proposti eventi, come la notte bianca, ma restano poi isolati. Scorte di gas metano in zona: favorevole o contraria? Non lo sapevo, ma non ho nulla in contrario, non ho grandi perplessit.

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Combatti lo Sporco

Sporco

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CI RACCONTANO MaNerbio
di aLessaNdra cascio

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PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


anche se levidente crisi econom ica non ha risparmiato nemmeno questa cittadina nel cuore della pianura bresciana, qui la gente mostra le spalle larghe, rimboccandosi le maniche e trovando i rimedi giusti per superare le difficolt. La gente continua a darsi da fare rinnovando, modifica ndo le abitudini e accogliendo le innovazioni senz a molti timori, nella speranza che il domani sia migliore .

orNeLLa betteLLi (geLateria La VogLia Matta) Via XX Settembre

Ornella Bettelli

Da quanto tempo gestisce lattivit? Da 22 anni e diciamo che cerchiamo di cavarcela . Manerbio con un aggettivo. Oggi lo definirei spento. In che senso? Non pi attivo come una volta: prima cera pi movimento, si organizzavano pi manifestazioni ed eventi. Lei favorevole o contraria allapertura del macello qui in citt? A sentire parlare il Sindaco e la giunta sembra un progetto positivo, per non riesco ad esprimermi appieno perch le persone che abitano l vicino sono molto preoccupate perch nel sito in cui vorrebbero farlo c gi la Finchimica; gli agricoltori invece, sono propensi alla cosa. Quali sono le prospettive per il futuro? Spero in bene, cerco di vedere le cose positivamente. NicoLa argeNtiNi (abbigLiaMeNto) Via XX Settembre Com cambiato il commercio di Manerbio negli ultimi anni? Sino a sei anni fa era un buon commercio, ora non lo pi. Oggi le persone vogliono solo le cose pi belle: pi sono care pi piacciono. Qual il suo target di clientela?

Medio-alto. La maggior parte del quale viene da fuori il paese. Come si vive a Manerbio? Benissimo, anche se ultimamente stanno organizzando veramente poco. Fortunatamente, la gente che frequenta la citt c ancora. favorevole o contraria allapertura del macello? Sicuramente creer tanti posti di lavoro, ma qualche perplessit ce lho ancora. Inoltre, molta gente non ne ancora convinta.... Ha sentito parlare del sito di stoccaggio del gas? Mi spiace, ma non sono per niente informata . ireNe tosiNi (caffetteria giaMaica) Via XX Settembre Cosa offre Manerbio a voi giovani? Grandi locali qui non ce ne sono. Per divertirsi occorre spostarsi al lago o a Brescia. soddisfatta degli altri servizi? S, per il resto non manca nulla; abbiamo lospedale, diverse banche, molti negozi e tutto quello che pu servire. Un difetto di Manerbio... Le strade... non sono sistemate. Lo so che il Comune non ha soldi e fa quello che pu!. favorevole allapertura del macello? S, sono daccordo perch portereb-

be tanto lavoro... Inoltre, credo che al giorno doggi queste strutture prima di aprire siano soggette a controlli molto rigorosi. E cosa mi dice delle manifestazioni che hanno sfilato tra le vie della citt contro questa apertura? Sono state fatte da gente che non vive a Manerbio. Favorevole al sito di stoccaggio del gas? Non sono informata della cosa, ma non vedo perch dovrei essere contraria. MireLLa PrestiNi (abbigLiaMeNto) Via XX Settembre La sua unattivit storica. Come cambiata nel tempo leconomia di Manerbio? Manerbio deve la sua fortuna al lanificio Marzotto, che ha dato benessere alla nostra citt e ai paesi limitrofi permettendo negli anni lo sviluppo di attivit

graphic: giuliani francesca

Brescia - via Cipro, 58 - tel. 030.2452963 www.montinimpresa.com

Pulizie civili e industriali

Mirella Prestini
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Classroom a Oxford? Nuova scuola a Brescia

asserventi il lanificio, ma anche operanti in altri settori come quello edilizio e dei servizi. Oggi con la crisi sta soffrendo molto come tutti gli altri paesi. favorevole allapertura del macello? Io non sono addentro alla questione, per cui non posso darle un giudizio. Posso solo dire che occorre trovare un

equilibrio tra salvare il territorio e dare occupazione. Com cambiata la sua clientela nel tempo? cambiata anche grazie allopera di ammodernamento che ho sostenuto qualche anno fa. Prima il negozio era piccolo e serviva una clientela di fiducia,

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ora anche la clientela di passaggio si accorge della nostra presenza. Ci descriva Manerbio dalle vetrine del suo negozio... Pensando alla piazzetta qui fuori posso dire che diventato un buon salotto dincontro, ma purtroppo non sfruttato abbastanza.

INTE

R N AT I O

NAL SCHOOL OF BRES

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BRESCIA

School
of
Le nostre domande a

International

FOR A WORLD WITHOUT FRONTIERS


International School of Brescia propone un percorso educativo e di crescita che accompagner i vostri figli dalla scuola materna alle porte delle pi prestigiose universit del mondo. Al termine del programma internazionale di studi, gi attivo da pi di 50 anni in Italia e introdotto per la prima volta da International School of Milan, gli studenti conseguono il Baccellierato Internazionale e il riconoscimento di madrelingua inglese. Non insegniamo linglese, prepariamo i vostri figli al futuro.

CeSaRe MeLeTTi, SinDaCO Di ManeRBiO


I suoi concittadini sentono la crisi e si dividono sullapertura del nuovo macello. Dalle finestre del Comune come vede il Paese? Il Paese lo vivo tra la gente, che mi parla delle difficolt di arrivare a fine mese, di pagare il mutuo, di rispondere allo sfratto. inutile nasconderlo, le risorse sono diminuite e la scelta della mia amministrazione stata quella di essere, prima di tutto il resto, vicino a quelle persone. Come? Stando pi attenti a come si spendono i pochi soldi che sono ancora disponibili. A che cosa avete rinunciato? La scelta stata diversa, abbiamo puntato pi sulla qualit rispetto alla quantit. Un esempio quello della Mille Miglia per la quale lamministrazione non ha speso un soldo, grazie al contributo degli sponsor abbiamo organizzato invece un evento che ha richiamato molta gente in Paese. Lo stesso discorso per la serata di Miss Italia. E poi per la stagione teatrale, in sinergia con la parrocchia, riusciamo a presentare sempre un tabellone di tutto rispetto. Per quanto riguarda le infrastrutture come siete messi? Che posizione avete rispetto allo stoccaggio del gas a Capriano del Colle? Viviamo una situazione paradossale, siamo lunico Paese al confine con entrambi i due progetti di stoccaggio di Bordolano e di Capriano e non siamo mai stati invitati a nessuna Conferenza dei Servizi. Non siamo in

In partnership con:

possesso di alcun documento ufficiale, ma se e quando sar il momento li chiederemo e con tutto il Consiglio faremo un adeguato approfondimento soprattutto per tutelare salute e territorio. Per il momento non siamo n favorevoli n contrari.
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INFO: Tel. +39 030 2191182 - www.isbrescia.com

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CI RACCONTANO offLaga
di aLessaNdra cascio

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offlaga un piccolo borgo rura le sulla direttrice Brescia-Manerbio dove il ritmo della vita sembra scorrere lento. Lo sviluppo artig ianale e industriale fermo da anni, mentre que llo agricolo registra un segno positivo grazie alla pres enza sul territorio di alcune realt deccellenza che da sole riescono a trainare buona parte delleconom ia locale.

cristiNa dragaN (bar trattoria Pace) Via G. Marconi Da quanti anni in Italia e come si trova? Sono in Italia da quattro anni e mi trovo bene. Qui a Offlaga ho diversi amici e parenti. Come descriverebbe Offlaga a un suo connazionale? Offlaga un bel paese, ricco di gente buona e disponibile. Qui mi sento integrata e sono apprezzata da molti anche se sono straniera. Ha avuto difficolt con la nostra lingua? Allinizio s. Mi ha aiutato molto uscire, frequentare i negozi, ascoltare e parlare con la gente. Da quanto tempo gestisce il bar? Da quasi un anno. Non stato facile, abbiamo avuto qualche difficolt. Adesso contenta? S, abbastanza.

La sua clientela prevalentemente... Del posto, anche se non manca qualche cliente occasionale e di passaggio. aNgeLo forbiti (tabaccheria PUNto bLU) Via G. Marconi Ci descriva Offlaga. un paesino tranquillo che si fermato nel tempo, sia a livello industriale, sia a livello artigianale. Purtroppo, non ha avuto lo stesso sviluppo di altri centri vicini. Qual leconomia prevalente del paese?

Lagricoltura, infatti ci sono diverse aziende agricole. Ritiene che in paese manchi qualcosa? Il paese piccolino e i servizi sono adeguati. In questo tratto di strada ci sono numerosi speed check control. Li hanno messi per limitare la velocit sul rettilineo e per diminuire i rumori molesti durante le ore notturne. Informato del sito di stoccaggio del gas? No, non sono informato. La cosa mi nuova.

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CI RACCONTANO deLLo
di aLessaNdra cascio

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tranquillo centro della bassa bres ciana, ordinato e pulito. La gente del paese viva ce e cordiale. nonostante il centro non sia tra i pi gran di, Dello offre ai suoi abitanti una vasta qualit di scelta che permette alleconomia locale di continuare a girare e a credere nella ripresa.

brUNeLLa boLdriNi (bar doUbLe b) Via Roma Come sta andando il commercio? calato notevolmente negli ultimi tre anni a causa della crisi. Come si vive in paese? Dello un piccolo paese di campagna, distante dalla citt, in cui fortunatamente si vive ancora bene. Purtroppo non offre molto ai giovani. Ritiene che i servizi offerti dal paese siano sufficienti? A livello di trasporti c solamente un pullman. Quando lo usavo per spostarmi alluniversit il prezzo era altissimo e gli orari assurdi. Credo che si dovrebbero potenziare le corse. Ci sono molti extracomunitari? S, in parte sono integrati, in parte non lo vogliono essere. Ha sentito parlare del sito di stoccaggio di gas? Non sono informata della cosa... mi dispiace, ma non so esprimere un parere in merito. LUca gaLLi (tabaccheria) Via Roma Lei giovanissimo, come mai ha deciso di rimanere qui in paese? Purtroppo mi venuto a mancare un fratello ed ho dovuto rilevare la sua attivit. Inizialmente avevo un po di paura, ma ora penso di aver fatto la scelta giusta. Come si vive qui?

