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CARLO GOLDONI – IL TEATRO COMICO – RIASSUNTO

PREFAZIONE DELL’AUTORE
Goldoni, in una dichiarazione di modestia nella prefazione, sostiene di essersi impegnato a ridurre
tutti gli errori e di aver aggiunto gli accorgimenti possibili al fine di migliorare la propria scrittura e
di non voler smettere mai di imparare dalle critiche che in un futuro gli verranno mosse.
Dice anche che la commedia fu fatta rappresentare da lui stesso nell’anno 1750 prima che iniziasse
la <<stagione d’Autunno>>. (Rappresentata per la prima volta a Milano, venne scritta per un
teatro di Venezia)
Inizialmente voleva far entrare gli attori esattamente così com’erano per poi presentarli come
maschere; visto che l’espediente non funzionava decide nella revisione finale di farli entrare
direttamente con le Maschere addosso e di affidare ad ognuno un nome proprio ed una parte
precisa (= rivoluzione del teatro).

PERSONAGGI (13 + COMPARSE)


(Tonino) Pantalone – (Anselmo) Brighella – (Gianni) Arlecchino  parlano in dialetto veneziano
con influenze lombarde
Ottavio – Rosaura – Beatrice – Florindo – Lelia – Eleonora – Colombina – il Dottore
Uno Staffiere – un Suggeritore
Servitori di teatro (comparse che non parlano)

TRAMA
ATTO PRIMO SCENA 1
Le tende sono abbassate e si vede qualcuno che le alza: è Eugenio che viene tempestivamente
fermato da Orazio. Non vuole che si alzi la tenda, nonostante non ci sia nessuno perché così i
curiosi che girano per il teatro la mattina non vedrebbero le prove e dato che hanno finalmente
dei nuovi personaggi sarebbe molto importante.
Eugenio sostiene che le tende debbano essere alzate per risparmiare sulle candele e far entrare
luce, visto che già di solito guadagnano poco ma ha ragione lui sulle prove

SCENA 2
Nel mentre i due aspettano che arrivino gli altri entra in scena Placida, la prima attrice, che era
stata convocata apposta da Orazio per parlare della commedia da rappresentare.
Orazio vuole portare in scena “Il padre del Figlio”, una nuova commedia (dell’Arte), dei quali
hanno già provato i primi due atti e mancherebbe solo il terzo per andare in scena la sera
successiva. Placida non è convinta di ciò perché la Commedia dell’arte è ormai una cosa già vista
dagli spettatori e quindi sarebbe meglio portare uno dei nuovi scritti del commediografo che in un
anno ha scritto per la compagnia ben sedici commedie, tutte molto belle. (ndr è Goldoni stesso
che si autocita facendo riferimento a sue commedie già scritte e a quando scrisse ben sedici
commedie per la compagnia Medebac)

SCENA 3 – 4
Eugenio va a chiamare gli altri attori.
Entra Tonino che inizia a parlare con Orazio. Orazio gli chiede di venezia, di quanto tempo ha
trascorso in quella città e come mai ha recitato tante volte nella parte di Pantalone. Gli chiede
anche di cantare, visto che lo sente sempre così che se dovesse servire lo potrebbe fare in scena.
Tonino si rifiuta di cantare
SCENA 5
Entra Vittoria che parla con Orazio del più e del meno. Sostiene anche che visto che laparte che le
è stata data nella commedia è corta, si è messa a studiarne un’ altra per ingannare in tempo.
Aspettano che arrivino gli altri

SCENA 6
Entra anche Anselmo che parlando con Orazio e Vittoria dice che vorrebbe presentare un poeta
amico suo, per fargli guadagnare qualcosina, visto che alla fine è un artista come loro e quindi
possono capire il problema, sempre se a colui che scrive la commedia ciò non dia fastidio. Orazio
accetta ma dice che lo sentirà solo quando saranno presenti anche tutti gli altri attori cosìcchè
possano dire la loro. Anselmo va a chiamare l’amico.

