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A Sanremo troppa satira contro il Caimano. Lo dicono y(7HC0D7*KSTKKQ( +#!z!$!?!" i berluscones che minacciano perfino

A Sanremo troppa satira contro il Caimano. Lo dicono

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i berluscones che minacciano perfino il servizievole Masi

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A Sanremo troppa satira contro il Caimano. Lo dicono y(7HC0D7*KSTKKQ( +#!z!$!?!" i berluscones che minacciano perfino

Domenica 20 febbraio 2011 – Anno 3 – n° 43

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

A Sanremo troppa satira contro il Caimano. Lo dicono y(7HC0D7*KSTKKQ( +#!z!$!?!" i berluscones che minacciano perfino
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€ 9,90 DVD + € 1,20 – Arretrati: € 2,00
Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)
Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
UNO COSÌ LO CACCIANO ANCHE IN RUANDA Là un ministro si dimette per delle foto imbarazzanti
UNO COSÌ LO CACCIANO
ANCHE IN RUANDA
Là un ministro si dimette per delle foto imbarazzanti
Qua il premier del bunga-bunga se ne frega, si rafforza
e minaccia pm, giudici costituzionali e giornalisti
Se manca la rivolta
Per colpa sua il mondo ci ride dietro. Il “Financial Times”
lo paragona ai dittatori africani. Ma in Italia, contro Berlusconi,
una opposizione indecisa a tutto sa solo dire: “Ve r gog n a ” pag. 2 - 5 z
di Paolo Flores d’A rc a i s
dc
I mmaginate il presidente Obama che, proces-
sato per concussione e prostituzione mino-
rile, anziché rassegnare immediatamente le
dimissioni, dichiara guerra alla Costituzione
Udi Gian Carlo Caselli
americana con leggi che mettono il bavaglio alla
libertà di stampa e calpestano l’autonomia del po-
tere giudiziario. Succederebbe il finimondo. O la
signora Merkel, ancora al suo posto dopo essere
stata sorpresa a ricevere telefonate di un prostituto
brasiliano – sulla base delle quali ha imposto al ca-
po della polizia di Berlino di rilasciare un prostituto
marocchino minorenne accusato di furto – che si
permette di insultare la Corte costituzionale e vara
leggi contro giornalisti e magistrati. Succederebbe
il finimondo.
In Italia sta accadendo. Per-
ché l’Italia evidentemente è
già fuori dall’Occidente li-
beraldemocratico, è già am-
piamente putinizzata, altri-
menti sarebbe impensabile
che gli stessi partiti di destra
tollerassero simili infamie e
che le opposizioni, dopo
aver alzato la voce per un istante, ricominciassero
un tran tran di beata incoscienza e impotenza. Ep-
pure nei prossimi mesi, senza una rivolta morale,
parlamentare, elettorale, verrà assassinato quel
che resta della nostra democrazia costituzionale
nata dalla Resistenza.
Le opposizioni hanno fatto spallucce alla proposta
di dimissioni in massa dal Parlamento, avanzata dal
direttore di questo giornale, con la solita scusa che
sarebbe “Ave n t i n o ”, mentre sarebbe stato l’oppo -
sto: il gesto drammatico capace di costringere Ber-
lusconi alla resa dei conti nel paese, anziché con-
sentirgli quotidiani nuovi acquisti nel “m e rc a t o
delle vacche”cui ha ridotto Camera e Senato. Que-
ste “opposizioni” in realtà praticano già un “Aven -
tino”di subalternità e indolenza, visto che di fronte
a una conclamata “emergenza democratica” (co -
me hanno finito per pigolare anche i loro dirigenti)
non hanno ancora trovato il modo di proclamare
solennemente l’ostruzionismo a oltranza dei lavori
parlamentari, utilizzando ogni comma di regola-
mento per paralizzarne totalmente i lavori, e co-
stringere per questa via il ritorno alle urne.
Quanto al presidente della Camera, l’on. Fini userà
i suoi poteri, che per regolamento sono enormi (il
“calendar io”, se non c’è unanimità tra i capigrup-
po, lo decide il presidente) in obbedienza al do-
vere di imparzialità, la cui unica bussola è la Co-
stituzione stessa, o si piegherà alle pretese lanzi-
chenecche ed eversive di una maggioranza raffaz-
zonata con “milioni o altra utilità”, che intima la
discussione immediata su leggi che meriterebbero
le calende greche?
RIF ORMA
O VENDETTA
AN TI-TOGHE?
S eparazione delle carriere,
“responsa bilità” dei giudi-
ci e più potere al Guardasigilli.
La bozza di riforma voluta da
Silvio Berlusconi mette i bri-
vidi: l’obiettivo è limitare l’au-
tonomia dei pm. pag. 4 z
Joseph Habineza e a destra Berlusconi a Villa Certosa (DAL SETTIMANALE OGGI)
n
inchiesta a roma
n
paradossi italici
n
accadde domani
Bavaglio ad Annozero
Giudicarlo è
quasi impossibile
Questa sinistra
alla rovescia
aiuta il premier
L’ultimo regime
del Nordafrica
sarà l’Italia di B.
Marco Lillo pag. 3z
Furio Colombo pag. 14z
Dario Fo pag. 7z
LIBIA x Oltre 100 morti
Palazzo Chigi si preoccupa per Gheddafi
NON DISTURBATE
IL MASSACRATORE
Gramaglia e Zunini pag. 11 z
Palermo, era “ne s suno”. Si è dato fuoco
di Enrico Fierro
N ouredinne Adnane è morto.
Dopo otto giorni di agonia il
suo corpo devastato dalle fiam-
me non ha resistito. Nouredin-
ne non era nessuno, perché era
venuto da un luogo dove non
sei nessuno in un paese che
considera nessuno chi è sbarca-
to sulle sue coste. Eppure Nou-
C
AT T I V E R I E
Sanremo: la seconda classificata
dei giovani esclusa dal palco
perché minorenne. Stavolta B.
non ha telefonato
redinne Adnane ce l’aveva fat-
ta: viveva a Palermo, dove il cie-
lo, i profumi, le voci e i colori
sono gli stessi di Settat, la città
del Marocco dove era nato ven-
tisette anni fa e dove vivono la
moglie e la figlia. Che aspettano
il pane dalla sua fatica di ambu-
lante. Regolare, con permesso
di soggiorno e licenza. Una ban-
carella mobile da trascinare per
tutto il giorno, fino a quando
non cala il sole e la notte ti av-
volge nella nostalgia di una gio-
vane moglie lontana e degli oc-
chi di una bambina che può sor-
riderti solo da una foto. Venerdì
scorso Nouredinne viene fer-
mato dai vigili urbani. Control-
li, documenti, il sequestro della
merce. L’ennesimo, fatto dalla
stessa pattuglia di vigili, denun-
ciano tra le lacrime i suoi amici.
Non resiste, è esasperato, si
sente perseguitato. E decide di
protestare contro l’ing iustizia
di quegli uomini in divisa, che
su di lui, sulle sue povere cose,
sulla sua vita da niente, sulla vi-
ta di sua figlia, vogliono far ri-
spettare la legge. Una buffonata
a Palermo, città allo sfascio in
mano ai pupari del potere che
stanno decidendo a quale pupo
consegnare il Comune quando
si voterà. Lo fa nel modo più di-
sperato, si cosparge il corpo di
benzina e si dà fuoco. Muore
dopo otto giorni. Ucciso “dal
razzismo istituzionale”, hanno
scritto altri “nessuno” su uno
str iscione.
(FOTO ANSA)

La sua Africa

  • di Marco Travaglio

Q ualche mese fa fece scalpore, si fa per dire, la

notizia che nella classifica mondiale dei paesi

meno corrotti, l’Italia era stata scavalcata dal

Ruanda, piazzandosi al 67° posto. Ora,

sempre dal Ruanda, giunge notizia (ne parla la locale agenzia di stampa Rna, ripresa dal sito missionario alberwandesi.blogspot.com) che il ministro della Cultura e dello Sport, Joseph Habineza, si è dimesso dal governo dopo che alcune sue foto che lo ritraggono avvinghiato ad alcune ragazze, pare a una festa per San Valentino, erano finite su Internet (le pubblichiamo qui a fianco). Bunga-bunga? Per carità, mica siamo ad Arcore. Balli, abbracci, bacetti e una mano malandrina spalmata sul sedere di una pulzella. Tanto basta, in Ruanda, per dare le dimissioni, prontamente accettate dal premier di Kigali. Habineza non ha detto che la ragazza era la nipote di Mubarak, non ha ricordato di essere eletto dal popolo, non ha minacciato riforme costituzionali né manifestazioni di piazza. Non risultano, in Ruanda, polemiche sulla violazione della privacy, la presunzione di innocenza, le foto a orologeria e l’antihabinezismo, né appelli del capo dello Stato ad abbassare i toni, né convegni di giornalisti governativi con mutande appese né interventi del Garante, né editoriali degli Ostellino locali (in Ruanda non ce ne sono) sulle ragazze sedute sulla propria fortuna. Chissà le risate, in Ruanda, quando apprenderanno che nella civilissima Europa c’è un paese governato da un tizio non solo fotografato con quattro o cinque squinzie sulle ginocchia, le mani posate sulle “for tune” di due di esse, pochi giorni dopo aver sfilato al Family Day, ma pure rinviato a giudizio per induzione alla prostituzione minorile e concussione. Due anni fa suscitò grande costernazione la notizia che Mediaset chiudeva il Bagaglino per mancanza di pubblico. Il motivo della crisi era lo stesso che fa di “Cetto La Qualunque” un film neorealista, ma molto minimalista: il Bagaglino, valicate le mura del salone Margherita, è ormai dappertutto. L’altra sera, per esempio, ha fatto tappa al Circolo degli Scacchi, che ha sede a Palazzo Rondanini al Corso, cenacolo – scrivono i giornali – dell’“aristocrazia romana”. Lì infatti le nobili “ammiratr ici” del Cainano hanno organizzato una “serata per sole donne” con “selezionatissimi invitati” (così li chiama il Corr iere

della Sera): ospiti d’onore Lui, il fido Apicella “mu n i t o

  • di chitarra” e l’onorevole Annamaria Rossi.

“Nessuna di noi era minorenne, purtroppo”, ha commentato la più aristocratica fra loro, la principessa Nicoletta Odescalchi, “molto invidiata dal Cavaliere per il favoloso Caravaggio che custodisce nel suo palazzo”. C’erano anche altre “nobildonne”, come “l’ideatrice della festa, la duchessa Nicoletta Maresca di Serracapriola”, che s’è fatta aiutare “dal conte suo amico Lupo Bracci”. “Quattro tavoli da dieci persone – annota ancora il Corr iere – e menu semplice: timballo, filetto in crosta e torta millefoglie con in cima una tipica decorazione scacchistica, caselle bianche e nere di panna e cioccolato. Era giovedì sera ma gli ospiti non hanno visto né Benigni né Santoro, ‘la tv non c’era proprio’, taglia corto il principe Mario Chigi, parco di parole e altri dettagli”. Si sa soltanto che il principe di Arcore e Milanello – come “rivela il maestro Apicella”, marchese della Vongola – “ha cantato la canzone ‘Senza te’, che scrissero insieme e fa parte del vecchio album, e poi, da bravo presentatore, ha annunciato la performance dell’on. Bernini, che si è esibita in ‘Summer time’ di Gershwin, riscuotendo calorosi applausi”. La

contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, impegnata nel varo di una nave con il ragionier Ugo Fantozzi, ha inviato un saluto denso di rammarico per non poter essere della partita. Viva commozione anche in Ruanda.

pagina 2

È un potere indebolito quello di Berlusconi, ma non sconfitto. L’uomo ci ha insegnato a diffidare dei suoi momenti

pagina 2 È un potere indebolito quello di Berlusconi, ma non sconfitto. L’uomo ci ha insegnato
pagina 2 È un potere indebolito quello di Berlusconi, ma non sconfitto. L’uomo ci ha insegnato

Domenica 20 febbraio 2011

LA VOCE DEL PADRONE

LA VOCE DEL PADRONE

La guerra La censura L’immunità Il conflitto La difesa rafforzata Pronte le leggi per farla franca
La guerra
La censura
L’immunità
Il conflitto
La difesa rafforzata
Pronte le leggi
per farla franca
alle intercettazioni
alla Rai
parlamentare
L’acquisto
di deputati e senatori
di attribuzione
Le “riforme”
contro i giudici
di defaillance. Anche quando sembra all’angolo, ha
una forza (mediatica, parlamentare, finanziaria) che
gli consente di cambiare l’agenda. Così, mentre
continua a puntellarsi in Parlamento, prova a
silenziare Rai e giornali sui propri guai giudiziari.
Il Ddl intercettazioni, che si
pensava su un “binario morto”
(fermo in commissione
Giustizia alla Camera),
potrebbe tornare nella
versione rilasciata dal Senato.
La mozione di indirizzo dal
capogruppo Pdl in Vigilanza
Rai, Alessio Butti, mira a
anestetizzare i talk-show. Tra le
altre cose la Rai non si farebbe
carico di eventuali cause.
È una delle riforme strutturali
messe sul tappeto. Se ne è
parlato anche nell’ultimo
Consiglio dei ministri.
Deputati e senatori non
sarebbero più processabili.
Il gruppo dei Responsabili,
ma non solo. Berlusconi si
muove a proprio agio
all’interno di un Parlamento
in cui le opposizioni hanno
sempre meno voce.
È l’altra mossa “p rat i c a ”
per sottrarsi al giudizio
del Tribunale di Milano.
Sollevare il conflitto di
attribuzione per provare
a spostare il processo.
Separazione delle carriere,
punibilità dei magistrati,
ora anche riforma della
Corte costituzionale. Sono
alcune delle ultime
minacce di Berlusconi.

LA CODA DEL CAIMANO

Per conservare il potere il premier ritira fuori i bavagli E dice: “La Consulta è di sinistra: cambiamola”

  • di Ferruccio Sansa

    • L o spauracchio dello sciogli- mento delle Camere senza pensione per i parlamenta- ri. Sotto l’ombrello dell’e-

mergenza, Silvio Berlusconi spazza le nubi dal suo orizzonte:

subito conclude la campagna ac- quisti. Se il Milan ha portato via Antonio Cassano alla povera

Sampdoria, il Pdl spolpa quel che resta di Futuro e Libertà. Poi via con le riforme della giustizia (in barba a Napolitano) a comin- ciare dalla bordata annunciata ieri: la riforma della Corte costi- tuzionale “composta da giudici

  • di sinistra”. Ma per questa guerra

totale occorre una “coper tura” mediatica. Ecco allora la bozza Butti, che pare ritagliata su mi- sura per Santoro, Travaglio e Ga- banelli. La norma, che sarà vota- ta nelle prossime settimane, cambierebbe la faccia ai talk-show (per i telegiornali il

Cavaliere si sente già al sicuro).

LA VICENDA Ruby rischia di avere un rinculo paradossale: la paura fa da trampolino al Cavalie- re per incassare entro sei mesi ri- forme che lo metterebbero al ri- paro da ogni colpo dell’avver sa for tuna. Ma bisogna contare su una mag- gioranza a prova di bomba. Il ter- remoto dei voti di fiducia di di- cembre sembra passato remoto:

allora il centrodestra fece ricorso a ogni mezzo per raggiungere la maggioranza, dalle poltrone ai parchi naturali. L’Idv denunciò il mercato degli onorevoli. Ma la

transumanza, sotto la regia tra l’altro di Denis Verdini, non si è interrotta: il Senato è sicuro e alla Camera quota 325 deputati non è più un sogno, anche se la Lega al- za l’asticella fino a 330 per la tran- quillità nelle commissioni. A questo punto si può tentare l’as - salto. Prima mossa: la giustizia. Ie-

ACCOGLIENZE

 

I nobili romani gli fanno festa

  • C onti, duchi e Cavaliere. Che il presi-

dente del Consiglio, nonostante il

 

cattivo momento, goda ancora di appoggi in un certo ambiente, lo testimonia la cronaca di una serata che Silvio Berlusconi, il suo ac- compagnatore musicale Mariano Apicella e l’onorevole del Pdl Anna Maria Bernini si

 

sono concessi giovedì scorso, ospiti del “Circolo degli scacchi” di Roma. Accolto da un pezzo di piccola nobiltà romana che si dice sua “ammiratrice”, il premier si è concesso tre ore di “svago” tra libagioni, canzoni da piano bar (lo stesso, narrano le cronache, si è esibito con il fido Apicella in “Senza te”, pezzo di loro produzione). La Bernini ha cantato “Summertime”.

   

ri il Cavaliere ha lanciato l’ultimo sasso, anzi macigno, cioè la rifor- ma della Corte costituzionale che gli ha bocciato il legittimo impe- dimento: “Saranno necessari i due terzi per abrogare le leggi in modo da evitare che si ripetano le situa- zioni di oggi, quando il Parlamen- to discute una legge, la approva e se non piace ai magistrati di sini- stra, la impugnano davanti alla

L’operazione t e r re m o t o :

mettere fuori gioco giudici, giornalisti e avversari politici

Consulta che, essendo costituita in prevalenza da giudici che pro- vengono dalla sinistra, la abroga”. Di più. Si sussurra di una Corte di nuova composizione con membri non scelti soltanto dal Parlamento e dal presidente della Repubblica, ma anche dalle Regioni.

UN COMITATO ristretto di mi- nistri si occuperebbe delle rifor- me più importanti come, appun- to, la giustizia. Un organismo di prossima istituzione, composto da fedelissimi e studiato con un duplice scopo: la convocazione consentirebbe a Berlusconi di in- vocare il legittimo impedimento nei processi. Intanto tornano nel mirino le in- tercettazioni. Sparito dall’or iz- zonte Fini, Berlusconi e Angelino Alfano possono riproporre la ver- sione “s t ro n g ” della legge: inter- cettazioni limitate a 75 giorni, te-

nute nella massima segretezza fi- no al processo e possibilità di pubblicare solo il riassunto degli atti giudiziari. Addio alla cronaca giudiziaria che fa perdere al Ca- valiere preziosi consensi. Abbandonata ogni cautela, si ri- parla di immunità: il centrodestra è pronto a ripristinare l’autor iz- zazione a procedere per deputati e senatori; un salto indietro di di- ciotto anni, quando la Costituzio- ne fu modificata dopo Mani Pu- lite. La concomitanza con l’in - chiesta di Milano non spaventa il Cavaliere, che presenta la propo- sta come una battaglia di libertà, non una legge ad personam. Arginata l’emergenza del giorno, si può lavorare al futuro. La chiave della riforma della giustizia sareb- be la completa separazione delle carriere di craxiana memoria:

processo breve. Berlusconi è con- vinto di far ingoiare la pillola all’o- pinione pubblica: “Una legge – di- cono i suoi collaboratori – per ga- rantire una giustizia rapida”.