Le nostre domande a

eTTORe MOnaCO, SinDaCO Di DeLLO


Dello ancora un paese dove si vive e si lavora bene, anche se la crisi si fa sentire. Cosa pu fare il Comune? La realt che siamo in enorme difficolt, mancano i soldi per poter pensare di fare qualcosa. Come amministrazione avevamo deciso di puntare sui servizi ai cittadini, sulla messa in sicurezza delle scuole con le nuove norme antisismiche, esternalizzando alcuni settori. In un paese di seimila abitanti e tre frazioni, abbiamo tre depuratori, tre cimiteri e solo quattordici dipendenti. Volevamo risparmiare e forse era meglio che avessimo fatto le cicale. Come avete affrontato la situazione? Quali sono le priorit? tagliando tutti gli investimenti, a partire dalla manutenzione delle strade per arrivare al verde pubblico. Abbiamo privilegiato i servizi sociali, le scuole, lassistenza agli anziani e ai bambini senza aumentare le tasse che sono gi al limite. Non tira una buona aria e per quanto ci compete stiamo facendo il possibile per evitare situazioni di conflitto sociale. Recentemente si parlato della possibilit di tornare a stoccare gas nel sito di Bagnolo Mella/Capria-

no del Colle da dove si estratto metano fino al 2000. Che posizione avete sul progetto? Non siamo contrari a priori. Credo invece sia importante parlare con tutti per conoscere e capire. certo per che non useremo il territorio per fare quadrare i conti del Comune. Dobbiamo ricordarci che il territorio un bene unico, irripetibile e abbiamo lobbligo morale di lasciarlo nelle migliori condizioni possibili ai nostri figli. Altrettanto certo che tutta la Pianura Padana, negli ultimi dieci anni, ha gi dato tanto.

Luca Galli
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IAGGIO IN PROVINCIA

Bassa bresciana

Bene! Dello un bel paese dove si lavora bene. La gente semplice, socievole e si soddisfa con poco. vero che Dello non offre molto ai giovani? S, a parte un sacco di bar qui in centro, non c molto n a livello sportivo, n a livello di divertimenti. Quindi, cosa proporrebbe alla sua Amministrazione? La costruzione di un bel palazzetto dello sport e la promozione di qualche attivit sportiva. A livello di infrastrutture il paese com messo? Non male, c tutto, la gente di qui non si sposta per fare gli acquisti, anzi Dello accoglie anche gli abitanti delle frazioni vicine. Sa qualcosa del sito di stoccaggio del metano? la prima volta che ne sento parlare. Comunque, non ne sapevo niente. aNNa Maria acerbo (ViVere Viaggiare) Via Roma La sua attivit presente sul territorio da nove anni, come sono cambiate le abitudini dei dellesi in tema di vacanze? Sono cambiate moltissimo, ultimamente si orientano quasi tutti sul fai-da-te. Questanno com stata la richiesta
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Anna Maria Acerbo

del mercato? Diciamo il 50% in meno rispetto agli anni precedenti. La spesa pro-capite per la vacanza stata di 700-800 euro, contro i 1.000-1.200 euro di qualche anno fa. Ha sentito parlare del sito di stoccaggio del gas? No, non ne ho sentito parlare, comunque sarei favorevole a una sua rimessa in funzione. Un difetto di Dello? Beh sicuramente la diffidenza della gente, noi non siamo del posto e i primi anni abbiamo fatto fatica ad ingranare. gioVaNNi ferrari (geLateria MaraMeo) Via Roma Ha aperto dal 1991, come si trova a Dello? Bene, benissimo. Dello una realt

viva durante tutto lanno. La sua clientela prevalentemente del posto? No, lavoriamo anche con i paesi vicini. Come sta andando la sua attivit? Come tutti abbiamo risentito della crisi, ma il nostro mestiere quello che ne sta uscendo meglio. Il gelato se lo permettono ancora tutti. Mi descriva Dello... un tipico paese della bassa, a portata duomo, dove sussistono ancora valori ed vivo. Cosa intende per vivo? Intendo che la popolazione partecipa alla vita e alleconomia del paese e tende a non spendere altrove. Cosa pensa del sito di stoccaggio di metano? Penso che se sar fatto con i giusti criteri non creer pericoli per la popolazione.

Giovanni Ferrari

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IAGGIO IN PROVINCIA

Bassa bresciana

Brescia Via Orzinuovi, 135/139 tel. 030.3530285 fax 030.3541867 www.hotelfieradibrescia.it

CI RACCONTANO caPriaNo deL coLLe

di aLessaNdra toNizzo

Vittorio Agosti

Che clientela ha? Molto ristretta, perch questo un piccolo paese, non di passaggio. Mi ha aiutato molto il fatto desser nato qui. Quali generi di prodotti non muoiono mai, nonostante la crisi? Le parlo di una mia idea, un mio cruccio: i detersivi alla spina. Non cambiano la vita, commercialmente, ma sono sempre una cosa in pi, e fanno bene allambiente. Con il potenziamento della differenziata, ci rendiamo conto di quanta plastica produciamo. Commercialmente il paese ... ...in difficolt, da questanno. Capriano conosciuta per... Il Monte Netto: le domeniche pieno di gente che fa sport, una valvola di sfogo. Cosa ne pensa del progetto sul sito di stoccaggio di gas metano, in zona? Quando manca il gas, ci lamentiamo. Si dice sempre di no, ma vogliamo il benessere. Direi di mettere, per, al primo posto la sicurezza: un impianto sicuro va bene. Cosa manca in paese? Oltre alloratorio, spazi per i giovani. Io faccio parte del Tamburello Capriano e dobbiamo migrare nelle palestre limitrofe.
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il centro di Capriano del Colle si lentamente svuotato di attivit commerciali, tant o che ne sono rimaste solo cinque. immaginiam o landirivieni degli abitanti locali per far fronte alle proprie necessit quotidiane. e soprattutto pensiam o allimmagine turistica di una localit la cui prod uzione vitivinicola rinomata Urge manutenzione.

eLiaNa bragagLio (MaceLLaria UNgaro reNato) P.za Mazzini 13 Avete un prodotto che vi contraddistingue? Di sicuro i salumi: li facciamo ancora noi. Chi vi frequenta? Tanta gente di fuori, grazie al passaparola. Sono clienti soddisfatti, ma il periodo delicato, si spende poco. Che paese questo? Tranquillo, senza grandi problematiche. Impianto per il gas metano, s o no? No, si ha sempre paura che succeda qualcosa.

siMoNe fioLetti (Video & Pc) Via Mella Di che cosa si occupa? Abbiamo il noleggio dvd 24 ore su 24, completamente autonomo e con tessera ricaricabile gratuita, e assistenzavendita computer: configurazioni reti, estrazione programmi, rimozione virus, ripristino sistemi, ecc.. Il target della clientela? Dai 30 ai 45 anni, gente maggiormente di fuori. Come va lattivit, al suo sesto anno? Inizialmente la videoteca andava bene, poi con ladsl la gente ha iniziato a

studioimpronta.it

Vittorio agosti (edicoLa PUNto bLU) Via Garibaldi

TANTI BUONI MOTIVI PER SCEGLIERCI


LHotel Fiera di Brescia una nuova struttura che unisce efficienza, modernita ed eleganza. Ci troviamo a 100 m dal casello A4 di Brescia Ovest e a due passi dal Polo Fieristico cittadino. LHotel propone 84 camere, in ben 6 diverse tipologie, tutte dotate di climatizzazione e riscaldamento regolabili, building automation, sky o tv satellitare, minibar, telefono, cassaforte, sistema Wi-Fi. Le favolose camere Deluxe e Superior offrono ampi spazi con una zona pranzo-lavoro e doppia vasca idromassaggio. E aperto il nuovo Centro Congressi con sale da 15 a 300 posti. A vostra disposizione il nuovo Spazio Fitness. Assicuriamo un servizio superiore, a prezzi da 3 stelle. Sappiamo darvi il benvenuto con la massima discrezione.

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IAGGIO IN PROVINCIA

Bassa bresciana CI RACCONTANO azzaNo MeLLa

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PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


piccolissimo paese che un tem po vantava una vocazione industriale, oggi azzano Mella una realt pregevole, ma un po desolante. il centro svuotato di attivit (non esiste, ad esempio, un negozio dabbigliamento ) e il paese attornianto dalle grandi superfici dist ributive.

di aLessaNdra toNizzo

ferNaNda garLetti (bar trattoria caNNoN doro) P.za Dante Alighieri

Fernanda Garletti

scaricare i film da internet: il noleggio si abbassato, ora un po meglio, ma non sufficiente per vivere. Commercialmente Capriano ... ...morto: siamo in cinque negozi, compresa la farmacia. favorevole allo stoccaggio del gas metano? Certamente. Lo stoccaggio esiste gi, come pure la camera naturale, si tratta solo di spingere gi il gas, che c sempre stato: non vedo, quindi, il problema.

