Sei sulla pagina 1di 9

lOMoARcPSD|8942858

Dottrina dei sacramenti (franz josef nocke)

Teologia II (Università Cattolica del Sacro Cuore)

StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.


Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)
lOMoARcPSD|8942858

DOTTRINA DEI SACRAMENTI (Franz-Josef Nocke)


Rappresenta uno degli ambiti più frequentati dalla teologia cattolica nel XX secolo.
Il testo offre strumenti di presentazione sintetica, ma non superficiale, in grado di dare una prima informazione
affidabile sulle questioni fondamentali.

PARTE PRIMA: DOTTRINA GENERALE DEI SACRAMENTI


INTRODUZIONE
Da alcuni decenni la partecipazione dei cristiani cattolici ai sacramenti è in continua diminuzione.
Negli ultimi anni è avvenuto un risveglio di interesse per il simbolo: non c’è più la preoccupazione del futuro
dopo la morte ma la preoccupazione per la buona riuscita nella vita terrena.
EVANGELIZZARE: invitare a impegnarsi per gli altri

TERMINOLOGIA
Con il vocabolo sacramentum si traduce il vocabolo greco mystèrion: ha a che fare con il culto, è un’esperienza
che si sottrae al pensiero discorsivo e che non è formulabile in parole; il termine indica una realtà e una
partecipazione a tale realtà che superano il linguaggio e il discorso razionale.
Il mistero di Dio è Gesù Cristo, questo mistero diventa presente nella comunità in cui Gesù Cristo è predicato.

MENTALITÀ SACRAMENTALE
= convinzione che la storia di Dio con gli uomini si verifica in eventi, azioni e incontri storicamente afferrabili,
che diventano segni della vicinanza divina: in essi Dio si “mostra” agli uomini e si avvicina loro trasformandoli.
Concetto di rivelazione come autocomunicazione: Dio si dona e mostra in questo modo chi è.

ANTICO TESTAMENTO: segno centrale è l’esodo dall’Egitto.


 Dio elegge il popolo, lo libera, lo salva e si dà a conoscere in questo evento come Jahvè, come liberatore,
salvatore e Dio forte e affidabile. (ritualizzato nella festa Pesah)
 Segno realizzante l’amore e l’interessamento di Dio è la Torah che viene letta ad alta voce nel culto, il saggio
la medita giorno e notte nel periodo postesilico (dopo l’esilio) Israele la celebra in una festa annuale in cui i
rotoli della Scrittura vengono portati in processione.
 Tutta la storia di Israele ha un carattere simbolico. Le azioni profetiche simboliche sono: Elia getta il proprio
mantello sull’Eliseo, Osea sposa un’adultera, Geremia compra un campo.
 Perfino gli eventi dolorosi possono divenire un segno della vicinanza di Jahvè.

NUOVO TESTAMENTO: segno centrale è Gesù Cristo


 Parla del mondo
 L’eterna potenza e divinità di Dio possono essere conosciute partendo dal mondo creato
 I sinottici descrivono in maniera plastica alcune azioni di Gesù
 Il vangelo di Giovanni chiama spesso le grandi azioni di Gesù: segni (Gesù stesso è segno di Dio)
 Molti elementi sono riassunti nella frazione del pane con cui la comunità fa suo e continua il segno della
comunione di mensa praticato da Gesù (azione simbolica centrale della comunità)
 I riti più importanti sono: battesimo ed eucarestia
 MYSTERION: come Gesù risorto è il mistero per eccellenza di Dio e come questo mistero si rende presente
nella comunità, così Gesù Cristo è il segno efficace di Dio per eccellenza e la comunità diventa un segno
perché e in quanto in essa opera il Gesù risorto.

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)


lOMoARcPSD|8942858

SVILUPPO STORICO-DOGMATICO
Tappe del pensiero teologico sui sacramenti sono costituite dal pensiero:
 dei Padri della Chiesa (II-V sec.),
 di S.Agostino (354-439),
 della Scolastica (XII-XIII sec.),
 della Riforma
 del Concilio di Trento (1545-1563),
fino al Concilio Vaticano II (1962-1965).

