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Le FORMAZIONI

MUSICALI
prima parte
Le formazioni strumentali
Tutti gli strumenti musicali esistenti possono “combinarsi” in varie formazioni sia per qualità che per
dimensioni, dando vita a gruppi strumentali più o meno stabili nella storia. In questa lezione
prenderemo in esame:

• Le piccole formazioni (musica da camera)


• L’Orchestra e la sua evoluzione nel tempo
• La big band
• La Banda
• La Fanfara
• Il gruppo rock
Molte di queste formazioni godono di un’ampia letteratura musicale che ha contribuito al loro
successo e alla loro diffusione.
Le formazioni da camera
Tra le numerose formazioni
strumentali da camera, le più
comuni sono quelle che
ricordiamo di seguito.

Il duo, composto da uno


strumento con funzione solista
(ad arco o a fiato) e da uno
strumento accompagnatore
polifonico (pianoforte,
clavicembalo, chitarra). C’è
anche il duo pianistico o a 4
mani
PIANOFORTE A 4 MANI
Il trio
- 2 strumenti melodici e 1
polifonico
- 3 strumenti melodici
nelle sue due formazioni più
classiche: il trio d’archi, composto
da violino, viola e violoncello; il trio
composto da violino, violoncello e
pianoforte.
Il quartetto

- 3 strumenti melodici e 1 polifonico


- 4 strumenti monodici
Nella sua formazione più classica è composto da strumenti ad
arco (due violini, viola e violoncello detto quartetto
d’archi), ma può contemplare anche altre formazioni
strumentali a fiato (come quello di ottoni 2 trombe, 1
trombone, 1 tuba) o miste. Oppure anche un quartetto di soli
sassofoni (quartetto di sassofoni)
Il quintetto di fiati:

classico: composto da flauto, oboe, clarinetto,


fagotto e corno.

moderno:
- quintetto di sax (baritono, 2 tenori, 2 contralti)
- quintetto di ottoni
Nel video seguente vedrete un quartetto non un
quintetto. Ho preferito farvi vedere un quartetto così
potete visionare tutti i tipi di sassofoni. Da sinistra a
destra:

Sassofono soprano
Sassofono tenore
Sassofono contralto
Sassofono baritono
Dopo il quintetto è possibile trovare formazioni con 6 7 8 9 10
elementi. Sopra i dieci elementi possiamo definirla orchestra. A
seconda del genere musicale o del contesto le formazioni possono
essere chiamate come segue:

- Sestetto
- Settimino o Settetto
- Ottetto
- Nonetto
- Decimino o Tentetto (dall’inglese «ten»)
L’ottetto di fiati, composto da due oboi, due clarinetti, due corni e due fagotti.
L’ORCHESTRA
L’orchestra è un gruppo musicale formato da un numero variabile ma consistente di esecutori e di
strumenti diversi, con un direttore che ha il compito di guidare il gruppo nell’esecuzione musicale
facendosi interprete della volontà dei compositori. A seconda dell’organico (cioè degli strumenti
che vi prendono parte) e del numero di esecutori, possiamo distinguere:

• l’orchestra d’archi (1600 1700);


• l’orchestra da camera (1700);
• l’orchestra sinfonica dell’800
• l’orchestra sinfonica moderna
Orchestra d’archi (1600 1700)
L’orchestra d’archi è un complesso strumentale
formato dagli strumenti ad arco (violini, viole,
violoncelli e contrabbassi) e dal clavicembalo.
Diffusa soprattutto nel Seicento, viene per questo
definita anche orchestra barocca.
All’inizio del Settecento il suo organico aumenta
con l’introduzione di alcuni strumenti a fiato, come
la tromba, l’oboe e il fagotto.
Orchestra d’archi (o barocca): Storia
Alla fine del Cinquecento, a Venezia, compaiono le prime formazioni
strumentali che si avvicinano alla moderna concezione di “orchestra”.
Dapprima in esse prevalgono gli strumenti a fiato ma nel Seicento si fa
ampio uso degli strumenti ad arco, che in quel periodo diventano
predominanti.
Nelle prime orchestre anche il clavicembalo ha un ruolo importante
perché, insieme alle viole da gamba (violoncelli),
al violone (contrabbasso) e alla dulciana (fagotto), esegue il “basso
continuo“, ovvero l’accompagnamento con note gravi. Gli archi si
assestano su quattro dimensioni diverse, che resteranno simili nel corso
dei secoli: violino, viola, violoncello e contrabbasso.
Durante tutto il Seicento, dunque, gli archi diventano l’elemento
dominante della musica orchestrale e molti musicisti
compongono quasi esclusivamente per essi.
L’orchestra di Luigi XIV, il Re Sole, si chiamava ventiquattro
violini del Re, a sottolineare l’importanza che avevano questi
strumenti.
Nelle orchestre barocche, comunque, gli strumenti non sono
molto numerosi, all’incirca tra 20 e 30, perché tutti i musicisti
devono poter entrare nelle “camere” (saloni) dei palazzi dei
nobili.
Orchestra da camera (o classica)

