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Sergej Sergeevič Prokof'ev “L’Enfant Terrible”

Introduzione
Nell’800 ci fu un cambiamento eccezionale nelle arti: I pittori della
seconda metà dell’Ottocento dipingono quasi esclusivamente soggetti
realistici, tratti dall’osservazione diretta. Da questo nuovo approccio nei
confronti dell’arte nasce la corrente dell’Impressionismo: i pittori
impressionisti dipingono dal vero, senza disegno preparatorio,
rappresentando gli oggetti attraverso pennellate di colori puri (non
mescolati sulla tavolozza). Nella seconda metà dell’Ottocento la musica
subisce un’ulteriore evoluzione. Il consolidarsi delle unità nazionali
alimenta l’interesse degli artisti verso la cultura del proprio Paese, gli
aspetti caratteristici della lingua, della danza e delle espressioni popolari. I
musicisti spesso inseriscono nelle loro composizioni melodie che
ricordano arie folkloristiche, tempi tipici delle danze popolari e motivi
tradizionali. Questi aspetti sono tanto più evidenti in quei Paesi che, fino
all’avvento del Romanticismo, sono rimasti lontani dal grande panorama
musicale europeo: i Paesi dell’Est e del Nord, ecc. In questi Stati si
consolidano movimenti artistici, nati attorno al 1830 e chiamati scuole
nazionali, all’interno dei quali i musicisti evocano, attraverso sinfonie e
concerti, atmosfere tipiche della musica popolare del loro Paese. Dove la
cultura musicale ha maggiore tradizione, come in Italia, in Germania e in
Francia, questo fenomeno è meno accentuato e l’evoluzione del linguaggio
musicale muove verso altre direzioni: i musicisti, proseguendo il cammino
di Wagner, si dedicano a composizioni sempre più elaborate e complesse.
Con autori come Mahler e Debussy si arriverà a forma musicali sempre più
astratte e concettuali. Il Romanticismo aveva rivalutato le tradizioni
popolari e indotto gli artisti a studiarne le caratteristiche. Questa tendenza
si sviluppa soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento e i musicisti,
raggruppati nelle scuole nazionali, scrivono composizioni dedicate
interamente alla cultura del proprio Paese; il loro intento è quello di creare
uno stile “nazionale”, una musica che rispecchi i caratteri essenziali della
cultura della loro terra, e di preservarla dalle influenze straniere. Il
movimento nazionalista ebbe inizio dal compositore Michail Glinka
(1804 - 57). Questi studiò in Italia e Germania; tornato in patria compose il
melodramma Una vita per lo Zar, cui seguì Russian e Ludmilla . Portò poi
il nazionalismo nella musica strumentale con Kamarinskaja, basata su
canti folk russi: attualmente Glinka è considerato il padre della musica
russa. Gli ideali nazionali russi trovarono espressione massima nel
"Gruppo dei cinque", ossia in Balakirev, Borodin, Rimskij-Korsakov ,
Mussorgskij e Cui, la cui musica espresse le qualità più personali della
tradizione russa, esercitando grande fascino anche fuori dalla patria.

