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Lakoff e la critica della ragione politica illuministica

di MarioEs 4 settembre 2011 Gi nel 1954 Heidegger afferm nel suo "Che cosa signica pensare?" che "Il pi considerevole nella nostra epoca preoccupante che noi ancora non pensiamo" evidenziando che l'essere umano ancora "in cammino" verso il pensiero e che la stessa scienza non pensa in quanto non conosce la sua essenza, ossia ci che "essa ".

Alo Presotto, L'inconscio

Le scienze cognitive, d'altro canto, ancora oggi disquisiscono se l'essere umano sia dotato di "libero arbitrio" e se anche la coscienza non sia solo un nome che viene attribuito a dei processi neurobiologici di cui in sostanza non abbiamo alcun controllo. Il linguista cognitivo George Lakoff, ad esempio, nel suo "Pensiero politico e scienza della mente" (2009), affronta non tanto la questione crucialedel "che cosa signica pensare"posta da Heidegger, ma da buon scienziato cognitivo (che "non pensa" direbbe il losofo tedesco) ci dice "come pensa" l'essere umano. La tesi di Lakoff che noi pensiamo per metaforee che tali metafore sono cos profondamente radicate nella nostra mente che possiamo dire che strutturano il nostro modo di pensare. Conoscere le modalit metaforiche del pensiero signica poter individuare il"come mai" dei comportamenti politici e quindi quali metafore inducano al prevalere di uno schieramento politico piuttosto che di un altro. A tal proposito, nell'introduzione al suo libro, Lakoff afferma che: "La scienza della mente ha illuminato un vasto panorama di pensiero inconscio: il 98% dell'attivit mentale ha luogo senza che ne siamo consapevoli (Lakoff cita il neuroscienziato Michael Gazzaniga, nda): nella sua maggior parte il pensiero inconscio ha a che vedere con la politica. La mente che non possiamo vedere gioca un ruolo enorme nel determinare il modo in cui un paese governato. Tuttavia, la maggior parte di noi ha ereditato una teoria della mente che risale almeno all'Illuminismo, secondo la quale la ragione sarebbe conscia, letterale, logica, sottratta alle emozioni, incorporea, universale e funzionale ai nostri interessi. Questa teoria della ragione umana stata confutata in ogni suo punto, ma continua a persistere. In molti aspetti della vita ci pu non avere importanza. Ma in politica pu avere effetti molto negativi: - da' l'idea negativa delle ideologie politiche e del modo in cui gli elettori pensano; - occulta al pubblico ed alla stampa gran parte di ci che il conservatorismo contemporaneo sta facendo e cerca di portare a termine; - pu travisare le questioni pi importanti; - pu impedire ai progressisti una consapevole articolazione della loro visione morale e della loro visione dello stato; - costituisce la base del pensiero neoliberal, che a sua volta induce spesso i progressisti a rinunciare ai propri ideali senza nemmeno formularli; - pu condannare all'inefcacia sia i progressisti sia i neoliberal." L'analisi che George Lakoff sviluppa nel suo libro indirizzata prevalentemente alla societ americana, ma con le dovute differenze storiche e culturali direi che pu tranquillamente essere estesa alla situazione italiana per il semplice fatto che ormai anche il nostro sistema politico in fondo si basa sulla contrapposizione di un "pensiero conservatore" e di un "pensiero progressista"e che, anzi, in tale direzione che sarebbe auspicabile che gli stessi elettori si rendessero conto che si "gioca" il futuro del nostro paese al di l di ogni nuovo "polo politico" che si crea con l'intenzione di mescolare le carte e i termini del problema di fondo, che quello poi delle metafore attraverso le quali noi pensiamo il nostro futuro e vogliamo che il presente possa essere "adeguato". George Lakoff ci aiuta a capire meglio le metafore che governano il pensiero conservatore e quelle che governano il pensiero progressista nella prospettiva delle scienze e della linguistica cognitiva e, soprattutto, ci avverte del fatto che occorra una "svolta" nella concezione della ragione politica del XXI secolo,che non pu pi in alcun modo coincidere con la ragione vetero-illuministica che quella che supponeva e ancora suppone che "la ragione fosse: - conscia: sappiamo cosa pensiamo; - universale: uguale per ogni essere umano; - incorporea: libera dalla corporeit ed indipendente dalla percezione e dall'azione; - logica: coerente con le propriet della logica classica; - non soggetta alle emozioni: libera dalle passioni; - neutra rispetto ai valori: la stessa ragione si applica senza riguardo per i nostri valori; - basata sull'interesse: posta al servizio degli scopi e degli interessi individuali; - letterale: in grado di adattarsi esattamente ad un mondo oggettivo, per cui la logica della mente in grado di adattarsi alla logica del mondo."

