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Monologo a tre (Massimo, Marzia e Camilla sono insieme sul palco, ognuno con una luce diversa,

ognuno nel suo spazio. Non è una scena in cui interagiscono tra di loro. Il monologo di ognuno
completa l’altro)

MONOLOGO MARZIA

Vi è mai capitato di sentirvi fuori posto? A me succede da tutta la vita. Non è una di quelle frasi
fatte, è proprio che mi succede da tutta la vita.
Mi spiego meglio: quando le altre bambine preferivano giocare come è loro diritto con le bambole,
io volevo giocare a calcetto. Lo facevo eh, ma questo creava quella piccola spirale di bullismo di cui
solo i bambini sono capaci – perché sì, i bambini sono sinceri ma sono anche sinceramente cattivi –
per la quale io non potevo giocare con i ragazzi perché ero una ragazza ma non potevo più giocare
con le “femmine” perché mi piacevano le cose da “maschio”. Una follia in realtà.
Quindi mi sono tenuta il mio appellativo da Maschiaccio, controvoglia, anche perché non credo
che ci sia una parola più umiliante di quella. E’ come dire che sono un maschio, ma allo stesso
tempo che non lo sono, e se anche lo fossi suona come se fossi uno di quelli “usciti male,
malandati”.

Ma non è colpa mia. Non mi sento a mio agio con l’incasellamento che questa società ha voluto
darmi. Sono una ragazza, ma uno dei tanti tipi di ragazze, anche se lo ammetto, forse avrei
preferito nascere in un corpo diverso.

Mi viene da piangere. E’ tristissimo sapere che qualunque cosa io faccia non sarò mai vista per
quella che sono, ma si soffermeranno tutti sul “Marzia, sai che con un po’ di trucco saresti davvero
bella?”

MONOLOGO CAMILLA

Non capisco proprio che mi prende. Non riesco a capire perché la delusione certe volte mi travolge
in questo modo. Alla fine sono sempre stata integra, chiara, non so perché tutti si concetrino su
altro. Come quando per esempio mi dicono in continuazione che sono troppo emotiva. Non ha
senso, perché dovrei nascondere come mi sento? Perché dovrebbe essere una vergogna?

La cosa che più mi dà fastidio è che mi si ripeta in continuazione che sono davvero bella, che ho
proprio una bella faccia. Come se fossi solo questo. Nessuno che si soffermi mai su quanto sono
brava, o su quanto impegno ci ho messo per fare le cose che faccio. Sono bella, e pare che questo
basti. Io non ci riesco, mi piacerebbe trovare qualcuno che non si interessi a me solo perché ho
effettivamente un bel faccino, o perché mi piace vestirmi bene, o perché sono troppo educata per
cercare di mandarvi a fanculo tutti quanti.

MONOLOGO MASSIMO

Ma vaffanculo! Che cosa cercano da me non lo so mica. Le donne, dico. L’uomo è cacciatore e il
cacciatore osserva le sue prede. Quindi non si lamentassero se le guardi per strada, o se ogni tanto
l’occhio mi cade su delle parti che, parliamoci chiaro, se non volessero che le guardassi, mica si
metterebbero quelle magliette scollate, o le minigonne, o che so io.
E’ sempre stato così, ma è di natura che è così, mica l’abbiamo deciso per scelta: la donna è
debole, ha bisogno di essere protetta, è fragile e delicata. E’ sensibile, non controlla le sue
emozioni, piange… Quindi ve lo ribadisco: Noi siamo il lato forte della specie, quello che sa
prendere le decisioni, l’iniziativa, quello che combatte fieramente per mantenere la propria
posizione. Quello che non si smuove mai. Quello che non piange mai.

PROVA DI MONOLOGO A TRE

MARZIA: Vi è mai capitato di sentirvi fuori posto? A me succede da tutta la vita. Non è una di
quelle frasi fatte, è proprio che mi succede da tutta la vita.
Mi spiego meglio: quando le altre bambine preferivano giocare come è loro diritto con le bambole,
io volevo giocare a calcetto. Lo facevo eh, ma questo creava quella piccola spirale di bullismo di cui
solo i bambini sono capaci – perché sì, i bambini sono sinceri ma sono anche sinceramente cattivi –
per la quale io non potevo giocare con i ragazzi perché ero una ragazza ma non potevo più giocare
con le “femmine” perché mi piacevano le cose da “maschio”. Una follia in realtà.