Infanzia ed esordi
Sergej Sergeevič Prokof'ev nacque a Soncovka il 23 aprile 1891 da una
famiglia relativamente benestante che lo introdusse fin da bambino allo
studio della musica, in particolare del pianoforte. Sua madre era essa stessa
pianista. Sergej mostrò un precoce talento per la musica già a cinque anni
ed a sette anni aveva imparato a giocare agli scacchi. Questi - più che la
musica - diventeranno la sua passione per la vita, coltivata al punto da
riuscire a confrontarsi con diversi campioni del suo tempo.
Iniziò a prendere lezioni di composizione nel 1902; uno dei suoi primi
lavori fu una composizione per piano in fa maggiore, ma scritta senza
includervi il si bemolle. Appena fu in possesso delle basi teoriche, iniziò a
sperimentare, gettando le basi del proprio stile musicale. Le sue prime
opere risalgono al 1908, quando aveva soli 17 anni.
Benché la famiglia non fosse propensa ad avviarlo alla carriera musicale in
così giovane età, nel 1904 Prokof'ev si iscrisse al Conservatorio di San
Pietroburgo, superando i test di ammissione e iscrivendosi alla classe di
composizione pur essendo di diversi anni più giovane dei suoi compagni di
corso. Fu visto come eccentrico e arrogante, fu spesso insofferente verso
l'istituzione scolastica, ritenuta noiosa. Divenne amico di Nikolaj
Mjaskovskij, suo condiscepolo e sostenitore che in futuro lo definirà
«fenomeno luminoso e sano» sulla rivista "Musika".
Al conservatorio studiò sotto la guida, tra gli altri, del maestro Nikolaj
Rimskij-Korsakov, guadagnandosi la fama di enfant terrible e
diplomandosi in composizione nel 1909. Studiò anche con Ljadov e
orchestrazione con N.N. Cherepnin. A.N. Essipova fu un eccellente
insegnante di pianoforte che gettò le basi per la messa in pratica del suo
stile aggressivo e opposto alla tradizione, che suscitava particolare tedio
nel compositore. In questo periodo, prima del celebre Primo concerto per
Pianoforte e Orchestra Op. 10, scrisse importanti pagine per pianoforte
come la Toccata Op. 11, Quattro pezzi Op. 3 e 4 oltre alla Sinfonia in Mi
minore. È con queste prime composizioni che si delinea il suo stile, in cui
la tonalità diventa un elemento tirato al massimo con modulazioni
repentine e frequenti che tuttavia non alterano la plasticità e la nettezza dei
piani sonori. Il ritorno alla tonalità d'impianto in Prokofiev è sempre un
passaggio carico di violenza e di interessanti e vivaci trovate timbriche
(nel caso dell'orchestra). Nel 1910 muore suo padre e viene meno il suo
sostegno economico; fortunatamente il giovane compositore è già noto ed
apprezzato a sufficienza per potersi mantenere con la propria arte. I suoi
primi due concerti per pianoforte vengono composti in questo periodo: il
primo nel 1912 (che suonerà due anni dopo per il Premio Rubinstein) e il
difficilissimo e virtuosistico secondo nel 1913, con il quale intendeva
affermarsi come pianista-compositore. Nel 1914 Prokof'ev lascia il
conservatorio con i migliori voti della propria classe e vince il premio
Anton Rubinstein come miglior studente di pianoforte. Poco dopo parte
per un viaggio a Londra, dove incontra Claude Debussy, Maurice Ravel,
Richard Strauss, Sergej Djagilev e Igor Stravinskij. Fu proprio con
Djagilev che a Londra iniziò a comporre il suo primo balletto (Ala e Lollij)
poi rielaborato nel 1916 nella Suite Scitica, composizione carica di ritmi
selvaggi con forti punti di contatto con Stravinskij. Durante gli anni della
prima guerra mondiale Prokof'ev ritorna al conservatorio per studiare
organo. Scrive un'opera basata sul romanzo Il giocatore di Fëdor
Dostoevskij, ma le prove sono turbate da continui problemi e la prima, nel
1917, viene cancellata per il verificarsi degli avvenimenti della
Rivoluzione di febbraio, che fu salutata con gioia dal compositore.
Nell'estate dello stesso anno compone la sua prima sinfonia, detta "la
Classica", composta in uno stile ispirato al neoclassicismo e a Joseph
Haydn. Prokof'ev disse che se Haydn fosse stato ancora vivo l'avrebbe
composta nello stesso modo, con poche variazioni al suo stile. Nel 1918,
all'età di 27 anni, lascia quindi la sua terra natale e comincia a viaggiare in
Europa e in America.
Parigi, Londra e Chicago sono state per lui tappe fondamentali, che hanno
fortemente influenzato la sua maturazione artistica. Il suo ritorno
nell'Unione Sovietica risale al 1923, quando volle partecipare alla
trasformazione sociale e culturale, venendo però anche accusato
dall'apparato burocratico di Stalin di formalismo. Nonostante questo
inconveniente Sergej, continuando ad elaborare la sua prodigiosa tecnica,
divenne uno dei massimi artisti che la scuola russa avesse prodotto in quel
periodo. La sua musica piaceva perché ironica, talvolta sarcastica, ma
soprattutto istintiva e ritmicamente travolgente.

