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N. 1 ANNO III // GENNAIO 2011
BRESCIA NELLA STORIA t BACHECA t PELO E CONTROPELO t RIFIUTI INDUSTRIALI t VIDEOTECA t QUI E L t SUCCESSO
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Narcisa Brassesco Pace
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Cividate Camuno
Borno
Capo di Ponte
Saviore dellAdamello
STRADE E QUARTIERI
Noce
SOGNANDO
LA RIPRESA
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DODICI MESI // GENNAIO 2011
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I giovani e il lavoro: Lav Oro o lav Horror?
Brescia nella storia: 200
anniversario Teatro Grande
Strade e quartieri: Noce, il guscio
forte ma il frutto secco
Hinterland: Borgosatollo, campi
e contrade al limitare della storia
Speciale Did Palazzolo
Viaggio in Provincia. La media Valle Camonica
Darfo Boario Terme, Breno, Cividate Camuno,
Borno, Capo di Ponte, Saviore dellAdamello
Tu e il sco
Pelo e contropelo
Mens sana in corpore sano
Qui & l
Italia, un anno di sport: Si pu dare di pi
Gentile Farmacista
Specchio delle mie brame
successo
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Editoriale
Fine della moratoria, ri-muoiono le imprese
Prodotto & mercato
Sognando la ripresa
Narcisa Brassesco Pace:
Da civil servant a manager (e ritorno)
Francesco Onofri: La priorit per la citt?
Il successo della metro
Francesco Franceschetti: La ripresa
c ma lenta
Filippo De Paoli: Plan de Fuga,
il rock colto che viene da lontano
Strategia dimpresa
A2A: Tutto sbagliato, tutto da rifare?
Ideal Standard: Non c problema
Servizio idrico: ora ci penser la Provincia
Bacheca
AIB: Le occasioni da non perdere
Riuti industriali: Una risorsa da valorizzare
Alta Valle Camonica: Parte bene
la stagione invernale
IN QUESTO
NuMErO

Editore
Sales Solutions srl
Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia

Registrazione Tribunale di Brescia n. 52 del 24/11/2008
Impaginazione
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Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick
Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini

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tel 030.3758435 - fax 030.3758444
segreteria@salesolutions.it
MESI
DODICI MESI
Mensile di attualit, economia, inchieste,
opinioni e cultura da Brescia e dal mondo.
Gennaio 2011
Anno III - Numero 1
Rivista mensile - 1,00
Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia
tel 030.3758435 - fax 030.3758444
redazione@dodicimesi.com

Direttore Responsabile
Roberto Barucco
direzione@dodicimesi.com
Coordinamento
Donatella Car
donatella.care@dodicimesi.com
Hanno collaborato
Alice Aimo, Eva Alessandri, Giovanni Altuni, Luca Anni,
Fiorenzo Bandirali, Roberto Barucco, Luce Bellori, Nicola
Bendinelli, Livio Benassi, Esterino Benatti, Elizabeth
Bertoli, Silvio Bettini, Paoloemilio Bonzio, Donatella
Car, Alessandra Cascio, Lodovico Cherubini, Alessandro
Cheula, Paolo Cittadini, Mario Conserva, Enrico Filippini,
Bruno Forza, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Viola
Ladi, Lucrezia Lombardi, Riccardo Maffei, Ferdinando
Magnino, Sergio Masini, Enrico Mattinzoli, Cristina
Minini, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti,
Luciano Ponzi, Massimo Portolani, Francesco Rastrelli,
Federico Rossi, Massimo Rossi, Emanuele Salvi,
Salvatore Scandurra, Alessandra Tonizzo.
Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana
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GENNAIO 2011
Certificazione di qualit
DIN EN ISO 90002:1994
certificato n. 12 1003177/1433
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fax 030 2010977
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25123 Brescia
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entre le mille
citt sognate
dai bresciani
si danno ap-
puntamento nella cartella dei
buoni propositi per il nuovo
anno, il faldone aperto al
Fascicolo Possibilit, gi
stato archiviato nel Casellario
dei Ricordi 2010. Riposa nel
suo scaffale, nel silenzio del
Tribunale delle Buone Inten-
zioni, senza udire il botto del
triccheballacche che fschia
ancora alle orecchie politiche
di chi anima il dibattito pub-
blico: Decidere.
Anzi, decidere, decidere,
decidere. Borrelli docet.
Volendo, ci sta anche il pun-
to esclamativo a margine dellesortazio-
ne leghista. Anzi, due punti. E punto e
virgola, abbondiamo, che non dicano
che siamo provinciali.
Il petardone verde arriva dal museo della
Mille Miglia a margine delle Feste di Na-
tale: la Lega Nord, riunita tra le auto sto-
riche, carbura a pieno regime e guarda
allanno nuovo come al banco di prova
del programma di governo della citt.
Spinge sullacceleratore della politica,
il vicensidaco Fabio Rolf, e snocciola
il piano dintervento, senza prendere
troppe curve: Dalle parole, ai fatti.
Riepiloghiamo le idee in fretta, questio-
ne di spazi: lotta allimmigrazione clan-
destina, sviluppo della citt in chiave
universitaria, con creazione, sollecitata,
di apposito assessorato allUniversit,
campus e alloggi per studenti, che non
possono prescindere da interventi diret-
ti ai giovani, come lafftto di emancipa-
zione o i mutui per i precari. E poi me-
trobus, o metropolitana che dir si voglia,
con revisione del prezzo del biglietto e,
se possibile, prolungamento verso Rez-
zato e la Valtrompia. Non mancano un
paio di mortaretti tirati al centro stori-
co, con la possibile pedonalizzazione di
piazza Loggia e piazza Paolo VI. Identica
soluzione ipotizzata anche in largo For-
mentone e corso Mameli. Stop al traff-
co dunque, almeno nelle intenzioni. E
richiesta di consiglio comunale su A2A,
per cercare di recuperare quel rapporto
tra municipalizzata e citt, legame pluri-
decennale e virtuoso, ora destinato a un
pi stanco mnage di coppia.
Insomma, da quellangolo di museo sepol-
to tra le veterane depoca, ladditivo nel
motore del 2011 stato versato. E i rife-
rimenti automobilistici diretti alla Giunta
non sono mancati, compresa la voglia
di sedersi a fanco del guidatore. Come
avveniva al tempo della Mille Miglia: al
via copilota e meccanico, per riparare
in corsa a possibili guasti. arrivato il
momento di innescare la quinta, dicono
dalla Lega Nord (ma anche la terza non
sarebbe poi male, dopo un viaggio tutto
in seconda, ad evitare un brusco calo di
giri nel passaggio alle marce alte), desti-
nata a divenire una marcia di riferimento.
Limportante non affrontare curvoni
e discese, come quella che dal Castello
arriva al cuore della citt, con il moto-
re imballato, senza freni e con le brac-
cia stanche aggrappate al volante.
di rOBErTO BAruCCO
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Belgium
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21.1%
23.2%
26.5%
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29.2%
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44.9%
47.2%
48.2%
48.7%
48.8%
49.6%
53.3%
54.6%
55.5%
56.6%
57.0%
65.8%
68.6%
EU averange 44.2% World averange 47.8% Prot taxes
Labour taxes
Other taxes
Note: The chart shows the TTRs for economies in the European Union split by type of tax
compared to the EU and the world averange.
Source: PwC analysis.
di ANTONIO PANIGALLI
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00.000 imprese, 2.400.000
lavoratori, 60 miliardi di euro,
sono allincirca i numeri di
quello che si sta muovendo in-
torno alla moratoria che fu messa in campo
per prorogare le quote capitale dei fnan-
ziamenti bancari ed ora cosa succeder?
Se non ci saranno ulteriori interventi go-
vernativi si verifcher una nuova stagione
di pesante moria delle imprese. La cosa
auspicabile e pi importante non quella
di ottenere ulteriori interventi di spot/
moratorie, bens quella di ripensare
nellinsieme la politica economica, fscale
e burocratica.
Infatti, secondo lo studio Paying taxes
2011, realizzato dalla Banca Mondiale e
dalla societ di consulenza PwC, lItalia al
profondo vertice della pressione fscale
in Europa, e, tanto per non smentirsi, tra
le prime al mondo (il solito preoccupante
e inaccettabile primato negativo).
Il TTR (Total Tax Rate, indice del carico
complessivo dei tributi nazionali, locali
e sociali) ammonta al 68,6%, a fronte di
una media europea del 44,2% (al di sotto
di quasi 25 punti percentuali) e di una me-
dia mondiale del 47,8% (quasi il 21% di
differenza). Ma il dato ormai sembra non
colpire pi nessuno visti i temi sui quali
impegnata lagenda pubblica della politica
di entrambi gli schieramenti e questo livel-
lo di TTR sicuramente fglio di un siste-
ma politico che dal dopoguerra a oggi, per
attuare il compromesso del compromesso
del compromesso, ha portato a unevasio-
ne stimata in circa 120 miliardi di /annui
e ad un giro daffari della malavita stimato
in circa 60 miliardi di /annui.
Su 183 Paesi esaminati dal dossier, lItalia
risulta al 167 posto tra i Paesi in cui com-
plessivamente pi pesante il carico fsca-
le. A pesare particolarmente sono le tasse
sul lavoro (contributi sociali e TFR) che
rispetto al tasso complessivo del 68,6%
rappresentano il 43,4% del carico.
Anche la burocrazia rende diffcile la vita
FINE DELLA MORATORIA,
RI-MUOIONO LE IMPRESE
alle nostre imprese che impiegano 285
ore lanno soltanto per adempiere i pro-
pri doveri fscali, posizionandosi al 123
posto della classifca mondiale. Anche
qui il confronto con la media europea (di
circa 225 ore) molto critico.
A conti fatti, unazienda italiana impiega
mediamente quasi 24 giorni per essere
in regola con tutti i pagamenti allerario
e agli istituti di previdenza. Va poi det-
to che il nostro posto in classifca non
migliorato, anzi siamo scesi di un posto
(nelledizione dello scorso anno lItalia
era il paese numero 166) e non si au-
torizzano neppure facili speranze per il
futuro, perch durante le fasi di crisi e di
economia stagnante il costo del fsco per
le imprese aumenta, in quanto il carico
fscale tende a rimanere rigido proprio
mentre gli utili ed il PIL si contraggono.
Tra le curiosit dello studio, in tema di
gender gap (gi trattato nei precedenti
articoli), da segnalare anche il fatto che
in alcune legislazioni c un diverso tratta-
mento fscale per genere: le donne pagano
pi tasse degli uomini in Costa dAvorio,
Burkina Faso, Indonesia e Libano. Ci
sono per anche paesi, come Israele, Co-
rea e Singapore, dove avviene lopposto,
per incentivare lingresso delle donne nel
mondo del lavoro.
Le tasse sono il prezzo che si deve pagare
per una societ civilizzata: la citazione di
Oliver Wendell Holmes, giurista america-
no dellinizio del secolo scorso, campeggia
sul frontespizio di Paying Taxes 2011.
Da aggiungere: Sempre che siano eque e
non ti facciano morire.
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GENNAIO 2011
9
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UBRICA
Terza puntata, dedicata alle osserva-
zioni raccolte da Andrea Francesco
Domeneghini, giovane laureando della
Bocconi, presso la Business School di
Shanghai.
I
l primo impatto allarrivo in Cina
di estraneazione totale: non
solo si circondati da persone
diverse, scritte e voci incom-
prensibili e impenetrabili, ma si viene in
continuazione rimbalzati fra unimpres-
sione di progresso e benessere e visioni
di povert e squallore. Si arriva allaero-
porto internazionale di Pu Dong, uno
dei pi grandi e pi transitati di quella
parte del mondo, nuovo e scintillante,
orgoglio (uno dei tanti) della citt e del
partito comunista locale.
Ma passati gli scrupolosi controlli del
visto e il metal detector anche in uscita,
una volta fuori dalla struttura si som-
mersi da un nugolo di tassisti cinesi
che si accalcano per proporti il proprio
servizio per il trasporto fno in citt, ad
un prezzo concordato, senza far partire
il tassametro e, come quasi sempre in
Cina, senza ricevuta (molto nero e taglio
limitato delle banconote la pi grande
vale circa dieci euro sono una parte
della ricetta governativa per tenere bassi
i prezzi cinesi e vincere la concorrenza
internazionale). I taxi sono sgangherati e
puzzolenti e il paesaggio che si attraver-
sa brutto e triste, in stridente contrasto
con la pulizia e la bellezza dellaeropor-
to: una periferia urbana sterminata, fatta
di palazzoni da minimo quindici piani,
tantissime macchine di cui molte in pes-
sime condizioni, poi camion e smog.
Lasciate le arterie principali si entra nel-
le strade cittadine e l si rischia di fnire
soffocati, in tutti i sensi. La citt rigurgi-
ta roba e gente, non c un angolo senza
che vi sia qualcuno e che vi sia qualcosa
da comprare, vendere, scambiare, ag-
giustare. Tutto sporco nelle periferie,
anche laria che si respira. Shanghai ,
infatti, anche inquinatissima, essendo un
abitato di circa venti milioni di persone,
che cresce ogni giorno grazie agli immi-
granti dalle sterminate campagne cinesi
e, come se questo non bastasse, anche
la citt dove si costruisce pi al mondo,
con cantieri enormi ovunque, che emana-
no polveri pi o meno sottili, senza parla-
re dellinquinamento acustico provocato
dagli operai edili, sempre al lavoro, sette
giorni su sette, 24 ore al giorno.
Il campus della Fudan University non
esattamente come quello di Berkeley:
niente confraternite e nessun disinvolto
studente americano, ma molti dormi-
tori o aule per le lezioni o laboratori. I
dormitori per studenti cinesi sono in
condizioni pessime, e cos pure le loro
mense. Noi stranieri fniamo invece
ghettizzati in bei palazzoni di recen-
te costruzione, forse volutamente, per
sottrarci dalla vista delle condizioni dei
nostri compagni cinesi e, al ritorno,
serbare solo un ottimo ricordo. A onor
del vero il campus ha anche bei giardini,
oltre a un enorme grattacielo di uffci
al centro dello stesso e lonnipresente
statua di Mao allingresso principale.
Come tutto il resto della citt pieno
zeppo di persone e di nuove costruzioni
che sorgono velocemente, come quella
della Business School da me frequentata
nel primo anno di laurea specialistica in
International Management.
La Fudan reputata la seconda o terza
universit della Cina. Ma la sua vera for-
za non sta tanto nella ricerca, comunque
a un buon livello, o nellampia offerta
formativa che va da giornalismo a me-
dicina: Fudan la scuola prediletta del
partito comunista a Shanghai, in cui si
formano i futuri quadri dirigenti, e come
di SILVIO BETTINI
PRODOTTO & MERCATO
tale il suo nome fortemente spendibi-
le nel mercato del lavoro cinese. Non a
caso, moltissimi dei miei compagni ci-
nesi sono iscritti al partito. Forse qual-
cuno di essi vi crede fortemente, ma la
gran parte lo fa per tenere aperta una
porta in pi per la propria carriera pro-
fessionale, come mi stato confdato da
alcuni compagni.
Molti arrivano addirittura a chiedersi, sot-
tovoce, che senso abbia in una Business
School, dove si studiano globalizzazione
e capitalismo, essere obbligati a fare quat-
tro ore a settimana di teoria marxista e
dottrina maoista. Ma al governo tali dubbi
non interessano molto, e gli studenti, sia
che studino medicina o relazioni interna-
zionali, sono costretti a fare queste ore
di puro indottrinamento (cosa che a noi
stranieri invece viene risparmiata). I miei
compagni cinesi sono tutti ragazzi molto
preparati e, col tempo, scopro che sono il
frutto di una selezione molto agguerrita
e che in Cina, se si arriva alluniversit,
che ovviamente pubblica e gratuita, si-
gnifca che si sono superati con successo
diversi esami e prove a livello nazionale,
che servono a scremare i migliori e a ga-
rantire loro un futuro da classe dirigente:
anche in Cina la meritocrazia spietata.
Presto mi rendo conto che la competizio-
ne serrata anche fra di noi, perch tutti
ambiamo ai massimi voti, ma le A (o i 30
e lode) possono essere assegnati solo in
minime percentuali, regole delluniver-
sit, cio del partito. Lanno trascorso
nelluniversit si rivela molto intenso per
quanto riguarda lo studio, ma Shanghai
sa ripagare di ogni fatica, e, superato
liniziale spaesamento e fatta labitudine
al caos cittadino, facile rendersi conto
che, nel bene e nel male, una citt unica
al mondo.
continua
DALLA VALLECAMONICA
A SHANGHAI
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MESI
GENNAIO 2011
1
2
MESI
GENNAIO 2011
di ALESSANdrO ChEuLA
La crisi sistemica. Lillusione di un fenomeno congiunturale e
quindi reversibile smentita dalla realt dei mercati occidentali dove, a
due anni dallavvento della recessione, sempre pi improbabile, a causa
della saturazione della domanda, parlare di crescita, evento che allo stato
dei fatti appare possibile solo nei mercati emergenti dellOriente.
L
a crisi che stiamo vivendo
purtroppo sistemica, quindi
non ciclica ma strutturale. Ci
signifca che la ripresa, in as-
senza di una politica industriale incisiva
ed effcace, non si tradurr automatica-
mente in crescita. E poich la globaliz-
zazione vuol dire interdipendenza, cio
connessione tra fenomeni generali e an-
damenti locali, Brescia non fa eccezione.
Laggettivo pi infazionato timido.
Forse perch consente di non sbilanciarsi
e non compromettersi in previsioni az-
zardate, quindi smentibili o controver-
tibili dalla realt una volta consumatisi i
processi oggetto delle previsioni. Di qui
i mezzi toni e le mezze misure: ripresa
timida, crescita pallida, trend mo-
derato, previsione cauta, incrementi
parziali, tendenze prudenti. Per non
dire delle suggestioni sociologiche alla
Bauman (societ liquida, per dire che
i fenomeni sociali sono talmente fuidi da
essere perennemente precari, transitori e
provvisori, liquidi, appunto) o alla De
Rita, linventore del lessico improbabile
ma suggestivo del sommerso, del ce-
spuglio, del rasoterra. Tutti sinonimi
per defnire lindefnibile, cio il volatile,
il virtuale, leffmero. Tutto ci che noi su
queste pagine in passate edizioni di 12
Mesi abbiamo defnito, con un neolo-
gismo di cui rivendichiamo il copyright,
emerocultura, ossia la cultura (o sotto-
cultura) del giorno per giorno. Aggettivi
che, dicendo poco o nulla, vanno bene
11
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CENARI
SOGNANDO
LA RIPRESA
VlA V.EMAMLELE ll U2.L FLEFC
TEL. OOO 27C'OUUZZZLJXVVDJRLW
NPVPLSSPLYPH-SLYV
Rivista 12 mesi.indd 3 20/12/10 12.19
zino (modello tipico del Nord-Ovest) e
quello della piccola impresa mercatista
mirata al mercato (il modello tradizionale
del Nord-Est).
Le grandi imprese siderurgiche (acciaio)
sono quelle che hanno sofferto di pi,
seguite dalle metallurgiche (rame-ottone
e alluminio) e dal vasto e composito arci-
pelago della meccanica il 40% della quale,
in quanto subfornitrice di componentisti-
ca (automotive e non) lavora per contro
terzi (i committenti). Come dimostrano
i consuntivi 2009 di Aib, Isfor 2000,
Siderweb e SteelOrbis, le performances
migliori vengono da chi lavora per lex-
port, sia direttamente sia indirettamente,
cio chi fornisce aziende che esportano.
Non solo nei mercati trainanti tradizionali
come la Germania ma pi ancora in quelli
emergenti del Far East, dove si pu anco-
ra parlare di crescita nel senso espansivo
del termine. Secondo lAib, infatti, la ri-
presa resta debolissima in tutti i comparti
escluso calzature (che fa parte del settore
tessile) e alimentare. Secondo il sindacato
le ore di cassa integrazione a fne 2010
avranno superato ampiamente i 60 milio-
ni rispetto ai 45 milioni complessivi regi-
strate nel 2009. In Lombardia unazienda
su due nel 2009 ha chiuso il bilancio in
rosso. A Brescia i fallimenti, pur rallen-
tando il passo, continuano la corsa a un
ritmo che resta nettamente superiore
alla media degli anni precedenti il 2009.
I consumi sono tuttora in calo, il turismo
(alberghiero in particolare) in crisi, le
aziende agricole soffrono ancora, abituate
da sempre ad una dignitosa sopravvivenza.
Insomma, il quadro generale, pur se non
sconsolante come nel 2009, a fne 2010
e inizio 2011 non pu dirsi confortante,
n pu autorizzare soverchi ottimismi. La
parola dordine, o meglio la cifra con
cui si potrebbe defnire lattuale situa-
zione, aspettativa, attesa, speranza,
desiderio. Attesa non passiva, ovviamen-
te, ossia un atteggiamento che non si fa
illusioni quanto al pessimismo dellintelli-
genza, ma resta combattivamente positivo
quanto a ottimismo della volont.

rIPrESA NON SIGNIFICA
CrESCITA
La ripresa, ripetiamo, non va confusa con
la crescita. Tra luna e laltra c un diffe-
renziale di velocit (e di profondit) il cui
giunto omocinetico, lo abbiamo gi
scritto nei numeri scorsi della testata, pu
essere dato solo dalla politica. Nella fatti-
specie una politica economica che ponga
al centro una politica industriale degna
di questo nome, il cui baricentro poggi a
sua volta su una politica energetica con-
seguente. Stefano Saglia, parlamentare
bresciano sottosegretario allo Sviluppo
economico, ne consapevole. Al punto
di aver posto al centro della propria attivi-
t la politica energetica, essendo quella
per tutti i gusti, tutte le situazioni, tutte le
stagioni e tutte le latitudini, come si con-
viene al linguaggio globale del villaggio
globale (lo diceva Marshall Mc Luhan nel
1950, mezzo secolo prima della digitaliz-
zazione). Nessuno si azzarda a formulare
giudizi netti. Per non parlare delle analisi
previsionali macroeconomiche, di siste-
ma. Il colmo dellossimoro, ossia dellam-
biguit lessicale eretta a sistema, il de-
bito sovrano. Grazioso eufemismo che
sta per pubblico il cui scopo, come nel
caso italiano, esorcizzare la drammatica
incombenza del debito equivocandolo ar-
tatamente col suo contrario, il fondo so-
vrano, questo s veramente tale poich si
tratta dei fondi di investimento statali dai
mezzi pressoch illimitati che investono
in tutto il mondo come nel caso di Cina
o Abu Dhabi.
BrESCIA 2011
PrEVISIONI O PrOFEZIE?
Il 75% delle aziende bresciane ha chiu-
so il 2009 con cali di fatturato che, a
seconda dei comparti e delle tipologie
produttive, vanno dal 10% al 70%. Il
2011, pur segnando fessioni dei ricavi
meno pesanti, sar ancora un esercizio
allinsegna della crisi come il 2010. La ri-
presa, gi parzialmente e timidamente
in atto, non per tutti. E soprattutto non
presenta tassi di incremento tali da crea-
re posti di lavoro. E fno a quando non si
creeranno nuovi posti di lavoro, che nella
fattispecie italiana e bresciana signifcano
nuove tecnologie ossia nuove imprese,
non si pu parlare di ripresa, come dice
leconomista francese Jean Paul Fitoussi.
Il fatto che anche Fitoussi dimentica
una cosa elementare, vale a dire che ri-
presa e crescita non sono la stessa cosa.
La prima condizione necessaria ma
non suffciente della seconda. Brescia
non fa eccezione. Il suo zoccolo duro
sider-metal-meccano-tessile formato
dai quattro settori tipici, maturi ma com-
petitivi, che insieme alledilizia occupano
poco meno del l80% della manifattura
locale pur colpito al cuore, resiste. Ma
con notevoli differenziazioni al proprio
interno. Differenze che si manifestano in
particolare tra i due modelli portanti della
manifattura bresciana: quello della gran-
de impresa fordista orientata al magaz-
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CENARI
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GENNAIO 2011
VlA V.EMAMLELE ll U2.L FLEFC
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Rivista 12 mesi.indd 3 20/12/10 12.19
nente sicumera con cui oggi preconizzano
la ripresa, forse linversione del ciclo non
sarebbe stata a suo tempo cos traumatica
e noi piccoli uomini del pianeta avremmo
potuto prepararci al suo avvento. Insom-
ma, lasfssiante rumore con cui stiamo a
scrutare lorizzonte a breve e brevissimo
termine per coglierne i minimi segnali di
cambiamento esattamente proporziona-
le allassordante silenzio che precedette il
settembre nero 2008. Ci per dire che
i moderni cultori della futurologia disci-
plina oggi assimilabile alleconomia come
del resto lo sono diventate la sociologia,
la psicologia e le cosiddette scienze del
comportamento di derivazione america-
na sono paragonabili ai maghi o astrolo-
gi del passato. A signifcare che la ripresa
arriver non quando le far comodo,
espressione astratta quanto evanescente,
bens quando sui mercati internazionali
torneranno le condizioni per renderla
possibile. Condizioni che per ora non
si vedono, salvo timidi segnali o pallide
tendenze, circoscritte e contraddittorie
o talmente precarie e provvisorie da non
poter costituire indicazioni valide dalle
quali estrapolare credibili proiezioni.
LOCALI E GLOBALI
O COESI E COrALI?
La rifessione opportuna per dire che
disegnare scenari globali o continen-
tali per il 2011 azzardato e aleatorio
quanto tratteggiare outlook (previsioni)
a livello locale. Con la differenza che per
questi ultimi disponiamo di strumenti
empirici - non scientifci cio pi effca-
ci ma probabilistici in quanto pi pratici
- che rendono possibili approssimazioni
pi attendibili. Ma lomologazione degli
andamenti economici, conseguenti alla
globalizzazione dei mercati, rende i feno-
meni locali pressoch indistinguibili da
quelli regionali o continentali.
Ci signifca che, salvo nicchie tanto
fortunate quanto circoscritte, nemme-
no le realt particolari possono sottrarsi
agli andamenti generali. La risposta non
pu che essere corale. Linversione del
ciclo dei mercati non potr che essere
globale, cio investire tutta leconomia
mondiale. Ma le risposte locali dovran-
no essere necessariamente coese e cora-
li, pena il mancato aggancio alla ripresa
e il defnitivo addio alla crescita, con il
conseguente inevitabile precipitare nel-
la spirale senza fne dellimplosione. Ri-
medi corali sul piano economico signi-
fcano risposte coese sul piano politico:
una coesione che metta al primo posto
linteresse collettivo e condiviso, nazio-
nale, al di l delle differenze di colore o
di partito, di ceto o di classe. Facile a
dirsi ma nella fattispecie italiana diffci-
le a farsi. Diffcile ma non impossibile.
Senza tralasciare una cosa che la politica
si dimentica di ricordarci.
Vale a dire che la crisi che stiamo viven-
do, come quella che leuro sta attraver-
sando per colpa dei Paesi imprevidenti,
il prezzo che dobbiamo pagare alla
pacifcazione europea e, per estensione,
alla pace mondiale. Poich la globaliz-
zazione dello scambio, pur nel rapporto
tuttora ingiusto e ineguale tra le diverse
aeree del pianeta, lunica alternativa alla
planetizzazione della guerra. E perch in
un sistema globalizzato, senza confni n
barriere, mantenere la pace pu costare
in termini economici molto di pi che
fare la guerra. Con la differenza che
meglio pagare i prezzi economici del pre-
sente che il prezzo di sangue del passato.
Meglio, insomma, una crisi globale che
una guerra mondiale.
industriale competenza del Governo nel
suo insieme. Non c articolo, saggio,
intervento, commento o convegno di
economia dove non si parli di crisi, dove
non si preconizzi la ripresa, il suo pros-
simo avvento nonch il modo migliore
per propiziarla e prepararla e dove non si
tratteggino le condizioni pi idonee per
favorirne il decollo.
La speranza lultima a morire ma, come
diceva Mario Monicelli, quasi sempre
una trappola per gli illusi (per i poverac-
ci, diceva il grande regista). La speranza
in questi tempi di crisi come una rondi-
ne la cui comparsa non fa primavera. Ed
questa la prima lezione che ci sta dando
questa crisi, inedita in quanto sistemica:
la fne della teoria delle aspettative. La
crisi le ha spiazzate. Non servono pi,
non sono pi motivazioni alla base del
comportamento economico. Fanno par-
te di una teoria marginalista superata dai
fatti e smentita dalla realt. Una teoria che
non ha pi ragioni di essere. Poich se
fosse ancora valida avremmo gi superato
la recessione che ci attanaglia da quasi tre
anni. Se bastassero solo le aspettative a
muovere lhomo oeconomicus e il suo
smithiano interesse egoistico raziona-
le avremmo bypassato la recessione, o
quantomeno rimosso la cause profonde
che invece sono ancora latenti. Chi ha
formulato la teoria delle aspettative,
ossia delle speranze ovvero delle attese
e dunque dei desideri, dovrebbe fare au-
tocritica e restituire il Nobel, se per caso
avesse avuto la ventura di ottenerlo.