MASSIMO: Ma vaffanculo! Che cosa cercano da me non lo so mica. Le donne, dico. L’uomo è
cacciatore e il cacciatore osserva le sue prede. Quindi non si lamentassero se le guardi per strada,
o se ogni tanto l’occhio mi cade su delle parti che, parliamoci chiaro, se non volessero che le
guardassi, mica si metterebbero quelle magliette scollate, o le minigonne, o che so io.
E’ sempre stato così, ma è di natura che è così, mica l’abbiamo deciso per scelta: la donna è
debole, ha bisogno di essere protetta, è fragile e delicata. E’ sensibile, non controlla le sue
emozioni, piange…

CAMILLA: Non capisco proprio che mi prende. Non riesco a capire perché la delusione certe volte
mi travolge in questo modo. Alla fine sono sempre stata integra, chiara, non so perché tutti si
concetrino su altro. Come quando per esempio mi dicono in continuazione che sono troppo
emotiva. Non ha senso, perché dovrei nascondere come mi sento? Perché dovrebbe essere una
vergogna?

MARZIA: Mi viene da piangere. E’ tristissimo sapere che qualunque cosa io faccia non sarò mai
vista per quella che sono, ma si soffermeranno tutti sul “Marzia, sai che con un po’ di trucco saresti
davvero bella?”

CAMILLA: La cosa che più mi dà fastidio è che mi si ripeta in continuazione che sono davvero bella,
che ho proprio una bella faccia. Come se fossi solo questo. Nessuno che si soffermi mai su quanto
sono brava, o su quanto impegno ci ho messo per fare le cose che faccio. Sono bella, e pare che
questo basti. Io non ci riesco, mi piacerebbe trovare qualcuno che non si interessi a me solo
perché ho effettivamente un bel faccino, o perché mi piace vestirmi bene, o perché sono troppo
educata per cercare di mandarvi a fanculo tutti quanti.

MASSIMO: Quindi ve lo ribadisco: Noi siamo il lato forte della specie, quello che sa prendere le
decisioni, l’iniziativa, quello che combatte fieramente per mantenere la propria posizione. Quello
che non si smuove mai. Quello che non piange mai.
SCENA BOH – Marzia si sta preparando per uscire, è da sola a casa, e sta scegliendo come vestirsi.
Sembra molto agitata. Si sta guardando allo specchio, scegliendo che maglietta mettersi, quando si
toglie il reggiseno e prova con una benda ad appiattirlo. Una volta fatto sembra più sollevata, fissa
lo specchio e sorride. Dura un attimo. Poi un po’ sconcertata si siede a terra e fissa il pavimento.
Buio

PER SCENA UNO: Massimo sta molestando Marzia, non capisce che la deve lasciare perdere.

MASSIMO: Dai ma non lo vedi che ti stai perdendo? Sono bello, sono prestante, sono forte. Lo
sento che hai bisogno di essere protetta. Vuoi del calore umano, io te lo posso dare.. Ti dirò di più
ho quasi l’impressione di aver avuto un colpo di fumine. Forse potrebbe nascere una bella storia
d’amore tra noi, dopo questa notte

MARZIA: (ride di gusto) Guarda, rischierò volentieri di perdere l’amore della mia vita stasera

MASSIMO: Ma perché scusa, tarparsi le ali così?

MARZIA: Guarda, piuttosto che finire con uno come te, preferirei rimanere una donna sola piena di
gatti. Già mi ci vedo: uno che palesemente non alzerebbe manco un dito per poggiare la sua
forchetta nel lavandino e che – sia mai – pieghi i suoi vestiti da solo. Ma per piacere!

MASSIMO: Beh, ma perché, non saresti soddisfatta di qualcuno che porta il pane a casa? Un vero e
proprio fenomeno?