Sergej Prokof'ev nel 1918.


Vita all’estero
Arrivato a San Francisco, fu immediatamente comparato ad altri illustri
esiliati russi (come Sergej Rachmaninov); si esibì con successo in un
concerto solista a New York che portò a diverse successive scritture. Siglò
inoltre un contratto per la produzione della sua nuova opera L'amore delle
tre melarance su testo di Carlo Gozzi, ma la prima fu cancellata per la
malattia e successiva morte del direttore d'orchestra. L'annullamento
dell'opera costò a Prokof'ev la sua carriera negli Stati Uniti; trovatosi
presto in difficoltà finanziarie, nell'aprile del 1920 rientrò in Europa, a
Parigi.
Parigi era meglio preparata ad accogliere lo stile musicale di Prokof'ev; lì
riannodò i contatti con la compagnia Balletti russi di Djagilev e con
Stravinskij, oltre a riprendere alcuni lavori incompiuti come il suo Terzo
concerto per pianoforte e orchestra, che tra i cinque è considerato il suo
vertice creativo. L'amore delle tre melarance alla fine debuttò nel 1921 a
Chicago, ma il pubblico fu piuttosto freddo e Prokof'ev lasciò nuovamente
gli Stati Uniti.
Si trasferì quindi, insieme alla madre, sulle Alpi bavaresi per oltre un anno,
ove si concentrò principalmente sul lavoro di composizione, dedicandosi
in special modo all'opera L'angelo di fuoco, interessantissima dal punto di
vista sia estetico, sia musicale. I suoi ultimi lavori vengono sentiti anche in
Russia e Prokof'ev riceve i primi inviti a tornare in patria, tuttavia
preferisce investire ancora sulla sua carriera europea. Nel 1923 sposa la
cantante spagnola Lina Llubera e si trasferisce nuovamente a Parigi.
Nella capitale francese vengono eseguiti altri suoi lavori (ad esempio la
sua seconda sinfonia) ma la critica è piuttosto tiepida, anche perché il
compositore russo non rappresenta più una novità. Nel 1927 le cose
cominciano invece a rimettersi al meglio; produce alcuni lavori su
commissione per Djagilev ed inizia una serie di concerti in giro per la
Russia, salutati da un'esecuzione trionfale di L'amore delle tre melarance a
Leningrado (Ex Pietroburgo).
Altre sue due vecchie opere (una di esse è "Il giocatore") vengono eseguite
in Europa e nel 1928 viene prodotta la Terza Sinfonia in do minore, basata
sull'inedita L'angelo di fuoco. Negli anni 1931 e 1932 invece vengono
completati il quarto ed il quinto concerto per pianoforte.
Un incidente d'auto nel 1929 gli danneggia leggermente le mani,
impedendogli di tenere una serie di concerti a Mosca, ciò non gli
impedisce comunque di seguire i lavori di musicisti russi a lui
contemporanei. A guarigione avvenuta, inizia un nuovo tour negli Stati
Uniti, stavolta accolto calorosamente sull'onda dei suoi successi europei.
Al tour statunitense ne segue un altro attraverso l'Europa.
Nei primi anni trenta Prokof'ev torna a desiderare il rientro in Russia, dove
sposta il più possibile dei suoi debutti e dei suoi lavori su commissione.
Altro lavoro di questo periodo è il balletto Romeo e Giulietta, creato su
commissione per il teatro Kirov di Leningrado ed oggi uno dei suoi
lavori più famosi.

