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CAPITOLO 7(DI LOIUDICE CATERINA)

Il termine relazione presuppone una dinamica di connessione con l’altro, che sia una persona o un oggetto

Per considerarsi valido,questo legame deve coinvolgere la dimensione affettiva, infatti la relazione è
l’attivazione di un rapporto, anche affettivamente connotato tra due o più persone.La relazione implica il
riconoscimento dell’altro da sé,con le sue differenze culturali e individuali, ci apriamo all’altro,
contemplando il co-esistere,l’io diventa tale quando riconosce il tu, che è capace di fornirgli risposte nella
sfera interrelazionale, che si costituisce come uno spazio dove tirare fuori le dimensioni del sé e la
creatività.Ciò ci permette di arricchirci e trasformarci.Riconoscere l’altro significa esserne
responsabili,rispettare i ritmi, le potenzialità e debolezze.La relazione è strumento privilegiato
dell’educazione perché accoglie differenze e limiti dei singoli.Per analizzare l’educazione bisognerebbe
arrivare al cuore del suo messaggio, inteso come esperienza umana che determina condizionamenti
biologici, sociali e culturali degli interlocutori.Hanno particolare importanza le relazioni interpersonali che
sono il cuore del processo educativo e permettono all’individuo di costruire il proprio sé.La relazione
educativa è una delle relazioni cardine della nostra vita perché attraverso essa si trasmette la conoscenza e
insegna la socializzazione.La relazione è fondata sul noi che realizza il tra, non come somma, ma come
creazione di qualcosa.L’obiettivo delle relazioni è costruire una giusta società che sia proiettata verso, per e
con l’ altro.Elemento fondamentale per la relazione è il dialogo, poiché attraverso esso è possibile
raggiungere lo scopo educativo, favorire l’incontro. Anche la comunicazione implicita ha un ruolo
fondamentale nel rapporto con l’altro. Una persona non può sussistere senza l’altro che ne percepisce la
sua esistenza, permette alle persone di scoprirsi. La comunicazione ha il fare dialogico e l’ascolto
emozionale come mezzi per favorire la crescita. l’obiettivo di confrontarsi con l’altro ha come fine inserirsi
nella società, amplificare il confronto, sviluppare un atteggiamento critico. I rischi e i limiti intimistici del
diaologo possono essere ovviati con la narrazione.La narrazione deve avere qualcuno per accogliere il
racconto.L’idea bruneriana di narrazione implica la soggettizzazione dell’esperienza.Un altra agenzia
educativa importante è la famiglia, anche se negli ultimi generazioni è sempre meno capace di essere
affidabile e di farsi carico delle responsabilità nei confronti del bambino.L’educazione quindi ha il compito
di fare relazione, cioè cercare di inserire l’individuo nella tecnica di scambio umano, e attribuisce un ruolo
allo scambio educativo. Il mancato lavoro del genitore svuota il senso di fare relazione.La relazione
arricchisce l’individuo e da all’individuo la possibilità di costruirsi.