E QUI LE PEDINE si spostano sull’altra parte della scacchiera:

l’informazione. Lo scacco matto arriva con la mossa del Butti (Ales- sio, capogruppo Pdl in Commis- sione di Vigilanza) che per i talk-show prevede: obbligo per gli ex parlamentari di aspettare due anni prima di tornare a con- durre (un riferimento a Santoro?), obbligo di ospitare due opinioni- sti di opposta estrazione (qui nel mirino pare Travaglio). Ancora: doppio condut- tore per i talk-show (di nuovo Santoro). Pre- visti anche il divieto di riproduzione in trasmissione delle intercettazioni e la distinzione tra sa-

tira e attualità. Infine il lodo Ga- banelli: “Il conduttore è sempre responsabile dell'attendibilità e della qualità delle fonti e delle no- tizie sollevando la Rai da respon- sabilità civili e/o penali”. Un po’ come per i magistrati: se sbagli paghi di tasca tua, meglio essere prudenti. Niente divieto, per adesso, di occuparsi di argomenti già trattati da altri programmi. In attesa che la norma sia appro- vata, il centrodestra sa di poter contare su direttori e giornalisti amici e sulla mancanza di con- trollo sulla par condicio. Resta un nodo: i giornali stranieri.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Il presidente
del Consiglio
Silvio Berlusconi

giudici da una parte, pm dall’a l t ra (sotto l’ala protettrice dell’esecu - tivo). A suggellare la separazione sono previsti due distinti Csm (con più spazio per i politici). Ancora: per frenare giudici e pm, è prevista una nuova legge sulla re- sponsabilità civile dei magistra- ti, che pagheranno personal- mente gli errori giudiziari. Una misura che dovreb- be garantire la massi- ma prudenza di chi indaga e giudi- ca. Infine il

De Magistris: “Ha una strategia eversiva”

MARINO (PD): “L’ITALIA È IN EMERGENZA A CAUSA DI UN UOMO CON GRAVI PROBLEMI DI SALUTE”. L’ANM: “PENSA AI SUOI PROCESSI”

di Luca De Carolis

  • I l bavaglio è ufficialmente riap- parso, nei disegni di legge che vogliono renderlo norma, e nelle inchieste giudiziarie che vogliono smascherarlo. “L’obiettivo è bloc- care allo stesso tempo pm indipen- denti e libera informazione, pro- prio come predicavano le masso- nerie deviate” riflette Luigi De Ma- gistris, europarlamentare dell’I d v. Convinto che “la campagna acqui- sti di parlamentari serva soprattut- to a questo: zittire giornalisti e giu- dici, i guardiani del potere”. Ma la voglia di un’informazione irregi- mentata risale a molto prima, co- me testimoniano le telefonate di Berlusconi all’ex commissario del- l’Agcom, Innocenzi, su cui indaga la Procura di Roma. “Una bella no- tizia - sostiene De Magistris - per- ché in quelle intercettazioni se-

condo me ricorrevano estremi di re a t o ”. Ma la controffensiva berlu- sconiana procede spedita, a parti- re dal dl sulle intercettazioni. A supporto, tanto inchiostro e tanti servizi per sostenere che siamo il Paese che abusa delle intercetta- zioni. Ma l’europarlamentare ribat-

te: “È esattamente il contrario, sia- mo la nazione dove il diritto di pri- vacy è meglio garantito rispetto a quello di indagare. Nei paesi an- glosassoni la polizia può effettuare intercettazioni autonomamente, e alcune volte possono disporle i pm, senza dover chiedere il per-

Della Vedova, capogruppo Fli alla Camera:

“Quale riforma? È solo un elenco di desideri”

(FOTO LAPRESSE)

pagina 2 È un potere indebolito quello di Berlusconi, ma non sconfitto. L’uomo ci ha insegnato

messo a un giudice come accade in Italia. Certo, da noi si fanno più intercettazioni che in Svezia: ma lì non hanno le mafie italiane”. Il pre- sidente dell’Associazione naziona- le magistrati, Luca Palamara, ricor- da: “Noi avevamo proposto di crea- re un argine alla pubblicazione sul- la stampa di materiale irrilevante, tramite un’udienza-filtro. Davanti a un giudice, pm e difesa avrebbero potuto decidere cosa stralciare dal fascicolo, secretandolo”. Ma non se ne fece nulla, e ora si è tornati al decreto che vuole fare strame delle intercettazioni. “Un modo di legi- ferare che tiene conto delle recenti vicende giudiziarie” osserva Pala- mara, secondo cui “è evidente il tentativo di voler limitare assieme l’autonomia della magistratura e quella dell’infor mazione”. Bene- detto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera, sostiene: “Questa

escalation su giustizia e informa- zione serve solo alla campagna elettorale perenne di Berlusconi. Alla fine non si tradurrà neppure in una legge, perché la riforma della giustizia ventilata dal premier è un elenco di tutti i suoi desideri: non credo che la Lega possa farla pas- sare, buttando a mare tutto”. Ma i toni sono da guerra totale. Che fa- re? Ignazio Marino, senatore del Pd: “Per me è necessaria una gran- dissima manifestazione di piazza in cui mobilitare un Paese che è stufo di Berlusconi. Pericoloso, perché ormai è un animale ferito, che vuo- le togliere sempre più spazio all’in- formazione corretta e ai giudici”. Ieri sera è arrivato un nuovo attac- co alla Consulta, e Marino com- menta: “L’Italia è in emergenza a causa di un uomo con gravi pro- blemi di salute. Spero che chi gli sta accanto se ne renda conto”.

pagina 2 È un potere indebolito quello di Berlusconi, ma non sconfitto. L’uomo ci ha insegnato

Michele Santoro, quando venne ascoltato sui fatti di Trani. (FOTO ANSA)

Trani: giudicarlo è (quasi) impossibile

CI VOGLIONO QUATTRO PASSAGGI PARLAMENTARI PER CHIEDERE A B. DI RISPONDERE SULL’AGC OM

  • di Marco Lillo

    • L a solita smentita che non smentisce arriva all’ora di pranzo. A raccoglierla pron- tamente è l’agenzia di stam-

pa Ansa. Dopo avere letto sul Fa t t o

Quotidiano di ieri la notizia che la

Procura di Roma ha chiesto di uti- lizzare le intercettazioni telefoni- che dell’indagine di Trani per so- stenere l’accusa contro Silvio Ber- lusconi, l’Ansa, invece di prendere atto, pubblica una nota surreale che cerca di smentirla. Senza riu- scirci. Eppure non è difficile capi- re la portata della novità segnalata ieri dal nostro giornale: la Procura

  • di Roma si è convinta che le tele-

fonate del premier, per fare pres- sioni sui vertici dell’Agcom nel- l’autunno 2009 al fine di ottenere la chiusura di A n n o ze ro , sono pe-

RU B Y

Ci sono altri tre

i

n d agat i

N e aveva parlato Il Fatto Quotidiano di Daniele Sa- lemi di Alba, collaboratore

  • di Mora su Torino, l’uomo

che avrebbe introdotto la sua “p ro t e t t a ”, Roberta Bo- nasia, ad Arcore. Da ieri an- che lui risulta indagato per la vicenda Ruby, nell’ambi - to dell’inchiesta che vede coinvolti la consigliera del- la Lombardia Nicole Minet- ti, il direttore del Tg4 Emi- lio Fede e lo stesso Mora as- sieme ad altre due persone legate al manager.

Assieme a Mario Sacco, 40enne di Milano e a Gen- tile Fedele, originario della Provincia di Cosenza, auti- sta e responsabile della si- curezza di Mora, Salemi compare nelle intercetta- zioni. La proroga delle in- dagini concessa ai procura- tori aggiunti Ilda Boccassi- ni, Pietro Forno, e dal sosti- tuto procuratore Antonio Sangermano dal gip Cristi- na Di Censo ha permesso una serie di riscontri sui tre. La chiusura delle inda- gini con il deposito degli atti per Mora, Fede, Minetti e gli altri tre indagati, po- trebbe essere fatta la pros- sima settimana. Stralciata la posizione di Silvio Berlu- sconi, accusato di concus- sione e prostituzione mi- norile: il processo con rito abbreviato per il premier, come noto, comincerà il prossimo 6 aprile.

nalmente rilevanti. Dopo la mossa della Procura di Roma, che ha chiesto al Tribunale dei ministri di chiedere a sua volta alla Camera di utilizzare quelle telefonate la pos- sibilità di una richiesta di rinvio a giudizio per il premier è più vici- na.

LA NOTA dell’Ansa nega questa realtà affermando che: “Nessuna decisione è stata presa dalla Pro- cura di Roma in merito alla vicen- da delle presunte pressioni che sarebbero state esercitate da Sil- vio Berlusconi sulla presidenza di Agcom per la sospensione del programma A n n o ze ro . Lo afferma-

no fonti di Piazzale Clodio. Il pre- mier è indagato per minacce e concussione. Al vaglio degli in- quirenti ci sono le risultanze del- l’indagine svolta dal Tribunale dei ministri ed, a breve, anche la trascrizione di alcune telefonate

i n t e rc e t t a t e ”. La nota anonima delle “fonti di piazzale Clodio” dell’Ansa (un’agenzia di stampa che dovrebbe cercare le notizie e non pubblicare smentite anoni- me) continua così: “Dopo la con- clusione degli accertamenti fatti dal collegio competente per i rea- ti ministeriali gli atti sono tornati alla Procura per le conclusioni di rito: queste potranno essere la ri- chiesta di rinvio a giudizio dell’in - dagato o l’archiviazione del pro- cedimento”.

L’Ansa, indotta in errore dalle sue fonti, non sa che:

1) gli atti dell'indagine su Berlu- sconi sono tornati in Procura dal Tribunale dei ministri ormai tre mesi fa; 2) le trascrizioni delle telefonate sono state fatte dalla Guardia di Finanza di Bari e sono nel fasci- colo da quasi un anno; 3) le richieste possibili da parte

della Procura di Roma, oltre alle due sopra descritte (archiviazio- ne o giudizio) ne includono una terza: la richiesta di utilizzazione delle intercettazioni alla Camera dei deputati; 4) proprio questa è stata la scelta fatta, dopo un'attenta e pondera- ta discussione durata tre mesi, dalla Procura di Roma. Ergo, come ieri è stato scritto dal Fa t t o (e non smentito dal procu- ratore Giovanni Ferrara) la Procu- ra di Roma ha chiesto al Tribunale dei ministri di inoltrare al Parla- mento la richiesta di utilizzare le telefonate del presidente del con-

Fonti d’agenzia p ro v a n o a smentire la notizia pubblicata ieri dal Fatto:

ma sbagliano

siglio nel procedimento penden- te contro di lui. Un atto quest’ul - timo che, pur non rappresentan- do una richiesta di rinvio a giu- dizio segnala un'intenzione che va in quella direzione. Per capirlo bisogna ripassare un po’ di procedura penale. L’inda - gine per concussione e minacce a corpo dello Stato nei confronti del premier ha di fronte a sé una strada lunga e tortuosa. Ora il fa- scicolo sta per planare a via Tri- boniano nel palazzo del Piacen- tini dove ha sede il tribunale dei

ministri. I tre giudici che lo com- pongono la prossima settimana cominceranno a studiare il caso.

LA PROCURA in questa stra- na procedura ha solo la possibi- lità di chiedere ma sarà ora il Col- legio dei reati ministeriali a deci- dere se inoltrare la richiesta di uti- lizzazione delle telefonate di Sil- vio Berlusconi, captate sull'uten- za di Giancarlo Innocenzi nel 2009. I tre giudici conoscono tut- te le carte ma probabilmente bi- sognerà attendere un mese per la decisione. I componenti del col- legio infatti sono "giudici part-ti- me" costretti a occuparsi delle questioni ministeriali solo una volta a settimana mentre nei re- stanti giorni continuano a far fronte alle loro cause ordinarie. Il presidente Eugenio Curatola e il

secondo componente del Colle- gio, Alfredo Sacco, sono impe- gnati quotidianamente da una montagna di cause civili alla se- conda sezione del Tribunale di Roma. Mentre il terzo compo- nente, Pier Luigi Balestrieri, è il Gip di Tivoli che sta seguendo un difficile processo per omicidio. Se i tre giudici confermeranno (come è probabile) la richiesta della Procura di Roma, la palla passerà al Parlamento e per l'esat- tezza alla Giunta per le autorizza- zioni a procedere della Camera. La stessa Giunta che ha bocciato la richiesta di autorizzazione alla perquisizione del ragionier Spi- nelli, ufficiale pagatore di Silvio Berlusconi nel caso Rubuy, con tre voti di scarto. La decisione fi- nale sulle telefonate di Berlusco- ni nel caso Agcom però sarà del-

l'aula. E solo se - con una decisio- ne a sorpresa - la Camera conce- desse l'autorizzazione all'uso del- le telefonate, il fascicolo torne- rebbe alla Procura per ripartire con la solita trafila. I pm romani dovrebbero a quel punto chiede- re il rinvio a giudizio e il tribunale dei ministri potrebbe richiedere nuovamente alla Camera l'auto- rizzazione. Stavolta non per usa- re le telefonate ma per processa- re Berlusconi. Tra il Cavaliere e il processo insomma ci sono ben quattro passaggi parlamentari che lo mettono al riparo da sor- prese. Il presidente del consiglio non rischia la galera per l'inchie- sta nata a Trani. Al massimo, se fosse salvato dalla Camera con il diniego all'uso delle intercetta- zioni, rischierebbe la faccia. Ma quella l'ha già persa.

PROCEDURE La via delle “autorizzazioni”

zione. Anche alla Procura è stato attribuito un ruolo, molto blan- do però: deve formulare una ri-

  • I l collegio per i reati ministeriali, detto anche “Tribunale dei ministri” giudica i reati com- messi da premier e ministri nell’esercizio delle funzioni. Tali sono stati ritenuti, nell’ipotesi dell’accusa, quelli commessi dal premier nelle telefonate del 2009 a Giancarlo Innocenzi. Nato con legge del 1989 dopo il conclamato fallimento del processo “p a r l a m e n t a re ” (con gli onorevoli che facevano gli inquirenti e la Corte Costituzionale il giudice), il “tr ibunale” è composto da tre giudici estratti a sorte per ogni distretto di Corte d’appello. Al Parlamento è rimasto un ruolo importante di interdizione che però entra in gioco solo al termine delle indagini. Se il Tribunale dei mi- nistri vuole processare Berlusconi o i suoi mi- nistri, deve chiedere alla Camera l’autor izza-

chiesta (di archiviazione o rinvio a giudizio) che però il Tribunale dei ministri può disattendere. Un’ulteriore complicazione sorge quando l’accusa – come nel caso Agcom – si basa sulle intercettazioni, la cui utilizzazione deve esse- re autorizzata dal Parlamento. È il caso Ag- com. Ora il Collegio dei reati ministeriali dovrà esprimersi a sua volta. Se aderirà alla posizione della Procura, la richiesta di usare le intercet- tazioni andrà esaminata dalla Giunta per le au- torizzazioni della Camera e poi dall’aula. Se il Parlamento negasse l’uso delle telefonate con- tro Berlusconi, la Procura e il Tribunale dei mi- nistri si troverebbero di fronte a un bivio: ar- chiviare o tentare di sostenere l’accusa senza, solo sulla base dei verbali e dei documenti.

IL CAPO DELL’AU T H O R I T Y

pagina 2 È un potere indebolito quello di Berlusconi, ma non sconfitto. L’uomo ci ha insegnato

E BERLUSCONI DISSE ALL’AGCOM: “SIETE UNA BARZELLETTA”

I l 29 novembre 2009 il premier chia-

scusami, ma che cazzo siete lì a fare?

  • B. E allora, non fate nulla per ? ...

 

ma il consigliere Agcom Giancarlo In-

I.

No, tu hai ragione purtroppo ...

  • I. Allora, dunque, la situazione adesso è a

nocenzi.

B.

Eh, fai un casino della madonna, fai di-

questi termini: noi non abbiamo nessuna co-

B.

Giancarlo.

chiarazioni pubbliche, dici “questa autorità

municazione, io mi son visto tre o quattro volte

I.

Ciao presidente.

qui fa schifo, mi vergogno di appartenere a

con Mauro, con Masi, ci siamo visti anche con

B.

Ciao, dal Garante non ne è venuto nulla di

un'autorità che non decide niente”.

i due magistrati, ci siamo visti anche con il

nulla nei confronti della Rai, vanno avanti così,

I.

Ma se tu, come dire, mi autorizzi ad andare

segretario generale e stavolta, pur essendo ...

adesso, giovedì, cioè Ghedini (sic), lui a me mi

fino in fondo ...

  • B. Scusami, stasera va in onda il processo Mil-

dice che dà il processo Mills, ora, è una cosa

B.

Ma certo, ma non si può accettare più una

ls a Berlusconi ...

 

assurda, dico, questo garante, se voi non riu- scite nemmeno ad intervenire, a dire che non

situazione del genere, scusami, ma devo ve- nire a sapere che io sono processato a Milano

  • I. Masi non ci ha comunicato niente, ufficial- mente ...

si fanno in televisione i processi che si svolgono

e che la Rai anticipa il processo Mills il giovedì

  • B. Lo sanno tutti! “U f fi c i a l m e n t e ”non c’e n t ra

in corso nelle aule dei tribunali, ma che cazzo

sera ad Annozero, ma siamo matti.

niente, lo sapete, siete lì, io devo avere un’Au -

di organismo siete.

I.

No, io, lunedì mattina faccio ...

torità che sa tutta questa roba qui, c’è scritto

I.

Guarda, noi abbiamo aperto l’istruttor ia.

B.

Fammi sapere, dimmi tu cosa devo fare,

sui giornali, questa sera va in onda, è scritto sui

B.

Aprite l’istruttoria intanto lasciate andare

faccio una telefonata di fuoco al presidente

giornali

...

e

voi non fate un c

...

?!

avanti delle cose del genere, ma scusa.

dell’Authority, etc, etc

...

faccio una dichiara-

  • I. No no, però scusa Presidente, cioè il pro-

I.

Eh ma purtroppo sai, lì i tempi sono da un

zione pubblica, non lo so.

blema è che purtroppo quella è un’Autor ità

punto di vista ...

I.

No, quello vale la pena che una telefonata

fatta secondo alcune norme

...

se non le segui,

B.

Eh, ma, i tempi, ma non è possibile che voi

la faccia.

dopo non serve a niente ...

sappiate che esiste il male e non che c’è pro-

B.

Và bene dai, domani mattina chiamami

  • B. E tutto quello che è passato prima non

sione unica, fate

schifo, siete una barzelletta, non siete un’Author ity! Dillo al presidente da parte mia, che non siete un’Authority, siete una barzelletta,

che si vergogni di portare a casa i soldi per quel- lo che state facendo. Foste delle persone serie

vi dovreste dimettere. Ti saluto.

  • I. No, guarda, volevo dirti però che ho dato a

Masi gli elementi, se lui non ci manda una

lettera nella quale chiede, purtroppo non si può fare niente, è quello il punto.

  • B. Va bene.

  • I. Ha tutto quanto lui, io oggi pomeriggio, alle

tre, ci sono anche quelli della vigilanza che

vengono da me, ai quali gli abbiamo dato tutti i documenti, però bisogna andare secondo una certa linea, io ...

  • B. Ma che lettera ti deve mandare Masi?

grammato un appuntamento che è contro

alle nove e mezza, dopo che hai messo a pun-

conta un c ?! ...

  • I. Gli ho dato anche la copia, gli ho dato la

ogni cosa giusta che è contro ogni

...

che è

to una strategia , ciao grazie.

  • I. Quelli

...

sono aperte le istruttorie.

bozza della copia dove lui deve scrivere ...

contro tutto e voi lasciate che accada

...

ma

Il 3 dicembre il problema è ancora lì.

  • B. Va bene ti saluto, guarda, siete una delu-

  • B. Va bene, adesso lo chiamo subito.

pagina 4

pagina 4 Domenica 20 febbraio 2011 DOPO TANGENTOPOLI O ltre a Carla Fracci, alla modella Gaia

Domenica 20 febbraio 2011

DOPO TANGENTOPOLI

O ltre a Carla Fracci, alla modella Gaia Bermani Amaral e a Daniele Montezemolo (fratello di Luca) a

“E’ un’ingiustizia insopportabile”: Pisapia

colpire l’opinione pubblica è stato il nome di

Giuseppe Pisapia, che dal suo sito internet risponde alle polemiche così: “Spero - dice - che Saviano abbia torto e che il fango non entri tra le armi della campagna elettorale. Mi

macchina del fango". Pisapia ricorda che la compagna "non è candidata a niente" ma è "semplicemente una donna che lavora" e che "paga il regolare affitto che è previsto".

difende la compagna

Cinzia Sasso, anche lei nell’inchiesta meneghina sul Pio Albergo Trivulzio. La donna è infatti la compagna del candidato sindaco di Milano per il centrosinistra,

tocca da vicino quello che accade oggi e mi fa più male perchè non riguarda me ma la persona a me più vicina. C'è stato un vortice di telefonate anonime, nel puro stile della

Liquida il tutto come una "vicenda privata" che divien "il pretesto oggi per colpire me". Ancora: "Trovo che sia un'ingiustizia insoppor tabile".

   

LE CASE DELLA LIBERTÀ

Pio Albergo Trivulzio, nello scandalo affittopoli qualche vip di sinistra. Ma il resto è tutto a destra

di Davide Milosa

  • C anoni irrisori per gioielli immobiliari del Pio Alber- go Trivulzio. E una lista zeppa di nomi noti. L’af -

fittopoli meneghina annuncia una nuova stagione di malaffa- re all’ombra della Madonnina. Sì, perché oltre ai cognomi ec- cellenti (tra i nuovi la moglie dell'ex ministro Brancher e l'ex “spione”di Telecom Fa b i o Ghioni) pizzicati a versare po- che centinaia di euro al mese per case di lusso, la vera partita ora si gioca all'interno della di- rigenza della Baggina dei mila- nesi (sotto inchiesta da parte della Corte dei conti) che si sve- la per quello che è: un protet- torato del Pdl e di Silvio Ber- lusconi. Qui, infatti, il Cavalie- re nel 2009 ha donato 500 mila euro per restaurare un reparto poi dedicato alla madre. E sem- pre qui, negli anni, sono state impostate tutte le linee opera- tive: dagli appalti, agli affitti fi- no alla vendita del patrimonio immobiliare, il vero punto di domanda ancora irrisolto.

UN ENIGMA che, stando alla dirigenza del Pat, dovrebbe es- sere svelato domani con la con- segna a Palazzo Marino di una seconda lista di nomi e indirizzi. Tra questi, ad esempio, un ap- partamento in largo Rio de Ja- neiro 7 venduto ad Antonio Mobilia, direttore generale del- l'ospedale San Carlo, molto vi- cino alla famiglia La Russa. Ma c'è ancora tanto da capire: ad esempio che fine hanno fatto i nove appartamenti di corso Sempione 51 (uno abitato dal-

l'attuale assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti) o ancora i dodici di via Tortona 21 in zona Navigli. Tutti indirizzi già trascritti nell'elenco del 1999, ma non citati in quello re- so noto giovedì. Nel frattempo, lo scandalo aiuta a mettere in luce, all'interno del Pat, un comitato affaristico-po- litico che ruota attorno al Pdl. Questo il punto: un centro di potere che dopo lo scossone di Mani Pulite si è rimesso in piedi, macinando nuove ombre, mille sospetti e soprattutto reati co- me fu dimostrato nel 2000 dal rapporto del segretario genera- le del Comune di Milano Giu- seppe Albanese, incaricato dal- l'allora sindaco Gabriele Alber- tini di compulsare gli affari della Baggina. Ne uscì un documento di venti pagine in cui si accer- tarono “irregolarità per viola- zione di legge e sotto il profilo dell'eccesso di potere”. Un dato certo che non finì sul tavolo del- la Procura di Milano. Il Cda del Pat fu commissariato, come do- po lo tsunami di Tangentopoli. Bastarono pochi mesi perché le

Domani verrà consegnata a Palazzo Marino una seconda lista di nomi e indirizzi

forze politiche riequilibrassero il tutto. Ora, però, i giochi po- trebbero essere riaperti da un esposto dell'Usis (Unione sin- dacale italiana sanità) atterrato l'11 novembre scorso sul tavolo del procuratore aggiunto Alfre- do Robledo. Guarda caso lo stesso magistrato che proprio ieri ha aperto un fascicolo sul- l'affittopoli della Baggina. Al momento non viene specifica- to alcun reato, anche se l'ipotesi più probabile è che nei prossi- mi giorni, dopo l'acquisizione degli elenchi, si procederà per abuso d'ufficio.