Ritorno in Russia

Tomba di Sergej Prokof'ev nel cimitero di Novodevičij, a Mosca

Nel 1936 Prokof'ev e famiglia tornano definitivamente in Russia. In quel


periodo la politica ufficiale dell'Unione Sovietica verso la musica era
regolamentata dall'"unione dei compositori", che stabiliva quali fossero i
generi di musica accettabili. L'esclusione delle influenze straniere porterà
nei decenni all'isolamento della comunità artistica sovietica dal resto del
mondo. In questo clima Prokof'ev si dedica alla composizione di musica
per bambini (Tre canzoni per bambini, Pierino e il lupo tra le altre).
Nel 1941 Prokof'ev subisce il suo primo attacco cardiaco. Ne seguiranno
altri, che produrranno un graduale declino delle sue condizioni di salute. A
causa della guerra, diverse volte venne trasferito al sud insieme a molti
altri artisti; il disagio subito dalla famiglia, unito alla relazione con la
venticinquenne Mira Mendelssohn lo porterà al divorzio dalla moglie
Lina, che avverrà sette anni dopo. È tuttavia da menzionare che in quegli
anni il matrimonio con cittadini non sovietici era considerato illegale, ed è
possibile che la rottura del matrimonio sia stata in qualche modo forzata.
La guerra ispirò a Prokof'ev l'opera Guerra e pace, a cui lavorerà per due
anni. L'opera tuttavia subì numerose revisioni imposte dall'"unione dei
compositori" e non debuttò mai.
Nel 1944 si trasferisce in una tenuta fuori Mosca e compone la sua quinta
sinfonia Op. 100, che risulterà essere la sua opera più apprezzata dal
pubblico. Poco dopo, subisce una brutta caduta, dai cui postumi non si
riprenderà mai completamente e che ridurrà drasticamente la sua
produttività negli ultimi anni. Il periodo della guerra è segnato anche dalla
composizione delle tre "sonate di guerra", per pianoforte, la 6, la 7 e la 8,
in cui appaiono ruggire gli echi di un nuovo corso storico che lascia
attonita e ammutolita un'intera generazione. Specialmente la settima
sonata, nel suo celebre e travolgente finale in tempo irregolare (7/8) e la
lunga, tormentata e complessa ottava sono i cavalli di battaglia delle nuove
generazioni di virtuosi interpreti.
Prokof'ev ebbe il tempo di scrivere la sua sesta sinfonia e la sua nona
sonata per pianoforte, per Sviatoslav Richter, prima che il partito
cambiasse opinione riguardo alla sua musica. Con la fine della guerra
l'attenzione del partito tornò a rivolgersi all'interno del paese, stringendo
ulteriormente il controllo sulle produzioni degli artisti locali.
Improvvisamente, la musica di Prokof'ev viene vista come un grave
esempio di formalismo e inadatta, se non pericolosa, per il popolo
sovietico. La deliberazione del comitato centrale del partito comunista del
10 febbraio 1948 affermava che la sua musica "peccava di intellettualismo
e di perversioni formalistiche, era complicata ed astratta, avulsa dalla
realtà e contenente gravi errori formalistici e naturalistici".
Il 20 febbraio 1948 la ex-moglie Lina viene arrestata con l'accusa di
spionaggio - lei si difese dicendo che stava solo cercando di inviare denaro
alla madre in Spagna attraverso l'ambasciata - e condannata a vent'anni di
detenzione; la pena verrà tuttavia interrotta alla morte di Stalin e Lina
lascerà l'Unione Sovietica. Sempre nel 1948 Prokof'ev sposa Mira.
I suoi ultimi progetti di opera vengono cancellati dai programmi del teatro
Kirov e questo, in combinazione con la declinante salute, causa il graduale
ritiro di Prokof'ev dalle scene. La sua ultima opera è la settima sinfonia,
presentata al pubblico nel 1952, un'opera dal sapore dolceamaro per la
quale fu chiesto all'autore di introdurre un lieto fine.
Morì il 5 marzo per una emorragia cerebrale. Lo stesso giorno morì
anche Stalin. La notizia della sua morte passò pressoché inosservata
perché le autorità sovietiche imposero alla stampa di darne notizia solo una
settimana dopo, incentrando l'attenzione sulla morte di Stalin. Al suo
funerale parteciparono solamente quaranta persone. È sepolto al cimitero
di Novodevičij, a Mosca. Lina Prokof'ev sopravvisse al marito fino al
1989, quando morì a Londra.
Prima del suo ritiro causato dalla debilitazione a cui la sua salute fu
soggetta Prokof'ev continuò a lavorare da professionista scrivendo altre
opere, oltre alla già citata Guerra e Pace. Scrisse anche il balletto
Cenerentola (1940-45), le musiche di scena per Le notti egiziane (1933-
34), le già citate musiche per film e il balletto La favola del fiore di
pietra (1948-50), su libretto di Mira Mendelssohn e Leonid Lavrovsky.
Per la varietà della sua produzione qualcuno lo definì un "musicista al
quadrato". È ricordato anche perché fu uno dei primi artisti a lavorare nella
settima arte, il cinema, come compositore di colonne sonore. Per queste
sue caratteristiche uniche Sergej Prokof'ev viene definito uno dei
compositori più poliedrici del ‘900.
L’amore delle tre melarance
è un'opera di Sergej Prokof'ev, su libretto del compositore medesimo,
tratto dalla commedia L'amore delle tre melarance di Carlo Gozzi, a sua
volta basata sulla fiaba di Giambattista Basile, contenuta ne Lo cunto de li
cunti. L'opera venne commissionata a Prokof'ev durante la fortunata
tournée di questi negli Stati Uniti nel 1918, dopo una serie di concerti di
successo a Chicago (dove aveva eseguito fra le altre cose la sua prima
Sinfonia e il Concerto per pianoforte n. 3), dal direttore della Chicago
Opera Association, l'italiano Cleofonte Campanini. Prokof'ev disponeva
già di un abbozzo di libretto redatto durante il viaggio e basato sulla
commedia di Gozzi, adattato dalla traduzione in russo di Vsevolod
Mejerchol'd, che modernizzava alcune delle influenze del genere della
commedia dell'arte e introduceva alcuni elementi legati alla poetica
surrealista. A causa della scarsa conoscenza di Prokof'ev della lingua
inglese, e visto che un'opera in russo all'epoca rischiava di risultare
inaccettabile per il pubblico americano, la prima versione venne messa in
scena in francese, forse con l'aiuto del soprano Vera Janacopoulos, col
titolo L'amour des trois oranges. La prima rappresentazione ebbe luogo il
30 dicembre 1921 all'Auditorium Theatre di Chicago, sotto la direzione
dello stesso compositore. La prima esecuzione in lingua originale avvenne
a Leningrado (oggi San Pietroburgo) il 18 febbraio 1926. Tartaglia, figlio
del Re di Coppe, è consumato dalla malinconia: inutilmente il padre e il
ministro Pantalone si prodigano per salvarlo, consultando i migliori medici
e organizzando feste di ogni genere. Contro la guarigione tramano Clarice,
Leandro e Brighella, con il sostegno della Fata Morgana; per ripicca la
strega lo condanna ad infatuarsi delle tre melarance. Con l'aiuto del mago
Celio il giovane riesce ad impadronirsi dei frutti, che schiudendosi
rivelano tre belle fanciulle. Alla fine l'inganno è sciolto, gli empi sono
puniti, la successione al trono è salva.
Dal punto di vista musicale, il Prokofiev dell'Amore delle tre melarance ci
appare a uno stadio di maturità tale che potrebbe stupire se non sapessimo
quanti anni di esperienze egli avesse alle spalle. Quel che piú colpisce è
l'equilibrio (una qualità che spesso gli è negata) nell'adeguare
brillantemente le diverse componenti tecniche e linguistiche alle diverse
soluzioni musicali, e alle funzioni che via via debbono assolvere. Quando
si parla di Prokofiev come di un geniale ma eclettico musicista, capace sí
di spaziare dagli stilemi classici alle piú ardite invenzioni moderne ma
altresí incapace di ordinare organicamente un mondo musicale preda di
viscerali e spesso contrastanti umori, si dimentica che la sua peculiarità di
musicista sta proprio nell'imprevedibile e inquieto accostamento di
modernità e tradizione, di capriccio e di puntiglio, di ironia e di serietà,
che, dopo essersi abbeverate alla sorgente dell'idea musicale pura,
deflagrano con la forza di energie elementari. Questo spiega perché
Prokofiev sentisse nel ritmo l'elemento primario della musica, e del ritmo
facesse, anche nell'Amore delle tre melarance, il perno del processo
musicale. Si faccia attenzione a questo aspetto: il ritmo è il pulsare vitale
che, ideale unità di misura, scandisce ora precipitando ora frenando le
varie fasi del divenire musicale, quindi dell'ascolto e della percezione.
Momento esemplare di questo concetto è la celeberrima marcia fra il
primo e il secondo quadro del secondo atto, che potremmo definire un vero
e proprio simbolo musicale di tutta la partitura.