MAGhI ECONOMISTI
FuTurOLOGI
Prima che la crisi arrivasse nessuno ne
aveva previsto neppure lontanamente la
bench minima ipotetica eventualit (sal-
vo lirano-americano Roubini, talmente
noto e ascoltato che nessuno se ne accor-
se). Ora che tutti scrivono della ripresa
e si affannano a prevederla Krugman
in primo luogo, sia pure molto scettico,
seguito dagli economisti di casa nostra
come Boeri, Penati e Spaventa o da quelli
pi prossimi quali Spinelli, Scarpa, Porte-
ri e Santagostino questa non si decide ad
arrivare. Se i vari guru delleconomia
avessero scritto prima della recessione
con la stessa logorroica dovizia e suppo-
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MESI
GENNAIO 2011
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CENARI
Lassessorato allAmbiente del Comune di Brescia, Aprica spa e OMB
International hanno presentato due novit tecnologiche per la raccolta dei
rifiuti urbani. La prima riguarda un cassonetto con lo sportello a 70 cm da
terra assistito idraulicamente per i cittadini a ridotta capacit motoria. La
seconda il cassonetto provvisto di un dispositivo che stima il carico al suo
interno e trasmette la segnalazione per svuotarlo. Marco Medeghini,
presidente di OMB International, ha sottolineato che lattenzione alla perso-
na e allimpatto ambientale ispirano l'innovazione tecnologica dell'azienda.
Questa attenzione ha portato OMB International a ideare un sistema
integrato per migliorare laria di Brescia. E' possibile limitare linquinamento
da polveri sottili attraverso impianti di depurazione: laria aspirata passa da
un filtro a panno e da un elettrofiltro, viene immessa in un sistema di canaliz-
zazioni e infine espulsa. E' stato proposto anche un prototipo di autobus
munito dell'apparecchiatura di filtrazione dell'aria realizzato da Brescia
Trasporti.
Anche questanno, dopo lesordio dellanno scorso, Sintesi spa ha
organizzato il Concerto di Natale, tenutosi lo scorso 15 dicembre nella
prestigiosa cornice del Teatro Grande di Brescia. Levento ha riscosso un
notevole successo e lalta qualit offerta dal programma musicale ha
ricevuto unanimi apprezzamenti. Il pubblico ha potuto seguire le esecuzio-
ni gospel della Rodney Bradley Gospel Band, un ensemble jazz
deccezione che ha visto la partecipazione del chitarrista Sandro Gibellini,
sinonimo di eccellenza bresciana in ambito artistico, coadiuvato da Kenny
Martin alle percussioni, Massimo Fara al pianoforte, Gianluca De Marti-
ni, Cynzia Cirone e Valerio Di Rocco voci e lo stesso Rodney Bradley
allorgano e voce. Linvito gratuito era rivolto agli abbonati delle strutture
di sosta gestite da Sintesi spa. Impeccabile padrona di casa la presidente
di Sintesi Giovanna Prandini, principale ispiratrice di questa edizione
apprezzata in primis dai dipendenti della societ da lei presieduta.
Si conclusa, con la cerimonia di premiazione presso la sede di Brescia
Trasporti, la sesta edizione bresciana del concorso Parole in corsa,
coordinata a livello nazionale dallassociazione delle aziende di trasporto
ASSTRA. Liniziativa era riservata ai residenti nella Provincia di Brescia che
avessero inviato un racconto inedito entro settembre 2010. Tra gli elaborati
pervenuti sono stati selezionati i 5 finalisti, ammessi di diritto al concorso
nazionale di che si terr nel gennaio 2011. Il primo classificato risultato
Ruggero Ponzanelli, 17enne studente di Bagnolo Mella, con il racconto dal
titolo 14 e si aggiudicato un weekend per due persone in occasione
della premiazione del concorso nazionale e due abbonamenti annuali
allintera rete di Brescia Trasporti. Al secondo posto Luca Trombetta di Caste-
nedolo, al terzo Alberto Fornaciari di Concesio, al quarto Alice Andreis di
Roncadelle e al quinto Dario Vittori di Mazzano. Una menzione speciale a
Chiara Abiatico, scrittrice di 8 anni, risultata la concorrente pi giovane. Tra
i premi abbonamenti al servizio di trasporto e libri.
NOVITA DAL GRUPPO BRESCIA MOBILITA
Cassonetti Accessibili e Air Cleaner | Parole in corsa | Sintesi a tutto Jazz
CASSONETTI ACCESSIBILI E AIR CLEANER
SINTESI A TUTTO JAZZ
PAROLE IN CORSA UN RACCONTO DI VIAGGIO
Lassessorato allAmbiente del Comune di Brescia, Aprica spa e OMB
International hanno presentato due novit tecnologiche per la raccolta dei
rifiuti urbani. La prima riguarda un cassonetto con lo sportello a 70 cm da
terra assistito idraulicamente per i cittadini a ridotta capacit motoria. La
seconda il cassonetto provvisto di un dispositivo che stima il carico al suo
interno e trasmette la segnalazione per svuotarlo. Marco Medeghini,
presidente di OMB International, ha sottolineato che lattenzione alla perso-
na e allimpatto ambientale ispirano l'innovazione tecnologica dell'azienda.
Questa attenzione ha portato OMB International a ideare un sistema
integrato per migliorare laria di Brescia. E' possibile limitare linquinamento
da polveri sottili attraverso impianti di depurazione: laria aspirata passa da
un filtro a panno e da un elettrofiltro, viene immessa in un sistema di canaliz-
zazioni e infine espulsa. E' stato proposto anche un prototipo di autobus
munito dell'apparecchiatura di filtrazione dell'aria realizzato da Brescia
Trasporti.
Anche questanno, dopo lesordio dellanno scorso, Sintesi spa ha
organizzato il Concerto di Natale, tenutosi lo scorso 15 dicembre nella
prestigiosa cornice del Teatro Grande di Brescia. Levento ha riscosso un
notevole successo e lalta qualit offerta dal programma musicale ha
ricevuto unanimi apprezzamenti. Il pubblico ha potuto seguire le esecuzio-
ni gospel della Rodney Bradley Gospel Band, un ensemble jazz
deccezione che ha visto la partecipazione del chitarrista Sandro Gibellini,
sinonimo di eccellenza bresciana in ambito artistico, coadiuvato da Kenny
Martin alle percussioni, Massimo Fara al pianoforte, Gianluca De Marti-
ni, Cynzia Cirone e Valerio Di Rocco voci e lo stesso Rodney Bradley
allorgano e voce. Linvito gratuito era rivolto agli abbonati delle strutture
di sosta gestite da Sintesi spa. Impeccabile padrona di casa la presidente
di Sintesi Giovanna Prandini, principale ispiratrice di questa edizione
apprezzata in primis dai dipendenti della societ da lei presieduta.
Si conclusa, con la cerimonia di premiazione presso la sede di Brescia
Trasporti, la sesta edizione bresciana del concorso Parole in corsa,
coordinata a livello nazionale dallassociazione delle aziende di trasporto
ASSTRA. Liniziativa era riservata ai residenti nella Provincia di Brescia che
avessero inviato un racconto inedito entro settembre 2010. Tra gli elaborati
pervenuti sono stati selezionati i 5 finalisti, ammessi di diritto al concorso
nazionale di che si terr nel gennaio 2011. Il primo classificato risultato
Ruggero Ponzanelli, 17enne studente di Bagnolo Mella, con il racconto dal
titolo 14 e si aggiudicato un weekend per due persone in occasione
della premiazione del concorso nazionale e due abbonamenti annuali
allintera rete di Brescia Trasporti. Al secondo posto Luca Trombetta di Caste-
nedolo, al terzo Alberto Fornaciari di Concesio, al quarto Alice Andreis di
Roncadelle e al quinto Dario Vittori di Mazzano. Una menzione speciale a
Chiara Abiatico, scrittrice di 8 anni, risultata la concorrente pi giovane. Tra
i premi abbonamenti al servizio di trasporto e libri.
NOVITA DAL GRUPPO BRESCIA MOBILITA
Cassonetti Accessibili e Air Cleaner | Parole in corsa | Sintesi a tutto Jazz
CASSONETTI ACCESSIBILI E AIR CLEANER
SINTESI A TUTTO JAZZ
PAROLE IN CORSA UN RACCONTO DI VIAGGIO
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ENSIERI DI 16
Il sessantesimo
Prefetto di Brescia, Narcisa
Brassesco Pace, ovvero
lapplicazione evolutiva e la
metamorfosi dellIstituto
prefettizio da Napoleone ai
giorni nostri.
Genovese, coniugata con due figli, Mar-
gherita ed Enzo, ha percorso tutte le
tappe della carriera prefettizia. Insignita
due volte del premio Citt di Genova,
dallagosto 2009 alla testa della pre-
fettura di Brescia il cui vertice, caso uni-
co in Italia, guidato da cinque donne.
Il ministro dellInterno Roberto Maroni
nella sua recente visita a Brescia lha
pubblicamente e convintamente definita
uno dei migliori Prefetti della Repub-
blica. Pur avendo il culto della legge
(Il mio secondo Vangelo, dopo quello
morale) e dello Stato, di cui ama consi-
derarsi fedele (Ma non miope) servi-
tore, la negazione della mentalit bu-
rocratica essendo uno dei rarissimi casi
di osmosi tra carriera pubblica e profes-
sione privata. Un esempio pressoch
inedito in Italia ma frequente in Paesi
come la Francia, dove servire lo Stato (si
pensi agli enarchi, i grand commis
usciti dallEna, la scuola nazionale di
alta amministrazione) uno status pi
ambito che gestire il privato. Forse an-
che per tale ragione Narcisa Brassesco
Pace, entrata nel 1976 nei ruoli dei fun-
zionari di Prefettura e dallagosto 2009
di ALESSANdrO ChEuLA
A MANAGER (E RITORNO)
DA CIVIL SERVANT
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GENNAIO 2011
Prefetto di Brescia dopo esserlo stata a
Biella, nel giugno 1999 lasci lincarico
di Viceprefetto Vicario di Genova per
operare prima come dirigente di una
holding leader nella logistica e poi quale
direttore generale di una multinaziona-
le leader nei trasporti marittimi e aerei.
Rientrata nei ruoli del Ministero dellIn-
terno nel 2001, ha ricoperto lincarico
di Vicedirettore Vicario della Scuola
dellAmministrazione dellInterno. Nar-
cisa Brassesco Pace una donna cordia-
le e volitiva, affascinante e determinata,
affabile e decisa che non ambisce al
titolo di Eccellenza, riconosciuto per
tradizione e per norma datata alla carica
che ricopre. Al formalismo burocratico
preferisce il pragmatismo manageriale,
ma sempre nel rispetto delle responsa-
bilit che derivano dallautorit. Con
una stella polare, la legalit; con una
bussola, le leggi di Pubblica Sicurezza
(quella fondativa del 1931 riformata e
aggiornata dal Testo Unico del 1981) e
una regola aurea: Separare la testa dal
cuore. Ossia distinguere tra la ragione
dei valori e la passione degli ideali. Con
un denominatore comune a tutti i citati
numeratori: la cultura, che sulle pareti
delle austere sale della Prefettura fa bella
mostra di s con la pittura.
Lo dico senza sentimentalismo e senza
sdolcinature esordisce a Brescia mi
sento molto amata, i rapporti con le isti-
tuzioni, Provincia e Comune in primo
luogo, sono eccellenti, i loro rappresen-
tanti sono molto vicini e solidali: per chi
fa il mio lavoro la cosa pi bella, essere
graditi e rispettati per quello che si e
pi ancora per quello che si fa. Per non
dire delle forze dellOrdine, con cui lin-
tesa perfetta e alle quali va la mia grati-
tudine per la proficua collaborazione.
Salvo lonorevole Paolo Corsini che
lha garbatamente e graziosamente
accusata di presenzialismo esorna-
tivo. Davvero si sente un soprammo-
bile ornamentale?
Se intendiamo il soprammobile come
simbolo, ebbene s, sono anche esornati-
va. Il Prefetto non solo una carica o una
funzione, un potere e un servizio, anche
e soprattutto un simbolo. Un simbolo
che deve rappresentare la continuit e
trasmettere il senso dello Stato, quello di
un funzionario pubblico nella sua pi alta
accezione di autorit periferica, di termi-
nale istituzionale e di rappresentante del
Governo in carica.
Un simbolo del potere di Cesare ac-
canto al Vescovo, emblema dellau-
torit di Pietro? Il guelfismo come
instrumentum regni?
Temporalismo e guelfismo apparten-
gono al passato, prima dellUnit dItalia
di cui tra pochi mesi ricorre il 150esimo.
Oggi Pietro e Cesare sono, ognuno nel
proprio ambito, indipendenti e sovra-
ni, come dice la Costituzione. Tuttavia
sono convinta che Cesare, lo Stato, deve
essere distinto ma anche molto vicino
a Pietro, la Chiesa, poich essa fa parte
della nostra profonda identit culturale:
Roma non sarebbe Roma senza il Vati-
cano.
Luigi Einaudi, liberale e certo non
anarchico, scriveva nel 1944 che
non c democrazia fin che ci sono i
prefetti. Oggi potremmo aggiunge-
re che, dopo la creazione delle Regio-
ni nel 1970, i prefetti hanno perduto
parte dei loro vecchi poteri e con il
prossimo federalismo potrebbero di-
ventare inutili, per non dire superflui
o addirittura dannosi
La invito a leggere in proposito la rispo-
sta di Sergio Romano alla lettera di un let-
tore pubblicata sul Corriere della Sera il
30 settembre scorso, dove si spiega come
proprio il federalismo, col suo pluralismo
dei livelli e istanze territoriali, esiga la
presenza dei prefetti, al tempo stesso in-
dispensabile antenna per il governo e in-
sostituibile collegamento tra realt locale
e potere centrale. Forse nessun istituto si
adeguato, come i prefetti nel corso di
oltre due secoli, alle trasformazioni dello
Stato e della societ civile. Se c una isti-
tuzione che si sempre rinnovata, dimo-
strando di saper stare al passo coi tempi,
quella prefettizia: perch dovremmo farla
sparire se oggi serve pi di ieri? Credo
che anche lItalia federale avr bisogno
di un anello di congiunzione tra centro e
periferia come i prefetti.
Anche con la crescita delle autonomie
locali?
Direi che siamo necessari proprio per-
ch aumentano i problemi indotti dalla
complessit sociale, dalla litigiosit e
17
Il Prefetto di Brescia
Narcisa Brassesco Pace.
Se c una
istituzione che si
sempre rinnovata,
dimostrando di
saper stare al passo
coi tempi, quella
prefettizia: perch
dovremmo farla sparire
se oggi serve pi di
ieri? .
dalle criticit, e quindi sar ancora pi
utile e opportuna la mediazione tra pote-
ri locali e centrali: se ieri eravamo lossa-
tura dellunificazione nazionale, si pensi
allistituto nei primi anni del Regno o in
quelli dellimmediato Dopoguerra, oggi
possiamo essere linteialatura infra-
istituzionale necessaria allattuazione
delle riforme che il Paese attende. Certo
con meno gerarchia e pi funzionalit,
con una diversa autorit e una maggiore
autorevolezza fatta di migliore efficienza
e pure, con un termine attuale che pu
suonare banale, di moderna manageria-
lit..
E perch non di consensualit?
Non sempre, e non necessariamente, il
consenso va ricercato ma se non c si
va avanti lo stesso: non dimentichi che il
Prefetto la pi alta autorit di Pubbli-
ca Sicurezza, del cui Comitato provin-
ciale presidente, e dispone di tutte le
forze pubbliche operanti sul territorio.
Certo dobbiamo capire le esigenze della
comunit, dobbiamo saperne mediare
gli interessi, dobbiamo fin dove pos-
sibile comporre i conflitti e ricercare
il consenso, ma, ripeto, non a costo di
violare la legge, n possiamo sottrarci
al nostro principale dovere di tutela del-
la convivenza sociale e di mantenimento
dellordine.
Come nel caso della vertenza della
gru?
Un episodio grave ma nello stesso tem-
po un caso istruttivo e a modo suo em-
blematico: senza la fermezza coniu-
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PULITA
FOTOVOLTAICO
IN ENERGIA
=
INVESTIAMO
ma poi gridiamo allo scandalo quando
qualcuno la esercita, sia pure scompo-
stamente o ingenuamente: lautonomia
anche un rischio che bisogna accet-
tare di correre, ovviamente nellam-
bito delle norme che la regolano.
Veniamo a Brescia, la nostra odiosa-
mata come dice un noto giornalista
nostrano: che ne pensa, a un anno e
mezzo dal suo insediamento come
60esimo Prefetto?
Sono innamorata di questa provincia,
la terza in Italia per densit industriale,
lo dico come genovese proveniente da
una terra che non ha nulla da invidiare
a nessuno. La mia aspirazione essere
una risorsa per questa provincia, per
questo cerco di fare sistema con le forze
produttive e progressive che mi impe-
gno a seguire costantemente. Brescia
una provincia dai grandi pregi , non lo
dico per piaggeria. Prenda ad esempio
la crisi: Brescia sta reagendo in modo
esemplare, le imprese sono straordina-
rie. Per parte mia confesso che ho molto
desiderato venire a Brescia
Una piazza ambita perch tranquilla?
No, non tranquilla, anzi percorsa da
una agitazione corpuscolare che costitu-
isce uno degli aspetti del suo dinamismo
economico e della sua complessit so-
ciale. Gli extracomunitari, a differenza
di Genova, qui sono tanti, 175 mila, di
cui 31 mila in citt. Anche qui sono in
atto trasformazioni radicali nella societ
civile, nel mondo industriale, nel credi-
to, ma proprio grazie a tale dinamismo
che lintegrazione possibile, ovvia-
mente non subito ma gradualmente trat-
tandosi di un programma che richiede
tempo, per questo occorre guardare alle
nuove generazioni.
Certo che qui siamo in Svizzera ri-
spetto ad altre sue esperienze come
Trapani, non le pare?
S e no, qui i problemi sono di altro
tipo, parlo di quelli industriali e sinda-
cali, dellimpresa e del lavoro. Brescia
stata colpita al cuore dalla crisi, come si
pu vedere dalle cronache quotidiane,
per questo dedico molta attenzione al la-
voro, poich sono convinta che il lavoro
sia il migliore antidoto e sono impegnata
a fare squadra, per quanto mi concerne
e mi compete, con le forze propopulsive
di questa terra, non solo imprenditoriali
e istituzionali ma anche sociali e cultu-
rali.
Una sorta di Consulta delleconomia
e del lavoro?
Non compete a me e alla funzione che
svolgo, se non per gli aspetti di moral
suasion che possono rientrare nelle fun-
zioni collaterali di un prefetto: perch,
mi chiedo, non aggregare i Cavalieri del
Lavoro e i maggiori industriali bresciani
per elaborare un progetto propositivo,
unidea forza che possa dare respiro e
visibilit a questa grande provincia? Per
parte mia coltivo un sogno, ambizioso
ma realistico perch non lo ritengo irre-
alizzabile
Un sogno per Brescia?
Brescia meriterebbe un riconoscimen-
to adeguato alla sua oggettiva importan-
za economica e una posizione allaltez-
za delle funzioni che ricopre in ambito
nazionale. Sarebbe un attestato dovuto
a una provincia come questa, il meritato
coronamento cui hanno storicamente
contribuito le sue forze migliori.
gata con la flessibilit, senza la legalit
applicata con rigore e insieme con dutti-
lit quella vicenda sarebbe potuta finire
molto peggio. Occorreva garantire il ri-
spetto della legge, non potevo derogare
alle norme e non si poteva permettere
che si costituissero dei precedenti. Cer-
to in alcuni casi posso apparire dura, ma
devo rispondere a due imperativi: la mia
coscienza, cio la legge morale, e lo Sta-
to, ossia la norma legale.
Come Antigone, che ha ubbidito alla
legge morale, quella degli dei, violan-
do la norma legale, quella degli umani?
Come Antigone, anche se non siamo
pi ai tempi di Sofocle, e aggiungerei
come Abramo, cercando di coniugare la
moralit con la legalit, senza violare la
prima e senza derogare alla seconda.
Adro e il Sole delle alpi. Mentre
per la vertenza della gru stata tac-
ciata di eccessiva durezza, in quella di
Adro lhanno accusata di essere stata
troppo morbida e un po tardiva.
Ad Adro non cerano gli estremi per
procedere, non esistono norme che mi
consentissero di disporre la rimozione
del Sole delle alpi, la competenza
in questo caso del ministero della
Pubblica Istruzione, che infatti non
ha chiesto lintervento del Prefetto ma
ha poi provveduto di sua iniziativa.
A ciascuno il suo. Io sovrintendo, la
competenza del Prefetto scatta dove
la legge lo prevede, il potere sostitu-
tivo si pu esercitare dove la legge lo
consente. Mi permetto di aggiungere,
inoltre, che invochiamo lautonomia
18
Il Prefetto insieme al Ministro
dellInterno roberto Maroni
ed al Sindaco Adriano Paroli.
La mia aspirazione
essere una risorsa
per questa provincia,
per questo cerco di
fare sistema con le
forze produttive e
progressive.
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pi le logiche fnanziarie.
Paroli troppo orientato verso Mila-
no? Quanto pesa La Compagnia delle
Opere sulle scelte del sindaco?
Non so, non ho elementi per saperlo.
Di certo c una vicinanza politica con la
Moratti, lattuale sindaco di Milano, e non
vedo grande autonomia nelle scelte che
sono state fatte, pur essendo apprezzabile
la nomina delling. Cinquini nel consiglio
di gestione, come quella di Franco Bai-
guera. Anche se non credo possano fare
molto per contrastare laccentramento
decisionale di Zuccoli.
Se lei fosse il sindaco di Brescia cosa
cambierebbe?
Verifcherei quali possibilit ci sono per
un ritorno al passato almeno parziale (cre-
do in verit poche) e mi metterei al tavolo
di una trattativa con Milano per cercare di
riportare a Brescia quella centralit che le
spetta. Lo svuotamento della sede di via
Lamarmora da molte delle alte professio-
nalit che avevano reso lazienda bresciana
tra le prime in Italia veramente un grande
peccato, senza contare che il consistente
indotto che gravitava attorno ad Asm
stato penalizzato, se non mortifcato, dal
centralismo meneghino.
Lex municipalizzata continua almeno
a dare dividendi, si potrebbe pensare
ad abbassare le tariffe per i cittadini?
Il discorso credo sia pi complesso.
Anzitutto il mercato dellenergia ormai
libero e concorrenziale ed inoltre gli utili
per servizi erogati a cittadini e impre-
se bresciane sono (ed erano anche ai
di rOBErTO GIuLIETTI
Francesco Onofri, gi candidato sindaco a Brescia con una propria Lista
Civica nel 2008, risponde alle domande di 12 Mesi sugli scenari che vedono o
dovrebbero vedere la Leonessa come protagonista.
F
rancesco Onofri, avvocato, tre
fgli e due grandi passioni: lo
sport e Brescia. Per appagare
la prima si sta preparando ai
prossimi campionati europei indoor di
atletica (pentatlon) e ai mondiali in Cali-
fornia (decatlon) per gli over 45; per sod-
disfare la seconda, dopo essersi candidato
a sindaco nelle ultime amministrative con
una propria lista civica, vive con grande
partecipazione i fatti, le scelte, le idee, gli
scenari che vedono, o dovrebbero vedere,
Brescia come protagonista.
Tra questi 12 Mesi ha individuato in A2A
e metropolitana due delle priorit per il
futuro della Leonessa, sulle quali abbiamo
chiesto lopinione di Francesco Onofri.
A2A appare sempre pi in mano alla
componente milanese, con i bresciani
spinti verso una marginalit gestionale
e decisionale che non sicuramente tra
i risultati che si sarebbero voluti ottene-
re al momento della scelta della fusione
tra ex Asm ed ex Aem. Come giudica la
situazione attuale?
Non facile ed un peccato. La sensa-
zione che si sia persa una grande occa-
sione e il giudizio a posteriori dellope-
razione di fusione, che vot anche mio
padre allora nel CdA di Asm, che due
potenzialit straordinarie si siano smar-
rite perch i due soci avevano scopi e
obiettivi diversi. A Brescia stava e sta a
cuore lo sviluppo industriale dellazien-
da e la territorialit, a Milano premono di
21
P
ENSIERI DI
LA PRIORIT PER LA CITT?
IL SUCCESSO
DELLA METRO
Francesco Onofri.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Ci faccia un esempio.
Il parco dello sport, la sede unica del Co-
mune allinterno dellarea degli ex Magaz-
zini Generali, labbattimento delle torri di
San Polo sono scelte molto pesanti sullur-
banistica della citt che tuttavia sono state
prese senza tenere in considerazione il
tracciato della metro e la sua valorizzazio-
ne, visto che nei nuovi siti non esiste nem-
meno una fermata, mentre ne erano state
previste per le attuali collocazioni (uffci
comunali di via Marconi, stadio Rigamon-
ti, torri di San Polo).
Cosa cambiato a Brescia rispetto a due
anni fa?
Nella sostanza poco, se non che si pu
andare in centro citt, in macchina, pi
facilmente. Per gli automobilisti un van-
taggio, per i pedoni no.
Alle prossime elezioni amministrative
la vedremo come candidato sindaco
per defnire e gestire la Brescia del
prossimo futuro o la troveremo come
assessore?
Per la mia candidatura dipender molto
dalle condizioni che ci saranno tra due
anni, ma tra gli scenari possibili potrebbe
anche esserci un nostro impegno per tirare
la volata a qualche giovane. Uno dei motivi
della mia discesa in campo era nel fastidio
dato dal fatto che le candidature pi im-
portanti fossero state decise altrove, a
Roma o in qualche stanza del palazzo. Ave-
vamo anche per ci deciso di presentarci
agli elettori con una lista civica di persone
che, pur avendo sensibilit politiche diver-
se, erano tutte espressione della societ
civile con altissime qualit umane, morali,
professionali e manageriali. Non affatto
un bene che a un assessore nominato in un
settore che non conosce servano uno o due
anni per comprendere almeno i rudimenti
del suo campo dazione. Un mio impegno
come assessore lo vedo molto improbabi-
le, sia perch non credo proprio che me
lo chiederanno, sia perch nel 2008 mi
presentai in modo indipendente e critico
rispetto a chi ha vinto (e anche allattuale
minoranza). Le condizioni indispensabi-
li per un mio impegno sono la libert da
centri decisionali esterni, un grande af-
fatamento della squadra, ed in ogni caso
al di l delle ideologie lunit di vedute sui
temi cardine della citt. Preferisco essere
attivo con la nostra Offcina, criticare in
modo costruttivo, informare e coinvolgere
attraverso il blog parlaBrescia.it, promuo-
vere iniziative utili per tutti e anche per
lamministrazione e se possibile in modo
coordinato con essa.
Cosa non ha funzionato nel risultato
non straordinario della sua lista nel
2008?
Premesso che lesperienza elettorale per
me stata molto positiva e arricchente e
credo sia stata apprezzata da molti oltre
che numericamente signifcativa essendo
stata di gran lunga la prima lista civica,
con lo stesso numero di voti dellItalia
dei Valori e il quarto candidato sindaco
su undici, le ragioni del mio mancato
ingresso in consiglio sono diverse. Aver
rotto gli schemi ha signifcato non essere
facilmente collocabili in questo o in quel-
lo schieramento; di qui la pur immeritata
ma inevitabile diffdenza. E poi si devono
considerare il poco tempo a disposizione
per farci conoscere e il voto di pancia
paragonabile spesso al tifo calcistico. No-
nostante avessimo puntato sulla qualit
dei nostri candidati, le eccellenze non
sempre sono premiate in termini di voto.
Non si dimostrata abbastanza diffusa la
consapevolezza dellinutilit e dellassur-
dit della contrapposizione ideologica
destra/sinistra e dellimportanza di un
vero spirito di squadra, minato da con-
fitti interni alle coalizioni e che da anni
manca in Loggia. cos prevalsa la logica
dello schieramento.
tempi di Asm) solo una minima parte dei
proftti dellazienda. Per me le esigenze
di crescita economica e le esigenze so-
ciali vanno coniugate in un ragionamento
diverso e pi generale. Mi spiego meglio.
A Brescia i dati sulla salute dei cittadini
sono preoccupanti e credo che il bene
salute debba essere difeso ben prima di
pensare agli utili o alle tariffe. Per questo
vedrei bene, sotto la regia del Comune e
utilizzando le competenze di A2A e del-
le Universit cittadine, la promozione di
ricerca e sviluppo nel campo dellenergia
pulita alternativa sul territorio. Certo che
per chi produce e vende energia brucian-
do rifuti e guadagnandoci molto denaro
non facile e per certi versi nemmeno
logico crearsi concorrenza con le proprie
mani. Ma sono convinto che unazienda
pubblica debba trovare una mediazione,
un equilibrio tra etica e utili, tra socialit
e libera concorrenza.
Veniamo alla metro. Ritiene che lAm-
ministrazione si stia muovendo nelle
giuste direzioni per valorizzare lim-
portante infrastruttura per il futuro
della citt?
Finalmente importanti membri della
giunta hanno dichiarato che: In assolu-
to la metro la priorit per Brescia ed
indispensabile, con limpegno di tutti, che
abbia successo. Devono essere lasciate de-
fnitivamente alle spalle le perplessit sul-
la scelta di dotare della metropolitana una
citt come Brescia, anche perch, se non
si fosse partiti, non si sarebbe potuto im-
maginare di estendere la rete attualmente
in costruzione. Per raggiungere questo
obiettivo per essenziale che la metropo-
litana sia inserita in una programmazione
pi ampia che coinvolga anzitutto le scelte
urbanistiche e comunque lintero sistema
della mobilit. Per diminuire lutilizzo del-
le macchine, pi che imporre politiche di
divieti assoluti alla circolazione delle auto,
credo occorra seguire i buoni esempi stra-
nieri: far diventare il trasporto pubblico
conveniente, facile, pi economico delle
automobili, e rendere consapevoli i citta-
dini dei vantaggi della mobilit sostenibi-
le anche per lambente e la salute. Oltre
che sul fronte della mobilit nemmeno su
quello urbanistico vedo per un impegno
abbastanza determinato dellamministra-
zione rispetto al metrobus.
22
P
ENSIERI DI
1
2
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1
2
MESI
GENNAIO 2011
25
P
ENSIERI DI
L
a crisi non certo alle spal-
le, ma almeno iniziata una
lenta risalita. Questo, in
sintesi, il giudizio di Fran-
cesco Franceschetti, presidente delle
piccole e medie imprese associate
allAIB, sullanno appena terminato.
Un 2010, dunque, in cui le Pmi bre-
sciane, che rappresentano il 95%
del tessuto imprenditoriale locale,
sono ripartite con tempi diversi a
seconda del settore merceologico di
appartenenza e che comunque non
hanno ancora recuperato i pesanti
cali di redditivit segnati nel 2009?
Un fatto certo: dalla crisi emerso
ancora una volta che le Pmi sono la
spina dorsale della nostra economia e
che, nonostante le latitanze della poli-
tica e le croniche carenze del sistema
Paese, le piccole e medie imprese han-
no saputo reagire, intraprendendo un
percorso basato sulla valorizzazione
del capitale umano, su nuovi investi-
menti in ricerca e innovazione e pun-
tando anche sulle potenzialit che po-
tr offrire il fare rete tra le aziende.
Sono questi i punti sui quali la Pic-
cola di AIB ha infatti rivolto i pro-
pri sforzi?
Nelle nostre imprese il capitale uma-
no un valore, un asset fondamentale:
per questo necessario investire,
di rOBErTO GIuLIETTI
Lanalisi di Francesco Franceschetti, presidente della sezione Piccola
Industria di AIB, al termine di un anno nel quale le Pmi bresciane hanno saputo
reagire intraprendendo un percorso basato sulla valorizzazione del capitale
umano, con nuovi investimenti in ricerca ed innovazione e puntando sulle
potenzialit che offre il fare rete tra le nostre aziende.
LA RIPRESA C
MA LENTA
Non ImpegnartI con una
automobIle per annI.
SceglI quella che amI ora
e godItI la strada, a tutto
Il resto pensIamo noI.
NoleggIo a breve e lungo
termIne dI vetture nuove ed
usate, per uso prIvato,
azIendale o commercIale.
E quando l'amore fInIr,
ne sceglIeraI un'altra.
7
D
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7HUPLQH
Fare Rete quindi una strada, ma
per non sbagliare direzione occorre
anche comprendere quali sono gli
scenari internazionali dellecono-
mia globale?
A questo proposito, come Associa-
zione, siamo un punto di riferimento
importante per le nostre Pmi, orga-
nizzando periodicamente incontri con
Isfor 2000 e con la fondazione Ambro-
setti, per fare il punto sullandamento
dei tassi, dei cambi e dei prezzi delle
materie prime, sugli scenari attuali e
le tendenze immediate.
Ed proprio su questultimo specifico
tema che il presidente della Piccola
sottolinea come essersi quasi dimen-
ticati delle fluttuazioni delle materie
prime sia stato un grave errore del Pa-
ese, ma ci che peggio che su que-
sti temi mancato completamente il
dibattito, non c un approfondimento
anche a livello comunitario. Siamo alla
merc di nuove speculazioni ed come
se dagli errori della fnanza creativa del
recente passato non avessimo imparato
nulla.
Le attenzioni della politica nazionale
sembrano, infatti, rivolte in tuttaltre
direzioni, continuando a non affron-
tare i reali problemi del Paese.
A livello nazionale manca una politica
industriale defnita che si muova con un
flo conduttore, con una strategia che
crei le condizioni affnch si realizzi una
vera inversione di tendenza. Il rischio
che si corre che crescano solo quelli
che hanno gi detto basta, che hanno
delocalizzato, che hanno cercato Paesi
pi accoglienti per i loro nuovi investi-
menti e per le loro diversifcazioni. Noi,
invece, vogliamo continuare a produr-
re in Italia guardando in prospettiva ai
nostri giovani; nonostante tutto, vedo
ancora tra i colleghi imprenditori la ca-
parbiet e la voglia di andare avanti, che
ha sempre caratterizzato limprenditoria
bresciana.
Le piccole e medie imprese sanno, per
averlo imparato sulla propria pelle,
che prima di tutto si devono rimuo-
vere i punti di criticit, e laccesso al
credito uno di questi.
Il rapporto con le banche negli ultimi
tempi sicuramente migliorato anche
grazie al lavoro che il Comitato della
Piccola dellAIB ha svolto nei confronti
dei propri associati. Dai primi di mag-
gio , infatti, operativo in Associazione
lo Sportello Credito, che ha lobiettivo
di rafforzare il supporto alle imprese
nellaffrontare le problematiche fnan-
ziarie e di accesso al credito. Ma vorrei
aggiungere anche alcuni altri aspetti del
nostro lavoro. Tra i temi maggiormente
discussi al nostro interno ci sono stati
quelli sul modo con cui offrire contribu-
ti allanalisi della situazione economico-
fnanziaria delle nostre aziende e gli
interventi possibili per migliorarla con,
ad esempio, lelaborazione di un rating
aziendale, che vada oltre lanalisi con-
tabile, ma che guardi anche allimpresa
nella sua globalit e tenga conto delle
prospettive che questa ha, luso corretto
e fnanziariamente equilibrato dei fdi o
la gestione delle fonti fnanziarie a bre-
ve e a lungo termine. Un progetto che
continuer nel tempo e di non facile at-
tuazione, ma che ci ha gi dato notevoli
soddisfazioni.
Come piccoli e medi imprenditori
dellAssociazione Industriale Bre-
sciana che posizione avete in merito
al dibattito in corso sulla multiutility
cittadina?
Prima di tutto occorre ricordare che
per A2A sono presenti aspetti politici
non irrilevanti e che la nostra posizio-
ne quella ricordata dal presidente
Dallera. Come cittadino bresciano vor-
rei che tutto fosse riportato a Brescia;
come imprenditore non posso non fare
i conti con la consapevolezza che quello
dellenergia un mercato globale e che
quindi ha delle sue regole ben precise.
Di certo, come Paese e come sistema
Brescia, abbiamo un tipo di industrie
altamente energivore e siamo trop-
po dipendenti dallestero quanto ad
approvvigionamento di elettricit. Per
questo ritengo che sia stata una scelta
scellerata quella di rinunciare, 20 anni
fa, al nucleare ed oggi ne stiamo anco-
ra pagando le conseguenze. Le fonti di
energia alternative sono un percorso
poco percorribile per la quantit dei
bisogni energetici che abbiamo e della
green economy dobbiamo ancora ve-
dere i risultati.
superando il concetto lavoro/stipen-
dio e puntando sulla formazione e
sullampliamento della conoscenza
che dallesterno si ha di queste realt
imprenditoriali. Occorre si sappia che
le Pmi sono unoccasione, unoppor-
tunit per le giovani generazioni.
Ed in questo contesto allora ne-
cessario aprire una parentesi ed il-
lustrare il lungo e complesso lavoro
portato avanti in 22 scuole medie
bresciane, in cui i rappresentanti di
zona di AIB con passione hanno av-
vicinato circa 5 mila tra genitori ed
alunni, illustrando loro le possibilit
che le imprese presenti sul territorio
possono offrire in termini occupa-
zionali, di motivazioni professionali,
di qualificazione tecnica personale.
Unoperazione concordata con le
scuole per agevolare e favorire lin-
contro tra le esigenze delle imprese
che cercano collaboratori preparati,
con le aspettative di occupazione e di
soddisfazione economica dei giovani.
Un lavoro di cui si fatta sintesi nella
prima giornata nazionale delle Pmi
con Industriamoci, progetto in cui
dodici piccole e medie aziende della
provincia di Brescia hanno aperto i
propri stabilimenti per raccontare
i loro prodotti, i loro servizi e i loro
processi produttivi, presentare i col-
laboratori ai giovani ospiti (952 le
presenze registrate per 13 scuole e
istituti), ma anche alle loro famiglie e
agli amministratori degli enti locali.
Ma se farsi conoscere solo un primo
passo, per uscire definitivamente
dalla crisi ed avviare il cambiamen-
to allora serve anche altro. Cosa?
I processi di aggregazione sono or-
mai necessari per reggere i confron-
ti internazionali: serve dunque fare
rete e serve anche solo per vendere
allestero. Una Pmi, da sola, non pu
sostenere i costi dellinternazionaliz-
zazione o della ricerca, per questo
utile mettersi insieme ad altre e dar
vita a collaborazioni tecnologiche e
commerciali con aziende della stessa
filiera produttiva; ed i progetti rea-
li, concreti, portati avanti anche dal
Csmt sono un esempio estremamente
positivo.
26
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ENSIERI DI
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MESI
GENNAIO 2011
Non ImpegnartI con una
automobIle per annI.
SceglI quella che amI ora
e godItI la strada, a tutto
Il resto pensIamo noI.
NoleggIo a breve e lungo
termIne dI vetture nuove ed
usate, per uso prIvato,
azIendale o commercIale.
E quando l'amore fInIr,
ne sceglIeraI un'altra.
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7HUPLQH
1
2
MESI
GENNAIO 2011
29
P
ENSIERI DI
S
ono una delle band rivelazio-
ne del 2010. Hanno molto
da dire e il loro viaggio li sta
portando lontano. Filippo
De Paoli (chitarra e voce), Marcello Da-
niele (basso e voce), Simone Piccinelli
(chitarre, piano, rhodes), Matteo Arici
(batteria): sono i Plan De Fuga, gruppo
rock emergente in forte ascesa. La band
si forma nel 2005, fanno parecchia ga-
vetta, ma hanno talento e lo dimostra-
no da subito. La loro musica un rock
contaminato da infuenze pop, funk e
dark. Lintenzione dichiarata dei quat-
tro quella di fondere stili e diverse in-
fuenze musicali mantenendo per una
continuit nelle atmosfere e nei suoni.
Variet stilistica unita ad ampi spazi per
i passaggi strumentali, sono tra le loro
peculiarit, e il nome scelto, lo spagno-
leggiante piano di fuga, rispecchia il
desiderio della band di comunicare il
proprio messaggio musicale misuran-
dosi con la scena internazionale, motivo
per cui i testi sono in lingua inglese.
Il 22 gennaio 2010 la svolta: pubblica-
no su unetichetta indipendente lalbum
desordio In a minute, distribuito da
Self. Unopera prima che tecnicamente
rasenta la perfezione, e fn dal primo
ascolto mette daccordo un po tutti: dai
patiti del rock dannata pi o meno im-
pegnato, ai giovani a caccia di suoni pi
orecchiabili. Le prospettive cambiano
radicalmente, il singolo Twice scala le
classifche di vendita nazionali posizio-
nandosi al n. 31, e diventa un tormento-
ne anche su radio come Virgin Radio.
Fioccano i primi riconoscimenti di criti-
ca e pubblico, in giugno esce il secondo
singolo, Your Side e il 3 luglio sono
pronti, pur sempre come gruppo spalla,
per lHeineken Jammin Festival. Tra-
scorsa lestate suonando nei principali
Festival, dallo scorso ottobre si cimen-
tano in un nuovo tour che li porta a suo-
nare nelle principali citt italiane.
Incontriamo Filippo De Paoli a Brescia,
negli studi di Evento Musica, che ha
creato unetichetta ad hoc per il proget-
to artistico Plan De Fuga denominata
About:Blank.
Cosa ci vuole per emergere?
Onest con se stessi. Bisogna chiedersi
se si vuole veramente aggiungere qual-
cosa alla propria musica o farla solamen-
te per divertirsi. Il lavoro la prima cosa,
insistere e crederci fondamentale. Ma
trovare una struttura valida per essere
buttati sul mercato lo altrettanto, e
noi in questo siamo stati fortunati.
Il panorama musicale bresciano di
tutto rispetto. Cosa pensate di avere
pi di altre band che non sono ancora
riuscite a fare il salto?
Il nostro intento tradurre musica col-
ta in qualcosa di pi popolare. Parliamo
sempre di pop, ma con caratteristiche
pi profonde, pi personali. Tutti e
quattro siamo da sempre dei grandi
PLAN DE FUGA
IL ROCK COLTO
CHE VIENE DA LONTANO
di SALVATOrE SCANdurrA
Intervista a Filippo de Paoli, leader della band bresciana che in un
anno ha scalato le classifche con lalbum desordio In a minute e
ha gi calcato il prestigioso palco dellheineken Jammin Festival.
DAL 6 GENNAIO
RONCADELLE (BS)
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ORARI: TUTTI I GIORNI DALLE 9.00 ALLE 20.00 - APERTO TUTTE LE DOMENICHE
fruitori e ascoltatori di musica, ma di
generi diversissimi tra loro. Credo sia
stato il miscuglio di quello che siamo
riusciti a mettere dentro la nostra mu-
sica ad aver fatto la differenza. Abbiamo
unito tanti mondi diversi: dagli anni 70
a partire dai Pink Foyd, fno ai bistrat-
tati anni 80, per certi versi incredibili
in quanto a ricerca sonora. Tra i gruppi
ispiratori ci sono anche i Motorpsycho,
il Grunge di Seattle degli anni 90, ma
anche Bob Marley e Astor Piazzola, en-
trambi assolutamente rock dal nostro
punto di vista.
Quali messaggi lanciate quando suo-
nate?
Nella maggior parte dei casi i nostri
testi sono introspezioni personali, sfu-
mature caratteriali raccolte dal nostro
modo di vedere e vivere la realt. Poi
succede che in canzoni come DecaDan-
ce, il messaggio sia ben chiaro: la danza
della decadenza un monito rivolto al
nostro pianeta, le cose stanno andando
decisamente male, palese. Svegliamo-
ci e smettiamola di far fnta di niente.
Cosa cambierebbe di Brescia se po-
tesse?
Andando in giro per lItalia a suonare
ci si rende conto di come metropoli qua-
li Milano o Roma abbiano grossissimi
problemi dal punto di vista di fruizione
di musica originale. Brescia invece oggi
la capitale di questo genere. Tuttavia,
anche un po pi dinteresse per la cul-
tura e per larte farebbe bene. Ma il di-
scorso vale per qualsiasi citt, non solo
per Brescia.
Di politica ne parlate mai nei vostri
pezzi?
Non siamo un gruppo politico, ci in-
teressano emozioni ampie e generali,
non generiche, ma concetti base. Un
certo Bob Marley non ha mai fatto nomi
in nessun suo concerto, ma diceva cose
di importanza planetaria, assiomi asso-
luti che potevano aiutare tutti, senza
distinzioni, ad andare avanti. Noi certo
non siamo cos bravi, neanche lontana-
mente, ma nel nostro piccolo ci che
tentiamo di fare. Non ce labbiamo con
nessuno, semmai con il modo, la manie-
ra di fare politica.
Cosa signifca per voi cantare dal
vivo? Com andata allHeineken
Jammin Festival di fronte a migliaia
di persone?
Dal vivo siamo pi aggressivi, pi rock,
e con tanta gente viene tutto pi facile,
pi naturale. La nostra musica si basa
sulle emozioni, e limpatto sonoro va a
braccetto con esse. AllHeineken Jam-
min Festival cera un po di paura, ma
eravamo molto concentrati, ed andata
bene. stata forse la nostra esperienza
pi adrenalica, ma per certi versi meno
emozionante delle date del nostro tour:
i fan adesso sono tutti per noi, c chi
compra il disco, i gadget, la resa del
concerto dipende solo da noi, e sono
soddisfazioni enormi.
Dove vogliono arrivare i Plan de
Fuga?
Per essere considerati un gruppo vero
bisogna uscire dal proprio nido; andre-
mo dovunque dove avremo la fortuna di
arrivare. Adesso stiamo mettendo insie-
me le idee, suonando molto, ma stiamo
lavorando anche allalbum nuovo: i pez-
zi ci sono gi, dobbiamo solo trovare la
forma e linterpretazione giusta per non
deludere i nostri fan. Sar in inglese
anche il prossimo disco, per noi pi
naturale cos, e per essere conosciuti
allestero non ci sono alternative.
. ESCAPE TOUR
LE PROSSIME DATE
14.01.11 rimini
(Satellite Music Club c/o Life Disco)

