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Angelo Bettinzoli Giovanni Cattina Gino Corioni Giuseppe Pasini Gian Francesco Tomasoni

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II // N. 9 ANNO OTTOBRE 2010

PENSIERI DI

Botticino

MESI

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Morire Per ViVere?
I morti sul lavoro

Dove si incontrano i giovani

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Con la penna di Bocchio
BacHeca

Pelo e coNTroPelo ViDeoTeca aNTico BorGo saN ViTale QUi e l sUccesso

3 DODICI MESI // oTToBre 2010

IN QUESTO NUMero

Editoriale A Bengodi non tornano i conti Prodotto & mercato Gian Francesco Tomasoni: Troppi cavilli e scarso potere contrattuale Giuseppe Pasini: Riparte la siderurgia Gino Corioni: Sognando lEuropa Angelo Bettinzoli: Ricerca e investimenti per uscire dalla crisi Giovanni Cattina: Dal laboratorio al fashion store Strategia dimpresa Famiglia Gozio: Rinasce lantico Borgo San Vitale Carnevali: Una family card per festeggiare i 70 anni Bacheca Lucchini risponde, con la penna di Bocchio Inchiesta: Morti sul lavoro

5 7 9 10 13 17 23 27 30 33 35 41 43 49

59 Americanismo e calvinismo 63 I luoghi della socializzazione. Dallhappy hour al social network 75 Strade e quartieri: Piazza Arnaldo 79 Hinterland: Botticino 84 Viaggio in Provincia: Rovato, Erbusco, Corte Franca, Adro 101 Tu e il fisco 103 Pelo e contropelo 107 Colpi di frusta & colpi di multa 109 Medjugorje: sospesa tra terra e cielo 112 Qui e l 115 Quello che le donne vogliono 120 Quei poster in camera da letto 122 Gentile Farmacista 124 Specchio delle mie brame 127 Videoteca 128 successo

Mensile di attualit, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo. Settembre 2010 anno II - Numero 9 Rivista mensile - 1,00 VialeDucadegliAbruzzi,163-25124Brescia tel030.3758435-fax030.3758444 redazione@dodicimesi.com Direttore Responsabile RobertoBarucco direzione@dodicimesi.com coordinamento DonatellaCar donatella.care@dodicimesi.com hanno collaborato AliceAimo,EvaAlessandri,GiovanniAltuni,Fiorenzo Bandirali,RobertoBarucco,LuceBellori,Nicola Bendinelli,LivioBenassi,EsterinoBenatti,Elizabeth Bertoli,SilvioBettini,PaoloemilioBonzio,Donatella Car,AlessandraCascio,LodovicoCherubini, AlessandroCheula,PaoloCittadini,MarioConserva, EnricoFilippini,BrunoForza,RolandoGiambelli, RobertoGiulietti,ViolaLadi,LucreziaLombardi, RiccardoMaffei,FerdinandoMagnino,SergioMasini, EnricoMattinzoli,CristinaMinini,GiorgioOlla,Antonio Panigalli,LucianoPonzi,MassimoPortolani,Francesco Rastrelli,EmanueleSalvi,SalvatoreScandurra, AlessandraTonizzo.
Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

DODICI MESI

MESI

Editore SalesSolutionssrl VialeDucadegliAbruzzi,163-25124Brescia RegistrazioneTribunalediBrescian.52del24/11/2008 Impaginazione WaveCommunicationSrl Fotografie ArchivioSalesSolutions,UmbertoFavrettoAgenzia Reporter,RolandoGiambelliIlFotogramma,Patrick MerighiBresciainVetrina,CristinaMinini Stampa MediagrafSpa-Padova Pubblicit SalesSolutionsSrl VialeDucadegliAbruzzi,163-25124Brescia tel030.3758435-fax030.3758444 segreteria@salesolutions.it

MESI 12oTToBre 2010

E
di roBerTo BarUcco

DItoRIalE

BALLATA DAUTUNNO
lcuni analisti e commentatori di politica appaiono concordi, in questa met di settembre, mentre scriviamo, nel ribadire che la posizione di Gianfranco Fini rappresenti, comunque, una svolta radicale che ridisegna geografie e geometrie della politica italiana o, per continuare con le citazioni, che Fini varca un confine politico ed entra in una terra incognita sulla quale si pu costruire finalmente unaltra destra. tuttavia altrettanto vero che le prospettive politiche, di qualsiasi genere esse siano, si devono innestare su quelle economiche reali: sul lavoro, sul superamento della crisi strisciante, sul ricorso sempre pi ampio al prestito da parte delle famiglie in difficolt. Insomma, alle scuole di pensiero, a fronte di qualsiasi contorsione politica, qualunque assetto emerga nel futuro prossimo, non pi possibile anteporre una procrastinazione dellintervento diretto e non demagogico, che guardi ad aiutare le famiglie, le aziende, i piccoli imprenditori, i lavoratori. Quelle persone che a Brescia, come in tutto il nostro Paese, sono i veri eroi della quotidianit, della sopravvivenza con mille euro al mese (se va bene), dello svilimento da stage, delle professionalit negate, dellimpossibilit di mettersi in gioco ed essere competitivi perch gi allavvio sono talmente penalizzati dalla vita da non potersi permettere nemmeno di partire. Ecco, alla dittatura del futile, lo abbiamo ribadito tante volte, al ricorso a vecchie contrapposizioni simili a codi-

ci decomposti, citiamo Massimo Cacciari, bisogna contrapporre la necessit di risolvere le grandi sfide della nostra epoca. I temi non mancano: il mercato globale, la delocalizzazione (persino il t Twinings, bandiera della vecchia Inghilterra, verr prodotto in Polonia), il futuro governo della societ multietnica, la partecipazione degli immigrati regolari alla cosa pubblica, i confini del commercio e della dignit delle genti e non solo quelli politici o bancari della nuova Europa. Welfare e snellimento dei costi burocratici e amministrativi, il federalismo possibile, le tematiche etiche pi pressanti. Il lavoro e la famiglia. Per affrontare questi temi non c quasi pi tempo. quanto si avverte parlando ogni giorno con la gente, sostando per un caff nei bar dellalba, sulle rotte dei pendolari, ascoltando lamarezza e la disperazione di chi perde il posto, di chi non sa come reintegrarsi in un mondo produttivo che non concede spazi. Eccolo, il tempo dautunno. Il tempo che impone di voltare pagina nella concezione della condivisione, puntando al sostegno convinto delluomo come soggetto delleconomia e non come oggetto, alla necessit di partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, alla salvaguardia della famiglia come chiave di lettura del Sistema Italia. Sono esigenze reali, concrete, che ripeteremo e analizzeremo spesso sulle nostre pagine, ma che hanno bisogno di farsi sentire grazie al vostro contributo, al vostro stimolo. Come? Con la partecipazione ai nostri sondaggi o attraverso le lettere al direttore che ci arrivano e che inizialmente pubblicheremo sul nostro sito internet, per poi inserire le pi interessanti anche sul mensile cartaceo. Confidiamo in voi, in questa nuova stagione.
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ARRIVATA LA CARD
PH. ARMANDOREBATTO&MARINOCOLATO

O
di aNToNio PaNiGalli

PINIoNI

CHE METTE DACCORDO TUTTA LA

FAMIGLIA.

A BENGODI

NON TORNANO I CONTI


gni cittadino, inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, ha diritto al mantenimento e allassistenza sociale. Cos recita testualmente il Primo comma dellArticolo 38 della nostra Costituzione, quindi tanto di rispetto per tutti quelli che soffrono (veramente) delle eterogenee forme con le quali si manifesta la condizione invalidante. Ma vi pare normale che la spesa per le pensioni di invalidit sia aumentata di circa il 36% negli ultimi cinque anni (dal 2005 al 2009 fonte Cgia Mestre)? Vi pare normale che in Italia, come risulta dalla Relazione Generale sulla situazione economica del Paese messa a punto dal ministero dellEconomia, relativamente al bilancio 2009, si siano spesi circa 16 miliardi di euro per le sole pensioni di invalidit civile? Vi pare normale che lincremento medio della spesa pensionistica tra il 2008 ed il 2009 sia stato di circa il 18,5%? Vi pare normale che, su circa 2,7 milioni di trattamenti (pare siano circa quattro volte pi che in Francia o Germania), nel mezzogiorno i pensionati di invalidit, rispetto al Nord, siano quasi il 59% in pi (ci sono circa 5,5 pensionati di invalidit su 100 al Sud, 4,5 al Centro e 3,4 al Nord, sar il clima salubre!)? Vi pare normale che lo scorso anno lInps abbia revocato circa il 18% delle pensioni verificate sul campionamento di 200.000 assistiti (con punte del 29% in Basilicata e del 25% in Campania)? Vi pare normale che questanno siano gi state revocate o ridotte 18.840 pensioni, e (per fortuna) le domande per quelle nuove sono contestualmente crollate (-58% nei primi due mesi, da 350 a 150 mila)? Vi pare

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normale che, sempre dalle statistiche dellInps, nelle verifiche 2009 solo l8% delle Asl abbia trasferito le cartelle sanitarie allIstituto (spesso, non disponendo lInps della storia clinica del paziente, sono state organizzate visite di controllo anche su persone palesemente disabili, ma purtroppo, anche nelle verifiche del 2010, solo il 3% delle Asl ha consegnato le cartelle sanitarie richieste)? Sono solo esempi, ma che rendono lidea delle non edificanti abitudini e delle sfaccettate furberie che troppi praticano. Tra il 2005 e il 2009 lincremento della spesa stato del +63,7% in provincia di Sassari, del +56,7% in provincia di Brindisi, del +56,2% in provincia di Piacenza e del + 55,8% in provincia di Roma. In termini assoluti la provincia italiana pi generosa sempre quella di Napoli con una spesa complessiva di oltre 859 milioni di euro spesi nel 2009. Le pensioni di invalidit civile dovrebbero essere erogate ai cittadini con redditi insufficienti e con una riduzione della capacit di lavoro o di svolgimento delle normali funzioni quotidiane superiore al 73%. Nella definizione sono comprese anche le pensioni erogate dallIstituto Nazionale di Previdenza Sociale ai cittadini con redditi insufficienti, di et compresa tra i 18 e i 65 anni, con ipoacusia pari o superiore a 75 decibel e le pensioni erogate, senza limiti di et, ai cittadini non vedenti (nelle pensioni di invalidit civile non sono invece incluse quelle di guerra, quelle di invalidit erogate in presenza di infermit fisica o mentale e quelle erogate per infortuni sul lavoro e per malattie professionali). A fronte di questa situazione necessario rendere pi efficace lattivit di controllo realizzata dagli enti preposti per evitare

sprechi e forme di clientelismo vario che, probabilmente, hanno contribuito ad aumentare in maniera smisurata il numero e gli importi delle pensioni di invalidit erogate. Tutto questo per tutelare il patrimonio comune e coloro ai quali spettano di diritto queste indennit, ma, che spesso ricevono invece contributi molto modesti rispetto alleffettivo disagio. Forse funzioner cos anche nel resto del mondo, ma, in Italia le pensioni di invalidit, come i posti pubblici, sono sempre state usate come strumenti clientelari di cattura del consenso, anzich come mezzi per risolvere problemi reali dei cittadini. Una logica assistenziale che si ulteriormente aggravata quando, nel 2001, la riforma federalista (dellallora Centrosinistra) ha assegnato alle regioni il compito di individuare gli aventi diritto, lasciando allo Stato centrale lonere della spesa. Recuperando anche solo una parte di miliardi investiti nel comparto pensionistico lItalia potrebbe trattare meglio gli onesti aventi diritto e contribuire alla stabile soluzione di una parte degli annosi problemi che la assillano (carenza di asili nido, sottofinanziamento della ricerca e della cultura, ecc.). Considerando che la percentuale di spesa italiana per le prestazioni assistenziali e pensionistiche rispetto al Pil veramente consistente circa il 50% va in pensioni di anzianit e vecchiaia (previdenza); circa il 27% in spese per malattia; circa il 10% in pensioni di reversibilit; circa il 6% in prestazioni economiche o in natura per invalidit (assistenza) , va evidenziato che la spesa per le pensioni di invalidit rappresenta solo una parte della spesa di protezione sociale. C da augurarsi che negli altri comparti le furberie siano meno pervasive.
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R
Viaggiuna volta nella vitascelti e rmati AMERIGO VIAGGI
SETTEMBRE
IRLANDA dautore Tour COLOMBIA Mosaico el Dorado Classic Tour BHUTAN Gran Tour la culla della civilt orientale... LAOS e THAILANDIA Gran Tour KENYA FOTOSAFARI Gran Tour AUSTRALIA Mosaico Tour TIBET - le montagne Sacre Gran Tour PORTOGALLO Tour del Nord SUDAFRICA Mosaico Gran Tour EGITTO il Grande Nilo e Crociera MAROCCO dei Berberi PER Gran Tour

UBRIca

OTTOBRE
AUSTRALIA Mosaico Tour NEPAL e le sue culture VIETNAM e CAMBOGIA CILE AUTENTICO Gran Tour NAMIBIA Mosaico Tour INDIA Passaggio del Nord BRASILE dAutore CUBA Gran Tour SUDAFRICA per tutti Tour BIRMANIA e le Pagode

OMAN: la Terra del Sultano INDIA le Perle del Nord con Calcutta EGITTO Ramses Programma Crociera e Tour MAROCCO Gran Tour EGITTO le Oasi occidentali e il Mare di sabbia
di silVio BeTTiNi

PRODOTTO & MERCATO


MONETE COMPLEMENTARI
O RITORNO ALLAUTARCHIA?
periodi di crisi economica manifestano sempre gli stessi tratti comuni: disoccupazione, sovrapproduzione, concorrenza dei paesi emergenti, globalizzazione della produzione e via di questo passo. Leffetto immediato sui ceti meno abbienti consiste nelle solite difficolt: arrivare alla fine del mese, trovare un lavoro stabile, pagare affitti e bollette, accedere alla scuola avanzata, alla cultura, allo svago Eppure crisi non significa carenza, gran parte delle imprese produttive, nei periodi bui, ha magazzini colmi di merce invenduta, e la disoccupazione, altro tema dominante, pu essere considerata come eccesso di offerta di lavoro, in altri termini crisi spesso uguale a surplus. Leconomista e banchiere Bernard Lietaeri, sostiene che il denaro un anello di ferro che ci siamo messi al naso. Abbiamo dimenticato di averlo progettato noi, ed ora esso che ci trascina. Secondo Lietaer, non vero che imprese e persone competono per i mercati e le risorse, essi competono per il denaro, usando i mercati e le risorse per ottenerlo. Da questo postulato discenderebbe la finanziarizzazione delleconomia con tutte le conseguenze negative che abbiamo vissuto nei mesi scorsi. Perch allora, sempre seguendo Lietaer, non progettare monete complementari che centrino di nuovo lattenzione delle persone sulla produzione e sul lavoro? Strumenti di opposizione fattiva alla delocalizzazione produttiva, alla perdita di posti di lavoro locali e alla loro precarizzazione? Margrit Kennedyii, la nota economista tedesca promotrice delle monete locali in Germania, solita raccontare questa storiella: una donna va in un hotel e consegna un biglietto da 100 euro per prenotare una camera per la notte. Con quella banconota lalbergatore paga il panettiere, la cui moglie esce e va a comprarsi un vestito, il sarto porta la macchina a riparare, e il meccanico, sempre con la stessa banconota, paga un venditore di cellulari, che poi va in albergo a prendere una camera per la notte e paga con la stessa banconota da 100 euro. Proprio in quel momento arriva la donna dellinizio della storia, che dicendo di non volere pi la camera, si riprende i 100 euro e la banconota torna quindi nelle sue mani. Appena esce dallalbergo, le d fuoco perch, dice, era falsa! Quindi per mezzo di una sola banconota da 100 euro, peraltro falsa, si sono scambiati in un solo giorno almeno 500 euro di beni e servizi. In effetti, il denaro non ha un valore intrinseco, il valore che attribuiamo al denaro dato dalla fiducia che riponiamo in esso; essendo il denaro una misura di valore, misura tanta pi ricchezza, tanto pi velocemente circola. Di fatto gi esistono molte monete complementari in uso: i buoni pasto o i coupon dei frequent flyer delle compagnie aeree, spesso addirittura scambiati, pi o meno legalmente tra i loro possessori. Possiamo quindi definire come complementare una moneta che non si sostituisce alla moneta nazionale, ma che la affianca permettendo lo scambio nella comunit in cui si diffonde. Pensate come potrebbe essere interpellare un amico contadino chiedendogli di darvi un po delle pere che non raccoglier perch nessuno le vuole; senzaltro vorreste dargli qualcosa in cambio, ma se questo qualcosa sono monete scarse (euro), tanto vale andare al supermercato e pagarle meno. Cos le pere del contadino marciranno e, comprando le pere del supermercato importate chiss da dove, contribuiremo a mandare in rovina i produttori locali ed a distruggere posti di lavoro sul nostro territorio. Disponendo invece di una moneta locale abbondante, comprare le pere dal vicino diventa una scusa per interagire. Si potrebbe innescare una esplosiva economia locale in grado di dare lavoro a tanti che non lhanno, mantenendo in loco la ricchezza prodotta dalle ore di lavoro precedentemente perse, che per di pi non inquina il pianeta con gli scarichi di lunghe file di Tir e tonnellate di imballaggi. Nel mondo oggi esistono circa 5.000 monete complementari, di esse 700 solo in Giappone. Alcuni di esse si basano sul tempo (attribuendo un valore alle ore lavoro dei partecipanti al circuito), altre funzionano come sistemi di credito reciproco, altre sono coperte da un riferimento esterno (un bene o un servizio). La prima ragione per cui sono nate le monete complementari stata la lotta alla disoccupazione. Le prime monete contemporanee nascono, infatti, nellInghilterra della de-industrializzazione della signora Thatcher, come risposta dal basso dei disoccupati allimpossibilit di procurarsi reddito sufficiente per i propri bisogni. Per concludere, quindi, le monete complementari possono essere uno strumento per superare, o almeno mitigare, i fattori negativi delleconomia globalizzata, e possono, nel farlo, generare nuove forme di socialit coesa che riesce ad autoprodurre e ad autogestire molti dei servizi essenziali. Senzaltro il tema affascinante magari anche solo per farci pensare che nellera della globalizzazione spinta, un parziale ritorno a una forma di economia autarchica parallela, potrebbe in parte correggere le distorsioni del mondo che abbiamo imparato a conoscere.
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DICEMBRE
MESSICO Maya Mosaico Tour BRASILE OVERLAND ltra dune e lagune

NOVEMBRE
YEMEN un sogno color ocra Tour LIBIA Tour: le Meraviglie del Sahara

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ENSIERI DI

Gian Francesco Tomasoni.

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imprese e sviluppo: il rapporto con la grande distribuzione organizzata e la burocrazia. Ne parliamo con lassessore provinciale allagricoltura, Gian Francesco Tomasoni.

E saltano potenzialit di sviluppo, indotto economico, posti di lavoro. E tutto per una stretta burocratica che poteva essere evitata.
alla trasformazione e alla modernizzazione, viene negato. Per un solo parere negativo e senza che siano magari concessi il preavviso e il tempo allimpresa per la sistemazione anche di questo dettaglio. Capisco la legge e la sicurezza, ma un minimo di elasticit.... E lagricoltore che fa a questo punto? Spesso non ricomincia da capo liter. Molla tutto. Non ammoderna nulla, non pratica ulteriori sistemazioni per la sicurezza, insomma, involve, invece di evolvere. E saltano potenzialit di sviluppo, indotto economico, posti di lavoro. E tutto per una stretta burocratica che poteva essere evitata. Queste vicende si ripetono spesso, a volte approdano ai ricorsi al Tar (il Tribunale amministrativo regionale, ndr.), che spesso rivaluta positivamente e interviene a porre giustizia. Ma possibile avere, oggi, nellera della globalizzazione, ancora simili lentezze e intoppi quando dobbiamo competere con il mondo? Come possiamo sviluppare una politica di sensibilizzazione e sostegno, se a livello intermedio la burocrazia diviene soffocante e i metri di valutazione, spesso per lo stesso caso, sono diversi e in contrapposizione? O se ci sono ispezioni di enti diversi per la stessa cosa, spesso con norme in contrasto tra di loro? evidente che non la strada giusta. Dalla disamina sui colletti bianchi pi che mai irrigiditi su posizioni dottrinali alle difficolt degli agriturismo, lassessore Tomasoni prosegue senza incertezze. Abbiamo una struttura elastica, cerchiamo di valorizzare le imprese agrituristiche, che spesso si basano sul lavoro familiare. Eppure anche in questo caso veniamo rallentati, verifiche continue, controlli esasperati significano ulteriori difficolt aggiunte a un sistema che paga gi pesantemente dazio alla globalizzazio-

TROPPI CAVILLI
E SCARSO POTERE CONTRATTUALE
rezzi troppo bassi, funzionari cavillosi ed eccessiva burocratizzazione. Non ha dubbi, lassessore provinciale allAgricoltura, Gian Francesco Tomasoni, nel puntare lindice sui mali di questo 2010 per quanto riguarda il comparto produttivo bresciano e togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Non si tratta, a suo avviso, solo di schierarsi dalla parte di quelle seimila imprese agricole che sono degli assi portanti della nostra economia, ma di costruire una serie di opportunit di crescita e trasformazione che siano davvero reali e concrete, e senza leffetto rallentante di alcuni passaggi
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di roBerTo BarUcco

tecnici interni alle strutture regionali. Paradossalmente, se ai livelli pi alti hanno ben compreso e sostengono le necessit bresciane, a livello intermedio che troviamo le maggiori difficolt e lungaggini ed oggi questo non pi accettabile. Ad esempio? Ad esempio penso al Piano di Sviluppo Regionale, il cosiddetto Psr. Non ha senso che noi lavoriamo per assistere le imprese nelle varie fasi di progettazione e innovazione, controlliamo che sia tutto a posto e a norma, esprimiamo valutazioni positive e poi, al momento della conclusione delliter, finanziamenti importanti che possono davvero trasformare unimpresa agricola si bloccano e vengono rifiutati, sulleffetto del parere negativo di un

funzionario che trova un giunto in plastica, dal valore di trenta euro, che copre il cardano di una macchina, deteriorato. Sa cosa significa? Significa che tutto il finanziamento, del valore di 200 o 300 mila euro, che la Regione avrebbe potuto erogare tramite noi allagricoltore, destinato

Verifiche continue, controlli esasperati... Non possibile arrivare alla vessazione, limprenditore agricolo non pu fare il passacarte.

ne. Non possibile arrivare alla vessazione, limprenditore agricolo non pu fare il passacarte. Ma c qualcosa di positivo in questo primo bilancio danno? Certo, la forza e la voglia di lavorare della nostra gente: questa che porta a timidi segnali di ripresa per i prezzi, rispetto al 2009, per il latte e i cereali. La produzione conferma ancora una volta Brescia come luogo importante, una provincia di riferimento. Noi puntiamo alla massima qualit e questo lunico modo per sopperire alleccesso, alla quantit che inonda i mercati. C di positivo, inoltre, che cambiato lapproccio delle aziende agricole al lavoro. La visione ora a 360, si diversifica, si produce energia pulita, si tutela lambiente. E quando dico energia, intendo fotovoltaico, a sostegno e integrazione dellimpresa, per, e non come fonte unica di reddito e speculazione, spesso invasiva e deturpante. Sono due cose diverse. Cio? Niente abusi. I pannelli solari, per intenderci, devono essere parte della struttura agricola, appunto unintegrazione. Il territorio non va usato per produrre energia senza sostenere lagricoltura. Il core business deve rimanere lagricoltura. E la qualit. Per forza. Da noi non deve esistere la vicenda delle mozzarelle blu, scherziamo? Deve esserci la totale certezza, letichettatura chiara fin dalla produzione. Chi acquista, a livello di grande distribuzione, deve avere la massima certezza. ovvio che cos i prezzi sono pi alti, ma la qualit e la sicurezza alimentare non hanno prezzo, per lutente finale, il consumatore. La tracciabilit garantita, innanzitutto. La certezza del prodotto e del produttore. Questo deve avvenire anche se lagricoltura, nella filiera produttiva, una parte debole, che deve cedere spesso alla forza

al bilancio della Provincia contribuiamo noi, girando la quota di denaro che la Regione ci conferma.

della concorrenza straniera. E il rapporto con la Gdo (la grande distribuzione organizzata, ndr.) molto difficile. Arrivare disuniti al tavolo della trattativa commerciale porta a questi risultati. La battaglia va condotta di pari passo sullunione delle forze e sulla qualit, sulla salvaguardia delle nostre produzioni tipiche, perch si riconoscano come davvero italiane. Una battaglia da vincere partendo dai banchi di scuola. S. Gli istituti agrari della nostra provincia sono una bella realt formativa. Noi, qui di fronte alla sede (in viale Bornata, ndr.), abbiamo listituto Pastori, un pezzo della nostra storia. Con queste realt la collaborazione deve essere stretta. I ragazzi vanno formati, specializzati nel migliore dei modi. Non si tratta solo di farli lavorare alla vendemmia. Esempio concreto, visto che dalle finestre dellassessorato se ne vedono una decina intenti a raccogliere luva in cesti e cestelli. Proprio come quelli l sotto. Il terreno in concessione allistituto, ma non si tratta solo di produrre vino, sia pur sperimentale e non particolarmente eccelso ma, a mio avviso, di portare i ragazzi ad utilizzare questi terreni per una reale crescita formativa, per applicare la sperimentazione a tutto campo, magari sottraendo spazio alle vigne. Sono convinto che il nuovo preside ci seguir in queste esigenze. E la Facolt di Agraria? In una provincia come quella bresciana manca da sempre, eppure la vocazione non assente. Temo che rimarr, per ora, un sogno nel cassetto. Le difficolt sono troppe e i tempi non adatti. Almeno per un po. A proposito di denaro, come ve la cavate con i tagli decisi in Provincia e con la conseguente indisponibilit finanziaria? Non bene. Siamo molto a corto di mezzi. Anzi, al bilancio della Provincia contribuiamo noi, girando la quota di denaro che la Regione ci conferma, senza trattenere nulla, perch , in questo momento, impossibile. I margini operativi sono molto stretti, cerchiamo di lavorare al meglio, con quanto rimane, in attesa di tempi migliori.
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Un incontro con Giuseppe Pasini.
di Mario coNserVa

ENSIERI DI

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LA SIDERURGIA

RIPARTE

bbiamo incontrato Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi, nonch presidente di Federacciai e di Confindustria Metalli, per scambiare qualche idea sullandamento del settore e sui riflessi per leconomia in generale. Cominciamo partendo dai numeri del comparto, con uno sguardo al mercato, dallItalia al quadro globale. Ci servir per capire subito come possiamo posizionarci in questa fase ancora incerta di uscita da una crisi che pi certa di cos non poteva essere. Quindi, vediamo i dati pi recenti sulla produzione di acciaio da forno elettrico in Italia nel 2010, se possibile a confronto con altre situazioni interessanti. I dati di mercato attualmente disponibili fanno riferimento ai primi 7 mesi del 2010. LItalia registra una crescita di +35,6% rispetto ai primi 7 mesi del 2009 (15 milioni e mezzo di tonnellate contro i precedenti 11 milioni e mezzo). La crescita dellItalia quindi buona, anche se minore rispetto alla media europea (+41%). I Paesi che hanno registrato le performances migliori sono stati: Belgio (+67%), Francia (+39%), Germania (+59%), Olanda (+52%), Romania (+63%). A livello nazionale la produzione prevista a chiusura del 2010 di circa 24 milioni di tonnellate. Il dato senzaltro positivo rispetto al 2009, ma ancora inferiore al 2008, che aveva chiuso con una produzione di 30,5 milioni di tonnellate. I numeri peggiori li registrano i prodotti lunghi: +7,4% contro il +32% dei prodotti piani. Vi sono materiali che vanno molto bene, si pensi agli acciai speciali o allinox, mentre i prodotti lunghi, magMESI 12oTToBre 2010

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ENSIERI DI

Gli stabilimenti della Feralpi.

