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Cosmologia quantistica: intervista ad Ignazio Licata sull'universo arcaico

di Mario Esposito, 1 ottobre 2011

Quando si parla di cosmologia in genere siamo abituati a pensare la narrazione che abbiamo appreso pochi o tanti anni fa a scuola e che sovente viene ripetuta nelle riviste di divulgazione scientica anche se in chiave sempre pi rafnata: sto parlando del big bang, ossia di quellistante zero a partire dal quale sarebbe letteralmente esploso luniverso che conosciamo e osserviamo.

Da quellistante sarebbe iniziato tutto e da quel punto di singolarit iniziale si sarebbe costituito ed espanso il nostro universo, che come sappiamo continua ad espandersi addirittura accelerando la sua velocit. E evidente che questo modello lascia insoluti diversi problemi, che possiamo riassumere con le seguenti domande: cosa cera prima del big bang? Perch c stato il big bang? Perch c stato un solo big bang? In sintesi, sono i concetti di spazio e di tempo che, intesi gi solo in base al senso comune, non ci convincono no in fondo e che ci lasciano insoddisfatti della teoria del big bang, che ad una analisi meramente formale sembra, in fondo, una genesi quasi teologica corretta con argomentazioni scientiche. Gi tempo fa avevo fatto una intervista ad Ignazio Licata sul suo modello di cosmologia quantistica, elaborato insieme a Leonardo Chiatti, che a mio parere una teoria estremamente interessante perch non solo cerca di fornire una risposta a quel prima del big bang e a quel perch il big bang, ma ci danchelapossibilit di riettere in maniera nuova ed originale su concetti sui quali la losoa e la scienza stessa si dibattono da sempre e oggi con ulteriori aporie generate dalle ormai famose materia ed energia oscura: parliamo dei concetti di tempo, spazio, materia, energia. In questo modello, Ignazio Licata ci stimola ad immaginare una realt atemporale di forma ipersferica pentadimensionale (ci spiegher lui perch), che il vuoto quantistico arcaico, dal quale emerso non solo il nostro universo, ma da cui possibile che continuamente si generino nuovi universi allinterno di quello che possiamo chiamare con un nome, ormai noto, il multiverso. Questo modello ha una duplice fecondit: innanzittutto e ovviamente scientica in quanto, come vedremo, si propone di risolvere diversi problemi come quello di coniugare la teoria della relativit con la meccanica quantistica con conseguenze molto interessanti ad esempio sullinterpretazione delle citate materia ed energia oscura, ma anche a mio parere losoca perch offre una prospettiva davvero innovativa su come il divenire eracliteo e lessere parmenideo possano essere, per cos dire, intrecciati dalleternit. Nel ringraziare Ignazio Licata, sempre disponibile alle mie richieste di approfondimento, vi invito a leggere e, se volete, a commentare questa interessante intervista sulluniverso arcaico.

1. Cosa la relativit proiettiva e perch la hai usata per il tuo modello? La relativit proiettiva una tecnica per studiare la relativit di De Sitter, che ingloba ed estende la relativit ristretta su scala cosmica. Suggerita dallo stesso De Sitter, e poi studiata da Kaluza e da Castelnuovo, fu indagata a fondo dal matematico italiano Luigi Fantappi nel 1954. Viene poi ripresa negli anni '60 e '70 da teorici del calibro di Bacry e Levy-Leblond e Freeman Dyson, che la annoverava tra le grandi "missed opportunities" della sica in un celebre articolo del 1972. Fu Fantappi a dimostrare che l'unica estensione possibile del gruppo di Lorentz-Poincar se si vogliono mantenere l'isotropia e l'omogeneit dello spazio-tempo e le 4 dimensioni. Pensiamo che in futuro questo approccio potr dire qualcosa anche ai vincoli cui deve sottostare una teoria multidimensionale, come quella delle stringhe/brane, per dar luogo all'universo che osserviamo.