21.01.11 Viareggio
(Paranoid)

10.02.11 Bari
(Nordwind)

11.02.11 Squinzano (Le)
(Istanbul caf)

12.02.11 Molfetta SS
(Cavallo di Troia)
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ENSIERI DI
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2
MESI
GENNAIO 2011
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li obiettivi di sostenibili-
t ambientale dellUnio-
ne Europea sono ambi-
ziosi, e non hanno nulla
a che vedere, dal punto di vista del rigo-
re e dellimpegno richiesto alle aziende,
con quanto previsto da paesi come la
Cina o lIndia.
Tra le diverse scelte politiche capaci di
esercitare impatti significativi sullin-
dustria emergono quella sugli standard
ambientali (Direttive quadro sulla qua-
lit dellaria e dellacqua), quella sulla
regolamentazione dei rifiuti, lEts ed
il Reach, (Registration, Evaluation,
Authorisation and Restriction of Che-
micals).
Gli oneri maggiori per le industrie deri-
vano in genere dagli impegni di tipo am-
ministrativo, come i costi di registrazio-
ne del Reach, ma anche dalle inefficienze
legate alle differenze interpretative
delle misure proposte dalla Commissio-
ne da parte degli stati membri. Il rego-
lamento Reach, una misura introdotta
nel 2007, dedicata in modo specifico
allindustria chimica ed ha la finalit di
aumentare le misure di salvaguardia
della salute umana e dellambiente, cer-
cando comunque di non penalizzare la
competitivit dellindustria, anzi, nelle
intenzioni, con lo scopo di migliorarne
le capacit di innovazione.
In realt le disposizioni del Reach si al-
largano ben oltre i confini dellindustria
chimica e vanno ad interessare anche le
produzioni metallurgiche, non solo per-
ch i metalli come tali sono contemplati
nellambito del Reach stesso, ma anche
perch le lavorazioni metallurgiche ven-
gono talvolta effettuate impiegando so-
stanze ritenute a rischio. Tutti i metalli,
secondo il regolamento Reach, debbono
essere infatti registrati, e questo, come
si visto, comporta dei costi per lindu-
stria; a questo debbono essere aggiunti
gli oneri per partecipare a quel processo
che viene definito limplementazione del
Reach stesso, cio lattivit dei singoli
consorzi di filiera per acquisire migliori
conoscenze sui comportamenti specifici
di determinate sostanze.
Gli oneri complessivi per le industrie
non sono di poco conto: ad esempio il
settore del nichel ha speso 12 milioni
di euro per preparare un totale di tre-
dici dossier di registrazione di sostanze
chimiche collegate ai cicli produttivi o
di lavorazione del metallo; sono di poco
inferiori gli importi relativi al settore del
rame, che ha affrontato una spesa totale
di 11 milioni di euro; secondo le stime
effettuate, nellambito dei 25 consorzi
sui metalli costituiti dallassociazione
europea dei metalli non ferrosi Eurome-
taux, il costo per lindustria compreso
tra 150 e 200 milioni di euro, spalmati
su un periodo di circa 3 anni.
Unaltra serie di provvedimenti ambien-
tali comunitari, molto importanti per le
aziende, fa riferimento allEts (Europe-
an Emission Trading System), abbastan-
za noto perch operativo dal 2005. Si
tratta di un punto fondamentale della
strategia dellUnione Europea per con-
trastare il cambiamento climatico e per
ridurre le emissioni di gas. Con la revi-
sione del 2008 il provvedimento stato
allargato anche a comparti produttivi ad
alto fabbisogno energetico non previsti
in prima stesura, come la produzione di
alluminio ed altri metalli non ferrosi, ed
chiaro che anche in questo caso i costi
collegati allETS sono un significativo
elemento di riduzione di competitivit.
Quando nel 2013 lo schema sar defini-
tivamente applicabile se ne potr valuta-
re meglio la portata, per possiamo dire
che gi da ora la misura esercita effetti
indiretti sul settore dei metalli determi-
nando un prezzo pi alto per lenergia.
Questo vuol dire in conclusione che
senzaltro politicamente corretta la
impostazione di fondo dellUnione Eu-
ropea di porsi come difensore della pro-
tezione ambientale e dello sviluppo so-
stenibile; ma non si possono trascurare
gli oneri di queste scelte per lindustria
ed oggi indispensabile, con i nuovi
scenari economici che stanno prenden-
do corpo, studiare il ricorso a meccani-
smi di compensazione, per evitare che
dellindustria europea non resti che il
ricordo.
LE POLITICHE EUROPEE
PER LAMBIENTE
LIMPATTO PER LE INDUSTRIE
di MArIO CONSErVA
STRATEGIA DI IMPRESA
R
UBRICA 32
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2
MESI
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Localismo o globalismo? Concentrarsi sul territorio o operare da
multiutility europea? Confitto reale o falso problema?
A
soli tre anni dalla nascita
di A2A il dualismo Mila-
no-Brescia, lungi dallat-
tenuarsi come dovrebbe
avvenire in ogni fusione consensuale
degna di questo nome, si invece accen-
tuato passando dal sommesso mugugno
e dal timido vagito alla espressa protesta
e palese contrariet. Al punto che lipo-
tesi di un riassetto della utility lombarda
non pi un tab. Non solo per quanto
riguarda la governance, duale o meno,
ma pi ancora per quanto attiene allim-
pianto societario e alla stessa flosofa
fondativa. Intanto, mentre si fa strada
lipotesi di un referendum per rifondare
lassetto di A2A, aziende milanesi si ap-
propriano dellindotto bresciano.
AGGrEGAZIONE PASSIVA
Una cos netta autocritica e una tale
inversione di rotta in cos poco tempo
confermano un dato evidente: la fret-
ta e limprovvisazione tutta politica,
dallalto e per decreto a scapito
della graduale integrazione industriale,
con cui venne attuata a suo tempo una
A2A
TUTTO SBAGLIATO
TUTTO DA RIFARE?
Il termoutilizzatore di Brescia.
di ALESSANdrO ChEuLA
33
E
CONOMIA
fusione che per Brescia analogamen-
te ad altre operazioni di opposto segno
che hanno coinvolto Banca Lombarda,
Bipop, Hopa e aeroporto si rivelata
unaggregazione passiva, per non dire
subalterna, che ha pressoch spoglia-
to la citt e la provincia del suo asset
pi prezioso e della sua migliore infra-
struttura. La responsabilit di tale scel-
ta, al di l del contingente colore politico
di chi a suo tempo lha voluta e attuata,
da addebitarsi trasversalmente allintero
sistema Brescia, eufemismo astratto
ancorch effcace per indicare linte-
ro establishment cittadino, non solo
politico-istituzionale ma pure culturale
e imprenditoriale. Vale a dire industria,
fnanza, cultura e partiti. Ovvero ban-
che, imprese, universit e istituzioni.
Compresi i media, acritici megafoni del
sistema e delle lobbies che ne fanno
parte pi che autorevoli portavoce del-
la pubblica opinione. Lultima novit
parrebbe lo strisciante avvicinamen-
to tra Pd e Lega per un confronto che
potrebbe portare a una consultazione
popolare per ripensare lintero assetto
di A2A. Chi invece sembra difende-
re lo status quo Graziano Tarantini,
presidente del Consiglio di sorveglian-
za, che ne rivendica non gi la paterni-
t quanto la capacit di fondere le due
anime e la duplice vocazione, quella
locale-territoriale erogatrice di servizi e
quella globale di competitor energetico.
Unacrobazia dialettica che si compen-
dia nellossimoro glocale, artifcio
lessicale suggestivo ma del tutto astratto
che vorrebbe conciliare locale e globa-
le. Certo che le due anime territorio e
globalit, servizi e mercato non sono
necessariamente in confitto. Ma dopo
tre anni di sperimentazione altret-
tanto vero che la ricaduta sul territorio
(utenza), in termini di servizi pubblici
vantaggiosi a tariffe competitive, ancora
non c stata. vero che territorialit
e redditivit, come dice il presidente del
Consiglio di gestione Giuliano Zuccoli,
devono procedere di pari passo. Ma si
dimentica che, oltre a conferire i neces-
sari dividendi, le utilities di pubblica
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2
MESI
GENNAIO 2011
ESTRUSIONE - PRESSOCOLATA - FONDERIA - LAMINAZIONE - FINITURE - LAVORAZIONI MECCANICHE - SALDATURA - RICICLO
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in costante sviluppo:
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Segreteria Organizzativa: Edimet Spa, via Brescia, 117 - 25018 Montichiari (BS) Italy - Tel. +39 030 9981045 - Fax +39 030 9981055 - info@metef.com
Patrocinatori 2010:
ADACI - AFM - AIB - AIFM - AIM - AITAL - AMAFOND - ASSOFOND
ASSOMET - CEMAFON - CIAL - EAA - ESTAL - FACE
FEDERFINITURA - IIS - OEA - QUALITAL - UNCSAAL
CCIAA - Camera di Commercio di Brescia
ICE - Istituto Nazionale per il Commercio Estero
Province of Brescia - Assessorato alle Attivit Produttive - Lavoro - Economia e Formazione Professionale
INTERNATIONAL
ALUMINIUM EXHIBITION
9
th
EDITION
INTERNATIONAL FOUNDRY
EQUIPMENT EXHIBITION
6
th
EDITION
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INTERNATIONAL FOUNDRY
EQUIPMENT EXHIBITION
6
th
EDITION
BLINdATI SILENZI,
TIMIdI VAGITI
Lostinato silenzio di Renzo Capra, pa-
tron della fusione mutismo che dura
da quando stato vittima dello spoil
system della Giunta di Adriano Paroli e
sostituito alla presidenza del Consiglio
di Sorveglianza da Graziano Taranti-
ni, ex presidente della CdO bresciana
nonch, almeno cos appare, console
di Formigoni in partibus infdelium
potrebbe essere interpretato come
una sorta di rimpianto, leggi pentimen-
to tardivo, per la fusione. E che altro
signifcato poteva avere il rifuto della
medaglia del centenario della ex munici-
palizzata da parte di Cesare Trebeschi,
il giansenista pascaliano di Cellatica, ex
presidente Asm nonch icona carisma-
tica del cattolicesimo bresciano per la
sua cristallinit quasi ereticale e prote-
stantica? Per non dire di Tino Bino, altra
autorevole fgura della sinistra cattolica
bresciana che, a proposito della fusione,
ha autocriticamente ammesso di esser-
si lasciato trascinare da chi suggeriva
maggiori dimensioni aziendali per po-
ter competere. Errore a ovviare il qua-
le sarebbe oggi preferibile una nuova
societ o addirittura la vendite della
azioni, vale a dire la cessione sul mer-
cato del 27,5% detenuto dal Comune di
Brescia. Tra il radicalismo autocritico di
Bino e il realismo critico di Carlo Scar-
pa, docente universitario di economia
industriale (Separare verticalmente le
societ dando a Brescia i business legati
al territorio e a Milano quelli industria-
li), le posizioni oggi pi accreditate
sembrano revocare in dubbio una scelta,
la fusione, salutata a suo tempo col trion-
falismo delle svolte epocali. A parte
Marco Vitale, la cui posizione stata fn
dal principio decisamente e recisamente
critica (basti pensare al durissimo inter-
vento tenuto due anni fa al Rotary Bre-
scia Centro di via Moretto al cospetto
di tutta la brescianit istituzionale e im-
prenditoriale), i dubbi e i ripensamenti
hanno ormai assunto la coralit di una
posizione che, se non ancora maggio-
ritaria, sembra appartenere comunque
al novero delle rumorose minoranze
destinate a crescere. Tra le voci critiche
fa eccezione Giuseppe Onofri, uno dei
padri della fusione e delloperazione il
collocamento in Borsa di Asm ad essa
propedeutica. Onofri, seppure contra-
rio alla proposta di superamento della
governance duale formulata da Zuccoli
criticandone il sotteso scopo di limitare
il ruolo di Brescia, non vuole parlare di
scissione o di ritorno allo status quo ante
poich sarebbe una vittoria del campa-
nile. Preferisce puntare, rifacendosi
alle fnalit originarie e fondative della
fusione, sulla piena attuazione della par
condicio Milano-Brescia attraverso una
pi compiuta valorizzazione degli asset
industriali.
dIBATTITO POPOLArE
CITTAdINO
A dar retta al mugugno che sale dal basso
per poi ridiscendere dalle scale del Pa-
lazzo quello bresciano, non quello ro-
mano pare di essere alla vigilia di una
clamorosa svolta politica. Vi sarebbero
infatti le condizioni per un dibattito di
ampio respiro a livello cittadino che, pro-
nubi alcuni prudenti ma eloquenti giri
di valzer tra il Pd di Claudio Bragaglio
(non di Paolo Corsini) e la Lega Nord di
Daniele Molgora, potrebbe portare a un
referendum consultivo per ridisegnare
lassetto di A2A. Vale a dire ripensare o
addirittura revocare, statuto permetten-
do, la fusione stessa. Pur riconoscendo
che la cultura referendaria non fa parte
del bagaglio culturale n del background
storico-ideologico del Pd ma anche le
elezioni primarie, pur essendo estranee
alla tradizione di quel partito, sono en-
trate nella sua prassi politica tuttavia
un dibattito popolare, al di l dei rischi
latenti di demagogia populistica, se
35
utilit devono assicurare agli utenti un
vantaggio altrettanto auspicabile: tariffe
vantaggiose dei servizi.