MARZIA: Certo, perché io non dovrei lavorare per stare dietro ai bambini vero?
Guarda, sorvolerò sul fatto che sia una molestia vera e propria sedersi, fissare qualcuno mentre
lavora, e continuare a importunarlo con l’unico scopo di portarselo a letto. Ma davvero non posso
di certo cedere all’ennesimo folgorato di turno che vuole solo farmi vedere quanto è maschio.
Anche perché, detto sinceramente la parola “fenomeno” suona più come un lampante caso da
ricovero. (silenzio)
E ora gentilmente, ma anche no in realtà, levati dai coglioni.

Momento di silenzio. Massimo si arrabbia, dà un pugno sul tavolo, poi esce.

SCENA BOH – Marzia e Camilla sono a casa e stanno parlando. Non si vedono dalla sera al pub.
Camilla le sta raccontando di essere uscita con un ragazzo di recente e l’appuntamento è andato
male.

CAMILLA: dio, credo la cosa più assurda sia il fatto che abbia fatto apprezzamenti sul mio corpo
dopo neanche un minuto. Come se fossi solo questo.

MARZIA: ma io mi chiedo perché tu non sia fuggita subito.

CAMILLA: Lo so, avrei dovuto. Ma che ne sai, magari si riprendeva dopo. Poi comunque aveva dei
tratti di dolcezza, altrimenti non sarei rimasta. Anche se sembra uno che non sa tanto badare bene
a se’ stesso. Ma in senso dolce, come se avesse proprio bisogno di qualcuno che si prenda un po’
cura di lui.(pausa) alla fine non credo sia andata poi così male, solo… solo non capisco. Era molto
surreale. Tutta questa storia della relazione aperta, mi suona come una cosa molto strana.

MARZIA: Suona come qualcuno che vuole solo scoparti Cami. Sinceramente non capisco perché ti
pieghi sempre a queste cose. Non sei solo bella, sei proprio una bella persona. Solo che
ovviamente serve tempo per aprirsi. E continuare a cercare persone online su dei siti che hanno
come unico scopo quello di far accoppiare gente indistintamente in base ad un algoritmo non mi
sembra un’ottima idea.

CAMILLA: Non è che non hai ragione, ma che dovrei fare? Alla fine è anche vero che non si
conosco più persone tanto facilmente come prima. Tutta questa retorica dei social è una parte
importante. Poi sicuramente mi concentro così tanto a curare il mio profilo che magari non mi
accorgo che l’amore della mia vita è proprio qui davanti a me

MARZIA: (ha un minimo di reazione) Eh… Ma non capisco perché uno debba impegnarsi così tanto
per qualcuno che non ha mai visto di persona, solo per ritrovarsi ad uscire con qualcuno che
sembra abbia la plasticità mentale degli spot della Mulino Bianco.

CAMILLA: (ride confusa) Ma che c’entra adesso la Mulino Bianco? Ce l’hai con loro sto periodo?
Hanno fatto qualche danno ambientale da qualche parte?

MARZIA: No, per fortuna nessun danno ambientale. Dico, gli hai mai visti i loro spot?

CAMILLA: Sì

MARZIA: E non ti viene voglia di urlare ogni volta? Oh io sono consapevole che Giorgio Barilla sia
dichiaratamente conservatore, solo che certe volte non so se ridere o piangere. Alla fine i loro spot
passano in tv, li vedono milioni di persone. Per farti capire nell’ultimo spot, mi pare fossero “Le
Piadelle”, il protagonista è un uomo. Ovviamente, è dipinto come il marito modello che però,
stando alla narrazione stereotipata della società, non è minimamente in grado di badare ai figli in
assenza della madre, né tantomeno di cucinare per se’ e la sua prole un pasto decente. Quindi
arriva in soccorso la Mulino Bianco, con queste cazzo di piadelle, perché basta metterle nel
tostapane, perché altrimenti si nutrirebbe .. che ne so.. di insetti e bacche raccolte nel bosco. Da
bravo cacciatore qual è l’uomo.
Capito che intendo?

CAMILLA: Non è che ti ho seguito molto

MARZIA: Piadelle a parte, è solo che forse dovresti smetterla di continuare a giustificare in
continuazione i casi umani che ti circondano, perché qualcuno che sa badare a se’ stesso esiste, e
magari dovresti concentrarti di più su di te, smetterla di sminuirti per qualcun altro. Concentrarti
su ciò che ti fa stare bene, su chi ti fa stare bene.