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Fryderyk Chopin

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Fryderyk Franciszek Chopin, anche noto con il nome francesizzato


di Frédéric François[1] Chopin[2] (Żelazowa Wola, 22 febbraio
1810[3] – Parigi, 17 ottobre 1849), è stato un compositore e pianista
polacco.

Fu uno dei più importanti compositori del periodo romantico, talvolta


definito «poeta del pianoforte»,[4] il cui "genio poetico" è basato su
una tecnica professionale che è "senza eguali nella sua
generazione."[5]

Bambino prodigio, crebbe in quello che fu l'allora Ducato di Varsavia,


dove ebbe modo di completare la sua formazione musicale. A seguito
della repressione russa della Rivolta di Novembre (1830), all'età di 20
anni si trasferì a Parigi nel contesto della cosiddetta Grande
Emigrazione polacca.

Durante gli ultimi diciotto anni della sua vita si esibì pubblicamente
solo trenta volte, preferendo l'atmosfera più intima dei salotti. Visse e Ritratto di Fryderyk Chopin, dipinto di
si mantenne grazie alla vendita delle sue composizioni e con Maria Wodzińska del 1835
l'insegnamento del pianoforte, per il quale la domanda era consistente.
Chopin fu in amicizia con Franz Liszt e fu ammirato da molti dei suoi
contemporanei, tra cui Robert Schumann. Nel 1835 ottenne la
cittadinanza francese. Dopo il fallimento della relazione con Maria
Wodzińska, che durò tra il 1835 e il 1837, intraprese un rapporto
spesso controverso con la scrittrice francese George Sand. Un breve
ed infelice soggiorno a Maiorca con la Sand, avvenuto tra il 1838 e il
1839, coincise con uno dei suoi periodi più produttivi per quanto
riguarda la composizione. Nei suoi ultimi anni, fu sostenuto Firma di Chopin
finanziariamente dalla sua mecenate Jane Stirling, che gli organizzò
anche un viaggio in Scozia nel 1848. Per la maggior parte della sua
vita, Chopin soffrì di una cattiva salute. Morì a Parigi nel 1849, di tubercolosi.

Gran parte delle composizioni di Chopin vennero scritte per pianoforte solista; le uniche significative eccezioni
sono i due concerti, quattro ulteriori composizioni per pianoforte e orchestra, e la Sonata op. 65 per pianoforte
e violoncello. Scrisse anche alcune composizioni di musica da camera e alcune canzoni su testi polacchi. Il suo
stile pianistico fu altamente individuale e spesso tecnicamente impegnativo, ma mantenendo sempre le giuste
sfumature e una profondità espressiva. Egli inventò la forma musicale nota come ballata strumentale e addusse
innovazioni ragguardevoli alla sonata per pianoforte, alla mazurca, al valzer, al notturno, alla polonaise, allo
studio, all'improvviso, allo scherzo e al preludio. Le influenze sul suo stile compositivo includono la musica
popolare polacca, la tradizione classica di Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Wolfgang Amadeus
Mozart, Ludwig van Beethoven e Franz Schubert, come quella dei salotti parigini ove era ospite frequente. Le
sue innovazioni nello stile, nella forma musicale e nell'armonia e la sua associazione della musica con il
nazionalismo, sono stati influenti in tutto il periodo romantico e anche successivamente.
Il suo successo universale come compositore, la sua associazione (anche se solo indiretta) con l'insurrezione
politica, la sua vita sentimentale e la morte precoce hanno fatto diventare Chopin un mito del romanticismo. È
stato soggetto di numerosi film e biografie con diversi livelli di accuratezza storica.

Indice
Biografia
Infanzia
Istruzione
Viaggi e successo nazionale
Gli anni della maturità artistica
Ultimo periodo della vita
Vita sentimentale e sessuale
Cronologia
Composizioni
L'amata Polonia
Strumenti
Registrazioni su strumenti d'epoca
Filmografia
Luoghi e monumenti dedicati a Chopin
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni

Biografia

Infanzia

Chopin nacque a Żelazowa Wola,[6] (una frazione di Sochaczew, comune rurale situato a 60 chilometri a ovest
di Varsavia) in quello che allora era il Ducato di Varsavia, uno stato polacco istituito da Napoleone Bonaparte.
Il registro parrocchiale dei battesimi della chiesa di Brochow indica la sua data di nascita il 22 febbraio 1810 e
cita i suoi nomi nella forma latina Fridericus Franciscus[6] (in polacco, Fryderyk Franciszek).[6] Quando tre
settimane dopo la sua morte Liszt, dichiarando che avrebbe voluto pubblicare qualche pagina in onore "di una
delle glorie più nobili dell'arte", richiese alla sorella di Chopin, signora Jedrzeiewicz, alcuni dati biografici ne
ebbe in risposta che solo i ricordi della madre avrebbero potuto stabilirlo. La madre, in buona fede, ricordava
stranamente il giorno 1° di marzo. Quello che era un lapsus memoriae finì col diventare la data di nascita
ufficiale, avvalorata dalle lettere di famiglia in cui si cita sempre erroneamente. Il compositore e la sua famiglia
utilizzarono come data di nascita il 1º marzo[6][7] e, anche se la Chopin Society celebra il 22 febbraio,
generalmente il 1º marzo è più spesso considerato corretto.[8]

Il padre di Fryderyk, Nicolas Chopin, fu un francese originario della Lorena emigrato in Polonia nel 1787,
all'età di sedici anni.[9] Nicolas fu insegnante per i figli dell'aristocrazia polacca e, nel 1806, sposò Justyna
Krzyżanowska, imparentata con gli Skarbeks, una delle famiglie per i quali egli lavorò.[10] Fryderyk fu
battezzato il giorno di Pasqua, domenica 23 aprile 1810, nella stessa chiesa dove
i suoi genitori si erano sposati, presso Brochów.[6] Il padrino diciottenne – dal
quale prese il nome – fu Fryderyk Skarbek, allievo di Nicolas Chopin.[6]
Fryderyk fu il secondo figlio della coppia e unico figlio maschio; ebbe una
sorella maggiore, Ludwika (1807-1855) e due sorelle più piccole, Izabella (1811-
1881) ed Emilia (1812-1827).[11] Nicolas fu devoto alla sua patria adottiva e
insistette affinché, in famiglia, si facesse uso della lingua polacca.[6]