NON SOLO rEVANChE
MA rIPENSAMENTO
Non si tratta solo di revanche brescia-
na, come ha titolato recentemente Il Sole
24 Ore nellinserto Lombardia a propo-
sito di A2A, e nemmeno di una contrap-
posizione tra la fnanza meneghina e la
cultura industriale nostrana. Si tratta
di un ripensamento che ha matrici pi
profonde e nel contempo prospettive pi
ampie, non contingenti e non circoscrit-
te al solo futuro della utilility, che vanno
oltre lorizzonte del campanile o il peri-
metro del territorio (parola questul-
tima infazionata quanto quella di glo-
balizzazione di cui dovrebbe costituire
la credibile alternativa geoeconomica).
A2A, nata allinizio del 2008 dopo una
non breve gestazione, era frutto di una
piega culturale prima ancora che di un
must imprenditoriale. La stessa piega
che, analogamente a quella da cui erano
scaturite le suggestioni avveniristiche
della new economy, aveva improntato
di s lalba degli anni 2000 affondando
le proprie radici nella convinzione, di-
venuta nella vulgata corrente quasi una
certezza, delle magnifche sorti non
solo progressive ma anche rigenerative
del processo di irreversibile dilatazione
dei mercati. Una scuola di pensiero se-
condo cui le dimensioni critiche per
competere sul mercato delle utilities non
potevano che essere pluriregionali, per
non dire multinazionali. Il che pu esse-
re vero, ma non detto che ci che vale
per il comparto dellindustria privata
possa valere tout court per il settore del
servizio pubblico. Il calcolo da fare non
tanto dimensionale quanto reddituale, e
non sta scritto che le due grandezze sia-
no sempre direttamente proporzionali
poich per essere pi forti non sempre
necessario diventare pi grandi.
Qui a sinistra Giuliano
Zuccoli, Presidente del
Consiglio di gestione di A2A.
Sotto, Claudio Bragaglio del
Partito democratico.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
E
CONOMIA
Tu sceglI Il modello che
preferIscI,
al resto pensIamo noI:
taglIandI, manutenzIone,
documentI non saranno pIu
un tuo problema.
Una squadra dI professIonIstI
e al tuo servIzIo per garantIrtI
serenIt e sIcurezza.
Faremo dI tutto per vIzIartI.
PLKDYL]LDWD
HFUHGRFKHORULIDUz
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8rescc \c dellc \oltc, 18J Tel. 0J0 J5JJJ54
E
CONOMIA 36
no Tarantini e il sindaco Adriano Paroli,
e ipotizzando la propensione di Tarantini
a guardare alla poltrona oggi occupata da
Giuseppe Guzzetti alla testa delle potenti
Fondazioni bancarie, la posizione critica
della Lega verso A2A appare oggi pi
cauta e sfumata di ieri in ragione di un
duplice obiettivo: contare di pi oggi in
A2A per poterne gestire domani in modo
pi incisivo lindotto territoriale.
CI hANNO TOLTO
ANChE LINdOTTO
La Lega guarda al sodo. Nessuno ne par-
la, ma lindotto il vero e diffuso affare
a livello territoriale. Ebbene, anche qui
Milano ha penalizzato Brescia ruban-
dole persino lindotto e lasciandole
solo le briciole. Unoperazione impos-
sibile senza lintervento diretto della
Compagnia delle Opere, che guarda con
attenzione ai rapporti personali, prima
ancora che professionali, con i picccoli
imprenditori. La chiarezza su questo
punto si deve a Claudio Bragaglio, consi-
gliere comunale del Pd, secondo il quale
lindotto bresciano stato riorganizza-
to con aziende milanesi legate alla CdO.
Si tratta in buona sostanza di una delle
tante modalit, la meno appariscente ma
proprio per questo la pi effcace, con
cui lasse Formigoni-Tarantini sembra
miri da tempo a bypassare Brescia e i
suoi interessi. Ci in nome di una stra-
tegia che appare milanocentrica pena-
lizzando in modo strisciante la periferia,
vista come appendice accidentale od
optional caudatario dellegemonia della
metropoli. Intorno alla quale i satelliti
dovrebbero orbitare senza disturbare il
manovratore in nome di una gerarchia
dei poteri cara ad una concezione orga-
nicista, pi che liberista, della societ
(concezione antimodernista e neoguel-
fa che fa a pugni con la conclamata mo-
dernit della CdO). Ma Bragaglio va ol-
tre, ipotizzando non solo il superamento
della governance duale in sintonia con
Giuliano Zuccoli ma adombrando laz-
zeramento tout court dellattuale assetto
di A2A con un referendum. Rivolgia-
moci ai cittadini con una consultazione
referendaria diretta dice chiedendo
loro se non preferiscono una riorganiz-
zazione che restituisca le aziende e la
gestione al territorio (leggi ai rispettivi
territori, ovvero Aem ai milanesi e Asm
ai bresciani, ndr) per poi creare, sotto
una unica holding (di partecipazione f-
nanziaria, ndr) una grande multiutility
del Nord (che lasci ai Comuni originari
la conduzione industriale delle singole
aziende, ndr). Come dire: separiamoci
dalla Moratti e poi alleiamoci con lei.
gestito in modo trasparente e non pilo-
tato strumentalmente potrebbe essere
un valido strumento di consultazione
democratica. Per la Lega invece il refe-
rendum , o almeno dovrebbe essere, un
veicolo naturale e preferenziale in quanto
consustanziale alla propria concezione
di democrazia diretta (svizzera, per
capirci, secondo un modello caro agli
ideologi leghisti della prima ora quali
Gianfranco Miglio e allUmberto Bossi
del rito (e del mito) nibelungico delle
ampolle alle fonti del Po). Ecco perch
sul terreno referendario che Pd e Lega
possono trovare, almeno sul piano del
metodo, un punto di incontro. Ascoltia-
mo Molgora. A differenza di molti suoi
colleghi, il Maroni bresciano, come
viene soprannominato il presidente le-
ghista della Provincia, ha sempre espres-
so con moderazione la propria contrarie-
t di principio, ideologica, alla fusione,
in nome di un localismo territoriale che
costituisce da sempre uno dei caratte-
ri fondativi del movimento di Bossi. Il
territorio, infatti, da sempre il punto
nodale, la cifra, il must del Carroccio.
La fusione, come Molgora dichiara, lo
lascia molto perplesso per il fatto che i
pesi della gestione non sono bilanciati.
Se infatti Milano, date le sue dimensioni,
matrice, Brescia grazie alla sua effcien-
za motrice. Se la testa nel capoluogo
lombardo questa la eloquente metafora
le braccia sono quelle della Leonessa.
Anche scontando dietro tali mugugni
lindebolimento della alleanza tra Grazia-
daniele Molgora (Lega Nord).
Sopra, Graziano Tarantini, Presidente
del Consiglio di Sorveglianza di A2A.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Tu sceglI Il modello che
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soluzione completamente ristrut-
turata. Le altezze hanno consentito
di creare dei soppalchi per altre po-
stazioni lavoro. Lassenza di spese
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le unico + retro con un bagno. Le
travi a vista lo rendono particolare,
ottime niture interne.
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ultimo piano con ascensore. In-
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1
2
MESI
GENNAIO 2011
I
l consiglio comunale del 18 di-
cembre ha approvato allunani-
mit la variante al Prg che d il
via libera alla strada di accesso
alla Piccola velocit, anche se il piano
attuativo slittato a gennaio in attesa di
garanzie dalle Ferrovie sulla realizzazio-
ne del polo Ideal Standard. La superfcie
stimata necessaria alla piattaforma logi-
stica di 30 mila metri quadri, mentre
larea totale della Piccola di 300
mila. Lo sviluppo di questo comparto
fondamentale per attuare gli accordi sul
futuro dei lavoratori Ideal Standard di
via Milano: 64 dei 130 lavoratori in cas-
sa integrazione sarebbero infatti ricol-
locati nel polo logistico. Per chiarirci le
idee sul futuro dellazienda e sulle pro-
spettive per Brescia abbiamo incontrato
Andrea Bandirali, Commercial Director
Italy & Export di Ideal Standard.
Sembra che si delinei una positiva so-
luzione per il caso Ideal Standard
Brescia?
Per Ideal Standard la vostra citt una
piazza storica, tradizionale e che vo-
gliamo quindi continuare a considerare
parte del nostro corpo produttivo: nel
polo della Piccola i dipendenti reste-
ranno di Ideal Standard e assicuriamo di
rispettare limpegno preso, non appena
le condizioni logistiche lo permetteran-
no.
Quindi Ideal Standard non chiude,
non abbandona Brescia e nemmeno
dallItalia?
Per quanto riguarda Brescia, come gi
detto, 64 dei 130 lavoratori verranno
ricollocati nel progetto del polo logisti-
co della Piccola. Per quanto riguarda
lItalia, essendo uno dei maggiori grup-
pi di produzione di ceramica, rubinet-
teria e wellness nel mondo, il mercato
italiano rimane assolutamente centrale
nelle strategie dellazienda.
In Italia quanti stabilimenti avete e
dove?
Ne abbiamo tre: uno a Roccasecca
(Roma), uno a Orcenico Inferiore (Por-
denone) e uno a Trichiana (Belluno) che
impiegano circa 2.000 lavoratori.
Quanto ha sofferto la vostra azienda
della crisi degli ultimi anni?
Il mercato della ceramica, stretta-
mente collegato alledilizia, in gran-
de sofferenza da due anni, con un calo
dei numeri di pezzi di oltre il 45%.
di IrENE PANIGhETTI
A colloquio con Andrea Bandirali, Commercial
director Italy & Export di Ideal Standard.
39
E
CONOMIA
IDEAL STANDARD
NON C PROBLEMA
Con la garanzia di Ascomfidi
avere credito in banca
non sar pi un problema.
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Via della Posta, 9 - 25121 Brescia
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mercato passato da oltre 8 milioni di
pezzi del 2008 a 4 milioni e 500 mila
del 2010. Ma sono perdite del merca-
to e non di quote di mercato, anzi, noi
abbiamo recuperato importanti punti
percentuali, tornando quasi ai livelli del
2005/2006. Il calo dei volumi euro-
peo, lItalia mostra pi o meno lo stesso
livello di sofferenza.
Quando si uscir dalla crisi?
La ripresa non certo a breve, per tanti
motivi, inclusi quelli non dipendenti dal
solo mercato. Per quel che ci riguar-
da pensavamo di essere sostenuti dal
Piano Casa nazionale e regionale, ma
di fatto si sono creati ostacoli che non
fanno intravvedere allorizzonte solu-
zione a breve della crisi. Il problema la
nuova edilizia: non essendo decollato il
Piano Casa, non c stato tutto ci che
ci aspettavamo andasse a compensare
le perdite nella grande edilizia. Ma noi
abbiamo comunque lavorato bene: ab-
biamo continuato ad investire in termini
di ricerca e sviluppo, rinnovando la no-
stra gamma prodotto in tutte le nostre
business unit, con un focus particolare
nel wellness la cui produzione ad
Orcenico e in campagne promoziona-
li al trade durante tutto lanno. Oltre a
ci, abbiamo ristrutturato tutta la divi-
sione Residenziale e Non residenziale,
continuando a visitare architetti, studi
di progettazione e cantieri per promuo-
vere il prodotto. Nonostante due anni
di crisi profonda siamo riusciti quindi a
proporci sempre in veste attuale ed in-
novativa.
Di che gamma rinnovata parlava?
Stiamo anzitutto potenziando la gam-
ma della rubinetteria, mercato sul quale
cresciamo ben oltre le aspettative e che,
secondo le stime, avr una crescita del
2-3%, probabilmente dovuta alla tenuta
del mobile (la rubinetteria infatti si ven-
de non solo in abbinamento al prodotto
ceramico, ma anche al mobile). Stiamo
inoltre focalizzando i nostri obiettivi di
crescita sulle cabine doccia, puntando
sulle novit Kubo e Magnum. Entrambi
i prodotti offrono molteplici soluzioni
di installazione e completezza di gam-
ma, ma soprattutto rispondono alla ri-
chiesta del mercato che cerca, anche nel
segmento medio, design minimalista ed
estrema pulizia formale. Del resto noi
siamo tra i pochi in grado di fornire un
bagno completo, che va dagli arredi ai
sanitari, dalle cabine doccia alle vasche
idro e non, fno ai sanitari per disabili.
E la ceramica?
In questo settore abbiamo stabilimenti
in tutto il mondo. Per quel che riguarda
lItalia il mercato domestico, nel sen-
so che la maggior parte di ci che viene
prodotto in Italia anche venduto qui.
Grazie al nostro posizionamento sul
mercato riusciamo ad essere competitivi
a qualsiasi livello.
Il marchio della ceramica lo storico
Ideal Standard?
Abbiamo pensato di differenziare lof-
ferta, in modo da poter raggiungere
diverse fasce di mercato, proponendo
quindi due marchi. Il pi prestigioso
Ideal Standard, laltro, che mira ad un
target pi accessibile, Ceramica Do-
lomite, marchio storico e riconosciuto
in numerose regioni della nostra peni-
sola.
E la ricerca e il design?
un aspetto che curiamo molto, in
collaborazione con designer italiani e
stranieri, con produzioni differenziate
per area, in quanto le caratteristiche
dei sanitari non sono ancora omogenee
nel mondo e neanche allinterno della
stessa Europa. Per la prima volta lan-
no scorso stata lanciata una gamma di
sanitari, chiamata Connect, progettata
per essere trasversale a tutte le culture.
Il responso del mercato stato molto
positivo, e confdiamo negli importan-
ti investimenti di marketing per poter
effettuare una valutazione completa sul
biennio.
Qual la caratteristica distintiva dei
prodotti Ideal Standard?
Vorrei sottolineare due aspetti: dap-
prima la durata della garanzia, che per i
rubinetti di 10 anni e per le ceramiche
addirittura a vita. Poi lassistenza alla
clientela: siamo lunica azienda che of-
fre un servizio integrale post vendita su
tutta la gamma dei prodotti. Entrambi
sono sinonimo di qualit e durata nel
tempo, requisiti sempre pi cruciali per
il nostro cliente e per il consumatore f-
nale.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Nelle foto, due stabilimenti dellIdeal
Standard: qui a destra Trichiana (BL),
sotto Orcenico Inferiore (PN)
41
E
CONOMIA
Con la soppressione dellAutorit dAmbito preposta al governo delle
acque si conclude unesperienza positiva, in cui Brescia si distinta a livello
nazionale per effcienza ed economicit.
F
ine anno. Tempo di bilanci,
di resoconti e di previsioni.
Un compito particolarmen-
te impegnativo e difficile
per lAato (Autorit Ambito Territoriale
Ottimale) che si occupa di regolare i
servizi idrici, dalla captazione alla di-
stribuzione dellacqua potabile fino
alla depurazione e reimmissione nel ci-
clo naturale delle acque , che alla fine
dellanno vede legata anche la fine della
propria esistenza.
La legge n. 42/2010, infatti, ha di-
sposto la soppressione delle Aato il 31
dicembre 2010 (e il Governo, con il
cosiddetto decreto Milleproroghe, ha
prorogato il termine di un anno), asse-
gnando alle Regioni il compito di stabili-
re quale soggetto dovr loro subentrare.
La Regione Lombardia, lo scorso 22 di-
cembre, ha stabilito di anticipare i tempi
approvando un provvedimento che gi
dallinizio del 2011 individua le Provin-
ce quali enti subentranti allAato nelle
competenze di governo, programmazio-
ne, vigilanza e controllo del sistema idri-
co integrato. Le Province avranno sei
mesi di tempo per strutturare un ufficio
di LuCrEZIA LOMBArdI
ORA CI PENSER
LA PROVINCIA
SERVIZIO IDRICO
1
2
MESI
GENNAIO 2011
di ambito attraverso il quale esercitare i
nuovi compiti assegnati.
Un passaggio destinato a creare qualche
scombussolamento in una gestione de-
licata, come quella attinente un servizio
pubblico essenziale quale il servizio
idrico, e, nel caso della provincia di Bre-
scia, a sopprimere una realt premiante,
che ha fatto del nostro territorio una
punta avanzata nella gestione delle
risorse idriche nazionali. Cosa succe-
der ora alla gestione dellacqua e al
suo controllo non si pu ancora dire.
lecito pensare, per, che potrebbero
esserci ripercussioni anche politiche
E
CONOMIA 42
che potrebbero frenare i benefici di un
miglioramento complessivo costruito
negli ultimi anni a favore degli utenti
finali.
Qualunque cosa succeda, abbiamo
deciso di approvare il piano triennale e
le nuove tariffe, cos da dare continuit
allattivit dei gestori (A2A, Garda Uno,
AOB2, ndr.) e certezza ai territori, ha
detto il presidente dellAato e assessore
provinciale allAmbiente, Stefano Dot-
ti. Uneredit cospicua, che supera i
227 milioni di euro di investimenti per
il triennio 2011-2013, da destinare a
depurazione, acquedotti e fognature. E
tariffe (oggi pari a 1,05 euro al metro
cubo) che subiranno un rincaro di 5/6
centesimi per metro cubo dacqua che
significano pochi euro in pi lanno per
famiglia rispetto alla tariffa attuale, ha
rassicurato Dotti.
Per ribadire le tappe fondamentali e i
traguardi raggiunti nel corso dei suoi
otto anni di attivit, lAato ha organiz-
zato un convegno, tenutosi il 21 dicem-
bre scorso presso lITG Tartaglia. Co-
stituita nel 2002, lAutorit dAmbito
della Provincia di Brescia ha avviato
un percorso virtuoso che ha portato
alla creazione di un sistema di governo
che non si organizza pi a livello comu-
nale, ma sovracomunale ha spiegato
il direttore dellAato, Marco Zemello.
I Comuni, associati e coordinati dalla
Provincia, hanno assunto il ruolo di
Authority del Servizio idrico, con il
compito di regolare la gestione, pro-
grammare e pianificare gli investimenti
e determinare le tariffe. Un compito
reso difficoltoso dal numero dei Comu-
ni bresciani 206 in totale, di cui 92
dislocati nellovest della provincia, 91
nel centro e 23 sulla Gardesana, per un
totale di oltre 1,2 milioni di abitanti e
relativi acquedotti e reti fognarie, a cui
si aggiungono 234 impianti di depura-
zione (150 dei quali comunali).
In otto anni molta acqua passata
sotto i ponti, stato approvato il Piano
dAmbito, riorganizzata la gestione del
servizio sul territorio, ma soprattutto
lavvio dellAato ha conciso con la ri-
presa degli investimenti infrastruttura-
li, che nel triennio 2007-2009 hanno
superato la soglia di 83 milioni di euro
realizzati con la tariffa, pur mantenen-
do le tariffe tra le pi basse
dItalia ha sottolineato
Zemello. Altre forme di fi-
nanziamento sono derivate
dallanticipazione delle ri-
sorse da parte dei Comuni
(35 milioni) e dagli accor-
di del programma quadro
(oltre 123 milioni di euro
impegnati soprattutto
nel collettamento e nella
depurazione delle acque,
di cui a oggi 41 milioni
conclusi). Lobiettivo
stato quello di privilegiare
lo schema intercomunale,
favorendo la comparteci-
pazione dei Comuni ha
continuato Zemello. Un
dialogo che si fatto
sempre pi serrato, a cui
si aggiunta una solida-
43
Stefano dotti
presidente dellAato
riet territoriale tradot-
ta dallAato in vantaggi
concreti per le zone
pi disagiate, come le
comunit montane, che
dal 2007 beneficiano
di un fondo di oltre 1
milione di euro lanno
(proveniente dalle tarif-
fe) per interventi di tu-
tela e difesa delle acque
e dellassetto idrogeologico.
Altro fiore allocchiello dellAato bre-
sciano quello di essere riuscita ad
offrire un servizio idrico uniforme ed
omogeneo, grazie allelaborazione
della Carta del Servizio idrico integrato
che, a partire dal 2007, ha consentito
di semplificare notevolmente lassetto
gestionale, riassumendo in un unico
documento i principi e i criteri che
devono guidare i rapporti tra il gestore
del servizio e lutente e il Regolamen-
to del Servizio che favorisce il corret-
to utilizzo di acquedotto, fognatura e
depurazione da parte degli utenti. Ma
Brescia anche la provincia con il mag-
gior numero di Punti Acqua (ben 112),
le fontane pubbliche che distribuisco-
no acqua potabile dellacquedotto, in
versione naturale, naturale refrigerate
e frizzante, con lobiettivo di valorizza-
re la qualit dellacqua degli acquedotti
e, al contempo, di contenere il consu-
mo di bottiglie in plastica.
Questo il passato. Per il prossimo
triennio lAato ha gi programmato
investimenti pari a 227,6 milioni di
euro, destinati a risolvere i problemi
della depurazione, ad adeguare le reti
di acquedotto e fognatura di diversi pa-
esi e a completare opere che attendono
da tempo, come il collettore della Valle
Trompia, il potenziamento del depura-
tore di Verziano e la depurazione del
Lago di Garda.
E la futura gestione dellacqua? Dotti
ipotizza un gestore pubblico unico,
con Provincia, Comuni, Garda Uno,
AOB2, A2A e Valle Camonica Servizi,
che potrebbe garantire una gestione
uniforme sul territorio, un controllo
costante e la programmazione degli in-
terventi da effettuare.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Marco Zemello, direttore Aato
1
2
44
MESI
GENNAIO 2011
B
ACHECA
Mattinzoli: Abbassare le tasse
senza aumentare il disavanzo
Superata la prova della ducia,
ora il Governo deve concentrarsi sul
cosiddetto patto di legislatura, ovvero rafforza-
re a qualunque costo nei numeri la possibilit
di attuare le riforme, senza perdere tempo.
Questo quello che chiedono le imprese e i la-
voratori che affrontano il mercato con un costo
del lavoro tra i pi alti d'Europa, e che sono pre-
occupati per un debito pubblico che continua a
salire. lopinione del presidente dellAssociazione Artigiani, Enrico Mattinzoli,
che continua: In una simile situazione difcile immaginare di poter sostenere
a lungo questo sistema di welfare, e allora non sarebbe forse il caso di sperimen-
tare nuove formule e seguire l'esempio della Germania (dove l'aumento del Pil
stato nell'ultimo anno intorno al 4%), abbassando le tasse alle imprese e au-
mentando l'Iva, senza aumentare il disavanzo, ma postando il carico scale sui
consumi cos come sostengono gli economisti dell'Ocse? Modernizzare il Paese,
facendolo crescere, incentivando gli investimenti e bloccando il disavanzo dovuto
alla spesa corrente, in una parola tagliando drasticamente tutto ci che impro-
duttivo. Solo sviluppando l'impresa si crea lavoro e si garantiscono le risorse per
sostenere un efciente sistema di welfare che garantisca le fasce pi deboli.
Il gruppo bresciano ASO
acquisisce la SPS Sider Plating scaligera
Il Gruppo ASO di Ospitaletto (Bs), di propriet della famiglia
Artioli, ha sottoscritto laccordo per lacquisizione di una forte
maggioranza delle azioni della SPS Sider Plating Scaligera SpA di S. Giovanni
Lupatoto (Vr) societ produttrice di acciai alto legati e inossidabili e barre
cromate, con due stabilimenti in provincia di Verona (Oppeano e S. Giovanni
Lupatoto) , che dal 2009 si trova in stato di crisi economica e nanziaria.
Laccordo prevede loccupazione degli oltre 130 lavoratori della SPS e il piano
di rilancio di tutti i rami aziendali. Per il gruppo ASO (350 dipendenti), che ha
da poco avviato anche la produzione di barre forgiate nel nuovo stabilimento
di Castegnato (Bs), lacquisizione della SPS consente di ampliare la gamma
dei propri prodotti nel settore degli acciai di alta qualit, includendo gli inos-
sidabili e verticalizzando ulteriormente la produzione di forgiati.
Eredi Gnutti Metalli
migliorano fatturato e redditivit
Eredi Gnutti Metalli SpA, societ bresciana specializzata nella
produzione di barre di ottone e di laminati di rame, chiude l'eser-
cizio 2009-2010 (agosto-luglio) in attivo pur in presenza di un mercato ancora
incerto. Il fatturato salito a 213,93 milioni di euro (+18%). Il risultato netto
d'esercizio tornato positivo, passando da -6,7 milioni di euro a 75 mila euro.
Sul fronte industriale, la produzione di barre in ottone aumentata, mentre
quella dei laminati in rame, che risentono della stagnazione dell'edilizia,
diminuita ulteriormente. Nel corso dell'anno, l'azienda ha continuato nella ri-
cerca della massima efcienza con investimenti tecnologici e concentrando la
produzione in fasce orarie pi convenienti sotto il prolo dei costi energetici.
Inoltre, proseguita l'attivit di ricerca per lo sviluppo di nuovi prodotti (come
gli ottoni senza piombo). La societ nel 2010 ha festeggiato ben 150 anni di
vita con il volume Eredi Gnutti Metalli: immagini di una storia industriale, a
cura dello storico e giornalista Marcello Zane. Riunione in Lombardia per il Comitato
Nazionale delle Circoscrizioni
Il Comitato Nazionale delle Circoscrizioni si riunito a Bergamo per
avviare una proposta di revisione complessiva degli organismi di
decentramento a seguito di progetto di riforma della pubblica amministrazio-
ne. Questo il risultato ottenuto nella missione lombarda dai 29 comuni italiani,
che vedranno scomparire le Circoscrizioni a partire dal rinnovo delle rispetti-
ve Amministrazioni in programma gi dal 2011. Alla riunione sono seguiti, il
15 e 16 dicembre, gli Stati generali della Lombardia, Veneto e Trentino Alto
Adige, in programma alla Villa Reale di Monza, con gli interventi di professori
universitari, amministratori comunali e presidenti di circoscrizione sul tema del
decentramento e della partecipazione democratica. Per Brescia ha parlato Flavio
Bonardi, presidente Circoscrizione Centro e coordinatore della Conferenza dei
Presidenti del Comune di Brescia. Il Comitato Nazionale si rincontrer presumi-
bilmente a Livorno il prossimo febbraio, per dare corso ad ulteriori proposte da
presentare al Governo, nellottica di salvare le Circoscrizioni Cittadine.
Famiglia in Festa, crescere giocando
La rassegna dedicata alle famiglie, al divertimento e alle attivit
creative, tenutasi presso Fiera di Brescia, si chiusa con unotti-
ma partecipazione. Tra le novit rispetto alledizione preceden-
te, 23 laboratori presi dassalto (da oltre mille bambini delle scuole iscritte),
tra i pi richiesti: il laboratorio di cucina, di creativit e manipolazione dei
materiali, di Teatro, di apicoltura, di approfondimento delle conoscenze na-
turalistiche e della fattoria didattica. Altre new entry molto apprezzate: la
spesa in cascina (a cura dellUnione Provinciale degli Agricoltori) e le disci-
pline sportive come il calcio (a cura del Brescia Calcio, settore giovanile), il
rugby (Rugby Brescia) e il basket (con il Basket Brescia Leonessa) che i piccoli
visitatori hanno potuto provare seguiti dai maestri sportivi.
Aeroporto di Montichiari, A2A, Piccola velocit,
Musil tante le questioni ancora aperte che il presidente
dellAssociazione Industriale Bresciana, Giancarlo dallera
ha affrontato nella conferenza stampa di fne anno.
G
iancarlo Dallera, presi-
dente dellAssociazione
Industriale Bresciana, non
ha usato mezzi termini per
dire quello che dallottavo piano di via
Cefalonia ha visto nel corso del 2010. Il
suo bilancio disincantato, volutamente
non convenzionale e per questo, forse,
non risparmia nessuno. Alla politica na-
zionale dedica lincipit del suo discorso di
fine anno con due premesse per evitare
fraintendimenti: il Governo ha operato
bene per quanto riguarda gli ammortiz-
zatori sociali, che per il momento hanno
tenuto, in tema di lotta alla criminalit e
con la riforma delluniversit. Tutto qui,
per il resto, la sensazione pi diffusa
tra gli imprenditori nei confronti di tutta
la politica, infatti quella del disgusto.
Nessun riferimento ai partiti ma piutto-
sto alla classe politica nella sua interezza
che si manifesta sempre pi inadeguata,
chiusa in se stessa, incapace di vedere i
bisogni reali e assolutamente inidonea
da decenni a concepire e realizzare solu-
zioni adeguate al governo del Paese che
quindi si ritrova allo sbando senza la ca-
pacit di autoriformarsi. La via duscita?
Uno scatto di reni, di nuova coscienza
civile in alternativa aumenter il pro-
cesso di desertificazione industriale in
atto in Italia. Di certo, gli imprenditori
non vogliono sostituirsi agli amministra-
tori ma solo portare il loro contributo
di esperienza cercando di anticipare il
cambiamento e quindi di guidarlo e non
di subirlo.
E come sar la Brescia del futuro? Dal-
lera ricorda le occasioni da non perdere
come Expo 2015, la tratta dellalta ve-
locit Treviglio-Brescia o la piattaforma
logistica per il trasferimento delle merci e
si domanda che fine hanno fatti i vari ta-
voli per il territorio. Intanto restano an-
cora aperte questioni come lAeroporto
di Montichiari con Aib e ABeM che non
hanno abbandonato il progetto; abbiamo
cercato di perseguire ogni possibile via
di soluzione. Siamo alle battute finali e ci
auguriamo che nelle prossime settimane
si potr firmare unipotesi di accordo.
Toni duri anche sulla possibilit di supe-
ramento del sistema di governance duale
proposto dal presidente del consiglio
di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli:
Mi pare inopportuno proprio ora che i
patti parasociali prevedono, nel 2012,
la gestione a Brescia e la sorveglianza a
Milano. La gestione industriale ora tocca
a Brescia. E mentre a 12 Mesi precisa
che non tra le ipotesi prese in consi-
derazione quella di aumentare il peso di
Brescia attraverso lacquisizione di quo-
te societarie da parte dellAib, ribadisce
che ci che conta saranno soprattutto
le persone. A2A patrimonio di tutti,
per questo gli imprenditori chiedono
che queste nomine vengano effettuate
non con le logiche della politica, ma con
quelle dellimpresa quotata e chiamata a
decisioni importanti sul nucleare e sulle
partecipazioni detenute.
Agli amministratori locali, il presidente
dellAib ricorda come a Brescia calano
le industrie e per invertire la tenden-
za chiede scelte lungimiranti; cos
come chiede quali siano le logiche che
stanno spingendo il Comune a valuta-
re le dismissioni in alcune partecipate
storiche, alcune altamente profittevo-
li, mentre in Omb no? Stesse parole
di chiarezza chiede anche sul futuro del
Musil che se sar realizzato dovr au-
tofinanziarsi e dove Aib far la sua parte
ma solo quando si sar alzata la nebbia.
Per quanto poi riguarda la parte pi stret-
tamente economica del suo intervento,
Dallera ha ricordato solo alcuni dati come
il calo del numero di imprese, la crescita
dei fallimenti, il +35% delle sofferenze
bancarie rispetto al 2009, il peggiora-
mento del reddito e un sistema di rela-
zioni industriali vecchio dove il diritto
non va confuso con labuso e dove per
diverse esigenze si devono individuare
diversi contratti. Insomma unItalia che
non c, ma sognare un Paese in cui la
politica detta le regole ma non interferisce
nelleconomia e una Brescia che guar-
da al futuro ma riscopre il passato, che
sappia ritrovare i suoi tradizionali valori
e che non sia quella delle occasioni per-
dute, non lo si pu certo impedire.
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di rOBErTO GIuLIETTI
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LE OCCASIONI
DA NON PERDERE
Giancarlo dallera.
CC| V|V|C/S
:-2')6
'SR:MZMKEW:MRGM(YI:SPXI
Cooveo|eoza e tasoaeoza az|e a oo'oo|ca bo||etta,
|||a|a o| oe| coo || coocoso '|a otooa e |o|ca'.
Scoo| oo otoo o| cooveo|eoza coo ||C|8C/S o| V|v|as.
|oo oeoee |'occas|ooe, oova sob|to oo |soa|o cooceto. |ota| oatec|oae
a| coocoso '|a otooa e |o|ca' e v|ocee ooa |ooata oavveo soec|a|e.
T| asoett|ao oe| |oot| Veoo|ta V|v|as o| |oocaoe||e V|a V|tto|o |aooe|e +0
e o| |ave V|a 3esc|a ++6/b.
|| coocoso scaoe || 3+ eooa|o 20++. |ooteoe| coo|ess|vo 33.300,00 eoo.
|eo|aeoto coo|eto oe| coocoso so ....v|v|as.|t.
Il riciclo dei materiali industriali, e quindi il loro
recupero e riutilizzo, diventa una scelta obbligata per
un Paese manifatturiero come lItalia, caratterizzato da
scarsit di materie prime.
S
i parla molto del riciclo dei
materiali industriali, anche
perch a livello internazio-
nale il mercato di produzio-
ne e consumo di beni cambiato, e con
lo spostamento del baricentro economi-
co dallasse Europa-Nord America alla
Cina e allEstremo Oriente ci si interro-
ga su chi e dove si deve produrre e per
quali mercati di sbocco, quindi anche
quella parte del sistema impegnata sulle
attivit di recupero e riciclo dei materiali
ha dovuto riposizionare le scelte; il bien-
nio 2008-2009 ha inoltre messo in pri-
mo piano la contrazione di produzione
e consumi da parte dei paesi sviluppati,
con la immediata conseguenza del crollo
della domanda di materie prime seconde
ricavate dai rifiuti. LItalia da sempre
protagonista sulla catena del riciclo im-
perniata sul recupero e riutilizzo dei ma-
teriali industriali, scelta obbligata per un
Paese manifatturiero ma privo di materie
prime. Solo alcuni decenni fa il riciclo
dei materiali veniva considerato poco
pi di un espediente delle piccole azien-
de di trasformazione per risparmiare sui
costi, oggi un altro discorso, si recupe-
ra e si riutilizza per poter competere, e
si creata unattivit di settore con stra-
ordinari ritmi di sviluppo, imperniata su
una filiera completa di macchine, siste-
mi ed attrezzature per il trattamento dei
rottami industriali. una catena com-
plessa e legata al territorio, ed emerge
ancora una volta la forza trainante delle
imprese medio-piccole, come tipico
per i recuperatori che operano in tutte le
fasi, dalla raccolta alla selezione, ai trat-
tamenti di pulitura, alla trasformazione
meccanica, per rendere utilizzabile al
meglio la materia prima secondaria da
parte dei settori produttivi.
La crisi si fatta sentire, e, infatti, ana-
lizzando il ciclo dei principali materiali
(metalli ferrosi e non ferrosi, carta, le-
gno, plastica, vetro) si registra alla fine
del 2009 un calo complessivo di quasi
il 25% dei materiali di scarto prodotti.
Comunque i numeri del riciclo dei
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RIFIUTI INDUSTRIALI
UNA RISORSA
DA VALORIZZARE
di MArIO CONSErVA
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CC| V|V|C/S
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re e della Fondazione per lo Sviluppo
Sostenibile, il nostro Paese al riguardo
al secondo posto in Europa dopo la Ger-
mania; nel complesso, in Italia si sono
impiegate nel 2009 quasi 700 mila ton-
nellate di rottami di alluminio di prove-
nienza bilanciata interna ed estera, per
oltre il 50% derivanti dal pre-consumo
e per il resto da post-consumo, e di que-
sti, oltre 31.000 tonnellate derivano
da rifiuti da imballaggio, in particolare
lattine per bevande, con la gestione del
consorzio Cial. Come termine di con-
fronto, teniamo presente che il totale
dellalluminio utilizzato in Italia nello
stesso periodo stato di 1,4 milioni di
tonnellate, quindi quasi la met dellim-
piego deriva dai rottami.
CArTA
Altro comparto importante sotto laspet-
to del riciclo quello della carta da ma-
cero, che per effetto della crisi ha regi-
strato una riduzione degli impieghi nei
mercati europei gi alla fine del 2008;
anche in questo caso, laumento della
domanda cinese ha fatto da traino alle
esportazioni europee e alla risalita dei
prezzi nel corso del 2009, e per la prima
parte del 2010. In Italia la produzione
di carta scesa dal 2008 al 2009 da 9,5
a 8,5 milioni di tonnellate e in parallelo
sceso lutilizzo di carta da macero, da
5,3 a 4,7 milioni di tonnellate, anche se,
per effetto delle esportazioni, la raccolta
sul territorio si mantenuta su livelli pi
elevati, circa 6,2 milioni di tonnellate,
come nel 2008.
PLASTICA
La filiera della plastica, come quella del
vetro, ha risentito meno della crisi; la
domanda e le quotazioni delle materie
prime seconde costituite da materiali
plastici hanno ripreso la crescita nella
seconda parte del 2009, dopo un calo
alla fine del 2008. Anche per le materie
plastiche le esportazioni verso i mercati
orientali e la Cina hanno frenato la cadu-
ta dei prezzi e compensato il forte calo
della domanda interna. In Europa nel
2009 le importazioni sono rimaste sta-
bili e contenute, mentre le esportazioni
sono aumentate del 45%; in Italia questa
dinamica risultata pi accentuata,
materiali industriali restano impressio-
nanti, con un forte impatto sul piano
economico e su quello ambientale.
ACCIAIO
Partendo dallacciaio, ci troviamo subi-
to di fronte a una flessione, intorno al
10%, del mercato mondiale dei rottami;
cresce comunque la domanda da parte
dei paesi asiatici e la Cina ha pratica-
mente quadruplicato i quantitativi del
2008, con quasi 14 milioni di tonnella-
te nel 2009; aumenti delle importazio-
ni, pur se di minore entit, ci sono stati
anche in India e in Sud Corea. In Europa
nel 2009 le acciaierie hanno ridotto la
produzione rispetto lanno precedente,
da 198 a 140 milioni di tonnellate; di
conseguenza anche lutilizzo di rottami,
che contribuisce alla produzione totale
di acciaio per quasi il 58%, calato di
oltre 30 milioni di tonnellate. In Italia
nel 2009 si sono prodotte 19,8 milioni
di tonnellate di prodotti siderurgici, e il
riciclo ha contribuito per oltre il 40%.
Circa la provenienza del rottame, le sti-
me indicano che oltre il 99% dellaccia-
io di unauto e pi del 60% dellacciaio
delle lattine viene riciclato.
ALLuMINIO
Altro metallo importante sotto il pro-
filo del riciclo lalluminio, ben noto
per lelevata attitudine al recupero e al
riutilizzo. Secondo i dati del Rapporto
LItalia del Riciclo 2010 di Fise-Uni-
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aumentate del 14% e sono aumentate
pure le esportazioni, che per si man-
tengono su volumi relativamente bassi.
VETrO
Riguardo al vetro, a livello europeo tra
fine 2008 e inizio 2009 la domanda
globale calata improvvisamente sia
per i contenitori sia per il vetro piano
utilizzato nel settore edile e automobili-
stico. Di conseguenza in tutta lEuropa
si sono formati degli extra-costi per lo
stoccaggio dei vetri raccolti ma non ri-
ciclati e il settore rimasto schiacciato
da una domanda ridotta, prezzi calanti e
costi crescenti. Comunque, nel 2009 in
Italia sono state riciclate 1,8 milioni di
tonnellate di vetro con un modesto calo
del 3,2% rispetto al dato del 2008. Il
riciclo del vetro ha una grande rilevanza
nel settore poich il 65% della produ-
zione nazionale (dato 2008) realizzata
con vetro riciclato.
rAEE
LItalia si aggiudica invece la maglia nera
europea nel recupero dei materiali iner-
ti, un comparto che in Europa produce
ogni anno circa 850 milioni di tonnel-
late di rifiuti, oltre il 30% della produ-
zione totale. Comunque, nonostante la
crisi, il progresso del sistema di raccolta
e avvio al recupero dei Raee (Rifiuti da
Apparecchiature Elettriche ed Elet-
troniche) stato accompagnato da una
raccolta che nel 2009 ha registrato una
forte crescita. Il Sistema Raee partito
operativamente nel 2008, con la coesi-
stenza tra la raccolta operata dai Sistemi
Collettivi e la gestione effettuata dai co-
muni o dalle aziende da loro incaricate.
Nel corso del 2008 il totale raccolto era
stato di oltre 125.000 tonnellate com-
plessive di materiale, ma gi nel 2009
sono state raccolte 193 mila tonnellate
con un notevole progresso.
LA FuNZIONE
dEI CONSOrZI
In definitiva, da questo sintetico quadro
di insieme emerge il forte impatto delle
attivit di raccolta e riutilizzo su econo-
mia ed ambiente, con una valenza parti-
colare per un paese come il nostro, ca-
ratterizzato da scarsit di materie prime;
dallanalisi risulta anche il dato confor-
con un forte calo delle importazioni nel
2009 e parallelo aumento delle esporta-
zioni di materie prime seconde.
LEGNO
Come tutti gli altri settori, anche la fi-
liera del legno ha risentito della crisi,
con cali significativi della domanda e dei
prezzi. Il quantitativo totale di rifiuti di
legno riciclati in Italia nella produzione
di manufatti stato nel 2009 di oltre
2,5 milioni di tonnellate (il 4% in meno
dellanno precedente), di cui circa 1
milione, quindi il 38% del totale, prove-
nienti da rifiuti dimballaggi. Anche per
il legno cresciuto il ruolo della Cina,
diventata nel 2009 il principale impor-
tatore mondiale, seguita dalla Turchia
che nel 2009 ha praticamente raddop-
piato le importazioni di materia prima
seconda; tutto questo non bastato a
rivitalizzare il mercato mondiale che ha
registrato una riduzione delle quantit
scambiate. Pur in condizione di prezzi
poco remunerativi e di riduzione dei fat-
turati per il settore, poich lItalia un
forte importatore di legno (ben il 30%
delle importazioni europee del settore),
il riciclo di materia prima seconda di
legno in Italia non ha avuto problemi di
quantit: le importazioni, infatti, sono
attenuare il calo di domanda interna,
ponendosi quindi come un importante
fattore di ripresa; si trattato di un ele-
mento di una certa novit nella dinamica
delle filiere, che ha evidenziato proble-
matiche gestionali poco considerate
sinora, collegate allallargamento delle
attivit da un mercato domestico ad uno
di respiro globale, con una tendenza alla
internazionalizzazione tipica del nuovo
quadro economico mondiale e di cui i
nostri operatori dovranno tener conto
per il futuro.
tante per cui, dopo i pesanti effetti della
crisi del 2008-2009, si pu parlare di
uscita graduale dal tunnel. Un significa-
tivo dato di fatto che la tenuta del si-
stema stata coadiuvata dalla esistenza e
dalla attivit dei consorzi, strutture di fi-
liera che hanno funzionato da ammortiz-
zatori sui mercati, contribuendo a man-
tenere elevati i quantitativi delle diverse
tipologie di raccolta, al tempo stesso
assicurando la possibilit di ritiro dei
rottami, anche in condizioni di mercato
poco ricettive, con bassi prezzi e scarsa
domanda. Inoltre il ruolo dei consorzi
molto positivo anche sul piano quali-
tativo, perch la loro esistenza significa
regole pi rigorose ed oggettive, quindi
trasparenza e pi garanzie nei confronti
di tutti gli operatori, pubblici e privati,
con la finalit di attivare raccolta e riu-
tilizzo corretti ed efficienti, anche sotto
laspetto economico, in linea con le di-
rettive europee nel cui ambito il nostro
paese deve muoversi. Analogamente, il
flusso delle esportazioni si mantenu-
to molto positivo ed ha contribuito ad
51
Alla fliera del recupero e riciclo dei materiali dedicato levento feristico
Metalriciclo-Recomat, il Salone Internazionale delle tecnologie per il recu-
pero e il riciclo dei materiali industriali, la qualit dellambiente, leffcien-
za energetica, che si terr dal 19 al 21 maggio 2011 al Centro Fiera del
Garda di Montichiari, Brescia. Si tratta di una manifestazione unica, che si
innesta in un territorio ad alta vocazione manifatturiera. Giunto alla quarta
edizione, levento considerato un appuntamento da non perdere dagli
operatori della fliera. In mostra ci sar il meglio dellinnovazione tecnologi-
ca al servizio del riciclo dei materiali industriali, quindi impianti, macchine,
attrezzature, sistemi, tecnologie per il recupero e riciclo di rottami ferrosi e
non ferrosi, plastica, gomma, inerti, compositi, carta, vetro e legno. Leven-
to organizzato da Edimet ed ha il supporto delle principali istituzioni e
associazioni del riciclo fra le quali fgurano AIB-Confndustria, AIM, AIR,
Aper, Assofermet, Assomet, Assorimap, Camera di Commercio di Brescia,
Cial, Confcommercio, Consorzio Argo, Consorzio Carpi, Ecodom, Enea,
Federacciai, Provincia di Brescia, Uncsaal in Italia e di Bir, Face e Oea in
ambito europeo.
. METALRICICLO-RECOMAT
IL SALONE DEDICATO AL RECUPERO
E RICICLO DEI MATERIALI
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Una city bike intelligente, ideata dal Cial (Consorzio Imballaggio Alluminio) e
realizzata con imballaggi di alluminio riciclato, stata consegnata lo scorso
13 novembre al sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia e al
Prefetto Narcisa Brassesco Pace, nel corso di una cerimonia presso la sede
della Prefettura, organizzata da Centroal (Gruppo Alluminio dellAssociazione
Italiana Metalli non Ferrosi Assomet) nel quadro del Programma Alluminio
per le Generazioni Future, per comunicare i vantaggi derivanti dallimpiego
del metallo leggero. La Ricicletta

rappresenta una perfetta sintesi delle carat-


teristiche dellalluminio: leggerezza, riciclabilit, risparmio energetico e tutela
dellambiente.
Lincontro, al quale hanno preso parte giornalisti e imprenditori, si conclu-
so con un dibattito sul ruolo dellalluminio nella moderna societ industriale,
moderato da Gabriele Cirieco di Strategic Advice, con gli interventi di Mario
Bertoli, presidente Assomet, di Cesare Maffei, presidente del Consorzio Im-
ballaggi Alluminio (Cial), di Gino Schiona, direttore di Cial e di Orazio Zoccolan
di Assomet, con le conclusioni dellon. Saglia. emerso che il sistema italiano
dellalluminio una fliera completa ed omogenea, formata da oltre 20.000
imprese, con 25.000 addetti diretti e un fatturato, escluso lindotto, di quasi
11 miliardi di euro. LItalia ha una solida tradizione industriale nella produzione
e negli impieghi dellalluminio, al primo posto in Europa nella produzione di
getti e al secondo posto nellutilizzo di metallo grezzo e di proflati estrusi e
nella produzione di metallo secondario. Per quanto riguarda il riciclo, una ca-
ratteristica questa tra le pi apprezzate del metallo leggero, lItalia ai vertici
europei, come dimostrato dagli eccellenti risultati ottenuti dal Cial.
. CONSEGNATA ALLON. SAGLIA
LA RICICLETTA