2. Ci puoi spiegare cosa lo spaziotempo di De Sitter-Castelnuovo e quello di CayleyKlein che citi nel tuo lavoro? Lo spazio-tempo di De Sitter un'ipersfera a 5 dimensioni (la quinta dimensione pu essere considerata un articio formale per denire le simmetrie dell'ipersfera tramite uno spazio in cui "immersa") che ha massima simmetria, nessuna singolarit e dove spazio e tempo sono curvati ed intrecciati indissolubilmente assieme (motivo per cui il tempo descritto da numeri immaginari ed indistinguibile dallo spazio). Era stato trovato come soluzione delle equazioni di Einstein con costante cosmologica e vuoto di materia e scartato perch "poco realistico". Un osservatore sico un punto su un circolo massimo dell' ipersfera (che un modo alquanto complicato di dire che sta in un volume tridimensionale dinamico!), e vede dunque tutto in rappresentazione proiettiva utilizzando le tecniche di Castelnuovo e di Cayley - Klein. Solo cos pu distinguere l'etichetta "tempo" dall'etichetta "spazio".

3. Perch il vuoto ha (o dovrebbe avere) la forma di una ipersfera pentadimensionale? Che cosa e che dimensioni ha questa ipersfera? Lo spazio ipersferico reale? In che modo si modica, se si modica, lo spazio ipersferico a seguito delle nucleazioni quantistiche? La proposta cosmologica dell' universo arcaico inizia proprio con l'assunzione che l'ipersfera

di De Sitter, che lo spazio-tempo che viene immediatamente "dopo" quello di LorentzMinkowki, sia anche il "tessuto quantistico" che rende lo spazio e il tempo qualcosa di pi che una mera struttura di relazione! Ricordiamo che non applichiamo la sica quantistica all'universo perch agli inizi "era molto piccolo", ma perch la trama quantistica che d un senso sico allo spazio, al tempo ed alla materia. Fatta questa assunzione, abbiamo ricavato subito la condizione di Hartle-Hawking che era proposta come condizione geometrica per la funzione d'onda d'universo e che incorporava inazione ed effetto tunnel. Ottenevamo tutto questo con semplici considerazioni geometriche di simmetria, senza alcun riferimento alla gravit, e questo ci ha fatto capire di essere sulla buona strada per la costruzione di una cosmologia quantistica. Per comprendere il ruolo dell'ipersfera bisogna chiarire la differenza tra sica e matematica. Inizierei con il ricordare che nessuno di noi ha mai visto una legge sica, ma soltanto classi di eventi, ossia le manifestazioni che quella legge descrive. Anche in relativit le dilatazioni dei tempi e la contrazione delle lunghezze sono effetti "prospettici" dovuti al moto relativo uniforme degli osservatori inerziali. Ci che conta che il gruppo di simmetria metta d'accordo tutti gli osservatori su quali sono le leggi siche "buone". Matematicamente le assunzioni fatte sull'universo di De Sitter signicano che le leggi vanno scritte l, cio che quella la simmetria pi generale possibile per gli osservatori. Questo vuol dire che le leggi (meccanica, elettromagnetismo, gravit) vanno scritte in forma pentadimensionale, in modo da essere invarianti (cio "buone") rispetto al gruppo di De Sitter. E proprio come avviene nella relativit ristretta, dobbiamo essere pronti a vedere "effetti relativistici" su scala cosmica e per di pi descritti proiettivamente. Curiosamente, e molto opportunamente, la sica quantistica quella pi a suo agio dentro questa bellissima geometria. Adesso facile (forse, solo pi facile...) capire perch l'ipersfera non si modica mai, come le leggi, perch "solo" il luogo matematico dove sono scritte le leggi siche, che osserviamo "qui", nel nostro universo di sempre. Proprio come in relativit ristretta, non vediamo lo spazio-tempo di Minkowski ma misuriamo dilatazioni dei tempi e contrazioni delle lunghezze. Il raggio, che ssa in modo univoco la costante cosmologica (e per essere in accordo con essa), di circa 10 alla 28 cm.

