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ANALISI SONORO-MUSICALE DI BRANI

A seguire esempi di analisi sonoro-musicale, in cui vengono indicati solo i parametri rilevanti a
determinare le verbalizzazioni di un ascoltare medio

Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643) Toccata Quarta per organo “Da suonarsi alla Levatione”
Suonato ad un organo rinascimentale - che ha un impatto diverso dall’organo ottocentesco, più
solenne e familiare alle nostre orecchie - la banalizzazione dovuta al timbro dello strumento è meno
comune (immagini stereotipa tedi funzioni religiose) anche grazie ai registri indicati per
l’esecuzione di questa toccata, il cui timbro è più suggestivo di un’atmosfera interiore. La velocità
moderata è compatibile con la riflessione, ma la dinamica del flusso di note, ora lente ora più
scorrevoli, unite alla timbrica cangiante e al modulare molto frequente rende il brano molto ricco di
contenuto musicale e impedisce una regressione marcata (noia, rilassamento, sonno)

G.P. Telemann (1681 - 1767) - Suite in Re Maggore, TWV 55:D18


Tutta la Suite è in modo maggiore, e rappresenta un esempio di composizione in cul questo modo
mantiene la percezione della musica ad un livello di leggerezza e circostanza piacevoli e non
impegnative.
Ouverture Brano tripartito in cui l’iniziale Adagio è seguito da un Allegro Vivo per poi ritornare
sull’Adagio (schema A-B-A). La musica di Telemann, seppure caratterizzata e facilmente vissuta in
modo stereotipato a causa dello stile barocco, risulta più facilmente fruibile e se un brano è
sufficientemente lungo - come in genere è un’ouverture - l’ascoltatore può liberarsi delle
visualizzazioni scontate e proiettare qualcosa di personale.
Minuetto Danza in tempo ternario più breve e quindi più soggetto a immagini superficiali
Gavotta Danza in tempo binario che in questo brano risulta ritmicamente più sfuggente e
complessa, e per questa ragione può dar luogo ad un vissuto correlato all’idea di ambiguità,
considerata anche la brevità insufficiente
Passacaglia Altra forma musicale in tempo ternario, di ascolto piacevole e breve, come le
precedenti
Aria In quanto più andante, si tratta di un brano più facilmente fruibile per la presenza di una
melodia con un’identità più chiaramente percepibile già ad un primo ascolto, ma troppo breve per
essere utile, così come il successivo Les Postillions e la conclusiva Fanfare

G.P. Telemann - Trio Sonata in Re Maggiore, TWV 42:D5


Composizione che consta di 4 movimenti di breve durata, per complessivi nove minuti, che possono
risultare troppi tenuto anche conto del genere, a meno di rendere nota in anticipo la durata stessa;
questo elimina l’interferenza dell’attesa che il brano - ad un certo punto - finisca, e dispone meglio
l’ascoltatore a stare nella situazione. In questo caso i quattro diversi movimenti favoriscono la
rappresentazione di una storia. L’organico prevede due flauti, oltre a violoncello e clavicembalo, il
che alleggerisce il tutto, e condiziona nel senso della leggerezza e del bucolico

Gabriel Fauré (1845 - 1924) - Notturno n° 1 op. 33


E’ un brano in più sezioni che si alternano, ritornando; nella prima - molto breve - viene esposto il
primo tema, con note ribattute alla mano sinistra; la seconda e la terza sezione si alternano più volte
per poi arrivare a riesporre la prima sezione, con la variante della mano sinistra che ribatte più
rapidamente le note di accompagnamento. Ritorna quindi come conclusione il secondo tema,
rallentando e dilungandosi. Prevale il modo minore, con alcune “schiarite” in maggiore, il che
conferisce un clima triste ma non monotono. Anche le variazioni di velocità, insieme ai momenti in
cui le note scorrono fluendo rapide, contribuiscono a modificare le visualizzazione nel corso
dell’ascolto. Le note ribattute possono essere vissute come stimolo insistente se non ossessivo,
segno possibile di una soggettiva suscettibilità nelle persone che stanno vivendo nell’attualità
pensieri o tematiche profonde in modo distonico, per cui per analogia ritrovano nel brano quello
stesso modo di incidere nella mente da parte di quelle note.