Salvador Dal, Raphalesque head exploding (1951)

La ragione politica del XXI secolo, dunque, non pu secondo Lakoff pi pre-supporre di essere una ragione razionale e calcolante, ma deve prendere atto di quanto le scienze cognitive ormai ci dicono con chiarezza ossia che non c' dicotomia tra ragione, emozioni e sentimenti. Avere consapevolezza di questo fatto signica avere ben chiaro da un lato che le decisioni politiche non possono essere decisioni "asettiche" e "puramente razionali", ma che la stessa possibilit di tali decisioni nel senso "vetero-illuministico" totalmente fuorviante oltre che cognitivamente infondata. Questa rinnovata consapevolezza deve quindi fare i conti con quello che Lakoff chiama l'inconscio cognitivo, che parte non solo integrante ma preponderante del nostro pensiero. In tale quadro, Lakoff afferma che: "Il pensiero inconscio riesso (reexive) : automatico, incontrollato. Si pensi al riesso del ginocchio, a ci che la gamba fa quando il medico colpisce con il martelletto il ginocchio del paziente. Il pensiero conscio riettente (reective) come il guardarsi in uno specchio. Se tutti i pensieri fossero consci e riettenti, conosceremmo la nostra mente e avremmo il controllo delle decisioni che prendiamo. Ma poich nella maggioranza dei casi non sappiamo cosa stia facendo il nostro cervello, la maggior parte del pensiero riesso, e non riettente, e fuori dalla portata del controllo conscio. Di conseguenza il nostro cervello prende decisioni di cui non siamo consapevolmente informati. Il cervello non una macchina per pensare disincarnata, tale da poter funzionare altrettanto bene dentro una vasca. Al contrario incorporato nel pi profondo dei modi (...) Non dovrebbe allora essere motivo di sorpresa che le idee che escono dai nostri cervelli incorporati dipendano in larga misura dalle peculiarit dell'anatomia umana in generale e dal modo in cui noi, come esseri umani, funzioniamo sul nostro pianeta e nei rapporti con gli altri. Ci non sorprendente quando resta nell'ambito delle vaghe astrazioni, ma notevole quando si passa ai dettagli. Anche le nostre idee di morale e di politica sono profondamente incorporate: sono formulate e messe in atto non solo dall' anatomia neurale e dalla connettivit dei nostri cervelli, ma anche dai modi in cui funzioniamo per lo pi nell'inconscio cognitivo: in ci che il cervello sta facendo senza che lo si possa vedere." Diventa, pertanto, fondamentale cominciare a ragionare consapevolmente in termini di una ragione di tipo neo-illuministico, che sappia in primis che: "- in primo luogo, ci che i nostri cervelli stanno facendo al di sotto del livello di coscienza inuisce sulla morale e sulla politica come pure su ogni aspetto delle nostre vite sociali e personali (...) Gli abili politici (come pure i venditori pi intelligenti) traggono vantaggio dall'ignoranza delle nostre stesse menti facendo appello al livello inconscio. Nello stesso tempo leader politici onesti, giornalisti e operatori del sociale, solitamente inconsapevoli del lavorio nascosto della mente, sono spesso incapaci di usare ci che noto sulla mente al servizio della morale e della verit; - in secondo luogo le forme della ragione inconscia non sono arbitrarie. Non possiamo cambiare la nostra visione morale e politica del mondo a piacere. Ci sono modelli di morale e politica che sono determinati da come funzioniamo con i nostri corpi sia nel mondo sico che in quello sociale; - inne, gli aspetti incorporati della mente, come vedremo, ci connettono gli uni agli altri nonch agli altri esseri viventi ed al mondo sico. E' ci che in ultima analisi determina il senso della morale e della politica." Capire, dunque, come "funziona" la nostra ragione politica diventa fondamentale per poter comprendere ci che davvero vogliamo e per poter capire ci che i politici ci raccontano e in che modo possono inuenzare, nostro malgrado, le nostre decisioni. Nel prossimo post cominceremo ad approfondire ci che per George Lakoff signica entrare nell'epoca di un Nuovo Illuminismo per poi avanzare alcune riessioni critiche sul suo pensiero. SECONDA PARTE La cosa su cui ci invita a riettere innanzitutto e a fondo George Lakoff che noi viviamo le nostre metafore e le viviamo nel vero senso della parola. Questo punto di fondamentale importanza perch molto probabilmente noi riteniamo di non essere condizionati dalla natura metaforica del nostro pensiero. In particolare, Lakoff parla di metafore complesse costituite a loro volta da narrazioni pi semplici dette "frame" o "script".

