Sei sulla pagina 1di 47

Multiverso

PDF generato attraverso il toolkit opensource ''mwlib''. Per maggiori informazioni, vedi [[http://code.pediapress.com/ http://code.pediapress.com/]]. PDF generated at: Mon, 07 Apr 2014 14:22:42 UTC

Indice
Voci
Multiverso Big Bang Dimensione parallela Pluralit dei mondi 1 6 29 36

Note
Fonti e autori delle voci Fonti, licenze e autori delle immagini 43 44

Licenze della voce


Licenza 45

Multiverso

Multiverso
Il multiverso un insieme di universi coesistenti e alternativi al di fuori del nostro spaziotempo, spesso denominati dimensioni parallele, che nascono come possibile conseguenza di alcune teorie scientifiche. Il termine fu coniato nel 1895 dallo scrittore e psicologo americano William James.[1] Dal punto di vista scientifico il concetto di multiverso stato proposto in modo rigoroso per la prima volta da Hugh Everett III nel 1957 nell'interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica. Il concetto di universi paralleli venne introdotto in precedenza nella letteratura dallo scrittore di fantascienza statunitense Murray Leinster nel 1934, per essere ripreso in seguito da molti romanzi di narrativa fantascientifica e fantasy, divenendo un classico tema della letteratura fantascientifica.

Il multiverso nella cosmologia


Il multiverso , scientificamente parlando, un insieme di universi coesistenti previsto da varie teorie, come quella dell'inflazione eterna di Linde o come quella secondo cui da ogni buco nero esistente nascerebbe un nuovo universo, ideata da Smolin. Le dimensioni parallele sono contemplate anche in tutti i modelli correlati al concetto di D-brane, classe di P-brane inerenti alla teoria delle stringhe.

Hugh Everett III e la sua "interpretazione a molti mondi"


Il concetto di multiverso viene proposto in modo serio per la prima volta nella cosiddetta "interpretazione a molti mondi" della meccanica quantistica, proposta da Hugh Everett III nella sua tesi di dottorato (The Many-Worlds Interpretation of Quantum Mechanics, abbreviata in MWI); questa interpretazione prevede che ogni misura quantistica porti alla divisione dell'universo in tanti universi paralleli quanti sono i possibili risultati dell'operazione di misura. La teoria del multiverso proposta da MWI ha un parametro di tempo condiviso. In molte delle sue formulazioni, tutti gli universi costituenti il multiverso sono strutturalmente identici, e possono esistere in stati diversi anche se possiedono le stesse leggi fisiche e gli stessi valori delle costanti fondamentali. Gli universi costituenti sono inoltre non-comunicanti, nel senso che non pu esservi un transito di informazioni tra di essi, anche se nell'ipotesi di Everett potenzialmente possono esercitare un'azione reciproca[2]. Interpretazione di Copenhagen Altre interpretazioni della molti-mondi sono quella di Copenhagen e quella delle "storie consistenti".[3] In queste ipotesi, lo stato dell'intero multiverso correlato agli stati degli universi costitutivi dalla sovrapposizione quantistica, ed descritto da una singola funzione d'onda universale. Simili a questa visione sono l'interpretazione a molteplici storie di Feynman e quella di Zeh a molte menti. L'interpretazione a molti mondi (Many Worlds Interpretation) non pu spiegare l'apparente universo antropico, questo perch le costanti fisiche di almeno una parte degli infiniti possibili "mondi" sono le stesse. L'interpretazione a molti mondi pu, comunque, spiegare l'esistenza (all'apparenza improbabile) di un pianeta come la Terra. Vedasi l'Ipotesi della rarit della Terra: se l'interpretazione a molti mondi fosse corretta, allora esistono cos tante copie del nostro universo che l'esistenza di almeno un pianeta come la Terra non sorprendente.

Multiverso

Teoria delle "bolle"


La formazione del nostro universo da una "bolla" del multiverso venne proposta da Andrej Linde[4]. Questa teoria nota come teoria dell'universo a bolle. Il concetto dell'universo a bolle comporta la creazione di universi derivanti dalla schiuma quantistica di un "universo genitore". Alle scale pi piccole (quantistiche), la schiuma ribolle a causa di fluttuazioni di energia. Queste fluttuazioni possono creare piccole bolle "Universi a bolla", ogni disco un universo a e wormhole. Se la fluttuazione di energia non molto grande, un bolla con costanti fisiche diverse da quelle degli altri. Quest'immagine illustra il concetto di come piccolo universo a bolla pu formarsi, sperimentare una qualche il nostro universo possa essere solo uno tra molte espansione (come un palloncino che si gonfia), ed in seguito potrebbe (forse infinite) bolle. contrarsi. Comunque, se la fluttuazione energetica maggiore rispetto ad un certo valore critico, si forma un piccolo universo a bolla dall'universo parentale, va incontro ad un'espansione a lungo termine, e permette la formazione sia di materia che di strutture galattiche a grandissima scala. Una teoria formulata dal fisico Alexander Vilenkin afferma che il multiverso formato da tanti universi, ognuno dei quali si trova confinato in una bolla in inflazione eterna (cio in costante espansione esponenziale), incluso il nostro (ogni singolo universo, almeno rispetto ad osservatori situati al suo interno, deve implicare una genesi riconducibile o affine ad un Big-bang). In alcune zone di una bolla la deformazione dello spazio-tempo tale da portare alla formazione di una nuova bolla, aprire un varco verso un nuovo universo; dopo un certo periodo, sempre per effetto della deformazione, la nuova bolla si stacca e si forma un universo del tutto indipendente, senza alcun punto di collegamento con quello di partenza[5].

Teoria del Multiverso di David Deutsch


Inoltre la "Teoria del Multiverso" conosce una fondamentale argomentazione da parte del fisico David Deutsch, uno dei massimi teorizzatori viventi della computazione quantistica e dei computer quantistici, che prevede proprio nella realizzabilit di tali dispositivi la prova sperimentale di una iper-struttura cosmologica detta appunto multiverso.

Teoria delle stringhe e delle superstringhe


Per approfondire, vedi Teoria delle stringhe.

Nell'ambito della teoria delle superstringhe, troviamo un quarto tipo di multiverso, le membrane. Secondo la teoria delle stringhe, la materia composta da minuscole corde vibranti in uno spazio di 11 dimensioni (10+1), dunque 7 in pi dallo spazio 3 D a noi noto (pi la dimensione temporale). Le stringhe potrebbero essere aggregate a membrane 3 D (o pi) immerse in uno spazio molto pi ampio (iperspazio), ogni membrana un universo distinto. Alcuni scienziati ritengono che il Big Bang che ha dato origine al nostro universo sia stato originato da uno scontro tra due o pi membrane. Secondo la teoria delle stringhe e delle superstringhe, le ipotesi di natura corpuscolare e ondulatoria della materia non sono alternative. A un livello pi microscopico, la materia appare composta da particelle, che in realt sono aggregati di cariche energetiche. Ad una dimensione di analisi crescente, queste particelle si presentano composte da energia. Il costituente primo della materia sono stringhe di energia che vibrano ad una determinata frequenza o lunghezza d'onda caratteristica, e che si aggregano a formare particelle.

Multiverso Gli infiniti universi paralleli potrebbero coesistere nello stesso continuum di dimensioni, vibrando a frequenze differenti. Il numero di dimensioni necessarie indipendente dal numero di universi, ed quello richiesto per definire una stringa (al momento 11 dimensioni). Questi universi potrebbero estendersi da un minimo di 4 a tutte le dimensioni in cui definibile una stringa. Se occupano 4 dimensioni, queste sono il continuo spazio-temporale: nel nostro spazio-tempo, coesisterebbero un numero infinito o meno di universi paralleli di stringhe, che vibrano entro un range di lunghezze d'onda/frequenze caratteristico per ogni universo. Coesistendo nelle stesse nostre 4 dimensioni, tali universi sarebbero soggetti a leggi aventi significato fisico analogo a quelle del nostro universo. La novit di questa teoria che gli infiniti universi non vivono in dimensioni parallele, n necessitano di postulare l'esistenza di pi di 4 dimensioni di spazio-tempo. Ci che consente di definire una pluralit di universi indipendenti non un gruppo di 4 o pi dimensioni per ogni universo, ma l'intervallo di lunghezze d'onda caratteristico. L'intervallo teorico di frequenze/lunghezze d'onda per le vibrazioni di una stringa determina anche il numero finito/infinito di universi paralleli definibili.

Possibile misurazione degli effetti del multiverso


Nel luglio del 2007 Tom Gehrels dell'University of Arizona ha pubblicato un articolo dal titolo "The Multiverse and the Origin of our Universe"[6], in cui vengono suggeriti degli effetti misurabili dell'esistenza del multiverso.

Ipotesi del Multiverso nella fisica


Laura Mersini-Houghton propose la teoria che il "cold spot" rivelato dal satellite WMAP potrebbe fornire un'evidenza empirica misurabile per un universo parallelo all'interno del multiverso. Secondo Max Tegmark,[7] l'esistenza di altri universi conseguenza diretta delle osservazioni cosmologiche. Tegmark descrive l'insieme generale di concetti correlati che condividono la nozione che esistono altri universi al di l di quello osservabile, e si spinge fino a fornire una tassonomia degli universi paralleli organizzata a livelli.[8]

Classificazione
Per poter rendere chiara la terminologia, i fisici George Ellis, U. Kirchner e W.R. Stoeger consigliano l'utilizzo del termine "Universo" per il modello teorico della totalit dello spaziotempo connesso nel quale viviamo, dominio universo per l'universo osservabile o una parte simile dello stesso spazio-tempo, "universo" per uno spazio-tempo generale, che si applica sia al nostro "Universo" oppure ad un altro disconnesso dal nostro, multiverso per una collezione di spazio-tempi non connessi tra di loro, e universo a multi-dominio per riferirsi a un modello dell'insieme di spazio-tempi singoli connessi nella modalit descritta dai modelli della teoria dell'inflazione caotica. I livelli secondo la classificazione di Tegmark descritti secondo la terminologia di Ellis, Koechner e Stoeger sono brevemente descritti in seguito. Universi a multi-dominio (nell'interpretazione di Ellis, Koechner e Stoeger) I Livello (Multiverso aperto): Una predizione generica di inflazione cosmologica quella dell'universo infinito dell'ipotesi ergodica, che, essendo infinito, deve contenere vari volumi di Hubble che adempiano tutte le condizioni iniziali. Universi con costanti fisiche diverse II Livello (Teoria dell'universo a bolle di Andrej Linde): Nell'inflazione caotica, altre regioni termalizzate possono avere diverse costanti fisiche, diversa dimensionalit e diverso contenuto di particelle (sorprendentemente, questo livello include anche la teoria di Wheeler sull'universo oscillante).

Multiverso Multiversi (nell'interpretazione di Ellis, Koechner e Stoeger) Livello III (Interpretazione multimondo di Hugh Everett III): si tratta di un'interpretazione della meccanica quantistica che propone l'esistenza di universi multipli aventi tutti le stesse costanti fisiche ma che si differenziano per ci che succede al loro interno: ad esempio, se in un universo una particella elementare subisce l'effetto tunnel, in un altro non lo fa; allo stesso modo, sempre a titolo di esempio, un uomo potrebbe venire ucciso in un universo ma non in un altro e cos via. Molti ritengono che l'interpretazione di Everett sia un'estensione conservativa della meccanica quantistica standard, il che vuol dire che se si riesce ad esprimere i suoi risultati nel linguaggio della meccanica quantistica ordinaria, essa non porta a nuovi universi con leggi e costanti fisiche diverse, ossia a nuovi risultati non-contemplati dalla fisica senza interpretazione everettiana, ci che rende quest'ultima superflua dal punto di vista del Rasoio di Ockham. Questo, secondo Tegmar, " un fatto ironico, dal momento che storicamente questo livello stato il pi controverso". Nel settembre del 2007 David Deutsch ha presentato quella che viene considerata una prova dell'interpretazione a molti-mondi.[9][10] Insieme definitivo Livello IV (insieme definitivo di Tegmark): altre strutture matematiche danno differenti equazioni fondamentali per la fisica. Questo livello considera reale ogni ipotetico universo basato su queste strutture. Siccome esso contiene tutti gli altri insiemi porta a chiusura la gerarchia dei multiversi: non ci pu essere un livello 5. La questione ancora aperta riguarda le possibili suddivisioni del livello IV in futuro.

Teoria MT
Un multiverso di una specie differente stato ipotizzato con l'estensione a 11 dimensioni della teoria delle stringhe conosciuta come Teoria M. In questa teoria il nostro universo, cos come gli altri, sono creati da collisioni fra membrane in uno spazio a 11 dimensioni.[11]

Rappresentazioni del multiverso nella fantascienza


Per approfondire, vedi Universi paralleli nella fantascienza.

Attorno all'ipotesi dell'esistenza del multiverso sono state create numerose ambientazioni per libri, film, fumetti e serie televisive. Il comune denominatore delle vicende raccontate la possibilit di viaggiare o di interagire con mondi esistenti nelle varie dimensioni teorizzate dall'idea di multiverso.

Note
[1] [2] [3] [4] [5] James, William, The Will to Believe, 1895; and earlier in 1895, as cited in OED's new 2003 entry for "multiverse": Max Tegmark, The Interpretation of Quantum Mechanics: Many Worlds or Many Words? (http:/ / www. arxiv. org/ abs/ quant-ph/ 9709032/ ) Deutsch, David, David Deutsch's Many Worlds (http:/ / www. qubit. org/ people/ david/ Articles/ Frontiers. html), Frontiers, 1998. Un sunto efficace della qui menzionata teoria e della vicenda delle sue prime formulazioni si pu rinvenire nell'articolo scritto dal medesimo Andrej Linde: "Un universo inflazionario che si autoriproduce", in "Cosmologia"-Le Scienze quaderni n.117. In linea di massima il sunto del modello multiversale qui accennato esaminabile nel saggio dello stesso Vilenkin (firmato col nome Alex) pubblicato nel 2006: "Many Worlds in One.The Search for Other Universes". La necessit concettuale e matematica di considerare la storia d'ogni singolo universo osservabile come avente un inizio temporale specificatamente trattata nel cap.16 della parte quarta del testo medesimo (edito in Italia da: Raffaele Cortina Editore -collana "Scienza e Idee" diretta dal prof.Giulio Giorello, nel 2007, col titolo: "Un solo mondo o infiniti?"). Tom Gehrels, The Multiverse and the Origin of our Universe (http:/ / www. arxiv. org/ ftp/ arxiv/ papers/ 0707/ 0707. 1030. pdf) Max Tegmark, Universi Paralleli (http:/ / lescienze. espresso. repubblica. it/ articolo/ Universi_paralleli/ 1287556), Le Scienze, giugno 2003 (PDF).

[6] [7] [8]

[9] Breitbart.com, Parallel universes exist - study, Sept 23 2007 (http:/ / www. breitbart. com/ article. php?id=paUniverse_sun14_parallel_universes& show_article=1& cat=0) [10] (Summary only).

Multiverso
[11] Ne Il grande disegno di Stephen Hawking: "A differenza di quelli della meccanica quantistica questi universi possono avere diverse leggi fisiche".

Bibliografia scientifica
Hugh Everett III, in The Many-Worlds Interpretation of Quantum Mechanics, B. S. DeWitt & N. Graham (eds.),Princeton Univ. Press, Princeton (1973) Max Tegmark, Parallel Universes (http://lanl.arxiv.org/PS_cache/astro-ph/pdf/0302/0302131v1.pdf) Max Tegmark, Many lives in many worlds (http://lanl.arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0707/0707.2593v1. pdf) Martin Rees, Prima dell'Inizio, Raffaello Cortina Editore, 1998, Milano (ISBN 88-7078-508-4) David Deutsch, La trama della realt David Deutsch, The Structure of the Multiverse (http://xxx.lanl.gov/ftp/quant-ph/papers/0104/0104033.pdf) Tom Gehrels, The Multiverse and the Origin of our Universe (http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/0707/0707. 1030.pdf) Nature, Volume 448 Number 7149 pp1-104 (http://www.nature.com/nature/journal/v448/n7149/index.html) (Il numero di Nature del 5 luglio 2007 (http://www.nature.com/nature/journal/v448/n7149/index.html) interamente dedicato al multiverso). Fred Alan Wolf, Universi paralleli, Geo, 1991.

Voci correlate
Big Bang Cosmologia (astronomia) Dimensione parallela Pluralit dei mondi Viaggio nel tempo Universo
Portale Astronomia Portale Fantasy Portale Fantascienza Portale Fisica

Big Bang

Big Bang
Universo

Struttura a grande scala dell'universo Singolarit gravitazionale Inflazione cosmica Varianza cosmica Universo di de Sitter

Teorie della nascita dell'universo


Big Bang Cronologia del Big Bang Nucleosintesi primordiale Buco nero primordiale Oltre il modello standard del Big Bang

Teorie sul destino dell'universo


Destino ultimo dell'universo Big Crunch Big Bounce Morte termica dell'Universo Universo oscillante Big Rip

Big Bang

Cosmologia e Astrofisica
Formazione ed evoluzione delle galassie Popolazioni stellari Radiazione cosmica di fondo

Cosmologia non-standard
Evoluzione creativa Ekpirotica Cosmologia al plasma Cosmologia di stringa Sistema reciproco di teoria Teoria dello stato stazionario Ylem

Astronomia
Storia dell'astronomia Cronologia della radiazione cosmica di fondo Massive compact halo object Nana rossa Forma dell'universo Stella Buco nero supermassiccio Universo

Big Bang

Creazione (teologia)
Mito della creazione Creazionismo Stime della data della creazione

Argomenti di fisica correlati


Freccia del tempo Distanza comovente Effetto Compton Energia oscura Quintessenza Materia oscura Materia oscura fredda Materia oscura calda Legge di Hubble Effetto integrato di Sachs Wolfe Monopolo magnetico Paradosso di Olbers Transizione di fase Gravit quantistica Spostamento verso il rosso Teoria del tutto Teoria delle stringhe Processo triplo alfa Postulato di Weyl

Scienziati
Hannes Alfvn Albert Einstein Alexander Friedman George Gamow Fred Hoyle Edwin Hubble Georges Lematre Peter Lynds Roger Penrose Arno Allan Penzias Gerald Schroeder Janez Strnad Robert Woodrow Wilson Stephen Hawking

L'essenza della teoria del Big Bang sta nel fatto che l'Universo si sta espandendo e raffreddando. Lei noter che non ho detto nulla riguardo ad una "esplosione". La teoria del Big Bang descrive come il nostro universo evolve, non come esso inizi (P. J. E. Peebles, 2001)

Il Big Bang il modello cosmologico riguardante lo sviluppo e l'espansione dell'universo predominante nella comunit scientifica e ha conferme dal punto di vista delle prove e delle osservazioni.