Fonte: Scientic American

4. Che cosa rappresentano nel tuo modello il tempo cosmico (tau), la costante temporale t con zero e l'iperpiano x con zero che tu chiami anche "parametro evolutivo" e "precursore del tempo" e descrivi come una variabile "arcaica"? Cosa rappresenta la variabile teta con zero legata alla transizione di fase del big bang? Nel modello ci sono i parametri che descrivono le grandezze siche nell'ipersfera e la loro proiezione osservabile. Questo, lo ripeto perch un punto importante, non deve far pensare che viviamo in una sorta di grotta platonica. Questo l'universo a tempo reale che

osserviamo. Se vogliamo descriverlo attraverso leggi che siano insieme coerenti con la sica di Einstein e quella quantistica dobbiamo scriverle sull'ipersfera, che il "codice matematico" di ci che osserviamo. Se restiamo nell'ipersfera abbiamo visto che spazio e tempo sono inscindibili, curvi ed intrecciati per l'eternit. Esiste una coordinata che idealmente pu percorrersi no ad arrivare ad un cartello che dice "attenzione"! Qui niscono i processi virtuali ed iniziano quelli reali. Questo il precursore arcaico del tempo: quando passiamo a tempo reale, quel punto l'istante in cui avviene il big bang. Il tempo emerge. Non del resto l'unica teoria a spostare il tempo da un ruolo fondamentale ad uno emergente. Ricordiamo qui i loops di Rovelli, dove il tempo non ha posto in una descrizione fondamentale ed emerge solo macroscopicamente. A questo punto la gente mostra sempre un p di delusione e aggiunge che si aspettava di sapere "perch" avviene il big- bang. Sono doverose dunque alcune considerazioni. E' piuttosto sorprendente che semplici considerazioni di simmetria ssino una topologia e forniscano il terreno per un'unicazione della relativit e della teoria quantistica su scala cosmologicae che ci liberino inoltre dalle singolarit, che geometricamente sono legate all'orizzonte degli eventi degli osservatori, che a tempo reale vedono la fase di altissima coerenza iniziale "come" una singolarit. Ma c' di pi: il vuoto quantistico in continua attivit dinamica, dunque il big bang avviene "sempre" o "continuamente", come direbbero i sostenitori del multiverso. Forse il punto di forza, e la difcolt della teoria, proprio l'aver introdotto una struttura logica globale atemporale, mentre noi siamo abituati a collocare ogni cosa nel tempo e con il tempo. Ma l'universo un evento piuttosto "singolare" ed dunque naturale aspettarsi che per spiegare il tempo bisogna alla ne ricorrere ad un pre-tempo o un "tempo prima del tempo". In effetti, questa una possibile formulazione del famoso teorema della singolarit di Hawking-Penrose. 5. Quando si verica la transizione di fase che chiamiamo "big bang"? Perch esso ha origine dall'equatore dell'ipersfera? Ha origine nell'equatore perch l che situato l'osservatore, l'unico punto in cui pu separare spazio e tempo. Si pu anche dire "all'inverso": perch gli osservatori siano correlati dal gruppo di simmetria di De Sitter essi devono essere matematicamente pensati su un punto di circolo massimo. Ma questa matematica. Passiamo alla sica. Il gruppo ci dice in modo molto chiaro che all'origine non c' una singolarit ma uno stato non-locale di alta coerenza. Questa simmetria si rompe ed il vuoto nuclea l'universo osservato. Dal punto di vista matematico nulla cambia nell'ipersfera, dove sono scritte le leggi siche! Ma a tempo reale questo accadde circa 13 miliardi di anni fa. In questo senso parliamo di cosmologia arcaica. Qui "arch" non va inteso in senso cronologico, ma logico. L' ipersfera non viene "prima" del big-bang, non c' tempo nell'ipersfera, ma contiene le informazioni che veicolano e vincolano l'evento chiamato "big- bang". La cosa che pu stupire che l'espansione entra a far parte degli effetti relativistici come la contrazione delle lunghezze e la dilatazione dei tempi. Essa l'effetto combinato della curvatura del tempo e della gravit descritta non pi dalle equazioni di Einstein ma dalle equazioni della relativit generale proiettiva. Per sarebbe sbagliato pensare che un effetto "apparente"; noi lo osserviamo davvero e