 CHIESA ANTICA: Dal II secolo in poi nella teologia occidentale i termini mystèrion e sacramentum tendono a
fondersi. Mysterion inizialmente (secondo la concezione paolina) era un unico mistero, ora si parla di misteri
al plurale e con essi vengono intese anche le azioni liturgiche. Il Sacramentum è sia l’azione consacrante sia il
mezzo consacrante. Le traduzioni in Italia preferiscono il termine mstèrion, quelle effettuate in Africa, invece,
prediligono il termine sacramentum.
Sacramenti d’Israele: circoncisione, sacrifici, festa della Pasqua, unzione dei sacerdoti e dei re, cerimonia
della nuova alleanza…
Il pensiero dei padri greci è che la Chiesa si muove all’interno di simboli. Uomo e mondo vengono
interpretati in modo che una realtà è simbolo dell’altra più alta; la realtà superiore esprime se stessa in
quella inferiore.
I padri greci interpretano i riti battesimali come “immagini” e “imitazioni” della passione, morte e
resurrezione di Cristo(spogliazione prima dell’immersione = spogliazione di Cristo prima di essere crocifisso).

 Agostino dà un grande influsso alla teologia occidentale dei sacramenti partendo dalla distinzione tra “res”
(cosa) e “signum” (segno).
Cosa=realtà che non esistono per indicare qualcosa ma unicamente per se stesse
Segni=rimandano sempre a qualcos’altro. I segni naturali lasciano involontariamente riconoscere una cosa
(fumo indice di fuoco); i segni dati sono posti intenzionalmente per far conoscere qualcosa (parola).
I sacramenti sono segni dati, sono detti segni sacri (signa sacra) perché indicano una realtà sacra. Attraverso
le cose visibili il credente è orientato alle realtà invisibili.
Oriente: pensiero più direttamente biblico e simbolico-reale
Occidente: pensiero che dà precedenza alla parola, al concetto e alla distinzione dei vari elementi.

 Al tempo della prescolastica circolano idee differenti riguardo al numero dei sacramenti. Con la scolastica
nascono i primi trattati sui sacramenti e, verso la metà del sec. XII, la fissazione del numero settenario.
Ugo di S.Vittore: nel sacramento non c’è solo il simbolo, ma anche l’efficacia. Il sacramento rappresenta una
grazia invisibile e spirituale.
Pietro Lombardo: il sacramento è ciò che è segno della grazia di Dio in modo tale da portarne l’immagine ed
esserne la causa.
Bonaventura: respinge l’idea di un’efficacia causale del sacramento perché la grazia sarebbe infusa solo da
Dio e Dio non avrebbe legato la sua potenza ai sacramenti.
Tommaso d’Aquino: i sacramenti non sono cause ma soltanto condizioni della grazia. Egli sostiene l’idea della
causalità strumentale, i sacramenti sono strumenti nelle mani di Dio. I segni corporei e materiali
corrispondono alla costituzione corporea dell’uomo.
L’efficacia dei sacramenti dipende dall’azione di Dio e viene espressa “ex opere operato” (in virtù del rito
celebrato) e non solo “ex opere operantis” (in virtù di colui che amministra o riceve il sacramento).

Per somministrare i sacramenti sono necessari: un ministro (che opera secondo l’intenzione della Chiesa), la
Parola e la Materia (la parola dà forma alla materia, la materia dà concretezza alla parola)

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)


lOMoARcPSD|8942858

Materia sacramenti e forma sacramenti non sono singole parti separabili ma costitutivi di un tutto che si
determinano a vicenda e caratterizzano l’azione simbolica sacramentale come un evento complessivo e
unitario.

Tommaso d’Aquino propone i sette sacramenti (battesimo, confermazione, eucaristia, penitenza, estrema
unzione, ordine e matrimonio) che contengono la grazia e la danno a chi li riceve degnamente.
Con il concilio di Firenze si è giunti alla conclusione che i sacramenti constano di tre elementi: cose come
materia, parole come forma, persona del ministro che conferisce il sacramento con l’intenzione di fare
quello che fa la Chiesa.