IN ALLUMINIO
52
I
NAUGURAZIONI
PARTE BENE
ALTA VALLE CAMONICA
LA STAGIONE INVERNALE
Con lapertura a Ponte di Legno dellhotel
Acquaseria si amplia la proposta turistica sempre pi
mirata a coniugare il benessere del turista con le qualit
di un territorio tra i pi completi della Lombardia.
L
a nuova stagione invernale,
nel comprensorio dellAlta
valle Camonica, iniziata
decisamente bene con pre-
senze che nel primo fine settimana di
dicembre hanno superato i quindicimila
utenti e che nel ponte di SantAmbrogio
sono aumentate considerevolmente.
Gli appassionati dello sci hanno trovato
perfettamente innevati gli oltre cento
chilometri di piste, tutte collegate tra
di loro, presenti nella skyarea che va da
Tem a Ponte di Legno, dal Tonale e al
Passo Presena. Tutti in funzione i trenta
impianti di risalita, moderni e ultravelo-
ci, che sono in grado di trasferire da una
pista allaltra oltre 44 mila persone ogni
ora passando dai 1.100 metri di altezza
delle prime piste di Tem ai 3.000 del
Presena transitando per la cabinovia
che, dal 2006, unisce Ponte al Tonale
che con i suoi 11 chilometri di tracciato
ha dato origine a una delle pi lunghe
piste a disposizione degli sciatori. Ap-
passionati che in questi anni sono deci-
samente aumentati e che da diverse sta-
gioni arrivano da tutta Italia e dallestero
a testimoniare come il comprensorio
sciistico Adamello Sky abbia raggiunto
ormai una importanza di primordine.
Gli arrivi sono targati Europa dellEst,
Ungheria, Polonia, Russia ma pi in ge-
nerale si registrano presenze di inglesi
e francesi ma anche tedeschi e austriaci
che qui trovano, come in pochi altri pae-
si dellarco alpino, la possibilit di stare
con gli sci ai piedi per tutta la giornata
senza ripetere due volte la stessa discesa.
Tutto questo fa da cornice a paesi con
una lunga tradizione montanara, di-
ventati con il passare degli anni, fra le
pi note localit turistiche alpine dIta-
lia. Ponte di Legno, che stata nomi-
nata nel 1912 dal Touring Club Italia-
no prima stazione italiana di turismo e
sport invernali, oggi pu fregiarsi della
denominazione di Perla della Val Ca-
monica. Per le caratteristiche dellabi-
tato, per lo straordinario paesaggio che
lo circonda, per le strutture sportive e
ricettive di cui dispone, questo paese
che secondo gli ultimi dati Istat conta
1.790 abitanti ma che nei periodi di alta
stagione turistica raggiunge anche le
25 mila presenze cerca di dimostrarsi
degno di questa fama con una capacit
ricettiva di primissimo livello.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
53
E per rispondere alle esigenze di un tu-
rismo che sappia coniugare il benessere
del turista con le qualit di un territorio
tra i pi completi della Lombardia, sta-
to inaugurato a met dicembre a Ponte
di Legno lHotel Acquaseria, un nuovo
quattro stelle nel comprensorio dellAlta
Vallecamonica. Una struttura che punta,
con la qualit dei suoi servizi esclusivi
e con un centro benessere di lusso, ad
una clientela medio-alta ma soprattutto
si propone con una nuova concezione e
un nuovo modo di fare turismo in cui il
turista, e la sua famiglia, prima di tutto
accolto e coccolato. Gi la posizione in
cui sorge , infatti, un buon inizio. Fa-
cilmente raggiungibile, Hotel Acquase-
ria si trova nelle vicinanze del Castello di
Ponte di Legno a 500 metri dalle piste
di sci e a pochi passi dal centro del Pae-
se. Le scelte architettoniche, cos come
gli interni, sono un mix di rispetto delle
tradizioni di queste zone di montagna
con la creativit moderna che punta sul-
la funzionalit degli spazi e dei volumi.
Particolare attenzione stata poi rivolta
a tutte quelle innovazioni tecnologiche
che rendono una struttura ricettiva, mo-
derna e al passo con i tempi.
Allinterno dellalbergo non manca, in-
fatti, un collegamento wi-fi a internet.
Ma non solo. Con questa realizzazione
il gruppo bresciano Draco, di cui Ma-
rio Dora presidente e Giuseppe Taini
amministratore delegato, ha completa-
to lofferta turistica di Ponte di Legno.
Quella cio di un Hotel con allinterno
un centro benessere in grado di propor-
re anche a chi non scia un modo estre-
mamente piacevole per impiegare il pro-
prio tempo. Per chi invece ha trascorso
la giornata sulle 40 piste di sci del com-
prensorio Adamello Ski o nella Adamel-
lo Freestyle Arena o tra gli anelli dello
sci nordico, al ritorno ci sar tempo per
ritrovare le energie nella sauna o nel ba-
gno turco o con un rilassante massaggio
eseguito da uno staff altamente qualifi-
cato. Nella ricerca di offrire al turista
un prodotto speciale, non poteva man-
care la dovuta attenzione ai bambini.
Per allietare anche il soggiorno dei pi
piccoli , infatti, presente, allinterno
dellalbergo, un kinderhaim animato da
operatori professionisti. A completare
lofferta, Hotel Acquaseria d anche la
possibilit di ospitare i nostri amici
a quattro zampe sempre che siano di
piccole dimensioni. Insomma un pac-
chetto completo in grado di soddisfare
le richieste pi esigenti di un turismo
nazionale ed internazionale che ha nella
stagione invernale il suo momento cul-
minante.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
LHotel Acquaseria,
un investimento
complessivo pari a
circa 15 milioni di
euro uniniziati-
va dellImmobiliare
Acquaseria, societ
controllata per il
73,69% da Draco a cui partecipano
anche investitori privati, dotato di
82 camere di cui 5 suite e 9 junior su-
ite, con camere che si possono ade-
guare alle esigenze dei diversamen-
te abili. Le camere standard sono di
16 metri quadri circa con pavimenti
in legno, minibar, Tv lcd 27 pollici
con satellite, cassaforte, asciugaca-
pelli, collegamento internet wi-f, ba-
gno con doccia e alcune anche con il
balcone. Le Junior suite sono di circa
26/30 mq con un salottino con diva-
no e poltrona, oltre alla doccia anche
la vasca, un Tv 32 pollici con play sta-
tion e Dvd. Le Suite sono camere di
circa 50 mq con living room di 25 mq
con un divano letto e doppie poltro-
ne, con due Tv 36 pollici, due lavan-
dini e un set completo dellhotel in
bagno.
La struttura offre inoltre 22 appar-
tamenti divisi tra bilocali (massimo 4
persone) e trilocali (max sei persone).
I primi vanno dai 42 ai 53 metri qua-
dri e sono dotati di una camera ma-
trimoniale, un angolo cottura, tavolo
da pranzo, divano letto doppio nella
zona living e bagno con doccia. Dai 54
ai 64 metri quadri sono i trilocali che
hanno una seconda camera matrimo-
niale o con letti a castello e doppio
bagno. Ogni appartamento dotato
di lavastoviglie, lavatrice, forno a mi-
croonde, telefono, Tv con satellite e
alcune hanno possibilit del balcone.
Il ristorante dellalbergo ha trecento
coperti ed disponibile anche alla
clientela esterna e propone piatti na-
zionali e specialit locali con cena a
buffet e una cena tipica la settimana.
Di grande richiamo anche il centro
benessere di 600 mq con sauna,
bagno turco, massaggi, idroterapia,
estetica, dieta e ftness antistress
per rigenerare mente e corpo dopo
una giornata dedicata allo sci o al
trekking. Il tutto proposto da per-
sonale altamente qualifcato, come
professionisti sono gli animatori del
kinderhaim per i clienti pi piccoli.
A completare lofferta dellHotel Ac-
quaseria a disposizione dei clienti
uno skibus per raggiungere gli im-
pianti di risalita del Tonale, un par-
cheggio esterno gratuito, un garage
coperto a pagamento, una sala Tv
comune e una sky room.
HOTEL ACQUASERIA: SCHEDA TECNICA
Alcune immagini degli interni
del nuovo hotel Acquaseria
di Ponte di Legno.
International School of Brescia propone un percorso educativo e di crescita che accompagner i vostri
gli dalla scuola materna alle porte delle pi prestigiose universit del mondo. Al termine del programma
internazionale di studi, gi attivo da pi di 50 anni in Italia e introdotto per la prima volta da International
School of Milan, gli studenti conseguono il Baccellierato Internazionale e il riconoscimento di madrelingua
inglese. Non insegniamo linglese, prepariamo i vostri gli al futuro.
INFO: Tel. +39 030 2191182 - www.isbrescia.com
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Viaggio nel mondo del lavoro: da ununiversit ancora poco professionalizzante
a un sistema Italia che mette in fuga i nostri migliori cervelli fno a unofferta
diversifcata di lavori manuali che paradossalmente non trova riscontro in termini di
adesione. Nella prossima puntata spazio alle Istituzioni, alle associazioni di categoria,
ai sindacati, alla scuola e alluniversit in cerca di una risposta ad un quesito di urgente
attualit: come risollevare il mercato del lavoro per un futuro a misura di giovane?
trova un impiego remunerativo in linea
con le specifche competenze profes-
sionali e, soprattutto, con un contratto
a tempo indeterminato, pu ritenersi
davvero fortunato. Per il resto ci si adat-
ta, si pazienta, si vive o forse, pi vero-
similmente, in molti casi, si sopravvive.
Ma nella realt dei fatti il quadro sociale
non cos desolante e perentoriamente
immobile. Mai come oggi la tanto de-
precata mobilit ha bisogno di alcune
fondamentali precisazioni e analisi cos
da smontarne, almeno parzialmente, la
sua equiparazione a fame, precarie-
t o declassamento. Ma andiamo con
ordine.
uNuNIVErSIT TrOPPO
VECChIA E TEOrICA
II mercato del lavoro sembra, oggi pi
che mai, presentare unindecifrabile
quanto marcata schizofrenia: vi ,
innanzitutto, il popolo dei neolaureati
senza molti margini di facile speranza per
una collocazione professionale in tempi
obiettivamente accettabili. I dati snoccio-
lati dalla nona indagine sulla condizione
occupazionale dei laureati italiani pre-
sentata da AlmaLaurea (il consorzio inte-
runiversitario cui aderiscono 49 univer-
sit italiane) parlano chiaro: i tempi medi
di attesa per unassunzione di un giovane
neolaureato variano da uno a tre anni e
N
on una provocazione:
lo sa bene chi, in que-
sto tempo di crisi e di
chiari di luna ha per-
duto lavoro e sicurezze. Lo sanno bene i
molti neolaureati, soprattutto quelli del-
la riforma 3+2, che, a distanza di un
anno dalla conclusione degli studi e dal
brindisi spensierato del rito goliardico
di fne corso, si inseriscono nel merca-
to del lavoro stabile nella ridotta misu-
ra del 25%. Non c che dire: oggi chi
55
II
NCHIESTA
I giovani e il lavoro
di MASSIMO rOSSI
O LAV... HORROR ?
LAV... ORO
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MESI
GENNAIO 2011
International School of Brescia propone un percorso educativo e di crescita che accompagner i vostri
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internazionale di studi, gi attivo da pi di 50 anni in Italia e introdotto per la prima volta da International
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of
INTERNATIONAL SCHOOL OF BRESCIA
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MESI
GENNAIO 2011
56
il dato italiano rispetto alla media euro-
pea quello pi penalizzato (86% contro
l89%). Ma non tutto: ad avere la peggio
in questa triste giostra cos umana sono,
in particolare, i laureati dellultima rifor-
ma universitaria, quelli della formula
3+2, per intenderci. Perch? Evidente-
mente i dubbi e le riserve per quella che
la proposta formativa del nuovo cursus
studiorum sono molti. Troppi.
Fabrizio, imprenditore bresciano lega-
to a doppio flo con il mercato tedesco
nellambito della progettazione e della
realizzazione di sistemi elettronici di
misura industriali esprime, in tal senso,
senza troppe remore, il suo parere dis-
sacrante al riguardo: Dal mio punto di
vista i percorsi formativi delluniversit
italiana sono ancora marcatamente teo-
rici e poco professionalizzanti, soprat-
tutto dopo lillusione creata dai nuovi
piani di studio. Poca sostanza unita, per
di pi, anche alla sensazione di un pale-
se impoverimento della stessa proposta
teorico-flosofca in cui siamo sempre
stati decisamente superiori. Che i nostri
vicini doltralpe fossero gi mediamente
pi pragmatici di noi dellarea mediter-
ranea non una novit. Tuttavia il gap
formativo-professionalizzante ora si fa
sentire con maggiore importanza. Lavo-
ro con colleghi poco pi che ventenni gi
inseriti in aziende per conto delle univer-
sit: ragazzi assunti con contratti regolari
e regolarmente retribuiti.
Nel 2010 in Italia solo una ridottissima
quota del 4% dei giovani occupati ha
trovato collocazione dopo uno stage o un
tirocinio e solo il 3% entrato nel mondo
del lavoro su segnalazione della scuola o
delluniversit.
Forse la nostra vocazione di popolo di po-
eti e di navigatori ci ha un po troppo para-
lizzati in un sonno sugli allori rispetto a
quella che, attualmente, appare come una
sfda economica di portata mondiale: le pa-
role, insomma, non bastano pi: servono
fatti, azioni. Serve operativit e lucidit.
BrAIN drAIN
Uno dei fenomeni pi preoccupanti che
un governo dovrebbe cercare di argina-
re e limitare con tutti i mezzi possibili
(non coercitivi, ovviamente) quello
del brain drain, ossia la fuga dei cer-
velli. Quando un Paese perde uno
scienziato, un matematico, un fsico, un
ingegnere, uneccellenza della cultura e
del sapere di altissimo livello per motivi
di occasioni professionali, per motivi di
sopravvivenza economica, ecco che, dav-
vero, ci sarebbe di che battersi il petto, di
che lagnarsi, di che discutere. Nel 2007
Lorenzo Beltrame ha pubblicato unin-
teressante ricerca in collaborazione con
lUniversit di Trento: Realt e retorica
del brain drain in Italia: statistiche, def-
nizioni pubbliche e interventi politici.
Una ricerca vecchia ormai di tre anni,
vero, ma pur sempre interessante, se
non altro per il fatto che i dati disponibili
sono certamente inesatti per difetto.
Ebbene, secondo le statistiche prodotte
e raccolte pare che nel 2005 gli italiani
laureati residenti allestero fossero poco
meno di 300 mila, di cui 118 mila al lavo-
I
NCHIESTA
I giovani e il lavoro
In Germania lobbligo scolastico di
9 anni (5 elementari + 4 medie), ma
gi dallottava classe (la nostra terza
media), sono previsti stage presso
aziende, artigiani e commercianti.
Non esistono istituti superiori del
tipo tecnico industriale o ragione-
ria o geometri: dopo il ciclo sco-
lastico obbligatorio lo studente pu
scegliere la sua specializzazione fre-
quentando la Berufschule (scuola tec-
nica) che prevede un ciclo di studio di
4 anni. Lesperienza in aziende o enti
durante gli anni della Berufschule oc-
cupa un posto di primordine. Si par-
la di tre mesi in azienda per ciascuno
dei 4 anni di scuola tecnica (un anno
complessivo di stage). Le possibilit
di assunzione degli stagisti nellazien-
da in cui si svolto il tirocinio sono,
inoltre, assai elevate (poco prima
della crisi, se non altro, questo avve-
niva con una certa regolarit). Diver-
so, invece, il discorso universitario
(umanistico, medico, ingegneristico,
ecc.), al quale si accede solo se si ha
frequentato il liceo-ginnasio (che non
corrisponde propriamente al nostro
liceo classico). Anche per i laurean-
di sono naturalmente previsti stage
aziendali regolarmente retribuiti. Alla
retribuzione concorre il Lander inte-
ressato: non esistono, quindi, costi
fssi aggiuntivi per lazienda.
SCUOLA E AZIENDA LE PAROLE DORDINE
DEL SISTEMA TEDESCO PER BATTERE GLI INFORTUNI
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2
MESI
GENNAIO 2011
recuperare e nel colmare posti di lavo-
ro anche di una certa responsabilit.
evidente che poche persone sono inte-
ressate a rispondere ad annunci che par-
lano di lavori fsicamente impegnativi,
ma anche, per una strana deformazione
mentale e culturale, erroneamente ri-
tenuti di serie B. Di che cosa stiamo
parlando? Andiamo sul concreto con un
esempio e con dati di eloquente eviden-
za: gi nellautunno dello scorso anno
nella sola provincia di Brescia rimane-
vano scoperti qualcosa come 400 posti
di lavoro. Si parla, nella fattispecie, di
piastrellisti, muratori, stuccatori, pitto-
ri, parrucchieri, falegnami, meccanici
e fabbri, panettieri, cuochi e macellai
e chi pi ne ha pi ne metta. Il trend
non , tuttavia, mutato nemmeno per il
corrente anno. Le statistiche rifettono
la medesima situazione. E ancora, se-
condo uno studio di Confartigianato,
per le aziende italiane nel 2010/2011
sar diffcile reperire il 26% dei lavora-
tori di cui hanno bisogno. Un esercito
di 147.000 uomini, per intenderci, per
le medesime categorie professionali de-
scritte pocanzi. E fa effetto, questo
sicuro, squadernare queste cifre cos ap-
parentemente confortanti in un presen-
te provato da una crisi tra le pi impor-
tanti e imponenti degli ultimi trentanni:
sembra la descrizione delleldorado del
lavoro o il racconto di una sorta di new
deal nostrano piuttosto che di un redi-
ro in Europa, 94 mila negli USA, 40 mila
in Australia e i restanti in altri paesi del
mondo. Beltrame fa, anzi, notare come la
percentuale di italiani altamente qualif-
cati che lavorano nel settore accademico
statunitense sia elevatissima, superando
il 20% di quella quota totale di trecen-
tomila. Eccellenze che la nostra univer-
sit ha letteralmente regalato al sistema
americano. Pare, inoltre, secondo una
recente inchiesta del Corriere Milano,
che dopo i danesi anche gli svedesi ven-
gano in Italia a fare shopping di medici a
Pavia: le offerte consistono in contratti a
tempo indeterminato negli ospedali pub-
blici di quei Paesi del Nord Europa con
stipendi base dai 3.000 ai 6.000 euro. E
chi rifuterebbe?! E ora una chicca: nel
2002 gli imprenditori italiani under
30 erano allincirca 280.000, mentre
nel 2010 sono 212.000. Che cosa signi-
fca? Beh, probabile che molti di quei
280 mila siano invecchiati senza essere
sostituiti da nuove leve. I giovani laureati
superqualifcati se ne vanno da un Paese
letteralmente cappottato e non sono
rimpiazzati da altri come loro. LItalia
davvero forte nellexport dellintelligen-
za, ma altrettanto forte nellimport di una
manovalanza non altrettanto qualifca-
ta
IL LAVOrO C
BASTA AdATTArSI
Dietro linquietante situazione di molti
neolaureati si scopre, tuttavia, in con-
temporanea, laltra faccia della meda-
glia: il lavoro esiste, eccome se esiste.
Basta aprire le pagine degli annunci
economici di molti quotidiani, soprat-
tutto locali, per rendersi conto del
prolifcare di posti vacanti. Sissignori,
numerose aziende faticano non poco nel
vivo boom economico. Ma non pro-
priamente cos.
IMPArArE IL MESTIErE
La realt e lesperienza ci insegnano an-
che dello scoglio, oggi assai diffuso, dei
contratti capestro, dellapprendistato
sottopagato, del ridottissimo margine
anagrafco da cui le aziende pescano e
selezionano, delle lunghe e perigliose
navigazioni interinali, sinonimo, spes-
so, di provvisoriet e di incertezza. E a
questo punto si rende necessario un ul-
teriore chiarimento: non ci si improvvisa
cuochi o macellai come non si diventa
fornai o piastrellisti nel breve volgere di
una notte. Il mestiere si impara innanzi-
tutto in giovane et sui banchi di scuola
attraverso un serio percorso di formazio-
ne professionale e, quindi, si perfeziona
nella pratica di un apprendistato certa-
mente non facile e non privo di sacrif-
ci. Gi, il sacrifcio. La sensazione, del
resto, proprio questa: cio che lampia
disponibilit di posti di lavoro per lo pi
di tipo artigianale e quindi manuale si
scontri con una tendenza tutta italiana di
rifuto e di rigetto del troppo impegna-
tivo, scomodo e pesante, nonch
disagevole (magari in termini di orari,
si pensi alla professione del panifcato-
re). Non per nulla nella maggior parte
dei casi queste occupazioni per cos dire
tradizionali vengono oggi ricoperte dal
nuovo popolo dei migranti, allorch
I percorsi formativi
delluniversit
italiana sono ancora
marcatamente
teorici e poco
professionalizzanti.
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la posta e luffcio del capo, nonch il
bar di fronte per il quotidiano servizio di
facchinaggio: parliamo di giornate la-
vorative superiori alle otto ore. Parliamo,
spesso di gratuit o di compensi simboli-
ci. E tutto questo unicamente in virt di
quel nobile tratto intellettuale che questi
lavori dovrebbero possedere o conferire.
CALL CENTEr:
TANTE CrITICIT
Anche il discorso relativo ai call center
diviene, indirettamente, modello di para-
dosso, di alienazione e di snodi legislativi
e normativi non ancora risolti. Malgrado
la circolare Damiano del 2006 abbia
stabilizzato allincirca 20.000 impiega-
ti del settore, non tutte le criticit, dalla
la ricerca di migliori condizioni di vita
e di nuove opportunit di benessere in-
ducono ad affrontare la sfda del disagio
lavorativo festivo o notturno, agostano o
natalizio, mentre tra le nuove generazio-
ni di italiani autoctoni serpeggia un mal
celato atteggiamento snob per tutto ci
che obbliga alluso delle braccia e delle
mani, ma forse in maniera, pi defnitiva,
alluso della volont e del sacrifcio. Nulla
di pi sbagliato e deformato in termini di
valutazione. Analizziamo.
Innanzitutto vi il discorso puramente
economico: il tradizionale mestiere ar-
tigianale (panettiere, carpentiere, serra-
mentista, tecnico elettronico, ecc.) divie-
ne, sempre di pi, ambito professionale
raramente intrapreso, ma urgentemente
ricercato per cui di fatto diviene specia-
lizzazione proporzionalmente ricono-
sciuta in termini economici. Al contrario
ci che spesso ritenuto pi nobile e
intellettuale semplicemente per via di
una scrivania, di un telefono o di un abi-
to si rivela, oggi, a conti fatti, la nuova
frontiera del lavoro alienante: si pensi
alla sempre pi imponente schiera degli
impiegati dei call center e alle condizio-
ni lavorative e contrattuali cui, sovente,
sono sottoposti (e non occorre, in tal
senso, riandare troppo con la memoria
al flm Tutta la vita davanti per cogliere
lironia al vetriolo di ci di cui stiamo par-
lando). Si pensi, ancora, alla moltitudine
degli aspiranti commercialisti e avvocati,
veri e propri maratoneti in perenne spola
61
II
NCHIESTA
I giovani e il lavoro
qualit del lavoro ai salari, sono state
risolte. I call center possono svolgere
servizio di out bound, cio contattare
direttamente i clienti per conto di societ
alla ricerca di contratti, oppure offrono
prestazioni in bound rispondendo, per
lo pi attraverso i numeri verdi, alle esi-
genze di informazione dei clienti gi tito-
lari di contratti o semplicemente curiosi
di notizie preventive. Un settore, tuttavia,
quello dei call center, che, malgrado lalta
intensit di lavoro sviluppa un sub campo
del terziario a produttivit bassa se non
decrescente. Il numero delle imprese di
call center del nord, infatti, si abbassa
rimanendo invece abbastanza stabile al
sud. Ma le storie udite in prima persona
hanno ben poco di confortante: dai ma-
crocasi pi eccellenti (Teleperformance
di Taranto con 674 licenziamenti dopo
la circolare Sacconi) alle storie umanis-
sime di tanti impiegati ed ex impiegati,
ebbene la litania sempre quella: al di l
delle circolari ministeriali, delle azioni di
forzatura verso sistemi pi equi di stabi-
lizzazione e di regolarizzazione, le espe-
rienze riportate in prima persona parlano
di ritmi estenuanti, del divieto assoluto di
conferire, anche minimamente, col vici-
no, di pause individuali per non favorire
la socializzazione, dellimpossibilit di
tenere anche solo una bottiglietta di ac-
qua sulla scrivania, per non parlare dei
rischi per la salute legati alluso delle cuf-
fe, al rumore di fondo a volte anche ab-
Orietta, 25 anni, laureata in Fi-
losoa, da poco pi di due mesi
lavora in un call center.
Siamo un gruppo di ragazze sti-
pate in un minuscolo monoloca-
le. Il nostro capo una donna a
dir poco imbarazzante e davvero
disumana per via dei suoi modi
sgarbati e rozzi. Mi sono laureata
con passione, continuo a studiare,
poich non vedo futuro in questo
ambiente. Me ne devo andare. Ai
ragazzi dico di fare i cuochi, gli
idraulici, i falegnami, professioni
che ancora ti danno la misura di
ci che fai senza alienare la tua
mente e la tua anima nella fumi-
steria di discorsi senza senso.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
ME NE DEVO ANDARE
Giovanni, 25 anni, commercia-
lista gi abilitato allesercizio
della professione.
Il percorso universitario im-
portante, ma una volta laureati
non si assolutamente pronti
(parlo per me) ad alcun genere
di mansione di qualche respon-
sabilit. A questo punto biso-
gna stringere i denti, accettare
umilmente di imparare e, quindi,
mettersi nelle condizioni di su-
perare lesame per svolgere la
professione. Io sono gi abba-
stanza soddisfatto della mia con-
dizione, ma molti dei miei amici
sono ancora in alto mare.
LA LAUREA NON
PREPARA AL LAVORO
Campagne pubblicitarie
Organizzazione ere ed eventi
Immagine coordinata
Web design
Stampa digitale
Adesivi
Stampa grandi formati
Duplicazione cd
Cd multimediali
Gadget
Archiviazione dati
Hardware software
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Campagne pubblicitarie
cui il primato del lavoro intellettuale a
discapito della formazione professionale
ha creato uno squilibrio preoccupante di
cui ora si paga il prezzo; si parla di una
nuova e pi sostenuta dignit (che tradot-
to in parole povere signifca denaro) per
quanti, domani, si volgeranno alle aree
dimpiego fortemente professionalizzan-
ti; si parla di volont di rilancio dellistru-
zione professionale, si parla, ancora, di
nuove norme sullapprendistato e della
funzione preventiva in ambito giovanile
di una nuova educazione artigianale.
Per troppo tempo, insomma, i giovani
hanno affollato inconsapevolmente i licei
sulla scorta di una falsa convinzione che
riteneva la stessa educazione liceale come
lunica in grado di dare lustro e promozio-
ne sociale ai propri fgli. Ma dopo il liceo,
si sa, ci deve stare per forza luniversit.
Un vero e proprio vicolo cieco, poich,
in defnitiva, simili conti e considerazioni
hanno funzionato fn verso la met degli
anni Ottanta creando, tuttavia, nel pre-
sente, un eccesso di generale formazione
teorico-culturale e una progressiva perdi-
ta di interesse verso abilit professionali
mirate. Da tempo, ormai, la laurea non
costituisce pi un ascensore sociale in
grado di offrire prestigio o impieghi ben
remunerati: di fatto nella maggior parte
dei casi, oltre ad un livellamento cultura-
le medio non nemmeno apportatrice di
particolari soddisfazioni fnanziarie.
rACCOMANdATI E NON
Chi si sfanga da una situazione di questo
genere, duole riconoscerlo, sono coloro
che possono contare su amicizie infuen-
bastanza elevato oppure, semplicemente,
derivati da una postura scorretta dinanzi
al monitor. LAsl di Milano ha pubblica-
to, in tal senso, un vademecum intitolato
Linee guida per il lavoro nei call cen-
ter: un documento importante, questo
fuori discussione, ma che ben lungi
da una reale e sorvegliata applicazione.
ErrOrI dI VALuTAZIONE
Alla luce delle considerazioni proposte
non crediamo sia affermazione peregrina
individuare il peccato originale di tutta
la questione in un passaggio di capitale
importanza. I guai sono nati quando
abbiamo cominciato a considerare di se-
rie B il lavoro manuale. Quasi una cosa
di cui vergognarsi. Cos, qualche tempo
fa ha sentenziato il presidente della Con-
fartigianato Giorgio Natalino Guerrini,
additando con lucido disincanto la radice
di molti mali. Parole sante. Ma lanalisi
del vertice di Confartigianato si spinta
ben oltre. Si parla (lintervista rilasciata
a Quotidiano.net del 24 ottobre) di un
vero e proprio problema culturale per
63
II
NCHIESTA
I giovani e il lavoro
ti, su parenti gi ben inseriti allinterno di
strutture aziendali di una certa importan-
za se non addirittura nellimmensa mac-
china ministeriale. La vocazione italiana
al nepotismo, insomma, non mai stata
cos attuale come oggi. Una consuetudi-
ne, questa, di cui tutti sanno e che pochi
di coloro che lhanno sperimentata con
successo ammettono, tranne alcune pic-
cole facce toste che abbiamo incontra-
to per due chiacchiere (lo diciamo con
simpatia, ovviamente).
Detto fatto. Forse il caso, a questo
punto di rispolverare una celebre frase
coniata da uno tra i pi famosi uomini
della storia, il Presidente americano J.F.
Kennedy: Non chiederti cosa il mondo
del lavoro pu fare per te. Chiediti piut-
tosto che cosa puoi fare tu per il mon-
do del lavoro. un rovesciamento di
prospettiva molto intelligente che tiene
conto sia delle inclinazioni naturali di cia-
scuno sia dei bisogni di una societ nella
quale viviamo e alla quale siamo tenuti a
offrire il nostro contributo umano e pro-
fessionale. Gli spazi e i margini per fare ci
sono: serve certamente, una buona dose
di volont e una sana visione della real-
t, affnch la formazione professionale
divenga fonte di realizzazione personale
e di promozione sociale. Una classe po-
litica lungimirante guarder, in tal senso,
con attenzione allattuarsi di quelle con-
dizioni di formazione tali per cui fenome-
ni collaterali ormai sempre pi frequenti
come quello dei bamboccioni senza n
arte n parte non divenga costume. Ser-
vono occasioni vere, serve sacrifcio da
parte di tutti. Serve lavorare. Ma che cosa
pensano le Istituzioni al riguardo? Che
cosa pensa la scuola e luniversit di se
stessa? Che cosa pensano le associazioni
di categoria? Che cosa pensano gli im-
prenditori? Quali sono i progetti politici
per il futuro? Uninchiesta sul lavoro che
cambia necessit di un ulteriore ap-
Il tradizionale
mestiere artigianale
raramente
intrapreso ma
urgentemente
ricercato.
I guai sono nati
quando abbiamo
cominciato a
considerare di serie
B il lavoro manuale.
Quasi una cosa di
cui vergognarsi.
Che cosa signifca? Signifca che diviene sempre pi costume e abitudine
diffusi non rimanere a casa in mutua a fronte di un malessere fsico pi o
meno accentuato. Piuttosto si va in farmacia e si fa il pieno di antinfamma-
tori, di antibiotici e chi pi ne ha pi ne metta, ma il letto assolutamente
no. E questa, guarda caso, procedura adottata soprattutto da precari
col contratto in scadenza, liberi professionisti e imprenditori in sofferenza
aziendale. Compreso? il dott. Giacomo Milillo, segretario nazionale della
Fimm, lassociazione dei medici di famiglia, a segnalare che ormai avere
linfuenza considerato pi un disturbo che non una malattia. Ma fare il
medico di se stessi a volte anche un po rischioso, aggiunge lesperto.
Secondo il dott. Milillo sono specialmente gli operatori dei call center, i
giovani e gli imprenditori in crisi a confermare un dato statistico che tende
a incrementare.
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no alla liquidazione del sinistro.
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Hai avuto un incidente, subi-
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www.sgssport.it - info@sgssport.it
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MESI
GENNAIO 2011
profondimento affnch tutti si giochi
a carte scoperte, affnch si chiariscano
i nodi del problema e le eventuali solu-
zioni. Lagenda gi ftta di incontri e di
interviste: stiamo lavorando ad approfon-
dimenti che forse faranno da controcanto
a quanto detto fno ad ora. Ma la regola
della par condicio e del diritto di replica.
la regola della democrazia.
continua...
65
II
NCHIESTA
I giovani e il lavoro
Lorenzo, 18 anni, abitante in un pic-
colo centro dellovest bresciano alla
domanda qual la tua formazione
scolastica e come hai trovato lavoro
risponde con aria tronfa: Nessuna
formazione. Dopo la terza media ho
tentato lITI per via delle forti pres-
sioni di mio padre. Poi la bocciatura,
quindi il ripetersi dellanno e, infne,
la seconda bocciatura. Quindi, al lavo-
ro, per direttissima... nellazienda di
mio padre. Unazienda importante. Va
bene cos.
Anche daniele, suo coetaneo e con-
terraneo abbastanza schietto: Sto
terminando lultimo anno di ragione-
ria. Niente universit, non ho voglia e
non mi interessa. Per il lavoro conto
fortemente su mio fratello che diret-
tore di una banca importante.
Di contro ci sono, invece, anche le
storie di chi, a ragione, pu essere
considerato un self made man. Inte-
ressante, a tal proposito lesperienza
di diego, 25 anni, responsabile della
gestione dei sistemi informatici di una
delle pi grosse realt imprenditoriali
di tutta quanta la provincia di Brescia:
Terminato lITI ho iniziato a inviare
dei curricola e devo dire che con mia
grande sorpresa hanno voluto pro-
varmi in questa importante azienda.
Allinizio ero un semplice passacarte:
facevo fotocopie, fax, roba da poco.
Il guadagno era assai contenuto. Con-
tinuavo, tuttavia, nella mia mente, a
seguire i consigli di mia madre: parla
poco, dimostra seriet e gentilezza,
sorridi sempre e non perdere locca-
sione di intervenire se sai con certezza
quello che stai per dire. Muoviti con
prudenza. Di notte continuavo a oc-
cuparmi di sistemi di sicurezza legati
allinformatica, studiavo leggi e proce-
dure. Poi i primi disinteressati sug-
gerimenti alluno o allaltro dei miei
capi. Quindi la mia prima scrivania, poi
luffcio e ora eccomi qui. Sono molto
soddisfatto.
Nicola, invece, terminer questan-
no la sua formazione professionale
di futuro cuoco presso lalberghiera
di Clusane, ma, vuoi per il discorso
degli stage, vuoi per la sua autentica
passione, gi ben inserito allinterno
di una apprezzata location nel cuore
della Franciacorta: Poche chiacchie-
re, molta attenzione e una gran voglia
di ritagliarmi al pi presto uno spazio
di lavoro stabile e pagato. Credo, tut-
tavia, che sia la passione a fare la dif-
ferenza.
Khamal, diciannovenne marocchino
in Italia da dieci anni, fa il muratore
in una piccola ditta della Provincia.
La sua testimonianza illuminante:
Dopo le medie, visto che in famiglia
eravamo molti e la mia voglia di stu-
diare era poca, ho deciso di fare la
scuola edile. Poi ho provato a lavorare
in tre ditte, ma mi pagavano poco e
lavoravo molto. Per ho tenuto duro
perch nel frattempo ho imparato
sul campo quello che dovevo saper
fare. Adesso ho un contratto regola-
re perch ho dimostrato esperienza.
Mi chiamano ngher, ma lo dicono
scherzando. Mi trattano bene e gua-
dagno abbastanza.
Che dire? Forse gi nata una diversa
e pi produttiva consapevolezza. Lo
dimostrano anche i discorsi dei geni-
tori di coloro che, proprio in questo
periodo, affrontano i percorsi di orien-
tamento scolastico per il post terza
media:
Sono fermamente convinto che oggi
come oggi sia pi conveniente una so-
lida formazione tecnica. Tuttavia forse
addirittura meglio un orientamento
di tipo professionale: il mestiere
sempre garanzia di lavoro e di guada-
gno (dario).
Dopo la terza media Marco non ha
pi voluto studiare. Si accontentato
di lavoretti saltuari. Ora per ab-
bastanza stanco della sua condizione
e ha deciso di affrontare una scuola
serale per ottenere una qualifca di
installatore di impianti elettrici per
potersi spendere con qualche compe-
tenza in pi (Adriana).
Non ci si improvvisa
cuochi o macellai,
fornai o piastrellisti
nel breve volgere
di una notte. Il
mestiere si impara
sui banchi di scuola
e si perfeziona nella
pratica.
STORIE... DI GIOVANI
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con il patrocinio di
Ministero degli Affari Esteri
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Museo di Santa Giulia - 11 febbraio / 12 giugno 2011
info e prenotazioni: 800 775083 - www.matissebrescia.it
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1810-2010, duecentesimo anniversario
dellinaugurazione del teatro cittadino. Come si viveva
nel decennio pi splendido della nostra Brescia.
ancora il nome, opera di Luigi Canonica
e del pittore Giuseppe Teosa di Chari.
Il celebre ridotto del Marchetti/Scal-
vini, giudicato dallo Stendhal pi bello
di quello della Scala, del 1776 e per
fortuna stato risparmiato dal terribile
bombing del 13 luglio 1944.
La prima opera rappresentata lIfgenia
del Mayr, maestro del pi celebre Doniz-
zetti. Sul palco reale tuttora conservata
laquila napoleonica con i motivi deco-
rativi che fanno tanto retour dEgypt
in omaggio alla spedizione del grande
Crso in Egitto del 1789. Possiamo im-
maginare il teatro stipato dalla nobilt,
ma anche dalla alta borghesia che ormai
impone il suo gusto anche nella moda.
Fra i frequentatori abituali del teatro c
soprattutto Stendahl che si considera un
cittadino milanese. Egli arriva a Brescia
nel 1801, come attendente del generale
Michoux, ed abita in via Tosio 28, nel
bel palazzo che allora era Sigismondi e
ora Conter, a due passi dalla bella Chiesa
di Santa Maria in Calchera.
Quando il 20 ottobre 1818 la deputazio-
ne comunale decide di dedicare il nostro
massimo teatro a Napoleone il Grande,
si tratta della terza costruzione nello
stesso luogo. Dalla antica Accademia
degli Erranti del 1634 si passa al teatro
nuovo dellarchitetto Manfredi nel 1739
e infne al teatro Grande, che conserva
67
C
ULTURA
di GIANCArLO PIOVANELLI
200 ANNI DI STORIA
TEATRO GRANDE
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GENNAIO 2011
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le esigenze della clientela con professionalit
e competenza.
69
Il decennio che va dalla battaglia di Ma-
rengo (14 giugno 1800) allinaugura-
zione del teatro forse il periodo pi
bello ed esaltante per la nostra citt.
Laffetto per Napoleone I, console fno
al 1804 e poi imperatore, ricambiato.
Egli arriva fra noi per ben tre volte. La
prima, dal 25 al 28 luglio 1797, nel bel
mezzo della campagna di Italia si ferma a
Brescia, ospite di Gerolamo Fenaroli, in
via Marsala per unindimenticabile luna
di miele con Giuseppina Beauharnais,
che non vedeva da mesi. Il Bonaparte
riconoscente al Fenaroli, che vuole a
Parigi nel 1804 per la sua incoronazio-
ne, e ai Lechi dei quali ospite a Mon-
tirone nel giugno 1805. Torner anche
nel 1807, in un viaggio che comprende
anche la visita allarsenale di Venezia.
La seconda volta, il 22 dicembre 1802,
di ritorno dai comizi di Lione, dove si
crea la Repubblica Cisalpina e dove sono
presenti una quarantina di bresciani su
400 italiani. Il Crso ha scelto tre citt
rappresentative della Cisalpina: Milano
per i possidenti, Bologna per i sapienti
e Brescia per i commercianti e, arrivan-
do a Brescia, indossa un abito di velluto
azzurro, regalatogli dai nostri concitta-
dini.
Il Regno dItalia, creato il 27 maggio
1805, ha una superfcie di 75.000 kmq
e 6 milioni di abitanti. Va da Novara a
Rimini e dopo Austerlitz comprender
anche il Veneto, insomma una Padania
un poco accorciata perch il Piemonte
francese e Genova conserva una sua lar-
vata indipendenza.
La soddisfazione pi grande per noi
dopo la sanguinosa, diffcile battaglia di
Wagram, durata due giorni (6-7 luglio
1809), quando nel favoloso castello di
Schnbrunn, vicino a Vienna, Napole-
one premia i due prodi fratelli Lechi,
Giuseppe e Teodoro, con titoli e beni.
Soprattutto Teodoro mon beau gene-
ral diceva di lui il signore di Parigi si
distinto in tutte le battaglie importanti
comandando la guardia reale a cavallo.
Nel 1812, a Malo Jaroslavetz, difende-
r col sacrifcio dei Lombardi la ritirata
dellesercito francese. Pensiamo un
momento alla folla dei nobili e borghesi
(arricchiti dalle confsche napoleoniche
dei beni ecclesiastici) uscire dal teatro
e recarsi al Caf du jardin, frequen-
tato dal Foscolo e dagli uffciali francesi
proprio allangolo fra il corso del teatro
(corso Zanardelli) e lodierna via X Gior-
nate. Il Foscolo era qui tra noi, proprio
nel 1807, quando pubblica I Sepolcri
presso la tipografa Bettoni in Broletto, e
frequentava la casa della bellissima Mar-
zia Provaglio Cesaresco Martinengo, di
ventanni pi giovane del marito, assai
comprensivo. Li vedeva spesso uscire
in carrozza dal palazzo del Novarino al
Foro in contrada Sano loco (oggi via
Musei). Nella nostra citt, Foscolo co-
nosce molti letterati fra cui lArici e gli
Ugoni che ospiter a Londra nel suo
Digamma-Cottage.
Uno sguardo alla moda del tempo. Cera-
no molte meravigliose pratiche nelle
disposizioni orizzontali, ma anche
dame di alta classe come la Calini e so-
prattutto la pi bella di tutte, la France-
sca Lechi, che per amore del Murat aveva
lasciato il marito. I nostri concittadini,
e soprattutto i Lechi, non amavano n
Francesco Melzi dEril n il fgliastro di
Napoleone, Eugenio Beauharnais, pun-
tando tutte le loro carte sul bel Murat che
si trov a suo agio soprattutto a Napoli.
Fu questo ex stalliere dalla carriera
prodigiosa che assolse Giuseppina Le-
chi per la sua condotta a Barcellona,
grazie alla intercessione di Francesca.
Essa fu la prima a sventolare il tricolore
dalla casa di SantAgata, dove cera una
favolosa raccolta darte, purtroppo sac-
cheggiata dai cosacchi russi nel 1799.
Naturalmente lei seguiva la nuova moda
neoclassica con ardite scollature, impo-
sta da Parigi, ma infuenzata dalle sco-
perte di Ercolano, Pompei e dai marmi
del Partenone, portati da Lord Elgin
a Londra nel 1802. lantico chiton
greco che si impone con una linea snel-
la, tubolare. scomparso il panier e la
vita molto alta, contestata dalla Chiesa.
Va di gran moda il vestito alla vestale,
lanciato dal Boccherini nel 1807 con
lopera omonima allOpra di Parigi. Un
vezzo in pi lo scialle rosso intenso di
richiamo pompeiano.
Se le donne guardano a Parigi, gli uomini
si rivolgono a Londra, donde nonostante
il blocco continentale, imposto dal si-
gnore di Francia, arrivano i dettami e la
terminologia britannici. Non pi culot-
tes ma calzoni e poi redingote, carrick,
frack, spencer e globus. Si impongono
ormai il giardino allinglese come a Mon-
za e il cimitero allinglese come il nostro
Vantiniano, che sicuramente il pi bel-
lo dItalia nel suo genere architettonico,
richiamandosi al Foro di Traiano.
C
ULTURA
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2
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GENNAIO 2011
La splendida veduta della Sala
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lN Vl5TA DEL FUTURO
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S
e le case fossero di legno e le
strade coperte da uno strato
di sabbia rossa, la Noce po-
trebbe somigliare a uno di
quei villaggi tipici dei flm western, dove
il forestiero guardato con diffdenza, le
insegne dei saloon cigolano e il vento
pi loquace delle persone. In questa fra-
zione cittadina abitata da 500 anime c
un insolito mix di desolazione e urbaniz-
zazione, con le tangenziali che la circon-