A questo proposito, Lakoff dice che: "I frame fanno parte delle strutture cognitive con cui pensiamo. Per esempio, quando leggiamo di un delitto misterioso, incontriamo un tipico frame con vari tipi di personaggi: l'assassino, la vittima o le vittime, l'arma del delitto, un investigatore, delle tracce. E c' uno scenario in cui l'assassino uccide la vittima e pi tardi catturato dal detective. La circuiteria neurale necessaria per creare frame relativamente semplice, per cui i frame tendono a strutturare un'enorme porzione del nostro pensiero. Ogni frame contempla ruoli (come un cast di personaggi), relazioni fra i ruoli e scenari messi in atto da coloro che interpretano i ruoli. E' del sociologo Erving Goffman la scoperta che tutte le istituzioni sono strutturate da frame". La struttura cerebrale che consente questa architettura metaforica del pensiero il legame neurale. Facciamo di nuovo parlare Lakoff: " Quando vediamo un quadrato azzurro, esso appare come un unico oggetto. Eppure il colore e la forma sono registrati in parti differenti del cervello. Il legame neurale ci consente di mettere insieme attivazioni neurali presenti in parti diverse del cervello no a formare un'unica totalit integrata. Per essere un p pi precisi: le parti del cervello neuralmente pi vicine agli organi sensori sono chiamate downstream ("a valle"); quelle pi distanti sono chiamate upstream ("a monte"). I segnali neurali vanno da "a valle" a "a monte" e ritorno. I percorsi neurali dalle regioni "a valle" convergono nel loro movimento "a monte" in quelle che sono chiamate "zone di convergenza". Le informazioni "a valle" e "a monte" sono integrate nelle "zone di convergenza" attraverso il legame neurale. Il colore e la forma sono registrati nel cervello relativamente "a valle". La circuiteria del legame neurale converge converge ancora pi "a monte", integrando colore e forma e trasformando l'azzurro e il quadrato in un quadrato azzurro. Sul funzionamento del legame neurale sono state avanzate teorie, ma non sappiamo nulla con certezza. Secondo la teoria pi affermata il legame da' luogo a un blocco a tempo: i neuroni svolgono la loro attivit di ring (scarica) simultaneamente in diverse parti del cervello lungo i percorsi di connessione. Quando ci avviene, sperimentiamo il ring simultaneo come caratterizzante la stessa entit. Un'altra teoria corrente si basa sul coordinamento delle cosiddette segnature neurali - piccole connessioni di singoli neuroni che formano modelli distinti di scarica. Ma, comunque avvenga, il legame uno dei meccanismi pi importanti e pi comuni del cervello. La cosa pi notevole da ricordare a proposito del legame neurale che esso non si compie per magia; deve essere effettuato dalla circuiteria neurale che collega i siti di legame (binding sites) in parti differenti del cervello. Ogni neurone ha tra le 1.000 e 10.000 connessioni in entrata da altri neuroni e tra le 1.000 e 10.000 connessioni in uscita. Nel cervello si contano tra i 10 e i 100 miliardi di neuroni, il che signica che il numero delle connessioni nell'ordine delle migliaia di miliardi, come pure il numero dei circuiti. Una grande quantit di questi costituita dai circuiti di legame". Siamo di fronte, dunque e come vedremo, ad una vera e propria teoria neurale della metafora, in cui il legame neurale associato secondo Lakoff alla "struttura temporale della narrazione" e si svolge come segue: "- Precondizioni: il contesto precedente richiesto per la narrazione; - l'Accumulo: gli eventi che portano all'evento centrale o principale; - lo Scopo: ci che si ottiene (se lo scopo esiste); - l'Esaurimento: gli eventi che concludono la narrazione; - il Risultato: il contesto nale immediatamente successivo: - le Conseguenze ultime." (Lakoff, cit.)