io ne ho una nuova
giovanile, 29%. qui che le aziende devono intervenire, e in questo Feralpi abbraccia una politica aziendale orientata ai giovani, prevedendo vari strumenti di formazione professionalizzante in azienda. Secondo lei, la classe politica ed istituzionale, in Italia e in Europa, percepisce limportanza dellindustria metallurgica come un comparto essenziale per dare al nostro vecchio continente la giusta importanza negli anni a venire? Partendo dal contesto pi ampio, a livello europeo ci sono tante contraddizioni sui temi di politica industriale, sullindustria manifatturiera, quindi sulle produzioni metallurgiche che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti rappresentano la chiave di volta del comparto, e questo perch i percorsi della la burocrazia sono complessi e spesso poco chiari e difficili da interpretare. Possiamo dire schematicamente che in Europa si contrappongono due modelli, da una parte abbiamo Germania, Italia e Francia come nucleo di Paesi che hanno fatto del manifatturiero la vera crescita nazionale, nei quali quindi importante fare sforzi per sostenere e sviluppare questo tipo di industria; dallaltra parte stanno altri Paesi, principalmente quelli nordici, che cercano di orientare le loro economie verso i servizi, il settore terziario, e che sono tipicamente caratterizzati da un atteggiamento critico a priori sullindustria cosiddetta pesante, specialmente per motivi ambientali. Io sono convinto che il manifatturiero sia ancora il vero patrimonio, di un Paese come lItalia, che potr fare da traino per uscire dalla crisi, e come me la pensano tanti illustri economisti che non si sono fatti incantare dalle sirene della nuova economia. opportuno ricordare che lexport della meccanica sta segnando buoni risultati, per questo sono certo che Brescia, con la sua fisionomia industriale, uscir bene dalla crisi. fondamentale che le istituzioni recepiscano questa situazione e che su queste certezze basino le strategie di sviluppo del futuro che alle porte. Chiudiamo parlando di riciclo. Questa pratica, che solo alcuni decenni fa era ancora vista come unindustria da poveri, oggi il tema dominante per lo sviluppo sostenibile dellindustria, in particolare quella dei metalli e, in unarea carente di materie prime e ricca di trasformazioni come lEuropa, inequivocabilmente destinata a crescere di importanza per il futuro. Sappiamo che il riciclo dei metalli vecchio come i metalli stessi, per si pu dire, con una battuta, che la concezione moderna della pratica del riciclo metallurgico su scala industriale per lacciaio, i metalli rossi, lalluminio e sue leghe, sia stata reinventata a Brescia, e che da questo contesto produttivo sia iniziato un cammino virtuoso fatto di razionalizzazione logistica della raccolta e perfezionamento tecnologico di macchine ed attrezzature per rendere il rottame riutilizzabile come fosse metallo vergine. Sullimportanza del riciclo per la nostra industria c poco da aggiungere; voglio sottolineare che Feralpi crede molto nel riciclo e ha creato un piccolo business con lavvio dellimpianto per lo smaltimento del car-fluff, cio il rifiuto non metallico che resta dopo lo smaltimento delle vetture. difficile portare avanti questi processi a causa degli ostacoli burocratici, ma procediamo con convinzione in quanto per noi unattivit parallela alla siderurgia, che la coinvolge sia direttamente che indirettamente. Riciclo vuole anche dire attenzione allambiente, e al riguardo vorrei concludere dicendo che a mio avviso il discorso da fare su questo argomento va rivisto. Come produttori non siamo contrari al Protocollo di Kyoto, ma bisogna considerare che il problema CO2 appartiene maggiormente ai Paesi in rapido sviluppo quali Brasile, Cina, India, e che quindi lEuropa non deve atteggiarsi a paladina della causa ambientalista perch sarebbe la prima a rimetterci.
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giormente impiegati nelle infrastrutture, faticano ancora. Lanalisi dei numeri ci d questa chiave di lettura: una ripresa c, anche se innegabile che stiamo faticando pi di altri. In sostanza, se vero che lItalia uscita dalla crisi, la ripresa non quindi cos veloce e totale. Come si pu commentare il peso del distretto bresciano in questo fondamentale comparto delle produzioni metallurgiche, con straordinarie competenze che poche altre aree al mondo possono vantare? Il fatto che a Brescia ci sia un patrimonio consolidato di know-how imprenditoriale e tecnico su questo fronte indiscutibile, la domanda se lindustria locale e le istituzioni stiano giocando bene questa carta. Qual la sua opinione in merito? Il patrimonio tecnologico di Brescia nella siderurgia e nella metallurgia in generale indiscutibile. Brescia stata al centro del successo del forno elettrico e la siderurgia bresciana non ha nulla da invidiare al resto del mondo come tecnologia, impatto ambientale, sostenibilit, riciclo. Resta da combattere quel sentimento ancora troppo diffuso, in Italia e non solo, che associa la siderurgia a un ambiente poco curato, quellaccezione negativa che si attribuisce alle industrie dellacciaio e dei metalli in genere. Brescia stata colpita al cuore dalla crisi in quanto resta legatissima alla metallurgia (settore che ha subto un grosso colpo). Negli ultimi mesi Brescia, se pur faticando, sta reagendo bene. Le contromisure delle aziende sono state rapide ed efficaci, anche grazie allaiuto dato dagli ammortizzatori sociali, e la provincia sta riconquistando la sua importanza a livello nazionale. Lexport della meccanica sta segnando ottimi risultati e sono certo che la citt uscir bene dalla crisi. Forse la provincia di Brescia non al top come strutture e logistica, ma molto competitiva grazie agli investimenti imprenditoriali in ricerca e innovazione su macchine, sostenibilit, formazione del personale. Questultimo punto fondamentale, bisogna formare le nuove generazioni per garantire un futuro alle aziende. I dati italiani sulla disoccupazione sono preoccupanti: non tanto quello generale (8,4%, sotto la media europea), quanto quello
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Passato, presente e futuro delle rondinelle.
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facendoti sentire vivo. Ricordo partite del Brescia con 30.000 spettatori in cui almeno met hanno pianto di gioia. Ma i bresciani amano veramente la loro citt e la loro squadra? Quando arrivai a Brescia mi feci la stessa domanda e commissionai a degli esperti unindagine che mi cost 50 milioni di lire. Lesito fu stupefacente. Risultava che al fischio finale della partita 350 mila bresciani sapevano il risultato. Magari allo stadio venivano in 5.000, ma quella moltitudine di persone conosceva lesito della gara. Una bella responsabilit. Vero, ma per vivere la vita felicemente bisogna affrontare le responsabilit. Pensare che tante persone la domenica sera sono pi contente o pi tristi in base al risultato della tua squadra d una grande gioia di vivere. Se non avessi avuto questa passione forse sarei pi ricco ma sono soddisfatto della vita che ho fatto, nono-

l calcio lultima rappresentazione sacra del nostro tempo. rito nel fondo, anche se evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la Messa, sono in declino, il calcio lunica rimastaci. Il calcio lo spettacolo che ha sostituito il teatro. Questa lode allo sport pi amato dagli italiani porta la firma di Pier Paolo Pasolini, ma se lavesse scritta Gino Corioni, presidente del Brescia Calcio, non ci sarebbe da stupirsi. Presidente, cos per lei il calcio? uno sport che d emozioni come poche cose nella vita: quando ti sposi, ti innamori o hai un figlio, specialmente il primo. Sono occasioni rare e straordinarie. Il denaro non d emozioni. Le emozioni sono quelle che fanno provare brividi e sgorgare lacrime. Il calcio d tutto questo

stante le tribolazioni e gli errori. In questi 18 anni di presidenza del Brescia Calcio quale stato il momento pi bello e quale il pi difficile? Siamo reduci da 5 stagioni in serie B, una categoria inaccettabile per una citt come Brescia. La promozione dello scorso giugno stata una liberazione. Quanto ai momenti duri sono stati molti. Le retrocessioni sono sempre brutte e ne ho vissute tantissime. La frattura tra serie A e serie B sempre pi ampia La serie cadetta si impoverita molto, mentre la A sempre pi sostenibile economicamente. 20-25 anni fa l80% del fatturato dipendeva dalla vendita dei biglietti. Oggi per il Brescia questa fetta rappresenta solo il 5%. Il grosso viene dalle televisioni. cambiato tutto. Dopo Calciopoli cambiato anche il settore arbitrale? Calciopoli stato qualcosa di alluciMESI 12oTToBre 2010

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Piacere di guidare

Non sono riuscito a dare grandi soddisfazioni ai bresciani perch non mi hanno fatto lo stadio e non ho trovato sostegno.
nante, ma la nostra societ zeppa di fattacci di questo tipo. Nel mondo arbitrale ci sono sempre stati arbitri bravi e meno bravi. Grazie alloperato di Collina oggi sono meno condizionati dal grande nome e arbitrano per quello che vedono. Ricordo un nostro 2-2 con la Juventus in cui vennero dati sette minuti di recupero per far pareggiare i bianconeri. Cose di questo genere non accadono pi. Quando ha messo piede per la prima volta al Rigamonti avrebbe mai pensato che sarebbe stato ancora il numero uno del Brescia nel 2011, lanno del centenario? Pi che altro non pensavo di restare solo per tutto questo tempo. Speravo di venire a Brescia e costituire una societ importante, visti i tanti imprenditori di livello presenti sul territorio. Il mio sogno sempre stato quello di dare grandi soddisfazioni ai bresciani. Non ci sono riuscito perch non mi hanno fatto lo stadio e perch non ho trovato sostegno. Sono uno degli industriali pi modesti della provincia e pensavo che gente pi ricca capisse i miei intenti. Avere una squadra in serie A dovrebbe essere un orgoglio, ma questa missione ha entusiasmato solo me. Probabilmente non sono stato abbastanza bravo a convincerli. Ci sta provando ancora? Certamente s. Ha accennato allannosa vicenda stadio. Non voglio neanche parlarne, una vergogna della politica bresciana. Mi sono state fatte tante promesse mai mantenute e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In questi anni, tra le mura del Rigamonti, non si sono verificati numerosi episodi di contestazione nei suoi confronti. Forse oggi pu vantare qualche credito nei confronti dei suoi detrattori. Ci sono tifosi che mi hanno accettato fin dallinizio, altri no. In tutte le citt se vinci sei bravo, se perdi sei asino, ma a volte sei criticato perfino quando le cose vanno

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bene. Penso che se uno d troppo peso alle contestazioni non pu fare il presidente. Contestano perfino il papa, non vedo perch non dovrebbero contestare me. A proposito di tifosi, si respira un clima di grande avversione verso la tessera del tifoso imposta dal ministro Maroni. inutile, perch tutte le questure italiane sono efficienti e sanno benissimo chi sono le teste calde, ovvero una decina di persone per citt, non di pi. Fermati quei dieci si risolvono i problemi dei disordini negli stadi, ma non si riesce a farlo. La tessera del tifoso un deterrente in pi, ma il rovescio della medaglia che induce tante persone a non fare labbonamento e allontana parecchi appassionati dallo stadio. Dalle tribune alla panchina. Qual stato il migliore allenatore che ha avuto? Lucescu. un grande maestro. Anche Mazzone un buon allenatore. Iachini credo che sia bravo. Limportante per un tecnico capire il gruppo e guidarlo nel migliore dei modi. Solo cos si possono ottenere risultati. Quelli bravi veramente, comunque, sono pochissimi. Lucescu era bravo veramente. Chi avrebbe voluto vedere, invece, sulla panchina del Brescia? Prandelli. Ritengo sia tra i migliori in assoluto. Anche lui un maestro di calcio. Lavevo gi preso per il dopo Mazzone, ma mi telefon dopo un paio di giorni e mi disse: Con questi tifosi non me la sento. Non voglio mettere in difficolt i miei fi-

gli. Voglio che vivano sereni. Per questo motivo non accett e and a Parma. Passando al campo quali giocatori lhanno fatta sognare di pi? Beh il pi grande per fascino e bravura stato senza dubbio Baggio, ma ne abbiamo avuti tanti. Toni stato per anni tra i migliori bomber a livello mondiale. Poi come dimenticare gente come Hagi e

lannosa vicenda stadio una vergogna della politica bresciana. Mi sono state fatte tante promesse mai mantenute.
Guardiola? Fenomeni. Ora ci sono Eder e Diamanti. Non avrei mai pensato di poter ingaggiare giocatori di questo calibro per questa stagione. Sono pezzi da novanta. Poi c Sereni, che stupir tutti. Lei invece ha stupito tutti parlando di Europa League. Abbiamo una grande squadra. Ovviamente il primo obiettivo salvarsi, ma se a marzo saremo al sicuro potranno aprirsi nuovi scenari. LEuropa League nellanno del centenario sarebbe un sogno, ma

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la festa per lultima promozione in serie a.

la tessera del tifoso imposta dal ministro Maroni inutile, perch tutte le questure sanno benissimo chi sono le teste calde.
sono convinto che questo Brescia possa permetterci di sognare. Ha gi fatto uno squillo a Pirlo per quando sar a fine carriera? Se Prandelli lha chiamato in nazionale significa che progetta di tenerlo con s per quattro anni. Bisogner vedere se a 35-36 anni avr voglia di tornare indietro. Dipender dal suo entusiasmo. Fare una scelta come quella di Antonio Filippini non da tutti. Il suo pensiero su Balotelli? un grande giocatore. Il problema che non so se riuscir a fare quello che potrebbe fare in virt di un carattere di un certo tipo. Sono tanti gli atleti che nello sport si sono espressi al 50% perch non avevano la testa. Cassano maturato allalba dei 28 anni, era ora. Dopo la promozione in A del Brescia ha dato la sua benedizione a Tassi (gioiellino del settore giovanile) paragonandolo a Baggio Confermo. Tassi pu diventare il nuovo Baggio. Ha qualit straordinarie, ma. C un ma? del 1995. Ci vuole tempo. Intanto deve fare bene con le giovanili e alla prima giornata ha fatto il suo dovere con la Primavera in cui militano i nati nel 91 e 92 segnando il gol decisivo. Abbiamo tantissimi giovani di qualit, ma dovremmo dare loro pi fiducia facendoli debuttare e giocare stabilmente in prima squadra. Non cos e questo non mi piace, uno dei limiti del nostro allenatore, anche se ammetto che in A non facile. Nel nostro Paese e Brescia non fa eccezione il calcio lo sport pi gettonato tra i giovani. Quale messaggio vuole dare ai ragazzi che corrono dietro a un pallone? Il calcio ha una grande valenza perch spinge il 35% dei ragazzi dai dieci anni in su a fare atletica. In qualsiasi sport, in-

fatti, lallenamento in gran parte atletica e permette di crescere pi sani e forti rispetto a chi non fa movimento. Il calcio, poi, trasmette limportanza del gioco di squadra. Ti insegna a vivere e ad essere parte di un gruppo, dove i solisti non sono ben accetti. A tal proposito vi racconto un aneddoto. Prego. Quando sono venuto a Brescia, Clerici mi disse: C un campione, ha dieci anni. Suo pap vorrebbe conoscerti. Ma lascia stare gli dissi i pap hanno tutti figli fenomeni. Un anno dopo, vista linsistenza del padre, accettai ed incontrai il signor Pirlo e suo figlio Andrea. Lo guardai negli occhi e gli dissi: Ma tu, ti senti bravo?. Lui rispose: Io sono il pi bravo del mondo. Se non ci fosse stato l il pap, gli avrei dato uno scappellotto. La fiducia nei propri mezzi importante, ma bisogna essere anche umili, cos gli dissi: Siccome tu hai queste doti naturali dovrai essere sempre desempio. Sai come?

Arrivando per primo allallenamento, proteggendo il gruppo, evitando di lamentarti con i compagni quando sbagliano ma incoraggiarli, perch non tutti sono baciati dalla fortuna come te. Se hai qualit e ti comporterai in questo modo farai una grande carriera. Alla fine andata cos. stato un professionista modello, ha fatto una grande carriera ed diventato il migliore al mondo nel suo ruolo. Tassi ha gi avuto un faccia a faccia con lei? Tassi ha una storia diversa. Forse pi bravo di Pirlo perch fa gol ed pi rapido. un Baggio, ma per ora solo una promessa. Un po come lEuropa League, un sogno di inizio stagione che Corioni insegue da una vita e che spera di realizzare per provare unaltra emozione. La pi grande, la pi vera da donare alla sua Brescia. Gi lo vediamo, con una lacrima sul viso nata dalla gioia di circa 350.000 persone. Lui compreso.

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RICERCA E INVESTIMENTI PER


Questa la ricetta di angelo Bettinzoli, amministratore delegato della sabaf.
di roBerTo GiUlieTTi

USCIRE DALLA CRISI


ngelo Bettinzoli, a. d. della Sabaf di Ospitaletto, lazienda bresciana produttrice di bruciatori e quotata alla Borsa di Milano, guarda a tutto campo allo scenario economico che stiamo vivendo e, rispondendo a 12 Mesi, vede una ripresa ma debole e incerta, un Sistema Italia che guarda prevalentemente a obiettivi di breve periodo e un Sistema Brescia dove la cooperazione tra imprese insufficiente. Come uscire da questa fase? Le idee sono chiare: Solo la capacit di innovazione pu proteggere lindustria locale dallassalto dei Paesi low-cost, se a questo poi si aggiungesse un sistema di relazioni industriali pi moderno sarebbe ancora meglio perch Non c futuro se alla logica del conflitto non si sostituisce la logica della convergenza degli interessi. Crisi: le aziende vedono finalmente la ripresa o luscita ancora lunga? La ripresa c ma debole e incerta, i segnali che percepiamo sono ancora contrastanti. Sembra che la ripresa stia avvenendo a macchia di leopardo. Le aziende con forte vocazione allexport verso i mercati extraeuropei stanno beneficiando della

A Brescia il livello degli investimenti, sia nella ricerca, sia nei mezzi di produzione, insufficiente.
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Pi che di un sistema Brescia parlerei di un insieme, poco sinergico, di mille sistemi individuali rappresentati dalle singole aziende.
debolezza delleuro e dei trend di crescita pi sostenuti delle Americhe e dellAsia. I settori dei beni di consumo durevoli e semidurevoli vedranno luscita dalla crisi solo successivamente. Essere unazienda quotata in Borsa ha aiutato ad affrontare/superare la crisi? Le imprese quotate devono necessariamente dotarsi di sistemi di controllo, di gestione, di risk management e di governance avanzati. In tal modo, le aziende quotate dovrebbero essere in grado di reagire con tempestivit alle condizioni avverse. In generale mi sembra di potere affermare che molte imprese quotate abbiano dimostrato unottima capacit di reazione alla crisi: non ho per dati che mi permettano di affermare che le imprese quotate abbiamo fatto meglio di quelle non quotate. Per Sabaf la crisi si manifestata in modo improvviso a partire da novembre 2009, ma siamo stati in grado di adottare immediatamente importanti contromisure, come linternalizzazione di alcune operazioni per meglio sfruttare la capacit produttiva, che ci hanno permesso di mantenere un sostanziale equilibrio economico anche con un fatturato in calo di oltre il 40%. Nel frattempo abbiamo rilanciato sugli investimenti in nuovi prodotti, certi che Sabaf sarebbe uscita dalla crisi prima e meglio dei suoi concorrenti. Sistema Italia: quali carenze/urgenze sono ancora irrisolte? Secondo me manca una visione alta che accomuni le parti sociali. Le sfide che si sono aperte con la globalizzazione dei mercati hanno posto sul tavolo problemi che poi si sono accentuati con la crisi. Invece di agire insieme verso la ricerca di competitivit e di crescita, si continuano a perseguire interessi particolari e obiettivi di breve periodo che impediscono un salto di qualit al sistema industriale italiano. Lindustria italiana gravata da problemi cronici, noti a tutti, per i quali non ci sono scorciatoie, ma serve un contributo unanime e una convergenza di intenti: il costo anomalo della Pubblica Amministrazione rispetto al valore dei servizi offerti, il peso del debito pubblico, le carenze infrastrutturali, un sistema energetico non competitivo sono tutti elementi che sottraggono risorse agli investimenti e alla ricerca. Il settore pubblico investe poco in ricerca, la ricerca da parte dei privati condizionata da dimensioni aziendali spesso troppo ridotte: il rischio, ormai molto concreto, quello di essere un Paese al traino di altri nello sviluppo delle tecnologie pi avanzate. Esiste un sistema Brescia? Se s, quali sono i punti di debolezza e quelli di forza? esiste ancora un ruolo della politica (locale e nazionale) nelle scelte imprenditoriali? Lantropologica vocazione imprenditoriale che caratterizza il territorio bresciano non venuta meno, ma lo spirito di sacrificio si forse attenuato. A mio avviso la cooperazione tra imprese insufficiente, pi che di un sistema Brescia parlerei di un insieme, poco sinergico, di mille sistemi individuali rappresentati dalle singole aziende. Ho sempre pensato che non sia corretto attribuire alla politica una responsabilit superiore a quello che pu e deve essere il suo ruolo. Non la politica che deve dettare le scelte imprenditoriali; oggi ci troviamo per allestremo opposto, economia e lavoro non hanno la giusta priorit nelle agende politiche. Come vede il futuro dellimprenditoria bresciana; su cosa si dovrebbe puntare per migliorare la situazione economica della provincia? Per lindustria manifatturiera purtroppo non sono molto ottimista. Esistono alcune realt eccellenti, ma molti settori su cui Brescia ha costruito la sua prosperit sono oggi maturi e le posizioni acquisite appaiono spesso poco difendibili. Il livello degli investimenti, sia nella ricerca, sia nei mezzi di produzione, insufficiente: oggi solo attivit a forte intensit di conoscenza e ad

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la sede della sabaf ad ospitaletto.

Inserita sullarteria principale della zona Nord, adiacente alle due massime Universit di Brescia, collegata con la futura metropolitana, vicinissima alla tangenziale Ovest, la soluzione quindi in una posizione strategica e di alta visibilit. Il contesto nuovissimo, aveneristico, costruito con tecnologie molto avanzate: domotica con pannello Q-Touch, cablatura a fibre ottiche, banda larga, intonaci fotocatalitici, riscaldamento a soffitto radiante. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che rendono questo prodotto unico ed esclusivo. Lufficio, unico disponibile nelledificio, presenta una metratura di 135 m ca. con doppio ingresso a due livelli diversi.

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alta intensit di capitale possono continuare a crescere. Non da ultimo, Brescia penalizzata da relazioni industriali tra le pi conflittuali, che condizionano lo sviluppo del territorio. Un discorso diverso pu valere per lindustria dei servizi, ma in questo campo non ho unesperienza diretta. Unimpresa come Sabaf come vive il glocale? Sabaf ha seguito una strategia ben delineata: focalizzazione su un settore specialistico e massicci investimenti (in media il 15% delle vendite negli ultimi 10 anni)

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Solo la capacit di innovazione pu proteggere lindustria locale dallassalto dei Paesi low-cost.
fino a creare una posizione di leadership mondiale e barriere allingresso difficilmente scalabili dai concorrenti. Lottica di fondo sempre stata la sostenibilit nel lungo periodo. Il nostro modello industriale ci ha permesso di continuare ad aumentare la produzione in Italia e di internazionalizzarci senza delocalizzare. La produzione allestero finalizzata esclusivamente a fornire quei mercati dove i dazi e la logistica non ci permettono di essere competitivi con esportazioni dallItalia. Quali le prospettive per il futuro? Banale, ma non c alternativa alla ricerca e agli investimenti. Solo la capacit di innovazione pu proteggere lindustria locale dallassalto dei Paesi low-cost. Il sistema di relazioni industriali va profondamente rivisto. Auspico da tempo la partecipazione azionaria dei dipendenti come forma di diretto coinvolgimento nella vita dellimpresa. Anche laddove ci sia di difficile attuazione, come per le societ non quotate, la parte di remunerazione variabile (legata ai risultati aziendali, a indici di qualit e di produttivit) deve avere un peso maggiore. Non c futuro se alla logica del conflitto non si sostituisce la logica della convergenza degli interessi.
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AL FASHION STORE
Giovanni cattina, amministratore delegato di Giemme Brandscorporate, parla dello sviluppo e dei progetti della sua azienda.
marchi Caliban, Caliban Women e Le sarte pettegole non sono soltanto simbolo di stile, eleganza, creativit e qualit, ma racchiudono in s tutta la storia e lesperienza di Giemme BrandsCorporate Spa, il gruppo di Pontevico affermatosi sulla scena internazionale. Un gruppo dinamico che ogni anno produce 1.200.000 capi di abbigliamento, distribuiti in 50 Paesi, e che ha al suo attivo, oltre ai marchi aziendali citati, prestigiosi marchi in licenza, come Guglielminotti, Ungaro, Carlo Pignatelli, New England, Island e Dnl.

DAL LABORATORIO

di alessaNDra cascio

il primo ad arrivare in fabbrica rimane sempre nostro padre che, con i suoi preziosi consigli, continua a portare buonumore e voglia di crescere allinterno dellazienda.
Nata negli anni 50 come piccolo laboratorio sartoriale, oggi Giemme BrandsCorporate una realt consolidata e di successo, guidata dai fratelli Giovanni e Maurizio Cattina. Nei 1.600 mq di superficie espositiva dedicata a un

alcuni scatti tratti dalle collezioni di Giemme Brandscorporate.


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il progetto pi ambizioso quello di riportare in auge il marchio New England che era molto in voga negli anni 70-80.
pubblico preparato e attento ai dettagli del momento, il fashion store Caliban di Pontevico offre ai suoi clienti anche la possibilit di trovare un prodotto sartoriale unico nelle sue fattezze attraverso il servizio su misura. Lazienda nasce negli anni 50 come laboratorio artigianale, ci racconta brevemente la vostra storia? La nostra azienda nasce come piccolo laboratorio sartoriale di camiceria gestito da mio padre Angelo e mia madre Teresa. Grazie al loro impegno e allintenso lavoro, il laboratorio in pochi anni si trasforma in unazienda in grado di produrre pi di 300 capi al giorno. La crescita prosegue esponenzialmente nel corso degli anni e, nel 1993, lattivit trova uno sbocco sui mercati esteri. Da qui nasce lesigenza di delocalizzare la produzione per poter offrire ai nuovi clienti un prodotto in grado di garantire un giusto rapporto qualit/prezzo. Con il passare del tempo, levoluzione del mercato, della produzione aziendale e lacquisizione di nuovi importanti brand ci ha spinto nel 2008 a trasformare lazienda nella Giemme BrandsCorporate per creare un gruppo capace di porsi con incisivit sul mercato globale. Oggi, infatti, siamo presenti in 50 paesi nel mondo e siamo in grado di produrre 5.000 capi dabbigliamento al giorno. Qual lapporto della famiglia allattivit aziendale? Allinterno del gruppo occupa una posizione chiave mio fratello Maurizio, anche se il primo ad arrivare in fabbrica rimane sempre nostro padre che, con i suoi preziosi consigli, continua a portatore buonumore e voglia di crescere allinterno dellazienda. Chi si occupa del settore sartoriale?
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Abbiamo tre uffici stile, ognuno dei quali dotato di un team di lavoro coordinato da tre stilisti diversi che si occupano rispettivamente della linea uomo, della linea donna e della linea di total look maschile. I vostri capi sono total made in Italy? Buona parte delle nostre collezioni prodotta in Italia, dove eseguiamo anche il taglio, la campionatura, il su misura e il controllo di qualit dei prodotti prima che siano immessi sul mercato. In che cosa consiste il servizio su misura? un servizio aggiuntivo che diamo o direttamente ai clienti del nostro store o ai nostri be to be, affinch i clienti finali possano scegliere il tessuto, il collo, i polsi, i bottoni, le asole, le iniziali, le ribattute del filo e il modello di camicia per avere un capo unico prodotto in esclusiva per loro. Il vostro settore di punta rimane quello della produzione sartoriale di camicie: a quale target di clienti si rivolge? Il nostro target diversificato a seconda dei marchi che trattiamo. Ognuno, infatti, ha un proprio posizionamento sul mercato e un proprio prezzo. Producendo e commerciando capi, sia con marchio in licenza sia con marchio proprio, riusciamo ad accontentare le esigenze pi svariate. A Brescia dov possibile trovare i vostri capi? E allestero? A Brescia i nostri clienti pi importanti sono Carnevali, Kilto, Olivari e Giancarlo Abbigliamento, a Desenzano. Allestero, invece, siamo presenti: in Inghilterra, in Germania negli store Loden Frey e Ludwig Beck, in Spagna nel El Corte Ingles, in Francia nella Gallerie Lafayette, in Giappone nel Seibu, e ancora, in Grecia, Belgio e Medio Oriente. LAmerica per ora non tra le nostre priorit, perch su quel mercato bisogna andare con una collezione studiata ad hoc. Quali sono i vostri obiettivi? Sicuramente quello della qualit al giusto prezzo, e questo possibile grazie alle grandi dimensioni aziendali, poi la professionalit e la competenza. Nellultimo anno il settore abbiglia-

mento in Italia ha risentito fortemente della crisi economica, ci conferma questo dato? La vostra azienda com andata? Siete riusciti ad affrontare e a superare la crisi? La crisi da un lato ha tolto dal mercato quelle realt che non avevano delle basi solide e dallaltro ha indotto il consumatore a spendere pi oculatamente prediligendo quelle realt che offrivano un maggior vantaggio nel rapporto qualit-prezzo. Il nostro gruppo ha avuto una leggera flessione nelle vendite, che per questanno gi stata recuperata. Siamo proiettati al futuro, con molto ottimismo. A proposito di futuro, quali sono i vostri progetti? Il progetto pi ambizioso quello di riportare in auge la linea New England che era il marchio per il quale disegnava Remo Ruffini ed era molto in voga negli anni 70-80. Per anni il marchio era stato accantonato, ma fortunatamente non era stato svenduto sul mercato. Noi labbiamo acquisito e, da tre anni, stiamo lavorando intensamente per rilanciarlo. Con New England ci piacerebbe anche sviluppare una catena di punti di vendita, propri o in franching, sia sul territorio nazionale sia su quello internazionale.