Le nostre domande a

CLauDiO LaMBeRTi, SinDaCO Di CapRianO DeL COLLe


I suoi concittadini ci hanno segnalato come il centro del Paese si sia svuotato di negozi. Come state affrontando il tema? un problema serio per il quale abbiamo predisposto delle iniziative con lobiettivo di farli conoscere di pi. Il primo passo stata la nascita della Pro Loco che ha come scopo la promozione del territorio con iniziative che valorizzino anche il commercio. Abbiamo spostato la tradizionale Festa dellUva in centro e anche questanno ripeteremo il mercatino di Natale dove i commercianti gestiscono direttamente le bancarelle. Botteghe in fiere dedicato prevalentemente a bambini e famiglie, con i negozi dei commercianti che diventano laboratori per far conoscere i mestieri. E poi ancora le nostre Cantine o la promozione del Monte Netto. tutto con un obiettivo: quello di creare qualche posto di lavoro. Con quali soldi? Puntando con decisione allefficienza che si traduce in risparmi che vengono poi destinati al sociale. In questo modo abbiamo aumentato i servizi e ridotto le rette per lasilo. Non abbiamo aumentato le rette per lo scuolabus, per la mensa della scuola; siamo stati in grado di far partire la consegna a domicilio dei farmaci per le persone anziane e abbiamo stanziato 20mila euro per un centro di aggregazione di giovani grazie anche al contributo essenziale di molti volontari. Sito di stoccaggio del gas? Se ne parlato troppo e qualche volta anche per nulla, ci sono altre priorit e questo tema verr affrontato. La nostra posizione chiara: siamo contrari al sito di stoccaggio di gas metano e lo abbiamo scritto anche in una delibera del Comune.

Che storia ha questo locale? Dura da generazioni. nato come albergo, poi diventato trattoria. Ora facciamo bar, solo ogni tanto cuciniamo su prenotazione qualche piatto tipico. Che clientela ha? Dai 90 anni in gi! Ho clienti storici, collezionati in 25 anni di lavoro. Che paese Azzano? Tranquillo. Qui prima cera una bella zona industriale, ora sono rimasti in tre.... Cosa manca? Spirito di collaborazione, di amicizia, il ritrovarsi.

favorevole al giacimento di gas metano in zona? Se n parlato molto a Capriano, anche se non mi sono informata bene. Penso che il mondo va avanti, e quindi bisogna adeguarsi... ora andiamo ad acquistare gas ed elettricit da tutto il mondo, mentre li abbiamo, e dovremmo sfruttarli. Il polo logistico, certo, porter traffico sulla strada, ma non possiamo rinchiuderci nel paesino. Pensiamo ai nostri ragazzi, al lavoro. LaUra bUraschi (Lorto fiorito) Via Vittorio Veneto Per cosa lavora maggiormente? Cimiteri e regalini. Il regalo fiorito, dunque, ancora apprezzato... Molto, anche se ridotto: il fiore non unesigenza, di questi tempi. E non si

cerca il significato del fiore, ma si punta sul gusto estetico, sulla moda. Per esempio? Adesso vanno molto le orchidee biance, le piante grasse, le rose. Azzano ... Tranquillo, anche se commercialmente non molto vivo. Tolti noi pochi commercianti, c solo la grande distribuzione. Stoccaggio di gas s o no? Se serve, si fa. Non sono una che dice sempre no, come il discorso della centrale nucleare: tutti contrari, poi si tengono le luci accese giorno e notte nei parchi, non si risparmia nulla... Io sono la prima che non risparmia sulla corrente, lenergia serve.
NeL ProssiMo NUMero Franciacorta: Cazzago San Martino, Cortefranca, erbusco, iseo, rovato

Simone Fioletti
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In evIdenza

defeNse acadeMY
UNa scUoLa Per La sicUrezza PersoNaLe

sempre pi frequente sentir parlare di sicurezza personale o di legittima difesa eppure dellargomento poco o nulla si conosce se non in modo approssimativo e superficiale. E troppo spesso proprio la mancanza di informazioni corrette che porta ad avere comportamenti inadeguati e pericolosi per s e per gli altri. I fatti di cronaca sono l a dimostrarlo. Per questo il concetto chiave del progetto di Defense Academy : responsabilit. Una maggiore responsabilit conseguenza diretta di una migliore conoscenza. Il nostro obiettivo spiega Mauro Corbani, che ha dato vita allassociazione culturale e sportiva Defense Academy quello di diffondere una corretta informazione sulla sicurezza personale e sociale iniziando da uneducazione adeguata. La sicurezza un tema complesso e non vogliamo certo accreditarci la soluzione definitiva, ma solo proporre il nostro contributo di esperienza e di professionalit. Unopportunit che parte dallanalisi di una realt dove, al netto della strumentalizzazione, della speculazione politica o dei grandi titoli dei giornali sottolinea Mauro Corbani si registra come il tema della sicurezza sempre pi sentito perch influenza le relazioni sociali e quindi la qualit della vita stessa delle persone. Si sono moltiplicate piccole e grandi paure. Gli stupri, le rapine, la microcriminalit di strada, i banali litigi che si trasformano in tragedie, gli incidenti provocati da giovani alla guida, ubriachi o drogati,

LoBiettiVo QUeLLo Di renDere ConSapeVoLi e reSponSaBiLi i parteCipanti ai CorSi per reaGire in MoDo aDeGUato a poSSiBiLi SitUazioni riSChioSe
il bullismo, la violenza gratuita solo per chiudere una serata noiosa prosegue Corbani riempiono le pagine dei giornali e la cronaca diventata un bollettino di guerra, in cui la ragione, la tolleranza, il buon senso sembrano dimenticati. A prevalere sono purtroppo ancora le paure collettive, e le soluzioni proposte, come luso dei militari o il poliziotto di quartiere, non danno limpressione di aver contribuito in modo determinante a far sentire pi sicuri i cittadini. Per Corbani, infatti, la strada da privilegiare quella di mettere le persone nella condizione di sapersi comportare in modo adeguato in determinate situazioni, soprattutto quelle rischiose. Defense Academy dice Mauro Corbani organizza corsi di formazione teorica e tecnica per specifiche categorie professionali e per i comuni cittadini. Esigenze diverse richiedono approcci e formazione diverse. Credo sia inutile insegnare a un normale cittadino tecniche di autodifesa utilizzate dai professionisti. Nessuno si aspetti quindi una scuola per Rambo o per diventare i nuovi Bruce Lee, al contrario, si potranno avere strumenti appropriati per educare la gente alla consapevolezza e alla percezione di eventuali comportamenti o situazioni rischiose in modo da evitare in ogni modo il confronto fisico o luso di armi. Per Corbani lo studio del comportamento umano sotto stress, dove la vita stessa in gioco, pu aiutare a risolvere situazioni potenzialmente pericolose. Defense Academy organizza infatti corsi nei quali i partecipanti imparano, anche attraverso simulazioni realistiche, a gestire le situazioni di stress ed evitare escalation pericolose. Si impara ad usare unarma nella maniera adeguata ma soprattutto si impara la responsabilit dellarma e del suo uso. Sempre con bene in mente il concetto legale di legittima difesa. Il nostro obiettivo prosegue Corbani quello di rendere lallievo consapevole delle sue possibilit e capacit usandole al meglio in situazioni in cui la sua vita, o quella dei suoi familiari, messa in pericolo. Tra i corsi che hanno riscosso maggiore interesse c infatti quello della difesa in casa. Le intromissioni tra le pareti domestiche precisa Mauro Corbani sono potenzialmente tra le pi violente e i primi secondi sono fondamentali per rispondere agli intrusi in maniera appropriata. Lo scopo del corso, che svolgiamo in una prima fase con delle simulazioni nella nuova sede di via Dalmazia 21, e poi direttamente nella casa degli allievi con la partecipazione anche dei loro familiari, quello di dare istruzioni sulle tattiche di movimento allinterno delle case, su come affrontare gli angoli, le porte, i corridoi o le scale. Insegniamo come creare una zona sicura e barricata per s o per la propria famiglia, come chiedere aiuto, e, se proprio ci fosse la necessit, come scegliere unarma da difesa, il suo funzionamento e come usarla, sempre e comunque, nella massima sicurezza.

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POLITICA E SOCIET

UBRICA

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di eNrico MattiNzoLi

La politica italiana e il ritorno al tempo dei notabili

a rappresentazione dei partiti nellopinione pubblica sempre pi delegittimata, sempre pi lontana dal comune sentire e lapparato politico oramai percepito come inutile e parassitario per la societ, ma utile a se stesso e alla sua sopravvivenza. I partiti dal canto loro non sono pi in grado di rappresentare e di dare rappresentanza alle richieste del cittadino, venendo meno la loro capacit di organizzare la societ, trasmettere senso di appartenenza, identit, ma soprattutto valori. Venendo meno questo legame, che per anni ha garantito un filo diretto tra dirigenti di partito, militanti e cittadini, si interrotto anche quel rapporto di comunicazione e contatto attraverso i canali tradizionali fatti di riunioni, incontri, convegni, stampa di partito, sostituiti dal contatto mediatico/telematico efficiente quanto freddo e impersonale. in questo quadro di crescente scollegamento che la figura del cittadino critico prevale su comportamenti tipici del passato, in cui fiducia e consenso lo rendevano, se non partecipativo, certamente pi attivo nei confronti dei partiti e della politica in generale. Latteggiamento critico, e allapparenza disinteressato, non significa per disintegrato; il cittadino critico un cittadino insoddisfatto rispetto alle risposte che la politica sempre pi spesso non d o non in grado di dare, ma al tempo stesso questo atteggiamento non pregiudica principi, valori e ideali che lo vedono sempre pi protagonista nellimpegno sociale e civico. Certo, la nostra una societ sempre pi

