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COME SI ASCOLTA UNA SINFONIA

La sinfonia ha una suddivisione in 4 movimenti che corrispondono alla messa in scena di 4 diversi caratteri
di una commedia:
I mov – Contrastato, potente, monumentale. Solitamente in forma-sonata: bitematica e tripartita
(esposizione-sviluppo-ripresa)
II mov – Lirico, è spesso un adagio in cui suonano solo gli strumenti meno sonori. Il compositore mette in
mostra la sua capacità lirica, di comporre belle melodie.
III mov – è una danza: un minuetto(per Haydn e Mozart) uno scherzo (per Beethoven). Momento sociale,
estroverso.
IV mov – è il movimento più veloce, più brillante. In genere è un Rondò o ancora una forma-sonata. Spesso
in questo movimento i compositori inseriscono scherzi, trovate e sorprese per l’ascoltatore. Per Haydn e
Mozart coincide con il finale felice l’Happy-end (per Beethoven questo non accade).
L’orchestra è il mezzo attraverso il quale queste idee vengono trasmesse al pubblico: per questo il nostro
studio parte dal 1780, momento dal quale ci sono delle caratteristiche orchestrali simili in tutte le sinfonie
di Mozart e Haydn e per le prime 4 sinfonie di Beethoven. L’orchestra classica, frutto di varie mutazioni e
semplificazioni nel periodo Barocco, è divisa in diverse famiglie e gruppi strumentali. Il corpo principale è
quello degli Archi: Violini (primi e secondi), Viole, Violoncelli e Contrabbassi. La seconda famiglia è quella
dei fiati, divisa a sua volta in due gruppi: i legni e gli ottoni. I legni sono gli strumenti dal suono più delicato
e sono il flauto, l’oboe e il fagotto successivamente si inserisce il clarinetto (Bach non lo usa affatto e Haydn
e Mozart lo usano pochissimo, solo per ottenere alcuni effetti particolari o per pochi concerti). Gli ottoni
sono quelli più potenti con un corpo più risonante (in quanto fatto di ottone e non di legno). L’ottone più
usato è il corno con funzione legante ma che avrà un ruolo fondamentale nel periodo romantico (metà
‘800). Altro ottone utilizzato, mai negli adagi e nelle sezioni più liriche, è la tromba: strumento squillante
che serve per punteggiare i momenti più importanti della composizione. Un altro strumento d’ottone, che
verrà utilizzato (nelle sinfonie) solo dalla V sinfonia di Beethoven è il trombone. Strumento di grande valore
simbolico: è lo strumento dell’aldilà, della morte (Mozart lo usa per il Tuba Mirum nel Requiem). Un’altra
famiglia è quella delle percussioni, inizialmente formata dai soli timpani.
Haydn e Mozart tendono ad usare gli Ottoni e i Timpani (gli strumenti più sonori) a macchie, solo in certi
punti: la definizione del tutti-orchestrale viene sempre usata con molta parsimonia, solo nei momenti più
importanti (fatto molto importante per l’ascolto di una sinfonia. Quando suonano trombe e timpani o, dalla
V di Beethoven quando suonano i tromboni, lì c’è sicuramente una grande colonna di suono). Il problema è
che tali strumenti, all’epoca di Haydn e Mozart, non possono suonare tutte le note. Quindi se il compositore
cambia tonalità questi strumenti non possono suonare, per questo suonano solo nelle sezioni più stabili, le
colonne della sinfonia. Il timpano ha delle limitazioni ancora più forti: in genere fa solo due note. I
compositori riescono quindi a utilizzare questi “svantaggi” come dei pregi (Beethoven nelle sinfonie 8 e 9 fa
suonare al timpano addirittura una sola nota).
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La cosa principale per ascoltare una sinfonia è capire come un compositore utilizza le risorse dell’orchestra.
Il I movimento di una sinfonia è il più importante. Infatti in tale movimento il compositore cerca di mettere
in scena il contrasto orchestrale: quindi il compositore utilizza a massimo le potenzialità dell’orchestra.
Inoltre è il movimento in cui il compositore ci presenta la sua orchestra: il colore strumentale, il tono.
