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Pedagogia Generale

Concetti estrapolati da Pedagogia Generale di S. Kanisza.

Cap. 4 – Lavorare insieme per educare: il lavoro di gruppo

Nei servizi educativi il lavoro collettivo è sempre più un obiettivo condiviso.


Quando si affronta la sfida dell'educare nasce un'alleanza tra educatore e
studente basata sulla contaminazione dei saperi e delle competenze.
La concretizzazione del lavoro di equipe consiste nel porsi obiettivi comuni
adottando anche strategie di problem solving più efficaci e adatte alle
situazioni da risolvere.

Nel gruppo di lavoro deve esistere l'interdipendenza: i singoli componenti si


affiancano agli altri assorbendo e, al tempo stesso, scambiando competenze e
conoscenze.
In questo processo di cooperazione si definisce anche l'identità personale
grazie alle relazioni interpersonali che si vengono a creare con il desiderio di
essere conosciuti e accettati.
Viene richiesto a tutti i soggetti di sviluppare le capacità di ascolto e
negoziazione. Tutti devono esprimere le proprie idee circa il lavoro che si sta
compiendo e al tempo stesso manifestare eventuali disagi o aspettative.

4 PILASTRI FONDAMENTALI PER IL GRUPPO:

– FIDUCIA
– APERTURA AL CAMBIAMENTO
– RESPONSABILITA'
– RIFLESSIVITA'

Cap. 7 – La relazione educativa: strumento privilegiato del fare educazione


(relazione = connessione che intercorre tra due o più enti)

La relazione è lo strumento privilegiato dell'educazione perché accoglie e


riconosce la ricchezza e il limite del singolo.
L'elemento primordiale della relazione è la comunicazione. Attraverso il
dialogo e ascolto si favorisce la crescita interiore dell'io.
L'insegnante in primis deve porsi nella condizione di essere oggetto ma anche
soggetto di cambiamento; così facendo mette in atto una relazione educativa
reciproca e asimmetrica (disparità sul piano esperienzale ma non umano).

L'insegnante deve essere autentico e trasparente nei suoi sentimenti e


comportamenti per creare fiducia ed empatia.
Tutto parte dall'alunno: dai prerequisti posseduti si pianificano le conoscenze
da innestare. Così facendo l'apprendimento diventa significativo perché
parte dagli interessi dell'individuo, a seconda dalla propria realtà
socioculturale.

Il docente deve riflettere sempre sulla qualità del suo metodo e gli effetti che ne
produce mettendo in discussione i suoi stili di insegnamento
(metadidattica).

Cap. 8 – Competenza emotiva: una indispensabile risorsa professionale

La qualità emotiva della relazione educativa è una delle condizioni


fondamentale per il successo didattico.

Le emozioni negative od irruente tendono ad essere soppresse con il rischio di


subirle passivamente e rimanerne vittime: esse potrebbero esplodere in modo
incontrollato. Per questo motivo le emozioni devono scorrere liberamente con
trasparenza: in questo modo si stemperano e si dissolvono.

Non è possibile riconoscere e comprendere i sentimenti altrui se non siamo in


grado di ascoltare e decifrare i nostri.
E' necessario esercitare la propria sensibilità come risorsa indispensabile
nella relazione educativa.

Cap. 9 – La gestione del gruppo

L'insegnante deve saper gestire il gruppo classe proponendo contenuti adatti a


rispondere agli interessi dei singoli pur mantenendo compatta la squadra. Un
buon docente deve saper suscitare ammirazione nei confronti dei suoi studenti
diventando un leader.

Dal primo impatto con la classe si delineano le modalità di interazione tra


insegnante e gruppo. E' fondamentale per il docente impostare fin da subito il
proprio modo di operare con coerenza e trasparenza.
Vi sono tre stili di insegnamento per la conduzione della classe:

1) Stile formale o autoritario: l'insegnante a capo della classe; studenti


''passivi''
2) Stile informale o democratico: insegnante come consulente di una classe
attiva
3) Stile laissez-faire: mancanza di attività dell'insegnante

Generalmente gli insegnanti dovrebbero osservare uno stile misto in base alla
condizione e alle esigenze della classe.

Ad ogni modo l'ambiente di classe è il fattore principale di motivazione


all'apprendimento. Gli studenti devono sentirsi in primi apprezzati e stimolati a
dare il meglio di loro.

Le motivazioni ad apprendere si differenziano in:

– Motivazioni intrinseche: derivano dal soggetto stesso


– Motivazioni estrinseche: dervivano dal sistema di ricomense e punizioni
(sistema scolastico basato su valutazioni, promozioni e bocciature)

L'utilizzo di motivazioni estrinseche su alunni che non hanno forte motivazione


a apprendere, causano in primis una dipendenza dagli altri per mancanza di
determinazione e interesse propri.

Le motivazioni intrinseche vanno incoraggiate da uno stile di insegnamento


che incoraggia il pensiero divergente e non ripetitivo.

FASI DI COSTITUZIONE DEL GRUPPO CLASSE:

1) Gli studenti iniziano a fare conoscenza ma dipendono dall'insegnante


2) Gli studenti cominciano ad indentificarsi in un ruolo e cominciano a
distaccarsi dall'insegnante.
3) Gli studenti formano una coesione. Il gruppo diventa un unico
organismo che si pone in relazione con l'insegnante.

Il gruppo coeso funziona poiché ogni singolo è ben inserito e coinvolto in un


contesto sociale vivo e stimolante.
Cap. 10 – Lo spazio a scuola
(Prossemica)

Il movimento delle scuole attive (uno tra i primi a portare avanti questa causa fu
Dewey) ha affrontato la questione dello spazio scolastico tradizionale per
allinearlo e ''aggiornarlo'' alle nuove modalità di apprendimento e relazioni.
Fu in particolare Montessori a condurre una ricerca sullo spazio, sugli arredi e i
materiali che lo compongono per aiutare il bambino a fare da sé.

Le caratteristiche percettive degli edifici scolastici giocano un ruolo essenziale


sul benessere degli studenti. Le condizioni termiche, acustiche, la qualità
dell'aria, l'illuminazione e i colori sono componenti chiave.

ASPETTI VISIVI
L'illuminazione preferibile sarebbe quella offerta dalla luce naturale per un
migliore benessere psico-fisico e un risparmio energetico.
Le luci dovrebbero essere regolabili a seconda delle esigenze degli alunni stessi.

I colori delle pareti dovrebbero essere morbidi, ben in sintonia tra di loro. I
colori caldi servono a creare atmosfere più calme e rilassate.

ACUSTICA
Una stanza trattata acusticamente contribuisce ad un apprendimento più sano. Il
rumore è una delle principali fonti di stress e disattenzione. Anche per
l'insegnante sarebbe più facile comunicare con gli studenti a causa della buona
trasmissione acustica della stanza.

ARREDO E MATERIALI
L'arredo scolastico dovrebbe mettere in pratica la teoria delle intelligenze
multiple di Gardner. Gli ambienti devono essere ricchi di oggetti culturali,
scientifici e artistici utili a promuovere l'interesse verso nuove conoscenze.
Il progresso tecnologico e l'era digitale aprono ancora più frontiere al campo
della multimedialità dell'aula. I banchi e le sedie dovrebbero essere scorrevoli
in modo da rendere possibile qualsiasi configuarazione nello spazio, rispettando
le caratteristiche ergonomiche,