 La riforma protestante:
 sostengono l’importanza di attenersi alla testimonianza della Scrittura:sono scettici nei confronti del
termine sacramento che non compare nella Bibbia.
- riducono i sacramenti a tre: battesimo, eucarestia, penitenza
- ritengono che il semplice atto del rito non produca la grazia senza fede e partecipazione del cuore.
Lutero: adopera volutamente il termine “sacramento” per tutta la vita in più significati; se voglio parlare
secondo il linguaggio della Scrittura esistono un unico sacramento e tre segni sacramentali.
H.Zwingli: i sacramenti sono semplici segni di riconoscimento (cerimonie di ingresso e assunzione di impegni)
che non producono grazia ma la testimoniano soltanto.
G.Calvino: il sacramento è una testimonianza della grazia di Dio nei nostri riguardi, confermata da segni
esteriori, unita alla dichiarazione da parte nostra dell’onore che gli dobbiamo.

 Il Concilio di Trento (1545-1563) ribadisce il numero settenario dei sacramenti e difende la formula “ex
opere operato”.

Dopo il concilio di Trento si inizia a parlare di efficacia:

Fisica Morale Intenzionale


i sacramenti hanno un i sacramenti inducono Dio i sacramenti non producono di-
influsso fisico su dio a concedere la Grazia rettamente la Grazia, ma prepa-
rano il soggetto a riceverla.

Odo Casel: teologia dei misteri, partecipando in maniera teatrale all’evento simbolico si partecipa alla vita
divina. La liturgia è una rappresentazione drammatica, un evento che coinvolge e trasforma i singoli spettatori.
Otto Semmelroth: la Chiesa non amministra solo i sacramenti ma è essa stessa un sacramento, u segno efficace
della grazia di Dio. Nasce il concetto analogico di sacramento: Cristo (sacramento originario), Chiesa
(sacramento fondamentale), sacramenti (atti fondamentali della Chiesa).

RIFLESSIONE SISTEMATICA
I Sacramenti sono atti che esprimono la vita della Chiesa. Sono celebrazioni della comunità, annunciano Gesù
Cristo e vengono rappresentati in forma comunicativa. Essi:
 sono reaIi (segno realizzante) e simbolici (rappresentativi)
 devono essere considerati partendo da Dio; la grazia di Dio si attualizza efficacemente nei sacramenti,
creando la sua espressione nello spazio e nel tempo.
 la loro forza deriva dall’azione redentrice di Dio in Cristo.
 sono costituiti dalla Parola che crea la realtà: sono una rappresentazione drammatica che trasforma
i partecipanti.

I sacramenti sono celebrazioni della Chiesa con dei segni distintivi:


 sono atti della comunità
 la comunità è soggetto della celebrazione sacramentale

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)


lOMoARcPSD|8942858

 ogni celebrazione vive di una speranza


 rilevanza dei sacramenti per la prassi (la felicità del momento alleggerisce i doveri)
 i sacramenti non possono costituire il tutto dell’esistenza cristiana o della vita della Chiesa
 bisogna prediligere una considerazione globale del sacramento.

PARTE SECONDA: I SINGOLI SACRAMENTI

BATTESIMO
- primo e fondamentale sacramento nel processo di iniziazione cristiana;
- è la base essenziale per ricevere gli altri sacramenti;
- inserisce il credente nella comunità ecclesiale (nel popolo di Dio) in cui è chiamato a vigere e
testimoniare la propria fede. Vive di esperienza battesimale e dello spirito dato nel battesimo: il battesimo
deriva dalla fede (dei genitori) e genera la fede nel battezzato
- è segno della salvezza escatologica (alla fine dei tempi)
- è accompagnato dal dono dello Spirito Santo che fa nuove tutte le cose, le rigenera e le ricostituisce nella vita
stessa di Dio.

Significati antichi dell’acqua: - potenza caotica pericolosa per la vita (es. diluvio universale)
- fonte di vita (passaggio del mar Rosso che permette a Israele di
conoscere la sua liberazione)
- purifica e vivifica (Ezechiele: “lavami e sarò + bianco della neve)

Battesimo di Giovanni: segno di conversione in vista della venuta del Signore “Io vi ho battezzati
con l’acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”

Battesimo di Gesù ad opera di Giovanni: Gesù è solidale con la comunità. Con il battesimo si sviluppa la
comunità dei fedeli (riportato in tutti quattro i Vangeli)

Il sacramento: i battezzandi non si battezzano da soli (come avviene in Israele) ma sono battezzati. Il battesimo
non è quindi solo un’azione di coloro che si accostano ad esso ma soprattutto un evento che viene loro
comunicato.
Il battesimo è preceduto dall’evento della Pentecoste e dalla predicazione del vangelo.
Il battesimo presuppone la fede; la fede del battezzato vive dell’esperienza battesimale e dello Spirito di Dio
donato nel battesimo.
Il battesimo viene amministrato per la remissione dei peccati. Con il battesimo nasce e si sviluppa la comunità,
decisiva non è la grandezza numerica ma la solidarietà fra battezzati.