L’Angelo di fuoco
Un’opera carica di simbolismo e misticismo con personaggi come una
monaca devota, una strega isterica , Faust e Mefistofele , un Inquisitore .
Un mondo cupo e sconvolto quello che arde nell’ Angelo di fuoco, l’ opera
di Prokofiev . E’ la storia di una tragica ossessione, tratta dal celeberrimo
romanzo di Brjusov, ambientata nelle nere inquietudini della Germania del
‘ 500, tra duelli, premonizioni, stregonerie: protagonista è Renata, giovane
che fin da bambina, veniva affiancata da Madiel, suo angelo custode, per
essere avviata ad una vita casta e di santità , ma che poi si invaghisce dello
stesso che, irato, si trasforma in una colonna di fuoco. Tra duelli, rifugi in
convento, e visioni demoniache , fino alla condanna al rogo da parte
dell’Inquisizione per essersi congiunta carnalmente con il Demonio .
Prokofiev compose questo affresco musicale in ritiro nel borgo di Ettal,
sulle Alpi bavaresi, tra il 1922 e il ‘ 1925 . L’opera non venne però mai
rappresentata. Le circostanze della lunga e travagliata stesura della
partitura, la trama per molti blasfema e simbolista del romanzo di Brjusov
da cui è tratto il libretto e che si trova rispecchiato dalla veemenza
allucinata della musica, hanno imposto all’ Angelo di fuoco l’immeritato
destino di una prima rappresentazione postuma, a distanza di ben
trent’anni dal suo completamento e a due dalla morte del compositore. Il
testo sparì infatti nei cassetti di un editore e fu riscoperto solo nel ‘ 55.
Colpa anche della sua difficoltà , con una delle parti di soprano più
massacranti dell’ intera storia musicale.