NELL'ATTESA, a colpire è il monocolore azzurro che veste una parte consistente dell'orga- nigramma del Pat. Un'onda lun- ga rimontata direttamente dal vecchio Psi milanese, che dopo il crollo del '92 ha trovato natu- rale dimora in Forza Italia. Un'appartenenza politica (ma non di partito) di cui non ha mai fatto mistero l'attuale presiden- te del Cda Emilio Trabucchi. Non è un segreto la sua amicizia con Letizia Moratti. Trabuc- chi al Pat ci arriva nel 2004. Con lui in Cda troviamo il consiglie- re Stefania Bartoccetti ch e nel 2006 ha partecipato alle am- ministrative milanesi con la lista della stessa Moratti. Per lei la partita politica è stata un flop. Molto meglio è andata a Fa b i o Nitti, direttore generale della Baggina e attuale consigliere provinciale, naturalmente in quota Pdl. Proseguiamo: direttore del re- parto di Cardiologia è Stefano C a r u go , il quale occupa anche una poltrona nel consiglio re-

Emilio Trabucchi Stefania Bartoccetti Stefano Carugo presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano nel listino Moratti
Emilio Trabucchi Stefania Bartoccetti Stefano Carugo presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano nel listino Moratti
Emilio Trabucchi Stefania Bartoccetti Stefano Carugo presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano nel listino Moratti

Emilio Trabucchi

Stefania Bartoccetti

Stefano Carugo

presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano

nel listino Moratti alle amministrative del 2006

direttore cardiologia del Pat e consigliere regionale Pdl

Emilio Trabucchi Stefania Bartoccetti Stefano Carugo presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano nel listino Moratti
Emilio Trabucchi Stefania Bartoccetti Stefano Carugo presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano nel listino Moratti
Emilio Trabucchi Stefania Bartoccetti Stefano Carugo presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano nel listino Moratti

Fabio Nitti

Francesca Zanconato

Il Pio Albergo Trivulzio

consigliere provinciale

è la moglie del presidente Eni

Dopo Tangentopoli, torna sotto la lente

del Pdl

Paolo Scaroni (nella foto con lei)

d’ingrandimento della Procura di Milano

gionale lombardo eletto nelle li- ste del Pdl. In passato è stato pri- ma consigliere e poi assessore a Monza con un passaggio anche a Palazzo Marino sempre nella squadra dei berluscones. Im- piegato del Pio Albergo è poi quel Vincenzo Giudice, già presidente della municipalizza- ta Zincar (fallita nel 2009 con un crack da milioni di euro) e at- tualmente consigliere comuna- le del Pdl. Lo stesso Giudice che, in curriculum, può mette- re un incarico di rappresentan- te sindacale al Pio Albergo Tri-

vulzio. Sindacato di riferimen- to: la Uil, la cui grande stagione al Pat coincide con la presiden- za di Mario Chiesa. Politica, dunque. Ma anche po- teri forti. Al Pio Albergo Trivul- zio tutto si rappresenta. E così dal cda spunta Francesca Zan- conato, carica da vice presi- dente e moglie di Paolo Scaroni, presidente dell'Eni e consiglie- re di Generali, con piccoli inte- ressi nell'universo del Cavalie- re. Scaroni, infatti, detiene po- che quote della società Milan. Per non parlare degli impresen-

tabili riciclati come Vito Cor- rao, condannato in primo e se- condo grado per aver pilotato alcuni appalti pubblici tra il 1996 e 1998. Fino a venti giorni fa, Corrao, all'interno del Pat, ri- copriva l'incarico di direttore sanitar io. Questo lo scacchiere sul quale affittopoli rappresenta solo l'ul- tima mossa. Sì, perché oltre ai canoni e alle compravendite ci sono gli appalti milionari. Ma qui la partita, ancora tutta da di- sputare, aggiunge altri giocato- ri: i boss della 'ndrangheta.

Giustizia, una “r i fo r m a ” per vendicarsi dei magistrati

LA BOZZA VOLUTA DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LIMITA FORTEMENTE AUTONOMIA E SPAZI D’INTERVENTO DEI PM

di Gian Carlo Caselli

  • M ettiamo di voler riformare il Catechismo. Se questo

compito fosse assunto da un miscredente mangiapreti, tutti penserebbero di essere nel teatro del grottesco. Para- dossalmente, un po’ quel che potrebbe venire in mente se la riforma della giustizia fosse presa in carico da un signore ossessionato dai suoi proces- si, che odia e insulta i giudici perché non vuol saperne di essere giudicato, che non ac- cetta il principio di legalità ma pretende che l’osser van- za delle regole valga per tutti i mortali eccetto lui. E invece qui non siamo nel teatro del grottesco ma in Italia. È nel nostro Paese, infatti, che a pi- lotare la riforma della giusti- zia, in quanto presidente del Consiglio, troviamo un pre- sunto innocente fino a sen- tenza definitiva ma sotto pro- cesso per concussione, pro- stituzione minorile e fatti di

corruzione; un leader che ama rivolgere ai magistrati epiteti leggiadri tipo pazzi, golpisti, cancro da estirpare; e che invece di difendersi nei processi cerca di scansarli an- che con leggi “ad personam”. Il quadro è poi impreziosito dal fatto che ad approvare la riforma saranno chiamati quegli stessi soggetti che han- no “diver tito”Giovanni Sarto- ri, facendogli scrivere – sul Corriere della Sera del 18 feb- braio – che “non si era mai vi- sto, nemmeno in Italia, che ben 315 parlamentari votas- sero e accreditassero la favola (favola anche per un bambi- no di sei anni)” di un premier “intervenuto a notte fonda al- la Questura di Milano per evi- tare un incidente diplomati- co con l’Eg itto”.

TANTO PREMESSO, è fa- cile comprendere che parlare di “riforma della giustizia” è giocare con le parole. E difatti basta scorrere i titoli dei vari

capitoli della psuedo-riforma abbozzata venerdì scorso dal Consiglio dei ministri (in atte- sa di conoscere il contenuto di sca- tole per ora solo etichettate ma vuote) per ren- dersi conto che in cantiere non vi è niente di niente che possa fare sperare in un mi- glioramento sia pur minimo del- l’efficienza e rapidità del ser- vizio giustizia. La pseudo-ri- forma (anche a non ritenerla ispirata da intenti punitivi o peggio di vendetta), appare decisa in tutta fretta, ab irato e non frigido pacatoque animo, va- le a dire con elaborazione me- ditata e largamente condivisa, come è invece necessario – per definizione – quando si tratta di interventi di portata costituzionale. L’obiettivo di ciascun capitolo della cosid- detta riforma della giustizia e

del suo insieme (separazione delle carriere; sdoppiamento del Csm; revisione del sistema disciplinare; amplia- mento dei poteri del ministro Guardasigilli; modifiche in tema di responsabilità dei giu- dici) è con assoluta evidenza quello di mortificare le preroga- tive costituzionali del- la magistratura, in par- ticolare quella requi-

Separazione delle carriere, più poteri per il Guardasigilli, re s p o n s a b i l i t à dei giudici:

ecco il piano

pagina 4 Domenica 20 febbraio 2011 DOPO TANGENTOPOLI O ltre a Carla Fracci, alla modella Gaia

rente, posto che l’autonomia e gli spazi di intervento dei pm ne risulterebbero massiccia- mente ridotti. Un’e videnza rafforzata dalla esplicitazione – nella conferenza stampa di presentazione della “rifor ma” – del proposito di voler ope- rare, oltre che sul versante del- l’autorizzazione a procedere, anche su quello delle intercet- tazioni, con un drastico giro di vite che impedirebbe di assi- curare alla giustizia fior di cri- minali comuni (assassini, stu- pratori, pedofili, bancarottie- ri, usurai, corruttori, traffican- ti di droga e via elencando ), ... sacrificando con disinvoltura la sicurezza di tutti i cittadini sull’altare degli “arcana impe- r ii” di pochi. Dunque, non riforma della giustizia ma penalizzazione della magistratura e compres- sione della sua indipendenza. Un percorso finalizzato a una sostanziale impunità che si fa beffe del principio cardine di ogni democrazia: l’ugua glian-

za di tutti i cittadini di fronte alla legge. Qualche bello spi- rito ama sostenere che i magi- strati sono abbarbicati alla lo- ro indipendenza perché non vogliono perdere un privile- gio della casta.

BALLE! I magistrati hanno il dovere di osservare lealmente le leggi, tutte le leggi, anche quelle che dovessero intacca- re la loro indipendenza. Ma in questo caso sarebbero tenuti – per legge – a rispettare le di- rettive di chi avrebbe il potere – sempre per legge – di pilo- tare i loro interventi in deter- minate direzioni. Ma così ogni possibilità di giustizia giusta, eguale per tutti, andrebbe au- tomaticamente al macero. Il che significa che l’indipen - denza della magistratura non è un privilegio della casta giudi- ziaria, ma un privilegio dei cit- tadini. Spetta quindi ai cittadi- ni (ad essi soprattutto) difen- dere questo privilegio. Nel lo- ro interesse di uomini liberi.

Domenica 20 febbraio 2011

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 5 SCANDALI MONDIALI U n incontro ''di prassi'', che è andato

pagina 5

SCANDALI MONDIALI

U n incontro ''di prassi'', che è andato “sostanzialmente bene”. Il giorno dopo il tradizionale

Bagnasco frena gli entusiasmi: con il Cav.

ricevimento per celebrare i Patti Lateranensi, il

il premier Silvio Berlusconi aveva lasciato l’Ambasciata presso la Santa Sede commentando “benissimo, come sempre”, oggi il capo dei vescovi italiani frena gli entusiasmi:

istituzionale, di prassi, che ha il suo valore simbolico e anche contenutistico sostanziale, quindi nella norma dell’incontro e del rapporto tra le istituzioni”. Lapidaria la risposta alla

“incontro di prassi”

presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, commenta così l’incontro a Palazzo Borromeo tra la delegazione del Vaticano e i vertici dello Stato italiano. E se ieri, al termine,

un appuntamento “istituzionale”, precisa il porporato, che rientra “nella norma”. L'incontro si è svolto “in maniera tranquilla”. Per il porporato è stato “un incontro

domanda su come sia andato. “Come risulta - si limita a dire il cardinale Bagnasco - sostanzialmente bene, in maniera tranquilla. Andiamo avanti”.

   

IL BUNGA BUNGA SI PAGA PERSINO IN RUANDA

Un ministro si è dimesso dopo la diffusione di foto compromettenti

di Alessandro Cisilin

S embra l’ennesima barzel- letta ma non lo è. Il mini- stro ruandese allo Sport, Joseph Habineza, si è di-

messo dopo la diffusione sul web di alcune foto che lo im- mortalavano abbracciato ad al- cune ragazzine, pare durante i festeggiamenti di San Valenti- no. E il suo primo ministro, Ber- nard Makuza, le ha prontamen- te accettate, nonostante godes- se di un’amplissima popolarità. Una variante, chissà, forse solo light del “bunga bunga”, ma lo stesso dimissionario, pur par- lando di ragioni personali die- tro la sua decisione di lasciare, ha ammesso che “immagini del genere non sono adatte a un Mi- n i s t ro ”. A dare la notizia è stata l’agenzia di stampa ruandese, RNA: e dopo aver ricordato il grande successo che l’ex Mini- stro riscuoteva presso i giovani (era ministro della Gioventù dal 2005) per il suo eloquio franco, ha concluso che quegli stessi giovani o, meglio, quelle stesse giovani, sono state la causa del- la sua caduta. Le foto, che se- condo Habineza risalivano al 2008, erano state pubblicate domenica scorsa da un sito di opposizione, “Le Prophete”. La notizia sembra dunque con- fermare a posteriori il declassa-

risposta: perché?”. Quesito ri- preso da altri espatriati sulle co- lonne dello statunitense He - rald Tribune. “Ne abbiamo ab- bastanza del machismo del pre- mier, l'Italia è una delle otto po- tenze industriali della Terra, ma quanto al trattamento riservato alle donne vive nel medioevo", dice Chiara Ruffa, ricercatrice presso il Kennedy Center. E quando si passa dalle intervi- ste agli editoriali il quadro si fa ancor più misero. Il Financial Times definisce l'Italia berlu- sconiana nei termini di "un'eco- nomia sclerotica, contaminata dalla corruzione e dal crimine organizzato, controllata da una classe dirigente gerontocratica arroccata nella politica e negli affari, escludendo i giovani". Il protagonista è, naturalmente,

lui: “Un premier 74nne che ha molti aspetti del classico auto- crate arabo: è immensamente ricco, controlla la grande parte dei media circondato da yes men”. Insomma, “il miglior amico di Gheddafi”, che avreb- be però bisogno oggi di un con- siglio dai suoi colleghi “auto - c ra t i ” già cacciati dal potere nel Nordafrica. “Mettere fine a que- sta poco edificante commedia e indire nuove elezioni, saran-

no gli italiani ad avere l'ultima r isata”, consiglia il quotidiano londinese. E se la stampa euro- pea oramai ci paragona dunque ai regimi arabi oggi traballanti, l'immagine del Belpaese viene ridicolizzata perfino nel Sud del mondo. “Corruzione, l'Ita- lia è un passo in avanti?”, si chie- de il quotidiano di Delhi The Hindu, rilanciando una catena di stereotipi che ci accomune- rebbero agli indiani. “Amiche - voli, ospitali, gli unici in Europa a saper cucinare un decente ci- bo vegetariano. Ma al contem- po ladri e doppiogiochisti”, a iniziare dai governanti, che tra le altre cose “intascano parte dei soldi destinati alle vittime dei terremoti e poi ricostrui- scono facendo le case che sono le prime a crollare”. In effetti, “l’India è un’Italia dalle dimen- sioni asiatiche”, sintetizzava un secolo e mezzo fa il cronista Karl Marx su un giornale ne- wyorchese. Ma noi ab- biamo qualcosa in più, spiega ora il quotidia- no indù: “L'India non ha un lotario invec- chiato al potere, le cui feste con le mi- norenni gettano il paese nel ribrezzo inter nazionale”.

Naomi Campbell (FOTO OLY C O M ) In un’intervista Sarah Brown racconta di aver visto
Naomi
Campbell
(FOTO OLY C O M )
In un’intervista
Sarah Brown
racconta di aver
visto il premier
italiano chiedere
il numero
alla Campbell
Il “Bunga Bunga
Il “Bunga Bunga

nel mondo” I titoli dedicati a Silvio Berlusconi dalla stampa internazionale, che ormai quotidianamente si occupa delle vicende del Primo ministro italiano. Accanto, le foto che sono costate le dimissioni al ministro ruandese, Joseph Habineza

mento dell’Italia al 67mo po- sto, proprio sotto il Ruanda, nell’ultima classifica globale sulla corruzione dell’or ganiz- zazione Transparency Interna- tional. E in effetti da una prospettiva internazionale la catena di indi- screzioni e scandali che coin- volgono il premier risulta sem- pre meno difendibile, tanto da condirsi quotidianamente di nuovi particolari. “In una cena tra leader mondiali Berlusconi

chiese il numero di telefono di Naomi Campbell”, racconta Sa- rah Brown, moglie dell'ex pre- mier laburista britannico, in un’intervista al Daily Mail. Il moderatissimo Times gli con- sacra addirittura due pagine, raccogliendo tra l’altro i malu- mori dei connazionali all’este - ro. “Mi vergogno di essere ita- liana – confessa ad esempio la produttrice cinematografica Li- via Giuggioli, moglie dell'atto- re Colin Firth – oramai vado in giro dicendo che sono spagno- la. È una tragedia avere que- st'uomo al potere da così tanto tempo. Eppure continua a prendere voti. Questa è la do- manda a cui vorrei sentire una

VARIAZIONI
VARIAZIONI

sul tema “malefatte”

Cicchitto, Belpietro e il rapinatore “f id u c i o s o ”

BERSANI “Saremo in tutti i carnevali ...”

lir io”. Il segretario del Pd ha poi lanciato stoccate a Vendola, senza nomi-

S

trali contro Berlusconi, frecciate a Vendola. Ieri Pier Luigi Bersani,

chiudendo la Conferenza nazionale delle donne democratiche a Roma, ha nuovamente chiesto le dimissioni del premier: “Se viene fuori che uno di 74 anni dà 285 mila euro in due mesi a una minorenne, non voglio essere gover- nato da uno così. La questione di un passo indietro non è di sinistra, di de- stra o di centro, ma di dignità del Pae- se”. Bersani ha ricordato i danni all’im- magine dell’Italia: “Saremo in tutti i carnevali del mondo, altro che inve- stimenti esteri in Italia, Marchionne e Fi a t ”. Rassicurazioni sull’impegno del Pd per le quote rosa (“Puntiamo a un governo con metà donne”) e replica alla Gelmini: “Ma come si fa a dire che la manifestazione delle donne del 13 febbraio era espressione di poche ra- dical chic? Siamo ai dieci passi nel de-

narlo: “Non ci sto a met- termi in termini di narrazione favoli- stica, dovremmo proporre un sogno che abbia le gambe per camminare. Il leader della coalizione? Nelle demo- crazie occidentali, le leadership sono frutto di una decisione collettiva”.

l.d.c

Bersani e Bindi ieri alla Conferenza nazionale delle donne (FOTO ANSA) (

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 5 SCANDALI MONDIALI U n incontro ''di prassi'', che è andato

di Alessandro Robecchi

O re d’angoscia e momenti di terrore, ieri a Roma, quan-

do un uomo armato si è bar-

ricato all’interno di un ufficio postale, minacciando di ucci- dere tutti gli ostaggi, una set- tantina secondo le prime rico- struzioni. Nella tarda mattina- ta è stato diffuso l’identikit del misterioso malvivente: ele- gante, apparente età di settan- tatré anni, basso di statura, ca- pigliatura probabilmente po- sticcia, orecchie enormi, ac- cento del nord. La polizia, al- lertata la Procura, ha avviato le prime trattative. Numerose le reazioni del mondo politico:

ecco le principali dichiarazio- ni battute dalle agenzie. Fabrizio Cicchitto:“Stupisce l’ac - canimento delle forze dell’or - dine che sono arrivate al pun- to di circondare l’ufficio po- stale con uno spiegamento di forze spropositato”. Daniela Santanchè: “E Marraz- zo, allora? E Vallanzasca?”.

Emilio Fede: “Una normale bol- letta da pagare. E poi, in un uf- ficio postale uno è libero di fa- re quel che vuole, no?”. Cardinale Bagnasco: “L i m i t a re gli eccessi e le contrapposizio- ni. E’ doveroso un richiamo al- la moralità, ma anche le forze dell’ordine diano l’esempio, ritirandosi ed evitando l’acca - nimento”. Daniela Santanchè: “E Fini, allo- ra? E Pietro Pacciani? La sini- stra li ha sempre difesi. Ma lo sa quanti ostaggi ha preso Stalin? Milioni!”. Alessandro Sallusti: “Sinistra con doppia morale: prima assolve gli espropri proletari, poi si ac- canisce su un cittadino che pretende un miglior funziona- mento delle Poste, rovinate dai sindacati”. Luigi Amicone:“Andiamo, siamo uomini di mondo. Chi di noi non ha mai preso settanta ostaggi in un ufficio posta- le?”. Giuseppe Cruciani: “Tenere sot- to tiro settanta ostaggi. Embè?

Vi scandalizzate voi? Io no, non capisco questo clamore”. Gaetano Quagliariello: “Un vero linciaggio mediatico. Cosa ci facevano settanta persone in un ufficio postale? Qualcuno le ha pagate per andarci?”. Carlo Rossella: “Ostaggi! Che esagerazione! Diciamo clienti delle Poste momentaneamen- te trattenuti da un altro clien- te”. Maurizio Belpietro: “Ma scusate,

quali prove abbiamo che quel signore minacci gli ostaggi? Siete stati là dentro, voi? No. E allora sono solo illazioni”. Verso sera, la situazione si è fe- licemente risolta, gli ostaggi sono usciti sani e salvi, soltan- to un po’ provati dall’espe - rienza e depressi dalle barzel- lette raccontate dal rapitore. Il malvivente si è detto sereno e fiducioso che il polverone sol- levato dalla sinistra si risolverà in un boomerang e non gli bloccherà la strada per il Qui- r inale.

*Scr ittore

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pagina 6 Domenica 20 febbraio 2011 L’ 150 ANNI Nel 1847 i due autori inno d’Italia

Domenica 20 febbraio 2011

L’

150 ANNI

Nel 1847 i due autori

inno d’Italia è stato scritto e musicato da due patrioti ventenni. Goffredo Mameli nato

impresa, venne arruolato nell’esercito di Giuseppe Garibaldi con il grado di capitano. Nel 1849, nella difesa della Villa del Vascello

Michele Novaro, che ha scritto le musiche dell’inno, nacque anche lui a Genova il 23 ottobre 1818.

erano poco più che ventenni

il 5 settembre del 1827 a Genova, quando compose l’inno era il 1847. Nel marzo del 1848 organizzò una spedizione per andare in aiuto a Nino Bixio durante l’insurrezione di Milano e, in virtù di questa

durante la breve Repubblica Romana fu ferito in maniera non particolarmente grave da un commilitone, con la baionetta, a una gamba. Morì per la sopravvenuta infezione il 6 luglio a soli 21 anni.

Nel 1847 aveva quindi 29 anni. Morì povero tra difficoltà finanziarie e problemi di salute e venne sepolto nella sua città natale nel cimitero monumentale di Staglieno, accanto a Giuseppe Mazzini.

   

Pubblichiamo di seguito ampi stralci dell’esegesi dell’Inno di Mameli fatta giovedì sera a Sanremo da Roberto Benigni.