La storia del battesimo rispecchia la storia della Chiesa

Sviluppo storico dogmatico:


1) Nella Chiesa Antica: il battesimo era preceduto da 3 anni di catechismo e segnava il passaggio alla comunità
illuminata dalla spirito di Dio (nuova vita)
2) Nella Chiesa Imperiale: il battesimo simboleggiava la partecipazione al mistero pasquale di Cristo
3) Nell’Alto Medioevo: si ha il passaggio alla religione cristiana di interi popoli (il cristianesimo era però
superficiale e mischiato a pratiche magiche)
4) Durante la Scolastica: vi erano 4 cause per battezzarsi:
-materiale : è il soggetto che riceve il dono
-formale: è Gesù che lo impone
-finale: regno dei cieli

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)


lOMoARcPSD|8942858

-efficiente: (Mc16,16) “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non
crederà sarà dannato”
5) Durante l’epoca della Riforma:
- Lutero: afferma che la fede è necessaria per dare validità al battesimo
- Zwingli: afferma che il battesimo testimonia solo l’impegno del credente,ha solo valore distintivo
- Calvino: afferma che il battesimo è segno con cui manifestiamo la nostra fede
6) Concilio di Trento: battesimo legato alla storia del peccato originale; è fondamentale per la
salvezza dell’uomo

7) Concilio Vaticano II: introduce la questione del battesimo dei bambini, in quanto secondo il
nuovo rito le domande sono rivolte ai genitori
- Barth: afferma che il battesimo dei bambini è valido, ma non ha senso perché è attraverso il battesimo che noi
manifestiamo la nostra fede
- Schlink: afferma che il battesimo dei bambini è valido perché è la realizzazione del principio “solo grazia”,
secondo cui l’uomo viene accolto nel regno di Dio senza la sua cooperazione

FEDE: vive di esperienza battesimale e dello spirito dato nel battesimo


CONVERSIONE: remissione dei peccati
BATTESIMO: svolta fondamentale nuovo stile di vita

Battesimo dei bambini: si prega sul bambino, si agisce su di lui, lo si chiama per nome ma non lo si introduce
nel dialogo poiché il dialogo avviene tra sacerdote e genitori (in passato padrino o madrina facevano le veci del
piccolo). A differenza del battesimo degli adulti, quello dei bambini non è un segno della conversione e della
risposta della fede al vangelo consapevolmente posto al battezzando.
La legittimità del battesimo dei bambini ha 4 aspetti fondamentali:
 Biblico-storico: siamo a conoscenza di racconti sul battesimo di adulti ma non di quello di bambini
 Dogmatico: il battesimo può essere concepito come il dischiudersi di uno spazio di fede
 Etico: il battesimo dei bambini non deve e non può essere visto come una manipolazione disonesta
 Pedagogico-religioso: i bambini dipendono e dipenderanno sempre anche se avranno scelte autonome
durante l’adolescenza.

CONFERMAZIONE (cresima): SIGILLO – ALLEANZA


 è il dono dello Spirito Santo collegato al battesimo
 consiste nell’imposizione delle mani: (trasmissione di vita, forza, energia) e nell’unzione con il Sacro Crisma
(olio)
 è il completamento del battesimo, rinnovo della volontà di essere cristiani
 da adulti: segno del pieno inserimento nella Chiesa
 da bambini: segno della decisione personale del credere

Sviluppo storico dogmatico:


1) Nella Chiesa Antica: il battesimo comporta la remissione di peccati e il dono dello Spirito Santo; la teologia
cresimale si fonda in quella battesimale
2) Nel IV secolo: in occidente: l’imposizione delle mani si separa dal battesimo, per la necessità di
battezzare i bambini e di ammettere eretici battezzati
in oriente: rito unitario dell’eucarestia
3) Con la Riforma Protestante: la confermazione è vista come svalutazione del battesimo e non è stata
istituita da Gesù.
4) Con il Concilio Vaticano II: - torna la connessione battesimo-cresima;