complessa e quindi pi difficile da governare, dove scelte o non scelte del passato pesano e quel che peggio peseranno sulle future generazioni, ma la crescente insofferenza sociale aumenta il divario tra chi governa e chi subisce scelte improvvisate, promesse non mantenute e miracoli annunciati. Assistiamo quindi a una politica malata in unItalia sana, dove chi sostiene che la classe politica non altro che la rappresentazione del Paese, non solo non lo conosce, ma non conosce la storia. Fino al 1920 circa la politica dei partiti era riservata a notabili e borghesi, che al tempo stesso detenevano il diritto di eleggere i rappresentanti politici; successivamente il processo inclusivo dei cittadini, allargando la possibilit di partecipazione, anche elettorale (escludendo ovviamente la parentesi del ventennio), attraverso il suffragio, danno avvio a un processo di istituzionalizzazione della politica di massa. I partiti connessi alla societ, attraverso un rapporto di ampio coinvolgimento collettivo e con una presenza costante sul territorio. Il resto storia recente, dalla seconda met degli anni 80, in cui un minor peso dei partiti tradizionali si traduce in volatilit elettorale e in una contestuale nascita di nuovi soggetti di rappresentanza come quelli ambientalisti piuttosto che locali come la Lega. da questo momento in poi che la deriva dei partiti diviene sempre pi marcata e in cui ad una societ che cambia profondamente si contrappone una classe politica, che, con linguaggi e atteggiamenti del passato, non fa che accelerare il processo di auto smantellamento. Un ritorno quindi a quegli anni 20 del secolo scorso, quando erano i notabili del tempo

a scegliersi e decidere chi doveva sedere in Parlamento, in un processo esclusivo simile a quello attuale, in cui lunica differenza con il passato unabissale mancanza di cultura, arricchita da altrettanta arroganza e incompetenza. In questo contesto, la necessit di cambiamento si traduce nella richiesta di soggetti politici nuovi, con leader dal volto nuovo che sappiano paradossalmente trasmettere valori prima ancora che programmi. Ed questo il punto: rinnovare, trasmettere fiducia, accendere speranze ovvero, lantidoto allapatia politica che colpisce indistintamente giovani e meno giovani. Ecco quindi personaggi come Renzi, Salvini, Alfano che, senza voler entrare nel merito di capacit e posizioni politiche, trasmettono (magari non sempre) unidea di nuovo, e personaggi come il sindaco Tosi che, a prescindere dalle appartenenze politiche, viene votato per ci che ha dimostrato di saper fare. Probabilmente il nuovo potrebbe anche non essere allaltezza delle aspettative, ma per alcuni personaggi che siedono in Parlamento da oltre trentanni (senza volerne fare una questione anagrafica) forse arrivato il momento di lasciar provare anche ad altri, dando al tempo stesso ai cittadini la parvenza di partecipare, scegliendo i propri rappresentanti. Intendiamoci, in quel vivere di politica di Weber si ritrovano (sia a destra che a sinistra) tanti politici per bene e preparati e sarebbe quindi ingiusto generalizzare. Una cosa certa, tra le tante incertezze degli italiani su chi e come votare, una certezza pare labbiano maturata: quella su chi non votare!
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OST-IT

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Pelo e
di IMManU
immanuel

ProdUttiVit: UNa bUfaLa o UN iMbrogLio?


Pare che siamo diventati ultimi in produttivit, secondo la pi recente graduatoria. Si discute anche molto, in questi giorni, di scommettere sul salario di produttivit. Bella idea, quella dello scambio di salario contro incremento di produttivit, da agevolare togliendo a questa componente della retribuzione, che dovrebbe essere intrinsecamente variabile, le tasse e i contributi. Certamente, anzi, forse, anzi no. Gi, perch il salario di produttivit, senza tasse e senza contributi, non solo non una novit, ma gi ampiamente praticato in Italia da anni, anzi da decenni. Come? In maniera furba, allitaliana, se non addirittura fraudolenta. Infatti, in Italia, esiste una legge, invocata dagli imprenditori e dai sindacati tutti insieme, questa volta che consente, entro certi limiti, di sottrarre quasi completamente alla tassazione ed alla contribuzione il salario variabile collegato alla produttivit. E qui c il trucco. Infatti, se Confindustria e Sindacati firmano, nelle varie province, un accordo quadro sulla produttivit, il gioco fatto, niente tasse e niente contributi, o quasi. I controlli sono inibiti, nessuno pu sindacare, nessuno pu verificare, perch, in buona sostanza, la firma di Confindustria e dei Sindacati vale titolo, e cos, per i loro rappresentati, una sorta di piccola casta, si inventata surrettiziamente una nuova aliquota fiscale, molto pi bassa (il 10%) per i lavoratori, e sgravata dai contributi per le aziende. Ma alla fine il re, come sempre, nudo. La produttivit non cresce, anzi siamo allultimo posto, le aziende soffrono, o chiudono, la disoccupazione aumenta, e il giochino si rivela quello che : un piccolo espediente in un paese in cui le tasse sono a un livello da strangolamento, per chi le paga che non serve a nessuno. La produttivit, quella vera, unaltra cosa, ed una cosa seria e importante, e sarebbe da perseguire con seriet, intelligenza e coerenza. Perch, alla fine, il gioco delle tre carte non serve a nessuno, nemmeno ai giocatori.

eL

@dodicimesi.com

UNo, NessUNo, ceNtoMiLa QUoUsQUe taNdeM


Cos Marco Tullio Cicerone iniziava, nellanno 63 prima di Cristo, la sua pi feroce orazione, nel Senato romano, contro Catilina, presentatosi in Senato nonostante i suoi complici avessero tentato, la stessa mattina, di uccidere proprio Cicerone. Oggi, a noi tutti, al popolo italiano, manca un nuovo Cicerone, che in Senato o a Montecitorio, sappia e voglia pronunciare uninvettiva altrettanto feroce contro coloro, e non sono pochi, che tutti i giorni, compiono attentati. Non pi contro Cicerone, ma contro il bene pi grande della nazione, di tutti noi: la democrazia. Non passa giorno in cui il disgusto non salga alla gola, con quel sapore acido che si fatica a rimandare gi. La legge elettorale rimane sempre quella, nonostante i rimbrotti di Napolitano, i parlamentari non diminuiscono, gli sprechi nemmeno, e gli abusi altrettanto. Ma c perfino di peggio, e si chiama sfrontatezza. Qualcuno, alla Camera dei deputati, ha cercato di bloccare la pur piccola riforma che impone la verifica dei bilanci dei Gruppi da parte di Organismi esterni. La devono fare i Questori (non sono funzionari di pubblica sicurezza, ma deputati eletti a quella carica dai colleghi) la verifica, perch un controllore esterno sarebbe anticostituzionale, ha detto. Incostituzionale? Ma forse costituzionale che il controllato sia anche
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controllante? forse costituzionale che il referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti sia stato ignorato, attraverso il raggiro dei rimborsi elettorali? forse costituzionale che i Regolamenti del Parlamento, fatti dal Parlamento, trasformino mille cittadini in principi di un impero decadente? forse costituzionale che si tagli lassistenza ai disabili e si continuino a finanziare privilegi da pseudo sovrani? forse costituzionale che si congeli la pensione agli anziani per darla a piene mani ai parlamentari? forse costituzionale che i giovani non abbiano lavoro e gli ex della politica abbiano, anche dopo decenni, uffici, segreterie, incarichi e scorte? Certo, Cicerone manca, ma manca anche il minimo senso del pudore, ormai, e la Democrazia boccheggia, sotto i colpi di una casta sorda e cieca, che non comprende che sta distruggendo perfino se stessa.

Ma quanti erano, insomma, i visitatori della mostra di Matisse? Sembra che fossero appena la met dei 250.000 dichiarati dagli organizzatori ai fini della quantificazione dei loro compensi. Compresi 11.000 ingressi omaggio, poco probabilmente destinati ai ragazzi, agli handicappati, ai pensionati al minimo, ma interessati allarte. Sembra che anche per la mostra degli Inca sia ipotizzabile la stessa situazione, parrebbe che gli inquirenti stiano indagando. Ma come possibile? A Brescia, poi, dove si apprende a contare i soldi sin da bambini, dove il business scritto nel dna? E chi ha pagato, con i nostri soldi, quali controlli ha fatto? Se non ha controllato, come risarcir il danno? Due cose sono certe, purtroppo. Che Brescia, ormai, non pu pi dare lezioni a nessuno. E che anche a Brescia, oggi, le dimissioni dei responsabili non sono pi considerate un mezzo doveroso per riconquistare il rispetto.

fiat, MarchioNNe, boNaNNi, aNgeLetti


Marchionne ha detto in questi giorni quello che alcuni gi sapevano, che altri avevano subito compreso, che molti altri gi intuivano due anni fa: che il progetto Fabbrica Italia, sostanzialmente, non c. Tra quelli che ci hanno creduto, eccome, ci sono Bonanni e Angeletti, leader, rispettivamente di Cisl ed Uil. Bonanni si affrettato a chiedere a Marchionne se il progetto era solo sospeso, e fa tenerezza, non c che dire, con questa sua disarmante soavit. Angeletti ci ha pensato su bene, e poi, quando si fatto unidea pi definita, e dopo la convocazione di Marchionne a Palazzo Chigi, ha dichiarato: la Fiat deve assumere impegni vincolanti. Adesso si pu stare pi tranquilli, si pu guardare con maggior fiducia al futuro della nostra maggiore azienda privata: Bonanni e Angeletti sono sul pezzo.

aLer, che Pasticcio


Pu succedere a tutti, non c dubbio, e chi senza peccato scagli la prima pietra. Ma se si commette un errore, non si pu rimediare con un errore pi grande. LAler di Brescia, che si occupa di edilizia pubblica, volendo assumere un dirigente tecnico, ne ha affidato la ricerca alla Societ di servizi della Cispel, una sorta di Confindustria pubblica, mutatis mutandis, ovviamente. La Cispel, nel condurre la selezione, ha indagato ben aldil della sfera di competenze professionali dei candidati. Nei test, infatti, erano presenti domande del tipo: sei soddisfatto della tua vita sessuale, hai avuto esperienze omosessuali, hai mai pensato al suicidio? Quantomeno singolare, non c che dire, e il Garante della privacy, investito della questione, ha censurato lindagine. Inopinatamente, lAler, che non ha la responsabilit dellindagine, ma soltanto quella della scelta della Cispel, ha deciso di ricorrere al tribunale contro la sentenza del Garante, avallando, in sostanza, il metodo Cispel. Il pasticcio si complica, perch il tribunale ha dato ragione al Garante, e lAler stata condannata a pagare le spese di lite. C chi dice che Aler voglia ricorrere in Cassazione. Addirittura? Suvvia, un po di buon senso, di quello che i bresciani possiedono in larga misura e che ha contribuito non poco a fare grande Brescia. Aler cerchi un buon tecnico, preparato e serio, e lasci stare quello che fa sotto le lenzuola. Ce lo insegna perfino una simpatica pubblicit istituzionale, in questi giorni sugli schemi di tutti gli italiani. Ma forse allAler la tv non ce lhanno.
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UN caPPeLLo PieNo di ciLiegie


Ha scritto Oriana Fallaci che nel 1880 Garibaldi si dimise da Deputato e si ritir a Caprera. Dimettendosi, invi ai giornali la tremenda lettera su cui gli italiani si sarebbero sempre dimenticati di piangere e di riflettere: Tuttaltra Italia io sognavo. Non questa, miserabile allinterno e vilipesa allestero, scriveva Garibaldi. Sono trascorsi 132 anni, sono passati eserciti di suonatori, la musica non cambiata, anzi... Riusciranno gli italiani ad uscire dagli atri muscosi, dai fori cadenti per riscoprire il misero orgoglio di un tempo che fu? Si legge di milioni di giovani disoccupati, ma dove sono? Cosa fanno? Pensano? Ci sono davvero?