Lo schema in esame (detto "executing schema" o "x-schema") diviene evidente, secondo Lakoff, nel caso di una elezione. Vediamo perch: "Le Precondizioni includono l'esistenza di partiti politici, la designazione di candidati e cos via. l'Accumulo la campagna elettorale; l'Evento principale sono le elezioni; lo Scopo ricoprire cariche pubbliche; il Risultato l'assetto del potere dopo le elezioni; le Conseguenze sono ci che avviene pi tardi per effetto delle elezioni". Ovviamente questo schema una architettura di massima in quanto poi da interfacciare, come dice lo stesso Lakoff, con miriadi di altre metafore vissute. Quello che per ci si mostra gi come evidente che il nostro rapporto con la politica un rapporto basato e fondato su metafore e narrazioni consolidate, che occorre saper individuare e decifrare per poter poi saper decidere di conseguenza come cittadini elettori, ma anche come cittadini che controllano cosa raccontano i politici scoprendone i tentativi pi o meno nascosti di venderci un prodotto ormai scaduto oltre che dannoso per la salute. I legami neurali relativi al "pensiero politico" ovviamente non riguardano solo la razionalit, anzi proprio quest'ultima che Lakoff si propone di decostruire come metafora della ragione di tipo vetero-illuministico per proporre una metafora pi aderente alle conoscenze in continua evoluzione sul cervello e la mente e che tiene conto in maniera primaria delle emozioni e dei sentimenti. A tal proposito, Lakoff scrive che: "Il legame neurale pu creare esperienze emozionali. Nell'area del sistema limbico, la parte pi antica del cervello in termine di evoluzione, si trovano due percorsi emozionali con differenti neurotrasmettitori: uno per le emozioni positive (felicit, soddisfazione) - il circuito della dopamina - e uno per le emozioni negative (paura, ansia e rabbia) - il circuito della norepinefrina. Nel cervello esistono sentieri che collegano questi percorsi emozionali al proencefalo, dove sembra pi probabile si trovi una circuitazione di struttura drammatica. Le attivazioni di questi percorsi convergenti sono chiamate "marcatori somatici". Sono loro che collegano neuralmente le emozioni (a valle, in prossimit del midollo allungato) a sequenze di eventi in narrazione (a monte, apparentemente nella corteccia prefrontale, nella parte anteriore e superiore del cervello). I marcatori somatici convocano le emozioni giuste ai momenti giusti di una storia. Essi sono circuiti di legame responsabili del contenuto emozionale delle esperienze quotidiane. Proprio come

possibile collegare neuralmente colore e forma, ottenendo l'esperienza integrata di una rosa rossa, cos il contenuto emozionale pu essere associato ad una narrazione, producendo un melodramma: una narrazione con un contenuto emozionale accresciuto." Quindi, riassumendo, il nostro cervello strutturato in modo da pensare in forma di metafore e queste metafore, che possiamo denire in senso lato metafore culturali e individuali, determinano in maniera molto spesso inconsapevole i nostri comportamenti ed i nostri giudizi (in sostanza non pensiamo, ma "siamo pensati"). Pensiamo in forma di narrazioni che raccontiamo a noi stessi ed agli altri e che a loro volta gli altri ci raccontano. Quando queste narrazioni, per, provengono da istituzioni (quindi politica, burocrazie varie governative, scuola, universit ecc.) e dai cosiddetti "poteri forti" (economici, Tv e media mainstream in primis) il loro effetto pu diventare davvero devastante sul modo in cui noi "comuni cittadini" costruiamo le nostre opinioni, in forma, appunto di metafore. Questo stato di cose si svela in tutta la sua pericolosit proprio nella manifestazione del voto politico e nel rapporto - spesso "perverso" (sotto non pochi aspetti "hegeliano" secondo la ben nota metafora del padrone e del servo)- fra politici e cittadini. Quindi seguendo quanto afferma Lakoff, il nostro compito di cittadini dovrebbe essere di "rendere l'inconscio cognitivo il pi conscio possibile per rendere riettenti le decisione riesse". Per poter fare questo occorre riconoscere le principali metafore che i politici e i media ci "propinano" e dopo un attento esame critico decidere se avallarle o meno. Intanto, dobbiamo essere consapevoli che un ruolo importante giocato da quello che Lakoff chiama inconscio cognitivo (oltre il 90% dei pensieri funziona in "automatico") e tale dinamica ancora pi avvalorata dalle recenti conoscenze sui cosiddetti neuroni specchio. Vediamo come ne parla Lakoff: intanto, i