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STRATEGIA DI IMPRESA
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PER IL POST-CRISI DETERMINANTE

IL MANIFATTURIERO
a crisi che ci ha tenuto sotto pressione per oltre due anni sembra finita, anche se non tutti ci mettono la mano sul fuoco; la certezza che lorigine sia stata una enorme bolla economico finanziaria, di dimensioni mai viste prima, cresciuta su un debito privato di famiglie, banche ed imprese, del tutto fuori controllo. Nei paesi di origine della bolla, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Irlanda, tanto per citare in ordine sparso i pi importanti, aveva preso corpo un modello di sviluppo insostenibile, con la crescita del debito aggregato pubblico e privato dei pi importanti paesi avanzati nel periodo 2000-2008 di oltre 40 mila miliardi di dollari US.

Come era inevitabile, la crisi finanziaria diventata crisi economica, per cui il mondo al quale eravamo abituati cambiato di colpo, con il crollo dei consumi e del commercio mondiale, la perdita di posti di lavoro, il calo generalizzato della ricchezza delle famiglie, tutte cose percepibili con facilit perch incidono in modo diretto sullo stile di vita quotidiano di ognuno di noi. Immaginando che il peggio sia passato, possiamo soffermarci a riflettere su alcuni effetti e cambiamenti che la crisi ha portato al nostro sistema, a livello globale e locale. Il primo pensiero che la Cina, nonostante i tempi difficili, non si mai fermata, con un Pil 2010 in crescita intorno al 10%; leconomia cinese si colloca di fatto al secondo posto mondiale, superando il Giappone che conferma i ventennali problemi del proprio sistema economico. Nello scenario globale la Cina ora alla ruota degli Stati Uniti, e secondo le stime di molti analisti, gli americani potrebbero perdere lo scettro di prima potenza finanziaria del mondo entro i prossimi cinque anni. Il biennio di crisi non ha in sostanza ostacolato pi di tanto la marcia della Cina, che solo dieci anni fa era al decimo posto tra le economie mondiali, e si sbarazzata velocemente di Italia, Regno Unito e Francia, faticando un po di pi con la Germania, che ha superato nel 2007. LItalia, come riportato in uno studio recente della fondazione Edison, ha realmente assorbito molto meglio di altri paesi gli effetti della crisi, anche perch, insieme alla Germania, eravamo stati gli unici negli anni scorsi a contrapporsi alla Cina nellexport mondiale di manufatti, consolidando le quote di mercato e non regredendo come tutti gli altri; ed infat-

ti da noi lo sviluppo della crisi ha avuto una articolazione diversa, in quanto si innescata non con la riduzione dei consumi delle famiglie ma piuttosto con il calo delle esportazioni che ha poi portato ad un calo degli investimenti delle imprese esportatrici. Siamo ancora alle prese con gli strascichi della grande crisi, ma abbiamo uneconomia reale che in sostanza ha tenuto, e che fa annoverare oggi lItalia, insieme appunto alla Germania, tra i paesi in minor difficolt. C una solidit di fondo del sistema paese con la forza di un settore manifatturiero che vale intorno al 18% del Pil e che, insieme alla moda, allarredo ed allabbigliamento, fa perno sulle eccellenze della meccanica, dalle valvole e rubinetteria alle macchine per il legno, dai forni per metalli e ceramiche alle attrezzature frigorifere, dalle macchine per il caff alle apparecchiature domestiche, tanto per ricordare alcune delle pi note aree competitive. Sono settori che gravitano nel contesto mondiale, che hanno sofferto dei due anni difficili trascorsi, in particolare per le piccole e micro imprese, e che dovranno ora reggere alla competizione sempre pi esasperata proveniente dal Far East. Dal nostro osservatorio vediamo negli aumenti delle materie prime industriali, come i metalli, i segnali di uneconomia che sta migliorando, per serve che le imprese vengano messe nelle condizioni di cogliere il treno della ripresa. C urgenza di una strategia politica, europea e nazionale, pensata per valorizzare il binomio metallurgia-meccanica, che deve essere considerato come un patrimonio da salvaguardare, perch dallo stato di salute di questa accoppiata dipende in larga misura il nostro futuro industriale.

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Facciata di Borgo antico san Vitale.

BORGO ANTICO SAN VITALE


Un antico borgo medievale dedicato al culto di san Vitale stato recuperato a Borgonato di corte Franca grazie alla famiglia Gozio, proprietaria delle Distillerie Franciacorta. ospita un centro di ricerche destinato ai distillati.

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i sono voluti otto anni di intensi lavori in indagini archeologiche e in studi architettonici e un investimento di circa 6 milioni di euro per ridare vita ai ruderi di Borgo Antico San Vitale collocato sulle colline moreniche di Corte Franca. Un complesso di edifici di epoche diverse, che vanno dal IX al XVII secolo, tra cui una chiesa con canonica, un cimitero medievale, un palazzetto medievale e una cascina. La sensibilit e lintuito di una famiglia di viticoltori e distillatori lo hanno trasformato in un luogo prestigioso, un nuovo luogo di cultura, che oggi ospita il Forum Acquavitae, primo centro internazionale

per la ricerca sui distillati e sulle grappe (presieduto da Mario Fregoni, ordinario dellUniversit Cattolica di Piacenza, e coordinato da Luigi Odello, presidente del Centro studi e formazione assaggiatori); un auditorium (inaugurato da Daniele Alberti), che ospiter iniziative

Segreteria organizzativa: Edimet Spa, via Brescia, 117 - 25018 - Montichiari (Brescia) - Tel. 030 9981045 - Fax 030 9981055 - commerciale@edimet.com - www.teknomotive.com

il complesso ospita il centro studi Forum Acquavitae, un auditorium, una distilleria e un ristorante.

legate alla musica, allarte, al teatro, alla poesia; una distilleria artigianale, sede anche di un percorso museale ed esperienziale sulla distillazione, con reperti storici e attrezzature allavanguardia, che consentono al visitatore di seguire passo passo tutto il percorso della grappa, dallalambicco alla bottiglia; e, per finire, un ristorante, il Due Colombe di Rovato (una stella Michelin), che a breve sposter qui la propria sede. Lintento principale consisteva nel restituire al territorio un complesso carico di storia e di significati, legato alla vite, al vino, alle vinacce, alla distillazione, ha detto Giuliano Gozio, mastro distillatore dellazienda, nel
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i fratelli Gozio: da sinistra antonio, Giuliano e luigi. sotto, luigi Medani, direttore commerciale di Distillerie Franciacorta.

corso dellinaugurazione avvenuta lo scorso 10 settembre, alla presenza di numerose autorit politiche, militari, esponenti della cultura e della societ civile bresciana. Accanto a Giuliano, i fratelli Antonio e Luigi, rispettivamente presidente e responsabile vendite di Distillerie Franciacorta, unazienda che affonda le sue radici allinizio del 1900 a Gussago, il paese dove ancora oggi ha la sede, in via Mandolossa, e opera con la Cantina Castello di Gussago, adagiata ai piedi della Santissima. Borgo Antico San Vitale avr un positivo riflesso sullintera Franciacorta, attirando lattenzione di ricercatori, enoturisti ed appassionati e favorendo la valorizzazione del territorio spiega a 12 Mesi Luigi Medani, direttore commerciale di Distillerie Franciacorta . Il carattere innovativo del Forum Aquavitae non risiede solamente nella realizzazione di un centro di ricerca storica e scientifica nel settore delle acquaviti. Quello che rende questo progetto unico a livello europeo il Comitato scientifico, che gestisce le attivit delle specifiche aree del centro di ricerca, ha carattere internazionale e si compone di membri scelti tra esperti accademici, ricercatori, tecnici del settore. Dai nuovi impianti di distillazione di Corte Franca (attivi dal 2007) e dalle attivit di ricerca sui distillati di frutta, nata anche una nuova linea di grappe
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di qualit per il canale della ristorazione, denominata Borgo Antico San Vitale e presentata in unelegante bottiglia ispirata alle forme dellalambicco Charentais, ed altri prodotti innovativi, come lacquavite di castagne, che suscita grande interesse tra gli appassionati, lacquavite di pere Williams di Franciacorta e la grappa di Franciacorta alla liquirizia. Una produzione di alta qualit, destinata a diventare un fiore allocchiello di Distillerie Franciacorta, che, grazie a una crescita costante nel tempo e a una politica di acquisizioni mirate, oggi si pone tra le marche pi conosciute e consumate a livello nazionale, con una notevole variet di marchi di distillati e di liquori in portafoglio. Il ruolo di Distillerie Franciacorta significativo anche nella

produzione di liquori cremosi, con prodotti come Whiskream, Lemonel e la linea Eclisse alla liquirizia, al cioccolato, al caff e alla crema cappuccino spiega Medani . Recentemente, oltre allacquisizione dei marchi storici Grappa Piave e Brandy Ren Briand, lazienda divenuta il distributore in tutto il mondo del Ron Cubano Mulata. Inoltre, sta registrando un notevole interesse per lAnesone Triduo, un liquore allanice che lazienda ha rilanciato di recente. Rilevante anche lo spazio acquisito dalla divisione vini con il brand Le Franzine per la grande distribuzione e la linea superiore Castello di Gussago La Santissima, prodotta da uve selezionatissime. Per questultima prestigiosa produzione si prospetta uninteressante crescita legata allo sviluppo di un apposito progetto afferma il direttore commerciale . Si tratta di unattivit guardata con particolare interesse dalla famiglia Gozio, anche in considerazione della tradizione vitivinicola e del forte legame delle distillerie con le cantine del territorio, fornitrici di vinacce. Un periodo particolarmente felice, dunque, per lazienda di Gussago. Nemmeno la difficile congiuntura economica generale e le particolari problematiche scontate dal settore dei distillati hanno influito negativamente sullattivit: Siamo particolarmente soddisfatti conclude Luigi Medani nel verificare che anche in questa fase difficile, sottolineata dai dati Nielsen che indicano un calo generale per il settore spirits di oltre il 3%, la nostra realt mostra un incremento di pi di tre punti percentuali. Una realt che oggi copre l8% dellintera produzione di grappa in Italia, ponendosi al secondo posto nella graduatoria nazionale dei produttori. Oggi Distillerie Franciacorta (32 milioni di fatturato e oltre 200 collaboratori sparsi su tutto il territorio nazionale) distribuisce oltre quattro milioni di bottiglie di grappa lanno insieme alla vasta gamma di distillati e di liquori, che fanno salire a 84 i profumi che nascono a Gussago, per un totale di nove milioni di bottiglie: un dato, questultimo che ha portato Distillerie Franciacorta ad essere leader nel mercato.

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Vantaggi concreti per i clienti, allinterno e allesterno del department store. anche 12 Mesi partecipa alliniziativa.

arnevali, il noto negozio cittadino di abbigliamento, per festeggiare i settantanni di attivit, da poco meno di un mese propone a suoi clienti che la richiederanno, una Family card speciale. Non prettamente commerciale precisa Federico Bani, presidente della Carnevali Spa . Dopo tanti anni abbiamo voluto fare qualcosa di diverso.
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La sede di Carnevali in citt e Federico Bani con due collaboratrici.

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Grande festa in casa YouniG


IlmarchioYounig,il17settembre,inoccasionedella settimanadellamodabresciana,haorganizzatouna serata-eventopressoilcityloungeiSilvani. Il giovane marchio bresciano di abbigliamento sportivo ha offerto ai suoi ospiti un grande evento, chehavistoperlaprimavoltainItaliaspecialguests deccezione: The Human Beat Box, Break Dancers Free Style Phanatix, campioni mondiali di danza acrobatica. Younig, inoltre, dal 18 settembre, e per 13 serate a seguire, diventato lo sponsor ufficiale dellopening actAttackandPartydelVascoRossiEuropeIndoor 2010.

achEca

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Presentata la carta dei servizi della circoscrizione centro


Lobiettivo quello di offrire un servizio di informazione accurata ai cittadini, come afferma il presidente Flavio Bonardi, riordinando in una carta dei servizi le attivit presenti sul territorio (le scuole, gli istituti scolastici, le parrocchie, i parchi, i musei etc.), per offrire un elenco precisofacilmenteconsultabilediquantooffreilterritorio. La Carta dei Servizi stata realizzata in circa mille copie disponibilipressogliufficidellaCircoscrizioneCentroepu esserescaricataanchedalsitoweb: www.comune.brescia.it/circoscrizionecentro //bacheca.002

farco festeGGia 25 anni di attivit


Nuovo traguardo per Farco, il gruppo di Torbole Casagliaattivonelsettoredellasicurezzaaziendale, cheil17settembrescorsohafesteggiatoil25anno diattivit.OggiilgruppofondatodaRobertoZini, oggipresidentedellasociet,BeppeZonieGraziano Biondistrutturatointredistinterealt:Farco, sistemiantincendioeprodottiperlasicurezzasul lavoro,Sintex,centrodiformazioneeconsulenzain materiadisicurezza,igienedellavoroeambiente,e SinerMed,centrodimedicinadellavoro.presente su un vasto territorio che comprende anche le province di Bergamo, Cremona, Trento, Milano, Verona,MantovaeReggioEmilia,grazieallafiliale mantovanadiMarmirolo.Il2009sichiusoconun fatturatodi5,6milionidieuro.

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matisse al museo di santa Giulia


11 febbraio - 12 giugno 2011 La nuova grande mostra Matisse. La seduzione di Michelangelo, organizzata da Artematica e Fondazione BresciaMusei,analizzalarelazionefrasculturaepittura nellarte del maestro francese partendo dalla studio delloperadiMichelangelo. Una chiave di lettura innovativa per raccontare la straordinariaartediMatisse. //bacheca.004

le imPrese hanno riPreso a investire

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Lo dicono i dati sulle richieste di finanziamento ricevute dal Confidi dellAssociazione Artigiani. LAssociazione Artigiani e Artfidi Lombardia hanno fatto il punto sulle richieste di credito pervenutedalleaziendenellaprimametdel2010,raffrontandole conquellepervenutenellostessoperiododel2009.Lemotivazioni delle domande di finanziamento presentate registrano un +14% di richieste per permettere allimpresa di investire e quindi rinnovarsiecrescere.Lindicatorestrettamentecollegatoaquesto ilnumerodirichiestedifinanziamentipernecessitdiliquidit di cassa: prima le imprese chiedevano in gran parte denaro per sopravvivere,oggilofannosempredipipercrescere.

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Gli eventi Promossi da Wave GrouP


Il gruppo di Bedizzole ha sponsorizzato due eventichesisonotenutigioved23settembre pressoVillaFenaroliaRezzato(BS).Sitratta delPrimoConvegnoinItaliadedicatoalRisk ManagementdelleCommoditiesedelleValute; e della prima Conferenza nazionale dedicata allascuoladigitale. //bacheca.006

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LUCCHINI RISPONDE
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Egregio Dott. Cheula, faccio seguito al recente contatto telefonico cui sono stato spinto da puro amore di verit. Ho fatto riferimento allarticolo che Lei ha dedicato al Cav. Lucchini sulla rivista che per caso mi recentemente capitata fra le mani. Le ho gi accennato alle sgradevoli sensazioni che ne ho tratto, soprattutto perch sono diretto testimone di quanto in certi punti alcune assunzioni e asserzioni, nei confronti del Cav. Lucchini, siano ingenerose se non talvolta prive di fondatezza e di corrispondenza al vero. Su tutte ne scelgo due. La prima: il Cav. Lucchini avrebbe inteso autocelebrarsi o autobeatificarsi in vita? Sono, ripeto, testimone delle sue resistenze e dei suoi garbati quanto decisi rifiuti a penne, anche nazionalmente rinomate, che negli ultimi 10-15 anni hanno insistito con lui e con chi gli vicino per convincerlo a lasciarsi dedicare un libro (biografico o di qualunque altra natura). Se alla fine ha ceduto al libro-intervista del prof. Chiarini stato per una serie di circostanze personali e famigliari che non ritengo qui il caso di esporre. Durante la revisione delle bozze, ho visto invece con i miei occhi le chiose e cancellazioni del Cavaliere a diverse frasi o commenti che potevano avere il sapore di celebrazioni (comunque mai autocelebrazioni e semmai semplici riferimenti a fatti veri di una vita vera di autentici e grandi successi personali). Da diverse qualificate parti ho sentito invece commenti al libro del prof. Chiarini a sostenere che sarebbe riduttivo, o non sufficientemente rappresentativo, della statura del Cavaliere (altro che beatificazione). La seconda: trovo ingiusto e infondato quello sconfitto che Lei ha voluto attribuire alla figura del Cavaliere, definito perfino ex imprenditore. Alla fine a cosa si riferisce? Non vedo possibili riferimenti se non alla presunta perdita del suo impero siderurgico. Si pu pensare che a questa Sua conclusione abbiano influito fattori quali: non buona conoscenza di fatti e circostanze; distorta e malevola interpretazione degli stessi. ConoscendoLa, voglio considerare solo la prima. E allora desidero contribuire a darLe qualche informazione su fatti e circostanze che conosco bene perch le ho vissute. Per non dilungare questo messaggio, Le metto tale informazione in una pagina allegata. Alla luce di ci, vedr come la cosiddetta cessione dellimpero, non pu obiettivamente essere considerata una perdita n tanto meno una sconfitta perch stata invece una

CON LA PENNA DI BOCCHIO

riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera e il testo allegato di severo Bocchio, dirigente della lucchini, in risposta al servizio dal titolo luigi lucchini, un vincente sconfitto, pubblicato in due puntate sui numeri di aprile e maggio della nostra rivista, a firma di alessandro cheula. segue la replica di cheula.

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intelligente e saggia decisione strategica di ampio respiro della famiglia Lucchini, che rimane una famiglia di imprenditori di successo (quante aziende di questi tempi stanno andando bene come la Lucchini RS di Lovere?). E allora perch quellex imprenditore? Conclusione. Si sa, pi un personaggio ha successo pi facilmente suscita intorno qualche invidia e conseguenti sentimenti negativi. Non mi dovrei stupire di ci, soprattutto alla mia et (classe 39). Ma la penna che ha scritto che mi ha sorpreso, una buona penna che ho sempre considerato qualificata. Quellarticolo, mi creda, non ha fatto bene a questa penna cui ha fatto pi ombre di quante ne possa aver procurato al Cavaliere. E, infine, non mi sono piaciute le ultime due (non felici) frasi (A noi il compito E soprattutto) che non posso qualificare altro che una sorta di excusatio non petita. La saluto cordialmente. Severo Bocchio

CESSIONE DEL GRUPPO LUCCHINI:

SCELTA STRATEGICA VINCENTE (ALTRO CHE SCONFITTA)

impero, nato dagli iniziali embrioni di Casto, Mura, Sarezzo, si sostanzialmente ingrandito con gli acquisti fatti nei primi anni 90 degli stabilimenti di Lovere, Piombino, Lecco, Trieste e Varsavia, cui si poi aggiunto il gruppo francese Ascometal. evidente la strategia perseguita: uscire gradualmente dal settore ormai maturo dei laminati mercantili e portare il Gruppo Lucchini ad essere attore internazionalmente quotato nei settori delle cosiddette specialties ovvero nicchie di mercato con clientela sofisticata e di alto standing (dalle principali case automobilistiche europee, alle industrie meccaniche, alle ferrovie avanzate, ecc.). Nel frattempo, a cavallo del nuovo secolo, lo scenario europeo e mondiale del settore siderurgico mutava radicalmente e si assisteva ad una concentrazione esasperata nella quale perfino gli attori delle siderurgie pi forti (quella statale francese di Usinor, quella Belga-Lussemburghese, e molte altre) lasciavano la scena scegliendo di uscire dal settore attraverso operazioni di cessione-concentrazione. In tale contesto la competizione diventava insostenibile per realt particolari come quella del Gruppo Lucchini basata sulla sola forza di una famiglia; in particolare lo stabilimento di Piombino, dopo aver assorbito risorse per investi-

menti di circa 1.000 miliardi di lire nel decennio 90, era sempre pi affamato di ulteriori investimenti per fronteggiare la concorrenza. E questo in un momento, come quello dei primi anni 2000, in cui le crisi di Gruppi nazionali rilevanti avevano spiazzato il sistema bancario, che invertendo la tendenza e la generosa profferta del decennio precedente, tirava i remi in barca limitando drasticamente il supporto e sostegno agli investimenti. Diveniva perci necessario accasare il Gruppo presso una realt internazionale pi forte, in grado di garantire nuove rilevanti risorse finanziarie. Ecco quindi la decisione della famiglia Lucchini di cercare un partner internazionale che fosse in grado di assicurare un futuro al Gruppo Lucchini e avesse le potenzialit finanziarie per sostenere la competizione nel nuovo difficile scenario globale. Nel 2005 arrivarono cos nel Gruppo gli oltre 400 milioni di euro che diedero al Gruppo russo Severstal la maggioranza mantenendo la famiglia al 30%. Ci ha creato le condizioni per cui cinque anni pi tardi la famiglia ha potuto constatare, a conti fatti, che il 30% del gruppo aveva un valore patrimoniale di molto superiore al 75% posseduto nel 2004. Ma ci che pi significativo il fatto che nel 2007 la famiglia Lucchini ha deciso di continuare ad essere imprenditore in modo diretto acquisendo dal Gruppo Se-

verstal il 100% delle aziende del settore ferroviario facenti capo allo stabilimento di Lovere. stata una decisione molto ponderata: significava lasciare definitivamente il settore della siderurgia classica, sostenibile in prospettiva solo per i mega gruppi internazionali che hanno il controllo di tutta la filiera produttiva (ovvero dalle miniere ai network di commercializzazione del prodotto finito). Il settore che la famiglia Lucchini ha scelto per continuare ad essere imprenditore, un settore che ha la siderurgia solo come base di partenza, in quanto il processo produttivo molto pi verticalizzato fino alloutput finale caratterizzato da una produzione altamente tecnologica ed innovativa. Subito dopo lacquisizione partito un importante piano di investimenti e di internazionalizzazione finalizzato a rendere ancora pi competitiva e tecnologicamente avanzata la Lucchini RS che oggi in posizione di primissimo rilievo sul mercato mondiale e punto di riferimento imprescindibile per tutti gli operatori internazionali del settore. Un Gruppo aziendale di successo, un ennesimo vanto dellimprenditoria bresciana. Ad un attento osservatore come Lei, non sar sfuggito che i bilanci della Lucchini RS dal 2007 ad oggi hanno continuato ad avere risultati molto positivi nonoMESI 12oTToBre 2010

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stante la crisi globale che ha attanagliato tutti gli operatori industriali e non solo quelli del settore siderurgico. Per dimostrare, ammesso ce ne sia bisogno, quanto sopra detto, la famiglia Lucchini nei primi mesi di questanno avrebbe potuto riprendere la maggioranza della Lucchini SpA con un investimento veramente molto limitato ma ci non stato fatto proprio perch la famiglia ha preso strategicamente una strada di sviluppo diversa. Chi pu vedere in queste scelte strategiche vincenti una sconfitta? Certamente e purtroppo rimane la sofferenza nel vedere il Gruppo Lucchini-Severstal in situazione ancora molto critica soprattutto per il personale che ha davanti un futuro con prospettive incerte. Ma in coscienza la famiglia sa di aver fatto tutto il meglio che poteva fare e comunque si augura che possano maturarsi presto le condizioni per un interessamento di nuovi azionisti con capitali freschi ma soprattutto con la rettitudine indispensabile per fare business nel rispetto di tutti coloro che a qualsiasi titolo collaborano con lazienda. La missione di ogni imprenditore non tanto quella di collezionare miliardi di fat-

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Lo strumento del nostro successo non uno strumento.

lo stabilimento della lucchini a lovere.

turato o decine di migliaia di dipendenti ma quella di creare (ed incrementare) valore a vantaggio sia degli azionisti che di tutti gli stakeholder interessati (compresi i dipendenti). Questo la famiglia Lucchini lha fatto e lo sta facendo in silenzio con il conforto dei risultati che confermano ogni giorno che passa la bont delle scelte prese. Gi lo sono, ma il tempo dimostrer sempre pi che si trattato di scelte vincenti. Come avr forse notato non ho assolutamente accennato a quanto negli ultimi venti anni di storia stato fatto o deciso dal Cavaliere e/o dalla Sua famiglia ed in particolare dal figlio Giuseppe; la ragione semplice: nella famiglia c perfetta sintonia e consonanza; quando parlo di famiglia Lucchini parlo di una loro comune filosofia di vita, di lavoro, di approccio comportamentale ed etico, che io negli oltre 30 anni di collaborazione ho fatto mia.