BRAINSTORM

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di stefaNo aNzUiNeLLi

Cybereducation 2.0

nternet e le tecnologie digitali non sostituiranno leducazione, la renderanno migliore! Lo spunto mi viene porto da un gesuita, don Antonio Spadaro, direttore di La Civilt Cattolica che ha recentemente pubblicato per Vita e Pensiero un libro intitolato Cyberteologia in cui si evidenzia come smartphone, tablet e computer, come scrive Luca De Biase sul Sole24Ore, sempre connessi alla rete non annullano il corpo, ma lo estendono, abbattendo alcune barriere fisiche al contatto tra i cervelli. La dimensione culturale che si forma in questo modo non per le persone soltanto uno strumento, ma anche un ambiente culturale che a sua volta attiva fenomeni evolutivi. sulla base di queste considerazioni che due insegnanti americani di chimica, dal 2008 hanno iniziato a considerare un modo nuovo di concepire lapproccio pedagogico attraverso le classi ribaltate. Ma che cosa una classe ribaltata? Si tratta di utilizzare social media e tecnologie digitali per fornire a casa degli studenti indicazioni sui programmi di studio cos che possano abituarsi a ricercare autonomamente le informazioni necessarie sulla rete. Le ore di lezione vengono al contrario uti-

lizzate per fare esercizio e lavoro congiunto con il docente che ha pi tempo quindi per impegnarsi a coinvolgere gli studenti con attivit di mentoring e coaching. Recentemente, a Orlando in Florida, alcuni insegnanti sono stati intervistati per gli ottimi risultati ottenuti in classe applicando alcuni codici QR sulla porta della classe che, scansionati dagli studenti tramite i propri smartphone danno agli stessi lagenda delle attivit quotidiane della classe ribaltata. Da quel momento in avanti gli studenti iniziano a lavorare tramite podcast, collage digitali e visual social networking, sotto la supervisione dei docenti che, meno impegnati nella propria tradizionale attivit di lezione, riescono a coinvolgerli in maniera molto pi efficace. Le critiche pi ovvie a questo nuovo paradigma pedagogico risiedono nel fatto che coloro i quali non possono avere accesso alle tecnologie elettroniche tramite strumenti digitali adeguati, sono virtualmente impossibilitati a interagire. In mancanza quindi di un reddito sufficiente o di sussidi statali, la limitazione quindi evidente e stridente anche a fronte di tassi di miglioramento dei voti in materie scientifiche del 75 per cento.

Sicuramente le classi ribaltate non diverranno cos popolari come i propri precursori desidererebbero. importante per riconoscere ci che possiamo apprendere da questo processo cognitivo. Abbiamo sempre detto che la presenza della tecnologia nelle classi non pu essere lunico agente di motivazione e successo per gli studenti. Gli insegnati continueranno ad avere un ruolo preponderante nelleducazione dei propri studenti e ci lelemento di maggior vigore di questo nuovo approccio didattico. Lobiettivo primario non quindi quello dintrodurre la tecnologia nella vita degli studenti, quanto quello di rendere gli insegnanti pi disponibili. La domanda che ci dobbiamo porre non tanto se dobbiamo ribaltare o meno la classe, quanto invece se vogliamo essere pi disponibili per i nostri studenti.
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ElettroLeader
Progettazione ed installazione impianti elettrici e di automazione, impianti di sicurezza ed impianti fotovoltaici

www.bsnews.it

ONDAGGIO

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Dal 1987, la nostra societ opera nel campo della fornitura e messa in opera di impianti elettrici civili ed industriali ed automazione aperture civili ed industriali. In continuo aggiornamento, oggi siamo pronti ad offrire alla nostra clientela anche il ramo Fotovoltaico, con la seriet tecnica e commerciale che ci viene riconosciuta da sempre. Se volete realizzare un impianto fotovoltaico contattateci liberamente, saremo lieti di consigliarVi al meglio e di chiarire i Vostri dubbi.

na nuova stagione calcistica iniziata. E per le rondinelle senza dubbio unannata allinsegna dellausterity. Archiviate le difficili trattative per la cessione della societ, al timone rimasto Gino Corioni, che ormai ha sulle spalle pi di ventanni di carriera da presidente. Ma le casse di via Bazoli restano vuote e i soldi arrivati grazie alle numerose cessioni non sono bastati a portare nella Leonessa qualche calciatore degno di quelli che hanno cambiato casacca (Leali, El Kaddouri, Kon e Feczesin, solo per fare qualche nome). Da qui, e probabilmente dal difficile avvio di campionato, parte lo scontento che i lettori hanno manifestato con chiarezza rispondendo alle domande del sondaggio di Bsnews.it (lindagine, lo ricordiamo, non ha valore scientifico). E nessuno squadra, presidente e tifoseria riuscito a salvarsi. Tranne il vecchio, caro, Rigamonti.

Il nuovo Brescia? Bocciato dai tifosi

dove pu aRRivaRe il BRescia Questanno?


I lettori del quotidiano on line non hanno molta fiducia nellannata delle rondinelle. Quasi uno su quattro, infatti, afferma che per la squadra sar una stagione da mezza classifica. Ma molti sono pi pessimisti e parlano addirittura di retrocessione diretta
Mezza classifica. Retrocessione diretta. Playout. Non so.

(20 per cento), salvezza ai playout (9 per cento) o comunque di parte bassa della classifica (16 per cento). Gli ottimisti sono in netta minoranza: a credere alla promozione solo il 18 per cento, mentre il 7 per cento parla di playoff senza successo.
Playoff senza promozione. Promozione con playoff.

Promozione diretta.

ELETTROLEADER S.R.L. Progettazione ed installazione impianti elettrici e di automazione, impianti di sicurezza ed impianti fotovoltaici

Parte bassa della clssifica.

campaGna acQuisti, cosa ne pensi?


Per la maggioranza dei tifosi (56 per cento) il calciomercato della societ stato assolutamente deludente. Un dato a cui si aggiunge il 32 per cento di coloro che hanno definito scarsa la campagna acquisti. NemAssolutamente deludente. Scarsa.

Sede legale Via Belvedere n.20 - 25124 Brescia Sede operativa ed amministrativa Via DellArtigianato n.72 25039 Travagliato (Bs) Tel. e fax: 030.6863754 030.6624155 E-mail elettroleader@elettroleader.it; amministrazione@elettroleader.it http://www.elettroleader.it

meno un lettore su dieci, invece, ha parlato di un saldo tra acquisti e cessioni sufficiente. Nessuno lha definita positiva. E un misero tre per cento si dichiarato comunque fiducioso.
Comunque positiva.

Sufficiente. Sono fiducioso.

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chi il GiocatoRe pi impoRtante del BRescia?


Alla domanda la met dei lettori ha risposto con il cuore: il pi importante il difensore e capitano Marco Zambelli. Ma anche il portiere Michele Arcari molto gettonato (35 per cento). Gli altri devono accontentarsi delle briciole: l8 per cento ha rispoZambelli. Arcari.

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Una mondo di soluzioni industriali su misura.


sto lattaccante Andrea Caracciolo, il 2 per cento il difensore Sebastien De Maio e l1 per cento il centrocampista Marco Rossi. Il 5 per cento aveva indicato kon, ma nel frattempo stato ceduto al Bologna.
De Maio. Rossi.

Caracciolo. kon.

Qual il punto di foRZa della sQuadRa?


Il pessimismo dei tifosi delle rondinelle confermato dai risultati di questa domanda. Per i due terzi, infatti, il Brescia di oggi non ha alcun punto di forza. Il 21 per cento, inveNon esiste. Difesa.

ce, ha indicato la difesa come reparto migliore. Il 12 per cento ha scelto il centrocampo. E solamente l1 per cento lattacco.
Centrocampo. Attacco.

ultR del BRescia, cosa ne pensi?


Sugli ultr del Brescia i lettori del quotidiano on line sono spaccati quasi a met: il 29 per cento li addita come troppo violenti, mentre il 25 afferma che si comportano in maniera
Sono troppo divisi al loro interno.

corretta. Una cosa, per, mette daccordo la gran parte (46 per cento) di coloro che hanno risposto al sondaggio: la tifoseria delle rondinelle troppo divisa al proprio interno.
Si comportano in maniera corretta.

Sono troppo violenti.

coRioni deve RimaneRe pResidente?


La domanda di quelle che si sentono porre di frequente tra tifosi. E la risposta non smentisce le previsioni. Ben il 46 per cento dei lettori di Bsnews.it, infatti, ritiene che il presiNon so. No.

C OM UNI CAZ I O NE

dente Gino Corioni debba lasciare la presidenza. Solo il 18 per cento vuole che continui. Ma gli indecisi sono pi di un terzo di coloro che hanno risposto.
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stadio, cosa faRe?