neuroni specchio integrano le nostre narrazioni vissute con quelle di qualcun altro e "la nostra ipotesi pi plausibile attualmente che la circuiteria dei neuroni specchio integra azione e percezione. Apparentemente possediamo nella corteccia premotoria, "circuiti di neuroni specchio" che si attivano sia quando eseguiamo una determinata azione sia quando vediamo qualcun altro eseguire questa azione. Non si tratta di magia. I circuiti di neuroni specchio sono connessi tramite un percorso nell'una e nell'altra direzione con altre aree cerebrali: 1. alla corteccia motoria primaria, che si connette ai neuroni motori nei muscoli del corpo e controlla direttamente il movimento dei muscoli; 2. alla corteccia parietale, che integra l'informazione sensoriale che nasce nelle regioni visiva, auditiva e somatosensoriale; 3. attraverso l'insula ai percorsi emozionali positivi e negativi; 4. alla corteccia posteromediale, che deve essere attiva nell'esperienza dell'empatia, cio della compassione e dell'ammirazione; 5. ai cosiddetti neuroni super-specchio nella corteccia prefrontale, che modulano l'attivazione dei neuroni specchio, apparentemente per esaltare o limitare la loro capacit di empatia." La conseguenza alquanto immediata se pensiamo che la "circuiteria specchio" non dipende da nessuna o quasi nostra volont. Quindi, "in breve, una parte della stessa struttura neurale cerebrale che entra in funzione quando viviamo una narrazione viene usata anche quando vediamo qualcun altro vivere quella narrazione, nella vita reale o in Tv, o, se la immaginiamo, come quando leggiamo un romanzo. E' questo che rende la letteratura e l'arte signicative. E' anche ci che fa funzionare gli incroci fra realt, Tv e Internet (...) Il fatto che l'immaginare e l'agire usino in gran parte la stessa struttura neurale ha conseguenze politiche enormi. L'11 settembre 2001 fu un evento che suscit paura anche in chi stava semplicemente guardando la Tv a migliaia di chilometri di distanza dal pericolo. La continua riproposizione delle immagini delle due torri che crollano nella propaganda repubblicana ha contribuito a suscitare a sua volta paura. Anche il linguaggio della paura - "minaccia", "attacco", - usato incessantemente nella retorica repubblicana pu continuare ad evocare la paura una volta che i circuiti neurali siano stati ssati nel cervello. Qualcuno cerca sistematicamente di introdurre la paura nell'uso politico". (cit.) Lakoff poi cita un articolo sul New York Times Magazine dove il giornalista Ron Suskind incontr un collaboratore di George W. Bush, restato rigorosamente anonimo, che in sintesi rivel come l'impero americano oggi sia per lo pi votato a costruire la realt, quella che poi altri studieranno e cercheranno di interpretare. Dunque, se tale rivelazione esprime in qualche modo lo stato di cose nella politica americana (che vale come esempio, ma la stessa cosa si pu dire anche da noi), dobbiamo dedurre che gran parte di queste "creazioni" ci sono passate sotto il naso senza che ci siamo posti il ben che minimo dubbio di come e perch si siano date. Lakoff ci spiega che ci accaduto perch: "1) gli stress come la paura (degli attacchi terroristici), la preoccupazione (per la situazione familiare, la salute e cos via) e il superlavoro tendono ad attivare il sistema della norepinefrina, il sistema delle emozioni negative. Il risultato una ridotta capacit di osservazione. 2) Per riconoscere eventi apparentemente differenti come lo stesso tipo di evento deve essere presente il quadro concettuale adeguato (...)" e il pubblico non possiede il quadro concettuale per riconoscere gli eventi nel loro essere legati da un comune obiettivo politico (ad esempio quello di privatizzare le risorse pubbliche, come negli USA ormai avvenuto anche nel settore difesa attraverso societ di mercenari come la Blackwater). Dobbiamo allora uscir fuori dall'illusione di possedere una ragione di tipo illuministico e cominciare a riettere sulle metafore che "dominano" le nostre menti in modo da poterle individuare e sottoporre a dura critica. Occorre, secondo il lessico di Lakoff, entrare nella ragione del XXI secolo, ossia quella del Nuovo Illuminismo e che non "platonizza" pi senza prima sapere come funziona la mente, almeno secondo quanto se ne sa ad oggi. Le vedremo nel prossimo post. TERZA PARTE Dopo una prolungata pausa estiva, riprendo e concludo con questo post la riessione sulle metafore neurali di Lakoff ed il loro inusso sul nostro comportamento e sulle nostre decisioni.