dano quasi fossero gli anelli di Saturno e
la zona industriale che sembra voler fa-
di BruNO FOrZA
gocitare il cuore di un paese che oggi
come ieri non riesce a considerarsi
parte integrante del tessuto cittadino.
Tra campi, case e capannoni regna
un silenzio surreale, rotto solamente
dallincedere delle automobili e dalleco
neanche troppo lontana di uno dei prin-
cipali polmoni del commercio bresciano:
il Campo Grande, un formicaio di attivit
dai grandi nomi dove brulicano migliaia
di persone ogni giorno e ogni notte tra
negozi, supermercati e multisala. I ri-
fettori sono l, mentre alla Noce rima-
sta solo la luce foca dei lampioni e tutti
hanno chiuso i battenti, nel silenzio di
un quartiere dormitorio sempre pi vec-
71
S
TRADE E QUARTIERI
chio e sempre meno accogliente, dove
impossibile fare due chiacchiere con la
fornaia o il giornalaio semplicemente
perch non esistono. il luogo ideale
per i cinesi, che osservano molto, parla-
no poco e capiscono al volo dove stabilir-
si per lavorare senza lasciare tracce nella
memoria storica di un contesto sempre
meno sociale, dove un oratorio obsoleto
resta lunico luogo di ritrovo per i po-
chi bambini, adolescenti e giovani della
zona. Un quartiere che ha alle spalle un
ricco album dei ricordi ma che rischia di
non essere pi in grado di scattare foto-
grafe, sempre che non apra gli occhi.
IL GUSCIO FORTE
MA IL FRUTTO SECCO
NOCE
1
2
MESI
GENNAIO 2011
La parrocchia del quartiere
Noce a Brescia.
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72
CI RACCONTANO LA
NOCE
dON ANdrEA GrEGOrINI
(PArrOCChIA SANTA MArIA
dELLA NOCE)
Come descriverebbe la Noce a chi non
la conosce?
Come una zona strana, perch parte
della citt ma non si sente tale. Nei suoi
abitanti c ancora la forte convinzione
di essere un paese a s stante. Fino a
30 anni fa questo era uno dei quartieri
pi popolosi della zona sud. Cerano le
scuole ed era un punto di riferimento.
Oggi non pi cos.
Come si spiega la quasi totale assenza
di attivit commerciali?
stato chiuso tutto proprio a causa di
questa incapacit di slegarsi dalla con-
cezione di paese, come sono riusciti a
fare ad esempio il Villaggio Sereno e
Fornaci. Alcune scelte politiche sbaglia-
te, poi, hanno fatto s che nascesse una
zona industriale al di qua della tangen-
ziale che ha generato una netta spacca-
tura.
Let media degli abitanti?
La fascia pi presente quella della
terza et. Basti pensare che questanno
al catechismo abbiamo 6-7 ragazzi per
fasce det e ci siamo trovati costretti a
creare gruppi pi fessibili vista la pe-
S
TRADE E QUARTIERI
. GIACOMO LINI - PRESIDENTE CIRCOSCRIZIONE SUD
Non trova che la Noce sia una
zona abbandonata a se stessa?
Ci abito da dieci anni e il borgo
della Noce sempre stato cos,
con la pizzeria e lalbergo-ristoran-
te. Il Campo Grande arrivato in
seguito dopo unopera di riqualif-
cazione. Non ci sono insediamenti
tali da giustifcare la nascita di atti-
vit commerciali. Ritengo che non
sia una zona abbandonata, ma che
al contrario abbia un suo ruolo e
che sia un luogo in cui si vive bene,
sicuro e privo di delinquenza, che
fa leva sulle attivit parrocchiali.
La parrocchia riveste ancora oggi
un ruolo importante.
il luogo principale dal punto di
vista aggregativo. Abbiamo una
chiesa che un vero e proprio gio-
iellino, fresca di restauro, siamo in
attesa del nuovo parroco e ci go-
diamo i risultati di una squadra di
calcio di grande spicco nel pano-
rama del calcio a sette. nostra
intenzione sostenere loratorio e
le sue attivit, in cima allagenda ci
sono i lavori per il miglioramento
del campo di calcio. Vogliamo ren-
derlo pi ampio e confortevole e
per il futuro pensiamo ad un fondo
in erba sintetica.
La zona industriale un bene o un
male?
Direi che ha uninfuenza molto
marginale e che per qualcuno sta-
ta una risorsa dal punto di vista del-
la nascita di nuovi posti di lavoro.
Realizzare nuove case nei magazzi-
ni dismessi non possibile: se una
struttura nasce a scopi industriali al
massimo pu diventare commer-
ciale. Unopera di natura privata
mirata a migliorare la qualit della
vita dei residenti sta nascendo di
fronte alle poste, dove sorger un
albergo con area sosta per camion
munito di area ristoro.
Qual il bilancio riguardo al tema
dellimmigrazione?
Ogni tanto bisogna intervenire
per sgomberare qualche roulotte
di nomadi, per il resto non ci sono
problemi. Qualche tempo fa sono
stati chiusi alcuni laboratori cinesi
che non rispettavano le leggi sul la-
voro, ma i cinesi presenti oggi sono
in regola.
Cosa serve alla Noce?
Penso che in zona ci siano tutti i
servizi necessari per vivere bene,
anche dal punto di vista del tra-
sporto pubblico, poi c pulizia e
ordine anche dal punto di vista
delle infrastrutture. Il nostro impe-
gno mira alla conservazione di un
borgo che vuole restare quello di
un tempo mantenendo vive le sue
tradizioni e la sua bellezza. Stiamo
lavorando per questo.
Nelle foto alcuni scorci del
Quartiere Noce. Nellla foto
grande, lIstituto Professionale
per i servizi alberghieri e della
ristorazione de Medici.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
73
nuria di presenze. Qui le case costano
meno rispetto ad altre realt, ma la gen-
te che arriva da fuori si integra diffcil-
mente e continua a restare legata ad altri
quartieri.
Limmigrazione invece ha cambiato
il volto del quartiere?
unimmigrazione invisibile perch di
matrice cinese, quindi priva di risvolti
sociali. C qualche laboratorio ma pro-
prio non li vedi.
Che richieste farebbe alla politica per
la Noce?
Chiederei sostegno per creare anche
qui pi realt di aggregazione. Ormai
rimasto solo loratorio, quindi va po-
. VOCE AI PASSANTI
Angelo, 54 anni
Un pregio e un difetto della
Noce? un posto tranquillo e
questo non un male. Il difetto
principale che risulta poco ac-
cogliente per chi viene da fuori,
visto che privo di servizi.
Luigi, 40 anni
Certo, qui a due passi ci sono
grosse realt commerciali, ma un
quartiere o una frazione senza
fornaio o edicola fa un po specie.
I capannoni poi non sono certa-
mente un bel vedere.
tenziato per dare qualcosa di prezioso ai
residenti. Lo stesso discorso andrebbe
fatto per il parco, abbandonato a se stes-
so. Poi sarebbe ora di eliminare qualche
fabbrica dismessa e creare nuovi alloggi
a costi ridotti. La Noce sta morendo, bi-
sogna darle nuova linfa.
GIOVANNA
(BuONI O CATTIVI
BAr rICEVITOrIA)
Chi vive alla Noce?
Ci abitano persone che sono qui da una
vita. Io non sono del posto ma ci lavoro
da diversi anni e devo ammettere che,
se potessi tornare indietro, non farei la
stessa scelta.
Quali sono le problematiche pi sen-
tite in zona?
Niente di particolare, le uniche que-
stioni riguardano viabilit e divieti di
sosta.
Anche la Noce stata coinvolta
dallimmigrazione?
In parte, soprattutto dai cinesi che si
dedicano alla produzione di abiti. Tem-
po fa, per, se ne vedevano di pi.
CArLO BOLdINI
(TrATTOrIA PIZZErIA
dA rOSANNA)
Ci descriva la Noce.
una zona popolata soprattutto da an-
ziani che vivono in case di propriet. Un
tempo qui non cera niente. Solo casci-
ne, abitazioni e campi, poi i capannoni
hanno preso il sopravvento sulle case e
questo ha reso la zona meno movimen-
tata con sempre meno giovani. Quelli
vanno dove c vita.
La nascita del Campo Grande ha infuito
sulla vostra attivit?
Di sicuro, e non ha avuto effetti posi-
tivi soprattutto per le piccole attivit.
Per quanto mi riguarda avrei fatto bene
a chiudere dieci anni fa.
Carlo Boldini.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
1
2
MESI
GENNAIO 2011
N
ella zona pedemontana,
allinizio della pianura
padana, sincontra Borgo-
satollo, comune raccolto
attorno ai suoi campi arati. Arrivo che
mattina presto, la bruma allorizzonte
ricopre le zolle ghiacciate e il paesaggio,
scegliendo strade secondarie, toglie il
fato, perch quello che gli occhi dei
nostri nonni devono aver visto da bam-
bini, tra cappe di lana e calzettoni al
ginocchio. Mi sento quasi fuori posto
come se la strada saspettasse di essere
solcata da un calesse, non da unutilitaria
, e mimmagino che il lupo dei fratelli
Grimm salti fuori da dietro il gelso che
incornicia lultima curva, prima del pic-
colo centro. Poi, tutto torna come ci si
aspetta: crocevia, rotonde, sensi unici,
pubblicit, laltro mondo ormai alle spal-
le. Rogge, fontanili e flari, il segno della
tradizione di Borgosadl, fanno posto
al caseggiato, alle attivit che foriscono
nelle sue diverse frazioni, da Gerole a
Venezia. Non c molta gente per le stra-
dine di porfdo, i pochi che attraversano
i vicoli del paese si salutano tutti, con
un partecipe sa edm e uno sguardo
che sorride. Un vigile, le mani dietro la
75
H
INTERLAND
schiena, controlla il disco orario delle
macchine lasciate fuori dai negozi, da-
vanti a qualche infrazione scuote il capo,
sbuffa e prosegue oltre. Allora mi viene il
sospetto che, dopotutto, qualcosa sia so-
pravvissuto, che la campagna con le sue
radici forti abbia bucato il cemento e par-
li ancora ai cuori di queste persone, no-
nostante coppola e roncola siano depo-
ste da tempo. C un che di bonario, una
lentezza placida. Solo che i vari P, Bigio
e Cichino non guardano complici il cielo
dalluscio delle loro case, ma bivaccano in
fumosi bar, ammutoliti dal ronzio delle tv
in sottofondo. Forse sognano i tempi che
furono, forse parlano alla loro terra
di ALESSANdrA TONIZZO
CAMPI E CONTRADE
AL LIMITARE DELLA STORIA
BORGOSATOLLO
76
dON GINO
(PArrOCChIA S. MArIA
ANNuNCIATA)
Borgosatollo ha una parrocchia gio-
vane?
Direi di s. Il nucleo tradizionale di par-
rocchiani, poi, ultimamente cresciuto in
modo esponenziale, passando da 5 mila a
9 mila persone. E i ragazzi ne costituisco-
no una buona parte.
Il volontariato, in paese, attivo?
Ci sono tanti gruppi di persone dedite
al volontariato. Solo a livello parrocchia-
le, posso citare i volontari per i servizi
oratoriali, per la pulizia, per la catechesi,
il G.v.a. in aiuto agli anziani e il centro di
solidariet. Questultimo, fno a poco tem-
po fa, si occupava dei problemi legati alla
droga, mentre ora pi facile che affronti i
vari disagi psicologici, cos diffusi.
Quali sono, a suo parere, i problemi
pi grandi dei parrocchiani?
A livello sociale, sicuramente papabile
il problema del lavoro. Per quanto riguar-
da i rapporti, invece, si respira latmosfera
tipica della comunit di paese. Esiste la
fatica dellaccoglienza per i nuovi arrivati:
nonostante Caritas e feste dei popoli, non
facile.
Ma ci si aiuta, si parla?
C speranza. Le faccio un esempio: con
le famiglie di oggi, che affrontano una cri-
si non solo economica, con separazioni e
quantaltro, si vive con preoccupazione un
contesto diffcile, di cui spesso risente la
fascia adolescenziale pi debole. Ebbene,
da qualche tempo, si sono creati dei grup-
pi famiglia che si ritrovano in parrocchia
per discutere, commentarsi, trovare un
appoggio spirituale, e non solo.
GIOVANNA FAdINI
E ANTONIO CAPrA
(EdICOLA E PrIVATIVA)
Via Molino Vecchio
Come si vive a Borgosatollo?
La qualit della vita buona, tutto
molto tranquillo.
E la sicurezza?
Rispetto ad altri paesi, in cui sembra
succedere di tutto, qui siamo ancora
H
INTERLAND
nella norma.
Cosa manca in paese?
Ascoltando la gente che viene in nego-
zio, sento che vorrebbero una bella pi-
scina. Per il resto, c davvero tutto.
C integrazione con gli stranieri?
Sono nostri clienti, sono molto educati
e, anzi, siamo contenti di essere per loro
un punto di riferimento per alcune ne-
cessit spicciole: capisco che chi viene
dallestero abbia anche bisogno di una
mano.
Nessun punto debole, dunque?
Borgosatollo ha solo perso un po di
smalto, ultimamente, a causa della nuova
viabilit, che ha tagliato fuori il centro.
rICCArdO BANA
(MErCErIA)
Via del Castello
Com Borgosatollo?
Un bel paese in cui si vive tranquilla-
mente e che offre molte opportunit, a
due passi, tra laltro, dalla citt.
Con la nuova viabilit, il paese si
davvero svuotato?
Ci sono i pro e i contro di questinter-
vento: ora la situazione migliore della
precedente, esteticamente pregevole e
con meno traffco. Certo, laffusso, il
movimento minore.
Il paese giovane?
Noi, che gestiamo la merceria da 50
anni, lavoriamo tantissimo con i ragazzi,
CI RACCONTANO
BOrGOSATOLLO
Alcuni scorci di Borgosatollo: via
Castello, via IV Novembre e piazza
Castello.
Antonio Capra e Giovanna Fadini.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
77
che vengono anche da fuori.
MAurO rOdELLA
(PANE, PASTA, dOLCI)
Via 4 Novembre
Qual la sua clientela?
Vengono quasi solo donne, di tutte le
et, anche se ho visto crescere il nume-
ro delle giovani mamme che, dalla citt,
sono venute in paese.
Sentite la crisi?
La gente cerca la qualit, non la quan-
tit. Un po di crisi c, ma ho ovviato ri-
dimensionando i prodotti, che cos, alla
fne, costano meno.
Cosa spera per il paese?
Una maggiore collaborazione tra com-
mercianti, cosa che qui non c. Ho
cercato di organizzare qualche evento,
qualche attrazione, ma ognuno pensa
. VOCE AI PASSANTI
Giacomo, 43 anni La nuova via-
bilit? Tolto lappeal estetico, ha
rovinato il centro, che non pi
vissuto, neanche la sera, momen-
to in cui si popola solo di stranieri.
Lina, 52 anni Un aggettivo per
descrivere Borgosadl? Morto,
un dormitorio.
Sara, 36 anni Com cambiato
il paese nel tempo? Da dieci anni
a questa parte, la mentalit
peggiorata: ci sono persone pi
indifferenti, pi diffcili.
roberto, 54 anni Deviando il
traffco pesante, qui, hanno de-
viato anche tutto il resto Beato
chi vive fuori!.
Anna, 30 anni Qui, a mezzogior-
no come alle sette di sera, si po-
trebbe circolare nudi e nessuno se
ne accorgerebbe: non c vita.
Cecilia, 22 anni Lhappy hour?
Ma qui non sanno nemmeno cos.
Il paese bello, certo, ma man-
cano punti di aggregazione per
noi giovani. Che so, un locale, un
pub, una sala giochi o un cinema.
Mauro rodella.
Marco Tonolini.
per s, cos la fatica vana.
MArCO TONOLINI
(FruTTA E VErdurA)
Via 4 Novembre
La sua esperienza a Borgosatollo?
Ho aperto da sette mesi e devo dire
che, se inizialmente tutto era partito
bene, adesso un momento di ribasso.
Com la situazione economica in pa-
ese?
La crisi si sente, non gira moneta e
leconomia un po facca.
E i paesani?
gente tranquilla e, cosa che mi ha stu-
pito, qui usano tutti la bicicletta.
Tra commercianti c affatamento?
Ognuno pensa per s. Ho provato a
prendere delle iniziative, che poi si sono
rivelate buchi nellacqua.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
. FRANCESCO ZANARDINI
SINDACO DI BORGOSATOLLO
Parlando con gli abitanti di Bor-
gosatollo, sono emersi alcuni
nodi cruciali. Il primo la viabi-
lit che, rinnovata, ha dato pi
respiro al paese ma gli ha anche
sottratto vitalit.
La modifca del 1999-2000 e, se
da un lato snellisce il traffco, dallal-
tro, vero, ha creato minor passag-
gio di persone che, per comodit,
fanno le tangenziali e non passano
pi per il centro. Tornare indietro
non si pu, credo che questo sia il
destino di tutti i centri storici dei pa-
esi e delle citt, chiusi, del tutto o in
parte, al traffco veicolare.
In secondo luogo, pare che per i
ragazzi ci siano pochi sbocchi in
paese, per la carenza sia di pun-
ti logistici di ritrovo (non c pi
la vecchia piazza pedonale), sia
delle attivit ad hoc (locali gio-
vani, cinema, piscina...).
Le esigenze dei giovani sono abba-
stanza mutevoli, ma non per questo
le metto in dubbio. Come centro di
aggregazione, Borgosatollo offre un
centro sportivo, con bar annesso,
ma resta poco frequentato. Esiste
anche un Informagiovani. Penso che
siano i ragazzi, innanzitutto, a do-
versi fare avanti, essere propositivi,
senza aspettarsi sempre qualcosa
dallalto: se lidea parte da loro un
conto, altrimenti c anche il rischio
di fare dei buchi nellacqua.
Infne, i commercianti lamentano
la mancanza di una visione din-
sieme, quella compattezza che
porterebbe alla nascita di piccoli
eventi corali in grado di portare
gente in paese.
Tramite lassessorato al commercio
e alle attivit produttive, abbiamo
cercato di creare qualche evento,
ma non che sia andato poi tanto
bene: la presenza, anche dei com-
mercianti stessi, stata scarsa. Tor-
no a dire, anche in questo caso, che
c bisogno di propositivit in prima
persona, di iniziative sentite che par-
tano da chi lesigenza la avverte. Poi,
la pubblica amministrazione pron-
ta, come pu, a dare una mano.
Cosa spera per Borgosatollo?
Grandi risorse e possibilit, qui
in paese, non ce ne sono. Finch
ci sar la fnanza derivata, la vedo
dura, mentre confdiamo nel fede-
ralismo fscale, che entrer a regi-
me nel 2014. Una delle priorit
lintervento sugli immobili del co-
mune (scuole, asili) da ristrutturare,
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1
2
MESI
GENNAIO 2011
G
li esperti lo chiamano
marketing territoriale
e ha come obiettivo,
attraverso lindividua-
zione di diverse strategie, la valoriz-
zazione di un territorio. E proprio a
questo scopo stato predisposto, tra
il Comune di Palazzolo e le principali
associazioni imprenditoriali rappre-
sentative del commercio e lAssocia-
zione Noi di Mura, un programma
di interventi con i quali si intende
centralizzare il ruolo del commercio
per renderlo un ulteriore elemento di
valorizzazione dellintero territorio.
Il punto di partenza del progetto un
dato di fatto: Palazzolo si trova a met
strada tra due importanti citt come
Brescia e Bergamo, in un territorio di
grande interesse dal punto di vista am-
bientale e paesaggistico, un territorio
ricco per gli insediamenti produttivi
e che stato in grado, nel corso degli
anni, di trasformare la propria ricchez-
79
za in servizi al cittadino aumentandone
la qualit della vita. Oggi la sfida con-
tinuare su questo percorso cercando
di utilizzare al meglio tutte le poten-
zialit a disposizione per migliorare
ulteriormente la citt e far s che con-
tinui ad essere un luogo bello da viver-
ci per i residenti e che diventi sempre
di pi un polo attrattivo per i turisti.
La logica che il DID di Palazzolo vuo-
le rendere concreta, nellindividuare
le strategie per rendere pi accat-
UN PROGETTO
PER DIVENTARE GRANDI
PALAZZOLO
Al via liniziativa voluta dal Comune di Palazzolo e le principali
associazioni imprenditoriali rappresentative del commercio attive sul
territorio. Lobiettivo, perseguito con una serie di interventi, quello di
centralizzare il ruolo del commercio per renderlo un ulteriore elemento
di valorizzazione dellintero territorio comunale.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
80
tivanti tutto linsieme di proposte
che il Paese in grado di proporre,
significa stimolare i residenti e i turi-
sti a vivere maggiormente il territorio
e a credere nelle iniziative economi-
che da esso proposto. Gli interven-
ti previsti mirano ad implementare
progetti di riqualificazione urbana in
modo tale da creare un ambiente pi
favorevole alla piccola e media im-
prenditoria nellintento di indurre i
residenti a ridurre il cosiddetto pen-
dolarismo della spesa e attrarre flussi
turistici. Sempre in questa ottica va
poi costruito e strutturato un piano
di promozione delle produzioni ti-
piche agroalimentari ed enogastro-
nomiche e del patrimonio artistico,
culturale e architettonico esistente.
La valorizzazione di tutto il patrimo-
nio locale, la programmazione perio-
dica di una serie di eventi e manife-
stazioni e la trasformazione della citt
in un luogo sempre pi bello anche
esteticamente sono tutti elementi che
possono contribuire ad attrarre un nu-
mero sempre maggiore di turisti cre-
ando inevitabilmente anche un con-
sistente indotto di tipo economico.
Limportanza dellindividuazione di
queste iniziative, non per esclu-
sivamente limitato al loro, seppur
essenziale, valore immediato. Va,
infatti, sottolineato che il proget-
to, attraverso la condivisione degli
obiettivi, stato in grado di unire
la parte istituzionale, pubblica, il
Comune e i privati espressione del
sistema del commercio di Palazzolo.
Da numerosi incontri pubblici, dal
lavoro congiunto di tutti gli stake-
holders cointeressati e da unattenta
e approfondita analisi della situazio-
ne attuale, si quindi arrivati ad un
documento programmatico di riferi-
mento per lattuazione di quelle ini-
ziative individuate per migliorare la
competitivit del Distretto di Palazzolo.
Il progetto si prefgge tre obiettivi:
1) Defnire, sulla scia delle politiche
di sviluppo del territorio e parten-
do dalle esigenze delle imprese
commerciali, una strategia di co-
municazione integrata e di marke-
ting che consenta di far conoscere,
valorizzare e sostenere il Distretto.
2) Agire con opere infrastrutturali al
fne di migliorare laccessibilit e
la mobilit nel Distretto, e di arric-
chire la qualit degli spazi pubblici
e la loro fruibilit. Infne effettuare
investimenti fnalizzati ad aumenta-
re il livello di sicurezza dei cittadini.
3) Sviluppare le attivit e gli eventi soste-
nendoli con unadeguata campagna di
comunicazione con il fne di incanala-
re i sempre pi numerosi fussi turisti-
ci anche verso il rinnovato polo com-
merciale del Distretto di Palazzolo.
Importante ribadire che il Comune
di Palazzolo, attraverso lattuazione di
questo progetto riconosce al marke-
ting territoriale e alla promozione degli
eventi e manifestazioni, un ruolo e una
D
ID PALAZZOLO
81
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Il progetto stato sviluppato per ri-
spondere nel modo migliore alle logi-
che adottate nel bando della Regione
Lombardia che prevedeva sei macroaree
di intervento ammesse al cofnanzia-
mento: comunicazione e marketing del
Distretto, promozione e animazione,
leva di crescita del Distretto. Una rispo-
sta collettiva del sistema Paese alla cre-
scente capacit attrattiva dei poli com-
merciali extraurbani e al tempo stesso
un ulteriore intervento per dedicare
nuove risorse allo sviluppo e al poten-
ziamento di infrastrutture sul territorio.
interventi strutturali di qualifcazione
urbana, accessibilit e mobilit e sicu-
rezza e gestione di servizi in comune.
Partendo dal primo punto (comunica-
zione e marketing), il progetto prevede
la creazione di un Logo del Distretto che
consenta di identifcare in modo chiaro
le operazioni messe in campo favorendo
lidentificazione in un sistema del-
le imprese partecipanti. Dovr inol-
tre essere in grado di rappresentare
larea distrettuale nelle sue caratte-
ristiche di tipicit e specificit, sia
dal punto di vista commerciale sia da
quello territoriale. Si prevede poi la
realizzazione di un sito web in gra-
do di offrire agli utenti informazioni
e notizie riguardanti le attivit del
Distretto, ma anche e soprattutto
di ricevere le osservazioni o le pro-
poste degli utenti. Tutto questo do-
vr essere comunicato ai residenti,
frequentatori e turisti di Palazzolo
promuovendo i servizi offerti dal Di-
stretto, rendendo note le finalit del
progetto, comunicando le singole
iniziative e i risultati conseguiti.
.ROMANA TURRA, ASSESSORE AL COMMERCIO
Il Comune di Palazzolo sullOglio
ha istituito un distretto urbano
del Commercio denominato DID
PALAZZOLO.
Lo scopo fondamentale dellisti-
tuzione del distretto proprio
un rilancio di tutte le attivit
commerciali del centro storico,
attraverso un attento lavoro di
marketing, di ristrutturazione, di
abbellimento, cio tutto quanto
atto a rendere appetibile e pia-
cevole per i cittadini lapproc-
cio alle attivit del cuore della
citt. Questo aiuter le attivit
coinvolte a tenere il passo con
i grandi Centri Commerciali, a
raggiungere il duplice scopo
di proporre momenti di aggre-
gazione e sviluppare la propria
attivit.
Partecipando al 3 Bando Di-
stretti del Commercio, il Co-
mune di Palazzolo sullOglio
risultato benefciario di un con-
tributo di 281.000 euro a fronte
di un investimento comune pre-
visto di 600.000.
I distretti del Commercio han-
no inoltre il pregio di studiare
e sviluppare, oltre che agevola-
zioni economiche, percorsi nor-
mativi ad hoc ed a questo che
si vuole puntare per favorire il
settore commercio in questi
momenti di profondo impegno
economico.
Palazzolo sullOglio ha il dove-
re, attraverso lAssessorato al
Commercio, di restare sempre
allavanguardia con tutto quanto
possa portare vantaggi e benef-
ci ai cittadini sia utenti, sia ope-
ratori commerciali.
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83
T
erra complessa la Valle Ca-
monica: ricchissima di storia,
di tradizioni che ancora si
tramandano di padre in f-
glio, di paesaggi mozzafato e gente con
un innato, forte, senso di appartenenza.
I Camuni lo sanno bene: dalla Valle
diffcile andarsene, ma ancor di pi lo
distaccarsene. La Val camonica vir-
tualmente divisa in due grandi aree: la
media e lalta valle, la prima che raccon-
tiamo in questo numero, la seconda, a
vocazione totalmente turistica, da Edolo
al Tonale, che tratteremo nel prossimo
numero di febbraio. Per raggiungere la
Val Camonica si deve costeggiare Iseo,
e imboccare la tangenziale attraverso il
lungo serpentone nero di quella galleria
costruita una decina danni fa ma nata
gi vecchia: fuori dal tunnel appare Darfo
Boario, e la prima parte del nostro viag-
gio in terra Camuna inizia proprio da qui.
Uno dei due centri economici, insieme a
Breno, della cosiddetta Media Valle, Dar-
fo Boario un crocevia dalle due anime:
lindustriale Darfo e la turistica Boario,
nota per lacqua e le sue terme. Quindi
Borno, dove si vive di turismo e tradizioni
familiari, dove chi parte per cercare fortu-
na altrove, prima o poi ritorna, incapace
di stare lontano dalle proprie montagne.
Il nostro viaggio proseguito, fno a Sa-
viore dellAdamello, dove le montagne
sono maestose, le nuvole basse e gli oriz-
zonti infniti; dove linverno lunghis-
simo e le estati, ricordano i pi anziani,
sempre pi corte. Ci vuole passione e
uno straordinario senso di attaccamen-
to alla propria terra per vivere in mezzo
alla neve cinque mesi lanno e a due ore
di strada dalla citt. Sta di fatto che sono
tantissime le testimonianze di chi ha de-
ciso di viverci e non se ne mai pentito.
Resta chi non pu fare a meno di abban-
donarla, la sua amata valle, e si inven-
tato un lavoro o ha deciso per una vita da
pendolare da 200 chilometri al giorno.
Storie di eroi dei nostri tempi, che fanno
i turni allIveco e, tra andata e ritorno, ne
passano altre 4 sulle corriere. Storie di
persone vere, di coraggio autentico, sem-
pre pi rare e diffcili solo da immaginare.
Lantichissima storia della valle inizia
con la fne dellultima glaciazione, circa
15.000 anni fa, e gli abitanti, gli antichi
Camuni, labitarono fn dal neolitico la-
sciando oltre 300.000 petroglif, che fan-
no della Valle Camonica il maggior centro
darte rupestre in Europa, e Capo di Pon-
te, patrimonio dellUmanit riconosciuto
dallUnesco. A livello economico la Media
Valle Camonica ha vissuto molto di attivi-
t mineraria, siderurgia, industria tessile
e manufatturiera, oggi in crisi pi che in
altre aree bresciane. Sebbene molto gran-
de ( lunga 90 chilometri), i residenti del-
la valle sono meno di un decimo della po-
polazione bresciana e nonostante ci ha
sempre avuto un peso di grande rilevanza
non solo nella nostra provincia. Terra di
grandi fnanzieri, politici ed alte gerar-
chie ecclesiali, la media Valle Camonica,
non per riuscita ancora a darsi un vesti-
to moderno e di apertura allinnovazione,
n sociale, n economico, n culturale,
forse pi per volont che per incapacit.
Una valle immensa, dal clima ostile ed
estremamente variegata nei luoghi come
nelle persone, che forse pi di altre sen-
tono un proprio, personalissimo attacca-
mento a tradizioni che si perdono nella
notte dei tempi. Diffcile da capire per
chi viene da fuori, altrettanto diffcile
da abbandonare per chi vi nato.
di SALVATOrE SCANdurrA
V
1
2
MESI
GENNAIO 2011
LA MEDIA VALLE
CAMONICA
IAGGIO IN PROVINCIA
'LDPRSLVSD]LR
DOWXREXVLQHVV
$QDOLVL 3URFHVVR 5LVXOWDWR
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Consulting ~ Wave Group: innovazione e tecnologia
per il vostro business al primo posto.
Non lo pi. Ci sono tante attivit com-
merciali, ma per i giovani non c nulla,
per divertirsi si spostano verso Lovere.
Si vive bene?
La qualit della vita buona. La crisi,
rispetto alla citt, arrivata da poco: noi
ce ne accorgiamo perch i clienti oltre le
necessit primarie non vanno, il crollo
del nostro reparto profumeria ne un
esempio lampante.
Come vede la sua attivit in futuro?
Stiamo vivendo dei cambiamenti ed
diffcile capire dove ci porteranno.
LOrENZA BIANChETTI
(BAr rISTOrANTE
LA CITTAdELLA)
Da quanto tempo ha lattivit qui?
Da giugno. Prima lavoravo in Valtellina
dove facevo la stagione turistica.
Che idea si fatta del paese?
un posto fn troppo tranquil-
lo, con un alto tasso di immigrati e
unintegrazione ancora da costruire,
anche tra gli stessi stranieri. Ci sia-
mo dati un anno di tempo per deci-
dere se restare o se cambiare aria.
MArIO BErTOLA
(FruTTIVENdOLO) Via Le Petit
Da quanto tempo ha questa attivit?
Ormai siamo alla terza generazione: da
10 anni a questa parte le cose per sono
sempre andate peggiorando, e la colpa
credo sia anche della superstrada, che ci
penalizza non poco.
Che problemi ha?
Parlo della mia zona: lisola pedonale,
voluta da alcuni commercianti, stata
unidea sbagliata. I pochi parcheggi
sono un problema, come se non bastasse
la concorrenza dei centri commerciali.
I giovani trovano lavoro?
Loro non si vedono proprio in giro, appe-
na possono prendono la valigia e vanno.
NOEMI PEdErSOLI
(TABACChErIA)
Via Bonara
Come va la sua attivit?
Le cose vanno male, questa una cri-
si che non va pi via, la gente gira poco
ormai. Certo, la mia attivit regge, chi
fuma, fuma ancora, e molti tentano la
fortuna con il gratta a vinci.
Avete tanti extracomunitari in paese?
Tantissimi, qui c la concentrazione
pi alta di tutta la Valle. Si sono integrati
bene, anche se la diffdenza nei loro con-
fronti non manca: c chi li accetta, altri
meno, dipende sempre da come si com-
portano.
CLAudIA MArANTA
(FArMACIA)
Viale C. Tassara
un paese vivo Darfo secondo lei?
In apertura, le celeberrime terme di
Boario. A sinistra, il ponte Montecchio.
85
CI HANNO DETTO...
V
IAGGIO IN PROVINCIA
a cura di BruNO FOrZA e SALVATOrE SCANdurrA
dArFO BOArIO TErME
1
2
MESI
GENNAIO 2011
. VOCE AI PASSANTI
Maria, 80 anni
Sono nata qui, non lascerei mai
Darfo perch nel cuore. La po-
litica locale? Funziona bene. a
Roma che dovrebbero darsi una
regolata.
rita, 54 anni
Vivevo qui ma me ne sono andata
perch il costo delle case troppo
elevato, ora sto a Rogno e sono
felice della mia scelta. C pi tran-
quillit ed effcienza nei servizi. Il
sindaco di Darfo dopo il secondo
mandato si adagiato sugli allori.
Servirebbero maggiori investimen-
ti e pi attenzione alla sicurezza dei
cittadini.
Nel numero di dicembre, a p. 99, il Di-
namic Bar di Marcheno stato indicato
erroneamente come tabaccheria anzi-
ch come caffetteria. Inoltre, il bar non
dispone del gioco del lotto, ma una
ricevitoria Sisal e Superenalotto.
La Redazione
rETTIFICA
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DOWXREXVLQHVV
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ANTONELLA CASTELLANI
(rIST. PIZZErIA GIArdINO)
Via Mila
Come va il lavoro?
Non ci lamentiamo, lavoriamo con il
turismo, soprattutto destate, e con i
pranzi di lavoro. I nostri clienti vengono
anche da fuori; le cose, tutto sommato,
vanno bene.
Che paese Breno?
un posto tranquillo, si vive bene. Sin-
ceramente non lo cambierei.
Cosa offre ai giovani?
Per la verit non molto, per divertirsi
devono spostarsi da qui. Per i pi piccoli
invece le cose vanno meglio: loratorio
funziona bene, e il grest, destate, li tie-
ne impegnati parecchio.
MArCO CONTESSI
(BAr CITY)
Piazza degli Alpini
Cosa spinge un giovane a vivere qui?
Io ho vissuto anche a Brescia. La differen-
za che qui quando ti alzi alla mattina vedi le
montagne ed tutta unaltra cosa. La qua-
lit della vita superiore, ma i servizi sono
inferiori. Lautomobile fondamentale.
GABrIELE CAMOSSI
(dIGITAL WOrK)
Vive a Breno?
No, ci lavoro, ma la mia impressione
che sia un posto vivo e attivo dal punto di
vista commerciale.
La sua clientela viene anche da fuori
zona?
MONIA E ANTONELLA
(dELFINO SPOrT)
Via Galassi
Come vanno gli affari?
Per il momento si vivacchia. Aspet-
tiamo il Natale e speriamo che nevichi
come Dio comanda.
La neve decisiva?
87
V
IAGGIO IN PROVINCIA
Neve e terme sono le risorse primarie
della zona, capaci di attirare turisti in-
glesi e milanesi. Per il resto c poco.
Quali sono i pro e i contro di vivere a
Boario?
Il pro la vicinanza ai laghi, il contro la
lontananza dal mare, per non parlare del
clima rigidissimo.
Antonella Castellani.
uno scorcio di via
S. Agostino.
BrENO
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Il centro storico di Breno.
.SANDRO FARISOGLIO, SINDACO DI BRENO
Nonostante lottima qualit della
vita registrata nel suo comune si
lamenta la mancanza di alcuni ser-
vizi.
Ultimamente siamo riusciti ad ot-
tenere alcuni fnanziamenti, che
saranno utilizzati per le strade, gli
alpeggi, la cultura e il commercio.
Inoltre, per favorire questultimo e i
residenti del centro storico creere-
mo nuovi posti-auto di cui il paese
necessita.
Intendete promuovere opere a
vantaggio del turismo?
Senza dubbio Breno carente
dal punto di vista strutturale e ri-
cettivo. Stiamo dedicando grande
attenzione al recupero dei beni ar-
tistici e storici della zona (come la
nostra celebre rocca) e investendo
sulla cultura con la creazione, per
esempio, di un ostello low cost (ma
a cinque stelle per qualit) e per-
corsi ciclo-turistici. Ci valorizzer i
prodotti tipici e favorir commer-
cianti e ristoratori.
vero che per lo svago dei giova-
ni si fa poco?
un problema comune a tutta la
valle, tuttavia, da trentenne, posso
garantire che specialmente negli
ultimi due o tre anni in paese sono
nati piccoli locali gestiti da giovani
per un target di clientela giovane.
Certo, per la discoteca bisogna fare
un po di strada, ma chi abita ed
ama la nostra valle sa che a fronte
dindubbi pregi qualche sacrifcio
dobbligo.
Cosa, a parer suo, potrebbe o do-
vrebbe migliorare in valle?
C sicuramente bisogno di mag-
giore sinergia fra comuni, per un
migliore utilizzo delle risorse esi-
stenti. Per questo stiamo lavoran-
do a un progetto condiviso con al-
tri Comuni cos da offrire a costi pi
contenuti una pi ampia gamma di
servizi, effcienti e specializzati.
Sergio Masini
S, non si limita certamente ai residenti.
La qualit della vita le sembra buona?
Molto buona, poi c un sindaco gio-
vane che ha tante buone idee. Direi
che non ci si pu proprio lamentare.
. VOCE AI PASSANTI
Luca, 22 anni
Tolto il bar England, che organiz-
za tributi musicali e serate a tema,
i divertimenti in zona sono pari a
zero. Con gli amici ci spostiamo
verso Darfo e Lovere, ma dobbia-
mo sempre stare attenti ai control-
li delletilometro. Ogni sabato ci
sono almeno 4/5 pattuglie della
polizia che controllano le strade,
e in una sola sera, una volta, sono
stato fermato tre volte.
Come vivono i giovani?
I luoghi di intrattenimento per loro
sono davvero pochi. Bazzicano in qual-
che birreria o bevono laperitivo e poi si
spostano.
ANNA COMENSOLI
(TABACCO & VENErE)
Viale XXVIII Aprile
Sentite la crisi?
Credo la patiscano pi altre attivit,
come gli alimentari, noi meno: del re-
sto pi la gente stressata, pi fuma. Il
gioco del lotto calato, in compenso i
gratta e vinci sono in aumento. Si cerca
la fortuna in questi periodi.
Ci descriva Cividate Camuno.
Un luogo dalla discreta qualit di vita,
pieno di ragazzi attaccati al paese, che
magari vanno via per necessit, ma lo
fanno sempre mal volentieri.
Gli extracomunitari si sono integrati?
Qualcuno s, altri meno: abbiamo pa-
recchi albanesi e marocchini, ma in ge-
nerale non hanno mai creato problemi.
89
V
IAGGIO IN PROVINCIA
. VOCE AI PASSANTI (BRENO)
daniele, 36 anni
Che richieste farei al sindaco? Coinvolgere e appassionare i giovani
per far s che non si disperdano, poi sostenere le famiglie.
Gino, 63 anni
Se non fosse per le scuole non ci sarebbe anima viva in giro. Gli eventi
organizzati sono pochissimi e per di pi contestati da chi vuole tran-
quillit assoluta 24 ore su 24 e 365 giorni lanno. I vecchi si lamentano
sempre e i giovani se ne vanno.
Giorgio, 50 anni
Cosa direi al sindaco? Che sulle multe serve pi fessibilit. In 40 anni
non ne ho mai prese, negli ultimi 3 mesi ne ho dovute pagare quattro.
TErESA GELFI
(BAr CENTrALE)
Via IV Novembre
Il turismo una risorsa per Cividate?
Lo in estate grazie allanfteatro e alla
pista ciclabile. Speriamo che la Pro Loco
si dia da fare anche nelle scuole perch
ce n bisogno.
CIVIdATE CAMuNO
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Il fume Oglio a Cividate.
Teresa Gelf.
BOrNO
MArILENA
(BAr MArOhS CAF)
Piazza Umberto I
Quali sono i pro e i contro di Borno?
Marilena del bar Marohs.
un paese bellissimo da visitare, ma viver-
ci unaltra cosa. I pro sono la tranquillit
e il paesaggio, i contro sono tutto il resto.
Qual lo scenario turistico attuale?
Ci sono poche presenze e i turisti sog-
giornano per breve tempo pi in estate che
in inverno. Gli impianti sciistici, poi, sono
fuori zona e i giovani non sono abituati a
questi ritmi di vita.
PIETrO ANdrEOLI
(ALIMENTArI FIOrE)
Come si vive a Borno?
Qui c tranquillit e si vive bene, i pro-
blemi riguardano il lavoro, perch davve-
ro poco negli ultimi tempi e il turismo rag-
giunge Borno solo in agosto e a Natale.
Lofferta turistica allaltezza?
Non proprio. Mancano strutture ricettive
e qualcosa per attirare i giovani, come im-
pianti sportivi e cinema. Ormai un paese
per vecchi.
GINA BAISOTTI
(GINA SPOrT)
Via Veneto
Come giudica la qualit della vita a
Borno?
Che a Borno si viva bene non c dubbio,
ma il turismo zoppica e gli outlet ci stan-
no schiacciando. I nostri clienti vengono
da Brescia, Milano e Cremona, si tratta
soprattutto di gente che ha qui la seconda
casa, pi i soliti affezionati che vengono
qui ogni anno.
Il turismo sportivo esiste?
SErGIO TurETTI
(EdICOLA rIVETTA)
Via Italia
Un pregio e un difetto di Capo di Pon-
te?
un paese da visitare, ricchissimo di sto-
ria, ma forse tanti paesani non hanno an-
cora imparato a sfruttarne le potenzialit.
Il turismo sfruttato bene secondo
lei?
Pi destate, abbiamo tre parchi stu-
pendi, ma dinverno la maggior parte
delle visite appannaggio delle sole
scolaresche. Si potrebbe fare qualcosa
di pi.
Che momento sta vivendo il paese?
La crisi ha raggiunto anche noi: tanti
sono in cassa integrazione, si spende
meno e ci si lamenta sempre di pi.
Andava bene con le squadre di calcio che
venivano qui a fare i ritiri, ma il problema
di Borno proprio quello: manca la ricet-
tivit alberghiera per accogliere turisti ita-
liani ma soprattutto stranieri.
PArruCChIErE FIOrENZO
Piazza Umberto I
Regge il turismo a Borno?
Va meglio destate che in inverno, un
controsenso. Del resto in paese non ab-
biamo sviluppato la ricettivit alberghiera,
e il turismo vive soprattutto sulle seconde
case. Tolti due, tre giorni a Natale, din-
verno non si vede pi quasi nessuno.
Cosa chiederebbe allamministrazio-
ne comunale?
Riuscire a tener bene quello che gi c
sarebbe importante: inutile fare progetti
se poi si dimenticano per strada e riman-
gono tali.
I giovani vivono il paese?
Loro giustamente dellaria buona e delle
pinete non se ne fanno niente: negli anni
80 avevamo due discoteche e per loro il
divertimento non mancava.
Fiorenzo, parrucchiere a Borno.
Eugenio rivadossi.
una suggestiva immagine
invernale del centro di Borno.
91
V
IAGGIO IN PROVINCIA
1
2
MESI
GENNAIO 2011
. ANTONELLA RIVADOSSI, SINDACO DI BORNO
Molti lamentano un turismo
scarso rispetto alle potenzialit
del paese. Cosa risponde?
Che assolutamente vero, nulla
da obbiettare. un problema re-
ale che si trascina da tempo.
Cosa fa il Comune per ovviare?
Facciamo del nostro meglio, con
le scarse risorse a nostra disposi-
zione, ma manca la disponibilit
del privato ad investire su qual-
che opera che non sia residenzia-
le. Lamministrazione pu fare e
fa la sua parte, promuove incenti-
vi e facilitazioni (altre ne verranno
a breve col nuovo Pgt), ma nulla
pu cambiare senza un concreto
interesse di tutti a promuovere
nuove iniziative turistiche: serve
una nuova formula e serve che
lappoggino tutti.
In paese mancano strutture per
i giovani e lo sport.
Per anni, un diffuso disinteres-
se a proporre luoghi ricettivi e
di svago per i nostri ragazzi ha
comportato, oggi, la loro quasi
totale assenza. Stiamo cercando
di rimediare con la realizzazione
di nuovi impianti sportivi e la pro-
posta di qualche evento musica-
le, ma molta strada ancora da
fare. Purtroppo, ancora una volta,
poco pu fare lamministrazione a
fronte di una mentalit poco par-
tecipativa. Come per limprendi-
toria cos anche i nostri ragazzi
dovrebbero darsi maggiormente
da fare, proponendo idee e solu-
zioni che noi saremmo ben lieti di
assecondare e sostenere.
Sergio Masini
EuGENIO rIVAdOSSI
(ALBErGO VENTurELLI)
Piazza Roma
Sentite la crisi?
Il primo contraccolpo lo abbiamo sentito
due anni fa, ma questanno le cose sono
andate molto peggio, basti pensare che
durante il periodo natalizio abbiamo re-
gistrato il pieno solo dal 30 dicembre al 2
gennaio. Le settimane bianche ormai sono
solo un ricordo della met degli anni 90,
oggi il turismo solo da week-end, e noi
non sappiamo pi se assumere o meno.
Come vede la sua attivit nel prossimo
futuro?
Mi sono dato dieci anni di tempo: il mio
lavoro la mia passione, e continuer a
farlo fnch potr, ma questo un mo-
mento di stallo un po per tutti, e nessuno
riesce a capire da dove poter ripartire.
Cosa rimane ai ragazzi di Borno?
Su 10 restano in paese non pi di 4:
loro dovrebbero ricominciare dai lavori
di una volta, imparare a sfruttare le ma-
terie prime del territorio. Dal canto mio,
nonostante il periodo nero, a 57 anni
mi sto rimettendo in gioco aprendo una
pizzeria: una sfda, che spero possa esse-
re da stimolo e aiutare i nostri ragazzi.
CAPO dI PONTE
Sergio Turetti, vice sindaco.
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. ALBERTO TOSA, SINDACO DI SAVIORE DELLADAMELLO
Saviore lamenta, a fronte di unet media molto ele-
vata, lo scarso ricambio generazionale.
Saviore oggi abitato per lo pi da anziani e deve fare
i conti con un decremento demografco senza prece-
denti. La natalit media di 1-2 bambini lanno e le gio-
vani coppie preferiscono, a ragione, spostarsi dove ci