Alla domanda la met dei lettori ha risposto che quello dello stadio un problema che riguarda soltanto il Brescia calcio (ci pensi la societ da sola, 39 per cento) oppure ha manifestato totale disinteresse per la questione (11 per cento). Per quanto
Ci pensi il Brescia Calcio da solo. teniamo il vecchio Rigamonti.

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riguarda invece le due soluzioni oggi in campo, la pi gettonata stata quella di restaurare il vecchio Rigamonti (27 per cento), mentre il 23 ha chiesto alla Loggia di continuare con il progetto del parco dello sport.

situati in Italia, e altre unit produttive e di assemblaggio nel mondo. La visione del business orientata alla soddisfazione del cliente attraverso innovazione continua e qualit totale con prodotti sempre pi evoluti e servizi sempre pi mirati.

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Continuiamo con il progetto del parco dello sport. Non mi importa.

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paolo cRepet alla cameRa di commeRcio


Oltre cinquecento persone hanno ascoltato, lo scorso 12 settembre, nella sala delle Conferenze della Camera di Commercio, lintervento del prof. Paolo Crepet, psichiatra e psicoterapeuta. Lincontro, organizzato da Confesercenti di Brescia, era rivolto principalmente alle imprese che operano sul territorio. Il relatore ha affrontato il tema dei problemi economici che il paese sta attraversando, analizzando la societ, le imprese, la famiglia, i giovani e il futuro, proponendo delle riflessioni su come intervenire per uscire dalla crisi. Sottolineata la necessit che gli operatori economici abbandonino i rispettivi individualismi per condividere esperienze e know how, sottolineando limportanza di reti e consorzi che operino nellottica di valori condivisi.

veRso laltRo 2012, pRofit non pRofit


La manifestazione Verso LAltro, dedicata alluniverso del volontariato, ha fatto il bis questanno, presso la Scuola Madonna della Neve, ad Adro, dal 21 al 23 settembre. Una tre giorni in cui le Onlus Punto Missione e Baule della Solidariet hanno dato vita a una serie di appuntamenti, tra musica, incontri e momenti di riflessione. Molti i personaggi noti presenti alla manifestazione, tra i quali Omar Pedrini, Beppe Donadio e Carlo Castagna, sopravvissuto alla strage di Erba, che stato intervistato dalla giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga. Tema protagonista del 2012 Profit VS Non-Profit: due mondi a confronto, affrontati attraverso le testimonianze di importati personalit.

QUI & l
GRan pRemio automoBilistico a pedali peR BamBini
Grande entusiasmo fra piccoli e grandi che hanno seguito e corso fino a tarda serata Il 1 Gran Premio di Auto a Pedali di Provaglio dIseo, che si tenuto a partire dal pomeriggio nellambito della Magica Notte dei Piccoli l8 settembre scorso con il Patrocinio del Comune di Provaglio e la collaborazione di Auto Pedal Club Italiano & Eta Beta. Dopo il successo del Primo Gran Premio automobilistico a Pedali (per adulti) tenutosi a giugno dello scorso anno in Piazza Loggia a Brescia, c un interesse crescente, da parte di persone di tutte le et, per la prossima competizione automobilistica a pedali.

festival di Ghedi 2012: maRco caRta ospite donoRe


Il cantante sardo, vincitore del talent-show Amici nel 2008 e poi del Festival di Sanremo nel 2009, sar lospite donore della finalissima della 13 edizione del concorso canoro. Questanno sono aumentati gli iscritti provenienti da tutta Italia, con dieci regioni rappresentate sul palco e oltre 150 artisti iscritti al concorso dedicato agli artisti emergenti e ai brani inediti, ha detto Paolo Gatti, presidente di Music Association. Il 19 ottobre a Montirone si svolger la serata speciale Sanremo, con la partecipazione di cinque big. Gran finale invece, sabato 20 ottobre al Palabrescia: i dieci finalisti del Festival si esibiranno con un brano inedito e una versione ridotta di una cover a loro scelta, accompagnati dalla band dal vivo.

a cura di roLaNdo

giaMbeLLi

caRtoni animati in... coRsia!


Un laboratorio di cinema danimazione stato realizzato a settembre in ospedale, grazie al progetto promosso dallassociazione Avisco - Audiovisivo scolastico. I partecipanti costruiranno personaggi e sfondi con la carta ritagliata e daranno vita ad un cartone animato. Un vero e proprio set di ripresa portatile in miniatura la Casetta dellanimazione , dotato di luci, webcam e computer, stato costruito per loccasione. I brevi film realizzati dalle bambine/i e dalle ragazze/i dei reparti di Neuropsichiatria dellInfanzia e dellAdolescenza, Oncoematologia pediatrica e Chirurgia pediatrica dellOspedale dei Bambini saranno pubblicati sul web e presentati durante ledizione 2012 del festival Schermi danimazione Cinquenovanta previsto per lautunno.

tRofeo iGussaGo 2012


Domenica 2 settembre sui campi del Golf Club Arzaga si disputato il Trofeo iGussago 2012, una individuale Stableford aperta a tre categorie. Organizzato in collaborazione con la nota marca orologi Hamilton, il trofeo iGussago, competizione golfistica riservata a tutti i clienti della gioielleria di via Vittorio Emanuele II di Flero, ha visto una numerosa e sentita partecipazione di pubblico: oltre ai 52 concorrenti, infatti, tantissime erano le persone che hanno seguito il torneo da spettatori. Al termine della gara, stata la volta della premiazione. Al primo netto e al primo lordo di categoria stato consegnato un prestigioso orologio Hamilton; mentre ai secondi, ai terzi, alle lady e ai senior sono stati regalati gadget e premi speciali. Leuforia generale e i fantastici premi confermano questo de iGussago il trofeo pi prezioso dellanno...
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a montichiaRi le olimpiadi inteRnaZionali di infoRmatica


Quella di oggi la prima giornata di un grande evento al quale stiamo lavorando da ben due anni. In sala ci sono un migliaio di persone e in gara 320 giovani talenti pronti a sfidarsi nel calcolo matematico e informatico. Cos il presidente della Provincia di Brescia, Daniele Molgora, e lassessore provinciale allIstruzione, Aristide Peli, allinaugurazione della 24 edizione delle International Olympiad in Informatics, che lItalia ha ospitato per la prima volta questanno, fino a domenica 30 settembre, tra Montichiari e Sirmione. Hanno preso parte alle selezioni centinaia di miglia di ragazzi provenienti da 85 Paesi. LItalia ha schierato 4 talenti della programmazione, di cui fa parte Gabriele Farina, del Liceo Scientifico Copernico di Brescia (in foto tra il presidente Molgora e lassessore Peli).
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LEuROPEO A CASA NOSTRA


quarta edizione di un torneo diverso dagli altri. In campo otto compagnie di amici.

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arsavia, Kiev e Buffalora. Le bollicine di cuoio che hanno reso frizzante lestate sportiva europea hanno contagiato anche il centro sportivo Rigamonti, dove otto formazioni di amici si sono affrontate in un torneo di calcio a 7 dal sapore continentale. Durante lanno i giocatori in questione si dilettano nelle classiche partitelle settimanali, utili a mantenere il pelo lucido e a staccare la spina. Con larrivo dellestate la voglia di calcio si fa sempre pi marcata e le soluzioni sono due: prendere parte a uno dei tanti tornei notturni organizzati nellhinterland cittadino o costruirselo da s. nato cos il trofeo Mercury, giunto alla quarta edizione. Si disputato nel mese di giugno, con le otto protagoniste suddivise in due gironi da quattro. Ad ogni compagine corrispondeva una Nazionale, con tanto di divise da gioco del tutto simili a quelle delle selezioni impegnate in Polonia e Ucraina. Organizzazione impeccabile: arbitro ufficiale, dettagliati resoconti dellufficio stampa nel post partita, fisioterapista a bordo campo, premi in vino e gelato alle finaliste. E gli atleti? Let media non era certo quella di ine-

sperti esordienti e la condizione fisica, spesso, lasciava a desiderare, ma nel complesso possiamo dire di aver visto partite avvincenti, con sprazzi di bel gioco e una piacevole costante: la voglia di divertirsi. cera UNa VoLta iL PoLPo PaUL Quando si indossano maglie tanto prestigiose tutto diventa speciale. Mancano solo per scelta gli inni nazionali, perch Fratelli dItalia lo meritano tutti o nessuno. Nella fase a gironi Italia e Francia conquistano la prima piazza, subito dietro arrivano Spagna e Inghilterra. Abbandonano la competizione Svezia, Olanda e Germania, ma il Cucchiaio di legno va alla Croazia, al secolo Moralit, che perde tre gare su tre.

Mentre in giro per lEuropa si cerca un degno erede del polpo Paul (il polipo che azzeccava tutti i pronostici del mondiale sudafricano) il tabellone del trofeo Mercury anticipa quello dellEuropeo, azzeccando gli incroci dei quarti: Italia e Inghilterra da una parte e Spagna e Francia dallaltra. La notizia, tuttavia, non fa in tempo a spargersi che il verdetto del campo va immediatamente in netto contrasto con ci che accade in Polonia e Ucraina. Gli azzurri nonostante una partenza lampo con le due gemme di Cazzago su punizione perdono 7-3, piegati da bomber Colleoni (capocannoniere del torneo). Nemmeno la presenza in campo di un Bergomi con la maglia numero 2 riesce a dare solidit alla difesa italiana, che si rassegna alla

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finalina contro la Spagna, battuta 7-2 da una Francia spumeggiante. Le joUr de gLoire est arriV Sette giorni dopo latto conclusivo del torneo regala ai giocatori in campo la possibilit di esibirsi di fronte a un pubblico pi numeroso, e soprattutto di portare a casa una coppa che vale molto pi di un trofeo. Vale una serata di gloria e la possibilit di sbeffeggiare amici e colleghi a piccole dosi, fino alla prossima edizione. La Spagna lo sa bene, e non perde loccasione per mettersi al collo il bronzo in modo prepotente, trascinata da Pezzana per un 8-1 che non ammette repliche. Il resto avviene nel dopo gara, quando le furie rosse si presentano in tribuna sorseggiando una cerveza e deridendo i rivali. Momenti che non hanno prezzo. Intanto in campo tutto pronto per la supersfida dal sapore medievale: Francia-Inghilterra. Visto da lontano capitan Marta ricorda il celebre giocatore transalpino Barthez, ma non gioca in porta e nessuno prima della sfida osa baciargli la pelata sudaticcia. Questa Francia, infatti, non ha bisogno di riti scaramantici e costruisce il suo trionfo sulla forza del collettivo. Nessuno gioca di squadra come i bleu, che arginano la coppia dassi di Colleoni-Dusi e chiudono la pratica gi nel primo tempo, portandosi sul 5-1. Nella ripresa i biancorossi hanno una reazione dorgoglio, ma troppo tardi per rimettere in discussione legemonia dei galletti, che alzano cresta e coppa sotto una cascata di champagne (se era prosecco pazienza...).