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Conosciamo la dedizione del sig. Bocchio e ne apprezziamo la leale e assoluta devozione al Cavalier Lucchini, che traspare chiaramente dalla sua lettera, che pubblichiamo integralmente. Tuttavia e non me ne voglia il signor Bocchio il biografo migliore , normalmente, quello che narra con sereno distacco, senza la lente deformante del coinvolgimento, delle passioni, dellaffetto. Tutto ci senza nulla togliere al signor Bocchio, per il quale la nostra stima alta. Cos come alta nei confronti del Cav. Lucchini, indubbiamente uno dei personaggi di spicco della storia di Brescia, a prescindere dalle sorti aziendali del suo impero, costruito dal nulla, con la sua acuta intelligenza e con il suo enorme lavoro. Veniamo ora al merito degli appunti sollevati da Bocchio, che contesta, con stile e garbo, la definizione, a proposito di Lucchini, di vincente sconfitto. Non labbiamo scritta volentieri, ma la realt sotto gli occhi di tutti. Ed una realt che non fatta soltanto di numeri, di quote di partecipazione, di salotti buoni, di giudizi di Tizio o di Caio. Pu darsi che, come scrive Bocchio, Lucchini abbia vinto anche stavolta, perch il 30% vale pi del 75%, perch il nuovo business pi internazionale, perch gli acciai speciali hanno migliori prospettive. Ma se cos come scrive Bocchio, e non c motivo di dubitarne, abbiamo fatto la cosa giusta scrivendo che Lucchini un vincente. Ma Luigi Lucchini ed sempre stato anzitutto un bresciano, e prima ancora un valsabbino, e questo sempre stato per lui primario motivo di orgoglio. Se consideriamo per anche lepoca di Enrico Bondi, chiamato a governare ed a garantire lazienda, la cessione ai russi della Severstal, il complesso delle vicende finanziarie connesse al forte indebitamento, questo d senso alla seconda parola della definizione di Lucchini vincente sconfitto. Certamente non perch Lucchini abbia pi o meno soldi non sta a noi giudicare e non vogliamo saperlo ma altrettanto certamente perch Lucchini non pi a Brescia quello che dal palazzo di vetro di via Oberdan governava le sorti economiche di Brescia e pesava, eccome, anche sulle scelte politiche, cos come pesava a Roma, quando frotte di inviati facevano la fila per intervistarlo, per chiedergli come facesse, quasi come rivolgendosi ad un oracolo. Oggi in via Volturno non si parla pi il bresciano n il valsabbino, nei cosiddetti salotti buoni, se ancora ci sono, Lucchini non c pi. Lo diciamo con grande rispetto, con immutata stima per un uomo che, nei suoi anni migliori, ha portato Brescia sul palcoscenico ed ha saputo tenercela a lungo, come raramente nella sua pur lunga storia. Alessandro Cheula
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Morti sul lavoro

MORIRE
il lavoro evoca le cose dal mondo dei morti, diceva Marx con immagine romanticamente bella e icasticamente progressiva. a quasi duecento anni dalla prima rivoluzione industriale, e alla vigilia della rivoluzione post-industriale, a fronte del perdurare della tragedia dei morti sul lavoro la metafora andrebbe ribaltata nel modo seguente: il lavoro evoca gli uomini nel mondo dei morti.
di alessaNDro cHeUla

PER VIVERE?

un argomento tab. A maggior ragione dopo lultimo infortunio di Capua che ha visto morire tre operai uccisi dalle esalazioni di una cisterna. Un fenomeno di cui non si parla volentieri, o se ne parla con disagio. Non per cinismo o indifferenza ma per comprensibile imbarazzo. Sia da parte degli imprenditori che da parte degli operai. Perch non sempre risulta chiaro fino in fondo dove arriva la responsabilit soggettiva dei singoli, sia datori che lavoratori, dove comincia la fatalit dellimprevisto e dove subentra la oggettiva pericolosit

e rischiosit del lavoro. Lultimo caso clamoroso, per fortuna non tragico, quello dei 33 minatori cileni sepolti vivi a 700 metri di profondit sotto le Ande in attesa (4-5 mesi) di essere liberati. Ma altri casi altrettanto clamorosi e purtroppo molto pi tragici potrebbero essere evocati. Casi accaduti in casa nostra, dagli 11 morti di Ravenna nella stiva di una petroliera ai 7 operai della Thyssen Krupp di Torino bruciati vivi a causa di impianti obsoleti. calaTo Ma NoN scoMParso Fenomeno in calo, certamente, ma non come dovrebbe e potrebbe. Come do-

vrebbe moralmente e come potrebbe tecnologicamente. Come dovrebbe poich morire sul lavoro per lavoro o di lavoro immorale; come potrebbe perch il progresso tecnologico e la modernit dei processi produttivi avrebbero dovuto debellare una tragedia che si considerava figlia degli albori della rivoluzione industriale. E invece i morti sul lavoro sono un dramma tragicamente moderno anzi sempre pi contemporaneo, cio presente e incombente anche nella terza (quarta?) rivoluzione industriale, quella delleconomia postmanifatturiera terziaria e telematica ovvero digitale e immateriale. Per dire che leconomia, qualunque economia
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di qualunque epoca, una medaglia a pi facce dove vecchio e nuovo, tradizionale e innovativo, antico e moderno si intrecciano e si intersecano. Dove settori avanzati operano in simbiosi con settori arretrati e questi si mescolano a comparti intermedi, n arretrati n avanzati, dando vita a una realt contraddittoria nella quale vecchie obsolescenze e nuove modernit concorrono alla formazione di un assetto economicosociale non omogeneo ma sfaccettato e complesso. Ma appunto per questo suscettibile di tutti quei fenomeni che, come i morti sul lavoro, abbiamo sempre considerato come arcaiche sopravvivenze di unepoca paleoindustriale. QUiNTa Delle Dieci PiaGHe I morti sul lavoro, ricordiamolo, sono la quinta delle cosiddette dieci piaghe della modernit dopo alcol, droga, aids, pedofilia e prima dei morti sullasfalto, del terrorismo economico, del terrorismo politico, della criminalit organizzata e dellimmigrazione clandestina. Parlarne o descriverne la tragica attualit non significa indulgere alla critica del sistema socioeconomico in cui viviamo, ch lesperienza storica insegna che ogni sistema, anche quello pi egualitario e attento ai problemi del lavoro e ai diritti del lavoratore come sarebbe dovuto essere quello collettivista, non esente dal fenomeno di cui parliamo. Anzi, la prima causa dei morti sul lavoro non sta nella tipologia politica o nella ideologia fondativa del sistema socioeconomico capitalistico e socialistico ma nella arretratezza pratica, ossia nel livello tecnologico del concreto modo di produzione. Situazione che

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Morti sul lavoro

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si riscontra non sempre ma pi sovente nelle societ industrializzate non capitalistiche (siano esse pre-capitalistiche o anti-capitalistiche) piuttosto che in quelle a capitalismo maturo. Oggi, dopo la caduta dei sistemi collettivistici o comunistici salvo la Cina, mix inedito quanto sinora riuscito di liberismo nel mercato e dispotismo nello Stato, a conferma che la libert economica pu andare daccordo con la dittatura politica, si vedano i fascismi europei della prima met del secolo le societ occidentali si fondano su un modello largamente condiviso di economia sociale di mercato il cui welfare il punto pi alto storicamente raggiunto del compromesso etico tra Stato e mercato (tra conflitto di interessi del mercato e consenso sui valori nello Stato, mediati dal concorso degli ideali nella societ). Modello che lo stesso Marx non aveva previsto quando teorizzava i quattro modi di produzione storici distinguendo tra antico, asiatico, feudale e borghese-moderno. Il quinto modello lattuale economia sociale di mercato figlio del modo di produzione borghese-moderno ovvero capitalistico, ma anche della mediazione che il keynesismo (liberale in politica ma non liberista in economia, si veda lo Stato interventista) ha operato tra capitalismo e socialismo nel periodo che va dalla prima alla seconda met del Novecento. Per capirci, nel cinquantennio che va dalla fine degli anni 30, dopo la grande crisi del 29, allinizio degli anni 80, decennio in cui si consuma definitivamente e irreversibilmente il fallimento della parabola storica (la spinta propulsiva) del socialismo reale. NoN Di laVoro Ma Per laVoro Non si muore pi di lavoro come ai tempi della prima rivoluzione industriale, ma si pu morire ancor oggi, nellet postindustriale, per lavoro, ossia a causa del lavoro, in particolare quando si tratta di lavori nocivi o pericolosi. Una questione annosa (i morti sul lavoro sono purtroppo una piaga antica) e angosciosa (in Italia oltre 1.000 morti lanno, dai 3 ai 4 morti al giorno, uno ogni 6-8 ore). Un argomento tab,
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che suscita umana piet ma anche comprensibile rimozione, che non significa indifferenza bens insofferenza (imbarazzo) ad assumerne fino in fondo la tragicit. I due ultimi atroci casi di Genova e Molfetta, al di l della umana compassione per le vittime, ripropongono due questioni: da una parte la sicurezza delle condizioni oggettive, dallaltra lindeterminatezza delle responsabilit soggettive, nel senso della difficolt a distinguere quelle addebitabili al datore di lavoro da quelle ascrivibili ai lavoratori. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri, moralmente dovuto, pur nella sua necessaria opportunit presenta nel merito i limiti delle decisioni dettate dallemozione, anche se in questo caso lemozione una ragione pi che giustificabile. ViVere Per Morire? Ma non di questo che vogliamo parlare in questa sede. La domanda unaltra. Morire per vivere? Possibile che il lavoro, che nella societ industriale fordista era sinonimo di benedizione sociale, nella societ tecnologica postfordista diventi, in troppi casi, sinonimo di maledizione individuale? I morti sul lavoro, come i ben pi numerosi morti sullasfalto, sono una delle piaghe della modernit, ma ci non significa che siano un tributo ineluttabile da pagare allo sviluppo (o al progresso, come si diceva ai tempi della ingenua illuministica fede nelle magnifiche sorti e progressive dellumanit). Che civilt quella che chiede il sacrificio della vita a coloro che contribuiscono a crearla con il proprio impegno quotidiano? Il progresso tecnologico che della civilt uno degli aspetti non esclusivi ma nemmeno secondari ci ha liberato dalla fatica, ma non ci ha ancora liberato dai morti sul lavoro. Le vittime di Ravenna e Torino, come quelle di Genova e Molfetta, stanno a significare che spesso si va al lavoro non per vivere ma per morire. Anzi, la morte sovente la retribuzione di un lavoro pericoloso, si muore proprio perch si fa un lavoro rischioso. Le organizzazioni imprenditoriali rimuovono il problema non per cinismo ma perch lo considerano una tragica fatalit, quasi il sacrificio inevitabile dello sviluppo, una piaga sociale di cui meglio non parlarne o parlarne il meno possibile. Le organizzazioni sindacali fanno lopposto, per dovere istituzionale e umana solidariet ma senza proposte pragmatiche. Certo i giovani morti per droga, alcol, aids o incidenti stradali sono purtroppo molti di pi, ma non un paragone confortante. Morire sempre morire, ma c modo e modo di morire. Morire sul lavoro o per lavoro, cio a causa del lavoro, in un certo senso ancora pi tragico e inaccettabile. Poich chi compie un lavoro duro e pericoloso si merita tutto fuorch la morte, si merita la sera di tornare alla propria famiglia, ai propri figli o ai propri genitori, ai fratelli e agli amici. Certo, anche la morte sul lavoro una conseguenza dello sviluppo, ma dove sta scritto che sia un prezzo necessario e inevitabile da pagare alla crescita? Dove sta scritto che sia un pedaggio obbligato sulla strada dellespansione? La morte, qualsiasi morte, pur facendo parte del ciclo della vita e della natura, contro natura; ma la morte per lavoro ancor pi innaturale e assurda. Per UN NUoVo UMaNesiMo Il lavoro evoca le cose dal mondo dei morti, scriveva Marx nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, testimonianza di un umanesimo che agli albori dellet industriale si proponeva di indagarne la dirompente fenomenologia. La stessa epopea documentata con vibranti accenti nei libri di Dickens, di Hugo e di molti altri autori della grande narrativa naturalistica oggi pressoch scomparsa. Dopo quasi due secoli di sviluppo industriale e di crescita tecnologica la citazione andrebbe parafrasata nel modo seguente: Il lavoro evoca gli uomini nel mondo dei morti. Cosaltro pensare di fronte alla strage che si compie ogni giorno nei cantieri e nelle fabbriche di una terra civile e sviluppata come il nostro Paese? Nella Laborem exercens, forse la pi bella e completa enciclica papale sul mondo del lavoro

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e sui suoi problemi, si parla di primato della persona umana, priorit che viene prima della produzione e del profitto. Oggi si parla molto di etica delleconomia e del rapporto tra etica e affari. Cosa lodevole, ma se ne parla forse troppo e la si pratica poco, al punto di farne una

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INFORTUNI SUL LAVORO MAI ABBASSARE LA GUARDIA


il numero degli incidenti in calo ma gli analisti ricordano che sono diminuiti anche gli occupati e le ore lavorate. Di positivo c il dato che segnala come si sono ridotti gli infortuni effettivamente verificatisi durante lo svolgimento delle attivit lavorative. i commenti di Giuliano campana, presidente del collegio costruttori di Brescia, di renato zaltieri, segretario provinciale della cisl e dellassociazione industriale bresciana.
di roBerTo GiUlieTTi

. cisl Premi alle imPrese virtuose e Pi controlli


La riunificazione nel Testo Unico delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro stato un passaggio utile e non servono nuove leggi. Essenziale che quelle che ci sono vengano applicate da tutti. Renato Zaltieri, segretario provinciale della Cisl, sottolinea che non devono esserci distinzioni tra grandi e piccole aziende, ma riconoscere e premiare con una riduzione dei premi Inail, le imprese virtuose. Quelle, insomma, che investono in sicurezza. Ma se questo pu essere un primo passo, la strategia nel medio e lungo periodo quella di intervenire, anche con maggiori controlli, sulle ditte sub appaltatrici, sulle ditte esterne dove la concorrenza per aggiudicarsi gli appalti al massimo ribasso non potendo giostrare sui salari, si gioca spesso sui costi della sicurezza e sul lavoro precario. Una soluzione potrebbe essere la responsabilit in solido dellappaltante ma soprattutto una riduzione del ricorso allesternalizzazione dei lavori, del sub appalto ad ogni costo che potrebbe essere previsto solo per alcuni lavori altamente specialistici. Infine la scuola: I concetti legati alla sicurezza, al valore della vita e del lavoro, andrebbero inserti nei programmi scolastici. In questo modo si contribuirebbe a creare quella cultura individuale indispensabile affinch si possa pensare di ridurre al minimo gli incidenti mortali, di qualunque tipo essi siano.

rescia, per la tipologia delle sue attivit economiche si conferma come una delle province italiane dove maggiormente si verificano incidenti sul lavoro, purtroppo anche mortali. Nel 2010 i decessi (358 in Italia, di cui 54 in Lombardia che ha il triste primato nazionale) sono in calo rispetto al 2009, ma la soddisfazione moderata dagli analisti del tragico fenomeno che ricordano come in questo anno e mezzo si sia registrato una contemporanea e consistente riduzione degli occupati e soprattutto delle ore lavorate. A livello nazionale, infatti, gli esperti hanno stimato che leffetto combinato del calo degli occupati (-1,6%) e del calo delle ore lavorate pro-capite (-1,4%) hanno comportato una contrazione complessiva della quantit di lavoro e quindi dellesposizione al rischio infortunistico, pari esattamente al 2,98%. Una percentuale che fa ragionevolmente ritenere allInail (Istituto Nazionale per lAssicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) che la riduzione reale degli infortuni sul lavoro, calcolata in termini di incidenza depurata cio della componente perdita di lavoro si possa stimare pari a -7% per gli infortuni in generale (rispetto ad un dato complessivo del 9,7%) e a -3,4% per quelli mortali (rispetto al 6,3% non depurato). Dati comunque positivi, certamente

sempre troppo alti, ma che confermano un trend. Se, infatti, si analizza landamento infortunistico in Italia dal 2002 al 2009, si vede come gli incidenti complessivi siano diminuiti del 20,4% e i casi mortali del 29%. Se si scende ulteriormente nel dettaglio, le riduzioni maggiori hanno riguardato gli infortuni, e gli incidenti mortali, effettivamente verificatisi durante lo svolgimento delle attivit lavorative rispetto a quelli avvenuti durante il tragitto casa/lavoro e viceversa. Unanalisi dellandamento infortunistico del 2009 condotta in ottica di genere evidenzia come la flessione degli incidenti non sia stata uniforme, ma molto pi accentuata per gli uomini (-12,6%) rispetto alle donne (-2,5%). A livello settoriale la diminuzione degli infortuni sul lavoro stata pi sostenuta nellIndustria (-18,8%) che nei Servizi (-3,4%) o nellAgricoltura (-1,4%). Per i casi mortali il 2009 segna una riduzione nellIndustria (-7,9%) e nei Servizi (-6%), mentre in Agricoltura si registra una sostanziale stabilit. Il presidente dellInail, Marco Sartori, nel commentare i dati del rapporto annuale ha ricordato che Non casuale che il 60% degli infortuni si sia concentrato nelle aree del Nord a maggiore densit produttiva e che il crollo degli infortuni si sia registrato in comparti come lindustria manifatturiera e le costruzioni, pi di altri colpiti dalla crisi economica con un calo occupazionale rispettivamente del 4,3% e del 16,2%,

quasi triplo rispetto a quello medio generale. Il 2009 ha registrato, per la prima volta, un decremento degli infortuni dei lavoratori stranieri, dagli oltre 143 mila casi del 2008 ai 119 mila del 2009, per un calo del 17%. I casi mortali sono diminuiti di 39 unit passando da 189 a 150. Sempre secondo lultimo Rapporto annuale dellInail, Brescia la prima provincia della Lombardia per percentuale di infortuni occorsi a lavoratori stranieri: nella nostra provincia su 100 infortuni verificatesi durante il lavoro, 26 interessano gli stranieri. Da questi dati partita una ricerca curata dal Centro interuniversitario di ricerca sulle migrazioni di Brescia (Cirmib) e dallanalisi delle risposte a circa mille domande a lavoratori stranieri e illustrate in un a giornata di studio in aprile in Universit Cattolica, emerso, tra le altre cose, la mancanza di informazione e di formazione sul tema con un 35% degli intervistati che non conosce lInail e il 75% che dichiara di non aver mai fatto un corso sulla sicurezza. Messa in evidenza anche una certa ritrosia, per usare un eufemismo, a dichiarare gli incidenti: solo il 54% degli infortuni subiti dai lavoratori stranieri viene infatti denunciato. Dopo tante percentuali resta il fatto che nel 2009, gli infortuni sul lavoro sono stati 790 mila e i casi mortali 1.050. Tutti avevano un nome, un cognome e una famiglia.

. aiB Prevenzione e formazione Per battere gli infortuni


Quello della sicurezza sul lavoro un tema per il quale lAssociazione Industriale Bresciana ha messo a disposizione risorse professionali importanti e un impegno intenso. Affrontare il problema degli infortuni sul lavoro sempre difficile: per rispetto verso chi rimasto coinvolto e per la complessit dellargomento. Direi comunque spiega Piero Costa, direttore di Aib che la questione va osservata da due punti di vista: uno che guarda ai numeri e uno che guarda ai rimedi e alla prevenzione. Ed da qui che vorrei partire. Il primo passo da compiere quello di portare la cultura della sicurezza nelle scuole, far comprendere alle nuove generazioni che non solo la strada, ma anche lambiente domestico oltre che quello del lavoro, richiede comportamenti corretti ed estrema attenzione in ci che si fa e in come lo si fa. Aib in materia di sicurezza sul lavoro si impegnata intensamente sia mettendo a disposizione delle imprese tutte le informazioni normative necessarie per rispettare una disciplina complessa, iniziata nel 1994 con la legge 626 e ora efficace con il Testo Unico; sia promuovendo incontri in cui il problema della sicurezza viene affrontato in rapporto alle situazioni che le singole imprese ci presentano. Ma questo nostro fare cultura si sviluppa anche sotto un altro aspetto: con unattiva collaborazione con gli enti preposti alla sicurezza come, ad esempio, Asl o Vigili del fuoco. Quanto alla situazione attuale Landamento del 2009 del numero di infortuni aggiunge Costa ci propone un trend in diminuzione, trend che va ripetendosi ormai in un arco temporale lungo. E ci vuol dire che, norme, comportamenti virtuosi delle imprese e cultura della sicurezza, insieme stanno dando i loro risultati. Questo, tuttavia, non significa che si possa abbassare la guardia: per la sicurezza non si fa mai abbastanza e su questa strada occorre continuare. Lo sforzo delle aziende stato importante: le imprese hanno ben capito che investire in sicurezza oltre che per un primario dovere morale consente di evitare pesanti costi, diretti e indiretti, e che anche di questo aspetto, insieme a quelli irrinunciabili di unattenzione e una prevenzione mai, ripeto mai, sufficienti occorre tener conto.

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Da trentanni fa il muratore e, Michele, di piccoli e grandi incidenti sul lavoro ne ha visti tanti ma per fortuna nessuno dei miei colleghi mai morto. Infortuni, quelli s, ne ha visti tanti e qualcuno capitato anche a lui. Altri tempi, quando ho iniziato a fare il muratore avevo poco pi di 16 anni e il lavoro era duro. Per il fatto che ero giovane spesso i lavori pi faticosi toccavano a me. Mattoni e carriola, mescolare per preparare la molta, salire ai piani pi alti e alla sicurezza neanche ci si pensava. Limportante era lavorare, meglio ancora se si lavorava veloci. E la velocit spesso cattiva compagna. Mi ricordo ancora il primo infortunio di un collega pi anziano racconta Michele ; un ponteggio aveva ceduto e si era fatto due metri di volo, per fortuna era atterrato bene e si ruppe solo una gamba. Solo alcuni anni dopo si inizi a parlare di sicurezza nei cantieri. Non stato facile. Dipendeva molto dai cantieri dove

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. michele, muratore la crisi ha fatto aumentare nuovamente il lavoro nero e in quelle condizioni la sicurezza ProPrio inesistente.
si andava a lavorare. Se erano grandi la sicurezza, cos come i controlli, erano maggiori. In quelli piccoli, la sicurezza era un optional. Molti imprenditori continua Michele non ci sentivano da quellorecchio, vedevano le nostre richieste come costi aggiuntivi. Altrettanto certo che ho incontrato tanti lavoratori che per anni non hanno voluto usare il caschetto o mettersi le scarpe antiscivolo. Poi sono arrivate le leggi ma quanti incidenti abbiamo dovuto vivere prima che si arrivasse a questo punto. Oggi la situazione migliorata, Oggi c maggiore attenzione sia da parte degli imprenditori sia da parte dei lavoratori ai temi della sicurezza, c maggiore cultura su questi temi. Quello che mi preoccupa conclude Michele che la crisi che stiamo vivendo ha fatto di nuovo aumentare il lavoro nero e in quelle condizioni la sicurezza proprio inesistente.

. colleGio costruttori nei cantieri abbiamo fatto molto ma tutto e migliorabile. . sara, studentessa Pi che le sanzioni Potrebbero aver successo strumenti di Prevenzione.
Sara, 21 anni studentessa universitaria alla facolt di Giurisprudenza dellUniversit di Brescia, degli infortuni sul lavoro, per sua ammissione, ne sa poco. Largomento lo dovr affrontare per motivi di studio ma per ora conosco il problema per quello che ne ho letto sui giornali o visto in televisione. Proprio in questi giorni stanno trasmettendo una pubblicit in Tv, ma devo ammettere di non averla guardata con attenzione. Non ha amici o parenti coinvolti direttamente e questo non ha favorito lapprofondimento: So che c una legge con la quale si definiscono i criteri da rispettate per la sicurezza sui luoghi di lavoro e che recentemente stata aggiornata, ma sullargomento non saprei dire altro. Ritiene comunque che, come per molte altre norme, limportante che si facciano rispettare, che ci siano controlli e verifiche. Credo per che su un tema di questo tipo continua Sara pi che le sanzioni potrebbero aver successo strumenti di prevenzione, puntando molto sulla formazione e informazione, sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori. Per ridurre gli infortuni nei cantieri abbiamo fatto molto ma tutto migliorabile e soprattutto non bisogna mai abbassare la guardia. Giuliano Campana, presidente del Collegio Costruttori di Brescia ha voluto inoltre ricordare il lavoro fatto in questi anni: Il nostro lunico settore con una Cassa paritetica sulla sicurezza sui luoghi di lavoro composto al 50% da imprenditori e dai sindacati; abbiamo nostri ispettori che visitano i cantieri e segnalano eventuali irregolarit, dopo 15 giorni ritornano una prima volta per la verifica e dopo altri 15 per il controllo finale, se si riscontrano ancora irregolarit partono le denunce. Molto il lavoro fatto anche sul piano della formazione e dellinformazione: Nella nostra scuola edile puntiamo molto sulla formazione in tema di sicurezza e le aziende ci stanno chiedendo con regolarit nuovi corsi, segno evidente che giova ripetere le norme in materia di sicurezza e che non bisogna abbassare mai lattenzione su un argomento cos importante. Con la schiettezza che lo contraddistingue Campana aggiunge che Le imprese iscritte alla Cassa edile sono 3.800, circa 500 nascono e spariscono ogni anno, proprio su queste stiamo vigilando con maggiore attenzione perch li che, come abbiamo notato, si corrono i maggiori rischi. Gli imprenditori che hanno una tradizione sono sempre molto pi attenti, hanno recepito il cambio di cultura in tema di sicurezza e i risultati si sono visti. Ma per migliorare ulteriormente serve anche la collaborazione dei lavoratori che in alcuni casi disattendono alle nostre indicazioni mettendo a rischio i loro stessi colleghi.
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E CALVINISMO
il club filantropico dei super ricchi americani fondato da Gates e Buffet induce il dubbio che il calvinismo americano sembri essere, almeno nella prassi economica, pi vicino allebraismo (la felicit su questa terra) che alla dottrina cristiana (la salvezza nellaltra vita). Non un caso infatti che calvinismo ed ebraismo siano cresciuti, oltre che negli sati Uniti, in svizzera e inghilterra, Paesi esenti dalle persecuzioni antiebraiche.
i fondatori del citato club, i miliardari Bill Gates e Warren Buffet, gi dal 1994 avevano destinato ben oltre la met della propria fortuna (personale, non aziendale) alla beneficenza. Buffet in particolare, quando decise di devolvere al prossimo il 99% della propria ricchezza personale, la confer alla Fondazione di Bill e Melinda Gates con due sorprendenti motivazioni (sorprendenti per noi, ma non per loro) che rendono bene lidea delletica capitalistica made in Usa. La prima che immorale lasciare ai figli troppi soldi perch devono imparare ad arrangiarsi da soli, la seconda che Gates sarebbe stato molto pi bravo di lui, Buffet, a gestire quelle risorse. eTica e sPiriTo Del caPiTalisMo Ebbene, nella emblematica contrapposizione etico-culturale dei due esempi citati in premessa sta tutta la oceanica, il caso di dire, differenza tra il capitalismo calvinista americano e il capitalismo senza aggettivi italiano. Senza generalizzare troppo superficialmente, cio senza scomodare categorie socio-

di alessaNDro cHeUla

estate scorsa, nel giorno in cui i giornali dOltreoceano davano la notizia della costituzione di un club di quaranta super-ricchi statunitensi (The giving pledge, la promessa del dono) per la cui adesione bisogna donare in beneficenza almeno la met del proprio patrimonio personale, le agenzie italiane ne diffondevano una di segno diametralmente opposto. Quella secondo la quale un noto e super-ricco imprenditore farmaceutico avrebbe occultato in paradisi fiscali 480 milioni e poi evaso altri 500 milioni. UTiliTarisMo e FilaNTroPia La notizia proveniente dagli Stati Uniti non una novit. Non solo perch la filantropia eticamente fondata ma pure economicamente gestita e socialmente mirata, in quanto faccia nascosta dellutilitarismo smithiano e benthamiano uno dei cardini di quello che chiamiamo con corriva sommariet il calvinismo americano, ma perch

Bill Gates.

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C
sotto, Warren Buffett.

oStUME E SocIEt

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logiche desuete quali il Max Weber della Etica protestante e spirito del capitalismo (ove il protestante potrebbe essere sostituito con cattolico per dare vita a una etica cattolica e spirito del capitalismo, come insegna efficacemente quel singolare esempio di cattocalvinismo bresciano che alligna, ad esempio, in comunit come Lumezzane) dal confronto tra le due citate notizie si possono trar-

cittadini fin dai banchi di scuola. sTaTo e MercaTo UNiTi Nella loTTa Poich quel tipo di mentalit, dove Stato e mercato non sono lun contro laltro armati ma al contrario coevi e coesi, cio figli dalla stessa epoca storica e della stessa cultura, che vede nel rapporto fiscale lessenza stessa dello Stato di

potentati economici esercitano nei confronti dello Stato e della politica si basa sulla trasparenza del rapporto tra cittadino e Stato, trasparenza garantita semplicemente dal fatto di pagare le imposte dovute, altrimenti lo Stato ti cancella dal novero degli interlocutori. a cesare e a Dio Ma c laltro aspetto della medaglia. Se in Usa pagare le tasse, cio fare il proprio dovere fiscale verso lo Stato e verso la societ (e quindi verso il prossimo), un bene in quanto prima forma di solidariet comunitaria vera e concreta, arricchirsi non un male, ma calvinisticamente un merito tanto quanto quello di dare a Cesare il dovuto. Certo c modo e modo di arricchirsi, dal momento che ci si pu arricchire uccidendo, spacciando droga o sfruttando i bambini, ma non questo ovviamente il caso di cui stiamo parlando. Sta qui la differenza tra il capitalismo calvinista americano e il capitalismo senza aggettivi nostrano. Dare a Cesare un titolo di merito sociale, come dare a Dio un titolo di merito personale. Ma il primo condizione necessaria del secondo. Da noi quasi lopposto, si veda il caso dei mille milioni di euro (duemila miliardi di vecchie lire) occultati o evasi dallindustriale farmaceutico. Perch questa abissale differenza di etica civile (di coscienza civica, come usa dire nelle democrazie evolute)? Rispondiamo brevemente rimandando uneventuale spiegazione pi completa ad una prossima occasione. Perch in Italia Stato e societ, e pi ancora Stato e mercato, sono nemici in quanto nati in epoche diverse ma sopratutto perch figli di due culture diverse. Si tratta di una evidenza oggettiva la cui constatazione non vuole adombrare nessuna lettura o parentela politica. Mentre lo Stato storicamente stato plasmato dalla cultura del Sud, il mercato stato forgiato dalla cultura del Nord. Due culture inconciliabili e incompatibili. In mezzo la societ, anche questa divisa tra uno Stato vissuto come nemico e un mercato visto con sospetto. Una societ che per met non si riconosce nel mercato e per laltra met non si identifica con lo Stato.
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re utili riflessioni. Negli Stati Uniti la prima etica civile, ossia la prima forma di solidariet sociale e quindi di vera e concreta carit istituzionale, pagare le tasse. La beneficenza in Usa non sostitutiva delle tasse ma aggiuntiva e integrativa a queste. Prima si d a Cesare, poi si d a Dio. Prima si d allo Stato, poich sul compromesso tra Stato e mercato che si fonda qualsiasi moderna convivenza civile e qualunque contratto sociale o meglio, per dirla in termini pi attuali, qualunque economia sociale di mercato poi si d a Dio, alla Chiesa o ad ogni altra istituzione benefica. Gates, Buffet e gli altri 40 miliardari in dollari che hanno aderito al club lo hanno fatto con la stessa naturale trasparenza con cui pagano le imposte. Negli Stati Uniti pagare la tasse motivo di merito pubblico quindi sociale, poich quelletica civile che lo spiega a quei

diritto, ossia il do ut des democratico tra cittadino e Stato e la condizione del mandato politico rappresentativo. Non si potrebbe, infatti, dare tale pubblicit a quel gesto senza una concomitante e corrispondente pubblicit del censo e del fisco. Nella nostra cultura peninsulare, invece, tendezialmente asociale e astatuale (non antistatalista, che un bene, ma antistatuale tout court) in quanto subalterna allo Stato perch evadendo le tasse con lo Stato non si identifica e nelle societ non si riconosce, pagare le tasse quasi motivo di vergogna o quantomeno di disagio. Il lobbysmo made in Usa, infatti, cio il mitizzato potere delle lobbies, si basa essenzialmente su una sola cosa: il pagamento delle tasse. Le lobbies in America sono un fatto democratico e quindi condiviso perch i loro membri pagano le tasse. Il potere contrattuale che le lobbies e i

Ti piace, ma non hai una 44 slim? no problem te lo adatta a pennello.