La maggior parte delle sinfonie iniziano dall’allegro, il tempo veloce, ma alcune, per avere un carattere
ancora più maestoso iniziano con un’introduzione lenta con un carattere di attesa, di sospensione. Infatti
spesso sono ricche di pause e di momenti di contrasto non conclusi lasciati sospesi. Successivamente parte
l’allegro che è collegato con un sottilissimo filo all’introduzione precedente.
ES: Sinfonia 100 di Haydn (militare: per l’utilizzo dei tamburi militari) che inizia con un introduzione lenta
(da notare il carattere esitante eseguito prima dai violini e poi insieme fagotti) nella quale sono contenute
tutte le note del tema principale ovvero l’introduzione ci da un suggerimento del tema. Il tema principale
viene annunciato, come accade molto spesso, dai fiati: in questo caso solo da flauto ed oboe, quindi all’acuto
e delicato. Viene subito ripreso dagli archi un ottava sotto. Abbiamo quindi 3 facce diverse dello stesso
tema: quella sospesa, quella in allegro nell’acuto, e poi la sessa versione un’ottava più in basso negli archi. A
questo punto entra tutta l’orchestra (con fagotti, corni, trombe e timpani) i quali suonano un tema che
sembra non centrare nulla con quello precedente ma un ascolto più attento mostra come ci sia un chiaro
legame ritmico tra i due temi.
ES: Sinfonia Mozart (Linz) anche questa inizia con un’introduzione lenta dal carattere sospeso che punta
all’allegro. Il tema viene annunciato piano solo dagli archi e poi viene ripetuto lo stesso tema in tutta
l’orchestra. Questo metodo è quello maggiormente usato: prima la presentazione del tema piano negli archi
o nei fiati e poi la ripetizione dello stesso tema (diversamente dalla sinfonia precedente) nell’intera
orchestra. Questo fa parte ancora del processo di presentazione progressiva dell’orchestra. Spesso in Haydn
e Mozart il tema viene ripetuto ma non identico, spesso il tema viene ampliato per aderire meglio alla
potenza dell’intera orchestra. Nel nostro caso notiamo come il gesto iniziale dei violini viene ripetuto più
volte dal tutti. Dopo una successiva ripresa dei violini c’è un secondo tutti che, tipico di Mozart ma
assolutamente non di Haydn, è completamente diverso dal primo.
Negli anni precedenti (1760) la convenzione era invece quella di presentare il tema forte e poi farlo
riascoltare piano come se il tema fosse echeggiato. Un esempio di questo la fa Haydn in alcune sue ultime
sinfonie in cui torna alla forma arcaica.
ES: Sinfonia 102 Haydn. Prima il tema al tutti forte, poi solo al flauto e poi di nuovo un tutti con il tema
leggermente modificato e non nuovo come fa Mozart: Haydn ha un modo di procede più razionale come
anche Beethoven che infatti è suo allievo.
ES: Sinfonia 104 Haydn (London). Allegro dopo l’introduzione lenta. Prima soltanto gli archi piano, poi
tutti forte ma i due temi sembrano non centrare nulla. Ma il tutti risponde agli archi. Haydn collega gli
elementi e cerca di unirli magari in maniera nascosta mentre Mozart spesso accosta elementi differenti
riempiendo il percorso di ostacoli e di imprevisti.
Dopo poco nel primo movimento arriva il secondo tema che viene presentato in una nuova tonalità e in un
clima di rilassamento: la melodia è spesso affidata a singoli gruppi di strumenti all’interno di singole sezioni
strumentali
ES: Sinfonia 40 Sol Minore Mozart. La melodia del secondo tema è una linea unica ma viene spezzata:
archi, clarinetto e fagotto, archi. Ora viene ripetuto ma invertendo flauto e fagotto, archi, flauto clarinetto e
fagotto.
ES: Sinfonia Mozart (Linz): secondo tema che viene annunciato due volte. Prima volta: prima frase forte
negli archi seconda frase piano nei fiati. Ripetuta: piano nei fiati la prima frase e forte negli archi la
seconda frase.