PORT

L ORGANIZZATORE

ITALO FOLONARI
Da dove arrivano le squadre che hanno preso parte al torneo? Nascono da gruppi di amici che durante lanno si ritrovano per la classica partitella settimanale tra scapoli e ammogliati. Nel caso della mia squadra la frequentazione risale ai tempi del liceo, ma ognuno ha la sua storia. I Ciormani, ad esempio, sono tutti avvocati. Come nata lidea del Trofeo Mercury? Tre anni fa ci siamo guardati intorno, e nonostante la ricchezza dellofferta sportiva locale non abbiamo trovato proposte in linea con la nostra filosofia, quindi abbiamo deciso di costruirci il torneo da soli. Ci racconti la vostra idea. Lagonismo deve esserci, ma in modo sano. Il nostro uno stile pi vicino al rugby che al calcio. Il concetto di compagnia fondamentale, e i deboli non vengono esclusi, ma coinvolti. A met maggio facciamo una festa con aperitivo e sorteggi delle maglie e dei gironi. Le teste di serie sono le prime quattro classificate dellanno precedente. Le maglie rappresentano un altro tratto distintivo del vostro torneo. Ogni squadra ha un nome storico, ma ogni anno viene associato ad una squadra famosa con le corrispettive maglie. Nel 2011 avevamo optato per la Premier League inglese, questanno per lEuropeo. Anche la scelta della location non casuale. Abbiamo optato per il Centro Sportivo Rigamonti perch il campo a 11 pu essere frazionato in pi campi a 7. C la possibilit di giocare in contemporanea e quindi trovarci tutti la stessa sera. Si condividono perfino gli spogliatoi tra squadre avversarie. Cosa le piaciuto di pi di questa quarta edizione? Il fatto di aver dato continuit a questa esperienza. Mi piaciuto meno il risultato finale della mia Moralit: dopo un

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la finale: fRancia-inGhilteRRa 7-4


FRANCIA: Pasotti, Marta, L. Beccaria, Sebastiani, ottelli, Cuminetti, Gambrizio, P. Beccaria, Ragnoli, Squassina, Staffieri. INGHILtERRA: Mini, Durini, Gnecchi, Sangiacomo, Zani, Giacobi, Sugari, F, Duse, Annarumma, Colleoni. Reti: Staffieri (3), P. Beccaria (2), Colleoni (3), ottelli, Duse, Squassina.
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bronzo e un argento ci siamo beccati il cucchiaio di legno. Chi stata invece la squadra dellanno? Il Manchester City (Francia) ha vinto con merito, ma la mia menzione speciale va ai Cocorito, nei panni della Spagna. Non avevano il portiere e si alternavano in quel ruolo. Nonostante questo sono arrivati terzi. Nella precedente gestione Fiaccavento non avevano mai superato la prima fase. Mister Berlucchi li ha condotti sul podio. Che beffa!.

R
di fraNcesco rastreLLi
Presidente dellordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia

UBRICA

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lpisce tra il 15 e il La stipsi cronica co con per l80% donne 20% degli italiani, almeno ni, che da et media di 50 an i Chi soffre di stips anni vi combatte. 17 condizione la propria cronica percepisce a avverte la medesim malato cronico e di di un malato iperteso o limitazione di un patto fisico ed artrosi. Oltre allim di t di vita i sintomi sulla quali emotivo de no significativo me del paziente, non sto malattia nel conte limpatto della sociale.

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IL dOttOr saverIO FerrarI ParabIta aPPLIca Una tecnIca che cOnsente aL PazIente dI UscIre daLLO stUdIO POtendO gI MastIcare e sOrrIdere

a tecnologia in continua evoluzione non solo nel settore informatico ma anche in molti altri campi di cui per non sentiamo parlare spesso. Lodontoiatria uno di questi e limplantologia, in particolare, ha introdotto numerose innovazioni nel giro di pochi anni. Se infatti fino a qualche tempo fa lapplicazione di protesi dentarie era un tipo di intervento che richiedeva tempo e si prospettava piuttosto doloroso per il paziente, oggi la situazione completamente cambiata. Con la tecnica di carico immediato, quella cio che consente al paziente di uscire dallo studio potendo gi masticare e sorridere, sono stati fatti importanti passi avanti. Qualunque ne sia la causa, la perdita di uno o pi denti precisa il dottor Saveri Ferrari Parabita comporta infatti conseguenze gravi sia per il corretto funzionamento della masticazione sia per lestetica. I denti rimasti tendono, con il loro movimento, ad occupare lo spazio rimasto vuoto, i contatti fra i denti delle arcate vengono modificati e la chiusura della mandibola diventa poco corretta creando al paziente notevoli disturbi purtroppo qualche volta anche irreversibili. Masticare il cibo diventa difficile con problemi sia per lapparato masticatorio sia per quello digestivo. La salute della bocca aggiunge il dottor Parabita a rischio e questa situazione favorisce linsorgere della carie sui denti rimasti e unigiene corretta risulta pi difficoltosa. La soluzione pi moderna ed efficace, applicata quotidianamente negli studi di Brescia e di Bergamo del dottor Parabita, limplantologia. Questa tecnica consente infatti di sostituire il o i denti

mancanti imitando in modo efficace la forma del dente naturale ed impiantandolo. Come in natura, anche con questa tecnica losso a sostenere la radice dellimpianto dentale che in titanio. La forma molto simile a una vite, che da una parte ha il filetto che entra nellosso e dallaltra emerge dalla gengiva a forma di dente ridotto. Sopra questa parte emergente viene in una fase successiva fissato il dente artificiale che solitamente in ceramica anche se la nuova frontiera aggiunge Parabita lo zirconio. Il pi grande vantaggio degli impianti quello di avere i denti del tutto simili, nella struttura e nella funzione, al dente naturale, ripristinando laspetto estetico e funzionale della bocca. Si tratta di un intervento doloroso? La mia esperienza al Civile di Brescia nel reparto di chirurgia Maxillo-facciale mi ha dimostrato lefficacia della sedazione controllata ed per questo che nel mio staff sono presenti due anestesisti rianimatori che utilizzano attrezzature e protocolli ospedalieri. Prima dellintervento, con una soluzione endovenosa, al paziente si toglie lansia, la paura e il dolore lasciandolo per vigile, evitando problemi collaterali, con le proprie funzioni polmonari perfettamente attive. Non si fa ricorso a nessun farmaco e dopo pochi minuti dalla fine dellintervento, il paziente perfettamente cosciente. Passato leffetto dellanestesia, possibile accusare un indolenzimento della gengiva e dellosso. Prima di assumere farmaci antidolorifici ricorda il dottor Ferrari Parabita bene attendere la prescrizione del dentista e in caso di gonfiore utile tenere la borsa del ghiaccio vicino alla zona dellintervento.
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saLUte e benessere

iMPLaNtoLogia, UNa soLUzioNe ModerNa


//05.settembre Paralimpiadi: oro dellhandbike per Alex zanardi, che ha ribadito la volont di continuare nel suo impegno datleta, ed ha risposto a tono alla provocazione del comico Paolo Villaggio: le Paralimpiadi fanno molta tristezza.
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SUCCESSO

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Muore Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla luna. Lastronauta, che Obama ha definito un grande eroe americano, morto a causa di complicazioni a seguito di unoperazione al cuore. Armstrong era atterrato sul terreno lunare il 20 luglio 1969 insieme a Edwin Aldrin. Le sue prime parole un piccolo passo per luomo, un grande balzo per lumanit sono entrate nella storia.

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//29.agosto Kiev: sette anni per Iulia Timoshenko. La Corte di Cassazione ucraina ha confermato la condanna a 7 anni per la leader dellopposizione, per un controverso contratto per le forniture di gas siglato nel 2009 con Mosca, quando era premier. Timoshenko si trova dietro le sbarre da pi di un anno.

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//27.agosto

//04.settembre

New York, addio a Michael Clarke Duncan, il gigante de Il Miglio Verde, film per il quale aveva ottenuto una nomination per il premio Oscar. Duncan morto a 54 anni in un ospedale di Los Angeles, dove era stato ricoverato lo scorso 13 luglio, dopo un infarto.

//06.settembre Nuova strage del mare nel Mediterraneo. Un barcone fa naufragio al largo delle coste occidentali della Turchia. Il bilancio, secondo quanto riferiscono i media locali, di 58 immigrati clandestini morti.

//13.settembre Elezioni in Olanda: trionfo dei partiti filoeuropeisti, tonfo dellultradestra. Vincono ai seggi i liberali del premier Mark Rutte, seguiti dai laburisti.

//8.novembre //11.settembre Libia: ucciso lambasciatore americano Chris Stevens nellassalto contro la sede di rappresentanza Usa a Bengasi, assieme ad un funzionario e due marines, alla vigilia della nomina del nuovo premier libico. Motivo: un film su Maometto, ritenuto blasfemo. Il presidente americano Obama invia in loco un reparto di marines specializzato nella lotta al terrorismo. Fermento in tutte le ambasciate occidentali, dallEgitto allItalia.

