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CAPITOLO 4(di Caterina Loiudice)

La collaborazione, in termini lavorativi è intesa come una risorsa in quanto permette a diversi tipi di
professioni di interagire tra loro, ma anche a professionisti della stessa disciplina di interagire e fornire
prospettive diverse sulla stessa problematica. Sul piano personale il gruppo evita l’isolamento, aiuta a
focalizzare il proprio ruolo e le proprie prospettive. La condivisione rende impossibile l’ egocentrismo, che
annulla il senso dello stare insieme e ostacola quei lavori di gruppo strategici come il lavoro d’equipe.Nei
servizi educativi il lavoro di gruppo unisce diversi professionisti nella stessa mission. L’educazione non si
presta a dinamiche individuali ma gruppali.

Learning organization: ambienti di apprendimento volti alla comunicazione e allo scambio di conoscenze,
informazioni, saperi,questo fa si che si lavori in collaborazione, in modo interconnesso con i propri
colleghi.Nella scuola dell’infanzia la collegialità è considerata risorsa per l’ intervento educativo nel
contesto relazionale.La coesione tra docenti non è sempre garantita.La realtà scolastica implica una
condivisione nelle diverse relazioni,(Consigli, commissioni, eventi con il territorio per garantire una
continuità).La gruppalità consente alla scuola poteri decisionali e organizzativi che implicano una
condivisione di responsabilità e competenze.L’alleanza tra diversi professionisti è strategica, perché la
condivisione è diventata essenziale perché il vero lavoro di gruppo è migliore di quello individuale.

LAVORO DI EQUIPE:Si forma con professionisti che hanno un obiettivo comune operando in gruppo, evita il
burnout e l’isolamento, accelera il raggiungimento degli obiettivi.Il burnout si manifesta di più nelle
professioni educative e sociali perché c’è bisogno di trovare risposte rapide a dinamiche complesse.Poter
condividere le responsabilità sprigiona risorse ed energia e dimezza la pressione che si esercita sui singoli
soggetti.La condivisione con gli altri consente di avere un approccio sistemico ai problemi, una conoscenza
migliore delle situazioni. Il lavoro di gruppo è più faticoso ma anche più costruttivo.La visione di gruppo
vuole coniugare la visione individuale con quella degli altri con la finalità di un intervento corale.Un crierio
fondamentale è l’efficacia.La mission in campo educativo . Per il funzionamento corretto dell’ equipe si
devono condividere regole di funzionamento, una cultura che cementi l’equipe stessa.Il gruppo deve avere
una strategia di collaborazione e si devono condividere le regole per evitare attribuzioni di leadership, le
risorse di ognuno sono risorse conoscitive per tutto il gruppo.Lavorare insieme attiva una conscenza
emotivo affettiva degli altri.

Il gruppo è il ruolo del rispecchiamento nel quale la persona apprende la propria unicità, e la propria
identità in quanto non può apprenderla stando dasolo.Ogni persona ha bisogno dell’altro per affermarsi e
di essere parte del gruppo. Il gruppo attiva meccanismi identitari che sono positivi per la persona.Se il
gruppo non funziona può minare l’ autostima delle persone, il gruppo è un modo per condividere le proprie
rappresentazioni, desideri, bisogni, portando non solo nel gruppo il proprio sapere ma anche le
caratteristiche del sé. Attraverso la condivisione di questi bisogni le decisioni prese saranno davvero di
gruppo.In questo modo il gruppo cresce sia nelle dinamiche relazionali, sia sul piano formativo.