L’INNO DI BENIGNI

COSÌ SIAMO R I S O RT I

La lezione “it aliana” sul palco dell’Ar iston

U omini memorabili hanno da- to la vita non in senso poe- tico ma proprio fisico per noi. Si parla spesso di Risor-

gimento, ma vista dall’alto fu un’impresa di enorme grandezza. Tutto il mondo aveva gli occhi sul- l’Italia. Se voi prendete la storia del mondo, in quel momento lì è con- centrata la grandezza. Una grandez- za senza pari, intrisa di gioventù. Erano tutti ragazzi sul serio, Gof- fredo Mameli aveva vent’anni, co- me Michele Novaro che ha scritto la musica dell’inno. Ma anche gli altri, Mazzini, Cavour, erano ragaz-

zini. Eran tutti dei ragazzi, tutti gio- vani. Tutti morti a 25, 26, 27, 28 anni e hanno dato davvero la vita per noi. Tutto il mondo ci guarda- va, Garibaldi era un vero mito: altro che Che Guevara, Bono, i Beatles o i Rolling Stones. Garibaldi era una cosa impressionante per tutti, era detto El diablo, era impressionante per la bellezza, l’ardore, il coraggio. Era l’eroe dei due mondi (non sto parlando di Marchionne, sempre di

Gar ibaldi

...

(

)

I più grandi scrittori dell’ep o-

ca, come il duca di Wellington,

Attraverso Mameli, Garibaldi, Mazzini e tutti i ragazzi morti per la patria ci ha raccontato la storia dell’unità nazionale

(

...

)

E poi le donne del Risorgimento.

La Contessa di Castiglione, la Trivul- zio di Belgioioso che a sue spese por- tava dei battaglioni da Napoli a Mila- no a combattere per liberare i mila-

nesi. La Certosa di Parma di Stendhal è ispirato a lei. Anche Hayez l’ha di- pinta. Poi la Blondel, la Paolucci, Ani- ta Garibaldi morta incinta a seguito del marito per andare a Venezia scap- pando dai nemici.

(

)

E non hanno mai avu-

bastava dire una cosa diversa da quel- la che pensava l’altro e ti buttavano nelle galere) e il granduca di Toscana era un fantoccio nelle mani degli au- striaci. Un’Italia dilaniata, continua- mente. ( ) ... Mameli scrisse così: “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”. Ripete due volte Ita- lia, perché all’epoca bisognava sen- tirla che c’era questa Italia (immagi- natevi questo ragazzo di vent’anni morto sei mesi dopo aver scritto l’in - no insieme a Garibaldi nella difesa della Repubblica romana per una fe- rita alla gamba).

rente era un cervello immenso. Met- ternich, l’uomo che in Austria ha fat- to il congresso di Vienna, che ha de- ciso le sorti della storia ha lasciato scritto: “Io ho incontrato sultani, zar, imperatori, principi, re, e li ho bloc- cati tutti. Solo con una persona non m’è riuscito fare niente, un italiano facondo come l’uragano, instancabi- le come un innamorato e il suo nome è Giuseppe Mazzini”. Fondò la Gio- vine Italia, ci ha dato il nostro avve- nire. Se siamo qui che si può festeg- giare l’unità d’Italia, talmente bella da

Charles Dickens o come Alessan- dro Dumas padre, quello de “I tre Moschettier i”, che seguiva
Charles Dickens o come Alessan-
dro Dumas padre, quello de “I tre
Moschettier i”, che seguiva Garibal-
voto
l’hanno
di col taccuino, in tutto il mondo,
questi personaggi si tassavano per
finanziare quest’impresa di bellez-
za che c’era in Italia, di grandezza
immensa, eroica, epica. Gli italiani
erano diventati un mito, li segui-
vano, e ovunque ci fosse un’ing iu-
stizia veniva detto: “Chiamiamo Ga-
r ibaldi!” ( ) ...
Prima la cultura
della nazione
“L’Italia s’è desta”. Svegliatevi! Sve-
gliamoci! L’unica
maniera per
realizzare i
propri so-
gni è sve-
gliar si!”. ( ) ...
“Dell’elmo di
Scipio s’è cin-
ta la testa”. L’I-
talia s’è sveglia-
ta e s’è messa l’el -
mo di Scipione,
Publio Cornelio Sci-
MAMELI NEL 1847 aveva vent’an -
ni. Poi arriverà il ‘48, si dice ancora “è
successo un ‘48”, le cinque giornate
pione l’Africano, il più grande gene-
rale di tutti i tempi che nel 202 avanti
Cristo sconfisse Annibale a Cartagi-
di Milano, c’erano Manzoni, Verdi,
ne.
perché l’Italia è l’unico paese al mon-
do dov’è nata prima la cultura e poi la
nazione.
(
“D ov ’è la vittoria? Le porga la
chioma, che schiava di Roma
)
(
)
Erano persone mirabili, Mazzini,
Cavour, Garibaldi, tutti e tre entrati in
Iddio la creò”. Come una
dea. Ed è vero, per-
ché nessun’al -
politica e usciti dalla politica più po-
veri di come c’erano entrati, ma han-
no arricchito gli italiani, enorme-
mente. Un paese che non proclama i
suoi valori con forza è pronto per

l’oppressione e la servitù. Se non ci si ricorda del nostro passato non si sa neanche dove stiamo andando.

Roberto Benigni garibaldino visto da Manolo Fucecchi. Sopra, Goffredo Mameli

(

)

La Parola Risorgimento l’ha usata

per primo l’Alfieri “perché un giorno

tro luogo al mondo ha avuto un’av -

permettere che qualcuno dica “non

avuto nel 1946. La prima donna mi-

tu inestinguibile risorgerai, magnani-

(

)

Novaro lo lesse è disse che era

ventura bella come quella della città

la festeggio”, con tutta la libertà, vuol

nistro è stata Tina Anselmi nel 1976,

ma, una e libera”. Risorgere è una pa- rola che viene dal Vangelo, religiosa, è proprio una Resurrezione. L’Italia

di Roma. Qualcuno, a volte, sbaglia il soggetto. Non è l’Italia schiava di Ro- ma, è la vittoria.

dire che abbiamo vinto. (

...

Il tricolore

)

ministro del Lavoro. ( ) ... “Dall’Alpi a Sicilia, dovunque è Le- gnano, ogn’uom di Ferruccio ha il co-

era un corpo dilaniato, posseduto,

(

)

L’unione dell’Italia è la ricompo-

la nostra bandiera

re, ha la mano”. Questa è una storia

violentato, stuprato, saccheggiato. Il

sizione amorosa di un corpo fatto a

 

d’Italia, di tutti i luoghi sventrati dagli

corpo più bello del mondo. Mameli aveva vent’anni, con Novaro,

pezzi. Solo degli spiriti immensi po- tevano dire “facciamo l’Italia”.

LA NOSTRA BANDIERA ve n n e

stranieri, dai mercenari. Legnano, an- che se è un pezzo piccolo dell’Italia è

il musicista, una sera stavano a Tori-

(

)

“Stringiamci a coorte, siam pron-

scelta da Mazzini da un verso di Dan-

tutta l’Italia”. Loro ci sono morti per

no, da degli scrittori, tutti patrioti. Ar- riva un pittore, Barzini, con un foglio e dice a Novaro: “Guarda cosa ti man- da Goffredo!”. Loro stavano cercan- do l’Inno d’Italia, Novaro aveva scrit- to la musica Allegro marziale, una mar- cetta perfetta per un inno.

ti alla morte, stringiamci a coorte l’I- talia chiamò”. La coorte, che non è la corte, era la decima parte della legio- ne romana, 600 fanti, (in tutto erano 6mila) ed era una disposizione che quando si vedeva faceva paura come poche altre al mondo. Quindi strin- giamci a coorte, stiamo uniti, perché

te Alighieri, nel 30° del Purgatorio, l’apparizione di Beatrice. Quando appare dice “sovra candido vel, cinta d’uliva, donna m’apparve sotto ver- de manto, vestita di color di fiamma v i va ”. Arriva vestita “sovra un candi- do vel” bianco, (“cinta d’u l i va ” la sa- pienza), “sotto verde manto” , “vesti -

queste cose qua. A Legnano si misero insieme tutti i comuni Milano, Cre- mona, Brescia, Bergamo fecero la Le- ga Lombarda contro Federico Barba- rossa. Per fare questa Lega avevano giurata fedeltà fino alla morte e di- strussero Barbarossa, che disarciona- to scappò via a piedi.

uniti non ci può vincere nessuno.

ta di color di fiamma viva” ro s s o .

(

)

Ferruccio è Francesco Ferrucci,

( ) ... “Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme di fonderci in- sieme già allora suonò”. Facciamo un’unica bandiera, pensarono, pri- ma c’era la coccarda azzurra dei Sa- voia ma non c’era una bandiera. Mazzini, che fondò la Giovine Italia, un tipo emaciato, torvo, tutto soffe-

Quindi la nostra bandiera viene da Dante Alighieri e non c’è altro popo- lo con i colori del poeta più grande del mondo. Vogliategli bene a quella b a n d i e ra . “Uniamoci, amiamoci, l’unione e l’a- more rivelano ai popoli le vie del Si- gnore. Giuriamo far libero il suolo na- tio: uniti, per Dio, chi vincer ci può?”. L’unione e l’amore ricorrono moltis- sime volte.

siamo nel 1176. I tedeschi erano in tutto il nord d’Italia, qui invece siamo in Toscana dove ci sono gli spagnoli e hanno assediato Firenze, la Repubbli- ca fiorentina, libera, perché abbiamo inventato noi la libertà dei Comuni, che non c’era nel mondo. Ferrucci li stava ammazzando tutti finché fu ag- gredito a Gavinana da Maramaldo (l’avrete sentito dire “un atto mara- maldesco”è l’uomo più vile del mon-

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do). Perché Ferrucci era ferito ad un ginocchio, tre giorni di viaggio, ave- va la malaria, aveva la febbre, era fe- rito, e Maramaldo lo raggiunse, al sol- do degli spagnoli, mercenario, italia- no ma venduto, lo prese e lo ammaz- zò. Prima di ammazzarlo Ferrucci dis- se la famosa frase “vile, tu uccidi un

uomo morto” ma a lui non fegò nien- te, lo uccise e se ne andò. Alla fine gli andò male perché la signora Aldo- brandini, invitata a un ballo da Mara- maldo, davanti a tutti disse: “Nessuna che abbia un po’ di contegno balle- rebbe con un verme come voi”. Ci fu un lungo applauso e lui finì la vita nel

  • d i s o n o re .

“I bimbi d’Italia si chiaman balilla”. Nel 1700 a Genova c’erano gli asbur- gici, che violentavano tutti, c’e ra n o condizioni di vita tremende, non li sopportavano più. Una volta persero dei cannoni nel fango e frustarono dei genovesi perché li aiutassero a ti- rarli fuori per bombardare Genova. Allora un ragazzino di 14 anni, che si chiamava appunto “balilla” di so- prannome, prese un sasso e in dialet- to disse “comincio?”. Quel sasso fu la scintilla di una rivolta di popolo e li spappolarono. ( ) ...

Morti perché noi vivessimo la patria

“IL SUON D’OGNI squillo i vespri suonò”. Siamo nel 1282 a Palermo, do- ve c’erano i francesi, gli angioini. C’e- rano soprusi, una cosa tremenda. A un certo punto mentre entravano in chiesa uno dei francesi perquisì una donna per vedere se era armata ma la tastava un po’ troppo. Il marito della donna gli levò la spada e lo uccise. La scintilla che fece traboccare il vaso. Li spappolarono anche lì. ( ) ... “Son giunchi che piegano le spade vendute: Già l’Aquila d’Austria le penne ha perdute. Il sangue d’Italia, il sangue Polacco, bevé, col cosacco, ma il cor le bruciò”. Le spade vendute sono i mercenari austriaci. Il sangue italiano e il sangue polacco è perché l’Austria, alleata con la Russia, smem-

brò la Polonia e la dilaniò. Il cor le bru- ciò perché non fu un guadagno quel- lo che fecero ma stavano andando giù alla rovina.

(

...

)

Tutti questi ragazzi, non potete

sapere quanti ne sono morti per noi, ma proprio tanti. Il Risorgimento non è stato fatto dalle classi colte, ma dal popolo. E’uno dei momenti della storia più grandi non solo dell’Italia, ma del mondo. É memorabile quello che sono riusciti a fare i nostri fratelli. Loro hanno imparato a morire per la patria perché noi potessimo vivere per la patria. Siate felici perché viviamo in un pae- se memorabile. E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non scor- datevi della felicità. Per essere felici deve bastare poco, non dev’e s s e re cara la felicità, perché se costa cara non è di buona qualità.

Domenica 20 febbraio 2011

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 7 150 E il partito del presidente della Camera Gianfranco Fini

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150

E il partito del presidente della Camera Gianfranco Fini ne perde un altro. Il deputato Luca Bellotti ha

Luca Bellotti se ne va:

 

di centrodestra, peraltro con incarichi di responsabilità e di governo locale nella sua

quale tutti sono chiamati al massimo senso di responsabilità, a maggior ragione se

infatti deciso di lasciare Futuro e libertà e di

regione, il Veneto, non facendo mai venire meno il suo convinto sostegno al governo nazionale,

profondamente legati all’area del centrodestra". L’ultimo cambio di casacca arriva dopo le

Fli perde un altro deputato

tornare nel Pdl, aderendo al Gruppo di Montecitorio. Bellotti, spiega un comunicato del Popolo della libertà, ha motivato la sua scelta spiegando di avere "da sempre una storia politica

almeno fino a quando il Fli non ha deciso di votare la sfiducia all’esecutivo". La decisione di Bellotti, conclude il comunicato del Pdl "arriva in un momento assai delicato per il Paese, nel

durissime parole di Fini, secondo cui questo trasformismo è dovuto al potere economico del premier Berlusconi. E con Bellotti la maggioranza tocca quota 319.

   
Domenica 20 febbraio 2011 pagina 7 150 E il partito del presidente della Camera Gianfranco Fini

IL 17 MARZO DELLA DISCORDIA PER B. “VALE LA PENA FESTEGGIARE”

L’amarezza di Amato, presidente del Comitato per le celebrazioni

di Chiara Paolin

“C redo di sì, credo valga

la pena festeggiare”.

Non è certo un inno

al patriottismo più

sfrenato la posizione ufficiale espressa ieri dal premier Berlu- sconi sulle celebrazioni del 17 marzo. Dopo l'appello all'unità del presidente della Repubbli- ca (che in un’intervista a Repub- blica ha definito “apprezza bile” lo spirito della decisione del Cdm), al Cavaliere è toccato il ruolo di capo del governo: ok alla festa, ma con moderazio- ne. Più importante lavorare al rilancio dell’esecutivo, titillare il mercato dei parlamentari e - soprattutto - costruire solide barricate contro l'incalzare delle inchieste che imperver- sano da Milano a Roma. Perché il 17 marzo resta un pol- verone utile a distrarre l’opi- nione pubblica, ma non gli ad- detti ai lavori: che hanno nota- to l’abilità di Tremonti (sempre in odor di ribaltone tecnico) e Maroni (corteggiato dal Pd neo-federalista) nel trovarsi al- trove quando i colleghi Bossi e Calderoli votavano contro il decreto ad hoc in Consiglio dei ministr i. "C’è chiaramente una volontà polemica costruita ad arte”

commenta Ascanio Celestini, mentre prepara lo spettacolo che andrà in scena a Torino proprio nei giorni caldi delle

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 7 150 E il partito del presidente della Camera Gianfranco Fini

La fanfara dei bersaglieri alla Festa del Tricolore. In alto, Giuliano Amato (FOTO ANSA)

celebrazioni. “Diciamo che stiamo festeggiando degna- mente, secondo lo stile in voga nel Paese: tifo da stadio, slogan e insulti, divisi per il gusto di esserlo” aggiunge Celestini che del nuovo lavoro racconta poco. Titolo: Pro Patria. Tema:

la breve esperienza della Re- pubblica Romana, quei cinque mesi del 1848 in cui Roma fu faro delle idee più liberali d'Eu- ropa. E adesso? “Adesso invece non abbiamo mezzo ideale per organizzare una rivoluzione, di cui peraltro ci sarebbe un gran bisogno - risponde Celestini - Un sonno che riguarda tutti, dal centrodestra al centrosini-

stra fino a pezzi determinanti della società. Basta vedere la reazione degli industriali a tut- ta questa storia". In effetti a lanciare il primo masso sulla credibilità dell’ap- puntamento fu Emma Marce- gaglia, perfettamente suppor- tata da autorevoli colleghi del Nord. “Una festa a metà setti- mana mette in difficoltà gli im- prenditori, perché potrebbero verificarsi ‘ponti’ che ridurreb- bero la produttività" ha rinca- rato Nicola Tognana, presiden- te della Camera di Commercio di Treviso ed ex vicepresidente nazionale di Confindustria. Ma anche l’Unione industriali di

Bologna aveva lamentato co- me grave ingiustizia il peso del 17 marzo scaricato sulle impre- se. Problema ora superato gra- zie allo ‘scambio’ col 4 novem- bre, festività soppressa che per il 2011 non costerà nulla alle aziende. Eppure, nemmeno a costo ze- ro la festa scalda il cuore del- l’assessore veneto all’Identità, il leghista Daniele Stival: “Che dovremmo celebrare, i 150 an- ni della mafia, della camorra e delle organizzazioni malavito- se?”. Giuliano Amato, ex presi- dente del Consiglio e presiden- te del Comitato 150, si dice profondamente amareggiato.

Ascanio Celestini, che sta preparando lo spettacolo Pro Patria:

“Volontà polemica costruita ad arte”

E CALDEROLI vuole abolire il Primo maggio

“G li unici Paesi in cui non si può festeggiare il Primo Maggio sono quelli delle peggiori dit-

t a t u re ”. Ieri Susanna Camusso era a L'Aquila per l'inaugurazione della nuova Camera del Lavoro: se- de adatta per commentare l'idea lanciata dal mi- nistro Calderoli sulle pagine della Stampa, ovvero l'abolizione del giorno dedicato ai lavoratori. “Siamo di fronte a un'evidente e progressiva disgre- gazione di questo Paese - ha continuato la Camusso - si vogliono erodere le ragioni di coesione e di uni- tà”. Giudizio sconsolato sul falò delle festività anche da Rosy Bindi: “La Lega e Berlusconi sono estranei alla vera cultura del Paese. Chi nega l'importanza del- l'Unità finisce per negare l'importanza della festa del lavoro. Questo la dice lunga su chi ci governa”. Vagamente programmatico invece il tono di Felice Belisario, capogruppo Idv al Senato: “Più che un’e- resia quella del ministro Calderoli è una pericolosa provocazione. Perché dopo aver reso il lavoro in Italia un miraggio, dopo aver colpito duramente i diritti dei lavoratori con il famigerato Collegato la- voro, non sorprenderebbe - purtroppo - se il go- verno abolisse davvero anche la festa dei lavora-

tor i.

Chi. Pa.

Scenari da Nobel

Accadde domani: se da noi finisse come in Egitto

di Dario Fo*

C hi l’avrebbe mai detto che i moti d’Africa e il ribaltone politico iniziato nei paesi della costa mediterranea, sarebbe sfociato in un cataclisma a effetto domino del genere? Eppure è successo: ci troviamo alla metà del 2012, soltanto un anno e mezzo dopo la prima grande ribellione avvenuta in Tunisia, con la cosiddetta “Rivolta del Pane”: mi- gliaia di cittadini di tutte le classi sociali hanno manifestato per settimane. Ci sono stati numerosi morti e feriti. Subito appresso è esplosa la rivolta in Algeria, altri morti, altri feriti, poi a catena l’Egitto, Iran, Libia, Bahrein e Yemen e anche se apparentemente sem- brava non entrarci nulla con le rivolte d’Africa, an- che l’Albania. C’è un fatto molto curioso da sottolineare: tutti i presidenti, in verità bisognerebbe chiamarli ditta- tori, che uno dietro l’altro si son trovati scacciati dal potere o costretti a fuggire con tutta la famiglia, affaticati nei loro gesti dal peso di lingotti d’o ro rubati negli anni, risultano amici carissimi, quasi fraterni di Berlusconi. Tutti costoro sono stati per anni pubblicamente sostenuti e difesi, abbracciati, baciati davanti alle telecamere dal nostro presi- dente del Consiglio e nel momento stesso in cui la popolazione urlava “vattene” egli, Berlusconi, ha dichiarato che quei tiranni erano da ritenersi saggi e onesti governanti. Nello stesso istante centinaia di cittadini venivano falciati e trucidati dalla polizia organizzata dai sommi rais in questione. Queste rivolte a valanga sono, nella cultura islamica, segni di una tragica profezia che si va immancabilmente realizzando per tutti coloro che hanno fatto parte di questa corvé di sostegno reciproco. Ma Ber-

lusconi non lo sapeva, altrimenti avrebbe comin- ciato a farsela addosso fin da allora. Appresso, nella primavera del 2011, cioè circa un anno fa, esplode la cosiddetta diaspora dei dispe- rati: prima mille al giorno sono i profughi che sbar- cano a Lampedusa e su altre coste della Sicilia, Calabria, Puglia eccetera. Il numero aumenta qua- druplicando ogni settimana finché si raggiunge una vera e propria invasione con centinaia di migliaia di disperati che si rovesciano sulle coste di tutta la penisola. La polizia italiana, così come la Marina e le Forze armate, non sanno come arginare quella frana. Qualche scellerato del governo ordina un atto spietato di repressione: morti a volontà, più di un cittadino italiano reagisce indignato a quella strage, e molti dei soldati e marinai si rifiutano di eseguire. Anche la polizia è allo sbando, il governo

ordina lo stato di emergenza. La destra e in par- ticolare alcuni gruppi di scalmanati fascio-razzisti arrivano ad attaccare il palazzo del governo col- pevole di non prendere decisioni drastiche. Nelle città si assiste a

scontri senza quartiere. L’eser- cito si rifiuta di prender parte a quella buriana senza senso, ma intervengono i corpi speciali e di nuovo sono scontri sanguinosi. Il governo si sfascia, molti sena- tori e deputati si dimettono se- guiti dalla gran parte dei ministri e sottosegretari e a questo punto sorpassiamo tutti i vari stadi del- la rivolta e arriviamo al momen- to in cui si forma un governo po- polare, al quale partecipano molti cittadini che niente hanno

a che vedere coi governi e coi rispettivi partiti. Si indice un grande referendum col quale si chiede di cancellare tutte le leggi, i decreti ad personam istituiti per favorire il presidente del Consiglio nei suoi processi. Il referendum ha un enorme successo ed ecco che in poche settimane vengono annullati, in quanto ritenuti anticostituzionali, il lodo Alfano, la Cirami, la legge Gasparri e tutte le varie leg- gi-scudo imposte dal governo Berlusconi. Inoltre questa legge è decretata retroattiva, per cui tutti i processi annullati per decorrenza dei termini e pre- scrizione, per archiviazione e amnistia vengono immediatamente riaperti. Si evince che Berlusconi dovrà presenziare ad al- meno tre diverse sedute ogni settimana per cinque anni consecutivi. Ma ecco che ci si rende conto all’im- mediata che Berlusconi non c’è, non si trova: ogni cittadino è coinvolto nella

caccia al presidente nascosto. Vengono coinvolti anche i bambini e le suore, che si dimostrano le più accanite fra tutti i segugi. Nella caccia viene trovato Gasparri rintanato in un centro di prima acco- glienza a Lampedusa e con lui c’è anche Maroni; in un convento di trappisti viene scoperto La Russa; Brunetta e Bondi vengono rintracciati in una co- munità di recupero per tossicodipendenti, la San- tanchè e la Meloni sono rintracciate in un circo equestre nelle vesti di domatrici di iene, e final-

mente anche Berlusconi viene ritrovato

a giocare

... a carte con altri vecchi in un circolo dell’Arci alla B ov i s a . Ha inizio il primo processo, ma non si trovano i suoi avvocati: né Ghedini, né Longo, né Pecorella, e per- fino Previti non si fa trovare. Gli incaricati dell’arma

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 7 150 E il partito del presidente della Camera Gianfranco Fini

dei carabinieri si danno subito alla ricerca. I legali dell’ex presidente deposto sono tutti fuggiti all’e- stero, più di cinquanta avvocati che all’unisono si rifiutano di difendere il Cavaliere, anche per la ragione che un ordine della Finanza ha bloccato tutti gli averi del loro assistito e i beni privati, anche quelli a nome dei figli e parenti più o meno prossimi. Moltissimi sono i cittadini che vogliono assistere a quel giudizio. I respon- sabili del Palazzo di Giustizia hanno ritenuto di trasferire il processo al palazzetto dello sport, ma ecco che alla prima seduta la presenza della folla risulta incontenibile, quindi il processo verrà ripreso e riproiet- tato a reti unificate in Italia e all’e s t e ro . Berlusconi ha battuto tutti i record di popolarità, per non parlare degli indici d’ascolto. Peccato che non potrà godere delle quote pubblicitarie!

