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L'uomo che insegna a fare la rivoluzione Fonte: LUCA RASTELLO - la Repubblica |

19 Agosto 2012

La democrazia, dice in esclusiva a Repubblica, si conquista con lumorismo.Si chiama Srdja Popovic, serbo, quarantanni. Si fatto le ossa con il regime di Milosevic. Da quando ha fondato un centro per la strategia non violenta, tutti gli attivisti del mondo, dalle primavere arabe alle rivolte arancioni, vanno a scuola da lui Lui rovescia qualunque cosa, uno che butta gi tutto. Masha sorride al suo uomo sotto la pergola di un ristorante sulla collina belgradese di Vracar: sta parlando di un maestro delleversione o di un marito pasticcione? Lui le prende le mani attraverso la tavola, urta ben due bicchieri e le inonda il vestito di vino bianco. Ridono, lui si scusa. Srdja Popovic, quarantanni, snello, chiacchierone, accogliente, dichiara tre grandi passioni: i pesci ( laureato in biologia), la spazzatura ( stato consigliere governativo per lambiente) e Tolkien (ha creduto a lungo di essere uno hobbit). Ma la sua storia ne testimonia una quarta predominante: per la democrazia. il direttore esecutivo di Canvas, Center for Applied Non-Violent Action and Strategies: qualcosa che visto da lontano appare grandissimo.Visto da vicino appare invece molto piccolo, un ufficietto con bagno e frigorifero, incastrato in una struttura commerciale semiprefabbricata a Novi Beograd, quattro impiegati fra cui lui stesso. Ma visto e analizzato per le sue imprese, assume proporzioni enormi. Candidato al Nobel, inserito da Wired nella lista delle cinquanta persone che cambieranno il mondo e da Foreign Policy in quella dei cento personaggi pi influenti del pianeta, Popovic luomo che ha fatto dellazione disobbediente un marchio e un insieme di procedure, un sapere esportabile e una materia di studio universitario. E di cose ne ha buttate gi, in effetti: non solo bicchieri, dato che c la mano di Canvas nei rivolgimenti politici di paesi come Georgia, Ucraina, Libano, Maldive, Tunisia, Egitto. Questo marito goffo quanto di pi simile vi sia oggi alla figura di quello che in passato si usava chiamare rivoluzionario