Nel mese di ottobre 1810, sei mesi dopo la nascita di Fryderyk, la famiglia si
trasferì a Varsavia, dove al padre venne affidato il posto di insegnante di francese
al Liceo di Varsavia. Il padre suonava il flauto e il violino;[12] la madre il
pianoforte e impartiva lezioni.[13] Il giovane Chopin fu di esile corporatura e,
anche nella prima infanzia, si dimostrò di salute cagionevole.[14] Intorno ai 9-10 Il padre di Chopin,
anni, Fryderyk cominciò a soffrire di una tosse incessante che lo accompagnò Nicolas Chopin, dipinto
fino alla morte. L'interpretazione più accettata oggi è che questa tosse fosse da Ambroży
espressione di una tubercolosi polmonare. Fra i fautori di questa interpretazione Mieroszewski, 1829
ci fu Jean Cruveilhier, patologo francese che assistette Chopin negli ultimi mesi
di vita.[15]

Fryderyk potrebbe aver avuto una qualche istruzione di pianoforte da


sua madre, tuttavia il suo primo insegnante professionale fu, tra il
1816 e il 1821, il pianista ceco Wojciech Żywny.[16] Anche sua
sorella maggiore Ludwika prese lezioni da Żywny e,
occasionalmente, si esibì in duetti con il fratello.[17] Fin da subito si
capì che era un bambino prodigio. All'età di sette anni Fryderyk iniziò
a dare concerti pubblici e, nel 1817, compose due polacche, in sol
minore e in si bemolle maggiore.[18] Il suo lavoro successivo, una
polacca in la bemolle maggiore del 1821 e dedicata a Żywny, fu il suo
Casa natale di Fryderyk Chopin
primo manoscritto musicale sopravvissuto.[16]

Nel 1817 il liceo dove il padre di Fryderyk insegnava fu trasferito nel


Palazzo Kazimierz (oggi facente parte del rettorato dell'Università di
Varsavia). La famiglia di Chopin si trasferì in un edificio adiacente, che ancora sopravvive. Durante questo
periodo, Fryderyk fu a volte invitato al Palazzo del Belweder come compagno di giochi per il figlio del
sovrano del Regno della Polonia, il granduca Konstantin; in queste circostanze suonò il pianoforte e compose
una marcia per il granduca. Julian Niemcewicz, nella sua drammatica egloga, Nasze Przebiegi (I nostri
discorsi, 1818), attestò al piccolo Chopin una certa popolarità.[19]

Istruzione

Tra il 1823 e il 1826, Chopin frequentò il Liceo di Varsavia, dove ricevette lezioni di organo dal musicista ceco
Wilhelm Würfel durante il primo anno. Nell'autunno del 1826, iniziò un corso di tre anni guidato dal
compositore della Slesia Józef Elsner presso il Conservatorio di Varsavia, dove studiò la teoria musicale, il
basso continuo e la composizione.[20] Elsner ebbe a dargli questo giudizio (1829): "Frédéric Chopin, allievo di
terzo anno. Capacità incredibili, un genio della musica".[20] In questo periodo studiò assiduamente Il
clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach. Gli anni degli studi furono caratterizzati anche
dall'interesse del giovane Chopin per la musica popolare – compose tra l'altro le Mazurche per pianoforte da
ballo e il Rondò in Do minore. Durante tutto questo periodo continuò a comporre e ad esibirsi nei teatri e nei
saloni di Varsavia. Fu ingaggiato dagli inventori di un organo meccanico, l'eolomelodicon, e su questo
strumento, nel maggio 1825, eseguì una sua improvvisazione e parte di un concerto di Ignaz Moscheles. A
seguito del successo di questo concerto gli arrivò un invito per una simile esibizione davanti allo Zar
Alessandro I, in visita a Varsavia; lo zar lo premiò con un anello di diamanti. In un successivo concerto,
tenutosi il 10 giugno 1825, Chopin eseguì il suo Rondò n. 1 in Do minore.
Questa fu la prima delle sue opere commercialmente pubblicata e gli valse la sua
prima menzione nella stampa estera, quando il prestigioso periodico Allgemeine
musikalische Zeitung elogiò il suo "patrimonio di idee musicali".[21]

Tra il 1824 e il 1828, Chopin trascorse le sue vacanze lontano da Varsavia. Nel
1824 e 1825, a Szafarnia fu ospite di Dominik Dziewanowski, il padre di un suo
compagno di scuola. Qui per la prima volta ebbe modo di venire a contatto con la
musica popolare polacca.[22] Nelle sue lettere scritte da Szafarnia a casa (a cui
diede il titolo di Il Corriere di Szafarnia), scrisse in un polacco molto moderno e
vivace, divertendo la sua famiglia con la parodia dei giornali di Varsavia e
Józef Elsner dopo il
dimostrando le doti letterarie del ragazzo.[23]
1853

Nel 1827, subito dopo la morte della più giovane sorella Emilia, la famiglia si
trasferì dal palazzo dell'Università di Varsavia, adiacente al Palazzo
Kazimierz, a un alloggio situato sulla strada dell'università, in cui
Chopin visse fino alla sua partenza, che sarebbe avvenuta tre anni
dopo. Nel 1829 l'artista Ambroży Mieroszewski eseguì una serie di
ritratti dei membri della famiglia Chopin, tra cui il primo ritratto noto
del compositore.

Quattro convittori ospitati negli appartamenti dei suoi genitori,


divennero intimi di Frédéric: Tytus Woyciechowski, Jan Nepomuceno
Białobłocki, Jan Matuszyński e Julian Fontana; gli ultimi due
sarebbero diventati parte della sua compagnia parigina. Il giovane
compositore era amichevole con i membri del mondo artistico e
intellettuale di Varsavia, tra cui Fontana, Józef Bohdan Zaleski e
Stefan Witwicki.[24] Fu anche attratto dalla studentessa di canto
Konstancja Gladkowska. Nelle lettere a Woyciechowski, indicò che
alcune sue opere furono influenzate dal fascino della ragazza; nella
sua lettera del 15 maggio 1830 egli rivelò che il movimento lento
Chopin ritratto da Eugène Delacroix,
(Larghetto) del suo Concerto per pianoforte n. 1 in mi minore fu
1838
segretamente dedicato a lei.[25]