Pierino e il lupo
Pierino e il lupo è un'opera del compositore russo Sergej Prokof'ev, scritta
nel 1936 dopo il suo ritorno nell'Unione Sovietica. È una storia per
l'infanzia, costituita da musica e testo di Prokof'ev: per l'esecuzione
occorrono la voce di un narratore e l'accompagnamento di una normale
orchestra. Nel 1936 il Teatro Centrale dei Bambini di Mosca commissionò
a Prokof'ev la stesura di quest’opera musicale per bambini, che avvicinasse
alla musica anche i più giovani. Il compositore accettò, incuriosito dal
particolare incarico e in soli quattro giorni completò il lavoro. Pierino è un
bambino vivace che conosce un uccellino, un'anatra ed un gatto, quando ad
un certo punto si aggira nei boschi un lupo feroce. Pierino decide di
eliminare il lupo, ma il suo burbero nonno non gli permette di svolgere tale
impresa perché la considera troppo pericolosa e, non venendo ascoltato dal
nipote, lo trascina nel giardino e, per impedirgli di uscire, chiude a chiave
il cancello. Da lì, Pierino vede l'anatra farsi una nuotatina e il gatto cercare
di catturare il povero uccellino che si rifugia sui rami di un albero, ma in
quel momento arriva il lupo che si aggira nei boschi, ed il gatto, impaurito,
raggiunge l'uccellino sull'albero senza essere animato dalle precedenti
intenzioni. L'anatra, presa dal panico, corre sulla riva del lago, ma viene
mangiata dal lupo. Pierino assiste alla scena, mentre l'uccellino svolazza
davanti al muso del lupo per distrarlo. Successivamente l'uccellino va ad
avvertire dei cacciatori, dicendo loro che Pierino sta rischiando di venire
mangiato dal lupo, ma il bambino nel frattempo prende e lega una robusta
corda alla coda del lupo, e annoda l'altro capo ad un ramo dell'albero. In
quel momento arrivano i cacciatori a suon di spari, ma Pierino fa notare
loro che il lupo ormai è già stato sconfitto e tutti insieme rientrano in paese
in un corteo trionfale.

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