Ciò che oggi viene chiesto ad un insegnante non è la sola trasmissione di saperi, ma un ruolo costituito su
competenze altre, emotiva, dell’ ascolto, deve prestare attenzione alle sue emozioni e all’effetto sugli altri,
e all’emozione degli altri su di se.Bisogna quindi avere competenze relazionali, che sollecitino a pretendere
di piu da sé. L’educatore deve condurre gli allievi in uno spazio di conoscenza pieno di nuove sfide
educative, che rischiano di presentarsi in maniera limitante, e incapaci di essere educative.Nella prima fase
della storia dell’ educazione la buona riuscita del processo educativo era affidato al maestro e alla sua
bravura, successivamente si capì che il rapporto è diadico e si affermò il puerocentrismo, assegnando a
entrambi un ruolo della stessa importanza, pari dignità, tuttavia si riconosce l’ importanza dell’educatore in
quanto figura esperta.L’asimmetria tra i due è solo esperienziale.La relazione è efficiente quando diventa
luogo di scambio , cooperazione e confronto, tra educatore ed educando, in famiglia, e poi a scuola.Nella
scuola- comunità si da importanza alle relazioni, la scuola è pertanto, quel luogo dove si presenta la
relazione con l’educatore.La finalità formativa rende indispensabili le relazioni tra i vari enti(famiglia,
alunni, scuola, pedagogisti) che devono armonizzarsi.Nella relazione educativa ogni soggetto deve essere
soggetto di e al cambiamento, capace di accogliere risposte e quindi modificare l’intervento educativo di
conseguenza.Educare significa uscire dalla propria singolarità per incontrare l’altro, rispettando la diversità
come un valore, bisogna tendere alla ricerca di metodi sempre nuovi. Bisogna distaccarsi dall’ idea di
educazione lineare, lo studente deve sempre dare un feedback educativo.Per svolgere la funzione di
insegnante c’ è bisogno di competenze relazionali,perché si pone l’ attenzione sulla relazione esaminando il
linguaggio verbale e non.Bisogna prestare attenzione alla comunicazione non verbale e alla prossemica
perché possono smentire o confermare ciò che è stato detto a voce.L’emozione è una via importante che si
può percorrere per educare perché influenza tutto il processo educativo.A volte le modalità con cui l’
insegnante comunica sono più importanti del contenuto stesso.La scuola deve promuovere lo sviluppo
personale e sociale dell’ individuo.il fine dell’ educazione non sono le nozioni ma nuovi comportamenti e
modi di vedere.L’individuo si adatta, attraverso il sapere, alle sollecitazioni del suo stato personale e dell’
ambiente.Secondo questa idea l’ insegnante è solo l’animatore che agevola, dirige e sollecita
l’apprendimento.Gli stimoli esterni interagiscono con quelli interni.L’insegnante deve possedere capacità
molto specifiche per fare il suo lavoro

RELAZIONE INSEGNANTE ALUNNO

Deve essere fondata su stima e rispetto reciproci,l’insegnante deve essere coerente autentico e
trasparente, deve creare un clima di fiducia e una relazione empatica.L’ insegnante deve aumentare le
motivazioni dell’ alunno attraverso un buon metodo.Nella relazione il docente deve tenere conto della
specificità dell’ alunno a cui si rivolge, delle sue caratteristiche e particolarità.La comunicazione si sviluppa
in 4 aree:senso motoria, cognitiva, emotivo affettiva e sociorelazionale.Diveersi fattori condizionano
l’apprendimento:la motivazione,interesse, aspettativa, memoria, capacità ecc.La capacità attentiva è legata
all’interesse e l’insegnante deve mantenerlo attivo.L’emotività può determinare la qualità dell’educazione e
il prodotto che ne deriva.Gli insegnanti devono saper individuare gli ostacoli della comunicazione.Essi non
trasmettono solo il sapere ma anche il loro modo di fare promuove il sapere.Nelle finalità di formazione ed
educazione l’ insegnante deve promuovere lo sviluppo personale e sociale del ragazzo,apprendere non è
solo memorizzare ma acquisire nuovi comportamenti.L’apprendimento permette al soggetto, elaborando le
proprie esperienze,di adattarsi alle sollecitazioni ambientali.L’insegnante deve essere in grado di utilizzare
diversi media di comunicazione, per risultare più interessante per tutti e perché ognuno utilizzi il metodo
più consono a sé.Uno strumento importante è l’ autovalutazione perché l’errore non è visto come
mortificazione, ma come modo per imparare.Un altra cosa che si deve sviluppare è la capacità di problem
solving, viene posto un contenuto sottoforma di problema affinchè l’alunno impari
risolvendolo.L’insegnante deve mettere a disposizione il suo sapere,è importante anche la multimedialità.

L’insegnante deve utilizzare diversi mediatori:

ATTIVI(visite guidate, analisi su campo)

SIMBOLICI(manipolazione del linguaggio)

ICONICI(da impiegare nello studio per visualizzare i contenuti)

ANALOGICI( come i giochi di simulazione)

TECNOLOGICI(racchiudono in se tutti gli altri)

L’insegnante si deve mettere continuamente in discussione, il suo bagaglio esperienziale contribuisce a


creare il suo metodo, l’insegnante mette in atto la coerenza per mettersi a servizio degli alunni, la
formazione non è mai lasciata al caso, è una professione in continuo cambiamento, perché dagli errori
l’insegnante impara e si migliora.