Viaggi e successo nazionale

Dal 1827 al 1829 Chopin studiò nella scuola superiore di musica, nel
dipartimento di arti e scienze dell'Università di Varsavia. Ebbe modo
di ascoltare Niccolò Paganini suonare il violino e compose una serie
di variazioni, i Souvenir de Paganini. Potrebbe essere stata questa
esperienza a incoraggiarlo a iniziare i suoi primi Études, (1829-32), in
cui esplorò le potenzialità del proprio strumento.[26] In questo periodo
conobbe anche la musica di Joseph Christoph Kessler, che aveva
Chopin suona per i Radziwiłł nel 1829 composto i suoi 24 Études, Op. 20, uno per ogni tonalità[27] e che lo
(dipinto di Henryk Siemiradzki, 1887) ispirò per i propri Études. Inoltre frequentò il Teatro Nazionale per
assistere alle opere presentate da Karol Kurpiński, tra le quali Don
Giovanni di Mozart e Il barbiere di Siviglia di Rossini; di quest'autore,
prima di emigrare in Francia, conobbe tredici opere. Talvolta Chopin accompagnava al pianoforte i cantanti. In
questo periodo scrisse le Variazioni in Si bemolle maggiore, basate su un motivo del Don Giovanni, e i
rondeaux virtuosistici, basati sulle musiche popolari.
Nel settembre 1828 Chopin, ancora studente, visitò Berlino con un amico di famiglia, lo zoologo Feliks
Jarocki, godendo delle opere dirette da Gaspare Spontini e frequentando i concerti di Carl Friedrich Zelter,
Felix Mendelssohn e altre celebrità del tempo. Nel 1829, di ritorno da Berlino, fu ospite del principe Antoni
Radziwiłł, il governatore del Granducato di Posen, egli stesso un compositore compiuto e aspirante
violoncellista. Per il principe e per sua figlia, la pianista Wanda, Chopin compose l'Introduzione e polacca
brillante per violoncello e pianoforte op. 3.[28]

Tornato quell'anno a Varsavia, l'11 agosto, tre settimane dopo aver completato i suoi studi presso il
Conservatorio di Varsavia, fece il suo debutto a Vienna, dove diede due concerti per pianoforte, ricevendo
molte recensioni favorevoli. In uno di questi concerti debuttarono le sue Variazioni per pianoforte e orchestra
su "Là ci darem la mano" op. 2 (Variazioni su un'aria dell'opera Don Giovanni di Mozart, che furono
entusiasticamente recensite da Schumann sulla Neue Zeitschrift für Musik) per pianoforte e orchestra.[29] Fece
ritorno a Varsavia nel settembre 1829,[30] dove debuttò con il suo Concerto per pianoforte n. 2 in Fa minore
op. 21, il 17 marzo 1830.[20]

I successi di Chopin come compositore ed esecutore gli aprirono la porta verso l'Europa occidentale e il 2
novembre 1830 partì, secondo le parole di Zdzisław Jachimecki, "nel vasto mondo, senza un scopo molto ben
definito, per sempre".[31] Con Woyciechowski, si diresse verso l'Austria, con l'intenzione di recarsi in Italia. In
quello stesso mese, a Varsavia, scoppiò la rivolta di Novembre e Woyciechowski ritornò in Polonia per
arruolarsi. Chopin si trovò ora solo a Vienna con la nostalgia per la sua terra; in una lettera a un amico scrisse:
"io maledico il momento della mia partenza". Le composizioni di questo periodo sono per lo più drammatiche
e liriche, caratteristiche che sostituiscono piano piano la spensieratezza popolaresca e il sentimentalismo dei
lavori precedenti.[32] Nel settembre 1831, durante il viaggio da Vienna a Parigi, mentre era a Stoccarda,
apprese che la rivolta era stata soffocata nel sangue dallo zar russo Nicola I. Secondo Maurycy Karasowski,
l'episodio storico ispirò Chopin a scrivere lo Studio op. 10 n. 12, quell'Allegro con fuoco a cui poi fu attribuito
il titolo La caduta di Varsavia.[33]

Gli anni della maturità artistica

A circa vent'anni Chopin si trasferì a Parigi, dove condusse una vita da virtuoso, componendo brani (ad
esempio alcuni studi dell'op. 10 e 25) che riscossero successo specialmente nei salotti. Tra i più eseguiti la
Polacca op. 53, lo Studio op. 25 n. 12. Frequentò i teatri d'opera e conobbe vari musicisti (Friedrich
Kalkbrenner, Franz Liszt, che diventò poi suo grande amico, Ferdinand Hiller, Vincenzo Bellini, Hector
Berlioz). Era invitato prevalentemente a esibirsi nei salotti privati, mentre rari furono i suoi concerti pubblici. Il
trasferimento a Parigi fu una scelta molto dura per il giovane compositore, che era infatti partito lasciando la
famiglia in Polonia. Anche se non poté ritornare mai più nell'amata patria, l'influenza musicale polacca – di
derivazione principalmente popolare – non lo abbandonò, ma giocò un ruolo fondamentale nelle sue
composizioni (come nelle polacche o nelle mazurche). D'altra parte invece, la preoccupazione di Chopin per i
cari e per la patria (sotto attacco dei Russi) era motivo di rabbia, tristezza e malinconia, sentimenti che espresse
sia nella musica che in alcune lettere scritte agli amici più stretti.