Il lavoro di gruppo diventa una sfida poiché potrebbe avere dei risvolti negativi,alimentando tensioni e
contrapposizioni.Il processo di team building, parte proprio dalle divergenze di valutazione, la conflittualità
è insita delle dinamiche gruppali, nelle quali sono implicate anche dinamiche relazionali e di competenza.Il
gruppo è terreno fertile per la formazione del singolo.Per far si che il gruppo funzioni bisogna capire qual è
il proprio ruolo.La nostra conoscenza si arrichisce nel confronto con l’altro, dobbiamo diffondere e
scambiarci conoscenze perché sono frutto di un indentità personale, bisogna quindi sviluppare un’apertura
all’ ascolto. L’obiettivo non è affermare le proprie idee ma raggiungere la soluzione del problema.Il lavoro di
equipe è un processo di ricerca e trasformazione.

Consolidare un gruppo:Per creare una cultura di condivisione e confronto,ci sono 4 caratteristiche


fondamentali:fiducia, apertura al cambiamento, responsabilità e riflessività.
Fiducia:è fondamentale nutrire fiducia nei membri del gruppo per consolidarlo, è essenziale per la
condivisione del sapere.la fiducia conserva l’autenticità del gruppo, sollecita decisioni e stimola le idee, non
si deve agire singolarmente e condividere solo il traguardo.

Il confronto va utilizzato come apertura per un cambiamento, chi educa deve contemplare il cambiamento
non solo nei confronti di chi viene educato ma anche rispetto a se stesso e all’ ambiente, un gruppo rimane
vitale solo se accetta il cambiamento, mantenendo e rigenerando le relazioni.

La responsabilità è il motore della collaborazione perché si risponde delle proprie azioni davanti al gruppo e
a se stessi,nel gruppo bisogna fare la propria parte perché non si può delegare il lavoro a qualcun altro,
bisogna accettare le diversità e aver cura delle relazioni interne.

Riflessività:rivedere criticamente il proprio operato, è un modo per interrogarsi su i propri comportamenti,


cercando di maturare sia se stessi che i comportamenti condivisi.la riflessività previene il rischio che il
lavoro diventi pura performance.

CAPITOLO 5
Le teorie e le pratiche educative sono chiamate a fare luce sulle realtà familiari, diverse teorie hanno
considerato le caratteristiche strutturali e funzionali della famiglia.Alcuni studi considerano la famiglia come
un’ istituzione debole e inutile, ma nessuna teoria potrà delineare davvero i suoi processi, un po' anche
perché non esiste una definizione univoca di famiglia.Questo gruppo primario rappresenta una delle più
importanti agenzie educative in cui l’ essere umano inizia il suo percorso esistenziale.La famiglia non vuole
togliere importanza all’istituzione educativa, ma dobbiamo capire che l’educazione è sempre anche
implicitamente familiare. La pedagogia trova i suoi punti saldi nel fare e nell’ essere famiglia, facendo un
percorso che sia contemporaneamente diacronico e sincronico.In questo modo si mettono in risalto le
paure, i sogni e le differenze tra membri per poter diventare contenitori esistenziali dentro cui la famiglia
vive e l’impalcatura su cui tutto poggia.La famiglia è un gruppo sociale che è caratterizzato da residenza
comune, e fine di procreazione.Oggi però vi è la scomparsa dell’ adultità.E’ dovuta alla crisi economica e a
svariate cause economico sociali, e per lo svilimento dell’ adulto.La genitorialità non si basa più sul legame
coniugale, perciò dobbiamo collegare la genitorialità in spazi diversi, anche se una relazione precaria e
instabile rende più difficile il compito educativo. Oggi si parla di amore liquido che contempla la reversibilità
di ogni scelta, vede la relazione come un attraversamento temporaneo e quasi sempre fermo alla fase dell’
innnamoramento, e mai orientato verso un fine. L’amore non è l’ unico aspetto su cui si fonda la coppia e la
famiglia.L’amore può essere inteso come slancio o impegno, infatti si distinguono coppie caratterizzate dall
attenzione alla sfera sentimentale, e altre orientate alla protezione dei legami le prime sono chiamate
coppie aggregative e le seconde coppie generative perché hanno figli ma anche perché vivono la famiglia
come un intreccio tra relazione di coppia e relazione coi figli, quindi vi è la compresenza di esigenze di
individuazione e condivisione.Questa idea riconosce la libertà dell’altro, che è intesa come presupposto per
lasciarsi amare., in questo modo la coppia si apre alla genitorialità, diventando coniugalità.La famiglia può
essere accostata al concetto di cittadinanza attiva che prevede un’apertura della famiglia verso l’esterno,
intesa come produttrice non solo di figli ma anche di idee.