(La Linz si dice che Mozart l’abbia composta n 6 giorni: si trovava a Linz e volevano dedicargli un concerto
ma non aveva neanche un suo pezzo e ne ha scritta una).
Ricordiamo che è importante vedere come i compositori giocano con l’orchestra, come la utilizzano.
ES: Sinfonia 94 Haydn (La Sorpresa), secondo movimento. Esempio in cui un singolo tema viene
continuamente elaborato. Prima il tema piano negli archi, poi pianissimo in pizzicato negli archi e poi a
sorpresa. In Haydn non c’è un elemento fine a se stesso: neanche questa sorpresa. Il brano è una sorta di
variazioni del tema appena presentato che non torna mai come all’inizio. Il brano è articolato
principalmente attraverso una diversa veste strumentale dello stesso tema: innovazione Haydniana che il
suo allievo Beethoven prenderà in pieno. Nella seconda ripetizione il colpo di timpano è all’inizio e il tema
viene colorato da un ricamo dei violini. Terza variante tema in minore, forte ma senza timpani. Ripresa del
maggiore con nuova articolazione ritmica da parte dell’oboe. Ultima apparizione del tema prima della coda
affidata alle trombe ed ai timpani che essendo un secondo movimento non dovrebbero esserci ma non c’è
nessun cambiamento tematico è solo un cambiamento del colore del tema e quindi loro partecipano
(all’inizio nella sorpresa) a questa operazione. Nella coda apparizione del tema in forte. Poi ancora piano
con degli accordi misteriosi accompagnati dai timpani che suonano pianissimo e dal flauto.

Il modo migliore per parlare di Beethoven è di ascoltare un pezzo di Mozart. Questo perché l’ultima sinfonia
di Mozart (la Jupiter) è il brano a cui Beethoven si riallaccia quando decide di scrivere la sua Prima
Sinfonia. La Jupiter inizia co un tema (tra tutti e soli archi)e poi un tutti che non c’entra nulla con il tema
appena annunciato. La prima sinfonia di Beethoven ha un inizio che cita in modo chiaro l’inizio della
Sinfonia di Mozart. Notiamo come lavora Mozart: prima il tema diviso tra tutti e soli archi, poi un tutti che
non c’entra nulla con questo tema, successivamente e poi torna al tema iniziale. Beethoven inizia con una
presentazione dell’orchestra in cui il tema è diviso tra archi e fiati. La differenza fondamentale è che mentre
in Mozart e Haydn c’è il primo tema con la presentazione dell’orchestra divisa in tutti e archi, in Beethoven
il rapporto tra le varie sezioni dell’orchestra entra a far parte di un processo dinamico: sono lontani gli archi
e i fiati? Si avvicina progressivamente e quindi il tutti che arriva non è un’improvvisa presentazione
dell’orchestra ma si arriva gradualmente al tutti.
ES: Sinfonia 1 Beethoven, dall’allegro (saltando l’introduzione lenta). Alternanza tra archi e fiati che si
avvicinano e poi un primo tutti (in crescendo), poi archi e fiati in forte che si avvicinano in diminuendo e si
arriva al secondo tema diviso tra gli strumenti. La novità di Beethoven non è nel linguaggio ma è nel modo
di utilizzare l’orchestra, l’idea di dare un senso allo scambio di elementi tra le sezioni e di un’accelerazione
del tema. Il secondo tema è in Beethoven il risultato di un processo di elaborazione mentre in Haydn e
Mozart è una sorta di isola Lirica, una nuova idea. Beethoven pensa alla sinfonia come un unico processo di
elaborazione. Di conseguenza la sinfonia va pensata in modo tale da poter fare un simile procedimento.
ES: Sinfonia 5 Beethoven, primo movimento. Il tema viene accelerato e il tutti è il risultato di tale processo
di accelerazione. Non c’è la presentazione del tema in una sezione e poi improvvidamente il tutti. Si può
ancora parlare di sezioni strumentali ma esse vengono messe in relazione tra loro, si fondono.