Principale fonte dei suoi guadagni furono le molte lezioni di musica che impartiva. Quando nel 1835 si fidanzò
con la contessa Maria Wodzińska, la famiglia di lei, che in un primo momento si dimostrava a favore del
matrimonio, si rivelò poi contraria. Fu questo rifiuto forse a pregiudicare la già cagionevole salute di Chopin:
di aspetto emaciato, aveva scarsissima resistenza fisica, soffriva di frequenti attacchi di bronchite purulenta,
laringite e molte volte soffriva di emottisi.[15] Tuttavia secondo la maggior parte dei biografi furono i problemi
economici a gravare in maniera particolare sulle sue condizioni. Questo fu anche l'anno dell'ultimo incontro
con i sui genitori, che si recarono a Karlsbad e in cui Chopin giunse nel mese di agosto.[34] Durante il viaggio
di rientro a Parigi ebbe modo a Lipsia di incontrare Felix Mendelssohn e di conoscere Robert Schumann e la
moglie Clara Wieck.[35]
Nel 1836 incontrò per la prima volta George Sand a una serata
musicale, grazie alla mediazione di Franz Liszt; la scrittrice, più
grande di lui di sei anni, non risultò simpatica a Chopin a questo
primo incontro, soprattutto per via della sua fama di donna
chiacchierata e spregiudicata;[36] La Sand, che era stata in precedenza
amante di Alfred de Musset e del geloso Félicien Mallefille, istitutore
del figlio Maurice, cercò in ogni modo di avvicinarsi ancora al
musicista e nella primavera del 1838 si fece invitare a delle serate
musicali quando Chopin suonava. Il compositore, ancora depresso per
la fine della storia con Maria Wodzińska, si lasciò infine coinvolgere e
si gettò nelle braccia dell'"amore compiuto" (parole di George Sand).
La loro relazione iniziò nell'estate del 1838; Chopin, George e i due
figli di lei, Maurice e Solange, partirono nel mese di novembre per
Palma di Maiorca e da qui raggiunsero poi la certosa di Valldemossa,
nel nord-ovest dell'isola, trascorrendovi l'inverno in tre stanze con
giardinetto. Maiorca all'epoca era un'isola selvaggia, defilata rispetto
al resto del paese, mentre in Spagna continuava la guerra civile era George Sand ritratta da Auguste
un'oasi di tranquillità;[37] il clima, inizialmente buono, peggiorò dopo Charpentier
poco tempo con piogge incessanti e la malattia di Chopin si aggravò
notevolmente.[38] Tornati a Marsiglia nel febbraio del 1839, vi
rimasero per tre mesi, per ripartire in giugno per Nohant.[39][40] La loro convivenza si stabilì con la presenza
costante dei due figli di George sia a Nohant che a Parigi. Chopin non si trovava a suo agio con gli amici
frequentati dalla Sand in quel periodo, quasi tutti repubblicani e socialisti, e la sua salute delicata lo rendeva
instabile e apparentemente capriccioso. Si è detto che il protagonista del romanzo pubblicato dalla Sand nel
1847 Lucrezia Floriani, il principe Karol, "esclusivo nei suoi sentimenti e nelle sue esigenze", celasse la figura
del musicista, ma la scrittrice smentì la circostanza.[41]

I segni della malattia diventarono intanto sempre più evidenti: a trent'anni pesava meno di 45 chilogrammi per
una statura di circa 170 centimetri. Quando ebbe la notizia della morte del padre, nel 1844, le condizioni di
Chopin si aggravarono, colpito nell'animo dal profondo dolore della perdita subita.

Trascorsi insieme quasi sette anni, l'incompatibilità dei due amanti emerse inequivocabilmente quando
Fryderyk prese posizione sul matrimonio fallito di Solange, la figlia di George, per la quale Chopin provava
una grande simpatia, soprattutto a causa delle sue sofferenze, dal momento che la ragazza non era mai stata
amata dalla madre ed era sempre stata considerata al di sotto del fratello. La scrittrice lo accusò di esserle
nemico e lo lasciò. Chopin e l'autrice si rividero per l'ultima volta nel marzo del 1848. Il periodo precedente
alla rottura con George lasciò un'impronta importante sulla creatività e sulla vita sociale di Chopin.

Ultimo periodo della vita

Dopo la fine della relazione con George Sand e l'aggravarsi della malattia, Chopin cadde in una depressione
che probabilmente accelerò la sua morte. Dopo aver lasciato Nohant-Vic compose sempre meno sino al totale
silenzio.

Durante l'ultimo periodo della sua vita, Chopin fu assistito da una sua allieva scozzese, Jane Stirling, che
insieme alla sorella Mrs. Erskine convinse Chopin a trasferirsi in Inghilterra. Tuttavia il rigido clima inglese e la
vita mondana in cui vollero trascinarlo le due scozzesi peggiorò notevolmente la salute del compositore.

Rientrato a Parigi, la sua salute si aggravò improvvisamente; si trasferì al n. 12 di Place Vendôme e qui, il 17
ottobre del 1849, alle 2 del mattino, venne dichiarato morto; al suo fianco, negli ultimi momenti di vita, gli
intimi, tra cui la sua più amata sorella, Ludwika, Eugène Delacroix, Delfina Potocka – alla quale aveva
dedicato uno dei suoi valzer più famosi. Occorsero 13 giorni per organizzare il funerale che si svolse il 30
ottobre nella Chiesa della Madeleine alla presenza di una grande folla
e di molti grandi del mondo musicale tra cui Franz Liszt, Meyerbeer,
Berlioz; l'orchestra del Conservatorio eseguì il Requiem di Mozart e
l'organista Lefébure-Wély eseguì due preludi, op. 28 n. 4 e n. 6. La
bara fu trasportata in mezzo alla folla al suono della celebre Marcia
Funebre orchestrata da Reber e venne seppellito a Parigi nel cimitero
di Père-Lachaise[42]. Il suo cuore è conservato a Varsavia, nella Chiesa
di Santa Croce.