Big Bang Con il termine Big Bang i cosmologi si riferiscono generalmente all'idea che l'universo inizi ad espandersi a partire da una condizione iniziale estremamente calda e densa e che questo processo di espansione durato per un intervallo di tempo finito e continua tuttora. Le prime ipotesi di una teoria che prevedesse l'espansione del cosmo furono formulate dal gesuita Georges Lematre con quella che chiam "ipotesi dell'atomo primitivo", che si basa sulle equazioni della relativit generale di Albert Einstein nella formulazione proposta da Alexander Fridmann e su ipotesi semplificatrici, come l'omogeneit e l'isotropia dello spazio (unitamente al principio cosmologico). Un ulteriore sviluppo a tale teoria fu dato quando Edwin Hubble scopr che la distanza delle galassie pi lontane proporzionale al loro spostamento verso il rosso, come ipotizzato da Lematre nel 1927, e tale osservazione fu usata come prova del fatto che le galassie e gli ammassi hanno una velocit apparente di allontanamento rispetto ad un determinato punto di osservazione: tanto pi sono lontane, tanto pi elevata la loro velocit apparente. Se la distanza fra gli ammassi di galassie sta aumentando oggi, ci suggerisce che tutti gli oggetti spaziali fossero pi vicini in passato;[1] andando a ritroso nel tempo, densit e temperatura gradatamente incrementano fino a tendere all'infinito (singolarit) ; si arriva perci a un istante in cui tali valori sono cos elevati che le attuali teorie fisiche non sono pi applicabili (ci avvenne ad una distanza temporale ridotta rispetto all'inizio del processo). Infatti, per esempio, massa ed energia assumono valore infinito nell'istante iniziale[2]. Negli acceleratori di particelle si studia e si verifica il comportamento della materia e dell'energia in condizioni estreme, assai simili a quelle in cui si sarebbe trovato l'universo durante le prime fasi del Big Bang. Tuttavia questi acceleratori non hanno la possibilit di esaminare a fondo un regime di energie ancora pi elevato. Senza alcun dato sperimentale relativo alle condizioni fisiche associate ai primissimi istanti dell'espansione, la teoria del Big Bang non adeguata per descrivere tale condizione iniziale, tuttavia essa fornisce un'ottima descrizione dell'evoluzione dell'universo da un determinato periodo di tempo in poi. L'abbondanza degli elementi leggeri come l'idrogeno e l'elio presenti nel cosmo in buona corrispondenza con i valori previsti per la produzione di questo tipo di atomi in seguito al processo di nucleosintesi, avvenuto nei primi minuti successivi all'istante iniziale. Dopo la scoperta della radiazione cosmica di fondo a microonde nel 1964 e soprattutto quando il suo spettro, cio la quantit di radiazione emessa per ogni lunghezza d'onda, risult corrispondere allo spettro di corpo nero, la maggior parte degli scienziati fu convinta che i dati sperimentali confermavano che un evento simile al Big Bang aveva veramente avuto luogo.

Big Bang

10

Storia del Big Bang


La teoria del Big Bang stata dedotta dalle equazioni della Relativit Generale di Albert Einstein inserendovi opportune ipotesi semplificative, in particolare quella di omogeneit e isotropia dell'Universo. Questa ipotesi, nota come principio cosmologico, generalizzava all'intero universo il principio copernicano. La teoria del Big Bang risult subito in accordo con la nuova concezione della struttura dell'universo, che proprio negli stessi decenni stava emergendo dall'osservazione astronomica delle nebulose. Nel 1912 Vesto Slipher aveva misurato il primo spostamento verso il rosso, detto "effetto redshift", di una "nebulosa a spirale"[3] e aveva scoperto che la maggior parte di esse si stava allontanando dalla Terra. Egli non colse l'implicazione cosmologica di ci, infatti in quel periodo erano in corso accesi dibattiti sul fatto se queste nebulose fossero o non fossero degli "universi isola" esterni alla Via Lattea.
Secondo il modello del Big Bang, l'universo si espanse da uno stato iniziale estremamente denso e caldo e continua ad espandersi oggi. Una comune analogia spiega che lo spazio stesso si sta espandendo, portando le galassie con s, come l'uvetta in un panettone che lievita. Questa immagine una rappresentazione artistica che illustra l'espansione di una porzione di un universo piatto.

Dieci anni dopo, Alexander Friedmann, matematico e cosmologo russo, ricav le omonime equazioni dalle equazioni della relativit generale di Albert Einstein, mostrando che l'universo doveva essere in espansione, in contrasto con il modello di universo statico sostenuto da Einstein. Egli, per, non comprese che la sua teoria implicava lo spostamento verso il rosso della luce stellare e il suo contributo matematico fu completamente ignorato, sia perch privo di conferme astronomiche sia perch poco noto nel mondo anglosassone (era scritto in tedesco). A partire dal 1924, Edwin Hubble, utilizzando il telescopio Hooker dell'Osservatorio di Monte Wilson, mise a punto una serie di indicatori di distanza, che sono i precursori dell'attuale scala delle distanze cosmiche. Questo gli permise di calcolare la distanza di nebulose a spirale, il cui redshift era gi stato misurato (soprattutto da Slipher), e di mostrare che quei sistemi si trovavano ad enormi distanze ed erano in realt altre galassie. Nel 1927, Georges Lematre, fisico e sacerdote cattolico belga, svilupp le equazioni del Big Bang in modo indipendente da Friedmann e ipotizz che l'allontanamento delle nebulose fosse dovuto all'espansione del cosmo. Egli infatti osserv che la proporzionalit fra distanza e spostamento spettrale (oggi nota come legge di Hubble) era parte integrante della teoria ed era confermata dai dati di Slipher e di Hubble. Nel 1931 Lematre and oltre e sugger che l'evidente espansione del cosmo necessita di una sua contrazione andando indietro nel tempo, continuando fino a quando esso non si possa pi contrarre ulteriormente, concentrando tutta la massa dell'universo in un singolo punto, "l'atomo primitivo", prima del quale lo spazio e il tempo non esistono. In quell'istante, la struttura spazio-temporale doveva ancora comparire. Nel 1929, Hubble pubblic la relazione tra la distanza di una galassia e la sua velocit di allontanamento, formulando quella che oggi conosciuta come la legge di Hubble..

Big Bang

11

Durante gli anni trenta furono proposte altre idee (note come cosmologie non standard) per spiegare le osservazioni di Hubble, come ad esempio il modello di Milne, l'universo oscillante (ideata originariamente da Friedmann, ma supportato da Einstein e da Richard Tolman) e l'ipotesi della luce stanca di Fritz Zwicky.[4] Dopo la seconda guerra mondiale, emersero due differenti teorie cosmologiche: La prima era la teoria dello stato stazionario di Fred Hoyle, in base alla quale nuova materia doveva essere creata per compensare l'espansione. In questo modello, l'universo approssimativamente lo stesso in ogni istante di tempo.
Rappresentazione artistica del satellite WMAP, che sta raccogliendo dati per aiutare gli scienziati nella comprensione del Big Bang.

L'altra la teoria del Big Bang di Lematre, supportata e sviluppata da George Gamow, che introdusse il concetto di nucleosintesi e che predisse insieme ai suoi colleghi Ralph Alpher e Robert Herman la radiazione cosmica di fondo. Il termine "Big Bang" fu coniato da Fred Hoyle nel 1949 durante una trasmissione radiofonica, in senso dispregiativo, riferendosi ad essa come "questa idea del Grosso Botto" durante una trasmissione radiofonica della BBC Radio del marzo 1949.[5] Successivamente Hoyle diede un valido contributo al tentativo di comprendere il percorso nucleare di formazione degli elementi pi pesanti a partire da quelli pi leggeri. Inizialmente la comunit scientifica si divise tra queste due teorie; in seguito, grazie al maggior numero di prove sperimentali, fu la seconda teoria ad essere pi accettata. La scoperta e la conferma dell'esistenza della radiazione cosmica di fondo a microonde nel 1964 indicarono chiaramente il Big Bang come la migliore teoria sull'origine e sull'evoluzione dell'universo. Le conoscenze in ambito cosmologico includono la comprensione di come le galassie si siano formate nel contesto del Big Bang, la comprensione della fisica dell'universo negli istanti immediatamente successivi alla sua creazione e la conciliazione delle osservazioni con la teoria di base. Importanti passi avanti nella teoria del Big Bang sono stati fatti dalla fine degli anni novanta a seguito di importanti progressi nella tecnologia dei telescopi, nonch dall'analisi di un gran numero di dati provenienti da satelliti come COBE, il telescopio spaziale Hubble e il WMAP. Questo ha fornito ai cosmologi misure abbastanza precise di molti dei parametri riguardanti il modello del Big Bang e ha permesso di intuire che si sta avendo un'accelerazione dell'espansione dell'universo.

Visione d'insieme
Cronologia del Big Bang
Per approfondire, vedi Cronologia del Big Bang.

L'estrapolazione dell'espansione dell'universo a ritroso nel tempo utilizzando la relativit generale conduce ad una condizione di densit e temperatura talmente elevate numericamente, da tendere all'infinito, tale condizione si mantenuta in un tempo di durata infinitesima, talmente breve da risultare di non facile studio con la fisica attuale. Questa singolarit indica il punto in cui la relativit generale perde validit. Si pu continuare con questa estrapolazione fino al tempo di Planck, che il pi piccolo intervallo di tempo misurabile con le attuali leggi fisiche. La fase iniziale calda e densa denominata "Big Bang"[6] ed considerata la nascita dell'universo. In base alle misure dell'espansione riferite alle supernovae di tipo Ia, alle misure delle fluttuazioni di temperatura nella radiazione cosmica di fondo, e alle misure della funzione di correlazione delle galassie, e gli ultimi e pi attendibili dati forniti dal telescopio-sonda spaziale Planck Surveyor dell'Agenzia Spaziale Europea, l'universo ha un'et calcolata di 13,798 0,037 miliardi di anni. Il risultato di queste quattro misurazioni indipendenti in accordo con il

Big Bang cosiddetto modello CDM. Sulle primissime fasi del Big Bang esistono molte speculazioni. Nei modelli pi comuni, l'universo inizialmente era omogeneo, isotropo, con una densit energetica estremamente elevata, temperature e pressioni altissime e si stava espandendo e raffreddando molto rapidamente. All'incirca 1037 secondi dopo l'istante iniziale, una transizione di fase caus un'inflazione cosmica, durante la quale l'universo aument le sue dimensioni esponenzialmente. Quando il processo di inflazione si ferm, il cosmo era formato da un plasma di quark e gluoni, oltre a tutte le altre particelle elementari. Le temperature erano cos alte che il moto casuale delle particelle avveniva a velocit relativistiche e coppie particella-antiparticella di ogni tipo erano continuamente create e distrutte nelle collisioni. Ad un certo istante una reazione sconosciuta, chiamata bariogenesi, viol la conservazione del numero barionico, portando ad una leggera sovrabbondanza dei quark e dei leptoni sugli antiquark e sugli antileptoni (dell'ordine di 1 parte su 30 milioni). Questo processo potrebbe spiegare il predominio della materia sull'antimateria nell'universo attuale. L'universo continu ad espandersi e la sua temperatura continu a diminuire, quindi l'energia tipica di ogni particella and diminuendo. La rottura della simmetria della transizione di fase port le quattro interazioni fondamentali della fisica e i parametri delle particelle elementari nella loro forma attuale. All'incirca dopo 1011 secondi, il quadro d'insieme diventa meno speculativo, visto che le energie delle particelle diminuiscono fino a valori raggiungibili negli esperimenti di fisica delle particelle. Arrivati a 106 secondi, quark e gluoni si combinarono per formare barioni, come protoni e neutroni. La piccola differenza presente nel numero di quark e antiquark port ad una sovrabbondanza dei barioni sugli antibarioni. La temperatura non era pi sufficientemente alta per formare nuove coppie protoni-antiprotoni (e ugualmente per le coppie di neutroni-antineutroni), perci segu immediatamente un'annichilazione di massa che lasci soltanto uno ogni 1010 dei protoni e neutroni originali e nessuna delle loro antiparticelle. Un processo simile avvenne al tempo di un secondo per gli elettroni e i positroni. Dopo questi due tipi di annichilazione, i protoni, i neutroni e gli elettroni rimanenti non stavano pi viaggiando a velocit relativistiche e la densit di energia del cosmo era dominata dai fotoni (con un contributo minore dovuto ai neutrini). Qualche minuto dopo l'istante iniziale, quando la temperatura era all'incirca 109 kelvin (ovvero un miliardo di kelvin) e la densit paragonabile a quella dell'aria, i neutroni si combinarono con i protoni, formando i primi nuclei di deuterio e di elio in un processo chiamato nucleosintesi. La maggior parte dei protoni non si combin e rimase sotto forma di nuclei di idrogeno. Quando l'universo si raffredd, il contributo della densit energetica della massa a riposo della materia arriv a dominare gravitazionalmente il contributo della densit di energia associata alla radiazione del fotone. Dopo circa 379000 anni, gli elettroni e i vari nuclei si combinarono formando gli atomi (soprattutto idrogeno); a partire da questo istante, la radiazione si disaccoppi dalla materia e continu a vagare libera nello spazio. Questa radiazione fossile, che ancora oggi visibile, conosciuta come radiazione cosmica di fondo.

12

Big Bang

13 In un periodo di tempo molto lungo, le regioni leggermente pi dense rispetto alla distribuzione uniforme di materia attrassero gravitazionalmente la materia circostante e crebbero, aumentando la loro densit, formando nubi di gas, stelle, galassie e le altre strutture astronomiche osservabili oggi. I dettagli di questo processo dipendono dalla quantit e dal tipo di materia presente nell'universo. I tre possibili tipi di materia conosciuti sono la materia oscura fredda, la materia oscura calda e la materia barionica. La miglior misura disponibile (fornita da WMAP) mostra che la forma di materia dominante nel cosmo la materia oscura fredda. Gli altri due tipi formano insieme meno del 18% dell'intera materia dell'universo.

Dallo studio di alcune prove osservative, come le supernovae di tipo Ia e la radiazione cosmica di fondo, gli astrofisici ritengono che attualmente l'universo sia dominato da una misteriosa forma di energia, conosciuta come energia oscura, la quale apparentemente permea tutto lo spazio. Le osservazioni suggeriscono che circa il 72% di tutta la densit d'energia dell'universo attuale sia sotto questa forma. Quando il cosmo era pi giovane, era permeato in ugual modo dall'energia oscura, ma la forza di gravit aveva il sopravvento e rallentava l'espansione, in quanto era presente meno spazio ed i vari oggetti astronomici erano pi vicini tra loro. Dopo alcuni miliardi di anni, la crescente abbondanza dell'energia oscura caus un'accelerazione dell'espansione dell'universo. L'energia oscura, nella sua forma pi semplice, prende la forma della costante cosmologica nelle equazioni di campo di Einstein della relativit generale, ma la sua composizione e il suo meccanismo sono sconosciuti e, pi in generale, i particolari della sua equazione di stato e le relazioni con il Modello Standard della fisica delle particelle continuano ad essere studiati sia tramite osservazioni, sia dal punto di vista teorico. Tutta l'evoluzione cosmica successiva all'epoca inflazionaria pu essere descritta rigorosamente dal modello CDM, il quale utilizza le strutture indipendenti della meccanica quantistica e della relativit generale. Come descritto in precedenza, non esiste ancora un modello ben supportato che descriva i fenomeni precedenti a 1015 secondi. Per poter risalire a tali periodi di tempo necessaria una nuova teoria unificata, definita gravit quantistica. La comprensione dei primissimi istanti della storia dell'universo attualmente uno dei pi grandi problemi irrisolti della fisica.

La camera a campo ultra profondo di Hubble mostra galassie di un'epoca antica, nella quale l'universo era pi giovane, pi denso e pi caldo in base alla teoria del Big Bang.

Ipotesi fondamentali
La teoria del Big Bang si basa su due ipotesi fondamentali: l'universalit delle leggi della fisica e il principio cosmologico (il quale afferma che, su larga scala, l'universo omogeneo e isotropo). Queste idee erano inizialmente considerate dei postulati, ma attualmente si sta provando a verificare ciascuna delle due. Per esempio, la prima ipotesi stata verificata da osservazioni che mostrano che la pi ampia discrepanza possibile del valore della costante di struttura fine nel corso della storia dell'universo nell'ordine di 105. Inoltre, la relativit generale ha superato test severi sulla scala del sistema solare e delle stelle binarie, mentre estrapolazioni su scale cosmologiche sono state convalidate da successi empirici di vari aspetti della teoria del Big Bang.[7] Se il cosmo su larga scala appare isotropo dal punto di osservazione della Terra, il principio cosmologico pu essere ricavato dal pi semplice principio copernicano, il quale afferma che non presente alcun osservatore privilegiato nell'universo. A questo rispetto, il principio cosmologico stato confermato con un'incertezza di 105 attraverso le osservazioni della radiazione cosmica di fondo.[8] L'universo risultato essere omogeneo su larga scala entro un ordine di grandezza del 10%.

Big Bang

14

Metrica FLRW
Per approfondire, vedi Metrica di Friedmann - Lematre - Robertson - Walker e Espansione metrica dello spazio.

La relativit generale descrive lo spaziotempo attraverso una metrica, che determina le distanze che separano i punti vicini. Gli stessi punti (che possono essere galassie, stelle o altri oggetti) sono specificati usando una carta o "griglia" che posizionata al di sopra dello spaziotempo. Il principio cosmologico implica che la metrica dovrebbe essere omogenea e isotropa su larga scala, il che individua univocamente la metrica di Friedmann - Lematre - Robertson Walker (metrica FLRW). Questa metrica contiene un fattore di scala, che descrive come la dimensione dell'universo cambia con il tempo. Questo consente di definire un opportuno sistema di coordinate, chiamate coordinate comoventi. Adottando questo sistema di coordinate, la griglia si espande assieme all'universo e gli oggetti che si stanno muovendo solo a causa dell'espansione dell'universo rimangono in punti fissi della griglia. Mentre le loro coordinate comoventi rimangono costanti, le distanze fisiche tra due punti comoventi si espandono proporzionalmente al fattore di scala dell'universo. Il Big Bang non stata un'esplosione di materia che si muove verso l'esterno per riempire un universo vuoto. invece lo spazio stesso che si espande con il tempo dappertutto e aumenta la distanza fisica tra due punti comoventi. Poich la metrica FLRW assume una distribuzione uniforme della massa e dell'energia, applicabile al nostro universo solo su larga scala, in quanto le concentrazioni locali di materia, come la nostra galassia, sono legate gravitazionalmente e come tali non possono risentire dell'espansione su larga scala dello spazio.