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Socializzazione

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I LUOGHI DEGLI INCONTRI


locali, palestre, parchi, universit, posti di lavoro, internet: sono i luoghi che oggi i giovani frequentano per incontrarsi e conoscersi.
ndagare luoghi e modalit di socializzazione giovanile in un mondo che, da un lato, presenta un inarrestabile urban sprawl una crescita territoriale incontrollata e disordinata e, dallaltro, un sintomatico solipsismo individuale, pu essere difficile. Noi, giovani giornalisti in erba, consolati nel constatare che, almeno nella

DALLHAPPY HOUR AL SOCIAL NETWORK

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nostra generazione, il decadente mito dei superluoghi quei non luoghi per definizione, come autostrade o aree industriali dismesse, dove ora proliferano fiere, outlet, centri commerciali e simili non ha totalmente attecchito, siamo andati oltre per vedere fino a che punto, oggi, il piacere della socializzazione sopravvive. Non essendo sociologi, abbiamo preferito analizzare le pro-

blematiche relative alla socializzazione direttamente attraverso gli occhi di chi quotidianamente le vive, cercando in alcuni casi di descrivere situazioni al limite del paradosso. S, perch in queste pagine si vogliono mettere a nudo le difficolt relazionali dei giovani doggi senza per avere la presunzione di dare dei modelli comportamentali, ma semmai fornire solamente alcuni spunti
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Socializzazione

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manuali, disPense, aPPunti & co.


e un tempo luniversit era vissuta intensamente, con passione, orgoglio e spirito di gruppo, oggi viene considerata (da molti) un percorso obbligato di transito, una via dallaqualeuscireilprimapossibilesenzalegaretroppoconglialtricomese,unavolta giuntinelmeravigliosomondodellavoro,cisiaspettiditrovarechisschecosa.Auguri!Chipu affermare, oggi, che questo luogo privilegiato dincontri, catalizzatore didee e di progetti, sia il postopiadattopercrearedeisodalizidilungadurata?Megliodireche,anchequi,lapossibilit di stringere unamicizia stabile appare oggi un miraggio. Se facciamo un breve resoconto della nostra esperienza universitaria, infatti, ci rendiamo conto che sono poche, anzi pochissime, le persone che ancora oggi sentiamo e frequentiamo (eccezione fatta per quella stretta cerchia diamiciziechecitrasciniamodallescuolesuperiori).Maperch?Forselepersonesonotroppo distratteeinteressateunicamenteasstesse,oppure,pibanalmente,faticosoeimpegnativo dedicare del tempo agli altri, a qualsiasi et. Eppure, i giovani dovrebbero essere pi propensi alle nuove conoscenze, cercando il confronto con gli altri per plasmare la propria personalit, invece di preferire miriadi di conoscenze superficiali che per, alloccorrenza, possono rivelarsi fontiinesauribilidiprivilegiChelasocietsiacambiataundatodifatto,echeigiovani,esseri camaleontici,sianocambiaticonessaloancordipi.MaricordiamocidiJohnDonne,ragazzi, perchnessunuomounisola!

di riflessione da cui trarre le proprie conclusioni. Non abbiamo preso in considerazione i grandi contenitori del divertimento quelle cittadelle onnicomprensive dotate di cinema, ristorazione, sporting clubs e aree shopping, dislocate nelle zone periferiche delle nostre citt, che restano isole in cui si creano imprecise socialit di transito, miraggi per teen ager e famiglie in fuga , perch i ventenni e i trentenni doggi si muovono ancora tra locali, palestre, parchi, universit e posti di lavoro, con

pi o meno successo, ma, comunque, provvisti di grinta e curiosit. La frenesia del quotidiano, oggi, porta a rapporti pi instabili, meno duraturi e quasi occasionali: alla sparuta manciata di amici fidati si sostituisce spesso un corollario di conoscenze da happy hour, sintomo di una societ giovanile che sta facendo dei social network lantidoto a una solitudine quotidiana, pressante. Se la paura pi grande per i ragazzi del Duemila quella di restare soli, lamicizia quella vera dovrebbe essere

messa in prima linea tra i valori con i quali dirigere la propria esistenza, perch se vero che il sistema globale sembra offrire delle ricette per porre rimedio alla solitudine, noi non siamo certi che chat, videofonini o altro possano equivalere ad esperienze di prima mano. Brescia non sar Riccione, daccordo, ma di modi per conoscersi, stare insieme e divertirsi spezzando anche labitudine della combriccola chiusa in se stessa ce ne sono. Basta solamente aprirsi agli altri e decidere una volta per tutte di mettersi in pista.

tra Pesi e taPis roulant


he corpi tonici, tra hammam, piscine e spinning, facciano scintille un assodato clich. Tanto che iscriversi in palestra diventato un antidoto alla singletudine,ancorprimacheuneccellenterimedioapancetta e pigrizia cronica. Ma basta entrare in uno di questi imperi del benessere per accorgersi di come proprio i giovani siano sempre in procinto di studiarsi, mimando sorrisi smozzicati, osservandosidisbieco.Qui,infatti,lacategoriadichisimuove disinvolto nella sua anonima T-shirt, pronto a fare quattro chiacchiereconilcompagnoditurnodelcorso,unaspeciein viadestinzione.Itempiincuicisiscambiavalasciugamanoe la bevanda isotonica sono finiti, soppiantati dallera di efebici ragazzi che, quanto a spontaneit e vigore, non hanno nulla da invidiare ai beniamini dellamericanissima saga Twilight. I novelli gym addicted, dallincedere vampiresco, sono chiusi neiproprigusci,ilmarchiosdoganatodallultimorealityshow stampatoinbellavista.Nonparlanotraloro,noninteragiscono nollall!sudano.Leragazze,intrappolateinunavisione glamour della vita, calcano la piscina con flip-flop dal mini tacco, provviste di trucco waterproof. Ai maschi, inebetiti, non resta che darsi alla fuga per paura del confronto o farsi ostinatamentevanesiemostrare,narcisi,lultimomuscoletto. Come fare amicizia con queste piccole sette incollate ad I-pod e palmari, intente a catturare ogni riflesso di s su vetrate, specchi e vasche dacqua? Impossibile. Sar per questo che, dopoquattroanni,hodisdettoilmioabbonamentoannuale,alla facciadelsolitariotapisroulant?

parchicittadini:unmicrocosmodirelazioni, intreccietnicieculturali.Peresseresicuri di scambiare qualche parola allombra di platani e panchine, meglio portare con s il fedele Fido (anche quello dellamica workaholic va bene). Ed il motivo subito chiaro: tolto gli sportivi che girano ossessivamente in cerchio, sbuffandoesaltellandonellororitoliberatorio:lo jogginglemammeallepreseconibimbisuscivoli e sabbionaie, gli anziani assopiti e le cricche di teenagercalippo-munite,resta,appunto,ilpopolo deicinofili.Sesiprontiadaffrontareilrischio di dover ascoltare, a ruota libera, racconti su displasiedellancacaninaespellaturedeltartufo allinterno in un recinto, beh, fatta. Essendo nuova del giro, vengo subito avvicinata da una ventenneedaunragazzoafricanosullatrentina, mentreilmiocanefaimpunementeamiciziacon tutte le razze pi massicce. Anche se il perno della chiacchiera restano loro, gli amati pets, la conversazione si rivela piacevole, ci scambiamo consigli, esperienze, quotidiane follie davanti ad unabibitainlattina.Scoprochequicivieneanche chiuncanelovorrebbema,permillemotivi,non pu gestirlo, e saccontenta di qualche carezza ai nostri cuccioli e tre risate in compagnia. Lequilibrio precario, il filo del discorso spesso si perde, appostati su muretti e sporgenze per non perdere docchio la banda a quattro zampe. Mailsimpaticoaffiatamentovince:cisalutiamo, ognunodietroaipropriguinzagli,ripromettendoci diincontrarciancoraqui,tratantoverdeemille affettuosilatrati.

con lamico a Quattro zamPe

io, tu ed il caPo

lzilamanochidinoinonsimaitrovatoinuna situazionesimilesicuramentepochi. Ufficio,ore9.00diunlunedmattinaqualsiasi. Il capo, entro le 14.00, vuole avere sulla sua scrivania la relazione definitiva del progetto che ci ha affidato, e che ci potrebbe garantire quella promozione che da tempo aspettiamo. La settimana, quanto a stress, non potevaincominciarepeggio.Respiriamoprofondamente, ricomponiamo le idee e, appena iniziamo a digitare le prime tre parole sul pc il nostro collega dalla scrivania accanto, inizia un interminabile bla, bla, bla che non ci permette di concentrarci. Che fare? Raschiarci la golaripetutamentefinchchiparlasirendacontodella situazione, o affrontare il tutto di petto dando sfogo ai nervi, rischiando cos un incidente diplomatico? Lo scontro quello che per primo ci balena in mente: ritti sullascrivania,paonazziinvisoeconinmanolapenna impugnata a mo di spada, gesticoliamo e facciamo la voce grossa con chi, in realt, si sempre dimostrato comprensivo con noi. Nel frattempo squilla il telefono e, mentre rispondiamo con uno stridulo pronto, ci rendiamocontrochetuttoquestofortunatamenteera frutto della nostra fervida immaginazione! Al pensiero rabbrividiamo, mentre il nostro dirimpettaio, invece, pare aver telepaticamente colto la situazione: cessa il chiacchiericcio e da buon amico (ormai ha imparato a conoscerci),siavvicinaperoffrirciaiuto.Inquellistante realizziamo che, nonostante tutto, siamo fortunati ad aver incontrato una persona cos leale. Quanta fatica sifaamanteneredeibuonirapporticontuttiicolleghi e ad istaurare un clima piacevole e collaborativo con il capo!Perquestoringraziamoilfatoenonostantenon sianosempretutteroseefioripromettiamoalnostro compagnodisorteeternagratitudine.
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Socializzazione

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uandoalfindiungiornonoioso,lagaiezzarisorgeneicuorrecitalospotdiunnoto aperitivoincuisciamidiragazzi,alterminedellavoro,siscapicollanoalbarpergodere insiemedellhappyhour.Enienterendemegliolideadellostatodanimoconcuinoi,giovani doggi, viviamo lattesa di quellora felice tra sgabelloni e cubi di ghiaccio. Perch laperitivo diventatoilsimbolodellalibertpost-impiego,illuogoincuiallentarsisimultaneamenteilnodo allacravatta,abbandonarelagiaccadovecapitaebrindare.Sifacincinallavita,pocovaleseil cocktailanalcolicooaprovadipalloncino,limportanteesserecircondatidaconoscentieamici inunclimatotalmenteeasy.Inquestoradipunta,ognichiosco,osteriaelocalepresodassalto, inunpigia-pigiainstancabile.Maproprioquestinevitabilecontattoumanolamicciadinuove amicizie, quando un ingenuo posso rubarti la sedia?, o il pi probabile pestone sul calcagno, portanoadunachiacchieratache,spesso,tiraasera,oppuremeglioaffidarsiachidegliincontri nehafattounveroepropriobusinesssfruttandoledifficoltdeigiovanidisapersirelazionarecon glialtri?S,perchloSpeedDatelultimatrovataamericanaintemadisocializzazione,sbarcata inItaliadueannifadirettamentedaLosAngelessembraproprioquesto.Bastano20(ilcosto discrizione a una serata) ed il gioco fatto: una stretta cerchia di persone numerate, il locale modaiolodelmomento,unamanciatadiminutiatestaperconosceretuttiipartecipantiallaserata, untaccuinoperprenderequalcheappunto(giustificatodalsovraccaricodinotizie)etvoilentro quarantottoore(selosivuoleesesicreatadellalchimiaconqualcuno),sipotrannoricevere irecapitimailperorganizzareunosfavillantette--tte!Beh,chedireamiciziedahappyhour. Incontriflash,avoltesenzaalcunseguito,cheperfannobeneallumore!

molto netWorK e Poco social


hi trova un amico trova un tesoro. Macch. Il popolo di internet e dei socialnetworksifabeffedellasaggezzapopolare.Robadapreistorici,e comepotrebbeesserediversamenteperchipuvantaresulsuoprofilo difacebookunaschieradi300amici?Magariseliincontriperstradanesaluti il20%,machedifferenzafa?Sonotuttil,inunagrandevetrinaincuiesternare pensieri,annunciarefattipropriefarecomunellatrailserioeilfaceto.possibile giocare,scambiarsifoto,video,informazionietrascorrereoreachiacchierare,o meglio,achattare. Eppureisocialnetworkmeritanounmipiaceperilloropotenziale.Consentono di riallacciare i rapporti con gente che avevi perso di vista, anche per un semplice:comestai?,garantisconounacomunicazioneveloceepossonogenerare discussioniinteressantiveicolandocultura.Questo,per,accaderaramente. Cchidliberosfogoallesuepassioni,maanchechimetteinpiazzalapropria intimit regalando frammenti di soap opere gradite solamente ai pettegoli di professione.Milionidiparolecircolanoognigiornoinunvorticediqualunquismo evanitfineasstessoincuichiunquetrovailcoraggiodidirelapropriaopinione, genialeoinenarrabilechesia. Nelfrattemposecisistaccaperunattimodalmonitorperscostarelatendadalla finestrasipossonoscorgereparchiunpopivuoti,oratoriunpomenovissuti erelazioniunpomenovere.inqueimomentichecisisentevecchia26anni. Quandoiflashbackdelpassatoriemergono,accompagnatidallefragoroserisate in compagnia che in chat diventano un freddo ahahahah. Sono i ricordi dei pomeriggi passati dietro a un pallone, delle serate in piazzetta sotto la pioggia conledicolacomeunicoriparoedeiportaaportaadolescenzialideglianni90, quandopervederelapibelladellaclassebisognavascontrarsiconilsopracciglio severodisuopadre. Emozionivere.Altrochefacebook,twitterecompagniabella.Perfortunainostri nonninoncicapisconounacca,altrimentiricomincerebberoadecantare,ancora una volta, il valore delle loro missive, cariche di un irrefrenabile desiderio di spezzareilgiogodeichilometriinunvivoabbracciodicartaeinchiostro.Internet cancella le distanze, ma congela le nostre anime in unimmensa e desolante solitudine.
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SIAMO VIVI
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Socializzazione

O SIAMO IN VITA?

re 22. Lui in pantofole e canotta, seduto sul divano con una birra nella destra e il telecomando nella sinistra. La pancia avanza, ma ormai che importanza ha? Lei sbriga le ultime faccende in cucina, a minuti andr in camera per togliere quegli orripilanti bigodini e indossare un pigiamone felpato. Non lo aspetter sveglia, tanto che importanza ha? Sembrerebbe una scena tratta dai Simpson, ma un grigio spaccato di modernit. Nellera della comunicazione morta la comunicazione: in famiglia, nel condominio e in quartiere. Internet, pay per view e dolby surround hanno ridotto al minimo le serate con gli amici, lingresso al cinema o a teatro e il ritrovo sulle panchine della piazza. Il malinconico binomio casa-lavoro lavoro-casa, scongiurato da ogni giovane, sta allargandosi a macchia dolio incurante dellet e dello stato civile degli under 30, che stanno perdendo quello smalto che li ha storicamente contraddistinti. Invecchiano precocemente e

perdono anzitempo la voglia di vivere nuove esperienze. Decantano leuforia delle ramblas spagnole o delle nuttate del sud, senza comprendere che non esiste un luogo pi o meno propenso alla socializzazione, ma persone pi o meno aperte allallegria, al sorriso e alla condivisione. Eppure un tempo non eravamo cos. Fu allora che coltivammo le amicizie che ci hanno accompagnato per tutta la vita. Eravamo a scuola, negli oratori e sui prati dei parchi pubblici, dove et, sesso, portafoglio e colore della pelle non contavano nulla. Bastava essere bambini e avere voglia di giocare insieme. Le mura di casa erano troppo strette per la nostra voglia di vivere. Oggi viviamo di rendita sulle imprese sociali compiute a quei tempi e ci limitiamo a riscoprire il brio della vita durante le vacanze estive o in qualche sporadico fine settimana. Il resto dellanno un lungo letargo turbato da qualche sabato sera frizzantino. Il motivo di questa calma piatta? Impegni, doveri, stanchezza, svogliatezza e lincapacit di conciliare i propri ritmi con quelli degli altri. Qualcuno sfodera una buona dose di senso critico e

ammette che la nostra societ si sta incanalando sempre pi sui binari dellindividualismo e dello spreco di tempo. Il tempo, quel puntuale nemico di ogni stagione della vita. Il segreto per sconfiggerlo vivere pienamente, prima che lalbum dei ricordi si riempia di immagini senza colori. Tra le foto pi belle non c spazio per divani e pigiami felpati.

. don marco mori direttore dellufficio oratori

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oratori e socializzazione. Un binomio ancora vincente? Direi che gli oratori riescono ad essere luoghi di socializzazione per i giovani in base a ci che riescono a proporre. ovvio che un oratorio privo di iniziative e proposte rischia di restare vuoto. Attualmente il grest continua ad essere la punta di diamante. lofferta per il tempo libero enorme. cosa pu fare la differenza a favore delloratorio? Il valore aggiunto dato dalla possibilit di donare il proprio tempo agli altri. I ragazzi poi apprezzano le cose che durano e le amicizie che nascono in oratorio sono per la vita. Possiamo dire che la nuova sfida delloratorio lintegrazione? in prima linea perch ha un grande potenziale riuscendo ad unire laccoglienza allesigenza. un contesto in cui possibile conoscersi e superare ogni muro. Io sono fiducioso. A Brescia esistono bellissime realt multiculturali, soprattutto in centro storico, dove stanno sbocciando perfino educatori di origini straniere. La formula, dunque, vincente.
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.siamo vivi o siamo in vita? 1. se esclUDiaMo le 8 ore Di soNNo QUoTiDiaNe


ViViaMo MeDiaMeNTe 16 ore al GiorNo. Di QUesTe QUaNTe Ne Trascorri: 3 A casa 7 Lavorando 2 Divertendoti con gli amici 2 Navigando in internet 1 Rilassandoti in solitudine 1 Altro

I
28% 28% 16% 12% Viaggi 8% Sport 8% Locali notturni Scuola Oratorio Lavoro

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8. iN QUale coNTesTo Hai FaTTo Pi aMicizie?

2. QUal il coNTesTo iDeale Per sTaccare la sPiNa?


60 % 18 % 12% Natura Dove coltivo le mie passioni Vacanza

10 % Casa mia

9. DoVe soNo NaTe le aMicizie Pi Vere e DUraTUre?


40% 33% 20% Sport 7% Lavoro Scuola Oratorio

3. e Per coNoscere NUoVa GeNTe?


30 % 25% 15% 15% Frequentare posti nuovi Il mare Lo sport Il lavoro

10. la DiFFereNza DeT iNFlUisce NeGaTiVaMeNTe


sUlla NasciTa Di UNaMicizia? 50% 30% 10% Molto 10% Per niente Poco Abbastanza

10% Luniversit 5% I concerti

4. iN cHe MoDo si coNcreTizza MaGGiorMeNTe Nella


TUa ViTa il TerMiNe socializzare? 28,5% 24% 15% Nelleuforia del weekend Nello sport Nellhappy hour post-lavoro

11. e la classe sociale?


43% 27% 22% 8% Molto Poco Abbastanza Per niente

18,5% In piazzetta o ai giardini coi gnari 14% Sui social network

5. QUaNDo esci coN la TUa coMPaGNia Ti caPiTa Mai Di coNoscere NUoVa GeNTe e Trascorrere la seraTa coN loro? 40% 37% 23% 0% Spesso A volte Raramente Mai

12. QUaNTo si ViVoNo i raPPorTi a Brescia Da 1 a 10?


6

13. QUale ciTT, reGioNe o NazioNe Ti Ha


iMPressioNaTo Per Gli sTili e i riTMi Di socializzazioNe? 55% 25% 10% Altro Spagna Italia meridionale

6. coN QUaNTe PersoNe scoNosciUTe Hai scaMBiaTo DUe


cHiaccHiere Nelle UlTiMe 24 ore (raPPorTi laVoraTiVi esclUsi)? 74% 17% 9% Una Due Zero

10% Riviera romagnola

14. PercH, coN il Passare DeGli aNNi, si riDUcoNo seNsiBil30% 30% 22% Crescono gli impegni e i doveri Lo stile di vita di oggi pi individualista Siamo stanchi ma anche svogliati

7. Ti caPiTa Mai Di aNDare iN UN PosTo Preciso solo


Per VeDere se c UN VolTo aMico? 37% 27% 18% 18% Spesso Raramente Mai A volte

MeNTe i MoMeNTi Di socializzazioNe coN aMici eD esTraNei e si FiNisce Per cHiUDersi Tra le ProPrie MUra DoMesTicHe?

9% Abbiamo ritmi diversi 9% Sprechiamo tempo in cose inutili

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(fino al 24 per i negozi con apertura domenicale; dal 15 per i possessori di carta fedelt)

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iazza Arnaldo non ha i tratti somatici tipici della piazza, ma riesce ad essere, a dispetto delle sue sorelle cittadine, la pi piazza di tutte. Camminare al suo interno impossibile e nel corso del tempo diventata una sorta di rotonda rettangolare con un cuore verde attorno al quale ruotano automobili 24 ore su 24. Ai pedoni restano le briciole, ovvero i marciapiedi sul lato settentrionale e un portico disastrato sul lato meridionale. Questangolo di Brescia, per, riesce ad essere un luogo dincontro come nessunaltra piazza soprattutto nel fine

settimana, quando i giovani lo eleggono luogo di ritrovo per eccellenza. Dopo il tramonto e fino a notte inoltrata sotto lo sguardo di Arnaldo sfilano gli under 30 di casa nostra. Intasano i locali della zona, generando un cocktail di spensieratezza e voglia di divertirsi appesantito da quella spruzzata di arroganza che fa sfociare il classico luogo di ritrovo in vetrina snob dove esibire s stessi o la propria auto fiammante (magari noleggiata due ore prima) rigorosamente parcheggiata in doppia fila. Da ottobre a maggio i ragazzi fanno la spola da qui a Borgo Wuhrer, la piazza artificiale della citt. Poi, con larrivo dellestate, questo vortice si attenua e inizia a spostarsi verso il centro sportivo Rigamonti o fuori citt, in riva ai laghi,

dove si respirano i profumi e i ritmi della stagione pi amata. Piazza Arnaldo by day, invece, tutto un frenetico via vai di persone, ognuna assorta negli affari suoi, scanditi dalla dittatura dellorologio, che inizia a rallentare solo allora del pirlo, quando finalmente ci si pu sedere e dare ossigeno al cervello. Sono finiti i tempi in cui i ragazzi sfrecciavano in lungo e in largo in sella alle loro biciclette monopolizzando anche la salita del castello in piena libert. Ricordi che fanno brillare gli occhi al mio amico Roberto. Per fortuna la porta delloratorio sempre aperta e quel bambino che attraversa la strada sapr cosa farsene del pallone che ha sotto braccio.
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tRaDE E QUaRtIERI

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CI RACCONTANO Piazza arNalDo DaViDe caVallari (PasTicceria zilioli)

. c qualcosa che non va


Piazza Arnaldo senza dubbio uno dei fiori allocchiello della nostra citt, ma osservandola con occhi da visitatore anzich con il distratto sguardo abitudinario di chi vive a Brescia si possono scoprire spiacevoli sorprese. Insomma: c qualcosa che non va. attenzione: caduta persone
alcune immagini che documentano il degrado di diverse zone della piazza.

Davide cavallari.

Per quale motivo piazza Arnaldo uno dei luoghi pi vissuti di Brescia? semplice. Piazza Arnaldo attira gente per due ragioni: turismo e movida. Voi la conoscete bene Io sono qui da 35 anni e ho portato avanti unattivit che nacque nel lontano 1920. In questi anni Piazza Arnaldo cambiata, come tutta Brescia, ma il nostro resta un locale storico con una clientela stabile proveniente sia dalla citt sia dalla provincia. Cosa vi contraddistingue oltre alla storicit? Nel nostro biglietto da visita ci sono cortesia, tradizione e specialit bresciane apprezzate anche dai turisti. Cosa non va in zona? Da negoziante vorrei pi parcheggi e un maggiore controllo del marciapiede, che sfruttato come se fosse una pista ciclabile anche se non lo . lUciaNo scaGlia (eDicola) Chi vive in piazza Arnaldo? In questa zona risiedono parecchi anzia-

ni, poi ci sono diversi uffici, soprattutto di avvocati. Come siete messi dal punto di vista della sicurezza? La sicurezza garantita. Direi che un posto tranquillo, anche se nei mesi scorsi si verificato qualche disordine serale. Laccoltellamento notturno fu un episodio isolato. E lintegrazione? Siamo solo allinizio. Mi sembra che gli stranieri stiano sempre tra di loro. Qui, alledicola, ogni tanto i genitori comprano qualcosa ai figli, ma niente di pi. erica (GeNerale caF) Qual il momento della settimana in cui il bar pi vissuto? Il venerd sera. Abbiamo una clientela molto variegata, si va dai 17 ai 30 anni, mentre la domenica prevalgono le coppie. Durante il giorno siamo il classico bar con colazioni, aperitivi, pranzi. La sera ci concentriamo sullafter dinner e nel week-end diventiamo un pre-disco con musica. Da quanto tempo siete attivi qui? Da cinque anni e mezzo e siamo con-

sono meno soldi. La gente esce lo stesso, ma consuma meno. In che giorno della settimana la piazza si accende di vita? Il momento pi intenso senza dubbio il fine settimana, venerd o sabato non fa differenza. La piazza invasa dai giovani che fanno tappa un po in tutti i locali. Non pi come una volta, ma diciamo che quando gira la giostra gira per tutti i bar, nessuno escluso. Se tornasse indietro farebbe la stessa scelta? Io sono soddisfatto cos.
Nelle foto, alcuni scorci di Piazza arnaldo. Qui sotto la chiesa di s. afra in s. eufemia. erica del Generale caf.

positate da mani maleducate e abbandonate al loro destino. Una sorta di muschio acquatico le ha gi avvolte. il palazzo decadente Se i portici piangono, il lungo palazzo retrostante che d su vicolo dellOrtaglia non ride. Il muro cade a pezzi e una tinteggiatura non guasterebbe, per non parlare di quelle tapparelle malconce e obsolete.

tenti di questa scelta. La vicinanza della caserma una garanzia, fanno controlli molto spesso e garantiscono sicurezza e ordine pubblico. Lunico fastidio sono i venditori di rose, che spesso diventano davvero fastidiosi per la clientela. Lintegrazione solo allinizio? Beh credo che stia gi dando i suoi frutti. Si vede soprattutto nelle compagnie di amici, dove ci sono sempre pi ragazzi di origini straniere. BaTTisTa Melis (PaNTos Bar) Come vanno gli affari in piazza Arnaldo? Negli ultimi tempi il lavoro calato. Ci

Sotto i portici della piazza la pavimentazione versa in uno stato pietoso. Buche e dislivelli minacciano il quieto incedere dei passanti. Anche il decoro vorrebbe la sua parte, ma prima dei muri neri e scrostati viene la sicurezza. Message in a bottle Non c niente di romantico o di misterioso in quelle bottiglie di birra depositate sul fondo della fontana della piazza, de-

luciano scaglia.
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La Sosteria - Via Garibaldi, 21 Botticino (BS) DALLAPERITIVO AL DOPO CENA Marted chiuso, Aperto dalle 17:30 anche Domenica

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rrivo a Butiz che il sole alto, il clima quello di uno spaghetti western daltri tempi, con la polvere che si alza come tumbleweed, le gente chiusa in casa e piccole fabbriche sbiadite al posto dei saloon. Il paese del marmo, dei calzifici, del vino doc. Lo voglio guardare da vicino, scrutare da dentro, sentirlo descrivere da chi lo vive e dimenticare nozioni alla wikipedia. Stranamente, nessuno mi parler della dura pietra venata, di collant o nettari

alcolici: la fotografia di chi abita questa zona pedemontana oltremodo lontana dagli stereotipi, da tutte le cartoline che possiamo trovare. Si respira aria di solitudine, unapatia che tira il giorno a sera. Tolti rumorosi cantieri posticci qui e l, gironzolare tra le vie strette e vedere pezzi di cielo blu tra le piccole case piacevole. Botticino Sera e Mattina si somigliano, anche se la sensazione che il paesaggio si spopoli man mano ci si allontana dalla citt. I negozi sono pochi, il commercio lento. Improvvisati torno subito appiccicati alle vetrine avvisano che i negozianti sono al bar, tengono docchio le proprie botteghe dallaltro lato del marciapiedi, il caff in mano. Seduta su una panchina, vengo a conoscere una leggenda che spiegherebbe il tenace campanilismo tra due

delle tre frazioni: una calda notte dei primi del 900, il piccolo comune di stanza a Sera venne trasferito a Botticino Mattina, pezzo per pezzo, sotto la luna piena. Mentre immagino ometti baffuti e donne nerborute lavorare nelloscurit, minerpico verso San Gallo tra tornanti senza segnaletica. Passo diversi agriturismi arroccati, incontro un ristoratore sfiduciato e finisco per sbocconcellare un croissant, presa dalla nostalgia dei suoi racconti sullo sfondo di tovaglie a quadri e formaggiere plastificate. Mi rimetto in moto con lansia del calar del sole su strade a strapiombo, penso ai ragazzi che vivono qui in unet in cui non ci si sazia di bei tramonti e frasche fresche. Saluto Botticino e la sua gente, li lascio ai propri laconici pensieri, ad una dolce china che sa di blues.
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Per un aperitivo in compagnia vieni a Botticino alla Sosteria!