GENITORIALITA’ CONDIVISA: e’ difficile dividere i ruoli tra genitori, perché hanno azioni e codici
comportamentali diversi. Gli aspetti legati alla funzione materna e paterna sono legati alla cultura.e alle
attese che ciascun membro della coppia proietta sull’altro.Madre e padre devono trovare un equilibrio per
una genitorialità efficace.E’ riferita alle capacità sociali e relazionali che utilizzano per il benessere del
proprio figlio, accompagnandolo nello sviluppo fisico e mentale.I genitori oggi sono sensibili al compito
educativo ma anche più insicuri.Sostenere i genitori significa essere percepiti e farli percepire come credibili
e affidabili.La crisi della genitorialità consiste nel crollo dei codici paterni e materni.Nel passato il padrre era
anche padrone e la donna era inserita unicamente nel contesto familiare, questo consolida l’idea di madre
chioccia.Per altri la madre protegge fin troppo il bambino e il padre deve tirarlo fuori da questa prigione.La
funzione della famiglia è triadica:madre-padre bambino che deve essere osservato come un intero, diverso
dalle singole unità. Comprende l’interazione tra bambino e un genitore e contemporaneamente con l’altro.
Vi è l’esigenza di coordinazione tra membri, descrivibile come ALLEANZA FAMILIARE, la famiglia è una vera
e propria palestra di accoglienza e solidarietà, aiuta ad assumere consapevolezza delle differenze.

ACCORDO EDUCATIVO TRA FAMIGLIA E SCUOLA:la società e la famiglia sono chiamate a fare un accordo
che si basa su condivisione e coesione che deve essere condivisa anche dalla famiglia.Questo non è facile
perché famiglia e scuola risentono dell’epoca storica, modificandosi ad ogni progresso economico sociale,
le differenti norme etiche e sociali influenzano il sistema scolastico e familiare, la famiglia è portatrice di un
sapere implicito che si innesta sulla cultura di riferimento, la scuola invece diffonde un sapere esplicito,
frutto di un accumulazione del sapere nel mondo circostante.Entrambe le istituzioni vivono in crisi profonda
crisi, si parla di svuotamento del sistema educativo: cioè l’ incapacità degli adulti aad orientare il minore. Lo
svuotamento può essere letto come deriva educativa. Comunicazione tra famigliae scuola sono
un’inversione di rotta, anche se prima la scuola aveva un’importanza maggiore adesso le due agenzie
coesistono.La scuola vive in una sorta di isolamento asettico e dovrebbe coinvolgere di più i ragazzi e anche
i loro genitori che ne sono tutori.La scuola è pubblica perché influenza la vita di comunità. Un requisito
importante è l’affidabilità e presume l’esistenza di una base etica. Vi deve essere la congiunzione di un
educazione familiare e di quella scolastica.Un’importante terreno di dialogo tra i due è la consapevolezza
pedagogica.La relazione familiare condiziona il bambino per il resto della vita.

4 dimensioni di genitorialità:autoritario, permissivo, autorevole, negligente. Questi stili rappresentano il


modo con cui i genitori si rapportano con i minori.Lo stile affettivo influenza i comportamenti del
bambino.L’alleanza tra scuola e famiglia è possibile quando vi è collaborazione tra genitori e insegnanti. I
comportamenti genitoriali devono essere attuati per rendere autonomo il ragazzo e aiutandolo a entrare in
società