SCENA 7 – 8
Vittoria e Orazio commentano il fatto che Anselmo sia “uscito di scena” recitando in versi: una
volta tutti gli attori chiudevano le loro battute così, oggi invece no e questo secondo Vittoria è un
bene perché il teatro si è evoluto e alla gente piace di più (e frutta di più).
Entra poi in scena Gianni che di solito interpreta Pantalone e discute con Orazio se la Maschera
debba parlare in bergamasco o meno (ci sono di solito due pantaloni: il primo parla in toscano, il
secondo in bergamasco). Gianni sostiene che alla fine lo farà in toscano poiché il bergamasco non
lo sa parlare.

SCENA 9 – 10
Beatrice e Petronio (Il dottore) discutono sui propri ruoli. Tutti gli attori sono ormai arrivati a
teatro e attendono l’arrivo del “poeta”.

SCENA 11 – 12
Il poeta Lelio si presenta alla compagnia. Decide di presentare una commedia da un titolo molto
lungo (sostiene anche che è un titolo mutevole, motivo per il quale si potrebbe ingannare il
pubblico e far credere che sia una commedia nuova ogni anno).
Lelio inizia ad esporre le sue opere h però sono tutte commedie dell’arte con scenati ormai antichi
e già visti. Per questo dopo che Orazio lo ha pregato più volte di smettere se ne vanno tutti dalla
sala, lasciando Lelio da solo a declamare la sua opera. Accortosi di essere rimasto solo, se ne va
giurando vendetta e dicendo che non si può pensare di cambiare il teatro comico.

ATTO 2 – SCENA 1
Lelio parla con Anselmo e dice che avrebbe dovuto avere una possibilità. Anselmo gli risponde che
con una trama così vecchia non andrebbe da nessuna parte. In Italia ormai vanno solo le
commedie di carattere ed è una fortuna, perché così il teatro può riacquistare la sua forma
educativa, quella della commedia antica.
Lelio chiede una seconda possibilità di parlare con Orazio e dopo qualche pressione la ottiene.

SCENA 2 – 3
Lelio cerca di vendere le sue commedie a Placida, la quale però non cede.
Lelio parla nuovamente con Orazio, cercando di proporgli una commedia di carattere. Dapprima
ne propone una francese che non viene accettata, nonostante sia buona, perché per il capocomico
è ora che anche l’Italia ottenga il suo riscatto attraverso delle commedie originali; la seconda non
viene accettata perché rispetta poco le regole della commedia di Aristotele e perché tratta dei
personaggi troppo scabrosi, senza presentarne l’antitesi virtuosa a scopi educativi. (ndr Goldoni fa
parlare a lungo di cosa è la commedia di Aristotele e su i vari tipi di commedie)
Lelio a quel punto si arrende e disperato chiede a questo punto di poter recitare nella compagnia
perché ha necessariamente bisogno di un lavoro.

SCENA 4 – 5 – 6
Entra il suggeritore e iniziano le prove.
Rasaura e Florindo recitano il proprio dialogo della storia, in cui lui dice che si impegnerà al fine di
ottenere la sua mano.
Entra in scena anche Pantalone che nella storia è il padre di Florindo e anche lui vuole la mano
della donna, nonostante l’età. Lei lo asseconda per un po’ poi Florindo, che si era nascosto,
irrompe sulla scena e il padre decide di mandarlo via. Nel mentre Rosaura dice e sue battute, ciede
aiuto al suggeritore e poi si blocca, dicendo che lui non è capace a fare il suo lavoro.

SCENA 7 – 8 – 9
Entra Vittoria/Colombina che inizia a recitare la sua parte: ha gli stessi problemi di Rosaura ma con
Brighella e Arlecchino.
Brighella e Arlecchino espongono le loro qualità come futuri mariti per conquistarla; Colombina
liquida tutti e due.
Orazio interrompe le prove rimproverando Brighella/Anselmo perché sta usando delle forme
retoriche troppo antiquate che non si addicono al nuovo teatro.

SCENA 10 – 11 – 12
Orazio sostiene che dovrebbero seguire di più le parti premeditate e andare meno all’improvviso,
per quanto sia comunque una parte lodevole del teatro italiano se fatta con una certa maestria.
Le prove vengono interrotte per la pausa pranzo.
Viene data la possibilità a Lelio di fare una prova per la parte del secondo innamorato; gli viene
anche offerto il pranzo perché è un poraccio.