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CI RACCONTANO BoTTiciNo

DoN raFFaele, Parroco Di BoTTiciNo

(ParroccHia s. Maria assUNTa)

Botticino vissuto dai giovani, anche a livello parrocchiale? Da un anno e mezzo, le parrocchie di Botticino Mattina, Botticino Sera e San Gallo si sono costituite in unit pastorale, unendo le proprie diversit per arricchirsi a vicenda. La vita di comunit, soprattutto giovanile, si respira parecchio a San Gallo, molto meno a B. Sera, forse per la conformazione stessa del paese. Molti dicono che il paese si sta riducendo ad un dormitorio Questo vero, ed ancora una volta B. Sera ad essere maggiormente coinvolto in questa realt: la mentalit degli abitanti chiusa, cos anche i nuovi arrivati faticano ad inserirsi, non si fanno passi avanti. Allora Botticino che paese ? una realt bella, positiva, ma che ha perso un po la propria autostima. Cosa serve, oggi, alla comunit di Botticino? Pi spirito di coesione e occasioni dincontro, maggiore qualit nelle proposte, anche nel volontariato, presente sul territorio. Ormai, i nostri oratori, per essere frequentati, devono offrire quel di pi, avere una marcia aggiunta.

alcuni scorci di Botticino.

DaNila & roBerTa zaPPa (eDicola Bar TaBaccHi) VIA T. Speri, Botticino Sera Dove si socializza, in paese? Il paese piccolo ma dispersivo, sarebbe bello se ci fosse davvero un luogo di aggregazione!. Pro e contro di Botticino Sera? un paese dormitorio, privo di vitalit, senza cinema o bar aperti la sera che permettano ai giovani di non girovagare in strada fino alle 3 di notte, nei weekend. Dicono che si respiri aria buona,

che sia una zona tranquilla per noi tediosa. Le tre frazioni di Botticino comunicano tra loro o sono divise? I patriottismi di paese resistono, ma sono cose che si tramandano per dar fiato alla bocca. Certo, noi preferiamo B. Sera, perch ci viviamo, ma al giorno doggi, con la globalizzazione e quantaltro, ci sembra davvero infantile costruire barriere tra vicini. aNNa BarBaTaNo (corNici DUe eMMe) Via D. Alighieri, Botticino Sera soddisfatta dai servizi offerti dal comune? Abbastanza la pulizia latita davvero: solo in occasione della visita del Papa si sono dati realmente da fare. Il suo cliente tipo? Misto, direi. Per me vale il passaparola, tiro avanti perch la gente mi conosce. Tornerebbe a vivere e lavorare qui? Tranquillit, aria buona: non si vive male a B. Sera. Ma le attivit soffrono, non c passaggio.

rossaNa Da MoNTi (Bar ceNTrale) Via Marconi, Botticino Mattina Un aggettivo per descrivere il suo paese. Quieto, si sta bene. la concorrenza con i grandi negozi che ci fa soffrire. e gli abitanti? Prima eravamo pi socievoli, ora con i nuovi arrivati si parla a stento, diventato un paese dormitorio. Cosa si fa, a B. Mattina, nel tempo libero? Io frequento le signore della mia et, ci conosciamo tutte. Solo loratorio resta un luogo dove incontrarsi, anche per i giovani. KaTia (ParrUccHiera) Via S. Nicola, Botticino Mattina I punti di forza di Botticino? Sinceramente? Non ne vedo. Le cave sono la nostra unica risorsa. Dispiace dirlo, ma un paese morto che non attira pi la gente. E la qualit della vita? Se si viene dalla citt, sembra di stare in vacanza, per la tranquillit. Ma per chi ci vive pu essere deleterio. Cosa manca a Botticino? Un supermercato per le signore e attivit per i giovani. Marzia PiarDi Bar aUrora San Gallo Da quanto lavora a San Gallo?

Ormai da un anno e mezzo. Come paese niente da dire, ma per unattivit, qui, c da penare. Allora non rifarebbe la stessa scelta? Lavorativamente parlando, no. La gente un po strana: se non sei di S. Gallo, resti un estraneo a vita, non comprano da te. E la crisi vi ha colpiti? S molto, lo vede da lei: lora di punta e qui ancora vuoto. Poi, se vengono, stanno attenti al centesimo.

. voce ai Passanti
simona, 35 anni Che differenza c tra B. Sera, B. Mattina e S. Gallo? La zona industriale concentrata nelle prime due frazioni, S. Gallo resta a s, in tutti i sensi: la gente pi chiusa, i servizi sono pochissimi, anche se ci sono tutti gli alloggi del comune. Quattro o cinque pullman al giorno portano da S. Gallo a B. Sera per le spese quotidiane, altrimenti gli anziani non saprebbero davvero come fare. Patrizia, 52 anni Questo un paese privo di vita, che nel week-end si spopola ancora di pi: nei fine settimana si crea il deserto, non c nulla che invogli a restare. Rispetto ad altre realt, penso ad esempio a Rezzato, siamo davvero indietro. Gianni, 19 anni Noi ragazzi restiamo qui di rado nel fine settimana, non c niente da fare finisce che gironzoliamo per i giardinetti fino alle 3 di notte. Cos prendo la macchina con gli amici e vado in citt o al lago a far baldoria: noi la crisi non la sentiamo proprio, perch la paghetta irrinunciabile, il divertimento innanzitutto. Vittorio, 60 anni Nato e vissuto a B. Sera, non mi sposterei mai. Mi preoccupano solo le nostre strade sgangherate, un problema che non si risolve.
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Danila e roberta zappa.

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WWW.AATO.BRESCIA.IT di acqua potabile di chiara valenza sociale (ricordiamo le case dellAcqua di Milano e i vari progetti analoghi in altre citt italiane), tale da suscitare linteresse di media italiani e stranieri. Basti ricordare un reportage della tv tedesca ZDF e un servizio sul TG1 serale, oltre al prevedibile interessamento degli operatori del settore, con la conseguente creazione di condizioni di mercato favorevoli al manifestarsi per quanto concerne la realizzazione e la manutenzione dei kit tecnologici necessari al funzionamento dei punti acqua (apparecchiature per la refrigerazione, la gassatura, la disinfezione che devono essere alloggiate in uno spazio ristretto e in varie condizioni di temperatura) di proposte concorrenziali e migliorative. Lobiettivo gestionale dellAATO di Brescia sar quello di ottenere una riduzione dei costi operativi. Dopo due estati di osservazione, con il raggiungimento della maggior parte delle installazioni previste, importante chiarire alcune norme comportamentali da osservare durante il prelievo dellacqua, ricordando che lutilizzo del Punto Acqua soggetto al rispetto del regolamento (per linosservanza del quale sono previste sanzioni amministrative). Il regolamento affisso presso il fabbricato, ed stato realizzato per favorire un uso razionale del servizio, onde evitare problemi di carattere igienico sanitario e di ordine pubblico. anche consultabile on-line, scaricandolo dal sito dellAATO al seguente indirizzo: www.aato.brescia.it. previsto un limite giornaliero di consumo pro-capite, al fine di favo-

rire la fruizione del servizio per un maggior numero di persone possibile senza incorrere in tempi di attesa eccessivi, cos come il divieto allutilizzo di taniche o contenitori diversi da bottiglie, che devono essere preferibilmente in vetro e di capienza massima di 1,5 litri. Sono inoltre disciplinate le modalit di utilizzo, sottolineando che lerogatore funziona mediante una fotocellula, non a pressione. Infine, come pi volte ribadito, si ricorda che laccesso al Punto Acqua libero e non pu essere limitato ai soli residenti del comune in cui installato il medesimo. Tale principio uno dei cardini su cui si concretizzata liniziativa, ed stato sottoscritto dai sindaci aderenti in quanto presente nella convenzione istitutiva.

IN EVIDENZA

lesTaTe FrizzaNTe
Del PUNTo DacQUa
GraNDe sUccesso DelliNiziaTiVa Nei coMUNi BresciaNi.

ato da un progetto pilota su iniziativa della Provincia di Brescia nel 2008, il Punto Acqua diventato nel giro di pochi mesi una novit importante del tessuto urbano di molti comuni bresciani, sia dal punto di vista architettonico che sociale. Il Punto Acqua, riconducibile ad un unico progetto che richiama un vecchio abbeveratoio in pietra, altro non che una fontana pubblica che distribuisce acqua potabile, la stessa del pubblico acquedotto, con la peculiarit di offrire una scelta tra acqua naturale, acqua naturale refrigerata e acqua frizzante. Laccesso alla fontana, durante lorario di apertura, libero, gratuito ed disciplinato da un apposito regolamento, di cui si parler tra poco.

Alliniziativa hanno aderito 99 comuni, i quali hanno compartecipato, per una quota minoritaria, ai costi per la realizzazione dei manufatti e delle opere accessorie; la maggior parte delle spese sono state sostenute da un finanziamento provinciale (pari a circa 1.500.000,00 euro), mentre, per quanto riguarda i costi di gestione, lAATO ne ha garantito la copertura allinterno della tariffa. Delle 107 fontane da realizzare (nel solo comune di Brescia ce ne sono 6), al 31 agosto 2010 ne sono attive 86, distribuite in tutto il territorio provinciale. probabile che la Provincia di Brescia metta a disposizione un ulteriore finanziamento per alcuni comuni che hanno manifestato, in un secondo tempo, la volont di aderire alliniziativa. Per quantificare il successo dei Punti Acqua, bastano alcuni dati (si veda la tabella): da aprile ad agosto 2010, sono stati distribuiti circa 10.900.000 litri di acqua, di cui 5.400.000 di acqua frizzante, 3.060.000 refrigerata e 2.350.000 naturale, per un risparmio giornaliero di 47.500 bottiglie di plastica da 1,5 litri. quindi molto positiva la ricaduta in termini ecologici rispetto al problema dello smaltimento dei rifiuti di plastica, tema molto delicato sul quale lattenzione dei cittadini, fortunatamente, sempre maggiore. Lentit delliniziativa, in termini di numero di fontane e della vasta distribuzione territoriale delle stesse, ha proiettato la provincia di Brescia come la maggiore realt a livello nazionale dotata di punti di approvvigionamento

PUNTo acQUa

Dati relativi ai consumi rilevati in 86 comuni bresciani


Normale (m3) aPrile/aGosTo 2010 Totale Bottiglie da 1,5 l risparmiate Bottiglie da 1,5 l / giorno risparmiate Fredda (m3) Frizzante (m3) ToTale (m3) eroGaTo

2.346,20

3.060,83

5.407,76

10.888,80

1.564.133,33 10.223,09

2.040.551,39 13.336,94

3.605.174,07 23.563,23

7.259.200,00 47.445,75

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Un classico paesaggio franciacortino.

FRANCIACORTA
TRADIZIONE E CONSERVAZIONE
di FioreNzo BaNDirali

Una terra che, accanto alla fama internazionale, conserva la realt paesana della provincia lombarda dove la vita scorre tranquilla nel segno della continuit e della tradizione.
poco pi) che stanno appena sotto al lago dIseo. Il Viaggio in Provincia riprende da qui, dalla terra ubertosa che a partire dagli anni Sessanta gli imprenditori locali trasformarono nellEldorado dello spumante italiano grazie alla monocoltura intensiva della vite. Una terra che per dietro al prestigio enologico internazionale mostra la realt paesana della provincia lombarda che non offre

ranciacorta, una parola che oggi funziona come un marchio, sinonimo di paesaggio collinare e vigneti. Una vocazione enologica schiacciante che ha finito, forse, per offuscare tutto il resto: la vita reale di quella dozzina di paesi (o

grandi intrattenimenti e dove la vita (laboriosa) scorre via tranquilla nel segno della continuit e della tradizione. questo insomma il quadro offerto dagli abitanti stessi. Adro? un paese tranquillissimo. Qui la mentalit della gente un po chiusa e ognuno di noi sa tutto di tutti, per si vive bene racconta Milena Pagnoni, mentre per Gabriella Pezzotti Adro un paese chiuso, conservatore, dove le novit non sono ben accette; questo perlomeno visto come il principale difetto. Commenti che evocano alcune controverse prese di posizione del sindaco Lancini, dal

caso della mensa scolastica (chi non paga, non mangia, un sillogismo che scandalizza nella sua ovviet) fino alla recente zampata leghista sul nuovo polo scolastico del paese, realizzato con il contributo economico della cittadinanza. Particolari non di poco conto che testimoniano di un autentico senso di appartenenza alla comunit, di una polis dal sapore antico, dove ciascuno partecipa allazione comunitaria. A Rovato, emerge un profilo decadente (e nostalgico) di cittadina in declino, un sentimento legato a doppio filo con la presenza degli stranieri in paese che

avvertita come un elemento allarmante. Cosa preoccupa a Rovato? In primo luogo la presenza massiccia di stranieri a zonzo: di sera io ho timore ad uscire sola. Poi, il fatto che siamo in declino, da due anni a questa parte. Rovato un paese che muore, e dire che eravamo il fiore allocchiello della Franciacorta, dice Laura, 35 anni, rovatese. A breve distanza, Erbusco, piccola realt dove molte attivit sono state inglobate dal centro commerciale Le Porte Franche che, come racconta chi ci lavora un ritrovo per il tempo libero, un polo di attrazione, indipendentemente

dalle vendite dei negozi. E il turismo? Inutile negare che un territorio cos (con i suoi casali, le abbazie, i borghi medioevali nel contesto collinare dei vigneti) avrebbe tutte le carte in regola per uno sviluppo in grande stile, ma il turismo franciacortino oggi di nicchia, legato a singole manifestazioni enogastronomiche o, come racconta Antonella Mandelli di Cortefranca, un riflesso del turismo di altre localit che beneficia solo della vicinanza del lago dIseo. Peccato perch, anche se il Sebino non esistesse, la Franciacorta una vista la meriterebbe ugualmente.
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CON RYANAIR VERONA AL CENTRO DELLEUROPA

CI HANNO DETTO...
a cura di alessaNDra cascio e alessaNDra ToNizzo

il centro di rovato con Piazza cavour.

roVaTo

PRENOTA SUBITO IL TUO VOLO

DeBora (FaMilY aBBiGliaMeNTo) Via I Maggio Come va il commercio a Rovato? Lavoro qui da pochi mesi, non faccio bilanci ma mi sembra che proceda bene. Come descriverebbe il paese con un aggettivo? Rovato una realt viva. Verrebbe ad abitare qui? A dire il vero no, amo dove mi trovo ora.

alessaNDra raiNeri (al BUTeG aliMeNTari) Via G. Calca Avvertite la crisi? Fortunatamente gestiamo un supermercato, quindi labbiamo colta di striscio: si deve pur sempre mangiare!. I vostri clienti sono fidelizzati o gente che viene da fuori? Serviamo una clientela variegata, in tutti i sensi, dallo straniero, al paesano, a chi di passaggio. Come descriverebbe il paese, a chi non lo conosce? Spiegherei che Rovato era considerato la capitale della Franciacorta, mentre i suoi primati, oggi, sono ben altri: siamo un paese allo sbando.

Maira GNali (cHic aND sHoes) Via I Maggio Che clientela serve? Solo donne dai 30 anni in su. Verrebbe ad abitare a Rovato? Ma s, un pensierino lo farei. Sta lavorando bene? Le rispondo benino. Meglio che male, no?. GraziaNo BiaNcHi (eDicola) Via Franciacorta Come si lavora in paese? Dal mio canto dico bene. Serve gente di passaggio? Anche, ma il cliente tipo del paese. E com Rovato? Paesino tranquillo, ci sono tanti anziani.
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alcune suggestive immagini di rovato: Via castello, il comune visto da Via Palazzo ed il castello Quistini.

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. voce ai Passanti
Giacomo, 30 anni Se si sente la crisi? Non in maniera drastica, per un po s. A dire il vero, qui lavoro e basta: mi chiedesse dov la piazza principale, non saprei davvero risponderle!. Piero, 70 anni A Rovato si vive come in tutti gli altri paesi doggi, pieni di forestieri che fanno un po ci che gli pare. Integrazione? Macch. Poi, a livello di commercio, frequentano solo i loro spacci, non entrano nemmeno nei nostri negozi. laura, 35 anni Cosa mi preoccupa di Rovato? In primo luogo la presenza massiccia di stranieri a zonzo: di sera io ho timore ad uscire sola. Poi, il fatto che siamo in declino, da due anni a questa parte. Rovato un paese che muore, e dire che eravamo il fiore allocchiello della Franciacorta. Gianna, 40 anni Qui lamministrazione si occupa tanto della cultura, ma il resto va a rotoli... La cultura non si mangia mica, e qui avremmo davvero bisogno di un incentivo reale che dia la giusta spinta a un territorio che un tempo era fiorente.

erBUsco

GiaNcarlo BraccHi (MarKeT aliMeNTari) Via Provinciale Che paese Erbusco? Un paese dove si vive bene, un territorio valorizzato. Come va il commercio? A giorni alterni: la crisi si sente anche qui. Cosa manca in paese? Sicuramente pi strutture sportive, come piscine e sporting club.

elisa Borella (Bar eNTro PorTe FraNcHe) Via Rovato Avete avvertito la crisi? Qui la gente continua a venire, ma certo c stato un calo notevole. Che gente frequenta il bar? La clientela per lo pi adulta, il target culturale medio basso: quello che, a mio avviso, popola i centri commerciali. iNNoceNzo PraNDelli (sTUDio FoToGraFico) Via Matteotti Come si vive ad Erbusco? Bene, in tranquillit, non ci manca davvero niente.
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una zona sufficientemente valorizzata? Per quanto riguarda in nostro vino direi di s: oramai ci conoscono in tutta Europa!. Il paese attira gente? Ultimamente Erbusco si ingrandito parecchio, diverse famiglie sono venute da fuori, attirate dal paesaggio.

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. voce ai Passanti
sara, 25 anni In paese non manca nulla, solo c poco movimento per i giovani. Alcuni si rintanano al centro commerciale, ma io non ci vado, non mi piace proprio. Gino, 70 anni Erbsch un paese semplice, legato alle proprie tradizioni: ci basta poco per farci contenti!. carla, 40 anni Il paesaggio qui impagabile... la Franciacorta davvero splendida.

Dallalto, la Pieve di s. Maria Maggiore, il Palazzo Municipale ed il centro commerciale le Porte Franche.

corTe FraNca

alBerTo UBerTi (Macelleria UBerTi) Via Uberti Come si vive a Corte Franca? Si vive bene ed anche lattivit funziona. Commercialmente abbiamo notevoli vantaggi dalla presenza di una strada molto trafficata e di grande passaggio, anche se la notte qualche problemino ce lo crea. Come stanno andando le vendite? Non abbiamo risentito della crisi anche se abbiamo notato che la gente fa pi attenzione a ci che acquista. I prodotti pi richiesti sono quelli gi preparati
Una veduta di colombaro di corte Franca.
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e pi facili da cucinare. Mi dica un pregio di questa zona. Corte Franca e la Franciacorta in generale hanno un paesaggio molto suggestivo con luoghi poco conosciuti, ma molto interessanti. E un difetto? La coltivazione della vite ha indotto luso esasperato di antiparassitari e insetticidi che alla lunga potrebbero danneggiare lambiente. aNToNella MaNDelli (NoN solo Merceria eDicola) Via Roma
alberto Uberti.

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Buona. La strada provinciale che attraversa il paese ha portato molti vantaggi dal punto di vista commerciale, cos come le nuove costruzioni residenziali che hanno invogliato molta gente a trasferirsi in paese nonostante i prezzi siano molto alti. I turisti frequentano queste zone? I turisti ci sono e sono tantissimi grazie alla vicinanza del lago. Molti per sono solo di passaggio. Questanno si sono visti parecchi tedeschi. Ci sono molti extracomunitari? Non molti, se ne vedono maggiormente nel periodo della vendemmia e della potatura. Spesso arrivano in paese con dei pullman provenienti dalla citt. Maria ToNoNi (GelaTeria iGloo) Parco Comunale Chi frequenta prevalentemente il parco? Ragazzi, anziani e alcuni sportivi che praticano jogging, ma soprattutto famiglie con bambini. un bel punto di ritrovo. Il parco tenuto con cura? Sinceramente avrebbe bisogno di migliorie, anche se questanno sono stati sistemati i giochi per i bambini e stato sostituito il tappeto sottostante. Il chiosco lo d in gestione il comune? Il chiosco stata unidea di mio marito.

Maria Tononi.

antonella Mandelli.

Il comune ci ha aiutato con le operazioni iniziali e di bonifica, poi abbiamo continuato con le nostre gambe. Gli extracomunitari frequentano il parco? Non ce ne sono molti, quelli che lo frequentano sono brave persone, ben integrate con la gente del paese. Come si comportano le persone con la raccolta differenziata qui ai giardini pubblici? La raccolta differenziata ha avuto un impatto molto positivo sulla popolazione anche se non manca chi, forse per pigrizia, nonostante la presenza dei bidoni per differenziare i rifiuti, butta tutto nello stesso contenitore.
Qui sotto, la facciata di Palazzo Torri. a sinistra un cartello storico allingresso di colombaro ed una veduta di Nigoline.

Com la convivenza con una strada cos trafficata?

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FD
rent service

. voce ai Passanti
Martin, 37 anni Sono ventanni che trascorro le mie vacanze estive in riva al lago, ma solo da poco ho scoperto Timoline. Qui la gente molto disponibile. enrico, 52 anni Faccio lautotrasportatore e almeno 3/4 volte la settimana passo da questa strada. La viabilit cambiata e credo che nei momenti di punte siamo prossimi al collasso. Non possibile!. luisa, 26 anni Abito in una frazione di Corte Franca e non mi piace per niente. tutto molto dispersivo. Appena termino gli studi, me ne vado.
il centro di colombaro ed un vigneto a Borgonato.

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MileNa PaGNoNi (saPori Di PaNe) Via Umberto I

Perch quelle vecchie erano ormai inadatte alle esigenze della popolazione e perch ristrutturarle sarebbe stato troppo oneroso. Presto saranno demolite e sostituite da una zona residenziale. Come risponde il paese alle nuove iniziative commerciali? Le attivit commerciali che funzionano e si mantengono in vita sono quelle storiche che si tramandano di generazione in generazione. Quelle nuove, invece, faticano e spesso non funzionano per via delle abitudini della gente. GaBriella PezzoTTi (TaBaccHeria loDa) Via Lazzaretto Come si vive in queste zone? La zona bella e si vive relativamente bene. Di certo non ci sono tutte le comodit che la citt offre, ma per un ragazzo che ama la vita tranquilla, la provincia lideale. Da quanti anni siete presenti qui?

Una veduta di adro dai vigneti.

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Milena Pagnoni.

Mi descrive Adro? un paese tranquillissimo. Qui la mentalit della gente un po chiusa e ognuno di noi sa tutto di tutti, per si vive bene. un paese adatto ai giovani? Fino a poco tempo fa non lo era, ma ora si sta ringiovanendo. In paese ci sono diversi punti di ritrovo e questanno stato ripristinato anche il palio delle contrade. Come mai si deciso di spostare le scuole dal centro del paese?

Da 24 anni continuiamo imperterriti la nostra attivit. Abbiamo una clientela molto variegata proveniente da Adro ma non solo, e questo perch riusciamo sempre ad accontentarla. Un pregio e un difetto di Adro? Lamministrazione comunale sta facendo molti sforzi per coinvolgere i giovani nelle sue iniziative, cos come anche la frazione di Torbiato. Inoltre, sta sistemando alcune zone del paese. Adro per un paese chiuso, conservatore, dove le novit non sono ben accette. Gli extracomunitari sono ben integrati? Ce ne sono meno rispetto a qualche anno fa e le assicuro che erano poco integrati. Oggi, invece, quelli che sono rimasti sono ben integrati perch sono qui da anni e i loro bambini frequentano la scuola e loratorio con i nostri.
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carlo Pezzotti della tabaccheria loda.

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. voce ai Passanti
Pietro, 45 anni Adro un paese molto tranquillo e bello dal punto di vista architettonico. Se non abitassi a Brescia, ci farei un pensierino. calaBria rUGGeri (Bar il caNTUccio) Via Umberto I annalisa, 24 anni Non mi lamento, anche se per divertirmi devo fare qualche chilometro. Sono vicina alla citt e

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al lago. E poi abito in Franciacorta, non so se mi spiego. esterino, 72 anni Mi piace molto passare da questo bel paese durante le mie gite in bicicletta: un paese vivo, con bella gente, cordiale. Credo che anche i residenti siano felici dellorganizzazione del comune.

chiara Belotti del bar il cantuccio.

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Che tipo di turismo c qui ad Adro? Prettamente enogastronomico. molto limitato ed legato quasi esclusivamente alle manifestazioni delle cantine aperte. Le cantine a loro volta programmano in toto levento e qui non girano in molti. Com cambiato il paese nel corso degli anni? Negli ultimi 10 anni si fatto ben poco per migliorarlo. La strada provinciale taglia fuori il paese dal passaggio della gente e lamministrazione comunale non fa molto per migliorare la situazione attuale. Cosa offre Adro ai giovani? Grandi intrattenimenti non ce ne sono. I giovani fino a una certa ora rimangono qui, ma poi escono per cercare il divertimento altrove. Chi frequenta il suo locale? Il mattino, dopo la messa, c un discreto afflusso di signore. I giovani, invece, aumentano allora dellaperitivo e la sera, dopo cena, per seguire le partite in tv o per ascoltare della buona musica. Adro un centro ricco? un paese di operai che lavorano principalmente negli stabilimenti e nelledilizia; tuttavia la gente sta bene economicamente. Credo che il livello sia medio-alto.

alcune immagini di Palazzo Bargnani Dandolo, sede del Municipio. ledificio risale al XVii secolo.
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in alto, Piazza Padre costantino. Nelle altre foto alcuni scorci del centro storico di adro.