Orizzonti
Per approfondire, vedi Orizzonte cosmologico.

Un'importante caratteristica dello spaziotempo del Big Bang la presenza di un orizzonte cosmologico. Poich l'universo ha un'et finita e la luce viaggia ad una velocit finita, possono esservi degli eventi accaduti nel passato la cui luce non ha avuto sufficiente tempo per raggiungere la Terra. Ci comporta un limite o un orizzonte nel passato sugli eventi pi distanti che possono essere osservati. Al contrario, poich lo spazio si sta espandendo e gli oggetti pi distanti si stanno allontanando sempre pi velocemente, la luce emessa oggi da un punto sulla Terra potrebbe non essere mai ricevuta dagli oggetti pi lontani. Questo definisce un orizzonte nel futuro, che limita gli eventi futuri che possiamo influenzare. La presenza di entrambi i tipi di orizzonte dipende dai dettagli del modello FLRW che descrive il nostro universo. La nostra comprensione dell'universo nei suoi primissimi istanti suggerisce che c' un orizzonte nel passato, anche se in pratica la nostra visione limitata anche a causa dell'"opacit" dell'universo nei primi istanti. Perci la nostra visione non pu estendersi nel passato oltre circa 380000 anni dal Big Bang, bench l'orizzonte passato si sposti gradualmente verso punti sempre pi remoti nello spazio. Se l'espansione dell'universo continua ad accelerare, ci sar anche un orizzonte del futuro.

Prove osservative
Le prove osservative principali e pi dirette della teoria del Big Bang sono: l'espansione secondo la legge di Hubble, che si pu osservare nel redshift delle galassie; le misure dettagliate della radiazione cosmica di fondo; l'abbondanza degli elementi leggeri. Questi sono talvolta chiamati i tre pilastri della teoria del Big Bang. Altri tipi di prove supportano il quadro d'insieme, come ad esempio molte propriet della struttura a grande scala dell'universo, che sono previste a causa della crescita gravitazionale della struttura nella teoria standard del Big Bang.

Big Bang

15

La legge di Hubble e l'espansione dello spazio


Per approfondire, vedi Legge di Hubble e Espansione metrica dello spazio.

Le osservazioni delle galassie e dei quasar mostrano che questi oggetti presentano il fenomeno del redshift, vale a dire che la loro luce emessa spostata verso lunghezze d'onda maggiori. Questo fenomeno pu essere osservato prendendo in esame lo spettro delle frequenze di un oggetto e confrontandolo con il modello spettroscopico delle linee di emissione o delle linee di assorbimento, che corrisponde agli atomi degli elementi chimici che interagiscono con la luce. Questi redshift sono omogenei, isotropi e distribuiti uniformemente tra gli oggetti osservati in tutte le direzioni. Per alcune galassie possibile calcolare la loro distanza dalla Terra attraverso la scala delle distanze cosmiche. Quando le velocit di allontanamento vengono confrontate con queste distanze, viene riscontrata una relazione lineare, nota come legge di Hubble:

dove: v la velocit di allontanamento di una galassia (o di un qualsiasi oggetto lontano dalla Terra) D la distanza propria comovente dell'oggetto

Una rappresentazione grafica dell'espansione dell'universo, in cui due dimensioni spaziali non sono rappresentate. Le sezioni circolari della figura rappresentano le configurazioni spaziali in ogni istante del tempo cosmologico. La variazione di curvatura rappresenta l'accelerazione dell'espansione, iniziata a met dell'espansione e tuttora in corso. L'epoca inflazionaria contraddistinta dalla rapidissima espansione della dimensione spaziale sulla sinistra. La rappresentazione della radiazione cosmica di fondo come una superficie, e non come un cerchio, un aspetto grafico privo di significato fisico. Analogamente in questo diagramma le stelle dovrebbero essere rappresentate come linee e non come punti.

H0 la costante di Hubble, che risulta essere (70,1 1,3) km/s/Mpc (dai rilevamenti del satellite WMAP). La legge di Hubble ha due possibili spiegazioni: o la Terra al centro di una espansione delle galassie, che insostenibile per via del principio copernicano, o l'universo si sta espandendo uniformemente dappertutto. Questa espansione prevista dalla relativit generale nella formulazione di Alexander Friedman nel 1922 e da Georges Lematre nel 1927, molto prima che Hubble facesse le sue analisi e osservazioni nel 1929 e rimane il fondamento della teoria del Big Bang cos come stata sviluppata da Friedmann, Lematre, Robertson e Walker. La teoria richiede che la relazione sia mantenuta in ogni arco di tempo, dove D la distanza propria, la costante di

. Le quantit v, H e D variano mentre l'universo si espande (perci si indica con

Hubble nella nostra epoca astronomica). Per distanze molto inferiori alla grandezza dell'universo osservabile, il redshift dovuto alla legge di Hubble pu essere interpretato come un effetto Doppler, e quindi pu essere calcolata la velocit di allontanamento . Tuttavia, il redshift non un vero e proprio effetto Doppler, bens il risultato dell'espansione dell'universo tra l'attimo in cui un fascio di luce stato emesso e il momento in cui stato ricevuto. Che lo spazio sia in una fase di espansione metrica evidenziato dalle prove di osservazione diretta del principio cosmologico e del principio di Copernico, che insieme alla legge di Hubble non hanno altra spiegazione. I redshift astronomici sono estremamente isotropi e omogenei, confermando il principio cosmologico, il quale afferma che l'universo appare uguale in tutte le direzioni. Se gli spostamenti verso il rosso fossero il risultato di un'esplosione da un punto distante da noi, questi non sarebbero cos simili lungo le diverse direzioni. Le misure degli effetti della radiazione cosmica di fondo nelle dinamiche dei sistemi astrofisici distanti effettuate nel 2000 hanno confermato il principio di Copernico, cio che la Terra non in una posizione centrale su scala

Big Bang cosmica.[9] La radiazione proveniente dal Big Bang era sicuramente pi calda nelle prime epoche in tutto l'universo. Il raffreddamento uniforme della radiazione cosmica di fondo attraverso miliardi di anni spiegabile solo se l'universo sta subendo un'espansione metrica ed esclude la possibilit che siamo nell'unico centro dell'esplosione.

16

Radiazione cosmica di fondo


Per approfondire, vedi Radiazione cosmica di fondo.

Evoluzione dello studio sulla radiazione cosmica di fondo; la fascia orizzontale al centro delle varie immagini dovuta all'emissione della nostra galassia, che nelle osservazioni si somma alla radiazione di fondo.

Nei giorni successivi al Big Bang, l'universo era in una condizione di equilibrio termodinamico, con fotoni che erano continuamente emessi ed assorbiti, dando alla radiazione una forma simile allo spettro di un corpo nero. Mentre si espandeva, l'universo si raffreddava fino a raggiungere una temperatura che non permetteva pi la creazione e la distruzione dei fotoni. La temperatura era per ancora sufficientemente alta da non consentire che gli elettroni si legassero con i nuclei per formare atomi ed i fotoni erano costantemente riflessi da questi elettroni liberi attraverso un processo chiamato scattering Thomson. A causa di questo ripetuto scattering, l'universo era inizialmente "opaco".

Quando la temperatura scese a qualche migliaio di kelvin, gli elettroni liberi e i nuclei cominciarono a combinarsi tra loro per formare gli atomi, un processo conosciuto come ricombinazione. Poich la diffusione dei fotoni meno frequente da atomi neutri, la radiazione si disaccoppi dalla materia quando tutti gli elettroni si ricombinarono (all'incirca 379000 anni dopo il Big Bang). Questi fotoni formano la radiazione cosmica di fondo, che possibile rilevare oggi e il modello osservato delle fluttuazioni di tale radiazione fornisce un'immagine del nostro universo in quell'epoca iniziale. L'energia dei fotoni fu successivamente spostata verso il rosso dall'espansione dell'universo, il che conserv lo spettro di corpo nero, ma caus l'abbassamento della sua temperatura, spostando i fotoni nella regione delle microonde all'interno dello spettro elettromagnetico. Si ritiene che sia possibile osservare la radiazione in ogni punto dell'universo e che essa provenga da tutte le direzioni con (all'incirca) la stessa intensit. Nel 1964 Arno Penzias e Robert Wilson scoprirono casualmente la radiazione cosmica di fondo, mentre conducevano osservazioni diagnostiche usando un nuovo ricevitore di microonde (di propriet dei Bell Laboratories). La loro scoperta forn la sostanziale conferma delle previsioni sulla radiazione (essa era isotropica e confrontabile con uno spettro di corpo nero con una temperatura di circa 3 K) e permise di avere una valida prova a favore dell'ipotesi del Big Bang. Penzias e Wilson ricevettero il premio Nobel per la fisica nel 1978 grazie a questa scoperta. Nel 1989 la NASA lanci il satellite COBE (acronimo di COsmic Background Explorer) e le prime conclusioni, fornite nel 1990, erano consistenti con le previsioni della teoria del Big Bang per quanto riguarda la radiazione cosmica di fondo. COBE trov una temperatura residua di 2,726 K e nel 1992 individu per la prima volta le fluttuazioni (anisotropie) della radiazione, con un'incertezza di una parte su 105. John C. Mather e George Smoot ricevettero il premio Nobel nel 2006 per questo lavoro. Durante il decennio successivo, queste anisotropie furono studiate ulteriormente da un gran numero di esperimenti (sia a terra, sia attraverso palloni sonda). Nel 2000-2001

Big Bang molti esperimenti (tra cui il pi importante fu BOOMERanG), misurando la larghezza angolare tipica delle anisotropie, trovarono che l'universo ha una geometria quasi piatta. All'inizio del 2003, furono pubblicati i primi risultati del satellite WMAP, ottenendo quelli che erano al tempo i pi accurati valori di alcuni parametri cosmologici. Il satellite inoltre escluse numerosi modelli inflazionari, bench i risultati fossero in generale coerenti con la teoria dell'inflazione e conferm che un mare di neutrini cosmici permea l'universo, una prova evidente che le prime stelle impiegarono pi di mezzo miliardo di anni per creare una nebbia cosmica. Un altro satellite simile a WMAP, il Planck Surveyor, che stato lanciato il 14 maggio 2009, fornir misure ancora pi precise sull'anisotropia della radiazione di fondo. Sono previsti inoltre esperimenti a terra e con palloni sonda.Wikipedia:Uso delle fonti La radiazione di fondo incredibilmente omogenea e questo present un problema nei modelli di espansione convenzionali, perch ci avrebbe implicato che i fotoni provenienti da direzioni opposte siano venuti da regioni che non sono mai state in contatto le une con le altre. La spiegazione oggi prevalente per questo equilibrio su vasta scala che l'universo abbia avuto un breve periodo con una espansione esponenziale, conosciuta come inflazione. Questo avrebbe avuto l'effetto di allontanare regioni che erano in equilibrio termodinamico, cosicch tutto l'universo osservabile proviene da una regione con lo stesso equilibrio.

17

Abbondanza degli elementi primordiali


Per approfondire, vedi Nucleosintesi.

A partire dal modello del Big Bang, possibile calcolare la concentrazione di elio-4, elio-3, deuterio e litio-7 nell'universo in rapporto alla presenza totale di idrogeno ordinario. Tutte le loro abbondanze derivano da un singolo parametro, il rapporto tra fotoni e barioni, che pu essere calcolato indipendentemente dalla struttura dettagliata delle fluttuazioni della Le varie reazioni di nucleosintesi che hanno portato alla formazione degli radiazione di fondo. I rapporti delle masse elementi leggeri previsti sono circa 0,25 per elio-4 rispetto a 3 4 idrogeno, circa 10 per il deuterio rispetto all'idrogeno, circa 10 per elio-3 rispetto ad idrogeno e circa 109 per litio-7 rispetto all'idrogeno. Le misure delle abbondanze primordiali di tutti e quattro gli isotopi elencati sopra sono in accordo con un unico valore del rapporto barione-fotone. Il valore per il deuterio altamente coerente, vicino ma leggermente discrepante per elio-4 e discordante di un fattore 2 per litio-7; negli ultimi due casi la discordanza dei valori causata da errori sistematici. La coerenza di questi dati con quelli previsti dalla teoria della nucleosintesi una prova a favore della teoria del Big Bang. Finora l'unica teoria conosciuta che riesca a spiegare l'abbondanza relativa degli elementi leggeri, in quanto impossibile che il Big Bang possa aver prodotto pi del 2030% di elio. Infatti non vi alcun motivo evidente al di fuori del Big Bang per cui il "giovane" universo (vale a dire prima della formazione delle stelle, secondo quanto stabilito dallo studio della materia presumibilmente libera dai prodotti della nucleosintesi stellare) dovesse avere pi elio che deuterio o pi deuterio di He.

Big Bang

18

Evoluzione e distribuzione galattica


Per approfondire, vedi Struttura a grande scala dell'universo e Formazione ed evoluzione galattica.

Osservazioni dettagliate sulla morfologia e distribuzione delle galassie e dei quasar forniscono una prova convincente della teoria del Big Bang. La combinazione delle osservazioni e delle teorie suggerisce che i primi quasar e le prime galassie si formarono circa un miliardo di anni dopo il Big Bang e da allora si formarono le strutture pi grandi, come gli ammassi e i superammassi galattici. Una panoramica del cielo nell'infrarosso vicino rivela la distribuzione delle galassie oltre Le popolazioni stellari si sono evolute la Via Lattea. L'immagine deriva dal catalogo 2MASS, che comprende oltre 1,5 milioni di galassie, e dal Point Source Catalog (PSC), che comprende mezzo miliardo di stelle della nel tempo, perci le galassie pi Via Lattea. Le galassie sono colorate a seconda del loro spostamento verso il rosso (z): le distanti (che vengono osservate cos blu sono le pi vicine (z < 0,01), le verdi sono quelle ad una distanza media (0,01 < z < come erano nel giovane universo) 0,04) e le rosse sono le pi lontane (0,04 < z < 0,1). appaiono molto diverse dalle galassie a noi pi vicine, in quanto queste ultime sono osservate in uno stato pi recente. Inoltre, le galassie che si sono formate in periodi relativamente recenti appaiono decisamente diverse rispetto a quelle che si formarono ad una distanza simile, ma subito dopo il Big Bang. Queste osservazioni sono portate come prove contro il modello dello stato stazionario. Le osservazioni della formazione stellare, della distribuzione di galassie e quasar e le strutture a larga scala sono in accordo con le previsioni del Big Bang (per quel che riguarda la formazione di queste strutture nell'universo) e stanno contribuendo a completare tutti i dettagli della teoria.

Altri tipi di prove


Per approfondire, vedi redshift.

Dopo alcune controversie, l'et dell'universo, come stimato dalla costante di Hubble e dalla radiazione di fondo, consistente (vale a dire leggermente maggiore) con le et delle stelle pi vecchie, misurate applicando la teoria dell'evoluzione stellare agli ammassi globulari e attraverso la datazione radiometrica di singole stelle di Popolazione II. La previsione che la temperatura della radiazione di fondo fosse pi alta in passato stata confermata sperimentalmente dalle osservazioni delle linee di emissioni sensibili alla temperatura nelle nubi di gas con alto spostamento verso il rosso. Questa previsione implica inoltre che l'ampiezza dell'effetto Sunyaev-Zel'dovich negli ammassi di galassie non dipende direttamente dal loro redshift: questo sembra essere abbastanza vero, ma l'ampiezza dipende da propriet dell'ammasso, che cambiano sostanzialmente solo su un arco di tempo cosmico, perci una verifica abbastanza precisa impossibile da svolgere.

Big Bang

19

Questioni aperte
Mentre ormai pochi ricercatori mettono in dubbio il fatto che sia avvenuto il Big Bang, la comunit scientifica era divisa in passato tra chi sosteneva tale teoria e chi riteneva possibili altri modelli cosmologici. In questo contesto di acceso dibattito furono sollevati molti problemi inerenti alla teoria del Big Bang e la sua capacit di riprodurre le osservazioni cosmologiche. Ormai questi problemi sono perlopi ricordati principalmente per il loro interesse storico; le soluzioni ad essi sono state ottenute o attraverso modifiche alla teoria o come risultato di osservazioni migliori. Altre questioni, come il problema della cuspide degli aloni galattici, la grande presenza di galassie nane e la natura della materia oscura fredda, non sono considerate irrisolvibili e si suppone di venirne a capo attraverso ulteriori perfezionamenti di tale teoria. Le idee centrali nella teoria del Big Bang (vale a dire l'espansione, lo stato iniziale ad elevata temperatura, la formazione dell'elio, la formazione delle galassie) sono state confermate da parecchie osservazioni indipendenti tra loro, che includono l'abbondanza degli elementi leggeri, la radiazione cosmica di fondo, la struttura a grande scala dell'universo e le supernovae di tipo Ia, e perci non possono pi essere messe in dubbio come caratteristiche importanti e reali del nostro universo. Gli attuali accurati modelli del Big Bang ricorrono a vari fenomeni fisici "esotici", che non sono stati ancora osservati negli esperimenti effettuati nei laboratori terrestri o non sono stati incorporati nel Modello Standard della fisica delle particelle. Fra questi fenomeni l'esistenza dell'energia oscura e della materia oscura sono considerate le ipotesi pi solide, mentre l'inflazione cosmica e la bariogenesi sono teorie pi speculative: esse forniscono spiegazioni soddisfacenti per importanti caratteristiche dell'universo nelle epoche pi antiche, ma potrebbero essere sostituite da idee alternative senza compromettere il resto della teoria.[10] Le spiegazioni di tali fenomeni sono ancora argomento dei settori pi avanzati della ricerca fisica.

Problema dell'orizzonte
Per approfondire, vedi Problema dell'orizzonte.