Solitamente la forma-sonata, forma su cui è basato il primo movimento di una sinfonia, è formato da:
-esposizione (in cui si presenta il primo tema e dopo una transizione il secondo tema con un carattere più
rilassato e spesso in un'altra tonalità)
-sviluppo (in cui molti elementi vengono elaborati modificati…)
-ripresa (in cui riascoltiamo di nuovo l’inizio: solitamente si torna al primo tema ed anche il secondo tema
viene ripresentato uguale nella stessa tonalità del primo: niente conflitti)
In Beethoven la ripresa non è mai uguale all’inizio.
ES: Sinfonia 1 Beethoven. Nella ripresa il tema è preso da tutta l’orchestra: ovvero è il risultato di tutto il
processo musical emesso in atto.
In Beethoven il tema mostra le tracce del passaggio del tempo.
ES: Sinfonia 1 Beethoven
Il fatto che la musica sia in continuo mutamento è il motivo per cui Beethoven ha scritto solo 9 sinfonie.
Ogni sinfonia deve risolvere un nuovo problema aperto dalla precedente. Questo lo si vede nella veste
strumentale delle varie sinfonie. Mozart varia leggermente la strumentazione nei gruppi delle sinfonie
contigue (che spesso venivano composte per essere eseguite insieme) per caratterizzarle. Nel caso di
Beethoven succede qualcosa di diverso. Torniamo alla metafora iniziale dei 4 movimenti come 4 diversi
personaggi. Nel caso di Beethoven (in particolare dalla III sinfonia) il carattere cambia: i 4 movimenti sono
4 diverse facce diverse, 4 tappe differenti ma dello stesso personaggio(ES: i 4 colpi del destino nella V
sinfonia). Queste 4 tappe vengono accompagnate e scandite dalla veste strumentale.
ES: nella V sinfonia vengono utilizzati per la prima volta i tromboni, (controfagotto e ottavino) ma i
tromboni entrano solo nel finale, solo nell’ultimo movimento: all’inizio dell’ultimo movimento. Pensando
alla sinfonia come aspetto visivo abbiamo che ci sono tre trombonisti che restano fermi fino all’ultimo
movimento (quando suoneranno? Cosa fanno quelli?) finalmente all’inizio del quarto movimento alzano le
campane e fanno esplodere il suono. Contemporaneamente Beethoven scrive la sesta sinfonia (pastorale)
sinfonia in 5 movimenti e a programma. Come funziona l’orchestra nella pastorale? Per i primi due
movimenti non suonano le trombe, i timpani, i tromboni e l’ottavino (che pure ci sono, l’ascoltatore li vede).
Nel terzo movimento entrano le trombe e l’orchestra si inspessisce. Nel quarto movimento, il temporale,
entrano in più tromboni ottavino e timpani. E nel quinto e ultimo movimento non ci sono i timpani. Quindi
il percorso musicale è accompagnato dall’inspessirsi e poi il rarefarsi dell’orchestra.
Questo modo di accompagnare la storia di una sinfonia attraverso la veste strumentale ha il culmine nella
nona sinfonia i tromboni entrano nel secondo movimento non nel primo. Nel terzo non suonano e nel finale
abbiamo tutta l’orchestra con timpani controfagotto. Ma in più abbiamo le voci soliste e il coro. Il finale
diventa quindi il punto culminante: non è più l’happy-end di Mozart e Haydn.
Questa concezione resta anche dopo la morte di Beethoven. Dopo la morte di Beethoven, Schubert completa
una sola sinfonia (la 9, l’ultima) che nel finale lo sviluppo comincia con un tema che è citazione letterale
dell’ode alla gioia. Brahms nella sua prima sinfonia, in Do minore tonalità della V di Beethoven, nel finale
utilizza un inno che è anche lui un richiamo al finale della IX sinfonia di Beethoven, inoltre cita i quattro
colpi del destino della V di Beethoven nel primo movimento. Mendelssohn scrive la seconda sinfonia nella
concezione originaria sono 4 movimenti: 3 strumentali e il quarto con il coro. List scriverla sinfonia Faust e
come apoteosi finale fa entrare coro e voci soliste.