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)


lOMoARcPSD|8942858

- prima del rito della cresima vengono rinnovate le promesse battesimali


- il ministro della confermazione è il vescovo (può delegare un presbitero)

EUCARISTIA
- è l’evento liturgico (la messa)
- è segno della comunione con DiO: fa riferimento all’assemblea che si raduna nel nome di Gesù
- la comunione è con Cristo ed è segno di riconciliazione con lui
- 3 aspetti inseparabili nel sacramento dell’eucarestia:
 La professione di fede
 L’amore incarnato nell’impegno concreto
 La celebrazione corporea del sacramento
- il banchetto: in Israele ha significato di comunione, accoglienza, ospitalità; per Gesù diventa il segno con cui
Dio chiama a raccolta tutti gli uomini e li invita a rientrare nella casa del Padre, cioè a
partecipare alla comunione di vita con Dio.

Ultima Cena (il Giovedì santo):


 ultimo banchetto, è il punto culminante della vita di Gesù, è segno di speranza di fronte alla morte.
 le comunità del nuovo testamento celebrano la frazione del pane “Fate questo in memoria di me”
 è segno della comunità unita
 pane e vino sono segni della venuta di Dio (e del suo regno), segno dell’alleanza con Dio e con gli
uomini; sono il simbolo del corpo e del sangue di Gesù

- con l’eucarestia i cristiani annunciano, testimoniano e celebrano la morte di Cristo

Sviluppo storico dogmatico:


1) I secolo: eucarestia affiancata alla liturgia della parola
2) Con Costantino: l’eucarestia è contemplazione piena di fede (Ambrogio- Agostino)
3) Nel Medioevo: si ha un approccio più realistico, eucarestia come dono
4) Durante la Riforma: nascono delle critiche :
-alla ripetizione: ripetere il sacrificio alla croce è una contraddizione alle lettere agli
ebrei che parlavano di unicità del sacrificio di Cristo
-alla presenza reale di Cristo nella comunione (Lutero la individua, Zwingli no)
- alla negazione del calice ai laici
5) Concilio di Trento: fornisce una risposta alle critiche della Riforma attraverso la riforma della liturgia:
 il Sacrificio diventa rappresentazione, memoria
 la presenza reale diventa transustanziazione (Cristo corporeo completo-trasformazione
del pane in corpo e del vino in sangue); il calice ai laici non è necessario ma nemmeno
vietato: Cristo viene ricevuto totalmente nel pane
6) Nel XX secolo: - con Pio X la comunione è frequente
- si riflette sulla funzione di memoria (storia della salvezza, venuta di Cristo), parola, sacrificio
(dono della vita di Cristo)

EPICLESI =INVOCAZIONE DELLO SPIRITO SANTO


PENITENZA
- riconciliazione con Dio (gli uomini peccano e Dio offre loro nuove possibilità), con sé e con gli altri
- per la remissione dei peccati (di cui Gesù parla nella sua predicazione) è necessario il pentimento

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)


lOMoARcPSD|8942858

- i segni sacramentali della conversione e del perdono dei peccati sono:


 battesimo: conversione e perdono dei peccati
 eucarestia: realizzazione del perdono
 unzione degli infermi

Sviluppo storico dogmatico:


1) Nella Chiesa Antica: chi ha peccato viene escluso dalla comunione eucaristica.
Scomunica: penitenza (può durare anni); la riconciliazione è segnata dalla comunione
(proporzionata alla colpa).
2) Dal VI secolo:- confessione personale con il priore
- vengono introdotti la ripetibilità, il mantenimento del segreto, l’assoluzione subito dopo la
comunione
3) Dal XII secolo: il perdono dei peccati avviene solo tramite il pentimento
4) Dal XIII secolo: si ha un collegamento tra necessità del pentimento e assoluzione sacerdotale
Si parla di “potere delle chiavi”: al potere concesso ai sacerdoti di fare da tramite tra Dio e gli
uomini; solo Dio però concede il perdono.
Forme particolari di prassi potenziale ecclesiale:
 indulgenza (XI SEC): - modifica della penitenza in cambio di denaro e penitenza
- prevede: preghiera, atto di penitenza, elemosina
 Confessione fatta ai laici (persone piene di Spirito Santo, guide spirituali per portare il
penitente alla riconciliazione)
5) il Concilio Lateranense IV (1215): obbliga ogni fedele a confessare tutti i peccati almeno una volta
all’anno
6) Dal Concilio di Trento: la penitenza è un sacramento istituito da Gesù che serve per salvarsi
7) Oggi: si parla di confessione auricolare - il penitente incontra Cristo che lo perdona tramite il sacerdote
- è divisa in 3 momenti:
- giudizio: riconoscimento delle proprie colpe e giudizio
di perdono e di grazia da parte del sacerdote
- riconciliazione: con Dio, con sé stessi, con gli altri
- guarigione