professionale. La sua fede nonviolenta nasce dal pragmatismo: Spesso il solo campo in cui un movimento civico non pu vincere quello militare: affrontare il potere su quellarena come fare a pugni con Mike Tyson. Fu lerrore del movimento contro lapartheid in Sudafrica prima della svolta nonviolenta ed oggi quello della lotta ad Assad in Siria. E ha solide basi accademiche, come lanalisi sistematica su 323 situazioni di conflitto fra il 1900 e il 2006: Le campagne nonviolente dice hanno successo nel 53 per cento dei casi, quelle violente nella met: 26. Popovic si concentra sulle conseguenze di lungo periodo: La posta in gioco nella Prima guerra mondiale spiega era il territorio: vecchi imperi e Stati nascenti in cerca di spazio. Il risultato non fu che uneffimera ridistribuzione delle colonie. Lesito della Seconda, che opponeva le grandi ideologie, fu la Guerra fredda. La lotta di Gandhi, invece, fu linizio della fine del colonialismo. Il Black Power ha creato le premesse per un mondo governato anche da neri. Solidarnosc ha scatenato leffetto domino che ha portato al crollo dellUrss. Gli effetti delle strategie non violente sono pi concreti sul lungo periodo: producono cambiamenti di civilt. Nonostante le ridotte dimensioni della struttura, Canvas ha fornito training e formazione ad attivisti di oltre quaranta paesi (Siamo dappertutto sul pianeta, come i piccioni. E come loro ci adattiamo a diversi climi e situazioni ), ma sono state le primavere arabe a metterlo sotto i riflettori, soprattutto dopo che uno dei leader di Piazza Tahrir dichiar che il movimento egiziano non avrebbe vinto senza laddestramento dei suoi dirigenti a Belgrado. Srdja non ama lespressione primavere arabe: Vorrei vederle sostituite da Estate mediterranea, un processo di reale crescita democratica che coinvolga anche lEuropa, connettendosi con movimenti come Occupy Wall Street o Indignados. E che cosa hanno questi in comune con le rivolte contro le dittature? Lindipendenza dalla politica tradizionale e let: a Londra, a Madrid, come in Tunisia, o a Gerusalemme, in piazza ci sono per lo pi giovani privati del futuro. Cambia poco se chi si batte per la sua dignit lo fa contro nemici molto visibili come i dittatori o pi sfuggenti come le banche. essenziale per che anche i movimenti dei paesi ricchi dicano che cosa vogliono: per ora sappiamo soltanto che cosa non vogliono. Intercettare bisogni sentiti e formulare una propria visione del futuro la via. In Serbia nel 2000 capimmo presto quello che volevamo . Canvas derivazione naturale di Otpor (Resistenza), il movimento che rovesci Slobodan Milosevic. In quella fucina si forgiarono i suoi strumenti concettuali: Ogni nostro seminario inizia con qualcuno che dice Fantastico, ma il vostro modello a casa mia non pu funzionare. Solo che noi non offriamo modelli, ci che mettiamo a disposizione la coscienza degli errori commessi. Otpor ha fatto tesoro di dieci anni di errori clamorosi: noi serbi in effetti siamo piuttosto lenti.... Si riferisce alle guerre? Ai nostri atteggiamenti: nel 92 occupammo il rettorato e proclamammo una libera repubblica, tenevamo seminari, concerti e Milosevic era felice e soddisfatto. Noi cantavamo Lennon e lui governava. E armava i tank per far fuori i croati. Se ti limiti a occupare uno spazio e, peggio, se ti rinchiudi in unidentit, i duecento intelligenti che hanno capito tutto e si oppongono agli alieni, hai perso. Otto anni dopo Otpor spiazz il regime catturando il consenso con umorismo, strategie a basso rischio (intasare la citt guidando lentamente, senza infrangere alcuna legge; o invitare la gente a far rumore sui balconi allora del tg per dimostrare che non li guardava: mio padre batteva una grossa latta dolio, e i vicini invidiosi misero lo stereo sul balcone con su i Metallica), cura della comunicazione e addirittura del marchio (Il pugno di Otpor, piuttosto leftist, no? Funziona: lho visto persino in Nigeria ), emarginazione dei violenti (Difendemmo la polizia dai tifosi, gli agenti videro tuttaltro da quello che raccontavano i comandanti e iniziarono a disubbidire. Se non riconosci luomo sotto la divisa e lo demonizzi, perdi). E da tutto il mondo piovvero inviti perch Otpor condividesse la sua esperienza, unonda che dilag fino ad alimentare sospetti in verit sollevati dai regimi spaventati che il movimento fosse una specie di creatura della Cia. Popovic ride: Magari bastassero un po di dollari e quattro serbi pazzi: la democrazia nasce dalla sollevazione di grandi numeri. facile sostituire unlite con unaltra lite sul modello guevarista o su quello golpista: quella

s che roba che si esporta. Canvas in effetti quasi interamente finanziata dalla Orion, la seconda compagnia telefonica serba, propriet di Slobodan Djinovic, vecchio compagno di lotte: Lo parassitiamo anche ridacchia Srdja non pagando le bollette. Capire le ragioni dellobbedienza e scardinarle, affrontare la paura, cambiare la percezione collettiva: Fu importante anche fare del movimento qualcosa di molto cool, una moda: a un certo punto se non eri dei nostri non rimorchiavi... . Cos la generazione nata negli anni Settanta, a cavallo fra il ricordo del benessere titoista e le guerre di Milosevic, vinceva la battaglia per la conquista del senso comune e ridefiniva lorizzonte dellazione civica: Tutti i grandi movimenti allinizio sono percepiti come qualcosa di minoritario, strano e radicale. accaduto anche a Greenpeace, ma ora non c governo che non abbia una politica ambientale. Lobiettivo per movimenti come Occupy diventare mainstream. Ingaggiando solo le battaglie che possono essere vinte e procedendo per gradi: Raggiunto un risultato, apparentemente minimo, ho i numeri per alzare il tiro e passare a strategie offensive di non cooperazione. Spudoratamente sincero (Non si pu negare che incontrare attivisti zimbabweani a Citt del Capo sia un modo per rendersi bella la vita), luomo che ha fatto dellumorismo unarma letale contro i dittatori non risparmia s stesso: Adoro le procedure codificate. Ne ho una che vale per la pesca e per le ragazze: primo, prendi tutto quello che puoi, secondo pesca almeno una preda da record, terzo ricorda che il peggior giorno sullacqua meglio del migliore al lavoro. Puoi parlare con lui una notte intera, di politica internazionale o di ricordi dinfanzia: ne esci comunque provocato, con la sensazione che il mondo sia in fondo pi vasto di quanto pensavi. Un po pi intelligente e disposto allazione. Lui, intanto, ha da farsi perdonare da Masha quella battuta sulla pesca. Metamorfosi del ribelle Fonte: SIEGMUND GINZBERG - la Repubblica