sono pi comodit e soprattutto opportunit di lavoro.
Io stesso, come tanti del luogo, ho trovato impiego solo
allIveco e ogni giorno devo mettere in conto tre ore di
strada per andare e tre per tornare: un sacrifcio sfbran-
te che non mi stupisce i giovani vogliano evitare.
Cosa pu fare lAmministrazione per offrire nuove
vie?
Appoggiamo come possiamo chi tenta nuove strade
quali, per esempio, il ritorno ai vecchi mestieri, alleva-
mento e pastorizia, fnalizzati a produzione e commer-
cializzazione di prodotti tipici, e il turismo. Possibilit e
proposte ne sono state offerte, ma mai raccolte dallini-
ziativa privata. Una bella struttura fnanziata, a scopo
ricettivo, dalla Comunit Europea stata predisposta
per invogliare qualche giovane (che non avrebbe dovu-
to pagare neanche un euro dafftto) ad aprirvi unatti-
vit: nessuno ha voluto rischiare ed ora la gestisce un
imprenditore di Cassino.
Sta crescendo per il numero di seconde case
Verissimo. E questo signifca il non trascurabile vantag-
gio devitare il degrado edilizio. Tuttavia, se ci aiuta le
poche attivit commerciali presenti, si ben lontani da
vantaggi continuativi e certi per lindotto turistico.
Sergio Masini
FrANCA
(PESCA SPOrT E SOuVENIr)
Lindotto turistico creato dai parchi
favorisce le attivit commerciali del
centro storico?
dINO BONOMELLI
(ALIMENTArI) Via Adamello
Come si vive in un paese di montagna
come Saviore?
Benissimo: abbiamo tutta la pace e la
tranquillit del mondo, aria buona: direi
che la qualit della vita, quass, davvero
alta.
Per niente. I pullman vanno diretti ai par-
chi e ormai da qui non passa pi nessuno.
C grande desolazione e ho intenzione
di chiudere il mio negozio anche perch
la gente disincentivata a passeggiare in
centro dalla minaccia delle multe. Questa
settimana non ho incassato nemmeno
un euro. Per fortuna non pago lafftto.
VALErIA CErESETTI
(PrOFuMErIA)
Com la qualit della vita a Capo di
Ponte?
I cittadini non stanno male ma il paese
sta facendo grossi passi indietro. Turisti
. VOCE AI PASSANTI
Laura, 61 anni
Qualche anno fa cera pi vita,
adesso mancano le iniziative, an-
che tra i commercianti. I servizi poi
sono carenti: mio fglio per anda-
re in piscina deve muoversi verso
Darfo o Edolo.
Eva, 34 anni
La nostra una valle un po morta,
ma lo sempre stata. Per i giovani
non ci sono divertimenti, ma forse
anni fa ci si accontentava di pi.
93
V
IAGGIO IN PROVINCIA
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Vivete di turismo?
In paese ci sono tante seconde case abi-
tate soprattutto destate, ma anche nel
periodo natalizio. Linverno veramente
lungo, ma siamo ben attrezzati.
Si lavora ancora bene?
Anche nel nostro piccolo la crisi la sentiamo:
il lavoro calato e il superfuo non lo com-
pra pi nessuno, ma lamentarsi inutile?.
I giovani trovano ancora lavoro in
zona?
Chi ha unoccupazione se la tiene ben
stretta e non pensa neanche minimamente
di andarsene. Tanti partono per necessit,
ma altrettanti decidono per una vita da
pendolare che li occupa 12 ore al giorno:
200 km al giorno, per andare e tornare da
Brescia, sono davvero tanti, ma i nostri ra-
gazzi sono ancora capaci di fare sacrifci.
ANNA MArIA BOLdINI
(ALIMENTArI)
Via Risorgimento
Quali sono i momenti di maggiore af-
fuenza turistica?
Il periodo pi intenso va da met luglio a
met agosto, ma ormai rimasto appena
quello se escludiamo qualche ponte e i fne
settimana di chi ha le seconde case.
Saviore non un paese per giovani
La giovent si trasferisce a Brescia a lavora-
re, qui si viene solo per riposare il sabato e la
domenica oppure si va avanti e indietro tutti
i giorni come fanno i pendolari. Siamo circa
350 abitanti, soprattutto anziani. Le nostre
radici sono qui per questo siamo contenti di
viverci.
non se ne vedono, mentre 20-30 anni fa
era tutta unaltra storia.
Da cosa deriva questa regressione?
Le amministrazioni comunali non sono
state capaci di sfruttare la grande risorsa
del parco delle incisioni e sono state per-
se numerose opportunit.
E i giovani come se la passano?
Male. Non hanno la possibilit di aprire
attivit perch le leggi non li agevolano,
c troppa burocrazia e non si punta a
diversifcare i negozi del centro cos fni-
scono per andarsene perch non ci sono
opportunit. I centri commerciali, poi, ci
hanno ucciso.
SAVIOrE dELLAdAMELLO
dino Bonomelli.
Anna Maria Boldini.
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95
R
UBRICA
1
2
MESI
GENNAIO 2011
di FErdINANdO MAGNINO
TU E IL FISCO
LE SOCIET CANCELLATE
Q
uando una societ
estinta e cancellata dal
Registro delle Imprese,
chi risponde di eventua-
li accertamenti notifcati
successivamente?
Secondo lart. 36 del DPR 602/73,
in materia di Ires, la responsabilit dei
soci limitata al valore dei beni che
hanno ricevuto in assegnazione nel
corso degli ultimi due periodi di impo-
sta precedenti alla messa in liquidazio-
ne, nonch dei beni sociali ricevuti in
assegnazione dai liquidatori durante il
tempo della liquidazione. Il principio,
tuttavia, non si estende ai maggiori tri-
buti accertati relativi ad Irap e Iva.
Si ricorda, poi, lart. 2495 c.c., il quale
prevede che nelle ipotesi di liquidazio-
ne di una societ di capitali, a seguito
della cancellazione dal registro delle
imprese, si ha lestinzione della societ
con la conseguenza che la societ me-
desima non pu in alcun modo essere
chiamata in giudizio, n pu essere
chiamata a rispondere di eventuali ob-
bligazioni sorte durante la propria esi-
stenza. Un eventuale ruolo intestato
alla societ ormai estinta sarebbe, per-
tanto, illegittimo.
Sulla base delle considerazioni svolte,
il dubbio riguarda la possibilit di noti-
fcare legittimamente un accertamento
ai singoli soci. doveroso, in merito,
precisare che la norma di cui al citato
art. 2495 c.c. prevede che dopo la
cancellazione i creditori sociali non
soddisfatti possono far valere i loro
crediti nei confronti dei soci, fno alla
concorrenza delle somme da questi ri-
scosse in base al bilancio fnale di liqui-
dazione.
Nellambito dellordinamento tributa-
rio, al di fuori dellipotesi appena deli-
neata, trova applicazione la disposizio-
ne di cui allart. 36 del Dpr 602/73,
laddove viene previsto in materia di
Ires che i soci o associati, che hanno
ricevuto nel corso degli ultimi due pe-
riodi di imposta precedenti alla messa
in liquidazione danaro o altri beni so-
ciali in assegnazione dagli amministra-
tori o hanno avuto in assegnazione beni
sociali dai liquidatori durante il tempo
della liquidazione, sono responsabili
del pagamento delle imposte dovute
dai soggetti di cui al primo comma nei
limiti del valore dei beni stessi, salvo
le maggiori responsabilit stabilite dal
codice civile.
A mio avviso la predetta disposizione,
secondo quanto affermato da costante
giurisprudenza della Corte di Cas-
sazione, da intendersi quale mera
obbligazione di ordine civilistico. In
base a quanto si evince dalla relazione
illustrativa al Dpr 602/73, infatti, la
responsabilit dei soci adempie, in
defnitiva, ad una funzione analoga a
quella della revocatoria in sede civile.
Il principio non vale per i debiti rela-
tivi ad Iva e Irap: infatti il dettato della
disposizione non pu essere esteso in
via interpretativa al recupero dellIva
e dellIrap nei confronti dei soci, po-
sto che in materia tributaria vige il di-
vieto di applicazione analogica di cui
allarticolo 19 del DLgs. 26 febbraio
1999, n. 46, il quale sancisce che: Le
disposizioni previste dagli articoli ()
36 () del Dpr 29 settembre 1973, n.
602, si applicano alle sole imposte sui
redditi.
Come prevede lart. 36 del citato Dpr
602/73, latto emanato ai sensi di tale
norma deve essere impugnato dinanzi
alla giurisdizione tributaria, entro ses-
santa giorni dalla notifca.
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P
OST-IT 96
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Pelo e
di IMMANUEL
immanuel
@
dodicimesi.com
industriali privati, i piccoli industriali
bresciani, stiano molto attenti, se non
vogliono che Intersind lex Confn-
dustria delle aziende pubbliche sciol-
ta con la fne dei panettoni di Stato
risorga dalle sue ceneri e divori la
Confndustria degli industriali privati,
quelli che ancora oggi vivono di prez-
zi, di competitivit, di concorrenza, di
ingegno, di creativit e di mercato.
Fuori Punzo, patron del Cis Inter-
porto, imprenditore privato con 550
aziende, dentro le Ferrovie dello Sta-
to di Mauro Moretti. Pare sia questo
il prezzo dellarco del trionfo sotto il
quale passato, il 16 dicembre scor-
so, Paolo Graziano, prossimo nuovo
presidente dellUnione Industriali
di Napoli. Notizia di scarso rilievo,
tutto sommato, non essendo Napoli
lombelico del mondo industriale
italiano. Ma la notizia c, ed di
rilievo, se si guarda appena sotto la
superfcie. Senza voler dare peso alle
fantanotizie circa gli scontri al vertice
di Confndustria tra ex amici, appare
chiaro che Mauro Moretti ha scelto
dal suo mazzo di carte napoletane,
manco a dirlo un carico da undici,
e lo ha messo sul piatto della partita
per Palazzo Partanna, sede dellAs-
sociazione degli industriali parteno-
pei. Ed ha vinto. Paolo Graziano non
avr nel suo Consiglio di Presidenza
Gianni Punzo, tipico industriale pri-
vato, bens il rappresentante di Fer-
rovie dello Stato, tipica espressione
dellimprenditoria ex pubblica, che
ancora oggi vive di tariffe e non di
prezzi. Certo, non la fne del mon-
do, anche perch dallombelico al
cuore di distanza ce n ancora tan-
ta. Tuttavia sar necessario che gli
no a parlare i cinesi, invece, ed ormai
lo fanno in veste istituzionale, con
il signor Chen Wenxu. Ci sar anche
lui, in Broletto, il prossimo 2 giugno,
assieme a Bettoni, Dallera e Massolet-
ti, per citarne solo alcuni? Non sarebbe
poi cos strano! In fondo, lelettronica
delle nostre case ormai quasi tutta
cinese, cos come tanto pomodoro
sullitalianissima pizza, e perfno gli
imprenditori bresciani si sono arresi
alla pacifca invasione, dopo aver invo-
cato a lungo protezioni e dazi contro lo
strapotere giallo. Pu darsi, alla fn
fne, che siano loro il nuovo che avan-
za, mentre il vecchio non sa ancora
dove andare.
La Cina non pi vicina, arrivata,
anzi qui tra noi, anzi ha messo radici,
ed anche profonde, ha perfno fonda-
to lAssociazione Cinese a Brescia,
centocinquanta aziende rappresentate,
cerimonia al President hotel di Ronca-
delle, alla presenza di rappresentanti
istituzionali, anche milanesi, secondo
le cronache. Chi rammenta pi i con-
fitti tra AIB ed API, tra Confcommer-
cio e Confesercenti, Coldiretti e UPA?
Ci sono ancora costoro, verrebbe da
chiedersi? Alcuno s, anche se si sento-
no poco o nulla, altri si sono fusi, quasi
un anno fa, in un nuovo, unitario sog-
getto di rappresentanza, che ancora,
ovviamente, non sa parlare. Comincia-
ChEN WENXu ALLA CONQuISTA dI BrESCIA
CONFINduSTrIA NAPOLI, IL rITOrNO dI INTErSINd?
97
Cos lo ha impietosamente defnito Ser-
gio Rizzo, in un suo articolo del 21 otto-
bre. Due economisti di rango, come Tito
Boeri e Pietro Garibaldi lo avevano gi da
anni defnito un Ente inutile. E perfno
due funzionari dello stesso Cnel, San-
dro Tomaro e Larissa Venturi, precisa
Rizzo, avevano condiviso, auspicandone
la soppressione, in mancanza di modi-
fche. Nessuno ha replicato alcunch.
E il Cnel continua come prima, con un
costo stimato di 20 milioni nel 2010, i
suoi 121 consiglieri tra i quali un certo
Raffaele Vanni. Chi costui? Un ex sin-
dacalista della Uil, che chi ha meno di 60
anni non pu ricordare, perch dal 1958
entrato nel Cnel e non ne pi uscito,
roba da Chi lha visto. Ma nessuno ha
interesse a sollevare il problema. Nel
Cnel ci sono i sindacati, sempre pronti a
litigare tra loro, ma non nel Cnel, ci sono
gli imprenditori con i loro rappresen-
tanti, ci sono le categorie professionali.
A presiederlo c Antonio Marzano, che
qualcuno avanti negli anni ricorda come
ex ministro, ma che probabilmente sco-
nosciuto come rappresentante del Cnel.
Che organismo di alto rango, previsto
dalla Costituzione. Pensato dai padri del-
la Patria per un alto fne, ma fnito prati-
camente nel nulla. Ma che resta l, monu-
mento alle buone intenzioni. Intanto si
taglia il 5 per mille per quelli che le buo-
ne intenzioni non solo ce le hanno, ma le
mettono in pratica, come a Brescia, terra
di antica solidariet, dimostrano in tanti.
La Lega dice no al Museo del La-
voro. Per questo no molti si sono
scagliati contro la Lega.
Ma in un periodo di crisi cos pro-
fonda, in cui molte migliaia di gio-
vani bresciani sono senza lavoro,
giusto spendere soldi per il Museo
del lavoro? E si pu sapere quanti
soldi mettono a disposizione, per
la sua costruzione e il suo mante-
nimento, gli industriali e i sinda-
cati, che del lavoro sono i rappre-
sentanti? Ma forse una domanda
sciocca, per pagare ci sono sempre
i contribuenti, anche i pensionati
con meno di mille euro di pensione
e con le trattenute per il sindacato,
spesso a loro insaputa
CNEL, LOSPIZIO dEI PrOduTTOrI
STATO dI ALLArME
Sono bastate queste tre parole del Pre-
sidente del Consiglio spagnolo ed
avvenuto ci che impensabile in Ita-
lia: il potere passato nelle mani dei
militari, i 450 controllori di volo sono
ritornati al lavoro lalternativa era
il carcere fno a 16 anni e il licenzia-
mento mentre nelle torri di controllo
erano gi entrati i controllori dellae-
ronautica militare. E si pu scommet-
tere che qualcuno degli scioperanti
con falso certifcato di malattia il posto
ce lo rimetter, lo vuole l87% degli
spagnoli. Merito di Zapatero? Certo,
ma non solo e non soprattutto. Il me-
rito soprattutto va riconosciuto
volenti o nolenti, di Franco. S, lui, il
generalissimo, il caudillo, il dittatore.
Era sua la legge che gli spagnoli hanno
conservato e che Zapatero ha applica-
to. Questo vuol dire che la salvaguardia
della democrazia, di quella stupenda,
ineguagliabile forma di governo del
popolo che ormai rischia di rimanere
un ricordo nei libri di storia, o un vo-
cabolo nei dizionari contemporanei,
a volte pu passare per le mani di un
dittatore, attraverso leggi facilmente,
o con faciloneria, defnite liberticide.
Con lapprovazione di un milione di
democratici spagnoli, contro 450 pre-
varicatori della democrazia. E in Italia?
Noi siamo pi avanti, naturalmente.
Noi abbiamo, ormai da ventanni, la
Commissione di garanzia dellattua-
zione della legge sullo sciopero nei
servizi pubblici essenziali, anche se
probabilmente, fnora, soltanto pochi
se ne sono accorti.
MuSIL,
LA LEGA dICE NO
1
2
MESI
GENNAIO 2011
di ALESSANdrA TONIZZO
Per unalimentazione corretta, i consigli
del buon senso e di un professionista.
99
I
NCONTRI
I
mmersi nel vivace dinamismo
della palestra Millennium, driz-
ziamo le orecchie per parlare
con Luca Barbieri, chef che
ha dato la sua impronta alla cucina del
ftness club con un self service aperto ai
soci che rispecchia la sua idea di cucina,
di cui parla in Athletic culinary book,
libro i cui proventi saranno in parte de-
voluti allAssociazione Italiana Sclerosi
Laterale Amiotrofca. Classe 1969, Bar-
bieri, originario di Urago Mella, ha un
modo tutto suo di intendere la cucina e
lalimentazione, soprattutto quando si
parla di sport.
Cosa vuole comunicare ai suoi letto-
ri?
Questo libro, la mia terza pubblicazio-
ne (il quarto uscir a febbraio ndr), fa
parte di una collana che vuole racconta-
re la mia idea di cucina, da me chiamata
cucina lineare: in poche parole, una
cucina del benessere che d corpo a
tutti i valori nutrizionali corretti grazie
alla giusta elaborazione degli alimenti,
rispettando la materia prima. Si tratta di
un nuovo programma ritenuto tra i pi
autorevoli dagli addetti al lavoro a livello
internazionale, sia dal punto di vista tec-
nico che scientifco, in quanto stato va-
lidato da medici, docenti e professionisti
della scienza dellalimentazione.
Un altro libro di cucina in un mercato
che pare saturo: c un di pi nel suo
testo?
In un momento in cui si parla tanto di
intolleranze alimentari, occuparsi delle
dinamiche che infuenzano lo star bene,
non solo a tavola, importante. Nel mio
piccolo, ho trasformato il modo tradi-
zionale di stare ai fornelli con le nuove
tecniche insegnateci dalla scienza, sem-
plifcate per essere alla portata di tutti,
dallacquisto, alla cottura, alla conserva-
zione dei cibi.
A proposito dintolleranze, lei si oc-
cupato anche di questo?
Certo: nel marzo 2008 uscito il mio
libro Semplicemente Cucina: regimi
dietetici speciali no glutine, frutto di una
lunga sperimentazione sui prodotti, ap-
punto, privi di glutine. Ho sempre avu-
to unattenzione particolare allo studio
e alla ricerca, e purtroppo la celiachia
oggi una realt diffusa. Nel 2011 sar
pubblicato Evoluzione no glutine, un
ricettario realizzato per far fronte alle
esigenze tanto delle massaie che dei pro-
fessionisti.
Ogni chef ha un suo credo particolare.
Il suo?
Il mio punto di partenza credere fer-
mamente che il cibo sia un farmaco, e
come tale causi effetti devastanti tanto
abusandone che privandosene. Il passo
successivo lintento di far capire che
ogni alimento, trasformato tramite cor-
rette procedure, salutare e accessibile
a tutti.
Lei ha fatto sport a livello agonistico
ed ha collaborato con medici sportivi.
Qual la regola alimentare principale
per chi fa sport?
Una persona che pratica sport, anche
solo a livello amatoriale, non pu ali-
mentarsi sempre nello stesso modo ma,
in base allattivit e allo sforzo compiuto,
deve avere un apporto nutrizionale varia-
to.
La prefazione di Athletic culinary
book a cura di Antonio Paroli, en-
docrinologo e nutrizionista, diretto-
re di Medical S.p.A., centro con cui
lei collabora, presso lambulatorio
multidisciplinare per il controllo e la
gestione del peso. Quando avvalersi di
uno specialista per variare il proprio
regime alimentare?
Il medico, nella veste del nutrizionista,
sempre indispensabile per parlare di
una dieta, per scegliere se la persona,
sportiva e non, debba mangiare pi o
meno rispetto al consueto, costruendo
una tabella alimentare ad hoc.
Tornando allo sport, cosa e come
mangiare quando ci si allena?
Chi determina lapporto dei valori
MENS SANA
IN CORPORE SANO
Luca Barbieri.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Bresciano di Urago Mella, Luca Barbieri, classe 1969, consegue il diploma di
qualifca di addetto ai servizi alberghieri di cucina a Gardone Riviera, presso
lIstituto Alberghiero di Stato Caterina De Medici. Dopo il normale ap-
prendistato, lavora in diverse strutture alberghiere di pregio, aggiornandosi
costantemente tramite stages, seminari, scuole di cucina e di aggiornamento
professionale sullutilizzo delle tecnologie evolute nel campo culinario. Presto
intraprende lattivit di consulente e docente formatore, entrando in contatto
con realt estere e pubblicando alcuni libri, tra i quali Semplicemente Cucina:
regimi dietetici speciali no glutine (2008) e Stilelibero, tecniche e ricette
fra tradizione ed innovazione con il sottovuoto (2009). Non mancano ricono-
scimenti internazionali come il Grand Cordon dOr de la Cuisine Francaise e
la Maestria di Cucina dedicato ai Discepoli di Auguste Escoffer, entrambi nel
2009. Anche a seguito della recente pubblicazione, Athletic culinary book,
interviene come ospite a conferenze e programmi televisivi in qualit desperto
sulla cucina del benessere e intolleranze alimentari, sulle tecniche evolute di
cucina e conservazione degli alimenti. Ad oggi partecipa come insegnante del
settore terza area presso le scuole alberghiere di Idro e Riva del Garda, collabo-
rando inoltre con aziende produttrici di alimenti e tecnologie.
lineare, pur accogliendo prodotti pro-
venienti dallestero, rispettosa dei pro-
dotti che il nostro territorio ci offre, tanto
nella concezione che nella trasformazio-
ne dei sapori della cucina mediterranea,
di cui dobbiamo essere orgogliosi.
Cosa pensa della demonizzazione dei
carboidrati che, pur facendo parte
della dieta mediterranea, vengono as-
sociati allaumento di peso?
Anche per questo esiste il medico nutri-
zionista, che valuta con competenza. La
mia opinione resta che consultare tabel-
le o diete falsate, non convalidate dalla
scienza, rischia di giocare a discapito di
alcune sostanze che sono invece impor-
tanti per il nostro benessere psico-fsico.
Punterei su un binomio infallibile, vale a
dire quantit e qualit ottimali.
nutrizionali sempre il medico nutrizio-
nista, al quale ci si deve rivolgere anche
se si pratica unattivit blanda. Da chef
quale sono mi sento solo di consigliare
unattenzione particolare alla materia
prima e alla sua trasformazione, in parti-
colare nelluso dei grassi durante la cot-
tura, spesso abusati, come lolio.
Certo, con i condimenti sempre me-
glio non esagerare: qualche consiglio
pratico?
Io raccomando sempre lutilizzo delle
pentole antiaderenti per effettuare le
cotture, i cui vantaggi sono moltissimi,
in primis la riduzione delle quantit pro-
prio di quei grassi normalmente utilizza-
ti sui fornelli.
Cosa ci pu dire in merito alle diete-
moda che, periodicamente, impazza-
no, promettendo miracoli?
Le diete devono essere applicate solo se
hanno validit a livello scientifco, se sono
frutto del lavoro di persone competenti.
Ne ho provate diverse sulla mia pelle, ma
sempre sotto controllo medico.
Come si sposa la cucina lineare con la
dieta mediterranea, sancita dallUne-
sco patrimonio dellumanit?
Si sposa benissimo, perch la cucina
100
I
NCONTRI
1
2
MESI
GENNAIO 2011
In questa pagina, alcune
preparazioni di Luca Barbieri.
BERGAMO 90.8
BRESCIA 92.0
BOLZANO 95.9
COMO 90.9
CREMONA 92.0
LODI 90.8
MILANO 90.8
MANTOVA 107.7
NOVARA 90.9
PIACENZA 90.8
PARMA 90.8
PAVIA 90.8
TRENTO 91.7
VARESE 90.8
VERONA 107.7
www.vivafm.it
Numero verde 800.904290
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GENNAIO 2011
ERCOLE FONDATORE TORNA A BRESCIA
Ercole torna nella citt che la tradizione vuole abbia fondato.
Dall11 febbraio al 12 giugno 2011, al Museo di Santa Giulia,
in contemporanea con la mostra Matisse. La seduzione di
Michelangelo, si terr la mostra Ercole Fondatore. Per la
prima volta, unesposizione rilegge in maniera sistematica
il mito delleroe greco, dalle fatiche agli amori, dallAntichit
pagana al XVI secolo: una preziosa selezione di opere
archeologiche, medioevali e rinascimentali che rappresentano
una rara campionatura dei temi legati alla fgura di Ercole. Tra
le numerose opere di pregio presenti: la fronte del sarcofago
conservata a Palazzo Altemps di Roma, che illustra il mito
delle dodici fatiche erculee, e Ercole e LIdra (in foto) di
Antonio del Pollaiolo degli Uffzi.
Q
UI E L
//news.001
a cura di rOLANdO GIAMBELLI
QUI & l
1
2
MESI
//news.002
DIPLOMA ACCADEMICO HONORIS CAUSA
A MASSIMO MININI
Nel corso della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno
accademico 2010/2011 della Laba (Libera Accademia di Belle
Arti) di Via Don Vender (Bs) stato conferito il Diploma
Accademico honoris causa al gallerista bresciano Massimo
Minini (in foto con unopera di Robert Barry, suo amico
e fondatore dellarte concettuale). La pergamena stata
consegnata con la seguente motivazione: Per la sua intensa
e duratura attivit di gallerista di fama internazionale, per
la passione profusa come sostenitore e promotore di artisti,
sempre vagliata da un pensiero critico coerente, per la
curiosit che lo porta tuttora a cercare nuove strade.
//news.003
NUOvO CENTRO DI RADIOTERAPIA
ALLA POLIAMBULANzA
La Fondazione Poliambulanza ha inaugurato il nuovo centro
di radioterapia intitolato alla memoria di Guido Berlucchi,
la cui Fondazione ha donato 1,6 milioni di euro per la
creazione del centro. La modernissima struttura sanitaria
stata inaugurata l11 dicembre scorso, davanti a un folto
pubblico, alla presenza del vescovo di Brescia,
Monsignor Luciano Monari, del presidente della Fondazione
Poliambulanza, Enrico Broli, e del presidente della
Fondazione Guido Berlucchi, Francesco Carpani Glisenti.
102
BELLEzzA E CINEMA
AL FRANCIACORTA FITNESS
Successo di pubblico per levento Bellezza e Cinema svoltosi
lo scorso 30 novembre presso il Franciacorta Fitness
di Paratico. Numerosi artisti dello spettacolo e volti noti
della televisione, nonch il regista Fabio Bastianello, hanno
partecipato al dibattito sulla bellezza, condotto da Cesare
Cadeo. Tra i partecipanti Rodriguez, Guillame Goufam,
Terry Schiavo, Lea Veggetti, Marco Bianca e Veronica
Ranieri. Dietro la guida di Elena e Lara, le socie del centro
benessere, stato possibile vedere allopera le massaggiatrici
e le operatrici del centro che hanno effettuato trattamenti
corporei specifci su modelle e modelli.
SKYLINE 18 PRESENTATO AL TEATRO GRANDE
Il 25 novembre scorso, al Teatro Grande, stato presentato
uffcialmente Skyline 18, il nuovo edifcio su 18 piani in
costruzione tra Via Fratelli Ugoni e il centro commerciale
Freccia Rossa. Le caratteristiche innovative della costruzione
sono state raccontate dallo spettacolo In the Sky with
Diamonds, percorso di musica, voci, proiezioni e grandi
immagini fotografche.
TECNOLOGIE AL SERvIzIO
DELLO SHOPPING URBANO
Presentato al New Business Center nel Museo Mille Miglia il
progetto sviluppato da Fotogramma Studio per il primo portale
dello Shopping Bresciano: www.bresciacentroshopping.it. Vi
hanno partecipato esperti del settore della comunicazione e
del commercio. Le pi recenti tecnologie digitali, informatiche
per la comunicazione di dati, suoni ed immagini al servizio del
business e dello shopping urbano a Brescia e nel Mondo.
CONCORSO INTERNAzIONALE
CAMILLO TOGNI
Si concluso domenica 12 dicembre il XXII Concorso
Pianistico Internazionale Camillo Togni, presso lAuditorium
San Barnaba di Brescia. I 90 concorrenti provenienti da tutto
il mondo sono stati valutati dalla giuria presieduta dal M
Lya De Barberiis affancata da illustri maestri. Molti primi
premi nelle categorie fno a 25 anni. Per quanto la musica
da camera primi ex aequo Sergey Chesnokov violino e Anna
Tamarkina pianoforte, Martina Lopez pianoforte e Clelia
Cafero violoncello. Nella categoria pianoforte e orchestra si
sono classifcati secondi ex aequo Angelo Arciglione e Stefano
Guarascio, terza la polacca Dominika Szlezynger.
//news.004
//news.005
//news.006
//news.007
1
2
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103
105
S
PORT
ITALIA
SI PU DARE DI PI
1
2
MESI
GENNAIO 2011
di BruNO FOrZA
LInter di Mourinho, Francesca Schiavone e Ivan Basso brillano in un 2010
segnato dal fop azzurro in Sudafrica, dallinfortunio di Valentino rossi, dal mondiale
mancato per un soffo dalla Ferrari, ma anche dal ritorno il serie A del Brescia.
Scorrendo i fotogrammi del 2010 spor-
tivo, salta agli occhi un andamento inco-
stante, fatto di picchi elevatissimi e scivo-
loni clamorosi dietro ai quali si intravede
un panorama grigio e monotono: quello
di un Paese che dovrebbe cambiare mar-
cia prendendo esempio da altre nazioni.
In Italia, infatti, c una cultura sportiva
povera completamente slegata dal mondo
della scuola, con unineffcienza cronica
di strutture e impianti che penalizza so-
prattutto i cosiddetti sport minori. Lo
sport, insomma, non per tutti e non ac-
compagna la crescita dei bambini italiani.
La realt statunitense e tedesca resta un
modello lontano anni luce, con i ragazzi
che diventano atleti tra i banchi di scuola
vestendo i colori del loro quartiere, che
imparano a conoscere pi discipline fn
da piccoli e trovano forti incentivi per
trasformare strada facendo la loro
passione in professione. Il tutto, ovvia-
mente, non pu che avere preziosi ri-
svolti sociali coltivando uomini e donne
capaci di scoprire il valore del sacrifcio,
delleducazione e di una vita sana.
LINTEr dEGLI STrANIErI
E LITALIA dEGLI ITALIANI
Nello sport italico per eccellenza ovvero
il calcio ha brillato lInter di Mourinho,
capace di conquistare in una sola stagio-
ne campionato, coppa Italia e Champions
League. Una corazzata invincibile che ha
piantato sul tetto dEuropa la sua ban-
diera e solo quella, dimenticando a casa
il tricolore. I successi nerazzurri, infatti,
sono arrivati grazie ad un tecnico porto-
ghese e a giocatori provenienti da ogni
angolo del pianeta, con il solo Balotelli
a vivere una stagione da protagonista e
Materazzi messo a recitare un ruolo da
comprimario. Lunico a parlare il dialetto
meneghino il presidente Massimo Mo-
ratti, quello che ha cacciato montagne di
soldi per raggiungere questi prestigiosi
traguardi. Un rifesso di questa Italia che
ottiene successi privi di italianit si po-
tuto constatare anche in Sudafrica, dove
la nazionale azzurra stata protagonista
di una fguraccia di proporzioni inaudi-
te, salutando la competizione al girone
eliminatorio senza vincere nemmeno
una partita. stata la sconftta di Lippi
commissario tecnico testardo e spoc-
chioso ma soprattutto di un sistema che
non ha guardato al futuro, anzi, lo ha fat-
to appassire, come ha dimostrato anche
il fallimento dellunder 21, incapace di
qualifcarsi agli Europei.
LACrIME dI GIOIA,
dOLOrE, rABBIA
Lalbum del 2010 si chiuso con poche
fotografe in grado di emozionare. La pi
luminosa senza dubbio quella di Fran-
cesca Schiavone, che ha fatto luccicare
la sua racchetta al Roland Garros. Spic-
cano anche la maglia rosa di Ivan Basso,
vincitore del Giro dItalia, quella rossa di
Vincenzo Nibali alla Vuelta di Spagna e
La disperazione di Iaquinta e
Quagliarella dopo la sconftta
per 3 a 2 contro la Slovacchia ai
mondiali sudafricani.
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3UL0RWHO
una sosta dal fascino particolare...
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grazie alla prestigiosa vittoria sulla Sco-
zia e alla sconftta di misura contro lIn-
ghilterra. Chi ha sofferto stato il basket
azzurro, fuori dal Mondiale e consolato
solamente dagli exploit degli italiani
dAmerica Bargnani, Belinelli e Gallinari.
Poi le tre medaglie conquistate agli Eu-
ropei di ginnastica ritmica, trasformatesi
in oro ai Mondiali di Mosca grazie a Elisa
Santoni, Elisa Blanchi, Daniela Massero-
ni, Angelica Savrayuk, Giulia Galtarossa
e Romina Laurito.
BrESCIA dA SErIE A?
Volgendo lo sguardo alla piccola Bre-
scia resta indelebile la gioia dello scorso
giugno di una citt che attendeva la serie
A da cinque anni e lha ottenuta in una
calda ed entusiasmante notte in uno sta-
dio indegno che continua a tenere banco
nei progetti futuri della citt senza che si
trovi una soluzione condivisa. Intanto il
basket sta lentamente tornando in auge,
pallanuoto e ginnastica artistica restano
i fori allocchiello, mentre il baseball
reclama un impianto allaltezza e gli
atleti corrono sullasfalto anzich sulle
piste. Brescia nel 2011 dovr dimostra-
re di credere nello sport, cos come la
Federazione calcistica ha dimostrato di
credere in una rinascita dopo la debacle
sudafricana. Dentro Roberto Baggio
(presidente del settore tecnico) e Arrigo
Sacchi (coordinatore tecnico delle na-
zionali giovanili), con Cesare Prandelli
in panchina. Il tecnico di Orzinuovi nei
suoi primi mesi di lavoro ha gi scritto
pagine importanti, almeno nelle in-
tenzioni, auspicando lavvento di una
squadra fresca e di qualit spalancando
le porte ai nuovi italiani e ai giovani
aprendo, di fatto, una nuova era. Baster
sfoderare i talenti insiti nel dna italiano,
tenacia e fantasia su tutti, arricchendoli
con labilit americana e tedesca nella
semina e, perch no, importando la di-
sciplina russa e la passione spagnola,
quella che ci fa ammirare in una miriade
di sport il popolo iberico, vero trionfato-
re di questo 2010.
quella verde di Alessandro Petacchi nel-
la classifca a punti del Tour de France.
Quel centauro tricolore di Valentino
Rossi, invece, ha cavalcato ferito sulla
sua Yamaha sfoggiando coraggio e classe
nonostante il titolo del Motomondiale sia
andato allo spagnolo Lorenzo. Potr ri-
farsi nel 2011 su una moto tutta italiana:
la Ducati. Anche nella Formula 1 non ci
sono state bottiglie stappate e lamarezza
stata grande proprio perch lalloro
volato via dalla testa del ferrarista Alon-
so allultima gara, premiando il tedesco
Vettel. Lunico a gioire nel mondo dei
motori stato quella vecchia volpe di Max
Biaggi, vincitore della Superbike.
In acqua gli atleti di casa nostra si sono
trovati, come sempre, a loro agio con
un quinto posto nel medagliere europeo
condito dai trionf di Federica Pellegrini,
Tania Cagnotto, Luca Ferretti e Valerio
Cleri. andata peggio sulle nevi di Van-
couver, dove lItalia si accontentata di
5 medaglie e di un sedicesimo posto nel
medagliere.
Negli sport di squadra merita una menzio-
ne speciale la pallanuoto, tornata grande
sul palcoscenico europeo. Il Setterosa ha
perso la semifnale con la Grecia accon-
tentandosi della medaglia di legno nella
fnalina con lOlanda, mentre il Settebel-
lo si vestito dargento arrendendosi solo
allultimo atto al cospetto della fortissima
Croazia. Anche i Mondiali di pallavolo
disputati a Milano hanno fatto sognare
i tifosi azzurri, che si sono risvegliati in
semifnale sotto i colpi del Brasile prima
della sconftta nella sfda per il bronzo
contro la Serbia. Le sorelle dItalia del
volley si sono piazzate un gradino pi sot-
to in quel di Tokyo, ottenendo il quinto
posto contro la Turchia.
Diverso il discorso per lItalia del rugby,
ultima nelle sei nazioni ma con onore,
106
S
PORT
1
2
MESI
GENNAIO 2011
Sotto, Jos Mourinho. A destra
Francesca Schiavone dopo la vittoria
al roland Garros. In basso una
formazione del Brescia 2010-2011.
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3UL0RWHO
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di FrANCESCO rASTrELLI
Presidente dellOrdine dei Farmacisti
della Provincia di Brescia
GENTILE FARMACISTA...
D// Gentile Farmacista, le scrivo perch mia glia Martina di
un anno e mezzo fa fatica ad addormentarsi. Vuole giocare
no a tardi e si sveglia durante la notte piangendo. Cosa
posso fare afnch possa dormire tranquillamente? Gaia
R// Cara Gaia, per prima cosa vanno escluse tutte le
patologie che possono essere la causa dellinsonnia
infantile. Le allergie alimentari e le coliche addominali,
ad esempio, rendono i bambini nervosi come anche le
infezioni urinarie e le difcolt respiratorie. I piccoli non
dormono durante la dentizione. Anche lambiente
molto importante. La cameretta in cui il bambino dorme
non deve essere n troppo calda n troppo secca e
per questo il bambino non va coperto molto e lasciato
libero di muoversi nel lettino. Quando i nostri piccoli
si svegliano durante la notte non corriamo subito a
consolarli, aspettiamo un po, magari si riaddormentano
da soli. Alla sera non vanno mai dati cibi eccitanti come
la cioccolata. Stare vicino ai bambini raccontando una
bella aba li rasserena e li tranquillizza. Alcuni rimedi
naturali/erboristici che si possono usare sono: coffea,
borax, cina, cypripedium, ambra grisea, stramonium,
camomilla e tiglio.
D// Gentile Farmacista, da un po di tempo soffro di gastrite
con conseguente rigurgito. Pu spiegarmi cosa genera
questo disturbo e cosa posso fare per attenuarlo? Francesco
R// Caro Francesco, il reusso gastroesofageo un
disturbo legato alla risalita del cibo e dei succhi gastrici
dallo stomaco allesofago. Si manifesta con bruciore
dietro lo sterno, provoca rigurgiti e, a volte, pu
causare tosse e tachicardia. Diversi fattori possono
essere la concausa del reusso: il sovrappeso, i pasti
abbondanti e troppo conditi, gli alcolici e il caff,
soprattutto lo stress e la vita sedentaria. Talvolta
si ricorre troppo spesso alluso di antinammatori:
questi farmaci possono essere da soli la causa del
disturbo dello stomaco. Per prima cosa necessario
mangiare con calma seduti, masticare bene e a lungo,
fare pasti regolari e non abbuffarsi la sera. meglio
evitare di indossare abiti scomodi o troppo stretti
in vita ed elevare la spalliera del letto di 15-20 cm.
Inoltre, la toterapia e lomeopatia, dietro consiglio del
farmacista, offrono una vasta gamma di rimedi utili per il
reusso e per la gastrite.
Q
U
A
L
C
H
E
Manda la tua domanda a:
francesco.rastrelli@dodicimesi.com
P
I
L
L
O
L
A
R
UBRICA 108
IL FARMACISTA
RISPONDE
PErdITA dEI CAPELLI
Lazione combinata di CLA Glucatione e
Sodio DNA in prodotti destinatari al cuoio
capelluto pu rappresentare un nuovo
approccio al trattamento della prematura
perdita di capelli. Nei test su soggetti
affetti da disturbi legati al ciclo capillare, la
miscela si dimostrata efcace e tollerabile
in misura paragonabile o superiore ad un
attivo di comprovata efcacia. I migliori
risultati si ottengono in termini di resistenza
dei capelli alla trazione e di rapidit
dellefcacia anticaduta.
QuANdO LO SPOrT FA MALE
Un eccessivo carico di lavoro o laffrontare sforzi sici senza un progressivo e
attento allenamento possono provocare seri problemi a carico dellapparato
locomotore, cio ossa, articolazioni, muscoli e tendini. Si parla quindi di Trau-
matologia Sportiva, ovvero di tutti quei traumi fortuiti che si possono veri -
care quando si svolge unattivit motoria di qualsiasi tipo. necessario sem-
pre valutare ogni fattore che lattivit sportiva comporta a carico del nostro
organismo, mettendo in atto tutte le metodiche volte a cercare di prevenire
il pi possibile ogni rischio.
PACEMAKEr ANTI-EMICrANIA
Il nuovo dispositivo anti-emicrania cronica riesce a spegnere la crisi emicranica gra-
zie ad una stimolazione dei nervi occipitali che si ottiene mediante lapplicazione di
due elettrocrateri. I risultati ottenuti sono incoraggianti: solo tre pazienti non han-
no risposto alla terapia, mentre per gli altri si ottenuto una riduzione del numero
di crisi e soprattutto del consumo di farmaci superiore del 50%.
PACEMAKEr ANTI-EMICrANIA
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1
2
MESI
GENNAIO 2011
SIAMO PER IL PROCESSO BREVE.
Sappiamo snellire i processi assicurativi pi complessi
ottimizzando con essibilit le procedure.
Per questo garantiamo risposte semplici attraverso
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Tecnologia :: Innovazione www.wavegroup.it
ADV_Consulting_Dodici_n8_aII.indd 1 04/08/10 14.38
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C
ari lettori, eccoci di nuovo
insieme, ancora per tutto
questo nuovo anno, spero
ricco di buona salute per
tutti voi.
Credetemi, non assolutamente faci-
le mantenere una certa obiettivit, il
classico flo conduttore, nella nostra
amata professione medica (e sicura-
mente anche in altri ambiti di lavoro).
Quando sono di fronte ad un paziente,
sono obbligato a confrontarmi con due
modi diversi di professare: da una parte
latteggiamento scientifco, clinico-spe-
rimentale, basato sulla pubblicazione
scientifca.
Pub-med, grande e immenso raccoglito-
re di pubblicazioni di tutte le pi impor-
tanti riviste scientifche del mondo, la
bibbia del medico moderno, la soluzione
di tutti i problemi! Diffcilissimo impa-
rare a navigare in questo mare di sapien-
za pensate che sono molto frequentati
corsi specifci, necessari per imparare
a gestire tutta questa immensa banca
dati. Devo ammettere che quando ho la
necessit di approfondire una proble-
matica professionale, avere un supporto
scientifco di tale portata mi rende mol-
to pi sicuro; il sapere, per esempio, che
per una determinata terapia, scienziati e
ricercatori hanno pubblicato su riviste
di fama lavori sperimentali che hanno av-
vallato (o affossato) la stessa, mi rafforza
nelle mie convinzioni personali. Ma
due rifessioni. La prima che proprio
recenti inchieste (non giudiziarie, ma
fatte da ricercatori) hanno confermato
vecchi sospetti: in America, ma anche in
Gran Bretagna, Cina, India, alcune pub-
blicazioni su riviste blasonate non erano
vere! Sottolineo alcune, ma non penso
si possa quantifcare la reale portata del
fenomeno. Grandi interessi commercia-
li generanti corruzione in una parte (si
con lacqua, laria, il cibo, e sfdo chiun-
que di voi a non avere mai pensato que-
sto neppure per un minuto!
Senza nulla togliere ai farmaci, alle gran-
di scoperte tecnologiche che rimangono
la strada maestra (almeno per me) del
mio modo di intendere la professio-
ne, lasciatemi per limmenso piacere,
esclusivo del fare il medico, di mante-
nere un atteggiamento globale, olistico,
sapendo che nulla, ma proprio nulla pu
essere dato per scontato, perch, alla
fne, la persona che abbiamo di fronte
proprio, assolutamente, unica, come
unico il suo modo di vivere, e impreve-
dibile, nonostante tutti i modelli di rife-
rimento, sar comunque il suo modo di
affrontare la terapia e di guarire.
spera piccola) del mondo scientifco
hanno quindi un poco destabilizzato la
sicurezza degli operatori.
La seconda rifessione quella che mi
permette di riagganciarmi al secondo
modo di professare, che quello cio
di considerare lunicit della persona,
la non riproducibilit e, praticamente,
limpossibilit di fare una seria speri-
mentazione scientifca per le troppe va-
riabili che entrano in gioco.
diffcile gestire tutti i dati epidemio-
logici, le probabilit di guarire, di mi-
gliorare, quando ti rendi conto di avere
di fronte una unicit Purtroppo
le ricerche scientifche dicono che se
prescrivi unaspirina per il mal di testa,
molti pazienti sentiranno sollievo, ma a
qualcun altro, in numero inferiore, non
dar sollievo, anzi, i pi sfortunati si tro-
veranno con lo stomaco che brucia!
Le cosiddette medicine alternative,
come lagopuntura, la medicina tradi-
zionale cinese, la naturopatia, lomeo-
patia ed altre, rivendicano proprio que-
sta unicit delluomo e di conseguenza
della sua malattia, e limpossibilit quin-
di di un qualsiasi modello adatto ad una
sperimentazione ampia e attendibile.
Nader butto, grande medico cardiolo-
go israeliano, durante una conferenza,
ha iniziato dal quark, punto di confne
conosciuto tra lenergia e la materia,
primo mattone dei neutroni e dei proto-
ni, costituenti il nucleo dellatomo, per
farci capire che una strada percorribile
pu essere proprio quella di ricordarci,
sempre, che il nostro corpo, in realt
la nostra energia vitale, sempre e co-
stantemente in rapporto con lambiente
circostante, con il quale interagiamo,
mandando e ricevendo bioenergia
Lorigine della malattia viene ripropo-
sta come alterazione del rapporto che
abbiamo con luniverso che ci circonda,
a cura di ENrICO FILIPPINI
SPECCHIO DELLE MIE BRAME
R
UBRICA 110
OGNI PAZIENTE UNICO
1
2
MESI
GENNAIO 2011