Vita sentimentale e sessuale

Secondo il musicologo Antoni Pizà, "la vita sessuale di Chopin non


ha mai mancato di risvegliare la curiosità degli amanti della musica e
di generare discussioni tra gli esperti", menzionando in particolare
"uno stretto rapporto con Tytus Woyciechowski", il suo compagno di
scuola più anziano.[43]
La musicologa Erinn Knyt scrive: "Nel diciannovesimo secolo
Fryderyk Chopin nel 1849,
Chopin e la sua musica erano comunemente visti come effeminati,
dagherrotipo di Louis-Auguste
androgini, infantili, malati e 'etnicamente diversi'".[44] Lo storico della
Bisson. È la prima fotografia
musica Jeffrey Kallberg dice che ai tempi di Chopin "gli ascoltatori
conosciuta di Chopin. Sono visibili i
del genere del notturno per pianoforte spesso esprimevano le loro segni della malattia
reazioni in immagini femminili", e cita molti esempi di tali reazioni ai
notturni di Chopin.[45] Una ragione di ciò potrebbe essere
"demografica": c'erano più pianiste che pianisti, e suonare pezzi così "romantici" era visto dai critici maschi
come un passatempo domestico femminile. Tale generalizzazione non era comunemente applicata ad altre
forme pianistiche come lo scherzo o la polonaise.[45] Essere associati al femminile voleva anche dire essere
spesso "svalorizzato",[45] e tali associazioni della musica di Chopin con il "femminile" non iniziarono a
cambiare fino al ventesimo secolo, quando pianisti come Artur Rubinstein iniziarono a suonare queste opere in
un modo meno sentimentale, lontano dallo "stile da salotto", e quando cominciarono ad affermarsi analisi
musicali di carattere più rigoroso (come quella di Heinrich Schenker).[45]
Tali atteggiamenti possono anche aver influenzato l'opinione sulla sessualità del compositore; il dibattito su
questo argomento iniziò a diffondersi verso la fine del XX secolo. La ricerca in quest'area ha anche
considerato le opinioni sugli altri contatti sociali di Chopin. Konstancja Gładkowska raramente poteva essere
assente dai suoi pensieri durante il suo tour di sei settimane a Vienna, Praga e Dresda fatto all'inizio del 1829.
Quando tornò a Varsavia, a settembre, con i riconoscimenti di "pianista di prima fila" conferitogli dalla stampa
viennese, la sua posizione si era trasformata. Eppure la sua ritrovata fiducia non si estendeva alla sua vita
privata e non poteva trovare il coraggio di dichiararsi a Konstancja. Ancora nel 1832, in Francia, Chopin
scrisse di Konstancja nel suo diario:" La sua immagine è continuamente davanti ai miei occhi... a volte penso
di non amarla più, eppure non riesco a togliermela dalla testa."[46] La relazione di Chopin con George Sand era
certamente fisica nelle sue prime fasi. Sand affermò (ma in modo non del tutto affidabile) che cessò di esserlo
dopo il giugno 1839 fino alla fine della loro relazione nel 1847.[47] La figlia della Sand, Solange, all'epoca di
13 anni, si riferì a Chopin nel 1842 come "senza sesso" ("sans sexe"), sebbene negli anni successivi sembrò
mostrare anch’essa affetto per lui.[45] Chopin era amico del marchese de Custine, che era stato associato a
scandali omosessuali. In una lettera di de Custine a Chopin, che invitava Chopin ad andarlo a visitare, si
riferisce al compositore come una "silfide incostante"; Kallberg riconosce infine "l'impossibilità di 'scoprire' la
verità" di ciò che questo può sottintendere.[45]

Alcune lettere del 1829-30 a Tytus contengono brevi espressioni di affetto che sono state interpretate da alcuni,
tra cui il giornalista Moritz Weber,[48] come omoerotiche. Il biografo di Chopin Zamoyski scrive che tali
espressioni "erano, e in una certa misura lo sono ancora, modi di dire comuni in polacco e non hanno
implicazioni maggiori delle lettere che si chiudono oggi con ‘’con affetto’’.[49]
Cronologia
1. 1810: nasce a Żelazowa Wola.
2. 1817: prime prove di composizione.
3. 1818: prima esibizione pubblica.
4. 1823: inizio degli studi di composizione con Elsner.
5. 1826: studi nella scuola superiore di musica.
6. 1829: primo viaggio a Vienna.
7. 1830: secondo viaggio a Vienna.
8. 1831: arrivo a Parigi.
9. 1835: fidanzamento con Maria Wodzińska.
10. 1836: incontro con George Sand.
11. 1837: rottura con Wodzińska.
12. 1838: rapporto con George Sand, partenza per Maiorca e lavoro sui 24 Preludi.
13. 1839: ritorno in Francia, compone la Sonata in Si bemolle minore.
14. 1844: muore Nicolas Chopin, il padre.
15. 1845: i litigi con Sand aumentano e la malattia si aggrava.
16. 1847: rottura con Sand.
17. 1848: viaggio con Jane Stirling in Inghilterra e Scozia.
18. 1849: morte il 17 ottobre.

Composizioni
Chopin ha composto quasi esclusivamente per pianoforte solista ma il
catalogo delle sue opere include anche 2 concerti per pianoforte e
orchestra, 19 romanze per voce e pianoforte e un numero esiguo (5 in
totale) di composizioni da camera per pianoforte e violoncello;
pianoforte, violoncello e violino; pianoforte e flauto. Le composizioni
per pianoforte solo a noi pervenute includono:

59 mazurche;
27 studi;
24 preludi;
21 notturni e un Lento con gran espressione (pubblicato
nel 1972 con il titolo "Notturno");
19 valzer;
17 polonaise;
5 serie di variazioni;
4 ballate; La tomba di Chopin al cimitero di
Père-Lachaise di Parigi
4 scherzi;
4 improvvisi;
3 sonate;
pezzi vari tra cui: Allegro di concerto op. 46, Bolero op. 19, Barcarola op. 60, Berceuse op. 57,
Fantasia op. 49, Tarantella op. 43 e altri
Questo catalogo (incompleto) rivela chiaramente come Chopin si sia cimentato in composizioni quasi sempre
pianistiche ma di vario tipo, risolvendo brillantemente le problematiche connesse con le forme musicali
affrontate. Tra queste figurano composizioni classiche come i concerti e le sonate, composizioni dal respiro
ampio e dalla struttura più libera come gli scherzi e le ballate nonché composizioni brevi e intime come i
preludi, i notturni, gli studi e le mazurche.

Un ruolo particolare nella produzione chopiniana è rivestito dai pezzi legati all'amata Polonia. Tra questi si
trovano le mazurche, le polacche, il rondò da concerto Krakowiak e la fantasia su arie polacche (questi ultimi
due per pianoforte ed orchestra):