SCENA 13 – 14 – 15
Arriva una forestiera che chiede di Orazio. Costei è Eleonora una cantante che si offre di entrar a
far parte della compagnia per una rendita di cento zecchini. La sua proposta è rifiutata da Orazio
perché per fortuna il teatro non ha più bisogno di qualcuno che intrattenga il pubblico negli
intermezzi, perché è diventata un’arte a se’ e quindi non ha più bisogno di appoggiarsi ai servizi
della musica. Eleonora si offende e viene liquidata da tutti i commedianti, tranne Anselmo e Lelio
(che è anche una sua vecchia conoscenza, poiché avevano lavorato insieme a Firenze) che le
offrono di unirsi al pranzo e di magari accettare la parte di commediante che le verrebbe
facilmente offerta da Orazio. Dopo un primo tentennamento, Eleonora accetta e con il suo
staffiere si unisce al pranzo.

ATTO TERZO – SCENA 1 – 2


Orazio annuncia che Eleonora e Lelio si aggiungono alla compagnia, che è finalmente completa
visto che i due vanno a sopperire alla mancanza di due persone. Sa che rpobabilmente una volta
guadagnato un po’ se ne andranno in cerca di altro ma va bene così.
Lelio fa il suo provino. Dopo essere stato interrotto da Orazio mentre faceva un soliloquio scritto
da lui, recita una commedia in versi. Viene alla fine preso.
(ndr trami le parole di Orazio, Goldoni dà indicazioni su come si faccia un soliloquio e su quanto
abbia dovuto lavorare per riuscire a diventare commediante, attraverso lo studio e l’esperienza sul
campo)
SCENA 3
E’ il provino di Eleonora. A Orazio non dispiace come recita anche se ha tanto da lavorare. La
accetta nella compagnia e le dà dei consigli su come studiare e su come comportarsi con il resto
degli attori e delle attrici. (ndr sempre attraverso le parole di Orazio Goldoni dà le basi della
recitazione e dello stare sul palco)

SCENA 4 – 5 – 6
Riprendono le prove: Rosaura parla con il padre, il Dottore, e gli confessa di essere innamorata di
Florindo, il figlio di Pantalone. Il padre è contento di dare in sposa la figlia ad un ragazzo così
rispettabile.
Rosaura confessa però che anche Pantalone è innamorato di lei; consolandola il padre le dice di
non preoccuparsi perché troverà una soluzione anche a questo.
Per evitare quindi che Pantalone possa mettersi in mezzo, il Dottore dà subito la mano della figlia a
Florindo, nella contentezza generale di tutti, anche di Colombina.

SCENA 7 – 8 – 9
Il Dottore parla con Pantalone e gli dice di aver ottemperato alla sua richiesta: quella di far sposare
Rosaura in “casa sua” e di averla quindi promessa a Florindo. Nonostante la rabbia e le proteste di
Pantalone ormai la cosa è fatta ed è meglio che sposi un ragazzo giovane che uno anziano.
A questo punto Lelio interrompe la scena sostenendo che sia fatta male, perché sostiene che il
poeta Orazio nei suoi scritti diceva che non possono esserci più di tre personaggi in scena e qua ce
ne sono ben cinque ( Colombina - Florindo – Pantalone – Rosaura – Il Dottore)
Il Capocomico gli dice che ciò che dicevano gli antichi va preso con le pinze perché come cambiano
i costumi così cambia la commedia. (ndr è sempre come se parlasse Goldoni attraverso una
dichiarazione di poetica)

SCENA 10 – 11
Riprendono le prove: Il Dottore cerca di persuadere Pantalone a lasciare che il figlio sposi Rosaura.
Irrompono in scena nuovamente Arlecchino e Brighella che chiedono nuovamente la mano a
Colombina; li rifiuta tutti e due.
Le prove sono finite, possono tutti andare a casa e Orazio conclude che dalle prove di oggi hanno
sicuramente imparato cosa sia il nuovo Teatro Comico.

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