questo l'unico universo che possiamo osservare. Piuttosto un'interpretazione che va oltre il vecchio "palloncino" termodinamico di Gamow e Lemaitre, perch in questo caso l'espansione non una "strana" condizione iniziale, inosservabile perch occultata dentro una singolarit, ma piuttosto una conseguenza delle leggi siche nella relativit di De Sitter. Forse una metafora corretta potrebbe essere quella del DVD: esso contiene tutte le informazioni del lm, ma acquista un senso per l'osservatore quando lo si proietta (in tempo reale!). E' possibile connettere l'informazione del DVD con gli ordinari principi di conservazione materia-energia attraverso una relazione di Bekenstein (ideata inizialmente per i buchi neri). Insomma, la cosmologia arcaica la cosmologia che descrive l'informazione del DVD cosmico. 6. Il tuo modello mi sembra di capire che consideri l'espansione del nostro universo come un fenomeno geometrico locale dovuto alle nucleazioni quantistiche dal vuoto arcaico, corretto? Di conseguenza, non c' una reale espansione? Come viene considerata la costante cosmologica? Come sono interpretati dal tuo modello i fenomeni conosciuti come materia ed energia oscura? L'espansione reale nel senso che il fenomeno che descriviamo a tempo reale, va con i nostri orologi. Il suo signicato per da ricercarsi nella sica denita sull'ipersfera. Entrambi sono reali: i fenomeni osservati sono di questo tipo perch dipendono da un certo tipo di leggi e viceversa le leggi sono di un certo tipo perch devono descrivere l'universo osservato. Anche la costante cosmologica "reale" e nel modello pu essere considerata a ni pratici come una forza repulsiva, in realt un effetto geometrico proiettivo dovuto ad una cosa chiamata retrograduazione degli orologi cosmici degli osservatori. In altre parole dipende dall'orizzonte degli eventi degli osservatori de sitteriani. Ed la conseguenza relativistica del rapporto tra la geometria dell'ipersfera e quella sul piano proiettivo, dove noi osserviamo gli eventi. L'energia oscura in genere identicata con la costante cosmologica, che nel modello essenzialmente un effetto geometrico. La materia oscura fu ipotizzata da F. Zwicky per spiegare alcune anomalie nel moto della materia visibile attraverso della materia non luminosa. Anche qui l'universo arcaico ha qualcosa da dire, perch compare un'accelerazione di riferimento che non pu essere superata che spiega facilmente il fenomeno, ancora una volta ricorrendo alle caratteristiche generali dell'universo di De Sitter e del suo caratteristico orizzonte degli eventi. Per semplicare, anche la "piattezza" delle sezione spaziale dell'universo osservato trova una spiegazione nella relativit proiettiva ed il modello promette previsioni accurate anche sulle anisotropie della radiazione cosmica di fondo e sulle onde gravitazionali, perch grazie ai vincoli geometrici le equazioni della relativit generale proiettiva possono essere risolte esattamente.