Il problema dell'orizzonte nasce dalla premessa che non esiste alcuna interazione capace di trasmettere informazione a velocit superiore a quella della luce. In un universo con un'et finita, ci comporta un limite, detto orizzonte di particella, sulla massima distanza tra due qualsiasi regioni di spazio che sono in rapporto causale tra loro. L'isotropia osservata nella radiazione cosmica di fondo problematica al riguardo: se l'universo fosse stato dominato dalla radiazione o dalla materia per tutto l'arco di tempo che arriva fino all'istante dell'ultimo scattering, l'orizzonte di particella relativo a quell'istante dovrebbe corrispondere a due gradi nel cielo. Quindi non ci sarebbe alcun meccanismo che possa portare regioni pi ampie di cielo ad avere la stessa temperatura. Una soluzione a questa apparente incoerenza fornita dalla teoria inflazionaria, nella quale un campo di energia scalare omogeneo e isotropo domin l'universo in un periodo di tempo che precede la bariogenesi. Durante l'inflazione, l'universo sub un'espansione esponenziale e l'orizzonte delle particelle si espanse molto pi rapidamente di quanto supposto in precedenza, perci anche quelle regioni, che sono attualmente poste su lati opposti dell'universo osservabile, sono bene all'interno del reciproco orizzonte delle particelle. L'isotropia osservata nella radiazione di fondo deriva dal fatto che tutto l'universo osservabile era in rapporto causale prima dell'inizio dell'inflazione e perci si era gi portato in una condizione di equilibrio termico. Il principio di indeterminazione di Heisenberg prevede che durante la fase inflazionaria ci siano state fluttuazioni termiche quantistiche, che si sarebbero ingrandite su scala cosmica. Queste fluttuazioni sono i fondamenti di tutti gli attuali modelli sulla struttura dell'universo. L'inflazione prevede che le fluttuazioni primordiali siano all'incirca invarianti di scala e gaussiane; ci stato accuratamente confermato dalle misure della radiazione di fondo. Se il processo inflazionistico ha davvero avuto luogo, l'espansione esponenziale deve aver spinto ampie regioni dello spazio ben oltre il nostro orizzonte osservabile.

Big Bang

20

Problema dell'universo piatto


Per approfondire, vedi forma dell'universo.

Il problema dell'universo piatto (conosciuto anche come il problema dell'universo vecchio) un problema osservativo, associato alla metrica di Friedmann - Lematre - Robertson - Walker. L'universo pu avere una curvatura spaziale positiva, negativa o nulla in funzione della sua densit totale di energia. Avr curvatura negativa se la sua densit inferiore alla densit critica, positiva se maggiore e nulla se la densit coincide con quella critica (nel qual caso lo spazio viene definito piatto). Il problema che ogni minima divergenza dalla densit critica aumenta con il tempo e ancora oggi l'universo rimane molto vicino all'essere piatto.[11] Dato che una scala naturale dei tempi per l'inizio della deviazione dalla piattezza potrebbe essere il tempo di Planck, 1043 secondi, il fatto che l'universo La geometria dell'universo determinata da quanto il parametro cosmologico Omega pi o meno distante da 1. Dall'alto verso non abbia raggiunto n la morte termica n il Big Crunch il basso: un universo chiuso con curvatura positiva, universo dopo miliardi di anni, richiede una spiegazione. Per iperbolico con curvatura negativa e universo piatto con curvatura esempio, anche all'epoca relativamente "vecchia" di pochi nulla. minuti (il tempo della nucleosintesi), la densit dell'universo deve essersi trovata entro circa una parte su 1014 dal suo valore critico, altrimenti l'universo non esisterebbe cos com' oggi. Una soluzione a questo problema fornita dall'inflazione. Durante il periodo inflazionario, lo spaziotempo si espanse, fino al punto che la sua curvatura sarebbe stata resa piatta. Pertanto, si ritiene che l'inflazione port l'universo ad uno stato spaziale sostanzialmente piatto, con all'incirca l'esatta densit critica.

Monopolo magnetico
Per approfondire, vedi Monopolo magnetico.

L'obiezione riguardante il monopolo magnetico fu sollevata alla fine degli anni settanta. Le teorie della grande unificazione prevedevano un difetto topologico nello spazio, che si sarebbe manifestato sotto forma di monopoli magnetici. Questi oggetti potrebbero essere prodotti in maniera efficiente nelle primissime fasi dell'universo (con temperature molto elevate), dando una densit pi alta di quella che consistente con le osservazioni, dato che durante le ricerche non sono mai stati osservati monopoli. Questo problema pu essere anche risolto con l'inflazione cosmica, che rimuove tutti i difetti dall'universo osservabile nello stesso modo in cui essa porta la geometria dell'universo ad essere piatta. Una soluzione al problema dell'orizzonte, della geometria piatta e del monopolo magnetico alternativa all'inflazione cosmica data dall'ipotesi di curvatura di Weyl.

Big Bang

21

Asimmetria barionica
Per approfondire, vedi Asimmetria barionica.

Non si conosce ancora il motivo per cui nell'universo attuale sia presente solo materia e non antimateria. generalmente accettato il fatto che l'universo, quando era giovane e caldo, era in equilibrio e conteneva un egual numero di barioni e antibarioni. Ci nonostante, le osservazioni indicano che l'universo, incluse le sue regioni pi distanti, fatto quasi esclusivamente di materia. Un processo sconosciuto chiamato bariogenesi cre questa asimmetria. Affinch questo processo accadesse, dovevano essere soddisfatte le condizioni di Sakharov. Queste richiedono che il numero barionico non fosse conservato, che la simmetria C e la simmetria CP fossero violate e che l'universo avesse perso il suo equilibrio termodinamico.[12] Tutte queste condizioni sono verificate nel Modello Standard, ma gli effetti non sono abbastanza forti da spiegare l'attuale asimmetria.

Et degli ammassi globulari


Alla met degli anni novanta, le osservazioni riguardanti gli ammassi globulari sembravano essere in contraddizione con il Big Bang. Le simulazioni al computer, che confrontavano le osservazioni delle varie popolazioni stellari dei vari ammassi, indicarono che essi avessero un'et di circa 15 miliardi di anni (che era in contrasto con l'et dell'universo, circa 13,7 miliardi di anni). Questo problema fu risolto alla fine degli anni novanta, quando nuove simulazioni al computer, che includevano gli effetti della massa persa a causa del vento stellare, indicarono un'et molto pi giovane per gli ammassi globulari. Restano aperte alcune questioni, su come misurare accuratamente l'et di questi ammassi, ma si pensa che questi oggetti siano tra i pi vecchi dell'intero universo.

Interazioni tra galassie e quasar


Durante degli studi effettuati negli anni sessanta, l'astronomo Halton Arp individu dei possibili collegamenti tra alcune galassie con dei quasar e si riteneva che entrambi questi oggetti, essendo vicini a causa di queste interazioni, avessero avuto un redshift simile per via della legge di Hubble. Al contrario di quanto atteso, si calcol un'estrema diversit tra i valori dei due redshift, come nel caso della galassia NCG 4319, e questo dato sembrava mettere in crisi l'idea dell'espansione dell'universo, poich due oggetti vicini devono avere un simile spostamento verso il rosso dovuto all'espansione del cosmo. Per risolvere questo problema, che avrebbe colpito le basi della teoria del Big Bang, si ipotizzato che la differenza nei redshift sia dovuta al fatto che queste galassie studiate, che sono generalmente molto attive, abbiano "espulso" il quasar; a questo punto la differenza dei redshift non sarebbe da attribuire a cause cosmologiche, ma a caratteri locali del sistema considerato.

Big Bang

22

Materia oscura
Per approfondire, vedi Materia oscura.

Durante gli anni settanta e ottanta, numerose osservazioni hanno mostrato che non c' abbastanza materia visibile nell'universo per spiegare l'apparente forza dell'attrazione gravitazionale all'interno delle galassie e reciprocamente tra esse stesse. Ci ha portato l'idea che oltre il 90% della materia dell'universo sia materia oscura, che non emette luce e non interagisce con la normale materia barionica. Inoltre, l'ipotesi che l'universo fosse costituito principalmente da materia ordinaria port a delle previsioni che si rivelarono in forte contrasto con le osservazioni; in particolare, l'universo oggi ha una struttura molto pi a grumi e contiene molto meno deuterio di quanto sia possibile spiegare senza la presenza della materia oscura.

Un grafico a torta mostra le percentuali di composizione dei vari componenti della densit di energia dell'universo, in base al modello CDM. All'incirca il 95% della densit di energia costituita da forme esotiche, come la materia oscura e l'energia oscura.

Mentre l'ipotesi della materia oscura era ritenuta controversa all'inizio, adesso viene suggerita da numerose osservazioni: le anisotropie della radiazione di fondo, la dispersione delle velocit degli ammassi di galassie, le distribuzioni della struttura a larga scala, gli studi sulle lenti gravitazionali e le misure degli ammassi di galassie attraverso i raggi X. La prova della presenza della materia oscura deriva dalla sua influenza gravitazionale sulla materia ordinaria, anche se nessuna particella della materia oscura mai stata osservata in laboratorio. Sono state proposte molte particelle come appartenenti a questo tipo di materia e molti progetti per studiarle direttamente sono in corso.[13]

Energia oscura
Per approfondire, vedi Energia oscura.

Le misure sulla relazione tra il redshift e la magnitudine delle supernovae di tipo Ia hanno mostrato che l'espansione dell'universo sta accelerando da quando il cosmo aveva all'incirca met della sua attuale et. Per spiegare questa accelerazione, la relativit generale richiede che la maggior parte dell'energia dell'universo sia costituita da una componente con un'alta pressione negativa, soprannominata "energia oscura". Questo tipo di energia viene suggerita da molti tipi di prove: le misure della radiazione di fondo indicano che l'universo molto piatto dal punto di vista spaziale e quindi, in base alla relativit generale, esso deve avere quasi esattamente la densit critica del rapporto tra massa ed energia; invece la densit di massa del cosmo, che pu essere misurata dai raggruppamenti gravitazionali, raggiunge solamente il 30% circa della densit critica. Poich l'energia oscura non si raggruppa nel modo ordinario, quest'ultima la migliore spiegazione per completare la parte mancante di densit di energia. L'energia oscura inoltre richiesta da due misure geometriche della curvatura totale dell'universo: una utilizzando la frequenza delle lenti gravitazionali e l'altra utilizzando il modello caratteristico della struttura a larga scala del cosmo come un regolo.

Big Bang La pressione negativa una propriet dell'energia del vuoto, ma l'esatta natura dell'energia oscura rimane uno dei grandi misteri del Big Bang. Alcuni possibili candidati per spiegare quale sia l'esatta forma di tale energia sono la costante cosmologica e la quintessenza. I risultati dal satellite WMAP (forniti nel 2008), che combinano i dati ricevuti dalla radiazione di fondo e da altre sorgenti, indicano che l'attuale universo costituito dal 72% di energia oscura, dal 23% di materia oscura, dal 4,6% di materia ordinaria e da meno dell'1% di neutrini. La densit di energia dovuta alla materia diminuisce con l'espansione dell'universo, ma la densit dovuta all'energia oscura rimane all'incirca costante durante l'espansione cosmica. Pertanto la materia costitu una parte pi importante della densit di energia nel passato rispetto ad oggi, ma il suo contributo continuer a diminuire nel futuro, poich l'energia oscura diventer sempre pi dominante. Nel modello CDM, l'attuale miglior modello del Big Bang, l'energia oscura viene spiegata tramite la presenza di una costante cosmologica, introdotta nella relativit generale; tuttavia la dimensione della costante, che spiega correttamente l'energia oscura, pi piccola di circa 120 ordini di grandezza rispetto alle stime basate sulla gravit quantistica. La distinzione tra la costante cosmologica e le altre forme per spiegare l'energia oscura un'area molto attiva dell'attuale ricerca.

23

Il futuro secondo la teoria del Big Bang


Per approfondire, vedi Destino ultimo dell'universo.

Prima delle osservazioni dell'energia oscura, i cosmologi ritenevano possibili due scenari per il futuro dell'universo: Una prima ipotesi riteneva che se la densit di massa dell'universo fosse stata pi grande della densit critica, allora l'universo avrebbe raggiunto una dimensione massima e poi avrebbe cominciato a collassare. A quel punto sarebbe diventato nuovamente pi denso e pi caldo e avrebbe finito per tornare in una condizione simile a quella con cui inizi. Questa ipotesi nota come Big Crunch. Una seconda ipotesi invece riteneva che se la densit nell'universo fosse stata uguale o inferiore alla densit critica, l'espansione sarebbe continuata rallentando, ma senza mai fermarsi. La formazione stellare terminerebbe quando tutto il gas interstellare presente in ogni galassia sia stato consumato; le stelle terminerebbero la loro esistenza lasciando il posto a nane bianche, stelle di neutroni e buchi neri. Molto lentamente nel tempo, le collisioni tra questi oggetti avrebbero prodotto il collasso della massa all'interno di buchi neri sempre pi grandi. La temperatura media dell'universo avrebbe raggiunto asintoticamente lo zero assoluto in quello che viene definito il Big Freeze. Inoltre, se i protoni divenissero instabili, allora la materia barionica scomparirebbe, lasciando posto soltanto alla radiazione elettromagnetica e ai buchi neri. Infine i buchi neri finirebbero con l'evaporare a causa della radiazione di Hawking. L'entropia dell'universo sarebbe aumentata fino a raggiungere il punto in cui non sarebbe possibile nessuno scambio di qualsiasi forma di energia, uno scenario noto come morte termica dell'universo. Le moderne osservazioni riguardanti l'espansione accelerata implicano che una parte sempre maggiore dell'universo visibile passer oltre l'orizzonte degli eventi e non potr pi essere in contatto con noi. Il risultato finale per il momento sconosciuto. Il modello CDM definisce l'energia oscura nella forma della costante cosmologica. Questa teoria suggerisce che solo i sistemi legati gravitazionalmente, come le galassie, rimarrebbero insieme e sarebbero soggetti alla morte termica durante l'espansione e il raffreddamento del cosmo. Un'altra forma di energia oscura, conosciuta come energia fantasma, implicherebbe che gli ammassi di galassie, stelle, pianeti, atomi, nuclei e la stessa materia saranno distrutti dal continuo aumento della velocit di espansione in un processo noto come Big Rip.

Big Bang

24

Formulazioni avanzate, ma non ancora consolidate, della teoria del Big Bang
Anche se il modello del Big Bang stato accettato in cosmologia, esso verr probabilmente perfezionato in futuro, poich si sa ancora troppo poco dei primissimi istanti della storia dell'universo. I teoremi di Penrose-Hawking sulle singolarit gravitazionali dimostrano l'esistenza di una singolarit all'inizio del tempo cosmico. Tuttavia questi teoremi assumono la validit della relativit generale, bench essa non sia applicabile prima del tempo in cui l'universo raggiunse la temperatura di Planck. Una trattazione della gravit in accordo anche con la meccanica quantistica potrebbe portare a soluzioni prive di singolarit. Alcune proposte, ognuna delle quali comporta ipotesi non verificate, sono: modelli che includono lo stato "senza frontiere" di Hartle-Hawking, nel quale l'intero spaziotempo finito; ci implica che il Big Bang costituisca un limite del tempo, ma senza la necessit di una singolarit iniziale. modelli di mondo-brana, nei quali l'inflazione dovuta al movimento delle "brane" (enti proposti nella teoria delle stringhe). I modelli di mondo-brana includono: il modello pre-Big Bang; il modello ekpirotico, nel quale il Big Bang il risultato di una collisione tra brane; il modello ciclico, una variante del modello ekpirotico nel quale le collisioni avvengono periodicamente. la teoria dell'inflazione caotica, nella quale eventi inflativi avvengono casualmente all'interno di una "schiuma quanto-gravitazionale", dando luogo a molteplici universi, che si espandono come bolle a partire dal proprio Big Bang. Le ultime due ipotesi propongono il Big Bang come un evento di un universo pi grande e pi vecchio (o di un multiverso), e non come l'inizio letterale di tutta la realt.

Limiti della teoria


Il modello cosmologico del Big Bang stato sviluppato estrapolando le conoscenze fisiche attuali sino ad energie molto pi grandi di quelle studiate sperimentalmente e a scale di distanza immense. La possibilit, quindi, di trovare conferme alla teoria del Big Bang sottoposta a limiti teorici ed osservativi. Il modello standard della fisica delle particelle dovrebbe essere valido sino a energie di circa 250 miliardi di elettronvolt, un livello corrispondente a circa 1012 secondi dopo il Big Bang. Ogni affermazione relativa ad epoche antecedenti fondata su teorie scientifiche non sufficientemente consolidate[14]. Anche l'osservazione diretta non pu coprire le prime fasi del Big Bang. Le onde elettromagnetiche, infatti, non potevano essere trasmesse prima della formazione dell'idrogeno neutro, quando fu emessa la radiazione cosmica di fondo. L'osservazione dell'universo prima di tale evento potrebbe in linea di principio essere condotta rilevando le onde gravitazionali o i neutrini emessi, ma non esiste ancora alcuna tecnologia in grado di eseguire queste misure. La teoria del Big Bang, quindi, risulta fondata su teorie sicuramente affidabili ed osservazioni verificate solo per la descrizione dell'evoluzione dell'universo dalla nucleosintesi primordiale in poi. Particolarmente incerte sono le affermazioni sulla forma globale dell'universo e sulla sua evoluzione nel lontano futuro. L'osservazione, infatti, limitata dalla finitezza della velocit della luce, che determina un orizzonte invalicabile. Ogni estrapolazione oltre tale orizzonte fondata su assunzioni pi o meno implicite sulle propriet topologiche dello spaziotempo e sulla sua regolarit ed , perci, puramente ipotetica. Localmente l'universo sembra essere piatto (euclideo) ma impossibile escludere la presenza di una piccola curvatura, che determinerebbe una forma globale completamente diversa. La scoperta dell'accelerazione dell'espansione dell'universo e la conseguente ipotesi dell'esistenza di una energia oscura ha creato ulteriori motivi di incertezza. Il modello di energia oscura adottato utilizzato nella misura della curvatura dell'universo tramite le osservazioni della radiazione cosmica di fondo, bench i vincoli osservativi sull'energia oscura siano stati determinati nell'ipotesi che l'universo sia piatto.

Big Bang

25

Interpretazioni religiose
Per approfondire, vedi Cosmogonia.

Il Big Bang una teoria scientifica, e come tale la sua validit o abbandono dipendono dal suo accordo con le osservazioni. Ma essendo una teoria che tratta dell'origine della realt, sempre stata collegata ad implicazioni teologiche e filosofiche. Negli anni venti e trenta quasi tutti i maggiori cosmologi preferivano un universo eterno, e molti obiettarono che l'origine del tempo implicita nel Big Bang introduceva concetti religiosi all'interno della fisica; questa obiezione fu pi tardi ripetuta dai sostenitori della teoria dello stato stazionario. Georges Lematre, che propose questa teoria, era un prete cattolico. Lo stesso papa Pio XII, quando fu pubblicata la teoria, si entusiasm con un personale e lungo commento teologico, nel 1951, improntato sull'Ex nihilo nihil fit ed il Fiat lux. Tuttavia, gli approcci di una qualsivoglia fede spirituale o - in termini filosofici - trascendenza - su tale teoria, possono essere molto aperti, e di vario tipo. Si va dal conflitto teologico, all'approccio epistemologico, dall'amichevole disinteresse al discordismo, fino a un interesse sincretistico. Oggi, i vari studi del creazionismo, il pensiero sul disegno intelligente o lo stesso evoluzionismo - per citarne solo alcuni - sono alla ricerca di un arricchimento sulla "verit" ultima (ancora pi ampia di quella concepita dall'intelligenza umana di oggi) sull'origine (ma soprattutto sul perch) dell'esistenza di tutto questo universo.