. danilo oscar lancini, sindaco di adro


Franciacorta e traffico, un binomio di difficile convivenza: cosa fare perch adro non ne risenta? Il traffico una conseguenza diretta della crescita commerciale e non si pu certo eliminare. Prevediamo infrastrutture, strade ad alta percorribilit per meglio distribuirlo e farlo defluire, ma il patto di stabilit ci condanna, purtroppo, ad obbligati e inesorabili rallentamenti. i giovani lamentano scarse occasioni e luoghi di svago, soprattutto serale, cosa ne pensa? assolutamente ridicolo: si da poco concluso il seguitissimo palio e sono stati numerosissimi, questestate, gli eventi ludici e musicali, organizzati appositamente per i giovani . Questione mensa scolastica: a suo parere se ne parlato in maniera sbagliata? La sinistra ha cavalcato e strumentalizzato la vicenda, complici i media che hanno alzato un gran polverone per nulla. In fondo la questione era puerile: se vado al ristorante, so che dovr pagare il conto. Laddove si offre un servizio pubblico e, a fronte del mancato pagamento, il Comune non ha le possibilit di compensare, esistono, e sono ben segnalati, fruibili e disponibili, i servizi sociali. Nessuno deve sentirsi legittimato a frequentare la mensa senza pagare. Si voluto montare un caso accusando la gente di Adro e di Torbiato di razzismo e di egoismo e non c cosa che corrisponda meno al vero. Di recente, per esempio, abbiamo realizzato il nuovo polo scolastico per i cui arredi ci mancava oltre la met dei fondi necessari e la solidariet dei nostri concittadini ci ha offerto i ben 300.000 euro utili a portare a termine lopera, una struttura aperta a tutti e pensata per tutti. Sarebbero queste le persone egoiste?. il comune da lei presieduto registra problemi di sicurezza? Posso dire con gioia che viviamo unisola felice. Al mio insediamento abbiamo operato vari interventi di controllo sul territorio che hanno permesso di limitare lingenerarsi e il proliferare di situazioni a rischio. Qualche testa calda c sempre, italiana o extracomunitaria che sia, ma registriamo in generale scarsissimi problemi. Sergio Masini
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IL qUOZIENTE FAMILIARE

INDIFFERIBILE

ei giorni scorsi le cronache politiche ci hanno raccontato di un Silvio Berlusconi in pressing sempre pi serrato su Casini, per convincerlo a puntellare la maggioranza che sostiene il suo governo. Secondo quelle stesse cronache, alla fine non se ne far niente, ma uno dei temi alla base della discussione politica era linserimento, finalmente, nel sistema fiscale del cosiddetto quoziente familiare, ossia il meccanismo mediante il quale la base imponibile su cui si applicano le imposte sui redditi viene spalmata tra i componenti del nucleo familiare, premiando cos, con una progressivit di aliquota meno feroce, le famiglie pi numerose e monoreddito. A parte il fatto che piacerebbe tanto a tutti noi credere davvero che, nei giochi politici, le contropartite oggetto di feroce e appassionata negoziazione politica siano questo genere di cose, anzich poltrone e scandali, ci che rende di assai difficile attuazione il quoziente familiare il suo costo, perch genererebbe minori entrate fiscali per svariati miliardi di euro: da un minimo di 3 a un massimo di 9; ma, come lampiezza stessa della forbice testimonia, si tratta di stime ancora molto approssimative. In verit, se si investissero le maggiori entrate attese nel prossimo biennio dalla lotta allevasione fiscale, i soldi vi sarebbero eccome. Peccato che, sistematicamente e dai governi di ogni colore, le previsioni di entrata dalla lotta allevasione vengono utilizzate non per ridurre le imposte ai

cittadini che le pagano (tradendo la promessa pagare tutti per pagare meno), ma per ridurre i deficit di bilancio generati da una spesa pubblica che, numeri alla mano, anche quando viene tagliata in realt solo rallentata nella sua comunque inarrestabile crescita. Quello che, per, rende ancor pi urgente un serio ragionamento sul quoziente familiare, il lavoro che il Ministero dellEconomia sta portando avanti sul c.d. nuovo redditometro. Nel delirio agostano di dichiarazioni in crescendo rossiniano contro levasione fiscale e gli evasori fiscali (lunico reato che sembrerebbe indignare profondamente la nostra classe dirigente, politica e sindacale, per il resto sempre molto incline al garantismo pi esasperato), tutti si sperticano nel lodare il redditometro. Noi lo lodavamo tre anni fa, due anni fa, lanno scorso: ora che abbiamo capito quello che sta venendo preparato, non lo lodiamo pi: lo chiamano nuovo redditometro, ma in realt uno studio di settore per privati. Infatti, leggendo tra le righe le dichiarazioni dellAgenzia delle Entrate (e avendo una certa esperienza per le fregature nascoste), ci si pu rendere conto che il redditometro che si sta mettendo a punto non si limiter, come invece dovrebbe, a prevedere dei coefficienti che consentano di quantificare monetariamente le implicite spese di gestione sostenute da un contribuente nellanno per potersi permettere il mantenimento e luso di beni patrimoniali di cui il Fisco, grazie anche allanagrafe tributaria, accerta la dispo-

nibilit. Il sedicente nuovo redditometro punta a trasformare in capacit contributiva, attraverso coefficienti di estrapolazione statistica (come gli studi di settore), anche ci che il fisco non ha avuto modo di accertare e, quindi, anche ci che, fino a prova contraria da parte del Fisco, potrebbe tranquillamente non esistere (ancora inversione della prova a carico del contribuente!). Un maggiore reddito, dunque, presunto anche sulla base del costo della vita della citt in cui si risiede (pi alto e pi si presume che tu faccia tante piccole spese in pi) e sulla base della composizione del nucleo familiare di appartenenza (pi alto il numero dei familiari a tuo carico e pi si presume che tu possa permetterti spese varie a loro favore). Capito quindi perch nella politica fiscale italiana sarebbe da considerarsi indifferibile lintroduzione del quoziente familiare? Perch altrimenti siamo in un sistema in cui, quando il momento di pagare le tasse sul reddito che si dichiara, i familiari a carico per molti contribuenti sono considerati dal Fisco irrilevanti o quasi ai fini dellabbattimento del carico fiscale; quando invece il momento del Fisco di accertare e presumere redditi, scaricando sul contribuente lonere di provare il contrario, ecco che i familiari a carico diventano addirittura un elemento di capacit contributiva, sulla cui base chiedere eventualmente maggiori imposte al contribuente. E poi c chi dice che ci salveremo solo prolificando
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Bologna 176ma, Roma, con La Sapienza, 190ma. Questa la classifica Qs World University Ranking, capeggiata questanno da Cambridge, che ha strappato il primato ad Harvard. E dovremmo anche fregarci le mani per la performance della Sapienza, perch lanno scorso nelle prime 200 universit nel mondo cera soltanto Bologna. Se la realt fosse davvero questa e non sembra che ci sia motivo di dubitarne, anche perch non c stata ombra di contestazione sulla classifica, pur in mezzo al diluvio di parole che ha investito la scuola italiana in questa calda estate ci sarebbero gi pronte importanti spiegazioni ai molti mali italiani. Se lUniversit funziona male, infatti, questo vuol dire che il Sapere, la Conoscenza, ci vedono collocati in posizione assolutamente marginale, vuol dire che lItalia ha sperperato un patrimonio di intelligenze, che si sono inaridite in un sistema che ha attribuito titoli, ma non ha creato culture e professionalit adeguate ai bisogni, capaci di competere in quel villaggio globale della conoscenza che ormai il mondo contemporaneo. Non era neanche difficile prevederlo. Il processo di decadenza del sistema scolastico italiano da tempo sotto gli occhi di tutti,

le universit sono costrette perfino a rimediare alla misconoscenza della lingua italiana di tanti diplomati, il livello medio degli atenei italiani precipitato con la moltiplicazione delle Universit, al punto che ormai quasi ogni citt ne ha una, o addirittura di pi. La scelta stata quella di garantire a tutti laccesso allo studio, anche con lUniversit sotto casa, ma lerrore stato quello di non comprendere che, assieme al sacrosanto diritto allistruzione, si sarebbe dovuto garantire un livello alto di formazione personale e professionale. Che non possibile inventare dalloggi al domani, anche perch il corpo docente non si crea per decreto, e il farlo nonostante tutto ha soltanto leffetto di moltiplicare la mediocrit.

Cos oggi, la classifica impietosa, ma al di l della classifica sono eloquenti la condizione di disoccupazione dei nuovi laureati (forse sarebbero stati degli ottimi diplomati, magari tecnici, in un paese pi attento), linadeguatezza della Pubblica Amministrazione, lincompetenza della classe politica nel suo complesso, a Roma come in periferia. Nel frattempo, anche nellestate che volge al termine, sul proscenio ci sono stati soltanto gli esercizi retorici e verbosi dei soliti noti, le baruffe politiche da cortile, i pettegolezzi, i dossieraggi, le chiacchiere da comari. Ma nulla di ci che sarebbe servito, di riforme nessuna traccia. E intanto lItalia rimane in mezzo al guado, in attesa di non si sa che cosa.
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la cisl BresciaNa Ha 60 aNNi


Per festeggiare i suoi 60 anni la Cisl bresciana ha scelto Santa Giulia, in Via Piamarta, nel cuore della citt. stata una scelta accorta, perch la Cisl, nel cuore di Brescia, c entrata davvero. Non stata impresa facile, in questo lungo percorso, non sempre lineare, spesso sviluppato in periodi di grandi confusioni, anche culturali, e di crisi di identit, favorite anche dalla presenza di una Cgil molto forte, con precise caratterizzazioni ideologiche, sempre molto conflittuale. Ha stentato a trovare la sua strada la Cisl bresciana, spesso anchessa sindacato di lotta e poco sindacato di governo, con esperienze di Federazioni unitarie con la Cgil e lesperienza degli autoconvocati tra i metalmeccanici. Ma lidea cera, e la Cisl bresciana ha avuto grandi uomini alla sua guida, che hanno saputo governare il vascello anche in mezzo alle grandi burrasche, salvaguardandone lidentit e consentendone la penetrazione tra la gente, in quegli strati della brescianit tradizionalmente pi defilata, incline al fare, nellombra, con operosit. Qualcuno cera ancora in via Piamarta, sguardo sempre vivo e fiero, nonostante gli insulti degli anni. Nei saluti di rito del Vescovo, delle Istituzioni, perfino dei tradizionali antagonisti sono mancati quelli dei compagni di viaggio di tanti anni, della Cgil e della Uil. Non si sa se il protocollo non li prevedesse, se linvito stato rivolto, oppure se stato declinato. In ogni caso, ripercorrere la storia con locchio fisso al presente non un buon metodo per nessuno. Cancellare la storia significa cancellare il proprio passato, con tutti gli errori, i successi e gli insuccessi, ma anche con tutti gli insegnamenti che da essi derivano, con lorgoglio di aver contribuito tutti alla costruzione di unItalia migliore, partendo dalle macerie della guerra. E con la consapevolezza che chi rappresenta il lavoro delluomo, in qualsiasi forma esso si realizzi, ha un compito estremamente alto, che non pu sbiadirsi sulle crisi del momento, ma deve saper guardare lontano, ad una societ che cambia, che evolve ed involve in un ormai rapidissimo mutar di stagioni, ma in cui luomo, la sua umanit, devono sempre restare al centro. to di farla nel 2011, in prossimit della naturale scadenza? E, soprattutto, perch non si dice la verit e si preferisce nascondersi dietro il fumo di una sigaretta? Si data disdetta perch nellinteresse della Fiat, a tutela di decine di migliaia di posti di lavoro, perch si temono azioni legali della Cgil e si deve salvaguardare lazienda, perch si deve dare un segnale forte a questo sindacato del no, perch non si pu rischiare lo sgretolamento di Confindustria. Tutte queste ragioni insieme, ed anche, ciascuna di esse, sarebbero state ottime motivazioni per la disdetta, ma chiaro per tutti che fare chiarezza proprio no, non centra nulla, e lo capiscono tutti, dal governo ai partiti, dai sindacati agli altri associati di Confindustria, ai lavoratori. Ora la Fiat ha rioccupato il ponte di comando, la ricreazione finita, ciascuno va al proprio posto a fare il suo dovere. Sperando che lo facciano anche per gli altri, non solo per i metalmeccanici, perch la crisi morde tutti, nel tessile, nel calzaturiero, nella moda, nella gomma, nella plastica, nella grafica, nei trasporti, nel cinema, perfino nellalimentare, e tutti hanno diritto alle loro deroghe per salvare le loro aziende e i loro dipendenti, siano essi cento o centomila.
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e MarcHioNNe FU!
Qualcuno ha mai pensato seriamente che Confindustria avrebbe lasciato andar via la Fiat? No, suvvia! A parte ogni considerazione su ci che sarebbe davvero bene o male per Confindustria, nessuno pu permettersi di perdere il maggior associato a cuor leggero. A parte i soldi della quota associativa, pur importanti, luscita di Fiat dalla galassia Confindustria avrebbe rappresentato un cataclisma epocale, quasi come limpatto del meteorite che, secondo molti geologi avrebbe distrutto persino i dinosauri. E cos, quando Marchionne decise di calare lasso, mettendo Pomigliano fuori da Federmeccanica e prendendosi due mesi di tempo per valutare, tutti si sono messi a correre, come non mai. Federmeccanica si affrettata a disdettare (con effetto dal 2012!) il contratto del 2008, quello firmato con tutti i sindacati, ma solo per fare chiarezza, non per pressioni della Fiat, come ha detto quel buon uomo di Pierluigi Ceccardi, che di Federmeccanica il presidente. Fare chiarezza? Ma perch questa chiarezza non la si fatta nel 2009, quando la Cgil ha rifiutato la firma del contratto? Perch non si scel-

il sileNzio sU MoNTicHiari
Sullaeroporto di Montichiari sceso il silenzio. Non parliamo dei voli, ormai noto che ci sono quelli che vanno (e non ritornano) e quelli che restano e si sentono, soprattutto la notte. sceso il silenzio sul futuro di Montichiari, non se ne sa pi nulla, i giornali tacciono, i protagonisti pure. E forse non un male, dopo anni e anni di annunci e proclami svaniti nel nulla. Purch se ne parli dove si pu e si deve, e se ne parli seriamente, con occhio attento alle esigenze di Verona ma anche di Brescia, in un quadro di sviluppo di quella sorta di terza regione che il Lombardo/Veneto. Per, attenti, signori di Brescia, perch tra poco scadranno i termini per limpugnazione dellassegnazione al Catullo, dopo di che chi ha dato ha dato e i cocci sono suoi!

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nizio settembre, pausa pranzo, via Cefalonia. Le vacanze sono gi un lontano ricordo, e il tram tram lavorativo la sola realt allorizzonte. Mi sto dirigendo dal mio assicuratore auto, la polizza sta scadendo, quando, appena salito in macchina, una svampitella al volante mi tampona allo stop. Scendo, constato subito che il danno al veicolo trascurabile, ma il mal di testa che sento da subito, quello non lo . Constatazione amichevole e via, direzione Iseo, verso il mio ufficio assicurativo. Lungo il tragitto il mal di testa e i capogiri non mollano, anzi aumentano, e decido di fare una sosta al pronto soccorso iseano. Ora darrivo 13.45, noto subito con piacere che nella zona adiacente lospedale, la sosta gratuita non neanche contemplata. Tutti posteggi a pagamento:

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COLPI DI FRUSTA
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tesa e intanto invita il babbo a correre a mettere nuova moneta al parchimetro: Pap corri, lo sai qua come funziona. Inizio a innervosirmi, ma ho troppo mal di testa per non pensare ad altro che fuggire allaria aperta. Cosa che avviene alle 15.53: parcheggio scaduto! Riepilogando, per fare 2 lastre e una visita ortopedica mi ci sono volute 2 ore e 11 minuti. Cos, con collare semirigido al collo e 30 giorni di prognosi arrivo finalmente allauto tamponata, dove annoto che il signor vigile urbano tal dei tali di Iseo ha constatato la mia violazione che non stata contestata causa: assenza dellobbligato in solido e/o del trasgressore. Che poi io sia stato bloccato in maniera ingiustificata per oltre unora nella sala dattesa del pronto soccorso di certo per il signor vigile un dettaglio, ma casi come il mio ne esistono tanti, e unire il danno alla beffa mi sembra proprio unassurdit: Iseo, Italia.

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moderna snobbato dai media, che ne gettano in pasto ai telespettatori solamente la sfera sovrannaturale. un paesino in cui sei ragazzini hanno dato una potente spallata al comunismo, un luogo teatro di eventi straordinari rimasto miracolosamente illeso dal vortice di violenza della guerra dei Balcani. Medjugorje entra nel cuore di chi lo vive per non lasciarlo mai pi. Si raggiunge la meta con gli amici di sempre o con perfetti sconosciuti. Il viaggio, spesso, inizia con una formale stretta di mano, ma si conclude sempre allo stesso modo: con un profondo e sincero abbraccio. Chi parte ha un obiettivo pi o meno dichiarato: trovare la fede, fortificarla, chiedere una grazia specifica, vivere semplicemente una bella esperienza o raggiungere quel luogo mistico di cui ha sentito parlare e che dista solamente 911 chilometri da casa.

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26 giugno 1981. Io sono la Beata Vergine Maria. Perch hai scelto proprio noi che non abbiamo niente di speciale?. Non scelgo i migliori. Cosa ti aspetti da noi?. Sono venuta per convertire e riconciliare il mondo intero. Dite a tutti di convertirsi finch si ancora in tempo. Automobili, furgoni, pullman, navi e aerei. Ogni mezzo buono per raggiungere Medjugorje, una sperduta localit del comune di Citluk a una trentina di chilometri da Mostar, in Bosnia Erzegovina. Un luogo qualunque che dallestate del 1981 diventato un luogo speciale, noto ai pi per i veggenti, le apparizioni mariane che avvengono ancora oggi e il mistero che si cela attorno ai segreti rivelati dalla Vergine Maria. Medjugorje tutto questo, ma non solo. un punto cardine della storia

PolVere, azzUrro e sassi. Poi UN VioliNo. Turisticamente Medjugorje ha ben poco da offrire. un paesino povero abitato da gente semplice, che ha vissuto per decenni sotto il regime comunista. La vita qui si snocciola tra casa, lavoro e chiesa. I primi fotogrammi catturati dal finestrino ti danno limpressione di essere stato catapultato indietro nel tempo, quando erba e polvere avevano ancora il sopravvento sullasfalto. Le case sono piccole e semplici, costruite mattone su mattone da mani volonterose. Le automobili che circolano, invece, sono modelli che in Italia venivano abbandonati gi nei primi anni 90. Ci che stupisce maggiormente, per, la quantit di cielo a disposizione: immensa. La volta celeste inviolata per la quasi totalit del suo raggio e abbraccia il Podbrodo e il Krizevac, i monti verdi e sassosi che spiccano allorizzonte, oltre i vigneti e i campi di camomilla. Le uniche rimembranze di occidente sono costituite da negozietti di souvenir, bar e ristoranti sorti negli ultimi anni. AnMESI 12oTToBre 2010

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che le strutture ricettive hanno avuto un boom. Sono semplici ma efficienti. Numerosi pellegrini, tuttavia, preferiscono ancora vivere a stretto contatto con questa realt e approfittano dellospitalit della gente del posto, che garantisce vitto e alloggio accontentandosi di qualche euro e parecchi sorrisi. Dopo aver depositato i bagagli si raggiunge immediatamente il cuore di Medjugorje: la parrocchia, composta dallinconfondibile chiesa a forma di M con doppio campanile. C una pace indescrivibile. Chi scatta una foto, chi legge un libro seduto sulle radici di un albero e chi si inginocchia davanti alla statua bianca della Regina della Pace. Siamo solo nella hall di Medjugorje, perch non si arrivati finch non si mette piede nellenorme piazza sul retro della chiesa, che sconfina in uno splendido parco. Ecco il primo vero impatto. Si inizia aggirandosi sul selciato un po sperduti e stupiti da quelloceano di persone che pregano allunisono in decine di lingue diverse, finch a un tratto le campane emettono dei rintocchi insoliti. Improvvisamente tutti si alzano in piedi per poi inginocchiarsi dove capita. Di colpo sulla piazza piomba un profondo silenzio. Si sente solo il vento che accarezza le chiome degli alberi, finch sinnalzano soavi le note di un violino. La pelle doca garantita. Qualcuno sussurra una preghiera, qualcuno piange, mentre il sole scende lentamente allorizzonte. lora dellapparizione. Molti nuovi arrivati non lo sanno, ma non glielo deve spiegare nessuno. la Forza Della PreGHiera Sorprendenti giochi di luce, guarigioni miracolose, fotografie sensazionali e profonde conversioni. Nei 29 anni di apparizioni mariane a Medjugorje ne sono successe di tutti i colori, ma il miracolo evidente agli occhi di tutti quello della preghiera, accesa da unatmosfera ideale che riesce ad essere intima anche in mezzo a diecimila persone e fervente in qualsiasi luogo e momento. La fede, qui, diventa un aspetto pregnante della vita quotidiana e scandisce i ritmi della giornata. La cosa strana che rosari, adorazioni, catechesi e camminate non

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pesano affatto, anzi, sono occasione di riflessione ricercata e di interazione con gli altri anche per i numerosi giovani presenti. Questo potere si respira nella marcia della pace, dove un serpentone umano percorre 18 chilometri sventolando le bandiere dei paesi di tutto il mondo, ma soprattutto nella scalata al Krizevac, il roccioso monte della croce. Per raggiungere la sua cima non ci sono sentieri, solo un ammasso di rocce pi o meno levigate dallincedere costante dei pellegrini. Sembra una sorta di purgatorio, dove file di persone pregano e si arrampicano a fatica qualcuno a piedi nudi facendo sosta solamente alle stazioni della via Crucis in ferro battuto. La forza della fede dipinta sui volti degli anziani tremanti, che usano i tronchi degli alberi come appiglio, e nel sudore dei barellieri che trasportano gli infermi verso la vetta. La gioia della meta, poi, indescrivibile e coincide con un abbraccio collettivo alla grande croce bianca, trasportata a spalle dagli abitanti del posto nel 1933. il coNFessioNale Del MoNDo Questo piccolo paese dellex Jugoslavia un grande confessionale a cielo aperto. Nei dintorni della parrocchia ci sono sacerdoti delle pi svariate nazionalit muniti semplicemente di due sedie e un cartello che ne identifica la lingua. Antonio Socci ha descritto nel migliore dei modi quello che a tutti gli effetti uno spettacolo stupefacente: Migliaia e mi-

gliaia di persone aspettano in fila il loro turno davanti a confessionali improvvisati fatti solo con la sedia del sacerdote. Sono in tanti ad alzarsi, dopo la confessione, con le lacrime agli occhi e il volto raggiante di chi si sente finalmente liberato. proprio in quegli occhi che si scorge il miracolo di Medjugorie. cosa resTa? Lasciare Medjugorie difficile. Quando il pullman ingrana la prima non sentirai la mancanza di un mare cristallino, della movida serale o della buona cucina. Ti mancher semplicemente la pace. Una sensazione di profonda e sconosciuta pace. Quella che ti fa sorridere sempre, anche quando il letto scomodo e la minestra non poi un granch, quella che ti fa riassaporare il piacere di stare in compagnia dopo cena a cantare intorno al tavolo, quella che ti fa dimenticare cosa sono giornali, tv e computer. Meglio un cielo stellato e una chitarra, o lombra di un albero dove riposare. Sono sensazioni vissute in modo diverso, che danno luogo a rapporti umani diversi. Cos ripensi a Ivicka, quel ragazzo che hai incontrato sul Krizevac. Tu e lui, distanti nel tempo e nello spazio, ma vicinissimi allimprovviso di fronte a unestrema quanto banale necessit: Ciao, mi chiamo Ivicka, devo chiederti un grande favore: prega per me e per la mia famiglia. Ecco lunicit di Medjugorje, un mondo al rovescio in cui conta solamente ci che nella nostra societ non conta affatto.

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Nonsipotevascegliereunanavepiintonataperinvitare gliappassionatideiBeatlesadunacrocieradedicataallaloro musica,arteecultura.Dal26ottobreal3novembre2010, ilBeatlesFanClubItaliano,incollaborazioneconOcean Viaggi,allestirabordodiMSCOrchestraunamostra iconograficaconesposizionedigadgetsememorabiliadei Beatlesedeglianni60,provenientidalBeatlesMuseumdi Brescia,chefarannodacorniceaiconcertideiBeaTops,alle proiezionideifilmsdeiBeatles,allesfilateabordodellanave perlelezionediMissSixtiesealtroancora!Quoteapartire da525.Info:BeatlesianidItaliaAssociati,tel.030.303092, beatlesiani@numerica.it.OceanSystem,tel.0365.40091. //news.001

dalla e de GreGori a Brescia


Cerano3.000personeloscorso15settembreinPiazza Loggia,giovanifanseragazzideglianni70,chesisono ritrovatiperassistereaunconcerto-eventodeiduemostri sacridellamusica,LucioDallaeGrancescoDeGregori.Due oreemezzadispettacolo,contantipezzifamosichehanno coinvoltotuttiipresenti,daAnnaeMarco,Nuvolari, LagnellodiDio,PiazzaGrande,Lannocheverr, Futura,CarusoallaLadonnacannone,Rimmeled altriancora,finoaBuonanotteFiorellinochehaconcluso lapplauditissimaserata.

QUI & l
festival acoustic franciacorta 2010
Siconclusaconsuccessola7edizionedelFestivalAcoustic Franciacorta,svoltosidal3al12settembre.Diventatoormai unappuntamentofissopergliappassionatidellamusicadi qualit,questannohaincrementatoilnumerodeiconcerti, accogliendotrenuoviComuni:Iseo,CazzagoSanMartinoe Capriolo,oltreaquellidiProvagliodIseo,Ome,Passirano, Rovato,CorteFranca.AcousticFranciacortasisvoltoal ritmoditreconcertiperseraconchitarraacusticaoclassica edialtristrumentiacordepizzicatecomeloud,larpa celtica,ilmandolino.Nelriccoprogrammaeranopresenti anchecantautoridiprestigio,comeVincenzoZitello,Eugenio Finardi,VittoriodeScalzi,AndreaMir. //news.002

//news.004

Pescatori: il Pittore si fa scrittore


IlgrandeartistafigurativobrescianoCarloPescatoriha dipintoisuoiricordiinunlibrodaltitoloenigmatico: Merlin&Coccai.Natisottoibroccoli,incuinarrale vicendediSantEufemiadellaFonte,laborgatadovenato nel1932,dedicandole,comescrivenellapremessadellibro, ainatialliniziodeglianniTrentacheancorabambini, nonostantelodoreacredellaguerra,vivevanolafelicit dellaconoscenzaecoltivavanonelcuorelecertezzediun futuromigliore.Illibro,editodaMarcoSerraTarantola, statopresentatodallon.SandroFontana,GiulianaAntonelli eLiciaGorlaniinunalibreriaTarantolagremitadigente. //news.005

a cura di rolaNDo

GiaMBelli

Grande concerto di John cale


Sabato11settembre,dataunicaitaliana,perfesteggiarei 200annidelTeatroGrande,JohnCale,unadellefigurepi importantidelmondodellamusica(musicista,compositore eproduttorediscografico,nonchfondatore,insiemeaLou Reed,deiVelvetUnderground,chehaspaziatoinvaristili musicali,rock,pop,punk,musicaclassicaedavanguardia), siesibitosulpalcodiunGrandetuttoesauritoconil concertoWhenPast&FutureCollide:Paris1919live, accompagnatodallOrchestradaCameradiBresciadiretta daFilippoLama.Unviaggiodinovantaminuti,incui ilgrandemusicistahaeseguitoilsuoalbumOperadarte eunsetelettronicodelsuorepertoriopirecente. //news.006

aPPlausi e cori Per le rondinelle


Festa in Piazza della Loggia, lo scorso 10 settembre, per salutareepresentareallacittlasquadraazzurra.Primail BresciastatoricevutonelsaloneVanvitellianodalsindaco AdrianoParoli,chehapremiatolasquadraperlapromozione inSerieAottenutanellascorsastagione.Poi,igiocatorielo staffhannopresopostosulpalcodoveliattendevanoitifosie unpubblicoentusiastaperpassareinsiemelaserata,condotta Ciro Corradini, Simona Tironi e Cristiano Tognoli. Applausi scrosciantiecoriperigiocatori,perlallenatoreBeppeIachini eperGigiMaifredi.Unenormestriscionediringraziamentoal presidenteCorionirecitava:InAmaifattaunasquadracos: possiamopuntareaqualcosainpidellasalvezza. //news.003
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auGuri ad alessandra
Loscorso11settembre,nellaChiesadiSanAntonino,a Mompiano,lanostracaracollegaeamicaAlessandra TonizzohasposatoilsuoAlessandro. Grandeemozione,atmosferafiabesca,quellapropriadelle cosevereesemplici,inunanuvoladistupendifioribianchi. AdAlessandraeAlessandro,bellissimi,innamoratie commossi,unospecialeauguriodifelicitdaparteditutta laRedazionedi12Mesi.

//news.007
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oStUME E SocIEt

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WWW: What Women Want Quello che le donne Pensano e...

voGliono!

di alessaNDra ToNizzo, alice aiMo, elizaBeTH BerToli

isietemaichiesticomesarebbequestomondo,sefosseabitatosolo dalgentilsesso?Percarit,nonvorremmomai,maquestavisione aiutaarenderelideadicomesarebbelaTerradeinostrisogni,una Terrarosashocking.Perprimacosa,fiorineicannoni,epoi

Inforco,perfacilitarmiilcompito,unpaiodiocchialidasoledabancarella,lelentitotal fucsia,emiaffaccioaldavanzaledicasa.Ilmondo,cos,davverorosa,macivuoleun piccolosforzoperandareoltreaquestesfumaturegentilichesmussanoluciespigoli, mirareallasostanza.Mibastasocchiudereunpogliocchi,puntarliinunangolodisole euominiedonnecamminanoscalzi,manonellamano,incurantidiore,scadenzee impegni.Ibambinigiocanotranquilli,ilverdehaerosolasfaltoesirespiraariapura, sonotornategrandifarfallecolorate.Glianzianisiedonosullepanchine,lisiascolta rapiti:sonolemadrieipadriditutti,raccontanostorievecchieeunfuturocheverr. Mentrenoisicamminalentiversoilsole,loro restanoperesserelanostramemoria.un lungoviaggiosenzaorpelliemanmanotuttele cosepesantisilascianoaterra,iciglidellastrada siriempionodioggetti,preoccupazioniepaure. Ognunodepositailsuofardello,peraverelespallelibereedareunpassaggioachi,dasolo,noncelafa.Ognuno conilpropriopasso,costruisceunanuovafamigliaadogni miglio,racconta,imparaeascolta.Cisilavaconlapioggiae cisiasciugasottolestelle,lanaturacioffretuttocidicuiabbiamobisognoenonchiederemmodipi.Miscoproaparlare adaltavoce,ilvicinohaascoltatoilmioutopicoblablablaedorami fissaconocchistralunati.Tolgogliocchialielilasciol,sulpoggiolo. Tornerancoraaguardareilmiofantasticomondorosa.
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C
Unmondopopolatodalsolgentilsesso? Ammettiamolo,sarebbedecisamentetroppo.Unmondoaportatadidonna,eccocosa civorrebbe,dipiccoleaccortezzecheci semplificherebberolavita:ufficipostalicon oraripiflessibili,peresempio,pernonobbligarciatrascorrerelinterapausapranzo incodaincompagniadiunbollettino;parcheggicheciconsentanodifaremanovra senzasudaresettecamicie;estetisteaperte 24orenostopallastreguadeisupermercatiamericani;unaverdezonadirelaxin centro,dovepoterfareriposareipiedie ammirareipropriacquisti;qualchesaldo dimezzastagione;vasettideisottaceticon laperturafacilitata,chenoncicostringano asforzicarpaliallaHulk;camicieautostiranti,truccoindelebileInsomma,non pretendiamomicalaluna,ma quasi.Noidonne sia-

oStUME E SocIEt

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La crisi ti minaccia?

mofattecos,sempreasognareadocchi aperti,pronteadaggiungerequelloche mancaalmondoincuiviviamo:lafantasia, ilricordo,laspensieratezza.Fantasiadi immaginareilpropriofuturo,ricordodi quellefilastroccheraccontatedallanonna, spensieratezzadisdraiarsiinuncampodi papaveriaguardarelenuvolemossedal vento.S,senoidonnepotessimocreare ilnostropersonalemondo,statecertiche nonloprofumeremmodiChaneln.5,ma diquelpiacevolissimoaromadipastafatta incasaeconservacheciricordalanostra infanzia.Ecicammineremmoatestaalta, calzandoballerineecalzeconilrisvoltodi pizzobianco,anzichdecolletdaltacco vertiginoso.