Con il termine orchestra da camera si parla


generalmente dell’orchestra del periodo classico della
seconda metà del ‘700 formata da alcuni strumenti ad
arco, da un numero variabile di strumenti a fiato (legni
e ottoni) e da alcuni strumenti
a percussione (inizialmente i timpani, ai quali si
aggiungeranno grancassa, triangolo e piatti).
Orchestra da camera (o classica): Storia
A Mannheim, in Germania, nel 1740, grazie al mecenatismo del principe
elettore Carlo Teodoro, si forma la più celebre orchestra del secolo: è un
complesso di strumenti veramente eccezionale, non solo perché per quei tempi è
molto numeroso (circa 40 strumenti), ma anche perché lo stipendio generoso
offerto ai musicisti attrae i migliori strumentisti d’Europa.
Nella Scuola di Mannheim. e nell’orchestra a essa legata, si sperimentano nuovi
strumenti (come il clarinetto e gli strumenti a percussione) e se ne perfezionano
altri , soprattutto a fiato: ad esempio, il traversiere diventa flauto traverso,
la bombarda diventa oboe. la dulciana diventa fagotto, il cornello diventa corno,
il serpentone diventa tuba e così via.
Nell’orchestra, in questo periodo, gli strumenti iniziano già a dividersi in
“famiglie” e ogni famiglia ha una sua funzione ben caratterizzata nell’insieme
orchestrale.
Viene inoltre perfezionata la tecnica strumentale degli esecutori
L’ORCHESTRA «ROMANTICA» dell’800

Nell’Ottocento, i costruttori perfezionano gli strumenti e ne inventano di


nuovi, proseguendo il lavoro iniziato già nella Scuola di Mannheim.
Nell’orchestra romantica aumenta il numero dei legni e gli ottoni, dal
suono potente, acquistano grande importanza; in entrambi i casi si
applicano congegni per chiudere i fori (chiavi e pistoni).
Inoltre, si perfezionano gli strumenti a percussione, come i timpani, e gli
strumenti a corde, come l’arpa, che entra nell’orchestra in maniera stabile,
e il contrabbasso, che acquista la sua forma definitiva. Strumenti nuovi
sono invece lo xilofono e i sassofoni, non sempre presenti nell’orchestra.
L’orchestra sinfonica moderna (fine ‘800 e ‘900)
L’orchestra sinfonica moderna è il più grande gruppo di musicisti
che suonano insieme tanti strumenti. Può comprendere 80-100
strumentisti, ma anche di più, in funzione delle partitura da
eseguire.
Essa è il punto di arrivo di quel lungo processo di ampliamento
e perfezionamento iniziato, come abbiamo visto, dalle piccole
formazioni di epoca barocca.
I musicisti sono seduti in semicerchio di fronte al direttore
d’orchestra. Gli strumenti dal suono più potente sono dietro, per
produrre un buon bilanciamento del suono.
GIi strumenti più numerosi sono quelli appartenenti alla famiglia
degli archi (di solito 60, di cui 32 violini) e appaiono così
disposti:
i primi violini (di solito 16) sono nella prima fila e il più bravo
violinista (primo violino) è il più vicino al direttore.
Seguono poi i secondi violini (altri 16) ~ le viole e a destra
violoncelli e contrabbassi.
Gli strumenti a fiato sono disposti in più file. nell’arco centrale,
mentre gli strumenti a percussione sono nell’ultima fila in alto:
chi li suona deve potersi spostare dai timpani alla grancassa,
dallo xilofono alle campane tubolari, e perciò deve avere spazio.
II direttore d’orchestra
II direttore d’orchestra è il musicista che dirige grandi o piccole formazioni
strumentali ponendosi di fronte agli strumentisti e guidandoli con gesti delle mani.
Egli ha compiti importanti, come:
• scegliere la composizione da proporre all’orchestra;
• studiare la partitura, cioè l’insieme delle singole parti affidate ai diversi
strumenti;
• interpretare la musica, cioè fare scelte musicali fondamentali sull’andamento.
sulla dinamica ecc. rispettando le intenzioni del compositore;
• spiegare ai componenti dell’orchestra come deve essere eseguita quella
musica.
Durante le prove, il direttore coordina l’esecuzione di tutto il gruppo dei musicisti
dell’orchestra, indicando il tempo, gli attacchi dei vari strumenti, le variazioni
dinamiche e, cosa non meno importante, gli errori.