Come si detto nei post precedenti, un rilievo preponderante rivestito dall'inconscio cognitivo (oltre il 95% dei nostri processi mentali inconscio) , che nel caso della politica possiamo denire come inconscio politico.

Questo implica, secondo Lakoff, che ci sono degli schemi o frame profondi che caratterizzano, senza che noi ne siamo consapevoli, il nostro "essere conservatori" o "essere progressisti" anche se la divisione non netta in quanto, come vedremo, in realt siamo dei biconcettuali, ossia ad es. possibile che lo schema conservatore sia applicato in alcuni campi (p.e. la politica interna, la vita privata) e in altri si applichi quello progressista (p.e. politica estera, vita lavorativa e sociale) e viceversa. Vediamo sinteticamente quali sono i caratteri dello schema di pensiero metaforico progressista, poi di quello neoliberal e inne di quello conservatore. Tali schemi, come si noter, possono essere alquanto facilmente adeguati alla realt italiana nei loro principi generali proprio in quanto inconsci. Il pensiero progressista caratterizzato, a partire dall'inconscio, da: a. Empatia; b. Responsabilit sociale e cura degli Altri; c. Fiducia nello Stato e nelle sue funzioni di empowerment e di protezione; d. Massimizzazione della libert (dal bisogno, dalla paura, di perseguire i propri obiettivi) attraverso i predetti empowerment e protezione; e. Convinzione della missione morale dello Stato; f. Contrariet alle "privatizzazioni predatorie" delle funzioni statali; g. Regolamentazione del mercato e del lavoro secondo le citate empatia e responsabilit. Secondo Lakoff, per, il pensiero progressista caratterizzato spesso da un modo di pensare neoliberal che "ha le stesse basi morali, ma vi sovrappone un altro modo di pensare. Il pensiero neoliberal abbraccia l'idea vetero-illuminista di ragione, intesa come conscia, logica, letterale, universale, non emozionale, disincarnata ("disembodied"), al servizio degli interessi propri e di altri. Il pensiero neoliberal considera l'emozione irrazionale e perci inefcace e debole, mentre vede la ragione come razionale, efcace e forte. Bench parta intuitivamente da un'etica di empatia e cura, cerca di pervenire alla cura predisponendo interventi a favore di gruppi demograci svantaggiati. (...) L'intuizione morale implicita sembra essere che l'empatia denisce ci che conta in termini di successo o fallimento di mercato. Quando il mercato non in grado di provvedere a uno dei gruppi demograci svantaggiati, lo stato dovrebbe intervenire sul piano economico per ristrutturarlo attraverso strumenti legislativi oppure fornendo nanziamenti direttamente o tramite sussidi. Ma i concetti di empatia e di fallimento del mercato non sono mai discussi apertamente. Anzi, nel discorso pubblico si preferisce evitare il dibattito su cosa si intenda per fallimento o successo del mercato e come si possa intervenire nel primo caso. Il modo di pensare neoliberal assume inoltre che la mancanza voglia dire bisogno. Di qui l'attenzione sull'evidenza obiettiva della necessit di programmi di interventi sulla base di dati statistici che mettano in rilievo le mancanze: cose che possono essere misurate obiettivamente, fatti e cifre, presentazioni di prove che, prima facie, si presumono a favore dei programmi" (Lakoff, 2009). Il problema che il pensiero neoliberal adotta la cosiddetta ragione vetero-illuministica e non quella che Lakoff chiama ragione reale o autocoscienza informata (basata sulla conoscenza di come funziona il pensiero secondo le scienze cognitive) e pertanto ritiene che basti citare numeri e fatti per imporsi senza usare un adeguato framing morale e senza trasmettere le relative "emozioni appropriate". Troppo spesso, inoltre, il pensiero neoliberal per questa mancanza di emotivit appare come manifestazione di interessi di gruppo pi che come pensiero empatico e morale generando quelli che Lakoff chiama i "silos tematici", "ossia la separazione di una questione dall'altra - la sicurezza degli alimenti e dei farmaci, l'assistenza sanitaria dei bambini; il controllo sui contractor militari (i mercenari) come se non ci fosse nessun principio morale o problema politico generale a governarle. Invece questo aspetto unicante esiste ed la privatizzazione predatoria che ricorda l'antica guerra di corsa. La privatizzazione predatoria la distruzione della capacit dello stato di adempiere alle sue missioni morali, insieme alla svendita a privati delle funzioni dello stato senza nessun controllo da parte dei cittadini e con l'arricchimento delle grandi imprese private a spese dei contribuenti". (cit.)