Note
[1] [2] [3] [4] [5] I termini "oggi" e "passato" sono qui usati per indicare intervalli temporali dell'ordine dei milioni (o miliardi) di anni. Questo problema e una possibile ipotesi risolutrice sono evidenziati in nebulosa a spirale un termine obsoleto per galassia spirale articolo completo in PDF (http:/ / www. pnas. org/ cgi/ reprintframed/ 15/ 10/ 773). Comunemente si riferisce che Hoyle intese ci in senso dispregiativo. Tuttavia, Hoyle in seguito ha negato ci, dicendo fu solo un'immagine sensazionale intesa ad enfatizzare la differenza tra le due teorie per i radioascoltatori (vedi capitolo 9 di The Alchemy of the Heavens ("L'alchimia dei cieli") di Ken Croswell, Anchor Books, 1995). [6] Non vi consenso sulla durata della fase iniziale. Per alcuni si indica con questa fase solo la singolarit iniziale, per altri, invece, l'intera storia dell'universo. Generalmente almeno per i primi minuti (nei quali si sintetizz l'elio) si dice che si verificarono durante il Big Bang. [7] Informazioni dettagliate al riguardo e fonti sulle verifiche sono riportate nella voce Verifiche della relativit generale. [8] In questo risultato si ignora l'anisotropia di dipolo al livello di 0,1%, a causa della velocit del sistema solare attraverso il campo di radiazioni. [9] Gli astronomi riportarono queste misure in un articolo pubblicato nel dicembre del 2000 su Nature The microwave background temperature at the redshift of 2.33771 (http:/ / adsabs. harvard. edu/ cgi-bin/ bib_query?astro-ph/ 0012222) che pu essere letto qui (http:/ / arxiv. org/ abs/ astro-ph/ 0012222). Un comunicato rilasciato (http:/ / www. eso. org/ outreach/ press-rel/ pr-2000/ pr-27-00. html) dallo European Southern Observatory spiega le scoperte al pubblico. [10] Se la teoria sull'inflazione fosse veritiera, la bariogenesi dovrebbe essersi verificata, ma non vale il viceversa. [11] In senso stretto, l'energia oscura nella forma della costante cosmologica porta l'universo ad una geometria piatta; ma il nostro universo rimase vicino all'essere piatto per molti miliardi di anni, prima che la densit dell'energia oscura diventasse significativa.

(Traduzione inglese in Journal of Experimental and Theoretical Physics Letters 5, 24 (1967).)


[13] Chapter 22: Dark matter articolo in PDF (http:/ / pdg. lbl. gov/ 2006/ reviews/ darkmatrpp. pdf)|152KB. [14] Amedeo Balbi, I limiti della cosmologia, Le Scienze, agosto 2011, pp.46-51.

Big Bang

26

Bibliografia
Testi divulgativi
Amedeo Balbi, La musica del Big Bang. Come la radiazione cosmica di fondo ci ha svelato i segreti dell'universo, Springer, 2007. ISBN978-88-470-0612-6. Igor Bogdanov, Grichka Bogdanov; Arkadiusz Jadczyk, Prima del Big Bang. L'origine dell'universo, Longanesi, 2008. ISBN88-304-2257-6. (EN) Gale E. Christianson, Edwin Hubble: Mariner of the Nebulae, University of Chicago Press, 1996. ISBN0-226-10521-0. (EN) Robert Henry Dicke, Peebles, P.J.E., The big bang cosmology enigmas and nostrums, Cambridge University Press. Maurizio Gasperini, l'Universo prima del Big Bang: cosmologia e teoria delle Stringhe, Franco Muzzio, 2002. ISBN88-7413-052-X. (EN) Alan Guth, The Inflationary Universe: the quest for a new theory of cosmic origins, Vintage Books, 1998. ISBN0-201-32840-2. Margherita Hack, Pippo Battaglia; Walter Ferrari, Origine e fine dell'Universo, UTET libreria, 2002. ISBN88-7750-944-9. Margherita Hack, L'Universo alle soglie del duemila, Rizzoli BUR supersaggi, 1997. ISBN88-17-11664-5. Stephen Hawking, Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, Milano, Rizzoli [1988], 1998. ISBN88-17-11521-5. Stephen Hawking, Buchi neri e universi neonati, Rizzoli BUR supersaggi, 1997. ISBN88-17-25900-4. (EN) Stephen Hawking, George Francis Rayner Ellis, The Large-Scale Structure of Space-Time, Cambridge (UK), Cambridge University Press, 1973. ISBN0-521-20016-4. (EN) Ray d'Inverno, Introducing Einstein's Relativity, Oxford (UK), Oxford University Press, 1992. ISBN0-19-859686-3. (EN) Edward Kolb, Michael Turner, The Early Universe, Addison-Wesley, 1988. ISBN0-201-11604-9. (EN) Helge Kragh, Cosmology and Controversy, Princeton (NJ), Princeton University Press, 1996. ISBN0-691-02623-8. (EN) Edward Arthur Milne, Relativity, Gravitation and World Structure, Oxford (UK), Oxford University Press, 1935. LCCN 35019093 (http://lccn.loc.gov/35019093). (EN) John Peacock, Cosmological Physics, Cambridge University Press, 1999. ISBN0-521-42270-1. (EN) Roger Penrose, Singularities and Time-Asymmetry, Cambridge University Press, 1979. ISBN0-521-22285-0. (EN) Roger Penrose, Difficulties with Inflationary Cosmology, New York Academy of Sciences, 1989. DOI: 10.1111/j.1749-6632.1989.tb50513.x (http://dx.doi.org/10.1111/j.1749-6632.1989.tb50513.x). Gerald L. Schroeder, Genesi e Big Bang, Tropea Editore, 1991. ISBN88-438-0015-9. Simon Singh, Big bang, Rizzoli, 2004. ISBN88-17-00368-9. (EN) Richard C. Tolman, Relativity, Thermodynamics, and Cosmology, New York (NY), Dover Publications, 1987. ISBN0-486-65383-8. Steven Weinberg, I primi tre minuti, Mondadori, 1977. ISBN88-04-17752-7.

Big Bang

27

Pubblicazioni scientifiche
E. Hubble, A Relation Between Distance and Radial Velocity Among Extra-Galactic Nebulae (http://antwrp. gsfc.nasa.gov/debate/1996/hub_1929.html) in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol.15, 1929, pp.168173. DOI: 10.1073/pnas.15.3.168 (http://dx.doi.org/10.1073/pnas.15.3.168), ISSN: 16577160 (http://worldcat.org/issn/16577160). G., et al. Hinshaw, Five-Year Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) Observations: Data Processing, Sky Maps, and Basic Results (http://lambda.gsfc.nasa.gov/product/map/dr3/pub_papers/fiveyear/ basic_results/wmap5basic.pdf) (PDF) in Astrophysical Journal, 2008. (DE) A.A. Friedman, ber die Krmmung des Raumes in Zeitschrift fr Physik, vol.10, 1922. DOI: 10.1007/BF01332580 (http://dx.doi.org/10.1007/BF01332580). (traduzione inglese in: A.A. Friedman, On the Curvature of Space (http://adsabs.harvard.edu/abs/1999GReGr..31.1991F) in General Relativity and Gravitation, vol.31, 1999, pp.19912000. DOI: 10.1023/A:1026751225741 (http://dx.doi.org/10.1023/ A:1026751225741). ) (FR) G. Lematre, Un univers homogne de masse constante et de rayon croissant rendant compte de la vitesse radiale des nbuleuses extragalactiques in Annals of the Scientific Society of Brussels, 47A, 1927. (traduzione inglese in: A Homogeneous Universe of Constant Mass and Growing Radius Accounting for the Radial Velocity of Extragalactic Nebulae (http://adsabs.harvard.edu/abs/1931MNRAS..91..483L) in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol.91, 1931, pp.483490. ) P.J.E. Peebles, Ratra, B., The Cosmological Constant and Dark Energy in Reviews of Modern Physics, vol.75, 2003. DOI: 10.1103/RevModPhys.75.559 (http://dx.doi.org/10.1103/RevModPhys.75.559), arXiv: astro-ph/0207347 (http://arxiv.org/abs/astro-ph/0207347). A.A. Penzias, Wilson, R.W., A Measurement of Excess Antenna Temperature at 4080 Mc/s (http://adsabs. harvard.edu/abs/1965ApJ...142..419P) in Astrophysical Journal, vol.142, 1965. DOI: 10.1086/148307 (http://dx.doi.org/10.1086/148307). N.W., et al. Boggess, (COBE collaboration), The COBE Mission: Its Design and Performance Two Years after the launch in Astrophysical Journal, vol.397, 1992. DOI: 10.1086/171797 (http://dx.doi.org/10.1086/ 171797). D.N., et al. Spergel, (WMAP collaboration), Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) Three Year Results: Implications for Cosmology (http://arxiv.org/abs/astro-ph/0603449v2), 2006. URL consultato il 27 maggio 2007. Articoli di carattere tecnico (EN) Narlikar, Jayant V. and T. Padmanabhan, Standard Cosmology and Alternatives: A Critical Appraisal (http:/ /adsabs.harvard.edu/cgi-bin/nph-bib_query?2001ARA&A..39..211N). Annual Review of Astronomy and Astrophysics, Vol. 39, p.211-248 (2001). (EN) Morrison, Philip, and Phylis Morrison, " The Big Bang: Wit or Wisdom (http://www.sciam.com/ print_version.cfm?articleID=00031CF2-1C2D-1C71-84A9809EC588EF21)?" Scientific American, Inc. 18 febbraio 2001. (EN) Marmet, Paul, " Big Bang Cosmology Meets an Astronomical Death (http://www.newtonphysics.on.ca/ BIGBANG/Bigbang.html)".

Big Bang

28

Voci correlate
Calendario cosmico Cosmogonia Cronologia del Big Bang Modello standard Ontologia (fisica) Singolarit gravitazionale Origine Big Crunch Big Rip Big Bounce

Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Big Bang Commons (http://commons.wikimedia.org/wiki/Pagina_principale?uselang=it) contiene immagini o altri file su Big Bang (http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Big_bang?uselang=it) Articolo su Wikinotizie: Il Big Bang in laboratorio 10 settembre 2008

Collegamenti esterni
Perch il Big Bang si dovrebbe vedere dappertutto (http://www.astronomia.com/2008/07/16/ perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto) Il gran rimbalzo delle origini (http://www.galileonet.it/news/8648/il-gran-rimbalzo-delle-origini) La teoria Loop Quantum Gravity ed il Bouncing Universe (http://www.lswn.it/astronomia/articoli/ la_teoria_loop_quantum_gravity_ed_il_bouncing_universe) Siti di carattere divulgativo (EN) Wright, Edward L., " Brief History of the Universe (http://www.astro.ucla.edu/~wright/BBhistory. html)" (EN) Prove del Big Bang (http://www.talkorigins.org/faqs/astronomy/bigbang.html) (EN) " Welcome to the History of the Universe (http://www.historyoftheuniverse.com/)". Penny Press Ltd. (EN) PBS.org, " From the Big Bang to the End of the Universe. The Mysteries of Deep Space Timeline (http:// www.pbs.org/deepspace/timeline/)" (EN) D'Agnese, Joseph, " The last Big Bang man left standing, physicist Ralph Alpher devised Big Bang Theory of universe (http://www.findarticles.com/cf_dls/m1511/7_20/55030837/p1/article.jhtml)". Discover, July, 1999. (EN) Ned Wright's Cosmology Tutorial (http://www.astro.ucla.edu/~wright/cosmolog.htm) (EN) What Happened Before the Big Bang? (http://www.science.psu.edu/alert/Bojowald6-2007.htm) (EN) Archivio pubblico di articoli di ricerca scientifica in cosmologia ed astronomia (http://arxiv.org/archive/ astro-ph) aggiornato giornalmente (EN) Archivio pubblico di articoli di ricerca scientifica in cosmologia quantistica e Relativit Generale (http:// arxiv.org/archive/gr-qc) aggiornato giornalmente
Portale Astronomia Portale Fisica

Dimensione parallela

29

Dimensione parallela
Una dimensione parallela o universo parallelo (anche realt parallela, universo alternativo, dimensione alternativa o realt alternativa)[1] un ipotetico universo separato e distinto dal nostro ma coesistente con esso; nella maggioranza dei casi immaginati identificabile con un altro continuum spazio-temporale. L'insieme di tutti gli eventuali universi paralleli detto multiverso. Il concetto di "altri universi" non estraneo alla letteratura scientifica: esistono alcune teorie cosmologiche e fisiche che ammettono la loro esistenza, la pi famosa delle quali la teoria delle stringhe. In campo filosofico, un indagatore del tema delle dimensioni parallele fu Auguste Blanqui, che nel 1872 indag gli aspetti teorici e filosofici di un universo a infinite dimensioni nell'opera L'Eternit par les astres. Opera anomala nella produzione di Blanqui, essa anticipa elementi che si ritrovano anche in Jorge Luis Borges.

Jorge Luis Borges nel racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano ha usato il concetto di universi paralleli prima che fosse sviluppata l'interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica.

Il concetto di universi paralleli venne introdotto nella narrativa dallo scrittore di fantascienza statunitense Murray Leinster nel 1934, per essere ripreso in seguito da molte opere successive, divenendo un classico tema della letteratura fantascientifica. Va precisato che il lemma "dimensione" (con l'accezione di regione o luogo spaziale occupabile e/o percorribile), sebbene nel gergo colloquiale e narrativo possa genericamente riferirsi a un'ulteriore realt nascosta o oscura ma simile o sovrapponibile alla struttura del nostro mondo, in contesto prettamente scientifico va distinto dagli altri termini (suesposti) in quanto designa una o pi quantit e qualit metriche intrinseche al luogo misurato (inerenti a qualche specifica topologia): ad esempio con le caratteristiche di "quarta dimensione" definibile una configurazione (come l'ipersfera) che manifesta propriet e relazioni spaziali differenti da quelle tridimensionali a noi presenti e direttamente visibili, che non si riesce neppure a raffigurarla mentalmente a meno di ricorrere ad un modello geometrico composito, il cui segno grafico ha aspetto solo indicativo e ne inquadra i singoli caratteri riducendoli nei limiti tridimensionali. Cos in tal contesto, asserire l'esistenza fisica d'altra aggiuntiva dimensione parallela, oltre le tre normalmente osservate nel nostro universo (euclideo), implica dichiarare la presenza di misure/elementi/forme (associabili a cifre) passibili di misurazione, le quali affiancano e/o completano l'estensione (superficiale e volumetrica) normale, ma restando fuori dalla gamma compresa e percepita empiricamente dall'apparato sensorio naturale. Dunque la complessiva rappresentazione pluridimensionale pi corretta approcciabile solo per mezzo o con ausilio matematico. In breve, al di l della facilit con cui artisticamente a volte s'illustrano esotiche "dimensioni spaziali" e si usa l'espressione come sinonimo indicante localit comunque praticabili come il nostro ambiente, esse possono ben delinearsi e approcciarsi solo con calcolo e ricomposizione indiretta e astratta.[2] Comunque, malgrado la incompatibile recepibilit (almeno completa e diretta) di strutture metricamente pluridimensionali da parte di quelle corporee a sole tre dimensioni, si stanno studiando soluzioni scientificamente attendibili per aggirare le restrizioni fisiche e sfruttare almeno una ulteriore dimensionalit (nel tessuto spazio-temporale conosciuto) per aprire passaggi occasionali in grado di trasportare viaggiatori e/o oggetti (che nello spostamento per continuerebbero a rimanere e a sperimentare solo le proprie dimensioni originarie) tra punti anche reciprocamente remoti del cosmo, o per muoversi avanti e indietro nel cronotopo. L'uso di materia esotica con propriet e effetti antigravitazionali, prodotta artificialmente o trovata in natura, indispensabile a tal scopo. Ma su queste possibilit, che avvicinano la produzione fantascientifica alla scienza ortodossa, vi marcata divisione nella comunit accademica; e sul tema si resta nell'ambito puramente teorico mancando, finora, solidi indizi