UNZIONE DEGLI INFERMI


- è accessibile a tutti i membri della Chiesa
- è un sacramento di aiuto in caso di grave malattia che in Israele è segno della lontananza da Dio: la preghiera e
l’unzione della comunità diventano il segno della vicinanza di Dio che libera dal dolore e dalla
sofferenza: Gesù introduce la guarigione dei malati e il contatto simboleggia la reale vicinanza salvifica di Dio,
nel Nuovo Testamento vi sono accenni all’unzione con olio (=rimedio universale per guarire e curare le ferite).

Sviluppo storico dogmatico:


1) Nel VIII secolo: diventa il sacramento amministrato alla fine della vita
2) Con il Concilio Vaticano II: il sacramento - si amministra quando il fedele è in pericolo di morte
- è segno della vicinanza, dell’amore e della salvezza di Dio
- viene rinominato (Estrema unzione, Unzione degli infermi,
Sacramento dei moribondi)
ORDINE
- è la consacrazione sacerdotale
- condizioni di ammissione: dialogo, contatto, maturità, autonomia, celibato
- si articola in diversi gradi:

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)


lOMoARcPSD|8942858

 Ordine episcopale: atto collegiale compiuto da più vescovi per governare la Chiesa locale
 Ordinazione del presbitero: col compito di annunciare a tutti il vangelo e di celebrare la
comunione, formando un’autentica comunità cristiana
 Ordinazione del diacono: con la facoltà di - amministrare alcuni sacramenti (battesimo,
matrimonio e unzione degli infermi)
- impartire benedizioni di persone, luoghi e
oggetti, benedizioni eucaristiche
- lettura del Vangelo nelle celebrazioni e concelebrazioni
eucaristiche, presiedute da un presbitero o da un vescovo

Sviluppo storico dogmatico:


1) Alla fine del I secolo: differenziazione dei ministeri (vescovo, presbitero, diacono)
2) Nel XX secolo: Pio XII determina l’imposizione delle mani come unica materia di ordinazione
3) Con il Concilio Vaticano II: collegialità dei vescovi, predicazione, sacerdozio comune dei fedeli
(partecipano al sacerdozio di Cristo)

MATRIMONIO
- Unità tra amore di Dio e amore del prossimo
- Totale comunione di vita
- Oggi non è più l’unico luogo di relazioni intime socialmente accettato, ci si chiede quindi quale sia il senso del
rito ufficiale del Matrimonio (la sacramentalità del matrimonio sta nel fatto che l’amore tra gli uomini
rappresenta e realizza l’amore di Dio per gli uomini e quello di Cristo per la sua Chiesa).
- comporta un destino comune
- è un progetto per tutta la vita
- è il donarsi liberamente ed accettare il dono dell’altro
- è la massima vicinanza, la massima libertà e autonomia.

Sviluppo storico dogmatico:


1) I primi cristiani: difendono il matrimonio come lecito perché voluto da Dio;
2) Nel Medioevo: celebrazione ecclesiale del matrimonio.
3) Durante la RIFORMA: i protestanti contestano la sacramentalità del matrimonio perché nella scrittura non si
ritrova l’istituzione di questo sacramento;
4) Con il Concilio di Trento: viene stabilito che un matrimonio per essere valido deve essere celebrato con la
forma ecclesiale.
5) Nel XIX – XX secolo: il matrimonio viene concepito in maniera più personale, come un patto d’amore.
6) Il Concilio Vaticano II: afferma che i coniugi partecipano al mistero di unità e di fecondo amore che intercorre
tra Cristo e la sua Chiesa; si aiutano a vicenda per raggiungere la santità nella vita coniugale, accettando ed
educando la prole.

Scaricato da dan gre (grecdaniel@gmail.com)