7. Nel vuoto arcaico il tempo immaginario: ci spieghi che signica da un punto di vista sico? I numeri complessi sono inscindibilmente legati alle caratteristiche ondulatorie, ed ho gi avuto modo di ricordare come la meccanica quantistica sta a suo agio scritta sull'ipersfera di De Sitter. Di fatto, la cosmologia arcaica una teoria dei campi invariante per il gruppo di De Sitter. Fisicamente vuol dire che direttamente inosservabile, come l'informazione quantistica. 8. Il vuoto arcaico continua a nucleare materia-energia e quindi a generare sempre nuovi universi? In sostanza, dal vuoto emerge un multiverso composto da inniti universi? Ogni universo indipendente da ogni altro o ci sono possibili "intersezioni"? Questa ipotesi non da escludere. Proprio come ogni vuoto quantistico ci sono continue uttuazioni. Ad esempio quando una coppia di particella-antiparticella salta fuori dal vuoto, viene ad esistere anche nel tempo! In modo analogo si pu pensare che anche il vuoto arcaico produca continuamente nuovi universi, proprio come nella teoria dell'inazione caotica di A. Linde, per in questo caso c' un vincolo molto forte sul "tipo" di universi che vengono creati: sono tutti "proiezioni" di De Sitter, dunque non c' motivo di pensare a quella che Max Tegmark chiama la classe 4 del multiverso, quella in cui ogni universo si differenzia dagli altri per valore delle costanti siche e forma delle leggi. La nostra una cosmologia "economica"!

9. Nel modello il tempo reale quantizzato (chronon), perch? L'idea del cronone molto antica, e attraversa quasi tutta la sica quantistica. E' stato studiato a fondo, ad esempio, da P. Caldirola ed E. Recami. Deriva direttamente dal principio di indeterminazione di Heisenberg, ed un "tempo minimo", ossia un intervallo di tempo al di sotto del quale una transazione quantistica non neppure denibile, e si entra nel territorio, ancora largamente sconosciuto, della gravit quantistica. La sua introduzione ci ha permesso alcune semplicazioni tecniche che riguardano l'applicazione della teoria quantistica dei campi denita sull'ipersfera.

Fonte: International Journal of Theoretical Physics

10. Universi reali e vuoto arcaico coesistono da sempre e per sempre? Se ci corretto, ci spieghi cosa signica? Ci sono legami con l'implicate e l'esplicate order di D. Bohm? C' in effetti una stretta parentela tra l'olomovimento e la rotazioni di Wick da noi usate. Entrambe sono operazioni che permettono di passare da un livello di descrizione ad un altro. Nella teoria di Bohm si tratta della struttura quantistica del mondo non-locale alle sue manifestazioni osservabili e locali. Nel nostro c' in pi un vincolo geometrico e una doppia scala dei tempi. In entrambi si passa da una descrizione sincronica ("eterna") del mondo sico ad una diacronica, nello spazio e nel tempo osservabili. I pregi di una teoria si vedono dal numero di cose che riesce ad unicare. L'universo arcaico la prima teoria cosmologica ad introdurre la non-localit ab initio, ed in modo piuttosto naturale, come ingrediente fondamentale del mondo sico. Vorrei concludere dicendo che si tratta anche di una teoria unicata pentadimensionale e dunque ci aspettiamo che pur nella sua grande economia di ipotesi, mostri una certa fecondit. Per voglio anche ricordare che il marcato delle teorie cosmologiche quasi ampio come quello delle teorie della coscienza, e dunque mi sembra un buon correttivo alle troppe aspettative la frase di J. A. Wheeler: "Never run after a bus, a woman, or a cosmological theory. There will always be another one in a few minutes". Questa teoria cosmologica dellamico Ignazio Licata, come dicevo in premessa, mi offre lopportunit di riettere losocamente sui concetti classici di essere e divenire e, pi in generale, sul rapporto fra metasica e scienza. Ne parleremo nei prossimi post.
------------------------------------------------------Riferimenti per la lettura: Pubblicati su International Journal of Theoretical Physics: http://www.springerlink.com/content/f2676tm805h34102/ http://www.springerlink.com/content/v647kwt65725812t/

Liberamente consultabili su arXiv: Euclidean 5-sphere archaic universe,Ignazio Licata, Leonardo Chiatti The Archaic Universe: Big Bang, Cosmological Term and the Quantum Origin of Time in Projective Cosmology,Ignazio Licata, Leonardo Chiatti