Dimensione parallela osservativo-sperimentali relativi in scala macroscopica. Ma qualche spiraglio s'intravvede nello studio al livello quantistico. Difatti il meccanismo (per ora avveniristico e ipotetico), per creare dei tunnel utili al suddetto obiettivo, sarebbe espandere ai limiti del macrocosmo quelle propriet che diverse teorie (ma non tutte, non v' unanimit di giudizio) calcolano esistenti ma confinate al massimo entro la misura del nucleo atomico[3]. In sintesi, per le prospettive prettamente empirico-scientifiche e pratiche, per realizzare la possibilit dei viaggi nel tempo e/o in altre dimensioni e universi (ad esempio attraversando un buco-nero) anzitutto indispensabile fondere in unico teorema fisico matematicamente coerente la teoria quantomeccanica e quella relativistica che finora divergono, in specie per la differente considerazione delle propriet del campo gravitazionale. In quanto tali spostamenti crono/dimensionali presuppongono la piena (e fin alle loro estreme conseguenze logiche) padronanza e applicazione tecnologica d'entrambe le discipline.[4] Il viaggio nel tempo e il passaggio in una o pi dimensioni parallele, restano cos temi strettamente connessi spesso anche nell'espressioni classiche della fantascienza; che le interessano in quanto il concetto di realt parallela, nell'ambito del fantastico, chiaramente un espediente che lascia vaste possibilit all'intreccio narrativo; implicando che se in una realt un determinato evento s'evolve in una direzione, in altre, fra quelle parallele, probabilmente pu divergere verso un alternativo esito. L'invenzione di trame basate su una linea storica alternativa ha dato origine al genere distinto dell'ucronia; anche se in tale filone generalmente non contemplata la compresenza di pi dimensioni. Il tema delle dimensioni parallele si lega frequentemente a quello del viaggio nel tempo, ed motivo di riflessione e indagine epistematica insieme alla scientifica oltre che d'attenzione artistica, a causa dei paradossi che quest'ultimo pu generare. (Al proposito il quantistico David Deutsch ritiene che proprio la ramificazione del cosmo in realt parallele, almeno quella compatibile con la teoria di Hugh Everett, offra una scappatoia/soluzione alle paventate attese paradossali (autocontraddittorie) degli spostamenti verso il passato: dei quali il principale il paradosso del nonno). A cavallo tra gli anni novanta e primi duemila, in ambito cosmologico, sono state elaborate tipologie di possibili universi coesistenti e paralleli. Una delinea la presenza d'universi in serie a noi contigui, in quanto collocati a fianco del nostro in un bulk, che arriva ad avere una quinta dimensione (o quarta spaziale), che farebbe da conteniore alle loro rispettive estensioni, aventi tutte propriet metriche tridimensionali (quadridimensionali, comprendendo anche la dimensione-tempo). Essi sarebbero posizionati uno accanto all'altro, come i fogli racchiusi in un libro: composto da pagine bidimensionali ma che nel loro insieme sono inserite in un contenitore (il libro) con tre dimensioni[5]. Questo significherebbe che all'interno d'un ampio vuoto iper-spaziale, tanti universi (sia per propriet che leggi globali) non dissimili dal nostro, siano cos contigui da sfiorarci ma senza noi poterli percepire direttamente, in quanto le forze naturali (come quella elettromagnetica) captabili da apparati sensoriali e/o tecnologici, restano confinate nelle dimensioni del loro luogo cosmico originario; ma, in questo schema, con l'eccezione della gravitazione: il cui "campo" ritenuto in grado di propagarsi oltre ogni distinto mondo dimensionale che ne causa e fonte. I piani su cui materialmente risiederebbero tali universi vengono spesso definiti (in ambito teorico) "membrane" o "brane". Secondo alcune vedute potrebbe trattarsi anche d'un unico, infinito, piano spaziale ma ripiegato pi volte: affine (figurativamente) a un nastro a tratti curvato su s stesso, in strati geometricamente paralleli. Questo modello cos esplica, almeno in parte, anche la ragione di quella che comunemente denominata materia/massa oscura: astronomicamente rilevata, in via indiretta, proprio per effetto gravitazionale; entit che empiricamente risulta estendersi intorno alle galassie e ai raggruppamenti che esse formano nel cosmo visibile.[6]

30

Aspetti metafisici
Si pu aggiungere alle tipologie riguardanti eventuali dimensioni parallele anche un'interpretazione contemporanea d'aspetto metafisico e spiritualista/spiritistico. la visione propugnata attualmente nei saggi di Walter Semkiw, medico statunitense, tra i quali "Return of the revolutionaries: the case for reincarnation". Questo saggio e la sua cornice di convinzioni si basa anche su coincidenze osservate considerate non casuali e reperti (visivi) giudicati non artificiosi. L'impianto generale della concezione riprende alcuni temi gi conosciuti e acquisiti dalla tradizione

Dimensione parallela medianica, occultista anche ricollegati ad influenze mistiche orientali relative al ciclo escatologico delle rinascite, vi s'intravvede il riverbero della cognizione ind del karma; e temi in parte originali, proiettabili in un contesto moderno e tecnologico. In sintesi si sostiene la presenza d'un piano con propriet fisiche che ripetono, con qualit superiore, quelle terrestri e adatto alla prosecuzione d'una vita dopo quella terrena: e a seconda dei casi quasi speculare ad essa. Tale regione dovrebb'esser strutturata in graduali livelli: dai meno ai pi evoluti, nei quali contemplato pure il noto medianico "piano astrale". Veri livelli spaziali paralleli, riservati ai soggetti deceduti, e adeguati alle rispettive virt e imperfezioni morali espresse nell'esperienza terrena. Fra le possibilit sarebbe consentito viaggiare in tali spazi anche a bordo di vari velivoli, fra i quali mongolfiere uguali a quelle usate sulla Terra. Un corpo di leggera sostanza eterea, contenuto in quello umano naturale (composto materia pesante) ma ad esso esteticamente somigliante, si trasferirebbe, subito o poco dopo la morte, in tale alto luogo: profilabile com'un'altra dimensione parallela alla terrestre. Dove, liberati dal consueto fardello carnale, i corpi meno grevi, continuerebbero a vivere con modalit riproducenti quelle del mondo materiale; potendovi praticare addirittura le stesse attivit, ludiche, intellettuali e professionali, svolte nell'esistenza terrena, in condizioni apparentemente simili sebbene molto pi funzionali e soddisfacenti: perfino disponendo di campi sportivi, come da golf o d'altri sport e d'aree adibite allo svago, oltre che di laboratori scientifici. E i l dimoranti, di tanto in tanto, cercherebbero di comunicare con l'umanit terrena mediante apparecchiature tecnicamente affini a quelle elettroniche e trasmittenti, l appositamente costruite e migliorate da avanzate innovazioni. Per questo essi sarebbero udibili o visibili a volte fra le immagini dei consueti schermi televisivi o fra l'onde captate dai comuni nostri radioricevitori e simil strumenti. Da quel mondo gli ex defunti riuscirebbero anche a telefonere ai loro amici, colleghi, o parenti ancora vivi. "ITC": Instrumental Trans Communication, denominato questo sistema di presunti contatti ed il loro studio sistematico. Suddetti corpi eterei per non resterebbero necessariamente stabili, ma pur essi verrebbero abbandonati, anche mediante una specie di seconda morte, al compimento di evoluzioni spirituali verso ulteriori livelli dimensionali. Comunque tali entit resterebbero soggette a tornare nella vita materiale con reincarnazione: manifestando parecchie propriet fisio-somatiche e attitudini mentali e comportamentali della loro precedente esistenza terrena, e a tratti mantenute nell'altra dimensione. A volte tali anime rinate sono recenti e altre appartengono ad epoche storiche, e qui possono ricondividere o reincontrare persone gi praticate in un loro comune passato, che per rinascendo spesso dimenticano o di cui ricordano solo qualche riverbero in modo vago o indistinto. L'autore del testo suindicato, Walter Semkiw, sarebbe riuscito ad individuare un gruppo di reincarnati che, alla luce delle sue indagini, parteciparono alla guerra d'indipendenza americana e a volte, pur se in altre vesti, celebri in questa nuova vita; qualcuno ora gi rideceduto: fra i quali spicca il nome del noto astronomo Carl Sagan, il quale sarebbe stato un (pur se nella nuova vita a propria insaputa) indipendentista americano, e intellettuale/scienziato all'epoca gi d'un certo rilievo. Quest'idea, per quanto ai rigori della tradizionale razionalit si presenti fantasiosa o bizzarra, teorizzata e seguita, e negli USA sta ottenendo un certo interesse attivo, anche da e fra esponenti dediti a normali attivit e professione scientifica; e si vanno disponendo centri di studo e ricerca pure a tratti con qualche partecipazione accademica[7] e collaborazioni qualificate: quali di medici, neurologi, psicologi...etc. A riprova il libro di Semkiw, qui summenzionato, si trova fra quelli elencati nel sito americano di Kary Mullis. (Non mancano produzioni cinematografiche o narrative che s'ispirino a tale prospettiva).

31

Dimensione parallela

32

Teoria di Everett: l'interpretazione dei "molti mondi"


Per approfondire, vedi Interpretazione a molti mondi.

Una fra le teorie, quotata ora da una buona porzione di stimati fisici contemporanei, che d plausibilit all'esistenza d'una pluralit d'universi contigui: l'interpretazione a realt parallele, appartenente alla disciplina della meccanica quantistica/meccanica ondulatoria; denominata successivamente (da Bryce DeWitt) "a molti mondi" (a volte riportata, in acronimo anglosassone, come MWI: Many Worlds Interpretation). Essa fu elaborata e proposta da Hugh Everett III a partire dagli ultimi anni cinquanta. Uno dei maggiori sostenitori della teoria il fisico David Deutsch, dell'Universit di Oxford, il quale nel suo noto saggio La trama della realt definisce genericamente la fisica quantistica (con evidente riferimento ad Everett) "la fisica del multiverso". Va specificato che la teoria originaria non par contemplare una distinzione fisica netta fra universi differenziati, come sembra nella elaborazione che ne propose, forse il suo principale primo seguace, B. DeWitt. Al proposito esponiamo qui qualche stralcio della tesi originaria everettiana: "...D'altra parte si ha a che fare con lo stesso sistema fisico, e da questo punto di vista lo stesso osservatore, che in stati diversi...In questa situazione useremo il singolare quando vorremo sottolineare che si ha a che fare con un unico sistema fisico e il plurale quando vorremo sottolineare le diverse esperienze degli elementi separati della sovrapposizione..."[8] (quindi qui pi la molteplice visione d'uno stesso ambiente esperibile che di veri e propri universi con reciproci confini perimetralmente delineati). In linea di massima tale interpretazione nega che vi sia disuguaglianza tra le leggi dei processi basilari che regolano i fenomeni microscopici o elementari (come l'indeterminazione dei risultati sperimentali), indagati dalla quantomeccanica, e quelli macroscopici (o macro-cosmici) sistematizzati dalla scienza classico-relativistica. Ci, in ultima analisi, comporterebbe anche che non avvenga mai il cosiddetto collasso della funzione d'onda, evento implicito nella teoria "ortodossa" (della "Scuola di Copenaghen", ma non unicamente in essa): il quale riduce l'osservabile ad un solo rilevabile stato conclusivo fra quelli teoricamente previsti (e sommabili col principio della sovrapposizione quantistica); ci riguarda sia l'evoluzione dei sistemi sperimentali che quelli producentesi spontaneamente in natura (come il decadimento/trasformazione degli elementi atomici). Ma per l'interpretazione everettiana, che predilige l'impianto deterministico della meccanica ondulatoria elaborata da Erwin Schrdinger, ognuno degli stati finali possibili (dei processi empirici considerati) si concretizza materialmente: tramite la continua diramazione dell'intera realt/universo che li contiene, coerentemente con gli stati risultanti e secondo le probabilit con cui essi possono manifestarsi.[9] Anche l'osservatore, necessario per la rilevazione dello stadio conclusivo del sistema[10], si ritrova suddiviso in pi repliche di s: una per ogni misurazione alternativa che l'evolversi quantistico consente. Per in tal contesto, prescindendo dall'opera di preparazione degli eventuali esperimenti, egli resta spettatore dell'effetto rilevato, essendo gli sviluppi teoricamente considerati del tutto oggettivi e determinati dalle leggi della Natura e non dall'atto osservativo; come invece le concezioni vicine a quella "ortodossa" in varia modalit suppongono: associando l'atto osservativo/misurativo all'immediato prodursi d'una riduzione (parziale cancellazione) dei risultati della dinamica empirica che guida la materia sotto esame. Dinamica descrivibile e prevedibile dalla funzione d'onda quantistica(): l'elaborazione matematica delle sue fasi. Nella formulazione di Everett, all'interno dell'universo, per ogni evoluzione quantistica, emerge un sistema complessivo isolato: composto da un sottosistema (oggetto e processo quantistico osservato) e dal sistema restante (l'osservatore di suddetto processo) che evolvono insieme e quindi determinano ulteriori possibili stati della realt, parallelamente alla realt iniziale.[11] In sunto: secondo il criterio everettiano lo sviluppo empirico dei sistemi quantici e l'osservatore che li indaga sperimentalmente, o che semplicemente risente delle loro propriet infine rilevabili, non vanno ritenuti separabili ma vincolati in ogni fase determinante dell'evoluzione quantica, diretti dal complessivo meccanismo universale che

Dimensione parallela regola tutti i processi naturali; che, in modo impercettibile, tende ad un'illimitata suddivisione/replicazione dell'intera realt (in relative varianti), fin dal principio del tempo. Attualmente l'impostazione su cui si basa la teoria a molti mondi (o delle realt parallele) , in buona parte, apprezzata da autorevoli cosmologi, che v'intravvedono una peculiare capacit esplicativa riguardo agli istanti precedenti l'inizio del nostro universo e la sua causa, come ad esempio le affini elaborazioni quantistiche di Stephen Hawking sulla "funzione d'onda d'universo"[12]. Complessivamente la concezione di Everett, in un'ottica strettamente fisico-sperimentale, contempla un parametro innovativo e logicamente autoconsistente ma empiricamente controverso, e non usufruendo finora (inizio 2013) di prove o osservazioni specifiche a suo netto vantaggio, da una parte autorevole della comunit scientifico-accademica non accettata. Quindi resta nel novero dell'interpretazioni non pi che ipotetiche, avanzate per comprendere quegli aspetti oscuri, e quelli per cui anche la sua esplicazione matematica giudicata incompleta, ricorrenti nei fenomeni quantistici. Comunque tutti gli esperimenti finora compiuti non l'hanno ancora confutata, perci continua a rappresentare almeno una potenziale alternativa alla visione originaria impostata da Niels Bohr e seguita dalla Scuola di Copenaghen.[13] Per l'ampio intreccio d'accadimenti e storie, che le sue conseguenze implicano, questo tema ha offerto fertile campo per le elaborazioni narrative su pagine e film improntati da scenari fantastici e fantascientifici; perci la sua prospettiva fu a volte anticipata dalla letteratura. Nell'opera scritta iniziata nei primi anni cinquanta da Clive Staples Lewis, il ciclo delle Cronache di Narnia, e terminata di pubblicare poco prima della tesi proposta da Everett, l'autore (all'incirca nel 1950) nel romanzo Il leone, la strega e l'armadio pone queste battute in bocca a due suoi protagonisti: ...chiese Peter <<Ci sarebbero davvero altri mondi accanto al nostro?>> <<Niente di pi probabile>> rispose il Professore...e borbottando <<Ma cosa diavolo insegnano, dico io, nelle scuole?>>.[14]

33

Aspetti filosofici
Il filosofo statunitense David Lewis negli ultimi decenni del Novecento elabor una teoria che pare ricalcare almeno esteriormente la visione multiversale di Everett, per in chiave e con motivazione specificatamente filosofica, senza riferirsi ai paradigmi quantistici, come quello delle probabili ramificazioni in autostati conseguenti ai processi della funzione d'onda, o dell'osservazione sperimentale. Tipico del suo pensiero la logica espressa nella forma (da egli teorizzata) del "realismo modale"; secondo la quale per dar consistenza alle soluzioni dei problemi collegati alla definizione e determinazione del mondo empirico, con le sue specificit temporali ed individuali, fondamentale riconoscere che per ogni relativo evento e comportamento esiste un'entit "controfattuale", cio una reale controparte equivalente, che attua le varianti degli eventi: qui realizzatisi in uno solo dei possibili modi correlati. In riferimento ad un suo esempio, se si riconosce che una guardia avrebbe potuto dar l'allarme per evitare un crimine qua commesso, coerente accettare l'idea dell'esistenza d'una controparte ("controfattuale") di tale guardia, essenzialmente con identit uguale pur se del tutto separata e fisicamente indipendente, che in un altro mondo, n causalmente n casualmente legato all'altro (bench suo corrispettivo), ha messo in pratica quel potenziale gesto che qui mancato (sviluppi impliciti nella "teoria della controparte"). Lewis, considerando come gi storicamente sia ricorsa, in filosofia (vedi Leibniz), l'idea dei mondi possibili, avanzata solo quale modello puramente esemplare per meglio affrontare razionalmente i pi controversi problemi epistemologici, arriva alla conclusione che invece pu con legittimit ritenersi indispensabile: proprio valutarla come descrivente la realt esistente. La sua pubblicazione pi famosa appunto il libro On the plurality of Worlds (del 1986) che nelle pagine iniziali, relativamente a una pluralit materialmente concreta di mondi (in vari gradi) simili e/o uguali, dove si svolgerebbero eventi da poter porre in reciproca comparazione, asserisce "...l'ipotesi utile e questa una ragione per pensare che sia vera..." E continua l'esposizione spiegando come quest'ipotesi riesca a chiarire molte questioni logico/filosofico, nonch gli interrogativi emergenti nello studio della semantica, del funzionamento mentale e (naturalmente) della scienza fisica.[15]

Dimensione parallela Riassumendola, in linea di massima: esiste un mondo per ogni modo possibile in cui esso pu esistere. In genere, per l'analisi d'ogni elemento osservato ci si basa proprio sui confronti fra la sua determinazione empirica e le modalit alternative e logicamente coerenti e autoconsistenti che l'elemento potrebbe manifestare, e ci implica che tali possibilit sia corretto giudicarle vere in tutti i sensi[16].

34

Rappresentazioni delle dimensioni parallele nella fantascienza


Per approfondire, vedi Universi paralleli nella fantascienza.

Attorno all'ipotesi dell'esistenza delle dimensioni parallele sono state create numerose ambientazioni per libri, film, fumetti e serie televisive. Il comune denominatore delle vicende raccontate la possibilit di viaggiare o di interagire con mondi esistenti nelle varie dimensioni teorizzate dall'idea di multiverso e dall'interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica.