*Premio Nobel per la Letteratura

Immaginate Maroni e Gasparri a Lampedusa, La Russa in un convento di trappisti ...

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pagina 8 Domenica 20 febbraio 2011 STORIE ITALIANE L’ONU IN PROVINCIA DI CREMONA L’HOBBY DI AIUTARE

Domenica 20 febbraio 2011

STORIE ITALIANE

L’ONU IN PROVINCIA DI CREMONA L’HOBBY DI AIUTARE L’AFRICA

Non solo adozioni a distanza per l’associazione Argo

di Nando dalla Chiesa

“A bbiamo trasformato Soncino in una piccola O nu ”. Bum. Lo dicesse un sindaco sarebbe

una fanfaronata. Detto da un piccolo gruppo di amici ha una sua suggestione. E allora fate conto di imbattervi in una ver- sione moderata di “amici miei”. Padania anziché Toscana. Battu- te salaci, tifo calcistico, amore per le grasse tavolate a salame e casoncelli, ossia specialissimi ra- violi, gusto della risata colletti- va. E un pizzico di goliardia. Ma poi metteteci pure molta pas- sione per gli affari altrui, specie quelli degli ultimi del mondo. Ed ecco a voi, in fila uno accanto all’altro, il Fabrizio Abbiati con il suo atletico pizzetto, il Gigi Cap- pellini con i suoi grigi e fluenti capelli su occhialini; e poi Manu e Lara, e Cesare e Giovanna. Tut- ta gente di Soncino, centro sto- rico in provincia di Cremona, per secoli zona di confine tra la Repubblica veneta e i cangianti signori di Milano. Insieme ti raccontano con estre- ma naturalezza il loro hobby, che è poi aiutare gli altri. Mentre ti spiegano che cos’è Argo, ossia la loro associazione culturale, mentre ricamano progetti per la loro lista civica “Aper taMente” (che però è tutta un’altra cosa, per carità non mescoliamo i pia- ni), snocciolano con assoluta naturalezza un’iniziativa umani- taria dietro l’altra. Gliele devi ca- var di bocca come dal dentista, però, le notizie. All’inizio sem- bra roba ordinaria. Facciamo le adozioni a distanza. Evabbè, le fanno in tanti. Diamo tutto a un

prete di cui ci fidiamo, nessuno spreco. D’accordo, anche que- sta è prassi diffusa. I bambini adottati sono circa duecento. Qui suona il primo campanello. “Abbiamo costruito in India una casa per cento bambini orfani, pozzi per l’acqua, una scuola con aule computerizzate; e dia- mo venti borse di studio per l’u- niver sità”. Ecco, ora è ufficiale:

siamo fuori dall’ordinar io.

La lezione

di Elayankanny

“VUOL SAPERE quando è na- to tutto? Diciamo nel 2000, quan- do Giovanna e Cesare hanno in- vitato in Italia un prete che lavora nel sud dell’India, stato del Tamil Nadu,villaggio di Elayankanny vi- cino a Madras. Lo avevano cono-

sciuto anni prima e ogni tanto gli mandavano dei soldi per aiutare i bimbi del suo villag- gio. Si chiama pa- dre Giuseppe Susai- nathan. È arrivato e

ci

ha trasmesso una

carica di umanità indicibile. Soprat- tutto ci ha spiegato i suoi due progetti:

adottare a distanza dei bimbi e costrui-

re per i più disagiati

di

loro una casa, un

collegio. Non ci ab- biamo pensato un attimo. In pochi anni i bimbi adottati sono diventati quasi 200. Ognuno costa 155 euro l’anno, scuola compresa, con la Caritas che si è accollata l’impegno della raccolta dei contributi rateali. Così è stata costruita la Casa per i

pagina 8 Domenica 20 febbraio 2011 STORIE ITALIANE L’ONU IN PROVINCIA DI CREMONA L’HOBBY DI AIUTARE

Una delle scuole sostenute in Africa dall’associzione Argo (nella foto piccola alcuni dei membri)

volte comunità intere, compran- do vestiti e cibo, o auto che ser- vano per qualsiasi evenienza, i villaggi sono isolati. Il vero aiuto, però, è dargli l’istruzione. Per questo abbiamo costruito scuole superiori e poi manteniamo i più meritevoli all’università. E mica solo in India, sa, perché ognuno

dai servizi sociali. Ultimamente l’abbiamo aiutata a realizzare il suo sogno: l’apertura di una scuola per i sordomuti; oggi il centro diurno è riconosciuto e apprezzato anche dalla munici- palità di Coronel Fabriciano, nel- lo stato del Minas Gerais”.

  • di noi si dà da fare per raccogliere

più fondi che può con amici e clienti e associazioni. Diretta- mente o creando eventi musicali o gastronomici. Così, grazie alla forza di due don- ne eccezionali, siamo andati an- che in altri continenti. Grazie a Lucia Bellotti nella Repubblica Centroafricana, dove il nostro in- tervento è stato davvero massic- cio. È una donna incredibile, Lu- cia. Una vera missionaria laica. Pensi, una ex bidella che a 60 an- ni invece di godersi la pensione va in Africa, prima a Mogumba poi nel villaggio poverissimo di N’Gotto a cinque ore di macchi- na dalla capitale Bangui; e pro- prio lì, in un villaggio senza acqua e senza luce e senza scuola rea- lizza in pochi anni con la parte- cipazione degli abitanti un ac- quedotto, tante aule scolastiche, un asilo, una biblioteca, uno spaccio farmaceutico; e ora an- che una chiesa nuova. Da un an- no Lucia è tornata a Soncino e continua a tessere la sua fittissi-

ma rete di solidarietà. Mentre gra- zie a Santina Cedri – lei è di Vil- lacampagna, invece, ma è frazione sempre

  • di Soncino – stiamo fa-

cendo qualcosa anche in Brasile. Santina vive lì da oltre dieci anni in una casa famiglia con due giovani handicap- pati, fino a poco tem- po fa anche con la re- sponsabilità di alleva- re tre fratellini affidati

Tra il Burkina Faso e la trattoria

F I N I TO ? “Bè, in realtà abbiamo da poco aiutato un ex vice prima- rio di chirurgia di Brescia ad alle- stire una sala operatoria nel Bur- kina Faso…”. Lasciano senza fia- to. Gli “amici miei” in versione moderata aggiungono che vanno spesso a dare un’occhiata sul po- sto per poter poi magnificare ai tanti benefattori i frutti della ge- nerosità collettiva. L’appunta - mento ora è alla loro trattoria pre- ferita, da Tanino. Tireranno tardi. E si divertiranno a casoncelli e frizzantino. Fabrizio rappresen- tante di legnami, Manu dipen- dente del Parco dell’Oglio, Gigi operatore delle Acli, Cesare peri- to elettronico, Giovanna casalin- ga, Lara segretaria d’azienda. E meno male che sono solo in sei. Tre storie, tre vite di persone ri- peto straordinarie che ci hanno donato la gioia di aiutarle con rac- colte di fondi, iniziative musicali e cene in residenze cinquecente- s ch e .

“Il vero aiuto non sono i soldi , ma l’istruzione. Costruiamo scuole superiori e mandiamo i più bravi all’università”

IL FATTO Buon 2011 vendite +31 per cento

I l consiglio di amministrazione dell’Editoriale Il Fatto S.p.A. riunitosi il 17 febbraio 2011 ha esa-

minato l’andamento della gestione aziendale con particolare riferimento alle vendite in edicola e ha preso atto con grande soddisfazione che nel periodo 1 gennaio-15 febbraio 2011 esse hanno evidenziato un incremento del 31 per cento rispetto a quelle del corrispondente periodo 2010.

pagina 8 Domenica 20 febbraio 2011 STORIE ITALIANE L’ONU IN PROVINCIA DI CREMONA L’HOBBY DI AIUTARE

ragazzi di Elayankanny, tre piani più uno terrazzato. Con refetto- rio e dormitorio. Oppure sempre nel sud dell’India, nel villaggio di Madurampattu, si è costruito un nuovo edificio scolastico per 200 ragazzi. Manteniamo famiglie, a

“P R E S A D I R E T TA” SU RAI3

NAPOLI, VIAGGIO NEI QUARTIERI DIMENTICATI DALLO STATO

  • di Riccardo Iacona

U n viaggio pieno di storie e di facce vere quello che vi presentiamo sta-

sera a P re s a d i re t t a . Intanto le facce che in

televisione non si vedono mai, quelle

delle donne e degli uomini che fanno cooperazione sociale.

  • Li abbiamo seguiti al lavoro, nei quartieri

popolari di Napoli, dove la disoccupa- zione è al 40 per cento e il 6 per cento di tutte le mamme hanno solo sedici anni. Dove si vive anche in 10 dentro un ap- partamento e c’è un tasso di evasione scolastica da terzo mondo, quartieri dove si spaccia la droga a cielo aperto e che scoppiano di devianza, povertà e soffe- renza e in questa sofferenza la camorra ha affondato le sue radici. Mondi a parte, fuori dal dibattito politico e dai racconti della televisione.

  • Li abbiamo visti entrare nelle case della

gente, presentarsi a nome dello Stato, aiutare ad accedere ai servizi, a farsi cu- rare, a frequentare un centro di formazione. Insegnare a essere mam- me a chi è troppo gio- vane per esserlo. Abbia- mo visitato le loro comu- nità che assistono i ma- lati e le giovani donne vittime di violenza. Li abbiamo visti all’o p e ra nella cura dei tossicodi- pendenti, che in Campa- nia sono decine di mi- gliaia e sono la prima causa di devianza e di

criminalità della Regione. Medicina per le ferite sociali di uno Stato che ha smes- so di aiutare la gente e risponde alla crisi sociale solo con la repressione, con l’e- sclusione, con le carceri. Non sono chiacchiere, purtroppo, ma sono nume- ri: i fondi statali di carattere sociale sono stati tagliati complessivamente del 75

per cento. Stiamo parlando dei soldi per le politiche della famiglia, delle pari op- portunità, del fondo per le politiche gio- vanili, l’aiuto all’infanzia e all’ad o l e- scenza e per le politiche sociali tout cour t. A loro volta le Regione e i Comuni, alle prese con il dissesto finanziario e i “b u- ch i ” della sanità hanno ridotto al lumi- cino tutta la spesa sociale. Risultato: og- gi in Campania le 300 cooperative so- ciali che coprono il 65 per cento di tutte le prestazioni sociali e sociosanitarie

della Regione rischiano di chiudere. Perché lo Stato li paga con anni di ri- tardo e, ultimamente, non li paga per niente . Eppure stiamo parlando di un pubblico virtuoso, che costa poco e vale tanto, stiamo par- lando di prevenzione e aiuto, di solidarietà, giu- stizia sociale, equità. Di quello che ci tiene tutti uniti, che ci fa essere co- munità. Stiamo parlan- do di noi e del nostro fu- turo. Grazie e a stasera.

“A R R A N G I AT E V I ”, questa sera alle 21.30 a Presadiretta su Rai3

pagina 8 Domenica 20 febbraio 2011 STORIE ITALIANE L’ONU IN PROVINCIA DI CREMONA L’HOBBY DI AIUTARE

N

PARMA

In piazza per la Costituzione

O ltre uattro ore di manifestazione a

Parma per difendere la Costituzione. Più di 4 mila persone hanno sfilato per le strade della città emiliana, con un corteo che si è concluso sulle note di Giorgio Gaber e con il grido “Non finisce qui!”. Il Comune (di centrodestra) ha negato il patrocinio all’iniziativa.

pagina 8 Domenica 20 febbraio 2011 STORIE ITALIANE L’ONU IN PROVINCIA DI CREMONA L’HOBBY DI AIUTARE

TRINITÀ DEI MONTI

Un altro stupro in centro a Roma

S econdo stupro in in quattro giorni a Roma. Una ragazza spagnola di 23 anni è stata aggredita e violentata intorno alle 2

  • di venerdì notte in via

San Sebastianello a Trinità dei Monti, in pieno centro storico della Capitale, sembra da due ragazzi.

CAMORRA

12 arresti a Castellamare

I ndagando sull’omicidio del

consigliere comunale stabiese Luigi Tommasino ucciso nel 2009 la polizia ha scoperto altri gravi reati, inclusi alcuni omicidi commessi dai clan camorristici operanti nella zona, che

hanno portato a 12 arresti nella mattinata

  • di ieri.

VENETOI

Condanna alla messa per i bulli

A ccusati di rapina ed estorsione nei confronti di alcuni coetanei due minorenni

  • di Bassano del Grappa

sono stati condannati dal tribunale dei Minori

  • di Mestre, ad attivarsi

nel volontariato, ad andare a messa tutte le domeniche, a ottenere ottimi voti a scuola oltre a scusarsi con le vittime.

PALERMO

Morto l’ambulante ustionato

N oureddine Adnane, l'ambulante

marocchino di 27 anni che si è dato fuoco dopo l'ennesimo controllo della polizia municipale, è morto ieri mattina in ospedale, a Palermo. Nel pomeriggio un corteo di immigrati ha ricordato Noureddine, protestando per le pressioni dei poliziotti accusati di sequestrare la merce contraffatta per poi rivenderla loro.

B: “Potrei girare il mondo e fare ospedali. Per ora faccio il ginecologo a domicilio” (Elias

B: “Potrei girare il mondo e fare ospedali. Per ora faccio

il ginecologo a domicilio” (Elias Vacca)