Dunque, il modo di pensare neoliberal frammentato, settoriale e soprattutto privo di "pathos emotivo", tanto da apparire e far comportare i suoi esponenti in un modo di tipo elitario, cio presupponendo che la ragione si debba imporre da s, ma dato che la ragione non logica, n letterale n universale alla ne questo modo di pensare e agire eccessivamente top-down risulta controproducente e viene frainteso raggiungendo l'effetto opposto di rafforzare il modo di pensare conservatore. In tal senso Lakoff illuminante quando dice "Accettare la scala sinistra-destra conduce alla logica - e alla pretesa - secondo la quale per ottenere pi voti ci si deve muovere verso destra. Questa posizione ha in realt tre effetti controproducenti per i progressisti: 1. Rinuncia alle politiche che corrispondono alla visione del mondo morale progressista con conseguente alienazione dalla propria base; 2. Accettazione di politiche che corrispondono alla visione morale conservatrice: ci attiva negli elettori la visione del mondo conservatrice, favorendo gli avversari; 3. Abbandono di una visione morale coerente, il che fa sembrare che i progressisti non abbiano valori." (cit.) Questa "fallacia neoliberal" del pensiero progressista deriva, secondo Lakoff, dalla concezione sbagliata vetero-illuminista della mente

e della ragione sottovalutando in maniera clamorosa gli aspetti emozionali e il funzionamento della mente in base alle metafore concettuali. Questo ha portato e continua a comportare il fatto che questa visione danneggi i progressisti in quanto non li differenzia realmente dai conservatori e l'approccio nei confronti del mercato ne una prova schiacciante. Passiamo adesso al pensiero conservatore, che invece caratterizzato dalle seguenti convinzioni: a. La moralit obbedienza ad una Autorit; b. L'Autorit intrinsecamente legittima e buona e sa cosa giusto e cosa sbagliato; c. L'Autorit ha il compito di proteggerci; d. L'Autorit si identica, quindi, con il Decisore; e. E' fondamentale l'obbedienza, la fedelt e la disciplina a questa Autorit; f. La libert concepita all'interno di questo ordine fondato sull'Autorit; g. Il Mercato personicato come Autorit e quindi prende sempre decisioni razionali; h. La prosperit e la ricchezza derivano dalla disciplina e dalla osservanza delle regole del Mercato/Autorit; i. l'indole umana intrinsecamente "cattiva", avida e senza scrupoli e quindi occorre disciplina; tale disciplina la offre il Mercato, che pertanto equo e morale; l. lo stato non deve interferire con il Mercato, quindi deve essere il pi "snello" possibile, ridurre al minimo la protezione e lo stesso empowerment (es. l'assistenza sanitaria); m. il patriottismo e la difesa sono funzioni sacre; n. narrazione dell' eccezionalismo americano, ossia l'America buona e deve "evangelizzare" il mondo (es. l'esportazione della democrazia). Il modo di pensare conservatore , dunque, a differenza di quello progressista neoliberal fortemente intriso di metafore emozionali e da visioni mitiche, che lo rendono di forte impatto ed accettazione soprattutto per l'immediatezza dei messaggi senza necessit che si disponga di una particolare cultura. Inoltre, come si diceva sopra, la visione neoliberal molto simile a quella conservatrice per quanto riguarda l'approccio al mercato e i rapporti con le relative lobbies per cui alla "resa dei conti" la forza emotiva della visione conservatrice si rivela sempre pi potente rispetto a quella progressista e l'ago della bilancia pu pendere a favore di questi ultimi solo nel caso di evidenti errori politici dei conservatori, come ad esempio recentemente si sono rivelati quelli in politica estera dei "neocon" durante il periodo di Bush glio e, infatti, i progressisti hanno utilizzato l' "arma Obama" molto intelligentemente per amplicare l'effetto emotivo del cambiamento con un candidato di colore. Inne, da dire che in realt non si assolutamente conservatori o assolutamente progressisti, ma siamo per lo pi dei biconcettuali. Il biconcettualismo, dice Lakoff, spesso inconscio e deriva da meccanismi cerebrali che "compartimentizzano" visioni opposte in quanto afferenti a campi di applicazione diversi e quindi in tal modo appaiono coerenti all'interno del campo di applicazione stesso. Un esempio, per capirci rapidamente, pu essere il lavoratore irreprensibile e iper-professionale no al venerd e poi drogato e alcolizzato il sabato sera. In