se le mazurche sembrano essere piccole e intime rievocazioni del folclore musicale polacco,
esse rivelano tuttavia una profonda espressione artistica e una grande raffinatezza nelle
risoluzioni armoniche. Esse, scritte dal musicista per tutto il corso della sua vita, sono state
definite il suo "Journal intime". Anche altre composizioni come le polacche op. 44, op. 53
(Eroica), op. 61 o la Fantasia su arie polacche sono l'ambiente ideale dove il compositore può
con più personalità rielaborare idee o ricordi della lontana patria, che possono essere ritmi,
incisi melodici o altro. In questo gruppo spicca la Fantasia, dove il pianoforte rielabora con
estrema personalità i temi originali polacchi suonati dall'orchestra;
i 24 studi per pianoforte op. 10 e op. 25, più i 3 scritti per il Grande metodo di Moscheles e
Fétis, rappresentano un caposaldo della musica in quanto Chopin trasforma lo studio, da
genere essenzialmente didattico a vera e propria composizione artistica. Pare che l'autore li
abbia scritti per sé stesso, per compensare una formazione pianistica per certi versi non
compiuta; ogni studio è espressamente dedicato a una particolare tecnica pianistica;
non solo negli studi, ma anche nelle mazurche, nei preludi e nei notturni Chopin affronta con
efficacia le strutture piccole (non più di 5-6 pagine). Queste composizioni sono generalmente
costruite su un'idea principale talvolta alternata a una sezione centrale di carattere contrastante
(come nello studio op. 25 n. 5, in quasi tutti i notturni e in molte mazurche);
i preludi, ispirati a Il clavicembalo ben temperato poiché strutturati su tutte le tonalità, maggiori
e minori, sono composizioni brevi e con esposizioni essenziali, talvolta racchiusi in poche
battute (si considerino per esempio quello in La maggiore o quello in Do maggiore). Sono
composizioni reinventate da Chopin che sfuggono a ogni forma classificata, considerate alla
stregua di aforismi musicali, per l'efficacia con cui dipingono sensazioni o creano atmosfere.
i notturni sono considerati tra le composizioni più emblematiche del romanticismo chopiniano,
ispirate liberamente a quelli ben più ingenui dell'irlandese John Field, che ne inventò il genere,
e caratterizzati da piccoli momenti lirici dalla melodia generalmente cantabile ed espressiva.
Se ne trovano di vari tipi, dai più sognanti (Notturno op. 9 n. 2 in mi bemolle maggiore, famoso,
e op. 55 n. 2 in mi bemolle maggiore), ai più cupi (op. 48 n. 1 in do minore), ai più enigmatici
(notturno op. 9 n. 3 in si maggiore). Secondo il pianista Maurizio Pollini, essi sono come un
riflesso "compositivo ed esistenziale", una sorta di "diario intimo, che attraversa la sua vita".[50]

Composizioni in genere più estese sono gli improvvisi e i valzer:

gli improvvisi sono a struttura tripartita A-B-A. Generalmente la prima parte è veloce, con temi a
terzine in forma di moto perpetuo, mentre la sezione centrale è più lenta e melodica. Famoso è
l'improvviso in do diesis minore pubblicato postumo.
anche i valzer presentano forme svariate e si lasciano ammirare per raffinatezza dei temi e
ricercatezza della scrittura. Sappiamo che Chopin li pensò come brani puramente musicali,
non perché fossero ballati dai membri di quella buona società parigina della quale faceva parte
egli stesso (e che non amava particolarmente). Tra i momenti più efficaci dei valzer maggiori vi
sono sicuramente le code, in cui Chopin condensa le idee tematiche della composizione.

Passando a considerare le composizioni ancora più elaborate, incontriamo gli scherzi e le ballate:
nonostante le ampie dimensioni gli Scherzi chopiniani conservano una struttura che ci
permette di ricondurli alla struttura tripartita dello Scherzo beethoveniano, anche se molteplici
sono le differenze musicali. Lo Scherzo più famoso è sicuramente il n. 2 in si bemolle minore e
semplicemente considerando la varietà di registri stilistici toccati in questa composizione ci si
può rendere conto della sua complessità. Si va dall'incisivo tema iniziale di terzine alla fluente
e ampia melodia della pagina successiva, mentre nella sezione centrale si passa da momenti
di recitativo a fioriti arabeschi e a passaggi modulanti d'intonazione drammatica;
le 4 ballate per pianoforte sono una novità assoluta nella storia della musica. Esse non hanno
infatti niente a che fare con le ballate medievali, e secondo alcuni studiosi furono
probabilmente ispirate a quelle letterarie di Mickiewicz. Qui Chopin crea una forma ampia,
adattata alle sue necessità espressive, costruita spesso su scontri tra il versante sognante e
quello drammatico della sua personalità (si consideri per esempio la celebre ballata op. 23 in
Sol minore). Più di qualche revisore ha tentato di ricostruire gli aspetti di alternanza tematica,
scovandovi gli stili della sonata, dello scherzo, del rondeau, ma sempre in indecifrabile
mescolanza, supportati da una costante invenzione tematica senza pari nel repertorio
chopiniano. Si pensi alla mirabile quarta.

La critica considera le sonate e i concerti come pezzi nei quali la libera fantasia musicale di Chopin si adattò
con più fatica alla rigida struttura formale imposta dalla convenzione. Ciononostante, la sonata n. 2 in Si
bemolle minore (nota come "Marcia Funebre") contiene momenti musicali di grande impatto (come la marcia
funebre del titolo) o di acceso sperimentalismo (come il quarto tempo, privo di melodia, in cui entrambe le
mani suonano un vorticoso tema all'unisono).

Tutte queste composizioni mostrano le due anime di Chopin: quella limpida, sognante, malinconica, cantabile
dello Studio op. 10 in Mi maggiore o del Notturno op. 9 n. 2 in mi bemolle maggiore e quella più cupa e a
tratti disperata di alcune tra le composizioni più enigmatiche, come il finale della quarta ballata, lo Studio op.
25 n. 12 in do minore o il terzo tempo della Sonata n. 2 "marcia funebre".

Chopin lascia un testamento musicale di grandi proporzioni, che mostra un compositore attento a ogni minimo
dettaglio, dotato di una creatività esplosiva e insieme di un inesorabile senso degli equilibri formali, oltre che di
una espressività musicale che raramente ha trovato pari nella storia della musica.

L'amata Polonia
Un ruolo particolare nella produzione chopiniana è
rivestito dai pezzi legati all'amata Polonia.

Tra questi si trovano le mazurche, le polonaise, il


Rondo alla Krakowiak e la Fantasia su arie polacche
(questi ultimi due per pianoforte ed orchestra).

Se le mazurche sembrano essere piccole e intime


rievocazioni del folclore musicale polacco, altre
composizioni più strutturate come le polacche op. 44,
op. 53, op. 61 o la fantasia su arie polacche sono Il monumento a Fryderyk Chopin a Żelazowa Wola
(progettato da Józef Gosławski)
l'ambiente ideale dove il compositore può con più
personalità rielaborare idee o ricordi della lontana
patria, che possono essere ritmi, incisi melodici o altro.
In questo gruppo spicca la fantasia, dove il pianoforte rielabora con estrema personalità i temi originali
polacchi suonati dall'orchestra.
A lui sono state dedicate banconote, l'aeroporto di Varsavia-Chopin, monumenti (famosa la statua eretta a
Varsavia nel 1926, distrutta dai nazisti durante l'occupazione nella seconda guerra mondiale e successivamente
ricostruita), vie e svariati premi.