a cura di Roberto Corradi

B: “Potrei girare il mondo e fare ospedali. Per ora faccio il ginecologo a domicilio” (Elias
B: “Potrei girare il mondo e fare ospedali. Per ora faccio il ginecologo a domicilio” (Elias
B: “Potrei girare il mondo e fare ospedali. Per ora faccio il ginecologo a domicilio” (Elias
B: “Potrei girare il mondo e fare ospedali. Per ora faccio il ginecologo a domicilio” (Elias
Ecce leader CONCORSONE di Luca Telese di Roberto Corradi dc I l Pdl ha un vero
Ecce leader
CONCORSONE
di Luca Telese
di Roberto Corradi
dc
I l Pdl ha un vero leader, Silvio Berlusconi,
che ha un unico, solo difetto: è una ca-
tastrofe per il Paese di oggi. Il Pdl ha an-
che un altro leader, Marina Berlusconi,
che ha un unico, solo difetto: sarebbe una ca-
tastrofe per il Paese di domani. Il Pd ha un
leader, Bersani, che ha un unico, solo difetto:
è una bravissima persona ma non è un leader.
Futuro e libertá ha un leader, Fini, che ha un
unico, solo difetto: per ora non ha un partito
che gli paga i contributi. L'Italia dei valori ha
un vero leader, Di Pietro, che ha un grande
pregio: è l'unico che non pretende di fare il
Kermesse sanremese. Qualcuno doveva dir-
lo. Ecco fatto, tolto il pensiero, invochiamo la
par condicio: perché mai, signori della Giu-
ria, altrimenti detti lettori e amici, perché
mai, si diceva, solo i cantanti in questo Paese
gareggiano? Perché? Sono forse solo essi,
nevvero, a sgolarsi per inseguire leggende?
Sono solo costoro a sudare come suini per
argomentare tesi eteree? Sono solo Battiato
e Pezzali a rifa’ sempre la stessa canzone?
No, signori, no!! E Belpietro? No, dico, Bel-
pietro dove lo mettiamo? Probabilmente in-
sieme a Cicchitto. Quindi in posti da fre-
quentare con cautela. E Rotondi? Vogliamo
parlare di Rotondi? Vogliamo farlo evitando
leader della coalizione. Il Pd ha un altro lea-
der, Rosy Bindi, che ha un pregio raro in quel
partito: piace ai suoi elettori. Ma anche la Bin-
di ha un unico difetto: se il suo leader le ordina
di ritirarsi, lei lo fa. E infatti si è ritirata. C'è un
solo leader che piace a Bersani, se si eccettua
Bersani: si chiama Casini. E Casini è indub-
biamente un leader, ma anche lui ha un unico,
vero difetto: vuole fare il leader di un'altra coa-
lizione, e questo purtroppo è un problema
per ben due coalizioni. Il Pd ha un altro lea-
der, che si chiama Veltroni. E Veltroni ha un
solo piccolo problema: nessuno lo vuole lea-
der (e nessuno glielo dice). Anche S i n i s t ra
e libertà ha un leader e si chiama Ven-
dola. Ma anche lui ha un unico, vero
difetto: come tutti quelli che piac-
ciono al popolo di centrosinistra
non piace a Bersani. Poi c'è un lea-
der che piace ai poteri forti, perché é
bravissimo nel fingere di attaccarli, si
chiama Tremonti. E c'è uno solo che
non ha capito che scherza, e si chiama
Bersani, e infatti ha detto che lo ve-
drebbe bene come leader. Così c'é un
altro rischio enorme: quello di ritro-
varsi Tremonti premier sia se vince la
destra sia se vince la sinistra: ecce lea-
d e r.
...
punto è che qui bisogna usare stessi pesi e
stesse misure. Ogni giorno vediamo sfilare
gli stessi volti, molto spesso agghiaccianti, di
vassalli sguinzagliati in difesa dell’indifendi -
bile, a sostegno dell’insostenibile. Di gente
che rivendica il diritto di dire che, sì, Ber-
lusconi era convinto che Ruby era la nipote di
Mubarak! E certo! Perchè se pensi a uno
ingenuo, viene subito in mente Berlusconi,
quindi ...
Ed è per questo che noi del Misfatto voglia -
mo rimettere le cose a posto! Vogliamo far
gareggiare brani non diretti da Beppe Ves-
sicchio ma scritti comunque da Berlusco-
ni-Ghedini-Alfano celebrandone gli interpre-
ti migliori. Anche nei loro accessori, come la
querele? Allora, perché farlo?
ci direte. Il
capigliatura da opossum applicato
sul cranio della Bernini (con suppor-
ter conforme alle spalle) o lo sguardo
ammaliatore di Mario Sechi.
Scriveteci a re d a z i o n e @ i l m i s fa t t o . i t
e diteci chi, nella prossima settimana, si
sarà distinto nell’inesauribile opera di
giustificazione dell’ingiustificabile, di
spiegazione dell’inspiegabile. Scrive-
teci, pubblicheremo le vostre argo-
mentazioni e una raccomandazione:
siate prudenti, per carità! Un abuso di
Borghezio può causare danni irrever-
sibili!
pagina II Domenica 20 febbraio 2011 Domenica 20 febbraio 2011 pagina III DIFESA M AVA L
pagina II
Domenica 20 febbraio 2011
Domenica 20 febbraio 2011
pagina III
DIFESA
M
AVA L A ´
di
Bertolotti
& De Pirro
di Marco Vicari
M olti politici italiani sono concordi:
"E' allarme invasione di immigrati".
Non si era mai vista una schiera di
vecchietti così impauriti dalle loro
future badanti. C'è tensione per il possi-
bile sbarco di terroristi nel paese. All'ar-
rivo dei clandestini a Lampedusa, viene
fatto subito un check-in religioso. Inter-
rogati quelli che, a terra, stramazzano al
suolo in direzione della Mecca. Secondo
l'intelligence, infatti, Al Qaeda vorrebbe
infiltrarsi nella ca-
morra. Si teme un
attentato contro i
monumenti del
Sud. Chiuso lo spa-
zio aereo sopra le
torri di monnezza a
Napoli.
Gli arrivi sono dovu-
ti al caos politico
nel Mediterraneo.
La situazione è vera-
mente drammatica:
tura del tiro a segno. Ora sembra che i
migranti soggiorneranno in un residence a
Catania, già utilizzato dalle forze Nato. Da
li' verranno garantiti ponti aerei con l'e-
sterno. Ogni giorno gli F-35 sganceranno
braccianti su Rosarno. Allarme anche a Sa-
nremo per le proteste nel CPT dell'Ari-
ston. L'idea è venuta ai discografici per
combattere la vendita dei cd pirata in
spiaggia. La rivolta è esplosa l'ultima serata
quando, da sotto il palco, si sono sentiti gli
immigrati urlare: "Con questi cantanti non
venderemo un cazzo!"
di Stefano Ferrante
“G ridano nelle piazze parole
come lavoro, onestà, li-
bertà di stampa, ma in
realtà vogliono solo sfoga-
re il loro furore giustizialista, annien-
tare un paladino della civiltà. E lo at-
taccano, con il loro moralismo bac-
chettone, spiando la vita privata, tra
gli spiragli delle tende, lo aggredi-
scono per il suo harem, la danza del
ventre, le feste con gli amici. A que-
ste persone noi diciamo: avremo pu-
re addosso solo un velo, ma siamo
vivi”. E’ un Giuliano Ferrara avvolto
in un succinto costume orientale,
con l’ombelico scoperto e attornia-
Mubarak è caduto,
Ben Ali' è stato cac-
ciato, Gheddafi è a
rischio, Berlusconi
è ancora lì. C'è co-
munque un accor-
do antiimmigrazio-
ne tra Italia e Tuni-
sia: L'Italia pattu-
glierà le coste per
evitare sbarchi di
clandestini a Lam-
pedusa. La Tunisia
pattuglierà le coste
per evitare sbarchi
di statisti ad Ham-
mamett.
In Italia, intanto,
sorge il problema
dell'accoglienza.
Appena sbarcati a
Lampedusa, i Tuni-
sini sono stati siste-
mati in un campo di
calcio. Anche se i
Leghisti, indignati,
chiedevano l'aper-
to da odalische che parla nel teatro
“Muammar akbar” (Muammar è il
più grande, ndr) di Tripoli. E’ ar ri-
vato in Libia ieri: “Sono un regalo di
Silvio Berlusconi all’amico Ghedda-
fi in difficoltà” sorride soddisfatto il
direttore del Foglio. E le difficoltà
non mancano davvero: dopo l’ini -
ziativa di Ferrara i disordini contro il
rais sono aumentati. “Solo una coin-
cidenza” assicura il ministro degli
esteri Frattini. Ma dopo l’iniziale en-
tusiasmo – per dare un alloggio ade-
guato a Ferrara Gheddafi ha fatto eri-
gere nei giardini presidenziali la ten-
da del Circo Medrano – a Tripoli è
montata la diffidenza: soprattutto
quando è arrivato il responso con-
corde delle tre indovine consultate
ogni giorno dal Colonnello: Ferrara
porta iella. Per rispedirlo in Italia il
rais ha chiamato più volte il Cavalie-
re, che però continua a negarsi al te-
lefono. “Da quando Ferrara è in Libia
per fortuna Berlusconi ascolta solo il
mago Otelma e le cose per lui vanno
meglio” confidano a palazzo Grazio-
li “così ora per sfangarla anche in tri-
bunale sta cercando di convincere
Putin che uno come Ghedini gli può
fare comodo”. Gheddafi furente ha
già dato ordine alla Marina libica di
approntare una zattera rinforzata per
far spiaggiare Ferrara a Lampedusa.
Ma il popolare giornalista ha già an-
nunciato la partenza per il Bahrein:“
Sono in tournée” scherza Ferrara “il
dovere chiama: bisogna rispondere
all’internazionale giustizialista, dopo
quella per Ben Alì a Tunisi, quella per
Mubarak al Cairo e quella per Ghed-
dafi farò un’altra grande manifesta-
zione”. Il Foglio intanto ha già annun-
ciato un’intervista esclusiva di Ferra-
ra al leader nordcoreano Kim Jong-il.
Il Dipartimento di stato è in allerta. Il
cablo della Cia pubblicato da Wikilea-
ks è chiaro: “Dal Pci di Torino, al Cra-
xi di Tangentopoli, al primo governo
Berlusconi, quando Ferrara si avvici-
na non c’è scampo. Per noi è stato un
ottimo investimento. L’abbiamo pa-
gato, poco, all’inizio. Poi lo hanno pa-
gato, molto, le sue stesse vittime”.
E' la settimana di Sanremo, si-
gnori. Faccio parte di quella
minoranza che non vede il
Festival, non per snobismo
M entre scrivo questo pezzo (nella notte
di giovedì 17 febbraio 2011), non so
ancora chi vincerà il Festival di Sanre-
mo, ma – viste le prime tre puntate -
pregiudiziale, ma perché impe-
gnato con la tournée teatrale dello
spettacolo "Ladro di razza" di
Gianni Clementi. Mi trovo in Pu-
glia, terra dei miei genitori, respi-
ro aria di casa, anche se una brutta
perturbazione rovina un po' lo
splendido paesaggio. Insomma,
sui giornali giganteggiano le no-
tizie di Gianni Morandi & C.,
con le solite chiacchiere inutili
da festival, protagonisti perso-
naggi usa e getta, che quando
finisce tutto non ne senti più
parlare. Poi giri pagina ed ec-
co, copiose, le carte che vengo-
no dalla Procura di Milano, ogni gior-
no un nuovo capitolo, con nuovi par-
ticolari, ulteriori dichiarazioni, altri
fatti, resi pubblici a puntate, come in
un teleromanzo. Però eccoci qua, im-
pegnatissimi in questa "Sanremo-Mi-
lano", in attesa della "Milano-Sanre-
mo", grande classica di primavera,
molto più interessante per chi, come
me, ama il ciclismo, sport dalle leg-
gendarie imprese (a proposito, Ric-
cò, che cazzo fai?). Signori in Puglia
piove, e quindi me ne vado al cine-
ma. In località Gioia del Colle c'è un
bellissimo multisala che alle quattro
del pomeriggio è straordinariamente
deserto. Entro e, unico spettatore,
mi vedo Sanctum, prodotto da Ja-
mes
Cameron. Il film sarebbe anche pia-
cevole, non mancano il pathos, il rit-
mo e il pericolo incombente. Tratto
da una storia vera, il racconto è ben
posso già dire con certezza chi ha perso: han-
no perso l'intelligenza, la decenza e il decoro
intellettuale. E stavolta non è colpa delle can-
zoni. Nella vita si può fare qualsiasi cosa, l'im-
portante è che quel “qualcosa” sia prima di
tutto legale e poi, se possibile, coerente. Se
succede questo, quel “qualcosa” profuma di
onestà e quindi va bene. Ma quando, come nel
caso del Festival, una manifestazione palese-
mente frivola vuole attribuirsi un ruolo di pen-
siero profondo che per sua natura non ha, ec-
co che il profumo dell'onestà lascia il posto al
tanfo terrificante di una superficiale dozzina-
lità. È allora che nasce la fiera delle banalità, il
baraccone dell'ovvio, il bunga bunga del luo-
go comune. Sanremo è lo specchio dell'Italia
di oggi: un Paese che naufraga nella logorroica
d
e fi -
nirli così mi pare eccessivo) e si trova costret-
to a “ch i e d e re ” le dimissioni del Premier, pro-
vando sulla propria pelle la bellezza di un Go-
verno stabile, obiettivo dichiarato del sistema
maggioritario e di una legge elettorale tanto
avversata oggi quanto votata ieri. Canta, Italia!
Canta! Tra un Premier che rincorre “il colpo
gro s s o ” di un voto comprato o “un paio di col-
pi” a una minorenne e un Giuliano Ferrara che
insulta Umberto Eco citando Kant per fare l'
sviluppato e ben confezionato dal
punto di vista cinematografico. Ma la
vogliamo finire con 'sto 3D? Non se
ne può più! Dopo Gulliver, è il se-
condo film consecutivo che vedo
con indosso quei cazzo di occhialini.
E anche in questo caso ritengo l'ef-
fetto 3D assolutamente inutile. Mi so-
no informato, è un problema di soldi,
e te pareva. Il film in 3D giustifica
l'aumento del biglietto e amplifica il
business. Che tristezza. Per tirarmi su
il morale, mi mangio due mozzarelle
di Gioia del Colle, la focaccia di Fa-
sano, la carne di Cisternino, e innaf-
fio tutto col Bianco di Locorotondo.
Poi vado ad Alberobello e mi faccio
spiegare perchè dentro i trulli non
piove. Ingegneria antica, mi dicono,
frutto della geniale mente contadina.
W la Puglia! W l'Italia!
retorica enfatico-patriottica di un Benigni ir-
riconoscibile (che ha disconosciuto la deriva-
zione del tricolore italiano dal tricolore fran-
cese e che mi pare abbia collocato i Lanziche-
necchi di Carlo V nel 1200 in quella che penso
sia la sua più noiosa e servile performance di
sempre), una nazione che resta berlusconia-
namente ammaliata dalle curve di Belen e del-
la Canalis, un popolo che è degnamente rap-
presentato dalle mani in tasca di Gianni Mo-
randi che in mondovisione ha lanciato i festeg-
giamenti dei “150 anni della Repubblica” di-
menticandosi i 90 anni del Regno d'Italia sa-
voiardo, che furono il primo frutto dell'amor
patrio sfociato nel fascismo. Canta, Italia! Can-
ta! Canta e resta ignorante più che mai! “Canta
che ti passa!” come dicevano ai soldati nelle
trincee durante la prima guerra mondiale ..
Mentre la democrazia muore e in Parlamento
si manifesta la dittatura dei numeri. Canta, Ita-
lia! Canta! Mentre Fini perde uomini (anche se
“apologia del puttaniere antiabortista” nel no-
me della libertà. Di Ferrara trovo molto più
interessanti le mutande che il pensiero. Il che
è tutto dire. Su una cosa, però, sono d'accor-
do: la questione non è morale, non giudicate e
non sarete giudicati. Purtroppo devo dire che
a dispetto delle dichiarazioni di non Puritane-
simo, gli oppositori del Premier si fanno in-
trappolare ad ogni intervento dal discorso eti-
co, ma se ci dichiariamo “non moralisti” e poi
facciamo la morale, ci comportiamo come un
Governo che ha a cuore l'istruzione e la cul-
tura e nomina ministri la Gelmini e Bondi.
Conta invece molto di più sottolineare gli
aspetti “politici” della vicenda, legati alla coe-
renza, alla ricattabilità e al tempo di difesa ne-
cessariamente sottratto al governo del Paese.
Nel frattempo B. non si dimette e non perde
occasione per creare consenso. Domenica
(oggi, per chi legge) il Milan – sempre meno
squadra di calcio e sempre più spot per il Pre-
mier – giocherà con la maglietta commemo-
rativa dei 25 anni di Presidenza
...
ogni lasciata è persa, come nella migliore tra-
come a dire
dizione del bunga bunga.
pagina IV Domenica 20 febbraio 2011 di Bebo Storti ha dichiarato col solito ri- serbo e
pagina IV
Domenica 20 febbraio 2011
di Bebo Storti
ha dichiarato col solito ri-
serbo e la proverbiale pa-
catezza di toni: "Io che gra-
C are lettrici (spero avrete allontanato i mariti e fidanzati, anche
zie a Silvio sono diventata in-
tutt'e due insieme), un caro saluto dal vostro Conte Uguccione.
serzionista di Il Riformista e Li-
Come ben saprete, essendoci voi state di certo, la manifesta-
bero, credo che sia in atto una
zione delle donne libere è stata un successone: un milione di
campagna diffamatoria di un
donne 'n piazza. Nemmen un terzo di velle che mi son trombato, ma
certo tipo”. E allora, se non vi
questo honta poho, il fatto gli è che tante e tante donne sieno di-
fate i cazzi vostri e fate anche le
mostrato a i nano col tacco da 15, che un c'è solo delle 'ntegamate che
domande, giornalisti di mmer-
per un posto 'n Parlamento farebbero la ualsiasi, e l'hanno fatto e di
da! E vaffanculo! E beccati ‘sto
molto, ma che c'è donne oneste e fiere d'esselo, no tegami ma donne,
dito in c
...
!
E poi piate’ sto brac-
maremma cane, mi sto commovendo. E per evitare che anche a voi vi
cio teso! E suca a mia e tutta
spunti la lacrimuccia, già ne versate co' vostri mariti, vo a fa’un elenco
quanta la compagnia!
....
porc
!
e cazz
....
!
delle donne ministre e parlamentari che han dato di budello pe fassi
elegge, e non solo pe politica, ma anche pe vaini. Sentite che hanno
LETIZIA MORATTI
detto veste impunite:
Quella che fece la marcia della famiglia in centro a Milano con le
candele accese e i giorno dopo la cera c'era ancora e i motorini sci-
MARIASTELLA GELMINI
volorno: dieci feriti e alcuni mezzi distrutti. Ha provato ha tenere una
Quella che confonde rùbrica con rubrìca e che ha preso la laurea in
conferenza stampa; è salita su i palco, s'è stirata con le mani il ta-
Calabria che al su paese colla fava che gliela davano: "
....
Io
so stata a
jeurino che nemmanco mi zia, s'è schiarita la voce scaracchiando a
cena da silvio e si parla di politica
...
lavora 15 ore a giorno
"
che
dritta e a manca rompendo un pajo di vetrate, e ha principiato a par-
tradotto vo dì: si parla di politica
...
ora si fa colla destra ora girati a
lare a i microfono. Poi la mostruosa permanente del peso di alcuni kili
sinistra
...
quindici ore a i giorno
...
si sette e mezzo te lo butto ni i
ha cominciato a farla pendere verso destra, sempre di più, sempre di
davanti e sette e mezzo a di dietro
...
queste riunioni sfibranti. "Io
più fino a provocarne la rovinosa caduta di cui hanno fatto le spese
stessa gli ho visto firmare assegni, per beneficenza
...
"
7000 a quel-
due vigli in alta uniforme, le guardie del corpo e ventuno consulenti
la
...
l'auto
sportiva a vell'altra
...
strapagati che eran lì ha fa una sega ma a spese dei cittadini. La stampa
mesta s’è dileguata. Sembra che i più fortunati l'abbiano sentita mor-
MARA CARFAGNA
morare da in terra "Expò
...
expò
...
" con voce sempre più flebile
Quella che tutti i carrozzieri e meccanici d'Italia c'hanno almeno un
calendario de la ministra a pecoroni e in pose ginecologiche: "
...
L'u-
IVA ZANICCHI
nica volta che mi ha detto qualcosa, è stato galante e scherzoso
...
Mi
Non ha voluto far mancare la sua opinione su un fatto di tanto rilievo
disse se non fossi già sposato, la sposerei
...
poi aggiunse
...
però prima
e, indetta una honferenza stampa, ha cominciato a grida’: "Perché
un po’di bunga-bunga
...
sul momento non capii, poi mi sedetti e tutto
allora
...
‘ste donne che fanno le cose lì
...
come si chiamano?
...
lì, quel-
mi fu più chiaro ...”
le cose che si mettono tutte insieme
"
Qualcuno ha buttato lì un
"manifestazioni?" e subito la tigre "A me non mi mettete in bocca
STEFANIA PRESTIGIACOMO
niente
...
almeno non a mia insaputa
...
ché siete comunisti
...
e Silvio
Quella che se ne voleva andà, poi MOTIVI DI CARATTERE SQUISI-
può ciulare, se vuole, anche con una capra, se vuole
...
ad Arcore
TAMENTE POLITICO l'hanno convinta ad INCASSARE l'invito del
entrano cani e porci
"
E lo stesso di prima ha ribattuto ancora: "E
premier a restare, ha dichiarato: "Quello contro il premier è eviden-
capre" e la Iva "E allora va a cagher
...
"
s'è alzata ed è andata cantando
temente un tentativo di delegittimazione. Siamo di fronte a un ten-
Zingara e ha lasciato tutti con un palmo di naso. Capite allora, care
tativo di charatcter assassination" ma non sapendo una fava di che
lettrici, come la lotta politica si faccia dura ed impegnativa e l'agone
stava dicendo, ha chiesto aiuto a vella cima della Gelmini, che quanto
mediatico aspro e erto di ostacoli. Mi direte: i che vor dì? Che sono
a fava un è seconda a nessuno. Alla fine ne è uscito un improbabile:
hazzi da hahare. Anche perché sembra che in risposta all'oceanica
"Mi dia due etti di prosciutto crudo" che ha lasciato tutti senza pa-
manifestazione di domenica passata, dove manifestavate la vostra in-
ro l e .
vendibilità a i nano, le donne della destra ne voglieno fare una dove
dice la daranno via come un frisbee al parco alla domenica mattina.
DANIELA SANTANCHE'
Sempre vostro vi fu quest'ermo Conte.
Quella che ha detto "Non l'ho mai data per fare carriera, per soldi si",
Uguccione
di Melissa P.
Orfei, nel periodo di massima depressione. Di anno in anno sembra sem-
pre più un programma degli anni '80 di un qualsiasi paese dell'est: capelli
C osì come sta diventando sempre più difficile fare satira sull'attualità
cotonati, maquillage degno di bambole Bratz, costumi rubati dalle scene
italiana (la realtà che supera la fantasia, personaggi sempre più ste-
di Totò, Peppino e la Malafemmina, chè i soldi sono pochi e ci si ac-
reotipati e sempre meno eroici), altrettanto difficile diventa sbef-
contenta di quello che sta in archivio.
feggiare Sanremo: cosa ci sta oltre Sanremo? Cosa c'è, aldilà del
O siamo in totale crisi d'astinenza (i 15 kg di cocaina sequestrati all'Or-
palco, che andrebbe sviscerato e sezionato, esposto oscenamente al
gettina cominciano a mietere vittime fra i televisivi, ormai sprovvisti di
pubblico ludibrio? Insomma: oltre Gianni Morandi che finge lo stesso
carburante) o manco i milioni di euro sborsati dalla Rai riescono a ren-
interesse di Mago Zurlì con le canzoni dello
dere appetibile il festival ai conduttori in
Zecchino, cosa ci può essere? Gianni
primis, ai cantanti in secundis, agli spet-
dribbla come un pedone sul marciapiede
tatori in terzis. Se ci convincessimo che il
disseminato di cacche, cerca di evitare
Festival di Sanremo non è nulla di diverso
Elisabetta Canalis, sottrarsi ai suoi deliri:
dalla Sagra della Ricotta o quella del Car-
non la guarda nemmeno, non le rispon-
ciofo, forse potremmo cominciare a diver-
sia, come deve essere. Fatta l’Italia, biso-
gambe, si spalancano le porte. Allora,
de. Ce credo che poi una non sappia cosa
tirci davvero. Patty Pravo non riesce più a