Note
[1] Da puntualizzare che il termine parallelo, in stretto linguaggio scientifico, diversamente dall'uso letterario divenuto comune, designa una caratteristica specifica di tipo geometrico: la propriet appartenente a rette e piani paralleli da cui la denominazione mutuata, la principale il mantenimento dell'equidistanza e in senso lato pu descrivere un andamento simile negli sviluppi di sistemi in esame ma senza contatti fra essi, non quindi sinonimo di luogo o oggetto (qualunque esso sia) semplicemente coesistente con altri. Tale propriet pu venir attribuita a vari fattori ma deve restare l'analogia col significato originario. Altrimenti si applica denominazione diversa a seconda dei casi. Come esempio riportiamo, riguardo alle linee evolutive implicate dall'equazione di E.Schrdinger, frasi dall'analisi esposta da Roger Penrose: ... Le possibilit per i due risultati "s, lo stato ..." e "no, lo stato ortogonale a..." ...In particolare c' una probabilit 0 per lo stato morto-vivo che ortogonale a ... Le due possibilit coesistono e interferiscono fra loro. da La mente nuova dell'imperatore, RCS Libri, 1997, p.377. [2] Per approfondimenti e riscontri su quanto qui accennato e in genere sulla voce qui presentata, ma esclusivamente dal punto di vista scientifico, si pu (fra i numerosi altri) consultare il libro del matematico Rudy Rucker La quarta dimensione (Adelphi, 1984), dove il tema in ambito geometrico ampiamente svolto lungo l'intero testo; il libro del matematico Robert Osserman Poesia dell'Universo(Longanesi & C., 1996), dove esso diffusamente presente sia sul piano puramente geometrico che nei suoi riflessi cosmologici come ad es. nei capp. 4 ("Mondi immaginari") e 8 ("Un'altra dimensione"); il libro del fisico nucleare Lisa Randall Passaggi curvi (Gruppo editoriale il Saggiatore, 2006), dove sono accuratamente discussi, nel corso dell'opera, gli aspetti pluridimensionali di natura fisica compresi quelli a livello sub-atomico e connessi alla gravitazione, ad es. i capp. 2 (Passaggi ristretti: dimensioni extra arrotolate) 14 (par.: Origine della teoria delle stringhe) e il 22 (Una dimensione extra e infinita) riguardante espressione e conseguenze fisico-sperimentali ipotetiche del tipo teorico Kaluza-Klein. [3] Fra i vari testi e documenti sull'argomento si possono consultare: il saggio del premiato fisico Paul Davies Come costruire una macchina del tempo (A.Mondadori Editore,2003); del ricercatore astrofisico Massimo Teodorani Teletrasporto (Macro Edizioni,2007) cap.3 ("Il teletrasporto relativistico: un obiettivo ideale ma difficile"); per l'aspetto tecnico il rapporto pubblicato dal fisico Eric W.Davis nel 2004 Teleportation Physics Study. AFRL-PRED-TR-2003-0034, Air force laboratory, Air Force Materiel Command, Edwards AFB,CA (rinvenibile anche su Internet). Pure il romanzo di C.Sagan (qui presente nella lista Narrativa) illustra una visione generale della questione accennata. Inoltre per una panoramica discorsiva ma accuratamente epistematica e con impronta euristico-filosofica delle problematiche collegate ai vari tipi possibili di multiverso e di sue dimensioni alternative utile il saggio pubblicato nel 2005 dall'astrofisico e matematico John Barrow : L'Infinito (Arnoldo Mondadori Editore, 2005), del quale fra gli altri vedi il cap.IX ("Mondi senza fine"). [4] Vedi op.cit. di P.Davies. [5] pure i fogli naturalmente sono tridimensionali ma qui ci riferiamo all'apparenza delle loro singole superfici stampate [6] Riferimento a "Le dimensioni invisibili dell'universo" di Harkani-Hamed, Dimopoulos e Dvali."Simmetria e Realt"-Le Scienze quaderni vol.118, 2001. [7] Vedi il sito web http:/ / www. IISIS. net [8] Brano di Everett riportato e commentato in "L'io della mente" da Douglas Hofstadter e Daniel Dennett, capitolo 3 pag.56, Adelphi Edizioni -2010. [9] Vedi l'intera tematica trattata in David Deutsch op.cit. e in Colin Bruce, I conigli di Schrdinger, Raffaele Cortina Editore, 2006. [10] Ad esempio sperimentalmente, su uno schermo fotosensibile, due stati conclusivi e visibili alternativi sono: o una figura d'interferenza (composta da bande continue chiare e scure) o una configurazione di punti discreti, effetti dissimili ma prodotti entrambi da emissione di singoli fotoni. [11] Vedi sintesi della tesi di Everett in: S.A.Camejo, Il bizzarro mondo dei quanti, cap.13, iblu-pagine di scienza, Ed.Springer-Verlag, 2008. [12] Riportato da Michio Kaku in Iperspazio, cap:12.4. Macro Edizioni, ristampa del 2006. In questo, forse il saggio di maggior successo (presente nei consigli bibliografici sul sito web di Kary Mullis) scritto dal professore di Fisica Teorica M. Kaku (fra i pi accreditati scienziati statunitensi dedicatisi alla teoria delle stringhe e sua estensione multidimensionale teoria delle superstringhe), anche puntualizzato l'aspetto

Dimensione parallela
saliente dell'idea qui illustrata. [13] Per consultazioni pi esaurienti sui temi qui accennati si vedano Bibliografia e Note della voce (suindicata) di approfondimento, correlata a questa che ne uno scorcio riepilogativo. [14] Estrapolazione riportata da John D.Barrow in op.cit., inizio cap.IX. [15] Vedi per l'articolo sul "The Guardian" del 23 ottobre 2001, anche postato in rete con riferimento al nome: David Lewis. Il suo pensiero documentato sul web, soprattutto in lingua inglese. Si trova indicazione del testo qui citato anche in D. Deutsch, al cap.13, di Op.cit. Pur se Lewis al contrario di Deutsch ha una posizione critica verso l'epistemologia popperiana. [16] Riferimento alla "Stanford Encyclopedia of Philosophy", nelle pagine dedicate a David Lewis.

35

Bibliografia
Fred Alan Wolf, Universi paralleli, Geo, 1991 Rudy Rucker. La quarta dimensione, Adelphi, 1984 Robert Osserman, Poesia dell'Universo, Longanesi & C., 1996 Lisa Randall, Passaggi curvi, il Saggiatore, 2006 John Barrow, L'infinito -breve guida ai confini dello spazio e del tempo-, A.Mondadori, 2005 David Deutsch, La trama della realt, Biblioteca Einaudi, 1997.

Voci correlate
Generi e filoni della fantascienza Ipotesi parafisica sugli UFO Mondo immaginario Multiverso Pluralit dei mondi Portale (immaginario) Universo immaginario Wormhole Quarta dimensione

Altri progetti
Questa voce inclusa nel libro di Wikipedia Fantascienza - generi e filoni.
Portale Fantascienza Portale Fantasy Portale Fisica

Pluralit dei mondi

36

Pluralit dei mondi


La pluralit dei mondi abitati o semplicemente pluralit dei mondi l'idea che al di fuori della Terra possano esistere numerosi altri mondi - come altri pianeti o altri universi - che ospitano la vita e in particolare esseri intelligenti. Il dibattito filosofico sulla pluralit dei mondi data almeno dai tempi di Talete (circa 600 a.C) ed continuato, in forme molteplici e largamente influenzato dalle idee scientifiche dei tempi, fino all'epoca moderna.

Dibattito nell'antica Grecia


In et greca il dibattito sulla pluralit dei L'atmosphre: mtorologie populaire di Camille Flammarion, Parigi, 1888). mondi fu in gran parte filosofico e non Colorazione: Heikenwaelder Hugo, Vienna 1998. conforme alle attuali nozioni di cosmologia. Era un corollario alle nozioni di infinito e la pretesa moltitudine di mondi culle di vita era pi vicina al concetto di universi paralleli (sia compresenti nello spazio sia infinitamente ricorrenti nel tempo) che a sistemi solari differenti. Diogene Laerzio riferisce come Anassagora ritenesse la Luna abitata; nella sua cosmologia, i semi, unendosi e separandosi, formavano sistemi planetari simili al nostro, quindi esistevano altri corpi celesti analoghi al Sole, alla Luna e alla Terra. Nella sua opera De rerum natura (circa 70 a.C.), Lucrezio speculava apertamente della possibilit di vita su altri mondi:
Pertanto dobbiamo capire che esistono altri mondi in altre parti dell'Universo, con tipi differenti di uomini e di animali.
[1] Urbi et orbi, autore anonimo, xilografia (pubblicato per la prima volta in

Dopo che Talete e il suo allievo Anassimandro ebbero aperto le porte a un universo infinito, da parte degli atomistivenne presa una posizione forte sulla pluralit, in particolare con Leucippo, Democrito ed Epicuro. Per quanto si trattasse di pensatori di spicco, i loro avversari - Platone e Aristotele - ebbero un'influenza maggiore; essi sostenevano che la Terra unica e che non ci potessero essere altri sistemi di mondi,[2] escludendo a priori il concetto in nome di una unit metafisica del mondo.

Pluralit dei mondi

37

Pensatori cristiani
La presa di posizione di Aristotele, in seguito, combaci spesso con la concezione dominante nel cristianesimo, che si richiamava all'autorit del pensatore greco. Nel Medioevo venne completamente rigettato l'atomismo, visto come eretico dalla Chiesa, decretando la sconfitta di ogni immagine astronomica alternativa a quella avallata dalla Chiesa stessa.[3] L'idea di pluralit dei mondi tuttavia non venne completamente soppressa e il dibattito continu nel tempo, largamente influenzato dal contesto storico-scientifico del momento, sebbene la questione fosse trattata solo da pochi pensatori almeno fino all'invenzione del telescopio. L'idea generale nel Medioevo infatti era che le stelle e i pianeti - che apparivano come semplici punti luminosi fissati nel firmamento - non fossero veri e propri corpi fisici.

La Terra al centro del cosmo (Andreas Cellarius, Harmonia Macrocosmica, 1660/61).

Storicamente, l'unico intervento di un pontefice cristiano sulla questione risale ad una lettera di papa Zaccaria I (741-752), nella quale si menziona che un certo presbitero Virgilio stava insegnando una dottrina sulla pluralit di mondi abitati. Zaccaria riprova l'idea che vi siano abitanti agli antipodi, sulla Luna o sul Sole,[4] per non porre in discussione l'unit del genere umano, rendendo pi confusa la comprensione dei rapporti con Dio e con il peccato originale per quegli "uomini" che non fossero discendenti di Adamo. Sul tema della pluralit, il pi grande filosofo e teologo tedesco del Medioevo Alberto Magno e il suo allievo Tommaso d'Aquino sostenevano tesi diverse, solo apparentemente in disaccordo fra loro: in realt il primo sosteneva la plausibilit di altri mondi (altre terre), mentre il secondo negava quella di altri universi (diversi dall'unico creato da Dio).[5] Il vescovo di Parigi tienne Tempier nel 1277, nella sua lotta contro l'averroismo latino e nell'intento di portare un po' di quiete nel mondo intellettuale assai vivace e per questo propenso a litigi e agli scontri, nell'elenco di 219 proposizioni da rigettare poneva anche quella - di tradizione aristotelica - che negava a Dio la possibilit di aver creato o di creare altri mondi diversi dal nostro (art. 34). L'ammissione, dunque, di tale possibilit di "altri mondi" appare indirettamente una condizione per poter operare nell'ambito degli istituti della cultura del tempo. Dante (1265-1321), nel suo Paradiso, descrive l'ascesa del suo narratore attraverso le sfere celesti della Luna, i pianeti da Mercurio a Saturno e di l alla sfera delle stelle fisse e al cielo degli angeli. Dante presuppone che la luce dei pianeti sia una combinazione di luce impartita dalla volont divina e dello splendore dei beati che abitano le sfere. Questi pianeti sono, tuttavia, del tutto eterei: possiedono luce ma nessuna forma fisica o geografia. Il cardinale e teologo Nicola Cusano, nella sua opera pi importante De docta ignorantia del 1440, ammetteva la possibilit che Dio potesse avere creato altri mondi con altri esseri razionali in uno spazio senza limiti. Anche questi esseri razionali, egli scriveva, sono creati ad immagine di Dio ed eredi delle promesse di Cristo. Il sistema geocentrico tolemaico-aristotelico venne infine sfidato e la pluralit ribadita, prima timidamente dai filosofi della tarda Scolastica (la filosofia cristiana medioevale) e da Guglielmo di Occam, poi con maggiore decisione dai seguaci di Niccol Copernico. Il telescopio apparve a dimostrare che una moltitudine di vita era ragionevole ed era una espressione dell'onnipotenza creatrice di Dio; avversari teologici ancora potenti, nel frattempo, continuarono a insistere che, sebbene la Terra potesse essere stata spostata dal centro del cosmo, era ancora l'unico centro della creazione di Dio. Pensatori come Keplero erano disposti ad ammettere la possibilit della pluralit pur senza sostenerla veramente. Il filosofo e frate domenicano Giordano Bruno - condannato come eretico e messo al rogo nel 1600 - immaginava un universo infinito, popolato da un'infinit di stelle come il Sole, ciascuna circondata da pianeti su taluni dei quali crescono e prosperano esseri intelligenti;[6] anzi, alcuni di questi mondi sono certamente pi stupendi del nostro e con abitanti di gran lunga migliori dei terrestri.[7] Non vi sono elementi per affermare che Bruno fu condannato per

Pluralit dei mondi tale idea (che non annoverata tra i capi d'accusa della sentenza). Il concetto che i pianeti fossero veri corpi fisici non venne preso seriamente fino a quando Galileo scopr nel 1609-1610 che la Luna aveva rilievi nella sua superficie, e che gli altri pianeti avrebbero potuto quantomeno essere risolti in dischi. Nel 1543 Niccol Copernico aveva gi postulato che i pianeti orbitano intorno al Sole, come la Terra. La combinazione di questi due concetti condusse al pensiero che i pianeti avrebbero potuto essere "mondi" simili alla Terra. La possibilit di vita extraterrestre era un luogo comune del discorso dotto nel XVII secolo, grazie soprattutto alla diffusione del telescopio di Galileo. Da quando la pluralit di mondi abitati divenne "ragionevolmente possibile", il numero di teologi che si occuparono della questione divenne significativo a partire dal Settecento, specie in ambiente anglosassone, evangelico e anglicano.

38

Illuminismo
Nel corso della rivoluzione scientifica e della conseguente Et dei lumi, la pluralit dei mondi divenne una possibilit considerata dall'opinione generale. Le Conversazioni sulla pluralit dei mondi (Entretiens sur la pluralit des mondes) di Bernard le Bovier de Fontenelle del 1686 fu un'opera divulgativa importante di questo periodo, che speculava sulla pluralit e descriveva la nuova cosmologia copernicana. In un viaggio fantastico attraverso il sistema solare, l'autore spiegava efficacemente le nuove concezioni scientifiche del tempo e narrava della presenza di civilt su Mercurio, Venere e Saturno; rimase lo scritto pi popolare del genere fino alla fine del XVIII secolo.[8] La pluralit fu inoltre sostenuta da filosofi come John Locke, da astronomi come William Herschel e anche da politici, tra i quali John Adams e Benjamin Franklin. Allorquando un maggiore scetticismo e rigore scientifico vennero applicati alla questione, essa cess di essere semplicemente una questione filosofica e teologica e venne opportunamente delimitata da astronomia e biologia. L'astronomo francese Camille Flammarion fu uno dei principali sostenitori della pluralit durante la seconda met del XIX secolo. Il Una edizione settecentesca delle Conversazioni suo primo libro, La pluralit dei mondi abitati (1862), fu un grande sulla pluralit dei mondi di Bernard le Bovier de Fontenelle successo popolare, con 33 edizioni nei vent'anni successivi alla sua prima pubblicazione. Flammarion fu tra i primi a proporre l'idea che gli esseri extraterrestri fossero davvero alieni, e non semplicemente variazioni delle creature terrestri.[9]

Pensiero scientifico moderno


Per approfondire, vedi Panspermia, Paradosso di Fermi, Equazione di Drake e Ipotesi della rarit della Terra.

Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento il dibattito strettamente filosofico-teologico sulla "pluralit dei mondi" venne superato dall'avanzare e diversificarsi della conoscenza scientifica e le speculazioni sulla vita extraterrestre si focalizzarono sui corpi particolari e osservazioni. Lo scenario filosofico-metafisico della pluralit dei mondi vede una possibile traduzione nel linguaggio della scienza moderna nella teoria della panspermia, proposta agli inizi del Novecento dal chimico e premio Nobel svedese Svante

Pluralit dei mondi Arrhenius, il quale immaginava che la vita possa essere stata condotta in tutto il cosmo da spore (batteri intrappolati in proteine) presenti nello spazio. Nell'ultimo quarto del XX secolo a riprendere la teoria sono stati agli astronomi Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe. Nel primo decennio del XXI secolo la teoria ha ricevuto alcune prime conferme sperimentali nel ritrovamento, da parte della sonda spaziale Stardust, di tracce di ammine e lunghe catene carboniose nei materiali raccolti dalla cometa Wild 2. Negli anni settanta il premio Nobel Francis Crick per cercare di risolvere il problema del difficile insorgere spontaneo di una vita intelligente sulla Terra propose con Leslie Orgel un altro tipo di panspermia, la cosiddetta panspermia guidata (o diretta), che teorizza che le spore siano state seminate in luoghi adatti allo sviluppo della vita da una o pi civilt avanzate diffuse nell'universo, bench in seguito lo stesso Crick abbia dichiarato di essere stato eccessivamente pessimista sulle possibilit di un'origine terrestre della vita.[10] Fu necessario attendere il 1920, anno del "Great Debate" (grande dibattito), per vedere degli astronomi riuniti a discutere con metodi scientifici sulla pluralit delle galassie, con tesi diverse sostenute da Harlow Shapley e Heber D. Curtis[11] sulla scala dell'universo. Curtis sosteneva che l'Universo fosse composto di molte galassie come la nostra, identificate dagli astronomi di allora come "nebulose a spirale". Shapley sosteneva che queste "nebulose" fossero semplici nubi di gas nelle immediate vicinanze e che l'Universo fosse composto da una sola grande Galassia. Nel modello di Shapley, il nostro Sole era lontano dal centro di questo grande universo/galassia. Curtis poneva al contrario il Sole vicino al centro della nostra galassia relativamente piccola. Il dibattito ebbe una parziale soluzione alla met degli anni venti, quando l'astronomo Edwin Hubble, utilizzando il pi grande telescopio di allora, dimostr che la distanza della galassia di Andromeda (M31) superiore anche all'estensione proposta da Shapley della nostra, la Via Lattea, pertanto quella di Andromeda era una galassia molto simile alla Via Lattea. Nel 1930 ulteriori scoperte portarono all'accettazione del fatto che le dimensioni della Via Lattea erano davvero state molto sottostimate e che il Sole non era vicino al suo centro. Shapley si dimostr pertanto pi corretto riguardo alle dimensioni della nostra Galassia e alla posizione del Sole in essa, mentre Curtis si dimostr corretto sul fatto che il nostro Universo era composto da molte altre galassie, e che le "nebulose a spirale" erano davvero galassie come la nostra. Il generale ottimismo sulla presenza di vita anche intelligente nell'universo si scontr nel 1950 e negli anni seguenti con il cosiddetto paradosso di Fermi, attributo al fisico Enrico Fermi, che pone una fondamentale questione empirica: "Dove sono tutti quanti?"[12] Se ci sono cos tante civilt evolute, perch non sono ancora state ricevute prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali? Si considera pertanto che probabilmente le civilt nell'universo siano abbastanza distanti tra di loro (ipotesi della rarit della Terra) e che due civilt vicine assai difficilmente possano raggiungere nello stesso tempo uno stadio paragonabile di evoluzione, tale da riuscire a comunicare tra di loro. D'altro canto nel 1961 venne formulata l'Equazione di Drake, che propone un metodo per stimare il numero di civilt extraterrestri in grado di comunicare esistenti nella nostra galassia, giungendo a risultati piuttosto ottimisti e dando un argomento a favore della ricerca delle intelligenze extraterrestri tramite radiosegnali (progetto SETI); il problema che i parametri di questa equazione si conoscono con troppa incertezza di misura (i valori correlati all'abitabilit planetaria, per esempio) o il loro valore allo stato attuale non proprio determinabile empiricamente (non disponiamo di misurazioni statistiche della durata media di una civilt evoluta), cos diventa impossibile dare un numero senza che esso abbia un immenso errore assoluto. Il dibattito storico sulla "pluralit dei mondi" continua dunque ad avere un parallelo moderno: Carl Sagan e Frank Drake, ad esempio, sostenitori del principio di mediocrit, potrebbero essere considerati "pluralisti", mentre i sostenitori della rarit della Terra dei moderni scettici.