SUCCESSO 112
MONDO
//12.febbraio
2
0
1
0
2
0
1
0 //13.gennaio //21.luglio
2
0
1
0
//8.novembre
2
0
1
0
//20.marzo
2
0
1
0 //31.maggio
2
0
1
0
//30.aprile
2
0
1
0
2
0
1
0
//14.ottobre
2
0
1
0 //16.dicembre
successo...

Un terremoto devasta Haiti, il Paese pi povero


dellintero continente americano.
Oltre 200.000 morti, 2 milioni di persone
senza aiuti e 300.000 senza tetto nella sola capitale.
Esodo da Port-au-Prince tra violenza e saccheggi.
Cile, esce lultimo minatore.
A San Jos lincubo fnisce alle 2.56 ora
italiana. Fuori il capo squadra
Luis Urzua, che ha razionato il cibo
nei 70 giorni di reclusione.
Il presidente Pinera: Sei stato un buon
capitano. Poi sigilla il pozzo.
Marea nera sulle coste
americane. Catastrofe
ambientale negli Usa: il
petrolio, fuoriuscito da una
piattaforma, arriva in Lou-
isiana. Allarme anche in
Mississippi, Alabama e Flo-
rida. Obama ordina il bloc-
co di nuove trivellazioni.
Iran, il mondo
si mobilita per Sakineh.
Nobel, artisti, ong
e governi riescono, per ora,
a scongiurare la lapidazione
per la donna accusata
di adulterio, rea confessa
dopo essere stata frustata.
Raccolta di frme on-line.
Londra. Julian Assange torna libero, dopo 9 giorni di
carcere. Pagati 280.000 euro di cauzione. Porter brac-
ciale elettronico anti-fuga. Continuer il mio lavoro, dice
fondatore di WikiLeaks, il sito ha messo in ginocchio la di-
plomazia mondiale pubblicando oltre 250.000 documenti
riservati di ambasciatori e diplomatici Usa.
Gli Usa cercano prove per incriminarlo.
Obama: uniti contro il terrorismo.
Nel nono anniversario dellattentato alle Torri Gemelle,
il presidente Usa scandisce con forza che il nemico
continua a non essere lIslam. Appelli alla tolleranza reli-
giosa e omaggio alle vittime il flo conduttore
della commemorazione.
Gaza, assalto israeliano
alla nave dei pacifsti.
Almeno 9 morti, tensione
Israele-Turchia. La marina
abborda in acque internazio-
nali una nave turca della Fre-
edom Flotilla, organizzata
dalla Ong e carica di aiuti.
Francia: vince la gauche,
perde Sarkozy. La sinistra
unita al 54%, la destra al
36%. Le elezioni regionali
puniscono i conservatori e
il presidente. Resiste solo
lAlsazia, tradizionale rocca-
forte dellUmp.
Vancouver: Olimpiadi
al via nel lutto. A poche
ore dalla cerimonia
inaugurale, durante le
prove di slittino, muore in
un gravissimo incidente
Nodar Kumaritashvili, atleta
georgiano di 21 anni.
//11.settembre
1
2
MESI
GENNAIO 2011
2010

SUCCESSO 113
2
0
1
0
ITALIA
successo...

//8.aprile
2
0
1
0 //23.luglio
2
0
1
0
//6.settembre
//20.aprile
2
0
1
0
//8.ottobre
2
0
1
0
//6.novembre
2
0
1
0
2
0
1
0 //11.settembre
2
0
1
0 //8.gennaio
2
0
1
0 //14.dicembre
La Fiat a Elkann, lerede designato.
Dopo sei anni Montezemolo
lascia la presidenza del gruppo:
Finito il mio compito di
traghettatore. Il nipote dellAvvocato
presenta il nuovo piano industriale.
Verso lo scorporo del settore auto.
Leone doro, a Venezia trionfa Sofa Coppola. Nellanno
del super fop del cinema italiano (rimasto a bocca asciutta)
la giuria capitanata da Quentin Tarantino, tra laltro ex
della regista, premia Somewhere.
Camorra, maxi sequestro
ai Casalesi. I beni, per un
valore di 700 milioni di
euro, sequestrati agli eredi
di Dante Passarelli, morto
nel 2004. Tra questi anche
unazienda agricola
ex Cirio.
Berlusconi resta in sella. E Bossi ora apre a Casini.
Berlusconi ce lha fatta. E, dopo aver incassato la
scontata fducia del Senato, ha battuto Gianfranco Fini
anche alla Camera: la mozione di sfducia al governo
ha ottenuto 311 s e 314 no.
Pollica (SA). Ucciso
il sindaco Vassallo,
raggiunto da 9 proiettili
sotto casa. Le indagini
puntano sulla pista
camorristica. Era stato
rieletto pochi mesi fa in una
lista civica. Il pm Greco: Un
simbolo di legalit.
Immigrazione, Rosarno in famme. Scontri e
barricate nel comune calabro tra residenti, polizia
ed extracomunitari: 37 feriti. Napolitano: Fermare
subito la violenza. Maroni: Troppo tolleranti con i
clandestini. Il Pd: colpa della Bossi-Fini.
Immigrazione: niente case ai
rom. La Curia accusa: Patti violati,
pronti alle vie legali. Milano, duro
comunicato del cardinale Dionigi
Tettamanzi contro il sindaco Moratti
sulla chiusura del campo di via
Triboniano. Disatteso laccordo
frmato con il volontariato.
Sacerdoti gay: Chi lo
venga allo scoperto e lasci
la tonaca. Dura nota della
segreteria dl cardinale
Vallini dopo linchiesta
pubblicata da un settimanale:
Si vuole screditare la
Chiesa, perseguiremo i
comportamenti indegni.
Disastro archeologico
a Pompei: crolla la Casa
dei gladiatori. Un edifcio
risalente
agli ultimi anni di vita della citt
romana, distrutta nel 70 d.C.
Sdegno e polemiche.
2010
1
2
MESI
GENNAIO 2011

SUCCESSO
BRESCIA
successo...

//14.settembre
2
0
1
0
2
0
1
0
2
0
1
0 //15.novembre //16.novembre
2
0
1
0
//2.marzo
2
0
1
0 //13.giugno
2
0
1
0
//4.ottobre
2
0
1
0
//4.gennaio
2
0
1
0
//26.aprile
2
0
1
0
Strage di piazza della Loggia, dopo 36 anni tutti assolti
i 5 imputati. Il processo per lattentato del 1974 in cui
morirono 8 persone e 104 rimasero ferite durato quasi
due anni, con 166 udienze. La sentenza in base allarticolo
530, assimilabile alla vecchia insuffcienza di prove.
Revocata la misura cautelare per il neofascista Zorzi.
Medicina: via da Brescia 19 specialit.
Le scuole di specializzazione per giovani medici
alla facolt di Medicina e Chirurgia aggregate a Milano,
Pavia e altri atenei. Letteralmente dimezzate
per decreto ministeriale: da 40 a 21.
Protesta in S. Faustino,
gli immigrati scendono
dalla gru. Dopo 17 giorni
passati a protestare contro la
cosiddetta sanatoria truffa,
i 4 immigrati sono stati presi
in consegna dai loro avvocati
e accompagnati in Questura.
Decisiva la mediazione di
Curia, Cgil e Cisl.
Loggia, stop allapertura
di kebab e piadinerie.
Per otto mesi, e in attesa del
Pgt della citt, nel centro
storico, in via Milano e nella
zona della stazione, divieto
di aprire nuovi kebab, pia-
dinerie, pizzerie al taglio e
rosticcerie.
Il Brescia riconquista la serie A.
Dopo un purgatorio durato 5 anni, le rondinelle
rivedono la massima serie battendo il Torino
nella fnale play off. Tifosi in festa
e caroselli dauto per tutta la notte.
Adro: togliete quei
soli. Insegnanti e
Ata scrivono al sindaco
per togliere dallistituto
Gianfranco Miglio i simboli
ricorrenti del sole delle Alpi,
antico segno celtico identico
a quello che campeggia sulle
bandiere del Carroccio.
Il Tutor in A4
allunga la vita.
quanto emerge dai dati
sullattivit svolta dalla
polizia stradale di Brescia
nel corso del 2009.
Ad un maggior numero
di controlli corrisponde
un minor numero di morti.
Addio al Residence
Prealpino. Andata in scena la
cerimonia per lavvio
della demolizione, alla
presenza di Formigoni. Molti i
residenti e le autorit che han-
no sfdato la pioggia per assi-
stere al primo colpo di piccone.
114
//2.marzo
DAnnunzio,
concessione a Verona
per 40 anni. Con
una frma in calce al
decreto di concessione
governativa, il ministro
alle Infrastrutture e ai
Trasporti Altero Matteoli
ha di fatto affdato la
gestione dellaeroporto di
Montichiari alla veronese
Catullo Spa per i prossimi
quarantanni.
1
2
MESI
GENNAIO 2011
2010
SOL O A:
B R E S C I A V E R O N A S I R M I O N E C R E M A