sintesi, stiamo parlando della coesistenza di identit diverse purch sia possibile tenerle separate e non interferiscano fra di loro. Il biconcettualismo facilmente confuso con l'ipocrisia, ma occorre capire che proprio il cervello che tende a funzionare cos e Lakoff appunto dice che "il biconcettualismo reso possibile dal cervello. In primo luogo consentito dalla mutua inibizione, che permette modalit di pensiero conittuali ma solo una alla volta. In secondo luogo, occorre tener conto della differenza tra modalit di pensiero generali e casi speciali. Il legame neurale il meccanismo per applicare una modalit di pensiero generale a un caso speciale, ad esempio, per applicare il conservatorismo generale all'assistenza sanitaria, o per applicare il progressismo generale al riscaldamento globale. In molti casi i legami sono a lungo termine o permanenti, talvolta sono a breve termine e possono cambiare. (...) Di chi ha legami deboli su entrambi i modi di pensare si potrebbe dire che confuso". (cit.) Vista dal lato dei progressisti, dunque, il problema sarebbe quello di rafforzare la componente progressista dei biconcettuali sia progressisti che conservatori, causando specie in questi ultimi un rafforzamento dei legami neurali progressisti dove gi ci sono e una mutazione di quelli conservatori in progressisti negli altri campi. Questo si ottiene secondo Lakoff facendo riettere il conservatore in quelle aree tematiche in cui gi progressista. "In altre parole"- dice Lakoff - "cercando aree nelle quali gi d'accordo con voi e parlando con lui di quelle aree, assegnando ai progressisti il ruolo di Eroi e, implicitamente, ai conservatori quello dei Cattivi. I conservatori hanno fatto lo stesso per decenni. Per cambiare le menti, occorre cambiare i cervelli. Bisogna rendere conscio l'inconscio politico. Poich la maggior parte di ci che i nostri cervelli fanno inconscio, impossibile capire come funzionano i cervelli delle persone semplicemente chiedendoglielo. Ecco perch le neuroscienze e le scienze cognitive sono necessarie. N i progressisti n i conservatori hanno descritto le loro idee come ho appena fatto. Quello che ho fatto stato guardare dietro il velo del pensiero cosciente per vedere i principi sottostanti ai modi, solitamente inconsci, in cui sia i progressisti sia i conservatori ragionano realmente. Tutto ci destinato a suscitare controversie e lo deve essere. E' importante capire il pensiero politico. Se tale pensiero inconscio, ancora pi importante capirlo, poich il pensiero inconscio ha un effetto pi grande di quello conscio. Quando il pensiero conscio, possiamo discuterlo, metterlo in dubbio, cercare di contrastarlo. Quando inconscio, va a briglia sciolta." (cit.) Un breve accenno, inne, ai modelli familiari che si celano dietro il pensiero politico inconscio, che secondo il nostro autore sono i seguenti: 1. Modello del Padre Severo, di cui impregnato il pensiero conservatore da cui conseguono: - protezione; - autorit; - competizione e ideologia del merito; - disciplina e relativo premio/punizione; - bene e giustizia come categorie assolute;

- religione come parte importante della vita; - enfasi sulla responsabilit individuale; - patriottismo e ideale della guerra. 2. Modello dei Genitori Premurosi, da cui invece caratterizzato il pensiero progressista per il quale sono fondamentali: - empatia; - responsabilit per s stessi e per gli altri; - rispetto reciproco fra genitori e gli; - protezione ed empowerment; - visione della comunit e dei beni comuni; - bene e giustizia non sono categorie assolute. Questi modelli vanno interfacciati con le seguenti metafore primarie (da ricordare che le metafore sono strutture mentali indipendenti dal linguaggio, ma esprimibili attraverso il linguaggio): A. L'Istituzione la Famiglia; B. Il Governo un Genitore; C. I Cittadini sono membri della Famiglia. Di questo stato di cose, come si gi detto, bisogna prendere consapevolezza sia da parte dei politici sia dei cittadini e quindi impegnarsi per portare alla luce l'inconscio politico in modo da poterlo gestire ed indirizzare come si ritiene pi giusto, evitando di farsi suggestionare a propria insaputa e quindi agendo spesso contro i propri interessi. Continueremo a parlare di metafore pi avanti, ma stavolta ce ne occuperemo relativamente a problemi attinenti alla teoria della conoscenza e a concetti matematico-losoci come l'innito. A presto.