Noi vediamo in ogni cosa unopportunit.

Quantevolteabbiamoimmaginatounmondoinrosa?Daquandoeravamopiccole semprestatounpensierofisso,bambole,vestiti,quaderniearredidovevanoessererigorosamentepink,senzaeccezionealcuna.Orachesiamocresciuteedabbiamoaccantonatoibalocchiil pensierorosaancoratornaatrovarcieciritroviamoadimmaginareilmondochevorremmo.Unmondo anostraimmagineesomiglianza,dacolorareagrandipennellateedovetuttoquellochenoncipiace puessereplasmatoeabbellito.Vorremmounmondotalmenterosachelespressionequote rosanonavrebbepisenso(achidivoinonscappaunsospiroquandosentiamoparlaredi Paesichehannobisognodiquoteazzurre?).Unmondoutopicodoveilneropresentesoloperinostrilittleblackdressesenonnellacronacaquotidiana.Unmondo sicuramentemoltopiverde,menoinquinato,doveleautomobilisonoibride eleenergierinnovabilie,alpostodigrigimarciapiedi,cisianodistesedifiori multicolori.Unluogodoveilrossoquellodeivestitiedeirossetti,nondelle scenediguerrachevediamoognigiorno.Unmondodovenoncontailcolore dellebandieremailcoloredelleidee.Unpostodoveigrigieleombresono illuminatiesostituitidacolorinettievibranti.Unmondocheassomigliaalle nostretroussedeitrucchidoveicolorisiabbinanogliuniaglialtriemescolandosicreanonuoveemeravigliosetonalit,ecosviaarricchendosempredi pilanostrapersonaletavolozzadeidesideri.Abenpensarci,ilmondorosa chevorremmononsolopinkcomeavremmoimmaginato!

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oStUME E SocIEt

domande
1. come credi sarebbe un mondo abitato solamente da donne? 2. cosa pensi delle quote rosa? Per te che cosa rappresentano? 3. credi che, nella nostra societ, la donna abbia davvero raggiunto lindipendenza? 4. Se te ne fosse data la possibilit cosa cambieresti nella nostra societ? 5. come sarebbe il mondo che vorresti?

a cura di alessaNDra cascio

marta. 21 anni, studentessa universitaria


1.Meravigliosoanchesepoisentireilamancanzadi qualchebelluomochemironzaattorno!. 2.Ma,sonoperplessaAvoltecredochesianosoloun contentinoperfarcistaretranquille. 3.S,anchesedobbiamosudareildoppiorispettoagli uominipermantenerla. 4.Ladisparitditrattamentosalariale. 5.Tranquillo,serenoearmonioso.

simona. 25 anni, studentessa universitaria


1.Inimmaginabile!. 2.Sonoladimostrazionepalesecheladonnaconsideratainferiore alluomoaltrocheuguaglianzaeparittraisessi!. 3.Nonancora,masperoaccadapresto. 4.Lanostratelevisionecheormaifasoloprogrammi-spazzatura. 5.Pulito,conmoltoverde,senzaguerreeritmidilavoropiumani.

raffaella. 27 anni, barista


1.Percarit!Nonosoimmaginarmelo. 2.Credochesiaunostrumentoperdarevocealleminoranzeinpolitica.Rappresentanoilraggiungimento dellaparittraisessi. 3.S,anchesepermoltidiversinoncredocheabbia giovatomoltoalladonna. 4.Mipiacerebbechecifossemenodiscriminazione. 5.Colorato,senzaguerreesofferenze.

Beatrice. 30 anni, impiegata


1.Inizialmentepiacevole,maallalungaimmaginosiapessimotroppa competizione. 2.unbuontraguardopernoidonne,anchesesipotrebbepretendere dipi. 3.S. 4.Lafrenesia,ilmalumoreelamaleducazione. 5.Menocompetitivo,pilealeesenzamalattie.

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otto I tRENta

qUEI POSTER
di alice aiMo

IN CAMERA DA LETTO
runo appartiene a quella categoria di giovani uomini che ha appeso poster 70 x 100 sulle pareti della camera da letto. Quando Maria lha conosciuto, four years ago, le pareti ne ospitavano solo uno, il classico Che su sfondo rosso, e la nostra anchessa giovane amica ha ingenuamente considerato lidea di essersi fidanzata con un appassionato attivista politico, impegnato in comizi sullo sfruttamento dei pi deboli e risoluto a risolvere i problemi sociali del mondo. Ben presto letica ha fatto amicizia con la musica: essendo Bruno un batterista pi che dotato, perch non comunicare ai visitatori della sua camera questa sua passione per la musica? Ecco allora che il Che stringe alleanze con vari artisti e gruppi musicali, che spaziano dal rock al metal, dal latino-americano al punk (caso mai al Che non dovesse andare a genio un genere pu sempre rifarsi su un altro). Maria comincia ad avere dei dubbi sullattivismo politico del suo Bruno, anche perch nel frattempo ha notato che il

suo fidanzato di politica non parla quasi mai mentre in compenso passa cinque sere a settimana in sala prove. Bruno un finto militante, un effettivo musicista e un ragazzo innamorato che vuole gridare al mondo (o perlomeno al mondo che ha loccasione di vedere la sua stanza) il suo amore per Maria; e lo dichiara con una piccola bacheca di sughero che appende sullunica parete rimasta vergine dai poster, incastrata tra la televisione full HD da 42 pollici e la libreria di dvd. Su questa piccola e personale bacheca attacca a poco a poco tutti quei biglietti, pezzetti di carta e fotografie che testimoniano i momenti salienti della loro storia damore. Un bel giorno Maria fa la conoscenza di una nuova protagonista da parete; si tratta di Milla Jovovich, lattrice della fortunata saga di Resident Evil. Una breve descrizione della pittoresca locandina: deserto sullo sfondo, Milla in primo piano, a figura intera. Ovviamente mezza svestita, indossa un mini top semitrasparente con dei mini short color cachi, reggicalze che reggono quello che definire calze proprio esagerare (diciamo solo che dei fantasmini avrebbero coperto di

pi). Milla ha spodestato il Che e a Maria non resta che trovare un rimedio a questa rivale che, per quanto possa essere bidimensionale, rimane sempre unaltra donna nella camera da letto di Bruno. Visto che dare lultimatum a Bruno per una locandina le sembra un tantino eccessivo, Maria adotta la logica del poster scaccia poster: regala al suo fidanzato il simpatico manifesto di una scimmia, convinta che la Milla avr vita breve. Risultato: la Milla rimasta dovera (lato destro della porta) e la scimmia stata fissata sul lato sinistro. Adesso ogni volta che Maria entra in camera ha limpressione di trovarsi nel bel mezzo di una sequenza cronologica sullevoluzione umana: lo scimpanz (la scimmia), laustralopithecus (Maria) e la homo-donna (Milla). E il tanto stimato Che che fine ha fatto? Con finta indifferenza Maria lha chiesto a Bruno e ha scoperto che stato accuratamente arrotolato e riposto nellarmadio. E alla successiva domanda con suggerimento incoroporato Perch non rinchiudi nellarmadio anche Milla? Cos magari trova qualcosa di decente da indossare non ha ottenuto risposta.

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UBRIca

GENTILE FARMACISTA...
di FraNcesco rasTrelli
Presidente dellOrdine dei Farmacisti della Provincia di Brescia

Pronti ad accogliere il tuo domani a braccia aperte.

IL FARMACISTA
D // Ho sempre avuto problemi di peso, ma da qualche anno vivo questa mia condizione come un problema reale. Mi sa dare qualche consiglio in merito? Claudio. R // Caro Claudio, in Italia il problema dellobesit cresciuto del 25% negli ultimi 5 anni, con oltre 16 milioni di persone sovrappeso e 5 milioni di obesi, tra cui un bambino su 4 tra i 6 e i 17 anni. Solo un esperto su cinque ritiene che gli italiani pratichino sport in maniera adeguata e regolare e dietologi, nutrizionisti e psicologi sostengono che le cause siano i comportamenti e le abitudini scorrette. La sedentariet, per il 69% degli esperti intervistati, causa di obesit, per il 47% anche dellaumento di malattie di tipo cardiovascolare. Seguono diabete e ipertensione. bene quindi fare molta attenzione. In riferimento alla sua domanda, le propongo dieci buone regole da seguire: mangiare frutta e verdura; bere acqua, moderare grassi saturi e olio; moderare luso di sale; moderare luso di zucchero; fare regolare attivit fisica; praticare attivit sportiva il pi spesso possibile; fare almeno 30-60 minuti al giorno di attivit fisica di intensit lieve moderata; non fumare; bere alcol in misura moderata. D // Ogni anno, destate, e nonostante lalta temperatura, cado vittima di potenti raffreddori. Pu tutto questo essere correlato ai condizionatori? Manuela. R // Cara Manuela, raffreddori, torcicolli, dolori artrosici e congestioni sono spesso causati delluso dei condizionatori, o meglio dagli improvvisi sbalzi di temperatura causati dagli impianti in funzione in auto, in casa o nei supermercati. Non solo. Il nostro sistema

immunitario, nei periodi in cui maggiormente si ricorre a tali impianti, gi indebolito dal caldo e quindi i virus e i batteri sono avvantaggiati, nel senso che penetrano nellorganismo pi facilmente. Non raro, quindi, nonostante le temperature elevate, rischiare di prendersi un raffreddore. D // Mia figlia presto si trasferir per lavoro in uno stato dal clima molto caldo. C qualche accorgimento che deve adottare, per esempio, nella cura e nella custodia dei medicinali? Anna. R // Cara Anna, le temperature elevate possono danneggiare i farmaci, con il rischio generale di renderli inefficaci. Ancora pi problematici risultano essere i farmaci che prevedono nelle indicazioni la dicitura: conservazione al fresco, come sciroppi e colliri che, soprattutto se aperti, vanno conservarti in frigo e mai lasciati in macchina o, peggio, in posti particolarmente caldi anche se ombreggiati. In merito al consiglio che mi chiede, la prima regola controllare con attenzione i foglietti illustrativi dei medicinali che si stanno utilizzando o che vengono acquistati, verificando se ci sono indicazioni per la conservazione a temperature basse. In questo caso, meglio tenere il farmaco in frigorifero invece che nellarmadietto per evitare di esporlo a fonti di calore. Nel dubbio, utile chiedere informazioni al farmacista di fiducia, o, nel caso di sua figlia, al farmacista del paese in cui si intende recarsi, che il pi indicato a dare informazioni di questo tipo. Tutti i farmaci sono testati per resistere a temperature elevate, sono protetti. Ma va comunque evitata lesposizione al sole e al calore eccessivo.

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SPECCHIO DELLE MIE BRAME


a cura di eNrico FiliPPiNi

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ORA IL GRASSO SOTTOCUTANEO


aumento nel mondo occidentale. Non tutti sanno per che la stessa quantit di grasso pu avere una differente distribuzione nel corpo comportando un aumento o una diminuzione del rischio di contrarre malattie metaboliche e ormonali, quali il diabete di tipo 2, la cardiopatia coronarica o cerebrale, la steatosi epatica, ecc.. Il lipometro apre le porte a nuovi campi di applicazione e di conoscenza della composizione del corpo umano: , infatti, un sistema ottico computerizzato in grado di misurare con grande precisione e velocit il tessuto adiposo sottocutaneo fornendo una indicazione del suo spessore in mm. La progettazione e la calibrazione del lipometro sono state effettuate prendendo come riferimento le immagini tc (tomografia computerizzata). Linsieme di 15 punti anatomici standard, dall1 collo al 15 polpaccio, serve per definire la topografia del grasso sottocutaneo (sat-top). Il profilo sat-top di una persona come una impronta digitale ed dipenden-

SI MISURA CON IL LIPOMETRO

l mondo della dietologia e del benessere sono costantemente in fermento e le novit proposte dalle aziende del settore sempre molto interessanti; ovviamente spetta poi a noi medici, con il nostro approfondimento clinico, dare il giudizio finale sul prodotto offerto, e spesso scartiamo! Non scarto, anzi, accetto con entusiasmo un nuovo strumento diagnostico, messo a punto da unazienda non italiana che si ripropone di fare una diagnostica ponderale basata, pi che sulla quantit totale di massa grassa, sulla ripartizione della stessa nei singoli distretti corporei: il lipometro a sistema ottico computerizzato. Rappresenta un nuovo sistema non invasivo per misurare il grasso sottocutaneo con un enorme potenziale diagnostico e prognostico. Numerosi studi internazionali hanno dimostrato come pazienti sovrappeso e obesi siano soggetti ad un aumentato rischio di morbilit e mortalit. , inoltre, provato come lincidenza di queste patologie abbia subito un drammatico

te dalla componente genetica, dal sesso, dallet, dallo stile di vita e dalle abitudini alimentari. I dati rilevati dal medico vengono poi inseriti in un database e paragonati a dati antropometrici di controllo, usati per analisi statistiche. Nel database sono inclusi dati di casi che presentano diverse patologie, come il diabete tipo 2, cardiopatie e altre patologie metaboliche e persino disturbi della sfera sessuale e riproduttiva. In pratica possiamo confrontare i valori plicometrici di una persona con quelli di soggetti dello stesso sesso ed et nonch di persone affette da patologie. Facciamo un esempio? Valori di plica superiori alla media in punti quali il torace laterale e laddome superiore, specialmente se associati a valori inferiori alla media a livello coscia, possono essere critici: il medico dovr in questo caso essere insospettito e richiedere, anche a persone normopeso, ulteriori approfondimenti diagnostici per escludere tutti quei fattori di rischio vascolare e metabolico che possono essere stati altrimenti trascurati.

Analisi.

Processo.

Risultato.

LESPERTOrisPoNDe
D // Con il mio medico feci anni fa la plicometria; in cosa si distingue la nuova? R // Il plicometro da 25 anni che, fedele, mi accompagna nelle visite con i miei pazienti! Ora si gode pacifico il meritato riposo, in bella mostra, sopra una piccola mensola del mio poliambulatorio. Il nuovo lipometro mantiene inalterato il ruolo di misuratore del grasso sottocutaneo, ma molto preciso, permette misure di interi distretti corporei e, soprattutto, da figlio della tecnologia avanzata quale , mi permette di inserire i dati in un database che mi consente di confrontarmi con migliaia di altri dati e di sapere che tipo morfologico mi accingo a curare, se pre-

Poliambulatorio Medico-chirurgico Dott. Enrico Filippini


disposto a patologie anche pericolose e, fatto non meno importante, mi aiuta nei protocolli terapeutici dietologici. D // Pu ladipometro influenzare quello che sar poi il piano terapeutico? R // Assolutamente s. Facciamo lesempio di una donna che risulti avere ladiposit in eccesso soprattutto a livello dei glutei o del fianco; saremo di fronte ad una adiposit localizzata, poco sensibile alla maggior parte dei regimi dietetici. Opteremo allora per una terapia lipolitica localizzata, abbinata ad una dieta pi specifica per il problema estetico.
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Regia: Rocco Papaleo Cast: Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazz, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno. Genere: commedia musicale Durata: 105 minuti Produzione: Italia, 2010 Uscita nelle sale: 9 aprile 2010 A noleggio: 20 luglio 2010 In vendita: 31 agosto 2010 Trama: un road movie musicale denso di imprevisti e di incontri inaspettati che vede una combriccola di musicisti mettersi in viaggio per partecipare al Festival del teatrocanzone di Scanzano Jonico, attraversando a piedi la Basilicata in dieci giorni, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che d il titolo al film. Il viaggio, ricco di gag e momenti esilaranti, avr per tutti i suoi partecipanti un valore terapeutico.

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Dal 1987, la nostra societ opera nel campo della fornitura e messa in opera di impianti elettrici civili ed industriali ed automazione aperture civili ed industriali. In continuo aggiornamento, oggi siamo pronti ad offrire alla nostra clientela anche il ramo Fotovoltaico, con la seriet tecnica e commerciale che ci viene riconosciuta da sempre. Se volete realizzare un impianto fotovoltaico contattateci liberamente, saremo lieti di consigliarVi al meglio e di chiarire i Vostri dubbi.

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Regia: Menno Meyjes Cast: Adryen Brody, Penelope Cruz, Santiago Segura, Juan Echanove. Genere: drammatico Durata: 92 minuti Produzione: Spagna, USA, Gran Bretagna, Francia 2007 Uscita nelle sale: 14 maggio 2010 a noleggio: 31 agosto 2010 In vendita: 14 settembre 2010 Trama: Manolete il nome darte del celeberrimo toreador Manuel Rodrguez, morto a trentanni appena, dopo essere stato incornato da un toro nel corso di una corrida. Il film parte dalla sua ultima giornata di vita e ricostruisce a ritroso la sua turbolenta storia damore con lattrice messicana Antonia Brochalo, in arte Lupe Sino, che scandalizz la Spagna franchista degli anni 40.

PROMOSSO
luigi, 34 anni, agente: piacevole, leggero, con bellissimi paesaggi. antonio, 45 anni, barista: Mi ha molto divertito, le battute sono brillanti e la storia molto particolare. carolina, 22 anni, impiegata: Un bel film italiano divertente e originale. Il ruolo di Max Gazz bellissimo. luisa, 26 anni, studentessa: Bella la regia e bravissimi gli attori, viene voglia di visitare la Basilicata. Giovanni, 19 anni, studente: Mi piaciuto, fa ridere, gli attori mi sono sembrati molto bravi. annamaria, 29 anni, commessa: Tira su il morale, allegro, le musiche sono perfette. alessandro, 41 anni, imprenditore: Bella la fotografia e le musiche, la trama forse ha qualche buco. anna, 32 anni, insegnante: Mi aspettavo

PROMOSSO
Bruno, 25 anni, impiegato: Gradevole, sofferto e tormentato, lei strepitosa. carla, 52 anni, casalinga. Gli attori sono bravi, bella anche la storia forse solo un po lento. Giovanni, 37 anni, infermiere: Una bella ricostruzione storica, devo dire per che sono contrario alle corride. alessandra, 23 anni, studentessa: Secondo me un bel film, molto intenso, Brody poi stupendo. Marco, 43 anni, parrucchiere: Noiosissimo e lento, anche la Cruz fa pena. laura, 46 anni, operaia: Pesante e forzato, da due attori cos mi aspettavo di meglio. cristina, 27 anni, consulente: Un filmetto inguardabile, noioso, ne viene fuori solo una storiella damore. Nicola, 41 anni, imprenditore: un vero peccato che da una storia cos ne abbiano tratto un polpettone noioso. Giovanna, 31 anni, cassiera: Lunica cosa che si salva la somiglianza di Brody col vero Manolete. andrea, 34 anni, barman: Consiglio a tutti di non guardarlo, solo una storia damore melensa.
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qualcosa di pi, un po leggerino e stupido. Massimo, 36 anni, educatore: Non mi piaciuto, ha una trama banale, si salva solo la Basilicata. Valeria, 39 anni, commercialista: Ci sono mille road movie molto pi belli di questo che delusione.

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SUccESSo

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20 10

Iran, laiea lancia lallarme: Si prepara un missile atomico. Lagenzia internazionalerilevalimpennatadalloscorsomaggio nellaproduzioneiraniana diuranioabassolivellodi arricchimento. //17.settembre

20 10

20 10

afghanistan. Spari contro militari italiani, feriti due incursori a herat. Un ufficialeeunparacadustistasonostaticolpitimentrecercavanodicatturare ungruppoditerroristiche avevaappenapiazzato unordigno.Ricoverati nellospedaledacampo americanodiFarah,non sonoinpericolodivita.

Stop alle buste di plastica, da gennaio solo shopper bio. Incento Comunigivietatiivecchisacchetti senzarimpianti.CoopItalia:Danoi accadedatempoel80%deiconsumatori hareagitobenissimo.

20 10

20 10

20 10

//13.settembre

//16.settembre

Scuola cristiana attaccata nel Kashmir indiano: 18mortinelleproteste controiduedissacratori delCoranocheavevano strappatopaginedellibro sacrodellIslamdavanti allaCasaBianca.

//12.settembre Ibiza, giovane italiano vittima del balconing. Ilfenomenoesplosodrammaticamentequestestate. Moltigiovani,avoltesottoleffettodialcolodroga,si lancianodalbalconedellestanzedialbergopertuffarsi inpiscinaopassaresuquellodiunaltracamera.

20 10

Scontro tra Barroso e Sarkozy sulle espulsioni dei Rom. LaFranciachiede lescusedellacommissaria Reding,malaCommissione lenega.Berlusconi: siamoconParigi.

Miss Italia: la pi bella del reame si chiama Francesca, e viene dallUmbria. La19ennemissincoronatadaSofiaLoren. Cadeuntab:hailcorpotatuato.

//13.settembre

20 10

afghanistan. Kabul, la denuncia di Karzai Uccisi dalla Nato 10 civili. Ilraidaereocontro unconvogliodisostenitori diuncandidatoalleelezioni parlamentarinelnord delPaese.Ilpresidente: Distinguereisostenitori dellademocraziadachila combatte.

Pollica (Sa). Ucciso il sindaco vassallo, raggiuntoda9proiettilisotto casa.Leindaginipuntano sullapistacamorristica.Era statorielettopochimesifain unalistacivica.IlpmGreco: Unsimbolodilegalit.

successo...

ITALIA

//8.settembre

20 10

//6.settembre

//11.settembre obama: uniti contro il terrorismo. Nelnonoanniversario dellattentatodell11SettembrealleTorriGemelle,il presidenteUsaBarackObamahascanditoconforzache ilnemicocontinuaanonesserelIslam.Omaggioalle vittimeeappelliallatolleranzareligiosasonostatiilfilo conduttoredellecerimoniedicommemorazioni.

//1.settembre

//6.settembre

SUccESSo

129

//15.settembre

Ricatto sessuale per 842 mila donne.Secondola ricercaIstatsulmondodel lavoro,negliultimitreanni, 227miladonne(l1,6%) hannosubitoviolenza psicologica. //11.settembre

venezia, il trionfo di Sofia coppola nellanno del superflop italiano. SomewhereLeone doro:lodecretalagiuriacapitanatadallexdellaregista Tarantino.PremiatiancheBaladaTriste,SilentSouls eilvecchioamicodiQuentin,MonteHellman.Ilnostro Paeseaboccaasciutta:nonaccadevadatempo.

20 10

successo...

MONDO
20 10

londra, cinque persone fermate: volevano assassinare il Papa.LombradiuncomplottoterroristicosullavisitadiBenedettoXVI.Gliuomini trai25ei50annisonoalgeriniederanotenutisotto controllo.IlPonteficestatoinformato,macalmo.Il suoprogrammanondovrebbesubirevariazioni.

anziano ucciso nel trevigiano: 4 arrestati, c anche la moglie. La donna,chepuntavaallereditdelconsorte,hapagato ilkiller200milaeuro.La vittimastatasoffocata conuncuscino. //14.settembre

Fao, diminuiscono gli affamati nel mondo ma il livello di denutrizione resta inaccettabile. Perlaprimavolta, dopo15anni,ilnumerodellepersone sottonutritediminuitoquestanno:da1 miliardoe300milioninel2009, sonoscesia925milionidioggi. Undatoincoraggiante,cheper continuaadessereinaccettabile.

20 10

MESI 12oTToBre 2010

20 10

//14.settembre

cane morto dopo operazione sbagliata, Nessun danno morale per il padrone. Secondoiltribunale civilediMilanolacompagnia diunanimalenonundiritto inviolabiledellapersona.La cagnolinaMayaeramortapocheore dopoesserestatadimessa.

20 10

//17.settembre

//17.settembre

20 10

//9.settembre

Frana sulla costiera amalfitana. Dopoessereesondato,iltorrente Dragonesiabbattutosulcentro storicodiAtrani.Sicercauna giovanechelavoravainun barinvasodaacquaedetriti. Danneggiatesedicivetture. //14.settembre

verona, 10 milioni di uova sequestrate dai carabinieri del Nas. Cattivostatodiconservazionefrainsetti,topied escrementi.Eranodestinateallindustriadolciaria.

MESI 12oTToBre 2010

Mercedes-Benz un marchio Daimler.

130

SUccESSo

Lesclusivit a condizioni esclusive.

//5.settembre ghedi. Bimbo muore sotto una valanga di mais. Unbambinodi9anni, MatteoZani,mortodopo esserestatotravoltoda unavalangadimaisvicino alqualestavagiocando.La disgraziainunacascina delpaese. //9.settembre Urago doglio. Schiavizzava connazionali romeni impegnati nei vigneti: arrestato. 23uominifatti lavorareincondizionidi schiavit,unaminorenne obbligataaprostituirsi. Unasituazioneda incubo,cuihannomesso fineicarabinieridella CompagniadiChiari.

//30.agosto Piazza Mercato, nuovo stile agli ambulanti. Parteilprogettodiriqualificazionedipiazza delMercato,doveibanconipopolarinontraslocano, masirinnovano.Inarrivo15nuovibanchi diproprietcomunale.

20 10

20 10

20 10

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//3.settembre

Dramma nelle acque del Sebino. Duefratellinidi seieottoanni,originari delBurkinaFaso,sonocadutinellagoaMarone.Il pipiccolo,Abdul,nonce lhafattaeddecedutoin serataallospedaleCivile diBrescia.Infindivitala sorella.

20 10

20 10
MESI 12oTToBre 2010

Brescia. Rapinati di 11mila euro al semaforo. Versole13,inviaDiaz, dueanzianiconiugisono statiderubatidellasomma didenaroincontantiappena prelevatainunabanca.

successo...

BRESCIA
20 10

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//10.settembre

lassalto a Medicina. Sono1.284glistudenticheal CentroFieradiviaCaprerahannopresoparteallaprova dammissioneperiscriversiallafacoltdiMedicina eChirurgiadellUniversitdiBrescia:80domandea rispostamultipladacompletareindueore.Solo180 potrannoimmatricolarsialprimoanno.

//2.settembre

//15.settembre

//12.settembre

Classe A da 16.900

euro.

Motorini truccati: boom di multe. guerraaibolidi sudueruote,anchesequestisonosolodeiciclomotori. quantosiregistranellanostraprovincia,doveilvezzodi pepareimotorinisembraesseretornatoinaugetrai giovanissimi.Invistasanzionipipesantiedenunce.

Brescia, buona la prima allora di pranzo. BattutoilquotatoPalermo allaprimauscitaal Rigamonti.Treretiche valgonolaprimavittoria stagionaleinA. Tifososicilianoaggredito fuoridallostadio. adro: togliete quei soli. InsegnantieAtascrivonoal sindacopertoglieredallistitutoGianfrancoMiglioisimboliricorrentidelsoledelle Alpi,anticosegnocelticoidenticoaquellochecampeggia sullebandieredelCarroccio.
20 10

Senza anticipo e senza maxi-rata nale, da 219 euro al mese.


Consumo combinato (l/100 km): 8,1 (A 200 Turbo) e 4,4 (A 160 CDI BlueEFFICIENCY). Emissioni CO2 (g/km): 192 (A 200 Turbo) e 116 (A 160 CDI BlueEFFICIENCY). Il prezzo, chiavi in mano, si riferisce a Classe A 160 BlueEFFICIENCY Executive: 16.900 euro, IVA e messa su strada comprese (IPT esclusa). Prezzo comprensivo di ecoincentivo alla rottamazione Mercedes-Benz. Rata da 219 euro. Anticipo zero. Senza maxi-rata nale. Durata 96 mesi. Spese di istruttoria 250 euro (TAN 5,62 TAEG 6,84). Oerta soggetta a disponibilit limitata presso i concessionari aderenti alliniziativa, non cumulabile con altre promozioni in corso. Oerta valida per contratti sottoscritti entro il 30 novembre 2010 e per vetture immatricolate entro il 31 dicembre 2010. Salvo approvazione di Mercedes-Benz Financial Services Italia S.p.A. La vettura ragurata una Classe A PREMIUM.

//14.settembre

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