Nella capitale Varsavia esiste inoltre un teatro dedicato solo ed esclusivamente alle sue composizioni, in cui
tutto l'anno si alternano svariati esecutori.

Dal 1927 viene organizzato in Polonia concorso pianistico internazionale Frédéric Chopin, tra i più prestigiosi
e primo concorso monografico del mondo, fondato da Jerzy Żurawlew e che lanciò, tra gli altri, anche
Maurizio Pollini.[50]

Tra i più celebri studiosi del musicista polacco figurano Gastone Belotti e Jarosław Iwaszkiewicz.

"In genere era sulla mezzanotte che lui si abbandonava, quando i grandi cravattoni se n'erano andati, quando
l'argomento politico del movimento era stato esaurientemente dibattuto, quando tutti i maldicenti avevano dato
fondo ai loro aneddoti, tutte le insidie erano state tese, tutte le perfidie consumate, solo allora, obbedendo alla
muta richiesta di due occhi intelligenti, diveniva poeta e cantava gli ossianici amori degli eroi dei suoi sogni... i
dolori della patria lontana, la sua cara Polonia, sempre pronta a vincere e sempre battuta", dal necrologio scritto
da Berlioz il 27 ottobre 1849.[51]

Strumenti
Quando viveva a Varsavia, Chopin componeva e suonava su un pianoforte Buchholtz, regalo dei genitori.[52]
Più tardi, quando si trasferì a Parigi, il musicista utilizzò sia un pianoforte Érard sia uno Pleyel. Egli predilesse
però sempre quest'ultimo che considerava il "non plus ultra”.[53] Questo pianoforte, dal suono limpido e
argentino negli acuti e più velato nelle note centrali, permetteva a Chopin di suonare con grande leggerezza.[54]
Quando Liszt conobbe Chopin a Parigi, legandosi a lui di sincera amicizia, descrisse il suono del Pleyel di
Chopin come "il matrimonio tra cristallo e acqua".[55] Durante il suo periodo londinese del 1848 Chopin ebbe
a disposizione tre pianoforti, che menziona nelle sue lettere: “Ho un grande soggiorno con tre pianoforti, un
Pleyel, un Broadwood e un Érard.”[56]

Dopo che un strumento costruito da Fryderyk Buchholtz fu ritrovato in Ucraina in parziali condizioni di
suono, l'Istituto Chopin di Varsavia incaricò il pianista Paul McNulty, esperto in ricostruzioni di pianoforti
d'epoca, di realizzarne una copia.[57] Il 17 marzo 2018 questa copia del pianoforte Buchholtz di Chopin, è stata
ascoltata per la prima volta in pubblico al Teatr Wielki - Opera Nazionale Polacca[58] lo stesso giorno in cui a
Varsavia nel 1830 Chopin eseguì per la prima volta il suo Concerto per pianoforte e orchestra n. 2; la copia è
stata in seguito usata dall'Istituto Chopin di Varsavia per il primo Concorso Internazionale di Chopin su
strumenti d'epoca.[59] Questo strumento, insieme ad altri tra cui un Pleyel, un Érard e un Broadwood, sono stai
esposti nel 2018 nelle Sale Redutowe dell'Opera Nazionale Polacca.

Registrazioni su strumenti d'epoca


Alexei Lubimov. Chopin, Bach, Mozart, Beethoven. At Chopin’s Home Piano. Fortepiano 1843
Pleyel
Krzysztof Książek. Fryderyk Chopin, Karol Kurpiński. Piano Concerto No.2 f-moll (solo
version), Mazurkas, Ballade; Fugue & Coda B-dur. Fortepiano Buchholtz (Paul McNulty)
Viviana Sofronitsky, Sergei Istomin. Fryderyk Chopin. Complete works for cello and piano.
Fortepiani 1830 Pleyel, 1819 Graf (Paul McNulty)
Dina Yoffe. Fryderyk Chopin. Piano Concertos No. 1 & 2, version for one piano. Fortepiani
1848 Pleyel, 1838 Erard
Riko Fukuda, Tomias Koch. Chopin, Mendelssohn, Moscheles, Hiller, Liszt. Grand duo Œuvres
pour duo de pianofortes. Fortepiani 1830,1845 Graf
Tomasz Ritter. Fryderyk Chopin. Sonata in B Minor, Ballade in F minor, Polonaises, Mazurkas.
Karol Kurpinski. Polonaise in D minor. Fortepiani 1842 Pleyel, 1837 Erard, Buchholtz 1825-
1826 (Paul McNulty)

Filmografia
La vita breve e tormentata del musicista polacco, vero archetipo dell'artista romantico, si è ben prestata a varie
trasposizioni filmiche.

L'eterna armonia (1945) di Charles Vidor, con Cornel Wilde come Chopin;
La nota blu (1991), di Andrzej Żuławski, con Janusz Olejniczak, Marie-France Pisier, Sophie
Marceau, Noemi Nadelmann;
Chopin: desiderio d'amore (Pragnienie miłości) (2002), di Jerzy Antczak, con due versioni, in
polacco e in inglese, con attori britannici;
Chopin amore mio (1991), con Hugh Grant nel ruolo del musicista.

Luoghi e monumenti dedicati a Chopin


L'aeroporto di Varsavia-Chopin
L'asteroide 3784 Chopin
Un monumento in bronzo nel parco Łazienki a Varsavia;
Una statua di bronzo raffigurante Chopin creata da Józek Nowak e inaugurata nel
Dichtergarten a Monaco di Baviera nel 2010;
Un monumento nel Parc Monceau a Parigi.
Un monumento al Pomnik Park Jordana di Cracovia
Il Museo Fryderyk Chopin a Varsavia
La casa natale di Fryderyk Chopin a Żelazowa Wola, museo biografico sul compositore
Centro artistico europeo Fryderyk Chopin a Sanniki