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successo...

MoNDo

//18.settembre Usa: Dichiarazioni shock di Mitt Romney, candidato alla Casa Bianca. In un video rubato durante una cena di raccolta fondi a porte chiuse e postato sul sito progressista Mother Jones, il candidato repubblicano offende il 47% degli americani accusandolo di votare per Obama perch dipende dal governo, non paga le tasse e si sente vittima, troppo povero. E ammette che il suo lavoro non certo preoccuparsi di questa gente.

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//10.settembre

Pakistan: il maltempo causa 69 morti. emergenza, a causa delle piogge monsoniche che si sono abbattute su tutto il Pakistan. Il maltempo distrugge circa 7mila case, dopo aver causato straripamenti e danneggiato vaste aree coltivate.

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SUCCESSO

//04.settembre Protesta sul silos. Tre lavoratori dello stabilimento sardo Alcoa, con un gesto disperato, salgono a 70 metri daltezza su uno dei silos dellimpianto per protestare contro la chiusura dellazienda.

Agguato a Scampia: nuova faida di camorra. Raffaele Abete, 42 anni, fratello di Arcangelo (divenuto uno dei capi degli scissionisti che nel 2004 lasciarono il clan Di Lauro), viene freddato da due sicari, cancellando i dubbi sullesistenza di una nuova faida di Scampia.

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SUCCESSO

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successo...
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ItALIA

Miss Italia 2012. Giusy Buscemi, 19 anni di Mazara del Vallo, un metro e 75 daltezza, vince la 73a edizione. Audience da record per la trasmissione condottada Frizzi a Montecatini Terme.

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//09.settembre

//29.agosto Sardegna, cresce la disperazione tra i minatori del polo industriale Carbosulcis, che rischia la chiusura. Cresce lesasperazione dei minatori, giunti al quarto giorno doccupazione dei pozzi di Nuraxi Figus, a quasi 400 metri di profondit, dove, durante una conferenza stampa, uno degli operai si taglia un polso.

//31.agosto Addio al Cardinal Martini. Nato nel 1927, era stato arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, quindi si era trasferito a Gerusalemme dove aveva proseguito i suoi studi. Nel 2008 era rientrato in Italia per curare il morbo di Parkinson, e da allora risiedeva allAloisianum di Gallarate. Bagno di folla ai funerali nel Duomo di Milano, trasmessi in diretta tv.

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//17.settembre

Svolta nellassassinio dei coniugi di Lignano Sabbiadoro, trovati il 19 agosto scorso nella loro casa con la gola tagliata, torturati. Lisandra Aguila Rico, giovane cubana amica di famiglia, fermata dai carabinieri confessa. Si cerca il fratello, suo complice.

//18.settembre Orgoglio gay a Palermo. LAssemblea nazionale delle associazioni gay, lesbiche e transessuali, accoglie la candidatura del capoluogo palermitano alla parata gay nazionale. Per la prima volta, la manifestazione omosessuale in Italia si spinge cos a sud. //17.settembre

//10.settembre Festival del Cinema di Venezia: leone doro a Piet, di Kim Ki-duk, vittoria annunciata che arriva ad un film pieno darchetipi ispirati tutti dal denaro. Ricco bottino per lAmerica di The Master: Leone dargento, per la migliore regia, a Paul Thomas Anderson, e Coppa Volpi (alla coppia composta da Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman). Flop per il nostro Paese.

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Ritrovato trentenne in fuga, scomparso il 27 agosto dopo aver tamponato unauto della Polizia locale a Castenedolo. Fermato dai carabinieri di Mediglia, nel milanese, sano e salvo. La fine di un incubo, hanno commentato i genitori.

successo...

BRESCIA
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//09.settembre Addio ai piloti bresciani, morti nello schianto aereo del quadriposto della Rossi srl di via San Zeno, ditta specializzata nelle fotografie aeree. Il velivolo, per cause ignote, si avvitato in cielo, piombando in un deposito giudiziario vicino Ciampino. Per Antonio Savoldi e Alfred Segariol, grande commozione allaeroporto di Montichiari, dov stata allestita la camera ardente.

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//15.settembre Niente pi scuolabus per i bimbi nomadi. Il Comune di Brescia sospende il servizio di trasporto che svolgeva da diversi anni dai campi di via Borgosatollo 19 e via Orzinuovi 104. Rolfi: Normale stop per morosit Sinti e rom, debito da 75mila euro. La Cgil: La Loggia non valuta le difficolt socio-economiche.

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//03.settembre Cologne, addio a Cenci, il tenente nella neve, morto a 93 anni. Lalpino Nelson Cenci, reduce della campagna di Russia, di cui scrive Mario Rigoni Stern nel Sergente nella neve, partecip alla guerra in Montenegro con la Julia e nel 1942 in Russia con la Tridentina, come comandante di plotone della 55a compagnia del battaglione Vestone.Gravemente ferito, si guadagn sul campo una Medaglia dArgento al Valor Militare.

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//17.settembre

Polverone a Roma. Drastica spending review presentata dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini nel corso di un intervento straordinario al Consiglio regionale. Taglio delle commissioni consiliari, degli assessori, delle auto blu e addio alle somme per i gruppi consiliari, o dimissioni.

Sulzano, treno in ostaggio. Una comitiva di ciclisti infuriati blocca un treno della linea Iseo-Edolo. I tredici, a bordo delle loro due ruote, volevano salire tutti insieme sul treno delle 17.30 ma stato loro impedito a causa della mancanza di stalli per le biciclette. La protesta stata sedata dallintervento dei carabinieri di Marone.

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//11.settembre

//30.agosto Fiamme in Maddalena. Lincendio divampa in tre punti diversi, con ipotesi dolosa o colposa. Il rogo si propagato nella zona poco lontana dal San Gottardo: distrutti due ettari e mezzo di bosco, e ritrovate alcune pistole risalenti agli anni Settanta.

//01.settembre Celeste continua le cure. La sentenza del Tribunale del lavoro di Venezia, al quale si era appellata la famiglia Carrer contro la sospensione delle cure imposta lo scorso maggio dallAifa, dichiara che la bimba veneziana di soli due anni, affetta da atrofia muscolare spinale, pu continuare le cure allospedale Civile di Brescia con le cellule staminali.

//10.settembre Molestie al parco. Inquietante serie di atti osceni a danni di ragazze, e molestie a sfondo sessuale nei confronti di bambini, nelle aree verdi cittadine: a Fiumicello, nella zona del Palafiera, nel parco di via del Verrocchio a San Polo. Arrestati due tunisini.

//16.settembre Ossa umane nel lago di Sal: subito giallo, in via Cure del Lino. I carabinieri attendono la perizia medico legale sui resti che potrebbero essere parti di uno scheletro umano: un femore, lungo circa mezzo metro, e dei frammenti di costole.

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Chi ha deciso di diventare proprietario di un immobile di pregio punta su quelli che possono garantire anche una loro rivalutazione nel tempo
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rmai lo sentiamo dire da mesi, forse da anni: il mercato immobiliare italiano in sofferenza e fatica enormemente a riprendersi. Eppure c un settore che questa crisi non la percepisce o, se lo fa, non sembra curarsene troppo: quello degli immobili di lusso. Nel nostro Paese questo genere di compravendite rappresenta, in percentuale, il 4 per cento del totale, ma a valore si tratta di un mercato, ovviamente, molto ricco. E Brescia non fa eccezione. Certo, non tutto il lusso uguale, e guardando le tipologie di immobile su cui si concentrano le ricerche degli interessati a questo settore risulta evidente. Chi vuole diventare proprietario di un immobile di pregio preferisce, spesso, puntare su quelli che, oltre a soddisfare esigenze funzionali (vicinanza alla citt) o estetiche (verde, piscina, domotica), garantiscono nel tempo un buon rendimento e una rivalutazione sicura. Anche a Brescia continuano ad essere richieste le soluzioni classiche, quelle che uniscono il pregio delledificio alla fama della zona in cui si trova. Sono piuttosto i nuovi immobili di lusso, che non hanno ancora dimostrato di essere un buon investimento, ad essere guardati con prudenza dagli acquirenti. Stesso discorso vale per gli immobili commerciali che devono essere di rappresentanza e inseriti in un contesto che trasmetta sensazioni di bellezza e di esclusivit. Non solo. Chi cerca unicit chiede che gli immobili corrispondano ai pi moderni concetti di risparmio energetico e quindi siano di

classe energetica elevata. Vengono richiesti soprattutto immobili non arredati perch anche larredamento fa parte di quella ricerca di rappresentare se stessi che sta alla base della scelta di una casa di pregio. Per quanto riguarda poi landamento del mercato, le prospettive sul futuro economico generale o le conseguenze della nuova tassazione crea nuove tensioni. Anche se ancora troppo presto per capire se ci saranno conseguenze dirette sul numero di compravendite, le prime analisi fatte dagli operatori del settore a livello nazionale evidenziano come le ricerche degli immobili di pregio nel primo semestre di questanno siano in leggero calo, e motivano questo dato con un aumento della diffidenza verso il futuro anche tra chi non ha problemi ad acquistare abitazioni di grande valore. Sempre positivo, invece, il mercato delle case di pregio in aree tradizionalmente votate al turismo come il lago di Garda e il suo entroterra dove soprattutto i tedeschi sono ritornati ad acquistare anche perch tradizionalmente hanno sempre preferito zone facilmente raggiungibili dalla Germania che consentisse loro di godere della propria casa italiana anche nel corso dei fine settimana. E se il periodo estivo ormai alle spalle, la stagione invernale alle porte e anche le stazioni sciistiche della nostra provincia offrono case di pregio vicino alle piste da sci, immerse nei boschi o a due passi dal centro. Chalet o ville che in ogni caso hanno davvero poco da invidiare per comodit e confort a una casa in citt.

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