gnava fare gl’Italiani, e ora ci siamo fatti an-
amiche mie, donne anti bunga, inutile
dire, come muoversi: la evitano tutti, ti-
cantare per le troppe plastiche e quando
che l’inno. La cultura c’era da prima, è vero!
cianciare: quando vi decidete a
morosi di scivolare nello stesso tragico im-
parla pare che mastica mentine. Anna Oxa
Il paese, ora, bene o male c’è, non sappiamo
b e n - fa r- go d e re anche voi? Le possibi-
barazzo cui lei fatalmente è finita. Il suo
sembra uscita dalla Caritas di Termini, 'na
per quanto, e con le canzonette abbiamo
lità ci sono, lo vedete? Siete voi che
sguardo ha superato quello di Ignazio La
sciacquata ai capelli poteva pure darsela. Max
fatto anche gl’Italiani! Questi Italiani che co-
percorrete la strada sbagliata, che non
Russa, in prima fila con tutte le Mazze, che
Pezzali propone un secondo tempo identico al
minciano a capire che gli apocalittici che
avete la strategia giusta. E le brutte? Le
rispetto a Eli pare quasi uno normale, l'e-
primo e quindi che senso ha vederlo, 'sto se-
gufano e che rompono con le loro prediche
racchie? La grasse, le basse? Ma che ci
spressione pacata. E che dire del visibilis-
condo tempo che è proprio uguale uguale al-
dove ripetono, noiosi, che tutto questo sia
frega, allo squaglio in fonderia! Avviso
simo fastidio di Belen ogni volta che la Ca-
l'altro. Anna Tatangelo è incazzata con Gigi
la rovina, non hanno capito una mazza. Par-
importante: La Cicala ha messo in
nalis le dà una pacca sulla schiena, come a
D'Alessio perché non se la sposa e gli urla ba-
don, un mazzi… ma no, niente! Ma avete
vendita su e-bay le macchinette del
darle il via per la battuta? Belen è la vera ri-
stardo, ti ho pure dato un figlio. Tricarico è
visto come le forze del vecchio regime la-
fango, monouso o con ricarica. Per
velazione, le cattive compagnie non distrag-
sempre più entusiasta e mi chiedo se forse
sciano che si faccia parodia e satira contro lo
single o per gruppi, anche da ufficio.
gano: bella che fa spavento, non sarà Stefania
da piccolo non è stato sottoposto a un re-
sputtanamento? E che coraggio il cavaliere
Sono ora disponibili ed alla portata di
Rotolo ma oltre alle mani sa muovere pure il
gime di Ritalin e Prozac. Al Bano ha dichia-
I lnostro motto: prima spendere e poi
nremo! Che piacere vedere il regime con i
su bianco destriero e i due birilletti, giratela
tutti. Acquistate la macchinetta del
resto. Qualcuno le avrà detto che il playback
rato di essere diventato casto, si astiene
guadagnare. Il nostro credo: prima il su-
nostri capi tutti uniti, tutti compatti, seduti
come volete, ma organici al sistema! Lo
fango, senza anticipo, senza interessi,
non si usa dal 1973, quindi nella serata di
dai rapporti sessuali e se vede. Monica Bel-
perfluo, poi il necessario. Giocosi, af-
belli sereni smokingati. Contenti e soddi-
sputtanamento è la nostra forza, l’incer tez-
in comode rate mensili! Anche voi po-
venerdì ha stupito tutti con la sua voce dal
lucci non sapeva dove era e nemmeno chi
fabili, tutti amici, tutti buoni, tutti bravi,
sfatti Mazza-Ben Alì e Mazzi-Mubarak, Ma-
za la nostra arma. I Coca-cola di Rienzo di
trete finalmente infangare la persona
vivo, leggermente affannata.
fosse Gianni Morandi e per un attimo ha
tutti fratelli, tutti uniti, a piedi o a cavallo,
si-Gheddafi, La Russa-Feroce Saladino. Tutto
oggi, la nostra speranza! 1-10-100 saviani-
che va sta più sulle balle. Facile da
Luca e Paolo, disposti a tutto pur di salvare
temuto davvero che la violentasse sul pal-
canterini ed emozionati, vibranti, frementi,
è curato, nulla è lasciato al caso, pensate che
santori e fini- berluschini! Fede e Lele Mora
usare. Si accende e comincia a spruz-
il contratto, hanno tentato di affossare
co, che di 'sti tempi i settantenni italiani
abbracciati in un amore viscerale dalle Alpi
Moccia -tremetrisopra e un palmo sotto, cu-
santi subito! C’è, è vero, un popolo anti
zare! Soddisfatti o rimborsati!Tutti gli
Berlusconi ma l'hanno solo reso più sim-
c'hanno la braga facile.
alle Piramidi…see, vajelo a di’ a Mubarak.
ra i testi di Belen! E si vede! Così si fa! Ecco
Bunga Bunga che manifesta ed afferma:
Italiani ne avevano diritto. Ora tutti
patico e dato che il programma è guar-
Andy Garcia ha cantato le lodi all'Italia “Un
Cazzo, da quando l’abbiamo nominato noi,
Sanremo metafora dell’Italia. Tutto è orga-
“Questo non è un pese per donne!” La Ci-
possono mettere in moto la loro mac-
dato da milioni di italiani, non potevano
Paese davvero libero, non come Cuba”, ma
non gliene è andata bene una! Sorvoliamo.
nizzato, tutto è previsto, tutto è sotto con-
cala si domanda: quali donne ? Per certe è il
chietta del fango! Fraateellii d’Ii t a-
rendergli miglior servigio.
aveva una cravatta fucsia a pois bianchi,
Fiori, pochi ma opere di bene tante, a Sa-
trollo, anche la stampa. Com’è giusto che
B e n go d i , è un paese magico dove, se apri le
liaa ...
Lo scenografo deve essere lo stesso di Moira
quindi non gli ha creduto nessuno.
pagina VI Domenica 20 febbraio 2011 Domenica 20 febbraio 2011 pagina VII L’Artefatto: Giocondo Cose buone
pagina VI
Domenica 20 febbraio 2011
Domenica 20 febbraio 2011
pagina VII
L’Artefatto: Giocondo
Cose buone dal mondo
sima- che è il suo ritratto: quando rac-
Di otto mesi. Di un altro. E non se n’e-
conta di un commercio fallito, in Uru-
ra accorto. Solo un genio dell’inno-
Vite parallele: Belèn
Rodriguez-Elisabetta
Canalis
guay, “per via di soci che credemmo
cenza poteva farsi ingannare così,
amici e si rivelarono nientemeno che
con una cristallina ingenuità che ba-
ladr i”. Quel nientemeno stupito, così
sterebbe da sola a farlo eroe.
Mio nonno (80 anni) è tutto emo-
onesto, così antiitaliano rispetto alla
zionato per l’anniversario dell’U-
rapina corrente già allora tanto viva-
Spedite le vostre mail a:
nità, s’è fatto cucire una camicia
ce, mi strappa il cuore. Vedovo di Ani-
barbara.alber ti@ilmisfatto.it
Giorni fa nel Consiglio dei ministri
rossa da garibaldino, sempre sto
ta, a 52 anni si invaghisce
fece veder che ancor gli manca un dente
Garibaldi, una figura così retori-
della contessina Raimondi,
del qual Tartaglia, aizzato dai sinistri,
ca…
diciannovenne. E si tor-
lo privò col duomino contundente.
C
a ro l i n a
menta. Sono troppo vec-
film e nel-
chio, troppo malridotto, ma
Quando il primo dentino gli cascò
Mi incanta il gran paradosso, che un
le fiction. Sta
soprattutto “parrà che io,
“Mettilo in fretta sotto il tuo bicchiere –
di Lia Celi
capito se il film finisce che si sposano».
paese di ladri e furbi abbia eletto a pa-
lì sempre ingrugnato e pure gli altri
che son sempre stato dalla
soave mamma Rosa consigliò –
trono un galantuomo. Povero Gari-
volontari, musoni, in posa, come do-
parte del popolo, voglia im-
ed un topo un cadeaux ti farà avere…”
Canalis: MASCELLE, MA BELLE
Belèn: TIRA PIU´ UN PELO DI CHICA
baldi. Il più antiretorico del Risorgi-
vessero star seri davanti alla Storia.
parentarmi coi nobili. Di-
1984
mento, è il pretesto per la retorica più
Lui invece era allegro, gran chiacchie-
ranno, Garibaldi ha briga-
Al risveglio trovò sul comodino
1978
Nasce a Buenos Aires col nome di Ana Maria
sfacciata. Non è colpa sua se ne hanno
rone, e spesso se la cavava cantando.
to la fortuna”. Ma quando
un cospicuo mucchietto di denari
Nasce a Sassari dopo nove mesi di gestazione
Dolores Alejandra Pilar Felipa Catalina Mar-
fatto un santo. Io gli voglio bene come
Gli voglio bene per la generosità, il fer-
lei gli scrive “ti amo, fammi
e in futuro dirà che il topolino
e mezz´ora di trucco. Figlia di un radiologo,
garita Lucia Ana Belèn: a rovinare i suoi ge-
a un parente. Perché è l’eroe naziona-
vore, e perché aveva una grande su-
tua” non resiste. Le corre in-
gli ha fornito i miliardi per gli affari.
anche se lei alla radio preferirà sempre la
nitori non sarà la crisi argentina, ma i regali
le italiano ed è nato francese, perché
periorità sugli uomini di allora e di
contro a cavallo e lui, che
tivù, in sala parto ha già al suo attivo un ca-
per gli onomastici. Maggiore, e soprattutto
nessuno lo voleva fra i piedi, né Ca-
oggi: poteva essere imbrogliato da un
cavalcava come un gaucho,
Dopo il primo lucroso esperimento
lendario di ecografie sexy stravendute tra i
maggiorata, di tre figli, e ha lontane origini
vour, né Mazzini, né i Savoia che lo
bambino di tre anni. E non perchè fos-
per l’emozione cade e si
mise infatti da parte i suoi dentini
feti maschi, varie sfilate di moda prenatale e
italiane: la famiglia materna è originaria di La
hanno preso a fucilate, perché ha di-
se stupido ma perché aveva più im-
rompe un ginocchio. La
che, offerti dopo, nel giusto momento,
un impegno da Embrioncina nel quiz «Pan-
Spezia, il che spiega il piccante charme della
sobbedito fino all’ultimo, perché è l’u-
maginazione di tutti. Non si piegò cer-
contessina lo cura. Si sposa-
a tanti mascalzoni topolini,
cionissima». A sei mesi il gossip la accredita
bimba, che a un anno pubblicizza una marca
nico Cincinnato in natura- e perché
to ai Savoia, voleva fare l’Italia e l’a-
no. Sulla porta della chiesa
come fidanzata di Cicciobello, voce poco
di pannolini, ma risulta così sexy che il pro-
era un tenorino di grazia. Nei ritratti
vrebbe fatta “anche col diavolo”. C’è
qualcuno gli consegna un
gli fruttaron sia soldi che favori.
fondata visto che almeno uno dei due partner
dotto va a ruba nei sexy shop.
Garibaldi non ride mai, e neppure nei
una frase sua nelle Memorie - bellis-
biglietto: La sposa è incinta.
Uno portò ben tre televisioni,
è una bambola.
1990
un altro gli portò la Mondadori,
Anni `80
La ragazzina si è già spogliata di tutti i suoi
un terzo il calcestruzzo ed i mattoni
Scolara brillante (è già fidanzata con un noto
nomi di battesimo e tiene solo Belèn, che si
gioielliere), Ely, malgrado la sua bellezza, non
toglierà unicamente in un video hot di cui si
per costruir bellissime città.
vuole giocarsi il futuro sull´aspetto fisico: «I
pentirà. Simpatica ed esuberante, a scuola
I
topi di sinistra gli han portato
fisici prendono uno stipendio da fame. Io
prende voti altissimi, ma solo nelle classifi-
il potere che governar gli fa
aspetto come minimo un imprenditore». In-
che dei culi stilate dai compagni di classe. I
questo paese tanto disgraziato.
tanto frequenta lezioni di danza, canto e por-
professori le offrono lezioni private gratuite,
tamento, disciplina indispensabile visto che
ma Belèn si rifiuta: o la pagano, o non se ne fa
Or ch’è potente non gli servon più
la ragazzina presenta già una mandibola con-
niente.
i
topi che gli portano regali
sidere vole.
2000
poiché da sol salì sempre più su
Anni `90
Nel pieno della recessione argentina, Belèn si
negli elenchi dei Paperon mondiali.
Iscrittasi al Classico perché attratta dal greco
diploma al liceo artistico (il preside non sa-
(Stavros Plutokratos, giovane armatore con
peva in che altro modo pagarle le ore come
Perciò ha scambiato il dente del duomino,
lo yacht a Porto Rotondo), consegue la ma-
modella per nudo) e si iscrive a Lingue che,
da vecchio sporcaccion che tanto scopa,
turità con 90-60-90 e vola a Milano per ten-
invidiose della sua bellezza, diventano presto
dicendo a Lele Mora, il topolino:
tare la fortuna nei casting, ma come attrice è
Malelingue. Passa a Scienze dello Spettacolo,
“Non soldi, topo, portami la topa”.
così scarsa che viene scartata perfino ai pro-
ma si annoia: l´unica scienza che serve a una
vini di Pieraccioni. La sua vita cambia quando
bella ragazza per entrare nello spettacolo è
viene scelta come velina per «Striscia la no-
l´anatomia, e la sua è già da trenta e lode.
di RobCor
IGNAZIO LA RUSSA
caso, dobbiamo tutti chiedere scusa al-
Leonardo da Vinci - Il Giocondo. Intorno al ‘500 e poco prima di riparare in Francia, il genio toscano
Come ormai tutti sanno, il sabato c’è l’an-
l’Elefant prodige del giornalismo italia-
decide di dare un volto alle ansie. Ha, sì, realizzato la Monnalisa ufficiale più, con tutta probabilità, quella di
ticipo del calcio, nel campionato di serie
no.
Isleworth (che divide la critica tra quelli che rigettano la paternità vinciana e quelli che invece deridono
A come nella politica. Sabato 12 febbraio,
proprio l’ipotesi a prescindere) ma sente che è tempo di ritrarre un altro stato d’animo. E così convoca il
fedele a questa tradizione, il nostro Mi-
ALFONSO LUIGI MARRA
Giocondo, il marito di quella Gioconda che intanto ha preso a girare tra tutti i signorotti della Firenze bene
nistro della Difesa Ignazio La Russa avreb-
Contro lo strategismo sentimentale e il
a mostrare il suo ritratto, tornando poi dalle tournées particolarmente soddisfatta. E’in questo periodo che
be rifilato un paio di calcioni a un gior-
meteorismo interpersonale che stanno
il Giocondo viene soprannominato “il Cervo” o, nei dintorni di Roma, “er cesto de lumache”. La sua
nalista di Anno Zero, Corrado Formigli,
rovinando la civiltà moderna, c’è rima-
proverbiale atarassia lascia il posto, quindi, ad un’espressione vagamente preoccupata di chi teme di averlo
nell’ambito della manifestazione del cen-
sto solo lui, con i suoi libri coraggiosi e,
preso in quel posto o di essere in trattative per prenderlo. Sarà proprio questa tensione emotiva che porterà
trodestra a sostegno della fava del Presi-
soprattutto, con gli imperdibili spot che
il maestro fiorentino a individuare in quel volto il ritratto presago di un leader futuro che, forse, a differenza
dente del Consiglio (a una certa età, un
li pubblicizzano. Dopo Manuela Arcuri e
del Giocondo sarà lui a tradire la moglie. Ma la sensazione di prenderlo in quel posto la condividerà tutta
piccolo supporto fa sempre comodo…).
Lele Mora, ora tocca a Ruby, altro grosso
quanta e totalmente con l’uomo ritratto da Leonardo. E buon 6 aprile a tutti!
Che un rappresentante delle Istituzioni
personaggio del mondo della cultura
(perdonate la maiuscola) si lasci andare a
che, oltre a esserlo di Mubarak, pare sia
un comportamento del genere, a qualcu-
nipote anche di Umberto Eco. Forse lo
no potrebbe sembrare indecoroso, ma si
scrittore napoletano non vincerà il pre-
tratta indubbiamente di ridicoli puritani,
mio Strega ma, grazie all’aiuto della pro-
di autentici bacchettoni che non cono-
cace ragazzotta, non dovrebbe sfuggirgli
scono i principali saggi di Chuck Norris
il premio “’A fata!”. La giovane marocchi-
su Kant. “Sono il titolare della Difesa – ha
na, peraltro, è senza dubbio la più adatta
di il Misfatto
commentato con grande serenità il Mini-
a parlare del suo ultimo libro, il cui titolo
di Fulvia Abbate
stro La Russa – qualche calcio all’avver-
Labirinto Femminile fa venire subito in
Roma, via del Babuino. 13 febbraio
sario rientra nella classica interpretazio-
mente certe seratine a villa San Martino.
H o un sacco di
2011. Mentre è in pieno svolgimento
tizia», dove il pubblico la trova non solo bella,
2007
ne del ruolo, pensate a Claudio Gentile e
Chi saranno i prossimi testimonial per le
amiche
di-
“Se non ora, quando?” la grande ma-
ma colta e intelligente, a paragone dell´altra
Malgrado gli sforzi, la sua fama resta fra pochi
a Tarcisio Burgnich senza parlare del mi-
opere letterarie del vulcanico Alfonso
sperate. Povere
nifestazione in difesa della dignità della
velina Maddalena Corvaglia.
intimi: le mutande e i reggiseni per cui fa
lanista Angelo Anquilletti, che era vera-
Luigi Marra? L’elenco è articolato e molto
disgraziate, han-
donna, l’occhio attento di Fabio Sil-
2000
l'indossatrice. Ovunque le dicono che una
mente tremendo. Insomma, credo di
interessante: escludendo purtroppo
no impiegato
vetti, lettore e amico de il Misfatto, co-
Si fidanza con Bobo Vieri, con il quale forma
bonazza che non eccelle nel ballo né nel can-
aver fatto semplicemente il mio dovere.
Olindo e Rosa, trattenuti da inderogabili
anni e risor-
glie, nel cruscotto di una camionetta
il prototipo della bistrattata coppia velina-cal-
to né nella recitazione non può sfondare, se
Mi dispiace di non aver avuto occasione
impegni, rimangono a disposizione Fa-
se econo-
della Polizia, una copia del nostro inser-
ciatore (prima di allora gli assi del pallone,
non in un paese culturalmente sottosvilup-
anche di sputare in faccia al Pocho Lavez-
brizio Corona, l’ex ministro Scajola, lo
miche per
to lasciata in bella vista dalla pattuglia.
com´è noto, frequentavano solo docenti uni-
pato. Quando la tivù argentina trasmette uno
scanzonato Piero Marrazzo e, natural-
non sentir-
Siamo orgogliosi di avere lettori come
versitarie). I due sono inseparabili: Vieri, at-
spezzone di «Domenica in», Belèn capisce
zi… visto che mi ci trovavo…”
mente, il Presidente iraniano Ahmadine-
Perché sono state scelte proprio loro per
si più “c o mu n i s t e ”. Poi però è arri-
Fabio. E siamo fieri di sapere che la Po-
taccante in campo, in amore è Attak e basta.
qual è la sua terra promessa.
jad: speriamo che uno di costoro accetti,
affiancare Gianni Morandi sul palco del
vato un certo Lele Mora, e le ha fatte
lizia ci legge. Ora, se dal prossimo nu-
Il rapporto finisce quando Ely scopre che
2011
GIULIANO FERRARA
perché c’è ancora tanto da dire sul ro-
teatro Ariston? Per un motivo fondamen-
precipitare nuovamente (e quel che
mero prenderemo a firmare i pezzi con
Bobo ha le cifre 32 non solo sulla sua casacca,
Dall´«Isola del Famosi» agli spot Tim, Belèn
Kant che ti passa: il direttore de il Fo-
manticismo intestinale e sul dogmati-
tale: tra attricette, soubrettine e veline
è terribile orgogliosamente) ai piedi
pseudonimi
...
cioè
...
non serve spiega-
ma anche sulla voce "saldo" dell´estratto con-
diventa l´oggetto del desiderio degli Italiani,
glio, con spericolatezza degna di Tazio
smo perianale.
varie, sono praticamente le uniche gnoc-
della falce e martello. Inutile dire
re perchè, no? Grazie!
to.
specie grazie a una condotta che lascia mol-
Nuvolari, ha tirato in ballo il grande fi-
colone televisive in circolazione che non
che queste persone ormai ce l’han-
2011
tissimo a desiderare, e un mito per i bambini,
losofo prussiano per giustificare gli sca-
BELEN-CANALIS
hanno preso parte ai festini di Arcore e
no a morte con l’agente dei vip. Di
E´ Hollywood a offrire alla Canalis il primo
che sui banchi di scuola imparano a calcolare
tenati festini di Arcore. L’introverso Im-
che, di conseguenza, possono essere
più: lo odiano proprio, proprio. Co-
importante ruolo da attrice: deve recitare la
l´area del triangolo ottusangolo formato da
manuel, a detta di Ferrara, avrebbe infatti
mostrate in giro senza imbarazzo. Finché
me siano andate, lo sapete già tutti,
parte della fidanzata-copertura di un noto at-
lei, Marco Borriello e Fabrizio Corona. L´at-
pronunciato la famosa frase “Il cielo stel-
non aprono bocca, quanto meno. Inol-
Lele a un certo punto, rivolto a un
tore segretamente gay in un ridicolo polpet-
tende un intenso dopo-Sanremo: la formosa
lato sopra di me, una bella gnocca sotto
tre, il regolamento del Festival prevede
giornalista, ha detto “spero che ven-
tone ambientato fra Hollywood e il lago di
Argentina sarà protagonista in una fiction su
di me”, sintesi meravigliosa della sua rea-
che almeno una delle due vallette abbia il
gano i fascisti a spaccarvi le gambe,
Como. «Uffa, `ste riprese durano da due an-
Anita, la compagna dell´eroe dei due mondi.
le visione della vita e del mondo. Inoltre,
fidanzato incensurato e anche riguardo
comunisti di merda!” A quel punto,
ni,» si lamenta Ely in privato, «e ancora non ho
Titolo: «L´eroina coi due mappamondi».
sostiene sempre l’acuto giornalista, nel-
quest’importante requisito siamo a po-
perfino quella che non ci pensava
la maggior parte degli scritti di Hegel si
sto. Vederle in scena è stato rassicurante:
più si èritrovata nuovamente bagna-
troverebbero espliciti riferimenti alla
tranquillizza pensare che, mentre il Pae-
ta nella convinzione che non ci fosse
pratica della mano morta sui mezzi pub-
se è agitato da un terremoto politico sen-
davvero nulla di cui vergognarsi. Un
blici, senza considerare che la fine del-
za precedenti, c’è chi ha l’assillo di quali
miracolo che non era riuscito nep-
l’Illuminismo di Voltaire e Rousseau con-
scarpe abbinare all’abito da sera. La sola
pure al testone di Antonio Gramsci
siste, come scrisse anche Benedetto Cro-
preoccupazione che abbiamo provato
improvvisamente apparso sul palco
ce, in un inevitabile smorza candela. Una
nei loro confronti, ammirandole tra una
di Sanremo al posto del compianto
visione assolutamente rivoluzionaria
canzone in gara e l’altra, è che le innaf-
Luigi Tenco. Inutile dire che verso
della filosofia moderna, destinata a la-
fiassero regolarmente. Non ha convinto
uno così, uno che ti restituisce in un
sciare una traccia profonda nella cultura
nessuno la recita delle “Buone amiche”
lampo l’interezza della falsa coscien-
europea. Certo, quanta fatica deve fare
inscenata dalle due: probabilmente, si
za, non si può che provare ricono-
uno con un’istruzione superiore alla me-
sarebbero strozzate volentieri a vicenda.
scenza. Non resta che fargli un bo-
dia nel Partito di Berlusconi… A meno
Del resto, Belen ed Elisabetta apparten-
nifico del genere di quelli che si fan-
che Giuliano Ferrara non alludesse a Eva
gono a una delle categorie dello spetta-
no a Santa Rita da Cascia. Causale:
Kant, la procace compagna di Diabolik,
colo più violente e spietate, cui è stato
“Santo degli impossibili. Avvocato
a n ch ’essa incline al bunga bunga nel ri-
dedicato addirittura un apposito istituto
dei casi disperati”. Grazie, Lele.
fugio segreto del suo fidanzato. Nel qual
di pena: LE VALLETTE di Torino.
w w w. t e l e d u r r u t i . i t