Note
1. ^ Il nome in polacco è Fryderyk Franciszek. Chopin adottò la variante francese Frédéric
François, che ancora oggi è largamente utilizzata in alternativa al nome polacco originale,
quando a vent'anni lasciò la Polonia per non tornarvi mai più.
2. ^ Il cognome era in passato trascritto anche come Szopen in Polonia, secondo la pronuncia e
l'ortografia polacca. Ora anche in Polonia l'ortografia usata nel cognome è quella francese
(Chopin) (cfr. Corso di polacco per italiani, Wiedza edizioni).
3. ^ Nonostante il certificato di battesimo riporti come data di nascita il 22 febbraio, la famiglia
festeggiava il compleanno il 1º marzo Pietro Rattalino, Cronologia della vita di Fryderyk
Franciszek Chopin=url=https://books.google.com/books?isbn=8858101774, in Chopin racconta
Chopin, Giuseppe Laterza, 2011, ISBN 8858101774.
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vol. 8, Torino, EDT, 1991, pp. 126-135.
5. ^ Rosen (1995), p. 284.
6. Zamoyski (2010), pp. 4–5 (locs. 115–130).
7. ^ Chopin (1962), p. 116.
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9. ^ Zamoyski (2010), p. 3 (loc. 100).
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11. ^ Zamoyski (2010) p. 7 (loc. 158).
12. ^ Zamoyski (2010), pp. 5–6 (locs. 130–144)
13. ^ Szulc (1998), pp. 41–42.
14. ^ Zamoyski (2010), 6 (loc. 144)
15. Matteo Valerio: Malattie in musica: la storia clinica di Chopin in M.D, anno XVII n. 31-32, pag.
47 (10 novembre 2010)
16. Michałowski and Samson (n.d), §1, para. 3.
17. ^ Samson (1996), p. 8.
18. ^ "The Complete Keyboard Works" (https://chopin.wordpress.com/the-complete-solo-works/cho
pin-the-complete-keyboard-works/), Chopin Project website, accessed 21 December 2013.
19. ^ Zamoyski (2010), pp. 11–12 (locs. 231–248).
20. Michałowski and Samson (n.d.), §1, para. 5.
21. ^ Zamoyski (2010), pp. 21–2 (locs. 365–387).
22. ^ Michałowski and Samson (n.d.), §1 para. 2.
23. ^ Zamoyski (2010), pp. 19–20 (locs. 334–352).
24. ^ Zamoyski (2010), p. 43 (loc. 696).
25. ^ Zamoyski (2010), pp. 50–52 (locs. 801–838).
26. ^ Zamoyski (2010), p. 35 (loc. 569).
27. ^ Music and musicians in Poland before and in Chopin's Time (http://www.globusz.com/ebooks/
FrederickChopin/00000019.htm)
28. ^ Zamoyski (2010), p. 45 (loc. 731).
29. ^ Zamoyski (2010), pp. 37–39 (locs. 599-632).
30. ^ Zamoyski (2010), p. 43 (loc. 689).
31. ^ Jachimecki (1937), p. 422.
32. ^ Michałowski and Samson (n.d), §2, para. 1.
33. ^ Michałowski and Samson (n.d), §2, para. 3.
34. ^ Belotti, Chopin, pp. 22-23.
35. ^ Belotti, Chopin, p. 24.
36. ^ Belotti, Chopin, p. 27.
37. ^ Belotti, Chopin, p. 30.
38. ^ George Sand, Letteraturadimenticata.it. URL consultato il 24 agosto 2011.
39. ^ Lettera a Charlotte Marliani, 20 maggio 1839, in Sand, 1964-1991, Vol. IV, p. 655.
40. ^ Szulc, 1998, pp. 160, 165, 194–95.
41. ^ Sand, 1970, Vol II, p. 444.
42. ^ Guy De Pourtalès, Chopin ou le poète, Parigi, Gallimard (trad. italiana di Ebe Colciaghi,
Nuova Accademia, Milano, 1961).
43. ^ Antoni Pizà, La vida sexual de Chopin. Itamaer. Revista de investigación musical: territorios
para el arte, Valencia, 2010
44. ^ Erinn E. Knyt, Ferruccio Busoni and the "Halfness" of Frédéric Chopin, Journal of Musicology
Vol. 34, The Regents of the University of California, Berkeley, 2017, ISSN 0277-9269
45. Jeffrey Kallberg, Small fairy voices: sex, history and meaning in Chopin, in Chopin Studies 2,
ed. John Rink and Jim Samson, Cambridge University Press, 2006, ISBN 9780521034333
46. ^ Alan Walker, Fryderyk Chopin: A Life and Times, Farrar, Straus and Giroux, 2018, ISBN
9780374714376
47. ^ Zamoyski (2010), (locs. 2694–2707).
48. ^ Moritz Weber, Chopin war schwul – und niemand sollte davon erfahren, Swiss Radio and
Television, 13 November 2020
49. ^ Zamoyski (2010), (locs. 850–86).
50. Leonetta Bentivoglio, Maurizio Pollini: Perché prediligo Chopin, un mago del pianoforte, in La
Repubblica, 11 ottobre 2005, p. 46. URL consultato il 13 gennaio 2009.
51. ^ Belotti, Chopin, p. 356.
52. ^ Vogel, “Fortepiany i idiofony klawiszowe w Królestwie Polskim w latach młodości Chopina,”
64.
53. ^ Lettera di Fryderyk Chopin a Tytus Woyciechowski, Parigi, del 12 dicembre 1831, in
Correspondance de Frédéric Chopin, Richard Masse, Parigi, 1953-1960
54. ^ Belotti, Chopin, p. 122.
55. ^ Franz Liszt. Life of Chopin. Tradotto da Martha Walker Cook. Dover Publications Inc., 2005.
56. ^ Chopin's letters. (https://archive.org/details/chopinsletters00chop/page/368/mode/2up?q=broa
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57. ^ (EN) Chopin’s Pianos, su Teatr Wielki Opera Narodowa. URL consultato il 18 giugno 2021.
58. ^ Fortepiany Chopina. (https://muzeum.nifc.pl/pl/muzeum/aktualnosci/955) Wyjątkowa wystawa
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59. ^ (EN) Michael Moran, 1st International Chopin Competition on Period Instruments. 2–14
September 2018, su Classical Music Festivals and Competitions in Poland and Germany - with
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-sara-spire-piano-adina-spire-dir-bedzin-ensemble-orch-high-definition-quality.html) Alta
Definizione Audio e cadde dalle nuvole

VIAF (EN ) 71319254 (https://viaf.org/viaf/71319254) · ISNI (EN ) 0000 0001 2138 5649
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