Richard Strauss (1864 - 1949) - Concerto per oboe

Erik Satie (1866 - 1925) Sarabandes, Gymnopedies, Piece Froides, Ogives nell’interpretazione di
Reinbert De Leeuw
La musica di Satie è caratterizzata dai cambiamenti di tonalità repentini e non preparati dalle
modulazioni previste dalle leggi armoniche, così come anche era per Debussy. Ma su questo piano
la differenza fra i due compositori sta nella complessità degli accordi usati dal secondo rispetto a
quelli usati da Satie (solo triadi e settime). Inoltre la totalità delle composizioni di Satie si fonda su
strutture formali semplici e cicliche, laddove l’originalità sta specificamente nel passaggio da una
tonalità ad un’altra in modo spiazzante, tanto da risultare “alieno” nel panorama musicale moderno,
ancora oggi. La semplicità strutturale e la unicità armonica sono state alla base dell’ispirazione
verso la cosiddetta ambient music. Le composizioni sopra indicate sono quelle più suggestive e utili
ai fini del rendere un’atmosfera regressiva e onirica.

Yes - I’ve seen all good people (1971)


Brano molto conosciuto fra gli amanti del progressive rock, è di più facile ascolto rispetto alla
maggior parte dei brani di questo genere. Caratterizzante nell’ascolto è senz’altro la varietà di clima
dovuto al passaggio attraverso parti musicali chiaramente diverse fra loro; la prima più acustica con
flauto e chitarra, quindi la seconda più classicamente rock, ritmata, veloce e attivante, quasi
saltellante nella linea del basso e batteria, infine la terza occupata interamente da una modulazione
che si muove in senso discendente, eseguita da coro a cappella e organo. Ma trasversalmente sono
presenti elementi stilistici tipici del gruppo, oltre alla voce del front man Ion Anderson, e cioè la
parte del basso elettrico molto dinamica e strutturante per le armonie ricche e complesse del gruppo,
e la presenza del coro.

Yes - Owner of a lonely heart (1983)


A differenza della complessità del progressive rock nei lavori precedenti del gruppo, qui la
scansione ritmica porta molta nettezza nella percezione complessiva, aiutando chi ascolta a gestire
sia l’intensità dei suoni che gli assoli di chitarra nelle parti più acute e potenzialmente intrusive; per
cui l’autoaffermazione insistente che ne potrebbe derivare viene moderata verso l’idea di assertività.
La nettezza squadrata del pace ritmico modera anche la sensazione di ambiguità presente nella voce
del cantante Ion Anderson, dalla timbrica diversa e unica nel panorama rock, ermafroditica e
sforzata.

Pat Metheny - Lonely woman (1984)


Brano jazz su un tema del sassofonista Ornette Coleman, che nell’esecuzione di Metheny vede
svolta in modo classico la struttura di esposizione del tema e quindi delle variazioni, fino alla
riesposizione finale. L’essenzialità dell’ensemble strumentale (chitarra, contrabbasso e batteria) e la
timbrica mai stridente nonostante l’elettrificazione della chitarra, rendono l’ascolto più sostenibile
rispetto alla media dei brani jazz; anche la velocità di adagio contribuisce al gradimento di un clima
intimo e struggente, che illustra senz’altro il titolo del brano. Per cui l’ascoltatore può usufruire sia
del contenuto affettivo suonato, sia di una possibilità di avvicinamento ad un genere forse mai
considerato in precedenza. Sul piano musicale, il basso armonico che procede chiaramente in senso
discendente accentua il clima regressivo e intimista.

Johnny Cash - The man comes around (2002)


Cantata da un musicista icona del country/folk statunitense, capace di andare oltre questi generi per
affermare uno stile autorevole e inconfondibile, questa canzone colpisce l’ascoltatore prima di tutto
per il timbro vocale determinato ma vibrante, che fa immaginare una figura maschile affidabile e
carismatica, affettiva ma impegnata da valori di rilevanza etica, anche senza conoscere il testo.
L’inizio declamato accentua questa sensazione di essenzialità e lucidità, a cui presto si aggiunge la
componente emotiva e profonda grazie alla sottolineatura periodica delle note gravi e risonanti del
pianoforte.