pagina VIII

Domenica 20 febbraio 2011

pagina VIII Domenica 20 febbraio 2011 di Dario Vergassola e Marco Melloni nisia all’Italia. Possibile che
di Dario Vergassola e Marco Melloni nisia all’Italia. Possibile che senza un dittatore non ci sappiano
di Dario Vergassola
e Marco Melloni
nisia all’Italia. Possibile che
senza un dittatore non ci
sappiano stare?

orologer ia. - Rito immediato per il Premier e Bersani chiede elezioni an- ticipate. Per non lasciar- lo solo nella sfiga. - Bossi assicura: “Sto con Silvio”. Gentile ma forse tardivo da parte sua il ten- tativo di farsi pas- sare per la fanto- matica fidanzata.

Mercoledì 16 feb- b ra i o

- Bersani elogia la Lega. Se va avanti così, questa volta agli elettori del PD

Ministero della Difesa dovrebbero rivede-

re le regole d’ingaggio.

  • - Polemiche per il cachet di Benigni, ospite

di Sanremo. Ma lo sa quanto ci impiega a guadagnare 200mila euro, chessò io, un’igienista dentale!? Forse ho sbagliato esempio ...

Venerdì 18 febbraio

  • - Processo breve, bavaglio alle intercet-

tazioni, immunità parlamentare: Silvio

vuole fare l’amore protetto.

  • - La Russa si è presentato all’Ariston per

la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Era il super-ospite per il venten-

nio 1922-1943.

  • - Il Carnevale di Cento vuole tutte le Pa-

di Dario Vergassola e Marco Melloni nisia all’Italia. Possibile che senza un dittatore non ci sappiano

Sabato 12 febbraio

-

Congresso FLI. Mentre parla

Fini un mitomane in frac verde sale sul

toccherà andare a votare turandosi le

pi-girls. Fanno mille euro sul carro alle- gorico, duemila in motel.

  • - Napolitano: “Basta tensioni o sciolgo le

orecchie .

- Napolitano: “Basta tensioni o sciolgo le orecchie .

C a m e re ! ” Il suo monito pare abbia fun-

palco. Per fortuna, la sicurezza è riuscita

- In conferenza stampa, Berlusconi insul-

Lunedì 14 febbraio

zionato: a Berlusconi è passato il sin- g h i o z zo .

a riaccompagnare Calderoli al matrimo- nio.

ta un giornalista in latino. E per domani ha annunciato che nominerà senatore il

  • - Ferrara raduna gli anti-puritani, quelli

suo cavallo.

che non si scandalizzano per i festini del

-

E’San Valentino: giornata di straordinari

per il ragionier Spinelli.

- Vendola candida Rosy Bindi a guidare

Premier. Forse, dopo la lista pro-life, Giu-

una coalizione d’emergenza. Come al

liano vuol lanciare quella pro-filattico.

-

Berlusconi considera faziose le donne

che sono scese in piazza. Invece continua

solito, quando c’è da rimettere in ordine

 
  • - Marchionne assicura che il cuore della

chiamano una donna.

FIAT resta in Italia. Ha autorizzato l’e-

ad apprezzare quelle che camminano

Giovedì 17 febbraio

Misfatto numero 51, 20 febbraio 2011

Misfatto numero 51, 20 febbraio 2011

 

spianto.

nei viali.

- Sanremo. Oggi si celebra l’Unità d’I-

Domenica 13 febbraio

-

Il TG5 sorpassa negli ascolti il TG1.

Grande soddisfazione per un traguardo a

lungo rincorso è stata espressa a tutta la

Martedì 15 febbraio

talia. Mazzi però ha chiesto a Luca e

 
  • - La Gelmini segue la manifestazione del-

Paolo di prendere per il culo pure un po’la

La copertina è di: Emanuele Fucecchi

le donne in tv e commenta: “Sono solo

S v i z ze ra .

I cartelli di: theHand

poche radical-chic”. Ma era un promo di “Sex & the City”.

redazione da parte di Minzolini.

- Ad “A n n o ze ro ”, le immagini di La Russa che prende a calci un giornalista per

Ci leggiamo fra sette giorni. Per tutte le se-

  • - Flusso inarrestabile di profughi dalla Tu-

-

Oggi inizia Sanremo. Il solito Festival a

avergli fatto una domanda scomoda. Al

gnalazioni scriveteci a:

 

re d a z i o n e @ i l m i s fa t t o . i t

LA METAMORFOSI 9 - CHE FRETTA C'ERA, MALEDETTA PRIMAVERA di Stefano Disegni

 
pagina VIII Domenica 20 febbraio 2011 di Dario Vergassola e Marco Melloni nisia all’Italia. Possibile che

Domenica 20 febbraio 2011

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 9 ECONOMIA I PM: “ECCO LA PROVA DELLA TRUFFA A SIENA”

pagina 9

ECONOMIA

I PM: “ECCO LA PROVA DELLA TRUFFA A SIENA”

Le carte sull’aeropor to che interessava al Monte Paschi

  • di Daniele Martini

    • ome si fa a valutare un’of-
      C ferta per la privatizzazione

glio, oppure è fasullo il verbale

  • di quella riunione importante,

anzi, determinante, per quanto

riguarda il processo di privatiz-

gestione con il 56,38 delle azio-

ni. Il 4 agosto di un anno fa la

Procura della Repubblica di Sie-

na ha invece sequestrato la

Illustrazione di Marilena Nardi, sotto Giuseppe Mussari e Giulio Tremonti (FOTO ANSA)
Illustrazione di
Marilena Nardi, sotto
Giuseppe Mussari e
Giulio Tremonti (FOTO ANSA)
  • di un bene pubblico, un ae-

zazione dell’aeroporto di Sie-

quota di capitale acquisita dal

roporto addirittura, stando a

decine e decine di chilometri

  • di distanza dal luogo dove si

svolge materialmente l’esame

degli atti? Impossibile? Con lo

scalo senese di Ampugnano è

successo. Alle 9 e 30 della

mattina del 10 settembre

2007, proprio mentre nella

sede centrale del Monte dei

Paschi al numero 2 di piazza

Salimbeni a Siena, veniva av-

viata la fase cruciale, ufficiale

e formale della privatizzazio-

ne, il responsabile della pro-

cedura, Lorenzo Biscardi,

era da un’altra parte. Dove?

Quasi sicuramente si trovava

in viaggio sull’autostrada del

Sole da Roma verso Nord per

poi dirigersi attraverso il rac-

cordo Siena-Bettolle a Sina-

lunga e a San Gimignano. E

neppure il giorno successivo

Biscardi si trovava dove sareb-

be dovuto essere, cioè dove si

stavano vagliando le offerte.

La verità nelle celle telefoniche

  • I SUOI SPOSTAMENTI e gli

orari sono stati desunti dall’esa -

me delle celle telefoniche ag-

ganciate di volta in volta dal suo

telefonino, esame effettuato

con pazienza certosina per

conto della magistratura dai ca-

rabinieri del nucleo investigati-

vo e dai finanzieri della tributa-

ria di Siena e inserito in un dos-

sier di 700 pagine contenente

numerosissime intercettazioni

telefoniche. Un voluminoso in-

cartamento che Il Fatto Quotidia-

no ha potuto con-

s u l t a re .

Stando ai verbali

ufficiali della riu-

nione, invece, Bi-

scardi non solo

sarebbe stato

presente all’a-

pertura della

procedura di se-

lezione, ma

avrebbe conse-

gnato alla com-

missione di valu-

tazione una serie

na. E se è fasullo il verbale, tutta

l’operazione di privatizzazione

rischia di essere viziata.

I magistrati della Procura della

Repubblica di Siena nell’estate

  • di un anno fa hanno messo sot-

to indagine per turbativa d’asta

Lorenzo Biscardi e altre 15 per-

sone tra cui spicca il nome di

Giuseppe Mussari, il banchie-

re Pd. Già in ottimi rapporti con

Massimo D’Alema, Mussari è

uno dei personaggi più influen-

ti e in vista del mondo italiano

del credito: presidente dell’as -

sociazione dei banchieri (Abi),

presidente del Monte dei Pa-

schi e in passato presidente an-

fondo lussemburghese (valore

12 milioni di euro) in attesa che

la vicenda giudiziaria si conclu-

da.

La facile vittoria di Galaxy

IL SOSPETTO è che la sele-

zione dei candidati per la priva-

tizzazione sia stata poco più

che una messa in scena e che ci

fosse già un vincitore designa-

to, Galaxy, appunto. Ci sono

elementi che danno corpo a

questa ipotesi. Uno dei più si-

gnificativi è una dichiarazione

il Monte dei Paschi era entrato

con una quota di capitale di cir-

ca 5 milioni di euro, pari a un

quinto del totale. In quella zona

sono in costruzione decine e

decine di ville a ridosso di un

nuovo campo di golf, destinate

a vip italiani e di mezza Europa.

Gli inquirenti non escludono

che il potenziamento dell’aero -

porto senese sia stato pensato

in funzione anche degli sposta-

menti di questa gente di rango

così da fare inevitabilmente

schizzare il prezzo degli immo-

bili in fase di realizzazione.

Nel dossier gli inquirenti parla-

Debito & crescita

A cosa (non) serve l’i nt e s a del G20

di Stefano Feltri

D ai vertici del G20 non ci si possono aspettare de-

cisioni operative, non è quella la sede, ma una

che della Fondazione del Mon-

del presidente degli artigiani

no anche dei meto-

te e della commissione di indi-

senesi (Cna), Massimo Gua-

di usati dai fautori

rizzo della Cassa depositi e pre-

sconi, apparsa sul periodico

della privatizzazio-

stiti, forziere della liquidità sta-

Camera di commercio news nel

ne dello scalo sene-

tale, posseduta per il 70 per

marzo 2007, cioè più di sei me-

se per superare le

cento dallo Stato e per il restan-

si prima che per la privatizza-

perplessità del mi-

te 30 da 66 fondazioni bancarie

zione dell’aeroporto fosse uffi-

nistero dei Traspor-

tra cui quella del Monte.

cialmente scelto il fondo Gala-

ti, dell’Enac (Ente

Il soggetto a cui era stato affida-

xy. In quella dichiarazione,

dell’aviazione civi-

to l’aeroporto senese attraver-

Guasconi si complimentava

le) e dell’a s s e s s o re

so la procedura di selezione su

con la banca Monte dei Paschi,

regionale, Riccar -

cui insistono le indagini e gra-

con il presidente dell’aeropor -

do Conti. Su que-

vano i sospetti è proprio un or-

to Enzo Viani, che è anche te-

st’ultimo, in parti-

ganismo finanziario collegato

soriere del Grande Oriente d’I-

colare, convinto

alla Cassa. Si chiama Galaxy ed

talia, e con “tutti gli altri soci

che fosse poco sen-

è un fondo di private equity di di-

ritto lussemburghese in cui

hanno una partecipazione an-

che la francese Caisse de Dé-

pots et Consignations (Cdc) e

la tedesca Kreditanstalt fur Wi-

deraufbau (KfW). Nelle inten-

zioni dei promotori della priva-

tizzazione, proprio Galaxy sa-

rebbe dovuto diventare il mo-

tore del nuovo corso dell’aero -

porto di Ampugnano acquisen-

do il controllo della società di

istituzionali” per “l’accordo si-

glato con il fondo Galaxy” e si

felicitava con tutte quelle “per -

sone che nella sinergia con Ga-

laxy hanno creduto”.

Secondo la ricostruzione degli

inquirenti, inoltre, la privatiz-

zazione e il conseguente po-

tenziamento dello scalo senese

potrebbero avere “punti di

c o i n t e re s s e ” con l’o p e ra z i o n e

immobiliare di lusso e su larga

scala nella località senese di Ba-

gnaia, proprietà dell’Agr icola

Merse, società della famiglia

Monti-Riffeser, quelli della ca-

tena di giornali del centronord,

Il Giorno, La Nazione, Il Resto del

Carlino e Qn, società in cui anche

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 9 ECONOMIA I PM: “ECCO LA PROVA DELLA TRUFFA A SIENA”

misura dei rapporti di forza. E la notizia che emerge

dal summit di ieri, a Parigi, è che la Cina è sempre più

forte e gli Stati Uniti più isolati. La tesi americana (e

non solo) sostenuta dal segretario al Tesoro Tim Gei-

thner fin dal suo insediamento è questa: dalla crisi si

può uscire soltanto se i cinesi iniziano a consumare

di più e a risparmiare meno, con il governo di Pe-

chino che rivaluta lo yuan per frenare le esporta-

zioni di merci cinesi e far rifiatare le poco compe-

titive aziende americane.

La proposta di Geithnerdi limitare al 4 per cento i

deficit o i surplus della bilancia delle partite correnti

(cioè la misura di esportazioni meno importazioni, consideran-

do anche aiuti internazionali e pagamenti di interessi sui pre-

stiti) è stata affossata mesi fa. Da allora, come scriveva ieri il

quotidiano Les Echos, “la Francia si è impadronita del dossier con

l’obiettivo di riequilibrare le politiche economiche per assicu-

rare una crescita forte, stabile e duratura”. Non per altruismo,

ovviamente, ma nel proprio interesse. Problema: come si sta-

bilisce se un Paese è in equilibrio o no? Per due giorni i 20 si sono

scontrati sui parametri da considerare, con spaccature diverse

da quelle “ricchi contro poveri” cui siamo abituati. La Francia e

la Germania, infatti, erano a fianco della Cina per evitare che

venissero individuati come problematici i Paesi che esportano

molto: nel 2009 Berlino aveva una bilancia commerciale più in

attivo di quella cinese, cioè le sue esportazioni al netto delle

importazioni pesavano sul Pil oltre il 6 per cento, quelle cinesi

meno del 5.

Risultato: la Cina ottiene che nel calcolo degli squilibri con l’e-

stero non si conti il flusso degli interessi che affluiscono nelle

sue casse grazie al debito straniero che detiene, soprattutto

americano. È una vittoria diplomatica, che rafforza anche gli

altri membri della sigla Bric, Brasile, Russia e Cina. Gli altri pa-

rametri per giudicare i Paesi le cui finanze pubbliche sono una

minaccia per l’economia globale saranno il deficit di bilancio e

il debito pubblico, i debiti privati, i risparmi. “La tesi italiana

diventa globale”, esulta il ministro dell’Economia Giulio Tre-

monti, che da sempre vuole venga considerato l’indebitamento

privato (in Italia è basso) per giudicare la capacità di un Paese di

sostenere quello pubblico (in Italia è stellare, quasi al 120 per

cento del Pil). Ma il successo è solo simbolico: i titoli di debito

pubblico devono comunque essere collocati sui mercati, agli

investitori internazionali.

La Germania è riuscita a far prevalere facilmente la propria li-

nea. Si possono indicare i parametri ma senza specificare le

soglie oltre le quali diventano preoccupanti, è stata l’inf lessi-

bile posizione del ministro delle Finanze di Berlino Wolfgang

Schäuble. La ragione è semplice: mentre la Germania sta pla-

smando l’Unione europea a sua immagine e somiglianza, dal

punto di vista fiscale, non può accettare di essere indicata come

Paese squilibrato in sede G20 soltanto perché esporta molto. E

gli Stati Uniti? Geithner ha ribadito che la loro situazione fiscale

è “insostenibile” e che “lo yuan resta sottovalutato”. Ma, dentro

il G20, gli Usa sono i soli che possono condurre una politica

monetaria aggressiva e unilaterale per correggere quelli che

considerano gli squilibri globali. E lo stanno facendo, con la

Federal Reserve che inonda il mercato di dollari. Quindi il prez-

zo in dollari delle materie continua a crescere. E il conto finale

potrebbero pagarlo gli europei, con la Bce (più indipendente

della Fed) pronta ad alzare i tassi per frenare l’inflazione in-

dotta. Queste pressioni inflazionistiche “devono essere prese

sul serio”, ha avvertito ieri il presidente della Bce Jean-Claude

Tr ichet.

sato puntare sul potenziamen-

to dell’aeroporto senese quan-

do in Toscana ci sono già due

grandi scali ben avviati, e cioè

Pisa e Firenze, si indirizza l’in -

sistenza di una bella fetta di am-

ministratori locali senesi. Per

superare gli ostacoli e le contra-

rietà del ministero e dell’Enac,

invece, l’uomo prescelto è il se-

natore Franco Mugnai del Pdl,

toscano di Castell’Azzara, ex

An, grande amico del ministro

dei Trasporti, Altero Matteo-

li. Per le sue prestazioni profes-

sionali, il minuscolo aeroporto

di Siena gli aveva affidato un in-

carico del valore di 300 mila eu-

ro .

Nell’inchiesta in cui è coinvolto il presidente della banca, Mussari, si scopre che la firma sulla privatizzazione dello scalo non è regolare

MONTEZEMOLO

MONTEZEMOLO UN’ALTRA POLTRONA (MA SOLO BIPARTISAN) F inché la politica resta – ora e forse per

UN’ALTRA POLTRONA (MA SOLO BIPARTISAN)

F inché la politica resta – ora e forse per sempre – solo un’opzione, Luca Cordero di Montezemolo

può continuare a fare il suo lavoro di sempre. Collezionare poltrone. Lo ha detto ieri, dimostrando un certo spirito di sacrificio: è disponibile ad accettare la presidenza del comitato che cercherà di portare a Roma le Olimpiadi 2020, ma soltanto con “un’operazione-Paese bipartisan”. Ieri ha incontrato Gianni Letta che gli ha offerto la poltrona. Il Pd già applaude, chi non ha dimenticato gli esiti del mondiale di calcio Italia ‘90, anch’esso curato da Montezemolo, tocca ferro. Sperando che questa volta le cose vadano un po’ meglio. E chi ricorda le polemiche dell’amico montezemoliano Diego Della Valle contro gli “arzilli vecchietti” della finanza italiana fa due conti: quando (e se) le olimpiadi arriveranno, anche Montezemolo farà parte della categoria, nel 2020 avrà 73 anni, un paio meno del bersaglio di Della Valle, Cesare Geronzi.

  • di atti: i plichi con le offerte pre-

Domenica 20 febbraio 2011 pagina 9 ECONOMIA I PM: “ECCO LA PROVA DELLA TRUFFA A SIENA”

sentate dai due concorrenti in

lizza, la copia dell’invito a ma-

nifestare interesse pubblicato

sia sul sito dell’aeroporto di

Ampugnano sia sul Sole 24 Ore

del 30 giugno 2007, una copia

della lettera di invito inviata a

tutti i soggetti che avevano ma-

nifestato interesse. Stando così

le cose, delle due l’una: o gli

inquirenti che hanno inda-

gato sulla faccenda hanno

preso un clamoroso abba-

pagina 10

pagina 10 Domenica 20 febbraio 2011 DAL MONDO Ben Ali, triste solitario (e finale) L’EX RAÌS

Domenica 20 febbraio 2011

DAL MONDO

Ben Ali, triste solitario (e finale)

L’EX RAÌS TUNISINO IN ESILIO E IN COMA. LA MOGLIE NON È CON LUI

notizia del decesso è stata lan-

ciata da un sito d’infor mazio-

ne israeliano in lingua fran-

cese, J s s N ew s , dopo che da

giorni circolavano voci sul

fatto che l’ex tiranno del pae-

se maghrebino, deposto do-

po 23 anni al potere, sarebbe

entrato in coma. Al momento

non esiste però nessuna con-

ferma ufficiale, e anche la

convinzione espressa da Ber-

lusconi, secondo cui il suo

vecchio amico sarebbe anco-

ra in vita, dà più l’idea di una

sensazione che di una certez-

za.

Mercoledì scorso era stato il

giornalista Nicolas Beau, uno

dei più profondi conoscitori

del ventennio di potere del-

l’ex dittatore, a rivelare nel

suo blog che Ben Ali sarebbe

stato colpito da un ictus ce-

XXXXXXX)
XXXXXXX)

“sono in corso negoziati con il governo di Tunisi per autoriz- zare la sua sepoltura in Tuni- sia”. La morte non sarebbe sta- ta ancora confermata perché si sta cercando di rispettare il rito musulmano che vuole che i funerali vengano cele- brati lo stesso giorno del de- cesso. Motivo per cui l’a n nu n - cio potrebbe essere ritardato di 3 o 4 giorni. Ma c’è già chi mette seriamente in dubbio questa informazione, come il sito tunisino Te k i a n o . c o m . Una perplessità legata al fatto che sia stata una web israeliana a diffondere la notizia: “Si sa che Ben Ali manteneva dei rapporti per così dire calorosi

e amichevoli con i rappresen- tanti d’I s ra e l e ”. Per questo ci si chiede se non sia tutta un’in- venzione: “In effetti sarebbe difficile processarlo, una volta dichiarata la sua morte”. Sembra tuttavia perfettamen- te credibile che, dopo un ven- tennio di potere assoluto, Ben Ali possa aver subito un im- provviso crollo fisico e psico- logico. Proprio quel che è ac- caduto anche a Mubarak che, a quanto si dice, si starebbe lasciando morire – r ifiutando le cure – nel suo esilio di Sharm el-Sheikh. Malati di po- tere, incapaci di reagire alla caduta, improvvisa e fragoro- sa, dal piedistallo.

TOUMEH “La bellezza contro il radicalismo”

I mprenditore, produttore cinematografico, editore,

saggista e poeta, Nabil Toumeh è uno degli uomini più

ricchi e influenti della Siria. Ma gli piace considerarsi so-

prattutto un intellettuale impegnato a costruire un’inte -

grazione fra il suo paese e il mondo occidentale. “La cul-

t u ra ”, ci dice nei suoi uffici di Damasco, “è il fattore che

più può unificare i popoli, superando lo scontro di re-

ligioni. Noi cerchiamo di lavorare sulla bellezza in campi