19 Agosto 2012

Inuovi profeti della rivoluzione non somigliano pi a Che Guevara. Non pensano che il potere nasca dalla canna del fucile. Semmai da twitter e dai cellulari. Il loro riferimento non sono pi Lenin o Mao, e nemmeno Khomeini. Sono Gandhi, Aung San Su Kyi, Nelson Mandela. Predicano e fomentano la ribellione e la disobbedienza civile, non la guerra civile. Sono lincubo dei dittatori di lungo corso, si sono rivelati capaci, contro ogni previsione, di scuotere e far crollare come castelli di sabbia regimi che sembravano di ferro. La loro Internazionale non ha nessun centro. Non riconducibile a nessuna delle ideologie forti che avevano segnato il Novecento e nemmeno ai sussulti nazionalistici e religiosi che poi le hanno soppiantate. Non hanno mai preteso di esportare alcunch, nemmeno la democrazia. E comunque non alla maniera dei nostalgici di Bush. Eppure c chi li ritiene i maggiori ispiratori, sia pure a distanza, dei pi disparati movimenti che ultimamente hanno stupito il mondo. Dalle Primavere arabe ad Occupy Wall Street. Purch poi non finiscano per deluderlo anche loro. C chi li ha definiti rivoluzionari riluttanti. Altri come una sorta di mosche cocchiere. Qualcuno addirittura sostiene che il loro posare come promotori delle Primavere arabe sarebbe una interpretazione cinica e megalomane della storia. Il pi noto di questi rivoluzionari di tipo nuovo probabilmente Srdja Popovic. Era uno studente di biologia dellUniversit di Belgrado quando assieme ad altri undici amici lanci la campagna che avrebbe portato alla caduta di Milosevic. Sar stato anche merito di altri fattori, comprese le bombe Nato. Sta per di fatto che, da allora, il suo Centro per strategie applicate nonviolente ha fatto scuola in una quarantina di Paesi. Vantano il successo pi strepitoso nella caduta del regime di Ben Ali in Tunisia e di Mubarak in Egitto. Piazza Tahrir sembra aver seguito alla lettera le loro indicazioni, tempestivamente tradotte in arabo, su come individuare il punto debole di un regime (nel caso egiziano i militari) e fraternizzare con la polizia, mantenendo nel contempo la disciplina della non-violenza. Che poi alle elezioni abbiano vinto gli islamisti un altro paio di maniche: la loro ricetta prescrive come si rovescia una dittatura, non cosa succede

dopo. Non ha funzionato allo stesso modo in Libia e non sta funzionando per niente in Siria. A Yahya Shurbaji e Ghiyath Matar, soprannominato piccolo Gandhi, che distribuivano rose e datteri affrontando i soldati di Assad, subentrato un orrendo massacro da tutte le parti. Non ha funzionato la rivoluzione verde in Iran. E in Cina nemmeno ci hanno provato. A Kiev dopo la rivoluzione arancione tornato Yushchenko. Non si vede ancora quale protesta civile possa scrollare Putin. Ma la vecchia talpa paziente. Tra i maestri di Popovic ci sono veterani del pacifismo americano sulla breccia da decenni. Il settantaquattrenne George Lakey, infaticabile sostenitore di tutte le cause non violente dai minatori inglesi ai monaci singalesi, e ovviamente le Primavere arabe tra i padri nobili di Occupy Wall Street (Pensano che sia anarchico, io semmai sono attratto dalla socialdemocrazia alla norvegese). Strategy for a Living Revolution, il suo manuale per la conquista del potere in cinque fasi, senza spargimento di sangue, risale al 1973. Gene Sharp un professore ottantacinquenne dallaspetto timido e fragile che vive a Boston. Era amico di Einstein. Un suo libricino di 93 pagine, disponibile su Internet in 24 lingue, intitolato Dalla dittatura alla democrazia, potrebbe essere il prontuario di tutte le rivoluzioni non violente di questi ultimi anni. In Tunisia ed Egitto era diventato un bestseller, come negli anni Venti in Europa lo erano i manuali per la rivoluzione armata, e pi tardi, in Asia e America latina le istruzioni per la guerriglia. Si articola in 198 metodi dazione. Il punto 18 parla dellimportanza di bandiere e colori. Il punto 7 insiste sul ruolo di slogan, satira e simboli. I punti 20, 37 e 47 sullimportanza delle preghiere in pubblico, della religione e del raccogliersi a protestare nelle piazze. Manca solo il rocknroll, che aveva rivoluzionato la sua America negli anni Cinquanta, e fece crollare, secondo la brillante interpretazione di Tom Stoppard per il teatro, il muro del comunismo negli anni Ottanta e, in versione islamica, ha dato la squilla anche alle Primavere arabe. Ma altrove purtroppo unaltra musica.