39

Pluralit dei mondi

40

Note
[1] Astrocultura UAI. Sezione Letteratura. Lucrezio De rerum natura (http:/ / astrocultura. uai. it/ astroarte/ astroletteratura/ cognizioni/ dererumnatura. htm) [2] Articolo di David Darling (http:/ / www. daviddarling. info/ encyclopedia/ P/ pluralism. html) [3] Giordano Bruno - Introduzione alla filosofia (http:/ / www. linguaggioglobale. com/ filosofia/ txt/ Bruno. htm) di Ernesto Riva [4] Epistola XI ad Bonifacium, Patrologiae Cursus Completus, Migne, PL: 89, 946-947 [5] Summa Theologiae, I parte, questione 47, art. 3 [6] Giordano Bruno, Selezione di testi sulla pluralit dei mondi (http:/ / www. disf. org/ Documentazione/ 129. asp) (DISF) [7] Storia della filosofia (http:/ / www. linguaggioglobale. com/ filosofia/ txt/ Bruno. htm) [8] Venere nella Fantascienza> (http:/ / www. pd. astro. it/ othersites/ venere/ ESO/ d10. htm) [9] Flammarion, (Nicolas) Camille (18421925) (http:/ / www. daviddarling. info/ encyclopedia/ F/ Flammarion. html) The Internet Encyclopedia of Science [10] " Anticipating an RNA world. Some past speculations on the origin of life: where are they today? (http:/ / www. fasebj. org/ cgi/ reprint/ 7/ 1/ 238. pdf)" di L. E. Orgel e F. H. C. Crick in FASEB J., (1993) Volume 7, pagine 238-239. [11] The Shapley - Curtis Debate in 1920 (http:/ / apod. nasa. gov/ debate/ debate20. html) [12] Eric Jones, "Where is everybody?", An account of Fermi's question" (http:/ / www. fas. org/ sgp/ othergov/ doe/ lanl/ la-10311-ms. pdf), Los Alamos Technical report LA-10311-MS, Marzo, 1985.

Bibliografia
Testi citati Tito Lucrezio Caro, Della natura delle cose (De rerum natura, c. 70 a.C.; testo originale - traduzione italiana su Wikisource) Dante Alighieri, Divina Commedia - Paradiso, primi del XIV secolo (testo originale su Wikisource) Nicola Cusano, La dotta ignoranza (De docta ignorantia, 1440; traduzione inglese (http://jasper-hopkins.info/ Apologia12-2000.pdf)) Bernard le Bovier de Fontenelle, Conversazioni sulla pluralit dei mondi (Entretiens sur la pluralit des mondes, 1686; testo originale su Wikisource - estratto (http://www.astrofilitrentini.it/mat/testi/fontenel.html) tradotto) Camille Flammarion, La pluralit dei mondi abitati (La pluralit des mondes habits, 1862; testo originale (http:/ /gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k246240)). Prima edizione italiana: La pluralit dei mondi abitati, Milano: Carlo Simonetti, 1880 Fonti critiche utilizzate Angelo Adamo, La vita su altri mondi nella storia del pensiero (http://www.torinoscienza.it/dossier/ la_vita_su_altri_mondi_nella_storia_del_pensiero_2575) in La vita nell'Universo, Provincia di Torino, TorinoScienza.it, 30 marzo 2002. URL consultato il 19 novembre 2011. Giuseppe Tanzella-Nitti, Pluralit dei mondi e teologia (http://www.disf.org/Editoriali/Editoriale0710.asp), ottobre 2007. URL consultato il 2/11/2011. Approfondimenti Giordano Bruno, De immenso et innumerabilibus, seu de universo et mundis, in Opera latine conscripta, a cura di F. Fiorentino, vol. I,2, Neapoli 1884, pp.30116. Ernst Benz, Kosmische Bruderschaft. Die Pluralitt der Welten. Zur Ideengeschichte des Ufo-Glaubens, Aurum Verlag, 1978. ISBN 3591080616. (intitolato in seguito "Auerirdische Welten. Von Kopernikus zu den Ufos") Michael J. Crowe, The extraterrestrial life debate, antiquity to 1915: a source book, University of Notre Dame Press, 2008. ISBN 0268023689, ISBN 9780268023683. Michael J. Crowe, The Extraterrestrial Life Debate, 17501900 (http://books.google.it/ books?id=J4TZPlihVUoC), Courier Dover Publications, 1999. ISBN 0-486-40675-X. Antonella Del Prete, Universo infinito e pluralit dei mondi. Teorie cosmologiche in et moderna, Il pensiero e la storia, n.39, La Citt del Sole, 1998. ISBN 8886521812, ISBN 9788886521819.

Pluralit dei mondi Steven J. Dick, Plurality of worlds: the origins of the extraterrestrial life debate from Democritus to Kant, CUP Archive, 1984. ISBN 0521319854, ISBN 9780521319850. Steven J. Dick, Extraterrestrial Life and our World View at the Turn of the Millennium (http://www.sil.si.edu/ silpublications/dibner-library-lectures/extraterrestrial-life/ETcopy-KR.htm), Dibner Library Lecture, Smithsonian Institution Libraries, 2 maggio 2000. URL consultato il 2/11/2011. A. Koyr, Dal mondo chiuso alluniverso infinito, Milano: Feltrinelli 1984 E. Grant, Much Ado about Nothing. Theories of space and vacuum from the Middle Ages to the Scientific Revolution, Cambridge University Press 1981 David K. Lewis, On the Plurality of Worlds, Blackwell, Oxford 1986. ISBN 0-631-22496-3 (EN) Robert Markley, Mars in Science Fiction 1880-1913 (http://books.google.it/books?id=loalUL6vakoC& pg=PA115) in Dying planet: Mars in science and the imagination, Duke University Press, 2005. ISBN 0822336383, ISBN 9780822336389.

41

Voci correlate
Extraterrestre Extraterrestri nella fantascienza (analisi del motivo nella cultura popolare) Infinito (filosofia) Molteplicit Mondo (filosofia) Pluralismo (filosofia) Storia dell'astronomia

Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di o su Entretiens sur la pluralit des mondes

Collegamenti esterni
La vita su altri mondi nella storia del pensiero (http://www.torinoscienza.it/dossier/ la_vita_su_altri_mondi_nella_storia_del_pensiero_2575) su Torinoscienza.it Giordano Bruno e la pluralit dei mondi abitati (http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/nufo002i.htm) (Edicolaweb) Teilhard e lipotesi di altri mondi abitati (http://www.biosferanoosfera.it/uploads/files/ e80e78ff51b3f63ca517a143fee8e10ff87dcddd.pdf) di F. Mantovani Testi Giordano Bruno, Selezione di testi sulla pluralit dei mondi (http://www.disf.org/Documentazione/129.asp) (DISF) Prefazione a Dialoghi sulla pluralit dei mondi (1686) (http://www.disf.org/Documentazione/130.asp) di Bernard de Fontenelle (DISF) Estratto da Conversazioni sulla pluralit dei mondi (1686) (http://www.astrofilitrentini.it/mat/testi/fontenel. html) di Bernard de Fontenelle

Pluralit dei mondi

42

Vita extraterrestre Eventi e oggetti: ALH 84001 Meteorite Murchinson Sorgente radio SHGb02+14a Meteorite Shergotty Segnale Wow! Europa Marte Titano Encelado

Sistema solare:

Corpi extrasolari: Simili alla Terra Gliese 581 c Gliese 581 d Gliese 581 e Gliese 581 g Comunicazione: Allen Telescope Array Radiotelescopio di Arecibo Sonda di Bracewell Missione spaziale Darwin Lincos Messaggio di Arecibo Placca dei Pioneer Progetto Ciclopi Progetto Ozma Progetto Phoenix SERENDIP SETI SETI@home SETI attivo Comunicazione interstellare Abitabilit planetaria Acqua liquida extraterrestre Biochimiche ipotetiche Biofirma Esobiologia Esoecologia Noogenesi Pedomicrobium Protezione planetaria Scala di San Marino Ultima legge di Shermer Silencium universi Zona abitabile Pluralit dei mondi Equazione di Drake Paradosso di Fermi Grande Filtro Scala di Kardav Principio di mediocrit Neocatastrofismo Panspermia Ipotesi della rarit della Terra Quoziente di senzienza Ipotesi dello zoo Mars Sample Return Mars Astrobiology Explorer-Cacher Europa Jupiter System Mission

Voci correlate:

Teorie:

Missioni:

Questo box: vedi disc. mod. (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Template:Vita_extraterrestre&


action=edit)

Portale Astronomia

Portale Filosofia

Fonti e autori delle voci

43

Fonti e autori delle voci


Multiverso Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64922877 Autori: Aacugna, Airon90, Al Pereira, Albysanta, Arodichevski, Ary29, Balduxnet, Berto, BulsaraF, Bylly, Daniele Pugliesi, Dejudicibus, Drow, Eumolpo, Fabiano spiga, Gb master, Giancarlo Rossi, GrammaticaViolenta, GraySharky, Grigio60, Hellis, Iovirgiliob, Kal-El, Leonardo Pellone, Marcok, Marcol-it, MarioCGR, Massimiliano Panu, Mauro.faldi, Minky00, Moroboshi, Nick84, No2, Non ho idea di come chiamarmi, Patafisik, PersOnLine, Phantomas, Pifoyde, Plink, Pracchia-78, Tepes, Valerio79, ValterVB, Veneziano, Vipera, Wiwi1, X-Dark, ^musaz, 99 Modifiche anonime Big Bang Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64931041 Autori: .snoopy., A7N8X, Aby99, Alexmar983, Alexsergio, Alfio, Antiedipo, Ary29, Avesan, Basilicofresco, Blakwolf, Blatta, Buggia, Calabash, Candalua, Cantor26, Cecrops, Codas, Cog, Corniabi, CristianCantoro, DaniDF1995, Daniele Pugliesi, Dark, DarkAp, Darth Kule, Demostene119, Dg, Dr Zimbu, Drow, Er Cicero, Erinaceus, Erococo, Eumolpo, Fontema, FrAnCiS, Francesco Gennaio, Franco3450, Frazzone, Frieda, Furtig, Gac, Garik83, Gaux, Gerrymax, Giacomo Seics, Gianluigi, Giovide, Giuse93, Govoch, Guarracino, Guidomac, Guybrush Threepwood, Hashar, Helios, Hellis, Hellord, Henrykus, Ignisdelavega, Iron Bishop, Johnlong, K92, Kal-El, Kasper2006, Klaudio, Laboratorio.Ricerche.Evolutive, Laurentius, Lenore, Leonard Vertighel, Luisa, Luke18389, Lukius, M7, MapiVanPelt, Marcel Bergeret, Marco Matassa, Marcok, Marius, Maurice Carbonaro, Megalexandros, Moongateclimber, Moroboshi, Mr Wolf 80, Nyo, Oksis, Olando, Orso della campagna, Orsotorinese, Osk, Oskar '95, Paginazero, Paky, Paolino82, Paperoastro, Paulatz, Pequod76, Petrik Schleck, Phantomas, Piero, Pinea, Pracchia-78, Razzabarese, Renato Caniatti, Restu20, Ripepette, Robert Frobisher, Roberto1974, Sailor-Sun, Salvatore Ingala, Sandrobt, Sbisolo, Scriban, Senpai, Shaka, Shanna80, Shivanarayana, Sir marek, Snow Blizzard, Starmaker, Stefania75, Suisui, SuperSecret, Superfranz83, Supernino, Superzen, SupremoAssoluto, Taueres, Template namespace initialisation script, The Polish, Theridel, Ticket 2010081310004741, Turgon, Umberto s, Unriccio, Vale maio, Walty1971, Webkid, Whatnwas, X-Dark, Ylebru, Ysogo, 243 Modifiche anonime Dimensione parallela Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64794458 Autori: Alfio, Andrea pongiluppi, Antostudio, Aplasia, Berto, Cog, DaniDF1995, Discanto, Dr Zimbu, Drow, Elwood, Enoch, Eumolpo, Fabiopao, Frankesko, Gerrymax, Gianmarco Guagnolli, Gspinoza, Guidomac, Helios, Hellis, Hill, HypnoDisk, IlCapo, Iovirgiliob, JadenYuky, Joe123, Johnlong, Kal-El, Kar.ma, Kasper2006, Limonaia, Lorenzo scuteri, Lpiz corrector, Makenor13, MapiVanPelt, Marcok, Massimiliano Panu, Mauro Tozzi, Michele-sama, Mr68000, No2, Nubifer, Orionethe, Outer root, Patafisik, Pracchia-78, R.Paura, Rangolmaarn, Rojelio, Sciupa, Shazam, Superchilum, Ticket 2010081310004741, Trixt, Willpayton, Wiwi1, X-Dark, 136 Modifiche anonime Pluralit dei mondi Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64053790 Autori: Cliophilus, Eumolpo, Harlock81, Marcok, Mauro Tozzi, Ontoraul, Pava, 1 Modifiche anonime

Fonti, licenze e autori delle immagini

44

Fonti, licenze e autori delle immagini


File:Multiverse - level II.GIF Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Multiverse_-_level_II.GIF Licenza: Public Domain Autori: User:K1234567890y Immagine:Exquisite-kfind.png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Exquisite-kfind.png Licenza: GNU General Public License Autori: Guppetto File:Crystal Clear app konquest.png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Crystal_Clear_app_konquest.png Licenza: GNU Free Documentation License Autori: AVRS, Ahmad yosf kall, CyberSkull, LX, Rocket000, 1 Modifiche anonime File:Fanta logo.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Fanta_logo.svg Licenza: GNU Free Documentation License Autori: User:Dzag File:Fantasy icon.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Fantasy_icon.svg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0,2.5,2.0,1.0 Autori: Dragon_and_sword.svg: Frdric MICHEL derivative work: RanZag (talk) File:Nuvola apps katomic.png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Nuvola_apps_katomic.png Licenza: GNU Lesser General Public License Autori: AVRS, Alno, Alphax, Booyabazooka, Rocket000, Stannered, 1 Modifiche anonime File:Big bang manifold (it).png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Big_bang_manifold_(it).png Licenza: Public Domain Autori: Big_bang_manifold.png: Jim Pivarski derivative work: F l a n k e r (talk) File:Universe expansion2.png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Universe_expansion2.png Licenza: Public Domain Autori: Original uploader was Gnixon at en.wikipedia Later version(s) were uploaded by Papa November at en.wikipedia. (Original text : en:User:Gnixon) File:WMAP2.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:WMAP2.jpg Licenza: Public Domain Autori: Tempshill File:Hubble ultra deep field high rez edit1.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Hubble_ultra_deep_field_high_rez_edit1.jpg Licenza: Public domain Autori: NASA and the European Space Agency. Edited by Noodle snacks File:Linea temporale della radiazione di fondo.png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Linea_temporale_della_radiazione_di_fondo.png Licenza: Public Domain Autori: CMB_Timeline75.jpg: created by NASA derivative work: Vale maio (talk) File:BigBangNoise.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:BigBangNoise.jpg Licenza: Public Domain Autori: NASA File:Primordial nucleosynthesis.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Primordial_nucleosynthesis.svg Licenza: Public Domain Autori: Lokal_Profil File:2MASS LSS chart-NEW Nasa it.png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:2MASS_LSS_chart-NEW_Nasa_it.png Licenza: Public Domain Autori: HeNRyKus File:End of universe.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:End_of_universe.jpg Licenza: Public Domain Autori: Dgies, Maksim, Olaf Davis, Shyam, 4 Modifiche anonime File:Cosmological composition.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Cosmological_composition.jpg Licenza: Public Domain Autori: Denniss, Newone, Rogilbert, Ruslik0, 1 Modifiche anonime File:Wikiquote-logo.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wikiquote-logo.svg Licenza: Public Domain Autori: -xfi-, Dbc334, Doodledoo, Elian, Guillom, Jeffq, Krinkle, Maderibeyza, Majorly, Nishkid64, RedCoat, Rei-artur, Rocket000, 11 Modifiche anonime File:Commons-logo.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Commons-logo.svg Licenza: logo Autori: SVG version was created by User:Grunt and cleaned up by 3247, based on the earlier PNG version, created by Reidab. Immagine:Wikinews-logo.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wikinews-logo.svg Licenza: logo Autori: Vectorized by Simon 01:05, 2 August 2006 (UTC) Updated by Time3000 17 April 2007 to use official Wikinews colours and appear correctly on dark backgrounds. Originally uploaded by Simon. File:Jorge in Wonderland.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Jorge_in_Wonderland.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0 Autori: Guglielmo from Milano, Italy File:Open book nae 02.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Open_book_nae_02.svg Licenza: Public Domain Autori: nae File:Universum.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Universum.jpg Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.5 Autori: Heikenwaelder Hugo, Austria, Email : heikenwaelder@aon.at, www.heikenwaelder.at File:Cellarius ptolemaic system.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Cellarius_ptolemaic_system.jpg Licenza: Public Domain Autori: Loon, J. van (Johannes), ca. 16111686. File:Fontenelle - Entretiens sur la pluralit des mondes.djvu Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Fontenelle_-_Entretiens_sur_la_pluralit_des_mondes.djvu Licenza: Public Domain Autori: Fontenelle File:Wikisource-logo.svg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Wikisource-logo.svg Licenza: logo Autori: Guillom, INeverCry, Jarekt, Leyo, MichaelMaggs, NielsF, Rei-artur, Rocket000 Image:Soviet Union-1967-Stamp-0.16. Satellite of Extraterrestrial Civilization.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Soviet_Union-1967-Stamp-0.16._Satellite_of_Extraterrestrial_Civilization.jpg Licenza: Public Domain Autori: Post of Soviet Union File:Stub astronomia.png Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Stub_astronomia.png Licenza: GNU Free Documentation License Autori: Guybrush Threepwood, Lucas File:Owl of Minerva.jpg Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Owl_of_Minerva.jpg Licenza: GNU Free Documentation License Autori: --SGOvD webmaster (talk) 19:11, 24 July 2006 (UTC)

Licenza

45

Licenza
Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 //creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/